venerdì 30 giugno 2017

Alberto Meneghetti di 15 anni è morto per una malattia rara, contro cui ha dovuto combattere per circa due anni



Muore a 15 anni per una malattia rara 

Prima una broncopolmonite, poi lo stato vegetativo: per 2 anni e mezzo Alberto ha combattuto la leucoencefalopatia


MONTAGNANA. Il piccolo Alberto ha terminato la propria battaglia per la vita. Una battaglia affrontata per due anni e mezzo, al fianco di una famiglia che non l’ha mai lasciato solo, nemmeno un giorno. Ma anche da amici, compagni di classe, medici, infermieri e operatori sanitari. Martedì Alberto Meneghetti, 15 anni, è mancato nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Montagnana, dove ormai viveva stabilmente da un anno e dove era arrivato al termine di un altro anno di peregrinazioni attraverso strutture di cura. Alberto è stato stroncato dalle conseguenze di una leucoencefalopatia, patologia rara che nel corpo del ragazzino si è manifestata nel Natale del 2014 sotto forma di broncopolmonite da mycoplasma. «Ci siamo rivolti all’ospedale di Legnago e, dopo un breve ricovero, Alberto è ritornato a casa», racconta la madre Daniela. «Alberto ha però cominciato ad accusare problemi di vista e tremolii, tanto che a scuola non riusciva nemmeno a tenere la penna in mano. Sono stati scambiati per problemi psicologici, ma Alberto non aveva mai sofferto di disturbi di quel tipo». Il 16 gennaio 2015 è stato sottoposto ad ulteriori esami, complice anche il fatto che ormai il bimbo non riusciva neppure a mangiare autonomamente. Il giorno dopo, in ospedale a Verona, è stato sottoposto a risonanza, da cui di fatto non si è più risvegliato. Alberto è entrato in uno stato vegetativo, anticipato da alcune crisi epilettiche, che non si è mai interrotto. «Da qui è cominciato un lungo calvario che ci ha portato tre mesi a Verona, altri tre a Ferrara con la speranza di poter garantire una minima riabilitazione, quindi a Padova e a Conegliano, fino alla Lungodenza di Montagnana». In questi mesi d’ospedale Alberto ha saputo dare solo piccoli segni di vita: «Apriva gli occhi di tanto in tanto, specialmente dopo un forte rumore» continua la madre. «L’ultima volta che ci siamo parlati è durante il viaggio in ambulanza verso l’ospedale di Verona per la risonanza. Gli avevo assicurato che tutto si sarebbe risolto». In questi i genitori di Alberto sono rimasti presenti ogni giorno nella cameretta che gli era riservata nell’ospedale montagnanese. Qui hanno fatto tappa amici, insegnanti e familiari del ragazzino, ai quali i genitori di Alberto oggi non possono che riservare un forte sentimento di gratitudine. Sentimento comune anche verso gli operatori sanitari. La famiglia Meneghetti fa peraltro sapere che non ha mai pensato ad alcuna azione legale verso medici e ospedali: «Alberto è morto per una patologia molto rara verso cui c’era purtroppo poco da fare». Il ragazzo, che prima di ammalarsi frequentava la seconda media all’istituto “Chinaglia” ed era una grande amante della natura e degli animali (avrebbe voluto fare il veterinario), lascia nel dolore mamma Daniela, papà Gianluigi e la sorella Alessia. Il suo funerale sarà celebrato domani mattina alle 10, nel duomo di Montagnana. Stasera, alle 19. 30, sarà recitato un rosario in sua memoria.

Auto contro tir sulla ss 16 molisana: Luca D'aulerio muore a 24 anni compiuti proprio oggi 30 giugno



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Cronache
Auto contro tir sulla SS 16, 24enne di Montenero muore nel giorno del suo compleanno
Il giovane Luca D’Aulerio di Montenero di Bisaccia ha perso la vita nella tragedia avvenuta attorno alle 5,30 all’altezza della spiaggia Ventotto di Petacciato, dove la sua Fiat Croma si è scontrata contro un camion che trasportava prodotti per l’edilizia. Il ragazzo è stato sbalzato dalle vettura morendo sul colpo. Sul posto il 118, i vigili del fuoco, la Polizia stradale e l’Anas. Traffico leggermente rallentato per qualche ora.



Petacciato. È morto sul colpo, sbalzato dall’impatto terribile fra la sua Fiat Croma e un camion di prodotti edilizi all’altezza della spiaggia Ventotto, tratto di strada statale 16 in territorio di Petacciato. Luca D’Aulerio, 24 anni compiuti proprio oggi 30 giugno, stava rientrando verso casa, a Montenero di Bisaccia, da Termoli. L’autista dell’autoarticolato Iveco, un giovane che era appena ripartito dal piazzale dei camion di Petacciato marina, era diretto verso Lecce.

È stato forse un attimo di distrazione fatale a generare l’ennesimo incidente mortale estivo sulle strade del Molise. Secondo quanto ha riferito l’autista, la Croma avrebbe invaso la carreggiata finendogli sotto le ruote e il suo tentativo di evitarlo sarebbe stato inutile. Il giovane camionista italiano, che avrebbe dovuto dirigersi a Lecce, è rimasto sul luogo dell’impatto fornendo informazioni e attendendo le disposizioni delle autorità. Dinamica da stabilire tuttavia, ed è quello che hanno iniziato a fare da stamattina gli uomini della Polizia stradale giunti sul posto poco dopo il fattaccio, avvenutoattorno alle 5,30 in un tratto di rettilineo caratterizzato da un piccolo dosso.

Sul posto chiaramente anche un’ambulanza del 118 coi medici e i volontari che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane, adagiato sull’erba incolta sotto un telo bianco, a pochi metri dall’autoaccartocciata proprio sul lato del guidatore. Qualche metro più in direzione sud il camion fermo di traverso, col parabrezza spaccato, una ruota fuori asse e il gasolio che fuoriusciva copioso mentre una squadra di vigili del fuoco vigilava per evitare che potesse innescarsi un rogo nello stesso punto in cui ieri parte della pineta è andata in fiamme.

Attorno alle 8 anche l’arrivo dei genitori della vittima, comprensibilmente straziati dal dolore.
La mamma ha avuto un malore ed è stata assistita dai medici presenti, mentre la Polstrada attendeva le disposizioni del magistrato prima di poter rimuovere la salma. Il traffico in quel punto, nemmeno un chilometro di distanza dal semaforo di Petacciato marina, è stato leggermente rallentato, con circolazione a senso alternato regolata da personale Anas e dagli stessi agenti della stradale. Sull’asfalto una quantità indefinita di detriti, pezzi di carrozzeria e segni di frenata e impatto, mentre l’anteriore sinistra della Croma giaceva nel fosso fra la vegetazione e la carreggiata.

Immagini di una tragedia, di una mattinata da dimenticare, proprio mentre il popolo di Facebook, inconsapevole, si affanna nell’augurare buon compleanno a un “amico” che invece non c’è più.

Addio al pompiere eroe Nando Broglio; fece l'impossibile per salvare dal pozzo il piccolo Alfredino Rampi

Vermicino, morto il pompiere eroe: il ricordo del collega che visse il terribile soccorso di Alfredino. "Gli diceva sono Nembo Kid, ora ti salvo"

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Venerdì 30 Giugno 2017, 08:01
di Camilla Mozzetti
«Aveva un cuore grande Nando, grande come il coraggio che spese per cercare di salvare Alfredino». Cordano Sabelli, ex vigile del fuoco in pensione dal 26 luglio 2006, ha lavorato per quasi di dieci anni braccio a braccio con il pompiere di Roma che nel giugno del 1981 tentò di tutto per tirar via dal buco nero e profondo più di 60 metri il piccolo Alfredino Rampi.  E con lui, con Nando Broglio, ha trascorso quelle interminabili e drammatiche ore per cercare di salvare il piccolo dal pozzo di Vermicino. «Quando arrivò la chiamata da Frascati - ricorda Cordano - io ero distaccato al centro di via Genova mentre Nando era al Tuscolano II. Una volta arrivati sul posto, Nando da subito ha cercato di mettersi in contatto con il bambino, è stato l'unico che ha sempre mantenuto un contatto con Alfredino», mentre i soccoritori facevano di tutto per trovare il modo più veloce di entrare in quel pozzo.   «Le operazioni - aggiunge ancora Sabelli - si mostrarono subito complicate: il pertugio era troppo stretto, passarono delle ore, giorni interi e Nando non ha mai perso il controllo, non si è mai lasciato andare alla disperazione o allo sconforto». Al contrario, quel vigile del fuoco scomparso all'età di 77 anni per un arresto cardiaco «ad Alfredino gli ripeteva per dargli forza: "Sono Nembo Kid adesso vengo a prenderti, non ti preoccupare"». «Con noi c'era sempre la mamma di Alfredino, la signora Franca, il bambino purtroppo aveva una mano dietro la testa e una sotto il sederino, non poteva muovere le braccia - ricorda ancora Sabelli - gli mandavamo con una cordicella del latte e Nando sempre lì a presidiare ogni operazione».  La scomparsa di Broglio ha lasciato un vuoto in tutto il corpo dei vigili del fuoco. Quell'uomo, rispettato e stimato anche da chi di lui ne ha soltanto sentito parlare, «ha rappresentato al meglio - prosegue ancora Cordano mentre la voce diventa debole per la commozione - il nostro mestiere, che non è mai soltanto una professione, un lavoro». Quando purtroppo le operazione dei soccoritori si conclusero e Alfredino fu tirato fuori morto dal pozzo «Nando era un uomo distrutto, aveva gli occhi spezzati dal dolore».
Un anno più tardi la tragedia di Vermicino, il vigile Sabelli fu trasferito a Palestrina dove poi concluse la sua carriera anche Nando Broglio. «Abbiamo lavorato insieme - conclude Cordano - per tanti altri anni e in tante altre occasioni non ho potuto far altro se non rendermi conto della sua forza, della sua tenecia, della sua onestà umana e intellettuale; era per noi un padre di famiglia, riusciva a collegare il bene e il male, a far andare tutti d'accordo a tenerci uniti come una vera squadra».  

Agente penitenziario di 53 anni uccide la moglie Maria Grazia Russo di 49 anni e poi si suicida; tra i due erano frequenti le liti per motivi coniugali

Agente penitenziario uccide la moglie e si suicida

Tragedia in provincia di Cosenza. Lei lo accusava di tradirla

Accusava il marito di tradirla Maria Grazia Russo, 48 anni, uccisa stamattina con tre colpi di pistola a Montalto Uffugo dal coniuge, Giovanni Petrasso,53 anni, agente di polizia penitenziaria nel carcere di Cosenza. É quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Rende sull'omicidio-suicidio accaduto stamattina a Montalto Uffugo.
Per questo tra i due c'erano liti frequenti l'ultima delle quali é avvenuta proprio stamattina al culmine della quale Petrasso ha ucciso la moglie e si é poi sparato. Dalle indagini é stato appurato inoltre che quando la figlia diciottenne della coppia ha sentito gli spari e si é precipitata in bagno, la madre era stata appena uccisa ed il padre era in piedi accanto al box doccia con la pistola in mano.
L'uomo ha chiesto alla figlia di andare nella sua stanza, invito che la ragazza, in stato di choc, ha accolto. Poco dopo Petrasso si é puntato la pistola d'ordinanza alla tempia ed ha fatto fuoco. Quando sul posto sono arrivati i carabinieri ed il 118, Petrasso era ancora vivo, ma é morto pochi minuti dopo. 
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Vigile spara al comandante Massimo Iussa di 49 anni ( nella Foto ) e si uccide; lite per motivi di lavoro

Vigile spara al comandante e si suicida
"Lite per la gestione dei turni di lavoro" -Foto

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Giovedì 29 Giugno 2017, 17:12
Non erano mai andati d'accordo, si sopportavano. Avevano discusso spesso, a volte anche in maniera violenta, ma il livello dello scontro era sempre rimasto su un piano verbale anche in virtù della gerarchia.  È anche per questo motivo che i colleghi non riescono a spiegare cosa abbia spinto l'agente Massimo Schipa a sparare al proprio vicecomandante Massimo Iussa e poi a uccidersi con un colpo alla tempia subito dopo. Erano negli uffici del Comune di San Donato Milanese (Milano), in via Cesare Battisti.   
Pochi minuti dopo le 15 hanno iniziato l'ennesima discussione per i turni di lavoro, gli orari, le mansioni da svolgere. Motivi sicuramente futili ma che evidentemente hanno minato nel profondo la serenità di Schipa, 52enne originario della provincia di Lecce. Stavolta le parole non sono bastate, l'agente ha impugnato la pistola d'ordinanza, ha sparato un colpo al torace del vicecomandante Iussa e poi ha rivolto la pistola contro sé stesso. Due proiettili sono stati sufficienti per uccidere entrambi. Gli spari hanno paralizzato gli uffici del Comune, in pochi minuti i paramedici del 118 hanno raggiunto i feriti ma le loro condizioni erano ormai disperate. Quando l'ambulanza è arrivata al Pronto soccorso del Policlinico erano già morti.   
«Iussa era un gran lavoratore, una persona molto retta e corretta che non era da attriti», ha ricordato l'ex assessore alle Pari Opportunità della giunta Dompè, Ilaria Amè, tra i primi a riunirsi all'esterno del Comune. Una piccola folla di colleghi dei due e dipendenti comunali si è formata nel piazzale, tutti avevano lo sguardo incredulo. I carabinieri di San Donato stanno ascoltando molti di loro nel tentativo di capire se ci siano altri motivi alla base dell'omicidio-suicidio.   
Nato a Gemona del Friuli ma residente da tempo a Lodi, Iussa era stato da ragazzo segretario del Fronte della gioventù e nel 2007 aveva riportato un grave trauma cranico nel corso di un'aggressione al mercato di via Gramsci dove era intervenuto per sedare una rissa tra automobilisti. «È sempre stato leale - ha detto tra le lacrime Amè, legata da un'amicizia che andava oltre il semplice rapporto di lavoro -. Volevamo farlo comandante, per noi era perfetto

giovedì 29 giugno 2017

9° anniversario di NICOLO' FERRARI; la santa messa, giovedì 29 giugno. Ci manchi tanto

9° Anniversario NICOLO' FERRARI
Il tuo dolce sorriso è sempre vivo in noi.
Nel tuo esempio continua la nostra vita.
Ci manchi tanto.
Mamma, Papà, NICOLAS MARIA.
Una Santa Messa sarà celebrata oggi Giovedì 29 Giugno alle ore 18,30 nella chiesa parrocchiale di Rubiera.

Pietro Sanna, il giovane sardo di 23 anni morto a Londra, è stato ucciso dalla sua coinquilina di 25 anni

Pietro, ucciso a Londra: una ragazza 25enne accusata dell'omicidio

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Giovedì 29 Giugno 2017, 11:06
È stata formalmente accusata dalla polizia britannica di omicidio la giovane donna arrestata ieri nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Pietro Sanna, il 23enne sardo accoltellato a morte qualche giorno fa a Londra. Si tratta di Hasna Begum, 25 anni, originaria del Bangladesh, come riferisce Scotland Yard via Twitter.    Begum - indicata da alcuni media del Regno Unito come coinquilina di Sanna e da altri come vicina di casa - comparirà oggi dinanzi a un giudice della Thames Magistrates' Court per la convalida dell'arresto.

mercoledì 28 giugno 2017

La sala d'attesa dell'Oncologia del S.Maurizio è stata dedicata alla bella violinista Carlotta Nobile, scomparsa a 24 anni a causa della malattia

L’esempio della violinista Carlotta Nobile: amare la vita, sempre

La sala d'attesa dell'Oncologia del San Maurizio ha cambiato nome nell’agosto del 2014, diventando la “sala della musica” dedicata alla violinista Carlotta Nobile, morta un anno prima. Le sale d'at...


La sala d'attesa dell'Oncologia del San Maurizio ha cambiato nome nell’agosto del 2014, diventando la “sala della musica” dedicata alla violinista Carlotta Nobile, morta un anno prima. Le sale d'attesa degli ospedali, pensate per l'accoglienza, sono percepite purtroppo anche come luoghi del silenzio, del disagio, legate ad ansia ed angoscia per la malattia contro la quale si sta lottando, simboli di un tempo ed uno spazio rubati alla vita, nella solitudine di una sensazione di estraneità. La sala di Oncologia, accogliendo i concerti dei "Donatori di musica", si trasforma in sala della musica, per ritrovare una dimensione di ricca umanità. Una sala che diviene luogo di bellezza a disposizione di tutti coloro che, vivendo un periodo difficile della loro vita, si trovano a frequentarla. Anche Carlotta Nobile, musicista, storica dell'arte, umanista, scrittrice, era una fantastica "Donatrice di musica". Una donna che ha lottato contro la malattia fino all’ultimo, morendo purtroppo a soli 24 anni.

Oggi i funerali di Francesca Farinelli, morta in uno schianto in moto: avrebbe compiuto 25 anni il prossimo 2 luglio



Emozionante veglia per Francesca. Oggi i funerali

PORTO GARIBALDI. Saranno celebrati oggi alle 15, nella chiesa di Porto Garibaldi, i funerali di Francesca Farinelli, la giovane comacchiese che ha perso la vita mercoledì scorso dopo un tragico...


PORTO GARIBALDI. Saranno celebrati oggi alle 15, nella chiesa di Porto Garibaldi, i funerali di Francesca Farinelli, la giovane comacchiese che ha perso la vita mercoledì scorso dopo un tragico schianto in moto, avvenuto lungo la provinciale 15 all’altezza del distributore Bertelli. Dopo l'autopsia, nella tarda mattinata di ieri la salma di Francesca è stata trasferita nella camera mortuaria di Comacchio, da dove oggi pomeriggio partirà il corteo funebre diretto a Porto Garibaldi.

Ieri sera amici e parenti si sono raccolti in preghiera per ricordare la 24enne, che gestiva con la mamma Rosella la gelateria “Papaja” di Lido Estensi. Le esequie saranno celebrate da don Andrè Nayeton, che subito dopo la disgrazia aveva espresso parole di sentita partecipazione al lutto della famiglia, ricordando la figura di Francesca, giovane impegnata tra i giovani, nel suo ruolo di capo-aiutante scout nel gruppo scout Porto Garibaldi 1. «Francesca era la ragazza del sorriso - ha detto ieri sera don André in una chiesa gremita -: Un angelo appoggia le ali sulle spalle di papà Raffaelle, mamma Rossella ed il fratello Mirco. La fede è la speranza, questa preghiera questa sera è la nostra forza, anche se Francesca non è riuscita a festeggiare i 25 anni».

Addio al centauro Giovanni Baldinu di 33 anni che ha perso la vita in un incidente sulla pericolosa ss125 sarda; due anni fa, morì una coppia di fidanzati in moto ( nomi e foto)

L’ultimo saluto di Bolotana al centauro morto a Orosei 

Oggi i funerali di Giovanni Baldinu, ucciso nello scontro con un’auto sulla 125 Nello stesso tratto di strada persero la vita nel 2015 due giovani fidanzati
FRANCESCO PUGGIONI - ISABELLA SABA

OROSEI. Un’altra croce si aggiunge alla lunga lista degli incidenti mortali sulla statale 125, nel tratto che da Orosei porta a Siniscola. Una arteria trafficatissima nei mesi estivi, presa d’assalto soprattutto da motociclisti di varie nazionalità che la percorrono in lungo e in largo e che, spesso, diviene purtroppo teatro di gravissimi incidenti stradali. A pochi chilometri di distanza dal punto in cui domenica ha perso la vita il 33enne di Bolotana, Giovanni Baldinu, sempre nel mese di giugno di due anni fa, ci furono altre due vittime, Francesco Puggioni, di Nuoro ed Isabella Saba di Bitti, Entrambi viaggiavano a bordo di una moto scontratasi con una vettura condotta da turisti tedeschi che aveva deciso di immettersi in una strada laterale. La coppia, che procedeva in direzione di Orosei, era in fase di sorpasso quando era finita addosso all’auto che stava svoltando a sinistra. A finire in ospedale quel giorno furono anche altri due motociclisti di Nuoro, padre e figlio, che seguivano la prima moto e che finirono anche loro contro un’ auto. Quasi simile la dinamica del terribile incidente costato la vita domenica al centauro di Bolotana. Il giovane, che faceva il camionista, era diretto verso le località della costa per un’ escursione. Era arrivato a Sos Alinos, centro vacanziero tra Orosei e Siniscola già invaso dai turisti, dopo aver superato il bivio per Cala Liberotto, aveva proseguito verso nord arrivando nei pressi della chiesa e dell’unica farmacia della borgata, una zona dove ci sono anche numerose attività commerciali, market e seconde case. Il motociclista ha percorso qualche altro centinaio di metri, poi si è improvvisamente trovato la strada sbarrata da una Subaru condotta da un turista svizzero. L’auto non ha rispettato lo stop chiaramente indicato dalla segnaletica orizzontale e verticale, e si è inserita sulla statale proprio nel momento in cui arrivava la moto. Impossibile per Giovanni Baldinu evitare l’urto. La moto, una Yamaha R1, ha preso in pieno lo sportello posteriore della vettura e per il centauro, malgrado i tentativi di rianimazione effettuati sul posto dai sanitari del 118, non c’è stato nulla da fare. I carabinieri, di Orosei, hanno effettuato i rilievi e chiarito la dinamica del sinistro. L’autista svizzero che è risultato negativo al test alcoolemico, avrebbe dichiarato di non essersi accorto dell’arrivo della moto e di avere impegnato la strada, sicuro che la carreggiata fosse libera. Per il momento, nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti, ma i carabinieri hanno inviato in Procura una precisa ricostruzione dell’accaduto. Le spoglie dello sfortunato centauro, che viveva a Bolotana con la mamma e due sorelle, sono state ieri riconsegnate ai familiari per le esequie. I funerali dovrebbero tenersi oggi.

Moto finisce contro guardrail dopo una curva: muore Daniela Rivella, commercialista di 42 anni, che viaggiava sulla moto come passeggera


Incidente mortale a Vernante, vittima una commercialista di Alba


Incidente mortale a Vernante, sulla statale 20 del colle di Tenda, nella mattinata di  sabato 24 giugno.
Vittima una donna, che viaggiava come passeggera su una moto, finita contro un guard rail dopo una curva.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e il 118, con l’elisoccorso. Le condizioni di Daniela Rivella (nella foto, dal suo profilo Facebook), 42enne commercialista con lo studio a Neive, sono apparse subito gravi e nonostante i soccorsi non c’è stato nulla da fare per lei.
Il conducente della moto è stato ricoverato ma non sarebbe in pericolo di vita.
ta.

Scontro fra due auto e una moto: muore la palermitana Nunzia Iacono di 31 anni

PALERMO
 - Incidente mortale sull'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, nel pomeriggio, intorno alle 18,30. La vittima è una donna 31enne, Nunzia Iacono, palermitana, che era alla giuda di un’auto rimasta coinvolta nell'incidente. Secondo quanto è stato possibile ricostruire sinora, nel sinistro sono stati coinvolti tre veicoli: due auto e una moto. Non si conosce ancora l’esatta dinamica dell’incidente, che è avvenuto all’altezza della galleria di Isola delle Femmine in direzione di Palermo. Sul posto stanno operando gli agenti della Polizia stradale ed il personale del 118. Lunghe code si sono formate sull'autostrada, a partire dal km 4,5 tra Capaci e Isola delle Femmine, in direzione del capoluogo siciliano.
Da cinque ore il traffico sull'autostrada A29 Mazara del Vallo-Palermo è paralizzato a causa dell'incidente mortale all’altezza della galleria di Isola delle Femmine. Gli automobilisti incolonnati e con i motori spenti sono scesi dalle vetture anche a causa del caldo asfissiante con temperature che oggi hanno superato anche i 40 gradi.
Anas e Protezione Civile, dicono gli automobilisti, fino ad ora non hanno garantito alcuna assistenza. «Siamo da un tempo infinito in balia di noi stessi - spiegano gli automobilisti in coda - senza neppure ricevere una bottiglia d’acqua».
Dalla sala operativa dell’Anas spiegano che sono ancora in corso i rilievi del medico legale sulla vittima dell’incidente e che si attende la conclusione dell’ispezione del corpo della vittima per riaprire l’autostrada. Anche le strade alternative come la statale sono rimaste intasate dall’intenso flusso di auto che cercavano disperatamente di evitare la lunga coda in autostradA

martedì 27 giugno 2017

E' mancata all'affetto dei suoi cari ANGELA RONCARI in POLO di anni 36; i funerali, mercoledì 28 c.m. Si ringraziano tutti coloro che intevverranno al lutto della famiglia

N27 giugno 1980
ISOLA DELLA SCALA
M25 giugno 2017
MANTOVA
E' mancata all'affetto dei suoi cari ANGELA RONCARI in POLO di anni 36
Ne danno il doloroso annuncio il marito MANUEL, l'adorata figlia ANDREA, la mamma IVANA, il papà ADRIANO, i fratelli REMO, SEBASTIANO, VALERIA con le rispettive famiglie, la suocera GINA, il cognato ALESSIO con LUCREZIA uniti ai parenti tutti. I funerali si svolgeranno mercoledì 28 c.m. alle ore 10 nella Chiesa Parrocchiale di Villimpenta ove la cara salma giungerà dall'Ospedale C. Poma di Mantova, proseguendo poi al Cimitero locale.
Un grazie al Medico di base Dott. Domenico Capoferro per le amorevoli cure prestate.
Si ringraziano anticipatamente tutti coloro che interverranno al lutto della famiglia.

Frontale in galleria causa quattro morti, tra cui Raffaele La Rocca di 40 anni e il figlio Luigi di 8 anni

Frontale in galleria sulla Salerno Reggio Calabria: quattro morti, di cui un bimbo di 8 anni

RAFFAELE LA ROCCA
Una famiglia distrutta: deceduti padre e figlio, in gravi condizioni la moglie e altre due figlie. L'incidente in un tratto autostradale a doppio senso per consentire l'effettuazione dei lavori
LAINO BORGO (Cosenza) - Un bambino di otto anni, una donna e due uomini sono morti, stamattina, in uno scontro frontale tra due auto avvenuto lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, nella galleria "Jannello" tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno.

Due delle vittime, residenti a Pomigliano d'Arco (Napoli), viaggiavano a bordo di una Renault: si tratta di Raffaele La Rocca, di 40 anni, e del figlio Luigi, di 8 anni. Sulla vettura si trovava anche la moglie di La Rocca, Antonietta Dentino, di 37 anni, ricoverata in gravi condizioni nell'ospedale di Cosenza, e le altre due figlie della coppia, una di quattro anni e l'altra di 12, anche loro ricoverate a Cosenza. Le altre due persone decedute, che viaggiavano nella seconda auto coinvolta nell'incidente, una Suzuky, sono Santo Moschella, di 85 anni, ed Olga Brancone, di 83, residenti a Genova.

In quel tratto di autostrada 'A2 "del Mediterraneo" il traffico si svolgeva a doppio senso per consentire l'effettuazione di lavori. Secondo una prima ricostruzione, in un tratto in curva una delle due auto avrebbe invaso la corsia opposta. Sul posto sono intervenute le squadre Anas, l'eliambulanza del 118 e la Polizia stradale. Il traffico ha subito notevoli disagi: è stato deviato sulla viabilità locale con uscita obbligatoria in direzione sud a Laino Borgo e rientro in A2 a Mormanno e viceversa in direzione nord, attraverso la ex statale 19. dopo alcune ore, il tratto autostradale è stato riaperto regolarmente.


 

il famoso conduttore televisivo Paolo Limiti è morto stanotte, dopo aver lottato contro un tumore per circa un anno

Paolo Limiti morto di tumore, il popolare conduttore tv aveva 77 anni

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Martedì 27 Giugno 2017, 09:36
Paolo Limiti è morto stanotte, dopo aver perso la sua battaglia contro il tumore che lo aveva colpito appena un anno fa. Il popolare conduttore televisivo aveva 77 anni.  Celebre per le sue trasmissioni in Rai, Paolo Limiti era nato a Milano l'8 maggio 1940 e da circa un anno combatteva contro il male che lo aveva colpito in vacanza ad Alassio. Limiti, oltre che produttore e conduttore televisivo, era anche un noto paroliere, avendo scritto canzoni per Mina.    Nella sua lunga carriera televisiva, Paolo Limiti era stato anche autore di 'Rischiatutto', la celebre trasmissione condotta da Mike Bongiorno.  Subito dopo la morte di Paolo Limiti, Mina scrive questo messaggio struggente​
 

    Grande esperto dello showbusiness internazionale, i più giovani lo ricorderanno sicuramente per la relazione con Justine Mattera (i due sono anche stati sposati per due anni, dal 2000 al 2002) o per le comparsate con l'inseparabile pupazzo Floradora, una cagnetta che l'accompagnava spesso in studio.
 
  Un pezzo di storia dello spettacolo italiano che se ne va. Le testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha avuto l'opportunità di lavorare con lui indicano chiaramente quanto Paolo Limiti sia stato capace di farsi amare e di lasciare il segno nella memoria, individuale e collettiva.
 

 

lunedì 26 giugno 2017

Paola Cabras di 22 anni è morta in un frontale con l'auto sulla ss125 sarda



Scontro frontale tra due auto
Una 22enne non ce l'ha fatta


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La ragazza è morta nello schianto.                                    Feriti i tre giovani che erano nell'altra auto.

Schianto mortale nella notte in Ogliastra. Una giovane di Girasole, Paola Cabras, di 22 anni, ha perso la vita sulla Ss 125 vicino a Tortolì in seguito a un violento scontro con una Opel Astra a bordo della quale viaggiavano altri tre giovani, rimasti gravemente feriti e ricoverati nell'ospedale di Lanusei.

Paola Cabras guidava una Fiat 600 che nel frontale è finita fuori dalla carreggiata. Immediato l'intervento del personale del 118 che ha trasportato i passeggeri della Opel in ospedale, mentre per la giovane non c'è stato niente da fare: è morta sul colpo. Sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Stradale di Nuoro e Lanusei per i rilievi.

Secondo una prima ricostruzione l'incidente è avvenuto alle 3. L'impatto fra la Opel e la Fiat 600 mentre quest'ultima, proveniente da nord, si stava immettendo a sinistra in un'area di servizio. Nel luogo dell'incidente anche i Vigili del Fuoco di Tortolì, i carabinieri e gli uomini dell'Anas. (Ansa)

Katia Bazzoli di 32 anni è morta a causa di un improvviso attacco di cuore


Stroncata da un malore in casa a 32 anni 

Inutili i soccorsi del 118. L’ospedale dispone l’autopsia per capire le cause del decesso. Aveva appena trovato lavoro  


PORTO MANTOVANO. Stroncata da un inspiegabile malore a 32 anni. E in un momento di particolare felicità: proprio poche ore prima le avevano comunicato che avrebbe iniziato un nuovo lavoro.

Tragedia ieri mattina in un’abitazione di Porto Mantovano. Katia Bazzoli è morta sotto gli occhi della madre, colpita da un improvviso e violento malore che le ha provocato un immediato arresto cardiaco.

A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione messi in atto dal personale medico del 118 e dai colleghi del pronto soccorso del Carlo Poma. La 32enne è stata massaggiata per circa due ore, ma tutto purtroppo è risultato inutile.

Il decesso è stato decretato poco dopo mezzogiorno al pronto soccorso. L’ospedale ha deciso di indagare sulle cause della morte disponendo un’autopsia interna, in accordo con la famiglia.


La giovane donna non aveva particolari patologie o perlomeno non a lei note. Tempo fa era stata sottoposta ad un intervento chirurgico, ma non legato a problemi cardiaci.

L’allarme alla centrale del 118 è arrivato intorno alle 10. La 32enne era nella sua camera e pare stesse telefonando. Ad un tratto la madre ha sentito uno strano rumore, forse una flebile richiesta di aiuto. Si è precipitata ed ha visto la figlia esanime sul letto che non dava più segni di vita.

Automedica e ambulanza sono subito accorse a Porto Mantovano. Il medico rianimatore ha immediatamente iniziato tutte le manovre del caso per cercare di far ripartire il cuore che si era fermato. Nulla da fare.

I sanitari ci hanno provato per circa un’ora, poi sono partiti alla volta del pronto soccorso per un ultimo disperato tentativo. Al Poma i sanitari hanno continuato per un’altra ora, ma alla fine si sono dovuti arrendere.

Terribile incidente sulla Ragusana; nello scontro sono morti Simone Gulino e Giorgio Licitra di 27 e di 34 anni, nonchè Mirko Mezzapesa di 43 anni,


NEL SIRACUSANO

Incidente mortale sulla Ragusana
Sono tre le vittime dello scontro


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  Due auto si sono scontrate e una è volata giù dalla carreggiata e ha preso fuoco.
SIMONE GULINO

SIRACUSA - È di tre morti il tragico bilancio dell'incidente stradale avvenuto la notte scorsa intorno alle 2.30 sulla strada statale 194, denominata Ragusana, all'altezza di Lentini. La vittime sono Simone Gulino e Giorgio Licitra, rispettivamente di 27 e 34 anni, di Ragusa, che lavoravano in una pizzeria. E Mirko Mezzapesa, 43 anni di Lentini, dipendente di un'agenzia di assicurazioni.

L'impatto mortale è avvenuto tra una Bmw320, guidata dal 43enne, che stava rientrando a Lentini, scontratasi frontalmente con un'Alfa Gt, a bordo della quale c'erano i due ragusani, che

viaggiavano in direzione Catania. La dinamica deve essere ancora accertata con esattezza dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Augusta, ma una delle due autovetture avrebbe invaso l'altra corsia.


Probabilmente a causa dell'alta velocità, la Bmw ha fatto un volo di circa 4 metri, oltrepassando il guard rail e finendo sul terreno dove ha preso fuoco. Il conducente è stato sbalzato fuori ed è morto sul colpo. Anche per i due ragusani è stato fatale l'impatto.

Le salme sono state trasportate all'obitorio dell'ospedale di Lentini dove è avvenuta l'identificazione da parte dei familiari. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. E il personale del 118 che ha potuto solo constatare i decessi.

Marcella Cinieri, giovane mamma di 32 anni, è morta in uno scontro frontale al ritorno dal mare; feriti il marito e il figlioletto

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Muore una donna, feriti il marito ed il figlioletto di 18 mesi.
E’ questo il tragico bilancio di un terribile incidente stradale verificatosi alle 19.00 di oggi sulla strada provinciale che collega Nardò ad Avetrana.

A perdere la vita è stata una giovane madre di Villa Castelli, Marcella Cinieri, di 32 anni.
La donna viaggiava a bordo di una Citroen C3 che si è schiantata frontalmente con una Volkswagen Polo.
Il marito, che era alla guida dell’auto è rimasto ferito in maniera non grave. Il figlio di 18 mesi, che era in braccio alla donna al momento dell’incidente versa in condizioni più gravi.

La donna è morta sul colpo mentre il marito ed il figlio sono stati trasferiti all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Illeso il conducente della seconda vettura, un uomo di Avetrana.

Secondo la prima ricostruzione dell’incidente la madre avrebbe fatto da scudo al corpo del piccolo che viaggiava in braccio a lei. Quando sono giunti i primi soccorritori, per la donna non c’era più nulla da fare. Era seduta sul sedile del passeggero mentre il figlio era stato preso in braccio dal padre ferito in maniera non gravissima.

Addio Simone Carnieletto di 48 anni, imprenditore tessile stimato e apprezzato per la sua cordialità; il cordoglio dei dipendenti della sua azienda

Imprenditore stroncato a 48 anni, lacrime e cordoglio dai dipendenti della sua azienda

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Lunedì 26 Giugno 2017, 05:01
CESSALTO - Si è spento ieri mattina al Ca' Foncello di Treviso per un male incurabile Simone Carnieletto, imprenditore di Cessalto di 48 anni. Con i fratelli Tiziano, Wilma e Luisella era alla guida di Twils, realtà conosciuta a livello internazionale nel settore dei letti tessili imbottiti, dei complementi e della biancheria.
L'espressione azienda familiare si addice con particolare efficacia a Twils.  Una storia imprenditoriale di successo, dovuta all'affiatamento e alla capacità di quattro fratelli che hanno saputo valorizzare le competenze e le passioni individuali. E in azienda la scomparsa di Simone Carnieletto lascia un vuoto incolmabile. «Simone - raccontano tra le lacrime - era conosciuto e apprezzato per la solarità, l'energia e il perenne sorriso con cui affrontava sia la vita quotidiana che quella professionale, nel suo amato ruolo di direttore di produzione».

domenica 25 giugno 2017

Incidente mortale di Martina Romeo di 23 anni: i dubbi e le angosce dei genitori



I genitori: fate chiarezza sullo schianto

GALLO. Continuano ad avvicendarsi le domande, i dubbi e le angosce nei genitori di Martina Romeo, la ragazza di 23 anni che  lo scorso 29 aprile è morta dopo essere rimasta coinvolta in un incidente...


GALLO. Continuano ad avvicendarsi le domande, i dubbi e le angosce nei genitori di Martina Romeo, la ragazza di 23 anni che a lo scorso 29 aprile è morta dopo essere rimasta coinvolta in un incidente stradale sul ponte sul Reno, tra Gallo e Malalbergo. Avrebbe potuto salvarsi? Non c’era niente da fare? La ragazza, che abitava a San Pietro in Casale, nel Bolognese, è deceduta poche ore dopo all’ospedale Sant’Anna di Cona. La sua auto si era schiantata contro uno dei piloni d’acciaio del ponte. La ragazza, bloccata nell’abitacolo del suo veicolo, e nonostante i soccorsi non ce l’ha fatta. La tragedia avrebbe potuto essere evitata se quei piloni fossero stati protetti con un sistema di contenimento? I genitori, attraverso il consulente personale Luigi Peron, si sono rivolti a Studio 3A, società di patrocinatori stragiudiziali specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini. Secondo Peron «quei piloni non sono a norma, rappresentano un pericolo gravissimo per gli utenti della strada e ci sorprende che nessuno finora si sia posto il problema e sia intervenuto: se qualcuno sbanda a causa anche di un malore, come può essere successo a Martina, o di una lastra di ghiaccio, rischia la vita. Ora - spiega lui - predisporremo la perizia con tutte le varie considerazioni e poi decideremo come agire».

Marco Tosello di 50 anni muore giocando a calcetto; lascia la moglie e due figli


Si accascia giocando a calcetto e muore 

Marco Tosello, 50 anni, disputava una partita con gli amici negli impianti di Conselve. Lascia la moglie Manola e due figli


CONSELVE. È finita in tragedia la consueta partita di calcetto del giovedì sera fra amici. Uno dei giocatori si è accasciato in campo, perdendo i sensi, con tutta probabilità a causa di un attacco di cuore. Nonostante i soccorsi tempestivi, Marco Tosello, cinquant’anni, di Conselve, non ha più ripreso conoscenza ed è deceduto durante il trasporto in ospedale.

È successo giovedì sera, dopo cena, negli impianti sportivi del Tennis Club di via Vettorato, sotto gli occhi degli amici che si erano dati appuntamento, come ogni giovedì, per la partita settimanale di calcetto. Tosello era sceso in campo come nelle altre occasioni e si era messo in porta. Sembrava che tutto procedesse come sempre quando, all’improvviso, qualcuno si è accorto che Marco era finito a terra. «Abbiamo subito capito che era successo qualcosa di serio» racconta Alessandro, uno degli amici in campo tra i primi a soccorrerlo, «e abbiamo immediatamente chiamato il 118. Marco non si muoveva né rispondeva ai nostri stimoli». L’ambulanza, partita dall’ospedale di Conselve, a poche centinaia di metri di distanza, è arrivata nel giro di pochissimi minuti e il personale sanitario ha subito usato il defibrillatore nella speranza che il cuore dell’uomo immobile a terra riprendesse a battere. Poco dopo è arrivata anche l’automedica e successivamente l’ambulanza è partita alla volta del Pronto Soccorso di Schiavonia. Durante il tragitto, però, fallito ogni tentativo di rianimazione, Marco Tosello è stato dichiarato morto. La notizia è subito rimbalzata a Conselve fra gli amici con i quali condivideva la passione per il calcio e il ciclismo.

Quella sera nessuno aveva notato nulla di strano in Marco, che era sceso in campo come molte altre volte, con il sorriso sulle labbra e la voglia di divertirsi in compagnia. «Era stata una giornata calda» raccontano gli amici, «ma non era certo una serata torrida. E poi si trattava della solita partita tranquilla. Non sappiamo se il caldo possa aver influito in qualche modo nel malore. Quel che sappiamo è che Marco è finito a terra senza avere il tempo di pronunciare una parola e che nonostante i soccorsi siano stati rapidissimi non c’è stato nulla da fare». Chi lo conosce da decenni ricorda che da giovane, intorno ai vent’anni, Marco aveva avuto dei problemi cardiaci, ma questo non gli aveva impedito di condurre la sua vita normalmente. Ora probabilmente sarà l’autopsia a confermare la causa del decesso.

Operaio saldatore in una azienda di Terrassa Padovana, Tosello lascia la moglie Manola e due giovani figli che vedeva crescere con soddisfazione e seguiva con dedizione. All’impegno sul lavoro e alla famiglia, Tosello alternava la passione per il calcio e la bicicletta, praticata con un gruppo affiatato di amici con i quali si concedeva qualche escursione fuori porta. Del gruppo faceva parte anche Gianni Borella, 62enne commercialista di Conselve, morto lo scorso anno in seguito a un incidente durante un giro in montagna in sella alla sua bici.

Uranio impoverito: è morto l'ex militare Antonio Attianese di 38 anni, per una forma tumorale contratta durante una missione all'estero


Uranio impoverito, morto militare malato

Antonio Attianese si era battuto, inutilmente, per indennizzi



(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Antonio Attianese, il militare
ammalato di tumore dopo essere stato in missione in Afghanistan
e che a lungo si era battuto per ottenere un adeguato indennizzo
e assunzioni di responsabilità a nome di tutte le vittime
dell'uranio impoverito, è morto oggi nella sua casa di Sant'
Egidio del Monte Albino. Lo hanno fatto sapere le associazioni
Assoranger e Assomilitari fondate da commilitoni che avevano
abbracciato la sua causa, da lui presiedute. "Il decesso è
avvenuto oggi alle 15,30 dopo lunghi anni di sofferenze per la
malattia - senza aver ricevuto le dovute risposte dallo Stato",
sottolineano in una nota. Attianese lascia la moglie Maria e due
bambini di 5 e 6 anni. "I colleghi - aggiunge la nota -
annunciano che 'il caso Attianese' non si chiude con il decesso
del collega, ma che la battaglia, che è anzitutto di civiltà e
umanità, continuerà nutrita dalla partecipazione dei moltissimi
militari che, in tutta Italia, hanno risposto all'appello e
aderito alle associazioni Assoranger e Assomilitari".

Pubblicato su La Nuova Sardegna

Ilaria Dilillo di 48 anni è stata travolta e uccisa con lo scooter da un'auto pirata: il conducente era drogato

Drogato al volante investe una donna in scooter: Ilaria muore a 48 anni -Foto

1 COMMENTO
Sabato 24 Giugno 2017, 12:42
di Francesco Faenza
Dopo aver trascorso una serata con gli amici, Ilaria Dilillo rientrava a casa, a Salerno, in scooter. Nei pressi dell'uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, la 48enne è stata travolta da un uomo di Roma, che guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. 
P
L'incidente è avvenuto alle due della scorsa notte.  Ilaria è caduta sull'asfalto ed è morta dopo pochi minuti di agonia. Il suo scooterone è stato ritrovato a 200 metri di distanza dall'impatto con l'Audi A3.  Gli agenti della polizia stradale di Eboli hanno arrestato il 32enne di Roma risultato positivo ai test anti droga. L'uomo è in carcere con l'accusa di omicidio stradale aggravato. 
 
La salma di Ilaria Dilillo è stata ricomposta e condotta all'obitorio di Battipaglia. Il medico legale, Giovanni Zotti, ha effettuato l'esame esterno. La salma è stata poi affidata a un'agenzia funebre per la cerimonia funebre. L'indagine è pressochè conclusa. Ilaria viveva in centro, a Salerno, in compagnia del padre.  Lavorava presso uno studio legale. Il 2 luglio avrebbe compiuto 49 anni. Ma lungo la sua strada ha incrociato un uomo lanciato a razzo che ha spazzato via i sogni della scooterista salernitana.
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