giovedì 19 ottobre 2017

Gisella Toscano di 48 anni è morta nello scontro frontale dell'auto con un furgone; cordoglio in città

Marsala, muore sorella della sindaca di Erice
Dopo scontro frontale tra utilitaria e furgone

Pamela Giacomarro

Cronaca – È accaduto ieri sera in contrada Birgi, non lontano dall'aeroporto Ignazio e Vincenzo Florio. La vittima, 48 anni, si chiamava Gisella Toscano. Inutile l'intervento del 118. Illeso il conducente dell'altro mezzo. Tanti i messaggi di cordoglio pubblicati sulla pagina della prima cittadina

Tragico incidente ieri sera, attorno alle 21 a Marsala, in contrada Birgi, nei pressi dell'aeroporto Ignazio e Vincenzo Florio. A perdere la vita, Gisella Toscano, di 48 anni, sorella della sindaca di Erice, Daniela.
La donna, alla guida di una utilitaria, per cause ancora da accertare si è scontrata frontalmente con un furgone. L'impatto è stato violentissimo. Scattato l'allarme, sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118, ma per la 48enne non c'era più nulla da fare. Illeso il conducente dell'altro mezzo coinvolto nell'incidente.
La notizia della morte di Gisella Toscano ha subito fatto il giro del web. Tanti i messaggi di cordoglio lasciati sulla pagina del primo cittadino di Erice.

mercoledì 18 ottobre 2017

10° anniversario TANIA CAPPELLETTI di anni 14; una prece

ANNIVERSARIO † 2007  2017 TANIA CAPPELLETTI                                                                      Il tempo non cancella il
ricordo e il dolore,
ma permette di
sopravvivere...
I familiari.
Santo Rosario stasera, ore 20, chiesa Villanova.

anniversario MARCO SIGNORE; in tuo ricordo

ANNIVERSARIO MARCO SIGNORE Com'è dolce la sera stasera, c'è nell'aria qualcosa di te...            la tua mano mi sfiora leggera...

Daria Guazzotti, infermiera di 25 anni, è morta travolta da un'auto, dopo il turno di lavoro

Daria torna a casa dal turno di infermiera e viene travolta da un'auto: muore a 25 anni
Daria Guazzotti è morta durante la notte all'ospedale di Circolo di Varese: l'infermiera 25enne è stata investita  da un'auto mentre attraversava via Magenta a Varese. 






Originaria di Valenza, in provincia di Alessandria, la giovane si era trasferita da pochi mesi a Varese, per lavorare all'ospedale Del Ponte. È stata travolta mentre tornava a casa a piedi dopo il turno. In seguito all'incidente ha riportato un gravissimo trauma cranico, ed è morta al Pronto soccorso.

«Esprimiamo cordoglio per la tragedia - ha spiegato il vicesindaco di Varese Daniele Zanzi - non dobbiamo abbassare la guardia di fronte al tema della sicurezza stradale, in particolare di pedoni e ciclisti». ​​





Anna Ranzolin di 50 anni cede durante la corsa e muore dopo 48 ore di agonia


Vicenza, si sente male durante la corsa: donna muore dopo 48 ore di agonia
Anna Ranzolin si è spenta ieri a 50 anni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove si trovava da domenica: in mattinata era stata colta da infarto mentre correva alla marcia “Per mano insieme” di Sant’Eubebio a Bassano.

Anna Ranzolin lungo il percorso della marcia era stata soccorsa con un messaggio cardiaco effettuato da una giovane scout-soccorritrice prima di essere rianimata dai sanitari del Suem e ricoverata all’ospedale di Bassano. Dove ha avuto un peggioramento per una coaugulazione intramuscolare in più parti del corpo, che hanno spinto i medici a trasferirla a Santorso, più vicina a casa per favorire i familiari: la mamma e una sorella. Anna Ranzolin che a Santorso si è spenta senza mai riprendersi, da 25 anni lavorava in municipio a Zanè come segretaria del sindaco.

Anna Ranzolin si è spenta ieri a 50 anni nel reparto di rianimazione dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove si trovava da domenica: in mattinata era stata colta da infarto mentre correva alla marcia “Per mano insieme” di Sant’Eubebio a Bassano.

Anna Ranzolin lungo il percorso della marcia era stata soccorsa con un messaggio cardiaco effettuato da una giovane scout-soccorritrice prima di essere rianimata dai sanitari del Suem e ricoverata all’ospedale di Bassano. Dove ha avuto un peggioramento per una coaugulazione intramuscolare in più parti del corpo, che hanno spinto i medici a trasferirla a Santorso, più vicina a casa per favorire i familiari: la mamma e una sorella. Anna Ranzolin che a Santorso si è spenta senza mai riprendersi, da 25 anni lavorava in municipio a Zanè come segretaria del sindaco.

martedì 17 ottobre 2017

Elisabeth Pulaski, giovane americana di 19 anni, è morta nel frontale tra due auto; in arresto l'amico per omicidio stradale

Livorno, diciannovenne americana muore nel frontale fra due auto. L'amico in arresto per omocidio stradale


L
La vittima si chiamava Elisabeth Pulaski era a bordo di una Punto guidata da un ventenne risultato positivo all'alcol test
Livorno. Era già arrivata a casa dopo la discoteca, mancavano pochi minuti all'alba quando Elisabeth, 19 anni, ha ricevuto la telefonata di Thomas, l'amico che l'aveva riaccompagnata in quella periferia livornese: "Dài Betty, è ancora presto accompagnami a fare colazione". E lei ha ceduto, ha detto sì. Così è risalita sulla Punto di colore scuro e l'amico, secondo una prima ricostruzione dei soccorritori, ha imboccato una rotatoria in contromano andando a schiantarsi frontalmente con una Ford Fusion a Vicarello, vicino a Collesalvetti. E' così che una ragazza  di origine americana, Elisabeth Pulaski, ha perso la vita. Il suo amico, Thomas è adesso agli arresti per omicidio stradale: aveva un tasso alcolemico molto al di là del consentito. L'incidente è avvenuto domenica 15 ottobre alle 6 del mattino sulla strada regionale 206. La Punto dopo l'urto è finita nel fossato adiacente alla strada e per la ragazza, Elisabeth, malgrado i soccorsi siano stati immediati, non c'è stato niente da fare. Ferite, ma non in pericolo di vita, le altre due persone: un ventenne residente a Collesalvetti e un quarantenne di Cascina (Pisa). Entrambi sono stati trasferiti al pronto soccorso di Cisanello in codice giallo. Sul posto, oltre ai carabinieri per i rilievi, sono intervenuti i vigili del fuoco e tre ambulanze e l'automedica.
Nell'incidente sono rimasti lievemente feriti l'amico, Thomas Caponi e il conducente della Focus, un quarantenne della zona. La diciannovenne di origine americana (il padre è un ex dipendente della base di Camp Darby, mentre la mamma è toscana) era da poco rientrata in Toscana dopo aver lavorato in un ristorante a Londra. 

lunedì 16 ottobre 2017

Emanuele Picotti, boscaiolo di 29 anni, è morto schiacciato dai tronchi; martedì i funerali

attimis 

Martedì l’ultimo saluto a Emanuele Picotti

Comunità in lutto per la scomparsa del 29enne.
ATTIMIS. È vastissimo, nel Friuli collinare, il cordoglio suscitato dalla tragica scomparsa del ventinovenne Emanuele Picotti, avvenuta venerdì nei boschi del monte Rep dove il giovane stava lavorando.

Un brutto incidente, con una catasta di tronchi che è rovinata addosso al boscaiolo attimense senza lasciargli possibilità di salvezza.

In paese le notizia è stata accolta dapprima con incredulità, poiché tutti lo conoscevano come un boscaiolo esperto, un grande lavoratore e in tanti non sapevano capacitarsi quindi dell’accaduto; poi lo stupore ha lasciato il posto al dolore, profondo, muto, condiviso ormai da tutta la comunità.

Proprio per rispetto nei confronti della famiglia e dell’intero paese così duramente colpito dall’accaduto – Emanuele viveva da sempre coi genitori in borgo Piccoli – la Pro loco Alta val Malina di Attimis ha deciso di rimandare l’evento che era stato messo in programma per oggi a villa d’Attimis–Strassoldo.

Si tratta della la presentazione della produzione grafica digitale realizzata degli allievi del corso di “Addetto alla produzione grafica digitale” del Civiform di Cividale, impegnati nella “ri-progettazione” del logo della Pro loco stessa. Si tratta chiaramente di un’iniziativa valida e meritoria ma i cui risultati, per rispetto verso il difficile momento che questa comunità sta vivendo, saranno presentati in futuro, a data da destinarsi.

Le esequie di Emanuele Picotti, alle quali in molti vorranno partecipare, sono state invece fissate per martedì, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Attimis.

Emanuele era molto conosciuto nel suo paese, soprattutto da chi condivideva con lui il grande amore per la natura e per le escursioni, ma anche nel Cividalese, dove aveva lavorato.

Emanuele lascia i genitori Sandro e Sonia, il fratello Simone, tutti i parenti.

15 ottobre 201

Calogero Licata di 33 anni è morto nello schianto in moto contro il guardrail; ferita la moglie con cui si era sposato da poco

Schianto in moto sulla Palermo-Catania: lui muore, grave la moglie

L'incidente vicino allo svincolo di Scillato. La vittima, Calogero Licata, aveva 33 anni ed era di Petralia Sottana. La coppia si era sposata un mese fa
Tragico incidente oggi pomeriggio sull’autostrada A19 Palermo-Catania, nei pressi dello svincolo di Scillato, sulla carreggiata in direzione Catania. Ha perso la vita un giovane di 33 anni, Calogero Licata, di Petralia Sottana, mentre la moglie Valentina Nisi, di 30, nello schianto è rimasta gravemente ferita.

Secondo le prime ricostruzioni, i due, che viaggiavano a bordo di una moto di grossa cilindrata, si sono schiantati sul guardrail. L’uomo è morto sul colpo. La moglie è stata trasportata con l’elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo, in gravissime condizioni. In un primo momernto i medici avevano temuto fosse necessario amputarle le gambe, ma l'ipotesi per fortuna è stata scongiurata dopo esami più approfonditi.

Sconforto e dolore a Petalia Sottana, dove Calogero Licata era molto conosciuto. Era titolare di un'azienda di autonoleggio e faceva la spola tra i paesi delle Madonie e Palermo. La coppia si era sposata da poco più di un mese. Vista la giornata quasi primaverile, Licata e la moglie avevano deciso di fare una gita in moto e raggiungere Cefalù. Sulla via del ritorno il tragico schianto.

 

Ernesto Paoletti, architetto di 51 anni, è morto precipitando con la moto nel dirupo

Architetto vola fuori strada con la moto, precipita nel dirupo e muore

Drammatico incidente questa mattina a Sarnano: la vittima è Ernesto Paoletti, 51 anni, di Montegiorgio


 
 
 
 
 
 
11 Voti

Ernesto Paoletti

Sarnano (Macerata) 15 ottobre 2017 - Tragico incidente stradale in moto questa mattina a Sarnano. La vittima è Ernesto Paoletti, architetto di 51 anni di Montegiorgio. Intorno alle 10.30  il motociclista, che stava salendo verso Sassotetto con un gruppo di amici, all’altezza della frazione Piobbico all’improvviso ha perso il controllo del mezzo.
La moto è rimasta sulla strada, ma l’uomo è stato sbalzato via precipitando in un burrone sottostante per circa 30 metri.
Subito sono accorsi vigili del fuoco, ambulanza del 118 e carabinieri. Raggiungere il motociclista non è stato semplice, e quando i soccorritori sono arrivati da lui non hanno potuto fare altro che constatarne la morte: le lesioni riportate nella caduta non gli hanno lasciato scampo.
L’eliambulanza, che era stata allertata per lui, è tornata senza prenderlo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.

sabato 14 ottobre 2017

Maria Iskra di 19 anni è stata ritrovata morta: era scomparsa da casa domenica pomeriggio

Maria Iskra è morta: trovata senza vita la ragazza scomparsa da Cupramontana




Purtroppo la storia di Maria ha una brutta fine, un epilogo che ci lascia con l’amaro in bocca. La sua mamma e il suo nonno adottivo, il signor Otello, avevano deciso di lanciare diversi appelli in questi giorni in tv per cercare la ragazza, Maria Iskra scomparsa da Cupramontana da domenica pomeriggio. Purtroppo Maria è morta, i familiari della ragazza hanno contatto la redazione di Chi l’ha visto che ha pubblicato pochi minuti fa la notizia sul sito ufficiale del programma di Rai 3. Non è ancora chiara la dinamica di questa morte, non si sa se Maria sia uscita a fare una passeggiata, morendo poi in un tragico incidente. Al momento non ci sono altre informazioni sulla morte di Maria. Per la scomparsa dalle 19enne si sono mosse molte persone che hanno aiutato la famiglia della ragazza ma purtroppo Maria non potrà tornare a casa. Nelle prossime ore ci saranno delle notizie relative a questo decesso. Non si può escludere al momento, che Maria sia morta anche in modo violento. Ricordiamo che la ragazza si era allontanata da casa domenica pomeriggio senza documenti e lasciando il suo cellulare a casa.Nelle ultime ore si era parlato anche di un ragazzo, che potrebbe essere sospettato in questa vicenda, che Maria aveva conosciuto in ospedale.
Inoltre nella trasmissione La vita in diretta, sono stati mostrati dei messaggi che la migliore amica di Maria ha ricevuto da un numero che non conosceva.
Messaggi di testo incomprensibili ma anche delle foto in cui si vedono delle cose molto strane. Una mano maschile con una incisione, una M. E poi anche un letto, con un ragazzo fotografato di spalle. Il fidanzato di Maria, che oggi era stato presente in trasmissione, aveva anche sottolineato che forse nella foto, su una poltrona, si vedeva quello che era il cappottino chiaro che Maria indossava il giorno della sua scomparsa.

venerdì 13 ottobre 2017

Esce di strada e si ribalta: muore Matteo Leanza di 25 anni


Esce di strada tra Bronte e Maletto, l'auto si ribalta: muore 25enne

Incidente autonomo sulla SS284. La vittima è Matteo Leanza: la velocità probabilmente all'origine della perdita del controllo del mezzo

Esce di strada tra Bronte e Maletto, l'auto si ribalta: muore 25enne
L'auto dopo l'incidente e (nel riquadro) Matteo Leanza
MALETTO - Dolore e sgomento, sono questi i sentimenti che oggi pomeriggio hanno colpito la comunità di Maletto, che ha perso il giovane 25 enne Matteo Leanza, deceduto in seguito ad un incidente stradale autonomo. Protagonista, come sempre la Ss 284, nel tratto da Bronte a Maletto, dove le buche e gli avvallamenti non si contano più. Anche se, in questo incidente, le condizioni del fondo stradale c’entrano poco. Secondo una prima ricostruzione, è probabile che la causa dell’incidente sia stata la velocità. Infatti, il giovane, a bordo di una Fiat Bravo, dopo essere uscito di strada, si è ribaltato diverse volte, percorrendo oltre 30 metri, per poi essere sbalzato dall’abitacolo e finire contro un muro in cemento, preso in pieno, e che sicuramente ha causato le ferite mortali.
Inutili i soccorsi giunti immediatamente sul posto. Il medico dell’ambulanza del 118 di Bronte ha visto subito che la situazione era tragica, il giovane aveva delle ferite alla testa molto gravi, e non è rimasto altro che constatare l’avvenuto decesso. Sul posto anche i vigili del fuoco di Adrano, e diverse pattuglie della Polizia Stradale di Randazzo, coordinati dal comandante Santino Mangiò, oltre a personale Anas. Appena in paese si è sparsa la notizia dell’incidente, in molti sono saliti sulla statale, e strazianti sono state le scene all’arrivo sul posto dei familiari, specie del padre, avvisato del fatto mentre, come sempre, era al lavoro. Anche zii, nonni, e molti amici e cittadini sono giunti sul luogo dell’incidente, con alcuni parenti che alla vista della scena si sono sentiti male e hanno dovuto ricorrere alle cure del 118, con le ambulanze di Bronte e Maniace, rimaste in loco per qualche ora, a dare assistenza continua.

giovedì 12 ottobre 2017

Gelsomina Collevecchio di 34 anni è morta nella notte in ospedale dove era ricoverata per una gastroenterite: partita la denuncia

Gelsomina, all'ospedale in codice verde, muore nella notte in reparto. Giallo a Pescara
E' mistero fitto sulla morte di una 34enne di Montesilvano, Gelsomina Collevecchio, trovata priva di vita ieri notte nel suo letto del reparto di Medicina, a Pescara, in cui era ricoverata da lunedì per una gastroenterite acuta. Solo qualche ora prima il marito le aveva fatto visita e sembrava tranquilla. La donna si era presentata al pronto soccorso, accusando vomito e dolori addominali. Le era stato assegnato il codice verde e a seguito della visita si era preferito ricoverarla. La situazione comunque non sembrava particolarmente seria. E per questo ora il marito pretende chiarezza e ha sporto denuncia.

Sulla vicenda la procura ha aperto subito un fascicolo in cui si procede per omicidio colposo. Ieri, su disposizione del pm Anna Benigno, è stata sequestrata la cartella clinica. La salma è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. Molto probabilmente, oggi sarà disposta l'autopsia. La 34enne lascia, oltre al marito, una bimba piccola. Senza parole tutti quelli che la conoscevano ed erano in tanti, soprattutto a Spoltore dove di fatto viveva e dove il marito con la famiglia gestisce una macelleria.

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mercoledì 11 ottobre 2017

L'ultimo saluto a Tony Puleo, deejay di 34 anni, morto con l'auto in un sinistro autonomo

Oggi l'ultimo saluto a Nino Puleo. Un corteo di amici per l'ultimo saluto da Piazza Matteotti

o Alle 9:30 di oggi un corteo partirà da Piazza Matteotti per accompagnare Nino presso la Chiesa Masre dove alle 10 verrà tributato l'ultimo saluto.

Ieri il grave incidente mortale sulla S.S. 115. Null ada fare per  Tony Puleo, 34enne castelvetranese, a bordo della sua auto, una Renault grigia, che si è ribaltato nei pressi di un curvone dopo essersi schiantato contro un cancello.
Stante le prime ricostruzioni, sembra trattarsi di un sinistro autonomo anche se non si esclude che possa essere coinvolta un'altra auto dal momento che sul luogo dell'incidente è presente una lunga frenata che potrebbe far intedere il coinvolgimento di un altro mezzo .
Nino era molto conosciuto a Castelvetrano. Grande esperto di service musicali, da sempre aiutava il papà Francesco nel fornire servizi audio e luci in occasione di spettacoli ed eventi.

Addio Roberto Dore, baby calciatore di 16 anni: ha lottato con estremo coraggio contro la malattia

Addio a Roberto, guerriero coraggioso

Un tumore ha stroncato il campioncino 16enne della Puri e Forti che ha combattuto per due anni contro la malattia
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NUORO. Roberto ha combattuto. Non si è mai arreso. Sperava di riuscire a rivedere la luce in fondo a quel tunnel buio che una malattia terribile l’aveva costretto a percorrere. Lui non ha mai smesso di crederci e di lottare. Con la spensieratezza dei suoi 16 anni ha percorso il suo calvario sempre con il sorriso e un pensiero per chi gli è stato vicino. Incoraggiando i genitori e la sorella, cercando di non far capire che il momento del distacco si stava avvicinando. Roberto Dore ci ha creduto fino all’ultimo respiro. E quando i macchinari a cui era attaccato hanno smesso improvvisamente di mandare i terribili “bip” che avevano accompagnato gli ultimi due anni della sua vita, nessuno è riuscito a trattenere le lacrime. Gli amici più cari che erano voluti rimanere accanto ai genitori e alla sorella per non lasciarli soli nel momento più difficile. I medici e gli infermieri del San Francesco che l’hanno seguito come un figlio. Tutti i degenti del reparto in cui era ricoverato. Lacrime che in pochi minuti si sono riversate sulla città Perché Roberto Dore, 16 anni, studente modello del Liceo scientifico “Fermi”, promettente difensore della “Puri e Forti”, era il figlio di tutta Nuoro. Centinaia di persone sono andate in camera mortuaria per dargli l’ultimo saluto. Migliaia i messaggi su Facebook. Il sindaco Andrea Soddu, con il vicesindaco Sebastian Cocco e alcuni consiglieri, gli ha portato il cordoglio della città.

Roberto. Una storia drammatica cominciata due anni fa. Aveva appena compiuto 15 anni quando si erano presentati i primi sintomi del male che se l’è portato via. Bravissimo a scuola, era anche un ottimo difensore della squadra allievi della Puri e Forti, dove il padre Giacomo era il preparatore dei portieri, dopo aver giocato per molti anni in diverse squadre della provincia. Una bella famiglia: Roberto, la sorella Alessia, la mamma Maria Antonietta Meloni e il padre Giacomo, stimato dirigente dell’Ascom Confcomercio.

I primi esami e una diagnosi terribile: tumore maligno.

Il viaggio della speranza a Genova. L’intervento chirurgico al “Gaslini” e la lunga riabilitazione. Tutto bene per alcuni mesi, tanto che Roberto era anche rientrato a scuola. Ma la gioia era stata breve. Il male, il “bastardo” come l’ha definito la sorella Alessia nella sua riflessione che pubblichiamo in pagina, si era ripresentato. Ancora più aggressivo. Roberto non si era scomposto e aveva ricominciato la battaglia. Con coraggio e determinazione. Forte dell’affetto di una famiglia meravigliosa e di una sorella come Alessia che a lui ha dedicato gli ultimi due anni della sua vita. Sempre con lui, sempre accanto a fargli e a farsi forza a vicenda sotto gli occhi commossi di Giacomo e Maria Antonietta che ammiravano l’attaccamento dei due figli, sostenendoli e condividendo con loro le loro paura e le loro speranze. «Grazie babbo,sono fiero che tu mi abbia fatto nascere bianconero» aveva detto Roberto al padre Giacomo quando la Juventus aveva vinto l’ultimo scudetto. Per Roberto si era mobilitata anche la Nazionale italiana di calcio con il messaggio: “Forza Roberto” inviato dall’allora tecnico Conte insieme a Buffon, Eder, Parolo e tutti i giocatori in partenza per gli Europei. Gioie che il piccolo grande guerriero ha potuto assaporare e porterà con se per sempre.

I funerali di Roberto saranno celebrati oggi alle ore 16 nella chiesa dei Salesiani. (plp)

Andrea Attorresi, giovane calciatore di 28 anni, è morto stroncato da un male incurabile

Andrea, il giovane calciatore muore a 28 anni: stroncato da un male incurabile

LAPEDONA - Lutto nel mondo dello sport fermano. E' morto all'improvviso, dopo un male incurabile che l'ha portato via in pochissimo tempo, all'età di 28 anni, Andrea Attorresi. Residente a Lapedona, era da molti anni calciatore della Monterubbianese Calcio di cui il padre Giancarlo, molto conosciuto in zona, è uno dei dirigenti.

Andrea si è spento ieri sera all’ospedale civile Mazzoni di Ascoli Piceno dove era ricoverato. La salma è stata trasferita presso la Casa del Commiato  a Rubbianello.

La sua morte lascia sconcerto e dolore nel cuore dei tanti amici e dei familiari, attorno ai quali tutti si sono fin da subito stretti in un caloroso abbraccio. Il funerale si svolgerà domani alle 10 presso la chiesa di San Giacomo e San Quirico a Lapedona.
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martedì 10 ottobre 2017

Ringraziamento CARMINE MANZO di anni 20

RINGRAZIAMENTO Carmine nell' impossibilità di poterlo fare singolarmente, vi ringraziamo tutti di vero cuore per aver condiviso il nostro profondo dolore.
Ci sono stati di grande conforto l'amore e l'affetto con i quali ci avete circondati.                               Le Famiglie MANZO e VUOLO

Sara Teneggi di 29 anni è stata trovata morta nella sua camera; ancora ignote le cause del decesso


Carpineti in lutto per la morte della 29enne Sara Teneggi.


La tragedia si è compiuta domenica pomeriggio, nella casa di Pantano dove la viveva con madre. Aperta un’indagine in procura
CARPINETI (Reggio Emilia) – E’ morta a soli 29 anni, per cause non chiare e al momento al vaglio della procura reggiana, che ha aperto un’inchiesta in merito.
Il corpo ormai privo di vita della 29enne Sara Teneggi, residente a Pantano, è stato rinvenuto ieri pomeriggio dalla madre sul letto. La ragazza, subito dopo aver mangiato, si è ritirata in camera; lì, intorno alle 17, è stata trovata esanime dal genitore che l’era andata a svegliare insieme al suo compagno. A nulla è servito l’allarme lanciato: al loro arrivo i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Sarà il magistrato titolare dell’indagine a decidere, ora, se disporre o meno l’autopsia per chiarire le cause di un decesso inspiegabile. Sara non aveva infatti particolari problemi di salute. La notizia in poco tempo si è sparsa per la piccola frazione, raggiungendo Carpineti anche Casina e Giandeto, dove abita il fidanzato. La giovane, carpinetana d’origine e molto conosciuta data la sua professione di barista, lascia la madre, il padre e i nonni.

Salvatore Barca di 36 anni è morto impattando con la moto contro il guardrail: era da poco diventato padre

Cade con la moto e si schianta contro il guard-rail. Morto sul colpo

Salvatore Barca, 36 anni, non ha avuto scampo. Il giovane ristoratore, titolare del Waxy O'Connor Pub di piazza Nizza, era da poco diventato papà

Ha perso il controllo della moto. E’ caduto sull’asfalto ed è andato a sbattere contro le barriere di delimitazione della carreggiata. L’impatto è stato violentissimo e lui non ha avuto scampo. E’ morto così Salvatore Barca, 36 anni, originario di Torino (ma da poco trasferitosi a Beinasco), apprezzato e conosciuto titolare del Waxy O’Connor Pub di piazza Nizza.
LA TRAGEDIA SULLA STATALE DEL MONCENISIO
Il giovane centauro, ieri pomeriggio, è rimasto vittima di un drammatico incidente stradale mentre percorreva i tornanti della statale del Moncenisio. Tutta ancora da chiarire la dinamica del tragico impatto avvenuto all’altezza del bivio per Moncenisio e Bar Cenisio di Venaus.
INUTILI I TENTATIVI DI RIANIMARLO
Il 36enne, a quanto appurato dai carabinieri giunti sul luogo della tragedia, era in sella alla sua Ducati quando, per cause ancora in corso di accertamento, è improvvisamente scivolato a terra carambolando fino ad impattare contro il guard-rail. Per lui non c’è stato nulla da fare ed inutili si sono rivelati i tentativi dei medici del 118, giunti tempestivamente sul posto, di rianimarlo.
UNA FAMIGLIA NOTA NEL MONDO DELLA RISTORAZIONE
Barca, come altri componenti della sua famiglia originaria del Crotonese ma da tempo trapiantata in Piemonte, era molto conosciuto nel mondo della ristorazione. Giovane papà di una bimba (nata quattro mesi fa), l’uomo era appassionato di moto e grande tifoso della Juve. Sulla dinamica dell’incidente indagano i carabinieri del locale distaccamento dell’Arma.

Francesco Avino di 22 anni è morto cadendo con lo scooter sull'asfalto

Muore a 22 anni, il babbo: «Tradito da un ostacolo improvviso»

L’autopsia sul corpo di Francesco: fatale l’impatto sull’asfalto. L’appello del padre: «Chi ha visto parli, non rischia nulla»
PISA. Trenta secondi. È tutto quello che a Francesco ha concesso il suo cuore dopo la caduta, dopo l’impatto della testa sull’asfalto. Una botta violenta, tanto da spezzargli il casco. Emorragia cerebrale, è questo che è stato fatale per lo studente di ingegneria ritrovato morto giovedì mattina sull’Aurelia poco dopo il ponte sul Serchio a Migliarino, una ferita sulla fronte, un solco nel cuore di una famiglia che non riesce ancora a spiegarsi come il figlio sia potuto finire lì, senza vita, disteso al centro della carreggiata senza nessun segno della presenza di un ostacolo o dell’impatto con un altro veicolo. Ecco, dall’autopsia emerge proprio che ad aver tradito Francesco Avino potrebbe essere stato un ostacolo improvviso, qualcosa che lo ha costretto ad una manovra brusca.

«Non è stato un malore ad ucciderlo, è morto quasi sul colpo - racconta il padre Alessandro Avino con la voce incrinata da giorni di dolore e attesa per un esame che tutti ritenevano decisivo per illuminare la scena di un incidente diventato un mistero - Secondo il medico legale e il nostro consulente, la posizione di Francesco e la violenza con cui ha sbattuto a terra sono indice di una dinamica innescata da qualcosa che lo ha costretto a sterzare improvvisamente». Una torsione brusca, netta. In gergo i motociclisti lo chiamano high side, è una manovra con cui la moto perde aderenza sulla ruota posteriore e poco dopo la riacquista disarcionando però chi la sta guidando. Ed è una delle ipotesi che potrebbe spigare perché Francesco sia volato a 5 metri dal Liberty finito fuoristrada sulla ghiaia vicino alle barriere di protezione affacciate ai binari e su cui si concentrerà l’inchiesta aperta dal pm Miriam Romano.




Potrebbe essere stata qualsiasi cosa a costringere il 22enne ad una sterzata, un animale o qualcuno rientrato sulla strada proprio dallo spiazzo dove è scivolato lo scooter. Certo in pochi credono possibile che nessun testimone, alle 9 di mattina, abbia assistito alla scena su una strada così trafficata. Per questo babbo Alessandro lancia un appello: «Chiunque abbia visto qualcosa si faccia avanti, si rivolga alle autorità lo prego. Lo faccia anche se crede di aver causato od essere in qualche modo responsabile dell’incidente. Mi sono consultato con il mio legale, non rischia nulla. In questo caso non c’è l’omissione di soccorso, perché nessuno avrebbe potuto salvare Francesco. Dopo la botta a terra ha perso coscienza e in trenta secondi ci ha lasciati. Fatelo per noi, per la mia famiglia, vi prego, aiutateci a capire». «Faceva il volontario con noi dall’età di 16 anni - dice il presidente della Pubblica assistenza Daniele Vannozzi - È importante che chi ha visto ci aiuti. Questa tragedia ha colpito un ragazzo che ha donato tanto al prossimo, adesso merita che il prossimo doni qualcosa a lui». La salma di Avino dovrebbe essere restituita alla famiglia domani. E i funerali dovrebbero tenersi martedì alle 15 alla chiesa di Migliarino.
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Cristina Boroiban, mamma di 29 anni, è morta nello schianto col furgone

Cristina, mamma di una bimba di 5 anni, morta sul colpo nello schianto col furgone
Aveva 29 anni Cristina Boroiban, una giovane mamma di una bimba di cinque anni che è morta sul colpo in un incidente avvenuto ieri all'incrocio con via Lunga, sulla via di Renazzo, dove la donna abitava. Si tratta di una popolosa frazione del comune di Cento, in provincia di Ferrara.

Cristina si è schiantata con la propria auto contro un camioncino ed è morta sul colpo. Per cause ancora da accertare, la donna che faceva la barista, ha invaso la corsia opposta. Ferito anche il conducente del furgone. 



lunedì 9 ottobre 2017

50° anniversario ERNESTO GUEVARA CHE; in memoria

50° ANNIVERSARIO † 9-10-1967  9-10-2017 ERNESTO GUEVARA (Che) Giorgio Coianiz, Luigi Cortolezzis,Lucio Venturini, Giancarlo Velliscic, Marco Monte, Nevio Taverna, Umberto Bernardi, Toni Bellis, Lucia Cremonese, Mariateresa Marson, Edoardo Joan, Francesca Polita, Rinaldo Versace, Stefano De Sabbata, Francesco Zorzenon, Fabrizio Cocetta, Francesca Trusgnach, Nerino Peressutti, Eraldo Jus, Gianni Micu, Piero Macchi, Stefano Vit, Michele Macoratti, Farida Musuruana, Evaristo Cian, Lucio Tempo, Ciriano Rossetto, Giuseppe Regeni, Vittorio Corso, Otello Damonte, Mattia Capuana, Dante.

Kelly Clarke, infermiera di 24 anni, è morta durante il viaggio di nozze per una polmonite

"Mi sento male": poche ore dopo muore durante il viaggio di nozze, infermiera stroncata da una polmonite
Muore misteriosamente durante il suo viaggio di nozze nelle Fiji, poi l'autopsia rivela che la causa del decesso è stata una polmonite. L'infermiera 24enne Kelly Clarke era con il nuovo marito Chase quando si è ammalata durante il suo soggiorno nel resort ed è stata portata in ospedale. Da subito le sue condizioni sono sembrate gravi, ma poche ore dopo è morta.



La donna, che lavorava come infermiera nell'ospedale di Westmead, in Australia, aveva inizialmente accusato mal di stomaco, poi le era venuta una febbre altissima, così inizialmente si è creduto che il decesso fosse dovuto al tifo. Da quando ha lamentato i primi malesseri al ricovero sono passati solo 20 minuti, come racconta il marito al Daily Mail, Kelly lo stringeva e gli diceva che aveva paura di morire: «Era in choc settico, respirava a malapena, aveva forti dolori, tutto è accaduto così in fretta e poco dopo è morta». La polmonite le ha causato una grave infezione, in poco meno di un'ora ha avuto 5 arresti cardiaci, il suo corpo alla fine ha ceduto stremato alla malattia.

Quando la salma è stata portata in Australia l'autopsia ha rivelato che la causa del decesso è stata una polmonite. Probabilmente la donna aveva trascurato una serie di sintomi non curando la malattia che si è aggravata fino ad ucciderla. 

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