domenica 20 agosto 2017

Schianto notturno a Tor Marancia: nel ribaltamento dell'auto è morta Martina Verrelli di appena 18 anni

Roma, schianto nella notte a Tor Marancia: morta una 18enne, un ferito grave

Incidente mortale poco dopo l'una della notte in via Tor Marancia 28, dove una Fiat 500, guidata da un giovane romano di 23 anni, per cause da accertare ha sbandato e colpito ad alta velocità 3 auto in sosta, una Toyota Rav4, una Nissan Micra e una Twingo. Nella carambola è morta una ragazza di 18 anni, Martina Verrelli, anche lei di Roma, che sedeva accanto al conducente della Fiat 500.
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Il ragazzo invece è rimasto ferito ed è stato portato in codice rosso all'ospedale San Giovanni. Sul posto una pattuglia della polizia locale del X Gruppo Mare. Sono in corso le indagini per appurare le cause dell'incidente, mentre il giovane conducente è stato sottoposto ad alcol e droga test di cui si attendono gli esiti.

Terribile schianto frontale nella notte: perde la vita una giovane coppia, Vincenzo Grosso di 29 anni e Teresa Di Caudo di 27 anni; lasciano un bimbo

La velocità, il buio, lo schianto mortale:
Teresa e Vincenzo le ultime vittime della SS417

Il tragico incidente avvenuto nella notte in territorio di Ramacca: due morti e 5 feriti il bilancio dello scontro frontale tra una Nissan Micra e una Mercedes in una delle strada più pericolose dell'Isola

CALTAGIRONE - E’ di due morti e 5 feriti il bilancio del tragico incidente stradale, registratosi poco dopo le 2 del mattino di oggi, al 45,300 circa della Ss 417, Catania-Gela. Lo scontro è avvenuto fra una Nissan Micra e una Mercedes di grossa cilindrata. A perdere la vita una giovane coppia, rispettivamente di 29 e 27 anni: Teresa Di Caudo di 27 e Vincenzo Grosso di 29, che lasciano un figlio di un anno.         sotto


Nelle fasi concitate seguite all'incidente si era appreso che la giovane Teresa fosse anche incinta, ma in realtà sembra che una donna in stato di gravidanza sarebbe tra i 5 feriti dell'incidente, soccorsi dai sanitari del 118 e trasferiti d’urgenza negli ospedali di Catania e Caltagirone dove si trovano tuttora ricoverati. Sul particolare della gravidanza però non ci sono conferme e al momento le autorità si sono limitate a dare pochissime notizie in attesa di ricostruire le fasi dello schianto mortale tra la Nissa Micra e la Mercedes, avvenuto al km 45 della Ss 417 in zona Iannarello, territorio di Ramacca.

Schianto fra due auto nella notte: muore la studentessa Marina Federica Professione di 20 anni; era attaccante di una squadra calcistica femminile

Schianto a San Secondo: muore una studentessa di 20 anni, ferita l’amica

L’auto sulla quale viaggiavano in via Valpellice si è scontrata con un’Alfa guidata da un ragazzo di 22 anni risultato positivo all’alcoltest e denunciato per omicidio stradaleIncidente mortale a San Secondo all’una e trenta della notte tra ieri (sabato 19) e oggi in via Valpellice, la strada che collega Pinerolo a Torre Pellice. La vittima è una ragazza di 20 anni, Marina Federica Professione, studentessa di Torino, e attaccante dell’Asd Real Torino, squadra di calcio femminile (le compagne questa mattina su Fb hanno espresso tutto il loro dolore) che viaggiava a bordo di una Ford Fiesta, guidata dall’amica, Antonella Di Gennaro, un’operaia di 42 anni, anche lei di Torino. Dalla dinamica ricostruita dai carabinieri di Pinerolo la loro auto si è immessa sulla strada provinciale mentre stava arrivando l’Alfa Romeo guidata da B.G., un 22enne di Vigone. Le due amiche erano appena uscite dal ristorante pizzeria Altro Livello, che si trova proprio sulla strada.

Attentato Barcellona_Luca Russo, ingegnere di 25 anni, è la seconda vittima italiana più giovane, travolta dal furgone

Attentato Barcellona, Luca Russo seconda vittima italiana. La fidanzata: “Il suo corpo è stato spazzato via”



Si era laureato in Ingegneria all’università di Padova e aveva 25 anni. Sul social aveva scritto: "Moriamo senza portare via nulla". Era in vacanza in Spagna con la sua ragazza
Era in città con la fidanzata e anche lui, come Bruno Gulotta, si trovava sulla Rambla quando un furgone lo ha travolto il pomeriggio del 17 agosto. Luca Russo è la seconda vittima italiana dell’attentato di Barcellona. Venticinque anni, era originario di Marostica e abitava a Bassano del Grappa (Vicenza). Si era laureato in Ingegneria all’università di Padova. Era in vacanza nella città catalana insieme alla ragazza, Marta Scomazzon, che ha riportato fratture al piede e a un gomito, ma non è in gravi condizioni. I suoi genitori sono già partiti stamane per Barcellona. Ed è proprio lei a raccontare dall’ospedale che cosa è successo: “Stavamo camminando assieme – ha detto a sua zia Lucia, raggiunta dall’Ansa – poi ci è venuto addosso il pulmino: io sono caduta e mi sono accorta che Luca non c’era più, non l’ho più visto da quel momento, il suo corpo è stato spazzato via”.
Sulla pagina Facebook di Russo, l’ultimo post visibile è datato 15 giugno. Lì il giovane aveva scritto: “Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. E in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”. La sorella Chiara aveva lanciato un appello sul social per ritrovare il fratello, accompagnato dalle immagini di giovani esanimi a terra, insieme ad una foto sorridente di Luca. Tanti i commenti di condoglianze degli amici della ragazza, che fin da ieri si erano attivati online per rintracciarlo. “Utilizziamo Facebook per qualcosa di utile – ha scritto un loro contatto -. Ieri qualche pazzo ha deciso di distruggere un’altra meravigliosa città. In quella città era presente il fratello di una meravigliosa ragazza, e purtroppo di lui non si sa ancora nulla. Sappiamo solo che era lì. Ed indossava dei pantaloncini militari. Fate girare il più possibile, e se qualcuno sa qualcosa, qualsiasi cosa, faccia pure riferimento a me oppure a Chiara. Riportiamolo a casa dalla sua famiglia“.

Sulla morte di Luca Russo è intervenuto anche il sindaco di Bassano del Grappa, Riccardo Poletto. “Siamo sconvolti – ha detto -. Ormai purtroppo siamo abituati a leggere di eventi di questo genere ma non ci si aspetta mai che possa capitare a qualcuno che ti è vicino. Siamo a disposizione della famiglia e pronti a dare qualsiasi forma di sostegno. Faremo un’iniziativa pubblica – ha aggiunto – per dar modo ai bassanesi di esprimere tutta la loro vicinanza alla famiglia e la nostra ferma condanna per questo vile attentato”.

venerdì 18 agosto 2017

Silvia Barcherini di 39 anni è morta di parto in ospedale: il bimbo sta bene

Silvia muore di parto in ospedale a Terni: aveva 39 anni, il suo bimbo sta bene      
                                                                            Una tragedia ha colpito tutta la comunità ternana: la 39enne Silvia Barcherini, insegnante in un istituto di Narni Scalo, è morta oggi pomeriggio dopo aver partorito, con un cesareo d'urgenza, il suo primogenito presso l'ospedale Santa Maria.Il parto era avvenuto nella giornata di ieri: la donna ha accusato una grave emorragia interna che l'ha costretta al ricovero in rianimazione, dove è spirata oggi. Il parto con cesareo d'urgenza, spiegano dall'ospedale, è avvenuto a causa di un'insufficienza fetale. Il bimbo di Silvia sta bene, ma anche se non vi è una diretta correlazione accertata tra il parto d'urgenza e l'emorragia risultata fatale, è ovviamente stata disposta l'autopsia sul corpo della donna, molto nota a Terni e provincia e professionista molto apprezzata da colleghi e alunni. Sarà la Procura di Terni a indagare sulla morte di Silvia, originaria di Amelia. Lo riporta, tra gli altri media locali, il sito Umbria On.

Gloria Duranti di 31 anni è stata uccisa dalla gomma di un tir: aspettava un bimbo

Gloria, uccisa dalla gomma di un tir. Aveva 31 anni e aspettava un bimbo 
                                                              TORTORETO - A volte quando il destino beffardo bussa non puoi farci niente. E può capitare che un Tir in autostrada perda improvvisamente un pneumatico e che lo stesso si trasformi in un proiettile impazzito in grado di seminare morte e disperazione. Aveva 31 anni Gloria Duranti, l’avvocato di Brescia morta ieri mattina, intorno alle 10,30, in un tragico incidente avvenuto sulla corsia dell’A14, nel territorio di Tortoreto.



La donna era incinta ed è morto anche il figlio che da pochi mesi portava in grembo. Grave la madre della trentunenne seduta sul sedile posteriore, dietro alla figlia che purtroppo non ha avuto scampo. Viaggiava sul sedile passeggero, a fianco al padre che guidava: la gomma, persa da un autoarticolato sulla carreggiata opposta, è finita contro l’auto, una Mercedes, distruggendo il lato destro della vettura. Illesi, invece, il padre della vittima alla guida dell’autovettura e il marito della trentunenne seduto sul sedile posteriore.



Nessuna conseguenza nemmeno per il camionista che viaggiava sulla carreggiata opposta. Ma per la giovane donna non c’è stato nulla da fare. Lo pneumatico impazzito ha sfondato il parabrezza dilaniando la carrozzeria del Mercedes: la trentunenne è morta sul colpo. Gravissime le ferite riportate dalla madre della vittima: è stata rianimata sul posto e trasferita in eliambulanza all’ospedale di Teramo, dove è in prognosi riservata.

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Catalogna, 2 italiano tra le vittime: sono Bruno Gulotta di 35 anni e l'ing. Luca Russo di Bassano


Ci sono due italiani tra le 14 vittime dell'attacco di Barcellona, l'ultima, una donna morta in seguito alle ferite riportate. E tre feriti, lo ha confermato la Farnesina. I due italiani uccisi sulle Ramblas nel raid terroristico di ieri pomeriggio sono Bruno Gulotta, 35 anni, di Legnano, e Luca Russo, giovane ingegnere di Bassano del Grappa, provincia di Treviso, che si trovava nella città catalana con la ragazza, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Gli attentati di Barcellona e Cambrils sono collegati tra loro e insieme sarebbero parte di un piano che prevedeva anche un attacco con esplosivo. È questa la pista su cui sta lavorando la polizia catalana all'indomani della strage sulle Ramblas di Barcellona e a poche ore dal conflitto a fuoco di Cambrils nel quale 5 terroristi sono rimasti uccisi. La prova sarebbe nel legame tra l'attentato di ieri pomeriggio e l'esplosione avvenuta mercoledì notte in una casa nel comune di Montecarlo de Alcanar Platja, 110 chilometri a sud di Tarragona e una novantina a sud di Cambrils. La violenta esplosione ha causato sette feriti tra gli abitanti delle abitazioni vicine: tra questi, secondo quanto riporta il sito Diari de Tarragona, "quattro francesi, un italiano, un marocchino e uno spagnolo". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio a Filippo VI, Re di Spagna.

La caccia all'uomo. L'autista in fuga ha rubato un'auto, ha ucciso il proprietario a coltellate, ha forzato un posto di blocco sulla Diagonal ferendo un agente. Poi è scappato a piedi ed è tuttora ricercato. Secondo la polizia, si tratta del 17enne Moussa Oukabir, arrivato in Spagna da una settimana (Il suo profilo Facebook è stato messo offline). Sarebbe stato lui alla guida del furgone che ha travolto decine di persone sulle Ramblas, dileguandosi dal luogo dell'attacco con il volto semicoperto da un berretto. Moussa è il fratello di Driss Oukabir, 28 anni, l'uomo che s'è recato alla polizia per dire che il fratello minore gli avrebbe rubato i documenti per poter noleggiare nella località di Santa Perpetua de la Mogoda due furgoni, uno utilizzato nell'attacco a Barcellona. L'altro ritrovato in serata a Vic, a nord del capoluogo catalano. Ma i poliziotti non gli hanno creduto e lo hanno arrestato. Secondo quanto confermato da fonti ufficiali marocchine, i due fratelli avevano doppia nazionalità, marocchina e spagnola. Al momento non è noto se i due siano nati in Marocco o in Spagna, anche se è certo che da molti anni vivessero in Catalogna.
                                                        L'attacco di Cambrils - Gli indizi raccolti confermano dunque che l'azione di Barcellona non è stata opera di un lupo solitario, ma di una cellula vera e propria composta tra 9 e 12 persone: i 5 terroristi uccisi, i 3 arrestati e l'uomo in fuga. Ulteriori elementi si attendono dalla identificazione dei cinque terroristi uccisi stanotte a Cambrils. L'attacco bloccato dalla polizia era stato organizzato con dinamiche simili a quella vista a Barcellona, ma avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi se i terroristi fossero riusciti a scendere dall'auto e a sparare tra la gente: intorno a mezzanotte un'Audi A3 ha imbucato a tutta velocità il lungomare della cittadina balneare, travolgendo diverse persone prima di essere intercettata da una pattuglia dei mossos d'esquadra. Nel conflitto a fuoco sono stati uccisi cinque terroristi (quattro sul posto, uno è morto in ospedale). I terroristi indossavano delle cinture imbottite, ma gli artificieri hanno accertato che erano finte e non c'era esplosivo. Una sesta persona collegata all'attacco è stata arrestata più tardi per le strade della cittadina. L'attacco ha causato il ferimento di sei civili e di un poliziotto.{}                                       

giovedì 17 agosto 2017

Gaetano Giglione di 20 anni è morto finendo con l'auto nel fiume

Morto il giovane caduto nel fiume, "Ho fatto di tutto per salvarlo"

Non ce l'ha fatta Gaetano Giglione, 20 anni, finito dentro il torrente Modolena a Reggio Emilia. Il soccorritore Marmiroli: "Il guard rail avrebbe potuto proteggerlo"



Gaetano Giglione, di Castelnovo Sotto, aveva vent’anni

Modena, 14 agosto 2017 - Lo slancio eroico di un residente, che si è precipitato per salvarlo e lo ha estratto dall’acqua praticandogli le prime manovre di soccorso, non è bastato. Il miracolo di far ritrovare il battito del cuore a un giovane di vent’anni trovato esanime, in condizioni disperate, è durato soltanto un giorno. Non ce l’ha fatta, Gaetano Giglione, il ragazzo di vent’anni finito con la sua auto sabato a mezzogiorno e mezzo dentro il torrente Modolena, in via Marx.
Il volo di quattro metri, al volante della sua Seat Ibiza, non gli ha lasciato scampo. Il giovane, di Castelnovo Sotto, era stato soccorso da un residente, Tiziano Marmiroli: insieme al figlio Lorenzo si era precipitato era sceso nel greto. Si sono ritrovati Giglione con il volto immerso nell’acqua: Marmiroli lo ha estratto, gli ha praticato alcune manovre per fargli riprendere il battito del cuore, che era, secondo la sua testimonianza, 'scomparso', e poi lo ha affidato al 118 e ai vigili del fuoco, che hanno aiutato gli operatori sanitari a scendere nel greto e poi a risalire con il ferito con l’aiuto di scale e funi.
Non è bastato. Giglione è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale in Santa Maria Nuova, in condizioni molto gravi, finché ieri alle 14 è stata dichiarata la morte cerebrale. «Mi spiace che non ce l’abbia fatta – confida Marmiroli, magazziniere in un’azienda a Castelnuovo ed ex giocatore del Sassuolo quarant’anni fa –. Io non mi sento un eroe. Ho seguito l’istinto e ho cercato di fare tutto il possibile per salvarlo».

Gommone sugli scogli frangiflutti: muoion Nicola Sanna di 29 anni e Giovanni Putzu di 34

Cagliari, incidente in porto a S.Elia. Gommone sugli scogli, due giovani morti. Gravemente ferite le fidanzate   
NICOLA SANNA
                                                                                Due giovani morti e due ragazze gravemente ferite. È il drammatico bilancio della tragedia in mare avvenuta poco prima della mezzanotte nel porticciolo del quartiere S. Elia a Cagliari. Un gommone con i quattro giovani a bordo si è schiantato sugli scogli frangiflutti. I due giovani sono morti pressochė sul colpo, le due ragazze trasportate in ospedale. Sono un subacqueo e un finanziere, rispettivamente di 34 e 29 anni, le vittime della tragedia. Si tratta di Giovanni Putzu, di 34 anni, sommozzatore, e                    Nicola Sanna, finanziere di 29, entrambi di Cagliari. Il militare della Gdf prestava servizio a Palermo e si trovava in vacanza in Sardegna con la fidanzata, Maria Bonfardeci, di 27, palermitana, rimasta ferita come la compagna di Putzu, Claudia Malica, anche lei 27 anni, ora entrambe in ospedale in condizioni non gravi.



Il gommone con a bordo i quattro ha urtato a velocità sostenuta gli scogli e i giovani sono finiti in acqua. L'urto sarebbe stato sentito chiaramente da alcune persone che si trovavano nella zona.



A Sant'Elia sono arrivate le ambulanze del 118, i carabinieri, i vigili del fuoco, mezzi e uomini della Guardia costiera.


Le due ragazze ferite sono state subito trasportate in ospedale, sono gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. Il corpo di uno dei giovani è stato recuperato subito, mentre il secondo poco dopo in mare.


Zante_ Pasquale Sacco, giovane napoletano di appena 20 anni, è morto a causa di un'auto folle che ha distrutto il suo quad

Zante, giovane napoletano muore in un incidente. "Auto a velocità folle sul suo un quad"_    
                                                                                  Come migliaia di altri ragazzi come lui, era andato in vacanza con gli amici per divertirsi, ma a Zante, l’isola greca su cui era caduta la scelta della sua comitiva, ha trovato la morte. Pasquale Sacco aveva compiuto vent’anni solo lo scorso 26 luglio e stava per affrontare i test per entrare all’università, dopo essersi preso un anno di pausa seguito al conseguimento del diploma superiore presso l’istituto tecnico Rocco Scotellaro. Su quei banchi non si siederà mai, visto che è morto sul colpo, centrato in pieno da una macchina di grossa cilindrata mentre si trovava a bordo di un quad, un mezzo di trasporto comunemente usato dai giovani per spostarsi nelle strade dell’isola cantata da Ugo Foscolo.

L’ambasciata italiana ad Atene sta lavorando per restituire al più presto possibile il corpo di Pasquale alla famiglia dopo che sono stati espletati dalle autorità greche tutti gli accertamenti di rito: il cadavere dovrebbe arrivare stasera in aereo a Ciampino e da lì sarà trasferito a San Giorgio a Cremano da una agenzia di pompe funebri per la celebrazione del funerale, la cui data non è stata ancora fissata. L’incidente mortale è accaduto domenica mattina, poche ore prima del rientro in Italia di Pasquale e dei quattro amici con cui si era recato in Grecia.

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Giuseppe Muscatelli di 25 anni è stato accoltellato a morte per un diverbio stradale: aspettava la fidanzata


Giuseppe, 25 anni, accoltellato a morte per un diverbio stradale: stava aspettando la fidanzata

Un giovane di 25 anni, Giuseppe Muscatelli, è stato accoltellato a morte durante un diverbio per motivi di circolazione stradale a Bitonto, nel nord Barese. L'omicida sarebbe un uomo di 60 anni. Sull'episodio indagano i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, tutto sarebbe scaturito da un tamponamento tra due auto nel centro abitato del paese, all'incrocio tra via Garibaldi e via Verdi.

I conducenti delle auto avrebbero spostato le vetture per verificare i danni e uno dei due avrebbe messo il veicolo di traverso. A quel punto sarebbe sopraggiunto il 60enne a bordo di un'auto di colore scuro che avrebbe litigato con il conducente dell'auto posta di traverso sulla carreggiata. L'uomo all'improvviso avrebbe estratto un coltello colpendo al torace destro il 25enne, il quale avrebbe compiuto alcuni passi prima di chiedere aiuto ai passanti. Il giovane è stato trasportato all'ospedale San Paolo di Bari, ma per lui non c'è stato nulla da fare.

Il giovane accoltellato si chiamava Giuseppe Muscatelli. Secondo le prime notizie, il giovane era andato a prendere la fidanzata che lavora come commessa in un negozio del centro di Bitonto. Il presunto omicida, un 60enne, si sarebbe allontanato dopo aver ferito a morte il giovane.
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martedì 15 agosto 2017

Stella Giancotta, mamma di 38 anni, è morta nella notte in un terribile incidente sulla SP4

Reggio Calabria: devastante incidente sulla SP4 nella notte, muore 38enne [NOME e DETTAGLI]

Reggio Calabria: questa notte, intorno alle 02:30, un devastante incidente sulla Circonvallazione di Polistena (SP4), ha provocato la morte di una 38enne


Fine settimana di Ferragosto caratterizzato da incidenti mortali nella Piana di Gioia Tauro. Questa notte, intorno alle 02:30, un devastante sinistro sulla Circonvallazione di Polistena (SP4), ha provocato la morte di Stella Giancotta, 38enne, cassiera della Coop del Centro Commerciale di Cinquefrondi, nel reggino. Ad ora non si conoscono le cause del sinistro. Per diverse ore la strada è rimasta chiusa al traffico.

Simone Ballarini di 23 anni è morto nello schianto della moto contro un'auto

Scontro tra auto e moto, muore un giovane a Pieve Ligure

Simone Ballarini era alla guida dello scooter, ferito anche l'automobilista                                              Incidente mortale a Pieve Ligure, sull'Aurelia: in uno scontro tra una moto ed un’automobile tra Sori e Pieve ha perso la vita un giovane motociclista di 23 anni, Simone Ballarini, genovese, morto sul colpo a causa dell'urto violento. E' stato all'ospedale San Martino anche l’automobilista, ma non è in pericolo di vita. L'Aurelia è rimasta chiusa per un paio d’ore, con lunghe code e pesanti ripercussioni sul traffico, è stata riaperta alle 16. E' intervenuta la Polizia Locale di Pieve Ligure, che ha effettuato i rilievi per appurare la dinamica dell’incidente.

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Eleonora Ragazzi di 25 anni è morta in ospedale dopo l'incidente con la moto: la stessa morte del padre


Castel San Pietro, morta in moto come il padre Maurizio

Eleonora Ragazzi, 25 anni, era con un gruppo di centauri. Il tragico incidente sotto gli occhi del fratello

Castel San Pietro (Bologna), 14 agosto 2017 - Tornava a casa, Eleonora. Era in sella alla sua Kawasaki Ninja, in mezzo al gruppo di moto con cui stava scendendo verso valle, lungo via Idice a Monterenzio. A poca distanza c’era suo fratello, Riccardo. Una giornata come tante per Eleonora Ragazzi, 25 anni compiuti a maggio che le due ruote le ha nel sangue da sempre.
Biker lei, biker Riccardo così come mamma Silvia, e centauro era pure papà Maurizio che un tragico incidente in moto gli spezzò la vita troppo presto, nel 1995, a 33 anni. E sabato un maledetto istante sbagliato si è portato via i sogni della 25enne di Castel San Pietro dal sorriso grande. Da via la Rocca è uscita una Yaris guidata da T. U, moldava di 52 anni residente a Monterenzio e l’impatto è stato inevitabile. La carovana si è fermata all’istante, sul posto si sono precipitati 118, vigili del fuoco, carabinieri e Soccorso alpino. Eleonora è stata caricata in elicottero, poi via veloce verso il Maggiore. Tutto vano: è morta sotto i ferri, per le gravi conseguenze del trauma cranico e addominale riportato nella caduta.
E la tragedia si è abbattuta di nuovo, senza nulla risparmiare, sulla famiglia Ragazzi. In un attimo è stato di nuovo il 1995 quando Maurizio, detto il ‘Bronzo’, vigile urbano notissimo a Castel San Pietro, precipitò in una scarpata dopo essere uscito di strada, sulla Montanara, scendendo in sella alla sua Ducati da San Pellegrino (Firenzuola).          continua
Eleonora non aveva nemmeno tre anni e suo fratello appena 10 mesi. Impossibile dimenticare quell’agente: per anni fu uno segli spingitori più forti di sempre della Carrera, con il team Nera e, una volta abbandonati i mantoni, vigile della staffetta che apriva la corsa ogni seconda domenica di settembre, puntuale alle 18. Lui non poteva saperlo, ma quella gara – la coppa per eccellenza della Carrera – avrebbe poi portato il suo nome: Trofeo Maurizio Ragazzi.
Il tempo passava, Eleonora e Riccardo crescevano, con la passione da castellani doc per la Carrera e per le due ruote. Di recente Riccardo era entrato nel team Mora che ha raccolto l’eredità della Nera, e la somiglianza con il padre è stupefacente. Eleonora sempre in prima fila, a supportarlo, così come mamma Silvia. La 25enne, impiegata e da poco alle prese con un nuovo lavoro, di recente non aveva certo risparmiato parole dal cuore, in pubblico, alle esequie della bisnonna Carla Astolfi, l’attrice regina del teatro dialettale bolognese morta a maggio.
Ieri mattina la comunità di Osteria Grande si è stretta intorno al dolore della famiglia Ragazzi, in un susseguirsi di visite ai familiari. La salma di Eleonora è a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come i mezzi coinvolti nello schianto. Sui social, il sindaco Fausto Tinti ha scelto di dedicarle un ricordo pubblico. «Una famiglia importante per Castel San Pietro, gli splendidi nonni alpini, gli eroi della Carrera, gli amici veri, una comunità intera – ha scritto –. Non abbiamo più lacrime e cuore per poter piangere, solo pregare urlando e imprecando contro il Cielo dal dolore e per il destino crudele. Fai buon viaggio Eleonora».

Lorenzo Battistella di 37 anni è morto all'improvviso per cause naturali: stroncato dopo aver salutato i genitori

«Domani parto per le vacanze», 37enne stroncato dopo il saluto ai genitori    
 MALO - Morire improvvisamente per cause naturali a 37 anni alla partenza per le vacanze. Tragedia lacerante per due famiglie di Malo a qualche ore dalla festa dell’Assunta:Lorenzo Battistella, un 37enne sposato da 11 mesi domenica si è recato a casa dei genitori per salutarli prima di partire per le vacanze in Sicilia, ma al rientro a casa, nella frazione di Molina, si è sentito male. Con la chiamata al 118 della moglie sono intervenuti i sanitari con l’elisoccorso di Verona che hanno tentato di rianimare il 37enne per una ventina di minuti prima di arrendersi al decesso. Come riporta il Giornale di Vicenza, è morto improvvisamente Lorenzo Battistella, tecnico addetto ai macchinari tessili dalla Ugolini srl di Schio, sempre in giro per il mondo per installazioni e controlli

Era un giovane che ha goduto sempre di buona salute. In un gesto altruistico i familiari hanno deciso per l’espianto delle cornee. 



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