sabato 19 novembre 2016

Stefania Fendoni, 40 anni, è morta precipitando con l'elicottero, feriti gli altri due

Elicottero precipita nel bosco, Stefania muore a 40 anni: 2 feriti
Sabato 19 Novembre 2016, 16:05
VARESE - Un elicottero partito dal Canton Ticino con a bordo il pilota italiano e due passeggeri, una donna di Sondrio e un imprenditore svizzero con il brevetto di volo, è precipitato in una zona impervia in provincia di Varese, vicino al confine con la Svizzera. La donna, Stefania Fendoni, 40 anni, è morta. L'imprenditore, 42 anni, e il pilota, un 57enne di Sondrio, sono rimasti feriti. I soccorritori li hanno portati in salvo dopo ricerche rese difficili dalla conformazione della zona e dalle condizioni atmosferiche. A lanciare l'allarme è stato il pilota del mezzo, che si è alzato in volo da un eliporto nella zona di Lugano in una giornata di scarsa visibilità a causa della nebbia e delle nubi basse, probabilmente diretto in Valtellina. Sono in corso accertamenti sulle cause dell'incidente. Verrà esaminata la scatola nera del velivolo, che non è stato ancora recuperato. L'elicottero Aw109, che può trasportare fino a otto persone, forse a cause dalle nebbia è finito contro un monte, schiantandosi nella zona boschiva tra Bisuschio e Arcisate. Il pilota poco dopo le 14 è riuscito a mettersi in contatto con i soccorritori, e ha fornito alcune indicazioni che hanno consentito di concentrare le ricerche nella zona del monte Minisfreddo, a una quota di circa 800 metri. Un campo base è stato allestito a Bisuschio e, da lì, sono partite le ricerche condotte da operatori del 118, vigili del fuoco con gli specialisti del Nucleo speleo alpino fluviale, carabinieri, soccorso alpino e protezione civile. Una squadra ha battuto i sentieri della zona, mentre elicotteri hanno sorvolato l'area. Le condizioni meteo, però, non hanno consentito un intervento via aria. Hanno collaborato alle ricerche anche alcuni residenti, che conoscono i sentieri della zona. Nel tardo pomeriggio l'elicottero è stato individuato. Nell'abitacolo il cadavere di Stefania Fendoni, appassionata di volo. I feriti sono stati soccorsi e trasportati in ospedale: hanno riportato traumi dovuti all'impatto, ma non sono in pericolo di vita.
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martedì 19 aprile 2016

Mantova, Matilde Righetti, studentessa liceale di 15 anni, è morta dopo aver lottato a lungo contro la malattia

Liceale muore di malattia a quindici anni

Studiava al Belfiore, i primi sintomi poco più di un anno fa. L’addio domani a Castelbelforte

CASTELBELFORTE. «Ha lottato fino all’ultimo, era tenace, una leonessa. Non s’è mai lamentata e non ha mai fatto pesare la sua malattia a nessuno». Le parole della mamma, sussurrate in un dolore dignitoso e composto, raccontano meglio di qualsiasi cosa l’animo da guerriero di Matilde Righetti e dei suoi quindici anni interrotti all’improvviso. Che fosse di buona tempra lo dice già il fatto che, a malattia conclamata e sotto lo scombussolamento fisico e psicologico che l’ha sferzata, lo scorso anno è riuscita a studiare e a guadagnarsi la promozione al secondo anno del liceo scientifico Belfiore.
Un dolore grande, quello che ieri, alla notizia della sua morte, ha colpito Castelbelforte, il paese dove abitava con la madre Ombretta, il padre Marco – manager della Bonferraro spa, azienda del gruppo Smeg – e i due fratellini Alessandro, 12 anni, e Francesco, di dieci. La sua morte è anche una ferita per la comunità studentesca del liceo e dei suoi compagni.

I compagni di Matilde hanno dedicato...
I compagni di Matilde hanno dedicato alla studentessa l'home page del sito del liceo Belfiore
Amava lo sport, Matilde. In particolare la pallavolo, che praticava nella squadra del Volley Davis di Stradella. Lo sport nutriva anche le sue aspettative per il futuro. Al Belfiore s’era iscritta all’indirizzo sportivo. A diploma raggiunto le avrebbe consentito di frequentare l'Istituto superiore di educazione fisica. «Voleva fare la fisioterapista» spiega la mamma. Il suo futuro ha avuto una svolta nel 2014, a fine novembre, quando un capogiro l’ha catapultata nell’incubo della malattia. Tutto inutile, anche il supporto della Pediatria dell’Istituto tumori di Milano. E anche se dopo tante cure Matilde sembrava avviata verso la guarigione. A gennaio la malattia s’è ripresentata e l’ha costretta a mollare la scuola. «I compagni, gli amici e i prof le sono stati tutti vicino, l’hanno aiutata fino all’ultimo» ricorda con riconoscenza la mamma. L’addio a Matilde domani alle 15.30 in paese.

giovedì 14 aprile 2016

Padova, Denis Trolese è morto a 42 anni, schiantandosi con la moto contro un palo della luce


Perde il controllo della moto,
esce di strada e muore a 42 anni

L’incidente è successo a Codevigo. L’uomo stava rientrando a casa dopo aver pranzato con la madre

Milano, Daniele Carrubba di 29 anni, tradito dalla sua passione, è morto nello schianto in moto contro le auto in sosta

Daniele, tradito dalla sua passione: morto a 29 anni nello schianto in moto

FOTO | COMMENTA

Daniele Carrubba
Giovedì 14 Aprile 2016, 14:34:17
Daniele è stato tradito dalla sua stessa passione, quella che negli anni si era trasformata in lavoro. A 29 anni è morto mercoledì pomeriggio in via degli Orombelli in zona Lambrate, a Milano. Il ragazzo era in sella alla sua moto Kawasaky di colore verde e si è schiantato contro le auto in sosta, forse a causa dell'asfalto reso viscido per la pioggia.
 
FOTO 7 di 12

La vittima si chiamava Daniele Carrubba, ma per tutti era simpaticamente il 'pilone' e gestiva il Laboratorio Meccanico, un'officina di moto molto nota in zona Lambrate.
L'incidente non ha coinvolto altro veicoli, e ora la polizia locale cittadina intervenuta per i rilievi sta cercando di capire l'esatto dinamica della tragedia. Autopsia e filmati delle videocamere della zona potranno fare luce sul motivo dello sbandamento e sulla dinamica. La chiamata al 118 è arrivata alle 17.18. Sul posto sono arrivati i parenti e gli amici del ragazzo, anche loro residenti nel quartiere. Una donna cinquantacinquenne ha avuto un malore ed è stato soccorsa dai medici e trasportata al Fatebenefratelli, gli stessi medici che nulla hanno potuto per salvare la vita a Daniele. Troppo gravi le fratture riportate nella caduta.
Il 29enne su Facebook aveva postato nel tempo diverse foto che trasmettevano la sua innata passione per le due ruote e per i motori. Sul suo profilo anche il bolide verde sulla cui sella ha poi tragicamente ieri perso la vita.

lunedì 11 aprile 2016

Taranto, Miriana Mele di 19 anni è morta nel sedile posteriore dell'auto che si è schiantata contro un albero: due arresti


Schianto fatale: muore una 19enne. Due arresti



Un’altra vittima della strada, un’altra giovane vita spezzata. E’ accaduto ieri in tarda serata, poco prima della mezzanotte, sulla SP112, quella che collega Pulsano a Lizzano. A perdere la vita una ragazza di Lizzano, Miriana Mele, 19enne, che era a bordo di un’Alfa 156 insieme con altre tre persone, tra cui a quanto pare un bimbo di 2 anni, anch’esse rimaste gravemente ferite.

A quanto sembra, la 19enne è morta sul colpo. L’auto viaggiava verso Lizzano e, forse a causa della velocità, dopo alcune curve, sarebbe andata fuori controllo e si è schiantata su un albero. Un sinistro terribile che, purtroppo, è costato la vita alla ragazza.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il 118 che hanno prestato i primi soccorsi alle vittime. Sono i corso gli accertamenti per capire l’esatta dinamica dell’incidente. La 19enne e il bambino erano seduti posteriormente nell’auto.
aggiornamenti
Sono trascorse poche ore dall’incidente e i carabinieri di Lizzano hanno tratto in arresto una ventenne e un 38enne del paese. Infatti, dopo i primi accertamenti, la ventenne, che era alla guida dell’auto, è stata sottoposta ad esami tossicologici ed è risultata positiva all’uso di cannabinoidi, una circostanza che, in base alle nuove norme sull’omicidio stradale, prevede l’arresto.
Il 38enne, risultato positivo all’alcol-test, è stato arrestato in quanto, secondo la prima ricostruzione dei fatti, nei momenti precedenti all’impatto, in preda ad ebbrezza alcolica, avrebbe percosso la giovane donna alla guida, contribuendo così a causare l’incidente.
Entrambi, come accennato precedentemente, sono comunque ricoverati nell’ospedale ‘SS.Annunziata’ per le lesioni riportate.

domenica 10 aprile 2016

Reggio E., Lucrezia Lombardi di 21 anni è morta dopo aver impattato con l'auto contro un albero


Schianto fatale: muore la 21enne Lucrezia Lombardi


La 21enne Lucrezia Lombardi, vittima dell’incidente
Una ragazza di 21 anni di Casalgrande è morta, e la sua amica è rimasta ferita in modo grave in un terribile schianto avvenuto questa mattina alle 8,40 in via Molinazzo, la strada alberata che collega Sabbione a Fellegara di Scandiano (foto in home page).
Una sorte terribile per Lucrezia Lombardi che stava rientrando a casa con l’amica, Alessia Barbieri.,  dopo un sabato notte trascorso in compagnia. Le due coetanee si erano fermate poco prima in un bar a fare colazione.
Non si sa per quale ragione, la ragazza ha perso il controllo della sua Lancia Y che ha sbandato paurosamente verso sinistra e si è schiantata contro uno degli alberi al lato della strada. Per lei, quando sono arrivati i soccorsi, non c’era più niente da fare. L’amica è ricoverata in gravi condizioni al Santa Maria Nuova. Sul posto col 118 anche l’elisoccorso.

Venezia, un paese in lutto per Giorgia Bizzaro di 19 anni, morta,dopo aver combattutto per nove mesi, contro un tumore

Concordia in lutto

Uccisa dal male a soli 19 anni

Domani l’addio alla ragazza morta dopo un calvario durato 9 mesi

CONCORDIA. Ha lottato per nove mesi come una leonessa. Mercoledì pomeriggio, alle 13.20, il suo cuore ha però cessato di battere. A 19 anni.
Lutto in tutta Concordia, nel portogruarese e in parte della provincia di Pordenone per la scomparsa di Giorgia Bizzaro. È mancata per un tumore al cervello, che in così poco tempo l'ha portata alla morte. La scoperta risaliva infatti allo scorso ottobre.
Fu il padre, nell'ottobre scorso, a scoprire la malattia. Aveva notato una posizione poco naturale degli occhi di Giorgia incrociandone lo sguardo. La 19enne era cugina di Luca Speretta, il 19enne feritosi gravemente in un incidente sul lavoro avvenuto due domeniche fa a Sindacale, dove anche Giorgia abitava.
La dicionnovenne lascia nel dolore i genitori, Silvan operaio alla Atena di La Sega di Gruaro ed ex calciatore dilettante con Centro del Mobile, Opitergina, Mazzolada e Sindacale; la madre Chiara Speretta, casalinga; e le sorelle minori Gaia e Giulia, entrambe studentesse.
Il nulla osta è stato rilasciato quasi subito. Questa sera, venerdì 31, alle 20 verrà recitato il rosario in suffragio di Giorgia, nella chiesa del Sindacale dove domani, con inizio alle 16.30, verranno celebrate le esequie. Giorgia è tornata a casa. La sua salma si trova al cimitero della piccola frazione concordiese a contatto con la laguna di Caorle e quindi più vicina al mare. Sognava un avvenire diverso Giorgia. Dopo aver studiato per un anno al liceo artistico di Cordenons aveva scelto di studiare da parrucchiera, frequentando le scuole Ipea. Si è curata inizialmente a Portogruaro, poi a Mestre e infine a Padova.
Si era sottoposta a tre prelievi
di midollo. Non sono stati purtroppo sufficienti. Era una ragazza splendida, buona e altruista. La bacheca del suo profilo facebook da ieri pomeriggio, quando la notizia è stata resa pubblica attraverso gli annunci del funerale, è stata inondata di messaggi di cordoglio. (r.p.)

sabato 9 aprile 2016

Napoli, Ilaria Montilli, mamma di 25 anni, è morta per una meningite che le ha causato un coma irreversibile

Napoli, era meningite non influenza: Ilaria muore a 25 anni

di ​Melina Chiapparino
 Era in coma da circa venti giorni la 25enne morta ieri all'ospedale Cotugno di Napoli per una forma di meningite che non le ha lasciato scampo.
Ilaria Montilli, napoletana trasferitasi a Sant'Anastasia, nella zona Vesuviana, dopo aver sposato un giovane del posto, non ce l'ha fatta. Troppo gravi le complicanze della meningite che le aveva provocato un edema al cervello.

Una morte che ha sconvolto l'intera cittadinanza, colpita dalla giovane età di Ilaria, madre di una bimba di circa un anno e mezzo. Cordoglio è stato espresso dal sindaco Lello Abete, il quale ha sottolineato che simili
tragedie «sono difficili da superare». «Esprimo a nome mio e dell'Amministrazione comunale - ha aggiunto - la mia vicinanza alla famiglia di Ilaria, morta troppo giovane, che lascia la sua bambina troppo presto».
Abete, però, lancia anche un invito a non creare allarmismi: «Si è trattato di un caso isolato - ha spiegato - dall'ospedale, fin dai primi giorni, hanno assicurato che non ci sono epidemie, e che non era necessaria alcuna
profilassi allargata alla popolazione. Il caso non è neanche collegato, ci hanno detto i sanitari, all'altro uomo che ha lavorato a Sant'Anastasia e che pure era stato ricoverato per una meningite negli stessi giorni di
Ilaria».

Un calvario, quello della 25enne, iniziato a metà marzo, quando la ragazza era stata portata d'urgenza al Loreto Mare di Napoli, dove la dimettono dopo poco diagnosticando un'influenza. Due giorni più tardi Ilaria viene portata nella clinica Villa Betania del quartiere Ponticelli, e lì i medici si rendono conto che sono necessari esami più approfonditi, e ne dispongono il trasferimento al Secondo Policlinico di Napoli. La 25enne resta in rianimazione per qualche giorno, perchè i sanitari, sospettando la meningite, la trasferiscono al Cotugno, dove i medici che l'hanno in cura confermano la diagnosi, e la gravità delle condizioni di Ilaria, che ha subito gravi danni cerebrali per l'ematoma formatosi. La giovane mamma resta in coma fino a ieri, quando il suo cuore ha smesso di battere, lasciando solo il marito e la loro figlioletta.
Napoli, è morta Ilaria Montilli: "Aveva la meningite"



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venerdì 8 aprile 2016

Urbino, Gloria Raffaelli, commessa di 29 anni, esce di strada con l'auto per la nebbia e muore

Gloria, commessa di 29 anni, esce di strada
con l'auto per la nebbia e muore -Foto

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Gloria Raffaelli
Venerdì 8 Aprile 2016, 15:43:52
MONTECALVO IN FOGLIA - E`morta due ore dopo l'incidente all'ospedale di Urbino dove era stata trasportata da un equipaggio del 118: è una ragazza di 29 anni di Casinina, si chiama Gloria Raffaelli.
 
  La donna questa mattina intorno alle 4.30 stava transitando nei pressi della circonvallazione di Ca' Lanciarino in direzione di Casinina al volante della sua auto. In quelle ore sulla zona è caduta una fitta nebbia e piovvigginava da tempo.  Probabilmente l`asfalto reso scivoloso è stato alla base dell'incidente. La donna, commessa in un supermercato di Montecchio,  ha perso il controllo dell`auto. Trasportata all`ospedale di Urbino è deceduta intorno alle 6.30. Sul posto anche i carabinieri di Tavoleto per i rilievi del caso.

In ricordo di Chiara Taborre, giovane di 19anni morta a seguito di un terribile impatto frontale il 9 aprile 2009



PESCARA. «Chiara eri sempre sorridente. Il tuo sorriso ti distingueva dagli altri. Adesso che sei lassù rallegra anche coloro che hanno perso la vita per il terremoto». Le toccanti parole sono state pronunciate ieri, nella basilica della Madonna dei Sette Dolori, dal vice preside dell’istituto professionale Michetti, Giuliano Natale, davanti alla bara di Chiara Taborre, studentessa di 19 anni morta giovedì in un incidente sulla strada Lungofino, a Città Sant’Angelo. Nello scontro, vicino alla rotatoria delle Quattro Strade, sono rimasti gravemente feriti due amici di Chiara. Tutti e 3 sul sedile posteriore di una Honda Civic, guidata da un coetaneo neopatentato.
L’auto si è schiantata contro altre due vetture. Pur essendo seduta in mezzo, tra i due amici, l’impatto è stato fatale per la giovane studentessa del Michetti, che abitava ai Colli con la sua famiglia. La 19enne, la “principessa” come la chiamavano le amiche, è morta sul colpo. Ai funerali celebrati da padre Guglielmo Alimonti, una liturgia breve, senza eucaristia per la festività pasquale, hanno partecipato centinaia di persone che si sono strette intorno alla madre Silvana, dipendente Rai, al papà Marco, che lavora in un’azienda privata, e al fratello Fabio, ciclista professionista, compagno di squadra di Rebellin e Simoni.

Poco prima del funerale, nell’obitorio dell’ospedale di Pescara per rendere omaggio alla salma è andato anche il campione Danilo Di Luca. Alle esequie c’erano i genitori di Di Luca e diversi rappresentanti del ciclismo regionale. Ma soprattutto c’erano tanti ragazzi in lacrime, gli amici di Chiara dei Colli, i compagni di scuola e della classe quinta H servizi sociali del Michetti. Alcune ragazze portavano rose rosse e peluche, ultimo dono per la sfortunata amica strappata alla vita nel fiore degli anni.

Su uno striscione attaccato a un recinto davanti alla chiesa si stagliava la scritta «Vorremmo donare il tuo sorriso alla luna. Ciao Chiara», ispirata a una canzone di successo di Tiziano Ferro, che la ragazza doveva amare in modo particolare. Le amiche hanno anche portato in chiesa un cartellone con tante foto che ritraggono Chiara Taborre, allegra e sorridente, nei momenti felici della sua breve vita.
 «La morte è una tragedia sempre. La morte violenta è doppiamente tragedia. Ma per noi credenti in Cristo questa vita, la vita di Chiara non finisce qui», ha detto padre Guglielmo, nel tentativo di alleviare la sofferenza dei genitori e del fratello. «Non dovevi morire per un incidente stradale.

Questa è l’età per studiare, per vivere, non per morire», il toccante intervento dinanzi al feretro del vice preside Natale, «negli anni scorsi avevo scritto al prefetto chiedendo se si potesse fare di più nelle scuole per la sicurezza sulle strade. A voi ragazzi dico di andare piano quando guidate, siate prudenti. Non si può, non si deve morire così. Ora che ti dovevi diplomare, Chiara, ci hai lasciato».

Anche un’amica, visibilmente commossa, ha preso la parola in chiesa per l’addio, a nome delle ragazze dei Colli, alla principessa Chiara. All’uscita dalla basilica, il feretro è stato accolto da un lungo fragoroso applauso, l’ultimo saluto prima della tumulazione della salma al cimitero.

Domodossola, Mara Gallerini è morta a 39 anni per un malore; era un capotreno

Muore a soli 39 anni Mara Gallerini, era una capotreno


CREVOLADOSSOLA- 05-04-2016- Si sono celebrati lunedì a Preglia
i funerali di Mara Gallerini, trentanovenne, dipendente di Trenitalia con il ruolo di capotreno, spirata per un malore improvviso lo scorso venerdì. Ha lasciato la mamma Claudia Campana e il compagno Fabrizio Moroni.

giovedì 7 aprile 2016

Gruppo di ciclisti travolti da un'auto agli Alberoni: un morto, uno grave

Gruppo di ciclisti travolti da un'auto
agli Alberoni: un morto, uno grave -Foto
Gruppo di ciclisti travolti da un'auto agli Alberoni: un morto, uno grave

Giovedì 7 Aprile 2016, 18:18:43
LIDO DI VENEZIA - Quattro ciclisti travolti e  feriti, uno è deceduto, un altro è in gravissime condizioni trasportato in ospedale con l'elisoccorso. È il tragico bilancio dell'incidente stradale avvenuto oggi pomeriggio in località Alberoni al Lido di Venezia. Una utilitaria, una Lancia Y, ha travolto quattro ciclisti non distante dal San Camillo per cause ancora da chiarire.
Pare che la vettura investitrice  abbia invaso la corsia di marcia opposta sulla quale transitavano i 4 ciclisti, centrandoli a velocità sostenuta . I rilievi sono affidati alla polizia locale  La vittima sarebbe un 52enne veneziano, R. B..
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Addio Vito Tota 20 anni morto in un incidente su viale Pio XI


E' Vito Tota la vittima della tragedia consumatasi attorno alle ore 8.30 su viale Pio XI. Il giovane molfettese era nato nel febbraio 1996 e aveva da poco compiuto 20 anni.

Per lui sarebbe stato fatale l'impatto sull'asfalto dopo lo scontro con il Suv che usciva dal garage del complesso "Le mimose" mentre era a bordo di uno scotter di grossa cilindrata. Inutili i soccorsi del personale del 118 subito arrivato sul posto dove adesso è presente anche il magistrato della Procura di Trani.

Purtroppo, c'è da registrare un altro fatto increscioso. Pochi minuti dopo il tragico fatto, il conducente del Suv coinvolto nell'incidente è stato aggredito da uno dei parenti del ragazzo deceduto. Sull'aggressione gli inquirenti stanno ora raccogliendo testimonianze oculari nel tentativo di accertare il fatto.

Elena Lombardo, di 35 anni è morta in un terribile incidente alle porte di Naro, in provincia di Agrigento,

incidente stradaleAncora sangue sulle strade siciliane. Questa volta si tratta di un incidente avvenuto alle porte di Naro, in provincia di Agrigento, il cui bilancio è di un morto e un ferito. A perdere la vita è stata Elena Lombardo, di 35 anni, che viaggiava a bordo di una Lancia Y insieme alla madre, Concetta Elvira Gueli Alletti, di 70 anni, rimasta ferita. Lo schianto è avvenuto lungo la SP 576 che porta ad Agrigento. Subito sul posto sono intervenuti i carabinieri di Naro e Licata, i vigili del fuoco di Canicattì e il personale del 118. La Lancia Y che trasportava le due donne si è ribaltata più volte finendo la corsa in una cunetta. L'incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 22. Eleonora Lombardo, in condizioni gravissime, è deceduta poco dopo essere stata trasportata in ospedale in elisoccorso. 
Ma in questi giorni altri tre incidenti mortali si sono verificati nelle nostre autostrade, uno a Vittoria e l'altro a Modica. Nel primo caso a perdere la vita è stato un giovane di 23 anni, Fabrizio Salerno, schiantatosi con il suo scooter contro un albero in pieno centro storico. I soccorsi sono arrivati purtroppo troppo tardi e il ragazzo è deceduto a causa del trauma cranico e toracico riportato. A Modica, invece, è morta un'insegnante di 59 anni, Rosaria Bravo, che per non aver rispettato un segnale di precedenza si è scontrata con due altre vetture. La donna è spirata in ospedale, i conducenti delle altre macchine sono rimasti feriti. Infine a Marsala, un trentatreenne si trova in prognosi riservata a seguito dello scontro tra la sua moto, una Kawasaki nera, e una Fiat Panda gialla guidata da una venticinquenne.

mercoledì 6 aprile 2016

Addio Remo Di Matteo falegname 51enne, i funerali verranno celebrati sabato

I funerali dovevano essere celebrati domani ma un intoppo burocratico li ha fatti slittare a sabato (anche se deve ancora essere confermato), alle 16.30 alla Chiesa di San Siro.

E’ morto l’altra notte a Sanremo Remo Di Matteo, 51enne falegname molto conosciuto in città.
I funerali dovevano essere celebrati domani ma un intoppo burocratico li ha fatti slittare a sabato (anche se deve ancora essere confermato), alle 16.30 alla Chiesa di San Siro.

Addio Bruno Biagiotti 67 anni imprenditore perugino e per lunghi anni impegnato in politica

 © ANSA
(ANSA) - PERUGIA, 6 APR - E' morto a 67 anni Bruno Biagiotti, imprenditore perugino e per lunghi anni impegnato in politica, essendo stato consigliere provinciale del centrodestra per due legislature.
    Cordoglio è stato espresso dalla presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Donatella Porzi, sottolineando di avere "avuto modo di apprezzare le grandi doti umane e politiche".
La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha sottolineato di avere "sempre apprezzato il suo senso delle istituzioni e, sebbene da posizioni molto diverse dalle mie, il suo impegno politico ricco di grande passione".
"L'amore per la sua città si è riversato da sempre nel suo impegno politico, cominciato da ragazzo" ha detto il sindaco di Perugia, Andrea Romizi.
Per il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Vinicio Guasticchi "la scomparsa di Bruno Biagiotti lascia senza parole, nello sgomento e dolore più profondo soprattutto chi ha avuto il piacere e onore di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane, professionali e la passione politica".
E il deputato di FI Pietro Laffranco ne ha parlato come di un "uomo dai valori saldi e profondi, amico leale, politico preparato e serio, imprenditore onesto".

Vincenzo Racia 45 anni è morto in un incidente nella zona industriale di Teverola, nel casertano,

Incidente stradale: muore Vincenzo Racia

Napoli Today
Tragico incidente stradale nella zona industriale di Teverola, nel casertano, che ha provocato la morte del 45enne Vincenzo Racia, residente in provincia di Napoli.
Nello scontro tra tre auto ha avuto la peggio la Skoda del 45enne che è stata centrata in pieno da un'altra vettura.
A nulla è servito l'intervento del 118 sul luogo del sinistro stradale, per Racia era ormai troppo tardi. Nell'incidente è rimasta ferita un'altra persona di cui non si conoscono le generalità.



Addio Merle Haggard, la leggenda del country colpito da una polmonite

Nella sua lunga carriera ha vinto tre Grammy e pubblicato una cinquantina di album. Con la band degli Strangers ha inventato il cosiddetto «suono di Bakersfield»

shadow
Merle Haggard, vera e propria leggenda della musica country, è morto all’età di 79 anni in California, nel giorno del suo compleanno. Dopo un’infanzia e un’adolescenza difficili, che lo portarono più volte in carcere, Haggard dal 1960 si è dedicato alla musica, arrivando al successo in tutto il mondo con due brani del 1969: «Okie From Muskogee» e «Workin’ Man Blues». «La mia decisione è stata facile da prendere: la musica era l’unica alternativa alla povertà» raccontò per spiegare la sua rinascita. L’ispirazione arrivò quando negli anni ‘60 nel penitenziario di San Quintino partecipò a una celeberrima esibizione di Johnny Cash.
Quaranta brani al numero 1 negli States
Da ragazzino, perse il padre all’età di 9 anni e a 13 iniziò a commettere furti, tanto da finire per qualche tempo in riformatorio. Ha trascorso gran parte degli anni Cinquanta in carcere, inclusi tre anni di detenzione a San Quentin per rapina a mano armata. Tra le sue ispirazioni, oltre a Cash, vi è un famoso esponente dell’Honky Tonk come Lefty Frizzell, ma Haggard riconosce anche l’influenza di personaggi come Bob Wills e Jimmie Rodgers. Ha portato 40 diversi brani al primo posto delle classifiche statunitensi di vendita.
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