lunedì 30 novembre 2015

bimba di 6 anni trova la pistola del padre: si spara accidentalmente

Usa choc, bimba trova la pistola del padre:
si spara accidentalmente e muore a 6 anni

Lunedì 30 Novembre 2015, 20:22
di Federica Macagnone
Ancora una tragedia, ancora sangue, ancora un innocente morto per l'insensatezza di adulti che tengono armi cariche in casa a portata di bimbo. Questa volta è accaduto ad Atlanta, in Georgia, dove una bimba di sei anni, Ja'Mecca Smith, frugando sotto i cuscini del divano, ha trovato la pistola del padre e ha cominciato ad armeggiare fino a quando non si è sparata ed è morta.  In quel momento in casa c'erano i suoi quattro fratelli e il padre, Demargo Smith, che in un primo momento è fuggito, per poi tornare quando la polizia era già arrivata e aveva già trovato il cadavere della piccola. Interrogato, l'uomo è stato arrestato per comportamento irresponsabile. La madre di Ja'Mecca, che non era in casa al momento della tragedia, è ovviamente distrutta. I parenti e i vicini di casa, scioccati dalla vicenda piangono e abbracciano: la morte della bimba ha devastato l'intera comunità. La polizia, nel frattempo, ha aperto un'indagine su questo ennesimo caso tragico dovuto all'imprudenza degli adulti e alla cultura delle "armi facili". Ja'Mecca non sarebbe morta se quella pistola non fosse stata lasciata alla sua portata.

due ragazze di 16 e 17 anni sono morte in un incidente stradale sulla strada tra Fasana e il distributore di Montegrande

foto tratta dal sito jutarnji.hr

Lunedì 30 Novembre 2015, 14:49
di E.B.
POLA - Weekend drammatico quello appena trascorso sulle strade istriane: due ragazze minorenni, di 17 e 16 anni, una risiedeva a Fasana e l'altra nel borgo di Valbandon, sono morte in seguito ad un terribile incidente stradale. Quattro i feriti gravi e due leggeri. In otto erano saliti a bordo di una Citroen Xara: due davanti, quattro sul sedile posteriore e due nel portabagagli. Una "ragazzata" che si è rivelata fatale: sulla strada tra Fasana e il distributore di Montegrande, l'auto ha sbandato andando ad urtare con il lato posteriore un albero ai lati della carreggiata. A causa del violento impatto, la Citroen è rimbalzata sull'alsfalto roteando su se stessa. Le due giovani vittime sono letteralmente state sbalzate fuori. Tutti gli altri occupanti non sono in pericolo di vita. Alla conducente è stato rilevato nel sangue un tasso alcolemico dello 0,26 per mille. In Croazia la legge impone lo 0 ai neopatentati fino a 24 anni. 

rogo in un appartamento a Marino in via Vecchia di Grottaferrata: una donna muore soffocata

Marino, rogo in un appartamento:
una donna muore soffocata

Lunedì 30 Novembre 2015, 08:48
Tremendo rogo nella notte a Marino in via Vecchia di Grottaferrata, un incendio ha devastato una abitazione a piano terra di una palazzina rurale. 
Sul posto hanno lavorato per diverse ore i vigili del fuoco di Marino e i carabinieri del reparto radiomobile di Castelgandolfo. Nell'incendio che ha distrutto tutto l'interno della casa è deceduta per soffocamento una donna anziana che era all'interno e che stava dormendo. Il violento rogo si è sviluppato intorno alle 23, sono in corso accertamenti per capire se ad innescare il violento incendio sia stato il cattivo funzionamento di una stufa per riscaldarsi dal gran freddo o un corto circuito dell'impianto elettrico.

Brolo (ME): è morto l'imprenditore Cono Ricciardello

Avrebbe compiuto 80 anni il 2 dicembre ma se ne è andato qualche giorno prima, in quella “Testa di Monaco” che volle creare quale primo esempio di turismo residenziale dei Nebrodi, quasi in antagonismo ed a voler spostare il baricentro turistico che si stava, al tempo, concentrando su Capo Calavà. Un esempio di imprenditorialità ruspante, nata dal nulla, che non aveva avuto in dono niente, che a pochi doveva dir grazie…fatta di ferrea volontà, di principi, di voglia di farcela. Così, dopo una lunga malattia,  Cono Ricciardello, per tutti “Don Cono”, ha “mollato”. “Mollare”, un termine strano per lui, poco calzante per la sua personalità, difficile per etichettarlo. Infatti era, ed i tanti che l’hanno conosciuto possono testimoniarlo, una forza della natura fatta da cocciutaggine, determinazione, volontà del fare…che non mollava mai. Imprenditore, self made man, Cono è stato una delle figure più rappresentative di quella generazione di “carusi brolesi” che, dopo la metà del secolo scorso, da artigiani si inventarono imprenditori e nell’Italia del boom sdoganarono Brolo verso il suo nuovo futuro. Ci credevano, ci provarono, lo fecero. Un passaggio importante, con conseguenze allora inimmaginabili per molti. Ma non “‘pu Chiareddu“. Aveva da subito le idee chiare. Si passava dal latifondo all’era dell’impresa. Dalla cultura dei “padroni” a quella dei datori di lavoro. Dal lavoro con “pico e pala” alle ruspe ed ai trattori. Dal catrame all’asfalto. “Don Cono”, con altri tre fratelli, erano nato nella casa paterna, lungo la via Trieste. Casa rimessa a nuovo nel tempo, quasi a segnar il “senso di famiglia” e di appartenenza a lui cari. Era stato, tra i primi, appaltatore di opere pubbliche. Un passaggio di stato condiviso insieme a quei “carusi” che si chiamavano Vincenzo e Saro Agnello, Pippo e Carmelo, i fratelli Giuffrè, Carmelo Giuffrè, Salvatore Gasparro ”’u casciuni”, poi vennero i vari Pippo Bonina, Pippo Ricciardello, Fernando La Rosa e le tante imprese di oggi. Brolo cambiava così, quelli erano gli anni del timido ammodernamento infrastrutturale dell’Isola. Dei rapporti tra Politica e Impresa, della Regione Siciliana e degli Affari, Di Lima, Merlino, Germanà. Ma Don Cono era diverso dai tanti altri suoi colleghi. Conosceva il sistema, ma giocava con la politica restandone ai margini, fatta eccezione all’epoca della “Spiga” con il suo ruolo di consigliere comunale a Brolo. Giocava con la politica come faceva con i suoi figli sulla spiaggia di Ponte Naso. Mai legato a nessuno, guardava da destra a sinistra – sponsorizzando anche le grande feste “rosse” -, poi si fermava spesso al centro ma intanto tesseva reti di amicizie, rapporti di stima, fatti anche di buone mangiate. Poi questi ritornavano sempre utili…senza dover mai abbassar la testa. Era un imprenditore poliedrico, per certi versi un visionario. Laddove c’erano una spiaggia ed una scogliera ai piedi di un dirupo inaccessibile lui, era il 1966 gli anni di “Sapore di sale”, ebbe la visione di un albergo. Convinse ad affiancarlo nell’impresa il fratello maggiore, Nino e nel 1972 inaugurò il Villaggio Turistico “Testa di Monaco”. Che ancora – pur finita la parabola del bel turismo isolano quello delle tre settimane piene, dei week-end a base di aragoste e ostriche – è una delle locations più amene della costa settentrionale siciliana, con un appeal tutto suo che gli permette di guardare ancora oltre i confini turistici di unire bellezza e anima e di questo lui, don Cono, poco incline al mondo spirituale, ma amante dei sentimenti più puri, dell’amare, del saper vivere, certamente sorriderà annuendo e affermando che “l’idea mi piace”. Quindi, come dicevamo, senza timori reverenziali ai più piazzati Batolo di Gioiosa Marea, Cono e Nino Ricciardello aprono da veri pionieri la stagione dell’imprenditoria turistica locale e Cono rilancia qualche anno dopo con l’inaugurazione dell’hotel “Costa Azzurra”, a Brolo. Lui con Mariano Scarpaci e con un’altro Ricciardello, Nino, titolare dell’hotel ”Principe” di fatto inventano l’immagine di Brolo turistica, la “Costa d’Oro” , prodromo della Costa Saracena. Ma le visioni di Don Cono non finirono mai. Senza mai abbandonare il core business, investì ancora in quel file rouge del turismo, insieme ad altre strutture fu sempre lui, diventato anche armatore, ad inaugurare, nel 1980, il primo servizio di collegamento giornaliero con le Isole Eolie. La motonave, commissionata e costruita ad hoc si chiamava, manco a dirlo, “Marinella” come l’amatissima figlia. E mentre Nino, primogenito, studiava ingegneria, ma guardava già con interesse alla politica nelle file giovanili della Democrazia Cristiana, per Marinella che voleva padroneggiare l’arte dell’ospitalità, Don Cono volle il meglio e dopo il diploma conseguito al Tecnico Commerciale “Merendino” di Capo d’Orlando la mandò a studiare direttamente in Svizzera al prestigioso Istituto “Cesar Ritz”. Lui sapeva bene che le lingue, la padronanza tecnica di una professione che non era “il mestiere”, era una grande opportunità per i suoi figli. Forse perchè aveva completato soltanto le scuole dell’obbligo, senza mai rammaricarsene, voleva altro. A Brolo, all’epoca, nelle scuole medie si insegnava il francese, roba superata. “I ragazzi devono imparare l’inglese”. Ed inglese fu. Lezioni private e stages per entrambi i figli, forse caso unico tra gli adolescenti brolesi di quella generazione, i primissimi anni ‘80, in Inghilterra. Uomo dal carattere notoriamente forte, a volte quasi duro, incuteva timore, vuoi anche per i folti baffi che gli segnarono a lungo il viso, Cono Ricciardello era una persona brillante che, oltre al lavoro, riusciva a coltivare tanti interessi e tante passioni ad incominciare da quella per la Tiger Brolo di cui, ai tempi d’oro, fu a lungo vice presidente del mitico Giovanni Germanà, ma anche l’arte e, soprattutto, la pittura. Così Giovanni Dascola, alla pari di tanti altri, già affermato pittore siciliano degli anni ‘70, spesso era suo ospite a Brolo. La passione degli ultimi anni sono stati i nipotini, le gemelle Beatrice e Ludovica (figlie di Marinella) e Giorgio Cono (figlio di Nino). Con Don Cono Ricciardello se ne va, assistito fino all’ultimo anelito di vita dall’amorevole signora Maria, che ne ha condiviso, da sempre, passioni, umori, sogni, un uomo ed un imprenditore d’altri tempi che tra intramontabili alti e fisiologici bassi, ha contrassegnato un epoca. Specie sempre più in via d’estinzione.
Autore
The-warriors

Cacciatore 50 enne di Arrone è morto dopo essere rimasto ferito nei boschi di Ferentillo durante una battuta di caccia

 © ANSA(ANSA) - FERENTILLO (TERNI), 30 NOVEMBRE 2015 - Un cinquantenne di Arrone è morto dopo essere rimasto ferito nei boschi di Ferentillo durante una battuta di caccia. Vani sarebbe stato colpito mortalmente da un colpo partito dal fucile di un altro cacciatore scivolato in una zona piuttosto impervia sul Colle Ponte. Oltre al 118 sul posto anche vigili del fuoco, anche questi intervenuti con un elicottero, personale del soccorso alpino e carabinieri. I soccorsi sono però risultati vani.
   Sull'incidente sono in corso accertamenti dei carabinieri.

Ernesto Soldi, morto all’età di 77 anni. Lutto in paese per la scomparsa del noto imprenditore edile


MONTICHIARI. Lutto in paese per la scomparsa del noto imprenditore edile Ernesto Soldi, morto all’età di 77 anni. L’uomo aveva iniziato a fare il muratore da giovanissimo. Dopo gli anni passati sotto padrone, era poi diventato libero professionista assieme all’amato fratello Giovanni (scomparso 13 anni fa), costruendo nel corso degli anni case per decine e decine di bresciani.
Le esequie si sono celebrate lo scorso 21 novembre, ma la moglie Aldina lo ricorda in questi giorni sull’ultima edizione di  MontichiariWeek: “Il 24 aprile di quest’anno abbiamo festeggiato i 50 anni di matrimonio, con il nostro figlio Alberto, la nuora Monica e i nostri due nipoti Manuela e Stefano. Eravamo molto felici, anche se sapevo che il suo male era stato scoperto solo un mese prima”.

Pompiere muore mentre raccoglie le olive ad Albisola: aperta un'inchiesta dalla Procura di Savona

La Procura della Repubblica di Savona ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle cause della morta di P.A., morto ieri pomeriggio ad Albisola Superiore.
L’uomo, di 48 anni, stava raccogliendo le olive quando si è sentito male ed è caduto a terra. Sul posto è intervenuta immediatamente la pubblica assistenza locale che ha messo in atto le prime manovre di rianimazione. L’uomo è stato trasportato d’urgenza al San Paolo di Savona, dove purtroppo è spirato. 
Il Pm Daniela Pischetola ha dunque aperta un’inchiesta  per cercare di fare luce sulle cause della morte.  Nei prossimi giorni il medico Marco Canepa effettuerà l’autopsia sul corpo, volta a stabilire se il vigile del fuoco sia morto a seguito della caduta o se gli sia stato fatale il malore che l’ha provocata.
 Cinzia Gatti

domenica 29 novembre 2015

Addio Marcello Sinigiani, 55 anni, conosciuto in Ossola perché proprietario di un negozio di alimentari a Croveo.


Era con il figlio a Esigo, alpeggio sopra Goglio nel comune antigoriano di Baceno, per lavorare in un terreno di proprietà e ha avuto un infarto. È morto così ieri pomeriggio Marcello Sinigiani, 55 anni, conosciuto in Ossola perché proprietario di un negozio di alimentari a Croveo. A dare l’allarme è stato il figlio verso le 15, dopo che il padre si era sentito male e era caduto a terra, scivolando per un breve tratto. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso di Borgosesia e i medici del 118 hanno accertato il decesso. Erano presenti anche i volontari del soccorso alpino della squadra di Baceno che hanno effettuato il recupero e i carabinieri di Crodo. L’operazione si è conclusa intorno alle 16 e la salma è stata poi trasportata con il carro funebre all’obitorio dell’ospedale San Biagio di Domodossola. Oggi, dopo la visita legale, verranno deciso l’orario e il luogo del funerale.  

Cristian Serpa, 31enne è morto in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 283 nei pressi di San Marco Argentano

 Cosenza: trentunenne muore in incidente stradaleSAN MARCO ARGENTANO (CS), 29 NOVEMBRE 2015 - Stanotte, intorno all'una, Cristian Serpa, un 31enne originario di San Lucido, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 283 nei pressi di San Marco Argentano, in una curva molto stretta vicino al distributore Eni.
Il giovane, che proveniva da Guardia Piemontese, ha perso il controllo della Volkswagen Golf per cause in corso accertamento. L'autovettura si è scontrata violentemente contro il guard rail della corsia opposta e l'uomo è stato sbalzato fuori dall'abitacolo, finendo nella scarpata sottostante. A causa del forte impatto il trentunenne è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri dell'aliquota radiomobile e della Stazione di San Marco, oltre al personale sanitario del 118.

Luna Isabella

Uccide il figlio di 7 anni e lo dà in pasto ai maiali. Il papà in manette

Domenica 29 Novembre 2015, 21:24
KANSAS CITY - Michael Jones, 44 anni, è stato arrestato a Kansas City per aver ucciso e dato in pasto ai maiali il figlio di 7 anni.  
Michael Jones e la sua casa (WSFA12/Wyandotte County Jail)
 L'accusa, come racconta Wsfa.com, arriva dai vicini da sempre sospettosi nei confronti della famiglia dell'uomo già finito nei guai per aver sparato alla moglie 29enne Heather Jones. La polizia ha iniziato a indagare dopo la segnalazione dell'assenza di uno degli otto figli della coppia. Il corpicino del bimbo di 7 anni, Jones, in decomposizione e ancora da identificare, sarebbe stato trovato sotterrato nel giardino nel retro della casa, dove l'uomo tiene i suoi maiali. "La loro casa era sporca, orribile - racconta una testimone rimasta anonima - I bambini vivevano nella sporcizia. Spazzatura ovunque e cibo secco in tutta la casa".

Andrea Ghiardi, di 46 anni, è morto a causa di un infarto.Era vicepresidente delle guide alpine di Gressoney

Il vicepresidente delle guide alpine di Gressoney, Andrea Ghiardi, di 46 anni, è morto oggi pomeriggio a causa di un infarto. Ha avuto un malore durante un'escursione con un amico nella zona del Monte Barone, tra Pont Saint Martin e Ivrea. Trasportato con l'elicottero all'ospedale di Aosta è deceduto pochi minuti dopo il ricovero nonostante i tentativi di rianimarlo

Daniele Cicchetti, 22 anni poliziotto è morto come suo padre Marco

Daniele Cicchetti nel giorno del giuramento
di Alessia Marani
GALLICANO È morto come suo padre Marco, altro poliziotto, deceduto vent’anni fa in un incidente d’auto a Palermo. Daniele Cicchetti, 22 anni, agente nel servizio tecnico della Polizia negli uffici di via Statilia, a Roma, è deceduto nella notte tra venerdì e sabato in un tamponamento a catena nei pressi della Barriera Roma Est della A1.

Era mezzanotte, il giovane era al volante della sua Opel Zafira, procedeva in direzione di Roma. All’improvviso il primo tamponamento con una vettura che lo precedeva; il ragazzo è sceso dall’auto illeso, ma - stando a una prima ricostruzione della Stradale - sarebbe stato investito in pieno da un altro veicolo, forse un furgone, che lo seguiva. Per Daniele non c’è stato scampo. Altre tre persono sono rimaste ferite. Il ragazzo viveva a Gallicano nel Lazio con la mamma e i due fratelli.

IL DOLORE
«Per la nostra famiglia è un lutto immenso - racconta lo zio Aldo - già la scomparsa del padre, a cui la polizia ha intitolato la caserma dello Sco in via Tuscolana nella Capitale, all’epoca ci sconvolse. Ora Daniele. Mia cognata è distrutta dal dolore, non ci sono parole». Cicchetti era molto conosciuto e benvoluto. «Un ragazzo sempre allegro, generoso e con una gran voglia di vivere», dicono di lui. Due anni fa aveva indossato la divisa. «Ed era fiero di farlo in nome del padre», conclude lo zio.

Davide Trubbas, 47 anni travolto sul ciglio della strada, muore sulla strada Siniscola-La Caletta

 © ANSA
(ANSA) - NUORO, 29 NOV - Incidente mortale nella tarda serata di ieri sulla Siniscola-La Caletta. Un disoccupato del posto, Davide Trubbas, 47 anni, che camminava sul ciglio della strada, è stato investito da un'Alfa 146 ed è morto sul colpo. Inutili i soccorsi del 118. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente e se l'auto, guidata da un 33enne anche lui di Siniscola, stesse percorrendo la provinciale a velocità sostenuta. L'autista dell'Alfa si è subito fermato per prestare soccorso. Sul posto i carabinieri.

Morto a Empoli artista Gino Terreni Aveva 90 anni, nel 2002 Ciampi inaugurò la sua opera a Fucecchio











(ANSA) - EMPOLI (FIRENZE), 29 NOV - È morto all'ospedale di Empoli (Firenze) nella serata di ieri il maestro d'arte di fama internazionale Gino Terreni. Suo il monumento ai martiri del Padule di Fucecchio inaugurato nel 2002 a Castelmartini (Pistoia) dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Aveva 90 anni ed era stato partigiano nella brigata 'Arno', combattendo sulla Linea Gotica nella Divisione Legnano. Sue opere sono esposte agli Uffizi, al Museo Civico di Pistoia, alla Collezione Vaticana.

Paolo Villa motociclista di 41 anni di Gravellona è morto in un incidente sulla provinciale tra Vigevano e Gravellona

VIGEVANO. Uno schianto fatale sulla provinciale tra Vigevano e Gravellona. Muore un motociclista di 41 anni di Gravellona, Paolo Villa.
Le prime ricostruzioni. Un'auto, una Renault Megane con a bordo due donne procedeva sul rettilineo in direzione di Vigevano e ha svoltato a sinistra per imboccare una stradina proprio mentre alle sue spalle una moto, una Honda Cbr 1000, era in fase di sorpasso. La moto ha urtato violentemente la parte posteriore dell'automobile, il motociclista ha perso il controllo della Honda ed è stato sbalzato nel fosso che costeggia la carreggiata dal lato opposto della strada. L'auto, fuori controllo, è schizzata nel fosso, finendo sul motociclista, che è morto sul colpo.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia locale di Vigevano e la polizia stradale di Pavia.

Rita Fossaceca, medico italiano uccisa in Kenya e feriti altri 3. Vittima di una rapina

Domenica 29 Novembre 2015, 02:29
Un medico italiano, Rita Fossaceca di 51 anni, è stato ucciso e altri tre connazionali sono rimasti feriti in Kenya. Si trovavano a Mijomboni, un piccolo villaggio nell'entroterra alle spalle di Malindi, per conto della For Life Onlus, una associazione umanitaria internazionale. Secondo quanto si è appreso gli italiani sarebbero stati vittime di una rapina. 

 La Farnesina sta assistendo le famiglie. Alessandto Carriero dirige il Dipartimento di Scienze Radiologiche dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara, dove la dottoressa Fossacena lavorava. «Era il mio braccio destro - aggiunge tra le lacrime - non so come farò ad andare avanti». La donna, secondo quanto appreso, si trovava da un paio di settimane in Kenya, dove l'associazione sostiene l'orfanotrofio di Mijomboni, che ospita una ventina di bambini. Per la vittima non si trattava della prima esperienza da volontaria in Africa. «Hai fatto tanto bene in Kenya, Malindi, Watamu», scrive Jacie Kim, un'amica, sul profilo Facebook della vittima appena appresa la notizia della sua morte. «Le hanno sparato a morte», scrive ancora sul social. L'ultimo contatto tra il professor Carriero e la Fossacena mercoledì scorso, quando si erano sentiti al telefono. «Dopo una serie di giri nelle fattorie, valutazioni delle spese e dei possibili guadagni, abbiamo acquistato la mucca», è l'ultima testimonianza scritta dalla donna per il sito internet dell'associazione. «La mucca è incinta - aggiunge - e tra tre mesi avremo anche un vitellino e, finalmente, il latte per il villaggio». La Farnesina è in contatto con le autorità locali per accertare i fatti. Secondo le prime informazioni, oggi i banditi hanno fatto irruzione armi in pugno nell'abitazione che la donna condivideva con gli altri italiani. E per la dottoressa non c'è stato nulla da fare. Non sono ancora note, invece, le condizioni degli altri tre italiani rimasti feriti nella presunta rapina. Sarebbero dovute tornare domani la dottoressa Rita Fossaceca assassinata in Kenya e le due infermiere, Monica Zanellato e Paola Lenghini, rimaste ferite: le volontarie dell'associazione For Life erano al termine del turno di due settimane che avevano deciso di trascorrere nel villaggio di Mijomboni, dove la onlus (di cui Fossaceca era vice-presidente) avevano installato un ambulatorio che seguiva l'orfanotrofio. Ferite due infermiere di Novara. Anche due infermiere dell'ospedale di Novara sono rimaste ferite nella rapina in Kenia che e' costata la vita al medico Rita Fossaceca: sono Monica Zanellato e Paola Lenghini. Le loro condizioni non sono particolarmente gravi. Lo riferiscono fonti dell'Associazione For Life.
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Un ragazzo di 22 anni è morto in via dei Pescatori all’angolo dei via Canale dello Stagno interno

Domenica 29 Novembre 2015, 14:21
Tragedia nella notte a Ostia: un giovane di 22 anni è morto in via dei Pescatori all’angolo dei via Canale dello Stagno interno alle 3.50. Per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia locale, la Fiat Panda del giovane è finita contro un pino: il decesso è stato immediato. Non si esclude che a causare la perdita di controllo dell’utilitaria abbiano contribuito le asperità dell’asfalto deformato dalle radici dei pini. Non risultano altri veicoli coinvolti nell' incidente.

sabato 28 novembre 2015

Milano, si spara un colpo alla testa in un hotel: morto


La vittima è un uomo di quarantotto anni, italiano, con precedenti penali. Si è ucciso in una stanza di un albergo in via Marghera. Sul posto la polizia

L'uomo è morto sul colpo - Foto repertorio
L'uomo è morto sul colpo - Foto repertorio
Un solo colpo di pistola alla testa, fatale. Che non gli ha lasciato scampo.
Ha deciso di farla finita in un albergo di Milano, un pregiudicato italiano di quarantotto anni, che si è suicidato sabato mattina poco prima delle 1.
Teatro della tragedia è stata una stanza del “Nuovo Hotel Marghera”, un hotel nell’omonima via, in zona Wagner. Sul posto si sono immediatamente precipitate due ambulanze e una volante della polizia, ma per l’uomo non c’era già più nulla da fare.
La vittima, secondo quanto appreso da MilanoToday, aveva alcuni precedenti penali, ma non è ancora chiaro quali possano essere i motivi che lo hanno spinto a suicidarsi.
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Dai primi rilievi effettuati dalla polizia, appare certo che si sia trattato di un gesto volontario: non risultano coinvolte altre persone.

Tragedia a Partinico,Antonino Patellaro cade dal cavallo e muore


Antonino Patellaro stava galoppando nei pressi della diga Jato, quando per cause da accertare è caduto dalla sella sbattendo la testa: aveva 60 anni. A lanciare l'allarme è stato un amico. Sono risultati inutili i soccorsi

Un noto odontoiatria di Monreale, Antonino Patellaro, è morto questa mattina a Partinico dopo essere caduto dal suo cavallo. L'uomo stava galoppando nei pressi della diga Jato, quando per cause da accertare è caduto dalla sella sbattendo la testa. Patellaro aveva 60 anni. A lanciare l'allarme è stato un amico che era con lui per la classica passeggiata a cavallo del weekend. I carabinieri stanno indagando per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Secondo le prime ipotesi fatale forse un sussulto inaspettato del cavallo o una distrazione. E' stato un impatto violento: l'urto avrebbe provocato la rottura del cranio. Inutili i soccorsi da parte dei sanitari del 118. Sul posto sono intervenuti anche il magistrato e il medico legale. Pare che Patellaro fosse un cavaliere assai esperto. L'incidente si è verificato intorno alle 9.

È morto l’architetto Miguel Sal Disegnò il logo dell’Alma Mater

Il 55enne argentino, trapiantato a Bologna, ha anche
lavorato con la Ducati e ideò lo slogan per Delbono

Miguel SalMiguel Sal
BOLOGNA - È morto improvvisamente nel suo Paese di origine, l’Argentina, l’architetto Miguel Sal, 55 anni, trapiantato da più di vent’anni a Bologna, città che assieme a Barcellona era diventata il fulcro della sua attività professionale attraverso l’omonimo studio di «brand consulting». Nella sua carriera, Sal ha tra l’altro curato l’immagine del presidente dell’Argentina Raul Ricardo Alfonsin dal 1984 all’86 e ha operato - tra i tanti - per Armani, Ducati, Poste, ArteFiera, il Museo Reina Sofia e il Museo del Barrio, l’Alma Mater (di cui ha disegnato il logo) e Feltrinelli, gruppo per il quale ha ideato i megastore. Nel 2009 nel capoluogo emiliano realizzò la campagna del candidato sindaco Pd Flavio Delbono, con lo slogan «C’è Delbono a Bologna».

Agrigento, è morto Giovanni Scibetta




Ad Agrigento è morto all’ età di 72 anni l’imprenditore turistico, Giovanni Scibetta, già dipendente della Casa di Risparmio. Come ricorda l’ operatore culturale, Mario Gaziano, “Giovanni Scibetta ha segnato, in un certo modo, lo sviluppo del settore turistico e di intrattenimento, lasciando vasta traccia nel settore con numerose e coraggiose iniziative. Ebbe il merito del rilancio del famoso locale degli anni ‘50 e ‘60 La Focetta, e costruì l’anfiteatro Principessa Zaira – tra una serie di intricati grovigli burocratici – anticipando i nuovi moduli delle aggregazioni giovanili. Giovanni Scibetta fu certamente un coraggioso e determinato operatore turistico” – sottolinea e conclude Mario Gaziano. I funerali nel pomeriggio di oggi nella chiesa di San Gregorio a Cannatello.

Morto a Catania lo storico Giarrizzo


Dopo una lunga malattia si è spento oggi a Catania Giuseppe Giarrizzo, punto di riferimento per gli storici italiani e per intere generazioni di studenti.
Giarrizzo era nato a Riposto, in provincia di Catania, nel 1927, è stato allievo di Santo Mazzarino e amico e collega di Rosario Romeo portando a compimento la loro lezione storiografica e civile. Accademico dei Lincei, professore emerito dell’Università di Catania nella stessa facoltà di Lettere e filosofia di cui è stato preside per oltre un trentennio, Giarrizzo è storico dal prestigio riconosciuto anche in ambito internazionale. Allo studio della storiografia e della cultura europea (da Gibbon a Hume, da Vico a Gramsci, da Sturzo a Verga, dalla Massoneria al Risorgimento) ha affiancato la partecipazione spesso critica ai temi più importanti del dibattito culturale. È autore di testi di fondamentale importanza sulla storia della Sicilia moderna e contemporanea, ricchi di suggestioni interpretative e di proposte metodologiche.

Carlo Bussanich, 55 anni, è morto in un incidente davanti alla figlia miss Beatrice Bussanich, 22 anni ferita

Schianto mortale in scooter, muore il padre.
Salva per miracolo la figlia Miss
Schianto in scooter, muore il padre. Salva la figlia Miss
Sabato 28 Novembre 2015, 12:28
PADOVA - È finito con il suo scooter contro un’auto. È morto così ieri poco prima delle 17 Carlo Bussanich, 55 anni, residente in via Matteotti a Conselve. Ferita lievemente la figlia Beatrice, 22 anni, che viaggiava dietro di lui. Secondo una prima ricostruzione Bussanich stava procedendo sulla strada Conselvana in direzione di Cartura. All'improvviso l'auto, una Skoda Octavia, che proveniva in senso inverso, avrebbe effettuato un’inversione ad "U" all'altezza del mobilificio Mobil Moderna. Lo scooter è andato a sbattere contro la portiera destra. Il conducente è morto sul colpo mentre la figlia, in stato di choc, è stata trasportata in ambulanza all'ospedale di Padova. IL PAPA' SEMPRE AL FIANCO DELLA FIGLIA MODELLA
Una vera e propria passione per le passerelle, dei concorsi di bellezza e della moda per Beatrice Bussanich, oggi ventiduennee, che ha cominciato a calcare fin da teenager. Con lei se non sempre, quasi, il papà. Una vera e propria eccezione non vederlo sotto il palco a fotografare o ammirare Beatrice. OPERAIO IMPEGNATO CON LA PROTEZIONE CIVILE
Bussanich era andato ad abitare da poco più di un anno a Conselvecon la sua famiglia, la moglie Nicoletta Pagani Cesa e l'ultima delle figlie. Carlo, operaio, si era avvicinato così al luogo di lavoro, la Mta, la grande azienda di condizionamento dell'aria che si trova nella zona industriale del Conselvano, trasferendosi da Maserà. Nello scorso mese di luglio i coniugi Bussanich avevano festeggiato i 30 anni di matrimonio. Michele Sandonà, contitolare con la sorella Mariagrazia dello storico forno di Maserà: «Carlo era un componente attivo della nostra protezione civile, alla quale partecipava con grande impegno e quando si sono trasferiti a Conselve era passato a salutarci insieme alla moglie, siamo davvero dispiaciuti in paese».

Alessandro Spedicati 32 anni è morto in un incidente sulla Cellino San Marco-Squinzano.


ambulanza_notte
SQUINZANO – Secondo gli esami, si è messo alla guida della sua Panda dopo aver bevuto troppo; e, non si sa quanto tempo prima, aveva assunto cocaina. Ha perso il controllo dell’auto, che si è schiantata contro un ulivo. L’amico seduto accanto a lui è morto. 
La tragedia della strada è avvenuta intorno alle 3,30 della notte sulla Squinzano-Cellino San Marco. I due giovani, entrambi di Cellino, rientravano a casa dopo una lunga serata tra amici. Alla guida un ragazzo di 23 anni. Accanto a lui, sul sedile del passeggero, il 32enne Alessandro Spedicati. È lui la vittima; lo schianto contro il tronco non gli ha lasciato scampo. All’arrivo dell’ambulanza del 118, i sanitari non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita, troppo gravi le ferite riportate. È stato necessario il lavoro dei vigili del fuoco per estrarre i due dall’abitacolo.
In ospedale, a Lecce, è stato accompagnato il giovane che guidava, che ha riportato lievi ferite, giudicate guaribili in sette giorni. E’ stato sottoposto all’alcol test: il risultato ha detto che l’alcol che aveva in corpo era tre volte superiore al limite. All’altro test, quello per verificare l’eventuale assunzione di droghe, è risultato positivo alla cocaina. In questi casi scatta la denuncia per guida sotto l’effetto di alcol e droga.

Nicola Zerilli,47 anni è morto in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina

marsala, uomo cade dal tetto marsala, uomo muore cadendo dal tetto marsala, marsala morto, marsala morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, cade dal tetto marsala morto nicola zerilliUn uomo di 47 anni, Nicola Zerilli, è morto questa mattina, in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina a due elevazioni sul quale era salito per riparare un’antenna televisiva. È accaduto nei pressi di piazza Fiera.
L’uomo, che faceva il cameriere ed era padre di tre bambini, avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel cortile dell’abitazione. A nulla sono serviti i soccorsi dei vicini e poi dei medici del 118.
Le forze dell’ordine hanno avviato indagini per accertare l’esatta dinamica della tragedia.

Nicola Zerilli,47 anni è morto in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina

marsala, uomo cade dal tetto marsala, uomo muore cadendo dal tetto marsala, marsala morto, marsala morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, cade dal tetto marsala morto nicola zerilliUn uomo di 47 anni, Nicola Zerilli, è morto questa mattina, in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina a due elevazioni sul quale era salito per riparare un’antenna televisiva. È accaduto nei pressi di piazza Fiera.
L’uomo, che faceva il cameriere ed era padre di tre bambini, avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel cortile dell’abitazione. A nulla sono serviti i soccorsi dei vicini e poi dei medici del 118.
Le forze dell’ordine hanno avviato indagini per accertare l’esatta dinamica della tragedia.

Nicola Zerilli,47 anni è morto in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina

marsala, uomo cade dal tetto marsala, uomo muore cadendo dal tetto marsala, marsala morto, marsala morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, morto nicola zerilli, nicola zerilli marsala morto, cade dal tetto marsala morto nicola zerilliUn uomo di 47 anni, Nicola Zerilli, è morto questa mattina, in contrada Strasatti a Marsala, cadendo dal tetto di una palazzina a due elevazioni sul quale era salito per riparare un’antenna televisiva. È accaduto nei pressi di piazza Fiera.
L’uomo, che faceva il cameriere ed era padre di tre bambini, avrebbe perso l’equilibrio precipitando nel cortile dell’abitazione. A nulla sono serviti i soccorsi dei vicini e poi dei medici del 118.
Le forze dell’ordine hanno avviato indagini per accertare l’esatta dinamica della tragedia.

venerdì 27 novembre 2015

Carlo Bussanich, 55 anni,muore davanti alla figlia in un incidente sulla provinciale Conselvana, a Maserà.

Carlo Bussanich
MASERA’ Tragico incidente intorno alle 16.45 sulla provinciale Conselvana, a Maserà. Un’auto facendo inversione a «u» è andata a colpire uno scooter a bordo del quale c’erano Carlo Bussanich, 55 anni, residente a Conselve, operaio e la figlia di 22 anni, Beatrice, che ha partecipato a diversi concorsi di bellezza. Entrambi sono caduti a terra, ma se la giovane ha rimediato solo qualche contusione per il 50enne non c’è stato nulla da fare. La giovane è stata colta da malore quando ha compreso quanto era accaduto. Sul posto la polizia locale dell’Unione Pratiarcati e i medici del Suem.

Addio Luca De Filippo 67 anni figlio del grande Eduardo De filippo

Venerdì 27 Novembre 2015, 18:35
Lutto nel teatro. È morto a Roma l'attore e regista Luca De Filippo.

 Il figlio di Eduardo aveva 67 anni e due settimane fa era stato ricoverato per una discopatia. Durante le visite però si era scoperto che l'attore era affetto da un male incurabile. LUCA DE FILIPPO, 60 ANNI SUL PALCOSCENICO Non deve essere stato facile per Luca De Filippo uscire dall'ombra di un padre come Eduardo, ma nel tempo è riuscito a dimostrare di avere personalità e alte qualità proprie, pur senza mai smettere di portare avanti e riproporre il lavoro del padre, alternandolo con testi del teatro classico e contemporaneo.  Scomparso oggi all'età di 67 anni, dopo breve e grave malattia, aveva appena festeggiato i 60 anni in palcoscenico, essendoci salito la prima volta a sette anni, nel 1955, come Peppeniello in Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, diretto dal padre, anche se il suo vero debutto avvenne a vent'anni, ne Il figlio di Pulcinella di Eduardo con regia di Gennaro Magliulo, usando lo pseudonimo di Luca Della Porta e iniziando una carriera lunga e intensa.  Certo, con gli anni era andato, pur se un pò più in carne, sempre più assomigliando fisicamente a Eduardo, ma riusciva a mettere una sua nota nelle rivisitazioni delle commedie del padre da quando aveva fondato nel 1981 la propria compagnia teatrale, con cui scelse di confrontarsi anche con molti dei grandi maestri della storia del teatro: da Molière a Pinter, a Beckett, da Scarpetta a Pirandello.  Nei personaggi Luca metteva una nota sottile in più di cattiveria, di nera ironia, rispetto a Eduardo, un disincanto più dolente che doloroso legato alla sua continua indagine sull'essenza e la solitudine dell'uomo, animale comunque sociale nel bene e nel male.  La sua fisicità si fondeva con il modo d'essere e parlare, con un coinvolgimento di tutte le articolazioni, con un ricco uso delle espressioni e gli sguardi, con la capacità asciutta di restare comunque sempre vero, e assieme mostrare un'umanità colpita dalla sorte e che non trova più pace. Nella sua carriera ha firmato anche regie liriche e partecipato a sceneggiati tv, compresi quelli di suo padre, e film, lavorando tra gli altri con la Wertmuller (una volta accanto a Sofia Loren), Squitieri, Castellitto, Muccino.  Col padre aveva lavorato dal 1969 al 1980, e poi questi, per altri due, tre anni, firmò le regie dei suoi spettacoli. «Non ho fantasmi di cui liberarmi - rispondeva a chi lo interrogava sul rapporto col padre - Con Eduardo abbiamo avuto le nostre litigate. Ma averlo avuto accanto è stato un privilegio di cui sono orgoglioso, come lo sono di appartenere a una famiglia che fa teatro da tre generazioni». Per Luca quello dell'attore era un mestiere «duro, selettivo, cattivo», ma questo non lo aveva dissuaso dall'insegnare recitazione ai «ragazzi del san Ferdinando» come li chiamava, mentre ora aveva appena accettato di dirigere la scuola dello Stabile napoletano.  È dal 2008 che era presidente della Fondazione Eduardo De Filippo, nata in seguito alla donazione del Teatro San Ferdinando alla città di Napoli da parte della famiglia De Filippo. Fondazione che persegue finalità culturali ed è attiva in ambito civile e sociale a favore di ragazzi a rischio per i quali appunto Luca si impegna, come già suo padre, promotore della legge regionale n. 41 del 1987, nota come «legge Eduardo». Negli anni '80 dirige e interpreta da Uomo e galantuomo a Non ti pago e Ditegli sempre di sì, ma realizza anche un'opera di Pasquale Altavilla 'A fortuna e Pulicinella e il Don Giovanni di Molière e, nel 1990, dirige Umberto Orsini ne Il piacere dell'onestà di Pirandello, con cui poi lavorerà anche a L'arte della commedia di Eduardo. Per la regia di Armando Pugliese interpreta Ò scarfalietto, Ogni anno punto e daccapo, Questi fantasmi - che segna l'inizio della lunga collaborazione con Enrico Job - e Tartufo di Molière.  Negli anni '90 presta nuova attenzione al teatro contemporaneo e, oltre a misurasi con autori italiani, interpreta e firma la regia di lavori che vanno da L'amante di Harold Pinter a Il suicida di Nicolaj Erdman e Aspettando Godot di Samuel Beckett. Nel 2002-03 interpreta La palla al piede di Georges Feydeau, regia di Armando Pugliese, con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, con la quale cura traduzione e adattamento e che dieci anni dopo diverrà sua moglie e gli sarà a sempre accanto nella vita come in scena. Nel 2003 è anche protagonista per la prima volta di una regia di Francesco Rosi, col supporto del quale affronterà alcuni dei grandi testi calssici di suo padre, ottenendo grandi successi personali a partire da Napoli Milionaria! sino a Le voci di dentro e Filumena Marturano accanto a Lina Sastri.  Nel 2010 Luca torna alla regia con «Le bugie con le gambe lunghe», di cui è anche interprete, come pure, nel 2012, de La Grande Magia. A dicembre del 2013, riprendendo a recitare dopo una grave malattia di cuore, mette in scena Sogno di una notte di mezza sbornia per la quale Eduardo si ispirò a La Fortuna si diverte, di Athos Setti. Quest'anno aveva invece debuttato con «Non ti pago», le cui recite si sono interrotte a Novembre. «Ha da passà 'a nuttata» diceva Eduardo, ma questa volta per Luca non passerà più e si avvertirà la mancanza sua e della sua compagnia, diventata un appuntamento amato e atteso a ogni stagione dagli spettatori di tutta Italia. LA FAMIGLIA, "SI POTRÀ SALUTARE AL TEATRO ARGENTINA" «Luca era consapevole e fiero di essere l'erede di terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia del teatro italiano e, nella figura di Eduardo, del teatro mondiale». Lo scrive in una nota la famiglia. Lo assistevano la moglie, Carolina Rosi, i figli Matteo, Tommaso e Luisa. «Questa inattesa scomparsa - aggiungono - getta tutti nello sgomento e priva il teatro italiano di uno dei suoi più sensibili interpreti e di un custode appassionato e creativo di quella tradizione drammaturgica e attoriale che da Napoli ha saputo conquistare i più vasti successi in Italia e nel mondo. Convinto del valore sociale del teatro, uomo generoso, Luca è stato sopratutto attento agli aspetti umani, nel lavoro con la sua compagnia, creando intorno a sè una comunione di intenti artistici speciali ed importanti». «Si potrà salutare Luca al Teatro Argentina di Roma (largo di Torre Argentina, 52) lunedì 30 novembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00; alle ore 16.30 verrà ricordato dai suoi amici. Niente fiori, ma solidarietà alla Fondazione Onlus »Il meglio di te«- IBAN: IT29T0329601601000064225509 causale: »Donazione, progetto prescelto: progetto Nisida«. LUTTO CITTADINO A NAPOLI NEL GIORNO DEI FUNERALI Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha disposto la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali di Luca De Filippo «in segno di profondo cordoglio per la scomparsa di un grandissimo maestro del Teatro nazionale».

Trovata morta, forse ossido carbonio


Nel Livornese,stufa malfunzionante. Morto anche suo pappagallo

Schianto frontale in Riviera Berica Muore un 45enne

LONGARE. ore 15 È Maurizio Rigotto, 45 anni residente a Vicenza, la vittima dell'incidente frontale avvenuto questa mattina a Costozza, lungo la Riviera Berica. La sua Dodge Caliber, per cause in corso di accertamento, avrebbe invaso la corsia opposta, dove sopraggiungeva il Tir guidato da Roberto Bardon, 50enne veronese. Il camionista ha tentato una disperata frenata, come testimoniano i segni lasciati sull'asfalto, ma lo scontro è stato inevitabile.
Per estrarre il corpo senza vita di Rigotto dall'abitacolo è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. La Riviera Berica è stata riaperta alla circolazione poco dopo le 13.


ore 11 Schianto mortale poco dopo le 10.30 di questa mattina a Costozza di Longare, lungo la Riviera Berica: a perdere la vita un 45enne residente in città. L'uomo, alla guida di una Dodge Caliber, stava viaggiando in direzione Noventa quando, per cause in corso di accertamento, si è schiantato frontalmente con un Tir che proveniva dall'altra direzione. Inutile la corsa dei soccorritori, il 45enne è morto praticamente sul colpo. Sul luogo dell'incidente il Suem, i vigili del fuoco di Vicenza e la polizia locale di Longare. Per permettere i rilievi e la rimozione dei veicoli è stato chiuso un tratto di Riviera Berica, con inevitabili disagi alla circolazione.

Dramma a Benevento, 35enne trovato morto in un’abitazione


 
Dramma nel primo pomeriggio di oggi  al Rione Ferrovia di Benevento. Un 35enne del capoluogo, M.D.N. le iniziali, è stato trovato senza vita in un’abitazione.
Quando i soccorsi sono arrivati sul posto il giovane era già deceduto.
Gli agenti della Volante, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica stanno ricostruendo quanto accaduto.
Secondo quanto riportato il giovane avrebbe trascorso la notte nell’appartamento di un amico. Al risveglio, però, il proprietario di casa si è accorto che il 35enne non stava bene e ha lanciato l’allarme.
Il medico legale stabilirà le cause della morte improvvisa del 35enne.

Travolto da auto, scooterista muore Pisa


La vettura procedeva in senso opposto

Schianto in scooter contro un'auto che fa inversione: muore il padre, la figlia ha un malore


L'incidente sulla Conselvana a Maserà: padre 55enne e figlia 22enne sbalzati da sellino dopo l'urto contro la macchina che ha tagliato loro la strada, fatale all'uomo l'impatto sull'asfalto

MASERA'. Tragedia della strada sulla provinciale Conselvana. Alle 16,45 un scooter e un'auto si sono scontrati: l'auto, una Skoda, ha fatto un'inversione a "u" proprio mentre arrivava la moto, che non ha potuto evitare l'improvviso ostacolo.
Sulla sellino dello scooter c'erano padre 55enne e figlia 22enne, originari di Maserà, che sono stati sbalzati dal tremendo urto ripiombando sull'asfalto: l'uomo è morto sul
colpo, la giovane è rimasta contusa ed è stata colta da malore. Caricata in ambulanza dal Suem 118, è stata trasportata al Pronto soccorso e ricoverata in osservazione.
Sul posto, oltre agli operatori del soccorso, la polizia locale dell'Unione Pratiarcati.

Melegnano, muore pedone investito da un'auto



Melegnano (Milano), 27 novembre 2015 - E' morto in ospedale l’89enne travolto da un’auto mentre attraversava la strada all’ingresso del paese. Le sue condizioni sono apparse gravissime fin da subito, pochi minuti dopo essere arrivato in pronto soccorso del Predabissi il suo cuore ha smesso di battere.
L’incidente è avvenuto questa mattina intorno alle 11.50. Il pedone, un uomo di Melegnano, stava attraversando via Veneto all’altezza del bar quando una Renault Scenic lo ha investito. A bordo un’automobilista del posto, una donna anziana. Gli agenti della polizia locale di Melegnano stanno lavorando per accertare le cause, per il momento la dinamica è ancora sotto esame. Subito dopo l’urto, l’uomo sarebbe finito sotto le ruote della vettura, mentre la donna è finita in stato di choc.

Teatro: è morto Luca De Filippo


Aveva 67 anni, ed era figlio di Eduardo alla cui opera si era sempre dedicato


Non deve essere stato facile per Luca De Filippo uscire dall'ombra di un padre come Eduardo, ma nel tempo è riuscito a dimostrare di avere personalità e alte qualità proprie, pur senza mai smettere di portare avanti e riproporre il lavoro del padre, alternandolo con testi del teatro classico e contemporaneo. Scomparso oggi all'età di 67 anni, dopo breve e grave malattia, aveva appena festeggiato i 60 anni in palcoscenico, essendoci salito la prima volta a sette anni, nel 1955, come Peppeniello in Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, diretto dal padre, anche se il suo vero debutto avvenne a vent'anni, ne Il figlio di Pulcinella di Eduardo con regia di Gennaro Magliulo, usando lo pseudonimo di Luca Della Porta e iniziando una carriera lunga e intensa.
Certo, con gli anni era andato, pur se un po' più in carne, sempre più assomigliando fisicamente a Eduardo, ma riusciva a mettere una sua nota nelle rivisitazioni delle commedie del padre da quando aveva fondato nel 1981 la propria compagnia teatrale, con cui scelse di confrontarsi anche con molti dei grandi maestri della storia del teatro: da Molière a Pinter, a Beckett, da Scarpetta a Pirandello.
Nei personaggi Luca metteva una nota sottile in più di cattiveria, di nera ironia, rispetto a Eduardo, un disincanto più dolente che doloroso legato alla sua continua indagine sull'essenza e la solitudine dell'uomo, animale comunque sociale nel bene e nel male. La sua fisicità si fondeva con il modo d'essere e parlare, con un coinvolgimento di tutte le articolazioni, con un ricco uso delle espressioni e gli sguardi, con la capacità asciutta di restare comunque sempre vero, e assieme mostrare un'umanità colpita dalla sorte e che non trova più pace. Nella sua carriera ha firmato anche regie liriche e partecipato a sceneggiati tv, compresi quelli di suo padre, e film, lavorando tra gli altri con la Wertmuller (una volta accanto a Sofia Loren), Squitieri, Castellitto, Muccino. Col padre aveva lavorato dal 1969 al 1980, e poi questi, per altri due, tre anni, firmò le regie dei suoi spettacoli. ''Non ho fantasmi di cui liberarmi - rispondeva a chi lo interrogava sul rapporto col padre - Con Eduardo abbiamo avuto le nostre litigate. Ma averlo avuto accanto è stato un privilegio di cui sono orgoglioso, come lo sono di appartenere a una famiglia che fa teatro da tre generazioni''. Per Luca quello dell'attore era un mestiere ''duro, selettivo, cattivo'', ma questo non lo aveva dissuaso dall'insegnare recitazione ai ''ragazzi del san Ferdinando'' come li chiamava, mentre ora aveva appena accettato di dirigere la scuola dello Stabile napoletano. E' dal 2008 che era presidente della Fondazione Eduardo De Filippo, nata in seguito alla donazione del Teatro San Ferdinando alla città di Napoli da parte della famiglia De Filippo. Fondazione che persegue finalità culturali ed è attiva in ambito civile e sociale a favore di ragazzi a rischio per i quali appunto Luca si impegna, come già suo padre, promotore della legge regionale n. 41 del 1987, nota come ''legge Eduardo''.
Negli anni '80 dirige e interpreta da Uomo e galantuomo a Non ti pago e Ditegli sempre di sì, ma realizza anche un'opera di Pasquale Altavilla 'A fortuna e Pulicinella e il Don Giovanni di Molière e, nel 1990, dirige Umberto Orsini ne Il piacere dell'onestà di Pirandello, con cui poi lavorerà anche a L'arte della commedia di Eduardo. Per la regia di Armando Pugliese interpreta O' scarfalietto, Ogni anno punto e daccapo, Questi fantasmi - che segna l'inizio della lunga collaborazione con Enrico Job - e Tartufo di Molière. Negli anni '90 presta nuova attenzione al teatro contemporaneo e, oltre a misurasi con autori italiani, interpreta e firma la regia di lavori che vanno da L'amante di Harold Pinter a Il suicida di Nicolaj Erdman e Aspettando Godot di Samuel Beckett. Nel 2002-03 interpreta La palla al piede di Georges Feydeau, regia di Armando Pugliese, con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, con la quale cura traduzione e adattamento e che dieci anni dopo diverrà sua moglie e gli sarà a sempre accanto nella vita come in scena. Nel 2003 è anche protagonista per la prima volta di una regia di Francesco Rosi, col supporto del quale affronterà alcuni dei grandi testi calssici di suo padre, ottenendo grandi successi personali a partire da Napoli Milionaria! sino a Le voci di dentro e Filumena Marturano accanto a Lina Sastri. Nel 2010 Luca torna alla regia con ''Le bugie con le gambe lunghe'', di cui è anche interprete, come pure, nel 2012, de La Grande Magia. A dicembre del 2013, riprendendo a recitare dopo una grave malattia di cuore, mette in scena Sogno di una notte di mezza sbornia per la quale Eduardo si ispirò a La Fortuna si diverte, di Athos Setti. Quest'anno aveva invece debuttato con ''Non ti pago'', le cui recite si sono interrotte a Novembre. ''Ha da passà 'a nuttata'' diceva Eduardo, ma questa volta per Luca non passerà più e si avvertirà la mancanza sua e della sua compagnia, diventata un appuntamento amato e atteso a ogni stagione dagli spettatori di tutta Italia.
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