sabato 28 febbraio 2015

bimbo di 3 anni uccio dalla zia perchè sbaglia i compiti di grammatica

sabato 28 febbraio 2015, 20:06
Il nipotino di 3 anni sbaglia gli esercizi di grammatica e la zia lo uccide a cinghiate. La giovane zia, Christen Dale di 21 anni, ha colpito a morte il piccolo Ethan Ali perché non sopportava i suoi errori grammaticali. 
Christen Dale e Ethan Ali
 Il piccolo è stato frustato con la cinghia di una cintura, poi messo in un angolo e picchiato, fino a quando, stremato dalle percosse, non sarebbe caduto a terra esanime.
A riportare la punizione choc è il Mirror, che parla di una violenza inaudita nel quartiere di Brooklyn. L'avvocato della ragazza, ora in carcere, ha definito Christen come una zia amorevole sostenendo che quanto accaduto è stato conseguenza di uno squilibrio dovuto all'educazione eccessivamente rigida ricevuta in passato.
La zia stava accudendo il piccolo, come spesso accadeva dopo il divorzio dei genitori, la mamma 27enne del bambino al momento dell'omicidio si trovava a lavoro.

Maria Pollio rimane senza dialisi e muore: bufera sull'ospedale

Capri, anziana rimane senza dialisi
e muore: bufera sull'ospedale

sabato 28 febbraio 2015, 09:11

di Anna Maria Boniello
CAPRI - È morta all'alba di ieri nella sua abitazione di Anacapri l'anziana donna, malata oncologica, che per l'intera giornata di giovedì ha vissuto lunghissime ore all'Ospedale Capilupi in attesa del trattamento di dialisi che però non è stato mai effettuato per mancanza di personale infermieristico specializzato. E anche se non è stata questa la causa della morte di Maria Pollio, anacaprese nata nel 1937, sull'isola si è riacceso il fuoco della polemica che ha riportato il Capilupi al centro dell'attenzione dei residenti che devono ricorrere a questo ospedale come unica struttura sanitaria isolana. Giovedì mattina, infatti, al Capilupi si sono vissute vere e proprie ore di tensione fino alla decisione dei familiari della donna di rivolgersi al vicino commissariato, diretto dal vicequestore Maria Edvige Strina, perché la polizia intervenisse per costringere i sanitari a sottoporre Maria Pollio alla dialisi. La polizia ha inviato nei locali dell'ospedale una pattuglia per verificare i fatti e le carenze che venivano denunciate dai familiari della paziente. Maria era arrivata a Capri nei giorni precedenti dopo una lunga degenza nel reparto oncologico del Policlinico, ospedale napoletano che l'aveva dimessa dopo che i familiari avevano firmato il rilascio della loro anziana congiunta, concordando la terapia che la donna avrebbe dovuto continuare presso l'Ospedale di Capri, tempestivamente informato del protocollo da seguire.

bimbo di 3 anni si è sparato con una pistola trovata in casa

Trova in casa una pistola e si spara
alla testa: morto bimbo di tre anni
sabato 28 febbraio 2015, 12:37
HOUSTON - Ha trovato in casa una pistola e si è sparato un colpo alla testa. È morto così un bimbo di 3 anni. La tragedia, riferisce Nbc News, è avvenuta in un'abitazione alla periferia di Houston, nel Texas. In base a quanto si è appreso, il bimbo si trovava in casa con la madre e altri due fratelli. Secondo quanto riferisce la polizia, il piccolo ha trovato la pistola ed è partito un colpo che lo ha ferito mortalmente alla testa. Il bambino è stato trasportato d'urgenza in ospedale con un elicottero, ma è morto poco tempo dopo.

Alessandro Di Santo, 20 anni investito da un autobus.Si indaga ancora


L’autobus è partito dal capolinea di piazza Venezia ed il conducente non si è accorto di avere investito e ucciso un giovane di 20 anni.
Una tragedia quella accaduta stanotte, verso le 3, al capolinea, vicino ai giardinetti. Un autista della linea N4, gestita dalla società Roma Tpl, 30 anni, è partito con la vettura con a bordo una cinquantina di passeggeri. Dopo dieci metri dalla partenza si è verificato il dramma. Secondo alcuni testimoni il bus è stato bloccato da un gruppo di giovani che ha accostato la vettura sul fianco sinistro chiedendo all'autista, attraverso il finestrino, di salire a bordo. Non essendo in area di fermata, il conducente, così come da regolamento, avrebbe respinto la richiesta dei ragazzi e sarebbe ripartito non accorgendosi di quanto accaduto dopo. Ancora da accertare se il ragazzo ucciso faceva parte di quel gruppo di giovani. Sono stati i vigili urbani ad avere la segnalazione dell’incidente.

Una volta sul posto gli agenti hanno chiamato un’ambulanza ma per la persona investita non c’era più nulla da fare. Il giovane ucciso si chiamava Alessandro Di Santo, 20 anni, del Prenestino. Poi, una pattuglia della Municipale si è messa alla ricerca dell’autobus che è stato intercettato su un tratto di via Nomentana. Il conducente, una volta saputo quello che era accaduto, è stato colpito da un malore. «No, ditemi che non è vero. Non è possibile. Non è possibile», ha gridato agli agenti con le mani al volto, disperato. L’uomo è stato portato all’Umberto I e sottoposto ai vari test per stabilire se avesse assunto sostanze alcoliche: è risultato perfettamente sobrio.
Il magistrato di turno in un primo momento aveva deciso d’indagare l’autista non solo per il reato di omicidio colposo (un’accusa che in questi casi scatta d’ufficio) ma anche di omissione di soccorso. Quest’ultimo reato sarebbe destinata a essere derubricato in quanto la Municipale, ascoltando anche altri testimoni, ha accertato che l’autista davvero non si è accorto di nulla.

Del resto, casi simili sono già capitati nella Capitale. Da qualche testimonianza il giovane ucciso sarebbe stato in compagnia di altri amici. Questo particolare è al vaglio della polizia municipale alla quale è toccato il compito drammatico di avvertire i familiari del ragazzo ucciso.A quanto si è appreso, l'autista avrebbe continuato la corsa ed è stato raggiunto dalla polizia in via Nomentana. Avrebbe detto di non essersi accorto di aver travolto il ragazzo. Il giovane è morto in ospedale.

Operaio di 53 anni è morto in via Nazionale a Nocera Superiore, in uno stabile in costruzione.

Incidente sul lavoro, morto un uomo di 53 anni. È accaduto in via Nazionale a Nocera Superiore, in uno stabile in costruzione. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri della locale stazione per accertare le cause del decesso e anche le condizioni di sicurezza del cantiere. L'uomo è morto cadendo da un'altezza di alcuni metri nel cantiere di una casa in costruzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri che hanno avviato indagini per ricostruire l'incidente e accertare le cause.

Addio Renzo Pini, per tutti "Renzino", famoso e amato pizzaiolo di Vernio

Il titolare della pizzeria "Da Renzino il sudicio" così come tutti la conoscono nella Val di Bisenzio si è spento questa mattina all'età di 73 anni.
E' morto Renzo Pini, per tutti "Renzino", famoso e amato pizzaiolo di Vernio
Per i suoi tortelli di patate arrivavano da ogni parte. Renzo Pini il gestore della pizzeria “Da Renzo” meglio nota “Da Renzino il sudicio”, è morto questa mattina, sabato 28 febbraio nella sua abitazione a Vernio. Aveva 73 anni e nella Val di Bisenzio era conosciuto e amato da tutti non solo per la sua pizza e per le sue specialità, ma anche per la cordialità e simpatia che non mancava di dimostrare ai clienti del suo locale accanto alla stazione ferroviaria di Vernio, ora gestito dal figlio di Renzo.

Inutili i soccorsi della Misericordia di Vernio.

Un ragazzo di soli 20 anni è morto dopo essere stato travolto da un bus nella notte al centro di Roma.

Un ragazzo di soli 20 anni è morto dopo essere stato travolto da un bus nella notte al centro di Roma. La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita. Il conducente dell’Atac, 30 anni, avrebbe spiegato che mentre era fermo in piazza Venezia si sarebbero avvicinati al finestrino sinistro dei  ragazzi, apparentemente ubriachi, infastidendolo. L’uomo gli avrebbe detto di andarsene,  ma non avrebbe ottenuto alcun risultato; anzi uno di loro avrebbe tentato di entrare sul mezzo da quel lato. L’autista a quel punto si sarebbe e si è allontanato  con il mezzo dalla Piazza.  Nel fare manovra  non si sarebbe accorto che davanti   a lui c’era un giovane che è stato investito, preso in pieno. L’autista ha continuato la corsa. E’ stato raggiunto dalla polizia solo n via Nomentana mentre il ragazzo,   soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale,  moriva poco dopo.  L’uomo ha giurato   di non essersi accorto di nulla. La polizia sta ascoltando i testimoni per ricostruire ogni particolare dell’accaduto. Sul posto  i carabinieri e la municipale per i rilievi.

ADB

Grave lutto per la Curva Nord della Sanremese, è morto il padre di Matteo Bonuccelli

Il cordoglio degli Irriducibili Sanremo.

"Un altro grave lutto ha colpito la Curva Nord della Sanremese. Dopo la scomparsa del tifoso Vito Doria, in queste ore è mancato anche il padre di Matteo Bonuccelli, storico esponente della tifoseria biancoazzurra. Al nostro amico e alla sua famiglia il nostro più sincero cordoglio."

Morto in carcere Pasquale Barra 'o animale, accusò Tortora

Pasquale Barra detto 'o animale, che fu luogotenente di Raffaele Cutolo, è morto nel carcere di Ferrara dove stava scontando l'ergastolo. Accusò Tortora
Sabato, 28 febbraio 2015 - 13:09:00

Pasquale Barra, che fu luogotenente di Raffaele Cutolo, è morto nel carcere di Ferrara. Lo riferisce oggi il quotidiano ''La Repubblica''. Barra, 72 anni, soprannominato '''o animale'' stava scontando la pena dell'ergastolo. Uccise con 40 coltellate Francis Turatello, profanandone il cadavere, ma commise anche numerosi altri delitti. Barra nel 1983 decise di collaborare con la giustizia e accusò ingiustamente anche Enzo Tortora.


Accuse che 'o animale' non sostenne in dibattimento e che si rilevarono poi completamente infondate. Nel giugno del 1983 fu messo a segno il maxi blitz contro la Nuova Camorra Organizzata con l'arresto di circa 850 presunti affiliati. Nei mesi precedenti, Barra, originario di Ottaviano, la stessa città di Cutolo, aveva svelato tutti i particolari del clan che negli anni precedenti si era contrapposto alla Nuova Famiglia per il controllo delle attività illecite nella provincia di Napoli. Barra era anche noto con il soprannome di ''boia della carceri''.

bambina di 9 mesi è morta nella notte a causa di un rigurgito di latte a Envie, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo.

Bimba di 9 mesi stroncata da un rigurgito
di latte: "Trovata morta dalla mamma"

sabato 28 febbraio 2015, 10:35
SALUZZO - Tragedia a Envie, nel Saluzzese, in provincia di Cuneo. Una bambina di 9 mesi è morta nella notte tra giovedì e venerdì, probabilmente a causa di un rigurgito di latte.
A trovarla priva di vita nella culla è stata la mamma ieri mattina. Immediati l'intervento del 118, i tentativi di rianimarla, il ricovero all'ospedale di Saluzzo. Secondo i primi accertamenti sanitari, all'origine del decesso sarebbe un'occlusione delle vie respiratorie per un rigurgito. I funerali lunedì.

Gaetano Terranova,18 anni studente del liceo scientifico Imbriani è morto dopo aver assunto un farmaco antibiotico

Gaetano, 18 anni, muore dopo aver preso
un antibiotico: scatta l'inchiesta

sabato 28 febbraio 2015, 13:35
Un ragazzo di diciotto anni, residente ad Avellino, è morto dopo aver assunto un farmaco antibiotico. Gaetano Terranova, studente del liceo scientifico Imbriani, si è sentito male dopo aver preso il medicinale a causa della febbre alta. I familiari hanno chiesto l'intervento del 118, ma per il giovane non c'è stato nulla da fare. La prima ipotesi è quella dello choc anafilattico, ma la polizia sta indagando e la Procura di Avellino ha aperto un'inchiesta. L'autopsia è prevista per lunedì. Commozione e dolore tra i tantissimi amici del ragazzo, noto in città anche per aver avviato una carriera da rapper. 

venerdì 27 febbraio 2015

Addio Leonard Nimoy, il celebre Spock di Star Trek

venerdì 27 febbraio 2015, 18:32
NEW YORK - Lutto nel mondo del cinema. Leonard Nimoy, il celebre Spock di Star Trek, si e' spento a 83 anni nella sua abitazione in California.  
Paura per Spock, l'attore Leonard Nimoy ricoverato in ospedale: forti dolori al petto
 La moglie Susan Bay, riferisce il New York Times, ha confermato che Nimoy e' morto a causa di complicazioni polmonari. L'ADDIO A SPOCK Hollywood dice addio all'indimenticabile dr. Spock di 'Star Trek'. Si è spento a Los Angeles, dove era stato ricoverato 3 giorni fa in gravissime condizioni l'attore Leonard Nimoy, celebre per il ruolo del primo ufficiale della nave stellare Enterprise della serie di fantascienza anni '60. Nimoy, che aveva 83 anni, si era ammalato da tempo di una gravissima patologia polmonare: la broncopneumatopatia cronica ostruttiva, che blocca progressivamente il flusso di ossigeno nei polmoni. L'ultima interpretazione di Nimoy è stata nel 2013 nell'ultimo film della saga 'Star Trek: in to the darkness'. Ora l'unico protagonista ancora vivo della saga interstellare, andata in onda in tv negli anni '60 e ripresa poi al cinema e nell'animazione, è il capitano Kirk, William Shatner. Consapevole della gravità della sua malattia, Nimoy ne aveva parlato pubblicamente, diventando una sorta di testimonial contro il fumo e spiegando anche di aver smesso di fumare oltre 30 anni fa. In un tweet del febbraio 2014, aveva però aggiunto: «Comunque troppo tardi». Poi all'inizio di quest'anno un altro triste cinguettio: «Non fumate. Io l'ho fatto. Vorrei non averlo mai fatto».                  

Bologna, deceduta neonata per meningite diagnosticata come influenza

Un altro caso di malasanità che è costato la vita ad una bambina di soli 40 giorni. L’increscioso evento si è verificato a Bologna. I genitori di una piccola di 1 mese e mezzo avevano deciso di ricoverare la propria figlia perché aveva la febbre alta. La bimba era stata trasportata presso il plesso ospedaliero Maggiore dove i medici avevano deciso di dimettere la bimba diagnosticandole una forte forma d’ influenza. La bimba è tornata a casa ma i genitori hanno constatato che la salute della figlia continuava a peggiorare ed hanno deciso di trasportare la neonata presso il plesso ospedaliero Sant’Orsola sempre del capoluogo emiliano. I medici del Sant’Orsola dopo alcuni accertamenti hanno constatato che la piccola era stata colpita da meningite. L’equipe medica del Sant’Orsola aveva disposto il ricovero della bimba nel reparto di terapia intensiva ed aveva reso noto che le condizioni erano disperate sostenendo che probabilmente la piccola sarebbe riuscita a vivere solo per altre poche ore. Subito dopo il ricovero al Sant’Orsola avvenuto il 16 febbraio scorso la bambina era entrata in coma. La bambina dopo 10 giorni di coma nelle prime ore di oggi è morta. La procura della repubblica di Bologna ha reso noto che indagherà sul caso di presunta malasanità ed al momento ha dichiarato che “è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo”. La direzione dell’Asl di Bologna aveva rilasciato il seguente comunicato sull’accaduto: “la valutazione clinica effettuata al pronto soccorso è stata scrupolosa e approfondita. Il quadro clinico della bambina presentava caratteristiche del tutto analoghe ad un banale episodio febbrile di natura gastroenterica o respiratoria, e non vi era alcun segno che facesse sospettare, in quel momento, una patologia così grave come quella resasi evidente in tempi successivi”.

Rovigo, dopo breve malattia scompare Giuliano Ferraccioli

Bergantino (Ro) - Dopo una breve malattia è deceduto casa propria, martedì sera verso le 10.30, Giuliano Ferraccioli, figura chiave del centrosinistra e del Polesine. Lascia moglie e due figli che gli hanno regalato la gioia di essere nonno di cinque nipoti dopo essere stato sindaco del suo comune di residenza Bergantino, presidente del Censer, e di Polesine Acque nel momento più critico della società. Un trascorso politico che lo vede democristiano di nascita, aderente ai Popolari poi, militante della Margherita, non entusiasta del Pd. I colleghi lo descrivono unanimemente come persona capace e corretta che ha sempre cercato di costruire e non di dividere. In Censer ha cercato di risollevare la società, completato tutte le opere immobiliari, e si è dichiarato contrario alla nascita di RovigoFiere come società distinta da Censer spa perché a suo avviso non aveva senso dal punto di visto industriale dell’Ente. In Polesine acque, succeduto alla gestione Bendin e Zerbinati, ha dovuto superare quella che sembrava una sfida impossibile, ovvero la salvaguardia della società stessa. A tal proposito il ricordo dell’amico Giuseppe Traniello Gradassi, allora segretario provinciale della Margherita, che cita la telefonata in cui chiese la disponibilità per la sua nomina a presidente. “Lo chiamai anche se sapevo che era in vacanza in Sicilia, a Salemi, ma avevo già avuto vari rifiuti: confidavo nel coraggio e nelle capacità di Giuliano Ferraccioli e fu infatti lui l’unico che accettò la sfida di evitare di portare i libri in tribunale e mettere in liquidazione la società”. Le sue qualità, il saper superare i momenti di difficoltà con leggerezza e capacità che altri non hanno dimostrato, fanno di Giuliano Ferraccioli una persona di cui il territorio probabilmente aveva ancora bisogno. La famiglia ha fissato la data dei funerali per venerdì 27 febbraio alle ore 10.30 nella Chiesa di San Giorgio martire a Bergantino.

Il " mandi " di Mortegliano a Marco: " Sei stato una persona speciale "

Sei stato una persona speciale" Dopo una lunga malattia è morto il commerciante che ha gestito per molto tempo “Bimbo sì”. Aveva 56 anni, lascia la moglie e la figlia. Venerdì alle 15 in duomo l’ultimo saluto della comunità di Paola Beltrame Tags COMMERCIANTI MORTI Invia per email Stampa 26 febbraio 2015 0 LinkedIn 0 Pinterest MORTEGLIANO. È mancato a Mortegliano Marco Comisso, 56 anni, fino al 2008 negoziante assieme alla consorte Germana Tirelli del negozio di abbigliamento “Bimbo sì”. Una persona speciale, un padre di famiglia strappato anzitempo all’affetto della moglie e della figlia Stella, che frequenta la prima media. In paese la notizia ha creato molta commozione, perché Marco, stimato e benvoluto, da tempo combatteva contro una forma di leucemia che, appunto, sei anni fa l’aveva costretto a interrompere l’attività commerciale per seguire impegnative cure. Nato e vissuto sempre in paese, Marco svolgeva con passione il suo lavoro. Un uomo riservato, ma sempre gentile, la famiglia e il negozio erano tutto il suo mondo. La malattia l’aveva scoperta nel 2006, andando a donare sangue. «C’è un valore sballato, che non ci piace per niente», avevano detto i sanitari, invitandolo a sottoporsi a ulteriori accertamenti. La diagnosi non ha lasciato dubbi: mieloma multiplo. Quella donazione gli ha regalato qualche anno di vita in più. «Se la malattia è diagnosticata presto – riferisce infatti Germana, che lo ha seguìto in tutto il percorso e, anzi, ha lasciato anche lei il lavoro per poterlo accompagnare con più calma nelle cure – le terapie consentono di ritardarne gli effetti». Marco è stato curato in Ematologia all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, «un reparto all’avanguardia – come dice la moglie –, in contatto con gli studi più avanzati nel settore, a livello internazionale». Da quel momento, uno stillicidio di ricoveri, trasfusioni, due autotrapianti di cellule prelevate e curate e poi reimpiantate. Un calvario sempre sopportato con forza e dignità. La famigliola sembra aver vissuto questi ultimi anni quasi in un tempo sospeso, dove ciò che contava era altro rispetto alle giornate dominate dalla fretta e dagli impegni che tutti viviamo. Marco seguiva la bambina come mai un genitore che lavora potrebbe fare, accompagnandola nelle attività scolastiche e di svago, nella crescita delicata tanto più per la particolare condizione vissuta in famiglia. «Gli piaceva tanto stare all’aria aperta – racconta Germana –: le passeggiate finché è stato possibile, il giardino di casa e l’impegno di un piccolo appezzamento di famiglia erano di sollievo verso i periodi di isolamento e sofferenze in ospedale». La speranza era il dono di midollo, programmato per maggio 2014. Ma a quella data le condizioni fisiche non hanno più permesso il trapianto. Nell’ultima settimana, il tracollo. Il 56enne è deceduto in ospedale durante una visita di controllo: il cuore troppo sofferente non ha retto più. Marco sarà salutato dai compaesani e tanti amici domani alle 15 in duomo; oggi rosario alle 18.

Auto contro scooter a Spinea, muore Davide Favaretto di 45 anni; un chioggiotto di 39 anni finisce sotto il furgone

PIOVE DI SACCO. Un'auto è finita sotto un furgone, tamponandolo e incastrandosi sotto le lamiere: incidente mortale nel pomeriggio a Piove di Sacco. Erano da poco passate le 17. La vittima è un 39enne di Chioggia, Mattia Dal Gesso, sposato. Il conducente dell'auto evidentemente non è accorto che il camion che lo precedeva si stava fermando per svoltare a sinistra e l'ha tamponato violentemente, infilandosi sotto. L'abitacolo è rimasto sventrato nell'impatto. L'incidente è successo lungo la Strada dei Pescatori, all'incrocio con via Leonardo da Vinci, all'ingresso della zona ndustriale di Piove di Sacco. DAVIDE FAVAROTTO MATTIA DAL GESSO Mattia Dal Gesso: sposato, lavorava con il padre noto architetto Si era laureato allo Iuav e viveva con la moglie Francesca. Grande impressione a Chioggia SPINEA. Un quarantacinquenne di Martellago, Davide Favaretto, di professione meccanico, in sella a uno scooterone ha perso la vita nello scontro con un'Opel Zafira in via Rossignago, tra Spinea e Chirignago: la tragedia verso le 16. La moto è stata investita dall'auto, che stava curvando per entrare nel parcheggio accanto al parco Nuove Gemme: il motociclista ha tentato una frenata, invano. Ancora in corso gli accertamenti dei vigili di Spinea e dei pomperi di Mirano.

Ennio Morciano,41 anni è rimasto schiacciato tra i rulli dell’impianto di macinazione delle pietre del Frantoio Turchi in via Cave Convoglio.











Tragico incidente sul lavoro ieri pomeriggio a Marzaglia.
Un operaio di 41 anni, Ennio Morciano, è rimasto schiacciato tra i rulli dell’impianto di macinazione delle pietre del Frantoio Turchi in via Cave Convoglio.
Ad accorgersi dell’incidente sono stati i suoi compagni di lavoro che, allo scadere dell’orario, non lo hanno visto rientrare. Immediatamente si sono passati parola e hanno dato l’allarme. La ricerca è stata breve: è bastato raggiungere uno degli impianti per trovare i resti del corpo.
Sul corpo sono intervenute immediatamente le ambulanze e i tecnici dell’Ausl, ma per tutti il viaggio è stato a vuoto.
Per Morciano non c’era più nulla da fare, di lui erano rimasti solo alcuni resti, i vestiti. A nche se era impossibile riconoscere il cadavere per i suoi compagni non c’erano dubbi che si trattasse proprio di lui. Incfreduli, sgomenti per l’accaduto, si muovevano nel grande cortile del cantiere cercando di capire come poteva essere successo un incidente del genere.
Un uomo di 41 anni, Ennio Morciano è morto in un frantoio di ghiaia vicino Modena, a Marzaglia, stritolato da un macchinario al quale stava lavorando per la manutenzione. L'intervento del 118 non ha potuto fare nulla per lui, un tecnico residente a Reggio Emilia. Sulla dinamica del terrificante incidente indagano la polizia scientifica e la Medicina del lavoro. Sono intervenuti anche i carabinieri. Video di Gino Esposito Leggi l'articolo
Una pattuglia della Polizia è arrivata sul posto per i primi rilievi di legge, ascoltando le parole attonite dei colleghi. La ricostruzione della dinamica dell’accaduto è necessariamente incompleta perchè tutto è avvenuto nell’assenza di testimoni. Anche l’orario dell’incidente è presunto: per ora le prime ricostruzioni parlano delle 18, ma è ancora presto per avere delle certezze. Toccherà all’autopsia provare a gettare uno spiraglio di luce nell’inchiesta anche se tutto lascia pensare a un malore o a un errore che hanno fatto perdere l’equilibrio a Morciano.
I suoi colleghi di lavoro proprio non riescono a farsi una ragione dell’accaduto: «Era bravo, esperto, conosceva alle macchine alla perfezione - dicevano tra di loro sino a tarda sera - Mai una manovra azzardata e nei controlli era estremamente scrupoloso. La sua era l’attenzione di chi sapeva come mettere a posto ogni ingranaggio».
Anche i responsabili del frantoio non riescono a formulare ipotesi sulle cause della sciagura.
In tarda serata sono arrivati i parenti e la moglie che però non è stata fatta avvicinare al luogo della tragedia. Tra le montagne di ghiaia ordinatamente ammucchiata ai bordi del cortile sono rimaste alcune parti del corpo. Ora, dopo il pietoso lavoro dei necrofori che hanno cercato di ricomporre per quanto potevano i resti, toccherà agli inquirenti effettuare controlli mirati sugli impianti, verificando tutte le ipotesi possibili sull’incidente. Non sarà un lavoro facile.

Saverio Cioce

Alessandro Conti 33 anni è morto in un terribile incidente sulla statale 42 del Tonale e della Mendola











Casorate. E' morto in un incidente stradale Alessandro Conti che da Casorate si era trasferito in provincia di Bergamo dove lavorava come operaio. Quando è avvenuto l’incidente stava rientrando dal lavoro. Lascia quattro figli, la più piccola di 2 anni. Lo scontro è avvenuto sulla carreggiata in direzione di Trescore sulla statale 42 del Tonale e della Mendola. Sembra si tratti di uno scontro frontale, ma la dinamica è in fase di accertamento. Sul posto sono arrivate l’automedica e due ambulanze del 118. Per il 33enne, molto conosciuto a Casorate, non c’è stato nulla da fare. Coinvolto anche un uomo di 42 anni che era al volante di una Fiat Stilo: le sue condizioni non sono apparse gravi.

Addio Giovanni Azzaretti.E' stato dal 1987 al 1992 senatore della Dc, il partito nel quale aveva sempre militato

Morto ex senatore Dc Giovanni Azzaretti


(ANSA) - PAVIA, 27 FEB - E' morto questa mattina, all'ospedale di Voghera (Pavia), Giovanni Azzaretti, 82 anni. E' stato dal 1987 al 1992 senatore della Dc, il partito nel quale aveva sempre militato. E' stato quindi per trent'anni ai vertici del Policlinico San Matteo di Pavia, occupando prima il ruolo di direttore sanitario e poi di commissario straordinario dell'ospedale pavese.

Alberto Paulon, 25 anni, cuoco e pasticcere, nipote di Graziano Debellini travolto e ucciso in bicicletta, a Melbourne, in Australia,

Alberto, travolto e ucciso in bici a 25 anni:
pasticcere della Giotto e nipote di Debellini
Alberto, 25 anni, travolto e ucciso in bici in Australia: ​pasticcere della Giotto e nipote di Debellini
venerdì 27 febbraio 2015, 14:07
PADOVA - Tragedia per le famiglie Debellini-Paulon: Ieri è stato travolto e ucciso in bicicletta, a Melbourne, in Australia, il giovane padovano Alberto Paulon, 25 anni, cuoco e pasticcere, nipote di Graziano Debellini, il leader padovano di "Comunione e liberazione". Il giovane era in Australia solo da pochi mesi: lo scorso inverno ha lavorato nella notissima pasticceria Giotto, che opera anche all'interno del carcere Due Palazzi, aiutando i detenuti ad imparare l'arte della cucina. 
Alberto Paulon, 25 anni, morto in Australia (da Fb)
 Nella sua famiglia c'è un destino tragico: Alberto è figlio di Massimo Paulon, il cuoco morto nel 1998 nello scoppio dell'Epifania in via Forcellini, e di Donatella Debellini, sorella di Graziano. In Australia aveva trocato anche una fidanzata e aveva iniziato la sua carriera di chef. Il tragico incidente stradale è avvenuto in Sydney Road, una trafficata strada di Melbourne. Secondo una prima ricostruzione della polizia australiana Alberto Paulon è stato colpito dalla portiera di un'automobilista che aveva appena parcheggiato, è caduto dalla bicicletta e proprio in quel momento è passato un camion che lo ha travolto e ucciso.
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