martedì 2 dicembre 2014

Manuel Piredda, 28 anni, muratore di Gonnesa, carbonizzato. e' Un mistero per il rogo in fin di vita La compagna Valentina Pitzalis, 25 anni

BACU ABIS.Cagliari 18 Aprile 2011 Omicidio o suicidio e tentato omicidio? Lui è morto avvolto dalle fiamme prodotte dalla benzina cosparsa, o caduta, addosso; lei è stata ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Sirai di Carbonia con gravi ustioni in tutto il corpo e poi trasferita in elicottero a Sassari al centro grandi ustionati. E' giallo su quanto è accaduto nella casa popolare, al primo piano di Via della Libertà, 88. I vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Carbonia e di Cortoghiana hanno trovato Manuel Piredda, 28 anni, muratore di Gonnesa, carbonizzato. La compagna Valentina Pitzalis, 25 anni, di Carbonia, il volto e il corpo straziati dal fuoco era ancora lucida. Tutto è iniziato mezz'ora dopo la mezzanotte in quell'alloggio occupato abusivamente 4 mesi fa da Manuel Piredda dopo la morte dell'affittuario. In paese si dice che Manuel e Valentina «sposati da alcuni anni, vivevano separati ma da qualche tempo avevano cominciato a frequentarsi per tentare una riappacificazione». I due, se fosse vera l'ipotesi del suicidio e del tentato omicidio, avrebbero cominciato a litigare e all'improvviso lui avrebbe gettato benzina sulle pareti dell'appartamento che hanno preso fuoco. Valentina Pitzalis sarebbe stata chiusa a chiave in una stanza mentre diventava una torcia umana, Manuel Piredda ha cercato di sfuggire alla morte uscendo dall'ingresso principale. Ma non ha avuto tempo di scappare perchè le fiamme hanno avvolto anche lui. Gli inquirenti guidati dal tenente Massimo Fonasier attendono le conclusioni del medico legale e quelle tecniche dei vigili del fuoco prima di trarre conclusioni, ma assicurano indagini (condotte dal pm Paolo De Angelis) senza nessuna esclusione di possibilità. Nei giorni scorsi l'operaio di Gonnesa si era rivolto al suo legale, l'avvocato Giovanni Raimondo Serra, perchè aveva subito un'aggressione a Carbonia e presentato regolare denuncia alle forze dell'ordine. Un fatto avvenuto oltre un mese fa che, però, i militari di Carbonia non ritengono in alcun modo collegato alla tragedia. A dare l'allarme, ieri mattina, sono stati gli inquilini. «All'improvviso - racconta Gabriele Carta che abita al piano terra - abbiamo sentiti il rumore di un vetro rotto e siamo usciti in strada. Valentina, dietro una finestra gridava e chiedeva aiuto. Dalla persiana usciva fumo e abbiamo intuito che era scoppiato un incendio. Abbiamo chiamato i carabinieri e i vigili del fuoco e dopo 15 minuti una squadra di pompieri ha sfondato la finestra». Le sue condizioni sono apparse disperate. Valentina Pitzalis aveva ripreso a frequentare il suo ex da qualche mese, da quando il giovane era andato ad occupare l'alloggio della frazione mineraria. Anche sabato notte i due avevano trascorso parecchie ore assieme in quell'appartamento. Poi la tragedia. L'altra ipotesi, ancora più inquietante, è che in quella casa a mezzanotte fosse presente una terza persona. Un individuo capace di convincere Piredda ad aprire il portone. Tra i due potrebbe essere scoppiata una lite e il giovane di Gonnesa sarebbe stato sopraffatto. Una larga chiazza di sangue a pochi centimetri dal portone d'ingresso confermerebbe che Piredda avrebbe subito un trauma cranico. La donna avrebbe seguito la scena e il killer, per liberarsi dell'ingombrante testimone, l'avrebbe cosparsa di benzina e rinchiusa nella stanza. L'assassino, a questo punto, convinto di aver eliminato i due, sarebbe scappato. La benzina sarebbe stata spruzzata abbondantemente sui due corpi e sui muri. Le fiamme hanno risparmiato una pergamena prestampata: negli spazi vuoti, con una grafia incerta, si attesta che Piredda Manuel e Valentina Pitzalis hanno contratto matrimonio civile in municipio a Carbonia. E' un falso che lascia intendere che tra i due c'era un rapporto difficile ma di affetto. Allora perché uccidere lei e darsi fuoco?. Sabato notte Valentina è andata a trovare Manuel verso le 21: mezz'ora dopo la mezzanotte la ragazza era stata segregata in quella stanza semivuota con l'unica finestra, forse chiodata, che si affaccia sul viale. Il caso si presenta decisamente complesso.

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