mercoledì 31 dicembre 2014

Copia Edward Herrmann, conosciuto anche in Italia per aver interpretato Richard Gilmore nella serie "Una mamma per amica"

Lutto nel mondo dello spettacolo americano: l'attore Edward Herrmann, conosciuto anche in Italia per aver interpretato Richard Gilmore nella serie "Una mamma per amica", è morto all'età di 71 anni. L'attore, malato di cancro, era ricoverato da un mese in un ospedale di New York. Herrmann ha vinto un Emmy nel 1999 per aver partecipato come guest star a "The Practice".

Leonardo Spagnolo, 63 anni, di Domegliara di Sant’Ambrogio di Valpolicella

PESCANTINA (Verona) Travolge un ciclista sulla statale del Brennero, tra Ospedaletto di Pescantina e Domegliara, e si dà alla fuga. Poi, al mattino dopo, si presenta alla caserma dei carabinieri. L’allarme è scattato verso la mezzanotte e mezza di martedì. L’impatto è stato violentissimo. E per il ciclista, Leonardo Spagnolo, 63 anni, di Domegliara di Sant’Ambrogio di Valpolicella non c’è stato nulla da fare. L’uomo, seguito dai servizi sociali di Bussolengo, è morto praticamente sul colpo davanti a un distributore Esso a causa del gravissimo trauma cranico riportato. Stava pedalando sulla statale quando all’improvviso è stato falciato dall’auto. Il conducente del veicolo non si è nemmeno fermato per prestare soccorso. Sul posto la centrale operativa di Verona Emergenza ha inviato l’ambulanza di Bussolengo e l’automedica di Sona, ma per il ciclista purtroppo non c’è stato nulla da fare. L’uomo al volante, un artigiano di 46 anni di Dolcè, è indagato a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso. L’auto gli è stata sequestrata e la patente ritirata.

Addio Franco Crispini, intellettuale ed ex Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università della Calabria

Lo studioso si è spento dopo una lunga malattia, questa mattina a Cosenza. Studioso, ex preside della facoltà di Lettere e Filosofia si è occupato nei suoi scritti della complessità del pensiero moderno.

Cultura in lutto
morto Franco Crispini
 Franco Crispini,  intellettuale ed ex Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università della Calabria si è spento questa mattina  dopo una lunga malattia, nella sua casa di Cosenza. Aveva  di 80 ann. Lo studioso si è occupato  nei suoi scritti Crispini  della complessità del pensiero moderno. Tra i suoi libri: L’etica dei moderni. Shaftesbury e le ragioni della virtù, Donzelli, Roma 2001; Idee e forme di pensiero, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003; (a cura di), Fontenelle. Della ragione e altro – Opuscoli, Rubbettino, 2007; Profilo dell’osservatore naturalista, Il Melangolo, Genova 2009. Ha anche diretto la collana I dispersi, Pellegrini Editore, nella quale ha curato tragli altri, F.S. Salfi Elogio di Bernardino Telesio, 2009; Id «Progressioni» dell’Uomo verso la “Civil Società”, 2010; Pasquale Rossi "Della memoria e dell’immaginazione sociale" 2011.  Cordoglio per la sua scomparsa è stata espressa dal sindaco di Cosenza e presidente della Provincia Mario Occhiuto, amico personale di Crispini. Secondo quanto si è appreso non saranno celebrati funerali.

Addio dottor Carlo Rimini.I funerali verranno celebrati venerdì 2 gennaio nella chiesa di San Leonardo a Lajatico

PONTEDERA. E' morto all'Hospice di Pisa nella notte del 31, all'età di 83 anni, il dottor Carlo Rimini.
Una figura di riferimento per tanti sportivi e non solo. Un uomo silenzioso, dal carattere molto riservato, ma altrettanto operativo nella sua professione.
Il noto medico, che aveva più specializzazioni, aveva fondato insieme a padre Aureliano il gruppo sportivo Bellaria Cappuccini, di cui era stato medico sportivo per tanti anni. Così come lo era stato per il Pontedera Calcio ai tempi del presidente Edilio Pellinacci.
Nel suo studio di ortopedico in via San Faustino a Pontedera sono passati sportivi di tutta la provincia e un'infinità di pazienti che si affidavano al bravo professionista per fisioterapia, agopuntura e consulenze.
Il medico era malato da tempo ma prima di Natale le sue condizioni di salute sono peggiorate fino a precipitare.
Alle 4 del 31 è morto all'Hospice di Pisa dove era stato ricoverato da pochi giorni.
I funerali verranno celebrati venerdì 2 gennaio nella chiesa di San Leonardo a Lajatico, paese dove il medico abitava.

Rimini lascia la moglie Maria Stella Bocelli, i figli Isabella e Luca.

Josef Kazimierz Falinsky, cittadino britannico, 58 anni, professore all'Università di Padova, responsabile del corso in Lingue e Letterature Europee e Americane, è stato trovato senza vita nel suo appartamento di via Belzoni 56.



PADOVA. L'allarme l'ha dato l'ex moglie, preoccupata per il fatto che non rispondeva al telefono. Josef Kazimierz Falinsky, cittadino britannico, 58 anni, professore all'Università di Padova, responsabile del corso in Lingue e Letterature Europee e Americane, è stato trovato senza vita nel suo appartamento di via Belzoni 56.

Sul posto è intervenuta una pattuglia della Squadra volante della Questura. Second gli accertamenti svolti l'uono sarebbe morto per cause naturali.

Dario Mottuzzi, 22 anni, di Vernate (Milano), è deceduto dopo essere precipitato nel cosiddetto Orrido di Uriezzo, in località Premia

Tragico incidente in Piemonte. Un 22enne ha perso l'equilibrio mentre stava scattando alcune foto ed è precipitato nell'Orrido di Uriezzo

18:51 - E' stato trovato morto il giovane escursionista disperso in Val Formazza: Dario Mottuzzi, 22 anni, di Vernate (Milano), è deceduto dopo essere precipitato nel cosiddetto Orrido di Uriezzo, in località Premia, in Piemonte. Il 22enne molto probabilmente ha perso l'equilibrio mentre stava scattando alcune fotografie. Le squadre di soccorso alpino, Gdf e carabinieri sono riuscite a rintracciarlo e a recuperare il corpo.


Tratta in salvo alpinista bloccata in Valle Stura - E' stata salvata l'aalpinista rimasta bloccata in Piemonte lungo l'itinerario che porta alla Cima delle Lose, in alta Valle Stura. La donna era a circa 2600 metri di quota. Impossibilitata a continuare la discesa con le ciaspole a causa della neve ghiacciata, l'alpinista è rimasta bloccata per ore a una temperatura di -10 gradi. Le squadre di soccorso, portate in quota da un elicottero del 118, sono riuscite a raggiungerla, a imbragarla, e a riportarla in salvo, illesa, su un gatto delle nevi.

BIMBA DI 22 GIORNI LASCIATA MORIRE DI FAME DAI GENITORI: "STAVAMO CENANDO AL RISTORANTE"

La piccola di 22 giorni lasciata morire di fame
La piccola di 22 giorni lasciata morire di fame
mercoledì 31 dicembre 2014, 16:46
Lasciano morire la figlia di appena 22 giorni di fame. Due genitori, Rubino Stephens, 23, e Roy Stephens, 48, sono stati accusati di omicidio dopo la morte della loro bambina.La piccola era stata lasciata a casa con dei parenti mentre loro erano andati a mangiare al ristorante. Tornati a casa si sono resi conto che la bimba non reagiva e hanno chiamato i soccorsi che hanno constatato la morte per denutrizione.
 La mamma si è difesa dicendo di aver dato regolarmente da mangiare alla piccola, ma l'autopsia ha confermato la diagnosi dei medici.

uomo di 44 anni è morto travolto da un treno, mentre stava attraversando, i binari nei pressi della stazione di Canegrate, in provincia di Milano

(ANSA) - MILANO, 31 DICEMBRE 2014 - Un uomo di 44 anni è morto travolto da un treno questa mattina, mentre stava attraversando, probabilmente un'imprudenza, i binari nei pressi della stazione di Canegrate, in provincia di Milano. All' incidente hanno assistito molti passeggeri che attendevano i treni nella stazione. La circolazione ferroviaria è stata sospesa per circa un'ora sulla linea Milano-Gallarate. Cinque treni Eurocity e 15 regionali hanno accumulato ritardi e 8 convogli regionali sono stati cancellati

Il padre non risponde, il figlio parte da Trieste e lo trova morto

Il dramma
Il dramma

mercoledì 31 dicembre 2014, 09:37
FAEDIS - Un 68enne è stato trovato morto riverso a terra nella sua abitazione di Faedis. A chiedere l'intervento della polizia sarebbe stato il figlio, che vive a Trieste.

Anziano trovato morto riverso in casa a Faedis

Allarmato perché non riusciva a mettersi in contatto con lui, dopo che lo aveva sentito fra sabato e domenica, il figlio sarebbe andato a Faedis dove avrebbe trovato la casa regolarmente chiusa dall'interno. A quel punto è scattata la chiamata al Commissariato di Cividale. 
 Una volta sfondata la porta dell'abitazione, all'interno è stato scoperto il corpo privo di vita dell'anziano. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Non essendo stati trovati nell'aria valori di monossido di carbonio fuori norma, gli inquirenti propendono per il malore.

Maxi tamponamento per la neve: 50 ​auto coinvolte, un morto, 30 feriti

Il maxi incidente

mercoledì 31 dicembre 2014, 10:34
LUBIANA - Inferno in autostrada. Incidente apocalittico due giorni fa in Slovenia. Un maxi tamponamento causato dalla neve e dal ghiaccio. Cinquanta i messi coinvolti, tra auto, camion e autobus. Ci sono 30 feriti, alcuni gravi, e purtroppo anche un morto, un ragazzo di 25 anni originario della Svizzera.  Tra le persone coinvolte anche un noto medico padovano che agli amici ha raccontato di aver visto la morte in faccia. Il tremendo incidente, causato dalle forte raffiche di vento, la scarsa visibilità e la copiosa neve caduta nella zona, si è verificato sull'autostrada che collega Lubiana a Capodistria, a 40 km dalla capitale: le autorità slovene sono state costrette a tenere chiusa l'arteria per otto ore. Questo il tempo occorso alle numerose squadra di vigili del fuoco a disincagliare i numerosi mezzi coinvolti e a liberare l'asfalto. 

martedì 30 dicembre 2014

La Procura piange il sostituto commissario Paolo Rizza, morto all’età di 55anni.Stroncato da un male incurabile

ANCONA La Procura piange il sostituto commissario Paolo Rizza, morto lunedì all’età di 55anni. Lo ha stroncato il male che aveva scoperto non più di due mesi fa e contro il quale ha lottato con tenacia, ma anche serenità. 33 anni di servizio, prima alla Polfer di Bologna, poi a quella di Ancona prima di passare alla squadra volanti della questura dorica. Nel 1994 è stato responsabile della sezione Polizia Giudiziaria della ex Procura circondariale. Dal 2000 era impiegato nella sezione Polizia di Stato della Procura della Repubblica.

Tra gli incarichi ricoperti anche quello di analista della Direzione Distrettuale Antimafia. «Un momento di dolore-commenta il Procuratore Elisabetta Melotti- Era una persona di grande disponibilità, professionalità, dedizione al lavoro e gentilezza. Siamo costernati e vicini alla famiglia». I colleghi lo ricordano come un uomo «Ottimo sotto tutti i punti di vista».
Un vuoto che tutti dicono difficile da rimpiazzare: «Era sempre allegro, disponibile e non si arrabbiava mai». Un collega guarda la scrivania vuota: «Ci prendevamo in giro, in senso buono. Una mattina di novembre aveva detto che qualcosa non andava. E' entrato in ospedale il 10 novembre e non è più uscito». I funerali oggi alle 14,15 nella chiesa del Cristo Divino Lavoratore.

Lacrime e commozione ai funerali di Giorgio Bez, 46 anni di Belluno, socio attivo dell’associazione culturale fotografica Fotoscriba

BELLUNO. Se n’è andato all’improvviso, lasciando un vuoto incolmabile in tutte le persone che lo conoscevano e lo amavano, Giorgio Bez, 46 anni di Belluno.
Persona molto conosciuta in città, socio attivo dell’associazione culturale fotografica Fotoscriba, che promuove e diffonde la fotografia in tutte le sue forme, anche mediante l’organizzazione e il patrocinio di mostre, incontri e iniziative di questo tipo, Bez aveva incontrato amici e conoscenti per tutta la giornata di sabato, ma una volta rincasato, alla sera, un malore lo ha colto nel sonno. Ad accorgersene è stata la moglie, che lo ha trovato steso sul divano, ormai esanime. Per lui non c’era ormai più nulla da fare. Bez lavorava in Luxottica, prima allo stabilimento di Agordo come addetto al magazzino e poi, dopo aver ottenuto l’avvicinamento, era stato trasferito alla sede logistica di Sedico.
Tutti coloro che lo hanno conosciuto lo descrivono come una persona solare, gentile, di compagnia, sensibile, con una grande passione per la fotografia. Una passione che lo coinvolgeva molto e che lo ha fatto apprezzare anche al di fuori della cerchia di appassionati.
E proprio nel gruppo di Fotoscriba su Facebook, ieri pomeriggio, ha iniziato a rimbalzare la notizia della sua improvvisa scomparsa. Immediatamente sul social network è arrivata una pioggia di messaggi di cordoglio, degli ultimi sentiti e commossi saluti a una persona che in tanti hanno definito “meravigliosa”. Molti amici che condividevano con lui la passione per gli scatti sono rimasti senza «parole e concetti da esprimere, se non un grandissimo grazie per averti conosciuto».
I funerali di Giorgio Bez, che lascia moglie e figli, saranno celebrati domani nella chiesa parrocchiale di Mas alle 10.30, da dove la salma proseguirà per la cremazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Addio Massimo Sauleo,58 anni per molti anni assessore al Comune di Quarrata

Filippo Ampola, 61 anni primario del reparto di Medicina dell'ospedale Vittorio Emanuele di Salemi è morto sotto il crollo di un armadio

Il mobile in metallo si è abbattuto sul medico, provocando un taglio al braccio
armadio, ospedale, primario, salemi, Trapani, Cronaca
SALEMI. Il dirigente del reparto di Medicina dell'ospedale Vittorio Emanuele di Salemi (nel Trapanese), Filippo Ampola, 61 anni, è stato trovato morto in una stanza che fungeva da archivio all'interno dell'unità operativa presso cui lavorava.
Il medico è stato ritrovato esanime sotto un grosso armadio metallico con scaffalature e sembra aver perso molto sangue.
Il corpo è stato trovato dopo le 13 da alcuni colleghi che, straniti,  non avevano visto il medico durante tutta la mattina di lavoro; ma, a quanto pare, il primario sarebbe addirittura morto qualche ora prima del suo ritrovamento.
Secondo le prime ipotesi Ampola potrebbe essere rimasto schiacciato dall'armadio, che gli ha tranciato un braccio e sarebbe così morto a causa del dissanguamento generato dalla ferita.
La Procura di Marsala ha aperto un'inchiesta.

Addio don Giulio Ballan, 63 anni, parroco di Rozzampia e Santo. E' morto colpito da infarto

Lo ha trovato a letto ormai privo di vita, la signora che andava a dargli una mano. E' morto probabilmente per un infarto don Giulio Ballan, 63 anni, parroco di Rozzampia e Santo. Era arrivato in città nel 1999 e si era impegnato molto, soprattutto sul fronte dell'integrazione. Testimonianze di cordoglio sono arrivate da amministratori e sacerdoti delle parrocchie thienesi.
I particolari sul Giornale di Vicenza in edicola domani
Silvia Dal Maso


uomo di 53 anni è stato ucciso a colpi di pistola in viale Esperia Sperani in zona Ottavia.

Roma, 53enne ucciso a colpi di pistola in strada

martedì 30 dicembre 2014, 22:53
ROMA - Un uomo di 53 anni è stato ucciso a
colpi di pistola in strada alla periferia di Roma. È accaduto in viale Esperia Sperani in zona Ottavia. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del 118. Sulla vicenda indagano i carabinieri. A quanto ricostruito l'uomo, un pregiudicato, è stato ucciso sotto casa. Sul posto sono intervenuti dapprima i Carabinieri della Compagnia Roma Trionfale e i Carabinieri del Nucleo
Investigativo di via In Selci che indagano. Sono in corso i rilievi tecnici e si attende l'arrivo del medico legale. 

un bimbo di due anni ha sparato e ucciso per sbaglio la madre di 29 anni.

La polizia sul posto
La polizia sul posto

martedì 30 dicembre 2014, 21:35
HAYDEN - Nuova tragedia legata alle armi in Usa: nella cittadina di Hayden, in Ohio, un bimbo di due anni ha sparato e ucciso per sbaglio la madre di 29 anni.
Usa, bimbo di due anni uccide la madre
 In base alle prime informazioni, mamma e figlio erano in un negozio di Wal Mart quando il piccolo ha afferrato, non si sa come, l'arma da fuoco che era nella borsa della giovane e ha aperto il fuoco. Per la donna non c'è stato nulla da fare. Pare che la vittima avesse un porto d'armi regolare. Aperta un'indagine. Oltre al figlio, la donna aveva con sè altri bambini, ma non è chiaro in quali rapporti siano. L'incidente è avvenuto nel reparto di elettronica del Wal Mart ed è stato ripreso da una telecamera a circuito chiuso che ha poi aiutato gli investigatori a determinare la dinamica della tragedia. Il negozio è stato chiuso ed evacuato subito dopo la sparatoria. L'identità della donna non è stata resa nota.

IL SOCCORRITORE IN ELICOTTERO: "MI HANNO OFFERTO DI TUTTO, ADDIRITTURA ORO, PUR DI ESSERE CARICATI PER ...

Il racconto di un commerciante greco: “All’inizio ho pensato a un piccolo incendio, che saremmo tornati a dormire. Siamo saliti al piano superiore e abbiamo visto fumo e fiamme ovunque. Tutti erano impazziti, in preda al panico. L’allarme? Nessuno l’ha dato, nessuno ci ha detto cosa fare e dove andare”…

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1- “A BORDO ERA L’INFERNO NELLA RESSA GLI UOMINI PICCHIAVANO LE DONNE PER ARRIVARE ALL’ELICOTTERO”
Laura Montanari per “la Repubblica

traghetto in fiamme norman atlantic 9TRAGHETTO IN FIAMME NORMAN ATLANTIC 9
Ho visto degli uomini arrampicarsi dai ponti quando è arrivato l’elicottero e picchiare le donne, tirare calci per passare avanti e mettersi in salvo. Mi hanno buttato a terra, preso per i capelli, spinto, ma mi sono rialzata, ho lottato e ce l’ho fatta a salire col verricello. Però quelle facce feroci non le dimenticherò mai...». Dimitra Theodossiou, soprano greco in viaggio per la sua tournée (tra Rimini e la Toscana) è scesa da poche ore dal Norman Atlantic.

Lei è rimasta oltre 15 ore sul ponte, come ha resistito?
«Eravamo sfiniti, avevamo freddo, gli idranti ci bagnavano in continuazione con tonnellate di acqua perché sotto avevamo il fuoco. Non sentivo i piedi, ho chiesto a uno se mi potevo appoggiare alla sua spalla e lui mi schiaffeggiava per tenermi sveglia... non so nemmeno il suo nome, ma mi ha salvato dall’ipotermia».

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Come vi siete accorti dell’incendio?
«Nessuno ha dato l’allarme, io mi sono svegliata perché la mia cabina era piena di fumo. Sono corsa di sotto dove dicevano che c’erano i giubbotti di salvataggio, ho bussato e cercato di svegliare i passeggeri di altre cabine. Il pavimento ha cominciato a esplodere, uscivano lingue di fuoco, siamo scappati al ponte più alto».

E poi?
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«Siamo stati ore lassù nel gelo, con gli idranti che ci sparavano addosso. Verso sera ci hanno detto che non sarebbero venuti altri mezzi a soccorrerci perché c’era troppo fumo. Ho pianto, pregato, ho creduto di morire. Da ore eravamo senza bere, senza mangiare, col mare grosso, il buio. Ho visto anche gente che cercava di aiutarsi nel disastro, poi è arrivato l’elicottero e dal basso ci sono piombati addosso decine di uomini, penso fossero iracheni, pachistani, turchi, gente che non parlava greco... Si sono fatti avanti picchiando le donne, per passare e mettersi in salvo. Quella violenza è stata terribile, più del freddo».


2. “NOI, SOSPESI PER 35 ORE TRA LA VITA E LA MORTE” IL DIARIO DI BORDO DAL GIGANTE IN FIAMME
Mauro Favale e Francesca Russi per “la Repubblica

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Brucia tutto. Bruciano le lamiere, bruciano le scialuppe, bruciano le auto e i camion stipati nel garage. Fiamme alte si muovono veloci lungo i corridoi e lambiscono i soffitti. Chi ci cammina sopra si ritrova con le suole delle scarpe che si liquefanno. È un’odissea di fuoco quella della Norman Atlantic, un gigante che dondola per 35 ore a due passi dall’Albania, in mezzo a un mare che non dà tregua e bersagliato da una pioggia che non riesce a spegnere proprio niente. Le voci dei sopravvissuti raccontano passo dopo passo il dramma di un viaggio che per alcuni significa l’ultima fatica lavorativa del 2014 e per tanti altri la vacanza di fine anno, la prima del 2015. Per tutti, si trasforma in un incubo peggiore di un film dell’orrore.
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L’ALLARME
«Stavamo dormendo e abbiamo sentito gente urlare nei corridoi. Parlavano di un incendio, non si capiva». Sono le 4.40 del mattino. Tzonas Athanasios di mestiere fa il commerciante. È greco, viaggia sulla Norman con tutta la famiglia. Diretto in Germania, per passare il Capodanno, si ritrova catapultato in un delirio di urla e paura. Si sveglia: «Ho pensato a un piccolo incendio, che saremmo tornati a dormire. Siamo saliti al piano superiore e abbiamo visto fumo e fiamme ovunque. Tutti erano impazziti, in preda al panico. L’allarme? Nessuno l’ha dato, nessuno ci ha detto cosa fare e dove andare».

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LE FIAMME
Leonidas ha 47 anni. Di mestiere trasporta kiwi dalla Grecia alla Germania. È notte, il viaggio verso Ancona è lungo e lui ha voglia di fumarsi una sigaretta. Scende in garage a recuperare le cartine dalla cabina del suo camion. Alle 5 è ancora lì dentro quando vede le fiamme. Gli altri camionisti come lui, rimasti a dormire nei loro mezzi, fanno fatica a uscire. «Erano uno affianco all’altro, nemmeno si riuscivano ad aprire le porte».

Nessuno ha ancora capito cosa sta per succedere: «Il soffitto aveva iniziato a gocciolare come lava», dice. Si sdraia per terra: «Ho strisciato tra i camion per uscire». La porta la trova sbarrata dal fuoco: «Mi sono lanciato fuori dalla nave aggrappandomi a una fune». Dondola, finché non si riesce a calare su una scialuppa di salvataggio. «In acqua — dice — c’era una donna che gridava: “Help, help”».
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LE SCIALUPPE
Sono passate da poco le 6 quando viene dato il segnale di abbandono della nave. Fuori piove a dirotto, sotto il mare è forza 8, tira un vento a 50 nodi. La maggior parte delle scialuppe va in fiamme. «Erano inutilizzabili — raccontano molti dei sopravvissuti arrivati soltanto ieri mattina al porto di Bari — non c’erano membri dell’equipaggio a dirci cosa fare. Si cercava di spegnere il fuoco e nel frattempo ci bagnavamo tutti».

IN ACQUA
A fatica si gettano gli scivoli, mentre intorno iniziano ad arrivare i mercantili in zona, allertati dal dispaccio delle 4.47 del Centro ricerche in mare di Roma. La situazione è drammatica, i protocolli saltano. «Eravamo sullo scivolo, io davanti e mio marito dietro — ricorda da un letto di ospedale Teodora Doulis — lui è rimasto impigliato in un telo di plastica e io non riuscivo a scendere. Ci mettevano fretta. Noi eravamo zuppi di acqua, di pioggia. Siamo finiti in acqua ma la nave che doveva recuperarci era troppo lontana». Restano così per 4 ore.
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«Per fortuna io non avevo gli stivali, provavo a nuotare. Mio marito no, invece. Perdeva sangue dal naso, forse aveva battuto la testa mentre era ancora in nave». Quando arriva il soccorritore, finalmente, prova a tagliare il telo al quale l’uomo era rimasto impigliato. «Quando al secondo tentativo ci riesce, mio marito era privo di sensi, morto tra le sue braccia».

L’ORRORE
Il cielo è annerito dal fumo, sul ponte alto della nave c’è tantissima gente. Dalla costa pugliese si alzano i primi elicotteri di Aeronautica e Marina militare, sorvolano la Norman Atlantic. Si tentano le prime operazioni di recupero che sono già le 8. Christian Wiersdorf, uno soccorritore impegnato per 5 ore attorno al traghetto conferma quello che già nei racconti dei naufraghi iniziava a prendere corpo: uomini che cercano di superare le donne e i bambini, le strattonano, le lasciano indietro e si gettano letteralmente verso le barelle “basket”, i verricelli che trainano verso la salvezza: «Mi hanno offerto di tutto, addirittura oro, pur di essere caricati per primi», spiega Wiersdorf.
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Vedono la cesta e si gettano dentro: «Era impossibile tirarli fuori», dice. «Mille mani assalivano l’imbracatura», è l’immagine che restituisce anche Ferdinando Rollo, elicotterista dell’Aeronautica.

IL RIMORCHIATORE
Sono le 17. Da Brindisi arrivano due rimorchiatori. C’è il Marietta Barretta e c’è l’Asmara. Hanno bisogno che qualcuno dalla nave provi a lanciare un cavo, una fune verso il mare. Ma non è facile. «Gli anelli giusti erano fuori uso — ricorda il capitano Giannuzzi — e i cavi di nylon già deteriorati dal calore». «Ci bruciavano gli occhi, ci abbiamo provato ma si sono rotti, prima da una parte e poi dall’altra», conferma il timoniere della Norman, Tommaso De Lauro. Soltanto alle 21.40 l’aggancio riesce. «Ce l’abbiamo fatta». Ma la prima notte di odissea è appena cominciata, le persone da salvare sono ancora più di 200.
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IL TRASBORDO
Gli elicotteri continuano a recuperare i superstiti anche durante la notte. Il mercantile Spirit of Pireus è in viaggio verso la Puglia con i primi 49 che sono riusciti a mettere i piedi sulla porta-container. Gli altri attendono il loro turno. Va avanti così fino all’alba e oltre. Sul ponte alto della Norman resta anche l’equipaggio a coordinare le operazioni con la nave San Giorgio. Alle 14.30, sul traghetto c’è solo il comandante Argilio Giacomazzi e 4 ufficiali della Marina. Le ultime ispezioni, poi anche loro vengono trasbordati. Sono le 14.50. Dalle prima fiamme sono passate quasi 35 ore.

Maurizio Riccardi, 53 anni è morto per le esalazioni di monossido di carbonio su un peschereccio










GORO - E' vivo per miracolo, sopravvissuto alle esalazioni del monossido di carbonio che hanno ucciso l'amico che era con lui. Andrea Pennini, 53 anni, originario di Bagnacavallo ma residente a Goro, si trova ora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di Ferrara dopo essere stato sottoposto al trattamento nella camera iperbarica a Ravenna.
Pennini si trovava sul peschereccio "Nonna Ester" attraccato al porto di San Benedetto del Tronto insieme al capitano Maurizio Riccardi, 53 anni, originario di Savignano sul Rubicone. Durante la notte tra domenica e lunedì è avvenuta la tragedia costata la vita a Riccardi e che ha quasi ucciso Pennini. I due dormivano in cuccetta quando il natante è stato invaso dalle esalazioni del monossido di carbonio, sprigionate, secondo una prima ricostruzione, dal motore lasciato acceso per ricaricare il generatore che doveva far funzionare la stufetta elettrica.
Il resto dell'equipaggio aveva deciso di alloggiare in albergo. Lunedì mattina uno dei figli del capitano doveva prelevare il pesce pescato ed è stato lui a scoprire i due ormai esanimi nelle cuccette. Così li hanno trovati i soccorritori, ma mentre Riccardi - che dormiva nella cuccetta più in alto, non ha avuto scampo, Pennini si è salvato perché si trovava in posizione più bassa, mentre il monossido, più leggero dell'aria, tende a salire.

Portato con il 118 a Ravenna, Pennini è stato sottoposto al trattamebto in camera iberbarica per l'intossicazione, ed è stato poi portato oggi all'ospedale di Ferrara per altri accertamenti,
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