martedì 30 settembre 2014

Antonio Rizzo 28 anni morto nell'esplosione del negozio 'Pinco Pallino'. Voleva intascare i soldi dall'assicurazione

Brindisi, 30 settembre 2014. - Un'esplosione fragorosa e poi un incendio.
Intorno alle due di questa notte un attentato ha distrutto, in via Francesco D'Assisi al civico 313, in pieno centro, a Francavilla Fontana, nel brindisino, il negozio 'Pinco Pallino', un franchising di abbigliamento e calzature per bambini.
A dare l'allarme gli abitanti della strada, svegliati dal boato. I carabinieri di Francavilla Fontana, giunti sul posto, si sono subito resi conto che oltre ai danni ingenti procurati dall'esplosione, c'era il corpo di un uomo. Si tratta di Antonio Rizzo del luogo, 28 anni e piccoli precedenti penali. Il ragazzo, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe l'attentatore. Dopo aver cosparso tutto il locale di benzina, è stata trovata una tanica di 30 litri sul luogo dell'esplosione, non sarebbe riuscito a fuggire, restando intrappolato nell'inferno di fuoco ed esalazioni. Rizzo era il compagno della proprietaria del negozio, Maria Fontana Giuliano, e cugino di Cosimo Rochira, esponente di spicco della Scu di Francavilla Fontana. La vittima sarebbe entrata da un garage vicino al negozio, da lì in un locale attiguo che gli avrebbe consentito l'ingresso nell'esercizio commerciale. L'esplosione è stata tale da distruggere completamente tutte le auto parcheggiate in via San Francesco d'Assisi e procurare danni strutturali anche alla palazzina sovrastante il negozio, al punto da costringere i vigili del fuoco ad evacuare nella notte le dieci famiglie che abitano nel condominio. Il sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, in queste ore, sta predisponendo un'ordinanza di sgombero.
Le indagini dei carabinieri della locale stazione sono serrate. I militari dall'alba hanno dato il via ad una serie di perquisizioni a tappeto in tutto il Comune del brindisino. Tante le persone già sentite in caserma, tutte vicine alla vittima. La prima ad essere stata ascoltata è stata la proprietaria del negozio che, da qualche giorno era chiuso. Gli inquirenti, diretti dal pubblico ministero Antonio Costantini, sono orientati sulla pista che avrebbe come movente dell'attentato il fine di intascare il premio dell'assicurazione. Intanto, sembrerebbe che in una villetta a Torre Santa Susanna sia stato rintracciato un conoscente di Rizzo, avrebbe sul corpo i segni di ustioni. Gli investigatori ritengono che si trovasse sul posto dell'esplosione e che quindi, forse, l'attentatore non abbia agito da solo.

Lacrime e Commozione al funerale di Raffaele Di Francesco 58 anni deceduto nel tragico crollo nella stazione di Pietrarsa a Portici

QUALIANO(NA) 30 Settembre 2014 Viveva in via Carlo Alberto dalla Chiesa l’operaio di 58 anni Raffaele Di Francesco deceduto nel tragico crollo nella stazione di Pietrarsa a Portici. Padre di tre figli, Carmela (30 anni), Pietro (30) e Andrea (22), era sposato da diversi anni con sua moglie Maria, una 53enne casalinga. “Una persona con tanta voglia di vivere e ironica”: così lo descrivono i parenti e i conoscenti. Raffaele Di Francesco era un agricoltore ma a causa della crisi e del crollo delle vendite dei prodotti della terra forse causato dalla Terra dei Fuochi, si era adoperato per superare il momento. Aveva un trascorso da fabbro e poi da operaio edile.

Da due giorni aveva ottenuto un contratto nella ditta di costruzioni che stava effettuando le opere nella stazione di Pietrarsa a Portici. Appena sei mesi fa aveva perso il padre di 95 anni. Era il quinto di nove figli. Ieri pomeriggio via Carlo Alberto dalla Chiesa, una stradina della periferia di Qualiano a pochi passi dallo stadio Comunale, è stata rotta dalle urla e dai pianti provenienti dal secondo piano di un’anonima palazzina. Intorno alle 17 la telefonata da parte dei carabinieri che annunciava che c’era stato un’incidente. Poi la conferma del decesso ad un familiare.

Un bambino di otto mesi è morto all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, a causa di una sepsi da probabile infezione da meningococco

REGGIO EMILIA, 30 SETTEMBRE 2014 - Un bambino di otto mesi è morto ieri sera all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, a causa di una sepsi da probabile infezione da meningococco, in via di accertamento. Ne danno informazione le direzioni dell'Asl e dell'Azienda ospedaliera. "A nulla sono valsi gli interventi di tutto il personale sanitario per il repentino aggravamento dei sintomi e la gravità della patologia". I contatti del piccolo sono stati sottoposti a profilassi.

Un ex ristoratore sessantunenne si è tolto la vita a Mira impiccandosi

MIRA (VENEZIA) 30 Settembe 2014 Si impicca in casa travolto da problemi economici e familiari. Un ex ristoratore sessantunenne si è tolto la vita a Mira. Fino allo scorso anno aveva gestito la pizzeria d'asporto "Al Borse" e dopo la chiusura del locale aveva tentato di risollevarsi aprendo un'agenzia immobiliare, purtroppo senza successo. L'uomo ha lasciato alcuni messaggi alla famiglia chiedendo perdono per l'estremo gesto.

Cristiano Vecchiatini, 42 anni trucidato, con sei colpi di pistola al petto, davanti alla porta di casa a pochi metri dalla moglie e dai figli

FERRARA 30 Settembre 2014 Lo hanno trucidato, con sei colpi di pistola al petto, davanti alla porta di casa a pochi metri dalla moglie e dai figli Cristiano Vecchiatini, 42 anni di Tresigallo (Ferrara), da tempo residente in Venezuela.
È successo venerdì sera a Guanare, nel paese latinoamericano, come riferisce l'edizione ferrarese del 'Resto del Carlino'. Secondo le prime ipotesi, potrebbe trattarsi di una vendetta dopo un diverbio.

La moglie, venezuelana, ha detto di aver visto rientrare Vecchiatini verso le 21. Poco dopo hanno suonato alla porta, lui è andato ad aprire ed è stato ucciso con sei colpi di pistola. La donna ha riferito di aver visto una moto fuggire ed il marito in una pozza di sangue. L'uomo viveva in Venezuela dal 2006 dove gestiva una piccola attività. La famiglia si è attivata per riportare la salma in Italia per la sepoltura in paese.

lunedì 29 settembre 2014

Filippo Roncucci e una turista russa muoiono in un incidente aereo nel comune di Colle di Val d'Elsa

29-09-2014 INCIDENTE AEREO MENSANELLO COLLE DI VAL D'ELSA | L'aviosuperficie di Mensanello, nel comune di Colle di Val d'Elsa, è stata teatro di un drammatico incidente in cui hanno perso la vita due persone per lo schianto di un biplano: Filippo Roncucci di 58 anni, proprietario della tenuta di Mensanello, e una turista russa di 42 anni.

Secondo i testimoni, il velivolo (un piccolo aereo privato Pitts modello 12 di tipo acrobatico), con a bordo Roncucci e la donna, avrebbe perso il controllo durante una serie di acrobazie, si sarebbe avvitato su se stesso, prendendo poi fuoco prima dell'impatto con il terreno. L'impatto è accaduto a circa un chilometro dall'aviosuperficie colligiana e dopo circa mezz'ora dal decollo. L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un'inchiesta.

Secondo un drammatico gioco del destino, l'incidente è avvenuto durante una cerimonia per ricordare Francesco Fornabaio, che era morto giorni fa durante una manovra acrobatica in Veneto. Fornabaio era un campione di volo acrobatico conosciuto nell'ambiente e aveva più volte volato anche a Mensanello.

Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti per capire se si sia trattato di un errore del pilota o di un guasto meccanico al piccolo aereo.

Devis Coppe artigiano 44enne di Segusino, padre di tre figli. è morto in un incidente in moto all’altezza del bivio dell’Olympos, a Valdobbiadene.

VALDOBBIADENE (TREVISO) - È un attimo: la moto tocca il cordolo della rotonda e schizza via. Il centauro vola sull’asfalto, il casco si apre in due. Così è morto l’altra notte, in sella alla sua Honda Shadow, una moto che aveva acquistato solo un anno fa, Devis Coppe artigiano 44enne di Segusino, padre di tre figli. La tragedia si è consumata all’altezza del bivio dell’Olympos, a Valdobbiadene.
Treviso, Devis Coppe muore in moto
Coppe, artigiano di professione, era sposato con Laura Prosdocimo ed era divenuto padre di tre figli, uno di 5 anni, gli altri di 15 e 17. Sportivo e appassionato di deltaplano, Devis Coppe era anche filmaker. Da un anno aveva la moto. Ma a detta di chi lo conosceva, non risulta fosse spericolato. Era infatti conosciuto come persona tranquilla e posata.

Tir travolge il bus delle ragazzine del softball: è strage 4 morti

ROMA - Dramma in autostrada: un Tir travolge il bus delle ragazze del softball. E l'effetto è stato devastante: è strage.
Il bus che riportava a casa dalla partita di sofball le ragazze del college nel North Texas è stato travolto da un Tir. Quattro le ragazze morte nei pressi di Davis, in Oklahoma.  




Dramma in autostrada, Tir travolge il bus delle ragazzine del softball: strage



 Le quattro giocatrici uccise sono Meagan Richardson, 19 anni, Brooke Deckard, 20, Katelynn Woodlee, 18, e Jaiden Pelton 20. La tragedia ha sconvolto il college del Texas, che conta circa 10.000 studenti. 

Luca Di Pietra 39 anni appuntato dei carabinieri è morto durante un inseguimento finendo sotto un camion

Il militare deceduto era alla guida della 'gazzella', una Fiat Bravo. Il collega, capopattuglia, invece, è stato portato via in gravissime condizioni in eliambulanza. Dalle prime informazioni l'Audi inseguita, di cui al momento non si hanno notizie, non si era fermata ad un controllo. È successo in una strada laterale nei pressi del casello, in direzione dell'autostrada. LA VITTIMA È un appuntato di 39 anni, Luca Di Pietra, il carabiniere morto nell'inseguimento nel Piacentino. Era arrivato al Nucleo Radiomobile di Piacenza, coronando il suo sogno, appena una decina di giorni fa, dopo una lungo servizio alla Stazione del Comune di Rivergaro, sempre nel Piacentino. Un paio d'anni fa, durante un inseguimento, era riuscito con alcuni commilitoni a arrestare una banda di ladri. Il ferito ricoverato in gravissime condizioni al San Raffaele di Milano è l'appuntato scelto Massimo Banci, di San Giorgio Piacentino, 46 anni. Secondo una prima ricostruzione, i due militari questa mattina attorno a mezzogiorno stavano percorrendo una strada comunale che interseca la provinciale tra Castelsangiovanni e Pieve Porto Morone (Pavia). Con la Fiat Bravo hanno incrociato l'Audi dell'inseguimento, ancora non si sa con quanti malviventi a bordo. Il guidatore, alla vista della 'Gazzellà, ha accelerato. I carabinieri hanno invertito la marcia ma poco dopo, nei pressi di curva a destra e durante un sorpasso si sono imbattuti nel Tir che hanno tamponato e che era fermo sul lato sinistro della strada, parcheggiato contro mano. L'auto è finita incastrata sotto il pesante mezzo: Di Pietra è morto sul colpo, Banci è rimasto ferito in maniera gravissima. Dell'Audi non risulta alcuna notizia utile a rintracciarla. Sul luogo della tragedia sono giunti anche il sostituto procuratore Emilio Pisante e il comandante regionale dei Carabinieri Emilia-Romagna, Antonio Paparella. CACCIA ALL'AUTO IN FUGA È caccia all'auto, un'Audi nera, che questa mattina non si è fermata ad un posto di blocco dei carabinieri, innescando un inseguimento da parte dei militari, finito con lo schianto in cui ha perso la vita l'appuntato 39enne Luca di Pietra. Il collega che era con lui sull'auto dell'Arma, l'appuntato Scelto Massimo Banci, 46 anni, che è rimasto gravemente ferito, è stato trasportato in elicottero all'ospedale San Raffaele di Milano dove è tutt'ora sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Banci è in gravissime condizioni, ma respira autonomamente. Luca Di Pietra, nato a Roma il 10 luglio, lascia la compagna e due figli, una bimba di 10 anni ed un maschietto di 6, residenti a Vigolzone, nel piacentino. L'Appuntato si era arruolato nell'Arma nel 1998 ed era giunto circa un mese fa all'aliquota Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piacenza. «Il graduato - sottolinea una nota del comando di Piacenza - stimato da tutti i suoi colleghi, era considerato militare di eccellente profilo professionale». «Era contentissimo dell'incarico a Piacenza» raccontano dal comando di Piacenza, scosso dal lutto. La salma si trova attualmente presso la camera mortuaria del cimitero di Piacenza.  Tutto è iniziato questa mattina intorno alle 12.30 quando l'Audi, su cui sono in corso tuttora accertamenti per capire se sia o meno un'auto rubata, non si è fermata all'alt dei militari. È iniziato quindi l'inseguimento, ma lungo la strada, la Gazzella dei carabinieri, per causa ancora al vaglio della Polizia Stradale, ha sbandato ed è andata ad impattare contro un autotreno parcheggiato sulla carreggiata opposta, nei pressi del polo logistico di Castel San Giovanni. Di Pietra era al volante e per lui non c'è stato nulla da fare. L'impatto è stato violentissimo. Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli è già partito da Roma per incontrare i familiari del militare deceduto e quelli del commilitone ferito. A Piacenza sono giunti anche il Comandante Interregionale 'Vittorio Venetò Generale Antonio Ricciardi ed il Comandante della Legione 'Emilia Romagnà Generale Antonio Paparella. Nel gennaio 2012 Di Pietra aveva partecipato ad un'operazione conclusasi con l'arresto di due malviventi autori di numerosi furti.

Addio Gianni Toscano, il motociclista di Gravina rimasto coinvolto in un incidente stradale otto giorni fa sulla circonvallazione.

Gravina 29 Settembre 2014 Non ce l'ha fatta Gianni Toscano, il motociclista di Gravina rimasto coinvolto in un incidente stradale otto giorni fa sulla circonvallazione.

Senza tregua. Non passa settimana in cui purtroppo non si deve aggiornare la triste conta delle vittime. E a queste si aggiungono tanti feriti che spesso vengono segnati per tutta la vita dalle ferite o dalle menomazioni, oltre che nello spirito.

Dopo sei giorni di agonia si è fermato il cuore di Gianni Toscano, 37enne di Gravina. Uomo molto benvoluto, lavorava presso un'azienda di autotrasporti di Altamura. I motori erano la sua più grande passione. Il 21 settembre era in giro con la sua moto Honda di grossa cilindrata.
Nel tratto di statale 96 che costeggia Altamura, tra gli incroci per la Selva e per Matera, il fatale incidente con una Smart rossa, di fronte ad una stazione di carburanti. Per la dinamica il fascicolo è in mano ai Carabinieri. Le sue condizioni erano subito apparse molto gravi. Dopo l'impatto, era stato sbalzato dal mezzo rovinando a terra in modo molto violento. Aveva perso i sensi e non si muoveva. I soccorsi del personale sanitario del 118 e le manovre salvavita avevano dato timide speranze. Era stato affidato prima alle cure dei medici dell'Ospedale della Murgia e poi del Policlinico a Bari ma è rimasto sempre in Rianimazione. Sino all'esito tragico.

Gabriele Bortolin morto mentre fa jogging era di Onè di Fonte

Padova 29 Settembre 2014 Era uscito insieme alla compagna per una corsa di domenica mattina lungo il sentiero degli Ezzelini ma improvvisamente, a Loria, nel Trevigiano, è crollato a terra ed è morto. Un malore improvviso, inaspettato, fulminante. Gabriele Bortolin si è accasciato al suolo e non si è più risvegliato nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del Suem 118. Aveva 48 anni, abitava a Onè di Fonte e coltivava una grande passione per lo sport, in particolare per la corsa. Domenica mattina, come scrive la Tribuna di Treviso, è stato colto probabilmente da un infarto che lo ha ucciso.

LAVORAVA NEL PADOVANO. Era da poco rientrato da un viaggio in Cina, Gabriele faceva il progettista per la Novatec di San Martino di Lupari, nel Padovano. Era originario di Castelfranco Veneto. Poco prima di crollare a terra avrebbe incrociato per caso il suo datore di lavoro. Poi sarebbe ripartito, mentre la compagna nel frattempo si sarebbe spostata più avanti. Gabriele aveva fatto una breve sosta all'altezza di una fontanella. Poi, improvvisamente, il malore. Sembra che non avesse mai avuto problemi di salute, aveva con sè il cardiofrequenzimetro ma non c'è stato niente da fare. I passanti, i primi a soccorrerlo, hanno lanciato l'allarme al 118 che ha inviato un'ambulanza sul posto ma purtroppo non si è potuto fare altro che constatare il decesso del 48enne. La compagna nel frattempo aveva raggiunto la macchina. Erano partiti insieme e quando Gabriele si è sentito male stavano rientrando alla loro auto.

APPASSIONATO PODISTA. La notizia si è subito diffusa nel paese di origine di Gabriele e nel suo comune di residenza. Nel mondo del podismo il 48enne era molto conosciuto proprio per aver partecipato a diverse gare. "Ciao Gabriele. È stato fantastico fare un pezzo di strada assieme a te. Ora riposati e prega per noi se puoi. Io pregherò per te. Indimenticabile" è uno dei tanti messaggi di addio che hanno lasciato i suoi amici anche su Facebook. "La tua anima - scrive una cugina - vive ancora".

Bimbo di 2 anni è stato investito motalmente da un dipendente dalla cooperativa Serimper di Massa

LUCCA 29 Settembre 2014 Tragedia a Stiava, una frazione del comune di Massarosa, dove un bimbo di due anni ha perso la vita in seguito alle ferite riportate dopo essere stato investito da un'auto nel cortile della casa famiglia 'Sonrisa' .
Secondo quanto si è appreso, l'incidente è avvenuto stamani verso le 9,30. L'auto, di cui non si conosce ancora il nome del conducente, in una manovra ha investito il piccolo, che è morto sul colpo.

INVESTITO DA UNA DIPENDENTE Stando ad una prima ricostruzione dell'accaduto, la conducente dell'auto, di cui non sono state rese note le generalità, dipendente della cooperativa che gestisce la casa-famiglia, non si sarebbe accorto di quanto accaduto. Subito dopo aver investito il bambino di due anni che si trovava nel cortile della villetta adibita a casa-famiglia, è uscito dalla struttura per recarsi all'ufficio della pubblica istruzione del Comune di Massarosa, per sbrigare alcune pratiche. Qui è stato informato dai colleghi di quanto accaduto. A questo punto è tornato alla casa-famiglia. Nei suoi confronti, al momento, si ipotizza il reato di omicidio colposo. La struttura, gestita dalla cooperativa Serimper di Massa, è stata inaugurata il 16 aprile del 2011 ed ospita cinque madri con i rispettivi figli, che hanno alle spalle situazioni di disagio. La casa-famiglia è riconosciuta ufficialmente dai servizi sociali del Comune di Massarosa. La madre, insieme al bambino rimasto vittima dell'incidente, era arrivata da pochi giorni e sarebbe dovuta rimanere nella casa-famiglia «Sonrisa» per un breve periodo. Sul posto i carabinieri che stanno indagano. Il magistrato ha disposto l'autopsia.

UNA DONNA Alla guida dell'auto, che ha provocato l'impatto accidentale, che ha causato la morte del bambino, c'era una donna dipendente della cooperativa, che gestisce la struttura. Sarà l'autopsia disposta dal pm Piero Capizzotto a stabilire le esatte cause del decesso. Sembra che il bambino sia stato urtato con la parte anteriore dell'auto, una Dacia, e potrebbe essere stato colpito al collo o alla tempia. A dare l'allarme è stato un dipendente della Cooperativa che dalla finestra di una stanza della villetta ha visto sul retro del giardino il corpo a terra del bambino e si è precipitato fuori, insieme alla mamma e agli altri che si trovano in quel momento nella casa famiglia, dando l'allarme. Intanto stasera verrà osservato un minuto di silenzio nel corso della seduta del consiglio comunale fissato a Massarosa per la scomparsa del bambino.

Elvis Boso del 1983, mentre stava lavorando nel bosco tagliando delle piante è morto schiacciato da un albero

Drammatico incidente sul lavoro questo pomeriggio intorno alle 17.30 nella zona del passo del Brocon a Malga Arpago (Arpaco) nel comune di Canal San Bovo. Un ragazzo del posto, Elvis Boso del 1983, mentre stava lavorando nel bosco tagliando delle piante, per cause ancora da chiarire (forse una manovra sbagliata con la gru) è stato schiacciato da un albero. È morto sul colpo e a nulla è servito l'intervento dei soccorsi, con l'elicottero che ha avuto difficoltà nel raggiungere la zona a causa di una fitta nebbia

Lacrime e commozione ai funerali di Giovanni, Nicola, Luigi e Daniele i 4 ragazzi uccisi da un auto impazzita fuori al bar

di Pasquale Sorrentino

SASSANO.(Salerno 29 Settembre 2014) «Ero con loro dieci minuti prima della tragedia. Stavamo guardando le partite in diretta. Ho deciso, però, di cambiare bar perché volevo vedere il Milan, così mi sono trasferito in un altro locale», gli occhi sono gonfi di lacrime, la voce è bassa. Un signore di mezza età racconta quanto accaduto intorno alle 17, quando un'auto a folle velocità si è schiantata contro i tavolini di un bar. Sono morti 4 ragazzi. «Dieci minuti dopo sono venuti a chiamarmi, mi hanno detto: è una tragedia. Mi sono precipitato fuori e ho visto i corpi, l'auto distrutta, il sangue». La morte di quattro ragazzi sconvolge Sassano.

I cadaveri giacciono sotto i lenzuoli bianchi, l'auto assassina, anzi quello che ne resta è accartocciata di fronte al bar. La vetrina in frantumi. Attorno centinaia di persone.
Amici e conoscenti di Giovanni, Nicola, Luigi e Daniele. Il signore di mezz'età continua il suo racconto guardando nel vuoto. Attorno alcune persone lo stringono in sotto il braccio. «Potevo esserci anche io con loro seduto davanti al tavolino. Erano usciti qualche minuto prima del fischio finale delle partite. Forse erano usciti per controllare le ‘bollette', le scommesse. Qualche mio parente ha pensato che potessi esserci anche io tra le vittime. E' una tragedia».

La folla parla a bassa voce. Si confronta, ognuno racconta la propria versione dell'incidente, la propria amicizia verso uno di quei giovani. «Erano amici, amavano il calcio, erano sempre sorridenti. Uno di loro aveva da poco terminate le scuole medie e ora aveva una vita davanti. E, invece, ecco cosa è successo». È lo strazio di una donna anziana sorretta dalla figlia. Una parente. «Sono arrivato pochi minuti dopo l'incidente – racconta un ragazzo di Sassano - mi sono trovato di fronte una scena atroce. I corpi già privi di vita, il sangue un po' dappertutto, un acre odore di olio o benzina. E' una scena terribile. Non urlavano, erano già morti. Forse non si sono neanche accorti di quanto sia successo».

L'ultimo selfie prima di morire a 17 anni

Gli ultimi scatti pochi minuti prima di morire. Una gallery pubblicata dal sito www.webnir.com che mette i brividi, perché tutte le foto di queste persone sono state scattate poco prima di perdere la vita.  Ecco l'ultimo sorriso di una ragazza di 17 anni che è salita su un ponte per scattarsi un selfie e fare colpo sugli amici e poco dopo è scivolata. 
 C'è l'autoscatto di Karen Hernández, 13 anni, sulle rive del fiume El Tunal a Durango, in Messico. Non poteva immaginare che poco dopo sarebbe annegata proprio in quello stesso fiume. Oscar Otero Aguilar ha perso la vita cercando di scattarsi un selfie con in mano una pistola per il profilo della sua pagina Facebook. Accidentalmente si è sparato alla testa e non è sopravvissuto. Le immagini pubblicate anche dal sito Dagospia fanno davvero riflettere. Il web mostra l'immagine di un ragazzo in Spagna che sale in cima a un treno per una foto e muore folgorato.Mentre nel dicembre del 2012 la pop star messicana Jenni Rivera e il suo entourage si scattano un selfie prima di decollare. Purtroppo il jet privato è precipitato e non ha lasciato superstiti. Il 26 aprile 2014 Courtney Sanford si scatta una foto mentre balla 'Happy' in macchina nel North Carolina; pochi secondi dopo si schianta contro un camion. Infine Gary Slok e sua madre si scattano una fotografia, alcuni minuti prima del decollo del Malaysian Airlines MH17, abbattuto sopra l'Ucraina nel mese di luglio 2014.
Fonte: Leggo.it

Piacenza, carabiniere muore nell'inseguimento in autostrada. In fin di vita collega

PIACENZA 29 Settembre 2014 Dramma nel piacentino dove un carabiniere del Nucleo radiomobile di Piacenza è morto in un incidente stradale.
L'agente, insieme a un commilitone, che è rimasto gravemente ferito, ha tamponato un Tir durante l'inseguimento di un'Audi, forse rubata, vicino all'ingresso dell'Autostrada A21 a Castelsangiovanni, nel Piacentino. La Gazzella è rimasta incastrata, attorno alle 12.30, sotto il mezzo pesante. 
Piacenza, l'auto dei carabinieri distrutta dopo l'incidente
 Il militare deceduto era alla guida della 'gazzellà, una Fiat Bravo. Il collega, capo pattuglia, invece, è stato portato via in gravissime condizioni in eliambulanza. Dalle prime informazioni l'Audi inseguita, di cui al momento non si hanno notizie, non si era fermata ad un controllo. È successo in una strada laterale nei pressi del casello, in direzione dell'autostrada. 

domenica 28 settembre 2014

Vito Lapenna, di 23 anni,è morto in un incidente stradale verificatosi sulla statale 379 che collega Brindisi a Bari, all'altezza di Rosa Marina, ad Ostuni.

OSTUNI 27 Settembre 2014 Un motociclista è morto oggi in un incidente stradale verificatosi sulla statale 379 che collega Brindisi a Bari, all'altezza di Rosa Marina, ad Ostuni.

La vittima è Vito Lapenna, di 23 anni, che viaggiava in sella a una Suzuki. Sul posto vi sono agenti della polstrada. Il ragazzo, originario di San Vito dei Normanni, procedeva sulla corsia Nord della superstrada in direzione Bari. Il traffico è stato rallentato per ore.

Addio Francesco Zandano è morto all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli dopo una breve lotta contro un male incurabile

Vercelli 27 Settembre 2014 L’ex velocista azzurro Francesco Zandano è morto all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli dopo una breve lotta contro un male incurabile . Avrebbe compiuto 69 anni il prossimo 18 ottobre. Zandano si avvicinò all’atletica seguendo l’esempio di Livio Berruti. Era originario di Asigliano nel vercellese, con la maglia azzurra ha partecipato a diversi campionati europei e meeting internazionali. Tra i ricordi più belli l’amicizia con Mennea, allora giovanissimo astro nascente dell’atletica italiana. Lo ricorda Livio Berruti: ”Francesco era una persona bella e pulita. Vero esempio dello sport fatto di lealtà, passione, amicizia. Sentimenti che sono alla base non solo della vita sportiva, ma di quella civile”. I funerali di Francesco Zandano si svolgeranno martedì alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Asigliano.

Addio Igor Fiorido, 38 anni molto conosciuto in paese per l'attivismo nel mondo del volontariato. Ucciso da un tumore

CORDOVADO (PN) - Ha sconfitto il tumore una volta, ma non la seconda. A 38 anni è morto Igor Fiorido, molto conosciuto in paese per l'attivismo nel mondo del volontariato. «Ha affrontato con dignità e senza mai pesare sugli altri - lo ricorda il sindaco, Francesco Toneguzzo - una malattia terribile». Fiorido, dipendente della Bo Frost di San Vito, è morto in seguito a un intervento chirurgico che, almeno inizialmente, sembrava invece riuscito. Durante i funerali, che sono stati celebrati in Duomo a Cordovado, ai familiari si sono stretti tanti amici e colleghi. Tutti hanno ricordato la sua grande forza di volontà, quello spirito battagliero che l'ha portato a lottare contro un male che lo aveva già colpito a soli 4 anni.

Valentina e Nicholas Pigatto trovano la figlia di 50 giorni morta nella culla.Coppia Sotto Choc

PADOVA 28 Settembre 2014 Era andata a prenderla per la poppata del mattino, ma Giorgia non respirava più. Era immobile. Fredda. Aveva solo 50 giorni, una bimba sana e bellissima, come la ritrae una foto scattata poche ore prima in braccio a mamma Valentina Bergamin che come dell'Alta Padovana.
Valentina e Nicholas Pigatto sono una coppia conosciuta nel paese, lei barista al Blues, locale del centro, lui montatore per una ditta di mobili. Su Facebook mamma Valentina aveva postato solo poche ore prima: "Grazie mille per i vostri auguri, ma soprattutto grazie Giorgia e Nicholas per questo bellissimo compleanno. Vi amo".
L'altra mattina alle 7, come consuetudine, mamma e papà erano andati a prendere la piccola per la poppata. Ma Giorgia non respirava più. Sul corpicino della neonata sarà effettuata l'autopsia

Annalisa Bola, 42 anni è morta travolta da un treno alla fermata del metrò di Inganni a Milano. davanti al marito armando

MILANO 28 Settembre 2014 Una donna è morta la notte scorsa travolta da un treno alla fermata del metrò di Inganni a Milano.
L'episodio è accaduto poco prima dell'una. La donna era in compagnia di un uomo di 48 anni, forse il marito, ed è finita incastrata tra la banchina e il convoglio della Linea 1, morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, vigili del fuoco carabinieri. Si stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza per capire quanto può essere successo. L'uomo che si trovava con la vittima è stato portato in ospedale in stato di shock. 
 LA RICOSTRUZIONE «Alle 0.51 di questa notte - così l'Atm (Azienda trasporti milanese) ricostruisce l'episodio - sulla banchina della stazione metro di Inganni(linea rossa) una donna scesa dal treno diretto a Bisceglie, dopo essersi allontanata dalla linea gialla di sicurezza sulla banchina di attesa, accompagnata da una persona con cui pare stesse dialogando, ha improvvisamente perso l'equilibrio all'indietro e dopo aver barcollato, senza che il suo accompagnatore riuscisse ad afferrarla, è piombata a terra proprio mentre il treno stava ripartendo dopo aver completato la chiusura delle porte». «Il macchinista - prosegue Atm - accortosi del fatto, ha immediatamente frenato con prontezza estrema, ma per la donna non c'è stato nulla da fare in quanto nella caduta innaturale una parte del corpo era finita incastrata nel piccolo spazio tra treno e banchina». Nell' esprimere cordoglio per la morte della donna e condoglianze ai familiari, l'Atm si dice «vicina al proprio dipendente assai provato dall'accaduto che, nonostante la sua prontezza, ha avuto un esito così tragico». MADRE DI 4 FIGLI Era madre di quattro figli, Annalisa Bola, 42 anni, filippina, morta la notte scorsa perchè rimasta incastrata tra due vetture di un convoglio del metrò che stava ripartendo alla fermata Inganni della linea Rossa a Milano. La donna, nella ricostruzione dei carabinieri, si trovava con il marito Armando, 48 anni, alla fermata che avevano raggiunto probabilmente dopo una giornata di lavoro. Con loro avevano anche delle borse contenenti degli abiti forse indossati per le pulizie. La donna era badante. La coppia è scesa dal Metrò e Annalisa ha perso l'equilibrio, cadendo all'indietro tra le due carrozze mentre il convoglio aveva appena ricominciato a muoversi. La coppia risiedeva poco distante dal luogo della tragedia.

Addio Giovanni Femminella 17 anni, il fratello Nicola Femminella 23 anni, Daniele Paciello 14 anni e Luigi Paciello morti nella piazza della frazione Silla di Sassano

SALERNO 28 Settembre 2014 Era alla guida della sua Bmw con un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito, ha perso il controllo ed è piombato nella vetrina di un bar di Sassano, nel salernitano, travolgendo i clienti seduti all'esterno del locale. Una strage di ragazzi, poiché le vittime sono quattro e tutte giovanissime.
Tra queste due sono i figli del proprietario e una il fratello dello stesso conducente. Diversi i feriti, tra cui uno in fin di vita ricoverato all'ospedale di Polla. La vettura impazzita si è schiantata sugli avventori del bar New Club 2000, nella piazza della frazione Silla di Sassano, attorno alle 17. Il conducente è risultato positivo al test alcolemico ed è piantonato in ospedale. 


Insieme a Luigi Paciello, fratello del conducente della Bmw, è morto anche il quattordicenne Daniele Paciello, solo omonimo e non parente dei primi due. Giovane è anche l'uomo che ha travolto i 4 ragazzi, Gianni Paciello, 22 anni, gestisce in società un altro bar nella zona di Sassano. Ama la velocità ed era rimasto coinvolto in un incidente nel quale, un paio di anni fa, morì un giovane. Il 22 enne era a bordo dell' auto che investì il giovane, ma non era alla guida. All' ospedale di Polla (Salerno), dove è ricoverato, Gianni Paciello sarà sottoposto agli esami tossicologici. Nell' incidente avrebbe riportato - secondo le prime notizie - la frattura del femore.   Secondo la prima ricostruzione dei vigili del fuoco e dei carabinieri accorsi sul posto il conducente della Bmw, Giovanni Paciello di Sassano, che procedeva a forte velocità, ha impattato contro una rotatoria, posta alla fine di un rettilineo imboccato a forte velocità, ed è rimbalzato contro la vetrina del bar. All'interno diversi giovani stavano assistendo alle partite in tv. Tre delle vittime sono morte immediatamente, la quarta durante il trasposto in ospedale. 


  A Silla, frazione di Sassano (Salerno) è giunto il Procuratore capo di Lagonegro, Michelangelo Russo, mentre i carabinieri stanno effettuando i rilievi. Alcune centinaia di persone, provenienti dai centri del Vallo di Diano sono affluite a Silla dopo aver appreso del gravissimo incidente.


Sassano, i quattro giovani uccisi da Gianni Paciello

sabato 27 settembre 2014

Primo Visani muore investito mentre era in bici da un 86 enne sulla Statale 125 in direzione di Arzachena, in Gallura.

Santa Teresa di Gallura (OT) 27 Settembre 2014.Incidente mortale questo pomeriggio sulla Statale 125 in direzione di Arzachena, in Gallura. Un turista emiliano di 68 anni, Primo Visani, stava percorrendo la strada in bicicletta quando in prossimità di una curva è stato investito da una Fiat Panda guidata da Salvatore Farina, 86enne di Arzachena. Il violento urto non ha lasciato scampo al ciclista, originario di Borgo Tossignano e residente a Imola, deceduto a causa delle lesioni riportate. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, i vigili del fuoco e gli agenti della Polstrada di Olbia.

Addio Vittorio Dan Segre, scrittore, commentatore, studioso del pensiero politico e docente che ha legato il suo nome alla vita dello Stato di Israele

Roma, 27 set. (Adnkronos) - E' morto lo scrittore Dan Segre. "Ho appreso con tristezza della scomparsa di Vittorio Dan Segre, scrittore, commentatore, studioso del pensiero politico e docente che ha legato il suo nome alla vita dello Stato di Israele e alla passione per l'attività giornalistica. A quanti gli hanno voluto bene, la mia partecipazione al lutto che li ha colpiti", si legge in un messaggio di cordoglio alla famiglia, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Domenico Chiacchio, 57 anni, di Frattamaggiore muore cadendo dal tetto di un capannone.

Frattamaggiore.(NA) 27 Settembre 2014 Cede il tetto di un capannone e muore all’istante. Il corpo senza vita di Domenico Chiacchio, 57 anni, di Frattamaggiore, piccolo
imprenditore edile che stava visionando la copertura del deposito di un’azienda che commercializza all’ingrosso prodotti per la casa in via Roma a Frattamaggiore, è stato scoperto solo dopo quattro ore, quando gli addetti alla chiusura della ditta di casalinghi, hanno notato nei pressi del capannone deposito, l’auto della vittima, lasciata in sosta nelle prime ore del mattino.

La ricerca dell’imprenditore si è conclusa poco dopo, all’interno del deposito. Il corpo senza vita è stato trovato tra una pila di scatoloni di carta per uso domestico. E solo allora è scattato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari di un mezzo di soccorso del 118, il cui intervento era stato richiesto dalla direzione dell’azienda di casalinghi, e gli agenti del commissariato di Frattamaggiore, diretto dal vice questore Rachele Caputo.

I medici non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso. Gli inquirenti hanno avviato l’indagine, mentre gli agenti della sezione scientifica del commissariato hanno effettuato i rilievi. Il magistrato della Procura di Napoli Nord, ha disposto l'autopsia.

Addio Narciso Gasparini, 79 anni, pensionato, residente a Salgareda e pilota di ultraleggeri da 29 anni.

Un velivolo ultraleggero è precipitato durante le fasi di decollo a Salgareda (Treviso). il pilota è morto. 

La vittima si chiamava Narciso Gasparini, 79 anni, pensionato, residente a Salgareda e pilota di ultraleggeri da 29 anni. Secondo quanto si è appreso il velivolo ha perso quota ancora prima della conclusione della lunghezza della pista di decollo ed è caduto sul vigneto di proprietà dell'azienda agricola Andrea Borgaa Campodipietra. Il decesso è stato istantaneo. A bordo dell'aereo, un biposto «Kit Fox» di costruzione americana, Gasparini era solo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Nell'impatto l'ultraleggero ha preso fuoco e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Motta di Livenza.

La testimonianza. «Mi aveva telefonato mezz'ora prima per propormi di accompagnarlo a mangiare una pastasciutta in compagnia. Volavamo sempre insieme, lui con il suo apparecchio, io con il mio. Ma stamattina ero impegnato. Poco dopo mi hanno avvertito dell'incidente». La testimonianza è del compagno di volo «storico» di Narciso Gasparini, che vuole essere indicato con il solo nome di Luciano, uno dei gestori dell'aviosuperficie di Salgareda. «Non so quale fosse la sua destinazione - ha aggiunto l'amico - ma di solito si andava a trovare Giancarlo Zanardo, un costruttore di aerei storici che opera in un altro aeroporto, a Nervesa della Battaglia (Treviso)». Fra le cause l'unica che a Luciano pare plausibile è quella di un malore. «Narciso era una persona attentissima e molto esperta. L'aeroplano era una macchina robusta, sempre ben controllata ed ospitata al riparo di un hangar. Perciò - conclude - mi sentirei di escludere il guasto meccanico»

Indrit Kapxhiu, 24 anni,Scrive su Facebook e poi sale sulla moto: "Vai bestia nera". Ma si schianta e muore

ANCONA 27 Settembre 2014 Scrive su Facebook della sua potente moto: «La mia bestia nera, veloce come un proiettile e meravigliosa». Pochi minuti dopo si schianta e muore su quella stessa moto. E' l'incredibile retroscena dell'incidente che ieri mattina è costato la vita a Castelfidardo (Ancona) a Indrit Kapxhiu, 24 anni, albanese residente ad Osimo. Uno stimatissimo operaio edile, dipendente di una ditta della zona, in Italia da tempo con i suoi familiari.

Il ragazzo, gran lavoratore, aveva una passione: quella moto Yamaha 1000 nera e cromata che gli era costata tanti sacrifici. Ma per lui era quasi un amore, tanto da dedicargli appassionati post su Facebook.

Ieri mattina, alle 6.45, Indrit. Doveva recarsi al lavoro. Dopo aver fatto colazione al bar, a Castelfidardo, si è messo in sella alla sua “bestia nera”. Ha fatto appena a tempo a sentire il meraviglioso, per le sue orecchie, rombo del motore che saliva di tono. Poi è finito contro una cancellata. Nell'urto la Yamaha si è spezzata in due. Indrit è morto sul colpo.

Ragazzo 28enne è morto incidente stradale a Cornuda, nel Trevigiano

TREVISO 27 Settembe 2014 Tragico incidente stradale poco dopo le 17.30 di oggi a Cornuda, nel Trevigiano. Un 28enne è morto nello scontro con un'auto mentre viaggiava in sella a unaDucati 748.
L'urto non gli ha lasciato scampo. Quando il personale del Suem è giunto sul posto per il giovane non c'era più niente da fare

Due fratellini di 7 e 9 anni sono morti nell'esplosione dei vulcanelli nella riserva Macalube d'Aragona. Salvo il papà

AGRIGENTO 27 Settembre 2014 Il cadavere di una bambina di 7 anni sommersa dal fango in seguito all'esplosione di un vulcanello nell'agrigentino è stato recuperato dai soccorritori. Investito dalla colata anche il fratello della piccola, 9 anni, che in un primo momento risultava disperso, mentre è stato messo in salvo i padre dei due.
È stato recuperato il cadavere del bambino di 9 anni disperso dopo l'esplosione della collina dei vulcanelli nella riserva Macalube d'Aragona. Nella tragedia è morta anche la sorellina di sette anni. I bimbi erano col padre per vedere lo strano fenomeno naturale. Il genitore si è salvato.
  
LE RICERCHE Continuano freneticamente le ricerche del bambino scomparso nella zona della riserva naturale Macalube di Aragona (Ag) coinvolto nell'esplosione di un vulcanello. Alle ricerche partecipa il sindaco di Aragona Salvatore Parello e il padre del bambino scomparso, e della bimba morta, che è un appuntato dei carabinieri di Joppolo Giancaxio. Nella riserva, a 4 km dal centro abitato di Aragona e a 15 da Agrigento, vi sono pozze di fango argilloso che sobbollono e a volte avvengono eruzioni di grossa entità a causa del metano presente nel sottosuolo con espulsione di fango caldo, gas e acqua. La riserva è gestita da Legambiente.

COMPLEANNO DEL BIMBO DIVENTA TRAGEDIA La famiglia distrutta nella tragedia ad Aragona, con l'esplosione di un'intera collina nella riserva dei vulcanelli, oggi festeggiava il compleanno di 9 anni del bambino scomparso tra la montagna di fango e detriti. Era stato proprio il festeggiato a chiedere al padre di portarlo a vedere quello strano e affascinante fenomeno naturale. Il genitore aveva così deciso di andare nella riserva Maccalube con i due figli. La bimba di sette anni è morta.

LA MADRE INVOCA I FIGLI SULLA COLLINA Ai piedi della collina della tragedia, nella riserva Macalube d'Aragona (Ag), è giunta la madre della bambina di 7 anni morta nell'esplosione del vulcanello che ha sollevato un'area di migliaia di metri quadrati, e dove è disperso l'altro figlio di 9 anni. La donna piange e si dispera invocando il nome dei suoi due figli.

NESSUN GEOLOGO TRA GESTORI RISERVA Sono tre gli operatori che gestiscono la riserva di Macalube ad Aragona (Ag), personale di Legambiente Sicilia, che si occupa dell'area dal 1996 per conto della Regione; direttore della riserva è Mimmo Fontana, che è anche responsabile regionale dell'associazione ambientalista. Tra gli operatori nessuno è geologo, «tuttavia - dice Fontana - si tratta di personale che ha maturato esperienza sul campo e che è in grado di osservare le tracce del fenomeno di vulcanesimo»

DIRETTORE RISERVA, "È ESPLOSA COLLIN"A La massa di fango e argilla che ha sommerso un padre con i suoi due bambini, la figlia più piccola di 7 anni è morta e il fratello di 9 risulta disperso, è stata provocata dal ribaltamento dell'intera collina dei vulcanelli. A spiegarlo all'ANSA è Mimmo Fontana, responsabile di Lagambiente Sicilia e direttore della riserva Macalube di Aragona. I vulcanelli si trovavano in cima alla collina, aggiunge il direttore della riserva di Macalube, l'esplosione ha provocato quello che viene definito «il ribaltamento»: la collina in sostanza è collassata su se stessa, creando un'area fangosa con un diametro di alcune centinaia di metri. Al momento dell'esplosione il genitore con i due figli si trovava proprio sulla collina, mentre altri turisti erano più lontani.

NIENTE SOLDI, FENOMENO MAI MONITORATO Pur essendo una collina millenaria, il fenomeno dei vulcanelli, con l'eruzione di gas e argilla, non è mai stato monitorato: non esistono centraline di osservazione nell'area. A dirlo all'ANSA è Mimmo Fontana, direttore della riserva di Macalube ad Aragona (Ag), dove è collassata la collina per l'esplosione dei vulcanelli con una enorme massa di fango che ha ucciso una bimba di 7 anni mentre il fratello è disperso. «La Regione - accusa Fontana - non ha mai finanziato i nostri progetti per mancanza di fondi».

venerdì 26 settembre 2014

Un uomo ha ucciso a coltellate la moglie e l'amante all'interno degli uffici di una sede dell'Inps di Roma (Cinecittà 2)

ROMA 26 Settembre 2014 Dramma a Roma con un duplice omicidio a Cinecittà. Un uomo ha ucciso a coltellate la moglie e un'altra persona che stava con lei all'interno degli uffici di una sede dell'Inps, a poca distanza dal centro commerciale Cinecittà 2. L'aggressore è stato arrestato poco dopo l'omicidio dai carabinieri.

L'uomo fermato ha 56 anni e i carabinieri lo stanno interrogando. Secondo quanto si è appreso avrebbe lui stesso avvertito i carabinieri del duplice omicidio: i militari accorso lo hanno trovato ancora con il coltello sporco di sangue in mano.

L' ASSASSINO, «ERANO AMANTI» Il duplice omicidio sarebbe avvenuto verso le 18. L'uomo fermato avrebbe detto ai militari che la moglie e l'uomo erano amanti. Ma le sue dichiarazioni sono oggetto di indagini. Le vittime lavoravano, assieme all'assassino, nel palazzo che ospita una sede dell'Inps dove sono stati uccisi.

Ma l’assassino, un uomo di 57 anni, in stato confusionale, sporco di sangue, ammanettato, avrebbe fatto le prime ammissioni. «Sono stato io ad uccidere mia moglie e quell’uomo - ha detto agli investigatori -. Non potevo sopportare che mia moglie mi tradiva con lui. Non ho più resistito. Ho preso un coltello e ho colpito». Sembra che l’assassino e la moglie uccisa lavorassero entrambi come dipendenti Inps nel palazzo dove è accaduta la tragedia.

Brigatiere in pensione da 2 anni muore lanciandosi dal balcone dell'ospedale

CASERTA 26 Settembre 2014 Suicidio nell'ospedale di Caserta. Un uomo di sessant'anni residente nelal frazione «Sala» a Caserta, si è lanciato dalla finestra del padiglione C, reparto Cardiochirurgia del Sant'Anna e San Sebastiano.  Al collo, stando ad alcune indiscrezioni, l'uomo aveva appeso un cartellone con sopra scritte delle frasi rivolte alla famiglia. Sul posto, i medici e gli infermieri dell'ospedale. Le forze dell'ordine indagano in tutte le direzioni, ma dalla direzione sanitaria arriva la conferma che l'uomo - un ex brigadiere dei carabinieri, in pensione da due anni - non fosse ricoverato nella struttura ospedaliera.

Renzo Tosoratti, 64 anni, è morto ucciso da un colpo sparato dal suo stesso fucile durante una battuta di caccia alle anatre

Udine.26 Settembre 2014 L'imprenditore friulano Renzo Tosoratti, 64 anni, è morto ieri sera a Chiarmacis di Torviscosa (Udine), ucciso da un colpo sparato dal suo stesso fucile durante una battuta di caccia alle anatre. L'incidente è avvenuto mentre la vittima, che era in compagnia tra gli altri del fratello Gino, era in località Arsa. Sembra che il fucile di Tosoratti sia caduto, per cause in corso di ricostruzione, facendo partire due colpi: uno avrebbe centrato la mano destra dell'uomo, l'altro lo avrebbe colpito in viso, uccidendolo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Torviscosa e i sanitari del 118, che non hanno potuto che constatare il decesso dell'imprenditore. La salma è stata portata all'Auditorium di Palmanova. A Torviscosa la famiglia Tosoratti è molto conosciuta, anche per l'attività della sua azienda, l'Agricolmeccanica srl.
Si tratterebbe, infatti, di una tragica fatalità. Secondo le prime informazioni, si sarebbe rotto il cinturino di aggancio del fucile che cadendo avrebbe impattato con il terreno facendo partire due colpi: uno avrebbe colpito la mano destra dell’uomo, l’altro invece avrebbe raggiunto l’imprenditore colpendolo sotto il mento, uccidendolo sul colpo.Gino, che in quel momento era abbastanza distante ma in continuo contatto telefonico con lui, sentendo sparare non si è preoccupato più di tanto, ma dopo un po’ ha iniziato a preoccuparsi del silenzio del fratello che non rispondeva alle sue chiamate. Preso probabilmente dall’ansia, si è recato sul posto dove sapeva trovarsi il fratello, ma qui la macabra scoperta:
Renzo giaceva riverso su un cespuglio ormai privo di vita con il volto devastato dalla fucilata. Immediatamente, Gino ha dato l’allarme e sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i congiunti (le famiglie dei due fratelli abitano poco distante), ma altro non hanno potuto fare che purtroppo constatare il decesso di Renzo. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Torviscosa, per gli accertamenti del caso, che comunque avrebbero rivelato la tragica fatalità.
Sconvolta la famiglia e il fratello sotto choc, per quanto accaduto e di cui non riusciva a capacitarsi. Sconvolta e incredula anche la comunità di Torviscosa, cittadina dove la famiglia è molto conosciuta anche per l’attività industriale che vede impegnati i Tosoratti con Agricolmeccanica srl, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di atomizzatori con dispositivi di recupero destinati alle lavorazioni nei vigneti e nei frutteti, atomizzatori speciali e diversi impolveratori.
Da poco, a maggio, i due fratelli avevano stretto una partnership tra Friuli Sprayers, marchio commerciale di Agricolmeccanica, e il Gruppo Maschio Gaspardo in virtù della quale l’azienda si sarebbe ampliata e avrebbe occupato una cinquantina di nuovi addetti.
I nuovi modelli di atomizzatori verranno distribuiti appunto attraverso la rete commerciale di Maschio Gaspardo, il cui export in oltre cento Paesi ammonta all’85% della produzione. In occasione dell’accordo, i fratelli Gino e Renzo Tosoratti dichiaravano, entusiasti, che «l’intesa raggiunta con il Gruppo Maschio Gaspardo (già operante in Friuli con uno stabilimento a Morsano al Tagliamento), presente in tutto il mondo, consente alla nostra storica azienda di consolidare la presenza in Italia e di aumentare lo sviluppo internazionale.
Siamo certi - ribadivano - che questo modello di sviluppo rappresenta per Friuli Sprayers la soluzione più efficace per riuscire a competere con le multinazionali del settore mantenendo come obiettivo la crescita del fatturato, della produttività e dell’occupazione».Mai avrebbero immaginato che, a soli quattro mesi di distanza da quell’importantissima intesa, una tragedia avrebbe sconvolto questo momento professionale così entusiasmante.
Fondata dalla famiglia Tosoratti nel 1960, l’azienda è nota proprio con il brand Friuli Sprayers: guidata da 45 anni dai fratelli Gino e Renzo (il più giovane), trova continuità nella presenza in ditta dei figli Daniele e Cristina.
 
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