giovedì 31 luglio 2014

Lorenzo Zaratta muore a 5 anni di tumore a Taranto. "Vittima dell'Ilva". Decine di commenti sul web

TARANTO 31 Luglio 2014 Lorenzo Zaratta, il bimbo di Taranto a cui fu diagnosticato a soli tre mesi dalla nascita un tumore al cervello, è morto. Suo padre, Mauro, il 17 agosto del 2012 partecipò a una manifestazione contro l'inquinamento nel capoluogo ionico mostrando la foto del figlio intubato.

L'uomo salì sul palco e raccontò il dramma che stava vivendo. Disse: «Certo, nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell'Ilva, ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all'Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio».

Ieri sera, su Facebook, Mauro Zaratta ha annunciato la morte del figlio con queste parole «Cari amici volevo avvisarvi che Lorenzino ci ha fatto uno scherzetto... ha voluto diventare un angioletto...». Il popolo della Rete ha manifestato vicinanza e solidarietà alla famiglia Zaratta schierandosi anche contro il Siderurgico e la grande industria ritenuta responsabile dell'emergenza sanitaria e ambientale a Taranto. I funerali di Lorenzo si svolgeranno questo pomeriggio, alle 16.30, nella chiesa Regina Pacis, a Lama di Taranto.

PIOGGIA DI COMMENTI SUL WEB Una serie infinita di reazioni commosse e al tempo stesso sdegnate per la grave situazione dell'inquinamento a Taranto sul web per commentare la morte di Lorenzo Zaratta, il bimbo di 5 anni che si è spento ieri per un tumore al cervello. Suo padre Mauro nell'agosto del 2012 salì sul palco nel corso di una manifestazione contro le emissioni del Siderurgico e l'inquinamento a Taranto per raccontare il calvario del figlio e della sua famiglia. «Lollo - scrive su Facebook Rosella Balestra, del comitato 'Donne per Tarantò - era un guerriero, un piccolo guerriero della nostra terra, una terra che gli aveva regalato appena nato un destino ingiusto. Tristezza e rabbia per non aver protetto i figli di questa nostra terra, diventata matrigna e crudele. Il tempo è limitato e tu ce lo hai dimostrato...Dacci la forza per non arrenderci e proteggere ogni bambino». In un momento come questo, sottolinea Giuseppe sulla bacheca di Mauro Zaratta, «non bastano mille parole per descrivere tutto il dolore che si prova. Sappiate che Lollo è un campione e da lassù ci guarderà e ci proteggerà». Soltanto «un commento - osserva Marina - tra la commozione: lottare nel vero senso della parola per questi nostri figli».

PEACELINK: STORIA DI CORAGGIO «Il coraggio di Mauro e Lorenzo - e il dolore di tutta la famiglia - sono stati un esempio per tutti noi. Hanno ambedue continuato a lottare contro il cancro fino all'ultimo. Sono stati una risposta dignitosa e forte all'indifferenza di quanti si voltano ancora dall'altra parte per convenienza, ignoranza o, peggio ancora, ignavia». Così il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti ricorda Lorenzo Zaratta, il bimbo tarantino di 5 anni morto ieri per un cancro e la cui notizia del decesso è stata data su Fb dal padre. «A 3 mesi di vita - osserva Marescotti - avevano trovato a Lorenzo un tumore alla testa di 5 centimetri. 'Era più grande il tumore che la sua testolina', diceva il padre. Mauro era diventato un 'papà coraggio' perchè oltre che accompagnare il figlio in lunghi viaggi della speranza, ebbe la forza di salire sul palco nel 2012 e di dire a tutti di fermare l'inquinamento, portando con sè su un cartello l'immagine del figlio. Mauro era andato a Firenze per non fare respirare più l'aria malata di Taranto» per curare il suo bambino dopo pochi mesi dalla nascita.

«Lorenzo - disse Mauro Zaratta dal palco - ha un tumore al cervello dalla nascita e ha perso la vista. Io spero che continui a vivere e sono qui perchè condivido la protesta della gente. Voglio però anche dire che i bambini della città devono poter vivere serenamente e in salute: bisogna fermare questo massacro». Aveva con sè un cartello con la foto di Lorenzo la scritta: 'Mio figlio, 3 anni, cancro. A quanti ancora?'. Mauro sottolineò che la situazione prodotta dall'inquinamento industriale a Taranto è insostenibile e che anche se il figlio fosse guarito non sarebbe tornato più a vivere nella sua città, dove si trovano tutti i suoi parenti. Marescotti rammenta che un lavoratore dell'Ilva gli scrisse su Facebook. «Purtroppo - annotava l'operaio - capisco quello che stai passando perchè a me è successo a mio fratello e a mio padre. Ti sono vicino e spero anche io che questo massacro finisca, anzi ti dico che sono proprio favorevole alla chiusura. Dai un bacio al piccolo e digli che Taranto, la parte sana di mente, è con tuo figlio».

Una ragazzina di 11 anni, in vacanza nel Cilento con la famiglia, è morta annegata nelle acque di Ponte di Ferro.

di Paola Desiderio
CAPACCIO - Tragedia del mare sulle spiagge di Paestum. Una ragazzina di 11 anni, in vacanza nel Cilento con la famiglia, è morta annegata nelle acque di Ponte di Ferro. 
La bambina, Angela Angelino, originaria di Caivano, nel Napoletano, stava facendo il bagno con i genitori incurante del vento e del mare agitato quando la corrente l'ha trascinata via. Il padre ha cercato di salvarla ma senza riuscirci. Sul posto sono giunti i carabinieri per accertare la dinamica dei fatti e compiere tutti i rilievi del caso.

Bimbo di 3 anni resta intrappolato nell'auto: muore soffocato dal caldo. Dramma negli Usa

LOS ANGELES - Una tragedia si è consumata oggi nel sud della California: un bimbo di appena 3 anni è rimasto intrappolato all'interno dell'auto di famiglia ed è morto a causa del caldo asfissiante.
Secondo quanto riferisce la Cnn, il piccolo stava giocando in giardino, mentre i genitori dormivano in casa, quando si è avvicinato all'auto, che non era chiusa, ed è salito dentro. Il bimbo non è più riuscito ad uscire, probabilmente perchè l'auto aveva la chiusura automatica.
A notare il piccolo intrappolato dentro la vettura è stato il padre, che lo ha portato subito in ospedale, ma per il bimbo non c'è stato nulla da fare. Non è noto sapere quanto sia rimasto dentro l'auto, mentre le temperature fuori superavano i 30 gradi.

Antonio Mannalà, 27 anni, napoletano residente ad Afragola è morto in un conflitto a fuoco

di Marco Di Caterino
NAPOLI 31 Luglio 2014 Un rapinatore che insieme a due complici aveva rapinato un automobilista è morto la scorsa notte a Cardito, in provincia di Napoli. Si tratta di Antonio Mannalà, 27 anni, napoletano residente ad Afragola. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. L'uomo è stato raggiunto alla schiena da un colpo di pistola sparato da un carabiniere che lo aveva inseguito intimandogli di sdraiarsi faccia a terra. Secondo la ricostruzione dell'Arma, il colpo è partito accidentalmente dalla pistola d'ordinanza.

Questa la versione dei fatti secondo le forze dell'ordine. Questa notte una coppietta di ventenni ferma in auto su via Raffaele Viviani a Casalnuovo di Napoli è stata aggredita da tre rapinatori, uno dei quali armato di pistola. Il rapinatore armato ha puntato in faccia la pistola alla ragazza e ha costretto i malcapitati a scendere dalla vettura. Prima di dileguarsi su un'auto, uno degli altri due ha palpeggiato la ragazza.

Il reato è stato subito segnalato ai servizi di pattuglia per il controllo del territorio. Una pattuglia di carabinieri ha intercettato dunque la vettura in fuga sul corso Italia di Cardito, I'ha ragginuta e bloccata. I rapinatori sono scesi dalla vettura e si si sono dati alla fuga in tre direzioni diverse.

Un carabiniere dopo un breve inseguimento a piedi con l’arma di ordinanza in pugno ha raggiunto e ha costretto a fermarsi un rapinatore, Antonio Mannalà, già noto alle forze dell'ordine per violazione alla legge sugli stupefacenti, contrabbando ed evasione dagli arresti domiciliari, intimandogli di sdraiarsi faccia a terra. Poi il carabiniere si è avvicinato per mettergli le manette.

Nel corso dell’operazione per mettere in sicurezza il rapinatore al carabiniere è partito accidentalmente un colpo dalla pistola che ha ferito alla schiena Mannalà, il quale ha perso la vita nonostante i tentativi immediati di soccorso del 118 fatto intervenire subito sul posto. Nel frattempo uno dei complici di Mannalà, Domenico Gallo, 25 anni, residente ad Afragola, già noto alle forze dell'ordine per furto e ricettazione, è stato bloccato e tratto in arresto dai carabinieri di Arzano.

Sul posto è intervenuto il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Nord, Dr. Federico Bisceglia, che dopo i primi accertamenti ha aperto un fascicolo. Nel corso di sopralluogo i carabinieri hanno acquisito i filmati di un circuito di videosorveglianza privato installato sul corso Italia. Successivamente le vittime della rapina hanno riconosciuto Gallo e Mannalà, quest’ultimo come colui che aveva palpeggiato la ragazza. Mentre continuano le ricerche del terzo rapinatore, armato, che è riuscito a sfuggire all’arresto, Gallo è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale.

mercoledì 30 luglio 2014

Fuori strada con l'auto, morto un ragazzo di 23 anni nel Frusinate

SAN BIAGIO SARACINESCO (FROSINONE) - È morto a 23 anni, uscito fuori strada con la sua auto. È accaduto stasera, intorno alle 20,30, a San Biagio Saracinesco, dove un giovane residente nel paese del Frusinate è deceduto in un incidente stradale in via Fontana Cicchetti.  Le cause del drammatico sinistro sono all'esame dei carabinieri. Inutili si sono rivelati tutti i tentativi di soccorso dei sanitari del 118 di Frosinone.

Addio Daniele Triva, 54 anni presidente della Copan di Brescia, azienda attiva nelle biotecnologie

Dopo qualche mese di malattia è scomparso Daniele Triva, presidente della Copan di Brescia, azienda attiva nelle biotecnologie. Ingegnere chimico, 54 anni, sposato con Stefania e padre di quattro figli, Daniele Triva era un imprenditore innovativo non solo per il settore nel quale aveva deciso di fare l’imprenditore, ma anche per la visione che aveva della fabbrica e dei rapporti con i trecento dipendenti.
Accanto allo stabilimento, nella zona industriale a sud di Brescia, aveva realizzato un asilo aziendale e promosso “Futura”, un campus di ricerca e sviluppo aperto ai ricercatori e a coloro che hanno idee e progetti innovativi da sviluppare. La camera ardente è presso l’abitazione, in via dei Prati 22, a Bovezzo; i funerali venerdì, alle 15, nella parrocchiale del paese.

Angelo Catapano 40enne originario di Muro Lucano è morto in un incidente sulla basentana

Tragedia della strada sulla Basentana. A perdere la vita è Angelo Catapano 40enne originario di Muro Lucano. L’incidente mortale è avvenuto nel pomeriggio di ieri intorno alle 16, all’interno della galleria tra le uscite di Balvano e Buccino (Salerno), quando un’autovettura Fiat Croma condotta dalla vittima è andata in collisione con un autocarro.
A quanto ricostruito, per cause ancora in corso di accertamento l’uomo a bordo dell’auto avrebbe tamponato l’autocarro. Sbalzato fuori dall’abitacolo, Catapano è morto durante il trasporto in ospedale. Lievi ferite invece per l’autista del camion
Sul posto oltre ai soccorsi anche la Polizia Stradale di Potenza e il personale dell’Anas

bimbo di 4 anni morto annegato nella piscina di casa in contrada Ranna, a Marsala (Trapani)

AGI) - Palermo, 30 luglio 2014 - E' morto nell'ospedale pediatrico "Di Cristina" di Palermo il bambino di 4 anni ricoverato ieri in gravi condizioni dopo aver rischiato di annegare cadendo in una piscina gonfiabile nella sua abitazione in contrada Ranna, a Marsala (Trapani). Sul caso indagano i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo sarebbe sfuggito al controllo della madre, che era in casa con lui, finendo in acqua. A salvarlo era stata lo stessa mamma, che aveva poi chiamato i soccorsi. Inizialmente trasportato all'ospedale "Paolo Borsellino" di Marsala, il piccolo data la gravita' delle sue condizioni era stato trasferito all'ospedale dei bambini di Palermo. .
 

Una ragazza di 20 anni Sandonatese si è tolta la vita impiccandosi in casa.

di Fabrizio Cibin
VENEZIA - Una nuova tragedia ha colpito il Sandonatese. Una ragazza di 20 anni si è tolta la vita impiccandosi in casa. 
A scoprire il corpo, la notte scorsa, sono stati gli stessi genitori; purtroppo, per lei non c'era più nulla da fare. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per i familiari e quanti la conoscevano: nessuno, infatti, avrebbe avuto la percezione di qualcosa che in questa giovane non andava. E anche l'assenza di messaggi, scritti a mano o nel suo profilo Facebook, fa aumentare gli interrogativi e lascia questa tragedia senza una spiegazione. La notizia ha scosso la comunità: i genitori sono due professionisti stimati da tutti, mentre la ragazza da anni giocava a calcio, nell'ultima stagione nella categoria Juniores.

Godpower Amadin 5 anni cade in piscina per prendere un pallone e muore annegato

CAGLIARI 30 Luglio 2014 Un attimo di distrazione è stato fatale e il piccolo Gody, come era chiamato da tutti, è morto affogando in piscina a soli 5 anni. A Calasetta, la comunità è sotto choc dopo la morte del piccolo nigeriano Godpower Amadin. La tragedia, avvenuta dopo le 19, ha lasciato il segno negli abitanti del paese del Sulcis e nella vicina Sant'Antioco, dove la famiglia del piccolo Gody, arrivata dalla Nigeria, risiede. Il padre Henry fa il custode, la madre Patry lavora come addetta alle pulizie proprio nella casa dove è avvenuta la tragedia. Il sindaco di Calasetta, Antonio Vigo, parla di una «tragedia immane» e annuncia che «ci sarà una giornata di lutto cittadino e sarà vietata la musica in segno di rispetto per quanto accaduto». Sul fronte delle indagini, il quadro sembra adesso definito. È stata disposta la restituzione della salma ai parenti e ora si attende di conoscere la data del funerale. Il piccolo, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Carbonia, potrebbe essere caduto nella piscina mentre inseguiva un pallone con cui stava giocando. Sono stati i parenti, non vedendolo per un attimo, a cercarlo per tutto il giardino. Poi la drammatica scoperta nella piscina, e i tentativi di rianimarlo. Anche l'intervento dell'ambulanza medicalizzata del 118 è stato purtroppo vano.

Lacrime e commozione al funerale di Ivan Iazzetta,13 anni morto annegato in quel mare tanto sospirato

di Marco Di Caterino
AFRAGOLA - Se il mare non bagna Napoli, figurarsi via San Felice ad Afragola. Un budello di tufo marcito, in uno dei centro storici più dissestati d'Italia, dove abitava il piccolo Ivan Iazzetta, morto annegato in quel mare tanto sospirato. E desiderato a tal punto, forse (lo stabilirà l'inchiesta) da nascondere ai genitori, Antimo e Antonietta Daino, la gita a Napoli, insieme ai fratelli Luigi e Salvatore. Che lo avevano accontentato, perché Ivan godeva fino a ieri quei privilegi (e anche tante seccature) di essere l'ultimo di quattro figli maschi. Il più grande, Gennaro che ha 21 anni, già tira la carretta, aiutando il papà sui cantieri edili. La notizia della tragedia è arrivata nel tardo pomeriggio in via San Felice. Dolore e incredulità. Angoscia. Che taglia il fiato e smorza le parole a chi conosceva Ivan. «Era ‘nu bello guagliunciello, molto educato e vivace come lo si può essere a quell'età», dice la signora Assunta, mentre tormenta un fazzoletto che ha raccolto un dolore sincero e tante lacrime che non ne vogliono sapere di smettere. «Che vi devo dire - conclude la vicina della famiglia Iazzetta, con il dolore che si è fatto singhiozzo - se scampi alla malavita, se non cadi da un palazzo mentre fai il muratore, a gente come noi nemmeno il mare ci risparmia. Spero che in paradiso non ci sia un'altra Afragola. Sarebbe terribile».

martedì 29 luglio 2014

Ommy Irizarry, 36 anni è morto travolto da un bimotore mentre camminava sulla spiaggia con la figlioletta.

Un uomo è morto dopo essere stato travolto da un bimotore mentre camminava sulla spiaggia con la figlioletta. È successo su una spiaggia di Venice, in Florida, riferiscono i media Usa.
La vittima è Ommy Irizarry, 36 anni, papà della Georgia in vacanza con la moglie e i tre figli. L'uomo faceva parte dell'esercito ed era in congedo per godersi la famiglia, come si vede dalle centinaia di foto pubblicate negli ultimi giorni sul suo profilo Facebook. 
 Nell'incidente è rimasta gravemente ferita anche la sua bambina di 9 anni. Illesi, invece, il pilota del piccolo aereo, il 57enne Karl Kokomoor, e il suo unico passeggero, il 60enne David Theen.  In base a quanto si è appreso, il pilota di un Piper Cherokee stava cercando di effettuare un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Venice, ma il velivolo era troppo largo; quindi ha ricevuto istruzioni di atterrare sulla spiaggia di Venice.

Mamma esce di strada e finisce nel canale con l'auto: muore la figlioletta di 3 mesi

PIAZZOLA SUL BRENTA - Tragico incidente stamani nel Cittadellese. Una Fiat Brava condotta da una donna romena mentre percorreva via Argine a Piazzola sul Brenta è uscita autonomamente di strada finendo violentemente nel canale sottostante. Nell'impatto è rimasta gravemente ferita la figlioletta che è poi spirata all'ospedale di Camposampiero, aveva meno di 4 mesi.
La madre anche lei in condizioni critiche è attualmente ricoverata. La famiglia è da anni residente a Piazzola sul Brenta. Sul posto sono intervenute due autoambulanze e l'elicottero del Suem di Padova



lunedì 28 luglio 2014

Paola Rustici 58 anni ha perso la vita sulla bretella di raccordo tra la Siena-Grosseto e la Siena-Bettolle

Siena, 28 luglio 2014 - Incidente mortale sulla bretella di raccordo tra la Siena-Grosseto e la Siena-Bettolle. Nello scontro tra un'auto e un camion ha perso la vita Paola Rustici di 58 anni, residente a Carpineto (Siena) che viaggiava a bordo dell'auto. Secondo una prima ricostruzione e sulla base di alcune testimonianze fornite dagli altri automobilisti la donna alla guida dell'auto avrebbe invaso improvvisamente la corsia opposta e a nulla è valso il tentativo del conducente del camion di evitare lo scontro.
La donna è morta sul colpo mentre il conducente del camion avrebbe riportato solo lievi ferite. Sul posto sono intervenuti polizia stradale, carabinieri, vigili del fuoco, sanitari del 118 e personale Anas.

Francesco Chierico,55 anni di Bari, è morto sul colpo dopo essere stato investito da una Peugeot 207,

Un ciclista di 55 anni, Francesco Chierico, di Bari, è morto sul colpo dopo essere stato investito da una Peugeot 207, guidata da un 74enne, che transitava sulla Ss 16 bis. L' incidente avvenuto, per cause ancora da accertare, in direzione Nord subito dopo i curvoni di Palese strada extraurbana secondaria dove le biciclette possono regolarmente circolare. Sul posto è arrivata un'ambulanza del 118, il personale sanitario ha tentato invano di rianimare il ciclista. La vittima non aveva con sè i documenti, è stato riconosciuto da un parente al quale la Polizia è risalita attraverso il cellulare.

Addio Thara Stefani, la ragazza di 25 anni rimasta intossicata nell'incendio della propria abitazione in Trentino:

GRIGNO - Non ce l'ha fatta Thara Stefani, la ragazza di 25 anni rimasta intossicata nell'incendio della propria abitazione in Trentino: la giovane operatrice socio sanitaria è morta oggi, dopo due giorni di ospedale.

Il fuoco l'aveva colta nel sonno nella notte nella sua casa di Grigno, accanto a quella dei genitori, ed era stata proprio la mamma a dare l'allarme, svegliata dal rumore provocato dal rogo. I vigili del fuoco avevano portato fuori la ragazza e spento le fiamme e il 118 l'aveva trasportata in elisoccorso in condizioni molto gravi all'ospedale Santa Chiara di Trento.

Cortocircuito. L'incendio della mansarda in cui viveva sembra fosse partito dalla cucina: l'ipotesi è un cortocircuito del frigorifero.

Addio Ross Burden il giudice bello e tenebroso della serie neo zelandese di Master Chef

Lutto nel mondo di Master Chef. E' morto Ross Burden, il protagonista della serie britannica. Di bell'aspetto e dalle incredibili doti culinarie, Ross Burden era considerato il bel tenebroso della serie d'Oltremanica. Nel 1993 si era aggiudicato la finale del programma BBC Master Chef, e nel 2010, già tornato in Nuova Zelanda, sua terra d'origine, era stato giudice dell'edizione locale del talent culinario.  Lo chef è morto dopo una lunga battaglia contro il cancro. Innumerevoli sono stati i messaggi di cordoglio da parte di tutto il mondo della cucina e dello show sia in Gran Bretagna che in tutto il mondo.

Mariano Bottari è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in via Scalea, a Portici

NAPOLI - Un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in via Scalea, a Portici (Napoli). Sul posto si sono recati i carabinieri che hanno avviato le indagini per accertare la dinamica dell’agguato.
La vittima è Mariano Bottari, 75 anni. Secondo una prima ricostruzione, stava percorrendo a piedi via Benedetto Croce, una strada secondaria dove ci sono palazzine popolari: è probabile, ma al momento non ancora accertato, che l’agguato sia avvenuto alla presenza di altre persone. Poco prima delle 11, Bottari è stato raggiunto da più colpi di arma da fuoco; il suo corpo è ancora riverso a terra. Sul luogo dell’agguato è presente anche il sindaco di Portici, Nicola Marrone
"ERA UNA BRAVA PERSONA" C'è incredulità e dolore sul luogo dell'agguato di Portici (Napoli). I parenti, gli amici, chi conosceva la vittima, Mariano Bottari, non si spiega come «lui che era una brava persona possa essere stato ucciso». Sul posto è arrivata la figlia della vittima che non ha retto e ha trovato rifugio nella vicinissima chiesa del Redentore. Stupore anche del parroco Giuseppe De Crescenzo che definisce la famiglia Bottari di «brave persone che frequentano la nostra chiesa». «Accudiva la sua moglie invalida - racconta una signora - sono sconvolta per la sua morte».

muoiono mamma e figlioletta di 8 anni: ferito il papà. Dramma a Macerata

SAN GINESIO - Violento schianto a San Ginesio , muoiono mamma e bambina di 8 anni. Ferito il papà, ora ricoverato in ospedale a Macerata. Il grave incidente stradale è successo verso le 7,30 a a San Ginesio, lungo la pericolosa strada provinciale78 all'altezza della rivendita auto Merelli. Sembra che l'auto, un'Alfa 33, con la bordo la famiglia macedone, abbia sbandato e sia finita fuori strada: il papà al volante è rimasto ferito, la mamma di 47 anni è morta, e poco dopo durante il trasporto in ambulanza è deceduta anche la loro bambina di 8 anni che era stata soccorsa dai sanitari del 118 in gravissime condizioni. Al vaglio della polizia stradale di Macerata la dinamica del gravissimo incidente stradale. Da quel poco si apprende l'Alfa 33, con la famiglia macedone a bordo, stava viaggiando in direzione mare, mentre in senso opposto, diretti a Sarnano, stavano arrivando un Ducato della Croce rossa adibito ai trasporti di malati e un'altra auto che per evitare la collisione con l'Alfa 33, che sbandava, sono finiti fuori strada. I due veicoli al momento non risultano coinvolti nell'incidente mortale. Sul posto altre agli agenti della Polizia e il 118 anche i vigli del fuoco di Macerata.

domenica 27 luglio 2014

Vito Palmisano, 35 anni, si è spento in seguito a un terribile scontro avvenuto vicino Pezze di Greco, frazione di Fasano


FASANO 27 Luglio 2014 Di recente era stato in Inghilterra per un corso di specializzazione nel ramo della ristorazione, lui che da un paio d’anni lavorava nel resort Borgo Egnazia e nel tempo libero praticava il pugilato. Vito Palmisano, 35 anni, si è spento in seguito a un terribile scontro avvenuto vicino Pezze di Greco, frazione di Fasano, dove risiedeva.

L’uomo era alla guida di una moto Ducati. Intorno alle 12, per cause da chiarire, il mezzo è finito addosso al guardrail della bretella di collegamento fra Vito Palmisano-2la rotatoria situata nei pressi di Pezze di Greco e la strada statale 379 per Brindisi. Il violento impatto ha sbalzato Palmisano nella scarpata, facendogli fare un volo di alcuni metri.

La moto è rimasta incastrata sotto le lamiere del guardrail. I carabinieri della locale compagnia, supportati dai colleghi della stazione di Fasano, stanno adesso valutando il coinvolgimento di una Fiat Punto presente sul luogo dell’incidente. Al momento dell’arrivo di un’ambulanza del 118, Palmisano versava in condizioni disperate.

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Il decesso è stato constatato nel Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi, divenuto meta di un mesto viavai di partenti e amici. Fra questi vi sono anche alcuni dirigenti della Pugilistica Rodio Brindisi, presso la cui palestra al Palamelfi di via Ruta (rione Casale) Vito Palmisano coltivava la sua passione per la boxe. Il 35enne lascia purtroppo due figli. (Le foto sono state gentilmente concesse da Gofasano.it)

Alpinista precipita dal Monte Rosa

Un alpinista,  di 64 anni residente nel Principato di Monaco, è precipitato ed è morto stamani durante l’ascensione di Punta Giordani (4.046 metri) nel massiccio del Monte Rosa. L’incidente a circa 3.600 metri mentre procedeva, slegato, insieme ad altri scalatori. Testimoni hanno avvertito il Soccorso alpino valdostano, che a causa della fitta nebbia in quota non può raggiungere la zona in elicottero.
Secondo una prima ricostruzione sarebbe  scivolato al rientro dalla scalata alla punta del Villano, vetta rocciosa che domina il gruppo dei monti Orsiera e Rocciavrè. Un volo di una decina di metri, che gli ha fatto sbattere la testa con violenza contro una pietraia senza lasciargli scampo.
La vittima stava rientrando a valle con la compagna e un amico mentre scendeva dalla vetta in attesa di altri due amici che erano rimasti in quota. Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino e l’elisoccorso del 118, ma per l’uomo – di cui non sono ancora state rese note le generalità – non c’era più nulla da fare.
L’incidente all’interno del parco naturale dell’Orsiera Rocciavrè, una zona molto apprezzata dagli appassionati di montagna a cavallo tra la Val Susa e la Val Chisone.

Francesco Chierico, di Bari, è morto sul colpo dopo essere stato investito da una Peugeot 207

Un ciclista di 55 anni, Francesco Chierico, di Bari, è morto sul colpo dopo essere stato investito da una Peugeot 207, guidata da un 74enne, che transitava sulla Ss 16 bis. L' incidente avvenuto, per cause ancora da accertare, in direzione Nord subito dopo i curvoni di Palese strada extraurbana secondaria dove le biciclette possono regolarmente circolare. Sul posto è arrivata un'ambulanza del 118, il personale sanitario ha tentato invano di rianimare il ciclista. La vittima non aveva con sè i documenti, è stato riconosciuto da un parente al quale la Polizia è risalita attraverso il cellulare.

Marco Berardo, di 24 anni è stato colpito e ucciso da un fulmine a Frosolone (Isernia), in località Colle dell'Orso

CAMPOBASSO - Un giovane di Termoli (Campobasso), Marco Berardo, di 24 anni è stato colpito e ucciso da un fulmine a Frosolone (Isernia), in località Colle dell'Orso, durante un'arrampicata sportiva di cui era grande appassionato. Berardo, studente universitario originario di Duronia (Campobasso), stava tentando di scalare una falesia di Colle dell'Orso, la 'Morgia Quadra', quando è stato colpito dal fulmine. Difficili i soccorsi a causa del maltempo e dell'orografia dell'area montana: il 118 Molise ha chiesto, perciò, l'intervento dell'eliambulanza di Pescara, ma il vento e la pioggia hanno impedito al velivolo di avvicinarsi alla zona dell'incidente.  Inutili i tentativi dei medici di rianimare il ragazzo: il corpo dello studente è stato trasferito nella morgue del cimitero di Frosolone. Alle operazioni ha partecipato anche il Soccorso Alpino del Molise e i carabinieri ai quali è affidata l'indagine sull'incidente

elicottero antincendio cade nei pressi di un lago durante volo tecnico: 2 morti a Rieti

RIETI - Grave incidente nel reatino: un elicottero del servizio antincendio regionale del Lazio è caduto nei pressi del Lago del Salto.
Sono morte due delle persone a bordo, secondo il comando provinciale dei vigili del fuoco. Si tratterebbe del pilota e di un tecnico e ci sarebbe anche un ferito grave.
 APERTA UN'INCHIESTA L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un'inchiesta sull'incidente accaduto a un elicottero antincendio regionale nel reatino. Lo rende noto la stessa Ansv. L'Agenzia comunica di aver «aperto l'inchiesta di sicurezza di competenza» e disposto l'invio di un investigatore sul luogo dell'incidente «per svolgere un sopralluogo operativo teso a raccogliere le evidenze per l'attività di indagine». TENTATIVO D'EMERGENZA Il pilota del mezzo regionale ha tentato un atterraggio d'emergenza ma a pochi metri da terra il motore ha ceduto definitivamente facendo precipitare l'elicottero. Sul luogo dell'impatto il 118 ha inviato le eliambulanze Pegaso 21 di base a Roma e Pegaso 33 di base a Viterbo. I piloti di Elitaliana hanno condotto le equipe sanitarie del 118 per portare i primi soccorsi. Il secondo ferito è poi morto durante le operazioni di soccorso. Il terzo invece è stato imbarcato su Pegaso 21 e condotto al Dea del Gemelli in codice rosso. Sul luogo dell'incidente anche i vigili del fuoco e forze dell'ordine. Secondo una prima ipotesi fondata sulle testimonianze di cittadini che hanno assistito all'incidente, la caduta potrebbe essere stata causata da un improvviso guasto del sistema di trasmissione del mezzo. VOLO TECNICO L'equipaggio dell'elicottero As 350 non era impegnato in un intervento per un incendio, secondo la Protezione civile del Lazio, ma stava svolgendo un «volo tecnico per la conferma dell'abilitazione del personale». Le vittime sono il pilota e un tecnico, un altro tecnico è rimasto ferito in modo grave. Il velivolo sarebbe caduto in uno spiazzo. Il pilota avrebbe tentato un atterraggio d'emergenza, ma il motore, secondo chi ha assistito all'incidente, avrebbe ceduto a pochi metri da terra facendo schiantare l'elicottero. L'incidente è avvenuto a Varco Sabino, in provincia di Rieti e a coordinare i primi soccorsi è stata la sala operativa del 118 di Rieti inviando due autoambulanze, un'auto medica e due elicotteri dell'Ares giunti da Roma. Secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni ai soccorritori l'elicottero, poco prima di schiantarsi al suolo in radura che si trova in una gola del lago, avrebbe sorvolato lo specchio d'acqua per un lungo tratto sfiorando anche la diga del Salto. I vigili del fuoco di Rieti sono ancora al lavoro con i carabinieri di Cittaducale e stanno compiendo i primi rilievi. Le salme delle due vittime, su disposizione della Repubblica di Rieti, saranno trasferite nel reparto di medicina legale dell'ospedale De Lellis di Rieti. Il terzo membro dell' equipaggio, soccorso dal 118 in codice rosso, ha riportato numerose fratture agli arti ed è ricoverato al policlinico Gemelli di Roma. UN TESTIMONE «Per fortuna che non c'era nessuno che stava in acqua a fare wakeboard e che sul pontile eravamo in pochi, altrimenti ci sarebbero state conseguenze ancora più gravi: l'elicottero volava praticamente a pelo d'acqua, è passato a 30 metri da noi, sfiorando il pontile e il box di plastica dove c'è il trampolino e urtando poi il cable system, lo skilift che trasporta le persone in mezzo al lago del salto per fare wakeboard». Così l'imprenditore aquilano Giuseppe Ioannucci sugli attimi che hanno preceduto lo schianto dell'elicottero del servizio antincendio regionale del Lazio nei pressi del Lago del Salto, nel Reatino al confine con l'Abruzzo, con un bilancio di due morti e un ferito grave. Ioannucci è stato testimone dell'accaduto insieme a un gruppo di aquilani che stava passando la domenica nel circolo nautico Varco Sabina, nel lago del Salto, dove si praticano sport acquatici. «Quando abbiamo visto l'elicottero dirigersi verso di noi, che eravamo sul pontile, a velocità sostenuta abbiamo avuto paura e siamo scappati - ha continuato Ioannucci -, ci siamo accorti dell'elicottero una volta sbucato dalla diga, anche se non lo abbiamo visto sorvolare quello spazio. È passato con un rumore forte che faceva capire che era in difficoltà, e una volta divelto il cable system, lo abbiamo perso di vista. A quel punto è scomparso dietro la collina. Allora il proprietario del club nautico è partito con il motoscafo per prestare soccorso - ha concluso - ma non ha trovato nulla. Mi pare che sia stato lui comunque a dare l'allarme». Ioannucci è stato poi ascoltato dai carabinieri per riferire che cosa ha visto.

Christian Michielin 21 anni muore in un incidente in moto. Genitori avvertiti mentre erano in vacanza


TREVISO 27 Luglio 2014 Christian Michielin, residente nella zona di via Cansiglio a Varago, era figlio unico. Aveva frequentato il Besta a Treviso e lavorava nel negozio di abbigliamento per bambini Original Marines del centro commerciale Tiziano di San Biagio.
In questi giorni era a casa da solo. I genitori si trovavano in Croazia per un periodo di vacanza. Da lì ieri sera, impotenti, hanno appreso la tragica notizia dell'improvvisa scomparsa del loro ragazzo. Sul lungo dell'incidente si sono subito precipitati gli zii.

sabato 26 luglio 2014

Diletta De Benedittis, di Nardò, è morta in un terribile incidente

NARDO’- Ha perso la vita ha soli 26 anni in un gravissimo incidente stradale verificatosi questa notte  sulla SS 101, la strada che collega Lecce a Gallipoli.
Lei, Diletta De Benedittis, di Nardò, viaggiava a bordo di una Fiat 500. Ad un certo punto, per cause ancora da accertare, nei pressi dello svicolo per Galatone, si è schiantata contro una Fiat Punto: ha perso così il controllo e l’auto della giovane si è ribaltata lateralmente. L’impatto è stato fatale. 
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale di Lecce, i vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli, il Commissariato di Nardò e il 118.
Le condizioni di Diletta sono apparse subito gravi. Inutile la corsa presso l’ospedale di Gallipoli. Il cuore della 26enne ha cessato di battere mentre era in ambulanza.

venerdì 25 luglio 2014

Addio Valeria Angela Lepore, agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di San Vittore a Milano.

BARI - Sono undici i medici indagati dalla Procura di Bari dopo la morte della 26enne Valeria Angela Leporeagente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di San Vittore a Milano. Il pm Fabio Buquicchio, che coordina le indagini, conferirà lunedì l'incarico a un medico legale per eseguire l'autopsia. Stando alla denuncia dei genitori, la 26enne, in vacanza con la famiglia a San Pietro in Bevagna, nel tarantino, nella notte tra l'11 e il 12 luglio scorsi, ha avvertito dolori al fianco destro ed è stata prima accompagnata al pronto soccorso di Manduria e poi, il giorno dopo, per accertamenti, al reparto di urologia dell'ospedale di Taranto dove è stata sottoposta (il 13 luglio) ad un duplice intervento chirurgico: uno per l'asportazione di un calcolo renale, l'altro per l'impianto - come è scritto nella denuncia presentata dai genitori della giovane donna - di un polmone artificiale. 

DIMENTICATA IN AUTO PER ORE SOTTO AL SOLE. BIMBA DI 10 MESI MUORE PER IL TROPPO CALDO

NEW YORK - La macchina è rovente e la bimba dimenticata dai genitori non ce la fa. 
 Una bimba di dieci mesi è morta dopo essere stata lasciata in auto al caldo per due ore. È successo nella cittadina di Wichita, nel Kansas, secondo quanto riferito dai media americani. La bimba era in un'auto ferma nel parcheggio della casa dove abitava insieme ai due genitori affidatari, due uomini, che hanno in affido altri 4 bambini. Uno dei due ha prelevato la bimba dalla babysitter ieri pomeriggio intorno alle 16:00: dentro l'auto c'era anche un bambino di 5 anni che è sceso dalla vettura ed è entrato in casa mentre la bimba è stata dimenticata. A dare l'allarme sono stati i passanti che l'hanno notata sul sedile con i finestrini chiusi. In quel momento la temperatura era di 32 gradi. Al loro arrivo sul posto, i paramedici hanno cercato di rianimarla, ma non c'è stato nulla da fare. I due genitori adottivi sono stati interrogati e stamane uno di loro, Seth M. Jackson, 26 anni, è stato arrestato.

Gennaro Baglivo, 15 anni di Casal Velino, in provincia di Salerno, è stato travolto ed ucciso da una betoniera sulla strada provinciale nei pressi del centro del Cilento.

SALERNO - Un ragazzo di 15 anni. Gennaro Baglivo, di Casal Velino, in provincia di Salerno, è stato travolto ed ucciso da una betoniera sulla strada provinciale nei pressi del centro del Cilento.
L'incidente è avvenuto poco prima delle 15.30. Secondo una prima ricostruzione della Polizia stradale, intervenuta insieme ai vigili del fuoco, il ragazzo, che tornava in bici da una mattinata in spiaggia a Pioppi, avrebbe impattato frontalmente contro la betoneria, che lo ha schiacciato sotto le ruote.

Nunzia Cascone 51 anni trovata decapitata in sardegna cadde nel fiume sarno

di Susy Malafronte
Pompei. Dai Ris dei carabinieri di Cagliari arriva la conferma che il corpo decapitato della donna rinvenuto lo scorso 5 marzo sulle coste di Argus, in Sardegna, è di Nunzia Cascone, la 51enne tragicamente scomparsa nel fiume Sarno il 21 novembre del 2013, in seguito ad un incidente stradale. L’identificazione genetica è avvenuta attraverso la comparazione del Dna prelevato dal figlio della vittima, attraverso il tampone faringeo, e il corpo della donna. Il sostituto procuratore di Torre Annunziata, Francesca Sorvillo, ha chiesto ai colleghi della procura di Cagliari la trasmissione del fascicolo inerente al caso. Una documentazione importantissima che potrà far luce sulle cause del decesso di Nunzia Cascone. Nei prossimi giorni è attesa a Pompei la salma della donna che, finalmente, potrà avere una degna sepoltura.

giovedì 24 luglio 2014

Mirto (ME): è scomparso il prof.Gatto

Mirto - Si è spento questa notte a Messina all’età di 65 anni il Prof. Francesco Gatto, uno dei maggiori esponenti di Pedagogia speciale e docente presso il Dipartimento di Scienze Cognitive (Ex Magistero) dell’Università degli Studi di Messina, dopo una lunga lotta contro un terribile male. Tutto il mondo accademico piange la scomparsa di un Docente molto stimato che, nonostante le difficoltà e le sofferenze degli ultimi mesi, ha continuato a insegnare e a seguire i propri studenti fino a quando la salute lo permetteva. Il Prof. Gatto era di origini calabresi, ma messinese a tutti gli effetti e per diverse volte all’anno si spostava nel paesino di Mirto, nel quale possedeva un’abitazione e passava gran parte della stagione estiva. In questo lungo periodo non hai mai abbandonato il proprio amore e la propria passione per il lavoro, la sua gioia di vivere e l’affetto per tutte le persone, che gli sono state intorno anche nei momenti più duri.
Il Prof. Gatto lascia un ricordo straordinario e un vuoto difficile da colmare; per i suoi studenti, oltre ad essere un bravo insegnante, è stato un vero e proprio modello di vita. A testimoniare il suo interesse per aiutare il prossimo, il suo impegno nella costruzione di strutture per il recupero di minori, offrendo il suo appoggio e la sua esperienza verso i ragazzi colpiti da forme di devianza.
Fonte:http://www.98zero.com/56075-morto-prof-gatto-luniversita-piange-sua-scomparsa.html

Addio Alessandro Maggi, 14 anni, travolto e ucciso mentre era in bici

Trigolo (Cr), 24 luglio 2014 – Sta rientrando aCastelleone, il suo paese Alessandro Maggi, 14 anni, perché l’allenamento in bici sta volgendo al termine. Sul rettilineo di via Canevari, a Trigolomanca poco alle 11 dietro il furgone dell’allenatore, quattro giovani promesse del ciclismo, della squadra soncinese dell’Imbalplast. Poi, l’incredibile. Il furgone sorpassa una bici condotta da una donna. Forse il primo ragazzo la vede all’ultimo e sbanda, tocca un compagno, tutti e quattro cadono a terra.
Ma il più esterno cade oltre la mezzeria, proprio mentre arriva un furgone Ducato. L’autista, A.V. 21 anni di Cremona, fa l’impossibile: sbanda, esce di strada, travolge un segnale e poi un palo della luce. Ma il ragazzo gli è caduto proprio sotto le ruote e non c’è nulla da fare: lo investe. Ha il casco, Alessandro, ma è ben poca cosa rispetto all’urto. Il giovanissimo ciclista muore in pochi istanti. Inutile l’arrivo dell’auto medica e dell’ambulanza. Il ragazzo è morto.
Viene pietosamente ricomposto al centro della via. La strada resta chiusa per oltre tre ore, in attesa dei rilievi e del permesso di rimuovere la giovanissima vittima. Intanto qualcuno avverte il padre di Alessandro, che fa l’autotrasportatore ed è lontano da casa. Non c’è il coraggio di comunicargli il destino del figlio; lo si avverte che il ragazzino ha avuto un incidente. Stessa cosa per le due sorelle che sono a casa, una delle quali gemella della vittima. Una famiglia provata, quella dei Maggi, che poco tempo addietro ha perso la madre per malattia.

Robert Della Pietra, 55 enne di Trasaghis è morto in un terribile incidente lungo la Strada regionale 512, nel comune di Gemona.

Udine 24 Luglio 2014 Un motociclista è morto la scorsa notte in seguito a un incidente avvenuto lungo la Strada regionale 512, nel comune di Gemona.
Si tratta di Robert Della Pietra, 55 enne di Trasaghis. Stava rientrando a casa attorno all’una meno un quarto quando la motocicletta è uscita di strada in un tratto poco prima del ponte di Braulins, in comune di Gemona. L'uomo è deceduto all'istante, dopo essere finito contro il guardrail.

mercoledì 23 luglio 2014

I bagnanti vedono arrivare un cadavere tra le onde: tragedia sulla spiaggia di Gaeta

Il cadavere di un uomo di circa 50 anni è stato trovato mezz'ora fa sulla spiaggia di Gaeta. Il corpo è stato portato dal mare sulla spiaggia delle Scissure, lo hanno visto i bagnanti, che sono rimasti scioccati, arrivare tra le onde. L'uomo, è senza abiti né costume. Sul posto le forze dell'ordine.

martedì 22 luglio 2014

Silvia Congiù 17 anni è morta in un terribile incidente sulla Cassia bis, a Roma

ROMA - Una famiglia distrutta, una vacanza finita in tragedia tra le lamiere di quello che resta dell'auto che ieri ha invaso la corsia opposta sulla Cassia bis, a Roma, causando uno scontro a catena con sei vetture. Sono due i morti del maxiscontro, una 17enne sarda, Silvia Congiù, ed il compagno 44enne della madre, un romano originario di Caprarola, nel Viterbese. Restano gravissime, invece, le condizioni della madre della 17enne, anche lei sarda, ricoverata in coma nel reparto di terapia intensiva del policlinico Gemelli di Roma.   
 Nello schianto sono rimaste ferite altre tre persone, compresa la madre 64enne dell' uomo deceduto nella notte. C'era proprio lei, secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale di Monterosi, alla guida della Fiat Punto al momento dell'incidente. La donna avrebbe perso il controllo dell'auto finendo contro il new jersey che si è trasformato in un trampolino per la vettura, finita tragicamente sulla corsia opposta. L'impatto con le altre auto che procedevano in senso contrario è stato violento, tanto da costringere i vigili del fuoco a ore di lavoro per estrarre i corpi dalle lamiere aggrovigliate. Sul posto sono intervenute anche due eliambulanze ed un elicottero dei vigili del fuoco che sono atterrate direttamente sulla strada che collega Roma con Viterbo. L'incidente, avvenuto intorno al km 4 poco prima della galleria delle Rughe, ha mandato ieri pomeriggio in tilt il traffico nella zona nord di Roma. I sei feriti sono stati trasportati al Gemelli, al San Camillo e al Sant'Andrea dove nella notte è morto il 44enne. Nel pomeriggio, invece, è stato dichiarato il decesso della 17enne, che si trovava ricoverata al Gemelli in codice rosso. Il papà, arrivato in nottata dalla Sardegna, ha dato il consenso per la donazione degli organi. L'uomo è ora vicino alla moglie, le cui condizioni restano ancora gravissime. La donna è in coma nel reparto di terapia intensiva del policlinico universitario. Madre e figlia erano arrivate a Roma qualche giorno fa. Doveva essere una piccola vacanza estiva tra i monumenti della Capitale e la frescura della Tuscia. Ieri stavano ritornando proprio da Caprarola, città di origine della famiglia del compagno della donna, quando è avvenuto lo schianto. È ora la polizia ad indagare su quanto accaduto sulla Cassia bis. Gli investigatori vogliono capire meglio la dinamica dell'incidente e le cause che hanno portato allo schianto.

bambino di appena 9 anni è morto dopo essere stato colpito da malore durante una partita di calcetto con gli amici.

CASERTA - Tragedia nel casertano, a Villa Literno, dove un bambino di appena 9 anni è morto dopo essere stato colpito da malore durante una partita di calcetto con gli amici.  Il piccolo è stato portato d'urgenza dal padre alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno dove i sanitari hanno tentato in tutti i modi di salvargli la vita ma invano. Sul posto carabinieri e magistrato di turno che ha disposto l'autopsia. La salma è stata condotta all'istituto di medicina legale di Caserta per l'esame autoptico.

Brolo (ME): Vincenzo oddo 23 anni è morto annegato

Il mare Tirreno, oggi mosso tanto che le ricerche erano state sospese, ha restituito a Capo d’Orlando, oggi pomeriggio, il corpo di Vincenzo Oddo, il 24enne di Brolo scomparso domenica dopo che si era tuffato nel mare brolese per raggiungere lo scoglio. Verso le ore 16 gli addetti del lido “Miramare”, posto tra la zona del palasport “Giuseppe Valenti” e la via Macello, proprio sotto il cine-teatro comunale “Rosso di San Secondo”, hanno notato un corpo fluttuare proveniente da ovest. Subito è stato lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto di Milazzo. Sul posto sono giunte un’ambulanza del 118, una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Capo d’Orlando e gli agenti di polizia del locale commissariato, quindi anche la guardia costiera. Tanta gente si è radunata e tutti, in ossequioso silenzio, hanno assistito, dal marciapiede, alle fasi di recupero del cadavere. Sul posto anche il sindaco di Brolo Irene Ricciardello. Il corpo del giovane sarà sottoposto ad autopsia, probabilmente domani, prima della restituzione ai familiari per la celebrazione dei funerali.
Vincenzo Oddo era scomparso domenica pomeriggio quando, verso le ore 18, era stato notato sullo scoglio di Brolo che aveva raggiunto a nuoto. Il mistero su che cosa sia potuto accadere per l’annegamento lo svelerà l’esame autoptico, non viene escluso un improvviso malore che ha potuto colpire il ragazzo. Nuova tragedia, quindi, per Brolo e la comunità nebroidea, dopo che, nel luglio 2012, era deceduto, a seguito di un incidente stradale, il giovane Paolo Gullà.
Fonte:http://www.glpress.it/wordpress/?p=84163

Angelica Trimigno la 18enne di Manfredonia, morta dopo essere stata investita nella notte a Zapponeta da un'auto condotta da un giovane

FOGGIA 22 Luglio 2014 Si chiama Angelica Trimigno la 18enne di Manfredonia, morta dopo essere stata investita nella notte a Zapponeta da un'auto condotta da un giovane.  Secondo quanto accertato dai carabinieri, la vittima passeggiava con un'amica ai margini di via Manfredonia quando è stata travolta da una Seat il cui conducente si è fermato per soccorrerla. La 18enne è morta poco dopo a causa delle gravissime lesioni. L'automobilista è risultato negativo ai test per accertare l'assunzione di droghe e alcol.

"Mamma aiutami". Rubano l'auto, ma il bimbo di 4 anni resta incastrato: trascinato e ucciso

di Federica Macagnone
«Mamma aiutami». Le ultime parole che Chantel Morris ha sentito dal suo piccolo di quattro anni sono state un disperato grido di aiuto.
Poi i ladri hanno acceso la macchina, si sono portati via Taegrin e hanno messo fine alla sua vita. È successo a Johannesburg, in Sudafrica, dove ormai la criminalità sta dilagando.  
 Nella notte tra sabato e domenica la mamma e i suoi due figli di otto e quattro anni si accingevano a salire nella loro Golf davanti casa della nonna nel quartiere di Reiger Park, dopo una serata trascorsa in famiglia. Chantel stava quasi per mettersi alla guida quando tre uomini armati le hanno puntato una pistola alla testa, intimandole di allontanarsi. «Ho chiesto di darmi il tempo di far scendere i miei bambini dalla macchina - ha raccontato la mamma in lacrime - Ho continuato a ripetere che si potevano prendere tutto ciò che volevano ma di lasciar stare i miei figli». A quel punto, vedendo che la figlia più grande si era lanciata fuori dall'auto, la donna ha aperto lo sportello posteriore per portare via il bimbo più piccolo. Ma la cintura di sicurezza era incastrata e il bambino non riusciva a liberare una gamba avviluppata nella cinghia. «Aiutami, mamma, aiutami, continuava a ripetere Taegrin in preda al panico e tra le lacrime – ha detto la mamma – Io continuavo a tirarlo verso di me ma era bloccato». Probabilmente qualche secondo in più avrebbe potuto salvare il piccolo e invece i rapinatori hanno sgommato, strappando di mano il bambino alla mamma, trascinandolo a testa in giù fuori dalla macchina. Non sono state né le urla della madre né le urla di Taegrin a fermare i malviventi, che hanno abbandonato la macchina e il bimbo martoriato solo a quattro chilometri di distanza dal luogo della rapina. In Sud Africa, e in particolare a Johannesburg, c’è uno dei più alti tassi di crimini violenti e il furto d'auto è una pratica comune. Ma l'atrocità del gesto ha lasciato la città sotto choc. «È crudele, un atto senza cuore. Probabilmente doveva essere sotto effetto di sostanze stupefacenti visto il grosso problema di droga che ci troviamo ad affrontare» ha dichiarato David Makhura, segretario della provincia del Gauteng. La polizia ha promesso una ricompensa di 5.000 dollari per chiunque abbia informazioni che portino all'arresto dei tre malviventi e la famiglia ha fatto appello alla comunità perché agevolino le indagini. Il portavoce delle forze dell'ordine, Noxolo Khweza, ha costituito un team che si occupi del caso e di altre rapine in cui sono coinvolti minori. Intanto una famiglia piange una piccola vittima della ferocia umana e una madre lotta con gli incubi e quell'ultimo fotogramma della vita di Taegrin: «Vedo ancora le sue manine protese verso di me. Sento il pianto e la sua disperazione e non so come andrò avanti». Il padre del piccolo, Elwin, ha promesso che se i colpevoli non saranno individuati è pronto a farsi giustizia da solo. «Se li trovo li uccido – ha detto sconvolto – Dio deve aiutare la polizia a catturarli prima che sia io a trovarli».

lunedì 21 luglio 2014

bimba di due mesi muore dopo l'incidente: sbalzata dall'auto dei genitori

PALERMO - È morta la bimba di due mesi rimasta coinvolta nell'incidente stradale che si è verificato ieri sera nell'autostrada Palermo-Catania all'altezza dello svincolo di Altavilla Milicia (Pa).
La piccola con il cestone era stata sbalzata fuori dall'abitacolo dell'auto nella quale viaggiavano il padre e la madre entrambi di 27 anni. I medici dell'ospedale dei Bambini hanno tentato di tutto per salvarla, ma le sue condizioni erano gravissime. All'una di notte la piccola è morta. Cloe Porello avrebbe compiuto 2 mesi il 29 luglio. La piccola è morta nello scontro tra la Seat Ibiza, guidata dal padre e una Fiat Cinquecento che si trovava ferma nella corsia di emergenza nei pressi dello svincolo di Altavilla Milicia in direzione di Palermo. Nell'impatto la Seat ha capottato e la piccola è stata sbalzata fuori dell'abitacolo finendo sull'asfalto. La bimba è stata portata in ospedale a Termini Imerese dai carabinieri che passavano dalla corsia opposta. I medici hanno deciso di trasferirla alla Rianimazione dell'ospedale dei Bambini, dove poi è morta.

Gianluca Ciacco, 13 anni è morto mentre giocava con i suoi amici in un campetto nei pressi del lungomare

CROTONE - Dramma su un campo da calcetto nel crotonese. Un ragazzo di 13 anni, Gianluca Ciacco, è morto mentre giocava con i suoi amici in un campetto nei pressi del lungomare forse a seguito di un attacco cardiaco.
Il ragazzo - secondo quanto riportano quotidiani locali - era in compagnia di alcuni coetanei quando improvvisamente si è accasciato, senza più riprendere conoscenza. L'ambulanza del 118 è intervenuta, ma i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso del tredicenne. Gianluca aveva da qualche giorno terminato gli esami di licenza media a Civitavecchia, dove viveva con la famiglia, ed era giunto a Crotone per trascorrere le vacanze con i nonni

Andrea Camisani, 25 anni di Porto Mantovano è morto in un terribile incidente sull'ex statale Goitese nei pressi di Marmirolo, nel Mantovano

MANTOVA - Un bilancio pesantissimo quello di un terribile incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di oggi sull'ex statale Goitese nei pressi di Marmirolo, nel Mantovano: un morto e cinque feriti, di cui uno in prognosi riservata,  Ha perso la vita Andrea Camisani, 25 anni di Porto Mantovano, che era alla guida di un fuoristrada su cui c'erano altri due amici, che si è scontrato frontalmente con un'autocisterna. I tre stavano tornando da una serata trascorsa con altri amici in un locale della zona. Nell'impatto è rimasta coinvolta anche un'altra vettura con a bordo due coniugi, rimasti feriti in maniera lieve , con una prognosi di una settimana. In prognosi riservata all'ospedale di Brescia, è stato ricoverato Gianluca Barlottini, 26 anni di Roverbella, che viaggiava accanto al conducente. Illeso, invece, Nicola Roetta, 22 anni, di Porto Mantovano, seduto sul sedile posteriore. La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. L'impatto frontale tra il fuoristrada e l'autocisterna (il cui autista è rimasto illeso) è stato così violento che Camisani è stato sbalzato fuori dall'abitacolo e ritrovato morto dai soccorritori in un canale vicino.

domenica 20 luglio 2014

Choc sul Frecciarossa: in bagno c'è il cadavere di un uomo. A terra 30mila euro

FIRENZE - Un uomo, sembra di nazionalità straniera, è stato trovato morto nel bagno di un treno Frecciarossa, diretto a Milano, fatto poi fermare alla stazione fiorentina di Rifredi.  Dai primi accertamenti è stato ipotizzato che potrebbe trattarsi di un suicidio: tra l'altro la porta del bagno era chiusa dall'interno. Il treno è stato fatto fermare a Rifredi intorno alle 18: sul posto intervenuti polfer e sanitari.
Da Fs si spiega che alla stazione era stato inviato subito un convoglio per far trasferire i passeggeri ma il treno è poi partito intorno alle 21, dopo che i viaggiatori sono stati identificati dagli agenti.
Pur essendo, quella del suicidio, l'ipotesi che sembra prevalere al momento, accertamenti ulteriori sono in corso anche da parte della squadra mobile di Firenze. Da quanto emerso, l'uomo trovato privo di vita è un cittadino afgano. Presentava delle ferite all'addome e alla gola, inferte con un coltello che è stato trovato nel bagno, chiuso dall'interno. Trovati anche circa 30.000 euro. Al momento viene ritenuto plausibile che l'uomo abbia cercato di togliersi la vita colpendosi all'addome e poi abbia deciso di ferirsi alla gola.

Antonino Gargiulo,23 anni residente a Gragnano è morto in un terribile incidente

di Francesco Fusco

Sant'Antonio Abate. Un motociclista di 23 anni è morto oggi pomeriggio, poco dopo le 19, in via Santa Maria la Carità. La vittima è Antonino Gargiulo, residente a Gragnano. Il corpo dell'uomo è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale San Leonardo di Castellammare. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, il 23enne percorreva in sella alla sua moto l’incrocio tra via Santa Maria la Carità e via Sant’Antonio Abate, quando si è scontrato frontalmente con una Citroen proveniente dalla corsia opposta. L’urto è stato violentissimo e il centauro è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza, andando a sbattere anche contro un’altra vettura. Inutile il tentativo di soccorrere Gargiulo, che è praticamente morto sul colpo. Sul posto, per effettuare tutti gli accertamenti, si sono recati i carabinieri della locale stazione, insieme ai vigili del locale comando. Al momento dell’incidente la vittima indossava il casco.

Simone Suardi, 23 anni, è morto sbalzato dalla sua moto a causa di un impatto con un'auto che si è poi dileguata

BERGAMO - Simone Suardi, 23 anni, è morto ieri sera sbalzato dalla sua moto a causa di un impatto con un'auto che si è poi dileguata e che è ora ricercata dai carabinieri.    L'incidente attorno alle 21,30 a Martinengo, nella frazione Cortenuova di Sopra, nel Bergamasco. Il motociclista, 23 anni, che viveva vicino al luogo dell' incidente, è morto sul colpo a causa delle ferite. Sul posto i mezzi del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. L'auto pirata sarebbe un'utilitaria.

sabato 19 luglio 2014

Mamma e figlia di 12 anni prese in ostaggio in banca dai rapinatori e usate come scudi umani.

ROMA - Mamma e figlia di 12 anni prese in ostaggio in banca dai rapinatori e usate come scudi umani. La donna, poi, viene coinvolta nella folle sparatoria con la polizia durante la fuga dei malviventi, e muore crivellata di colpi. La donna, Misty Holt-Singh è stata presa in ostaggio da tre rapinatori armati, assieme a due impiegati di banca, e usata come scudo umano durante la sparatoria con la polizia nella Bank of the West, a Stockton, in California.  
Mamma e figlia 12enne prese in ostaggio, la donna usata come scudo umano dai rapinatori morta
 La donna è stata costretta a lasciare la figlia 12 enne in banca e a salire nell'auto dei malviventi, che poi si sono dati alla fuga rubando un Suv di un impiegato della banca. La polizia li ha inseguiti per 45 minuti per le strade della città, aprendo il fuoco contro il Suv in fuga, crivellandolo di colpi. I malvimenti, per tutta risposta, hanno prima sparato, e poi hanno gettato i due impiegati di banca dall'auto in corsa a tutta velocità. La donna, usata come scudo umano, è rimasta colpita durante la sparatoria ed è morta. Due rapinatori sono rimasti uccisi negli scontri a fuoco con la polizia, mentre un terzo malvivente, di 19 anni, è stato arrestato dagli agenti. 
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