lunedì 30 giugno 2014

MUORE DI TUMORE A 18 GIORNI DI VITA: FAMIGLIA TREVIGIANA ACCUSA I MEDICI

PADOVA 30 g Un neonato è morto all'ospedale di Padova 18 giornidopo la nascita. Era venuto alla luce il 4 giugno scorso al termine di una gravidanza regolare, ma i medici hanno scoperto che il piccolo - figlio di una coppia trevigiana - aveva un tumore a un rene e lo hanno operato. Il 22 giugno scorso, però, il bimbo è morto. La famiglia, che è residente a Castelfranco Veneto (Treviso), ha presentato un esposto in Procura per sapere come mai non fosse stata scoperta la malattia durante gli esami fatti nel corso della gravidanza e cosa sia sucesso durante l'operazione. Al momento, nessun medico è iscritto nel registro degli indagati.

ADDIO SERGIO ROBBIANO, DESIGNER 'PADRE' DELLA DUCATI 916


GENOVA 30 Giugno 2014 Lutto nel mondo del motociclismo e non solo. Il designer, 'padre' della Ducati 916 Sergio Robbiano è morto oggi mentre, in moto, viaggiava sulla provinciale a Laccio, sulle alture di Genova. Secondo quanto appreso, avrebbe perso il controllo della moto schiantandosi contro un camion.
Robbiano, nato a Palermo ma da tempo residente con la famiglia a Genova, ha creato le linee della Mito ev del '94 e della Ducati 916, della Bimota e della Husqvarna oltre ai caschi Agv.

Mauro Mori, 46 anni è morto folgorato in un incidente avvenuto stamani all'interno dell'azienda "Vetri Speciali" a San Vito al Tagliamento (Pordenone).

MARENO DI PIAVE 30 giugno 2014 Un operaio, Mauro Mori, 46 anni, di Mareno di Piave, è morto folgorato in un incidente avvenuto stamani all'interno dell'azienda "Vetri Speciali" a San Vito al Tagliamento (Pordenone).
Per cause in via di accertamento, l'uomo - dipendente di una ditta esterna - stava effettuando alcuni controlli elettrici quando è rimasto investito da una scarica elettrica.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e l'elisoccorso, che però non hanno potuto far altro che constatare la morte dell'operaio.
Gli accertamenti sono svolti dallo Spisal.

Addio Antonio De Falco, 29 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale sull’autostrada Catania-Messina

CATANIA 30 Giugno 2014 Non ce l’ha fatta il tenente dell’Esercito, Antonio De Falco, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto mercoledì 25 giugno sull’autostrada Catania-Messina. Il giovane militare, di appena 29 anni, è  morto dopo 5 giorni di coma.
L’ufficiale, che mercoledì scorso si trovava alla guida di un mezzo blindato di tipo Lince, insieme ad altri due capitani e un maresciallo, aveva improvvisamente perso il controllo del mezzo che si era capovolto andandosi a schiantare contro lo spartitraffico, a metà strada tra gli svincoli di Giarre e Fiumefreddo. Salvi tutti gli altri militari a bordo che sono rimasti feriti in maniera non grave.
De Falco è deceduto il 30 giugno, poco dopo mezzogiorno nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dov’era ricoverato in condizioni apparse subito molto gravi.  Mercoledì era partito a bordo del Lince dalla caserma Sommaruga di Catania ed era diretto a Messina per un’esercitazione.
Sulle misteriose dinamiche dell’incidente indagano la polizia Stradale di Giardini Naxos e i carabinieri di Giarre. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto Vincenzo Serpotta.

domenica 29 giugno 2014

Gianluca Miotto, 41 anni e Ignazio Tavian, 43 anni, morti in un terribile incidente a Boara Pisani (Padova), sulla statale 16, in corrispondenza dell'uscita dell'autostrada A13.

ROVIGO - Due morti e tre feriti è il devastante bilancio dell'incidente verificatosi verso le 23.30 della serata scorsa a Boara Pisani (Padova), sulla statale 16, in corrispondenza dell'uscita dell'autostrada A13. A perdere la vita sono stati Gianluca Miotto, 41 anni, residente in Corso del Popolo a Rovigo, impiegato all'Aliper di Rovigo, e Ignazio Tavian, 43 anni, residente in via Giacomo Giro, sempre a Rovigo, impiegato alla Ulss. Viaggiavano sulla stessa auto, una Mercedes classe E, condotta da C.C., 41 anni di Fiesso Umbertiano (Rovigo), che è ferito ma non è in pericolo di vita.

All'altezza del casello la loro vettura si è schiantata contro una Dodge Caliber, guidata da C.C., 43 anni di Rovigo, uscito praticamente illeso, che viaggiava insieme a una donna. L'impatto è stato devastante e ha letteralmente disintegrato la parte anteriore delle due auto, mandandole in testacoda. Circostanze che ovviamente non agevolano la ricostruzione della dinamica.

Miotto ha perso la vita all'istante: per lui sono risultati vani i tentativi di soccorso immediatamente messi in atto dal personale del 118. Per Tavian, invece, la speranza è durata a lungo e i medici si sono prodigati in ogni modo possibile, ma alla fine il suo fisico si è dovuto arrendere ai devastanti traumi riportati. Si è spento in ospedale.

Miotto era conosciutissimo a Rovigo, dove era tornato dopo un periodo di lavoro passato all'estero. Una esperienza imprenditoriale di rilievo. La notizia della sua scomparsa ha devastato quanti gli volevano bene. Il cordoglio, sin dalle prime ore della mattinata, ha invaso Facebook. Gianluca era figlio di Gianni, a propria volta una personalità in Polesine: giornalista, ha collaborato col Resto del Carlino e con numerose televisioni locali.

Ignazio Tavian, residente in via Giro, a sua volta aveva tanti amici, sconvolti dalla sua scomparsa. La sua grande passione era il ciclismo. Uno degli ultimi aggiornamenti Facebook lo ritrae felice, in sella, durante una gara.

Sul fronte dell'inchiesta, spetterà alla Procura ora decidere eventuali accertamenti. Molto probabile una consulenza, per fare chiarezza sulla dinamica dello schianto. Prima di potere conoscere il giorno in cui Rovigo potrà piangere i suoi due figli, sarà necessario attendere che, sempre dalla magistratura, arrivi il necessario nulla osta.

TRAGEDIA A COGNE, 15ENNE MUORE TRA LE CASCATE

È morto per un tuffo tra le cascate ad appena 15 anni, in mezzo ai suoi compagni di comitiva ancora sotto shock e tra la disperazione degli accompagnatori che per primi hanno tentato di rianimarlo. La tragedia in vacanza Per un gruppo di giovani inglesi la vacanza tanto sognata tra le montagne della Valle d'Aosta oggi si è trasformata in tragedia. L'incidente è avvenuto verso le 16. Qualche ora prima i ragazzi erano arrivati a Cogne a bordo di un pullman partito dal campeggio di Villeneuve, nella vallata centrale, dove sono alloggiati. Accompagnati dalle proprie guide, alcuni avevano deciso di andare ad arrampicare, altri di giocare nell'acqua tra le cascate di Lillaz, a circa 1.800 metri di quota. Il canyoning Sono giovanissimi: indossano muta e caschetto ma non praticano il vero e proprio canyoning, che consiste nella discesa di strette gole d'acqua calandosi con una corda. Loro, arrivati tra le Alpi per divertirsi, si limitano a giocare in una zona in piano, dove comunque si può provare qualche brivido tuffandosi nelle pozze d'acqua. «D'inverno, quando quest'area ghiaccia, la chiamiamo anfiteatro» spiega Dante Bibois, guida e responsabile del soccorso alpino di Cogne. «Oggi c'era molta acqua, la corrente era forte. E lì ci sono molti salti di rocce» ricorda. Proprio immergendosi in una di queste cavità naturali il giovane si è procurato i traumi risultati mortali. «Non c'erano segni esterni, potrebbe aver urtato violentemente delle rocce con il torace» ipotizza Bibois. Dopo il tuffo, il giovane ha subito perso conoscenza. La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente. Gli accompagnatori hanno portato il quindicenne fuori dall'acqua e hanno svolto i primi tentativi di rianimazione. Nel frattempo, in una manciata di minuti, è arrivato l'elicottero del soccorso alpino valdostano con il medico del 118. Sul posto anche i carabinieri. I soccorsi disperati Dopo quasi due ore di tentativi di strapparlo alla morte, è stato dichiarato il decesso. La salma è stata trasportata alla camera mortuaria di Courmayeur. Le indagini sull'accaduto sono affidate alla Guardia di Finanza di Entreves, che sentirà anche i responsabili della comitiva per valutare eventuali responsabilità.

SICILIA, MIGRANTI SOCCORSI IN MARE: "A BORDO CI SONO 30 MORTI"

ROMA - Gli uomini della Marina Militare hanno intercettato esoccorso un peschereccio carico di migranti nel Canale di Sicilia. L'imbarcazione è stata presa a rimorchio e arriverà stamattina nel porto di Pozzallo, nel Ragusano.
Sono una trentina, secondo quanto appreso dall'ANSA, i cadaveridi migranti che sono stati trovati in nottata a bordo di un barcone soccorso da una nave della Marina militare nel Canale di Sicilia Sull'imbarcazione c'erano oltre 500 persone. Secondo le fonti, i migranti potrebbero essere morti per asfissia, anche se non vi sono ancora certezze. I cadaveri si trovano in una parte angusta dell'imbarcazione, per cui il recupero verrà fatto nel porto di Pozzallo, dove l'arrivo dell'imbarcazione è previsto nelle prossime ore. A bordo del barcone, soccorso dalla nave 'Grecalè del dispositivo 'Mare nostrum', ci sono centinaia di persone: circa 590 le persone soccorse, secondo le prime informazioni.

sabato 28 giugno 2014

Addio Cristian Camilletti 36 anni, giovane chef civitanovese.

CIVITANOVA - Sì è spento a soli 36 anni Cristian Camilletti, giovane chef civitanovese. 
Da qualche tempo lottava contro una grave malattia che ieri pomeriggio non gli ha lasciato scampo. È spirato alle 19.30 all'ospedale di Civitanova. L'ultimo saluto domani (domenica) pomeriggio alle 16 nella chiesa di San Marone.

Addio Taibon, Rudi Bressan,40 anni lascia la moglie e i due figli di 9 e 6 anni.

BELLUNO - Drammatico incidente questo pomeriggio a Cencenighe, lungo la strada regionale 203 agordina: un motociclista a bordo di una Kawasaki è morto in un frontale con una Jeep Suzuki Jimmy, con a bordo un'anziana coppia del vicino paese di Avoscan. La vittima è il 40enne di Taibon, Rudi Bressan, che lascia la moglie e i due figli di 9 e 6 anni.
LA DINAMICA
L'uomo era un esperto motociclista e conosceva molto bene la strada dove è avvenuto lo schianto eppure - secondo la ricostruzione - avrebbe invaso la corsia opposta andando a sbattere contro la vettura. Con lui viaggiava anche un amico, che lo precedeva, e che ha assistito impotente allo scontro.

Eliza Kolodziej, modella polacca di 31 anni ha soffocato con un cuscino il figlio di 6 anni e poi si è uccisa con una coltellata al cuore.

di Federico Tagliacozzo
Aveva un marito imprenditore di successo e un bellissimo bambino. Ma la depressione l'ha spinta a compiere un gesto folle. Ha ucciso suo figlio e poi si è suicidata. Eliza Kolodziej, modella polacca di 31 anni ha soffocato con un cuscino il figlio di 6 anni e poi si è uccisa con una coltellata al cuore. 
L'omicidio-suicidio ha avuto luogo nella sua grande villa nel quartiere Majdan di Varsavia. Secondo quanto pubblicato dal giornale Super Express la donna soffriva da tempo di depressione ed era in cura presso uno psichiatra. La modella, il marito imprenditore e il loro piccolo sembravano i belli e ricchi protagonisti di una favola, ha raccontato un vicino: 
«Forse lei si sentiva prigioniera di una gabbia d'oro insopportabile e non ce l'ha fatta più». Il marito Sebastian era al lavoro quando è stato compiuto il fatto di sangue.

bimbo di tre mesi è morto nella sua culla, probabilmente a causa di un rigurgito.

TRENTO - Tragedia a Sopramonte, frazione di Trento, dove un bimbo di tre mesi è morto nella sua culla, probabilmente a causa di un rigurgito.
 La madre lo aveva messo a dormire intorno alle 11 ed è tornata a controllarlo intorno alle 16 perché non si era ancora risvegliato, ma lo ha trovato incosciente e cianotico. Subito è partito l'allarme al 118 e in pochi minuti è giunto sul posto l'elisoccorso per il tentativo disperato di rianimare il piccolo. Il medico di bordo ha provato per oltre mezz'ora a strappare alla morte il bimbo, ma purtroppo non c'è stato nulla da fa

FIRENZE, DONNA MUORE SCHIACCIATA DA UN ALBERO. DECEDUTA IN OSPEDALE ANCHE ALICE, LA NIPOTINA DI 2 ANNI

FIRENZE - Non ce l'ha fatta la bimba di 2 anni investita ieri sera al parco delle Cascine a Firenze dal ramo di un albero, mentre si trovava insieme alla zia, deceduta per le ferite riportate. La conferma arriva dallo stesso nosocomio. Nell'incidente è deceduta anche la zia, morta sul posto per le profonde ferite riportate. I genitori della piccola hanno dato il consenso all'espianto degli organi. I genitori della bambina di due anni, morta a Firenze dopo essere stata colpita da un ramo ieri sera nel parco delle Cascine, hanno dato il consenso all'espianto degli organi. A quanto si apprende dall'ospedale Meyer, dove la piccola era stata ricoverata in gravissime condizioni, l'espianto avverrà nella notte. Gli specialisti dell'ospedale pediatrico Meyer «hanno fatto di tutto per strapparla alla morte ma il trauma cranico era gravissimo. È un grande dolore per tutti». Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato che sarà proclamato il lutto cittadino quando ci saranno i funerali. 
Secondo quanto spiegato, la bambina ha riportato un trauma cranico e le sue condizioni sono considerate molto gravi. Sono in corso accertamenti di morte cerebrale. È quanto si apprende in ambienti sanitari. L'incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 22,30, in via della Catena. Zia e nipotina sono state colpite dal ramo di un albero, caduto probabilmente a causa di una malattia della pianta. La donna, 55 anni, è morta sul posto per le profonde ferite. La bimba è stata trasportata d'urgenza al pediatrico Meyer in stato di incoscienza. La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, per ora a carico di ignoti, su quanto accaduto ieri sera nel parco delle Cascine. Il pm Giuseppe Ledda, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo sul posto, ha disposto una perizia per chiarire i motivi che hanno provocato la caduta del ramo. Il corpo della cinquantunenne, Donatella Mugnaini, di Firenze, è stato trasferito all'istituto di medicina legale. Lunedì prossimo il pm deciderà se disporre l'autospia o un esame esterno del corpo. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha convocato una riunione straordinaria della giunta oggi pomeriggio sulla tragedia al parco della Cascine. L'albero non sarebbe stato censito tra quelli malati.
 

Emilio Moscato, campagnese, 47 anni è morto in un Drammatico impatto al Rione Pescara di Eboli

EBOLI 28 Giugno 2014 Drammatico impatto al Rione Pescara di Eboli, muore un 47enne di Campagna, finisce in ospedale – in gravi condizioni – il figlio. La tragedia s’è verificata nella serata di ieri, intorno alle 21, a via Sandro Pertini nei pressi della Farmacia comunale dell’area dell’ex 167 dove – per cause ancora al vaglio delle forze dell’ordine – hanno impattato una Lexus di colore grigio e un Fiat Fiorino. Uno scontro tremendo, probabilmente mentre il Fiorino stava svoltando sulla sinistra è stato investito dalla Lexus. Per Emilio Moscato, campagnese, 47 anni, non c’è stato nulla da fare. L’uomo, alla guida del mezzo commerciale, è morto sul colpo. Nessuna speranza, il tremendo impatto ne ha stroncato immediatamente l’esistenza.Il figlio, invece, all’impatto è sopravvissuto. Il giovane, che versa in gravi condizioni, è stato trasferito subito presso il pronto soccorso del vicino ospedale di Maria Santissima Addolorata di Eboli in condizioni serissime. Per il momento i medici e i sanitari che si sono da subito prodigati per dargli le primissime cure del caso mantengono il più stretto riserbo sulla prognosi. Sul posto sono subito giunti, insieme agli uomini del 118, anche i carabinieri della compagnia di Eboli e i caschi rossi del locale compartimento. Da subito, militari e vigili del fuoco, hanno lavorato prima per compiere tutti gli accertamenti del caso sul posto della tragedia e poi per ripristinare la viabilità sul tratto interessato dall’ennesima tragedia della strada.

Giamarco Pezzotta 19 anni muore in un terribile incidente a Montenero

MONTENERO DI BISACCIA.28 Giugno 2014
Tragico incidente questa mattina a Montenero. Un ragazzo di soli 19 anni ha perso la vita a bordo del suo scooter schiantandosi contro l’inferriata di un muretto. L’incidente è avvenuto intorno alle 11.30.
Giamarco Pezzotta, questo il suo nome, stava transitando via Argentieri, probabilmente per raggiungere la parrocchia in vista della ricorrenza patronale, quando ha perso il controllo del mezzo in curva, finendo per sbattere contro la struttura di metallo.
A nulla è servito il tempestivo intervento di soccorso del personale medico del 118 e dei volontari della Misericordia. La notizia della prematura scomparsa di Giamarco, molto conosciuto in paese, ha scosso l’intera collettività montenerese

Incendio in casa, donna morta intossicata a Novara

Una donna cinquantenne è morta intossicata nell'incendio del suo appartamento, nella notte a Novara. Le fiamme, divampate per cause in corso di accertamento, hanno sprigionato un fumo denso. La vittima è stata sorpresa dalle fiamme nel suo appartamento di via Prestinari, al piano rialzato, e non ce l'ha più fatta a uscire dell'abitazione. Sono stati i vigili del fuoco a portarla fuori. Soccorsa dal 118, è stata trasportata all'ospedale Maggiore, dove è deceduta

Giulia Bidoli,23 anni è morta in un incidente stradale avvenuto a Pignano di Ragogna (Udine)

RAGOGNA 28 Giugno 2014 Una 23enne, Giulia Bidoli, è morta in un incidente stradale avvenuto questa mattina a Pignano di Ragogna (Udine).

Nello scontro è rimasto gravemente ferito anche un 27enne. Lo scontro è avvenuto in via Valeriana, dove lo scooter sul quale viaggiavano i due giovani si è scontrato con un'auto.

Oltre alla polizia stradale e ai vigili del fuoco, sul posto sono intervenuti anche l'elicottero del Suem (che ha tentato un salvataggio in extremis, portando la vittima all'ospedale di Udine) e un'ambulanza della Croce Rossa.

venerdì 27 giugno 2014

51 enne muore travolta da un ramo. Senza conoscenza la nipotina di due anni

Firenze Una cinquantunenne morta e la nipotina di due anni ricoverata al pronto soccorso priva di sensi. Questo il primo bilancio di un incidente verificatosi nel parco delle Cascine a Firenze, dove un grosso ramo si è improvvisamente staccato da un albero malato. Nell’area verde era in corso una manifestazione estiva.

Secondo le prime ricostruzioni, la caduta si è verificata intorno alle 22 in via della Catena. La donna, originaria del capoluogo toscano, si trovava sul posto con alcuni familiari ed è stata travolta dal ramo, che si presenterebbe cavo all’interno. L’impatto le ha procurato gravi lesioni e i tentativi di rianimarla da parte degli uomini del 118 sono risultati vani.

Insieme alla 51enne c’era anche la nipotina. La bambina non presenta lesioni evidenti, ma sarebbe arrivata priva di sensi al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Meyer. Non è ancora chiaro se lo stato di incoscienza sia una conseguenza dell'incidente o sia da attribuire allo choc per l'accaduto.

Tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente c’è stato anche il sindaco Dario Nardella, che stava partecipando ad una cena in un ristorante della zona. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Firenze-51enne-muore-travolta-da-un-ramo-Senza-conoscenza-la-nipotina-di-due-anni-ff4db392-315a-4d42-852e-d2b5f04ccd74.html#sthash.hztCboo4.dpuf

Sheryl Anne Aldeguer è morta a 28 anni dopo essere stata folgorata dal suo telefono mentre lo teneva in carica.

LONDRA 27 Giugno 2014 Uccisa dal caricatore del suo telefono. Sheryl Anne Aldeguer è morta a 28 anni dopo essere stata folgorata dal suo telefono mentre lo teneva in carica.
La donna, mamma di due figli, aveva acquistato un caricabatterie a basso costo e molto probabilmente difettoso. Una tragica fatalità che l'ha fatta morire con una scossa nelle orecchie trasmessele dagli auricolari che indossava.
Sheryl Anne è stata trovata morta folgorata dai suoi amici e non c'è stato nulla da fare.
Ora la casa di produzione del caricabatterie dovrà affrontare una dura battaglia legale.

MARZIA MENEGHEL, STRONCATA DAL TUMORE A 38 ANNI: AVEVA RACCONTATO LA SUA AGONIA SU FACEBOOK

di Eleonora Scarton
FELTRE (BELLUNO) 27 Giugno 2014 Ha affidato a Facebook i suoi ultimi giorni di vita, raccontando la malattia, le cure, la perdita dei capelli per la chemioterapia.

«Non lo faccio per mania di protagonismo - scriveva Marzia Meneghel, - lo faccio perché buttare fuori tutto fa bene. Mi sento più forte. Abbiamo sempre paura a parlare del Male per eccellenza ("el brutto mal") ma non serve a nulla nascondere. Bisogna farsi coraggio».

Marzia, giovane donna feltrina, è morta a 38 anni, lasciando il marito Andrea, i parenti e gli amici in un grande sconforto. Il suo coraggio, la sua voglia di vivere niente hanno potuto di fronte alla malattia che se l'è portata via troppo presto.

Lisa Parkisson è morta a 35 anni due giorni dopo aver daro alla luce il piccolo Zac.


ROMA 27 Giugno 2014 Quelli che dovevano essere i giorni più belli di tutta la vita si trasformano in un dramma per una famiglia britannica. Lisa Parkisson è morta a 35 anni due giorni dopo aver daro alla luce il piccolo Zac.
La donna è morta a seguito di una forte emorraggia di cui però non si conoscono le cause.
A notare il malessere è stata una delle infermiere: «Abbiamo tentato in ogni modo di rianimarla, ma non c'è stato nulla da fare».
La donna avrebbe dovuto fare un parto in acqua, ma dopo aver scoperto che il bimbo era podalico di è deciso per un cesareo. L'operazione sembrava essere andata bene anche se Lisa accusava un forte mal di testa che comunque poteva essere conseguenza dell'anestesia.
Nel post operatorio sembrava procedere tutto come da prassi e le condizioni di salute del bimbo erano ottime, fino al dramma.

L'ultimo ricordo che la famiglia ha della giovane donna è quello di lei che stringe il suo piccolo appena nato. «Ora vogliamo risposte su quanto successo», ha detto la famiglia, «Tutto ciò che ci rimane di Lisa è Zac».

giovedì 26 giugno 2014

Mamma di 3 bimbi muore a 28 anni È tubercolosi: profilassi nell'asilo

ASOLO 26  Giugno 2014 Una giovane donna di 28 anni, di origini marocchine, da molti anni residente in Veneto nel territorio dell'Ulss 8 di Asolo, è morta all'ospedale di Treviso per una grave forma di tubercolosi polmonare.  Il decesso è avvenuto ieri ma la notizia è stata comunicata questa sera dal presidente della Regione, Luca Zaia. La donna era stata ricoverata in rianimazione. Zaia ha disposto l'immediato avvio di tutte le procedure del caso. La donna era madre di tre figli, uno dei quali, una bambina, ha frequentato la scuola materna Ca' Reinati di San Zenone (Treviso). I responsabili dell'Usl, che ha richiamato in servizio anche il personale che si trovava in ferie, hanno già contattato tutte le famiglie dei bambini dell'asilo e hanno avviato la profilassi del caso. Le famiglie sono state anche convocate ad un incontro informativo con gli esperti dell'Usl, che si terrà domani pomeriggio. Non si è presentata la necessità di chiudere l'istituto in quanto domani si sarebbe trattato dell'ultimo giorno di scuola, fatto che rende più agevole il lavoro di prevenzione in atto. La tubercolosi è una malattia ancora molto diffusa nel mondo, dove si contano circa un milione di casi l'anno. In Italia, secondo dati dell'Istituto superiore di Sanità, i casi sono ormai stabilmente nell'ordine dei 4.500 l'anno.

Un bimbo di due anni e mezzo è stato investito e ucciso sotto gli occhi della madre che stava attraversando la strada a Tintoria

BOLOGNA 26 Giugno 2014 Un bimbo di due anni e mezzo è stato investito e ucciso sotto gli occhi della madre che stava attraversando la strada a Tintoria, frazione di Minerbio, nel Bolognese, tenendolo per mano all'altezza della fermata dell'autobus. Il piccolo si sarebbe svincolato all'improvviso, sfuggendo al controllo della mamma.

F.M. Muore a 46 anni mentre sta parlando al telefono con un amico.

VENEZIA 26 Giugno 2014 Muore a 46 anni mentre sta parlando al telefono con un amico. La tragedia oggi verso le 15 nell'appartamento in cui F.M. era da sola. Il tempo di dire che le girava la testa e poi più nulla. Il conoscente allarmato dal fatto che la donna non gli rispondeva più non ha perso tempo e ha allertato immediatamente il Suem. Quando i sanitari del 118 sono arrivati al civico 75 di via Baglioni a Mestre, hanno dovuto richiedere l'ntervento dei vigili del fuoco per abbattere la porta d'ingresso in quanto nessuno andava ad aprire. Una volta all'interno, hanno trovato la 46enne accasciata a terra ormai priva di vita. Sul posto anche una volante della polizia.

Clementina Gagliardi 25 anni e Martina Pettinelli 20 anni, vittime di un incidente in Australia

SIDNEY - Spiaggia di velluto sotto choc, 20enne senigalliese muore bruciata in Australia in un tragico incidente. La vittima è Martina Pettinelli.

Martina Pettinelli, vittima di un incidente in Australia
 L'incidente ieri mattina alle 7,30 in Augusta Highway, a 20 chilometri di South of Port Augusta. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Martina si trovava alla guida dell'auto, accanto a lei, la 25enne Clementina Gagliardi, orginaria di San Felice a Cancello, anch'essa deceduta nello schianto. I genitori delle giovani sono volati in Australia per il riconoscimento.
 

Dimessa due volte, muore due giorni dopo: Amy aveva 15 anni. Urlava: "Sto male"

LONDRA 26 Giugno 2014 La famiglia Carter, residente nel Worcestershire, in Inghilterra, sarà risarcita dall'ospedale per la morte della loro figlia Amy, 15 anni, avvenuta nel 2009.  La ragazza, nel dicembre 2009, aveva accusato alcuni sintomi influenzali e mal di gola, e mangiava e beveva a fatica. Visitata presso l'ospedale NHS Trust, i medici le avevano semplicemente prescritto una cura a base di paracetamolo. Tuttavia, nei giorni successivi, la ragazza aveva sviluppato eruzioni cutanee, occhi gonfi e febbre alta. 

mercoledì 25 giugno 2014

Domenico Iannone,29 anni è deceduto a seguito di un impatto avvenuto a Grumo Nevano, in provincia di Napoli

GRUMO NEVANO - Altra tragedia sulle strade campane. La vittima è un uomo di 29 anni, Domenico Iannone, deceduto a seguito di un impatto avvenuto a Grumo Nevano, in provincia di Napoli. L'uomo era in sella alla sua moto che si è scontrata con un'auto. Sul posto si sono recati i soccorsi sanitari e i vigili urbani della città che stanno accertando la dinamica dell'incidente.

TRAGICO INCIDENTE SULLA A1: POLIZIOTTO PERDE LA VITA

CASERTA 25 Giugno 2014 Tragico incidente sull'A1, nel tratto compreso tra Capua e Caianello, in direzione Napoli, al chilometro 711. Il bilancio provvisorio è di un morto e diversi feriti. La vittima sarebbe un poliziotto in servizio alla questura di Napoli, che viaggiava a bordo di un'auto con altri colleghi. Ancora da accertare la dinamica dell'incidente, avvenuto intorno alle 16. Distrutta l'auto su cui viaggiava (nella foto). Sul posto polizia, ambulanze del 118 e vigili del fuoco, impegnati a estrarre dalle lamiere le persone coinvolte. Traffico in tilt sull'autostrada, con code in aumento. Al momento, in direzione Napoli, dove il traffico scorre in deviazione sulla carreggiata opposta, si registrano 5 km di coda. Nella direzione opposta il traffico transita su due corsie e si registrano 2 Km di coda. Autostrade per l'Italia consiglia agli utenti diretti a Napoli di uscire a Caianello e rientrare alla stazione di Capua dopo aver percorso la strada provinciale Casilina, in direzione Napoli. Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite: i notiziari «my way» in onda sul canale 501 di SKY Meteo24; su RTL 102.5; su Isoradio 103.3 FM; attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21.

BIMBO DI 6 ANNI TRAVOLTO E UCCISO SULLE STRISCE DA UN'AUTO GUIDATA DA UNA RAGAZZA ALBANESE

REGGIO EMILIA 25 Giugno 2014 Un altro caso come quello del piccolo Gionatan, morto nel ravennate pochi giorni fa. Un bimbo di 6 anni è morto ucciso da un'auto mentre attraversava la strada con la madre e un'altra donna in prossimità di strisce pedonali. L'incidente alle 22:10 a Rubiera proprio davanti una caserma dei carabinieri. Una ragazza albanese alla guida di una Ford Fiesta ha investito i 3 pedoni. Attivati i soccorsi per il bimbo, travolto dall'auto, non c'è stato nulla da fare. La madre è in gravi condizioni. Ferita anche l'altra donna. Accertamenti da parte dei carabinieri.

na donna di 44 anni di Santhià (Vercelli) è morta dopo essere stata sottoposta ad un intervento di «sleeve gastrectomy laparoscopica»,

VERCELLI 26 Giugno 2014 Dramma in ospedale in Piemonte. Una donna di 44 anni di Santhià (Vercelli) è morta dopo essere stata sottoposta ad un intervento di «sleeve gastrectomy laparoscopica», operazione per la riduzione dello stomaco. La paziente, che pesava oltre 130 chili, è stata operata all'Istituto clinico Beato Matteo di Vigevano (Pavia). Durante la degenza post-operatoria, ha cominciato ad avvertire dolori al corpo, e dopo poco più di 48 ore è morta per una serie di complicazioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Vigevano, dove era stata trasferita d'urgenza. Sul corpo della donna è stata disposta l'autopsia per chiarire il motivo del decesso.

SCATTA UN SELFIE, POI SI SCHIANTA CON L'AUTO. RAGAZZA-MADRE MUORE ALL'ADDIO AL NUBILATO

OZARKS - La vita, il destino, sanno essere davvero crudeli. Quello che è accaduto a Collette Moreno, una ragazza di 26 anni, madre di un bimbo di 5, sfiora l'assurdo ma, purtroppo, rappresenta la triste realtà.
Collette Moreno, originaria di Kansas City (Stati Uniti), stava viaggiando, insieme ad una amica che conduceva il veicolo, verso il lago di Ozarks, Missouri: stavano andando a festeggiare il suo addio al nubilato. Collette, infatti, si sarebbe dovuta sposare con il suo fidanzato tra 4 settimane.
Le due amiche decidono di immortalare il momento di gioia scattando un selfie all'interno del'auto, ma una distrazione, un sorpasso azzardato su un dosso e nessuna delle due ragazze si è accorta che dall'altra carreggiata sopraggiungeva un altra vettura. L'impatto è stato violento: la conducente ha riportato ferite lievi, mentre Collette Moreno è morta tre ore dopo l'incidente all'University Hospital di Columbia.
Entrambe pensavamo che dall’altra parte della strada non ci fosse nessuno e non ci siamo accorte del dosso. Ho sterzato e il fuoristrada di fronte a me ha fatto lo stesso, ma non siamo riusciti a evitare lo scontro”, ha commentato l'amica che guidava il veicolo all’emittente televisiva KCTV .

martedì 24 giugno 2014

Addio Luigi Martini, 54 anni, allenatore di volley molto conosciuto a livello nazionale

SASSARI. C’è un bel pezzo di sport e tante speranze spazzate via nella tragedia di domenica notte sulla strada dei Due Mari, dove ha perso la vita Luigi Martini, 54 anni, allenatore di volley molto conosciuto a livello nazionale. Il coach era in Sardegna da qualche giorno per partecipare - insieme alle sue ragazze del Città di Frascati - al Volley Camp di Stintino. Doveva essere una settimana pensata per «Lavorare divertendosi», questo il motto della vacanza. Invece la tragedia ha cancellato in un attimo allegria e progetti.
La polizia stradale ieri ha ricostruito gli ultimi dettagli sulla dinamica dello scontro frontale. Secondo quanto è emerso dalla prima fase delle indagini, Luigi Martini era alla guida della Citroen C4, sulla quale viaggiavano anche Luisa Casillo, 25 anni di Napoli, atleta attualmente in forza all’Igor Gorgonzola di Novara in serie A1 (la ragazza è stata ricoverata in ospedale a Sassari ma non è in pericolo di vita) e la pallavolista sassarese Jole Ruzzini, 30, giocatrice del Frosinone, sempre in A1 (è già stata dimessa dall’ospedale di Alghero dove era stata trasportata con una ambulanza del 118). L’auto procedeva verso Alghero, diretta all’aeroporto per accogliere un’altra giocatrice di fama nazionale, Simona Gioli, che avrebbe dovuto partecipare al camp di Stintino, dove Martini era responsabile tecnico. All’altezza del bivio per l’Argentiera - in località “Juanne Abbas” - la C4, per cause che devono ancora essere accertate, ha invaso la corsia opposta, sulla quale procedeva il furgone Peugeot Expert guidato da Giuseppe Di Stefano, 51 anni di Messina (attualmente ricoverato a Sassari, condizioni serie ma non in pericolo di vita) e sul quale viaggiavano anche i colleghi di lavoro Paolo Caruso, 25 anni di Siracusa (dimesso dall’ospedale di Alghero dopo le prime cure) e Cinzia Carreri, 24 di Mantova (anche lei ricoverata e poi dimessa dall’ospedale di Alghero).
Gli agenti della polizia stradale hanno - per ora - accertato l’invasione di corsia e l’elevata velocità della Citroen C4. Il corpo di Luigi Martini è stato trasferito all’istituto di Patologia Forense di Sassari per l’esame del medico legale disposto dal magistrato di turno. Gli investigatori - guidati dal dirigente della Polstrada di Sassari Giacinto Mattera - hanno cominciato a sentire i feriti, per avere un quadro ancora più chiaro sulle cause che hanno provocato il terribile schianto nel quale ha perso la vita il coach originario di Zagarolo.
L’allenatore era arrivato a Stintino il 20 giugno e insieme alla comitiva - formata da tecnici e atlete - aveva trovato alloggio al Borgo Country Paradise. Per gli allenamenti, il Comune di Stintino aveva messo a disposizione la palestra in paese. Una bella esperienza, anche per la presenza di atlete professioniste, protagoniste nel campionato di serie A1 e di diversi tecnici di fama nazionale. Ieri mattina la responsabile della palestra ha aperto e atteso l’arrivo di tecnici e atlete, ma non ha visto arrivare nessuno. Dopo un po’, ha chiamato il numero di cellulare che le era stato lasciato dall’organizzazione come contatto: il telefonino era quello di Luigi Martini, non era raggiungibile. Solo più tardi, quando si è recata al Palazzo comunale ha appreso la notizia della tragedia di domenica notte costata la vita al coach che aveva scelto Stintino per la vacanza sportiva che doveva servire alle sue giovanissime atlete - le «gabbianelle» del Città di Frascati Vbc - per crescere con gli insegnamenti di nomi notissimi del panorama professionistico della pallavolo nazionale. Incredulità e disperazione tra atlete e dirigenti della società della quale faceva parte Martini, e grande dolore anche tra i colleghi del coach scomparso.

Diego Bortoletto, 62 anni, di Spresiano, non ce l'ha fatta. Si è spento dopo due giorni di agonia nel suo letto d'ospedale al Ca’ Foncello di Treviso.

di Andrea Zambenedetti
SPRESIANO - Era stato un passante a gettarsi nel fosso per tirarlo fuori. La successiva telefonata al 118 e la corsa in ospedale sembravano avergli salvato la vita dopo l'uscita di strada mentre procedeva in sella alla sua moto. 
FOTO 1di 1
Diego Bortoletto
 Invece Diego Bortoletto, 62 anni, di Spresiano, non ce l'ha fatta. Si è spento dopo due giorni di agonia nel suo letto d'ospedale al Ca’ Foncello di Treviso. Lo schianto nella serata di giovedì in via Colombo. Bortoletto viaggiava in sella alla sua moto e, secondo i primi rilievi, procedeva a bassa velocità. All'improvviso è però andato dritto finendo dentro un fossato. Le condizioni di Bortoletto in un primo momento non hanno preoccupato i familiari. «Sono fortunato, sono vivo per miracolo» ha detto l'uomo per rassicurare la moglie, Donatella Calesso.

Bimba di 6 anni cade dal balcone dal sesto piano di un palazzo a Caivano,

Napoli 24 Giugno 2014 Una bimba è precipitata dal sesto piano di un palazzo a Caivano, nel napoletano.
La bimba abitava nelle case popolari del Parco Verde (isolato 3, al sesto piano). Il balcone è composto da un muretto e da una piccola ringhiera. Secondo la prima ricostruzione la piccola ha poggiato un piedino sul muretto ed è precipitata. L'anno scorso in quel condominio morì nella stessa maniera un bimbo di tre anni Nello schianto sono state frantumate ossa e organi interni. inutili i soccorsi al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Di Dio di Frattamaggiore.
 

Addio Ciro Esposito dichiarato clinicamente morto

ROMA 24 Giugno 2014  Ciro Esposito è in fin di vita, proprio a causa delle condizioni di salute estremamente precarie le voci della sua morte si sono susseguite negli ultimi minuti, ma la madre, contattata al policlinico Gemelli, rassicura e dice: "Il cuore batte ancora, chi ha fede preghi Dio". LA MAMMA AL CAPEZZALE Non è riuscita a dire nulla la mamma di Ciro, che è arrivata al capezzale del figlio, al reparto rianimazione del Gemelli e ne è uscita piangendo, accompagnata da una suora.
Padre Mariano, cappellano del Cristo Re, ha raggiunto Ciro per l'estrema unzione. In reparto sono arrivati anche i dirigenti sanitari, che hanno allontanato i giornalisti. Ora si dovrà gestire una situazione critica anche per i parenti degli altri degenti. "RESTO CON LUI FINO ALL'ULTIMO" «Resto qui fino all'ultimo, non me ne vado». Così parlando con parenti e amici Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli in fin di vita al Gemelli. La donna è uscita in lacrime dalla sala di rianimazione dove si trova il figlio. IL QUESTORE SI DIMETTA Un amico della famiglia Esposito, presente al capezzale di Ciro, ha dichiarato alla stampa che i tifosi napoletani sarebbero pronti a chiedere le dimissioni del questore di Roma. Dello stesso parere il presidente del Napoli Club di Roma, Gino Di Resta.

 I PARENTI IN VIAGGIO Da Napoli i parenti stretti di Ciro si stanno muovendo per raggiungere Roma e stare vicini ai genitori che non hanno mai abbandonato la capitale per rimanere vicini al ragazzo. L'AVVOCATO "CONDIZIONI DISPERATE" L'avvocato Angelo Pisani che ha assunto la difesa di Ciro dopo i fatti di Roma ha confermato le voci sull'aggravarasi della situazione: "le condizioni sono disperate". Anche l'avvocato e amico di famiglia Damiano De Rosa ha confermato la situazione drammatica: "Ci vorrebbe solo un miracolo".
"Fino a qualche ora fa Ciro diceva 'Non ce la faccio più, voglio che finisca questa storià'". Lo ha riferito Damiano De Rosa, legale e amico della famiglia Esposito, parlando del giovane in fin di vita al Gemelli. "Prima era ancora cosciente, ci si poteva parlare, ora lo tengono in vita con i farmaci - ha aggiunto -. La madre ha capito che ci vorrebbe un miracolo". Al capezzale di Ciro Esposito la madre, il padre e la fidanzata, con altri parenti ed amici. NUOVA INFEZIONE. Un'infezione polmonare che si è innestata in un quadro clinico già compromesso. Sarebbe questa la causa dell'aggravarsi delle condizioni di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito a colpi di pistola nel pre-partita della finale di Coppa Italia, nei pressi dello Stadio Olimpico. Esposito ha subito alcune operazioni, la prima al polmone; è in dialisi e ha un'attività epatica non pienamente efficiente. L'ultimo intervento lo aveva subito il 19 giugno scorso.

Cooper, bimbo di 22 mesi morto dimenticato sotto il sole nella macchina dal papà, Justin Ross Harris.

Martedì 24 Giugno 2014
di Simone Pierini
ATLANTA - Si tinge di giallo la tragedia che ha visto vittima il piccolo Cooper, bimbo di 22 mesi morto dimenticato sotto il sole nella macchina dal papà, Justin Ross Harris. "Cosa ho fatto?", urlava l'uomo di 38 anni mentre chiamava i soccorsi. Ma ora la polizia ha dei dubbi sull'ipotesi dell'errore.
Doveva lasciare il figlio all'asilo nido alle 9 in punto. Invece ha tirato dritto verso l'ufficio come nulla fosse con il bimbo nei sedili posteriori. Ha passato la sua solita giornata lavorativa per poi ritrovarlo morto verso le 16, a fine turno. Ma secondo le forze dell'ordine ci sarebbero diverse incongruenze nel racconto.
Ora l'accusa sembra essere quella di omicidio e crudeltà verso i bambini. L'uomo si è dichiarato non colpevole, le indagini vanno avanti.

lunedì 23 giugno 2014

Nerisa Consoli 29 anni è morta in un terribile incidente Nerisa Consoli

Verdello 23 Giugno 2014
Incidente mortale, domenica 22 giugno, verso le 22,30, sull’ex statale 42, nel territorio di Verdello. Una donna di 29 anni è morta nello scontro con un’auto. Si tratta di Nerisa Consoli, figlia di una coppia residente appunto a Verdello.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, la donna stava viaggiando su una Kawasaki lungo la ex strada statale quando per cause da accertare pare abbia perso il controllo della due ruote finendo a terra e contro una Chevrolet Spark che stava sopraggiungendo dalla corsia opposta di marcia.

L’impatto, inevitabile, è stato violentissimo. Sul posto sono stati chiamati immediatamente i soccorritori, ma per le donna non c’è stato più sulla fare. Per i rilievi di legge sono intervenuti i carabinieri e la polizia locale. La 29enne era con ogni probabilità un’appassionata delle due ruote. L’homepage della sua pagina Facebook la vede ritratta appunto a cavallo della sua moto.

Luigi Martini di 54 anni, turista romano di Zagarolo è morto in un incidente sulla "strada dei due mari" poco dopo il bivio per l'Argentiera in direzione Alghero.

Alghero 23 Giugno 2014
Luigi Martini di 54 anni, turista romano di Zagarolo, si è scontrato, per ragioni ancora da accertare, con un furgone Peugeot. L'impatto è stato fatale per il turista che, prelevato dal 118, è purtroppo deceduto a seguito delle lesioni subite nell'impatto. Ricoverato anche l'autista del furgone che però non desta preoccupazioni e i passeggeri dell'auto condotta dal Martini. Nel complesso sono state cinque le persone ferite visitate dai sanitari.
Sul luogo i Vigili del Fuoco di Sassari i medici del 118  e la Polizia Stradale che ha compiuto i rilievi di rito.

Michele Ricci, 24 anni è morto in un terribile incidente sull’A12 in direzione di Livorno


PISA 23 Giugno 2014 Incidente mortale questa notte alle 4 sull’A12 in direzione di Livorno, nel territorio di Pisa. Michele Ricci, 24 anni, nato a La Spezia e residente a Roma, al volante di una Smart ha perso la vita in uno scontro in cui sono rimasti coinvolti anche un autocaravan condotto da un messinese e un Doblò guidato da un lucchese. L'urto si è verificato sulla corsia di sorpasso dell'autostrada A/12 in direzione Livorno. Inutili i soccorsi inviati dal 118 di Pisa, mentre per estrarre il corpo dalle lamiere dell'auto è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco di Pisa. Sono in corso gli accertamenti del comando sottosezione Polstrada di Viareggio per accertare le circostanze che hanno portato all'esatta dinamica del sinistro.

Addio Enzo Evangeli, 50 anni Sottufficiale della Polizia di Stato in servizio alla Questura di Roma , ha perso il controllo del sua moto Bmw

Un incidente mortale si è verificato nel pomeriggio di domenica 22 giugno sull'Autostrada A25 Roma-Torano-Pescara. Erano quasi le 17 quando il 50enne Enzo Evangeli, Sottufficiale della Polizia di Stato in servizio alla Questura di Roma , ha perso il controllo del sua moto Bmw granturismo cadendo rovinosamente al suolo fino ad urtare violentemente il guardrail metallico posto a delimitazione della carreggiata autostradale.

SCOPPIO DEL PNEUMATICO - A nulla è servito il casco protettivo che l’uomo indossava regolarmente. La moto, che viaggiava in direzione della Capitale, avrebbe perso aderenza sull'autostrada a causa dell'improvviso cedimento di un pneumatico. I rilievi sono stati effettuati dagli uomini della Sottosezione Polizia Stradale di Pratola Peligna, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

ACCERTAMENTI DI RITO - La salma del 50enne è stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti di rito, il motoveicolo sottoposto a sequestro. In sella alla moto, assieme al 50enne, viaggiava la sua compagna, anch’essa appartenente alla Polizia di Stato, la quale è lievemente rimasta ferita.

COMPAGNA SOTTO CHOC - La donna, sotto choc è attualmente ricoverata all’ospedale di Sulmona, dove è stata sottoposta ad accertamenti. le sue condizioni non sono gravi.

Addio Domenico D'Alessandro (per tutti Mimmo) ha perso la vita lungo la Provinciale che collega che collega la Val d’Agri alla Sinnica.

In uno scontro violento fra una Ford Escort e una Fiat Doblò ha perso la vita Domenico D'Alessandro. Ferito e trasportato al San Carlo il conducente dell’altra auto coinvolta.
di ANTONIO GRASSO
TURSIIncidente mortale ai “Giardini di Tursi” lungo la Provinciale che collega che collega la Val d’Agri alla Sinnica. In uno scontro fra una Ford Escort e una Fiat Doblò ha perso la vita Domenico D'Alessandro (per tutti Mimmo). L’uomo era alla guida della Fiat in direzione Tursi, mentre a bordo della Ford Escort si trovava Antonio Rondinelli (anche lui di Tursi). L’auto del prof. Rondinelli procedeva in senso opposto, in direzione Ss Sinnica, quando – per causa ancor tutte da accertare – si è verificato l’impatto frontale. Talmente violento che per D’Alessandro non c’è stato scampo. L’uomo lascia la moglie e tre figli. Rondinelli – invece - dapprima soccorso dal personale medico del servizio di emergenza – urgenza 118 è stato, poi, trasportato in eliambulanza  all’ospedale San Carlo di Potenza. Attualmente si trova in rianimazione. Sul luogo del sinistro anche Vigili del fuoco e Carabinieri per le procedure di rito. Non è la prima volta, in fondo, che lungo quest’arteria si contano incidenti gravi. In particolare nel tratto “fatale”, evidentemente molto pericoloso. 

Maurizio Giovanni Manassi 48 anni, è morto in seguito alle gravi ferite riportate nello schianto contro un’auto

Incidente mortale nella serata di lunedì in galleria a Gandria, a pochi passi dal confine di stato. Uno scooterista di Dongo, 48 anni, è morto in seguito alle gravi ferite riportate nello schianto contro un’auto che procedeva in senso opposto. La vittima si chiama Maurizio Giovanni Manassi ed era originario, come detto, di Dongo.
Lo schianto è avvenuto dopo le 18. L’uomo, in sella alla sua moto, procedeva in direzione di Porlezza quando, all’interno di una delle gallerie che conducono al confine di stato (nell'immagine d'archivio), per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze di polizia elvetiche, ha perso il controllo della due ruote finendo rovinosamente a terra.
Nella caduta, il centauro è finito contro una Lancia che procedeva in direzione opposta, ovvero verso Lugano. L’impatto è stato devastante e il 48enne è rimasto schiacciato dalla vettura.
Pesantissime e inevitabili le ripercussioni sulla viabilità in un’ora di punta per i frontalieri. La gestione della viabilità è stata affidata alla polizia comunale di Lugano.
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