sabato 31 maggio 2014

Addio Giovanni Delli Carpini 51 enne è caduto dal ponteggio di un'abitazione privata in provincia di Isernia

Caserta 31 Maggio 2014Non ce l'ha fatta l'operaio che martedì scorso è caduto dal ponteggio di un'abitazione privata in provincia di Isernia. I carabinieri sequestrarono il cantiere...
E' morto l’operaio 51enne di Gallo Matese, Giovanni Delli Carpini (nella foto) che martedì pomeriggio è precipitato da un’impalcatura mentre lavorava presso un’abitazione privata di località Santa Lucia (nella foto a dx), a Roccaravindola. L’uomo è caduto dal ponteggio mentre era impegnato nel rifacimento della parte esterna dell’abitazione, da un’altezza di circa sei metri. L’impatto contro il suolo ha determinato lesioni ritenute gravi. La diagnosi immediata è stata un trauma cranico e di altre lesioni. L'uomo fin da subito era stato dichiarato in pericolo di vita e dopo essere stato trasferito in ambulanza presso il pronto soccorso di Isernia, dove è stato sottoposto agli accertamenti diagnostici e alle prime cura, l’operaio è stato ricoverato presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Campobasso ove qualche ora fa è deceduto.

Giuseppina Mastrogregorio, 61 anni è morta in un incidente sulla strada delle Sante Marie, vicino a Istia d'Ombrone

Grosseto, 31 maggio 2014 31 Maggio 2014 Tragico il bilancio dell'incidente avvenuto stamani sulla strada delle Sante Marie, vicino a Istia d'Ombrone (Grosseto). Nello scontro frontale tra due auto una donna è morta e altre due persone sono rimaste ferite, una in modo grave. Sul posto, insieme ai sanitari - è intervenuto anche l'elisoccorso che ha trasportato all'ospedale di Siena la persona rimasta ferita gravemente - hanno operato polizia municipale e vigili del fuoco. La strada è rimasta chiusa per circa un'ora al traffico per i rilievi.
La vittima si chiama Giuseppina Mastrogregorio, 61 anni, ed era molto conosciuta nella zona: insieme al marito aveva un banco di dolciumi. I medici del 118 hanno tentato a lungo di rianimarla, ma le ferite riportate nello schianto erano troppo gravi. Il marito stava viaggiando in un furgone che era dietro alla Mercedes.

Nicola Bertamini, 42 anni trentino di Arco è morto oggi precipitando in un canalone sotto la cima dolomitica del Sass Pordoi

TRENTO 31 Maggio 2014 Uno scialpinista è morto oggi precipitando in un canalone sotto la cima dolomitica del Sass Pordoi. Nicola Bertamini, 42 anni trentino di Arco, stava scendendo dalla cima assieme ad un gruppo di amici quando, nell'affrontare il canalone 'Holzer' a quota 2.800 metri, forse tradito da una lastra di ghiaccio ha perso l'equilibrio ed è scivolato per 300 metri.

Vano è stato l'intervento dei soccorritori, avvertiti dagli altri scialpinisti: l'uomo è deceduto sul colpo. La salma è stata recuperata dagli uomini del soccorso alpino con l'elicottero del '118' e trasportata a valle nella camera mortuaria del cimitero di Canazei.

Tedesco miracolato invece stamani a Riva del Garda (Trento): cade dal sentiero a strapiombo sul lago, un volo di 30 metri ma per fortuna finisce sulle rocce e si salva aggrappandosi agli arbusti. Soccorso dall'elicottero del 118 è stato trasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento, in gravi condizioni, ma cosciente.

Torre Annunziata. Aprono ai killer, due fratelli uccisi nella loro casa

Torre Annunziata. 31 Maggio 2014 Due killer armati hanno bussato alla porta all’una di notte, sono entrati nella villetta a due piani di via Andolfi e hanno crivellato di colpi i due fratelli Roberto e Giovanni Scognamiglio, pregiudicati di 24 e 41 anni.In un primo momento, gli inquirenti, vista anche la differenza di età tra i due, credevano che a finire sotto i colpi di un regolamento dei conti, dalla sicura matrice di camorra, fossero stati padre e figlio. Sempre nei minuti concitati che hanno seguito il delitto si era diffusa la notizia che i due erano stati uccisi mentre rientravano a casa. Invece gli aguzzini hanno bussato alla porta e freddato i due fratelli nella cucina.

Pioggia di fuoco. Sul luogo dell'agguato, il seminterrato della villetta, la polizia scientifica ha trovato decine di bossoli, ogive, frammenti di proiettili e anche una pistola calibro 9 Luger con ancora 10 cartucce nel caricatore e il colpo in canna.

Poteva essere una strage di camorra, in quanto nell’abitazione, erano presenti anche i figli piccoli di Giovanni. Roberto è morto sul colpo. Per Giovanni, invece, la corsa in ospedale, prima al pronto soccorso di Boscotrecase e poi al Loreto Mare, non è servita. L’uomo è giunto privo di vita al nosocomio napoletano.

Sul caso stanno indagando gli agenti della mobile di Napoli. Gli investigatori sono certi che i due pregiudicati conoscevano i loro assassini e che si tratti di un regolamento di conti maturato nell’ambito del traffico internazionale di droga. Diversamente non avrebbero aperto la porta all’una di notte a degli sconosciuti. Dopo il rumore della raffica di colpi, nel silenzio della notte, alcuni vicini, hanno sentito il rombo di una moto di grossa cilindrata.

Nel febbraio del 2011, Roberto e Giovanni Scognamiglio, insieme al padre Umberto, furono arrestati per usura. Le indagini, che furono condotte dai finanzieri del comando provinciale coordinate dal vice capo della procura del Tribunale di Torre Annunziata Raffaele Marino. Gli investigatori accertarono che i tassi usurai, imposti dalla famiglia Scognamiglio, variavano dal 60 al 170 per cento all'anno con almeno 20 imprenditori nel mirino, della zona vesuviana ma anche residenti in Lombardia, e utili dello strozzinaggio reinvestiti, tra l´altro, anche in un´agenzia di raccolta scommesse.

Nel corso dell´operazione furono sequestrati titoli, conti bancari e postali per un importo complessivo di 500 mila euro, auto (Mercedes e Bmw) per un valore di 250 mila euro, polizze assicurative per 82 mila euro e un´agenzia di raccolta scommesse intestata a quella che la Procura ritiene una società prestanome. Il valore è di 2 milioni e mezzo di euro.

Rapina al supermercato finisce in tragedia, carabiniere spara e uccide un bandito

Per una dinamica non ancora chiara, il carabiniere è stato costretto a sparare al rapinatore che è morto.
Napoli, 31 maggio 2014 – Tragedia a Qualiano, dove un rapinatore è stato ucciso da un carabiniere.
Un bandito, oggi pomeriggio, si è intrufolato all’interno di un supermercato in via Di Vittorio, dove c’era un carabiniere che era intento a fare la spesa.
Per una dinamica non ancora chiara, il carabiniere è stato costretto a sparare al rapinatore che è morto.
Fonte Il Mattino

50 enne muore colpito da malore aspettando i soccorsi nella centrale via Roma di Melito, nei pressi delle Colonne di Giugliano

di Giovanni Mauriello
Un uomo, dall'apparente età di 50 anni, è morto per strada, dopo essere stato colpito da un malore. I testimoni denunciano ritardi nei soccorsi.  Secondo i primi rilievi del medico legale, si sarebbe trattato di un infarto. L'episodio si è verificato in mattinata nella centrale via Roma di Melito, nei pressi delle Colonne di Giugliano. L'uomo aveva appena parcheggiato la sua auto e stava procedendo a piedi lungo il marciapiedi; è stato visto dapprima barcollare e poi scivolare per terra, privo di sensi. Qualcuno ha cercarto di soccorrerlo, mentre altri hanno allertato il servizio ambulanza del 118 e le forze dell'ordine, ma poco dopo è morto.
 

Marco Spinetti, 28 anni, originario dell’Isola d’Elba si è ucciso era deluso dal lavoro e dall'amore

ROMA 31 Maggio 2014 I rami spezzati sono ancora lì, sul marciapiede, lì dove Marco ha buttato la sua vita, con un volo dal quinto piano. Confusi tra le foglie a terra i guanti di plastica celesti, quelli usati dai soccorritori, una garza sporca di sangue. Qualcuno li raccoglie dal marciapiede e li butta via, gli amici di Marco alzano lo sguardo. C’è un vuoto nell’albero, i rami sono finiti a terra con lui, attraverso quello spiraglio si vede il balcone da dove giovedì mattina il ventottenne si è lanciato. Eccolo il tragitto del suo volo, le fronde hanno attutito la caduta ma non abbastanza per salvarlo. Una macchina parcheggiata a ridosso del tronco ha il paraurti ammaccato, il giovane gay che si è ucciso per amore avrà sbattuto anche lì. 
Marco Spinetti, il 28enne suicida a Roma
 «Che stupido è stato. Perché l’ha fatto?». Una sua carissima amica con la mano sulla bocca fissa le foglie a terra che la scopa sta disperdendo e vorrebbe che restassero ancora lì, a parlare di Marco. Marco Spinetti, 28 anni, originario dell’Isola d’Elba. L’ultima volta l’ha sentito due giorni prima che lui decidesse di farla finita dopo aver rotto con il suo compagno. «Non stavano insieme da tanto, sei mesi forse. Marco era innamoratissimo, diceva che era l’amore della sua vita». L’ultima foto insieme su Facebook è di quattro giorni fa, sono al ristorante. Giovedì mattina la lite, forse improvvisa. Il compagno gli dice che tra loro è finita e lui la prende malissimo, forse minaccia qualcosa e confessa i pensieri brutti che lo stanno assalendo. Si lasciano così, Marco probabilmente prende qualche farmaco per attutire il dolore, non risponde più al telefono. Squilli a vuoto del compagno, all’ennesima chiamata senza risposta lui si preoccupa e chiama il 113: andate in via Collazia, a San Giovanni. IL LAVORO
Gli agenti trovano Marco sul parapetto, al quinto piano, sfondano la porta di casa, i vigili del fuoco stanno gonfiando il materasso, un pompiere da un balcone vicino gli ha quasi preso la mano, ancora un attimo e forse ce la fa a salvarlo. Poi, il volo. Alle 12,10 il ventottenne arriva all’ospedale San Giovanni, un quarto d’ora dopo muore. Faranno degli esami per capire se prima di lanciarsi il giovane ha preso qualche psicofarmaco. Di pasticche che lui stava assumendo parlano anche gli amici. «Forse non voleva farlo, chissà, forse voleva solo chieder aiuto», si tormenta l’amica. Il padre e la sorella di Marco sono arrivati dall’Isola d’Elba, la madre l’aveva persa qualche tempo fa. Nessun problema in famiglia, sapevano che lui era gay e l’accettavano. «Tutti sapevano della sua omosessualità, Marco ne era orgogliosissimo. Si era trasferito dalla Toscana a Roma per lavoro, aveva un ottimo posto anche se ultimamente le cose andavano male». Team-leader in un’azienda che fornisce servizi a Sky. Ma adesso quello, raccontano gli amici, «era diventato un postaccio». Lui ne soffriva e pensava di andare via come già avevano fatto altri colleghi, ma non era facile rinunciare allo stipendio fisso, «ho un affitto da pagare». Prima o poi l’avrebbe fatto, ormai lì c’era solo amarezza. «I problemi sul lavoro e la delusione d’amore, forse si è sentito perduto, avrà pensato: non mi è rimasto più niente. Gli sarà caduto il mondo addosso, un momento di disperazione. Però, perché l’ha fatto?». Gli amici guardano le foglie allontanarsi, e poi di nuovo il balcone maledetto, «è quello». L’addio su Facebook. «Ciao Marcolino! Sei stato il sorriso di tanti, l'unico raggio di luce in un posto che era diventato troppo buio anche per te...la tua sensibilità, la tua gioia ti rendevano un essere speciale...». E ancora, «ti ho conosciuto in un posto dove regnava la cattiveria...e infatti tu li non centravi proprio niente!!! ...tu non ti sei buttato, tu sei caduto stordito da quella merda che ti avevano prescritto». «Ti mando un bacio nel vento, Marcolino».

Enrico Canciani, 30 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione vicino al ristorante di famiglia "I Ciarniei"

di Gabriele Zanchin
ASOLO 31 Maggio 2014 Un post su Facebook: «Evviva la vita». E dopo un giorno muore. Tragedia in casa Canciani a Pagnano d'Asolo. Enrico, 30 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione vicino al ristorante di famiglia "I Ciarniei". Enrico lascia la mamma Flora, con la quale viveva, e un immenso dolore tra le tantissime persone che lo conoscevano. Il funerale non è ancora stato fissato, ma potrebbe essere celebrato mercoledì.

La famiglia ha infatti chiesto che venga disposta l'autopsia per cercare di capire le cause della morte improvvisa. Nel giro di poco più di un anno la famiglia Canciani ha pianto la perdita dei due storici titolari del ristorante: i fratelli Tito e Daniele (il papà di Enrico).

venerdì 30 maggio 2014

Anniversario di Giulia Spinello Trascinata e uccisa da un Suv per 4 km

Un Anno fa ci lasciava Giulia Spinelli Trascinata e uccisa da un Suv per 4 km.
Ultimi giorni della tua vita felice e spensierata. Il barbecue, la tua passione! Una passione nata e coltivata agli scout, quando lo stare all'aria aperta vuol dire anche sapersi cucinare della buona carne sul fuoco improvvisato. Quella sera, nonostante il temporale, avevi continuato sotto al porticato e terminata la grigliata, ti eri ritrovata nera come la carbonella.
"Ti piace nonna?" avevi detto. Avevamo cenato in compagnia di nonna Mirca, che ti aveva fatto i complimenti. E tu, come al solito, avevi sorriso felicemente.
Ci manchi, Giulia. Ci mancano le tue iniziative, le tue brillanti idee, la tua voglia di vivere...
Ecco la pagina Facebook 
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Giuseppe Pilotta, muratore 65enne di Gattinara è morto lavorando

E' morto lavorando Giuseppe Pilotta, muratore 65enne di Gattinara.
L'incidente mortale è avvenuto mercoledì pomeriggio a Romagnano Sesia. L'uomo si trovava sul tetto di un'abitazione per sostituire alcune tegole quando, dopo averne rimosse alcune, un traversino di legno ha ceduto sotto il suo peso.
Pilotta è quindi precipitato per circa dieci metri. Sul posto sono intervenuti nel giro di pochissimo tempo i medici del 118, ma ormai per l'uomo non c'era più niente da fare.
Pilotta, che si era trasferito da poco da Romagnano Sesia, lascia la moglie e due figli.

Vincenzo Ascione, 51 anni, residente a Napoli, è morto sul colpo in un terribile incidente in via Sarno Palma.Illeso il figlio Ciro

Sarno 30 Maggio 2014 Ancora un incidente mortale sulle strade della Campania. Venerdì mattina, all’alba, un’automobile ha perso il controllo mentre percorreva via Sarno Palma. La vettura è uscita dalla carreggiata ed è andata a sbattere violentemente contro un muro. Nell’urto, Vincenzo Ascione, 51 anni, residente a Napoli, è morto sul colpo. Al momento dell’incidente, a bordo era presente anche il figlio Ciro, di 20 anni, che, per fortuna è rimasto illeso riportando solo lievi ferite. Sulle cause del sinistro sono a lavoro i carabinieri della stazione di Sarno e del reparto territoriale della Compagnia di Nocera Inferiore. -

Messina: Marco Costa,arbitro di 24 anni muore in incidente stradale

Incidente mortale a Messina questa notte. Poco dopo le 3,30 a perdere la vita è stato Marco Costa, 24 anni, residente in contrada Varna, arbitro di calcio. Il sinistro è avvenuto quasi all’incrocio tra le vie Garibaldi e Legnano. La vittima viaggiava su uno scooter Sh 150 insieme ad un altro messinese di 23 anni e suo amico. L’incidente potrebbe essere stato autonomo anche se, dopo i rilievi, le indagini sono affidate agli agenti della Sezione Infortunistica della Polizia municipale di Messina per accertare la dinamica. Marco Costa è morto una volta giunto in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto, l’amico è stato trasportato con una ambulanza all’ospedale Papardo e le sue condizioni non sarebbero gravi.
“Marco Costa era un arbitro in gamba ma prima ancora era un ragazzo solare e con grandi valori. Il Cus Unime manifesta costernato la sua profonda partecipazione a questo tragico lutto”. Si stringono nel dolore i rappresentanti del Cus Unime che, proprio in questi giorni, sta portando avanti l’University Football Cup, i campionati universitari di calcio a 5. Marco Costa era l’arbitro principale. In segno di lutto è stata disposta la sospensione dell’intero torneo.
Fonte:http://www.glpress.it/wordpress/?p=82447

Autore
The-warriors

Marco Santone, 29 anni, è morto scavalcando il cancello per non svegliare i genitori

CHIETI 30 Maggio 2014 Marco Santone, 29 anni, è morto nella notte, nel quartiere «Filippone» di Chieti, scavalcando il cancello della sua abitazione per rientrare in casa dopo una serata trascorsa fuori. Il suo corpo è stato trovato solo stamani da un inquilino della palazzina, un poliziotto. Un primo esame del medico legale ha evidenziato che nella caduta il ragazzo, di 29 anni, ha battuto la testa.

Il giovane, Marco Santone, è morto dopo un volo di quasi cinque metri, battendo con violenza la testa sull'asfalto. Dalla ricostruzione degli investigatori sarebbe emerso che non aveva le chiavi del cancello esterno dello stabile in cui vive con i genitori. Probabilmente per evitare di svegliare i famigliari nel cuore della notte, ha tentato di scavalcare dal lato che conduce al vano dei garage, al piano rialzato dell'edificio da cui si può accedere alle abitazioni. Ma avrebbe perso l'equilibrio, precipitando.

L'incidente si sarebbe verificato intorno alle 3 del mattino; il suo corpo è stato però scoperto solo alle 8, da un condomino. Quando sul posto è arrivata l'ambulanza del 118 per il giovane, che aveva perso molto sangue, non c'era più nulla da fare. Sul posto, per rilievi e accertamenti, la Volante, la Polizia Scientifica e la Squadra Mobile, oltre al medico legale Cristian D'Ovidio per un primo esame. Marco, 29 anni, laureato all'Accademia delle Belle Arti dell'Aquila, componente di una band, aveva trascorso la serata in un locale di Chieti. Al termine, un amico lo aveva riaccompagnato in auto davanti casa. Suo padre Antonio è il presidente provinciale di Chieti dell'Unione Italiana Ciechi.

Cristina Alongi uccisa da un albero ascolta l'audio choc

Napoli. 30 Maggio 2014 Non è bastato il senso civico di un cittadino, che aveva segnalato l'allarme, rivolgendosi ai vigili del fuoco. 
  Non è bastata una richiesta garbata rivolta alla sala operativa dei vigili del fuoco, per ottenere un intervento di messa in sicurezza di un pino che si era incrinato su se stesso. No, da quel momento in poi, è accaduto di tutto, tranne un normale intervento in grado di mettere in sicurezza l'albero che avrebbe ucciso Cristina Alongi, che transitava a bordo della propria auto in via Aniello Falcone, una delle strade più belle della città.

Era il 10 giugno del 2013, una morte annunciata, come emerge dalle telefonate acquisite dalla Procura di Napoli e depositate in questi giorni in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio del funzionario agronomo del comune di Napoli Cinzia Ignorato Piccioni, nei confronti di un vigile del fuoco e di un agente di polizia municipale. Tre richieste di processo per omicidio colposo, al termine delle indagini del pm Giovanni Corona, in cui pesano due telefonate finite agli atti. Le telefonate. La prima: quella del 27 maggio, quando il gestore di un bar di via Aniello Falcone chiama i vigili del fuoco - risponde Tiziano Fucci, coordinatore della sala operativa - per chiedere un intervento sull'albero nei giardinetti pubblici. Commerciante: L'albero si è inclinato su se stesso, causa maltempo.
Vigile del fuoco: In una strada privata?
Commerciante: No, sono i giardinetti pubblici. Intervenite?
Vigile del fuoco: Certo che interveniamo.  Ma da quel momento in poi, nessun intervento. Solo una sorta di rimpallo della responsabilità, come emerge dalla telefonata fatta dai vigili del fuoco alla sala operativa dei vigili urbani. Sembra un siparietto, se non fosse morta una donna, ma proviamo a seguire la trascrizione. Sempre il 27 maggio, Fucci si limita a chiamare Marino Reccia, assistente della polizia municipale. Vigile del fuoco: Ciao, collega, ci hanno contattato da via Aniello Falcone, 300, questione giardinetti pubblici, dicono che c'è un albero in bilico, si sta piegando.
Vigile urbano: E voi non intervenite, collega?
Vigile del fuoco: E quello è un giardinetto, scusami.
Vigile urbano: Quindi? L'albero lo manteniamo noi?
Vigile del fuoco: No, dice che non sta cadendo, ma lo vede piegato una cosa è piegato e una cosa è che sta cadendo.  Agli atti del processo, è indagato anche il funzionario agronomo del comune di Napoli, che dovrà difendersi dall'accusa legata al sopralluogo in via Falcone ad aprile del 2013, al termine del quale non avrebbe calcolato il rischio del crollo dell'albero.

Alessia Pistolato 18 anni è morta al Policlinico per meningite.

BARI 30 Maggio 2014 Una giovane di 18 anni che aveva lavorato domenica scorsa come rappresentante di lista in un seggio elettorale a Bari, è morta al Policlinico per meningite. Le autorità sanitarie hanno attivato le procedure per la profilassi nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato nello stesso seggio. Alessia Pistolato (Facebook)
 Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, si è detto "profondamente addolorato e rattristato per questa immane tragedia che, in soli due giorni, ha portato alla scomparsa di una ragazza di 18 anni". "Siamo costantemente in contatto con la Asl - spiega - il Policlinico dove stamattina è avvenuta la tragedia e con il Prefetto. Abbiamo immediatamente richiamato tutti i componenti del seggio della scuola dove sarebbe stata contratta la malattia, e li stiamo sottoponendo ad una massima profilassi oltre a tutti gli accertamenti del caso". La ragazza si chiamava Alessia Pistolato. Tutti i componenti del seggio in cui la ragazza ha fatto la rappresentante di lista alle ultime elezioni Europee e Comunali sono stati sottoposti alla profilassi prescritta in questi casi. Con loro anche i rappresentanti di lista e tutti coloro che per motivi vari hanno stazionato negli stessi ambienti per più ore. Sono stati sottoposti a profilassi anche i ragazzi che frequentano la parrocchia nella quale la giovane era molto attiva, nel quartiere San Pasquale di Bari

Schianto a Messina: muore un 23enne, un altro ferito

Incidente stradale mortale la notte scorsa a Messina.
Un giovane è morto e un altro è rimasto gravemente ferito.
I due, entrambi di 23enni, erano in sella a una moto che, per cause in corso di accertamento, è uscita di strada.
Nello schianto uno dei due è rimasto ucciso mentre l’altro è stato trasportato d’urgenza all’ospedale ed è ricoverato in prognosi riservata. Gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale sono al lavoro 

Ragazzo 27enne è morto in via San Massimo, urtato da un'auto che si è data alla fuga.

VERONA 30 Maggio 2014 Un 27enne è morto questa mattina in via San Massimo, urtato da un'auto che si è data alla fuga. Il giovane era in sella al suo scooter quando è stato colpito ed è finito fuori strada, morendo sul colpo. Secondo alcuni testimoni la macchina fuggita sarebbe di colore grigio.
Le indagini sono della polizia municipale.

Torna a casa e trova la sorella impiccata.

ANCONA 30 Maggio 2014 Torna a casa e trova la sorella impiccata. E' successo ieri sera ad Agugliano. Approfittando dell'assenza da casa dei suoi familiari la donna si è tolta la vita a 53 anni, poco distante dalla Chiusa di Agugliano.  A fare la tragica scoperta il fratello che rientrando a casa dopo il lavoro, attorno alle 19.30, l'ha trovata ormai priva di vita ed ha dato l'allarme telefonando disperato ai carabinieri. Inutili i soccorsi del 118, il medico non ha potuto che constatare il decesso della donna, nubile, persona molto riservata e solitaria, che, tra l'altro non amava fare vita sociale.

Addio Francesco Zerbi, calciatore di 34 anni ed è morto dopo un incidente sulla strada Jonio-Tirreno.Lascia 2 figli piccoli

REGGIO CALABRIA 30 Maggio 2014 Gravemente ferito in un incidente stradale non ce l'ha fatta Francesco Zerbi, calciatore di 34 anni ed è morto nella notte.Lo scontro è avvenuto ieri sulla strada Jonio-Tirreno. Le sue condizioni, da subito definite gravi dai medici dell'ospedale di Polistena, si sono aggravate fino a determinarne il decesso.
Zerbi si era distinto nel campionato di prima categoria segnando 42 reti che hanno consegnato alla Cittanovese la promozione. Era padre di due figli piccoli.

Marco, 28 anni lasciato dal compagno si uccide lanciandosi dal balcone in via Collazia, tra via Britannia e piazza Zama a Roma

di Marco De Risi
ROMA 30 Maggio 2014 I soccorritori non hanno fatto in tempo. Quando un vigile del fuoco gli stava allungando una mano per salvarlo, lui è precipitato dal quinto piano dello stabile a San Giovanni dove risiedeva.  Marco, 28 anni, ieri poco dopo mezzogiorno, è caduto nel vuoto dal parapetto del balcone della sua abitazione in via Collazia, tra via Britannia e piazza Zama. La caduta è stata attutita dagli alberi ma il corpo si è schiantato sul marciapiede da più di quindici metri d’altezza, proprio mentre i vigili del fuoco stavano gonfiando il materasso e sul posto erano arrivati polizia e carabinieri che stavano per irrompere nell’abitazione e bloccarlo. LO SCHIANTO
Il giovane è morto dopo pochi minuti dall’arrivo in ospedale. Ai soccorritori che erano riusciti ad avvicinarlo sul parapetto dello stabile il giovane era apparso stordito, forse sotto l’effetto di barbiturici. Uno stato confusionale che rendeva più difficile il tentativo di salvarlo. Così proprio quando un vigile del fuoco era quasi riuscito a prenderlo per una mano, il giovane è caduto nel vuoto. Un fine tragica sulla quale stanno ora indagando gli agenti del commissariato di zona. Dai primi accertamenti, gli investigatori ipotizzano che che la decisione di andare sul parapetto Marco l’abbia presa dopo una delusione d’amore. Di recente infatti era stato lasciato dal suo compagno. E’ stato proprio quest’ultimo, infatti, a chiamare la polizia per segnalare le intenzioni suicide di Marco.
«Presto, correte in via Collazia - ha detto l’uomo ad un operatore del 113 - il mio ex compagno mi ha chiamato dicendo che vuole farla finita». Nel giro di pochi minuti è scattato l’allarme. Equipaggi della polizia e dei carabinieri sono andati sul posto e hanno subito visto Marco seduto sul bordo esterno del balcone della sua abitazione al quinto piano dello stabile. E’ arrivata un’ambulanza e anche i pompieri che stavano gonfiando il telone pneumatico. I TENTATIVI
Un poliziotto nel frattempo aveva raggiunto l’abitazione attigua a quella del giovane e si è sporto dal balcone avvicinandosi il più possibile. Ha cercato di tranquillizzare Marco che è apparso come incosciente, sotto l'effetto di farmaci. Nel contempo i vigili del fuoco hanno sfondato la porta di casa. Sembrava che tutto stesse per concludersi positivamente. Poi gli attimi finali e il capovolgimento di fronte. Un vigile del fuoco stava per afferrarlo quando il ventottenne è precipitato nel vuoto. Il magistrato di turno è stato avvertito dalla polizia della morte ed è stata aperta un’inchiesta per stabilirne le cause e per ricostruire il vissuto del giovane.
Marco non ha lasciato biglietti. L’ipotesi che prevale è che il ragazzo possa avere amplificato l’abbandono del suo ex compagno fino a giungere al gesto estremo. Sarà importante l’autopsia che si terrà a giorni all’istituto di Medicina Legale per appurare se abbia agito sotto l’effetto di psicofarmaci o altro. Il giovane viveva da solo e i suoi parenti abitano fuori Roma. La polizia ha contattato uno zio che, affranto dal dolore, non ha saputo aggiungere elementi nuovi a quel che già gli investigatori sapevano. Nelle prossime ore sarà ascoltato l’ex compagno di Marco colui cioè che ha dato l’allarme.
 

Jade Glen, mamma di 22 anni incinta di 8 mesi è stata trovata morta in casa dai suoi genitori mentre si lavava i denti

LONDRA 30 Maggio 2014 Morta mentre si stava lavando i denti. Jade Glen, mamma di 22 anni incinta di 8 mesi è stata trovata morta in casa dai suoi genitori. La ragazza ha avuto un malore mentre stava lavando i denti ma a soccorrerla in casa non c'era nessuno se non il piccolo di 18 mesi.
Dopo aver provato a telefonare più volte i genitori hanno deciso di andarla a trovare perchè preoccupati e una volta in casa hanno visto il corpo della figlia. Qualche giorno fa la donna aveva avvertito un malore ed è stata ricoverata per un sospetto coagulo di sangue probabilmente dovuto alla gravidanza, ma era stata dimessa ed era tornata a casa. Evidentemente il problema non era stato riscontrato e ha portato al dramma imprevisto. «Non capisco perchè l'abbiano dimessa», ha detto la madre, «Jade era una ragazza tanto solare». Ora la famiglia è in attesa dei risultati dell'autopsia per capire la reale causa della morte.

giovedì 29 maggio 2014

Muore 29enne investito sull'Andria-Barletta

Ancora un incidente mortale sulla SS170 Andria-Barletta.
Questa notte, intorno all'una, un giovane 29enne extracomunitario di origine marocchina è stata investito da una Mercedes "Classe A" che viaggiava in direzione Barletta. L'uomo procedeva sulla carreggiata stradale senza giubbotto di segnalazione.
Da una prima ricostruzione, il giovane è stato trascinato per diversi metri dalla Mercedes nonostante il tentativo di evitare l'impatto. A bordo dell'auto vi erano quattro ragazzi di Barletta, tutti sotto shock, fermatisi immediatamente per accertarsi dell'accaduto.
Sul posto l'intervento di due ambulanze del 118, tra cui l'equipe "Mike 8" di Andria 1 e Barletta 1, nonché Vigili del Fuoco e Carabinieri che hanno faticato per risalire all'identità dell'uomo sprovvisto di documenti.
Strada bloccata per un paio d'ore per i rilievi del caso.

Margaret Lamberty, mamma di quattro figli di 45 anni, morta per un mal di pancia

di Simone Nocentini
STAFFORD - La protagonista di questa vicenda di malasanità si chiama Margaret Lamberty, mamma di quattro figli di 45 anni, morta per colpa di un coagolo di sangue

Questa foto, scattata dai familiari, testimoniano la sofferenza della donna, svenuta sul pavimento a causa dei dolori, ignorata da tutto il personale medico del North Staffordshire, in Inghilterra, che non le hanno voluto somministrare degli antidolorifici. "Mia madre è stata trattata in modo orribile - commenta la figlia Laura, 28 anni - è stata lasciata in una corsia dell'ospedale per 3 giorni, prima di morire a causa del dolore straziante. E' stato terribile, la cosa peggiore che abbia mai visto in vita mia. Abbiamo detto ai medici molte volte che mia madre soffriva di coaguli di sangue, ma hanno fatto finta di non sentire", conclude.

Dana Baker 13 anni si è tolta la vita impiccandosi. Nel 2009 la ragazzina è stata stuprata dal suo insegnate di karate Jaspal Riat

BIRMINGHAM 29 Maggio 2014 Si uccide a 13 anni perchè non sopportava il ricordo dello stupro. Dana Baker si è tolta la vita impiccandosi. Nel 2009 la ragazzina è stata stuprata dal suo insegnate di karate Jaspal Riat. L'uomo di 51 anni ha abusato della giovane allieva per 9 mesi prima di essere scoperto e imprigionato per 8 anni. Dopo la violenza la ragazza ha provato più volte a togliersi la vita. I servizi sociali che hanno seguito Dana dopo le violenze hanno segnalato più volte gli episodi alle autorità che però sembra siano rimaste indifferenti. La ragazza cambiò anche città dopo che i fatti vennero allo scoperto, ma non servì ad allontanare il ricordo e i diversi tentativi di autolesionismo sono finiti con la drammatica morte dell'adolescente.

Uccide Gennaro Galdiero il «re della mela annurca» La foto con l'assassino Pasquale Savanelli su Facebook

NAPOLI 29 Maggio 2014 L'ultima foto della vita di Gennaro Galdiero la pubblica la sua compagna su Facebook martedì mattina, due giorni fa. Accanto a lui, in mezzo a un pescheto, l'uomo che dice di essere il suo assassino, Pasquale Savanelli. Galdiero sorride e gli cinge le spalle con un braccio, Savanelli gli posa una mano sulla schiena. Sono le 11.27 quando quell'immagine viene caricata sul social network. Meno di quattro ore dopo, Savanelli ammazzerà Galdiero. O, almeno, questo è quello che rivela ai carabinieri. Ché è una storia da raccontare con prudenza, quella dell'imprenditore ortofrutticolo ucciso due giorni fa a Caianello.


Savanelli (a sinistra) con la sua vittima (a destra). Al centro Nunzia De Girolamo, all'epoca ministro delle Politiche agricola mentre visita lo stand della Serena Aop
CI SONO ANCORA MISTERI - Un giallo le cui tinte non sfumano ancora, e sarà per questo che Corrado Lembo, procuratore della Repubblica di grande esperienza, decide di seguire in prima persona il caso. L'inchiesta è affidata al pm Stefania Pontillo, uno dei nuovi magistrati arrivati alla Procura di Santa Maria Capua Vetere. E parte due giorni fa. Gennaro Galdiero — 41 anni, nato a Calvizzano, residente a Sessa Aurunca, amministratore delegato della Serena Aop, uno dei volti più noti nel settore della produzione di frutta tanto da essere chiamato il «re dell'annurca» — pranza al Contadino, un agriturismo all'uscita dello svincolo di Caianello, lungo l'autostrada Napoli-Roma. Seduto con lui, a quel tavolo del locale di via Starze, c'è Pasquale Savanelli, 52 anni, origini napoletane, residenza a Teano, altro imprenditore attivo nel settore della frutta, presidente della Serena Aop. I due lì sono di casa. «Venivano almeno due volte a settimana», racconta Berardino Lombardo.Li conosceva entrambi, e l'ha raccontato anche ai carabinieri che l'hanno ascoltato. Era amico di Galdiero, «una persona stupenda con cui ho anche lavorato». E sa chi è Savanelli, «che davvero non pensavo potesse fare quello che ha fatto». I due, mentre pranzano, discutono. «Già, ma chi è che non discute?».
PAROLE GROSSE - Questa, però, non è una storia in cui volano solo parole grosse. Galdiero esce fuori dal ristorante, sale a bordo della sua Bmw, risponde al cellulare. C'è un cliente, al telefono. Ed è quel cliente ad ascoltare le sue ultime parole. «Questo è scemo, c'ha la pistola. Aiuto». Poi un tonfo. L'eco di colpi sordi. Il silenzio. E nulla più. Il cliente chiama il fratello di Galdiero, gli dice che forse è accaduto qualcosa. A Caianello, intanto, il titolare del Gotha sente gli spari, si precipita fuori dal ristorante e chiama i carabinieri. L'auto dell'imprenditore è ferma lì, il finestrino ancora abbassato come se avesse provato a parlare, prima di tentare la fuga. Inutile. Un proiettile lo centra al torace, uno al collo, uno al volto, uno alla mano. Quale l'abbia ucciso lo dirà l'autopsia, fissata per oggi dalla Procura. Galdiero viene trasportato in fin di vita all'ospedale di Piedimonte Matese, i carabinieri di Capua ascoltano i primi testimoni.
LA CACCIA ALL'UOMO DEI CARABINIERI - Scatta la caccia all'uomo, in campo scende anche il nucleo operativo dei carabinieri di Caserta comandato da Alfonso Pannone, e — quando è ormai calata la sera — Savanelli si presenta alla caserma di Vairano. È sconvolto. Piange. E in mano ha una pistola, una Smith & Wesson calibro 38, una di quelle a tamburo come si vedono nei film. La consegna ai militari, dentro ci sono solo tre pallottole. Le altre tre, dice, sono quelle che ha usato per uccidere Galdiero. Le ferite riscontrate in ospedale, però, sono quattro. Quindi, o un proiettile ha attraversato la mano e poi colpito il torace, oppure all'appello ne manca uno (e, dunque, manca un'altra arma). Savanelli, però, questo non lo spiega.
I LEGALI DELL'ASSASSINO: È SOTTO CHOC - E non chiarisce neppure il movente. «È sotto choc, parlerà appena potrà», spiegano i suoi difensori al pm. La Procura ordina gli accertamenti di rito. L'obiettivo è verificare se la confessione è attendibile, se Savanelli ha agito da solo o con l'aiuto di qualcuno, se sono vere le voci che parlano di continui litigi tra i due per le pressanti richieste economiche di Savanelli all'imprenditore. Gennaro Galdiero, intanto, muore. Ucciso da quel socio con cui discuteva tanto, ma del quale è stato amico. Ridevano, Gennaro e Pasquale. Come nell'ultima foto, con il pescheto di San Castrese a far da cornice al loro abbraccio. L'avventura di Gennaro, quindici anni fa, iniziò proprio lì, in mezzo a quegli stessi alberi che ora fanno da sfondo all'ultima immagine della sua vita. E al miraggio dell'amicizia con Pasquale, un sogno infranto da tre proiettili.

ragazzina di 16 anni si toglie la vita gettandosi nel fiume

ROVIGO 29 Maggio 2014 I vigili del fuoco hanno trovato il suo corpo stasera nelle acque dell'Adigetto, prosciugato per agevolare le ricerche: la 16enne marocchina aveva fatto quello che ha scritto in un sms alla psicologa di Badia Polesine e in un altro biglietto.  La ragazza viveva con i genitori e il fratello. Pochi dubbi sul fatto che si tratti di suicidio per un amore tormentato con un connazionale 20enne che vive nel Ferrarese.
 

Marco Cioci, 33 anni muore colpito da infarto, pochi mesi prima era successo al padre Carlo Cioci, sindacalista della Cgil

COLMURANO 29 Maggio 2014 Stroncato da un infarto davanti a casa. La vittima è Marco Cioci, 33 anni. Il malore fatale lo ha strappato alla vita intorno alle 19, in via Da Vinci. Come ogni giorno, era stato al lavoro nell’azienda di calzature Santoni di Corridonia, dove era impiegato come modellista ormai da diversi anni. Durante la giornata aveva avvertito dei lievi malesseri ma nulla che potesse lasciare presagire a qualcosa di tragico. Proprio mentre stava rientrando in casa, davanti alla porta, ha accusato un infarto e si è accasciato a terra. Immediatamente è stato dato l’allarme e sul posto sono intervenuti gli operatori del 118. I soccorritori hanno fatto davvero di tutto per salvargli la vita ma ogni tentativo è stato vano. Il padre del ragazzo, Carlo Cioci, sindacalista della Cgil, lo scorso marzo era stato stroncato anche lui da un infarto proprio mentre andava a soccorrere il figlio, coinvolto in un incidente stradale senza gravi conseguenze a Casette Verdini di Pollenza.

Addio Felice Falco. Stimato professore di italiano, amico di tutti

Saviano 29 Maggio 2014 Stamane si è spento Felice Falco. Stimato professore di italiano, amico e collega per molti anni abbiamo lavorato insieme alla sms Ciccone di saviano. Condividevamo la passione per la fotografia, avevamo la stessa macchina fotografica e spesso ci scambiavamo caricatori,batterie,obiettivi. volevamo insieme pubblicare un libro illustrato sulla storia del Saviano calcio;prima o poi l'avremmo fatto. Quando fu trasferito agli inizi anni 90 a Saviano fondò insieme al corso G il giornalino "CORIANDOLI" ANCORA OGGI PARTE INTEGRANTE E FONDAMENTALE DEL CARNEVALE SAVIANESE. CI LASCIA COL SORRISO SEMPRE SULLE LABBRA E CON UN BAGAGLIAIO PIENO DI CULTURA. RIPOSA IN PACE.
Alfonso Ferrara

Giuseppe De Rosa, di 27 anni e Giovanni Lauria, di 34 anni uccisi a colpi di arma da fuoco. graziato il terzo uomo.TU NON CENTRI

GORGOGLIONE (MATERA) 29 Maggio 2014 Li hanno trovati morti in un auto, uccisi da colpi di arma da fuoco. I cadaveri di due persone sono state trovati poco fa alla periferia di Gorgoglione (Matera). Sul posto ci sono i sanitari del 118 e i Carabinieri che stanno effettuando i primi accertamenti scientifici. Secondo quanto si è appreso, le persone uccise sono due giovani allevatori, di circa 30 anni. I Carabinieri sono stati allertati da una telefonata fatta al 112 da una persona che, in un terreno alla periferia del paese, aveva notato l'auto con i due cadaveri all'interno. FERMATO UN AGRICOLTORE I Carabinieri hanno fermato e stanno interrogando un agricoltore, di circa 30 anni, di Gorgoglione (Matera), accusato di aver ucciso stamani due allevatori - Giovanni Lauria, di 34 anni, e Giuseppe De Rosa, di 27 - con un fucile da caccia. I due sono stati colpiti mentre erano all'interno di un fuoristrada, con cui si stavano recando nei campi. Il fermato è il cognato di Lauria: secondo le prime informazioni, il duplice omicidio potrebbe avere come movente anche motivi passionali. GRAZIATO UN TERZO: "TU NON C'ENTRI" «Tu non c'entri, a te non ti ammazzo»: sono queste le parole che l'assassino - ora in stato di fermo - avrebbe detto a un terzo uomo che era nel fuoristrada con i due allevatori uccisi stamani in un terreno al confine tra Gorgoglione e Cirigliano (Matera). Il testimone è quindi scappato dopo il duplice omicidio. I Carabinieri hanno già ascoltate anche altre persone per far luce sui motivi alla base dell'omicidio.
 

mercoledì 28 maggio 2014

Bronte (CT): Vincenzo Spuches 32 anni è stato accoltellato.Lascia la moglie e 3 figli

Si era recato sotto casa di colui che gli aveva venduto l’auto per risolvere con le “buone maniere” una controversia su una contravvenzione al codice della strada, ma è finita in tragedia la serata di un 32enne, pregiudicato, di Bronte. Si tratta di Vincenzo Spuches che si era recato sotto casa del precedente proprietario per intimargli di pagare la contravvenzione. Per farlo Spuches si era fatto forte della presenza di altri due coetanei, di cui uno pregiudicato.
Intorno alla mezzanotte, i tre sono giunti sul posto ed hanno trovato il figlio 37enne dell’uomo con il quale Spuches sarebbe subito venuto alle mani. Svegliato dalle urla, Salvatore Portaro, pensionato, 70enne, è uscito subito di casa ed accortosi dell’aggressione nei confronti del figlio si sarebbe fatto parte attiva nella colluttazione fino a tirare fuori un coltello a serramanico, verosimilmente tenuto in tasca, ed accoltellare al petto Spuches. La vittima, sposato e padre di tre figli, colpita all’altezza del cuore, sarebbe subito stramazzata a terra e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118 immediatamente giunti sul posto.
Informati dell’accaduto, i carabinieri della Stazione di Bronte si sono subito recati sulla scena del delitto e presso il locale pronto soccorso, dove era presente anche l’anziano che nella circostanza aveva riportato ferite da taglio alle braccia. Intervenuti sul posto anche i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Randazzo che hanno assunto la direzione delle indagini supportati dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Catania. Acquisiti i primi elementi utili ad una prima ricostruzione dei fatti, i militari hanno interrogato i testimoni presenti e, incalzato dalle domande, dopo un lungo interrogatorio, il pensionato ha confessato l’omicidio. Per lui, fino a quel momento incensurato, si sono aperte le porte del carcere di Catania Piazza Lanza.
Disposta l’autopsia sul corpo della vittima che, nel 2009, era già scampata ad un agguato mentre si trovava a Maletto in compagnia di un noto pregiudicato mafioso di Bronte.
Sul posto sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati l’arma del delitto ed altri elementi ritenuti utili. Le indagini dei Carabinieri di Randazzo, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Catania, proseguono per accertare l’esatta dinamica dei fatti ed eventuali profili di responsabilità degli altri soggetti presenti.
Fonte: http://www.nuovosud.it/catania-cronaca/bronte-difendere-il-figlio-uccide-un-operaio-di-32-anni-coltellate-12028

Autore
The-warriors

Addio Padre Rosario Croce. La frazione di Aquino piange il proprio parroco


Carania, 28 maggio - La frazione di Aquino piange il proprio parroco. È morto oggi Padre Rosario Croce.
Padre Rosario, parroco di Aquino dal 2 dicembre 2007, aveva solo 50 anni e soffriva di una malattia al cuore. Lo stesso era reduce di un intervento alla carotide nel mese di marzo.
Il parroco si trovava a Catania per un intervento chirurgico al cuore durante il quale si sono verificate alcune gravi complicazioni. In seguito all’aggravarsi delle condizioni di salute, Padre Rosario è stato trasportato in terapia intensiva, dove è deceduto attorno alle 17.00.
Entro domani Padre Rosario sarà trasportato a Monreale per l'ultimo saluto della comunità di Aquino e stasera, all'interno della chiesa della frazione, sarà celebrato un momento di preghiera in ricordo del parroco.

Lacrime e commozione al funerale di Dario Testani, geometra italiano di 31 anni che è morto salvando la vita ai suoi amici

ROMA 28 Maggio 2014 Tre persone sono rimaste intrappolati sotto le macerie, a causa di uno smottamento del terreno, in un cantiere vicino alla stazione Aurelia a Roma. Due di loro  sono state estratte vive, mentre per una terza non c’è stato nulla da fare, è stata trovata morto. Stavano lavorando alla costruzione di un impianto fognario di alcuni villini quando il terreno ha ceduto sotto i loro piedi.
La vittima è Dario Testani, geometra italiano di 31 anni che lavorava per una ditta in sub-appalto. E’ morto per salvare un operaio romeno. Secondo la ricostruzione della polizia, il romeno stava lavorando da solo nella buca profonda circa 2 metri e 50 e larga 80 centimetri quando è stato travolto da una frana. A quel punto un altro operaio italiano, di 33 anni, ed il geometra Testani sono entrati nello scavo per soccorrerlo, ma sono stati investiti in pieno da un altro smottamento. Testani sarebbe morto per soffocamento, quando è stato trovato, aveva la bocca colma di terra.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo relativamente all’incidente sul lavoro a Roma costato la vita ad un geometra. I pm procedono anche per violazione delle norme anti infortunistiche infatti dai primi accertamenti sul posto è risultato che il geometra non aveva casco né scarpe protettive. L’intero cantiere è stato sequestro. Sul posto oltre a inquirenti ed investigatori per i rilievi utili a ricostruire la dinamica anche personale dell’Ispettorato del Lavoro per accertare eventuali violazioni delle norme anti infortunistiche e la posizione dei due operai. La vittima era il geometra responsabile del cantiere.

Pasquale Landro 59 anni, riconfermato alla guida del comune di Zambrone, è morto per un infarto poche ore dopo la vittoria

L'uomo, 59 anni, era in strada nella frazione San Giovanni con i suoi sostenitori, quando ha accusato un malore al petto e si è accasciato. Aiutato dai presenti è stato subito trasportato all’ospedale di Catanzaro, ma è arrivato già senza vita al pronto soccorso. "Era stanco e provato dalla campagna elettorale"

Era stato eletto per il terzo mandato, sindaco muore durante i festeggiamenti. Succede in provincia di Vibo Valentia, dove il primo cittadino Pasquale Landro, riconfermato alla guida del comune di Zambrone, è morto per un infarto poche ore dopo la vittoria. Landro, di 59 anni, era in strada nella frazione San Giovanni a festeggiare con i suoi concittadini, quando ha accusato un malore al petto e si è accasciato. Aiutato dai presenti è stato subito trasportato all’ospedale di Catanzaro, ma è arrivato già senza vita al pronto soccorso. Rete Calabria riporta che Landro aveva riferito di sentirsi stanco e provato dalla campagna elettorale delle ultime settimane, ma ma voleva lavorare ancora per la sua comunità e partecipare ai festeggiamenti in suo onore.
Le elezioni comunali di domenica Landro le aveva vinte alla testa di una lista civica chiamata “Continuità Democratica”. Con 698 voti aveva superato lo sfidante alla carica di sindaco del piccolo comune calabrese Corrado Landolina (469 voti), candidato lista civica Identità e Futuro per Zambrone.
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