mercoledì 31 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Simone Milanese, 36 anni Resta senza lavoro: scrive lettere d'addio e poi si lancia in auto contro un muro

PADOVA 31 Luglio 2013 Dietro un drammatico incidente stradale mortale avvenuto ieri alle 15.50 è quasi certo che possa nascondersi un gesto di autolesionismo. Si è schiantato contro il muro di cinta della ditta Nar di via Leonardo da Vinci nella zona industriale di Legnaro (Padova). Uno scontro frontale a cento chilometri all'ora che non gli ha dato scampo. È morto così Simone Milanese, 36 anni compiuti lo scorso gennaio, architetto, residente con la fidanzata in via Tito Livio 34 a Ponte San Nicolò. Quando i primi soccorritori sono giunti sul luogo della tragedia, l'uomo era già morto tra le lamiere contorte della sua Peugeot 206 nera. Nell'abitacolo è stata trovata anche la sua piccola cagnolina, che è morta pochi istanti dopo l'arrivo dei primi testimoni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco e il personale medico del Suem 118. L'inquietante verità sulle cause dell'incidente sarebbe emersa non appena gli agenti si sono recati a Ponte San Nicolò per dare la drammatica notizia alla fidanzata. Da un controllo nell'abitazione, sarebbero stati rinvenuti tre biglietti in cui la vittima spiegava le origini del gesto. Non è trapelato al momento il reale contenuto degli scritti, ma da quanto si è appreso Simone Milanese da tempo era in difficoltà a causa dell'assenza di un lavoro stabile. Una insoddisfazione professionale che con il passare dei mesi e degli anni potrebbe averlo logorato fino al tragico epilogo. Sicuramente, stando a quanto riferito dagli inquirenti, non si è trattato di un gesto dettato dall'istinto, ma di una manovra pianificata nei dettagli. Insomma, Simone Milanese voleva morire e non ha lasciato nulla al caso. Dal suo profilo Facebook è possibile vedere decine di foto del suo adorato cane. Purtroppo nell'ultimo viaggio verso la morte, il trentaseienne ha deciso di coinvolgere anche quell'amico a quattro zampe con cui fino a ieri aveva vissuto momenti belli carichi di affetto. Tutto il fascicolo della drammatica vicenda è ora nelle mani del pubblico ministero Luisa Rossi. Non appena la fidanzata, anche lei architetto, ha saputo dai vigili la drammatica notizia, ha accusato un malore e a casa sua è dovuta intervenire un'ambulanza. La donna avrebbe riferito agli inquirenti di non essersi mai accorta di quello che poteva provare il fidanzato che forse da tempo stava covando questa tragica fine. Entrambi originari della provincia di Rovigo, da qualche tempo si erano trasferiti a Ponte San Nicolò. I genitori della vittima fino a tarda notte sono rimasti all'oscuro della vicenda essendo in vacanza a Rosapineta (Rovigo). Sulla dinamica del sinistro c'è ben poco da capire: la vittima ha imboccato via Galilei a folle velocità, arrivata allo stop all'incrocio con via Leonardo da Vinci ha tirato dritto senza toccare i freni. All'inizio è stato ipotizzato un malore improvviso del conducente, ma ben presto le indagini hanno cambiato rotta. Nella maniera più tragica ed inspiegabile. La Peugeot di Milanese è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore verrà effettuata l'autopsia sul corpo dell'architetto.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/31/2013 07:05:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Riccardo De Lisi, 40 anni sposato con figli ed ex dipendente del Cefop è morto dopo un volo di oltre 10 metri,DISOCCUPATO SUICIDA DALLA SEDE

PALERMO 31 Luglio 2013 Si è lanciato dal terzo piano dell'assessorato regionale al Lavoro in via Imperatore Federico, a Palermo. Riccardo De Lisi, 40 anni sposato con figli ed ex dipendente del Cefop (centro di formazione professionale), è morto dopo un volo di oltre 10 metri. L'uomo è stato soccorso da un medico e poi portato in ospedale, dove si è spento poche ore dopo. SENZA STIPENDIO Riccardo De Lisi non percepiva lo stipendio da qualche mese, come i suoi colleghi. Lo affermano alcuni sindacalisti. Era un architetto, come la moglie che però è disoccupata, e non aveva figli. Al Cefop era stato assunto con la qualifica di amministrativo e da qualche tempo aveva chiesto il part time.«Al Cefop si occupava di agibilità dei locali e della 626, la normativa sulla sicurezza sul lavoro - dice un sindacalista della Cgil, sindacato al quale De Lisi era iscritto - nell'ambito delle sue competenze di architetto, di recente aveva chiesto il part time». I colleghi dell'uomo sostengono che da qualche tempo De Lisi era depresso. PROTESTE I dipendenti del Cefop e dell'Anfe, altro centro di formazione, da oltre due settimane protestano, con manifestazioni e sit in, per il loro licenziamento nel dicembre e gennaio scorsi, chiedendo al governo regionale il reintegro nel servizio. Al Cefop lavoravano, prima degli scandali e della «rivoluzione» operata dalla Regione nel settore della formazione siciliana, oltre 325 persone. DISPERAZIONE De Lisi partecipava attivamente alle proteste insieme ai suoi colleghi chiedendo di riottenere il posto di lavoro. Un sit in permanente degli ex dipendenti Cefop si svolge davanti la sede di un altro assessorato quello alla Formazione, che si trova in un'altra zona della città in viale Regione siciliana, per chiedere al governo siciliano risposte sul futuro occupazionale. Tra un mese, gli ex lavoratori del Cefop non percepiranno più il sussidio di disoccupazione: il primo settembre, dopo 7 mesi, non avranno più accesso al paracadute sociale. «Era stato assunto nel 2005, lavorava come amministrativo - dice un ex dipendente del Cefop, che da giorni protesta davanti alla nuova sede dell'assessorato alla formazione - È il quinto suicidio dal 2011, quando siamo stati messi in casa integrazione, per la prima volta, ad oggi. Nessuno ci ascolta, ci ignorano tutti, siamo disperati».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/31/2013 06:39:00 AM

martedì 30 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Diego 4 anni muore schiacciato dal televisore.PADRE SOTTO CHOC

CASERTA 31 Luglio 2013 Ha lasciato il figlio di 4 anni solo davanti alla televisione: pochi minuti, il tempo necessario per fare una doccia. E come aveva fatto altre volte da quando viveva da solo con il piccolo. Tanto è bastato perchè un gesto di ordinaria quotidianità si trasformasse in una tragedia familiare con il bimbo travolto dal televisore. È successo a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. CORSA DISPERATA - La tv non si vedeva bene e così il piccolo Diego ha iniziato ad armeggiare con l'apparecchio, uno di quei vecchi schermi con il tubo catodico, di quelli pesanti da spostare. Forse un movimento sbagliato e il televisore viene giù travolgendo il bimbo e schiacciandogli il torace. Disperata e inutile la corsa in ospedale: il piccolo è sopravvissuto solo pochi minuti cessando di respirare sul sedile dell'auto guidata dal padre. Tutto si è consumato poco prima di mezzogiorno, in un'abitazione di via Senato Capuano. PADRE SOTTO CHOC - I carabinieri sono stati avvisati dai medici dell'ospedale Melorio; giunti al presidio sanitario hanno trovato il padre del piccolo sotto shock. «Lo avevo lasciato solo per qualche minuto per andarmi a lavare ma avevo comunque tenuto la porta del bagno aperta per tenerlo costantemente sotto controllo» - ha raccontato tra le lacrime l'uomo (che fa l'operaio) ai militari diretti dal capitano Vincenzo Carpino. «Poco prima - ha ricordato - Diego stava giocando nel cortile esterno dell'abitazione ma l'avevo fatto rientrare; cercavo di non lasciarlo mai da solo, però qualche volta capitava e lui vedeva i cartoni animati senza problemi». Anche oggi il piccolo stava ingannando il tempo guardando la televisione quando il padre ha riferito di aver sentito improvvisamente un forte rumore. A quel punto è corso nella stanza dove ha trovato il bimbo agonizzante e il televisore a terra. TELEVISORE SEQUESTRATO - L'ipotesi è che il piccolo si sia aggrappato alla televisione provocando il cedimento del tavolino su cui l'apparecchio era poggiato. I medici dell'ospedale Melorio hanno potuto solo constatare il decesso del piccolo Diego riscontrando un grave trauma da schiacciamento della cassa toracica. Per il padre non si profila al momento alcuna responsabilità mentre il televisore è stato sequestrato. Sulla salma del bimbo (trasferita all'istituto di medicina legale di Caserta) il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l'esame autoptico per eliminare qualsiasi dubbio, ma dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri sembra si sia trattato solo di una tragica fatalità. Avvenuta in un attimo.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/30/2013 06:46:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Franco Capone, di 46 anni, ha prima ucciso l'ex moglie, Erika Ciurlia, di 43, e poi si e' suicidato

LECCE 31 Luglio 2013 Lui, l'ex marito, glielo aveva annunciato: ''Se te ne vai ti ammazzo'', le aveva detto e lei, per questo, lo aveva denunciato alla polizia. Lei, l'ex moglie, un mese e mezzo fa era andata via di casa con le due figlie, di 25 e quattro anni. Lunedì mattina ha accettato di vederlo. Ma a Taurisano (Lecce) l' incontro e' finito in tragedia, l'ennesima tragedia in famiglia di questa estate italiana. Franco Capone, di 46 anni, ha prima ucciso l'ex moglie, Erika Ciurlia, di 43, e poi si e' suicidato. I due cadaveri sono stati trovati dall'altro figlio dalla coppia: il diciottenne. FUNERALI SEPARATI. Funerali in chiese e orari diversi mercoledì pomeriggio a Taurisano per Franco Capone, 46 anni, ed Erika Ciurlia, 43 anni, uccisa lunedì a colpi di pistola dall'ex marito che poi si e' tolto la vita. Lo hanno deciso le famiglie delle due vittime. L'uomo non aveva accettato la separazione decisa dalla donna un mese e mezzo fa. I funerali si terranno dopo le autopsie sui corpi di Capone e di Ciurlia che il medico legale Roberto Vaglio, su incarico del pm della Procura di Lecce Giovanni Gagliotta, dovrebbe eseguire domani mattina. Quanto ai funerali, il rito funebre per Capone si terra' alle 16.30 nella parrocchia della Trasfigurazione di N.S. Gesu' Cristo; alle 18, nella chiesa dei Santi martiri Giovanni Battista e Maria Goretti, ci sara' l'addio ad Erika Ciurlia. ''Oggi le coppie - ha detto don Napoleone, parroco di quest'ultima chiesa, commentando la tragedia - non sono capaci di perdonarsi. I valori del Vangelo non vengono vissuti piu' nelle famiglie e per questo accadono tragedie simili''. Sulla circostanza dei funerali separati, il sacerdote ha aggiunto che ''e' ancora troppo presto'' riferendosi ad una possibilita' di riconciliazione tra le famiglie, e che ''c'e' ancora molta rabbia''. DINAMICA. Capone ha chiamato l'ex moglie sul cellulare, chiedendole di vedersi per chiarire. Pare che fosse il primo incontro dopo la separazione. La donna ha accettato e con la sua Fiat Punto di colore bianco e' andata in via IV Novembre nel garage-officina utilizzato da Franco Capone come luogo di lavoro: riparava vetture che poi, spesso, rivendeva. Il garage e' attiguo alla villetta dove la coppia viveva e dove, dopo la separazione, l'uomo era rimasto solo con il figlio diciottenne. Un incontro che aveva forse creato aspettative in Franco Capone: l'uomo probabilmente sperava in una riappacificazione. Invece, in pochi attimi, e' nato un litigio, probabilmente degenerato dopo che l'uomo, forse, ha tentato un approccio sessuale. L'ex moglie, ferma sulle sue posizioni, ha detto ''no'' e ha deciso di andare via. E' entrata nella sua automobile, forse aveva capito le intenzioni del'ex marito, ma non ha fatto in tempo a scappare. Capone, che era fuori dalla vettura, ha impugnato la sua pistola, una calibro 7.65 (detenuta illegalmente) e ha sparato. Due volte, attraverso il finestrino del lato guida che era abbassato. Erika Ciurlia e' morta all' istante. L'uomo, allora, ha fatto il giro dell'auto, si e' seduto al lato passeggero e si e' sparato un colpo alla tempia destra. La pistola e' stata poi ritrovata dai carabinieri vicino al suo cadavere. Gli spari sono stati sentiti dal figlio della coppia.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/30/2013 06:25:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] corpo privo di vita di una donna di 29 anni è stato trovato in un'auto parcheggiata in una piazzola di sosta sulla statale che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca

LECCE 30 Luglio 2013 Il corpo privo di vita di una donna di 29 anni è stato trovato poco dopo le 7 di questa mattina in un'auto parcheggiata in una piazzola di sosta sulla statale che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca, nei pressi della masseria Li Sauli. Secondo i primi accertamenti, la donna si sarebbe suicidata con un colpo di pistola alla testa. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/30/2013 03:01:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Roberta Barbares, deceduta nell'incidente stradale che ha visto coinvolto i due coniugi a bordo di un quad

TREVISO 30 Luglio 2013 È sotto choc in ospedale Aurelio Magoga, marito di Roberta Barbares, deceduta nell'incidente stradale che ha visto coinvolto i due coniugi a bordo di un quad. Ed è indagato per omicidio colposo. Un atto dovuto visto che l'uomo era alla guida del veicolo, ma che aggiunge altra sofferenza al dolore già causato dalla perdita della moglie. Le cause dell'incidente sono ancora al vaglio della polizia stradale di Vittorio Veneto, intervenuta sul luogo dell'incidente per i rilievi del caso. Dai primi riscontri, il conducente è risultato negativo all'alcoltest e non aveva assunto altro tipo di sostanze che abbiano potuto alterare il suo stato mentale o condizionarne i movimenti. Sembra che l'uomo abbia perso il controllo del veicolo affrontando una curva in discesa, lungo la strada provinciale 422 che conduce a Pian del Cansiglio, in località Osigo di Fregona. Il mezzo è andato a sbattere contro un muro e i due sono stati sbalzati fuori. Violento l'impatto con l'asfalto che è costato la vita a Roberta schiacciata dalla moto. Solo qualche contusione invece per Aurelio. Il quad è stato posto sotto sequestro e il magistrato ha disposto l'autopsia sul corpo della donna. Forse il riscontro autoptico potrà dare qualche indicazione sulle dinamiche dell'incidente. Roberta, 34 anni, madre di due bambini di 3 e 6 anni, lavorava insieme al marito, 42 anni, nella loro azienda di Fontanelle. Azienda che si occupa della distribuzione ai negozi dei prodotti di orto frutta. La casa al civico 6 di via Petrarca a Cimetta di Codognè ieri era desolatamente silenziosa. I vicini erano abituati a sentire l'allegro vociare in giardino dei due bambini di Roberta e Aurelio che ora sono stati affidati alle cure dei nonni. Roberta, nata a Motta di Livenza, era originaria di Fontanelle dove risiede ancora la sua famiglia di origine. Anche il marito Aurelio è originario dello stesso comune: a Lutrano risiede la mamma Mirella, rimasta vedova parecchi anni fa. Per stabilire la data delle esequie occorre attendere il nulla osta del magistrato.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/30/2013 02:56:00 AM

lunedì 29 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Franco Capone, di 46 anni, ha prima ucciso l'ex moglie, Erika Ciurlia, di 43, e poi si è suicidato

LECCE - Lui, l'ex marito, glielo aveva annunciato: «Se te ne vai ti ammazzo», le aveva detto e lei, per questo, lo aveva denunciato alla polizia. Oggi l'ha chiamata, forse voleva chiarire, di certo non aveva mai accettato la separazione. Lei, l'ex moglie, un mese e mezzo fa era andata via di casa con le due figlie, di 25 e quattro anni. Stamattina ha accettato di vederlo. Ma a Taurisano (Lecce) l' incontro è finito in tragedia, l'ennesima tragedia in famiglia di questa estate italiana. Franco Capone, di 46 anni, ha prima ucciso l'ex moglie, Erika Ciurlia, di 43, e poi si è suicidato. I due cadaveri sono stati trovati dall'altro figlio dalla coppia: il diciottenne è sotto shock. Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Casarano (Lecce), hanno fatto luce sugli ultimi istanti della coppia. Capone ha chiamato l'ex moglie sul cellulare, chiedendole di vedersi per chiarire. Pare che fosse il primo incontro dopo la separazione. La donna ha accettato e con la sua Fiat Punto di colore bianco è andata in via IV Novembre nel garage-officina utilizzato da Franco Capone come luogo di lavoro: riparava vetture che poi, spesso, rivendeva. Il garage è attiguo alla villetta dove la coppia viveva e dove, dopo la separazione, l'uomo era rimasto solo con il figlio diciottenne. Un incontro che aveva forse creato aspettative in Franco Capone: l'uomo probabilmente sperava in una riappacificazione. Invece, in pochi attimi, è nato un litigio, probabilmente degenerato dopo che l'uomo, forse, ha tentato un approccio sessuale. L'ex moglie, ferma sulle sue posizioni, ha detto «no» e ha deciso di andare via. È entrata nella sua automobile, forse aveva capito le intenzioni del'ex marito, ma non ha fatto in tempo a scappare. Capone, che era fuori dalla vettura, ha impugnato la sua pistola, una calibro 7.65 (detenuta illegalmente) e ha sparato. Due volte, attraverso il finestrino del lato guida che era abbassato. Erika Ciurlia è morta all' istante. L'uomo, allora, ha fatto il giro dell'auto, si è seduto al lato passeggero e si è sparato un colpo alla tempia destra. La pistola è stata poi ritrovata dai carabinieri vicino al suo cadavere. Gli spari sono stati sentiti dal figlio della coppia. Il ragazzo, che era nella villetta, si è precipitato nel garage e per primo ha visto i genitori morti: è sotto shock. Sul posto sono arrivati anche alcuni vicini che hanno allertato i carabinieri e il 118. Il magistrato Giovanni Gagliotta ha disposto l'autopsia per dopodomani: sarà eseguita dal medico legale Roberto Vaglio. La dinamica è però chiara: è un femminicidio seguito da un suicidio. «Ancora una donna - ha commentato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - che viene punita per il suo atto di libertà, una donna che viene punita dal suo uomo, capace anche di sopprimere se stesso, la propria vita, pur di non riconoscere la libertà a colei che considerava una sua proprietà privata». I carabinieri hanno poi ascoltato i genitori delle vittime ed hanno esaminato la denuncia presentata al commissariato di polizia dalla donna contro Capone per minacce. «Se te ne vai, ti ammazzo», sembra avesse detto l'ex marito. I poliziotti le avevano consigliato di segnalare alle forze dell'ordine eventuali azioni violente. Non ne ha avuto il tempo.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/29/2013 05:56:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Lista dei nomi delle vittime dell'incidente del pulmann delle 38 vittime

Ecco la lista dei nomi delle vittime di Irpinia. Nel tragico incidente, in cui un pullmann è precipitato da un viadotto per oltre 30 metri, la notte tra il 27 e il 28 luglio, sono morte 38 persone. In tutto, nel mezzo, c'erano 48 passeggeri. Terracciano Alfonso Pozzuoli 02/12/1944 Illiano Barbara - Pozzuoli 20/03/1950 Parrella Pasquale - Pozzuoli 14/01/1951 Artiaco Assunta - Pozzuoli 24/08/1952 Esposito Gennaro - Pozzuoli 03/09/1955 Rusciano Antonietta - Pozzuoli 07/09/1964 Basile Giovanni - Pozzuoli 21/04/1960 Di Paolo Filomena - Napoli 20/08/1963 Del Giudice Silvana - Napoli 17/02/1997 Del Giudice Antonio - Pozzuoli 21/08/1962 Illiano Agnese - Pozzuoli 06/04/1940 Russo Maria Elisabetta - Pozzuoli 06/05/1949 Musto Irene - Pozzuoli 01/06/1939 Conte Giovanni - Pozzuoli 10/02/1963 Rusciano Maria Rosaria - Pozzuoli 10/08/1962 Basile Carolina - Pozzuoli 27/11/1954 Caiazzo Luciano - Pozzuoli 10/06/1973 Paone Procolo - Pozzuoli 12/07/1929 Testa Salvatore - Pozzuoli 09/06/1925 Caiazzo Mario - Pozzuoli 24/04/1959 Restivo Teresa - Pozzuoli 24/03/1981 Bruno Salvatore - Casalnuovo di Napoli 23/10/1946 Iodice Olga - Ponza 18/01/1941 Rocco Luigia - Napoli 01/07/1939 Carannante Maria - Pozzuoli 28/11/1954 Mirelli Anna - Pozzuoli 10/02/1965 Artiaco Gennaro - Pozzuoli 24/05/1939 Delle Cave Teresa - Pozzuoli 22/08/1945 Chiocca Raffaela - Pozzuoli 09/04/1941 Lametta Ciro - Napoli 07/03/1969 Acquarulo Anna - Napoli 15/08/1948 Raiola Anna - San Giorgio a Cremano 08/08/1929 Lucignano Giuseppina - Pozzuoli 13/03/1931 Corsale Maria Luisa - Napoli 04/01/1950 Iuliano Elisabetta - Pietrastornina (Av) 20/11/1935 Ambrosio Immacolata - Napoli 05/09/1958 Vallefuoco Biagio - Napoli 10/06/1959 Trincone Vincenza - Pozzuoli 16/07/1962

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/29/2013 11:13:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Una donna sulla sessantina è deceduta a Pescara dopo una caduta di dieci piani

PESCARA 29 Luglio 2013 Una donna sulla sessantina è deceduta a Pescara dopo una caduta di dieci metri dal quarto piano del Palazzo Quadrifoglio, a Pescara. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno però potuto constatare solo il decesso della donna di cui al momento non si conosce l'identità. Inutile anche l'intervento dei vigili del fuoco che sono arrivati con il materasso mobile da gonfiare. Il corpo è stato ritrovato nel cortile interno. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Pescara.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/29/2013 08:24:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Chiara Scardino, 18 anni muore in un incidente a a Porto Cesareo, all'altezza della litoranea tra Le Dune e il Tabù

LECCE 29 Luglio 2013 Due incidenti mortali la notte scorsa nel Salento. A perdere la vita una studentessa di 18 anni di Lecce, e un turista croato. Chiara Scardino, 18 anni, era a bordo di una Vespa. Attorno alle 3, a Porto Cesareo, all'altezza della litoranea tra Le Dune e il Tabù, il suo scooter si è scontrato frontalmente con un'Opel Corsa guidata da A.M. La ragazza è morta sul colpo. L'altro incidente si era verificato poco prima, verso le 23 di ieri in località Masseria Bianca sulla provinciale 222, litoranea che collega Gallipoli a Mancaversa, marina di Taviano. Sono rimaste coinvolte nell'impatto frontale una Bmw M1 con due persone a bordo e una Mercedes con a bordo una coppia di coniugi e il loro bambino. Il conducente della Bmw, Boris Nikolic, di 34 anni, nato in Croazia e residente in Svizzera, è deceduto a causa delle gravissime ferite riportate; gli occupanti della Mercedes e un passeggero della Bmw sono rimasti feriti. Per ricostruire la dinamica dell'incidente è intervenuta la polizia municipale di Gallipoli. di Fabiana Pacella

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/29/2013 06:27:00 AM

domenica 28 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Un motociclista di 33 anni, Giuseppe Zerilli, ha perso la vita questa mattina in un incidente stradale nel centro di Marsala (Trapani).

Trapani 28 Luglio 2013 L'uomo era alla guida della sua moto quando in via Cesare Battisti e' avvenuto lo schianto con una spazzatrice della "Aimeri Ambiente", societa' che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade. Zerilli e' deceduto sul colpo. Il trentatreenne, sposato e con un figlio, lavorava come cuoco alla "Societa' canottieri" di Marsala dove probabilmente si stava recando quando poco prima delle 10 si e' verificato l'incidente. Sul posto carabinieri, vigili urbani, agenti della polizia stradale, poliziotti e anche i vigili del fuoco, intervenuti per estrarre il corpo della vittima, rimasto incastrato tra la moto e il mezzo per la pulizia delle strade.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 06:37:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Valentin Icham 19 anni muore annegato mentre faceva il bagno nel laghetto delle Noci, a Molini di Triora, in Alta Valle Argentina

IMPERIA 28 Luglio 2013 Un giovane di 19 anni, di cui ancora non sono note le generalità, è morto annegato mentre faceva il bagno nel laghetto delle Noci, a Molini di Triora, in Alta Valle Argentina. Era stato allertato l'elicottero del 118 che è stato però fatto rientrare alla base perchè il giovane è morto sul posto nonostante i soccorsi. Secondo una prima ricostruzione il giovane, residente nella provincia di Imperia, sarebbe morto per una congestione. A quanto sembra aveva mangiato insieme a un gruppo di amici e stava facendo il bagno nel lago quando si è sentito male. La tragedia è avvenuta nei pressi del borgo di Molini di Triora in un luogo molto suggestivo scelto da turisti e escursionisti per trovare refrigerio nelle acque fresche e pulite del lago. L'area è immersa nella vegetazione, ci sono bar e ristoranti e aree attrezzate per pic-nic. LA VITTIMA Si chiamava Valentin Icham, era di origine rumena e viveva da tanti anni a Sanremo, il ragazzo di 19 anni morto annegato oggi pomeriggio in un laghetto nell' entroterra di Imperia. Il giovane era andato in gita a Molini di Triora, nell'incantevole paesaggio dei laghetti delle Noci, lungo il torrente Argentina, per strare insieme a un gruppo di amici. La tragedia è avvenuta poco dopo che il gruppo aveva mangiato. Con gli amici ha iniziato a tuffarsi e a fare il bagno poi all'improvviso si è sentito male. Nessuno si è accorto subito del dramma, ma qualcuno si è accorto del suo corpo che galleggiava col volto nell'acqua privo di coscienza. Il luogo era affollato e alcuni presenti hanno cercato di rianimarlo in attesa dei soccorsi. I medici del 118 hanno tentato di farlo rinvenire per almeno 40 minuti ma alla fine hanno decretato la morte di Icham. Una congestione dovuta forse all'acqua fredda è la probabile causa della morte. Anche il sindaco di Molini di Triora è andato sul posto dopo essere stato avvertito dai vigili.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 06:24:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Mario Magliocchetti, residente a Napoli è morto.Si è tuffato dagli scogli nei dintorni della rotonda Diaz ed è andato a sbattere con la testa contro la scogliera dirimpettaia.

di Marco Perillo
NAPOLI 28 Luglio 2013 Doveva essere una tranquilla domenica di mare a luglio, sotto il sole, sugli scogli affollati di via Caracciolo a Napoli. E invece è sfociata in tragedia. Un uomo di 42 anni, Mario Magliocchetti, residente a Napoli, intorno alle 12 di oggi, si è tuffato dagli scogli nei dintorni della rotonda Diaz ed è andato a sbattere con la testa contro la scogliera dirimpettaia. Una chiamata al 118, la corsa d'urgenza al Loreto Mare, dove l'uomo è deceduto poco dopo l'arrivo. Secondo un primo esame dei medici, il violento impatto ha provocato all'uomo un fatale trauma cerebrale e cervicale. Choc tra i bagnanti del lungomare partenopeo, molti dei quali sono tornati a casa dopo la tragedia.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 06:20:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Gianmarco Giacon, di Volta Mantovana 20 anni è morto in un incidente stradale avvenuto lungo la strada che collega Pozzolo a Volta Mantovana.

MANTOVA 29 Luglio 2013 Un'altra giovane vita che se ne va sulle strade italiane. Un ragazzo di 20 anni è morto questa mattina, poco dopo le 6, in un incidente stradale avvenuto lungo la strada che collega Pozzolo a Volta Mantovana. Gianmarco Giacon, di Volta Mantovana, stava tornando a casa da solo al volante di una Golf dopo aver trascorso una serata con gli amici. Al termine di un rettilineo, nell'affrontare la curva forse ad elevata velocità, ha perso il controllo della vettura che è finita nei campi capottandosi più volte. Il giovane è morto sul colpo. I primi scorsi sono arrivati dagli abitanti di alcune cascine, svegliati dal frastuono

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 05:44:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Marco Loiola, 40 anni UCCIDE la ex moglie Cristina Biagi, 38 anni ferisce l'amante Salvatore Galdiero e poi si toglie la vita

MASSA CARRARA 29 luglio 2013 Un colpo al volto e uno all'addome per uccidere la moglie, poi la pistola l'ha rivolta contro se stesso e si è sparato in bocca. Qualche istante prima ha rivolto parole confuse a una signora che, in mezzo a turisti e bagnanti, cercava di bloccarlo: «Salutami tanto i miei, salutami tanto la mia mamma». Marco Loiola, 40 anni, operaio in un'industria chimica, non accettava la fine del matrimonio con Cristina Biagi, 38 anni. Così, stamani, prima ha cercato l'uomo che riteneva causa della crisi coniugale, Salvatore Galdiero, un muratore di 48 anni, e gli ha sparato sei colpi di pistola, senza ucciderlo ma ferendolo gravemente . Poi è andato nel ristorante dove lavora la moglie, sul litorale di Marina di Massa (Massa Carrara). Tutto è accaduto in poche decine di minuti. L'AMORE FINITO La relazione fra Marco e Cristina era entrata in crisi da un pò, anche se formalmente non erano separati. Da un mese lei era tornata a vivere dai genitori, a Marina di Massa, e aveva portato con sè le loro bambine di 3 e 10 anni. Lui la perseguitava, convinto che fra lei e Salvatore, anche lui della zona, ci fosse qualcosa di più di quanto effettivamente c'era, solo un'amicizia. Negli ultimi giorni lei aveva presentato almeno due denunce contro il marito per minacce e aggressioni, una alla polizia l'altra ai carabinieri. La procura aveva avviato delle indagini. L'OMICIDIO SUL LUNGOMARE Cristina è stata uccisa dietro il banco del bar di un ristorante sul lungomare di Marina di Massa: diversi chilometri di spiagge uno a fianco all'altra. Poche ore dopo l'omicidio, i bagnanti affollavano di nuovo gli ombrelloni. Dopo i primi momenti di smarrimento e terrore tutto era tornato come normale. Sul movente gli investigatori non hanno dubbi: gelosia. Le indagini ora puntano a scoprire dove Loiola abbia trovato la pistola, visto che non l'aveva denunciata. Stamani è uscito di casa, a Romagnano, una frazione di Massa, è salito in macchina e si è messo alla ricerca di Galdiero. Quando l'ha trovato, lui era in bici. Galdiero ha capito cosa stava per succedere, è fuggito per 20-30 metri, ma è stato raggiunto da sei colpi di pistola. Ora è in coma farmacologico all'ospedale di Massa. Poi Loiola ha completato il piano uccidendo la moglie e sparandosi. GLI AMICI DI CRISTINA Nicoletta Bertini, che gestisce il bagno a fianco, ha provato a fermarlo. «Gli si è anche inceppata la pistola - ha raccontato la donna sconvolta - io gli ripetevo, 'Ascoltami, sono una mamma, sono una nonna', ma non è servito a nulla». Maria vive accanto ai genitori di Cristina. Oggi era in spiaggia, proprio là vicino. Non si dà pace. «Lei lo aveva denunciato spesso, viveva con i suoi genitori e lui veniva sotto casa a minacciarla», ripete. Anche Andrea la conosceva: «Qualche giorno fa - ricorda - il suo ex era venuto qua per parlare con lei ed hanno litigato, tanto che il padre di Cristina è dovuto intervenire per cercare di mettere un pò di calma fra i due».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 05:20:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] PULLMAN DI PELLEGRINI PRECIPITA DAL VIADOTTO. "VOLO DI 30 METRI,PIU' DI 30 MORTI"

AVELLINO - Un autobus con a bordo 40 pellegrini è precipitato da un viadotto in Irpinia. Al momento il bilancio parla di una trentina di morti e 11 superstiti: tre bambini, due uomini e sei
donne. Il mezzo, che viaggiava sull'A16 Napoli-Canosa ha fatto un volo di 30 metri in una scarpata all'altezza di Monteforte Irpino e Baiano. Sul posto i Carabinieri, vigili del fuoco e Polizia stradale.

"SI VEDONO 30 MORTI" La scena - racconta il fotografo dell'ANSA, Cesare Abbate, è tragica, «sulla strada ci sono auto distrutte, almeno una decina. Persone lievemente ferite e giù, dal cavalcavia dove è avvenuto l'incidente, l'immagine della tragedia: una trentina di corpi coperti da lenzuola bianche allineati ai bordi della strada provinciale». L'autobus della strage non è visibile dal cavalcavia perchè la vegetazione ne impedisce la vista. Nella zona sono a lavoro i vigili del fuoco che stanno estraendo i passeggeri dal pullman. La polizia stradale sta ascoltando le persone che erano nella zona al momento della tragedia.

LA WEBCAM SULLA A16

"ARRIVATO A VELOCITÀ SULLE AUTO" Il pullman coinvolto nell'incidente sull'A16 è giunto in «velocità nei pressi di un rallentamento di traffico, nonostante fosse segnalato sia dai pannelli a messaggio variabile che dal personale sul posto, e tamponava una serie di autovetture, finendo poi fuori strada in corrispondenza del viadotto Acqualonga». È la ricostruzione di Autostrade.

BIMBI A BORDO Le prime notizie dicono che tre bambini, quattro donne ed un uomo sono stati estrati estratti vivi dalla carcassa del pullman. Ma il bilancio potrebbe essere molto grave.



BILANCIO DESTINATO A SALIRE È destinato ad aggravarsi il bilancio delle vittime dell'incidente avvenuto in serata in Irpinia. Secondo i soccorritori ci potrebbero essere altre vittime sia all'interno del pullman, sia in mezzo alla sterpaglia del luogo dell'incidente. I vigili del fuoco stanno estraendo ancora i feriti.


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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 05:10:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] un donna ed un bambino, sono morte ed altre dodici sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 106, nei pressi di Villapiana, nel Cosentino

COSENZA 28 Luglio 2013 Due persone, un donna ed un bambino, sono morte ed altre dodici sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 106, nei pressi di Villapiana, nel Cosentino. Un camion, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrato con un autobus a bordo del quale viaggiavano i due morti ed i feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale. A bordo dell'autobus viaggiava un gruppo di emigranti calabresi provenienti dalla Svizzera e diretti a Mesoraca (Catanzaro) per trascorrere alcuni giorni di vacanza. L'autista del camion è stato fermato dalla polizia per accertamenti. Si è barricato nella cabina del camion perchè temeva di essere linciato l'autista del camion, uno straniero bielorusso, che si è scontrato con un autobus sulla strada statale 106, nei pressi di Villapiana. Nell'incidente stradale sono morti un bambino di 12 anni ed una donna di 57 anni. Subito dopo i soccorsi e dopo aver accertato che c'erano due persone decedute alcune delle persone che erano a bordo dell'autobus si sono dirette verso il camion ma l'autista, temendo di essere linciato si è chiuso a bordo del mezzo. Solamente quando sono arrivati gli agenti della polizia stradale ha deciso di scendere per fornire la sua versione sull'incidente. Undici persone rimaste ferite sono state trasferite negli ospedali di Rossano, Corigliano, Castrovillari e Trebisacce mentre una donna è stata portata con l'elisoccorso a Catanzaro perchè le sue condizioni sono gravi.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 06:42:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] UCCIDE EX MOGLIE E AMANTE, POI SI SPARA."FERITO ANCHE UN RAGAZZINO IN STRADA"

MASSA CARRARA 28 Luglio 2013 Un movente preciso, la gelosia, alla base di un drammatico episodio di sangue in provincia di Massa Carrara. Un uomo originario proprio di Massa, in base a una prima ricostruzione dei carabinieri, ha ucciso l'amante della ex moglie, sparandogli, poi ha raggiunto la ex moglie uccidendo anche lei. Dopo si è tolto la vita. FERITI DUE RAGAZZI. Nella sparatoria sarebbero rimasti coinvolti anche due minori che erano davanti al ristorante dove l'uomo ha ucciso la ex moglie. Uno dei due ragazzi sarebbe in gravi condizioni e sarebbe stato trasportato all'ospedale di Pisa. SPARATORIA IN STRADA Secondo le prime notizie il primo a cadere sotto i colpi dell'uomo sarebbe stato l'amante della ex moglie, freddato nella sua abitazione poco distante dal ristorante dove la donna lavorava come cameriera. L'assassino ha quindi raggiunto il locale, affollato, e ha sparato contro la ex moglie. È quindi fuggito in strada e, quando qualcuno gli ha urlato contro «assassino», si è fermato e si è ucciso.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/28/2013 06:40:00 AM

sabato 27 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Thomas Bettarelli, 26 anni ucciso con 3 fucilate alla testa mentre si trovava a bordo della sua auto, sulla vecchia strada per Orgosolo, in località «Melazzu» Organi Donati

NUORO.27 Luglio 2013 Un giovane di Oliena, Thomas Bettarelli, 26 anni, ieri notte, mentre si trovava a bordo della sua auto, sulla vecchia strada per Orgosolo, in località «Melazzu», è stato raggiunto da almeno tre fucilate alla testa. Il giovane è stato trasportato d'urgenza all'ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Nel corso della mattinata, però, le sue condizioni sono precipitate. I medici, dopo avere accertato la morte cerebrale del giovane, hanno chiesto ai familiari l'autorizzazione per l'espianto degli organi. L'agguato nella periferia di Oliena è accaduto intorno alle 22 di ieri, mentre il giovane faceva rientro a casa. L'allarme è stato dato da alcuni automobilisti di passaggio: sul posto, oltre all'ambulanza del 118, sono arrivati i carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Si indaga soprattutto sugli ultimi incontri avuti dal ventiseienne e se nel passato ci sia stato qualche episodio di rilievo. Bettarelli è figlio di un maresciallo dei carabinieri in pensione, che svolgeva servizio nella stazione di Orgosolo. Famiglia molto conosciuta e stimata in paese. Durante la stagione estiva Thomas aiutava uno zio che gestisce una macelleria a San Teodoro.

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 7/27/2013 10:31:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] CENTAURO PERDE IL CONTROLLO DELLA MOTO:È MORTO DECAPITATO SOTTO IL GUARD RAIL

TORINO 27 Luglio 2013 Grave incidente stradale a Cesana, in Valsusa. Un motociclista di 36 anni è scivolato in curva ed e« finito con testa sotto il guard rail rimanendo decapitato. Non ci sono altri mezzi coinvolti nell'incidente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri.

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 7/27/2013 07:51:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] MUORE DOPO UNA TRASFUSIONE IN OSPEDALE: "SANGUE CONTAMINATO DAI GERMI"

COSENZA 27 Luglio 2013 Una trasfusione di sangue all'ospedale di Cosenza è stata fatale per un uomo di 75 anni, affetto da leucemia. I familiari hanno presentato denuncia alla Procura che ha avviato una inchiesta. Nella denuncia si fa riferimento alla relazione di un primario dell'ospedale dove si afferma che «sorge l'inquietante sospetto di altra sacca di sangue contaminato da germi patogeni». Dalla cartella clinica si evince che il paziente è morto per «shock settico da serratia marcescens». Il settantacinquenne deceduto a Cosenza dopo una trasfusione di sangue era affetto da leucemia cronica linfatica dal 1989 e, secondo quanto riferiscono i familiari nella denuncia alla Procura, le sue condizioni di salute erano buone. Nei giorni scorsi l'uomo si è presentato presso il pronto soccorso dell'ospedale di Cosenza con una diagnosi d'ingresso di «stato anemico». I medici hanno deciso quindi di sottoporlo ad una trasfusione. «Non appena iniziata la trasfusione - affermano i familiari nella denuncia - nel preciso momento in cui il sangue dalla sacca iniziava a fluire nella vena, nostro padre iniziava improvvisamente a tremare e non riusciva a parlare. È stata subito staccata la sacca di sangue e attaccata una flebo di glucosio». Alcune ore dopo la trasfusione le condizioni dell'uomo sono peggiorate ed il paziente è successivamente deceduto. Nella denuncia viene evidenziato inoltre che «è chiaro come la condotta negligente di chi ha fornito delle sacche di sangue infetto per le emotrasfusioni abbia non solo cagionato la morte improvvisa di nostro padre, ma ha messo in pericolo un'intera collettività sottoponendola a rischio di epidemie». Il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Dario Granieri, dopo la denuncia ha immediatamente aperto un'inchiesta e già dalle prossime ore saranno avviati accertamenti.

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 7/27/2013 07:45:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Alessandro Schiesari di 27 anni, è morto nell'incidente stradale avvenuto verso le 22 all’altezza della zona commerciale di San Donà di Piave

VENEZIA 27 Luglio 2013 Un motociclista di Musile di Piave (Venezia), Alessandro Schiesari di 27 anni, è morto questa notte nell'incidente stradale avvenuto verso le 22 all'altezza della zona commerciale di San Donà di Piave. La vittima pare fosse diretta a Jesolo: era infatti sulla bretella dell'Ipercoop sulla sua Honda Hornet, quando all'uscita di una curva si è trovato davanti una Fiat Grande Punto. La moto si è schiantata contro la fiancata del veicolo guidato da uno straniero residente a San Donà di Piave. Il giovane è deceduto sul colpo: ai soccorritori, giunti sul posto pochi minuti dopo l'incidente, non è rimasto altro che constatare il decesso del motociclista avvenuto molto probabilmente nel momento dell'impatto. Sul posto anche i vigili del fuoco e i carabinieri di San Donà per i rilievi del caso. Secondo una prima dinamica dell'accaduto, l'incidente sarebbe stato provocato dall'auto che stava inspiegabilmente eseguendo un'inversione di marcia.

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 7/27/2013 07:31:00 AM

venerdì 26 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Prince Anonye 20 anni muore dopo un tuffo in piscina

BOLOGNA 26 Luglio 2013 Un tuffo in piscina durante una festa è finito in tragedia per un giovane nel bolognese. È morto la notte scorsa Prince Anonye, il giovane di 20 anni in condizioni disperate dopo un tuffo in una piscina di Ozzano sabato scorso. Il suo cuore ha cessato di battere verso mezzanotte. Il giovane studente era in coma e ha lottato per cinque giorni nel reparto di rianimazione del Sant'Orsola. Ieri sera attorno alle 22 era stata dichiarata la sua morte cerebrale, e il periodo di osservazione previsto per legge si era chiuso senza segni di attività cerebrale. Dopo alcune ore è arrivata la morte naturale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/26/2013 06:27:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Alessandro Minto, 21 anni, operaio in un'azienda del Petrolchimico di Marghera. ucciso dal padre senza motivo

VENEZIA 26 Luglio 2013 Un pensionato di 70 anni ha ucciso stamane il figlio con un'unica coltellata al cuore al termine di una furibonda lite scoppiata subito dopo il pranzo, nella loro casa di Campagna Lupia (Venezia). Ad innescare la discussione sarebbe stato un disaccordo sulla restituzione di alcune centinaia di euro, che il padre diceva di avere prestato al ragazzo, Alessandro Minto, 21 anni, operaio in un'azienda del Petrolchimico di Marghera. I due litigavano spesso. All'improvviso i toni si sono accesi più del solito: il padre ha afferrato un coltello dal tavolo di cucina, con una lama di 30 centimetri e si avventato sul figlio, uccidendolo. Nonostante l'intervento dei medici del Suem 118 per il ragazzo non c'è stato scampo; troppo grave la lesione prodotta al torace dal coltello. In casa in quel momento c'erano anche una sorella di Guerrino e la loro anziana madre, che non hanno però assistito al delitto. Scattato l'allarme, sul posto sono giunti i militari della compagnia carabinieri di Chioggia e del nucleo investigativo di Venezia, seguiti dal magistrato che coordina le indagini, il pm Francesca Crupi. Guerrino Minto, agricoltore in pensione, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Il quadro del delitto è apparso subito abbastanza chiaro agli investigatori. Alessandro Minto era l'unico figlio di Guerrino. L'anziano si era separato dalla moglie alcuni anni fa. Viveva insieme alla sorella e alla madre, ma con quel figlio che lavorava a Mestre, descritto dagli amici come un giovane normalissimo, i rapporti erano sempre più tesi. Stamane i due si sono trovati l'uno di fronte all'altro sul tavolo di cucina, per il pranzo, e ancora una volta si è innescata la lite. Pare che il 70enne volesse gli fosse restituita una piccola somma, alcune centinaia di euro, che avrebbe prestato al figlio, il quale a sua volta sosteneva di essere lui, invece, a dover avere dei soldi dal padre. Dalle parole i due sono passati alle urla, infine è spuntato il coltello nelle mani di Guerrino, e una mattinata rovente di fine luglio è finita in tragedia.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/26/2013 06:24:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] TROVATI I CORPI DEI TRE DISPERSI.UN TESTIMONE: "ECCO COME MI SONO SALVATO"

PESCARA 26 Luglio 2013 Sarebbe stato il deposito giudiziario di botti illegali ad esplodere per primo ieri mattina nell'azienda dei fratelli Di Giacomo. Testimoni e prime ipotesi d'indagine confermano che l'incidente ha avuto origine non nella fabbrica Di Giacomo ma nella casamatta giudiziaria. TROVATI I TRE DISPERSI È stato individuato pochi minuti fa il luogo dove si troverebbero i corpi dei tre dispersi dopo l'esplosione della fabbrica di fuochi d'artificio di Villa Cipressi di Città S.Angelo (Pescara). Lo confermano il pm titolare dell'inchiesta Anna Lisa Giusti e il sottosegretario all'Interno, Gianpiero Bocci, giunto a Pescara. "ECCO COME MI SONO SALVATO" «Sono riuscito a mettermi in salvo. Zoppicavo. Ero con i miei due cugini. Siamo usciti all'esterno dopo il terzo scoppio. Alessio è corso verso la casa matta. Poi la quarta tremenda esplosione». Racconta così gli attimi della tragedia di Villa Cipressi di Città S.Angelo, uno dei superstiti, Giordano Di Giacomo, 20 anni, ricoverato all'ospedale San Massimo di Penne (Pescara). Per lui primo interrogatorio da parte della polizia giudiziaria. QUATTRO ESPLOSIONI Sarebbero state 4 e non e 2 le esplosioni che hanno devastato l'azienda di fuochi d'artificio della famiglia Di Giacomo a Villa Cipressi. Lo riferisce il testimone oculare Francesco, coltivatore diretto che casualmente si trovava nei pressi del luogo dell'esplosione. «Dopo un primo scoppio consistente è venuta la seconda terribile esplosione che ha generato il fungo 'atomicò», ha rivelato Francesco. Secondo il suo racconto dopo un quarto d'ora sono arrivati i soccorsi, e subito dopo c'è stata una terza esplosione più contenuta. «Il quarto scoppio è avvenuto dopo circa mezz'ora dal primo ed è quello che ha ucciso Alessio Di Giacono - continua Francesco - noi vedevamo piccoli scoppi dal fabbricato, carabinieri e vigili del fuoco che fuggivano e quindi un altro scoppio tremendo che ha disintegrato sia il fabbricato che altre costruzioni intorno. I carabinieri poi mi hanno detto che Alessio incurante del pericolo andava proprio verso quella casa matta esplosa per l'ultima, nonostante l'avessero avvertito del pericolo. Era un bravo ragazzo - conclude Francesco - il genietto di casa che avrebbe preso in mano l'azienda da grande». PIOGGIA DI SASSI INFUOCATI È l'unico testimone oculare e può raccontare perchè ha visto fisicamente l'esplosione. Sergio, 66 anni, è il trattorista di un'azienda agricola che ha i terreni sulle colline prospicienti la fabbrica Di Giacomo è saltata in aria a Villa Cipressi di Città S.Angelo. «Stavo arando il terreno quando mi sono dovuto fermare e spegnere perchè avevo appena ricevuto una telefonata - inizia il racconto Sergio, ex militare nel genio pionieri dei paracadutisti - stavo proprio guardando in quella direzione, quando all'improvviso si è scatenato l'inferno. Sotto di me il terreno ha cominciato a sollevarsi, fumo, polvere e un rumore incredibile, ma il ricordo più forte è la pioggia di macerie incandescenti. Tutti gli incendi dei terreni circostanti - prosegue - è stava dovuta proprio a questi blocchi di cemento o altro materiale che sono caduti sul terreno dopo l'esplosione, come palle di fuoco».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/26/2013 06:15:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Dario Lombardo, di Forza d'Agrò, provincia di Messina è morto nel disastro ferroviario SANTIAGO DE COMPOSTELA

SANTIAGO DE COMPOSTELA 27 Luglio 2013 È un 25enne originario della Sicilia ma residente in Germania con i genitori la vittima italiana dell'incidente di Santiago. Secondo quanto reso noto dalle autorità galiziane, il giovane si chiama Dario Lombardo, di Forza d'Agrò, provincia di Messina. Oggi è previsto l'esame del Dna per la conferma ufficiale dell'identità. CONFERMA DELLA FARNESINA La Farnesina ha reso nota l'ufficialità della notizia: c'è una vittima italiana nel disastro ferroviario avvenuto a Santiago, in Spagna. Le autorità hanno confermato che una delle vittime è l'italiano Dario Lombardo. I genitori del giovane siciliano sono a Santiago, assistiti dai funzionari dell'ambasciata italiana. Il rientro della salma avverrà nei prossimi giorni. IL SILENZIO DEL MACCHINISTA Il macchinista del treno deragliato in Spagna, che oggi è stato formalmente arrestato, oggi si è rifiutato di rispondere alle domande degli inquirenti. Francisco Jose Garzon, che si trova ricoverato in ospedale per le lievi ferite riportate nell'incidente in cui sono morte 78 persone, è stato accusato di negligenza, dal momento che l'incidente sarebbe stato provocato da una sua imprudenza. L'uomo ha ammesso che stava guidando il treno ad una velocità di 190 chilometri all'ora in una curva dove il limite massimo è di 80 chilometri. Quando la polizia oggi ha chiesto di fare una dichiarazione, Garzon si è rifiutato. DESTINO FATALE Il venticinquenne italiano stava raggiungendo Santiago de Compostela, dove lo aspettavano degli amici. A Santiago ieri sera sono arrivati anche i genitori del ragazzo. IL PAESE NON VUOLE CREDERCI Forza D'Agrò non vuole credere che Dario sia stato coinvolto nell'incidente ferroviario in Spagna. Il paese del messinese che da una collina guarda il mare di Capo dei Greci, si chiude a riccio. Gli amici del bar che era solito frequentare non vogliono parlare con il cronista: «Non è il momento, scrivete soltanto sciocchezze...», dice infastidito un avventore seduto a un tavolo con un tablet in mano. Neppure il parroco della chiesa della Santissima Trinità si sbilancia: «Aspettiamo dati ufficiali, per il momento non c'è niente di chiaro, nessuno vuole parlare». SU NETLOG: RAGAZZO SOLARE «Sono un ragazzo solare, attivo e molto sportivo...ho vissuto per 14 anni all'estero e per questo parlo tre lingue: italiano, inglese e tedesco»: questa la presentazione che da di sè sul social network Netlog Dario Lombardo, il ragazzo italiano morto nel disastro ferroviario di Santiago di Compostela, la cui identità non è però stata ancora ufficialmente confermata in attesa dell'esame di Dna. La sua nascita, secondo i dati del profilo, è il 30 maggio 1988 a Forza d'Agrò. Di professione si dichiara «agricoltore». Gli hobby segnalati: nuoto e calcio. LE ULTIME PAROLE SU FACEBOOK Dario è morto nel disastro ferroviario a Santiago di Compostela, a soli 25 anni. Quando ancora non c'erano notizie certe su quanto gli fosse accaduto, sulla sua bacheca Facebook le parole della sua fidanzata lasciavano trasparire ansia e preoccupazione: "Amore ti prego basta giocare a nascondino...urla forte a tutti ke stai bene!". E nell'ultimo post, datato a martedì, Dario scriveva un inno alla vita: "Non ascolto il passato e non guardo il futuro... Mi sento vivo. Mi esalto nel presente, provo gioia come un bambino quando noto un fiore... Sorrido perche sono l'artefice della mia vita... Sorrido perché sono io a scegliere il mondo che voglio... Essere... Ogni istante lucido e conscio per sentire il silenzio nella mente, li dove gli altri non arrivano... Per sentire col cuore e tutti i sensi, le meraviglie donateci da Madre natura in questa vita piena di sorprese!!". 78 MORTI, NON 80 Le vittime del disastro ferroviario di Santiago de Compostela sono 78 e non 80, come annunciato finora dalle autorità galiziane. Lo riferisce la polizia scientifica citata dai siti spagnoli, spiegando che resti umani che si pensava appartenessero a persone diverse sono invece della stessa. Finora sono stati identificati 72 dei 78 corpi, ha detto il commissario Antonio del Amo citato da El Mundo. Tre stranieri nel bilancio ufficiale dei morti: un algerino, un messicano e un americano. HA FRENATO IN RITARDO Il conducente del treno schiantatosi mercoledì sera a Santiago de Compostela con un bilancio di 78 vittime - fra le quali l'italiano Dario Lombardo, la cui identità non è stata ancora confermata ufficialmente -, aveva ricevuto un allarme sonoro per velocità eccessiva e o non ha frenato o lo ha fatto in ritardo: è quanto hanno rivelato oggi i periti che indagano sulle cause dell'incidente nell'inchiesta della procura galiziana, mentre la Spagna oggi vive il primo di tre giorni di lutto nazionale. Un elemento - rilevato oggi anche dal Pais - che aggrava la posizione del macchinista, Francisco Josè Garzòn Amo, 52 anni, che è sempre ricoverato in stato di arresto nell'ospedale di Santiago e che oggi, se le sue condizioni di salute lo consentiranno, sarà interrogato dal magistrato. Garzòn Amo avrebbe confessato che il treno con 247 persone a bordo era lanciato a 190 km orari. Ma in quel punto, in curva, la ferrovia non era predisposta a velocità superiori agli 80 km orari e non è quindi scattato il sistema di frenaggio automatico delle linee ad alta velocità. Il conducente avrebbe dovuto quindi reagire prima all'indicazione sulla velocità eccessiva. Il macchinista, del quale non è stata resa nota la gravità delle ferite riportate nell'incidente, ha un'esperienza di oltre 30 anni, secondo la compagnia ferroviaria spagnola Renfe. In un collegamento radio con la stazione, ha esclamato: «Speriamo che non ci siano morti, senno me li porterò sulla coscienza». Intanto non hanno ancora un nome 13 degli 80 cadaveri, che devono essere identificati ufficialmente con l'esame del Dna. I feriti ricoverati negli ospedali di Santiago sono 95 e almeno 32, fra i quali diversi bambini di loro versano in gravi condizioni. ORRORE IN SPAGNA «Que horror, que horror, Dios mio»: con voce tremante, piangendo, impaurito, un anziano si guarda attorno e vede corpi, sangue, grovigli di lamiere, oggetti piovuti ovunque. Sono le 20.42 di mercoledì. Il treno Alvia 141 della linea ad alta velocità (AVE) Madrid-Ferrol è deragliato a una curva alla folle velocità di 190 km orari a tre chilometri dalla stazione di Santiago de Compostela. Da subito si percepisce la gravità della tragedia, che alla fine conterà almeno 78 morti e 178 feriti, di cui decine gravi. È, per gravità, il secondo incidente ferroviario mortale della storia spagnola, il primo dell'AVE. Suscitano sgomento quei corpi raccolti e coperti alla meno peggio con plaid e lenzuola, che i soccorritori allineano lungo il tracciato; i feriti che a stento vengono estratti dalle carrozze scomposte. Intorno, anche qualche arto, addirittura una testa.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/26/2013 06:09:00 PM

giovedì 25 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Alessio Di Giacomo, 22 anni muore per salvare il padre nell'esplosione della sua fabbrica di fuochi d'artificio

PESCARA 25 Luglio 2013 È andato incontro alla morte per disperazione e con incoscienza: Alessio Di Giacomo, 22 anni a settembre, figlio del titolare Mauro, non era al lavoro insieme agli altri familiari, ma è corso subito sul luogo del disastro di Villa Cipressi, dove pochi minuti prima, intorno alle 10,30, una deflagrazione aveva raso al suolo la fabbrica di fuochi d'artificio della famiglia. Gli operatori del 118 appena arrivati hanno tentato di fermarlo, ma lui voleva andare verso il cratere per provare a salvare il padre e lo zio, ma proprio in quell'attimo la seconda terrificante esplosione lo ha centrato in pieno. «Siamo arrivati sette minuti dopo il primo lo scoppio - ha poi confermato il dottor Cherubini, il responsabile del 118 pescarese - è stato come vedere una scena di guerra con lapilli e materiale ricaduto fino a quattro chilometri. Ho visto dopo l'esplosione un ragazzo che mi è corso vicino e gli ho detto di allontanarsi. Dopo non l'ho visto più». Si è immolato così, mentre mezza provincia pescarese era rimasta attonita sia per il boato sentito a chilometri, sia per il fungo 'atomico' che campeggiava tra le campagne di Elice e Città S.Angelo e che si vedeva da ovunque alto nel cielo. Ma se c'è un figlio che sconvolto si fa travolgere dall' esplosione e perde la vita, ecco un altro zio, Adriano, salvo per caso. È attonito in lacrime dinanzi alla tragedia: la mattina, si era staccato dai fratelli Mauro e Federico per andare in centro a Città Sant'Angelo per una visita medica. «Non avevamo operai - dice tra i singhiozzi - era un'azienda familiare la migliore d'Abruzzo». Adriano non riesce a capacitarsi perchè «era il miglior laboratorio d'Abruzzo, avevamo rifatto tutto da capo, era tutto nuovo. Belle coperture, tutte coibentate, muri da 40 centimetri». Ma cosa può essere successo? «So che Mauro si stava preparando perchè doveva andare a Chieti, stava lavorando sulle 'bombe' già chiuse, ma il nostro era un ambiente fresco e all'avanguardia. Non so proprio darmi una spiegazione». Sul luogo del disastro è arrivato anche il genero di Federico Di Giacomo, Loris il quale conferma che «la fabbrica era tra le più in regola per perfezione e pulizia. Anche io ho fatto questo lavoro, e tutti sappiamo che i discorsi sulle tragedie sono all'ordine del giorno: sai quando inizi - conclude - non sai se finisci».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/25/2013 06:10:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Matteo Menardi, 34 anni, è morto, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo.

BELLUNO 25 Luglio 2013 Ha telefonato alla moglie Angela, per rassicurarla, prima di iniziare la discesa, per tornare a casa. È stato il suo ultimo pensiero. Pochi passi ed è caduto, forse scivolato, perso un appiglio, ed è finito in un canale, cento metri sotto. Il giovane ampezzano Matteo Menardi, 34 anni, è morto da solo, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Una destinazione per pochi appassionati, per chi ama vivere la montagna silenziosa, solitaria, non quella più celebrata ed affollata. L'incidente deve essere avvenuto dopo le 19 di martedì. La moglie, a sera, non vedendolo rientrare, è andata a cercare l'auto del marito e l'ha trovata dove prevedeva: nel piazzale di Sant'Uberto, dove parte la strada che sale a malga Ra Stua. A quel punto è scattato l'allarme. Malgrado il maltempo, numerosi volontari del soccorso alpino si sono attivati, almeno una ventina: lo hanno cercato per buona parte della notte, con le torce, nel buio, sotto il diluvio, un vero fortunale di pioggia e vento, che ha battuto la zona, nella notte. Ai parenti, il giovane, che era solito percorrere sentieri dei cacciatori, tracce conosciute e frequentate da poche persone, non aveva comunicato la destinazione della sua escursione, quando era partito in mattinata, alle 10. Le squadre hanno iniziato a perlustrare i sentieri della zona, aiutati anche dal fiuto del cane bloodhound di un'unità cinofila, specializzato nella ricerca delle persone scomparse, ma non si è trovato nulla. A notte fonda, i volontari si sono fermati, per fare il punto della situazione, anche per l'imperversare di un forte temporale. Parlando quindi con gli amici di Matteo si è saputo che aveva intenzione di salire sulla Croda d'Antruiles. Dalla verifica dei tabulati si è inoltre verificato che una cella telefonica era stata attivata verso le 19.29 in quell'area dal suo cellulare, che però risultava spento. Ieri mattina, appena la luce lo ha consentito, è decollata l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore; a bordo anche due soccorritori di Cortina, profondi conoscitori dei luoghi, per sorvolare i versanti della montagna, per setacciare ogni sentiero. Poco dopo il corpo è stato individuato, in un canale, a 2.160 metri di quota. Sono quindi stati barcati in hovering i due soccorritori, il tecnico di elisoccorso di turno con l'equipaggio e il medico, che ha però solamente potuto constatare il decesso del giovane. All'arrivo di un soccorritore del Sagf della Guardia di finanza, si è proceduto ai rilievi e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata composta in una barella e recuperata con il verricello dell'elicottero, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre. Il funerale di Matteo Menardi, molto noto a Cortina, sia per le attività lavorative svolte sinora, in parrocchia e nella società comunale Gis, sia per il suo continuo impegno, nel volontariato, è stato celebrati oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/25/2013 09:50:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Mirko Sanna, il ragazzo scomparso dal 20 luglio a Genazzano, è stato trovato morto.

ROMA 24 Luglio 2013 Mirko Sanna, il ragazzo scomparso dal 20 luglio a Genazzano, è stato trovato morto. Il corpo senza vita era all'interno della sua auto, la stessa Citroen Saxo grigia metallizzata con cui si era allontanato dall'abitazione, parcheggiata sul ciglio di un strada. Nel primo pomeriggio i genitori hanno riconosciuto la salma del figlio. A quanto emerso il corpo non aveva segni di violenza, colluttazione o aggressione. Accerterà le cause del decesso il magistrato di Velletri.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/25/2013 09:43:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Alessio Di Giacomo, Mauro Di Giacomo e Federico Di Giacomo muoiono nell'esplosione di una fabbrica di Fuochi D'artificio di Villa Cipressi di Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara

PESCARA 24 Luglio 2013 Un'esplosione di materiale pirotecnico è avvenuta in un deposito di fuochi d'artificio di Villa Cipressi di Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara. «Purtroppo non abbiamo più speranze che trovare solo i resti dilaniati dei corpi dei tre dispersi». Lo ha detto il dottor Emanuele Cherubini, responsabile provinciale del 118 di Pescara che sta coordinando i soccorsi in collaborazione con le forze dell'ordine sul luogo dell'esplosione. Secondo il capitano della compagnia di Montesilvano, Enzo Marinelli, «la situazione può cambiare di momento in momento però è accertato che il morto è un giovane della famiglia Di Giacomo di circa 20 anni, che in totale ci sono 6 feriti e che risultano tre dispersi». Si tratta del titolare dell'azienda, Mauro Di Giacomo, di Federico Di Giacomo (che dovrebbe essere il nipote) e di Roberto Di Giacomo anche lui parente del titolare. La persona deceduta è Alessio Di Giacomo.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/25/2013 09:33:00 AM

mercoledì 24 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Giacomo Querzola 26 anni e Denis Magni 25 anni sono morti in un terribile incidente

Ferrara, 24 luglio 2013 - IL PIANTO per un dramma atroce, le parole soffocate dal dolore, il bar La Piazza deserto. Tragedie colmate solo dal ricordo di due amici scomparsi troppo presto. Giacomo Querzola e Denis Magni se ne sono andati, su quella Mini Cooper che si è schiantata domenica, lungo la provinciale 2. In un attimo le vite dei due giovani, 26 e 25 anni, sono andate in fumo: i sogni, le passioni e il loro futuro spezzati da un incidente mortale. Il territorio è sconvolto dalla tragedia. Michele Boscolo dell'associazione fiera Coccanile, li ricorda così: «Amici per la pelle. Ero con loro al bar La Piazza, tra un aperitivo e qualche battuta, chi mai avrebbe pensato ad un dramma? Giacomo da quando aveva 18 anni collaborava durante gli eventi e Denis, seppur di Ambrogio, era stato adottato a tutti gli effetti dalla nostra frazione. Timido e tranquillo; domenica al bar in cui lavora la fidanzata Valentina, abbiamo scherzato e parlato di lavoro. Erano entrambi appassionati di moto e motorini, con la voglia di godersi la vita». BAGGIO, Vin Diesel e Monkey Rufy del cartone animato One Piece, questi erano alcuni dei miti di Giacomo Querzola, gli amici del bar lo ricordano con una citazione: «Come può essere terminata l'epoca dei pirati sognatori? I sogni delle persone non svaniscono mai!». Stefano F. e Alex A. aggiungono: «Querzo, era un pazzerello, ma un grande amico, un ragazzo d'oro». Stefano G. sconvolto dalla perdita dice: «Siete venuti su insieme, due veri amici. Avete lasciato il segno. È da ieri mattina che non riesco a pensare ad altro. È così irreale». Lo stesso dramma anche per Emil P.: «Ciao amico mio, da lassù mi penserai come farò io. Ciao Giacomello, ti voglio bene e ricorda: gli amici non si scelgono, si trovano». C'è poi chi ricorda il legame indissolubile che legava i due ragazzi fin dall'adolescenza: «Giacomo e Denis migliori amici fino alla fine... Per sempre. — recita un post su Facebook — Ci mancherete». I COLLEGHI di lavoro di Magni, dell'azienda agricola Vincenzi sono affranti: «Denis non era solo un collega o un dipendente ma un fratello, un figlio, un amico». Silvia Pasquali, amministratore delegato della Pasquali srl, dove Giacomo lavorava come operatore specializzato è costernata e commenta: «siamo vicini ai parenti. Giacomo era un dipendente volenteroso e altruista. Insisteva per lavorare anche se in malattia, è una lutto incolmabile. Assunto a tempo indeterminato, lavorava con estrema precisione. Tutti e 50 i dipendenti sono sconvolti, è una perdita umana e lavorativa». Si attende ancora il via libera del magistrato per fissare in maniera definitiva la data dei funerali dei due giovani, anche se, su Facebook, la sorella di Querzola scrive che le esequie di entrambi «si svolgeranno sabato mattina a Coccanile». di Chiara Modonesi

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/24/2013 06:46:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Pino Massara, l'autore di canzoni di successo come 'Siamo la coppia più bella del mondo' e il grande successo di Albano 'Nel sole'

MILANO 24 Luglio 2013 È morto ieri Pino Massara, l'autore di canzoni di successo come 'Siamo la coppia più bella del mondo' e il grande successo di Albano 'Nel sole'. A riferirlo è la Provincia Pavese. Nato a Vigevano nel 1931, scrisse successi come 'Permette, signorina' che in Italia fu resa famosa da Nicola Arigliano e in America ripresa da Nat King Cole, canzoni per Mina come 'Confidenziale', per Fausto Leali ('Deborah') Adriano Celentano, Dalida e anche per il Piccolo coro dell'Antoniano ('Il coccodrillo come fa?')

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/24/2013 06:40:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Clemente Rubino, di 52 anni ucciso a coltellate nel garage

NAPOLI 23 Luglio 2013 Agguato in pieno giorno a Soccavo, un quartiere di Napoli: un uomo è stato ucciso poco fa in un garage. La vittima è Clemente Rubino, di 52 anni, pregiudicato, ucciso a coltellate. L'allarme è stato dato con una telefonata anonima sul 118. Il cadavere è stato trovato in un garage in via Croce di Piperno. Secondo i primi accertamenti Rubino è stato ucciso con numerosi fendenti. Sul posto è intervenuto il personale sanitario e la Polizia.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/24/2013 07:02:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Mattia Repole, il ragazzo di 14 anni investito ieri a Torino da un'auto mentre era in sella alla sua bicicletta.

TORINO 23 Luglio 2013 Non ce l'ha fatta Mattia Repole, il ragazzo di 14 anni investito ieri a Torino da un'auto mentre era in sella alla sua bicicletta. Le condizioni erano apparse subito disperate e nella tarda serata di ieri il 14enne è deceduto. LA DINAMICA DELL'INCIDENTE - Una vettura condotta da un 26enne residente nel torinese si è scontrata con un ragazzo in bicicletta di 14 anni, di Venaria, che, in compagnia di un amico anche lui in bicicletta, usciva da un passo carraio. Il ragazzo è stato trasportato in gravissime condizioni in ospedale. All'incidente, la cui dinamica è al vaglio dei vigili urbani, hanno assistito oltre all'amichetto del 14enne ferito anche la mamma. Il conducente dell'auto si è immediatamente fermato a prestare soccorso. AMAVA IL CALCIO Giocava nei giovanissimi dell'Accademia Grande Torino, società nata in ricordo della fortissima squadra scomparsa nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949 dove ci furono 31 vittime.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/24/2013 06:19:00 AM

martedì 23 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Nuccio Monteleone 25 anni morto investito da un'auto 21 luglio 2013

Adelfia: 25enne Nuccio Monteleone morto investito da un'auto 21 luglio 2013 „ Travolto e ucciso da un'auto mentre faceva jogging. E' accaduto ieri sulla strada provinciale che collega Adelfia a Cassano. A perdere la vita un giovane di 25 anni, Nuccio Monteleone, di Adelfia, sottufficiale in servizio presso Capitaneria di Porto di Monopoli. Il ragazzo stava correndo lungo la strada, quando è sopraggiunta l'auto condotta da un operatore agricolo che lo ha investito. L'uomo si è subito fermato per soccorrere il giovane, allertando carabinieri e 118. Il 25enne è stato trasportato al Policlinico, dove i medici lo hanno sottoposto d'urgenza ad un intervento alla testa. L'operazione tuttavia non è servita a salvare la vita al ragazzo, che è deceduto in serata. " Potrebbe interessarti: http://www.baritoday.it/cronaca/incidente-stradale/adelfia-investito-ucciso-nuccio-monteleone-21-luglio-2013..html Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/BariToday/211622545530190

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/23/2013 06:08:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Si sporge troppo e cade dal balcone :muore madre di tre figli

VENEZIA 23 luglio 2013 In un tragico incidente domestico è morta la moglie di Silvio Schioser. Fossà di San Donà di Piave (Venezia), la frazione in cui risiede e dove lo stesso ex consigliere comunale è molto attivo, si è stretta alla famiglia per il tragico incidente che ieri ha scosso tutta la comunità. La moglie di Silvio, Loredana Benzon, 49 anni, è morta dopo essere caduta dalla finestra del bagno, facendo un volo di quasi quattro metri. È accaduto ieri mattina. Sono quasi le 11 quando i vicini di casa vedono la donna stesa a terra. In un primo momento non avevano dato peso alla cosa: dalla posizione quasi naturale, sembrava che si fosse stesa appositamente per prendere il sole. Ma, dopo qualche minuto, quando hanno visto che non si muoveva nonostante avessero provato a chiamarla, sono andati nel giardino della famiglia Schioser ed hanno notato il rivolo di sangue sulla testa e il corpo ormai freddo. Hanno dato subito l'allarme, ma i medici che sono intervenuti non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La donna era caduta dalla parte del bagno. Quello che è accaduto può essere solo immaginato. «Loredana stava probabilmente chiudendo il balcone, oppure voleva pulire il davanzale - spiega il marito distrutto dal dolore - Forse si è sporta un po' troppo in avanti, essendo lei di corporatura minuta, ed è scivolata di sotto, dove ha battuto la testa». Secondo i rilievi sarebbe deceduta praticamente sul colpo. In quel momento in casa Schioser non c'era nessuno: la figlia della coppia, Giulia, che lavora come stagionale, ieri aveva il giorno di riposo e ne ha approfittato per andare al mare per trascorrere una giornata con il fidanzato. La donna, quindi, si trovava a casa da sola. E non ha neppure fatto in tempo a chiedere aiuto. E pensare che quella di oggi doveva essere una giornata di festa in casa Schioser, per il compleanno di Giulia, che avrebbe festeggiato i suoi 23 anni. La mamma aveva già pensato di preparare un dolce per l'occasione. E domenica nonna Loredana era al culmine della felicità dopo aver abbracciato il nipotino che loe ha regalato dalla primogenita Daniela (30 anni) solo venti giorni fa. Loredana lascia anche un terzo figlio, Dario, di 20 anni. Per i funerali della 49enne si attende il nulla osta dell'autorità giudiziaria.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/23/2013 02:54:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Si rovescia barca sul fiume Adda un morto

LECCO 23 luglio 2013 Tragedia nella notte sul fiume Adda nella zona del Ponte Azzone Visconti (da tutti noto come il Ponte Vecchio) che collega Lecco a Malgrate. Un uomo, residente a Rogeno, nel lecchese, è annegato dopo che la barca su cui sin trovava si è rovesciata per colpa delle fortissime raffiche di vento che stavano accompagnando il violento temporale abbattutosi in provincia di Lecco. Il corpo non è ancora stato recuperato. I SOPRAVVISSUTI. Assieme alla vittima c'erano altri tre uomini fra i 30 e 40 anni, tutti della Brianza. Pare che avessero intenzione di raggiungere la località Moregallo, subito dopo l'abitato di Valmadrera.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/23/2013 02:48:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Ladro muore mentre fa esplodere la cassa

Bergamo 23 luglio 2013Un 50enne è morto mentre tentava di far saltare in aria la cassa di un supermercato di Cisano Bergamasco. L'episodio è avvenuto attorno alle 5.30 al "Billa" di via Milano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Zogno e il personale del 118. Il rapinatore è deceduto sul colpo per le ferite riportate durante l'esplosione, avvenuta prima del previsto. Lo sportello della cassa infatti lo ha colpito alla testa mentre lui cercava di mettersi al riparo . La deflagrazione ha svegliato i residenti del quartiere. Sono stati loro a dare l'allarme e ad avvertire i carabinieri e il 118. Il ladro rimasto ucciso è un 50enne italiano residente nella zona di Cisano e avrebbe agito con alcuni complici che si sono poi dati alla fuga. Durante il tentativo di scasso, l'uomo avrebbe saturato di gas la cassa continua esterna al supermercato per poi innescare la miccia. L'esplosione lo ha però travolto e ucciso.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/23/2013 02:44:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Un ragazzino di 14 anni è morto dopo essere stato investito da un'auto a Torino, nei pressi dello Juventus Stadium.

Torino 23 luglio 2013 Un ragazzino di 14 anni è morto dopo essere stato investito da un'auto a Torino, nei pressi dello Juventus Stadium. Il giovane stava andando in bicicletta quando è stato travolto da una Volkswagen Polo, il cui conducente si è fermato a prestare i primi soccorsi. Per il quattordicenne non c'è stato però nulla da fare: il ragazzo è morto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale Maria Vittoria.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/23/2013 02:40:00 PM

lunedì 22 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Giacomo Querzola, 26 anni, è morto sul colpo; Denis Magni, 25, è deceduto dopo il ricovero all'ospedale di Cona

FERRARA - Tragedia la scorsa notte nel ferrarese. Due giovani sono morti schiantandosi in auto contro un platano a Copparo (Ferrara), sulla provinciale per Cologna. Giacomo Querzola, 26 anni, è morto sul colpo; Denis Magni, 25, è deceduto dopo il ricovero all'ospedale di Cona. È accaduto nella tarda serata di ieri. I due ragazzi, entrambi residenti a Copparo, viaggiavano su una Mini Cooper che è finita fuori strada. Con i sanitari del 118 sono intervenuti i vigili del fuoco e carabinieri, che hanno eseguito i rilievi.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/22/2013 06:21:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Lorenzo La Torre, 47enne di Manfredonia, maresciallo del 32esimo stormo dell’Aeronautica Militare Italiana, la vittima dell’incidente stradale

FOGGIA 22 Luglio 2013 E' Lorenzo La Torre, 47enne di Manfredonia, maresciallo del 32esimo stormo dell'Aeronautica Militare Italiana, la vittima dell'incidente stradale avvenuto questa mattina, alle 8.30, alla periferia di Manfredonia. Stando alla ricostruzione dei carabinieri la vittima era a bordo della sua Renault Clio diretta verso Foggia quando il mezzo, per cause ancora da accertare, è sbandato finendo fuori strada, ribaltandosi più volte. Il sottufficiale è stato sbalzato fuori dall'abitacolo mentre l'auto poco dopo ha preso fuoco. Sul posto sono intervenute alcune squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento del centro sipontino e dei carabinieri, oltre ad un unità del 118. Purtroppo per il 47enne non c'era più nulla da fare.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/22/2013 06:14:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] 25ENNE SUICIDA AL VOMERO DA UN PONTE. "IL TERZO IN POCHI GIORNI"

NAPOLI 22 Luglio 2013 Terzo suicidio in pochi giorni dal ponte di via Pietro Castellino a Napoli. Stavolta a togliersi la vita è stato un giovane di 25 anni. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine. Soltanto pochi giorni fa due persone si erano gettate, nello stesso giorno, dalla medesima struttura del Vomero Alto. Il presidente della Municipalità: basta, andrò io a presidiare il ponte 24 ore su 24 (leggi).

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/22/2013 03:36:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Nicolò Serroni 14 anni figlio di Sandro Serroni, noto agente dell'Anticrimine al commissariato di Fermo.Muore in spiaggia mentre giocava a beach soccer

FERMO 22 Luglio 2013 Purtroppo non ce l'ha fatta il ragazzino colto da un malore mentre stava giocando a beach soccer sulla spiaggia di Porto San Giorgio. Trasportato all'ospedale Murri di Fermo, è morto poco dopo le 21. Il ragazzino, appena 14 anni, si chiamava Nicolò Serroni ed era figlio di Sandro, noto agente dell'Anticrimine al commissariato di Fermo. Una volta trapelata la notizia, tanti giovani e tanti amici di famiglia si sono riversati all'ospedale per cercare di confortare la famiglia colpita da questo terribile lutto. Ancora da verificare le cause del malore che lo hanno portato alla morte.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/22/2013 03:31:00 AM

domenica 21 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Antonio Ferro, 50 anni, residente a Cavallino, e Michele Costantini, 62enne residente a Cà morti in un frontale

VENEZIA 21 luglio 2013Due gestori di una pescheria di Cavallino hanno perso la vita la notte scorsa in uno scontro tra il loro furgone e una Bmw, mentre si recavano al mercato. Le vittime sono Antonio Ferro, 50 anni, residente a Cavallino, e Michele Costantini, 62enne residente a Cà Savio. Sull'altro veicolo, che per cause in corso d'accertamento sarebbe finito sulla corsia opposta, c'era un agente immobiliare 41enne che, secondo la Polstrada di Jesolo, potrebbe avere avuto in colpo di sonno mentre era alla guida. Nello scontro l'uomo è rimasto ferito, non in maniera grave, ed ora si trova ricoverato in ospedale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/21/2013 08:37:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Mario Loi non andava più d’accordo con la moglie ucciso

SASSARI21 luglio 2013 Mario Loi non andava più d'accordo con la moglie e restava a casa solo per amore dei figli. L'atmosfera familiare era diventata insopportabile. Lo confidò lui stesso al genero Paolo Azzena una settimana prima di morire accoltellato. Lo ricorda il gip Maria Teresa Lupinu nella ordinanza con la quale, ieri mattina, ha ordinato la custodia in carcere di Marina Gavina Orrù. Il giudice non ha convalidato il fermo eseguito giovedì sera dalla polizia ma, accogliendo una richiesta del procuratore Roberto Saieva e del suo sostituto Carlo Scalas, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti della indagata, difesa dall'avvocato Vittorio Delogu. Marina Gavina Orrù deve stare in carcere non perché potrebbe fuggire, come paventavano gli investigatori, ma perché potrebbe colpire ancora. «Personalità proclive al delitto» scrive il giudice. L'ordinanza ripercorre, distruggendola, l'autodifesa della moglie di Mario Loi, l'autista di ambulanze morto per una emorragia interna mercoledì alle 18.40 in ospedale. La donna avrebbe ucciso il marito con lucidità, impugnando un coltello con una lama di 25 centimetri durante una lite per motivi passionali. Sarebbe stata lei stessa ad ammettere il delitto, giustificandosi con la figlia accorsa a una sua telefonata: «Non l'ho fatto apposta, è stato un incidente». E ancora: «Vedrai che quando ritorna a casa non me lo perdonerà mai». Quando pronunciò queste frasi, Marina Gavina Orrù era pentita e disperata. Perché, spiegò alla figlia, anche se il marito l'aveva tradita aveva diritto di continuare a vivere. In questa angosciosa fine di un amore, avvelenato dalla gelosia, secondo il giudice delle indagini preliminari c'è la chiave del delitto di Caniga. A dettare a verbale queste frasi agli uomini della squadra Mobile guidata da Bibiana Pala non sono stati estranei testimoni ma il genero della indagata, Giovanni Paolo Azzena. Mentre la figlia, Monica Loi, ha tratteggiato una vita di coppia insostenibile. Ed è anche, ma non solo, con le dichiarazioni dei familiari più prossimi della vittima e della indagata che il gip imbastisce il canovaccio della ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nell'atto si legge che la quotidianità di Mario Loi e Marina Gavina Orrù era fatta di liti e di scenate sempre più violente. Lui da tempo dormiva sul divano, lei era ossessionata dalla gelosia. La figlia descrive il ménage dei genitori con quattro parole: «Una situazione non sana». L'anguria evocata da Marina Orrù, insomma, sarebbe solo un goffo tentativo di salvarsi. La donna, quando ancora non sapeva che il marito era morto in ospedale, parlò di un tragico incidente domestico legato al taglio di una anguria. Marina Gavina Orrù spiegò così la ferita profonda al petto del marito. «Quel buco, quel buco maledetto – disse a chi le stava vicino, riferendosi a una imperfezione del pavimento – quante volte gli ho detto di ripararlo. Voleva mangiare l'anguria, doveva tagliare l'anguria con quel coltello». Queste parole, annotate dagli agenti della sezione Volanti intervenuti nella casa di Caniga, sono smentite da una frase pronunciata poco prima da Marina Gavina Orrù quando il marito era a terra agonizzante: «Non l'ho fatto apposta». Ad ascoltarla c'erano il genero e la figlia che adesso, loro malgrado, sono anche i principali testimoni della accusa di omicidio volontario. Ma per il gip sono anche altri gli elementi che portano a pensare che a casa Loi, quella sera, ci fu una lite sfociata in tragedia. Le scarpe della vittima, per cominciare. Sono state trovate in mezzo al sentiero che costeggia la casa e si pensò che Mario Loi le avesse perse mentre veniva trasportato in ospedale. Invece no. Quelle scarpe erano già in mezzo alla strada quando alle 17.59 un vicino di casa, scendendo dall'auto proprio per spostarle, vide Mario Loi steso a terra sull'uscio. La moglie lo abbracciava e urlava disperata. La figlia Monica, che Marina Gavina aveva chiamato poco prima, arrivò di corsa dopo una telefonata. Una donna accorsa insieme ad altri vicini disse ad alta voce «ho sentito che stavano litigando ma pensavo che fossero dei bambini che urlavano». Per il gip Lupinu quelle scarpe in mezzo alla strada furono lanciate «per strada dalla Orrù in preda all'ira». E nello stesso impeto, scrive ancora il magistrato, la donna avrebbe impugnato il coltello con 25 centimetri di lama che ha provocato la ferita mortale al torace di Mario Loi. Il giudice non crede neppure che Marina Gavina Orrù abbia preso quel coltello per tagliare una fetta d'anguria e che abbia poi involontariamente colpito il marito. «Le sue dichiarazioni – scrive il gip – paiono incredibili e incompatibili, quanto alla modalità e alla dinamica del presunto incidente, con la ferita inferta». Secondo il giudice, l'indagata ha colpito il marito standogli di fronte dopo avere litigato con lui perché era gelosa di una volontaria appena assunta nell'associazione "Soccorso Sant'Anna" di cui Mario Loi era presidente. Mercoledì i poliziotti arrivati a Caniga hanno sentito la donna dire «se è morto mi uccido, mi ammazzo io». Il giudice ha una spiegazione anche per questa frase: «Il senso di colpa per quanto accaduto, la consapevolezza che non si sia trattato di un incidente domestico ma di un'azione omicidiaria».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/21/2013 08:35:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Vladimir Pizzedaz,cade dalla sua barca a vela e annega

VERONA 21 luglio 2013 Un imprenditore è disperso nelle acque del lago di Garda. Con tutta probabilità è caduto dalla sua barca a vela, annegando. L'uomo, Vladimir Pizzedaz, era partito stamane da Porto San Nicolò per compiere un'escursione in solitaria con la sua barca. Alcuni turisti hanno visto successivamente l'imbarcazione che navigava alla deriva con la vela spiegata: a bordo non c'era nessuno. Immediatamente sono scattate le ricerche con decine di mezzi delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco che hanno setacciato palmo a palmo il lago, anche con l'ausilio di un elicottero e di alcune telecamere subacquee. Dell'uomo non c'è finora nessuna traccia. Stamani, sempre nel lago di Garda si è svolto anche un fortunoso salvataggio di un sub, colto da un malore mentre si trovava a 40 metri di profondità: sono stati altri subacquei che lo hanno riportato a galla. L'uomo è stato ricoverato all'ospedale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/21/2013 08:30:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Supersport Andrea Antonelli è morto a causa di un incidente durante una gara sul circuito di Mosca

ROMA 21 luglio 2013 Il pilota italiano di moto Supersport Andrea Antonelli è morto a causa di un incidente durante una gara sul circuito di Mosca. Il pilota del Team GoEleven Kawasaki è deceduto nel centro medico del Moscow Raceway in seguito a un grave trauma cranico riportato in un pauroso incidente all'inizio della gara di SuperSport, come riporta Eurosport.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/21/2013 08:22:00 AM

sabato 20 luglio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Katia Tondi, 31 anni, è stata trovata morta nel corridoio del suo appartamento con il volto rivolto verso il soffitto dal marito, Emilio Lavoretano

CASERTA 21 Luglio 2013 Un altro femminicidio in quello che assume i contorni di un vero giallo a Caserta. Una donna, Katia Tondi, 31 anni, è stata trovata morta nel corridoio del suo appartamento con il volto rivolto verso il soffitto dal marito, Emilio Lavoretano, anche lui di 31 anni. La donna sarebbe stata strangolata. La macabra scoperta è stata fatta a San Tammaro, centro in provincia di Caserta, nell'abitazione che si trova al quarto piano di un palazzo del Parco Laurus, in via Ferdinando Borbone. Il corpo della donna RISERBO. Il marito della vittima ha riferito alla Polizia di essere uscito a fare la spesa e di avere fatto la raccapricciante scoperta al suo ritorno. In casa c'era anche il figlio di sette mesi della coppia. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere e della Squadra mobile della Questura di Caserta, che hanno condotto il marito della vittima in Commissariato a Santa Maria Capua Vetere. Li' Emilio Lauretano e' stato ascoltato dagli inquirenti. Agli investigatori ha riferito di essere uscito a fare la spesa e che quando e' tornato a casa ha trovato la porta d'ingresso semi aperta e la moglie riversa a terra nel corridoio. La casa era a soqquadro. L'uomo avrebbe cercato inutilmente di rianimare la moglie, poi è corso dai vicini che hanno avvertito la Polizia. Il medico legale, che ha eseguito un primo esame sul cadavere, si e' riservato di pronunciarsi sulle cause della morte, che saranno chiarite dall'autopsia. Sembrerebbe pero' che il decesso sia stato causato da strangolamento. La coppia si conosceva da molto tempo. Lui fa l'operaio nell'officina di un gommista e non risulta che di recente ci siano state liti tra marito e moglie.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 7/20/2013 06:33:00 PM
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