venerdì 31 maggio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] G.E. donna di 47 anni, si è tolta la vita lanciandosi dal terrazzo del suo appartamento, al quinto piano di un palazzo di via Mazzini

MACERATA 01 Giugno 2013 Suicidio a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, dove una donna di 47 anni, G.E., si è tolta la vita questo pomeriggio lanciandosi dal terrazzo del suo appartamento, al quinto piano di un palazzo di via Mazzini. Inutili i soccorsi del 118 e dei vigili del fuoco, intervenuti per aprire la porta dell'alloggio in cui la signora abitava. Sul posto, per le indagini, agenti del Commissariato di polizia. Sembra che la quarantasettenne soffrisse di crisi depressive Metti il resto dell'articolo qui

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 03:43:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Andrea Passoni, 18 enne di Paderno D'Adda scomparso nel maggio 2013 , il cadavere ripescato nelle acque del fiume Adda

MONZA 01 Giugno 2013 Si tratta di un ragazzo scomparso, il cadavere trovato stamattina. È di Andrea Passoni, 18 enne di Paderno D'Adda scomparso nove giorni fa, il cadavere ripescato questa mattina nelle acque del fiume, dai Carabinieri di Trezzo D'Adda. Lo confermano i primi esami svolti sul corpo del giovane, che secondo le prime ricostruzioni si sarebbe tolto la vita gettandosi volontariamente nel fiume, forse a causa del basso rendimento scolastico

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 03:34:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Daniele Corvetta storico armatore e presidente del Ravenna calcio dal 1990 al 2000

Ravenna, 31 maggio 2013 - Dopo un lungo ricovero all'ospedale di Rimini, è morto Daniele Corvetta (guarda le foto), storico armatore e presidente del Ravenna calcio dal 1990 al 2000. Aveva 74 anni, è stato il presidente della prima serie B dei giallorossi, nel 1996. Nel 2001 lasciò, travolto dal fallimento. Corvetta è stato un presidente molto amato dalla tifoseria e in questi momenti stanno arrivando numerose attestazioni di cordoglio. Nella sua era ricordiamo allenatori poi finiti in serie A, come Del Neri e Guidolin, e giocatori come Toldo e Bobo Vieri. Stanco e malato da tempo, soffriva per i postumi di una banale caduta in casa. La speranza, che è una certezza, è che il 15 giugno per il centenario del Ravenna, la sua figura venga degnamente ricordata. I funerali di Daniele Corvetta si svolgeranno lunedì alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Madonna dell'Albero, poi il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Marina di Ravenna

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 03:30:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Vittorio Badano, volto molto conosciuto di Tele Varazze dove fino a un anno fa aveva condotto il programma di musica e storia varazzina «Una serata con Vittorio»

È morto ieri pomeriggio nella sua casa di Cantalupo a Varazze Vittorio Badano, volto molto conosciuto di Tele Varazze dove fino a un anno fa aveva condotto il programma di musica e storia varazzina «Una serata con Vittorio» che andava in onda ogni venerdì sera. Aveva 73 anni: nel 2010 era presidente della delegazione dell'Unione veterani dello sport. Tele Varazze, in segno di lutto, ha interrotto le trasmissioni per 24 ore. Badano era titolare con i familiari di una tipografia a Cogoleto.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 03:23:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Maxim Vatavu, sedicenne di Bologna morto per droga.È stato individuato il pusher che ha fornito la droga sintetica

BOLOGNA 01 Giugno 2013 È stato individuato il pusher che ha fornito la droga sintetica, probabilmente ecstasy, che ha provocato la morte di Maxim Vatavu, sedicenne di Bologna. Il ragazzo la mattina del 24 maggio si era sentito male mentre era a casa di un amico, un compagno di scuola di 18 anni. Il 27, lunedì scorso, è deceduto al policlinico di Modena, dopo che i medici avevano tentato di salvarlo con un trapianto di fegato. IL PUSHER - Lo spacciatore, un bolognese di 24 anni, operaio saltuario, è stato identificato grazie alle indagini della squadra Mobile, coordinata dal pm Francesco Caleca. Il pusher ha ammesso però di aver venduto droga solo al 18enne amico di Vatavu. A questo punto sono entrambi indagati per spaccio, ancora contro ignoti invece il fascicolo per l'accusa di morte come conseguenza di altro delitto. DUE VERSIONI - Andranno quindi approfondite le due versioni: se fosse vero quello che dice lo spacciatore, di questa accusa potrebbe rispondere il diciottenne. Il quale però ha riferito che a casa del pusher ci è andato insieme al compagno di scuola: in questo caso il reato potrebbe venire contestato allo spacciatore. Lo spacciatore è stato nella notte sentito dal pm, dopo che la polizia aveva fatto una perquisizione nella casa dove risiede. Non c'era traccia di sostanze simili a quella che ha ucciso il sedicenne, ma sono stati trovati circa 250 grammi di marijuana. Per questo motivo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. (fonte: Ansa) 31 maggio 2013

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 03:20:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Nino Bibbia: primo oro olimpico ai Giochi di St. Moritz nello skeleton

Valtellinese di nascita, viveva in Svizzera dove nel 1948 vinse l'oro ai Giochi di St. Moritz nello skeleton. In quella edizione disputo anche il bob a 2 e bob a 4, arrivando ottavo e sesto


Bibbia in azione all'Olimpiade del 1948
Bibbia in azione all'Olimpiade del 1948
 
È morto a 91 anni, Nino Bibbia, il primo oro olimpico invernale per i colori azzurri: Era nato il 15 marzo 1922 a Bianzone, in Valtellina e nel 1948 ai GIochi di St. Moritz, nello skeleton, fu il primo olimpionico italiano ai Giochi invernali. Proprio nella località svizzera, poi, si era trasferito a vivere.Bibbia ha praticato molti sport, compreso il ciclismo, ma la sua preferenza era soprattutto per gli sport della neve come discesa, slalom, fondo. A 15 anni, alla prima gara di salto con gli sci, aveva ottenuto un 2° posto (60 metri).
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A 18 anni, a Kloster, divenne campione dei Grigioni nella combinata. Giocava a hockey ghiaccio nel St.Moritz e allo skeleton arrivò quasi per caso: un giorno portò una cassetta di frutta ad un cliente, che gli offrì uno skeleton in cambio di una cassetta di Chianti. Due mesi dopo era campione olimpico: in quella edizione disputo anche il bob a 2 e bob a 4, arrivando ottavo e sesto. Bibbia fu tre volte campione del mondo di skeleton (1955, 1959 e 1965, a 43 anni). In carriera vinse oltre 200 competizioni sulla Cresta Run di St. Mortiz, tuttora considerata la più prestigiosa pista di skeleton al mondo. Si racconta che ogni volta che gli giungeva voce che il suo record era stato battuto, Bibbia prendesse il suo skeleton e si lanciasse a testa in giù per la Cresta Run per riprendersi il primato. In suo onore è stata istituita la Nino Bibbia Challenge Cup, una competizione di skeleton che si svolge ogni anno a dicembre sulla celebre pista. A lui è intitolata anche una curva della pista olimpica di bob, skeleton e slittino di Cesana Pariol. I funerali si terranno sabato alle 13 nella Chiesa Cattolica San Carlo St. Moritz


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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 07:22:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Giulia Spinello. 22 anni muore travolta e trascinata da un suv per 3 km

PADOVA 31 Maggio 2013 Agganciata da un Grand Cheroke e trascinata per oltre tre chilometri: drammatico incidente stradale oggi a Santa Giustina in Colle, nell'Alta Padovana. Vittima una ragazza di 22 anni del posto: Giulia Spinello. Alla guida della grossa auto c'era una 63enne di San Giorgio delle Pertiche che ha dichiarato ai carabinieri di non essersi accorta di nulla. Secondo una primissima ricostruzione dei fatti la ragazza, era uscita da casa e camminava sul ciglio della strada, quando sarebbe stata agganciata dall'auto, non travolta come si era appreso in un primo momento, e sarebbe deceduta per le fravi ferite riportate durante il trascinamento. Un passante assiste all'incidente e lancia l'allarme. È stato un passante ad assistere alla tragica scena e a chiamare immediatamente i carabinieri: una pattuglia di Cittadella stava casualmente passando dal luogo dell'incidente, il passante li ha fermati e i militari si sono lanciati nell'inseguimento del Suv. Solo dopo più di tre chilometri l'auto è stata bloccata. Il Suv è stato posto sotto sequestro per permettere approfondimenti sull'esatta dinamica del fatto. La donna alla guida del mezzo - una 63enne che abita a San Giorgio delle Pertiche - è stata portata in caserma, ed è proprio lì che ha raccontato di non aver notato nulla, di non essersi accorta di aver travolto e ucciso la giovane vittima.

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 06:59:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Francesco Dotto, 14 anni ha salutato la mamma, la sorella e il papà e poi è andato a letto. Addormentandosi in un sonno dal quale non si è più svegliato

TREVISO 31 Maggio 2013 Francesco ha salutato la mamma, la sorella e il papà e poi è andato a letto. Addormentandosi in un sonno dal quale non si è più svegliato. Poco dopo le 6 di ieri mattina papà Massimo è andato a svegliarlo. Iniziava ad essere tardi per prendere l'autobus che come ogni mattina lo avrebbe accompagnato da Varago all'Itis Fermi a Treviso. Quando il papà si è avvicinato ha immediatamente capito che il figlio non respirava più e non dava alcun segno di vita. In pochi istanti nella camera del ragazzo sono arrivate anche la madre e la sorella. I genitori hanno immediatamente chiamato il 118. All'arrivo dei soccorritori per Francesco Dotto, 15 anni il prossimo ottobre, non c'era già più nulla da fare. Il suo cuore era fermo da ore, da quando si era addormentato, o poco dopo. Sul posto per compilare i documenti necessari è arrivata anche la dottoressa che segue la famiglia Dotto. Un compito ancor più gravoso quando anche per la medicina non è facile spiegare i motivi di una morte così improvvisa. Francesco non si sarebbe accorto di quello che gli stava succedendo. Di recente si era sottoposto ad uno screening. Esami di routine che alla sua età vengono eseguiti per avere un quadro completo delle condizioni di salute e della fase di crescita. Gli accertamenti non avevano evidenziato alcuna difficoltà cardiaca, né avevano rilevato altri problemi di salute. Nulla dunque che potesse far presagire una simile tragedia. Nessuno dei familiari ha avvertito un rumore, una richiesta d'aiuto. Nulla di nulla. Francesco sembrava immerso in un sonno profondo. In mattinata anche don Riccardo, il parroco di Varago, dopo aver fatto suonare le campane a lutto ha raggiunto l'abitazione per portare il suo messaggio di cordoglio e vicinanza: «Sono provati -ha spiegato il sacerdote-, è il secondo lutto che colpisce così profondamente la nostra comunità dopo la morte di Chiara Marchetto, lo scorso agosto. Anche i genitori hanno subito pensato a lei». Francesco lascia il padre Massimo, tecnico informatico e animatore nella chiesa di Lancenigo dove suona la chitarra, la mamma Marina, catechista nella stessa parrocchia, e la sorella Anna, studentessa, anche lei come il fratello impegnata negli scout. In vicolo Cansiglio, vedendo l'ambulanza, i vicini sono accorsi verso la casa della famiglia Dotto e il dolore di una famiglia è diventato quello di un'intera comunità. «Lo vedevo passare ogni mattina -racconta un pensionato che abita in una villetta all'imbocco dello stesso viottolo- e anche al pomeriggio quando rientrava. Da piccolo era la mamma a portarlo in macchina a scuola e a riportarlo a casa e ora che frequentava l'Itis lo vedevo passare a piedi per raggiungere la fermata degli autobus». Al capitello che si trova in fondo alla via ieri sera era prevista una festicciola per la chiusura del mese del rosario: l'appuntamento si è trasformato in un momento di preghiera, tra le lacrime. di Andrea Zambenedetti

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Postato da mariasole su ANGELI VOLATI VIA il 5/31/2013 02:41:00 AM

giovedì 30 maggio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Commozione ai funerali di Fabio Di Benedetto, il 22 enne morto in sella alla sua moto, sulla Catania Gela

Si sono svolti questo pomeriggio alle 18 i funerali di Fabio Di Benedetto, il 22 enne morto ieri pomeriggio, in sella alla sua moto, sulla Catania Gela. Nella piccola chiesa della Matrice gli amici e il sindaco. Una tragedia che ha colpito tutti in paese e che ha lasciato sgomenti. E scoppia la polemica su un'arteria stradale per la quale era stata promessa la messa in sicurezza. RAMACCA. Una tragedia immane. Una vita spezzata quando si è ancora nel fiore degli anni. Fabio Di Benedetto, 22enne di Ramacca, è morto sul colpo nel pomeriggio di ieri dopo essere andato a battere contro uno degli arbusti che costeggiano la Catania-Enna, proprio in territorio ramacchese. Aveva appena fatto rifornimento, dopo di chè si era rimesso in sella alla sua due ruote e stava facendo ritorno in paese: lì lavorava nell'impresa di ortaggi di famiglia. Una tragedia, e non è la prima, avvenuta lungo la SS 288 attorno alle 18.30. Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri di Ramacca. La notizia della morte di Fabio ha fatto in breve tempo il giro del paese: lì, a Ramacca, era conosciuto e ben voluto da tutti per via di un carattere che chi lo conosceva bene definisce "solare e generoso". Attorno alla famiglia di Fabio si sono stretti in tanti: un via vai continuo all'abitazione nella quale Fabio viveva con i suoi cari. "Addio, rimarrai sempre il più grande amico di tutti i ramacchesi non ti dimenticherò mai. Continua a brillare nel cielo", recita un commento sulla bacheca Facebook di Fabio. Ma sulla sciagura, l'ennesima legata alla SS 288, non può passare inosservata la questione legata alle condizioni di sicurezza della Statale: "Nemmeno qualche mese fa abbiamo invitato i funzionari regionali dell'Anas ad un sopralluogo sulla strada per visualizzare i punti critici – spiega il primo cittadino di Ramacca, Francesco Zappalà -. Una ricognizione che abbiamo effettuato tra l'ottobre ed il novembre scorsi: ovviamente, non è accaduto nulla di quanto ci era stato promesso. La priorità è la messa in sicurezza della 288 che può avvenire o installando i guard rail oppure togliendo gli alberi. Ma, ribadisco, degli impegni presi non c'è stato alcun riscontro. A questo punto, ci riattiveremo con ancora più fermezza". Il sindaco conclude, infine, con un ricordo di Fabio: "Un ragazzo d'oro, un grande lavoratore. Lasciatemi esprimere il mio cordoglio alla famiglia". I funerali si sono svolti, oggi pomeriggio, nella Chiesa Matrice di Ramacca (Parrocchia Natività di Maria Santissima). Presente quasi tutto il paese, famoso per il carciofo violetto, per dare l'ultimo saluto tra i pianti straziati dei familiari e degli amici. Molti hanno scelto di vestire a lutto anche il loro profilo Fb. "Sei diventato un angelo troppo presto" è uno dei commenti postati sulla sua foto condivisa da oltre 400 persone. Il sindaco presente alla funzione religiosa, si lascia andare ad un ricordo di Fabio: "Un ragazzo d'oro, un grande lavoratore. Lasciatemi esprimere - dichiara a LiveSiciliaCatania - il mio cordoglio alla famiglia". Metti il resto dell'articolo qui

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 03:24:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Maxim Vatavu 16 anni morto per una droga sintetica la Mdma “L’AVEVA SCIOLTA NEL TÈ”

BOLOGNA 30 Maggio 2013 Un sedicenne di Bologna, Maxim Vatavu, è morto lunedì all'ospedale di Modena, dove era ricoverato in Rianimazione da venerdì per un'overdose di stupefacenti. Aveva assunto probabilmente una droga sintetica, Mdma sciolta in un tè, forse associata ad altre sostanze. Ne dà notizia la stampa locale. Il ragazzo si era sentito male mentre si trovava a casa di un amico, un diciottenne, in via Zanardi. Era stato ricoverato al Maggiore di Bologna e quindi trasferito al policlinico di Modena. I medici hanno tentato di salvarlo con un trapianto di fegato, ma il sedicenne non ce l'ha fatta. La Procura di Bologna (pm Francesco Caleca) ha aperto un'inchiesta per morte come conseguenza di altro reato e l'amico del giovane, come atto dovuto, è iscritto nel registro degli indagati; ieri c'è stata l'autopsia. Delle indagini si occupa la Squadra Mobile della polizia, che sta cercando di individuare il pusher che ha ceduto la sostanza ai due giovani. Vatavu, figlio di una donna di origini moldave che vive con un compagno italiano in provincia, a marzo era stato segnalato come assuntore, perchè trovato in possesso di una piccola quantità di marijuana.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 07:19:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Paolo Simeoli 21 anni muore in un terribile scontro mortale in via san Rocco

MARANO DI NAPOLI 30 Maggio 2013 Terribile scontro mortale in via san Rocco. A perdere la vita stamani, intorno alle 9, un ragazzo di 21 anni, Paolo Simeoli, che stava percorrendo l'arteria periferica a bordo di uno scooter, quando si è scontrato, per cause ancora da accertare, con un Suv che stazionava nei pressi di un semaforo e nella direzione opposta. Lanciato l'allarme, i sanitari del 118 giunti sul posto hanno tentato di rianamare il ragazzo, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i vigili urbani e i carabinieri della locale tenenza. La strada, già teatro di altri incidenti mortali e in alcuni tratti dissestata (al punto che i residenti hanno più volte sollecitato interventi di manutenzione da parte del Comune), è stata transennata subito dopo lo scontro. Straziante l'arrivo dei genitori e degli amici del giovane centauro, che era molto conosciuto in zona.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 07:01:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Valentina Rota, 34 anni e mamma di 4 bambini, figlia dell’edicolante di via Sorio, Angelo Rota,muore in un iincidente sull’autostrada A15 nel tratto tra Parma e Fornovo

PADOVA 30 Maggio 2013 Si è schiantata contro un camion ed è morta sul colpo sull'autostrada A15 nel tratto tra Parma e Fornovo in direzione La Spezia. Valentina Rota, 34 anni e mamma di quattro bambini, è la figlia dell'edicolante di via Sorio, Angelo Rota, molto conosciuto in città. Da tempo Valentina viveva a Massa Carrara in via Balico, ma era nata a Padova e gran parte della sua giovinezza l'aveva trascorsa in città dove vive tuttora il padre. L'incidente è di lunedì alle 5.30 del mattino all'altezza di Noceto. Valentina era al volante della sua Bmw Serie 3. In auto con lei c'erano le due figlie di 8 e 14 anni. A un certo punto la giovane mamma ha perso il controllo del veicolo e, pare a velocità sostenuta, è finita contro un tir carico di zinco che la precedeva. L'impatto, sulla corsia sud dell'autocamionale della Cisa, è stato molto violento tanto che il mezzo pesante ha proseguito la sua corsa per altri 300 metri circa trascinandosi sotto la Bww semidistrutta con le tre persone a bordo. Il giovane autista alla guida, un extracomunitario, appena è riuscito a fermarsi, ha chiamato il 118 e la polizia stradale. I medici hanno provato a rianimare Valentina, ma non c'è stato nulla da fare. La giovane mamma padovana è deceduta sul colpo. Sono invece riusciti ad aiutare e salvare le due bambine che all'inizio apparivano in gravissime condizioni. Entrambe sono state trasportate d'urgenza al pronto soccorso di pediatria dell'ospedale Maggiore di Parma. Ma sono fuori pericolo e se la sono cavata con un po' di contusioni anche se sono ovviamente sotto shock. Il nonno Angelo le ha subito raggiunte e poi è ripartito per Massa per raggiungere gli altri due nipotini. Sulla esatta dinamica dell'incidente non ci sono ancora certezze. Secondo una prima ricostruzione da parte della Polstrada di Berceto, Valentina Rota potrebbe avere avuto un colpo di sonno o un malore. In ogni caso non è più stata in grado di controllare la sua Bmw che si è schiantata sotto il tir. A terra non è stato trovato alcun segno di frenata. Il conducente del camion è risultato negativo al test dell'etilometro di Marco Aldighieri

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 06:37:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Carlo Romano Mantovan È il farmacista dell’Arcella la persona ripescata nelle acque del Bacchiglione a Bovolenta

di Lino Lava PADOVA 30 Maggio 2013 È il farmacista dell'Arcella Carlo Romano Mantovan la persona ripescata venerdì scorso nelle acque del Bacchiglione a Bovolenta (Padova). Il corpo era irriconoscibile per l'avanzato stato di decomposizione. E addosso non aveva alcun documento. Ma lo ha riconosciuto il professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università. Il professor Montisci lo ha identificato attraverso una placca alla tibia e ai resti di due cicatrici alla testa e alla schiena. Le altre analisi hanno confermato che si tratta del farmacista. Diventa così un "giallo" la morte di Carlo Romano Mantovan, cinquantacinquenne, residente in via Jacopo da Montagnana 61, titolare di una farmacia di famiglia molto nota, in via Po ai piedi del cavalcavia Camerini. Come è finito nelle acque del Bacchiglione a Bovolenta un uomo con un'andatura zoppicante che era uscito di casa all'Arcella dopo cena per la consueta passeggiata serale? In più, quando il farmacista è uscito di casa aveva con sé il portafoglio con i documenti. Il cadavere no. Dove sono finiti i suoi documenti? Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal pubblico ministero Luisa Rossi. Venerdì 17 maggio. Carlo Romano Mantovan aveva cenato con la madre Carla, ottantacinquenne. Il farmacista in passato aveva subìto un grave incidente stradale ed era anche stato vittima di una rapina con il padre e la madre, come scriviamo in questa pagina. Ma i suoi guai non erano ancora finiti. Di recente era stato operato ad una gamba ed era ancora convalescente. Camminava a fatica aiutandosi con il bastone. E la passeggiata serale dopocena era diventata un'abitudine per muovere le gambe. Prima di uscire Mantovan era tranquillo. Aveva anche praticato la solita iniezione di insulina all'anziana madre. Il dottor Carlo Romano Mantovan è uscito alle 21 dalla sua abitazione in via Jacopo da Montagnana 61. E non è più rientrato. Viene descritto come una persona metodica, che non avrebbe mai abbandonato la madre. La sua scomparsa aveva allarmato tutti, familiari e amici. È stato cercato negli ospedali di Padova. Poi all'Arcella sono stati affissi volantini con la foto del farmacista. Ed è stata contattata anche la redazione del programma "Chi l'ha visto"? Venerdì scorso, 24 maggio. Esattamente dopo una settimana. Alle tre del pomeriggio un passante in via Riviera a Bovolenta, sull'argine del Bacchiglione, ha visto affiorare un corpo dalle acque. Era in avanzato stato di decomposizione e addosso non aveva alcun documento. Purtroppo, sono cose frequenti. Gli investigatori hanno analizzato tutte le denunce di scomparsa. E il sospetto era caduto anche sul farmacista dell'Arcella. Il pubblico ministero Rossi ha affidato l'autopsia al professor Montisci. C'era un particolare molto importante. Il farmacista Mantovan era stato sottoposto di recente ad un intervento chirurgico ad una gamba con tanto di placca. Ed è la placca che il professor Montisci ha trovato sull'uomo ripescato nel Bacchiglione.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 06:33:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] BIMBO DI UN ANNO MUORE IN CULLA ALL'ASILO NIDO. "TROVATO DALLA MAMMA"

ROMA 30 Maggio 2013 L'autopsia stabilirà le esatte cause della morte di un bimbo di un anno che dopo essere stato trovato in fin di vita nel lettino dell'asilo e poi morto in ospedale. La vicenda è accaduta a Monte Porzio Catone, alle porte di Roma. Il piccolo, trovato in stato di incoscienza dall'educatrice e dalla madre che era andata ieri a prenderlo all'asilo, è morto poco dopo il trasporto in ospedale da parte del 118. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Frascati, per i quali dai primi accertamenti si tratterebbe di morte bianca. La Asl ha disposto l'autopsia per accertare con esattezza le cause della morte.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/30/2013 06:27:00 AM

mercoledì 29 maggio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] maresciallo Fabio Summa 47 anni è morto mentre era in servizio colpito da infarto

È morto colpito da un infarto, mentre era in servizio. Era uno dei piu noti investigatori del reparto operativo dei carabinieri di Trapani, da più di vent'anni impegnato in delicate indagini di contrasto alla criminalità organizzata e comune. Originario di Menfi, aveva 47 anni, lascia la moglie e due figli. Dopo aver prestato servizio in Sardegna, operando in aree sensibili del nuorese nel contrasto ai sequestri di persona, il maresciallo Summa era giunto a Trapani nei primi anni '90. Grazie alla sua tenacia - dice una nota - i carabinieri di Trapani hanno arrestato importanti latitanti in Italia ed all'estero e disarticolato intere famiglie mafiose della provincia. Fu il maresciallo Summa che negli anni scorsi permise l'arresto di uomini d'onore latitanti in sud America, localizzati e tratti in arresto dai carabinieri in quelle terre estere. Le esequie, in forma militare, avranno luogo domani, alle 11, nella Cattedrale di Trapani. Questo il comunicato dei Carabinieri di Trapani: E' morto colpito da un infarto, mentre era in servizio, il Maresciallo Aiutante Fabio Summa, uno dei più' noti investigatori del Reparto Operativo dei Carabinieri di Trapani, da più di vent'anni impegnato nelle più delicate indagini di contrasto alla criminalità organizzata e comune. Originario di Menfi (AG), aveva appena 47 anni, lascia la moglie e due figli di cui uno quasi quindicenne. Dopo aver prestato servizio in Sardegna, operando in aree sensibili del nuorese nel contrasto ai sequestri di persona, il Maresciallo SUMMA era giunto a Trapani nei primi anni '90. Da subito si era fatto apprezzare per le sue eccezionali doti umane e professionali contribuendo, grazie allo spiccato acume investigativo e ad una incondizionata disponibilità, al conseguimento di importanti risultati operativi. Grazie alla sua tenacia i Carabinieri di Trapani hanno arrestato importanti latitanti in Italia ed all'estero e disarticolato intere famiglie mafiose della provincia. Fu il Maresciallo Summa che negli anni scorsi permise di assicurare alla Giustizia Italiana importanti uomini d'onore latitanti in sud America, localizzati e tratti in arresto dai Carabinieri in quelle terre estere. Insostituibile punto di riferimento per i giovani colleghi ed i superiori, il Maresciallo SUMMA era il decano della Squadra Catturandi del Nucleo Investigativo, apprezzato dai Magistrati della D.D.A. di Palermo e dai colleghi delle Procure di Trapani e Marsala. Ieri pomeriggio, insieme ad un altro militare, dopo aver concluso, con lo scrupolo e la professionalità che in ogni circostanza lo caratterizzavano, l'ennesima delicata attività di polizia giudiziaria mentre stava rientrando in caserma, improvvisamente si è accasciato sul volante dell'autovettura di servizio della quale era alla guida. Subito soccorso dal collega e da un medico che si trovava a transitare nei pressi, decedeva nonostante i tentativi di rianimarlo. Ai colleghi del Nucleo Investigativo, a tutti i Carabinieri della Provincia, mancherà un grande amico, un UOMO GIUSTO, un infaticabile lavoratore che ha sempre frapposto le esigenze della collettività e del servizio a quelle personali. Ieri pomeriggio è scomparso un "GRANDE UOMO", una persona generosa, che difficilmente potrà essere sostituita. Le esequie, in forma militare, avranno luogo domani 30 maggio, alle ore 11.00, presso la Cattedrale di Trapani.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 04:00:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] David A. 2 anni è morto soffocato mentre mangiava una fetta d'anguria

Morto soffocato con anguria bambino in via Fidia Una tragedia che si è consumata in via Fidia, a pochi metri da piazza Massaua, che ha come vittima un bambino di due anni. David A. è morto soffocato mentre mangiava una fetta d'anguria. Quando un pezzo del frutto gli è andato di traverso i genitori hanno chiamato i soccorsi che lo hanno trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso dell'ospedale Martini. Qui il piccolo è arrivato già in gravi condizioni e in arresto cardiorespiratorio. I medici hanno tentato il possibile per salvarlo, ma non c'è stato nulla da fare, ogni tentativo è risultato vano. E' stato il papà a raccontare ai medici che il figlio stava mangiando dell'anguria quando si è sentito male. Secondo i medici, l'occlusione alle vie respiratorie potrebbe essere stata favorita dalla grave patologia alla trachea di cui il piccolo soffriva dalla nascita. La direzione dell'ospedale Martini ha disposto l'esame necroscopico, a scopo conoscitivo, per appurare le cause della morte del bambino. Soltanto nel caso venissero riscontrate anomalie gli atti verranno trasmessi alla procura di Torino.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 03:56:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] I parenti hanno donato gli organi di Stefano Belloni

I parenti hanno donato gli organi di Stefano Belloni il quarantanovenne morto due giorni fa all'ospedale di borgo Trento. Il veronese si trovava nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di borgo Trento da giovedì scorso quando è stato soccorso prima dall'amico Gianluca Mazzi poi dai sanitari di Verona emergenza dopo essersi sparato un colpo in testa in circostanze non ancora chiarite del tutto. Il pm Giuseppe Pighi non sembra orientato a chiedere, però, l'autopsia del veronese perchè al momento non sarebbero emerse responsabilità di altre persone nella morte di Belloni. Il fascicolo a carico di Mazzi sarebbe stato sì aperto ma solo per l'omessa custodia della pistola con la quale Belloni si è sparato alla testa nell' appartamento dell'amico in via Pelacane a Lugagnano. L'ultimo tassello per chiudere gli accertamenti dei carabinieri di Villafranca, coordinati dal capitano Alberto Granà, è rappresentato dalla prova dello stub. Con questo esame, si verificherà la presenza di polvere da sparo sui vestiti e sul corpo dei due protagonisti di questa vicenda. È chiaro che se il test fosse positivo solo per Belloni, ci sarebbe un ulteriore conferma della versione di Mazzi che fin da subito ha parlato della sua assenza nella stanza quando Belloni ha premuto il grilletto verso la sua tempia. L'esame dello Stub sarà effettuato nei prossimi giorni dai carabinieri del Ris , il Reparto d'investigazione scientifiche. Una volta approdato l'esito del test sul tavolo del pm Pighi, l'inchiesta potrà essere chiusa ed essere definitivamente esclusa la responsabilità di altre persone nella morte di Belloni.G.CH.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 03:44:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Antonio Santagato, di 57 anni ferito con alcuni colpi di pistola è morto nella sala rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto,

TARANTO 30 Maggio 2013 E' morto nella sala rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto Antonio Santagato, di 57 anni, il pregiudicato ferito con alcuni colpi di pistola in un agguato avvenuto questa mattina, poco prima delle 9, in via Mazzini. Uno dei proiettili aveva colpito la vittima alla spina dorsale. La polizia sarebbe gia' sulle tracce del killer grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza di una tabaccheria che avrebbero ripreso l'omicidio.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 03:37:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Fabrizio Serpi, 42 anni, originaio di Oristano ha ammesso di avere ucciso il peruviano Carlos Guerra Susaya

MILANO.29 Maggio 2013 È crollato dopo un interrogatorio durato tutta la notte e il pm Alessandro Gobbis della procura di Milano ha convalidato il fermo stamattina: Fabrizio Serpi, 42 anni, è accusato dell'omicidio di Carlos Guerra Susaya, un cittadino peruviano ritrovato con il cranio fracassato nel suo appartamento di viale Tibaldi il 31 dicembre scorso. L'assassinio è maturato in un contesto di profondo disagio: Serpi, originario di Oristano, era sbarcato a Milano nell'89 e da anni viveva tra dormitori, pensioni della Caritas e una baracca in via dell'Assunta che condivideva con un altro italiano, rimediando sporadicamente qualche lavoretto come trasportatore o idraulico. Nel corso dei suoi vagabondaggi per la città aveva conosciuto Guerra Susaya, badante in una cooperativa dell'hinterland che di notte si trasformava in «Ada», travestendosi e prostituendosi dalle parti di via Ortles. Fabrizio Serpi diventa un cliente abituale di Susaya, ma nella notte tra il 30 e il 31 dicembre l'ultimo incontro tra i due sfocia in un litigio, a causa del rifiuto di «Ada» di prestarsi alle pratiche sessuali richieste da Serpi: l'uomo perde il controllo,lo picchia, e lo colpisce quattro volte alla nuca e alla fronte con un martello che non verrà mai ritrovato, poi fugge portando con sè i 20 euro della prestazione e il cellulare della vittima. Proprio il cellulare, attraverso un lavoro di intercettazione, è l'elemento che ha permesso agli investigatori del nucleo reati contro la persona della questura di Milano di risalire all'identità dell'omicida: Serpi ha tenuto il telefono fino al marzo scorso, quando se n'è liberato scambiandolo con un conoscente. L'uomo, identificato dalla polizia, ha ammesso di aver ricevuto il telefono dal sospetto, che dapprima ha tentato di negare e infine ha ammesso l'omicidio di Guerra Susaya.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 08:55:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Terni, la morte sul lavoro di Moreno Petrocchi e le tante domande ancora in attesa di una risposta

di F.T. «In Umbria si continua a morire di lavoro. Dopo i primi giorni di vicinanza da parte delle istituzioni, c'è solo un grande silenzio, con i familiari lasciati spesso da soli a combattere e a porsi domande. Intanto un'altra persona se ne è andata mentre cercava di guadagnarsi da vivere, onestamente». Le domande Colpito dalla tragica morte di Moreno Petrocchi alla Sgl Carbon di Narni, Niccolò Francesconi, responsabile regionale dell'osservatorio sull'amianto, torna a raccontare la sua esperienza personale. E a porre domande, finora senza risposta. La storia «Il 30 dicembre del 2012 – racconta – mio padre Moreno è stato trovato senza vita all'interno del centro multimediale di Terni. Ucciso da un malore. È morto di notte, da solo, mentre svolgeva un turno di 12 ore per mille euro al mese». Le domande, Niccolò Francesconi, le mette in fila una dietro l'altra: «Come mai mio padre è stato trovato soltanto dopo diverse ore? Perché nessuno si è accorto di nulla? Come si può permettere che un lavoratore svolga un servizio notturno in un edificio enorme e da solo?». Le denunce Quesiti accompagnati dalle denunce che Niccolò ha presentato attraverso i propri legali: «Non accetterò che questa vicenda venga chiusa con leggerezza. Sono pronto a dare battaglia per chiarire tutti gli aspetti, relativi alla stessa situazione lavorativa di mio padre. Una morte sul lavoro è sempre una sconfitta per tutti ma la verità deve uscire allo scoperto ed è quello che i familiari devono chiedere». ©Riproduzione riservata

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 08:23:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Domenico Lorusso, originario di Potenza, residente a Monaco e dipendente di una compagnia aerea, è stato ucciso a pochi passi dal Deutsches Museum, in Erhardstrasse

MONACO DI BAVIERA 29 Maggio 2013 Un giovane italiano di 32 anni è stato ucciso ieri sera a Monaco di Baviera, colpito da uno sconosciuto con un coltello. Lo ha confermato all'ANSA il consolato del capoluogo Bavarese. Secondo le prime informazioni trapelate sull'omicidio, Domenico Lorusso, originario di Potenza, residente a Monaco e dipendente di una compagnia aerea, è stato ucciso a pochi passi dal Deutsches Museum, in Erhardstrasse, intorno alle 22. Forse all'origine dell'aggressione c'è stata una lite.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 08:08:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Un ragazzo di 16 anni è morto nei pressi della stazione della Spezia travolto da un treno merci

LA SPEZIA 29 Maggio 2013 Un ragazzo di 16 anni è morto nei pressi della stazione della Spezia travolto da un treno merci. Secondo quanto riferito dai carabinieri si tratterebbe di un suicidio. L'episodio all'alba di oggi, in prossimità della stazione. Nella stessa zona poche ore prima, a Sarzana, altro incidente ferroviario mortale: un marocchino, probabilmente ubriaco, mentre era sulla banchina della stazione è stato 'risucchiato' dal passaggio di un intercity, ed è morto sotto il convoglio.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 06:39:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Franca Rame, cultura in lutto,moglie di Dario Fo.si è spenta nella sua abitazione di Porta Romana a Milano

ROMA 29 Maggio 2013 L'attrice Franca Rame, moglie di Dario Fo, è morta a Milano. Aveva 84 anni ed era malata da tempo. Franca Rame si è spenta nella sua abitazione di Porta Romana a Milano. Stamani alle 8:50 dall'abitazione dove abitava con Dario Fo è stato allertato il 118 che sul posto ha inviato un'ambulanza e un'automedica. I soccorritori hanno spiegato di aver tentato di rianimare l'attrice ma di non aver potuto far altro che constatarne, poco dopo, la morte. Franca Rame, era stata colpita da un ictus il 19 aprile dello scorso anno sempre nella sua casa. In quella circostanza era stata trasportata al Policlinico dove era rimasta ricoverata per diversi giorni. Applauso in Parlamento. Un lungo e commosso applauso, con i deputati tutti in piedi, ha sottolineato l'annuncio in Aula della morte di Franca Rame. È stata Barbara Pollastrini a dare la notizia della morte della senatrice: «Donna coltissima e di altrettanto grandissimo cuore». I deputati in piedi hanno a lungo applaudito. Minuto di silenzio. La notizia della morte di Franca Rame è arrivata a Palazzo Madama durante il dibattito sulle riforme costituzionali. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha interrotto i lavori per annunciarne la scomparsa, ricordando il suo impegno come senatrice nella Quindicesima legislatura. L'Aula gremita le ha tributato un minuto di silenzio. L'attrice era nata a Parabiago, in provincia di Milano, il 18 luglio 1929. Il 24 giugno 1954 ha sposato l'attore Dario Fo a Milano nella basilica di Sant'Ambrogio

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/29/2013 06:36:00 AM

martedì 28 maggio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Un ingegnere di 44 anni, padre di una bimba di 5 anni e con la moglie incinta,si toglie la vita perchè non era un buon professionista e affida la famiglia a Berlusconi

CASTRO (SALENTO) - Si toglie la vita perchè non era un buon professionista e affida la famiglia a Berlusconi. Un ingegnere di 44 anni, padre di una bimba di 5 anni e con la moglie incinta, si è impiccato nella sua abitazione e ha lasciato un biglietto con il quale raccomanda la sua famiglia all'ex premier Silvio Berlusconi. La tragedia è avvenuta in via Sant'Antonio, a Castro, in Salento. Nel biglietto di addio, il professionista chiede scusa ai suoi cari, si accusa di non essere stato un bravo ingegnere e di non aver saputo progettare bene la nuova casa nella quale sarebbe dovuto andare ad abitare con la famiglia. IL MESSAGGIO Nel biglietto, trovato vicino al corpo dell'uomo, c'è infine, il passaggio rivolto a Berlusconi, al quale scrive che lui è tra coloro che parlano bene dell'ex premier: da qui l'invito al leader del Pdl a prendersi cura della moglie e dei figli per la mancanza di fiducia che egli ripone nelle istituzioni. A trovare il corpo, la sorella del progettista che abita nella stessa palazzina, allertata dalla moglie dell'uomo che, rientrata a casa dopo aver sbrigato alcune faccende, aveva trovato la porta d'ingresso chiusa dall'interno. Quando la donna è riuscita ad entrare ha trovato il cadavere del fratello per terra, vicino alla rampa di scale, con una corda attorno al collo. Inutile l'arrivo del personale sanitario del 118 che non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Il professionista era molto conosciuto a Castro: non risulta fosse un attivista politico del Pdl ma era noto fosse un vivace sostenitore del premier.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/28/2013 04:32:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Claudio D'Andria, romano di 62 anni, ucciso sotto casa

ROMA 29 maggio 2013Giornata tragica nella Capitale e dintorni. Tre omicidi a distanza di poche ora l'uno dall'altro. Due esecuzioni in un solo giorno a Roma e alle porte della capitale. Poi una sparatoria ad Anzio, sul litorale romano, che lascia a terra una persona morta e una ferita gravemente. In poche ore torna l'incubo di una Roma violenta, insanguinata dalla criminalità che regola i conti senza scrupoli, in strada o addirittura bussando alla porta della vittima. Il primo delitto a Tor Sapienza, periferia est: ucciso un pensionato che portava a spasso i cani sotto casa. Nel pomeriggio a Focene, sul litorale alle porte della città, un 40enne con piccoli precedenti è stato freddato davanti alla sua abitazione, dove la moglie e il figlio hanno sentito lo sparo. Il killer di Pietro Rasseni ha bussato alla porta dell'abitazione e, quando la vittima ha aperto, lo ha freddato con un colpo alla testa. L'assassino sarebbe poi fuggito su un motorino. Al momento non si ipotizzano collegamenti tra i due casi. Poi, l'ultimo omicidio ad Anzio, dove i killer hanno sparato anche questa volta in strada, uccidendo un giovane e riducendone in fin di vita un altro. Nel primo, l'assassino ha ucciso con un proiettile dritto alla fronte, uno sparo che fa sobbalzare dal letto gli inquilini del palazzo. I cani ancora al guinzaglio che abbaiano mentre il loro padrone finisce a terra, morto. Un'esecuzione in piena regola a Tor Sapienza, alle 7 di mattina. Claudio D'Andria, romano di 62 anni, ex custode e usciere dell'ufficio comunale del municipio di zona, ucciso sotto casa, in via Giorgio Morandi. D'Andria aveva portato i cani a spasso, come faceva tutti i giorni, a volte anche accompagnato da alcuni vicini. Oggi era solo. Ad aspettarlo, nascosto sotto il palazzo, c'era un uomo che si è avvicinato e gli ha puntato la pistola in faccia da vicino. Ha sparato e poi è scappato. La Squadra Mobile ha passato al setaccio il quartiere. Bussando ad ogni porta e da una strada all'altra. Testimonianze, orari, ipotesi, ricostruzioni sui trascorsi del 62enne. Il puzzle è ancora all'inizio, ma alcuni tasselli già ci sono. Tra tutti, le parole di un testimone chiave, che parla di un uomo visto allontanarsi da solo, dopo lo sparo, in un parco nelle vicinanze. Qualcuno invece parlava di persone che sono sfrecciate via su uno scooter, ma con il passare delle ore quest'ultima ipotesi sembra perdere forza. E poi c'è quella macchia sul passato di D'Andria - riferiscono gli investigatori -, un piccolo precedente per spaccio di droga. È proprio da quella vicenda che gli agenti sono partiti. Ma il percorso delle indagini non è scontato. L'uomo potrebbe avere avuto dei dissapori recenti e di sicuro l'omicidio è stato qualcosa di premeditato, di calcolato. Non è stata una lite estemporanea, ma al momento non ci sono elementi evidenti sul movente del delitto. Finora la sola traccia lasciata dal killer sul posto è quel bossolo di proiettile calibro 7,65. Unico e mortale. Un delitto che stride anche con il racconto dei vicini della vittima. «È sempre stata una persona riservata ma gentile», spiegano alcuni. Da anni D'Andria era separato dalla moglie, con la quale aveva avuto una figlia, e viveva nell'appartamento di via Morandi con la madre anziana. Era in pensione da diversi mesi dopo aver lavorato come usciere e custode nel palazzo comunale dell'ex-V municipio. Tutti lo ricordano come «un signore distinto, ammirato soprattutto dalle donne per il suo aspetto e i suoi modi, e un romanista sfegatato». Il quartiere è sconvolto, ma non sembra neppure troppo sorpreso. «Qui ormai sembra terra di nessuno - dicono - e la gente non ne può più».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/28/2013 03:28:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Laura Cuchel, 19 anni, una ragazza che era rimasta gravemente ferita in un incidente avvenuto il 17 maggio 2013

PALERMO.28 Maggio 2013 E' morta dopo dieci giorni di agonia Laura Cuchel, 19 anni, una ragazza che era rimasta gravemente ferita in un incidente avvenuto il 17 maggio scorso. La giovane era a bordo di una Smart quando si è schiantata contro il guard-rail in via Emily Balch nella zona di via Villagrazia. Nell'impatto aveva riportato traumi in varie parti del corpo ed era stata trasportata al Civico e ricoverata con la prognosi riservata. Le sue condizioni sono state sempre gravi: i sanitari hanno fatto di tutto per salvarla, ma non ce l'hanno fatta.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/28/2013 08:43:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Un operaio, dipendente della Gesenu, è rimasto ucciso mentre stava lavorando, è rimasto impigliato nel nastro trasportatore

Tempio.28 Maggio 2013 Incidente mortale nella stazione di compostaggio e di trattamento dei rifiuti urbani di Tempio. Un operaio, dipendente della Gesenu, è rimasto ucciso nel primo pomeriggio: mentre stava lavorando, è rimasto impigliato nel nastro trasportatore che gli ha staccato un braccio all'altezza della spalla. L'uomo, rimasto appeso ad alcuni metri di altezza, è stato subito soccorso, ma è morto a causa della grave perdita di sangue. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/28/2013 07:30:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Fulvio Di Benedetto, ingegnere molto conosciuto candidato sindaco, muore prima delle elezioni.E VA AL BALLOTTAGGIO

SULMONA 28 Maggio 2013 Morto a due settimane dal voto viene mandato in ballottaggio. É la singolare storia accaduta a Sulmona dove Fulvio Di Benedetto, ingegnere molto conosciuto e molto amato in città, pur essendo deceduto per un infarto a due settimane dalla votazione, è comparso lo stesso sulle schede ed è stato anche votato. La norma, per i Comuni sopra i quindicimila abitanti, non prevede infatti il rinvio del voto in seguito alla morte di uno dei concorrenti alla carica di sindaco, motivo per cui è comparso il suo nome sulle schede. Di Benedetto è anche finito in ballottaggio, quindi votato da un buon numero di cittadinanza: «Da lassù stai sorridendo… è il nostro tributo», hanno scritto si Facebook alcuni dei suoi fedelissimi. Ora non si esclude la possibilità dei sostenitori della lista di Di Benedetto (Sulmona Unita) di un ricorso. Secondo Massimo Carugno, segretario regionale del Psi, il partito che insieme a quattro liste civiche forma la coalizione «Sulmona Unita», sarebbe una «bestialità normativa» la norma che non ha consentito il rinvio delle elezioni e: «il 26 % degli elettori sulmonesi, nonostante le grosse prospettive di vittoria, è stato indebitamente escluso dalla dialettica politica».

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/28/2013 07:14:00 AM

lunedì 27 maggio 2013

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Giacomo Soffiantino Pittore.Ha frequentato l'Accademia Albertina, allievo di Francesco Menzio, di Aldo Bertini e di Mario Calandri

Soffiantino e' nato a Torino nel 1929, citta' dove ha vissuto e lavorato tutta la vita. Ha frequentato l'Accademia Albertina, allievo di Francesco Menzio, di Aldo Bertini e di Mario Calandri. Ha insegnato al Liceo Artistico e all'Accademia. Esordisce partecipando alla mostra "Sette pittori torinesi" nel 1955, alla galleria Girodo di Ivrea e alla Galleria San Matteo di Genova, con la presentazione di Enrico Paulucci, e alla mostra "Niente di nuovo sotto il sole" curata da Luigi Carluccio alla galleria La Bussola di Torino. Nel 1956 espone a Milano, alla galleria Il Milione, insieme a Merz, Ruggeri e Saroni, presentato da Luciano Pistoi. Partecipa alla Biennale di Venezia nelle edizioni del 1956, 1958, 1964 e 1972, anno in cui viene inserito anche nel Catalogo della Grafica. Nel 1964 e' invitato alla Biennale di San Paolo del Brasile, e successivamente espone anche in Argentina, Usa, Austria, Francia, Grecia, Germania e Svizzera. Nel 1985 la Regione Piemonte e la Citta' di Torino gli dedicano una mostra antologica al Palazzo della Regione in Piazza Castello e nella sede del Piemonte Artistico e Culturale. Altre prestigiose mostre a Lissone nel 1988, Alessandria nel 1989, al Palazzo Ducale di Venezia nel 1993, a Casal Beltrame nel 2000 con lo scultore Augusto Perez. Ancora la Regione Piemonte nel 2002 gli dedica una grande mostra antologica nelle Sale Bolaffi. Intensa e sempre parallela a quella della pittura la sua attivita' incisoria. Vincitore del primo Premio Biella nel 1963, riceve il Premio Soragna nel 1966, il Premio Pescia nel 1968, il Premio Cittadella nel 1970 e, alla II Biennale internazionale di grafica a Firenze nel 1970, il Premio Rai, e cosi', in seguito, nelle piu' importanti rassegne internazionali, fino al Premio Santa Croce del 2003 e alla prestigiosa mostra nell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo del 2004.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 05:03:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Mario De Biasi, uno dei padri del fotogiornalismo italiano.

E' stato uno dei padri del reportage italiano, aveva iniziato nel '53 a Epoca, indimenticabile il reportage dall'Ungheria per Biagi. Mitica è rimasta l'immagine di una formosa Moira Orfei in piazza Duomo
E' morto a Milano, Mario De Biasi, uno dei padri del fotogiornalismo italiano. Nato nel 1923 a Sois, in provincia di Belluno, aveva iniziato a lavorare nel 1953 a Epoca, considerato il Life italiano per la qualità e la cura riservata alle immagini. Il decesso è avvenuto nella mattinata. Tra dieci giorni avrebbe compiuto novant'anni. Il fotografo era ospite della casa di riposo Principessa Jolanda.

I baci vintage del grande fotografo


Deportato in Germania, De Biasi iniziò a fotografare con una macchina recuperata fra le macerie di Norimberga. Indimenticabili le sue immagini di Marlene Dietrich, Brigitte Bardot, Sofia Loren; famosi i suoi reportage da diversi Paesi, come quello sulla rivolta d'Ungheria del 1956, un incarico che gli fu affidato da Enzo Biagi e gli fece guadagnare l'appellativo di 'italiano pazzo'. Poco dopo fece conoscere agli italiani New York, grazie al ritratto in immagini che fece della città e nel 1959 raccontò il matrimonio fra lo scià di Persia e Farah Diba. Tre anni dopo accompagnò l'esploratore Walter Bonatti in Siberia a 65 gradi sotto zero.

La sua fotografia 'Gli italiani si voltano', con un gruppo di uomini che si girano al passaggio di formosa Moira Orfei di schiena è stato il manifesto della mostra 'The Italian Metamorphosis' che nel 1994 era approdata al Guggenheim Museum di New York. Sono molti i musei
che hanno esposto le sue opere, pubblicate in più di cento volumi tematici. Nel 1982 ha vinto il Premio Saint Vincent per il Giornalismo, nel 2003 il titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, nel 2006 l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano. Per la sua capacità di raccontare l'Italia al mondo e il mondo agli italiani ha ricevuto lo scorso marzo il premio Aif alla carriera, ritirato, a causa dei suoi problemi di salute, dalla figlia Silvia nello stand di Mondadori Portfolio.

L'agenzia fotografica e documentale collabora al progetto di recupero dell'archivio personale di De Biasi unitamente ai materiali già conservati alla Arnoldo Mondadori Editore. E definisce De Biasi "uno dei Maestri del fotogiornalismo italiano del Novecento" in un ricordo che era stato preparato per i novant'anni del fotografo (che avrebbe compiuto gli anni il 2 giugno) e che si è trasformato in un addio.

La sua passione erano le immagini, ma non solo quelle scaturite dalle fotocamere: da sempre alternava alle foto coloratissimi disegni che sono stati anch'essi oggetto di mostre tematiche. Proprio nei giorni scorsi è stata inaugurata presso la Galleria 70 di Milano, una mostra di suoi disegni, frutto di un intenso lavoro degli ultimi mesi, quando le condizioni di salute gli impedivano di uscire di casa e quindi di fotografare.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 04:59:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Luigi Gentilucci di 61 anni, sindaco di Pieve Torina, muore in un incidente stradale lungo l'ex statale 77

(AGI) - Ancona, 27 maggio 2013. - E' morto nel pomeriggio il sindaco di Pieve Torina, Luigi Gentilucci di 61 anni, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto questa mattina mentre era al volante della propria auto e viaggiava lungo l'ex statale 77, all'altezza della cava, nel territorio di Caccamo, frazione del comune di Serrapetrona, nel maceratese. Il primo cittadino si era scontrato frontalmente contro un Suv che procedeva lungo la corsia di marcia opposta. Trasportato all'ospedale regionale di Torrette di Ancona in eliambulanza, le sue condizioni erano state giudicate gravissime.(AGI) An1/Mav Lo schianto, avvenuto in località Pian delle Barche, è stato terribile. Il sindaco Gentilucci ha avuto la peggio, riportando lesioni gravi ed è stato sossorso con l'eliambulanza e trasportato a Torrette. Fortunatamente non sono gravi le condizioni del bambino, che presenta una ferita al naso, della nonna, dolorante a una spalla, e del papà, con ferite alle gambe. Sono stati soccorsi sul posto e poi trasportati all'ospedale di Macerata. Sulle cause indagano i carabinieri di Camerino e Serrapetrona. Pare che il sindaco avesse da poco superato un camion e ha invaso la corsia opposta. Gentilucci andava verso Pieve Torina, l'altra auto verso Caccamo. Sul posto vigili del fuoco, Croce rossa e 118. Luigi Gentilucci è un politico molto conosciuto nel Maceratese e nelle Marche. Alla testa della sua Lam, Lega per le autonomie municipali, ha fatto cadere due anni fa la giunta provinciale di centrodestra guidata dal presidente Franco Capponi (allora del Pdl, oggi di Scelta civica), attravero un ricorso vinto al Consiglio di Stato.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 04:57:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Gianfranco Di Girolamo, il pescatore subacqueo di 29 anni scomparso nelle acque è stato ritrovato morto

FANO (PESARO URBINO), 27 MAGGIO 2013 - E' stato ritrovato morto stamani nel mare di Fano Gianfranco Di Girolamo, il pescatore subacqueo di 29 anni scomparso ieri in mare mentre pescava seppie insieme ad un amico. Il corpo dell'uomo, pizzaiolo a Fano, è stato ripescato stamani da una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona, non lontano dal luogo della scomparsa. "Mi sento male" aveva fatto appena in tempo a dire Di Girolamo all'amico, prima di sparire fra le onde. Il compagno aveva cercato senza riuscirci di aiutarlo, poi aveva dato l'allarme. Sul posto erano intervenuti la Guardia costiera, i carabinieri, e i vigili del fuoco di Pesaro, con gommoni e moto d'acqua. ll cadavere del sub, che si era immerso con una muta, era adagiato su un fondale a circa due metri di profondità, in località Sassonia, tra la riva e la scogliera. La salma è stata trasportata nell'obitorio di Pesaro, a disposizione della magistratura. Alle ricerche, durate tutta la notte e coordinate dalla Capitaneria di porto di Pesaro, hanno preso parte la motovedetta specializzata CP872, altre due motovedette della Guardia Costiera, un battello pneumatico e i battelli litoranei dei vigili del fuoco e della Protezione civile, il nucleo sommozzatori dei Vvf di Teramo, i sommozzatori della Guardia Costiera del Nucleo di San Benedetto del Tronto e un velivolo del soccorso aereo dell'Aeronautica militare.(ANSA).

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 04:52:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Addio Little Tony, l'Elvis de noantri. Ucciso da tumore alle ossa

L'Elvis de Noantri è morto. Little Tony se n'è andato in silenzio, assieme al suo ciuffo di ragazzo per sempre. Settantadue anni consumati a tempo di rock e finiti in clinica, nel dolore spietato di una malattia senza scampo. Little Tony era in coma, colpito da un tumore alle ossa contro il quale il suo cuore matto stava lottando da mesi. La notizia era ormai di dominio pubblico nel mondo della musica, molti i colleghi che negli ultimi giorni tempestavano di telefonate la famiglia e gli amici del re del rock italiano per chiedere notizie, da Mina a Morandi, a Pippo Baudo. GUARDA I VIDEO DEI SUOI GRANDI SUCCESSI - I FILM L'AFFETTO. Segno dell'affetto e della popolarità che circonda il cantante di successi che appartengono alla memoria collettiva, da Cuore matto (una sorta di sigla personale) a Riderà, a La spada nel cuore. Ma Tony non è stato solo un protagonista della nostra musica, è un personaggio legato al costume, un raro esempio di artista fedele al mito di Elvis Presley e del primo rock'n'roll. Una generazione, la sua, cresciuta negli anni Cinquanta, proprio mentre Rock around the clock e Jailhouse rock cambiavano la musica e in Italia dominava ancora la canzone ipermelodica. Little, nato a Tivoli da una famiglia di sanmarinesi, si era fatto le ossa assieme ai fratelli cantando nei matrimoni nei ristoranti dei Castelli, poi un giorno durante un contest al Teatro Smeraldo di Milano arrivò un impresario inglese che lo invitò a fare un tour Oltremanica. Per Little Tony and his brothers (così si chiamavano) fu successo che durò un paio d'anni. Quando tornò in Italia, insomma, si era già fatto le ossa e poteva affrontare la sfida su un terreno in cui il principale avversario era un altro fan di Elvis, Adriano Celentano. LE RIVALITÀ. Le rivalità sono da sempre state il sale del music business italiano, ma nel loro caso la rivalità si trasformò in una sorta di momentanea alleanza e, nel 61, Little e il Molleggiato si trovarono fianco a fianco sul palco di Sanremo a cantare 24 mila baci. Arrivarono secondi e, anche se il successo fu in gran parte assorbito da Adriano, per Little cominciò la popolarità. Una popolarità fatta del suo personaggio fedele alla prima ora del rock, ma capace di una sottile vena melodica presente in tutti i suoi successi. Una popolarità duratura che è continuata fino ad oggi con un'impressionante serie di date e concerti e non solo in Italia. Qualche anno fa, proprio durante un tour in Canada, Tony fu vittima di un infarto.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 04:47:00 PM

[ANGELI VOLATI VIA] Roberto Visentin, presidente dell'associazione San Vigilio si schianta mentre torna a casa colpito da malore improvviso

BELLUNO 27 Maggio 2013 Lo hanno visto tagliare la carreggiata e schiantarsi contro il muretto sul lato opposto della strada a Domegge di Cadore (Belluno), senza nemmeno un cenno di frenata. La violenza dell'urto è stata tale che la portiera si è aperta e il suo corpo, ormai privo di vita, è rimasto incastrato. Con ogni probabilità non era legato con le cinture di sicurezza. Davanti a lui l'airbag scoppiato. Ha perso la vita così, ieri pomeriggio alle 18.50, all'altezza dell'azienda Neometal di Domegge, Roberto Visentin, 36 anni, residente a Lozzo di Cadore, molto noto per la sua attività di presidente dell'associazione San Vigilio che gestisce il tendone di Vallesella di Domegge, ma anche per il suo impegno nel calcio a 5 come dirigente della "Canottieri" con le mansioni di addetto agli arbitri. Il 36enne lascia la madre Annalisa Nozze, già colpita dal lutto del marito morto pochi anni fa mentre andava a raccogliere funghi, e il fratello Gianni Visentin. Se la dinamica dell'incidente sembra chiara, la causa resta tutta da chiarire. Forse un colpo di sonno o forse un malore. Visentin, ieri mattina, si era alzato all'alba, per raggiungere il tendone di Vallesella dove, la sera prima, c'era stata una grande festa. Probabile che fosse ritornato giù il mattino per ripulire. «Siamo già operativi» il suo ultimo messaggio, con foto sull'area di Vallesella, lasciato su Facebook alle 5 del mattino. Ora la disperazione di amici e parenti oltre che di tutta la comunità. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà decidere se disporre o meno l'autopsia. Visentin viaggiava a bordo della sua Opel Meriva blu. Era solo in auto. Stava raggiungendo Lozzo, quando, all'altezza della Neometal, l'auto ha invaso la corsia opposta per andare a schiantarsi contro un muretto di circa 40 centimetri che recinta una villetta. Un colpo violento che ha devastato il muso dell'auto facendo spalancare la porta del lato guida ed esplodere l'airbag. L'impatto è stato mortale. L'equipe medica, giunta con l'ambulanza, ha tentato di rianimare quel corpo martoriato steso sull'asfalto. Ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pieve e la Polizia stradale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:22:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Roberto Visentin, presidente dell'associazione San Vigilio si schianta mentre torna a casa colpito da malore improvviso

BELLUNO 27 Maggio 2013 Lo hanno visto tagliare la carreggiata e schiantarsi contro il muretto sul lato opposto della strada a Domegge di Cadore (Belluno), senza nemmeno un cenno di frenata. La violenza dell'urto è stata tale che la portiera si è aperta e il suo corpo, ormai privo di vita, è rimasto incastrato. Con ogni probabilità non era legato con le cinture di sicurezza. Davanti a lui l'airbag scoppiato. Ha perso la vita così, ieri pomeriggio alle 18.50, all'altezza dell'azienda Neometal di Domegge, Roberto Visentin, 36 anni, residente a Lozzo di Cadore, molto noto per la sua attività di presidente dell'associazione San Vigilio che gestisce il tendone di Vallesella di Domegge, ma anche per il suo impegno nel calcio a 5 come dirigente della "Canottieri" con le mansioni di addetto agli arbitri. Il 36enne lascia la madre Annalisa Nozze, già colpita dal lutto del marito morto pochi anni fa mentre andava a raccogliere funghi, e il fratello Gianni Visentin. Se la dinamica dell'incidente sembra chiara, la causa resta tutta da chiarire. Forse un colpo di sonno o forse un malore. Visentin, ieri mattina, si era alzato all'alba, per raggiungere il tendone di Vallesella dove, la sera prima, c'era stata una grande festa. Probabile che fosse ritornato giù il mattino per ripulire. «Siamo già operativi» il suo ultimo messaggio, con foto sull'area di Vallesella, lasciato su Facebook alle 5 del mattino. Ora la disperazione di amici e parenti oltre che di tutta la comunità. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà decidere se disporre o meno l'autopsia. Visentin viaggiava a bordo della sua Opel Meriva blu. Era solo in auto. Stava raggiungendo Lozzo, quando, all'altezza della Neometal, l'auto ha invaso la corsia opposta per andare a schiantarsi contro un muretto di circa 40 centimetri che recinta una villetta. Un colpo violento che ha devastato il muso dell'auto facendo spalancare la porta del lato guida ed esplodere l'airbag. L'impatto è stato mortale. L'equipe medica, giunta con l'ambulanza, ha tentato di rianimare quel corpo martoriato steso sull'asfalto. Ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pieve e la Polizia stradale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:28:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] 5/27/2013 10:27:00 AM

BELLUNO 27 Maggio 2013 Lo hanno visto tagliare la carreggiata e schiantarsi contro il muretto sul lato opposto della strada a Domegge di Cadore (Belluno), senza nemmeno un cenno di frenata. La violenza dell'urto è stata tale che la portiera si è aperta e il suo corpo, ormai privo di vita, è rimasto incastrato. Con ogni probabilità non era legato con le cinture di sicurezza. Davanti a lui l'airbag scoppiato. Ha perso la vita così, ieri pomeriggio alle 18.50, all'altezza dell'azienda Neometal di Domegge, Roberto Visentin, 36 anni, residente a Lozzo di Cadore, molto noto per la sua attività di presidente dell'associazione San Vigilio che gestisce il tendone di Vallesella di Domegge, ma anche per il suo impegno nel calcio a 5 come dirigente della "Canottieri" con le mansioni di addetto agli arbitri. Il 36enne lascia la madre Annalisa Nozze, già colpita dal lutto del marito morto pochi anni fa mentre andava a raccogliere funghi, e il fratello Gianni Visentin. Se la dinamica dell'incidente sembra chiara, la causa resta tutta da chiarire. Forse un colpo di sonno o forse un malore. Visentin, ieri mattina, si era alzato all'alba, per raggiungere il tendone di Vallesella dove, la sera prima, c'era stata una grande festa. Probabile che fosse ritornato giù il mattino per ripulire. «Siamo già operativi» il suo ultimo messaggio, con foto sull'area di Vallesella, lasciato su Facebook alle 5 del mattino. Ora la disperazione di amici e parenti oltre che di tutta la comunità. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà decidere se disporre o meno l'autopsia. Visentin viaggiava a bordo della sua Opel Meriva blu. Era solo in auto. Stava raggiungendo Lozzo, quando, all'altezza della Neometal, l'auto ha invaso la corsia opposta per andare a schiantarsi contro un muretto di circa 40 centimetri che recinta una villetta. Un colpo violento che ha devastato il muso dell'auto facendo spalancare la porta del lato guida ed esplodere l'airbag. L'impatto è stato mortale. L'equipe medica, giunta con l'ambulanza, ha tentato di rianimare quel corpo martoriato steso sull'asfalto. Ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pieve e la Polizia stradale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:27:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Roberto Visentin, presidente dell'associazione San Vigilio si schianta mentre torna a casa colpito da malore improvviso

BELLUNO 27 Maggio 2013 Lo hanno visto tagliare la carreggiata e schiantarsi contro il muretto sul lato opposto della strada a Domegge di Cadore (Belluno), senza nemmeno un cenno di frenata. La violenza dell'urto è stata tale che la portiera si è aperta e il suo corpo, ormai privo di vita, è rimasto incastrato. Con ogni probabilità non era legato con le cinture di sicurezza. Davanti a lui l'airbag scoppiato. Ha perso la vita così, ieri pomeriggio alle 18.50, all'altezza dell'azienda Neometal di Domegge, Roberto Visentin, 36 anni, residente a Lozzo di Cadore, molto noto per la sua attività di presidente dell'associazione San Vigilio che gestisce il tendone di Vallesella di Domegge, ma anche per il suo impegno nel calcio a 5 come dirigente della "Canottieri" con le mansioni di addetto agli arbitri. Il 36enne lascia la madre Annalisa Nozze, già colpita dal lutto del marito morto pochi anni fa mentre andava a raccogliere funghi, e il fratello Gianni Visentin. Se la dinamica dell'incidente sembra chiara, la causa resta tutta da chiarire. Forse un colpo di sonno o forse un malore. Visentin, ieri mattina, si era alzato all'alba, per raggiungere il tendone di Vallesella dove, la sera prima, c'era stata una grande festa. Probabile che fosse ritornato giù il mattino per ripulire. «Siamo già operativi» il suo ultimo messaggio, con foto sull'area di Vallesella, lasciato su Facebook alle 5 del mattino. Ora la disperazione di amici e parenti oltre che di tutta la comunità. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà decidere se disporre o meno l'autopsia. Visentin viaggiava a bordo della sua Opel Meriva blu. Era solo in auto. Stava raggiungendo Lozzo, quando, all'altezza della Neometal, l'auto ha invaso la corsia opposta per andare a schiantarsi contro un muretto di circa 40 centimetri che recinta una villetta. Un colpo violento che ha devastato il muso dell'auto facendo spalancare la porta del lato guida ed esplodere l'airbag. L'impatto è stato mortale. L'equipe medica, giunta con l'ambulanza, ha tentato di rianimare quel corpo martoriato steso sull'asfalto. Ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pieve e la Polizia stradale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:27:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Roberto Visentin, presidente dell'associazione San Vigilio si schianta mentre torna a casa colpito da malore improvviso

BELLUNO 27 Maggio 2013 Lo hanno visto tagliare la carreggiata e schiantarsi contro il muretto sul lato opposto della strada a Domegge di Cadore (Belluno), senza nemmeno un cenno di frenata. La violenza dell'urto è stata tale che la portiera si è aperta e il suo corpo, ormai privo di vita, è rimasto incastrato. Con ogni probabilità non era legato con le cinture di sicurezza. Davanti a lui l'airbag scoppiato. Ha perso la vita così, ieri pomeriggio alle 18.50, all'altezza dell'azienda Neometal di Domegge, Roberto Visentin, 36 anni, residente a Lozzo di Cadore, molto noto per la sua attività di presidente dell'associazione San Vigilio che gestisce il tendone di Vallesella di Domegge, ma anche per il suo impegno nel calcio a 5 come dirigente della "Canottieri" con le mansioni di addetto agli arbitri. Il 36enne lascia la madre Annalisa Nozze, già colpita dal lutto del marito morto pochi anni fa mentre andava a raccogliere funghi, e il fratello Gianni Visentin. Se la dinamica dell'incidente sembra chiara, la causa resta tutta da chiarire. Forse un colpo di sonno o forse un malore. Visentin, ieri mattina, si era alzato all'alba, per raggiungere il tendone di Vallesella dove, la sera prima, c'era stata una grande festa. Probabile che fosse ritornato giù il mattino per ripulire. «Siamo già operativi» il suo ultimo messaggio, con foto sull'area di Vallesella, lasciato su Facebook alle 5 del mattino. Ora la disperazione di amici e parenti oltre che di tutta la comunità. Il corpo è a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà decidere se disporre o meno l'autopsia. Visentin viaggiava a bordo della sua Opel Meriva blu. Era solo in auto. Stava raggiungendo Lozzo, quando, all'altezza della Neometal, l'auto ha invaso la corsia opposta per andare a schiantarsi contro un muretto di circa 40 centimetri che recinta una villetta. Un colpo violento che ha devastato il muso dell'auto facendo spalancare la porta del lato guida ed esplodere l'airbag. L'impatto è stato mortale. L'equipe medica, giunta con l'ambulanza, ha tentato di rianimare quel corpo martoriato steso sull'asfalto. Ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Pieve e la Polizia stradale.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:27:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] "LO SFRATTO ERA IMMINENTE"STRANGOLA LA MOGLIE E S'IMPICCA

MILANO 27 Maggio 2013 Una donna ed un uomo sono stati trovati morti in un'abitazione a Besate, nel Milanese. I due, marito e moglie, rispettivamente di 52 e 51 anni, sono stati trovati in casa. Secondo i primi rilievi potrebbe trattarsi di un omicidio-suicidio. SFRATTO IMMINENTE Uno sfratto esecutivo imminente, una condizione economica disperata, problemi di alcol per lui e disagio psichico per lei. Queste le condizioni in cui vivevano i coniugi di 52 e 51 anni trovati morti nel loro appartamento, a Besate (Milano). Il marito avrebbe prima strangolato la consorte e poi si sarebbe impiccato in casa. A trovare i corpi questa mattina nell'appartamento in via Matteotti 50, a Besate, è stato un muratore incaricato dal padrone di casa di realizzare dei lavori in vista dell'imminente sfratto degli inquilini. Sulla porta c'era un messaggio che invitava a entrare, con scritto «la porta è aperta». Dentro c'erano i due coniugi senza vita: la donna distesa sul letto, il marito impiccato. In casa è stato trovato un altro biglietto in cui l'autore (probabilmente l'uomo) chiede di cremare i corpi e che qualcuno si prenda cura dei loro due cani. I due non avevano figli. I carabinieri della compagnia di Abbiategrasso hanno fatto sapere che la situazione della coppia era nota ai servizi sociali di Besate. Il 52enne, originario del luogo, era da tempo disoccupato e alcolizzato, mentre la moglie, nata a Trapani, era affetta da disturbi psichici. I militari hanno inoltre spiegato che le condizioni igieniche dell'abitazione lasciavano molto a desiderare.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:13:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] l'ex nazionale di pallavolo Ingrid Visser, 35 anni, e il suo compagno, Lodewijk Severein trovati morti in spagna

MURCIA 27 Maggio 2013 La polizia nazionale spagnola ha trovato la notte scorsa nel villaggio di Alquerias, nella regione di Valencia, i corpi di una coppia olandese, l'ex nazionale di pallavolo Ingrid Visser, 35 anni, e il suo compagno, Lodewijk Severein (57), scomparsa il 13 maggio scorso. I due corpi erano semi sepolti in una piantagione di limoni vicino alla cittadina. Stamattina, secondo fonti della polizia, sarebbero state arrestate due persone nell'ambito delle indagini sulla scomparsa. Non sono stati forniti ulteriori particolari sulla vicenda. La coppia era arrivata in Spagna - dove la Visser aveva giocato alcuni anni - il 12 maggio con un volo Amsterdam-Alicante ed era stata vista l'ultima volta lunedì 13 all'hotel Churra Murcia, dove era stata prenotato una camera per due notti. Secondo quanto si è appreso, il giorno dopo era in programma una visita medica. La scomparsa era stata denunciata dai famigliari il 15 maggio, giorno in cui la coppia sarebbe dovuta ritornare in Olanda. Ingrid Visser aveva giocato oltre 500 partite con la nazionale olandese di volley ed aveva giocato diversi anni in Spagna, tra il 2009 e il 2011, con il CAV Murcia 2005 tra il 2009 e il 2011.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 10:04:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] l’imprenditore Duccio Fanfani 49 anni è morto dopo esser stato investito da una Mercedes sulla strada provinciale 158

La notte scorsa un fiorentino di 49 anni, l'imprenditore Duccio Fanfani, come riportato da Repubblica, è morto dopo esser stato investito da una Mercedes sulla strada provinciale 158 delle Collacchie che da Follonica porta al Puntone di Scarlino. Il fiorentino, la notte scorsa dopo mezzanotte, si trovava in sella alla sua bicicletta e, per cause ancora in corso di accertamento, è stato investito dall'auto mentre percorrevano la stessa direzione. Sul posto per i rilievi i carabinieri del Norm, di Follonica, di Scarlino e il personale del 118. Il profilo facebook della vittima è stato sommerso da messaggi di colleghi e amici che stanno salutando in rete l'imprenditore per l'ultima volta prima del rito funebre.

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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 05:43:00 AM

[ANGELI VOLATI VIA] Ottavio Gianfranco Cucco, 22 anni residente a Alpignano, è morto in un grave incidente stradale

Un ragazzo di 22 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto a Torino, ieri intorno alle 3 di notte. Ottavio Gianfranco Cucco era a bordo della sua Fiat 600 quando si è schiantato contro un palo del semaforo, morendo sul colpo.


Torino, muore in incidente Ottavio, 22 anni. Si cercano testimoni
 
TORINO – È morto questa notte Ottavio Gianfranco Cucco, residente a Alpignano, in un grave incidente stradale. Il ragazzo, di soli 22 anni, è andato a sbattere contro un palo del semaforo per cause ancora da accertare. Intorno alle 3 della notte appena trascorsa, Ottavio era a bordo della sua Fiat 600 a Torino in corso Marche angolo strada Antica di Collegno. Ma, svoltando a sinistra all'incrocio con strada Antica di Collegno, è andato a sbattere contro un palo semaforico. Ottavio è deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti prontamente gli agenti della Squadra Infortunistica della polizia municipale. Per ricostruire la dinamica dell'incidente gli agenti stanno cercando testimoni in grado di poter aiutare a definire l'esatto svolgimento dei fatti. Chiunque abbia assistito all'incidente o possa fornire informazioni utili può telefonare al numero 011.4426509/10.
Sono stati diversi negli ultimi giorni gli incidenti stradali che hanno coinvolto giovani: ricordiamo l'incidente di settimana scorsa a Monticelli d'Ongina in cui Noemi Dallavalle, una ragazza di 20 anni, ha perso la vita tornando a casa dal lavoro, schiantandosi con l'auto contro un traliccio della luce. Sabato notte invece è deceduto Emanuele Mazzei, 33 anni, che aveva perso il controllo della sua moto mentre tornava a casa, nelle vicinanze di Torricchio (comunq in provincia di Pistoia): ha lasciato la compagna che aspettava un figlio.


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Postato da Blogger su ANGELI VOLATI VIA il 5/27/2013 05:29:00 AM
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