venerdì 30 novembre 2012

CHIUDE I FIGLIOLETTI IN AUTO E VA CON L'AMANTE: MUORE QUELLO DI 2 ANNI GRAVE QUELLO DI 4 ANNI

GRAND JUNCTION (COLORADO) - Di madri sciagurate ne è pieno il mondo, ma la storia che arriva dal Colorado, fa davvero rabbrividire. Una donna di 24 anni, Heather Jansen, ha lasciato i suoi due figli William e Tyler, di due e quattro anni, dentro il suo Suv ancora in moto. I bimbi sono rimasti per circa 90 minuti dentro l'auto ancora accesa, mentre la ragazza era in compagnia dell'amante, un camionista all'interno del suo tir. Quando Heather è uscita dal camion, dopo circa un'ora e mezza di "incontro" amoroso, l'agghiacciante scoperta: i due bambini non respiravano più. Dopo l'arrivo dei soccorsi, l'orribile verdetto: Il piccolo William era morto, mentre Tyler, trasferito in un ospedale di Denver, potrebbe non superare la notte. I bambini sono stati intossicati dal monossido di carbonio prodotto dall'automobile lasciata in moto e con i finestrini chiusi. La donna,vedova da circa un mese, è stata presa in custodia dalle autorità dello stato del Colorado.

giovedì 29 novembre 2012

Miriam Di Carlo, 19 anni, rugbista, di Magliano muore in un incidente alle porte di Antrosano.Feriti i 2 amici

Avezzano. 29 Novembre 2012 La forte pioggia, che da 48 ore sta ininterrottamente battendo tutta la Marsica, la causa del tragico incidente, avvenuto, nella tarda serata, alle porte di Antrosano, sulla provinciale che conduce a Magliano dei Marsi. Nell’impatto ha perso la vita Miriam Di Carlo, 19 anni, rugbista, di Magliano, che stava tornando a casa dopo gli allenamenti con la squadra dell’Avezzano rugby femminile. I due amici, una ragazza e un ragazzo, che erano con lei a bordo di una Fiat Seicento, sono rimasti feriti in modo grave. Secondo la ricostruzione della polizia stradale, intervenuta sul posto, l’auto è uscita fuori strada, che non ha guardrail. La macchina si è scontrata con una banchina di cemento armato, il motore è finito sulla carreggiata mentre la scocca è precipitata in un fosso. I tre giovani sono rimasti intrappolati tra le lamiere. Sulla corsia il motore della piccola utilitaria ha bloccato il traffico. Immediato l’intervento della polizia stradale, allertata da altri automobilisti e dei vigili del fuoco, che hanno faticato non poco per estrarre i tre feriti dalla carrozzeria. Tempestivo l’arrivo delle ambulanze del 118 di Tagliacozzo e di Avezzano che hanno trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano i feriti. Per la giocatrice di rugby a nulla è valso il tentativo di rianimazione durato diversi minuti. La ragazza frequentava l’Istituto artistico Bellisario. La sua morte ha sconvolto l’intero paese di Magliano dove la notizia è arrivata nella tarda serata. Domenica prossima l’Avezzano Rugby affronterà il Cus Padova, ma per la squadra giallo-nera sarà un ritorno in campo molto triste a causa della scomparsa della giovane Miriam Di Carlo, atleta dell’Avezzano Rugby Femminile. Nonostante il triste evento i ragazzi dell’Avezzano dovranno scendere comunque in campo, ma i loro pensieri saranno rivolti a Miriam il cui funerale si svolgerà Venerdì 30 Novembre, alle ore 15:30, presso la Chiesa S. Lucia di Magliano Dei Marsi. Anche la Federazione Italiana Rugby ha voluto manifestare il proprio cordoglio per la scomparsa della cara Miriam ed ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi italiani. Questo il comunicato della FIR, al quale si uniscono tutti i giocatori, i tecnici e i dirigenti dell’Avezzano Rugby: il Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi, interpretando i sentimenti dell’intero movimento rugbistico italiano, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Miriam Di Carlo, giovanissima atleta dell’Avezzano Rugby, tragicamente scomparsa ieri in un incidente stradale. Si uniscono alle condoglianze il Consiglio Federale, i dipendenti ed i collaboratori della FIR ed il settore femminile della Federugby tutto. In omaggio alla memoria di Miriam Di Carlo, il Presidente Gavazzi ha disposto che un minuto di silenzio venga osservato, nel week-end, sui campi di tutta Italia.

Addio Alexia Calabrò non ce l'ha fatta. Sospesa tra la vita e la morte per due settimane, dopo un grave incidente stradale

Alexia Calabrò non ce l’ha fatta. Sospesa tra la vita e la morte per due settimane, dopo un grave incidente stradale, è morta all’ospedale Papardo, lunedi sera. Aveva appena 15 anni e frequentava il secondo anno del Liceo artistico di Milazzo.Domani alle 15,30 i funerali nella chiesa di Grazia dove si prevede una nutrita partecipazione.. Sul fronte investigativo – le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di San Filippo del Mela – adesso si aprirà la seconda fase, caratterizzata dalle decisioni del magistrato cui è stata trasmessa l’informativa conclusiva degli accertamenti effettuati subito dopo il tragico incidente.
I due mezzi coinvolti sono stati posti da subito sotto sequestro mentre il conducente del furgone – quale atto dovuto – sarà iscritto nel registro degli indagati. Ma non sono esclusi altri sviluppi. Nella tarda serata di ieri si è appreso infatti che i carabinieri hanno avviato accertamenti anche sul periodo di degenza della paziente al Papardo e avrebbero già in tal senso proceduto al sequestro anche delle cartelle cliniche presso il presidio ospedaliero messinese..

 

mercoledì 28 novembre 2012

Addio Anita Capobianco, 43 anni, di sua figlia Marisabel Di Castri, 17 anni, e di Maria Giovanna Di Giuseppe, 36 anni morti in un incidente

BRINDISI - Sono morte quattro persone in uno scontro frontale tra auto che si è verificato poco fa lungo la provinciale che collega Ceglie Messapica con Francavilla Fontana, in contrada Bax. Causa del disastro sarebbero stati il vento forte e la pioggia che si stanno abbattendo sul Brindisino.
A scontrarsi frontalmente sono state una Fiat Punto e una Citroen C3: quattro i morti, un uomo che viaggiava sulla C3 e tre donne che si trovavano sulla Punto. Una quarta donna a bordo di quest'ultima è invece rimasta gravemente ferita e trasportata all'ospedale Perrino di Brindisi.
Le tre donne morte sono tutte di Francavilla Fontana: si tratta di Anita Capobianco, 43 anni, di sua figlia Marisabel Di Castri, 17 anni, e di Maria Giovanna Di Giuseppe, 36 anni. Il conducente della C3 si chiamava invece Giovanni Rogoli, aveva 59 anni ed era residente a Ceglie Messapica.
Carabinieri e vigili del fuoco si stanno ancora occupando dell'estrazione dei corpi intrappolati nelle lamiere contorte delle autovetture. I mezzi sono distrutti. Una delle due auto è finita su un muretto a secco che costeggia la strada provinciale. L'altra persona ferita è una 18enne, che versa in gravissime condizioni: si tratta di Valentina Zaccaria, figlia di Maria Giovanna Di Castri, di 36 anni, morta nello scontro. La ragazza è ricoverata nell'ospedale 'Perrino' di Brindisi e secondo i medici la sua vita è in pericolo.
Le altre vittime dell'incidente sono figlia e moglie di un autotrasportatore che si è salvato per caso stamani nel ribaltamento del suo camion avvenuto a Taranto, sul ponte Punta Penne, a causa della tromba d'aria che si è abbattuta sul capoluogo ionico. A quanto si è appreso la diciassettenne era a scuola stamani quando ha appreso dell'incidente al padre: frequentava l'istituto professionale di Ceglie Messapica.
La madre insieme con un'amica, Maria Giovanna Di Castri, era andata a prendere a scuola sua figlia e la figlia di Maria Giovanna, Valentina. Morto sul colpo anche il guidatore dell'altra vettura coinvolta nello scontro frontale, Giovanni Rogoli, di 59 anni, al volante di una C3 Citroen.

Agostino Di Somma, 31 anni tifoso della juve stabia,colpito da malore muore prima della partita Fiorentina Vs Juve Stabia

Tragedia al Franchi di Firenze dove poco prima della gara di Coppa Italia tra Fiorentina e Juve Stabia un tifoso stabiese è morto per infarto. Il giovane sostenitore si chiamava Agostino Di Somma, 31 anni. Ha accusato un malore poco prima del fischio d'inizio ed è stato portato subito all'ospedale di Santa Maria Nuova dove poco dopo è deceduto. Tragedia tra i supporter della Juve Stabia: stasera un 31enne tifoso originario di Castellamare di Stabia (Napoli) è morto per un malore a Firenze dove era arrivato con un torpedone di tifosi al seguito della squadra campana di serie B, impegnata contro la Fiorentina per i sedicesimi di Coppa Italia. Secondo una prima ricostruzione l’uomo si era sentito male una prima volta durante il viaggio, nei pressi di un’area di servizio in provincia di Perugia, aveva però deciso di continuare il viaggio verso la Toscana. Quando il bus è vicino allo stadio Franchi, per il giovane un nuovo devastante malore ed è stato portato soccorso dal 118. Portato all’ospedale di Santa Maria Nuova, l’uomo ha avuto un arresto cardiaco ed è deceduto nonostante le manovre di rianimazione dei sanitari. Dedica di amici: sei morto per il troppo amore per la tua squadra,la juve stabia.troppe emozioni e il tuo cuore non ha retto come doveva.mi piace pensare che sei morto dopo una felicità immensa e non dopo un dolore.riposa in pace agostino

martedì 27 novembre 2012

RAGAZZINA SUICIDA A 15 ANNI:SI È SPARATA CON LA PISTOLA DEL PADRE

TRIESTE - Una ragazza di 15 anni si è uccisa questa mattina a Trieste con un colpo di pistola. Secondo i primi accertamenti dei Carabinieri, la ragazza avrebbe utilizzato l'arma legalmente detenuta in casa dal padre. Alla base del gesto potrebbero esserci problemi legati alla scuola.

lunedì 26 novembre 2012

Gianluca Serpa, è stato ucciso con due colpi al petto la scorsa notte a Chignolo Po, nella Bassa Pavese

PAVIA

Diciottenne muore accoltellato
Si indaga nella cerchia familiare

Il fratello lo avrebbe trovato in gravi condizioni dopo due coltellate al petto davanti a un bar, a Chignolo Po

PAVIA - Un ragazzo di 18 anni, Gianluca Serpa, è stato ucciso con due colpi al petto la scorsa notte a Chignolo Po, nella Bassa Pavese. Le coltellate non sono state immediatamente mortali, gli inquirenti l'hanno definita un'esecuzione «d'impeto». Il giovane è stato trovato agonizzante in via XXV Aprile, davanti ad un bar del paese. A soccorrerlo, secondo quanto raccontato ai carabinieri, sarebbe stato il fratello, che lo avrebbe caricato sulla propria auto e portato al pronto soccorso del vicino ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza), dove è morto in seguito alle gravi ferite poco dopo le 2. Gianluca Serpa viene descritto come un ragazzo di «buona indole», lavorava con il padre come operaio edile.

INDAGINI IN FAMIGLIA - Dalla scorsa notte i carabinieri di Pavia e quelli della compagnia di Stradella stanno interrogando i familiari e secondo le prime indiscrezioni il delitto potrebbe essere maturato al termine di una lite nell'ambito della famiglia, di origine calabrese, in cui sarebbero presenti anche alcuni soggetti con precedenti. Secondo gli inquirenti il corpo potrebbe essere stato mosso e il ferimento, quindi, essere avvenuto in un luogo diverso rispetto a dove è stato ritrovato il ragazzo. Questo quanto emergerebbe dopo i primi interrogatori dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Paolo Mazza e seguita da vicino dal procuratore di Pavia Gustavo Cioppa. Alcuni parenti della vittima si sarebbero contraddetti o non avrebbero comunque convinto gli investigatori.

L'ARMA - L'arma del delitto, il coltello, è stata ritrovata nelle vicinanze del bar dove è stata rinvenuta la vittima. Era sporca di sangue e sulle tracce, così come sul materiale ritrovato sotto le unghie di Gianluca Serpa, stanno lavorando i carabinieri. Martedì è prevista l'autopsia.

Alberto Berticelli Enrico Venni 26 novembre 2012 | 14:16© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Nicola Liut 13 anni è morto correndo dietro il pulmino della propria squadra di calcio

PORDENONE - Alla fine Nicola Liut non ce l'ha fatta: il 13enne è deceduto nel primo pomeriggio di ieri. La notte prima le sue condizioni erano peggiorate, in seguito a un'improvvisa crisi respiratoria. E le speranze di tenerlo in vita si erano ridotte al lumicino. Nicola era andato in arresto cardiaco mercoledì mentre correva per raggiungere il pulmino della propria squadra di calcio. A prestargli i primi soccorsi (con l'aiuto di un defibrillatore) una squadra di vigili del fuoco che passava per caso. Lo scrive oggi il quotidiano Il Gazzettino.

STRONCATI DAL DOLORE L'intero paese ieri si è stretto attorno alla famiglia, ai genitori Paolo e Moira Lena e ai due fratellini più piccoli. Distrutti dal dolore pure i nonni paterni e materni, che sino alla fine avevano creduto nel miracolo. Il sindaco Fabio Santin ha espresso, a nome dell'intera comunità, vicinanza e cordoglio ai familiari di Nicola. Il 13enne, che frequentava la terza media, era un calciatore di buone speranze. Aveva cominciato a tirare i primi calci a 7 anni, indossando la casacca del Condor. Da tre anni, invece, era passato nelle fila della Pro Fagnigola dove ricopriva il ruolo di portiere nella squadra dei Giovanissimi.
«Non mi rendo ancora conto di quello che è successo - le parole di Graziano Battiston, segretario della Pro nonché accompagnatore della squadra - martedì scorso era con noi e oggi (ieri, ndr) non c'è più. Aveva superato brillantemente tutte le visite mediche, pertanto nessuno avrebbe mai potuto immaginare una morte così assurda».

ESPIANTO DEGLI ORGANI Ieri sera verso le 19.30, quando la notizia della scomparsa di Nicola aveva cominciato a diffondersi in paese, le campane della chiesa di Villotta hanno suonato in segno di lutto. La famiglia, da quanto si è potuto apprendere, avrebbe acconsentito all'espianto degli organi.

domenica 25 novembre 2012

Addio Giovanni Lo Nardo 19 anni è morto in un incidente in via Saitta Longhi

25 novembre 2012 - Il giovane morto alle 4.30 di questa mattina in via Saitta Longhi si chiamava Giovanni Lo Nardo. Aveva 19 anni ed era di Monreale. E’ la 26 esima vittima nelle strade palermitane dall’inizio dell’anno.

Lo scontro si è verificato all’altezza del civico 116 C. Il giovane è morto nello scontro tra il suo ciclomotore e una Bmw.

Terribile l’impatto. Inutili i tentativi degli operatori del 118 che hanno solo potuto constatare il decesso del giovane. Sul posto gli agenti della polizia municipale dell’Infortunistica che ancora adesso stanno lavorando per stabilire l’esatta dinamica dello scontro e le responsabilità.

I mezzi sono stati sequestrati.

 

sabato 24 novembre 2012

Addio Nelson Prudencio. L'ex saltatore di triplo si è spento all'età di 68 anni, dopo aver lottato contro un tumore ai polmoni

Oggi a San Paolo, è morto l’atleta brasiliano Nelson Prudencio. L’ex saltatore di triplo si è spento all’età di 68 anni, dopo aver lottato contro un tumore ai polmoni.

Nelson Prudencio è considerato una vera e propria leggenda per quel che riguarda lo sport brasiliano: l’atleta, infatti, nel corso della sua lunga carriera, ha conquistato una medaglia d’argento durante i giochi olimpici del 1968 che si sono tenuti a Città del Messico e una medaglia di bronzo conquistata nelle Olimpiadi di Monaco 1972.

Durante le Olimpiadi del 1968, Prudencio stabilì il record mondiale con la misura di 17,27 metri, un primato che fu subito raggiunto e superato dalla medaglia d’oro Viktor Sanejev. Sempre durante quell’edizione, Prudencio si piazzò davanti all’azzurro Giuseppe Gentile.

Nelson Prudencio, che fino al momento della morte ha anche ricoperto il ruolo di vicepresidente della Federazione Brasiliana di Atletica, era ricoverato all’ospedale di Sao Carlos ed era entrato in coma profondo da martedì scorso a causa della rapida diffusione del cancro.

I medici, infatti, avevano diagnosticato il tumore ai polmoni all’ex atleta brasiliano, soltanto un mese fa. Il cancro, però, era stato accertato in grave ritardo e le condizioni di salute di Prudencio si sono rivelate subito molto preoccupanti.

Oltre a lavorare nella federazione, Prudencio svolgeva anche il ruolo di istruttore di educazione fisica all’Università Federale di Sao Carlos.

Nelson Prudencio nacque a Lins, il 4 aprile 1944. Oltre alle due imprese olimpiche descritte in precedenza, nel 1976, l’ex saltatore partecipò anche ad un terza edizione dei giochi olimpici, a Montreal, classificandosi, però, al 14esimo posto e non ottenendo, quindi, l’accesso alla finale.

Durante la sua carriera, Nelson Prudencio conquistò anche altre due medaglie d’argento durante due edizioni dei Giochi Panamericani, la prima a Winnipeg, in Canada, nel 1967, e la seconda a Calì, in Colombia, nel 1971.

 

L'attore americano Larry Hagman, conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo dello spietato petroliere J.R. Ewing nella serie tv 'Dallas' è morto

DALLAS - L'attore americano Larry Hagman, conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo dello spietato petroliere J.R. Ewing nella serie tv 'Dallas' è morto ieri. Il pubblico lo ricorda anche come il maggiore Anthony Nelson della sitcom 'Strega per amore'. Lo rende noto il the Dallas Morning News. Hagman Š deceduto in ospedale a Dallas dopo complicazioni nella sua lotta al cancro, spiega la famiglia in un comunicato. Negli anni 90 a Hagman gli erano stati diagnosticati il cancro al fegato e la cirrosi epatica, dopo decenni di problemi con l'alcol.

BIMBO DI 5 ANNI UCCISO DA UN CACCIATORE ACCIDENTALMENTE

TRAPANI - Un bambino di 5 anni è morto a Pantelleria, ucciso da un colpo d'arma da fuoco, che sarebbe stato esploso, accidentalmente, dal padre con il fucile da caccia. L'incidente si è verificato nell'abitazione della famiglia. Il piccolo è stato raggiunto al capo ed è morto sul colpo. I carabinieri stanno accertando la dinamica dei fatti.

venerdì 23 novembre 2012

Sono morti Salvatore Scaccianoce, di 37 anni, la moglie, Paola Sampietro, 29 anni, il figlio Joseph, di 8 anni, e l'occupante di un'altra auto, il 24enne Valerio Di Pietro

VITTORIA 23 Novembre 2012 È di quattro morti e due feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto nel Ragusano, sull'ex strada provinciale Vittoria-Scoglitti: uno scontro frontale tra una Bmw e una Lancia Y10 che ha distrutto una famiglia di Vittoria. Degli occupanti dell'utilitaria si è salvata solo la figlia minorenne di cinque anni, ricoverata con diverse fratture nella divisione di Ortopedia dell'Ospedale di Vittoria; sono invece morti sul colpo marito, moglie e il figlio di otto anni. Anche il conducente della Bmw è ricoverato in ospedale, mentre è morto il passeggero che era con lui. Sul posto i Vigili del fuoco, le pattuglie dei Carabinieri e dei Vigili urbani. Quasi certamente il conducente della Bmw, che viaggiava in direzione Vittoria, ha perso il controllo andando a schiantarsi contro la Lancia che sopraggiungeva sulla carreggiata opposta. Le vittime sono Salvatore Scaccianoce di 37 anni, la moglie Paola Sampietro, di 29, e la figlioletta di 8; oltre a Valerio Di Pietro, che era sulla Bmw condotta da G.C., rimasto gravemente ferito e ricoverato in ospedale insieme all'unica superstite della famiglia Scaccianoce, la bimba di cinque anni L´altro deceduto è Valerio Di Pietro, 24 anni, che viaggiava dentro il Suv Bmw X5 diretto da Scoglitti a Vittoria insieme al conducente Giorgio Cascino, 27 anni, consigliere di quartiere di Scoglitti. Quest'ultimo ha riportato ferite non gravi ed è stato ricoverato all´ospedale di Ragusa. Ancora poco chiara la dinamica dell'incidente. Sembra che il conducente di una Bmw, che viaggiava in direzione Vittoria, abbia perso il controllo dell'auto andando a schiantarsi contro una Lancia Y10 che sopraggiungeva sulla carreggiata opposta. Sull'utilitaria viaggiava la famiglia: degli occupanti si è salvata solo la figlia di cinque anni, ricoverata con diverse fratture nella divisione di Ortopedia dell'Ospedale di Vittoria. Corre su Facebook il brivido, e poi la conferma. Una tragedia ha distrutto la famiglia Scaccianoce, e ha portato via Valerio Di Pietro, 24 anni, compiuti il 4 gennaio. I messaggi delle amiche, degli amici, ancora increduli: ". Non so chi lo leggerà ma almeno voglio che tu lo sentirai caro Valerio... Di te posso dire che non abbiamo mai avuto un litigio xkè tu eri una persona molto corretta, poi posso ricordare quando giocavamo a calcio insieme e io ero invidioso del tuo tiro secco che se prendeva la porta non c'era tanto scampo... Mancherai a tutti ed è un grande dolore al solo pensarci che quando scenderò non ti potrò salutare come ti salutai ad agosto.... Riposa in pace bomber


". "
Io che di parole ne avevo sempre tante quando ci vedevamo allo studio, quando dovevi venire tu, sapevo che la mezza giornata con te sarebbe stata piena di risate e battute, ti voglio ricordare col tuo sorriso più bello perché persone così ne ho veramente incontrate poche.Purtroppo sono sempre i migliori ad andare via per primi.. Ciao Valé..


" "Non è possibile... Non si può accettare... cresciuti insieme dalla scuola materna ancora non sapevamo nemmeno parlare e gia ci conoscevamo... compagni di scuola, compagni di strada, compagni di vita, compagni di lavoro... Nn si può accettare che adesso nn ci sei più... in un attimo finisce tutto... non esistono parole per descrivere tutto questo... in questa cazzo di strada maledetta dal demonio... se ne stanno andando tutte le persone a me più care... A presto mo frati Valè... 
" "Ciao Valerio.. Cm è strana la vita.. si può dire ke l altro ieri ti avevo scritto per un favore.. E tu da persona educatissima e disponibile.. mi hai aiutato.. e oggi sto a scriverti sulla tua bakeka x augurart buon riposo.. Dicono ke Dio si prende le persone più speciali.. i fiori più belli.. Tu sei una di quelle persone.. Nn capisco il motivo.. Buon riposo piccolo dolce angelo.. ♥


"

giovedì 22 novembre 2012

Flavio Loreggia, schiacciato dalle preoccupazioni di natura familiare, ma soprattutto economica, si è tolto la vita.

VENEZIA - La pensione sfumata e slittata avanti con la riforma Fornero, le difficoltà di lavorare con una certa continuità e soprattutto di farsi pagare e di arrivare alla fine del mese, fino alla tragica decisione di farla finita. Ennesimo dramma della crisi, ieri mattina a Maerne, dove un artigiano di 61 anni, Flavio Loreggia, schiacciato dalle preoccupazioni di natura familiare, ma soprattutto economica, si è tolto la vita.

Ieri di primo mattino l’uomo, che doveva uscire per andare al lavoro, è invece sceso in garage e si è impiccato con una corda a una grossa tubatura che passa sotto il soffitto. La moglie, alle 6.40, preoccupata per il fatto che il marito aveva lasciato in camera portafoglio e documenti, si è messa a cercarlo in casa e ha fatto la terribile scoperta. È accorso anche il figlio che vive con i genitori, il quale ha tagliato la corda nel tentativo disperato di salvare il padre, ma era troppo tardi.

È scattato immediato l’allarme al 118, ma quando i medici del Suem sono arrivati non hanno potuto che constatare il decesso: sul posto anche i carabinieri di Scorzè che hanno avvisato il Pm di turno e avviato le indagini. Specie negli ultimi giorni, Loreggia si era chiuso in se stesso. Si era anche sentito male e pare avesse fatto qualche velato accenno alla volontà di togliersi la vita, ma pareva uno sfogo del momento.

Non ha lasciato nulla di scritto per spiegare i motivi del suo gesto, ma in famiglia le sue preoccupazioni di natura economica erano note. Per il 61enne, che faceva il verniciatore, specie nei cantieri navali, il primo colpo basso era arrivato lo scorso anno quando, ormai in prossimità della pensione per gli anni maturati prima come dipendente e poi, da poco più di dieci anni, come lavoratore autonomo con partita Iva, si era visto procrastinare i termini della agognata pensione dalla Riforma Fornero. Aveva pertanto dovuto continuare a lavorare, ma, pur mantenendo la partita Iva, di fatto svolgeva lavoretti a chiamata solo per determinati periodi e, soprattutto, sempre a causa della crisi e della piaga dei ritardati pagamenti, riusciva a riscuotere il dovuto delle sue prestazioni solo dopo mesi.

Nonostante la situazione familiare non fosse proprio disperata (la moglie ha un lavoro, la casa è di proprietà) e non gli mancasse poi molto alla pensione, le difficoltà di arrivare alla fine del mese e di pagare le bollette e le rate del mutuo devono averlo portato a un livello tale di scoramento che non ha più retto. Fino al tragico epilogo di ieri che ha gettato nella disperazione i suoi familiari (lascia anche una figlia) e che ha scosso tutto il paese, dove era molto conosciuto. Non ancora fissata la data dei funerali.

 

Claudio Ravelli, 44 anni, muore folgorato dall'alta tensione.Lascia moglie e 2 figli

Brescia 22 Novembre 2012 Il braccio meccanico che finisce contro i cavi. E per lui, Claudio Ravelli, 44 anni, di Pozzolengo, sposato con due figlie, non c'è più nulla da fare. Muore fulminato nonostante i tentativi di rianimarlo messi in campo dagli operatori del 118.

La tragedia si consuma nelle campagne di Lonato, in via Fenil Nuovo Scoperta, attorno alle 19.30 di mercoledì. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Lonato e di Desenzano, Ravelli sta scaricando materiale edile dal cassone del furgone con l'aiuto della gru. Ma il braccio urta i cavi dell'alta tensione. Fortissima la scarica elettrica che investe in un attimo il braccio meccanico, le leve di manovra e lo stesso Ravelli. Scaraventato sul mezzo.

A chiamare aiuto un residente che si accorge di quanto successo. Sul posto 118, vigili del fuoco da Brescia e da Desenzano, militari. Ma non c'è nulla da fare. Intervenuti anche i tecnici dell'Enel (la centralina segnala un guasto all'ora dell'incidente, ma nessuno immagina si tratti di una simile tragedia) per isolare i fili in zona e consentire i soccorsi

Lorena Necci,e Mariateresa Nisi entrambe 21enni muoiono in un tragico incidente mortale

BRINDISI 22 Novembre 2012 Erano amiche inseparabili nella vita di tutti i giorni e anche la morte le ha trovate insieme. Mariateresa Nisi e Lorena Necci, entrambe 21enni di Latiano, nel brindisino, sono morte ieri sera in un incidente stradale alla periferia di Mesagne. A bordo di una Fiat Punto rientravano nella loro città lungo la strada vecchia che congiunge i due centri urbani, quando la vettura - per motivi sui quali sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri - è finita fuori strada andando ad accartocciarsi contro un albero. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno estratto i corpi delle ragazze dalle lamiere, i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, il personale sanitario del 118.

mercoledì 21 novembre 2012

ANGELI VOLATI VIA

ANGELI VOLATI VIA


Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia:corpo sarebbe stato ritrovato carbonizzato

Posted: 21 Nov 2012 02:33 PM PST

Milano 21 novembre 2012 Svolta nelle indagini sulla morte e la sparizione di Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia scomparsa nel 2009 e per il cui omicidio sono state condannate sei persone, fra cui l'ex marito e l'ex fidanzato della figlia. Il corpo della donna sarebbe stato ritrovato carbonizzato in un campo della Brianza e non sarebbe stato sciolto nell'acido come per lungo tempo ipotizzato. Insieme al corpo della donna sono stati ritrovati alcuni oggetti che ne rivelerebbero l'identità, in particolar modo una collana, ma per la certezza definitiva si attende ora l'esame del Dna. La morte di Lea Garofalo A marzo i sei indagati per la morte di Lea Garofalo erano stati tutti condannati all'ergastolo. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti la donna era stata fatta arrivare dal marito dalla Calabria a Milano assieme alla figlia 17enne, Denise, con la scusa di dover parlare del futuro della ragazza. La giovane era poi stata fatta allontanare dalla madre con una scusa: l'appuntamento per ritrovarsi doveva essere alle 23 alla stazione Centrale, dove avrebbero dovuto prendere un treno per tornare a casa. Lea Garofalo però non arrivò mai: nel frattempo era stata infatti rapita dal marito aiutato dagli altri indagati, torturata per farle dire cosa aveva raccontato alla polizia e poi uccisa. Il suo corpo non era ancora mai stato ritrovato, tanto che gli inquirenti avevano ipotizzato che fosse stato sciolto nell'acido.

Emilio Brustolon, informatico di 26 anni muore giocando a calcio per la Foglizzese.Colpito da un malore

Posted: 21 Nov 2012 02:17 PM PST

TORINO - Emilio Brustolon, informatico di 26 anni residente a Chivasso (Torino), è morto in serata per arresto cardiaco durante una partita di calcio a sette che si è tenuta a San Carlo Canavese (Torino). Colto dal malore sul campo, il giovane, tesserato per la Foglizzese, è stato soccorso sul posto da un medico presente ed è stato trasportato da un'ambulanza del 118 all'ospedale di Ciriè (Torino), ma i medici non sono riusciti a salvarlo. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Torino.

Antonio Pisano, 39 anni ucciso in strada."IL KILLER FUGGITO A PIEDI"

Posted: 21 Nov 2012 12:10 PM PST

TORINO 21 Novembre 2012 È morto l'uomo ferito da alcuni colpi di pistola nella zona nord di Torino. Il decesso è avvenuto durante il delicato intervento a cui era stato sottoposto all'ospedale Giovanni Bosco. L'uomo ferito è Antonio Pisano, 39 anni, in quella che assume sempre di più i contorni di una esecuzione. Originario di Catania, la vittima era residente a Rivarolo Canavese, in provincia di Torino. Sul posto è intervenuta la squadra mobile della questura del capoluogo piemontese. L'uomo era stato sottoposto a un delicato quanto inutile intervento chirurgico d'urgenza per fermare l'emorragia interna provocata dai proiettili. Secondo alcune testimonianze, a sparare da distanza ravvicinata è stato un uomo che poi è fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce.

Uomo travolto e ucciso da un'auto Caccia al "pirata" a Pomigliano D'arco

Posted: 21 Nov 2012 12:02 PM PST

NAPOLI 21 Novembre 2012 Un uomo non ancora identificato è stato investito ed ucciso da un pirata della strada sulla Statale 162, nel tratto compreso tra Cercola e Pomigliano d' Arco. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la vittima è stata travolta da un'auto, che non si è fermata per i soccorsi, e successivamente da altre auto sopraggiunte. I carabinieri stanno ricostruendo l'esatta dinamica dell' incidente e raccogliendo elementi per identificare l' investitore.

Diego Preda stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via Mosè Bianchi

Posted: 21 Nov 2012 11:57 AM PST

MILANO 21 Novembre 2012 Un uomo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco per strada a Milano, in via Mosè Bianchi. Ad avvisare la polizia alcuni passanti. L'omicidio è avvenuto attorno alle 19,30, all'angolo tra via Alberto Mario e via Mosè Bianchi. L'avventore di un bar ha raccontato di aver sentito il rumore degli spari e di aver visto, uscendo dal locale, una persona che indossava un casco, allontanarsi di corsa. Inutili i tentativi del personale del 118 arrivato sul posto pochi minuti dopo. Per la vittima non c'era più nulla da fare. L'uomo ucciso è Diego Preda, avrebbe compiuto 69 anni mercoledì prossimo. Aveva un solo precedente risalente al 1982.

Giovanni Buscemi, 36 anni ha perso la vita in un incidente stradalefra San Donà di Piave e Venezia Est in direzione Venezia.

Posted: 21 Nov 2012 08:27 AM PST

Agrigento 21 Novembre 2012 Un agrigentino ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla A4, nel tratto compreso fra San Donà di Piave e Venezia Est in direzione Venezia. La vittima è Giovanni Buscemi, 36 anni, di Agrigento. Il suo Fiat Scudo si è scontrato con altri due mezzi pesanti rimanendo schiacciato. Il corpo del giovane è stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco. Vani i tentativi di rianimarlo. Il tratto autostradale è rimasto chiuso per quasi due ore in quanto i due mezzi pesanti, dopo l'urto, hanno invaso l'intera carreggiata.

Raffaele Mira maresciallo dei carabinieri in pensione è morto investito via Alfredo De Luca

Posted: 21 Nov 2012 06:55 AM PST

Ischia 21 Novembre 2012 Raffaele Mira, maresciallo dei carabinieri in pensione, è morto ieri sera investito da una Smart mentre attraversava la strada in pieno centro ad Ischia a via Alfredo De Luca. L'auto era guidata da una giovane donna, che è risultata negativa al test dell'etilometro. Delle indagini si sta occupando la Polizia. L'auto è stata sequestrata. (Ansa)" Un Amico sul posto: Giuseppe:smart maledette smart a che velocità guidava sta tipa o a cosa stava pensando per non accorgersi di un uomo che attraversava sulle strisce? vergogna.

Addio Dr. Angelo Galli lascia un vuoto nell'intera comunità bagnarese, che certamente non dimenticherà l'impegno, l'umanità e la disponibilità che hanno sempre caratterizzato la vita

Posted: 21 Nov 2012 06:30 AM PST

La Giunta comunale di Bagnara di Romagna ha appena diffuso una nota ufficiale in merito alla prematura e improvvisa scomparsa del Sindaco Galli: "In data odierna è venuto improvvisamente a mancare il dott. Angelo Galli, Sindaco di Bagnara di Romagna. Angelo Galli, già funzionario di banca, reggeva il Comune di Bagnara dalle consultazioni elettorali del maggio 2009. Persona di grande equilibrio e di profonda sensibilità, ha sempre vissuto in mezzo ai suoi compaesani attento nell'ascolto di tutti e sempre disponibile nei confronti di chiunque si fosse a lui rivolto. La sua morte lascia un grande vuoto non solo nella sua famiglia, ma in tutta la comunità che sta vivendo questo comune momento di dolore. La Giunta Comunale nell'esprimere gratitudine al Suo Sindaco, si impegna a operare seguendo il suo esempio di onestà e dedizione, nell'interesse dei Bagnaresi tutti. La salma sarà esposta al pubblico nella sala consiliare della Rocca Sforzesca sabato mattina, 24 novembre, a partire dalle ore 7.30. Alle ore 10.00 si svolgerà una commemorazione in presenza delle autorità. Alle ore 10.30 si svolgerà la cerimonia funebre nella Chiesa Arcipretale". E anche il Gruppo consiliare "Vivi Bagnara" esprime le proprie condoglianze alla famiglia in questo momento di grande dolore: "La morte del Dr. Angelo Galli lascia un vuoto nell'intera comunità bagnarese, che certamente non dimenticherà l'impegno, l'umanità e la disponibilità che hanno sempre caratterizzato la vita e l'azione di Angelo Galli.

Luca Giardino, 39 anni, ucciso da un incidente in bicicletta ha lasciato tutti ammutoliti.«Il sorriso di Luca lascia un vuoto incolmabile»

Posted: 21 Nov 2012 06:26 AM PST

C'era soltanto silenzio, ma anche tanta voglia di fare, ieri al commissariato di Borgo Roma. La morte dell'assistente capo Luca Giardino, 39 anni, ucciso da un incidente in bicicletta ha lasciato tutti ammutoliti. Perchè una morte così non te l'aspetti proprio. Ma la reazione dei colleghi è stata unita e composta. Si sono prodigati tutti per dare assistenza alla vedova, Giorgia, perchè quando qualcuno muore le pratiche da sbrigare sono tante, fastidiose e dolorose. E poi c'era da recuperare la sua arma, quella d'ordinanza e consegnarla. Formalità burocratiche che ti prosciugano anche le poche energie che ti restano quando hai già perduto qualcuno che ami e devi sopravvivere al dolore. E poi Giorgia voleva vedere il suo uomo. E così il dirigente del commissariato ha chiesto un favore agli addetti delle celle mortuarie di Borgo Roma. «Giorgia ha tanto insistito, non potevamo non accontentarla, per questo ringrazio tanto gli addetti alle celle. Non sarebbe stato compito loro, ma hanno fatto il possibile per sistemare Luca e mostrarlo alla moglie e anche alla mamma e a suo fratello. Luca è morto per colpa di un trauma cranico devastante: in sella alla sua bici da corsa è finito contro la cancellata che delimita via Casetta Volpare, alla Cola di Avesa. «Anche il questore ha voluto rendere omaggio alla salma», ha detto il dirigente del commissariato, che ieri ha passato la giornata a metà nel commissariato e l'altra a casa del collega defunto per alleggerire dalle formalità la famiglia. Parla lui, ma a nome di tutti, in quella grande famiglia che sa diventare la Polizia quando è colpita da un lutto. «Metta le mie dichiarazioni, ma non il mio nome, qui Luca manca a tutti. Io lo conoscevo ancora prima che arrivasse al commissariato, sapevo quanto tenesse a questo lavoro. Conoscevo anche suo padre. E quando un paio di anni fa Luca, dopo un incidente in Volante era stato trasferito al nostro commissariato aveva conquistato tutti. Era sempre con il sorriso sul volto, pronto alla battuta, mai arrabbiato. E che gli piacesse questo lavoro si vedeva eccome. Manca a tutti, oggi è stato un giorno davvero doloroso», ha aggiunto il dirigente ieri, «e non sarà che uno tra tanti, perchè quel posto vuoto commuove tutti». Il funerale dell'assistente capo Giardino sarà celebrato giovedì mattina alle 10 nella chiesa della Santissima Trinità. Alessandra Vaccari

Francesco Proscia trovato morto nelle campagne di Bitetto

Posted: 21 Nov 2012 05:45 AM PST

La notizia della scomparsa aveva fatto già il giro dei social network ed anche la Città era piena di volantini di richiesta di aiuto nelle ricerche da parte della famiglia. Oggi il triste epilogo della vicenda: Francesco Proscia non tornerà a casa. E' stato ritrovato morto nelle campagne vicino Bitetto, luogo dove viveva con i familiari e dove era stato visto l'ultima volta Lunedì mattina. Sono stati giorni di angoscia per i familiari che , tuttavia, non si erano dati per vinti utilizzando ogni strumento, dal web al passaparola, per la ricerca del ragazzo 31enne, studente alla Facoltà di Economia, indicando colore e tipo di auto con la quale Francesco si è allontanato e abbigliamento del giovane al momento della scomparsa. Parallelamente all'attività dei volontari, si sono svolte le ricerche degli inquirenti che, stamane, alle primi luci dell'alba, hanno condotto al ritrovamento del corpo. L'ipotesi più accreditata, al momento, è quella del suicidio, anche se oscuri sarebbero ancora i motivi che avrebbero spinto il ragazzo a tale gesto. Quello che si sa è che Francesco, poco prima di allontanarsi, aveva effettuato una visita medica. È su questa e altre piste che si stanno muovendo gli agenti, i quali, tuttavia, al momento non hanno ancora escluso nessuna possibilità. Sul suo profilo facebook campeggia ancora la canzone che Francesco ha postato poco prima di allontanarsi "Don't you worry child", "Non preoccuparti ragazzo, il Paradiso ha un piano per te".

Pierpaolo Boetto elettricista di 39 anni di Battaglia Terme si impiicca per un debito di 25.000 euro." Comuni non l'hanno pagato

Posted: 21 Nov 2012 05:33 AM PST

PADOVA - Un debito di 25mila euro con un fornitore e quell'ingiunzione di pagamento ha tolto la serenità ad un elettricista di 39 anni di Battaglia Terme, in provincia di Padova, spingendolo a togliersi la vita.
L'imprenditore si è impiccato nel capannone della sua ditta a Battaglia. L'ha trovato senza vita la segretaria. E pensare che aveva crediti con due Comuni padovani. Ci sarebbe il profondo stato di angoscia per un decreto ingiuntivo di pagamento di 25mila euro da parte di un fornitore, scrive il Gazzettino, all'origine del suicidio del titolare di una piccola ditta elettrica, un 39enne che si è tolto la vita ieri impiccandosi nella propria azienda, a Battaglia Terme (Padova).

Il corpo di Pierpaolo Boetto è stato scoperto dalla segretaria dell'azienda. A indicare quel debito fra le cause del gesto è stata la compagna dell'uomo, sentita oggi dai carabinieri di Monselice, il centro della bassa padovana dove i due vivevano. Boetto, che alcune ore prima del suicidio era parso tranquillo parlando al telefono con la compagna, vantava diversi crediti, il cui importo è però ancora in fase di valutazione da parte dei carabinieri. Ora gli uomini dell'Arma hanno consegnato il loro rapporto al pubblico ministero Vartan Giacomelli, titolare dell'indagine, per ora senza ipotesi di reato né alcun nome nel registro degli indagati. Tra i debitori dell'impresa gestita dall'imprenditore suicida vi sarebbero anche due Comuni del Padovano. Resta da accertare la relazione tra questa situazione di crediti vantati verso i clienti e i debiti che l'uomo avrebbe maturato con i fornitori. L'uomo non avrebbe lasciato messaggi scritti utili a capire quanto i problemi economici abbiano influito sul suicidio.

COMMENTI
Un altra vittima della crisi in cui ci ha trascinato questo governo, un altra vittima delle banche... Questo anche per il vizietto degli italiani di pagare a rate ogni cosa, io sono sempre stato dell'avviso che prima vedere moneta e poi dare cammello, e se tu non compra cammello io mangia cammello.

pubblicare queste notizie e' un modo per denunciare la situazione. E' un fatto troppo grave per essere tralasciato. Se poi si teme l'emulazione, allora andrebbero escluse anche tutte le news riguardanti omicidi. La crisi esiste, ma questo non m' impedisce di biasimare chi non sa rinunciare alle cose meno necessarie, e pretende anche di essere compatito. Caffe' & cornetto tutti i giorni «so' soldi!»

basta lavorare per ditte o aziende pubbliche per poi prendere i soldi se ti va bene dopo 8- 10 mesi, e nel frattempo hai già pagato le tasse ed il materiale. Monti non ci voleva tanto a capire che a tirare avanti l'italia no siete voi e vostra ciurma ma gente comune. commento inviato il 21-11-2012 alle 12:24 da davedave questi uomini che si tolgono la vita mi muovono a compassione da un lato e mi infastidiscono dall'altro: ci pensano alle compagne, ai figli e alle mogli che lasciano da sole ad affrontare la stessa situazione che li ha portati a suicidarsi?
...e la crisi non c'è perchè la gente va al bar alle 10 di mattina a bere un cappuccino ???? Bravo, continua a mettere la testa sotto la sabbia e vedrai che le cose si aggiustano da sole!! commento inviato il 21-11-2012 alle 10:33 da hanuman69 I piccoli imprenditori pagano per non essere uniti e solidali Mi addolora quest'altra tragedia. Una volta ero anch'io un piccolo imprenditore. E quando in passato ebbi a dire in una riunione di categoria che era ora di finirla di entrare in ascensore con il borsello per arrivare all'ottavo piano dell'assessore regionale e poi ridiscendere a mani vuote, mi isolarono tutti, e l'allora presidente dell'associazione m'invitò a non rivolgergli più la parola. In sostanza di togliermi di mezzo. Io poi fui fatto fuori dal sistema politico-giudiziario dai connotati mentali mafiosi di questo Stato italiano che mi fece fallire dopo che avevo subito quattro attentati e avevo avuti bloccati i finanziamenti, così trasferendo per decreto alla regione tutto il complesso aziendale della mia azienda, concessioni, finanziamenti, personale e utenza, per farla amministrare da un consiglio di dieci professionisti, cinque consiglieri e cinque amministratori, per evidenti fini clientelari e scambio di voto per assunzioni. Il tutto con l'avallo della Magistratura. Oggi pertanto i piccoli imprenditori pagano pesantemente pure per l'incapacità di essere uniti e non degli individualisti quasi isterici, e per avere negli anni in modo servile ma anche mercenario dato credito a dei predoni politici e istituzionali che dimorano da sempre nel nostro Stato. E purtroppo, quei piccoli imprenditori che ancora non soccombono, in molti continuano persino a stare alla finestra a guardare chi tra loro cede per primo, magari per impossessarsi dei suoi beni all'asta. commento inviato il 21-11-2012 alle 10:17 da Adduso Molte ditte inguaiate per crediti non onorati Credo che le imprese non dovrebbero più accettare di lavorare per le aziende pubbliche senza un impegno sottoscritto di riscossione entro un massimo di 90 gg. Ci sono imprese che aspettano da oltre due anni ed alla fine ricevono solo un piccolo acconto. Credo che la legge debba tutelare i creditori così come tutela i crediti degli enti pubblici. Pierpaolo Boetto è solo l'ennesima vittima della burocrazia italiana. commento inviato il 21-11-2012 alle 09:58 da angeluzzo penso che... si potrebbe anche smetterla di diffondere questo tipo di notizie di continuo.. non vedo che fine utile possa avere divilgare la conoscenza di questi episodi che meriterebbero forse il dovuto rispetto e privacy.. con la marea di persone disperate a causa di questo bruttissimo momento che stiamo vivendo il continuo divulgamento di queste notizie potrebbe non essere d'aiuto.. sarebbe bello riappropriarsi di quel sendo di etica che un tempo ci apparteneva... l'informazione è una cosa ..questo sensazionalismo che non guarda in faccia nessuno non ha nulla a che fare con l'informazione.. poi ..un pò di buonsenso non guasta mai...se solo la gente si fermasse a pensare alle possibili conseguenze di qaunto fa..

Giorgio Quati ha ucciso la moglie, Rosa Fusini, il suocero Luigi Fusini e si tolto la vita

Posted: 21 Nov 2012 05:23 AM PST

VERONA 21 Novembre 2012 Quella che ha tutta l'aria di una strage familiare è avvenuta tra Verona e la vicina Negrar. Tre persona sono morte in quello che sarebbe un doppio omicidio e suicidio. Secondo una prima ricostruzione un uomo avrebbe sparato e ucciso la moglie, quindi sarebbe andato dal padre della donna a Verona e lo avrebbe ucciso per poi rivolgere l'arma contro sè stesso dopo aver avvisato il 113. Sul luogo del secondo omicidio si sta recando il magistrato di turno mentre agenti della squadra mobile e della polizia scientifica sono al lavoro nelle due abitazioni dove sono stati compiuti i delitti. Il padre del presunto omicida-suicida abitava nel quartiere Santa Lucia di Verona. LE VITTIME Le vittime del duplice omicidio e suicidio di Verona sono marito e moglie e il padre della donna e non dell'uomo come appreso in un primo momento. L'omicida suicida era Giorgio Quati di 63 anni che ha sparato prima alla moglie, Rosa Fusini nella loro abitazione a Negrar, e poi ha ucciso il suocero quasi centenario Luigi Fusini nella sua casa di verona. L'omicida, prima di rivolgere l'arma su sè stesso, aveva chiamato il 113 raccontando quanto era accaduto. Ancora oscure le motivazioni del gesto.
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