domenica 30 settembre 2012

Santina Onida muore mentre le medicano una fistola

SASSARI 30 Settembre 2012 Doveva sottoporsi a un banale intervento per l’eliminazione di una fistola dal braccio destro. È morta all’improvviso sotto gli occhi dei medici con i quali aveva parlato fino a pochi istanti prima. Sarà una inchiesta della magistratura, alla quale si sono rivolti i familiari, a fare chiarezza sulle circostanze e le eventuali responsabilità nella morte di una quarantenne di Anela deceduta venerdì in uno degli ambulatori del Policlinico Sassarese. Santina Onida, classe 1969, era arrivata dal paese del Goceano insieme a una nipote diciannovenne. Ed è stata proprio la ragazza, che aspettava la zia in camera, a ricevere da un medico la notizia della sua morte. Una fine inspiegabile alla quale il sostituto procuratore della Repubblica Paolo Piras intende dare una risposta con l’autopsia, che sarà eseguita la prossima settimana nell’istituto di Patologia forense dell’Università di Sassari dove il corpo di Santina Onida è stato trasferito. La famiglia della donna si è rivolta all’avvocato Stefano Carboni che ha presentato un esposto alla Procura. I parenti della donna non accusano nessuno, ma vogliono sapere la verità. Ieri mattina la magistratura ha avviato la macchina degli accertamenti. In attesa della nomina di un consulente d’ufficio per l’esame autoptico, il magistrato titolare della inchiesta ha disposto il sequestro della cartella clinica e di tutta la documentazione necessaria per ricostruire la vicenda. Nessun nome è stato iscritto nel registro degli indagati. Santina Onida mercoledì 19 settembre aveva subìto un piccolo intervento in day hospital per la eliminazione di una fistola. Tutto era andato bene e la donna era stata dimessa dopo poche ore, ma il braccio le faceva molto male. Quattro giorni fa la quarantenne era tornata dal chirurgo che l’aveva operata. Il medico aveva prescritto un antidolorifico e aveva detto alla paziente di ritornare dopo due giorni se la situazione non fosse migliorata. Venerdì mattina, accompagnata dalla nipote che era anche una sua grande amica, la donna si era presentata al Policlinico. Il secondo intervento consisteva nella ripulitura a fondo della ferita. Cosa sia accaduto dal momento dell’ingresso nell’ambulatorio al momento della morte è un mistero. Alla donna sarebbe stato somministrato un anestetico locale, lo stesso che le era stato dato la settimana prima, ma all’improvviso Santina Onida ha perso i sensi. Il dramma si è consumato in pochi istanti e poco dopo, nella stanza dove aspettava la zia, un medico avrebbe detto alla nipote: «Purtroppo la paziente è deceduta». La ragazza è stata colta dalla disperazione e ha avuto bisogno di assistenza medica. Ieri mattina la polizia giudiziaria incaricata dal sostituto procuratore ha interrogato il personale sanitario presente nell’ambulatorio al momento della morte di Santina Onida. La donna conosceva molto bene, suo malgrado, gli ambienti ospedalieri. La quarantenne era infatti affetta da una patologia che la costringeva a sottoporsi ogni pochi giorni ad accertamenti. Le sue condizioni di salute erano quindi costantemente monitorate. In attesa di sapere cosa abbia provocato la fine della loro familiare, la madre e i fratelli di Santina Onida si sono chiusi nel loro dolore. Uno strazio che la famiglia Onida ha vissuto pochi mesi fa per la morte prematura di una sorelladi Santina. La comunità di Anela si è stretta intorno alla famiglia, molto conosciuta e stimata

Michele Pezzo, 50 anni, di origini veneziane ma residente a Marano Vicentino in via IV Novembre 100.Trovato morto

VICENZA 30 Settembre 2012 Ancora sangue sulle strade dell’Alto Vicentino. A perdere la vita questa volta un cinquantenne che stava rientrando a casa a notte fonda. Erano infatti passate da poco le tre e mezzo di sabato mattina quando in via del Terziario, a Thiene, la Ford Fiesta guidata da Michele Pezzo, 50 anni, di origini veneziane ma residente a Marano Vicentino in via IV Novembre 100, proprietario del bar "Porta Breganze" a Marostica in via Mazzini, dopo avere superato la curva a sinistra davanti al centro commerciale Carrefour, è uscita di strada ed è finito nel campo fra la strada e la recinzione della concessionaria Renault "Rigoni-Franceschetti". L'auto si è poi ribaltata, andando a finire contro un palo in cemento dell'Enel. Michele Pezzo è morto nell'urto e per estrarlo dai rottami dell'auto si reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco di Schio.

Marco Bellotto, 46 anni, avvocato, scrittore e missionario, è stato trovato morto in Africa.

PADOVA 30 Settembre 2012 Marco Bellotto, 46 anni, avvocato, scrittore e missionario, è stato trovato morto in Africa. Una telefonata di prima mattina, arrivata dall'ambasciata d'Etiopia a Roma. Poche frasi di circostanza, ma sufficienti comunque per gettare nel baratro della disperazione Genesio e Paola Bellotto, gli anziani genitori dell'avvocato penalista, tragicamente scomparso in terra africana. Sono stati loro, e le altre due figlie, Barbara e Marta, a dover intraprendere, dalla loro abitazione di via Fasolo a Montegrotto (Padova), un doloroso calvario telefonico con le istituzioni italiane e straniere, per capire cause e dettagli della morte del congiunto. Le autorità etiopi, infatti, si sarebbero limitate a comunicare la morte dell’avvocato senza fornire dettagli. Pare, comunque, che non si sia trattato di un omicidio. Potrebbe essere una disgrazia, ma chi lo aveva sentito di recente racconta anche di una persona che stava passando un momento difficile. Incredulità a Padova e a Montegrotto. Il papà dell'avvocato scomparso era stato infatti sindaco del centro termale negli anni '60, a capo di un esecutivo guidato dalla Dc. Marco, nato e cresciuto a Montegrotto, era ricordato da tutti come un giovane brillante, aperto e generoso, come poi ha dimostrato l'evolversi della sua carriera professionale. Dopo il diploma al Tito Livio, si era laureato in giurisprudenza a Bologna, vincendo successivamente un dottorato di diritto penale a Parma. Dal '93 il giovane aveva cominciato a distinguersi nelle aule giudiziarie come avvocato penalista. Sino a quando nel 2000, dopo una crisi professionale, aveva deciso di congedarsi momentaneamente dalla toga, per affrontare un'esperienza di volontariato in Ghana, e lavorare in una missione dei padri comboniani. Senza alcuna nostalgia per i tribunali, Marco aveva sperimentato pure la sua capacità creativa anche nella narrativa. Sullo stile di giallisti forensi come Grisham e Scott Turow, aveva pubblicato nel 2003 per la casa editrice Sironi, il thriller, "Il diritto di non rispondere", che gli valse il premio nazionale "Calvino" per racconti inediti. Il suo talento letterario ha poi trovato conferma, tre anni fa, con la pubblicazione, per Marsilio, del suo secondo romanzo "Gli imitatori". Né la professione forense, né l'affermazione letteraria, sono stati tuttavia capaci di sopprimere il richiamo del Terzo mondo e i progetti di impegno sociale. Che da qualche anno l'hanno visto protagonista, in Etiopia di un'importante operazione finalizzata all'acquisto di una piantagione di caffè con con cui promuovere l'emancipazione economica degli abitanti di un villaggio locale. Uno slancio di generosità ed impegno che rende ancor più incredula una cosi tragica fine.

Ada Cerquetti e Paolo Marconi MASSACRATI IN UN

MACERATA 30 Settembre 2012 L'ennesima, brutale aggressione a due persone inermi, e la mente va subito al duplice omicidio di Lignano. Non vi sono infatti ormai più dubbi sul fatto che Ada Cerquetti, 73 anni, e il marito Paolo Marconi, più grande di lei di 10 anni, malato di Alzheimer, siano stati uccisi a coltellate da uno o più balordi nella loro abitazione nelle campagne di Montelupone, a Fonte Janni. I corpi sono stati trovati da una delle due figlie della coppia, la minore, che era andata a prendere i genitori come ogni domenica per accompagnarli a messa. Ada Cerquetti era a terra in una pozza di sangue; varie ferite da arma da taglio erano anche sul corpo di Marconi, rinvenuto accanto all'uscio di casa, forse in un disperato tentativo di fuga o per chiedere aiuto. Come è pure possibile che sia stato l'anziano ad aprire all'assassino o agli assassini e che sia stato subito aggredito, mentre la donna potrebbe essere stata uccisa successivamente. Entrambi ex agricoltori, i due erano conosciuti e benvoluti nel circondario, e sicuramente non così benestanti da giustificare una rapina. Questa, tuttavia, è una fra le piste battute dai carabinieri di Civitanova Marche guidati dal capitano Domenico Candelli. In un primo momento, si era pensato a una tragedia familiare, un omicidio-suicidio, ma evidentemente le lesioni riportate dai due anziani sono state considerate compatibili con un duplice omicidio. DUPLICE OMICIDIO La casa era in disordine, ma è ancora presto per dire se sia stato portato via qualcosa, e non sarebbero stati riscontrati segni di effrazione. Sempre stando a indiscrezioni, i militari avrebbero trovato anche un bastone, che però non sarebbe l'arma del delitto. I carabinieri hanno subito cinturato l'area e attuato una vasta battuta nel terreno circostante. Nel pomeriggio, hanno chiesto ai vigili del fuoco una cellula fotoelettrica, per poter proseguire i rilievi - con i tecnici del Racis di Roma - anche nella notte. Cercano tracce, impronte lasciate dagli assassini, che con ogni probabilità hanno agito questa mattina presto, all'alba, se non addirittura ieri sera, fuggendo poi a piedi almeno per un lungo tratto (nelle immediate vicinanze del casolare, cui si arriva da stradine sterrate, non ci sarebbero segni di pneumatici). Gli investigatori stanno ascoltando i conoscenti della coppia e possibili testimoni. Sotto choc le figlie Aldesina e Orietta, che abitano vicino alla casa dei genitori, un bel casolare su due piani immerso nella campagna e piuttosto isolato. Sul posto il pm di Macerata Andrea Belli e il medico legale Antonio Tombolini.

sabato 29 settembre 2012

Addio Mariagiulia Castelli in Cairo mamma del Presidente del Torino Urbano Cairo

Un grande lutto ha colpito il Torino Football Club. Questa mattina è mancata all'affetto dei suoi cari la signora Mariagiulia Castelli in Cairo. La signora Cairo, mamma del Presidente e moglie del vice Presidente Giuseppe, è sempre stata un'orgogliosissima tifosa granata, sin dai tempi del Grande Torino. Nel momento di maggior difficoltà del Torino, nel 2005, fu determinante per l'arrivo del dott. Urbano Cairo alla guida della Società. Per anni ha fatto parte del CdA del Torino Football Club. Domani, a Bergamo, verrà ricordata con un minuto di silenzio allo stadio "Azzurri d'Italia", prima di Atalanta-Torino, e la squadra giocherà con il lutto al braccio.

Un uomo di 42 anni è morto in un incidente stradale avvenuto in località Sella di Corno nel territorio del comune di Scoppito.Non ha evitato un cavallo

L'AQUILA 29 Settembre 2012 Un uomo di 42 anni è morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto in località Sella di Corno nel territorio del comune di Scoppito (L'Aquila). L'uomo viaggiava a bordo di una vettura insieme ad altre due persone e non è riuscito ad evitare un cavallo che si trovava nella sede stradale. Nell'impatto l'uomo è morto e gli altri occupanti dell'auto sono rimasti feriti. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, sanitari del 118 e i vigili del fuoco

Domenico Ianni, di 42 anni, di Gioia Tauro, è stato ucciso in un agguato compiuto a Seminara

REGGIO CALABRIA 29 Settembre 2012 Un agricoltore Domenico Ianni, di 42 anni, di Gioia Tauro, è stato ucciso ed un suo collaboratore di nazionalità bulgara, E.Z. (51), è stato ferito in un agguato compiuto a Seminara, nel reggino. I due uomini sono stati raggiunti da alcuni colpi di fucile al volto. La vittima era incensurata. E.Z. è stato portato nell' ospedale di Polistena in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che, al momento, non escludono alcuna ipotesi. IL DELITTO Il delitto è stato commesso in località Bizzoli di Seminara, una zona di aperta campagna. Sul posto sono intervenuti gli esperti della scientifica dei carabinieri che stanno effettuando rilievi alla ricerca di eventuali tracce lasciate dagli assassini. Anche grazie al loro lavoro, gli investigatori dell'Arma contano di ricostruire in breve la dinamica dell'agguato. I carabinieri stanno adesso cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima e del ferito per cercare di risalire al movente dell'agguato. Il ferito è stato portato negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Le sue condizioni sono molto gravi.

venerdì 28 settembre 2012

Fabio Vezzoli 32 anni nn ce l'ha fatta è morto dopo 10 giorno al suo incididente in moto

Non ce l'ha fatta. Fabio vezzoli, il 32enne di Capriolo che lo scorso 18 settembre si era schiantato in motocicletta dopo un malore è morto giovedì pomeriggio. Il suo cuore ha smesso di battere appena prima delle 17 nel Secondo Centro di Rianimazione dell'Ospedale Civile di Brescia. Come accennato l'incidente era avvenuto il 18 settembre, intonro alle 7 del mattino. Fabio Vezzoli stava percorrendo via Sarnico, asse che collega Paratico e Capriolo, per recarsi al lavoro. Nei pressi della rotatoria che delimita l’ingresso nel centro storico, Fabio Vezzoli è stato colto da un malore: la sua Ktm, improvvisamente, si è afflosciata al suolo senza che il centauro opponesse resistenza. Forse già svenuto, forse solo dolorante, il 32enne è caduto con violenza a terra. La gravità della situazione, con il giovane a terra e privo di coscienza, ha fatto subito scattare la chiamata alla centrale operativa del 118.In pochi minuti l’elisoccorso di Brescia è arrivato in Franciacorta. I sanitari hanno provato immediatamente a rianimare il 32enne, che continuava a non rispondere, e l’hanno quindi trasportato d’urgenza alnosocomio cittadino. Purtroppo dopo dieci giorni Fabio ha smesso di lottare. Con quello accaduto a Paratico salgono a 65 i morti sulle strade nel 2012, di cui 24 in motocicletta.

ADDIO PIERLUIGI VIGNA, GIUDICE ANTIMAFIA: AVEVA 78 ANNI. "LUCIDO FINO ALLA FINE"

FIRENZE 28 Settembre 2012 L'ex procuratore nazionale Antimafia Pierluigi Vigna è morto oggi a Firenze. Lo apprende l'Ansa da fonti qualificate. Vigna, 79 anni, che è stato a lungo procuratore della Repubblica nel capoluogo toscano, era ricoverato al Centro Oncologico Fiorentino Villa Ragionieri, la struttura della quale era presidente. Vigna era ricoverato al Centro Oncologico Fiorentino 'Villa Ragionieri' da circa due settimane, assistito dalla moglie Silvia, dal figlio Leonardo e dalle due sorelle. La figlia del magistrato vive negli Usa ed era stata pochi giorni fa a fare visita al padre prima di tornare a New York. Chi gli è stato vicino fino agli ultimi giorni lo definisce «lucido fino alla fine». Vigna sarà cremato, dice la stessa fonte, «come da suo desiderio». NAPOLITANO: «ERA UN GRANDE PUNTO DI RIFERIMENTO» «Ho appreso con commozione la triste notizia della scomparsa del dottor Pierluigi Vigna, magistrato di grande prestigio che ha speso la sua vita con appassionato impegno e assoluto rigore al servizio dell'amministrazione della giustizia». Lo scrive in un messaggio di cordoglio alla vedova, signora Silvia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Magistrato di profonda cultura giuridica e capacità professionali - scrive ancora il capo dello Stato - Vigna è stato in prima linea nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ricoprendo a lungo le funzioni di Procuratore nazionale antimafia e fornendo importanti contributi nell'individuazione di efficaci strumenti di contrasto dei più pericolosi fenomeni criminali. A lei, gentile signora, ai suoi figli e alla Magistratura tutta, che perde una esemplare figura di riferimento, esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza, nel forte ricordo personale di molteplici occasioni di incontro e di collaborazione istituzionale che mi diedero modo di conoscerlo da vicino e apprezzarlo grandemente». SEVERINO: «MAGISTRATO STRAORDINARIO» Un minuto di silenzio per ricordare Piero Luigi Vigna, definito dal ministro della Giustizia Paola Severino «magistrato straordinario». È accaduto Trieste, nel corso del XIV Congresso ordinario dell'Unione delle camere penali italiane, presente anche il presidente del Senato Renato Schifani. Il Guardasigilli che Vigna, in «un'epoca così difficile per la vita del Paese, ha saputo approfondire, ma sempre rimanendo rispettoso della legge e delle garanzie che la legge assicura a tutti coloro che si devono difendere. Lo ricordo con particolare intensità e affetto, » ha concluso Severino. PISAPIA: «IMPEGNATO PER LA LEGALITÀ» «Cordoglio per la scomparsa di Pier Luigi Vigna, che nel corso della sua decennale attività di magistrato si è sempre impegnato per la difesa della legalità e della democrazia». Lo afferma in una nota il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. «Per molti anni è stato in prima linea nella battaglia antimafia guidando la Procura Nazionale - ricorda il sindaco -, contribuendo in modo decisivo all'arresto e alla condanna di importanti esponenti della criminalità organizzata. È stato un grande oppositore delle mafie. Di lui ricorderemo sempre la grande professionalità e la profonda umanità». RENZI: «GRANDE RIGORE MORALE» «La scomparsa di Piero Luigi Vigna è una perdita che colpisce e addolora non solo i fiorentini ma l'Italia intera, perchè la sua figura incarnava il rigore morale, la difesa della legalità e il senso delle istituzioni, sempre accompagnate da grande umanità». Lo ha dichiarato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, alla notizia della morte dell'ex magistrato fiorentino. «Era un grande magistrato - ha detto - e un grande uomo. Ho avuto il privilegio di avere la sua amicizia e i suoi preziosi consigli ed oggi sono profondamente commosso». In una nota Renzi ha ricordato che «nella sua lunga carriera in magistratura, svolta in massima parte a Firenze, Vigna si è occupato e ha ottenuto rilevantissimi risultati in alcune delle inchieste più impegnative e difficili del nostro paese, dal terrorismo ai delitti del 'Mostrò, dal traffico di armi e droga fino alla lotta alla mafia, con le indagini sulla strage di via dei Georgofili che tanto ha segnato la nostra città. Ed insieme, ha dimostrato sempre anche uno straordinario impegno civico con la sua città. Alla sua famiglia, la moglie Silvia, ai figli l'abbraccio mio personale e di tutta Firenze».

giovedì 27 settembre 2012

Claudio Lovato, 51 anni muore in un incidente tornando dal lavoro

SEZZE 27 Settembre 2012 Tornava a casa dopo il turno di lavoro, alla guida della sua vecchia Fiat Panda. Una strada percorsa centinaia di volte da Claudio Lovato, 51 anni residente a Pontinia. Pochi chilometri, fino a Latina e ritorno. Ma ieri all’incrocio della Storta, al confine tra il territorio di Sezze e Latina, sull’Appia un furgone condotto da un cittadino romeno con altri connazionali a bordo ha centrato in pieno la vecchia utilitaria e per Claudio Lovato nel c’è stato nulla da fare. Forse lo straniero non ha dato la precedenza, in ogni caso sarà la Stradale ad appurare le responsabilità. Ma per Claudio Lovato non c’è stato nulla da fare. Gli uomini del 118 hanno solo potuto constatare la sua morte. Sul luogo della tragedia sono arrivati poco dopo i familiari dell’operaio che abitava a poche centinaia di metri dalla Storta che è un incrocio tristemente noto per l’alto numero di incidenti molti mortali.

Odontotecnico 58 anni si spara togliendosi la vita per i debiti, lascia una lettera ai figli: «Perdonatemi per quello che ho fatto»,

PADOVA 27 settembre 2012 Un altro suicidio per debiti in Veneto dopo i due artigiani che si sono tolti la vita nel Veneziano nei giorni scorsi. Non ce la faceva più a saldare le rate di un mutuo acceso alcuni anni fa per ristrutturare il suo studio di odontotecnico l'uomo suicidatosi ieri alle 23 a Padova, in una stradina isolata del quartiere Guizza. «Perdonatemi per quello che ho fatto», ha lasciato scritto su un ultimo biglietto ai familiari l'odontotecnico di 58 anni, che abitava poco lontano dal luogo del ritrovamento del cadavere. Si è tolto la vita con un colpo di pistola al cuore. Il corpo è stato rinvenuto iera sera dalle pattuglie di carabinieri e polizia, poco prima della mezzanotte, accanto al portone d'ingresso di una villa in via Bosco Wollemborg. Nel biglietto d'addio l'odontotecnico raccomanda ai figli di «non fare il passo più lungo della gamba», e chiede scusa ai famigliari per il suo gesto, aggiungendo un ultimo pensiero per la moglie. Secondo quanto si è appreso, all'origine del suicidio vi sarebbero state le difficoltà che l'uomo aveva nel pagare un mutuo acceso anni fa per ristrutturare ed ingrandire il laboratorio di odontotecnico che aveva ricavato nelle pertinenze della propria abitazione.

Federica D’Este, 40 anni muore in un terribile incidente davanti a Marito e figlia

VENEZIA 27 Settembre 2012 Tragedia familiare ieri sera a Mestre poco dopo le 7 a un incrocio. Un'auto con a bordo un'intera famiglia si è schiantata a un incrocio. Ha perso la vita sul colpo Federica D’Este, 40 anni, mentre il marito di 42 anni e la figlioletta di quattro sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale. La Renault Scenic della famiglia è stata presa in pieno da una Skoda Octavia con a bordo due ragazzi di origine albanese di 22 e 20 anni, residenti a Marghera. Le indagini sull'accaduto cercheranno di chiarire la dinamica dell'incidente, ma da una prima ricostruzione sembra che l’impatto sia stato provocato dal mancato rispetto del rosso al semaforo. Ai soccorritori giunti tempestivamente sul luogo dello scontro non è rimasto altro che constatare il decesso della donna mentre le condizioni dell'uomo e della bambina non sarebbero gravi. Al Pronto soccorso per una frattura al braccio anche uno degli occupanti della station wagon.

MADRE SI GETTA COL FIGLIO DAL 4° PIANO E MUORE. GRAVE IL BIMBO

GENOVA 27 Settembre 2012 Dramma nel centro di Genova. Una madre con il figlio in braccio si è tolta la vita gettandosi dal quarto piano, nella tromba delle scale, in un palazzo di via Carducci, nel capoluogo ligure. Stando a quanto dicono i soccorritori, la donna sarebbe morta e il figlio è gravissima. La donna era uscita dallo studio di un legale, secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, la signora aveva in precedenza litigato con il marito.

BIMBO IN CONDIZIONI DISPERATE È in condizioni disperate il bambino di 4 anni lanciato dalla madre da una finestra del quarto piano di un palazzo di Genova. Il piccolo è arrivato al Gaslini con choc emorragico avanzato e politraumatizzato. I medici lo stanno operando. È quanto si apprende dal Gaslini e da fonti investigative.
COMMENTI (3)
giustissimo!!!!!
...che colpa ne ha il bambino??? Gente che si dispera che non può averne...e questa se lo porta dietro per ammazzarsi????
Ma per carità....
commento inviato il 27-09-2012 alle 16:11 da ultrà1964
@soleluna
brava!!! era ora che qualcuno lo dicesse!!!
è un atto di egoismo puro. tutto si cura, si trova sempre una soluzione! SEMPRE!
poi se non vuoi curarti o trovare la soluzione arrangiati senza mettere di mezzo altri!
commento inviato il 27-09-2012 alle 14:14 da moni5

Non ci sono scusanti.
Se sei malata buttati da dove vuoi, ma tuo figlio non c'entra niente.

mercoledì 26 settembre 2012

Marco Canavese, 48 anni, originario di Mondovì ma residente a Valleggia, operaio, sposato e con un figlio di 13 anni, Diego.Muore in un incindente

«Pioveva molto forte, quello scooter andava piano. A un certo punto l’ho visto come barcollare, poi la persona che era in sella è finita a terra e la moto ha proseguito la sua corsa, arrivando dall’altra parte della strada». E’ la testimonianza-choc di un giovane che ieri pomeriggio, anche lui in moto, ha assistito all’incidente in cui ha perso la vita Marco Canavese, 48 anni, originario di Mondovì ma residente a Valleggia, operaio, sposato e con un figlio di 13 anni, Diego. L’uomo era molto conosciuto nella frazione - abitava in via Diaz - perché la moglie Claudia Gasco e la sorella di quest’ultima gestiscono da molti anni la latteria Lina in via San Pietro. Lui, invece, lavorava a Savona, nella stazione di Mongrifone, per una ditta appaltatrice delle Ferrovie che si occupa della manutenzione e pulizia dei treni. Un incidente «autonomo», quello di ieri pomeriggio a Valleggia intorno alle 16,30, che lascia spazio a molti dubbi, tanto che la famiglia, pur distrutta dal dolore, non esclude che il congiunto sia stato colpito da un malore mentre era ancora in sella allo scooter, un Kymko Dink 150. L’impatto con l’asfalto è stato fatale per l’operaio, che ha battuto il volto a terra in modo violentissimo e nell’urto ha perso anche il casco, finito a sua volta a poca distanza dalla moto. Quando è stato soccorso, pochi istanti dopo la caduta, Canavese aveva già cessato di vivere.

Raffaele Rubinacci, 52 anni preso dallo sconforto della crisi,si toglie la vita

VENEZIA 26 Settembre 2012 Rientra per pranzo e si trova di fronte a una scena terribile. Di quelle che purtroppo rimarranno indelebili nella memoria. Il suo compagno ha deciso di farla finita: senza averle chiesto aiuto, senza confidarle la disperazione e il disagio esistenziale dovuto - è l’unica ragione che trova come spiegazione a un gesto così terribile - qualche decina di migliaia di euro, forse 50mila. Di certo ci sono alcune cambiali protestate per mancanza fondi dell’importo di circa duemila euro inserite nella centrale di rischio interbancaria dal 2009 a carico del falegname specializzato anche nell’installazione e montaggio di cassaforti. Sono le tredici e trenta quando la donna, appena aperto l’ingresso di casa, rimane impietrita nel vederlo penzolare: ha legato una corda allo stipite della porta della cucina e formato il cappio se l’è stretto al collo lasciandosi andare a una ventina di centimetri dal pavimento. Non voleva crederci, nemmeno quando ha chiamato i soccorsi urlando la rabbia e lo sconforto: Raffaele Rubinacci, 52 anni compiuti a giugno, originario di Pomigliano d’Arco nel napoletano, residente in via Matteotti a Noale, era già morto. Nessun biglietto scritto, nessun sms inviato per preannunciare o motivare una scelta senza ritorno che insieme alla sua esistenza ha travolto anche quella della convivente e del figlio quattordicenne. La sua ditta artigiana, individuale, l’ha aperta nel 2006 e risulta tutt’ora attiva. Ma la crisi economica, specie negli ultimi due anni, l’ha minata alle fondamenta: alla difficoltà di trovare commesse anche quella di riuscire a farsi saldare i lavori eseguiti e completati. Una spirale feroce che forse apre la strada a una strisciante depressione deflagrata in tutta la sua potenza devastante ieri. Il giorno prima era accaduto a una trentina di chilometri di distanza, a Campagna Lupia, stesse premesse: a suicidarsi con un colpo di fucile al petto, un impresario edile di 47 anni, Livio Andreato, che sconvolto dal dover lasciare la casa dei genitori, venduta per far fronte ai creduti, tenta anche di farla saltare in aria saturandola col gas. Vicende umane e imprenditoriali intrecciate da un destino atroce dominato molto probabilmente dall’incapacità di trasmettere il disagio e da un senso di solitudine che esclude tutto e tutti, anche gli affetti più cari. Informata dell’accaduto, il magistrato di turno, Francesca Crupi, sulla base della relazione trasmessa dai militari della locale stazione dell’Arma ha archiviato il caso mettendo la salma a disposizione dei congiunti. Il sindaco Michele Celeghin, nell’apprendere la notizia, è rimasto comprensibilmente toccato: «Non conoscevo la vittima e non mi sento di pronunciare alcun commento. Ciò che posso e devo fare come primo cittadino e come uomo è di portare conforto per quanto possibile ai familiari oggi con una visita».

Adriano Marcuzzo 69 anni corre in strada per picchiare il nipote, un auto lo investe e lo uccide

UDINE 26 Settembre 2012 Inseguito in strada dallo zio armato di bastone, poi l'imprevisto: un'auto travolge entrambi gli uomini, il più anziano muore nell'incidente, il più giovane viene gravemente ferito. Il fatto è accaduto ieri sera a Bicinicco, in provincia di Udine. A perdere la vita il 69enne Adriano Marcuzzo, grave il nipote Samuele, di 45 anni, ora in prognosi riservata in ospedale. Fra i due sarebbe scoppiata una furibonda lite in casa, poi trasferita per la strada: il più giovane si sarebbe precipitato sulla via inseguito dal secondo ed entrambi sarebbero stati travolti da una vettura. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri.

Alessia Calvani, una ragazza di 15 anni che stava attraversando la strada sulle strisce a Latina scalo.Pubblicato il video dell'auto pirata della strada

LATINA 26 Settembre 2012 La notte del 2 settembre un'auto pirata travolse e uccise Alessia Calvani, una ragazza di 15 anni che stava attraversando la strada sulle strisce a Latina scalo. Adesso il video di una telecamera di sorveglianza, potrebbe dare una svolta alle indagini della polizia. Si vede una sequenza di macchine all’ora dell’investimento avvenuto in via della Stazione il 2 settembre scorso, un impatto a circa sessanta all’ora. LE IMMAGINI I due impianti di videosorveglianza non riprendono il luogo dell’incidente ma solo il passaggio dell'auto. Le immagini non sono di alta qualità, ma la poliiza ha comunque individuato l’auto che avrebbe investito Alessia, una Classe A di colore grigio. Uno degli elementi che supporta questa ipotesi è un particolare, lo stop allineato con i fari, tipico di quel modello. L'immagine è stata ripresa alle 23, 49 minuti e 58 secondi. Si legge solo la prima lettera della targa, una D: corrisponde al racconto di un testimone e al veicolo sul quale si concentra l’attenzione degli inquirenti, una Mercedes Classe A rubata la notte della tragedia e denunciata il giorno seguente. Questa macchina è l’unica, tra tutti i modelli uguali presenti in città, a non essere stata controllata perché mai trovata. Dai riscontri della polizia è emerso che il proprietario all’ora della tragedia era nella sua abitazione e nessun altro avrebbe potuto utilizzarla. POSSIBILI TESTIMONI Nel corso di una conferenza stampa la polizia stradale ha trasmesso le immagini, a bassa risoluzioni delle due telecamere: riprendono anche una Opel Corsa con a bordo due giovani che si fermano a un bar di via della Stazione. Ai due, che hanno di sicuro incrociato l’auto pirata, il dirigente Francesco Cipriano lancia un appello: “Probabilmente non sono consapevoli di poter fornire un apporto fondamentale alle immagini, per questo chiediamo di presentarsi nei nostri uffici”. Lo stesso appello viene rivolto al conducente di una berlina che si trova, dopo l’impatto, ad immettersi su via della Stazione, procedendo subito dopo la Classe A. L'AUTO PIRATA La pista della Mercedes è la più accreditata sulla base dei pochi elementi a disposizione. La polizia sta anche vagliando i tabulati telefonici relativi a quella zona. Ci sono però 10.878 utenze da controllare, nella speranza che il cellulare del pirata sia stato in attività. Alessia, travolta mentre attraversava la strada, è morta il giorno dopo in ospedale dopo lunghe ore di agonia. Inutili, fino ad ora, tutti gli appelli lanciati dalla famiglia al pirata affinché si costituisca.

martedì 25 settembre 2012

Renzo Cecchini morto nel campo sportivo di Sant'Alvise a Venezia colpito da un malore improvviso

Venezia 25 Settembre 2012 Un uomo dolce". Così la società sportiva Laguna Venezia 2011 ricorda Renzo Cecchini, 63 anni, che lunedì pomeriggio è morto nel campo sportivo di Sant'Alvise, a Cannaregio, per un malore. La tragedia alle 17.50 quando l'uomo, pensionato ed ex dipendente della Compagnia Lavori Portuali di Venezia, appena concluso un allenamento stava rimettendo in ordine l'attrezzatura. In pochi secondi si è accasciato a terra. La vittima, residente alla Giudecca, amava stare in mezzo ai bambini. Aveva scelto di fare l'assistente dell'allenatore dei più piccoli, quelli della categoria "Primi Calci". Il proprio tempo lo regalava in questo modo agli altri, aiutando a crescere nel rispetto delle regole le nuove generazioni di veneziani. Renzo Cecchini lavorava per la società Laguna Venezia da tre anni, prima invece era in forza all'Alvisiana. Una passione incrollabile per il calcio. In attesa dell'arrivo della idroambulanza alla vittima è stato praticato il massaggio cardiaco, ma ogni tentativo, anche del medico del Suem, è risultato vano. Dopo 35 minuti ai sanitari non è rimasto altro che constatare il decesso. "Renzo - afferma la società sportiva, che oggi in segno di lutto non svolgerà alcuna attività sul campo di Sant'Alvise - era un persona squisita, amava il calcio e stare con i bambini, soprattutto da quando era andato in pensione". Il 63enne lascia la moglie e due figli: "Renzo era dolce, paziente - conclude la società - Non si arrabbiava mai ed era sempre pronto ad aiutare chi ne aveva bisogno". Il pubblico ministero di turno Francesca Crupi nella serata di lunedì ha già disposto il nulla osta per i funerali.“

Gastone Carloni, operaio 46enne di Mondolfo.Muore in fabbrica incastrato tra i rulli

Pesaro, 25 settembre 2012 - Incidente sul lavoro alla Poliemme di Castel Colonna (Ancona): è morto Gastone Carloni, operaio 46enne di Mondolfo (Pesaro Urbino). L'uomo è rimasto incastrato fra alcuni rulli che lo hanno schiacciato. Inutili i soccorsi prestati dal 118, e dai vigili del fuoco. Sul posto per gli accertamenti i carabinieri e i funzionari del Dipartimento prevenzione dell'Asur. La Filctem Cgil e la Cgil di Ancona chiedono che venga fatta ''massima chiarezza'' sulle cause dell'infortunio. L'azienda produce polistirolo espanso.

Addio Brando Giordani aveva ideato programmi cult, quali 'Odeon' e 'Pronto Raffaella', nel corso della sua lunghissima carriera in Rai

I suoi programmi oggi ce li possiamo dimenticare. Brando Giordani è morto ieri a Roma, a 81 anni. Si può ricordarlo mettendo in fila i programmi che ha creato, spesso insieme a Emilio Ravel: tutti citano Odeon e Pronto Raffaella? e l’elenco è lungo. Dietro questi successi vi è stata la capacità di un giornalista di fare intrattenimento e di confrontarsi con tutti i generi della televisione. Non su una rete qualsiasi deputata alla sperimentazione, ma su Rai1, canale istituzionale per definizione. Brando Giordani l’ha cambiato sapendo mettere insieme qualità, misura, innovazione, anche tecnologica, ironia, in un’azienda pubblica che, perso il monopolio, si trovò a far fronte a una concorrenza senza canone ma priva delle sue troppe briglie. In questa Rai riformata e lottizzata (da non molto se ne è andato anche Massimo Fichera, la cui direzione di Rai2, per coraggio editoriale e indipendenza, resta senza eredi) Brando Giordani ha avuto la lungimiranza di rifondare l’offerta della prima rete del servizio pubblico aprendola a nuove fasce orarie, non per sfruttarle pubblicitariamente, quanto per seguire il pubblico in tutti i momenti della giornata, dalla mattina (Uno Mattina è una sua idea), all’ora di pranzo e al pre-serale. Niente a che vedere con la Rai1 dei nostri tempi, banale, provinciale e confessionale. Quello di Giordani era Spettacolo con la S maiuscola, che apriva la tv pubblica all’esterno, chiamando registi come Dino Risi per Odeon. I varietà di Giordani e Ravel riuscivano a tenere insieme tradizione, mancanza di autocensure, ascolto del pubblico, qualità del prodotto con l’introduzione di nuovi modelli. Oggi che la tv deve imparare a produrre programmi in grado di "girare" su tutte le piattaforme, un inventore di intrattenimento come Brando Giordani servirebbe come pochi altri.

Addio Franco Luison, ex portiere del Vicenza. Enorme il lutto nel mondo del calcio italiano e in particolare in quello vicentino

PADOVA 25 Settembre 2012 È Lutto morto oggi nella sua casa di Piazzola sul Brenta, all'età di 78 anni, Franco Luison, ex portiere del Vicenza. Enorme il lutto nel mondo del calcio italiano e in particolare in quello vicentino: con la squadra biancorossa Luison totalizzò 192 presenze,quasi tutte in serie A, giocando dal 1954 al 1959 e poi dal 1961 al 1969. Luison era malato da tempo. Nella sua carriera ha giocato anche con le maglie di Triestina e Rimini. Arrivò al Vicenza, all'età di 19 anni, nel 1953, assieme a un gruppo di giocatori con i quali vinse due edizioni del Torneo di Viareggio e poi rappresentò l'ossatura del Lanerossi che disputò 20 anni consecutivi in serie A. Tra questi c'era anche Sergio Campana, successivamente per 42 anni presidente dell'Associazione Italiana calciatori (ora è il presidente onorario), la cui grande amicizia con Luison, proseguì anche dopo aver lasciato il calcio giocato. Luison è passato alla storia del calcio italiano, in occasione di un Torino-Vicenza del 13 ottobre 1968, poi finito 0-0, per aver salvato la sua rete con un'acrobatica rovesciata sulla linea.

Addio Moizza Favaro, 38 anni non ce l'ha fatta nella dura lotta contro il Tumore

TREVISO 25 Settembre 2012 Quattro anni di lotta con un male inesorabile, fra piccoli spiragli di speranza e frequenti ricadute. Ma alle 16 di domenica, al Ca' Foncello, Moizza Favaro, 38 anni compiuti in aprile, un figlio di 7, si è dovuta arrendere. Moizza era sposata da 12 anni con Francesco Sartore, medico internista all'ospedale di Mirano. Il figlio della coppia, Davide, ha appena iniziato la seconda elementare a Quinto. La donna abitava e ha frequentato elementari e medie a Morgano. Poi si è diplomata al liceo scientifico Pio X, dove ha stretto forti rapporti con don Tiziano Ferronato e il professor Giuseppe Pandin. Si è quindi iscritta a Medicina e chirurgia all'Università di Padova. Qui era nel collegio del Cuamm - Medici con l'Africa, dove ha conosciuto Francesco, attraverso cui ha fatto un'esperienza medica di un mese in Tanzania che, tra le altre attività di ostetricia nei punti medici, l'ha vista far nascere un bambino in mezzo alla savana. La malattia, un tumore al seno individuato quattro anni fa e poi divenuto inarrestabile, nonostante tutte le cure portate avanti nel Centro oncologico di Aviano, non le ha permesso di completare l'università. Moizza si è fermata pochi mesi fa, mentre stava facendo tirocino proprio nell'ospedale di Treviso. Ha svolto per anni attività di volontariato all'Unitalsi di Treviso, in parrocchia a Quinto, dove ha coordinato alcuni corsi per fidanzati e, soprattutto, ha portato avanti con diverse associazioni le battaglie che le stavano a cuore: quella per sostenere l'allattamento al seno da parte di tutte le donne contrastando le violazioni, in particolare delle multinazionali, al Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno; quella contro i tumori e a favore di una dieta vegetariana basata su alimenti biologici come principio basilare per un'attività di prevenzione; quella per una corretta nutrizione dei bambini nei primissimi anni di vita. Sulla sua pagina Facebook ha creato una comunità di persone, da tutta Italia, che trattano questi argomenti e che ora stanno lasciando migliaia di messaggi. Oltre a Francesco e al piccolo Davide, Moizza lascia il papà Lino, la mamma Maria e il fratello Mauro, da anni collaboratore del Gazzettino di Treviso al quale vanno le condoglianze della redazione. Il rosario verrà recitato domani alle 18.30 in chiesa a Quinto. Il giorno dopo, giovedì alle 10.30, ci sarà il funerale. Infine, dopo la cremazione, riposerà nel cimitero di Morgano.

Alexandra Resur, 24 anni, hostess in servizio all'aeroporto di Trapani,muore in un terribile incidente nei pressi di via don Luigi Sturzo a Carini

PALERMO 26 Settembre 2012 Uno scontro mortale è avvenuto oggi a Carini, nelle vicinanze di Palermo. La vittima è una ragazza polacca di 24 anni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'auto su cui viaggiava si è scontrata nei pressi di via don Luigi Sturzo con un camion. Trasportata in elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo, è deceduta poco dopo. Illeso, invece, il conducente dell'autocarro. Sul posto i vigili urbani per i rilievi e i carabinieri. La vittima è Alexandra Resur, 24 anni, hostess in servizio all'aeroporto di Trapani, morta poco dopo l'arrivo all'ospedale Civico di Palermo. Insieme a lei, sull'auto scontratasi con un tir nei pressi di via don Luigi Sturzo a Carini, viaggiava anche un pilota di 30 anni, rimasto lievemente ferito. Illeso il conducente del camion

UOMO SI METTE IN GINOCCHIO SUI BINARI E SI FA TRAVOLGERE DAL TRENO

VIAREGGIO 26 Settembre 2012 Suicidio alla stazione di Viareggio, dove un uomo si è tolto la vita, lasciandosi travolgere da un treno in corsa. La vittima, secondo quanto riferito dai macchinisti, si è messa in ginocchio sulle rotaie: il conducente del Frecciabianca Torino-Roma ha tirato il freno di emergenza, ma l'impatto è stato inevitabile. L'uomo è stato trascinato per alcuni metri. La circolazione ferroviaria sulla linea ha subito ritardi per circa un'ora e mezza. I rilievi sono stati compiuti dalla polfer e dagli agenti del commissariato di polizia.

Vincenzo Tirico 21 anni muore sotto un autobus in un terribile incidente

Incidente mortale. Vincenzo Tirico era noto tra gli amici come Peppone Ancora un incidente mortale a funestare il weekend delle strade lucane. Dopo il terribile impatto che ha causato la morte di due uomini in Ferrari la sera di venerdì, ieri a perdere la vita è stato un ragazzo di 21 anni, Vincenzo Tirico, tra gli amici conosciuto come Peppone. Il centauro percorreva la statale 7, che collega Pescopagano a Castelgrande, quando per cause in corso di accertamento ha perso il controllo del mezzo, finendo sotto l’autobus che in direzione opposta avrebbe raggiunto, alle 17:30 Castelgrande. Sul posto sono immediatamente Carabinieri, Vigili del Fuoco e sanitari del 118, che però non hanno potuto far altro che constatare la morte del giovane.

Livio Andreato, imprenditore 47enne che si è ucciso sparandosi un colpo di fucile a causa di un tracollo economico

VENEZIA 25 Settembre 2012 Una storia drammatica quella di Livio Andreato, imprenditore 47enne che si è ucciso sparandosi un colpo di fucile a causa di un tracollo economico e poi personale. La fine di tutto inizia ieri pomeriggio quando verso le cinque i carabinieri insieme ai vigili del fuoco intervengono al civico 4 di via Gorizia, allertati dai residenti angosciati da un fortissimo odore di gas piuttosto persistente che sembra provenire proprio dalla villetta a due piani dei genitori di Livio Andreato con cui viveva e che l'imprenditore aveva dato in garanzia per pagare i creditori, dopo che la sua impresa di costruzioni, che dava lavoro a 5 persone, aveva chiuso i battenti tre anni fa sotto i colpi della crisi. GLI HANNO TOLTO LA CASA Purtroppo non era riuscito a onorare gli impegni e anche quell’ultimo bene di famiglia era stato venduto togliendogli l’unico rifugio, l’unica sicurezza, un mondo intero di affetti per di più creato dal padre e dalla madre. E proprio ieri il quarantasettenne doveva prelevare le ultime cose - il trasloco dei mobili era già stato effettuato - per lasciare libero l’immobile e consegnarlo al nuovo proprietario. Chissà quali pensieri gli avranno oppresso la testa: forse voleva distruggere ogni cosa per non vedere altri dentro le stanze che lo avevano visto bambino e poi giovane pieno di speranza e fiducia in un futuro di intraprendenza e lavoro, o forse voleva rimanere sepolto fra le macerie vendicandosi così di un destino cinico e insensibile. Non è stato facile per militari e pompieri disinnescare quella che era stata trasformata in una vera e propria bomba dato che l’abitazione era stata saturata di metano tanto che sarebbe bastata anche una piccolissima scintilla per provocare un’esplosione devastante. L’intervento è stato eseguito con la massima cautela, evacuando tutti gli edifici posti nelle vicinanze perché il rischio di scoppio era troppo elevato. Quindi si è proceduto interrompendo l’erogazione del gas e spalancando ogni singola imposta per aerare i locali. E mentre si cercava con frenesia l’imprenditore temendo per la sua incolumità, una doccia gelata. UNO SPARO NEL SILENZIO I soccorritori sono stati freddati dal rumore nettissimo di uno sparo. Erano le 18.15. Proveniva da un capanno adiacente. Sotto una tettoia c’era una vecchia auto, senza ruote, buona solo per la rottamazione, coperta da uno strato di polvere talmente densa da non lasciare vedere all'interno. Aperta la portiera gli uomini dell’Arma si sono trovati di fronte a una scena orribile: Andreato, imbracciato il fucile da caccia che deteneva regolarmente, se l’era puntato al petto premendo il grilletto. Al mattino aveva inviato alcuni sms alla moglie da cui è separato e al figlio quindicenne: poche parole per comunicare un disagio diventato ormai insanabile. Ma nessuno poteva immaginare una scelta tanto disperata e definitiva.

lunedì 24 settembre 2012

Moreno Pian 47 anni è deceduto all’ospedale, grave la moglie, illesa la figlia di 10 mesi: salvata dal suo "ovetto"

TREVISO 24 Settembre 2012 Si schianta con l’auto contro un autotreno e perde la vita. Lo schianto si è verificato ieri mattina, poco prima delle 10, all’entrata della A27. Moreno Pian, 47 anni, di Villorba, dipendente delle Ferrovie era al volante della propria auto a bordo della quale viaggiavano la moglie, Florentina Ankuta di 32 anni (i due si erano sposati solo una settimana fa) che ha riportato gravi ferite, e la figlioletta di appena dieci mesi che è uscita miracolosamente illesa. Stando alla puntuale ricostruzione dell’accaduto, fatta dalla polstrada della A27, che ha proceduto ai rilievi, la Peugeot 206 a bordo della quale viaggiava la famiglia villorbese aveva appena oltrepassato la barriera di Treviso Nord, immettendosi sulla A27. A quel punto c’è uno svincolo. O ci si dirige verso Venezia o si prende la via per Conegliano e Belluno. Moreno Pian avrebbe imboccato certamente quest’ultima. Era diretto verso il Friuli, per partecipare ad un matrimonio. Lo scontro si è però verificato prima che la Peugeot entrasse nella corsia prescelta e precisamente nel tratto dove s’incontrano i veicoli in entrata e uscita dal casello. Proprio in quel momento, proveniente dalla direzione Conegliano, stava arrivando un pesante automezzo, del tipo di quelli adibiti al trasporto di ghiaia di una ditta di Noventa di Piave. Al volante si trovava un 44enne albanese, con regolare permesso di circolazione nella giornata festiva. A questo punto su quel che può essere accaduto si possono avanzare solo delle congetture. Forse Pian è stato tradito da un attimo di distrazione. Oppure è stato colto da un improvviso malore. Sta di fatto che la sua auto ha puntato dritta verso il camion il cui autista ha fatto di tutto per evitare l’ostacolo senza purtroppo riuscirci. Lo scontro è stato frontale. La Peugeot ha compiuto una carambola mentre il pesante automezzo è piombato nella scarpata. Il soccorso, con l’intervento del 118 e dei vigili del fuoco, è stato tempestivo, ma le condizioni di Moreno Pian sono apparse subito disperate. Non ce l’ha fatta nonostante i tentativi dei medici di Ca’ Foncello di sottrarlo alla morte. In gravi condizioni anche la moglie. Incolume, invece, la piccola, salvata dal suo "ovetto". A causa del grave incidente il casello della A27 è rimasto temporaneamente chiuso.

Francesco Rampini, pallavolista 27enne di Gubbio muore in un incidente stradale

Gubbio 24 Settembre 2012.E’ morto poco prima delle 4 di domenica notte Francesco Rampini, pallavolista 27enne di Gubbio, a causa di un incidente stradale avvenuto in località Tranquillo, nel comune di Cantiano, provincia di Pesaro Urbino, sulla Contessa. La dinamica Il 27enne viaggiava su una Bmw 320D condotta da G.B., 44enne di Gubbio, con il quale aveva trascorso una serata sul litorale adriatico. Per cause in corso di accertamento, alle 3.45 l’auto ha sbandato in una curva, finendo violentemente contro un guard rail. Sul posto si sono portati 118, vigili del fuoco e i carabinieri di Fano. Per Rampini non c’è stato nulla da fare, mentre il 44enne è stato ricoverato all’ospedale di Branca ma non è in condizioni gravi. Dai primi accertamenti clinici pare che avesse un tasso alcolemico superiore al consentito. La vittima Francesco Rampini, figlio del noto ceramista Giampietro, era un ragazzo molto conosciuto e amato a Gubbio. Era uno sportivo. Come riporta pianetavolley giocava come libero nella squadra di serie C maschile della Mori Prep Gubbio e svolgeva funzioni di allenatore nel settore giovanile. «Amato e stimato da tutti coloro che lo conoscevano – si legge su pianetavolley – verrà ricordato come una persona speciale che aveva trasmesso una sana passione per il volley a tutti i ragazzi che allenava creando un bellissimo gruppo». Cordoglio della società In attesa di conoscere la data delle esequie la società sportiva rossoblu ha voluto sottolineare con un breve comunicato il momento di grande tristezza: «Con il cuore straziato dal dolore la società Pallavolo Gubbio apprende la prematura scomparsa del nostro amato atleta ed allenatore Francesco Rampini. Dirigenti, tecnici, atleti, atlete si uniscono al dolore della famiglia». Cordoglio Gubbio calcio L’A.S. Gubbio 1910, «in tutte le sue componenti, si stringe attorno all’amico Giampietro Rampini, alla moglie ed alla figlia, ed a tutta la famiglia, in questo giorno di tremendo dolore. Lo stadio comunale Pietro Barbetti sarà più vuoto senza Francesco, luminoso esempio di atleta, sportivo ed appassionato dai sani principi. Un maestro su come vivere lo sport, ogni tipo di sport. E’ straziante sapere che ogni domenica mancherà un figlio, un tifoso, un amico. Il suo sorriso e la sua cordialità, la sua gentilezza e la sua onestà resteranno per sempre nei ricordi di tutta la A.S. Gubbio 1910».

SUICIDA A 25 ANNI: SI LANCIA GIÙ DAL 6° PIANO CON LA MAGLIA DI SUPERMAN

LIVORNO 24 Settembre 2012 Tragedia stamane all'alba a Livorno, dove un ragazzo di 25 anni si è tolto la vita gettandosi dal sesto piano del palazzo in cui abitava, in via San Marco. Il giovane si è lanciato nel vuoto, verso le 6, indossando una maglietta di Superman. Sul posto è intervenuta un'ambulanza della Svs, ma per il ragazzo ormai non c'era più niente da fare. In via San Marco sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Ancora sconosciute le cause che hanno spinto il 25enne a compiere il tragico gesto.

P.L., 57 anni e sua figlia M.S. di 23 anni perdono la vita in un incidente.Gravissime le 2 gemelline di 16 mesi

BOLOGNA 24 Settembre 2012 Due donne sono morte, madre e figlia, e due gemelline di poco più di un anno sono ricoverate in gravi condizioni all'ospedale di Cesena. Sono le vittime, di origini pugliesi, dell'incidente di questa mattina in A14 tra Forlì e Cesena. Erano su una Mercedes, che ha tamponato un mezzo di Autostrade con segnaletica mobile, in terza corsia. A bordo anche un uomo, portato al Maggiore di Bologna. Illeso il conducente del mezzo, così come quello di un altro camion contro cui ha impattato l'auto, dopo il primo urto. Sono da accertare i motivi per cui l'auto ha tamponato il mezzo, che stava facendo lavori di manutenzione al new jersey centrale. Nel primo pomeriggio l'autostrada è stata liberata e la circolazione è ripresa regolarmente. DELICATE LE CONDIZIONI DELLE GEMELLINE Le due gemelline di 16 mesi ricoverate all'ospedale di Cesena non sono in immediato pericolo di vita. Una delle due è stata portata nel reparto di Rianimazione, mentre l'altra è ancora trattata in pronto soccorso. L'informazione sulle loro condizioni, comunque estremamente delicate, è ancora transitoria, sia per l'età delle piccole, che per il fatto che l'incidente - sulla carreggiata Nord dell'A14 tra Cesena e Forlì - è avvenuto da poche ore, poco prima delle 11. Nello scontro hanno perso la vita la nonna delle bimbe, P.L., 57 anni e sua figlia, cioè la madre, M.S., 23. Non in pericolo di vita neppure l'uomo ricoverato a Bologna. Gli altri due coinvolti, l'autista del mezzo di Autostrade e del tir, se la sono cavata con lievi ferite. La donna di 57 anni, alla guida di una Mercedes classe A, e l'uomo ferito, 63, risultano essere di Ferentillo, comune in provincia di Terni. La ventitreenne e le due gemelline di sedici mesi, invece, di Avetrana (Taranto).

Francesco Fati, 54 anni ha ucciso la madre Carmela Popolato, di 79, sparandole e, con la stessa arma, si è suicidato

COSENZA 24 Settempre 2012 Un omicidio-suicidio si è consumato ad Amantea, vicino Cosenza. Un uomo di 54 anni, Francesco Fati, ha ucciso la madre Carmela Popolato, di 79, sparandole e, con la stessa arma, si è suicidato. Il fatto è successo nell'abitazione dove i due vivevano. A scoprire i cadaveri sono stati i carabinieri, avvertiti dai familiari che non avevano notizia di madre e figlio da ieri. Una grave malattia della donna, secondo le prime indagini, potrebbe essere all'origine del gesto.

EUROSTAR CONTRO TIR: "MORTO MACCHINISTA, 25 FERITI". ARRESTATO IL CONDUCENTE

BRINDISI 24 Settembre 2012 Un Eurostar Freccia Argento, partito da Roma e diretto a Lecce - a quanto fanno sapere i vigili del fuoco - si è scontrato con un camion, un Tir che ha attraversato il passaggio a livello quando la sbarra si stava già chiudendo. A quel punto il Freccia Argento 9351 non ha potuto evitare l'impatto. Morto il macchinista, e secondo le prime stime ci sarebbero 4 feriti gravi e molti contusi. Secondo le informazioni dei vigili del fuoco, il treno sarebbe deragliato uscendo dalla sede dei binari, senza però piegarsi su un fianco. Nell'impatto contro l'autoarticolato il locomotore dell'eurostar si è accartocciato, causando la morte del macchinista. Non si è saputo per ora se a bordo vi fosse un altro conducente, rimasto tra le lamiere contorte. Le Ferrovie dello Stato ipotizzano che la tratta ferroviaria Roma-Lecce, chiusa dall 14,30, comporterà lo stop alla circolazione dei treni per almeno un paio di giorni all'altezza di Brindisi. ARRESTATO IL CONDUCENTE DEL TIR La Polizia Ferroviaria ha arrestato per disastro ferroviario e omicidio colposo il cittadino romeno di 26 anni che guidava il tir contro il quale è finito l'Eurostar Roma-Lecce nei pressi della stazione di Cisternino, in provincia di Brindisi. L'uomo è stato condotto poco fa in carcere. GRAVI COLPE DEL CONDUCENTE «A prima vista direi che si è trattato di una grave imprudenza commessa dall'autista del tir, perchè, e lo abbiamo verificato, i sistemi di allarme funzionano bene». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, parlando con i cronisti nei pressi della stazione di Cisternino (Brindisi) dove l'Eurostar Roma-Lecce ha travolto un tir rimasto bloccato sui binari mentre tentava di attraversare i binari mentre si stavano chiudendo le barriere del passaggio a livello. VENTICINQUE FERITI Sono state in tutto 25, secondo le Ferrovie dello Stato, le persone costrette a far ricorso a cure mediche in conseguenza dell'incidente a Cisternino. Dei viaggiatori feriti, 10 sono stati ricoverati, rende noto l'azienda: sei ricoverati in codice giallo a Ostuni, tre in codice giallo a Fasano e uno in codice verde a Brindisi. «Quindici viaggiatori - conclude Fs al riguardo - sono stati medicati sul luogo dell'incidente dal personale del pronto soccorso medico approntato sul posto».

domenica 23 settembre 2012

Stefano Munarin 30 ann è morto di ritorno dal concerto per l'Emilia.si è ribaltato con l'auto

Un morto e tre feriti, di cui due in gravissime condizioni, sono il bilancio di un incidente avvenuto all'alba di oggi sull'autostrada A4 Serenissima, nel territorio di Grisignano (Vicenza), ai confini con la provincia di Padova. La vittima è Stefano Munarin, 30 anni, di Casier (Treviso). I quattro stavano tornando dal concertone per i terremotati dell'Emilia. Forse proprio un colpo di sonno del conducente potrebbe essere la causa dell'incidente. Una ipotesi suffragata dal fatto che manca sull'asfalto qualunque segno di frenata. L'Audi A3, con a bordo quattro amici trevigiani di età compresa tra i 29 e i 32 anni, stava viaggiando in direzione di Venezia quando è uscita di strada e si è ribaltata sulla scarpata sottostante. Uno schianto che è costata la vita a Stefano Munarin, 30 anni, residente a Treviso, incastrato all'interno del mezzo, andato completamente distrutto. Ancora in vita, ma in condizioni preoccupanti altri due suoi amici, ricoverati nelle sale di rianimazione degli ospedali di Vicenza e Padova. In quest'ultimo ospedale si trova anche il quarto giovane, che ha riportato alcune fratture ma non é in pericolo di vita. La salma del giovane deceduto è stata trasferita all'obitorio del San Bortolo di Vicenza. Sul posto, oltre alle ambulanze, una pattuglia della polizia stradale di Padova per i rilievi e due mezzi dei vigili del fuoco di Vicenza, che hanno dovuto tagliare le lamiere per estrarre il corpo del ragazzo deceduto e i feriti. Da una prima ricostruzione l'incidente non ha visto coinvolti altri veicoli. L'allarme è stato lanciato da altri automobilisti che hanno notato l'Audi sbandare all'improvviso e uscire di strada.“

Rocco Capobianco, 52 anni muore in un incidente sulla superstrada Sora-Cassino, all’altezza dell’uscita di Casalvieri

Incidente mortale nella notte sulla superstrada Sora-Cassino, all’altezza dell’uscita di Casalvieri. Coinvolte un’auto e una motocicletta, quest’ultima condotta dal sorano Rocco Capobianco, 52 anni, per il quale non c’è stato nulla da fare. L’uomo, operaio in una ditta edile abruzzese, era originario della zona di Valfrancesca.

Marcella Rocco 28 anni sbada con l'auto sulla strada che congiunge Pontecorvo e Pico perdendo la vita

FROSINONE 23 Settembre 2012 Una ragazza 28enne, Marcella Rocco, è deceduta questo pomeriggio sulla strada che congiunge Pontecorvo e Pico, nel frusinate. La donna, che era alla guida di una Fiat 500, per cause ancora da stabilire, è uscita di strada rimanendo uccisa. L'incidente si è verificato intorno alle 15 in via Tordoni. Inutili tutti i soccorsi del personale del 118. La ragazza è deceduta prima dell'arrivo dell'eliambulanza.

Alberto Magliano muore insieme ad altre 13 persone travolti in una valanga sull' Himalaya.Si cercano altri corpi sotto la neve

KATHMANDU 23 Settembre 2012 Un'improvvisa giornata di sole fra tante di maltempo sembra essere stata la causa della tragedia avvenuta oggi in Nepal sul monte Manaslu, l'ottava vetta più alta del mondo (8.156 metri) che troneggia nella catena dell'Himalaya: hanno trovato la morte 13 alpinisti europei e nepalesi, fra cui l'italiano Alberto Magliano. Altri 12, invece, sono stati salvati dai soccorritori. Le autorità hanno riferito a Khatmandu che decine di scalatori si trovavano nelle tende del campo base 3 a 7.000 metri di quota quando all'alba, dal fianco della montagna, si è staccato un seracco di ghiaccio trasformatosi subito in una micidiale valanga che ha travolto tutto. Data l'ora, tutti gli alpinisti stavano dormendo nelle tende con gli sherpa e sono quindi stati investiti in pieno dalla enorme massa di neve e ghiaccio. È toccato al veterano alpinista Silvio Mondinelli dare l'allarme in Italia su quanto era accaduto, comunicando il decesso di Magliano (66 anni), che proprio ieri era diventato nonno, e assicurando che altri otto connazionali, fra cui lui, Christian Gobbi e Marco Confortola, erano sfuggiti alla morte. «Io stesso - ha detto Mondinelli in una telefonata con Agostino Da Polenza - ho contato 13 cadaveri, ma ho l'impressione che sotto la neve ce ne possano essere altri». Riflettendo poi su quanto accaduto a Magliano, Mondinelli ha detto che «forse la tenda di Alberto era più pesante della nostra dato che conteneva anche delle bombole di ossigeno e quindi il peso le ha impedito di saltar fuori dalla slavina». IL DESTINO Per uno strano scherzo del destino, il 29 aprile 2009 fu proprio Magliano che comunicò dal campo base 2 del Manaslu la morte per edema polmonare del trentino Giuseppe Antonelli. Altri due italiani, Gottfried Mutschlechner e Karl Grosrubatscher persero la vita sul fianco di questa vetta il 10 maggio 1991. Non appena informata della gravità di quanto accaduto, l'Unità di crisi della Farnesina si è subito attivata attraverso il consolato di Kathmandu e quello generale indiano di Kolkata per assicurare ogni possibile assistenza agli italiani parte della spedizione di alpinisti sull'Himalaya. Da parte sua Anjan Rai, portavoce dell'agenzia nepalese Thamserku Trekking che ha organizzato la spedizione, ha indicato che «gli stranieri che vi partecipavano erano 14». Secondo le ultime informazioni disponibili, oltre a Magliano e ad alcuni sherpa nepalesi, gli altri europei deceduti sono in maggioranza francesi (4 morti e tre dispersi) assieme a un tedesco e uno spagnolo. Squadre di soccorso hanno raggiunto in elicottero il luogo dell'incidente, recuperando i cadaveri affiorati, organizzando il recupero di quelli ancora sotto la neve, e trasferendo i feriti, fra cui almeno cinque tedeschi, in ospedali di Khatmandu. Con quest'ennesima tragedia il Manaslu conferma la sua fama di meta pericolosissima (una settantina di morti), al quarto posto nelle statistiche delle vittime riguardanti le vette superiori agli 8.000 metri, dopo Annapurna, Nanga Parbat e K2.

sabato 22 settembre 2012

Sergio Vicalvi, 41 anni e il figlio 12 enne muoiono carbonizzati sulla Thiene-Schio

VICENZA 22 Settembre 2012 Un altro gravissimo incidente stradale aggrava il bilancio di una giornata tragica a Nordest che si era aperta con la strage sulla A23 (quattro morti): questa sera verso le 19 sulla bretella fra Schio e Thiene, nel vicentino, in territorio di Marano, una moto Aprilia 1000 si è schiantata contro un furgone e sono morti un 41enne e il figlio di 12 anni. Alla guida della moto c'era Sergio Vicalvi, 41 anni, originario di Cassino (Frosinone), ma residente da anni a Carré (Vicenza). Fino a tarda ora non c'era certezza sull'identità dell'altra vittima, ma la conferma è arrivata verso le 22: si tratta di uno dei figli di Vicalvi, solo dodicenne. Drammatica la scena che è apparsa agli automobilisti che, percorrendo l'arteria, si trovavano nella zona dell'incidente: la moto, che secondo alcune testimonianze sarebbe piombata contro il furgone che avrebbe fatto un'improvvisa inversione a U, ha quindi sfondato il mezzo all'altezza del serbatoio e la fuoriuscita di carburante avrebbe innescato l'incendio. Le fiamme si sono propagate in un attimo, avvolgendo anche padre e figlio. Tempestivo l'arrivo dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, ma per i due non c'era più nulla da fare. Solo alcune leggere contusioni per l'autista del furgone, un 45enne di Valdagno (Vicenza), ricoverato in ospedale in stato di choc. Sempre nel vicentino soltanto 8 giorni fa c'era stato un altro incidente mortale con vittima una 21enne di Lonigo.

Michele Leggiadro, di 31anni e Michele Lapolla, di 54 anni muoiono in un incidente con la ferrari noleggiata.

POTENZA 22 settembre 2012 Avevano noleggiato una Ferrari per un matrimonio in programma per oggi, ma hanno perso la vita in un incidente a bordo della stessa auto. La tragedia è avvenuta a pochi chilometri da Potenza e una delle vittime era il fratello dello sposo. Le nozze sono state annullate Le persone morte nell'incidente sono Michele Lapolla, di 54 anni, di Savoia di Lucania (Potenza) e Michele Leggiadro, di 31, di Potenza. Secondo quanto si è appreso, dopo l'impatto contro il guard-rail, la Ferrari ha preso fuoco e i due uomini sono morti carbonizzati. RINVIATO IL MATRIMONIO Michele Lapolla, l'uomo di 31 anni morto la notte scorsa, a Potenza, in un incidente stradale mentre era a bordo di una Ferrari noleggiata per il matrimonio del fratello, «era una delle figure più attive dell'Avis di Basilicata», che, in un comunicato, ha espresso «sconcerto e sgomento per la sua prematura scomparsa». Il matrimonio del fratello di Lapolla è stato ovviamente rinviato e ora tutti i suoi famigliari, insieme a quelli del cognato Michele Leggiadro (l'altra vittima dell'incidente) si trovano davanti alla camera mortuaria dell'ospedale San Carlo di Potenza. I funerali saranno celebrati domani, alle ore 15.30, nella chiesa di Don Bosco, a Potenza.

Samuele Matassoni, 36 anni uccide la madre disabile Giuliana Marini e poi si toglie la vita

CESENA 22 Settembre 2012 Con un colpo di fucile ha ucciso la madre, invalida di 70 anni, poi ha rivolto l'arma contro se stesso e si è ucciso. È accaduto a Sarsina, comune vicino Cesena ieri pomeriggio, intorno alle 17.30. Le vittime sono Samuele Matassoni, 36 anni e la madre Giuliana Marini, 70 anni. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Cesena il 36enne era psicolabile e la madre invalida totale. Il 36enne viveva con la madre. Il fucile usato per l'omicidio-suicidio appartiene al padre dell'uomo che non abitava con la famiglia. Il 36enne sarebbe riuscito a sottrargli l'arma. A trovare morti madre e figlio intorno alle 13.30 è stato un parente, che non avendo risposte è entrato dalla finestra dell'abitazione.

DUE TAMPONAMENTI IN GALLERIA SU A1, UN MORTO E VENTI PERSONE COINVOLTE

ROMA 22 Settembre 2012 Una persona è morta e altre venti sono rimaste ferite in due incidenti avvenuti sull'A1 Milano - Napoli, all'interno della galleria Croci. Autostrade per l'Italia riferisce che è stato chiuso al traffico in entrambe le direzioni il tratto tra Barberino del Mugello e Calenzano. Gli incidenti sono avvenuti intorno alle 3.00 al Km 266 (verso Firenze) all'interno della galleria Croci, il primo tra due mezzi pesanti e il secondo in coda con incendio dei pneumatici di un veicolo che ha provocato intenso fumo. Nell'incidente sono rimasti coinvolti complessivamente 9 mezzi pesanti, di cui uno intraversato, e 3 vetture. Sono intervenuti i vigili del fuoco che , rigerisce ancora la società, non appena confermeranno l'agibilità della galleria in direzione nord, il tratto sarà riaperto al traffico con transito in doppio senso nello stesso fornice. Tempi lunghi si prevedono invece per la rimozione di tutti i veicoli nella galleria in sud e per il ripristino delle normali condizioni di circolazione. Sono intervenuti oltre ai Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi meccanici, i soccorsi Sanitari oltre al personale della Direzione 4° Tronco di Firenze. RIAPERTO IL TRATTO DI A1 AL TRAFFICO Iltratto della A1 (Milano-Napoli) tra Barberino di Mugello e Calenzano, che era stato chiuso a causa di due incidenti stradali è stato riaperto in entrambe le direzioni. Lo rende noto Autostrade per l'Italia. Al momento si registrano cinque chilometri di coda verso Firenze e tre chilometri verso Bologna. I due tamponamenti all'interno della galleria Croci sono avvenuti intorno alle 3.00 al Km 266 (verso Firenze) all'interno della galleria Croci, il primo tra due mezzi pesanti e il secondo in coda con incendio dei pneumatici di un veicolo che ha provocato intenso fumo. Nell'incidente sono rimasti coinvolti complessivamente 9 mezzi pesanti, di cui uno intraversato, e 3 vetture. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Sono intervenuti oltre ai Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi meccanici, i soccorsi Sanitari oltre al personale della Direzione 4° Tronco di Firenze. RALLENTAMENTI DEL TRAFFICO In seguito ai due incidenti avvenuti nella notte sull'A1, nella galleria delle Croci, nel tratto fiorentino, attualmente sono segnalati 10 chilometri di coda in direzione nord, tra i caselli di Firenze Nord e Barberino del Mugello, e 6 in sud, tra Roncobilaccio e Calenzano. Negli incidenti una persona è morta e altre 20 sono rimaste ferite. Inoltre il tratto autostradale è stato completamente chiuso fino alle 8 e poi riaperto con traffico in deviazione all'altezza della galleria, sempre chiusa. Sul posto polstrada, tecnici di Autostrade e vigili del fuoco che stanno tra l'altro provvedendo a travasare il gasolio dalla cisterna di un camion coinvolto nell'incidente Sono aumentate le code in A1 in seguito ai due incidenti avvenuti nella notte nella galleria Croci, nel tratto tra Barberino e Calenzano. Secondo quanto spiegato da società Autostrade sono 8 i km di coda verso Firenze e 14 km verso Bologna. Autostrade consiglia percorsi alternativi e altrettanto fa il compartimento della polizia stradale della Toscana che in un comunicato parla di «ingenti» code che rendono «allo stato attuale la circolazione difficoltosa. Per tale motivo, per il traffico a lunga percorrenza, si consiglia l'uso dei seguenti itinerari alternativi: per coloro che viaggiano in A1 verso Bologna Š consigliata l'uscita Scandicci, per immettersi sulla SGC direzione Pisa, per poi prendere la A12 direzione Genova, immettendosi poi, dopo Sarzana, sulla A15 direzione Parma. Per coloro che viaggiano sulla A1 in direzione Roma, si consiglia di uscire a Parma, immettersi sulla A15, proseguire fino a Massa ed immettersi dunque sulla A12 direzione Pisa, per poi prendere la A11, o in alternativa sulla SGC, in direzione Firenze. Per quanto riguarda il traffico a breve percorrenza, si consiglia l'utilizzo della viabilit… ordinaria locale, ed in particolare la SP 08 (Barberinese) o la SS 64 (Porrettana)».

Paolo Passador, 36 anni muore in un terribile incidente.Lascia la moglie e due figli piccoli, uno di poco più di un anno e un neonato di 4 mesi

TRIESTE 22 Settembre 2012 Era molto noto e apprezzato in Friuli Venezia Giulia per le sue doti di musicista Paolo Passador, 36 anni, una delle due vittime dell'incidente avvenuto la scorsa notte sul Raccordo autostradale di Trieste. Di professione tecnico informatico, Passador suonava il basso elettrico nei 'Fandangò, una tribute band di Ligabue. Nell'ultimo anno aveva perso sia la madre che il padre, e proprio ieri pomeriggio si era recato a Romans d'Isonzo (Gorizia) per assistere a una messa in ricordo dei genitori. Lascia la moglie e due figli piccoli, uno di poco più di un anno e un neonato di quattro mesi. Le cause del sinistro non sono ancora del tutto chiarite. L'ipotesi più probabile, stando alle prime ricostruzioni della Polstrada, è quella di un colpo di sonno o di un malore di uno dei due conducenti, che avrebbe perso il controllo causando lo scontro frontale

venerdì 21 settembre 2012

Andrea Testi, 30enne travolto e ucciso da un auto pirata

Modena, 21 settembre 2012 - LO HA TRAVOLTO, lasciandolo riverso sotto il guard rail, ed è scappato. E’ stato cercato per tutta la sera l’automobilista pirata che ieri alle 19.10 non si è fermato dopo aver investito un motociclista in via Canaletto a Modena. La vittima è Andrea Testi, 30enne residente a Mirandola, in via Borgello 2: i sanitari del 118 hanno provato a rianimarlo ma il suo cuore ha cessato di battere. Quando sono arrivati i soccorritori, dell’auto investitrice non c’era traccia, ma almeno un testimone ha riferito ai carabinieri e ai vigili urbani arrivati sul posto che il motociclista si era scontrato con un’utilitaria scura, forse una Toyota Yaris di colore grigio, che poi è scappata. I RILIEVI dell’incidente sono proseguiti fino a tarda ora: come detto, l’auto investitrice sarebbe di una Yaris seriamente ammaccata soprattutto all’altezza di una ruota posteriore. L’auto è fuggita verso il centro di Modena. Il motociclista, invece, secondo i primi accertamenti della polizia municipale, procedeva verso la Bassa, cioè verso casa. E’ probabile che la macchina abbia tentato la svolta in via Alzaia e che abbia travolto la moto che sopraggiungeva. CAPIRE esattamente la dinamica dei fatti sarà complicato: la macchina non c’era e i vigili, arrivati davanti al bar Ponte Basso, si sono trovati davanti una scena straziante. Il corpo del motociclista era sotto il guard rail laterale mentre la moto, una Suzuki 1000, era in mezzo alla strada senza una ruota. Gli agenti hanno così capito che qualcosa non tornava: le testimonianze di alcune persone che avrebbero assistito all’impatto, poi, hanno chiarito molto dell’incidente. La macchina coinvolta nello schianto è fuggita a gran velocità: purtroppo, a quanto pare, nessuno sarebbe riuscito ad annotarne il numero di targa, neanche parzialmente ma altre indiscrezioni dicono che il pirata sarebbe già nelle mani delle forze dell’ordine. Il conducente - non si sa se uomo o donna - sarà denunciato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Rischia anche l’arresto. SEMPRE ieri, un motociclista 39enne residente a Formigine è rimasto ferito poco dopo le 15. 20 a causa di un incidente stradale avvenuto a Modena in via Marzaglia nei pressi di via Pederzona. Per cause in corso di accertamento da parte della pattuglia infortunistica della polizia municipale di Modena, P.P. 39enne sassolese residente a Formigine, era in sella ad una moto Bmw e percorreva via Marzaglia, in direzione di Magreta quando, per cause ancora in corso di accertamento si è scontrato con un camion, adibito al trasporto ghiaia, condotto da A.B 40enne formiginese. Nell’urto il motociclista finiva sull’asfalto riportando ferite tali per cui è stato trasportato all’ospedale di Baggiovara dove i sanitari di turno al pronto soccorso ne hanno disposto il ricovero. Per consentire i rilievi del caso la pattuglia del comando di via Galilei è stata costretta ad istituire un senso unico alternato che per circa mezz’ora ha creato rallentamenti alla circolazione. val. b.

Addio Tom Sims l'inventore dell snowboard.nel 1975 si è laureato campione mondiale di skateboard

NEW YORK 21 Settembre 2012 E' morto a 61 anni Tom Sims, l'inventore dell snowboard. Si è spento in un ospedale di Santa Barbara, in California. Tantissimi giovani e appassionati che in tutto il mondo praticano questo spettacolare sport invernale ignorano che è proprio grazie a Sims che lo snowbard - da sport poco tollerato dagli sciatori - è divenuta nel 1998 disciplina olimpica. Atleta, imprenditore, designer, Tom Sims - partito dalla passione dello skateboard - ha realizzato la prima tavola da neve nel 1963, quando aveva solo 12 anni. Poi nel 1975 si è laureato campione mondiale di skateboard e nel 1983 ha vinto il titolo iridato proprio nello snowboard. "Quello che mi portato a costruire il primo snowboard? Non essere capace di andare con lo skateboard su una strada ghiacciata", raccontò lui stesso tempo fa. Grazie alla sua abilità sulla tavola da neve nel 1985, da vero stuntman, fece anche la controfigura di Roger Moore in uno dei film della saga di James Bond: "A view to kill".

Lorena Rossi 58 anni muore travolta da un’auto guidata da un ubriaco

Firenze 21 Settembre 2012 Una tragica carambola sulla strada del Virginio vicino alla località di Anselmo, nel comune di Montespertoli, in cui ha perso la vita una donna, Lorena Rossi, 58enne di Lastra a Signa. Ieri pomeriggio la vittima era a bordo di uno scooter quando prima ha urtato un'auto che svoltava per un passo carrabile, su cui è rimbalzata, poi è caduta dopo l'arrivo di una seconda vettura che l'ha fatta cadere. Mentre la donna era a terra una terza auto, guidata da un ubriaco, è piombata in velocità travolgendola mentre era ancora riversa sull'asfalto. Lorena, sposata, con un figlio, si è poi spenta intorno alle quattro all'ospedale di Empoli. Ora il pm Paolo Canessa ha disposto l'autopsia e indagato per omicidio colposo sia il conducente dell'auto che ha svoltato per il passo carrabile, un uomo di 81 anni, sia quello della terza auto coinvolta, un 43/enne il quale, all'alcoltest della polizia municipale, è risultato positivo con grado alcolemico di 2,16, cioé oltre quattro volte il consentito. Secondo una ricostruzione della polizia municipale di Montespertoli - fatta anche grazie a testimoni -, la vittima, che lavorava in una ditta all'Anselmo, stava viaggiando in direzione di Ginestra Fiorentina e avrebbe urtato lo spigolo posteriore destro di una Fiat Panda condotta dall'automobilista di 81 anni, il quale stava accedendo dalla strada a un passo carrabile per rincasare. Con lo scooter, quindi, la donna è rimbalzata sulla carreggiata dove, però, sopraggiungeva un'Alfa 147 guidata da un 33/enne di Scandicci che l'ha sfiorata causandone la definitiva caduta sull'asfalto. A questo punto è entrata nel sinistro una terza auto, una Hyundai condotta dal 43/enne, che abita nella zona. Da testimonianze risulta che l'uomo - che è risultato in stato di ubriachezza -, anziché fermarsi, abbia fatto retromarcia dopo l'impatto, passando con le ruote sopra la donna e poi si sia allontanato salvo poi tornare un quarto d'ora dopo accompagnato dalla moglie. Il 43/enne è stato denunciato anche per guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Tutti i mezzi coinvolti sono stati sottoposti a sequestro.

Vincenzo Masiello 22 anni ucciso in un agguato nei quartieri spagnoli.CUGINO DI SALVATORE MASIELLO DEL TORINO

NAPOLI 21 Settembre Delitto nei quartieri spagnoli di Napoli, dove un ragazzo di 22 anni è stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco, esplosi da un uomo a bordo di uno scooter. Il fatto è avvenuto in vico Lungo Teatro Nuovo. Il giovane, raggiunto da alcuni colpi alla testa, è stato portato all' ospedale Vecchio Pellegrini dove è morto poco dopo il ricovero. Si tratta di Vincenzo Masiello, 22 anni, raggiunto da sette colpi d'arma da fuoco sparati da un uomo che era bordo di uno scooter T-Max. UCCISO VICINO CASA Masiello è stato ucciso a pochi passi da casa sua. La vittima viveva infatti in vico Monte Calvario, una delle strade principali dei quartieri spagnoli. Subito dopo l'agguato i famigliari della vittima si sono precipitati al Vecchio Pellegrini dove il giovane è stato portato con un'ambulanza. C'è stata un pò di tensione in quanto i parenti pretendevano di vedere subito la salma del ragazzo. Gli agenti della squadra mobile di Napoli stanno svolgendo indagini per chiarire il movente di questa spietata esecuzione. IL CUGINO È MASIELLO DEL TORINO Era cugino del difensore del Torino Salvatore Masiello il giovane di 22 anni ucciso oggi in un agguato nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Vincenzo Masiello, era già noto alle forze dell'ordine e residente nella zona dove è avvenuto l'agguato mortale. Sull'assassinio indaga la polizia.

Sergio Vicalvi, 41 anni, originario di Cassino e il figlio minorenne perdono la vita in un terribile incidente in moto a Marano

VICENZA 21 Settembre 2012 Padre e figlio hanno perso la vita in un incidente stradale avvenuto questa sera a Marano (Vicenza), tra l'ospedale di Santorso e il casello autostradale di Thiene (Vicenza). Le vittime viaggiavano su di una moto di grossa cilindrata, che per cause in corso di accertamento da parte della Polstrada di Schio e dei carabinieri di Thiene, si è scontrata con un furgone. Tremendo l'impatto che ha letteralmente distrutto il mezzo, mandandolo anche in fiamme. Gli investigatori cercano ora di capire se i due, forse parenti, sono morti per le gravi ferite nel violento impatto o nel successivo incendio. L'arteria è rimasta a lungo bloccata, con code di chilometri in entrambe le direzioni. LE VITTIME Si chiamava Sergio Vicalvi, 41 anni, originario di Cassino (Frosinone), ma residente a Carrè (Vicenza) il conducente della moto di grossa cilindrata, un'Aprilia 1000 cc, deceduto questa sera nel drammatico incidente avvenuto a Marano. L'altra vittima è il figlio minorenne, dall'apparente età di 14-15 anni, che non aveva con sè documenti. Drammatica la scena che è apparsa davanti agli automobilisti che, percorrendo l'arteria, si trovavano nella zona dell'incidente: la moto, che secondo alcune testimonianze sarebbe piombata ad alta velocità contro il furgone, ha sfondato il mezzo all'altezza del serbatoio e la fuoriuscita di carburante avrebbe innescato l'incendio. Le fiamme si sono propagate in un attimo, avvolgendo anche i due motociclisti che si trovavano a terra. Tempestivo l'arrivo dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, ma per i due non c'era più nulla da fare. Solo alcune leggere contusioni per l'autista del furgone, un uomo di Valdagno (Vicenza), ricoverato in ospedale in stato di choc.

CAMION TAMPONA UN FURGONE:QUATTRO MORTI E CINQUE FERITI GRAVI

UDINE Sale a quattro il bilancio delle vittime del grave incidente stradale avvenuto questa mattina intorno alle 6.15 sull'A23 Udine-Tarvisio in località Pontebba. L'autista del mezzo pesante, che secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale ha tamponato un furgone con a bordo nove persone, è morto durante il trasporto in ospedale. Le altre tre vittime, tutti stranieri, viaggiavano a bordo del furgone.

Altre cinque persone, che erano sul furgone, sono rimaste gravemente ferite mentre una è illesa.

Andrea Testi, 30 anni, residente a Mirandola muore in moto investito e ucciso da un pirata della strada

MODENA 21 Settembre 2012 È caccia aperta al pirata della strada che ieri sera ha investito e ucciso un motociclista in via Canaletto, a Modena. La vittima è Andrea Testi, 30 anni, residente a Mirandola (Modena). Secondo i primi accertamenti della polizia municipale, il centauro procedeva verso la periferia quando è stato travolto da un'utilitaria scura che stava svoltando a sinistra su una via laterale. Alcuni testimoni avrebbero visto la macchina, seriamente danneggiata all'altezza di una ruota posteriore, fuggire verso il centro.
Le indagini della polizia municipale per risalire al pirata sono in corso: pare che nessuno sia riuscito ad annotare il numero di targa. Il corpo di Andrea è stato portato all'istituto di medicina legale di Modena, mentre il magistrato di turno è stato informato dell'incidente: si indaga per omicidio colposo e omissione di soccorso, per ora contro ignoti.

Giovanni Meneghel, 25 anni s'impicca nel capannone di Famiglia

TREVISO 21 Settembre 2012 Quando il fratello ha rinvenuto il corpo nel capannone dell’azienda paterna non c'era più nulla da fare. Giovanni Meneghel, 25 anni, pendeva da una corda. Il giovane si era impiccato senza lasciare alcun messaggio e nessuna apparente giustificazione del suo gesto. La tragedia si è consumata a Roncade, in provincia di Treviso, nella zona industriale dove il giovane viveva da sempre accanto alla ditta di materiale per l’edilizia e caminetti della famiglia. Sconvolti i genitori e il fratello che si era recato nel capannone perché insospettito dal ritardo di Giovanni. Il ragazzo aveva una laurea triennale in ingegneria conseguita all'università di Padova e stava ultimando anche la specializzazione. Secondo gli amici da qualche tempo non era più lo stesso.
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