venerdì 31 agosto 2012

Aldo Giuseppe Ciappina è stato freddato da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni nel Reggino

Calabria 31 agosto 2012 Un uomo di 65 anni è stato ucciso a Seminara nel Reggino. Aldo Giuseppe Ciappina è stato freddato da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni. L'omicidio è avvenuto intorno alle 20.30 a pochi passi dalla sua abitazione. L'uomo era titolare di una panetteria.

La vittima era in una piazza del paese, vicino a un seminario, quando è stato avvicinata da qualcuno che ha sparato. Le indagini sono condotte dai carabinieri. Sul posto si sono recati anche gli agenti di polizia ed il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Palmi. Sul movente, al momento, non si esclude alcuna ipotesi.

Ciappina, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, stava camminando a piedi nella piazza, probabilmente per recarsi a casa, che si trova nelle vicinanze. Qualcuno lo ha avvicinato ed ha sparato i tre colpi di fucile. Al momento non è chiaro se fosse una o più persone.

I colpi sono stati uditi da una pattuglia dei carabinieri che si trovava in zona in servizio di controllo del territorio. I militari sono giunti sul posto ed hanno trovato il cadavere di Ciappina riverso a terra.

Gli investigatori dell'Arma stanno sentendo alcune persone che abitano nella zona nella speranza che qualcuno possa avere visto qualcosa, ma al momento sembra che non ci siano stati testimoni.

Davide Sannella, un ragazzo di 21 anni di Foggia muore in un inidente stradale


SAN SEVERO 31 agosto 2012 Ancora drammi sulla SS 16 che collega Foggia a San Severo. E' morto Davide Sannella, un ragazzo di 21 anni di Foggia. Ferito, invece, l'amico, Renato Inicorbaf di 23 anni.

Secondo la ricostruzione della Polizia stradale, l'incidente è avvenuto intorno alle 4.30 circa. I due viaggiavano a bordo di una Fiat Cinquecento, all'altezza del bivio per Rignano Garganico. I mezzo ha sbandato ed è finito fuori strada.

Il ragazzo alla guida è morto all'istante, l'amico è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Riuniti di Foggia.

Maurizio Zanella è stato travolto e ucciso da un pirata della strada al chilometro 496 sulla carreggiata nord dell'autostrada adriatica


TERMOLI 31 agosto 2012 Inevitabile ribalta nazionale per il dramma verificatosi ieri tra l'autostrada A14 e l'ospedale San Timoteo di Termoli, dove il 50enne agente della polizia autostradale Maurizio Zanella è stato travolto e ucciso da un pirata della strada al chilometro 496 sulla carreggiata nord dell'autostrada adriatica.


Il responsabile dell'investimento è stato identificato e sottoposto anche all'alcol test, che ha dato esito negativo, confermando che il conducente non fosse ubriaco, così come è stato smentito dal comandante provinciale della polizia stradale Fabio Santone che l'automobilista avesse tentato la fuga dopo aver travolto i due agenti.

Ore frenetiche quelle di ieri per l'intero reparto della polstrada, con il centro operativo dell'A14 di Città Sant'Angelo e la sottosezione di Vasto Sud piombati in un vero incubo.

Solo la scorsa settimana si era verificato uno speronamento da parte di un ladro alla guida di un camper a un'altra pattuglia, ma per fortuna i tre agenti coinvolti se l'erano cavati con una decina di giorni di prognosi a testa.

Il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, dopo aver convocato urgentemente i componenti della giunta, ha proclamato il lutto cittadino. Bandiere a mezz'asta a palazzo di città in occasione dei funerali e la vicinanza dell'amministrazione comunale alla moglie, alle figlie e a tutti i familiari di Maurizio Zanella.

Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha inviato un messaggio di cordoglio al capo della polizia, Antonio Manganelli.

Intanto, sulla dinamica della tragedia la Procura della Repubblica di Vasto ha aperto un'inchiesta.

Il feretro di Maurizio Zanella è tra i suoi colleghi. La camera ardente è stata allestita nel Distaccamento della polizia autostradale di Vasto Sud. Domani sarà il giorno dell'ultimo saluto, con i funerali nella chiesa di San Paolo Apostolo.

Omicidio colposo. Con questa ipotesi di reato è indagato A.N., 58 anni, di Orta Nova (Foggia). E' l'uomo che guidava la Ford Focus che ha investito ieri Maurizio Zanella, 50 anni, poliziotto dell'autostradale di Vasto morto mentre era in servizio sul tratto pugliese dell'A14.

"L'automobilista è indagato per la fattispecie prevista dall'articolo 589 del codice penale, omicidio colposo", spiega l'ispettore capo Carmine Pontassuglia, comandante della polizia stradale di Vasto, che conduce le indagini coordinate dalla Procura di Lucera. "Entrambe le auto, sia la Focus che la vettura di servizio, sono sottoposte a sequestro. Sulla dinamica non possiamo dire nulla".

A ricostruire dinamica e motivi del tragico incidente che ha strappato alla vita Maurizio Zanella, poliziotto vastese di 50 anni, è la polizia stradale di Vasto.

Si è fermato ed è stato subito identificato l'autista della Ford Focus che ieri al chilometro 498+100 dell'A14, in territorio di Serracapriola, ha investito l'agente della polizia autostradale di Vasto Sud: è A.N., 58 anni, di Orta Nova, in provincia di Foggia. Al momento, nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti. Viaggiava insieme agli altri 4 componenti della sua famiglia. Sono feriti. Li hanno curati i medici dell'ospedale di San Severo.

Le prime indagini hanno consentito di accertare che, mentre Zanella e il suo collega Nicola Di Sciascio stavano regolando il traffico per evitare che il fumo di un incendio vicino alla carreggiata potesse causare incidenti, la Focus ha sbandato verso destra, schiantandosi prima contro l'auto di servizio e poi contro il poliziotto. Vani i tentativi di massaggio cardiaco praticatigli sul posto. Ai primi soccorsi ha contribuito un vigile del fuoco di San Severo. Un dettagliato rapporto verrà trasmesso da Pontassuglia alla Procura di Lucera, che ha aperto un'inchiesta. Di Sciascio, sotto shock dopo aver assitito alla morte del collega, ieri è stato accompagnato all'ospedale San Timoteo di Termoli.

Il ricordo - “Non perdeva mai l’occasione di regalarti un sorriso”. I colleghi sono distrutti dal dolore. E’ un giorno che mai avrebbero voluto vivere gli agenti del Distaccamento di Vasto Sud. Un incubo che si è materializzato quando metà giornata di lavoro era filata via liscia. Sembrava un giorno come gli altri. Ora i colleghi non riescono a trattenere le lacrime.

Maurizio rimarrà nei loro cuori. Con lui si lavorava bene. Per lui si stava per aprire anche qualche interessante prospettiva di carriera: il mese prossimo avrebbe iniziato a frequentare a Pescara il corso per salire di grado, da assistente capo a vice sovrintendente. “Ma era bravo anche fuori dall’ambiente lavorativo. La sua passione era il mare. Gli piaceva infilarsi la muta da sub e andare a pescare polpi e cozze”.

Attestati di vicinanza alla famiglia di Zanella, la moglie Anna e le figlie Valeria e Mariana, sono giunti anche tramite internet e su Facebook dall'account delle donne della polizia di Stato.

Domani a Vasto, alle 10.30, nella chiesa di San Paolo Apostolo, i funerali di Maurizio Zanella, officiati dal parroco don Gianni Sciorra. La camera ardente sarà allestita probabilmente nel Comando della polizia autostradale, vicino al casello di Vasto Sud. Sarà un giorno di lutto cittadino proclamato dal sindaco, Luciano Lapenna. Bandiere a mezz'asta e serrande dei negozi abbassate. Ieri la Giunta comunale ha osservato un minuto di silenzio in apertura della seduta in cui si è deciso di indire la giornata di lutto.

Incidente a Montesilvano: morto 43enne Lorenzo Di Giorgio


Montesilvano 31 agosto 2012: morto 43enne Lorenzo Di Giorgio

Tragedia ieri notte a Montesilvano.

Un imprenditore di 43 anni, Lorenzo Di Giorgio, è morto a seguito di un incidente avvenuto in via Isonzo.

L'uomo stava percorrendo la via a bordo della sua moto quando ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro un cartello stradale.

Incidente a Montesilvano: morto 43enne Lorenzo Di Giorgio
„L'impatto è stato fatale, con la frattura della spina dorsale. E' morto sul colpo. Sul posto è intervenuta la polizia Stradale.“

Morto Carlo Maria Martini


milano 31 agosto 2012 E’ morto il cardinale Carlo Maria Martini. A dare la notizia, alle 16,13 all’Ansa, è l’arcivescovo di Milano Angelo Scola.

UN GRANDE BIBLISTA – Un propulsore dell’ecumenismo e del dialogo con le altre religioni, a cominciare dall’ebraismo. Un grande biblista e un uomo dalla profonda cultura, autore di molti libri e scritti, capace pero’ di parlare alle folle e di attirare i giovani. Una figura aperta al cambiamento. Nato a Torino il 15 febbraio 1927 entra nella Compagnia di Gesu’ a 17 anni, il 25 Settembre 1944, e qui studia filosofia e teologia. Il 13 luglio 1952 viene ordinato sacerdote a Chieri (To). Nel 1958 si laurea in teologia fondamentale alla Gregoriana di Roma, con una tesi dal titolo ‘Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti’ e prosegue gli studi in Sacra Scrittura, perfezionandoli anche all’estero. Il 2 febbraio 1962 pronuncia la solenne professione religiosa e in questo stesso anno gli viene assegnata la cattedra di critica testuale al Pontificio Istituto Biblico di Roma.

IL NOVUM TESTAMENTUM – Due anni dopo cura una nuova edizione del ‘Novum Testamentum graece et latine’ di A. Merk e diviene membro del comitato per la pubblicazione del ‘The Greek New Testament’. Il 29 settembre 1969 e’ nominato Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, carica che terra’ fino al 1978. Sempre nel 1969 esce la seconda edizione di ‘The Greek New Testament’, che costituisce la base delle 800 e piu’ versioni del Vangelo diffuse nel mondo: padre Martini e’ uno dei cinque editori, l’unico cattolico.
L’UNIVERSITA’ GREGORIANA – Il 18 luglio 1978 Paolo VI lo nomina Rettore Magnifico della Pontificia Universita’ Gregoriana. E per la quaresima di quello stesso anno lo invita a predicare il ritiro quaresimale in Vaticano: sara’ l’ultimo di Papa Montini. Il nuovo papa, Giovanni Paolo II, lo elegge il 29 dicembre 1979 alla cattedra episcopale di Milano. Il 6 gennaio 1980 viene consacrato vescovo in S. Pietro.

E il 10 febbraio successivo fa il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Milano. Nel novembre 1980 inizia l’esperienza della Scuola della Parola, le meditazioni tenute in Duomo a Milano per accostare la gente alla Scrittura secondo il metodo della lectio divina, insegnando a ‘leggere un testo biblico usato nella liturgia per gustarlo nella preghiera e applicarlo alla propria vita’.













giovedì 30 agosto 2012

Maria Annunziata, 58 anni e la sorella Grazia Annunziata, di 53 anni morte travolte dalla circumvesuviana al passaggio a livello senza barriere

NAPOLI 30 Agosto 2012 Una donna è morta sul colpo, un'altra è rimasta gravemente ferita ed è morta poche ore dopo in seguito a un incidente in cui l'auto su cui viaggiavano è stata travolta da un treno a Somma Vesuviana (Napoli). L' auto, una «500», secondo le prime notizie è stata investita da un treno della ferrovia «Circumvesuviana» ad un passaggio a livello del Rione Trieste poco prima delle 10. Sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del Comando Provinciale di Napoli con una autogru, per recuperare l'auto ed estrarre i corpi delle due donne.

LA VITTIMA Sono due sorelle le donne coinvolte nell'incidente verificatosi a Somma Vesuviana (Napoli) dove un treno ha travolto un'auto ad un passaggio a livello senza barriere. Nell'impatto è morta Maria Annunziata, di 58 anni nata e residente ad Ottaviano, nel Napoletano, mentre la sorella, Grazia Annunziata, di 53 anni, nata a Napoli e residente proprio nella strada dove si è verificato l'incidente a Somma Vesuviana. I vigili del fuoco hanno trovato la vittima all'esterno del lato di guida dell'auto mentre la sorella è stata liberata dai pompieri dopo essere rimasta incastrata coi piedi nella vettura.

PASSAGGIO A LIVELLO L' incidente è avvenuto ad un passaggio a livello senza barriere, dotato solo di segnalatore acustico e di segnali luminosi, in via Persici, sulla linea Ottaviano-Sarno della Circumvesuviana. Fonti della ferrovia Circumvesuviana hanno reso noto che il passaggio a livello, del tipo «Soa» (segnalazione ottico-acustica) risultava funzionante al momento dell' impatto tra il treno e l' auto

Antonio Intonaco 20 anni prima di impiccarsi telefona la sua amata "Ti amo, non ce la faccio più. Sto per uccidermi dietro al campetto"

OTTAVIANO(Napoli) 30 Agosto 2012 Antonio era diventato padre di Emanuele solo un mese fa, quando su Facebook ringraziava il piccolo e Rosa, la sua compagna, per avergli donato la gioia più grande della sua vita. Ma quella gioia non è stata sufficiente a placare la sua sofferenza, che ieri è culminata nel suicidio per il neopapà ventenne.

Nel pomeriggio ha raggiunto una casa ancora in costruzione a Ottaviano, nel napoletano, ha legato una corda al soffitto e prima di togliersi la vita ha telefonato alla fidanzata: «Ti amo, non ce la faccio più. Sto per uccidermi dietro al campetto». Quell'ultimo grido di dolore, che poteva essere uno scherzo di cattivo gusto, si è rivelato vero quando alle 20 il suo corpo è stato ritrovato. Antonio era uscito di casa nel pomeriggio, come faceva spesso per incontrare gli amici, così il suo allontanamento non ha destato sospetti. Alla base del gesto, potrebbero esserci problemi di disoccupazione.


Mattia Pintaudi, 17 anni campione di kick-boxing non ce l'ha fatta dopo un terribile incidente

Non ce l’ha fatta Mattia Pintaudi, il 17enne di Ficarra vittima di un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio in contrada Matini del centro nebroideo. Il giovane è morto questa notte all’azienda ospedaliera Papardo di Messina dove era stato trasportato con l’elisoccorso. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri della locale Stazione, che hanno svolto i rilievi del sinistro, Mattia Pintaudi, a bordo del proprio scooter, stava recandosi in un locale pubblico dove lavorava la sera.

Improvvisamente, per cause ancora in corso di accertamento, lo scontro frontale fra il mezzo a due ruote che conduceva ed un furgone alla cui guida, tra l’altro, si trovava un vicino di casa del ragazzo. Subito dopo l’impatto le condizioni del 17enne sono apparse gravi con fratture riportate in diverse parti del corpo. Per questo è stato allertato il 118 per l’invio di un elicottero di soccorso che ha trasportato il giovane al Papardo.
Conosciuto ed apprezzato da tutti, Mattia Pintaudi era un grande appassionato di sport e di kick-boking in particolare tanto da avere conquistato, malgrado la giovane età, diversi titoli a livello nazionale ed europeo ed era stato convocato per i prossimi campionati mondiali in programma in Slovacchia a settembre.
Fonte:http://www.glpress.it

mercoledì 29 agosto 2012

Cesarino Frau, 54 anni, ex maresciallo della guardia di finanza, è morto in seguito ad un incidente avvenuto all’incrocio tra via San Benedetto

Cagliari 29 Settembre 2012 Cesarino Frau, 54 anni, ex maresciallo della guardia di finanza, è morto la scorsa notte in seguito ad un incidente avvenuto all’incrocio tra via San Benedetto e via Ariosto. A causare l’incidente sarebbe stata una mancata precedenza da parte di una donna alla guida di un auto.

L’impatto con lo scooter sul quale viaggiava Frau è stato devastante. Quando l’ambulanza è giunta sul posto l’uomo era già morto. Sul caso indaga la Polizia Municipale.

Reno Borgese di 48 anni, e Antonio e Francesco Borgese, di 27 e 21 anni, rispettivamente padre e figli, sono state uccise a colpi d'arma da fuoco a Ri

REGGIO CALABRIA 29 settembre 2012 Tragedia nel Reggino. Tre persone, Reno Borgese di 48 anni, e Antonio e Francesco Borgese, di 27 e 21 anni, rispettivamente padre e figli, sono state uccise a colpi d'arma da fuoco a Rizziconi, centro della piana di .Gioia Tauro. Sulla dinamica del triplice omicidio indaga la polizia di stato che sul movente non esclude alcuna ipotesi.

L'OMICIDIO l triplice omicidio è avvenuto la notte scorsa in una piazzetta davanti le scuole elementari del paese. Per uccidere Reno Borgese e i due figli è stata usata un'arma da fuoco, un fucile o una pistola. Sul posto si sono recati gli agenti della Mobile di Reggio Calabria e del commissariato di Gioia Tauro.

LA PISTA DELLA POLIZIA Col passare delle ore si fa sempre più concreta negli investigatori l'idea che all'origine del triplice omicidio compiuto la notte scorsa a Rizziconi ci sia stata una lite per motivi banali e la polizia sta già seguendo una pista. Remo Borgese ed i figli, infatti, non solo erano incensurati, ma nei loro confronti non è mai emerso alcunchè che potesse farli ritenere contigui ad ambienti criminali.

SOSPETTO C'è un sospettato nelle indagini sul triplice omicidio compiuto la notte scorsa a Rizziconi e la polizia sta cercando prove a conferma della propria tesi. È quanto si è appreso da fonti vicine all'inchiesta. La polizia, infatti, avrebbe concentrato le proprie attenzioni su un giovane, che al momento non è stato rintracciato, che avrebbe avuto una lite con una delle vittime, pare per una questione legata ad una ragazza. Allo stato, comunque, non è stato emesso alcun provvedimento.

LE INDAGINI Una vasta macchia scura a testimonianza del sangue già lavato e altre tracce di sangue a macchie per una cinquantina di metri, segno di un disperato tentativo di fuga. Sono l'unica testimonianza rimasta della strage compiuta la notte scorsa a Rizziconi, nella quale sono stati uccisi Remo Borgese ed i figli Antonio e Francesco ed è stato ferito il nipote dell'uomo, Antonino. Teatro della strage uno spiazzo delimitato da un muretto in cemento realizzato accanto alla strada provinciale che unisce le varie frazioni di Rizziconi. Stamane sul luogo del triplice omicidio c'erano due pattuglie della polizia a presidiare la zona. Nessun curioso, nessun passante. Solo alcuni automobilisti che, attratti dalla presenza della polizia, rallentano e poi se ne vanno. Le uniche presenze sono quelle di quattro lavoratori extracomunitari che parlano tra loro ad un centinaio di metri dal teatro della strage. Sulla piazzetta l'unico ritrovo una baracca adibita a bar in occasione della festa di San Rocco che si è svolta proprio in questo luogo dal 16 al 19 agosto e che ieri era chiusa. A meno di 50 metri c'è l'abitazione della famiglia Borgese, una villetta a due piani di cui il piano superiore è ancora da ultimare e con i mattoni a vista, chiusa da una recinzione e alla quale si accede attraverso un cancello in ferro. Tutte le finestre stamane erano chiuse. Anche a Rizziconi, in paese, poca gente per le strade con la vita che sembra scorrere normalmente. Il sindaco, Giuseppe Di Giorgio, ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali. «Conoscevo molto bene le vittime - dice - e ricordo una famiglia dedita al lavoro e ricca di valori morali come sono i veri calabresi». Remo Borgese ed i figli erano titolari di una carrozzeria con soccorso stradale e di un'agenzia di assicurazioni

Vittoria Dammico, 2 anni di Cazzago di Pianiga (Venezia), è morta colpita alla testa da una colonnina portavasi in gesso.

TREVISO 29 Settembre 2012 Una bambina di due anni, Vittoria Dammico, di Cazzago di Pianiga (Venezia), è morta colpita alla testa da una colonnina portavasi in gesso. La tragedia è accaduta nella casa dei nonni paterni della piccola che la ospitavano da un paio di giorni dopo che la baby sitter era andata in vacanza.

Sulla vicenda stanno svolgendo le indagini i carabinieri di Treviso che hanno nel frattempo informato il magistrato di turno della Procura trevigiana. Secondo quanto si è appreso, la bimba e i nonni, entrambi settantenni, erano appena rientrati a casa, una villetta singola a Marocco, una frazione a poca distanza dal centro di Mogliano. I due nonni hanno lasciato la nipote a giocare nel pianerottolo di casa: la piccola avrebbe inavvertitamente tirato verso di sè la colonnina in gesso che l'ha travolta, ferendola gravemente. La bimba, unica figlia, è stata portata all'ospedale di Treviso dove è morta due ore dopo il ricovero

martedì 28 agosto 2012

AUTO IN UN FOSSO PRIMA DELL'ALBA.21ENNE MUORE SUL COLPO


ROMA 28 Agosto 2012 Grave incidente stradale la notte scorsa a Tor San Lorenzo, sul litorale romano. Poco dopo le 4 una Ford Fiesta con a bordo quattro ragazzi ventenni è sbandata, ha urtato il guard rail e ha finito la sua corsa nel fosso adiacente. Uno dei giovani a bordo, 21 anni, è morto sul colpo mentre gli altri tre, tutti coetanei, sono rimasti gravemente feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e i vigili del fuoco per estrarre i giovani dalle lamiere. L'incidente è avvenuto sulla strada statale 601.

Alla guida dell'auto finita fuori strada sul lungomare di Tor San Lorenzo, all'altezza del civico 181, c'era un ragazzo moldavo di 20 anni, residente a Lavinio, che è stato trasportato in codice rosso in ospedale insieme a un altro ragazzo di 23 anni residente ad Anzio. Il giovane è risultato positivo al test dell'alcool compiuto dai carabinieri: aveva ingerito alcolici per più del doppio del limite consentito dalla legge: per lui è scattata l'accusa di omicidio colposo.

La vittima è un romano di 21 anni di Ardea, morto sul colpo. Il quarto giovane di 21 anni, originario di Benevento, ma residente ad Ardea, è in codice giallo. A effettuare i rilievi sono i carabinieri della stazione Tor San Lorenzo e del nucleo radiomobile di Anzio. I feriti, soccorsi dal 118, sono stati portati alla clinica Sant'Anna di Pomezia e agli ospedali riuniti di Anzio. Sono in corso accertamenti per verificare tasso alcolemico del conducente. Sul corpo della vittima è stata disposta l'autopsia che sarà effettuata all'istituto di medicina legale di Tor Vergata.

Ivan Sgrena, di 59 anni, fratello della giornalista Giuliana, rapita e poi liberata in Iraq nel 2005 muore precipitando da un dirupo sulle Alpi

BACENO (VERBANIA) 28 Agosto 2012 È Ivan Sgrena, di 59 anni, fratello della giornalista Giuliana, rapita e poi liberata in Iraq nel 2005, l'alpinista morto stamani dopo essere precipitato nel gruppo dell'Alpe Devero, a Baceno (Verbania). Ivan Sgrena, che viveva a
Masera (Verbania), si stava preparando a scalare, con un compagno, lo 'Spigolo della Rossà per giungere in vetta, a poco più di 3.000 metri di quota seguendo una delle vie 'classichè più conosciute della zona.

Per cause imprecisate - si è saputo dal Soccorso Alpino - ha perso l'equilibrio prima di legarsi in cordata ed è precipitato per una quindicina di metri. L'allarme è stato dato dal compagno di escursione. Nella zona si stava allenando una cordata del Soccorso Alpino che è scesa sul punto dell'incidente per tentare di soccorrere Ivan Sgrena, per il quale non c'era però nulla da fare. Il corpo è stato recuperato dalle squadre del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza.

lunedì 27 agosto 2012

Ornella Vagnoni, di Offida, autista dell’azienda di trasporti Start,muore Schiacciata da un minibus


SAN BENEDETTO 27 Agosto 2012 Una donna di 37 anni, Ornella Vagnoni, di Offida, autista dell’azienda di trasporti Start, è morta dopo essere rimasta schiacciata dallo sportello di un minibus con il quale stava andando a prendere una comitiva di turisti. Ancora da accertare le cause dell’incidente, che è avvenuto all’interno del deposito degli autobus a San Benendetto del Tronto.

La donna aveva messo in moto il mezzo ed era scesa; sembra che il minibus a un certo punto si sia sfrenato, finendo contro un muro, e che lo sportello si sia richiuso schiacciandola. Sul posto il pm di Ascoli Piceno Ettore Picarri.

Alex Chiereghin 18 anni e Gloria Baldo 17 anni di Chioggia ,sono morti in un incidente sulla Romea

Il 18 e la 17enne domenica alle 19 stavano percorrendo la statale con altri tre amici clodiensi, in condizioni serie, quando la loro Peugeot è sbandata schiantandosi frontalmente con un furgone
Erano entrambi residenti a Chioggia i due giovani morti domenica sera verso le 19 sulla statale Romea in un incidente avvenuto nei pressi di Codevigo. Le vittime sono Alex Chiereghin, 18 anni, e Gloria Baldo, 17enne. Nella cittadina clodiense risiedono anche gli altri tre ragazzi che si trovavano a bordo della Peugeot rimasta distrutta nello schianto.

Sono ricoverati all'ospedale di Piove di Sacco, in condizioni serie. Prima di scontrarsi contro l'angolo anteriore di un furgone Iveco Sprinter, la vettura dei cinque giovani, che procedeva in direzione Chioggia, per cause da accertare sarebbe improvvisamente sbandata in un tratto rettilineo, tornando poi sulla carreggiata dove è entrata in collisione con il camioncino. In seguito all'urto è finita quindi in una canaletta al lato della strada, diversamente dall'altro veicolo, con targa romena, che è rimasto sulla sede stradale.
Illeso l'autista del furgone. Al momento dell'incidente, avvenuto sulla strada che collega Santa Margherita a Conche di Codevigo, si era appena concluso un acquazzone che aveva reso viscido l'asfalto.“


Romeo Magdici di 30 anni perde la vita colpito da un albero.Ferito il figlio

ROMA 27 Agosto 2012 Una persona è morta nel pomeriggio a Padova a causa del maltempo che si è abbattuto sull'intera zona. L'uomo, Romeo Magdici di 30 anni, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, si trovava nella sua auto quando un albero è caduto a causa delle forti piogge. Colpita in pieno la vettura. Nella zona del padovano sono già centinaia gli interventi dei vigili del fuoco.

La moglie di Magdici, 29 anni, ed il figlio sono stati soccorsi e portati all'ospedale di Padova. Hanno riportato solo contusioni, e le loro condizioni non destano preoccupazione.
L'uomo, invece, rimasto schiacciato dalla pianta, è morto all'istante. Sul posto stanno ancora lavorando i vigili del fuoco, con i quali sono intervenuti i vigili urbani e gli agenti della Questura.
Non ci sono state altre vetture coinvolte dall'incidente, una tragica fatalità perchè l'autovettura non era ferma, ma si è trovata a passare a velocità normale lungo via D'Avanzo proprio nell'istante in cui l'albero è precipitata sulla carreggiata.

Una 12enne italiana è morta sul litorale vicino a Gironda, in Francia, soffocata in un buca che lei stessa aveva scavato

PARIGI 27 Agosto 2012 Una 12enne italiana è morta sul litorale vicino a Gironda, in Francia, soffocata in un buca che lei stessa aveva scavato. La notizia, riportata dai media francesi, è stata confermata dalla Farnesina, che ha reso noto che i familiari della piccola sono assistiti dai funzionari del consolato generale di Tolosa che sta seguendo il caso.

Secondo la ricostruzione fornita dai media francesi, la bambina, di 12 anni, è morta per asfissia ieri sulla spiaggia di La Teste-de-Buch, vicino ad Arcachon, dopo essere rimasta bloccata nella buca nella sabbia che lei stessa aveva scavato. Sono stati alcuni bagnanti a lanciare l'allarme, dopo che si sono accorti che la ragazzina era parzialmente sepolta dalla sabbia. A nulla sono valsi gli sforzi dei vigili del fuoco, intervenuti verso le 19,30, per rianimare la bambina dopo averla liberata dalla sabbia. I testimoni hanno raccontato di aver visto la bambina intenta per diverse ore a scavare la profonda buca in cui sarebbe poi scivolata, rimanendo bloccata.

domenica 26 agosto 2012

Alessandro Cotogni, muore schiantatosi contro un cartellone pubblicitario mentre era in sella alla sua moto, una Ktm.

TARANTO 26 Agosto 2012 Un altro incidente si è verificato nella notte a Taranto, in viale Unità d'Italia, dove martedì scorso era morta la 22enne Vanessa Caligine. Questa volta la vittima è un ragazzo di 19 anni, Alessandro Cotogni, schiantatosi contro un cartellone pubblicitario mentre era in sella alla sua moto, una Ktm.

La dinamica è ancora al vaglio della polizia, intervenuta sul posto subito dopo l'impatto, avvenuto intorno alle 23 di ieri. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari del "118" di rianimare il ragazzo.

Omar Aresu, 43 anni si schianta contro il muro di una casa a Formegan di Santa Giustina morendo sul colpo

BELLUNO 26 Agosto 2012 L’ora non era nemmeno tanto tarda, la strada era illuminata, il clima era buono e non c’era traffico. Eppure venerdì sera, intorno alle 22.45, qualcosa non ha funzionato per Omar Aresu, 43 anni, residente a Sedico (Belluno), che ha
perso il controllo della moto su cui viaggiava ed è finito contro il muro di una casa a Formegan di Santa Giustina morendo sul colpo. Forse un malore - le cause sono in corso di accertamento da parte degli inquirenti - potrebbe aver colpito improvvisamente il centauro il quale non ce l’ha fatta a tenere in strada la sua Kawasaki.

Omar Aresu stava percorrendo la strada statale 50 in direzione Feltre-Belluno. Con ogni probabilità stava andando verso la sua abitazione di Sedico, in via Buzzatti. Giunto lungo la via Trevigiana di Formegan di Santa Giustina, all’altezza del locale "La briciola", la motocicletta ha cominciato ad andare fuoristrada, come fosse incontrollata. Dapprima ha invaso la carreggiata di sinistra rispetto all’andatura di marcia e poi s’è infilata dritta nel varco del cancello aperto della recinzione di una villetta, ha "arato" il giardino è ha finito la sua corsa schiantandosi contro l’edificio. Nel terribile urto il mezzo ha perso la ruota anteriore e l’uomo ha battuto la testa contro il muro della casa ed è deceduto sul colpo. La terribile scena è stata seguita dai clienti del vicino locale.

Subito allertati, i soccorritori dell’ambulanza dell’ospedale di Feltre sono arrivati sul luogo dell’incidente ma ormai non c’era più nulla da fare per salvare la vita di Omar Aresu. La salma dell’uomo è stata portata nell’obitorio feltrino del Santa Maria del Prato. I rilievi dell’incidente sono stati eseguiti dal personale della Polizia stradale di Feltre al comando di Tiziano Speranza.

Constatato che l’incidente è stato autonomo, il magistrato Antonio Bianco non ha ritenuto di porre sotto sequestro la moto ed ha disposto l’immediata restituzione della salma ai familiari. Sulle cause che hanno portato alla morte Aresu, il sostituto procuratore ha delegato il comandante Speranza a svolgere le indagini. Sul luogo dell’incidente sono accorsi anche i vigili del fuoco. Omar Aresu abitava a Soccher di Ponte nelle Alpi ed era nato a Belluno. Lascia la moglie e una figlia ventenne.

sabato 25 agosto 2012

Marco Gabrielli 17 anni muore dopo un tragico incidente

Prato, 25 agosto 2012 - Una vita stroncata ad appena 17 anni e un dramma troppo grande, impossibile da sopportare. Non ce l’ha fatta Marco Gabrielli il ragazzo ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Careggi dopo essere rimasto vittima di pauroso incidente avvenuto, prima della mezzanotte di giovedì, nella centralissima via Puccini a Calenzano. La dinamica è ancora in fase di ricostruzione, da parte dei carabinieri della stazione di Calenzano e Signa intervenuti sul posto per i rilievi, ma il ragazzo, che in sella al suo scooter viaggiava in direzione Prato, è stato investito in pieno da un’auto, una Mercedes Classe A, che stava effettuando una manovra di svolta nella zona del cimitero del capoluogo, in via Puccini.

Marco stava andando a casa di alcuni compagni quando il terribile impatto con l’auto è avvenuto: fra l’altro chi lo conosceva bene ribadisce che il ragazzo era prudente alla guida del suo motorino e non eccedeva mai con la velocità. Dopo il terribile scontro le sue condizioni erano apparse subito gravissime e la prognosi era stata purtroppo confermata all’arrivo in ospedale dove era stato trasportato con un codice rosso. Le speranza erano però ridotte al lumicino per i familiari e gli amici di Marco che avevano compreso subito dopo l’incidente la gravità della situazione: ieri pomeriggio è stata dichiarata la morte cerebrale dello sfortunato ragazzo e la famiglia, in un estremo atto di solidarietà e generosità, ha acconsentito all’espianto degli organi con la speranza di salvare altre vite.

Marco Gabrielli abitava al Rosi, quartiere di confine tra Campi Bisenzio e Prato con la famiglia, ed era molto conosciuto in zona anche per avere militato, diversi anni nel settore giovanile della società calcistica La Querce 2009 di Prato con cui aveva comunque mantenuto contatti. La notizia del terribile incidente perciò ieri ha fatto il giro rapidamente nell’area del Rosi e della Querce, sul versante pratese, e in tanti si sono stretti attorno alla devastata famiglia. Gli amici del diciassettenne hanno invece utilizzato anche i social network come Facebook per cercare di sostenerlo nella sua battaglia per la vita: messaggi carichi di disperazione, con post sempre più carichi di angoscia con il trascorrere delle ore, si sono così alternati nelle bacheche di ex compagni di squadra e altri amici sempre più increduli di fronte ad una tragedia così grande.

Sul profilo Facebook di Marco invece, accanto all’immagine che lo ritrae con due amiche, campeggia una grande foto del suo idolo calcistico, l’ex capitano bianconero Alessandro Del Piero con la coppa dell’ultimo
scudetto vinto dalla Juventus. La salma di Marco dovrebbe essere restituita alla famiglia lunedì: i funerali, non sono ancora stati fissati, ma potrebbero svolgersi martedì o mercoledì prossimi nella chiesa di San Luca alla
Querce.

Federico Rossi, 26 anni muore in un tragico incidente stesso epilogo a R.U. 40 anni.


VICENZA 24 Agosto 2012 Due incidenti stradali si sono verificati ieri sera a distanza di poche ore in provincia di Vicenza. Il primo è avvenuto ad Asiago e il secondo a Pove, ma entrambi hanno avuto un tragico epilogo. Infatti hanno perso la vita un 26enne padovano e un 40enne di Mussolente. Altre due persone sono rimaste ferite. Lo racconta oggi il Gazzettino nella sua versione on-line.

L'INCIDENTE DI ASIGO Si è conclusa in tragedia una gita estiva in moto sull'Altopiano dei Sette Comuni (Vicenza) per due giovani fidanzati padovani: a perdere la vita Federico Rossi, 26 anni, nativo di Castelfranco Veneto (Treviso) e residente nella città del Santo, in via Campagnola. Ferita in maniera grave la sua ragazza, Federica Murer, 24enne nativa di Camposampiero e residente a Cadoneghe (Padova), che si trovava nel sellino posteriore e che ieri sera era ricoverata nel reparto di rianimazione del San Bortolo di Vicenza. L'incidente si è verificato sull'ex-statale "349" del Costo, nel territorio di Asiago, nel tratto compreso tra località Ghertele e la trattoria "Al Termine", a circa un chilometro dal confine con il Trentino. Poco dopo le 19, il giovane, a bordo di una Bmw da 600 di cilindrata stava scendendo in direzione di Camporovere. Per cause da accertare, pare dopo aver effettuato un sorpasso, ha perso il controllo del mezzo che è sbandato sulla sinistra e dopo aver invaso la carreggiata opposta ha colpito il cordolo in cemento: proprio quest'ultimo ha fatto da trampolino per i due giovani che sono finiti contro lo spuntone di roccia. Ad avere la peggio è stato proprio Rossi, che nel violento impatto ha riportato gravi lesioni, mentre a salvare la ragazza è stato proprio il corpo del suo fidanzato che ha fatto da "scudo".

L'INCIDENTE DI POVE Schianto mortale al chilometro 46 della superstrada Valsugana, ieri sera alle 21, nel territorio comunale di Pove del Grappa. Un morto e due feriti gravi è il pesante bilancio dell’incidente che ha visto coinvolti due autocarri. A perdere la vita R.U. 40 anni, di origine pakistana ma residente a Mussolente da circa una ventina d’anni e ben integrato nella comunità misquilese. L’incidente è avvenuto in un tratto di strada rettilineo in direzione Bassano, a circa un chilometro dal centro commerciale "Ok". Sembra che il camioncino sul quale viaggiava R.U., per causa ancora tutte da verificare, molto probabilmente per un guasto, abbia rallentato o addirittura sia sia fermato, venendo violentemente tamponato da un altro autocarro. Dei feriti, quasi sicuramente della zona, non si conoscono le generalità. La vittima lascia la moglie e tre figli in tenera età, il più grande dei quali di appena quattordici anni.

NEIL ARMSTRONG: FU IL PRIMO UOMO AD ANDARE SULLA LUNA

NEW YORK 24 Agosto 2012 «Un vero eroe americano». Così è stato definito Neil Armstrong, timido e tranquillo ingegnere dell'Ohio destinato a diventare un eroe globale: il primo uomo a posare piede sulla Luna, nell'ormai lontano 20 luglio 1969. Oggi Armstrong ha lasciato questa Terra, quella che commosso riuscì a contemplare dalla superficie lunare. Si è spento ad 82 anni per complicazioni cardiovascolari, in seguito ad una delicatissima operazione al cuore subita all'inizio di agosto. La costernazione per la scomparsa del primo 'moonwalker' della storia coinvolge ogni angolo del mondo.

Insieme a Edwin 'Buzz' Aldrin e Michael Collins quel giorno di 43 anni fa emozionò un'intera generazione. E le sue prime parole, appena toccato il suolo lunare, sono rimaste impresse nella memoria e nei libri di storia: «That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind», un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l'umanità. Si coronava il sogno del presidente americano John Fitzgerald Kennedy a cui, in piena guerra fredda, l'Unione Sovietica aveva lanciato il guanto di sfida anche sul fronte della corsa allo spazio, lanciando in orbita nel 1957 il satellite Sputnik. Ora l'America aveva vinto. Il simbolo di questa vittoria era proprio Armstrong che, in quelle ore passate sulla Luna, insieme ad Aldrin raccolse reperti, scattò fotografie, fece esperimenti, gettando le basi per la futura esplorazione dello spazio.

GLI ALTRI Dopo di loro altri dieci astronauti americani lasciarono le loro impronte sulla luna tra il 1969 e il 1972. Armstrong mostrò anche un enorme coraggio, lui che alcuni amici di infanzia ricordano come un giovane un pò 'nerdy', imbranato: quando il computer del modulo lunare Eagle in fase di atterraggio fece le bizze, prese i comandi manuali e si rese protagonista di un atterraggio mozzafiato: «Houston, qui Base della Tranquillità. L'Aquila è atterrata», disse alla fine della spericolata ma decisiva manovra, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo. Anche ai milioni di telespettatori che in tutto il mondo seguirono - in bianco e nero - l'evento. Forse il primo grande evento mediatico globale della storia della televisione. Armstrong, nato in Ohio da genitori di origine tedesca, è rimasto schivo e poco avvezzo alle luci della ribalta anche dopo essere andato in pensione. Ha continuato a insegnare all'università e le sue apparizioni negli anni sono state sporadiche. Solo nel 2010 fece parlare di sè per essere per la prima volta intervenuto nel dibattito politico, criticando la politica spaziale dell'amministrazione Obama che, in tempi di crisi economica, aveva secondo lui indebolito il ruolo della Nasa promuovendo la corsa allo spazio da parte delle compagnie private. I problemi al cuore lo avevano costretto ai primi di agosto ad un delicatissimo intervento per installare un bypass. Sembrava tutto fosse andato per il verso giusto, come la stessa moglie Carol aveva confermato. «Lo spirito pioneristico di Neil gli è stato utile in questo momento difficile», erano state le parole del numero uno della Nasa, Charles Bolden. Ma stavolta Neil non ce l'ha fatta. E ora l'America piange il suo eroe.

L'IMPRESA DI 43 ANNI FA «Se la missione chiamata Apollo 11 avrà successo, l'uomo realizzerà il sogno, inseguito a lungo, di camminare su un altro corpo celeste»: 43 anni fa, era questa la promessa della prima missione spaziale che avrebbe portato l'uomo sulla Luna. Così la Nasa l'aveva presentata ai giornalisti arrivati a Cape Canaveral (Florida) per seguire il lancio del Saturno V che portava nello spazio il comandante della missione Apollo 11, Neil Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins e il pilota del modulo lunare, Edwin Aldrin, più noto come Buzz. Armstrong e Aldrin erano gli astronauti destinati a camminare sulla Luna. Con i suoi 110 metri di altezza, un diametro di dieci metri e pesante oltre 2.000 tonnellate, il Saturno V era un gigante silenzioso sulla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center; la navetta Apollo con i tre uomini era rannicchiata sulla sommità. Era il simbolo di un'America decisa ad accaparrarsi il primato più importante della sua più che decennale corsa allo spazio contro l'Unione Sovietica. Nel 1957 l'Urss aveva stupito il mondo con il «bip» del primo satellite artificiale, lo Sputnik, l'anno successivo aveva spedito il primo essere vivente nello spazio, con la cagnetta Laika a bordo dello Sputnik 2. Ed erano sovietiche anche le sonde Luna lanciate a partire dal 1959 per studiare la superficie della Luna e il suo lato nascosto. Il Saturno V, con la navetta Apollo e il suo equipaggio, vennero lanciati in perfetto orario mercoledì 16 luglio 1969 e arrivarono nell'orbita lunare sabato 19 luglio. Domenica 20, mentre Collins restava sul modulo di comando, chiamato Columbia, Armstrong e Aldrin entravano nel modulo lunare, chiamato Aquila. Alla 13/ma orbita lunare i due moduli si separarono e Aquila accese i motori per cominciare la discesa. In tutto il mondo oltre 500 milioni di persone seguivano dalle tv ogni fase della missione col fiato sospeso. Mentre il modulo Aquila sorvolava la zona rocciosa del Mare della Tranquillità, Armstrong decise di passare ai comandi manuali e alle 22,17 (ora italiana) comunicò al centro di controllo: «Aquila è atterrata». Poi il comandante rinunciò alle quattro ore di riposo previste, aprì il portello e scese dalla scaletta. Arrivato all'ultimo gradino disse: «È un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l'umanita». A distanza di 18 minuti scese Aldrin. «Quell'esperienza è stata così breve e abbiamo lavorato a un ritmo così serrato che quasi tutti i miei ricordi li devo alle foto e ai video», dirà Aldrin a distanza di molti anni da quell'esperienza unica. Nelle due ore e mezza trascorse sulla Luna i due astronauti lavorarono per raccogliere 22 chilogrammi di rocce lunari, ma sono indimenticabili le immagini delle prove che i due, protetti dalle immense tute bianche e dai caschi, facevano per scoprire l'andatura ideale per spostarsi sul suolo lunare: piccoli passi, brevi corse, saltelli. Poi alzarono la bandiera americana, tenuta dispiegata da un'asta orizzontale, e lasciarono sul suolo lunare la targa con le tre firme dell'equipaggio e quella dell'allora presidente Richard Nixon: «Qui nel luglio 1969 misero per la prima volta piede sulla Luna uomini venuti dal pianeta Terra, siamo venuti in pace per l'intera umanita».

IL PROFILO Neil Armstrong, il comandante dell'Apollo 11, l'uomo che il 20 luglio del 1969 lasciò la prima impronta sulla Luna pronunciando la celebre frase «un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l'umanità», era nato in un piccolo paese dell'Ohio, Wapakoneta, nel 1930. La sua passione per l'aviazione era iniziata con un volo in aereo a soli sei anni, e quando nel 1950 scoppiò la guerra in Corea, il giovane Neil abbandon• gli studi all'università per diventare un pilota di marina, terminando quel conflitto con ben 72 missioni al suo attivo. Dopo la guerra si specializzò nei test di nuovi aerei, come l'affusolatissimo X-15, che portò a 38 miglia di altezza, quasi nello spazio. Armstrong entrò quindi a far parte del primo gruppo di astronauti civili in forza alla Nato: il primo volo, sulla Gemini 8 nel 1966, fu un mezzo disastro. Solo la freddezza di Armstrong evitò che la navicella - un guasto a un propulsore iniziò a farla roteare a grande rapidità - evitò la tragedia. Il comandante usò un sistema di riserva e la riportò sotto controllo, atterrando nel Pacifico. La missione per la Luna dell'Apollo 11 fu lanciata il 16 luglio 1969. Neil aveva 38 anni, e con lui volarono nella storica impresa Buzz Aldrin e Mike Collins. All'atterraggio, Armstrong disse un'altra frase entrata nella leggenda: «Houston, qui Base Tranquillità. L'Aquila è atterrata». Dopo il trionfale allunaggio e il ritorno a terra, che coronarono il programma spaziale Usa lanciato da John F. Kennedy, Armstrong spar di fatto dalla vita pubblica. Lasciò la Nasa e andò ad insegnare ingegneria all'Università di Cincinnati; più tardi avrebbe fatto parte di consigli di amministrazione di varie aziende aerospaziali. Armstrong ricomparve in pubblico per il 30.mo anniversario dell'impresa dell'Apollo 11, quindi per il quarantennale, in occasione del quale lui, Aldrin e Collins furono ricevuti dal presidente Barack Obama. Lo scorso novembre era stato insignito, insieme ai compagni, della Medaglia d'oro del Congresso, la più alta onorificenza civile statunitense. All'inizio del mese si era sottoposto a un intervento di angioplastica per liberare una coronaria occlusa, e il decorso era apparso buono. Della conquista della Luna disse: «La cosa più importante della missione Apollo fu dimostrare che l'umanità non è incatenata per sempre a un solo pianeta, e che le nostre visioni possono superare quel confine, e che le nostre opportunità solo illimitate».

venerdì 24 agosto 2012

Dino Mazzarotto non ce l'ha fatta dopo l'incidente sul Quad. Emanuele Burato l'imprenditore ed ex uomo politico muore sul colpo

VENEZIA 24 Agosto 2012 Anche Dino Mazzarotto non ce l'ha fatta: è morto ieri all'ospedale civile di Udine verso mezzogiorno. Dopo Emanuele Burato, morto sul colpo, l'imprenditore ed ex uomo politico di Torre di Mosto (Venezia) non è sopravvissuto alla tragica caduta con il quad sulle montagne di Sauris (Udine).
Sembrava avesse la forza di riprendersi, nonostante le gravissime ferite riportate nell'incidente, ma ieri mattina la situazione è precipitata. Già nel primo pomeriggio la notizia si è diffusa creando sgomento in paese. Dino Mazzarotto era persona molto conosciuta e apprezzata per le sue qualità umane, imprenditoriali e politiche. «Dino politicamente - dicono i suoi compagni della lista "Nuova Torre" con cui si era candidato alle Amministrative del 2010 - ha sempre affrontato gli argomenti senza pregiudizi, da vero laico, cercando la soluzione migliore per il bene comune con altruismo».

Negli anni '80 Mazzarotto, di formazione socialdemocratica, era stato vicesindaco nell’Amministrazione guidata da Venerino Tamai. Successivamente si era dedicato soprattutto all’attività professionale, non rinunciando ad alcune sue idee, che fra l'altro vanno tanto di moda adesso: l'unione dei Comuni con Ceggia e San Stino di Livenza per dare più opportunità e servizi alla realtà territoriale del Basso Livenza. Come professione aveva fondato ed era stato alla testa dell'impresa edile "La Torresana" che recentemente aveva ceduto a Emanuele Burato, inizialmente assunto come dipendente in qualità di geometra. Il rapporto fraterno fra i due è testimoniato dalla stesse vacanze passate assieme in Carnia.
Momenti belli finiti tragicamente, due amici uniti nel fatale destino. Nel frattempo è arrivato il nulla osta del magistrato per la sepoltura del geometra di Eraclea. Niente autopsia, quindi. Restano perciò confermate le esequie per le 10.30 di domani nella chiesa parrocchiale di Ponte Crepaldo.

Gaetano Piva,58 anni è morto annegato nelle acque della valle Moceniga in Porto Caleri di Rosolina (Rovigo)

PADOVA 24 Agosto 2012 Un 58enne di Brugine (Padova), Gaetano Piva, è morto oggi nelle acque della valle Moceniga in Porto Caleri di Rosolina (Rovigo), sul delta del Po. Mentre due suoi coetanei facevano il bagno, Piva, rimasto sul piccolo fuoribordo utilizzato dai tre amici, ha avviato il motore dell'imbarcazione che ha improvvisamente accelerato, impennandosi e rovesciandosi.

Sul posto sono intervenute due motovedette della guardia di finanza, inviata dalla sala operativa che aveva ricevuto segnalazione telefonica da parte del comandante di un motopontone che transitava carico di turisti. I militari non hanno potuto che constatare il decesso dell'uomo e recuperare i due amici.

Maurizio Cordasco, 25 anni.E’ morto folgorato nella sua pizzeria

Sant'Ilario (Reggio Emilia),24 agosto 2012 - E’ morto folgorato nella sua pizzeria. La vittima si chiamava Maurizio Cordasco, 25 anni. Era originario di Stigliano, in provincia di Matera.
Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri della locale stazione, dei tecnici della medicina del lavoro e dei vigili del fuoco, il giovane si trovava all’interno del suo ristorante-pizzeria intento ad effettuare lavori su una presa di corrente. La perdita dell’acqua da parte di una tubatura del lavandino ha fatto da conduttore elettrico e il ristoratore è morto folgorato.
La tragedia si è consumata prima delle 18 ma in quel momento nessuno si trovava me locale. Il corpo privo di vita di Maurizio è stato trovato, poco dopo l’accaduto, dal fidanzato di una collaboratrice del ristorante, Paolo Di Bari.


L’uomo ha visto dell’acqua sulla strada che arrivava dalla pizzeria. Ha chiamato Maurizio ma non sentendo alcuna risposta è entrato nel locale: Maurizio era riverso a terra e in mezzo all’acqua. Subito ha dato l’allarme alla centrale operativa del 118 che ha inviato una ambulanza della Croce Bianca e l’automedica dall’ospedale Franchini di Montecchio. In breve tempo in via Libertà sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri della locale stazione. Seppure debolmente, il 25enne respirava ancora ed a lungo gli operatori sanitari hanno tentato di strapparlo alla morte con il massaggio cardiaco. Purtroppo ogni sforzo è risultato vano perché il suo cuore ha cessato di battere.
Sul posto sono arrivati anche i funzionari della medicina del lavoro della Usl per verificare cosa possa avere dato origine alla tragedia. Da quanto si è potuto appurare, pare Cordasco stava lavorando accanto ad una presa di corrente quando probabilmente si è rotta una tubatura del lavandino. L’acqua ha fatto da conduttore elettrico e la scarica ha colpito il giovane pizzaiolo. Secondo i primi accertamenti l’impianto elettrico del locale aveva dei problema, tanto che Maurizio proprio mercoledì aveva contattato un elettricista con il quale aveva appuntamento sabato per le dovute riparazioni.
La notizia della tragedia ha suscitato in paese molta emozione. Maurizio amava moltissimo il suo lavoro dicono i conoscenti, ed aveva fatto molti sacrifici per avviare questa attività. Da poco tempo aveva preso domicilio in un appartamento proprio sopra il locale. Momenti di commozione si sono avuti quando in via Libertà sono arrivati alcuni amici e con loro la fidanzata Giusy Borettini.
di Nina Reverberi

Angelo Paolozzi 37enne di Scorzé morto sul lavoro a Castelfranco Veneto nella ditta Smalterie e metallurgiche

Venezia 24 Agosto 2012 Tragico incidente sul lavoro stamattina nella ditta Smalterie e metallurgiche castellane di Castelfranco Veneto, in via Sile. Angelo Paolozzi, dipendente della Eurogroup, una ditta esterna di Silea, era impegnato nella manutenzione di una cabina elettrica dell'Enel che serve la locale zona industriale. Qualcosa, purtroppo, deve essere andato storto. Secondo le prime informazioni avrebbe toccato un trasformatore dell'alta tensione in funzione. La virulenza della scossa l'avrebbe fatto sbalzare cadendo dalla scala dove era salito.

L'operaio, 37enne, residente a Scorzé in via Vecchia Moglianese, sposato e con tre figli di 18, 17 e 6 anni, è rimasto folgorato da una violentissima raffica superiore ai 380 volt. Inutili i tentativi di soccorso, l'uomo è deceduto nonostante le manovre di rianimazione messe in atto dai sanitari del Suem e, prima, dai colleghi di lavoro.

Sul posto si trovano i dipendenti dello Spisal dell'Ulss 8 (avvertiti verso le 10 dai medici sul posto) e i carabinieri di Castelfranco Veneto, che indagano sulle cause della tragedia.
La famiglia di Angelo Paolozzi, originario di Palermo, si era trasferita da sette anni a Scorzé, dopo essere vissuta anche a Noale.

RAGAZZA CADE E MUORE SUL TEVERE. FIDANZATO SI UCCIDE DALLO STESSO PONTE

ROMA 24 Agosto 2012 Due vite al margine, due voli gemelli dallo stesso ponte sul Tevere, la loro casa da clochard, a pochi metri dalle luci e dalle bancarelle dell'Estate Romana. Per lei, precipitata dal parapetto di Ponte Garibaldi, non c'è stato nulla da fare. Lui, a 24 ore di distanza, non ha retto al dolore. È tornato allo stesso ponte e si è gettato giù per raggiungerla. Ora lotta tra la vita e la morte all'ospedale San Camillo dove oggi è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico per le gravissime fratture riportate su tutto il corpo Una storia dagli echi shakespeariani, i cui contorni forse non saranno mai chiari, sfumati come sono forse dall'alcol, certo dal dolore.

Mercoledì sera i due litigano. Lei, 26 anni è di nazionalità tedesca. Lui, 24 anni, della Repubblica Ceca. Stanno insieme da un anno circa. Da qualche tempo sono arrivati a Roma, hanno trovato un posto, insieme ad altri punkabbestia come loro, sotto le arcate dei ponti. Basta poco: una tenda, un rifugio. I cani. L'elemosina. I pasti messi insieme a fatica. Una vita in libertà, la cui assenza di legami si paga cara, con le asprezze dell'addiaccio. La fame che spesso si prova a placare con la bottiglia, e non col pane.

LA LITE, POI LA TRAGEDIA Mercoledì forse l'alcol è stato troppo. Tra i due scoppia la lite. Volano paroloni, forse barcollano. Lei a un certo punto si allontana, si sdraia e forse si addormenta sul muretto del ponte o forse riprende tra loro, a distanza, il diverbio. Sta di fatto che la giovane tedesca perde l'equilibrio, precipita giù. Dieci metri di volo, lo schianto sulle banchine. Arriva la polizia. È lui che deve riconoscere il cadavere insanguinato. Il ragazzo ceco è disperato, grida, piange. Forse dentro di sè si sente responsabile. Forse si chiede cosa sarebbe successo se non avessero discusso. Forse beve ancora. Ma ogni volta che dal basso delle banchine guarda quel ponte non riesce a pensare che al volo della sua ragazza che l'ha lasciato più solo di prima, nell'afa di una città straniera. Allora a 24 ore dalla tragedia ieri sera sale le scale, e da quel ponte, nel punto esatto da cui la sua ragazza è precipitata, guarda giù ancora una volta. Sulla sponda opposta può sentire montare il rumore della movida romana, può vedere i tendoni bianchi degli stand, i ragazzi della sua età che ridono, si divertono, passeggiano su e giù per le sponde del fiume. Ma lui guarda solo in basso, verso il Tevere che, la pioggia manca da settimane, sembra quasi fermo. Prende un respiro, si getta. Le ferite sono gravissime, viene portato d'urgenza in ambulanza al San Camillo di Roma, dove è ancora ricoverato. Le sue condizioni sono molto preoccupanti. Oggi dottori e infermieri sono gli unici che ora, forse suo malgrado, lo tengono lontano dalla sua ragazza.


giovedì 23 agosto 2012

Giuseppe Leonardo Laterza. Era uno studente dell'ITC S. Pertini.Muore in un incidente sulla Putignano-Gioia


PUTIGNANO 23 Agosto 2012 Aggiornamento ore 17.00: Si svolgerà domani, venerdì 24 agosto, alle ore 16,30 il funerale di Giuseppe Leonardo Laterza. Il ragazzo era uno studente dell'ITC S. Pertini di Turi. Avrebbe compiuto 19 anni il prossimo novembre. Il corteo funebre partirà dalla chiesa dei Cappuccini dove è stata allestita la camera ardente. Il funerale si svolgerà presso la chiesa del Carmine. I famigliari del ragazzo hanno chiesto "non fiori ma opere di bene a Vivi la strada.it C/C n. 97292791".

Un giovane putignanese di 19 anni, Giuseppe Leonardo Laterza, che viaggiava a bordo di una Panda 4x4, ha tragicamente perso la vita sulla Putignano-Gioia, dove procedeva in direzione Putignano, a 4 km circa dal paese, dopo aver perso il controllo della sua auto rientrando nella sua corsia dopo un sorpasso. L'auto è finita contro un muretto di cemento armato all'imbocco di Strada Polemazzo andando completamente distrutta.Il ragazzo, che aveva riportato ferite su tutto il corpo, è deceduto al pronto soccorso di Putignano. Ancora in corso di accertamento le cause del sinistro, avvenuto attorno alle ore 19. Sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia Municipale per i rilievi e i carabinieri della stazione di Putignano per il controllo del traffico.

Pietro Fraccaroli, ha così assassinato il figlio 34/enne Fabrizio ieri sera nel giardino della villetta di famiglia ad Aprilia,


LATINA 23 agosto 2012 Quel figlio violento in casa non lo sopportava più. E così dopo l'ennesima lite ha imbracciato un fucile da caccia e gli ha sparato, uccidendolo. Un pensionato di 70 anni, Pietro Fraccaroli, ha così assassinato il figlio 34/enne Fabrizio ieri sera nel giardino della villetta di famiglia ad Aprilia, in provincia di Latina, dove vivono anche la madre, la moglie e la figlia della vittima.

Il giovane stava uscendo di casa dopo un litigio furibondo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, quando l'anziano padre lo ha colpito al torace con due colpi. È morto quasi subito, prima dell'arrivo dei soccorsi. Si è trattato dell'epilogo di un lungo contrasto tra i due: il figlio aveva precedenti per rapina ed altri reati, aveva picchiato varie volte i genitori ed era stato messo ai domiciliari dal giudice, proprio nella casa dove viveva la famiglia in via Perugia e dove è scoppiata l'ultima discussione con il padre. Pietro Fraccaroli si trova ora in carcere a Latina, dove è stato portato dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri. Le rapide indagini sono state svolte dai militari di Aprilia e hanno accertato che tra le mura domestiche, in quel quartiere di periferia, da anni si consumavano violenze. Fabrizio Fraccaroli aveva avuto diversi guai con la giustizia e aveva problemi di droga oltre diversi precedenti per rapina e scippi. Non di rado aveva alzato le mani sugli anziani genitori ed era stato anche denunciato per maltrattamenti in famiglia. Una situazione che durava da tanti anni e che aveva ormai reso impossibili i rapporti tra genitori e figlio. Ieri sera intorno alle 22.30 la fine della storia: un litigio molto acceso, parole forti, forse qualche schiaffo del giovane al padre. Fabrizio Fraccaroli esce nel cortile, probabilmente intenzionato a farsi un giro per sbollire l'ira. Ma il padre prende il suo fucile da caccia, che tiene in casa, e gli spara due volte. Sono i vicini a chiamare aiuto, allarmati dal rumore delle fucilate. Troppo tardi per il giovane pregiudicato, che agonizza e muore in pochi minuti. L'omicida non oppone resistenza quando arrivano i carabinieri: depone l'arma e si lascia arrestare.

Gaetano Marino, 48 anni noto come «moncherino», e legato al clan camorristico degli Scissionisti.Ucciso in un agguato a Terracina

ROMA 23 Agosto 2012 Omicidio in uno stabilimento balneare di Terracina, dove un uomo ha esploso sei colpi di pistola ed ha ucciso una persona. Secondo le prime informazioni ci sarebbe anche un ferito. L'omicidio è avvenuto mentre la spiaggia era affollata di
bagnanti.

«TUTTI SAPEVANO CHI ERA» «Tutti sapevano chi era e dei suoi legami con il clan camorristico degli scissionisti. Poi non passava inosservato perchè aveva le mani sciolte dall'acido. Ma l'agguato di oggi ha lasciato sorpresi tutti quelli che frequentano abitualmente lo stabilimento, non ci saremmo mai immaginati che una cosa del genere sarebbe potuta accadere». Lo ha dichiarato all'Adnkronos un frequentatore abituale dello stabilimento 'La Sirenellà di Terracina, dove oggi è stato freddato, con 5 colpi di pistola, Gaetano Marino, 48enne di origine campana, noto come «moncherino», e legato al clan camorristico degli Scissionisti. «Veniva in spiaggia con la famiglia. Ma non si sono verificati mai degli episodi e non ci sono mai stati dei segnali - ha aggiunto - che avrebbero fatto pensare a un simile epilogo».

AGGUATO LEGATO ALLA MALAVITA L'uomo ucciso a Terracina, sul litorale pontino, è Gaetano Marino, 48 anni, originario della Campania. Sarebbe stato ucciso in un vero e proprio agguato. L'uomo è stato freddato sul marciapiede all'esterno dello stabilimento Sirenella, sul litorale pontino, a Terracina. Sulla spiaggia c'è stato un fuggi fuggi e panico generale. Sono stati esplosi sei colpi. Marino, conosciuto com "mani di legno", era legato al clan camorristico degli Scissionisti.

COL FRATELLO PROTAGONISTI DELLA SCISSIONE Gaetano Marino, il boss ucciso oggi in spiaggia a Terracina, era fratello di Gennaro, attualmente detenuto in regime di 41 bis. Secondo quanto accertato dagli investigatori, Gennaro è l'artefice della scissione del 2004 dal clan Di Lauro, che provocò decine e decine di morti tra i quartieri Scampia e Secondigliano di Napoli. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti, ultimamente Gaetano Marino si era avvicinato ai Vinella-Grassi, gruppo che contende alcune piazze di spaccio di Scampia all'associazione malavitosa costituita dalle famiglie Abete, Notturno e Abbinante

DUE KILLER IN AUTOMOBILE Gaetano Marino, boss degli Scissionisti, detto «il moncherino», è stato ucciso alle 17. Si trovava in vacanza con la famiglia a Terracina ed era appena risalito dalla spiaggia allo stabilimento Sirenella che si trova sul lungomare Circe. Secondo i testimoni ascoltati dagli investigatori, l'uomo è stato avvicinato da due killer che hanno esploso numerosi colpi in rapida successione da una pistola semiautomatica e poi sono fuggiti a bordo di un'auto. Le indagini sono affidate al commissariato di Terracina, alla Squadra mobile di Latina e alla Polizia scientifica che sta effettuando i rilievi sul luogo in cui si è consumato l'agguato.

mercoledì 22 agosto 2012

Andrea Ballinari, il 51enne sindaco di Agra è morto in seguito alla caduta da una pianta

«È un evento molto triste per la zona del Luinese». Anche i carabinieri piangono Andrea Ballinari, il 51enne sindaco di Agra morto in seguito alla caduta da una pianta la mattina di martedì 21 agosto. A raccogliere la tristezza dell’Arma che il perito agrario tanto amava è il segretario della
sezione ANC di Luino Daniele Bizzi: «Andrea Ballinari è sempre stato molto fiero di aver svolto il servizio militare nell'Arma dei Carabinieri nel periodo 1981-1982. All'Associazione si era iscritto nel 1988 ed è sempre stata una figura molto discreta, riservata e cordiale nelle varie occasioni in cui ho potuto incontrarlo, durante le assemblee annuali per le operazioni di tesseramento e scambio degli auguri natalizi - ricorda Bizzi -.

Tutti lo ricordano come un grande lavoratore e come un amministratore pubblico lungimirante, attento alle esigenze dei cittadini di un piccolo borgo come Agra, che come tutti i piccoli paesi di montagna soffre della cronica mancanza di molti servizi causati anche dal progressivo spopolamento per avvicinarsi a città meglio servite come Luino ad esempio. Io penso che il modo migliore di ricordarlo sia questo!».

Vanessa Caligine, 22 anni è morta subito dopo il ricovero nell'ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto dopo un grave incidente in moto


TARANTO 22 Agosto 2012 Una giovane di 22 anni, Vanessa Caligine, è morta subito dopo il ricovero nell'ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto dopo un grave incidente della moto condotta dal suo fidanzato.
È accaduto la notte scorsa notte, alle 03,25, in viale Unità d'Italia nella città jonica. Una moto di grossa cilindrata, una Kawasaki 750, condotta da un giovane di 25 anni, Adriano Pesce, con a bordo la ragazza, è uscita fuori dalla sede stradale dopo che il conducente per cause da accertare ne ha perso il controllo.

Soccorsi e trasportati in ospedale, la giovane è morta subito dopo mentre il conducente è stato giudicato in prognosi riservata. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale che hanno effettuato i rilievi volti anche a stabilire la dinamica dell'incidente.

Bimbo di appena 5 anni annega in piscina un piccolo hotel di Sant'Antonio di Santadi, frazione di Arbus (Medio Campidano).


CAGLIARI 22 Agoto 2012 Tragedia questo pomeriggio in un piccolo hotel di Sant'Antonio di Santadi, frazione di Arbus (Medio Campidano). Un bambino di cinque anni è annegato mentre faceva il bagno in piscina con la sorellina e altri amichetti.

La vittima, di Pabillonis, paese a poca distanza dal luogo della tragedia, era in vacanza con la famiglia. Non si conoscono ancora le cause della tragedia. Sul posto è giunta subita un'equipe medica del 118 e anche un elicottero, pronto a tasportare il bambino a Cagliari, ma per il piccolo non c'è stato niente da fare.

Ettore Cardisco, 8 anni di Vasto nipote ex procuratore della Repubblica di Sondrio.Muore mentre vanno a Eurodisney

PARIGI 22 Agosto 2012 Un bambino italiano di otto anni, Ettore Cardisco, di Vasto, è morto oggi a Parigi in un incidente stradale. Il bambino era partito con il papà, l'avvocato Roberto Cordisco, la madre e la sorellina alla volta della capitale francese per
trascorrere una vacanza al parco Eurodisney. L'incidente, in base alle notizie avute da alcuni parenti e dal municipio di Vasto, sarebbe avvenuto all'interno di un parcheggio. L'auto condotta dall'avvocato sarebbe stata violentemente tamponata da un altro mezzo: il bimbo è morto sul colpo.

La salma del bambino è stata ricomposta nell'obitorio dell'ospedale Centre Ospitalier de Lagny sul Marne, comune nella regione dell'Ile-de-France in zona Disneyland, dove è stata trasportata dopo l'incidente mortale: è a disposizione delle autorità francesi che dovranno autorizzarne il trasporto in Italia. La famiglia Cordisco è molto nota a Vasto: il bimbo morto aveva lo stesso nome del nonno, Ettore, ex procuratore della Repubblica di Sondrio originario di Montefalcone nel Sannio (Campobasso) e morto da alcuni anni, mentre la zia Cleonice è magistrato presso il Tribunale di Larino (Campobasso). Il piccolo Ettore frequentava la seconda elementare presso l'Istituto Figlie della Croce a Vasto.



martedì 21 agosto 2012

Luciano Conzadori,muore in un tragico incidente, grave Simona Bettinazzi

Brescia 21 Agosto 2012
In un incidente frontale sulla strada che collega Acquafredda a Carpenedolo, verso le 18.30 di ieri sera ha perso la vita Luciano Conzadori, muratore di 47 anni residente proprio ad Acquafredda.
Conzadori era uscito in auto con la moglie per andare a fare la spesa, quando la sua auto, una Renault Clio, si è scontrata frontalmente con un Seat Leon, guidata da un bresciano di 49 anni accompagnato da moglie e suocera; nello scontro hanno riportato ferite lievi.

La moglie di Conzadori, Simona Bettinazzi, 37 anni, è stata invece ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Cremona. Indagini della Stradale in corso per cercare di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.“


Paolo Corbeddu,brigadiere di 58 anni, in servizio alla Stazione di carabinieri di Orune muore investito da un pirata della strada

NUORO 21 Agosto 2012 Un pirata della strada ha travolto e ucciso un carabiniere di Oliena (Nuoro) , nella periferia di Orune. Il brigadiere, Paolo Corbeddu, di 58 anni, in servizio alla Stazione di carabinieri di Orune, stava effettuando con un collega un posto di blocco. Poco prima dell'una, un'Audi non si è fermata all'alt e ha travolto il brigadiere. Il conducente dell'auto ha proseguito poi la sua fuga. Sarebbe già stato identificato, i carabinieri sono sulle sue tracce.

L'auto che ha investito e ucciso il brigadiere Paolo Corbeddu, di 58 anni, è stata ritrovata dai carabinieri che sono già risaliti al nome del proprietario, che risulta per il momento irreperibile. Il brigadiere, subito soccorso dai colleghi, è stato trasportato con un'ambulanza del 118 all'ospedale San Francesco di Nuoro. Gravissime le ferite riportate, un trauma facciale e varie fratture a gambe e spalle. I medici hanno tentato di salvargli la vita, ma il carabiniere è morto verso le 4:30.


lunedì 20 agosto 2012

Samia Yusuf Omar Gareggiò alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 muore annegata nel viaggio della speranza

ROMA 20 Agosto 2012 Una storia, quella dell'atleta somala, Samia Yusuf Omar, che è profondamente drammatica, quasi incomprensibile. Gareggiò alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, arrivando ultima nella gara dei 200 metri. Nonostante fosse stata l'ultima atleta a . tagliare il traguardo, per lei si trattava comunque di un grandissimo successo, essendo riuscita a partecipare al sogno olimpico.

A Londra 2012 però, Samia non ci è mai arrivata: il suo desiderio è naufragato nel Mar Mediterraneo, dove ha perso la vita a bordo di un barcone della speranza, partita dalla Libia, con la grande speranza di raggiungere le coste italiane.
A raccontare questa storia è la scrittrice italo-somala Igiaba Scego sul blog Pubblico, che a sua volta cita Abdi Bile, medaglia d'oro nei 1500 metri ai mondiali di Roma del 1987. ''Sapete che fine ha fatto Samiya Yusuf Omar?'', chiede Abdi Bile a una ''platea riunita per ascoltare i membri del comitato olimpico nazionale''. Nessuno risponde. L'ex atleta si commuove e prosegue: ''La ragazza Samiya è morta...morta per raggiungere l'Occidente. Aveva preso una caretta del mare che dalla Libia l'avrebbe dovuta portare in Italia. Non ce l'ha fatta. Era un'atleta bravissima. Una splendida ragazza''.
Ancora non è chiaro quando la ragazza sia morta: sul web sono pochissime le tracce di questa atleta. Noi ve ne consigliamo una, la sua esperienza a Pechino 2008. La sua gara più importante, quella gara, che nonostante l'ultimo posto, per Samia ha rappresentato comunque una vittoria

Paolo Burgato, di 69 anni, e Rosetta Sostero, 66 anni torturati per ore e sgozzati

LIGNANO SABBIADORO 20 Agosto 2012 Una scena «sconvolgente ed efferata, mai vista». Il giorno dopo il delitto dei due anziani coniugi, Paolo Burgato, di 69 anni, e Rosetta Sostero, 66, il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, parla ancora del massacro. Con il passare delle ore emergono altri particolari che portano a escludere, ora in modo quasi definitivo, l'ipotesi dell'omicidio-suicidio formulata nei primissimi momenti dopo il ritrovamento dei corpi. Chi si è accanito sulla coppia sembra abbia infierito con percosse e torture prima di accoltellarli e ucciderli tagliando loro la gola.

I Carabinieri con il sostituto procuratore, Claudia Danelon, titolare dell'inchiesta, stanno cercando di sistemare i tasselli del giallo. Le indagini sono a tutto campo. Tanti gli interrogativi. Si cerca il movente e l'arma del delitto. Oggi ancora sopralluoghi e perlustrazioni alla villa che sembra non presenti segni di effrazione. Inoltre la cassaforte pare si trovi nel negozio e non in casa. La coppia viene descritta da tutti come molto affiatata e benvoluta sia in ambito familiare che in città. Il titolare del ristorante dove si erano fermati a mangiare dopo aver chiuso il negozio li ha visti andare via per l'ultima volta.

ESEGUITA AUTOPSIA, RISERBO SUI RISULTATI È durata fino a tarda sera a Udine l'autopsia dei due coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero, massacrati a coltellate nella notte tra sabato e domenica nel garage della loro abitazione di Lignano Sabbiadoro (Udine). I due medici-legali che gi… ieri mattina si erano recati nella villetta per un primo esame esterno dei corpi, hanno cominciato le operazioni intorno alle 15. L'esame autoptico Š durato diverse ore. Il pm Claudia Danelon aveva chiesto ai medici di stabilire l'ora del decesso degli anziani e le cause esatte della morte. Fin dalle prime risultanze era apparso chiaro, infatti, che gli assassini avevano infierito sui corpi dei coniugi, coperti anche da ecchimosi, frutto forse di percosse, forse di una colluttazione nata in un estremo tentativo di difesa. Burgato Š stato trovato con la gola tagliata, mentre sul corpo della donna c'erano i segni di numerose coltellate. Agli anatomopatologi spettava anche il compito di chiarire esattamente con quanti fendenti siano stati colpiti. Sull'esito dell'esame autoptico c'Š al momento il pi—ù stretto riserbo.

MISTERO DEL MOVENTE Un giallo che sembra non avere un movente. Dall'abitazione di Rosetta Sostero, di 66 anni, e Paolo Burgato, di 69, uccisi dopo ore di sevizie e torture, non è stato portato via nulla se non qualche gioiello. Un bottino troppo magro per giustificare tanta violenza. Elemento rafforzato dal fatto che la villetta non presenta segni di effrazione. Sono morti così, senza una apparente ragione, gli anziani coniugi di Lignano Sabbiadoro (Udine), i cui corpi sono stati trovati ieri mattina dal figlio, Michele, nel garage-lavanderia, con la gola tagliata. I carabinieri, comandati dal capitano Fabio Pasquariello, affiancati anche dai Ris di Parma, e coordinati dal pm Claudia Danelon della Procura di Udine, sono tornati oggi sul posto alla ricerca di impronte e indizi utili per arrivare a individuare il o gli assassini. Il riserbo sulle indagini, però, è totale. Nel puzzle di Lignano mancano tessere importanti.

MANCA L'ARMA DEL DELITTO Come quella dell'arma del delitto: nonostante le perlustrazioni degli inquirenti intorno alla villetta, il coltello non è stato trovato. Passato al setaccio anche il negozio di casalinghi, articoli da regalo e coltelli che la coppia gestiva da tempo nel centro della località balneare. In un primo momento si era diffusa la voce, poi smentita, che la coppia avesse una cassaforte nel negozio. Non l'avevano neppure in casa. Gli inquirenti stanno ora visionando le immagini delle telecamere del negozio, nel tentativo di individuare profili sospetti. In ogni caso gli investigatori non tralasciano nessuna pista. «Solo l'ipotesi dell'omicidio-suicidio sembra vanificata da quanto sta emergendo e dalle rilevazioni effettuate», ha affermato il Procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, che ha parlato di una scena «sconvolgente ed efferata, mai vista» lanciando l'allarme per l'impennata di omicidi volontari registrata in Provincia di Udine: dai tre del 2011 ai nove di questi primi mesi del 2012.

ASCOLTATA LA FAMIGLIA Il figlio della coppia, molti parenti e conoscenti sono stati riascoltati anche oggi nella caserma di Lignano dal pm Danelon e dai carabinieri del nucleo investigativo per ricostruire le ultime ore della coppia e le loro abitudini. Tutti ripetono la stessa storia: coniugi molto affiatati, senza particolari preoccupazioni o relazioni difficili con alcuno. Indicazioni utili i magistrati le attendono dall'esito dell' autopsia cominciata oggi a Udine. Ai due medici legali incaricati di compiere l'esame è stato chiesto di stabilire con esattezza cause, ora della morte e numero di coltellate inferte. Intanto, il sindaco della città balneare friulana, Luca Fanotto, interpreta le preoccupazioni della cittadinanza e lancia un appello: «Non cedere al panico. Lignano è una città sicura».

Addio Tony Scott Si è tolto la vita gettandosi da un ponte nei pressi di Los Angeles.IL REGISTA DI TOP GUN

LOS ANGELES 20 Agosto 2012 Si è tolto la vita gettandosi da un ponte nei pressi di Los Angeles, il regista e produttore cinematografico Tony Scott. Lo ha reso noto il medico legale della contea, spiegando che non si conoscono i motivi del gesto estremo. Scott è arrivato ieri, intorno alle 12,30, in prossimità del ponte, ha parcheggiato la sua Toyota Prius, ha scavalcato la recinzione e si è lanciato nel vuoto.

Il suo corpo è stato recuperato in acqua tre ore dopo. Scott, 68 anni, fratello di Ridley, aveva diretto blockbuster del calibro di 'Top Gun', che trasformò Tom Cruise in una vera star, 'Giorni di tuonò, 'Allarme Rossò, che segnò l'inizio della collaborazione con Washington, fino all'ultima pellicola, 'Unstoppablè, che nel 2010 ha incassato ben 130 milioni di dollari. Proprio in questi giorni correvano voci su un probabile sequel di 'Top Gun' con Cruise. Scott lascia la moglie Donna e due gemelli.

Damiano Bet 18 anni perde la vita dopo un tragico incidente mortale

TREVISO 20 Agosto 2012 Niente da fare per Damiano Bet. Il cuore del diciottenne di Bibano di Godega Sant’Urbano (Treviso), vittima di un incidente stradale avvenuto poche ore prima nel Feltrino, ha cessato di battere nel cuore della notte tra sabato e domenica. Una lotta senza scampo quella del ragazzo contro la morte: troppo gravi le lesioni subite nello schianto con la moto avvenuto attorno alle 17.30 all’altezza di Marziai di Vas. A nulla è valso il delicato intervento chirurgico, durato ore, al quale il giovane, popolare dj, era stato sottoposto. Il 26 settembre prossimo avrebbe compiuto 19 anni. Lo scrive oggi il Gazzettino.

L'INCIDENTE Damiano stava viaggiando in sella alla propria moto, una Kawasaki Ninja, lungo la provinciale 51 Madonna del Piave. Stretto il controllo della velocità nel Feltrino. Tanto che pochi minuti prima Damiano aveva inviato un messaggio su Facebook comunicando che "mai più" quelle strade costellate di autovelox l’avrebbero visto. Solo una singolare coincidenza, uno sfogo.

NON TROVA LAVORO: UOMO 48ENNE SI UCCIDE DANDOSI FUOCO

TORINO - Non riuscendo a trovare lavoro, ha perso la testa e si è cosparso di un liquido infiammabile per poi darsi fuoco. È morto così, in un campo di Torino, un uomo di 48 anni. La Polizia, avvertita da un passante, è risalita alla sua identità dalla targa dell'auto, parcheggiata lì vicino. In casa, dove l'uomo abitava da solo, gli agenti hanno trovato un biglietto in cui l'uomo spiegava di non riuscire più a sopportare la sua situazione di precarietà

Rosetta Sostero, di 66 anni, e Paolo Burgato 69 anni entrambi sgozzati.Mistero

UDINE 20 Agosto 2012 Erano conosciuti e stimati da tutti. Anche per questo la morte violenta e ancora avvolta nel mistero di Rosetta Sostero, di 66 anni, e Paolo Burgato (69), ha gettato un alone di incredulità e tristezza a Lignano Sabbiadoro dove i due coniugi vivevano e dove questa mattina sono stati trovati morti dal figlio nella loro abitazione, entrambi con la gola tagliata e in un lago di sangue. Un delitto efferato avvenuto in una località balneare nota nel mondo e in pieno movimento turistico.

I due coniugi gestivano un'attività commerciale nel centro di Lignano dove, proprio per il flusso turistico di questi giorni, hanno finito di lavorare ieri sera attorno alle 23.30 quando, chiuso il negozio, si sono recati in un ristorante per la cena prima di tornare a casa in bicicletta, presumibilmente a tarda ora. Cosa sia avvenuto poi non si sa ancora, anche se gli investigatori stanno lavorando con grande attenzione. Sul corpo della donna sono state inferte anche numerose coltellate. L'arma da taglio usata nel delitto non è invece stata trovata. La scena del crimine, secondo quanto riferito dagli investigatori, si presenta molto complessa e per questo è stato chiesto l'intervento di due medici legali. «Ci siamo trovati davanti a scene raccapriccianti», ha detto il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, giunto a Lignano con il sostituto Claudia Danelon, titolare dell'inchiesta. «Non escludiamo nulla - ha continuato Biancardi - e sarà necessario attendere l'esito degli esami che stanno effettuando i medici legali; per il momento non ci sono indagati». Per comprendere le dinamiche del ritrovamento e per tentare di ricostruire le ultime ore della coppia, gli investigatori hanno ascoltato il figlio dei due, Michele, che gestisce un'attività commerciale vicino ai genitori e si è allarmato stamani non vedendoli arrivare, e la sua convivente. «La nostra comunità è sconvolta - ha detto il sindaco di Lignano, Luca Fanotto - totalmente incredula per quanto accaduto a Rosetta e Paolo, due concittadini conosciuti e stimati in città e non solo». Il sindaco ha anche annunciato che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino«.

domenica 19 agosto 2012

Angelo di Carlo, 54 anni, non ce l'ha fatta.Si diede fuoco davanti a Montecitorio


Roma 19 Agosto 2012 È morto all'alba Angelo di Carlo, 54 anni, originario di Roma ma da anni trasferitosi a Forlì, che l'11 agosto si era dato fuoco davanti a Montecitorio, per protesta contro il suo stato di disoccupazione visto che da anni lottava con la precarietà.
Lo si apprende dai carabinieri. L'uomo, ricoverato da allora all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, era rimasto ustionato sull'85% del corpo.
Era l'una di notte quando l'operaio arrivò in piazza Montecitorio, tirò fuori una bottiglia colma di liquido infiammabile e se lo versò addosso, poi con un accendino si diede fuoco.

Avvolto dalla fiamme si lancio verso l'ingresso della Camera dei Deputati. I carabinieri, sempre presenti nella piazza, intervennero con gli estintori riuscendo a spegnere quel corpo diventato una torcia.
L'uomo venne ricoverato in prognosi riservata al Sant'Eugenio con ustioni di secondo e terzo grado sull'85 per cento del corpo. L'operaio, vedovo, aveva grosse difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro, ed era impegnato in un contenzioso con i tre fratelli per un'eredità.
Nello zainetto che aveva con sè c'erano, due lettere, una per il figlio, a cui ha lasciato 160 euro

Ferrucci Frattini, un turista di 66 anni e Davide Ulivi, di 44 anni, muoiono colpiti da un malore improvviso

VERBANIA 19 Agosto 2012 Ferrucci Frattini, un turista di 66 anni di San Maurizio D'Opaglio (Novara), è morto oggi per un malore improvviso, probabilmente un infarto, che lo ha colto mentre si trovava ai 2.936 metri di quota del Passo dei Salati ad Alagna Valsesia (Verbania), che - da quanto si è saputo dal Soccorso alpino - aveva raggiunto con la funivia. Sul posto è intervenuto personale del 118 e del Soccorso Alpino, che non ha potuto far nulla per Frattini, ma ha soccorso un altro turista che si è sentito male nella zona e lo trasportato all'ospedale di Borgosesia. Quello di Frattini è il secondo decesso per malore avvenuto oggi sulle montagne piemontesi: intorno alle 13, sul sentiero dei laghi di Sant'Anna presso il Colle della Lombarda, lungo la cresta di confine Italia-Francia, è morto un turista genovese, Davide Ulivi, di 44 anni, anche lui colto da un improvviso malore durante un'escursione.

Complessivamente, Soccorso alpino e personale del 118 hanno fatto oltre decina d'interventi sulle montagne del Piemonte. Fra gli interventi, quello a Bognanco (Verbania), dove un cardiopatico che si trovava su un sentiero nei pressi del bivacco Marigonda è stato colpito da infarto ed è stato salvato dal tempestivo intervento dell'elicottero che lo ha trasportato all'ospedale di Novara.

muore giovane donna di 36enne, 3 bimbi feriti

Arezzo 19 Agosto 2012 E' di un morto e 6 feriti gravi il bilancio, pesantissimo, del gravissimo incidente stradale avvenuto intorno alle 7.30 sulla carreggiata nord dell'A1, all'altezza di Monte San Savino.

A perdere la vita è stata una giovane donna di 36 anni mentre tra i feriti figurano tre bambini di 3, 8 e 14 anni. L'autostrada è rimasta chiusa dalle 8.30 alle 9.50 tra Valdichiana e Arezzo verso Firenze per consentire l'atterraggio degli elicotteri e dei soccorsi, e in direzione di Firenze si sono formati 8 km di coda.

Sergio Quarteroni 68 anni punto dalle api muore per choc anafilattico

È successo tutto in pochi minuti, in quella baita che tanto amava, dove teneva una mucca e qualche animale da cortile. Punto da alcune api mentre - a quanto pare - stava prendendo della legna da una catasta, è morto per choc anafilattico. Vani i soccorsi di familiari che erano con lui e poi del personale sanitario del 118, arrivato con un elicottero da Bergamo.
Vittima della disgrazia Sergio Quarteroni, 68 anni, pensionato di Ornica, conosciutissimo in paese anche per il suo impegno e la sua disponibilità nelle iniziative della piccola comunità dell'alta Valle Brembana.

La tragedia sabato 18 agosto, verso le 13, in località Sirta. Da quanto è stato possibile sapere il pensionato era insieme ad alcuni familiari e parenti nella propria baita, raggiungibile in pochi minuti, grazie a un sentiero sotto l'abitato di Ornica. Nella baita il pensionato teneva alcuni animali, una mucca e qualche gallina.

Nei prati attorno all'edificio Sergio Quarteroni stava facendo fieno. Quindi deve essersi messo a tavola per il pranzo, verso le 13. Pare che nel prendere alcuni pezzi di legna da una catasta sia stato punto a una mano da alcune api, o forse da alcune vespe. L'uomo ha iniziato a sentirsi male, in particolare ad avere grosse difficoltà respiratorie.

Vedendolo sofferente i familiari l'hanno steso sul pavimento, all'interno della baita, chiamando quindi subito i soccorsi. Da Bergamo è così partito l'elicottero del 118 ma per il pensionato di Ornica non c'è stato nulla da fare. Dopo alcuni minuti è morto probabilmente per choc anafilattico, causato proprio dalle punture degli insetti.

Sergio Quarteroni lascia nel dolore la moglie Nunzia Busi e le due figlie, Milena e Stefania, che risiedono fuori paese.

Moreno Carletti, 59 anni ancora da compiere, dipendente dell’Arsenale Militare.muore in un incidente mortale

Follo 19 Agosto 2012 Pochi metri ancora e sarebbe arrivato a casa. Invece il destino, davvero crudele, ha deciso diversamente. La moto che sbanda lui che prova a tenerla in strada e poi quell’albero sul ciglio della strada che si fa sempre più vicino. Quindi l’impatto, devastante. E’ morto così Moreno Carletti, 59 anni ancora da compiere, dipendente dell’Arsenale Militare. Nonostante gli sforzi dei soccorritori che hanno provato di tutto per tenerlo in vita è spirato lì, sull’asfalto, accanto al suo mezzo distrutto nell’incidente. Erano da poco passate le 21 di sabato sera. Moreno era in sella al suo potente scooterone, diretto verso casa, a Follo.

Tra Piana Battolla e pian di Follo, l’imprevisto mortale, le cui cause esatte sono attualmente al vaglio della sezione infortunistica della polizia stradale della Spezia, diretta da Elena Natale. I primi soccorritori sono stati alcuni automobilisti di passaggio: hanno visto la moto contro l’albero e il corpo di Moreno quasi al centro della carreggiata. Immediate le chiamate ai numeri di emergenza. Sul posto sono arrivati l’automedica del 118 con medico e infermiere a bordo, un’ambulanza della Pubblica assistenza di Ceparana e della Croce rossa di Follo, oltre alla polstrada. Moreno Carletti era ancora vivo.

Il suo cuore batteva ancora, anche se in maniera impercettibile. Il personale medico infermieristico si è subito reso conto della gravità dalle condizioni dell’uomo: impensabile metterlo in ambulanza e trasportarlo al Sant’Andrea. Non ce l’avrebbe mai fatta: sarebbe morto durante il viaggio. E così hanno tentato l’impossibile lì, in strada. Hanno operato il massaggio cardiaco, lo hanno intubato per permettergli almeno una respirazione regolare. Si sono affannati al capezzale del dipendente della Difesa per decine di minuti. Poi si sono dovuti arrendere.

Un soccorritore si è tolto nervosamente i guanti e li ha gettati con stizza a terra. Questi uomini che combattono quotidianamente per salvare delle vite, per fortuna non hanno ancora fatto il callo alla morte. E quando li sfiora, quando vedono spirare qualcuno che hanno tentato di salvare, per loro è una sconfitta, anche se non dovrebbe.

Poi qualcuno nella notte afosa della val di Vara ha coperto pietosamente con un telo il corpo di Moreno, in attesa del nulla osta della magistratura. Difficile capire cosa sia potuto accadere all’arsenalotto. Forse un malore, forse un animale gli ha tagliato la strada, forse una buca gli ha fatto perdere il controllo dello scooter. Di sicuro, secondo la polstrada, non è coinvolto nessun altro mezzo. Moreno ha fatto tutto da solo. Moreno Carletti stava per andare in pensione, dopo lustri di lavoro passati all’interno dell’arsenale Militare.

Glielo avevano assicurato. Nonostante i tagli per la crisi e l’innalzamento dell’età pensionabile, lui faceva parte di quel gruppo di anziani che sarebbe andato ugualmente in “quiescenza”. Invece il destino ci si è messo di mezzo, a pochi metri da casa, con la sua famiglia che lo stava aspettando per la cena. La notizia della morte di Moreno Carletti si è diffusa in un battibaleno non solo nella zona di Follo e della bassa val di Vara dove l’uomo risiedeva ma anche in città e naturalmente all’interno dell’Arsenale.Alcuni collegi hanno saputo del decesso via internet dove subito si sono registrati messaggi di cordoglio.


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