sabato 30 giugno 2012

RAGAZZINO DI 12 ANNI DÀ FUOCO A UN FORMICAIO. PERDENDO LA VITA

TORINO E' morto a 12 anni, per aver cercato di bruciare insieme a quattro amici un formicaio con dell'alcol. E' l'incredibile epilogo di una vicenda che ha catalizzato l'attenzione di Rivalta di Torino, paese alle porte della città. Tutti speravano in un epilogo positivo per il ragazzo, ma le gravi ustioni sono andate degenerando col passare dei giorni sino alla morte avvenuta all'ospedale Regina Margherita. Il ragazzo, ricoverato dallo scorso 18 giugno, insieme a un amichetto di 13 anni, è stato investito da una fiammata dopo che il compagno aveva lanciato dell'alcol su un tizzone ardente tenuto in mano da un altro compagno di giochi.

LA VICENDA. I due bambini rimasti ustionati avevano incontrato i tre loro amici più piccoli, che avevano con sè l'alcol, sul sentiero che conduceva al bosco. Il più grande, 13 anni, aveva preso il tizzone da una cucina abbandonata e aveva incitato uno dei più giovani a lanciarvi contro l'alcol, rassicurandolo che non sarebbe accaduto nulla di pericoloso. Dietro di lui, però, si trovava l'amico di 12 anni, che era stato investito in pieno dalla fiammata, riportando ustioni su oltre il 60% del corpo. I due bambini erano poi corsi via verso le abitazioni circostanti per chiedere aiuto e avevano raggiunto una cascina dove erano stati prestati loro i primi soccorsi. Un residente affacciato al balcone aveva chiamato il 118 e i due erano stati trasportati in ospedale con l'elisoccorso. Metti il resto dell'articolo qui

Susy Covaccini,Andrea Pedroni,Douglas Rizzo e Panaghiotis Telios sono morti annegati mentre facevano immersione

SALERNO 30 Giugno 2012 È stato recuperato dai vigili del fuoco e dalla Guardia Costiera il cadavere dell'ultimo sub rimasto imprigionato nella «grotta del sangue» di Palinuro. Si tratta di Panaghiotis Telios, di 23 anni, di origine greca ma residente a
Reggio Calabria. I quattro sub rimasti imprigionati nella grotta sono, dunque, tutti morti.

LA PRIMA VITTIMA Si chiamava Andrea Petroni, romano di 41 anni, il sub recuperato senza vita dalle squadre di vigili del fuoco e sommozzatori della Capitaneria di Porto nella 'Grotta del sanguè di Palinuro (Salerno). Mentre proseguono senza sosta le ricerche degli altri tre escursionisti rimasti intrappolati nel ventre della grotta, il corpo del 41enne romano si trova attualmente su una banchina del porto di Palinuro. Ad attenderlo, tra scene di disperazione, il padre e la madre, giunti sul posto non appena hanno saputo che tra i quattro dispersi c'era anche il figlio. Mentre a Palinuro si stanno recando i familiari degli altri dispersi, sul porto turistico di Palinuro è un frenetico via vai di sommozzatori e imbarcazioni che fanno la spola con la grotta, tutti impegnati nelle ricerche dei dispersi. Sul porto, oltre a tanti turisti a gente del posto, è presente anche il sindaco di Centola-Palinuro, Carmelo Stanziola, che da ore segue gli sviluppi delle ricerche. Col passare delle ore si fanno più chiari i contorni della dinamica dell'incidente. È possibile, infatti, che i quattro siano rimasti bloccati all'interno di un cunicolo della grotta a causa del fango sollevatosi durante il loro passaggio. L'acqua, diventata improvvisamente torbida, avrebbe contribuito a far perdere l'orientamento dei sub che non avrebbero più trovato la via d'uscita.

GLI ALTRI SUB C'è anche una donna, tra i sub dispersi a Palinuro. Susy Covaccini, di 36 anni, salernitana, faceva infatti parte del gruppo dei quattro escursionisti rimasti intrappolati nella Grotta del Sangue. Insieme a lei, oltre a Andrea Pedroni, romano di 40 anni, il cui corpo senza vita è stato già recuperato dai sommozzatori, vi sono il 41enne Douglas Rizzo, romano, e Panaghiotis Telios, di 23 anni, di origine greca, residente a Reggio Calabria. È ricoverato in osservazione all'ospedale di Vallo della Lucania il titolare del diving center che aveva organizzato l'escursione. Roberto Navarra si era immerso nella grotta preoccupato per il ritardo dei quattro nella fase di risalita. Riemerso e risalito a bordo da solo, è stato colto da un malore.

Erano in otto - secondo quanto risulta alla Guardia Costiera - i sub che si sono immersi questa mattina nella «grotta del sangue» di Palinuro, nella quale due di loro sono morti e altri due sono tuttora intrappolati, privi di sensi. Gli altri quattro sono riusciti a guadagnare l'uscita della grotta. Il fondale nella zona è profondo una quindicina di metri: La presenza di un cunicolo rende difficile arrivare agli altri due sub avvistati, che si teme siano morti.

"COLPA DEL FANGO" Sarebbe stato il fango sollevatosi all'interno della 'Grotta del sanguè a far perdere l'orientamento dei quattro sub morti oggi a Palinuro (Salerno). La convinzione emerge da quanto raccontato da alcuni dei quattro sopravvissuti alla tragedia, quelli che si erano immersi insieme ai sub rimasti intrappolati. Probabilmente, i quattro hanno percepito in tempo la situazione di pericolo perdendo però di vista gli altri quattro finiti poi incastrati nella grotta. Un quadro più definitivo emergerà dall'indagine aperta dagli uomini della Capitaneria di porto e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. I quattro sopravvissuti della tragedia di Palinuro sono stati ascoltati nel pomeriggio negli uffici della Capitaneria di porto dal personale della Guardia costiera. Hanno ripercorso i terribili momenti che hanno preceduto l'incidente in mare spiegando di aver improvvisamente perso di vista gli altri quattro con i quali avevano cominciato l'immersione. Il fango che si è alzato ha fatto capire loro immediatamente il pericolo e così sono tornati indietro e risaliti in superficie. Sotto choc, sono stati immediatamente soccorsi, mentre il titolare del diving che aveva organizzato l'escursione si è buttato in mare nel disperato e inutile tentativo di recuperare i dispersi. I quattro sono stati poi portati negli uffici della Capitaneria. Chi ha potuto parlare con loro li ha trovati molto scossi per quanto accaduto.

IPOTESI CROLLO Il crollo di una parete della grotta del sangue potrebbe avere provocato la strage di sub. Finora due corpi sono stati recuperati ma si sta cercando di recuperare gli altri due. Secondo gli esperti il crollo della parete potrebbe avere bloccato tra le rocce i 4 sub che si trovavano in compagnia di altri 4 compagni riusciti invece a lasciare la grotta del sangue indenni.

LE OPERAZIONI DI RECUPERO Ai militari della Capitaneria di porto di Salerno presto si aggiungeranno anche i vigili del fuoco del Comando provinciale di Napoli, ritenuti degli esperti in questo tipo di ricerche. I tre sub sono romani mentre la guida è di Palinuro. A dare l'allarme sono stati alcuni compagni dei tre sub spariti con i quali stavano compiendo una cordata nella grotta. Una volta fuori si sono accorti che all'appello mancavano i tre sub e la guida.

MALORE IN SPIAGGIA: ANZIANO IMPRENDITORE MUORE IN RIVA AL MARE-

MACERATA 30 Giugno 2012 È morto lungo la spiaggia di Civitanova Marche, per un malore improvviso, l'imprenditore calzaturiero Enrico Fabi, fondatore del marchio Fabi Shoes. Aveva 78 anni. Stava passeggiando sul lungomare quando si è sentito male ed è caduto in acqua, chiedendo aiuto. Soccorso da altri bagnanti e poi da un'ambulanza del 118, è morto poco dopo. Aveva fondato l'azienda di famiglia nel 1965 con la moglie Vilia e il fratello Eliseo. Lascia la moglie e i figli Cinzia e Flaminio.

Negli anni la Fabi Shoes di Monte San Giusto (Macerata), che ha mantenuto la tradizionale lavorazione artigiana del Made in Marche, è diventata uno dei principali gruppi italiani di calzature per uomo e donna: quattrocentomila paia di scarpe prodotte ogni anno e un fatturato di circa 50 milioni di euro, per il 65% realizzato all'estero. L'ingresso in azienda dei figli del fondatore ha coinciso con la creazione della Fabi Group, e un ampliamento del campo di attività, con la Fabi Profumo e la Fabi Gioielli. La società inoltre ha legato il proprio nome alla sponsorizzazione della squadra di basket di Montegranaro.

Davide Sabbadini, e una ragazza di 15, Giulia Aceti, hanno perso la vita, la scorsa notte, in un incidente stradale in auto a Romano di Lombardia.

BERGAMO 30 Giugno 2012 Un ragazzo di 19 anni, Davide Sabbadini, e una ragazza di 15, Giulia Aceti, hanno perso la vita, la scorsa notte, in un incidente stradale in auto a Romano di Lombardia, nella Bassa Bergamasca. Un terzo passeggero, una ragazza, si
trova in condizioni molto gravi. Le due vittime infatti viaggiavano su una Ford Escort assieme a una sedicenne, ora ricoverata in prognosi riservata agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Da una prima ricostruzione l'auto sarebbe uscita fuori strada senza urtare altre vetture.

LE CAUSE L'incidente si è verificato una decina di minuti prima dell'una lungo la strada che da Bariano (Bergamo) porta a Romano di Lombardia. Le due vittime viaggiavano sui sedili anteriori, mentre la ragazza ferita gravemente era seduta dietro. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia stradale, il ragazzo alla guida ha perso il controllo dell'auto che si e' schiantata contro un muretto. Il diciannovenne e la quindicenne, entrambi di Cividate al Piano (Bergamo), sono morti sul colpo. Sul posto, oltre al 118, anche i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dei deceduti e la ragazza ferita.

Fabrizio Ferrara, il finanziere dell'unità cinofila della caserma Antonio Sottile di Aversa (Caserta) trovato morto con un colpo alla testa

CASERTA 30 Giugno 2012 Prende corpo l'eventualità di una rapina finita in tragedia tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti che indagano sulla morte di Fabrizio Ferrara, il finanziere dell'unità cinofila della caserma Antonio Sottile di Aversa (Caserta) trovato morti stamani. Il militare era in borghese e, secondo quanto si è appreso, non aveva addosso documenti.

L'AUTOPSIA Nemmeno l'autopsia appena terminata all'istituto di medicina legale di Caserta sul corpo del finanziere Fabrizio Ferrara ha chiarito con certezza le cause del decesso. Al momento l'ipotesi più plausibile avanzata dal medico legale è quella dell'omicidio, in quanto il foro di entrata del proiettile è sul lato sinistro della nuca, quello d'uscita è alla stessa altezza ma sul lato opposto; altro elemento rilevante è la ferita d'arma da fuoco alla mano sinistra, causata probabilmente dallo stesso proiettile, essendo stato ritrovato un solo bossolo a fianco al cadavere. Secondo il professionista dunque, ipotizzando il suicidio, Ferrara, avrebbe dovuto sparare con la mano destra portando la sinistra all'altezza della nuca ponendosi però in una posizione del tutto innaturale; inoltre, se avesse fatto fuoco in questo modo, il proiettile si sarebbe diretto verso l'alto. Sembra più probabile che qualcuno lo abbia costretto a incrociare la mani dietro la testa dopo avergli sfilato la pistola di ordinanza finendolo quindi con un colpo. Sara comunque l'esame dello stub a togliere ogni dubbio; se tracce di polvere da sparo dovessero essere trovare sulla mano destra del finanziere, allora lo scenario potrebbe mutare.

IL RITROVAMENTO Sarebbe avvenuta tra le 22,30 (ora in cui ha lasciato la caserma) e le 2,30 (ora in cui è stato trovato cadavere) la morte di Fabrizio Ferrara, il finanziere trovato senza vita, in un terreno vicino alla caserma di Aversa (Caserta) dove prestava servizio, per un colpo di pistola sparato alla nuca. Il suo corpo è stato rinvenuto grazie a un automobilista che ha notato uno scooter a terra e con le luci accese lungo via Nobel, proprio nei pressi della caserma della GdF. L'uomo ha avvertito i finanzieri della presenza del mezzo e i militari si sono recati sul posto accorgendosi che si trattava del mezzo di Ferrara. Inoltratisi nel vialetto che porta a un terreno incolto adiacente la caserma si sono accorti di Fabrizio, a terra, morto, ucciso da un colpo di pistola alla nuca. I suoi effetti personali erano sparpagliati intorno al cadavere (documenti, tesserino e placca della Gdf e l'orologio). La sua arma d'ordinanza vicino al cadavere e un singolo bossolo a terra. Tutti elementi che hanno portato i suoi colleghi a pensare che si fosse ucciso. Fabrizio Ferrara era sposato e aveva due figli, di 8 e 12 anni. La famiglia viveva nella città di Bevenento ma il militare prestava servizio nella caserma di via Nobel ad Aversa (Caserta) dove spesso alloggiava quando lavorava. Era entrato a far parte della Guardia di Finanza nel 1994.
Il colpo alla nuca che ha ucciso il finanziere Fabrizio Ferrara sarebbe stato sparato dalla pistola di ordinanza del militare, una calibro 9. Accanto al cadavere di Ferrara sono stati trovati sia la pistola del finanziere, sia un bossolo.

venerdì 29 giugno 2012

Luigi D'Erasmo 28 anni pugliese muore in un incidente contro una bisarca

Castiglione.29 Giugno 2012 È strage senza fine sulle strade, ed è un giovane che non aveva ancora compiuto 29 anni la 42esima vittima bresciana dall'inizio del 2012. La tragedia, ieri sera poco dopo le 18.30, si è consumata a poche centinaia di metri dal confine tra Brescia e Mantova, all'altezza della zona industriale di Castiglione. A perdere la vita nello scontro frontale con un camion è stato un giovane motociclista residente a Montichiari, Luigi D'Erasmo.

Nato nel 1983 a Grumo Appula, nell'entroterra della provincia di Bari, abitava nel Bresciano ormai da tempo con la famiglia. È difficile spiegare come questo terribile incidente possa essere accaduto: di sicuro è stato uno schianto spaventoso. Secondo una prima ricostruzione, ancora non confermata ufficialmente dalle autorità, si sarebbe trattato di un frontale con un mezzo pesante sulla provinciale 567 Asola-Desenzano. Sono in corso di accertamento, da parte della Polizia stradale del distaccamento di Desenzano, le possibili cause e la dinamica. A quanto si è saputo, Luigi d'Erasmo era in sella alla sua motocicletta, una potente Yamaha Gsxr 600, quando si è schiantato contro il camion. Si tratta di una bisarca della ditta di spedizioni «Bertani» di Castiglione, adibita al trasporto di autoveicoli. Anche a velocità moderata, in moto contro un autoarticolato di quelle dimensioni l'impatto deve essere stato molto violento per il ragazzo di Montichiari, rimasto sull'asfalto privo di conoscenza. Per i soccorsi si è attivata la centrale operativa del 118 di Brescia, che ha inviato sul posto l'automedica dell'ospedale di Montichiari, il mezzo più vicino a disposizione in quel momento, che è arrivata in pochi minuti. Il medico ha tentato di rianimare il giovane, ma purtroppo ogni sforzo è stato vano: per salvare la vita di Luigi D'Erasmo non c'era più niente da fare.

Nicola Quadrini, 23 anni muore in un incidente stradale a Trento, in via Brennero

TRENTO.29 Giugno 2012 Un giovane di 23 anni ha perso la vita nella notte in un incidente stradale a Trento, in via Brennero. Ferita la ragazza che viaggiava con lui sul motociclo e trasportata all’ospedale Santa Chiara. Era passata da poco l’una di notte e sul posto sono accorsi ambulanza e auto medica del 118, i carabinieri per gli accertamenti del caso e i vigili del fuoco per illuminare l’area. Nulla da fare però per Nicola Quadrini, 23 anni, di cui non è stato possibile che constatare il decesso.

Sia il giovane che ha perso la vita che la ragazza che viaggiava con lui, in scooter, sono trentini e abitano a Trento. Andavano in direzione di Gardolo, forse per terminare la serata con amici o semplicemente per fare in giro per festeggiare la vittoria dell’Italia alle semifinali degli Europei di calcio. Proprio all’inizio di via Brennero però il ragazzo ha perso il controllo del mezzo e ha sbattuto la testa contro un palo dell’illuminazione. Il decesso è avvenuto poco dopo il trasporto all’ospedale Santa Chiara. Per la ragazza, in osservazione, al prognosi è di dieci giorni, per abrasioni diffuse.

Salvatore Di Grazia 20 anni perde la vita sbattendo contro un albero

Catania 30 Giugno 2012 Incidente mortale la notte scorsa a Catania. Il ventenne Salvatore Di Grazia è morto in un incidente stradale autonomo nel quale è rimasto ferito un dicassettenne.
E' avvenuto a Catania la scorsa notte intorno alle 4.30, lungo la circonvallazione, nei pressi di Ognina. I due erano a bordo di una Fiat Panda che per cause ancora da accertare si è schiantata contro un albero.

Di Grazia è deceduto poco dopo l'arrivo all'ospedale Cannizzaro. Il passeggero minorenne ha riportato un trauma facciale e la frattura del setto nasale ed èstato ricoverato nell'ospedale Garibaldi. Sul fatto indaga la polizia municipale.

LA MADRE DI FRANCESCA BIMBO DI 3 ANNI UCCISO.SCONVOLTA IN CASERMA

NAPOLI 29 Giugno 2012 Strazianti le immagini della madre del piccolo Francesco, il bambino di 3 anni ucciso dal colpo di pistola del padre. Un colpo accidentale che ha causato al bambino una ferita troppo profonda che non ha dato al piccolo alcuna possibilità di. sopravvivenza.
La donna viene ripresa mentre, insieme al padre, si reca in caserma per l'interrogatorio con il volto sconvolto dal dolore. Nel servizio di Matilde Andolfo viene intervistata la mamma del padre del bambino, il proprietario dell'arma, che dovrà rispondere alle accuse di omicidio colposo e omessa custodia delle armi.

La donna parla del nipote come di un bambino pieno di gioia. Ora gli inquirenti cercano di fare maggiore chiarezza sulla dinamica dell'evento

giovedì 28 giugno 2012

Massimo Sculli, l'ex-militare di 53 anni ARRESTATO, per aver messo una bomba e ucciso un uomo

ROMA 28 Giugno 2012 Esplosione in un appartamento di via Tuscolana 791. È accaduto intorno alle 14. Secondo quanto si è appreso, un cittadino straniero è deceduto. Sul posto i vigili del fuoco. Dai primi accertamenti dei pompieri, sembra si tratti dell'esplosione di una bomba a mano. In serata è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile per detenzione di munizionamento da guerra e denunciato per morte conseguente di altro delitto Massimo Sculli, l'ex-militare di 53 anni che in un appartamento a Roma nascondeva quattro granate, di cui una è esplosa uccidendo un operaio romeno. L'uomo è stato prima interrogato nel commissariato Tuscolano e, a quanto si è appreso, è ancora confuso per quanto accaduto.

LA GRANATA Era una bomba a mano e non una caldaia, come si era appreso in un primo momento, la causa dell'esplosione nell'appartamento di via Tuscolana a Roma, che ha causato una vittima. La granata era nascosta in uno zaino all'interno di uno sgabuzzino nell'appartamento. La vittima era un operaio romeno di circa 30 anni, mentre altri due operai stranieri che si trovavano nell'abitazione sono rimasti illesi. Sulla vicenda indaga la polizia.

STUDIO MEDICO Era adibito a studio medico l'appartamento nel quale è morto un operaio romeno a causa dell'esplosione di un ordigno. È quanto emerge dai primi accertamenti. La vittima aveva 26 anni e stata effettuando dei lavori di ristrutturazione assieme a due connazionali che lavorano nella stessa ditta. Secondo quanto si apprende, l'ordigno era all'interno di un borsone verde. L'esplosione a distanza ravvicinata ha dilaniato il corpo del giovane operaio, deceduto durante il trasporto in ospedale.

FERMATO IL PROPRIETARIO DI CASA È stato fermato e accompagnato in commissariato M.S. ex militare proprietario delle armi detenute nell'appartamento di via Tuscolana dove c'é stata l'esplosione costata la vita a un giovane romeno. La posizione é al vaglio della polizia. Per lui si profila il reato di omicidio colposo e detenzione illegale di armi da guerra. Nessuna responsabilitá sarebbe al momento riconducibile al fratello, co-proprietario dell'abitazione adibita a studio medico e attualmente in ristrutturazione. Nell'appartamento sono state trovate altre tre granate, fortunatamente non esplose. Terrore nel palazzo. «Abbiamo sentito un forte boato e poi abbiamo visto le fiamme. È stato un inferno» hanno raccontato gli inquilini ai soccorritori.

STUDENTESSA 15ENNE LITIGA CON LA MADRE E SI GETTA DAL 4° PIANO

GROSSETO 28 Giugno 2012 Si è tolta la vita lanciandosi nel vuoto dal quarto piano del palazzo dove viveva con la famiglia ed è morta pochi istanti dopo. A morire così è stata una studentessa di 15 anni di Grosseto, che abita a due passi dal centro storico. La ragazza ieri sera, sembra dopo un
litigio con la madre, si è chiusa nella sua camera.

Quindi è uscita sulla terrazza, ha scavalcato la ringhiera e sì è gettata nel vuoto. Per strada in quel momento non ci sarebbe stato nessuno, ma in breve tempo sono accorsi alcuni abitanti della zona. Sul posto anche i carabinieri ed il personale sanitario del 118, ma per la ragazza non c'è stato più niente da fare.


L'ex campione svizzero di sci Paul Accola ha accidentalmente travolto e ucciso un bambino di 8 anni a Davos, in Svizzera

BERNA 29 Giugno 2012 L'ex campione svizzero di sci Paul Accola ha accidentalmente travolto un bambino di 8 anni a Davos, in Svizzera. Il piccolo è deceduto in ospedale poco dopo, ha riferito oggi l'agenzia di stampa svizzera Ats.

L'incidente risale a ieri pomeriggio. Accola (45 anni), vincitore fra l'altro della Coppa del Mondo generale nel 1992, stava falciando un prato e ha fatto marcia indietro con il trattore, non accorgendosi del bambino alle sue spalle. Gravemente ferito, il piccolo è stato trasferito in elicottero all'ospedale, ma è morto qualche ora dopo. Un'inchiesta è stata aperta per chiarire la dinamica dell'incidente.


Stefania Cancellieri, 39 anni uccisa dal ex marito Roberto Colombo, medico oculista di 54 anni. Perchè denunciata

MILANO A meno di 24 ore dalla sua brutale aggressione, è Stefania Cancellieri, 39 anni e una figlia di 3, è morta in ospedale. Letali per lei i colpi di mattarello scagliati dal marito da cui si stava separando. La donna era madre di tre figli, di cui uno di soli due anni. Nel pomeriggio di ieri, tra i coniugi, che vivevano nello stesso stabile ma in due appartamenti diversi, è scoppiata l'ennesima lite, all'interno del palazzo. La donna ha cercato di fuggire ma è stata raggiunta nell'atrio dello stabile, dove il marito l'ha colpito alla testa con un mattarello. La donna è stata portata in ospedale in gravi condizioni e con numerose fratture, e stamani è morta. Il marito, Roberto Colombo, 54 anni, medico oculista, che era rimasto sul posto, era stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Legnano. L'accusa per lui è ora di omicidio.

AVEVA DENUNCIATO PER STALKING IL MARITO Aveva denunciato per stalking il marito, dal quale si stava separando legalmente, Stefania Cancelliere, la 39enne morta stamattina dopo essere stata aggredita ieri pomeriggio con un mattarello nella propria abitazione in via Marcona a Legnano dal suo ex. A quanto si apprende, la donna aveva depositato l'esposto per atti persecutori alla procura di Milano nell'autunno scorso. Nella denuncia sosteneva che il marito, Roberto Colombo, medico oculista di 54 anni con cui litigava per l'affidamento dei tre figli piccoli, nonostante la separazione in corso la molestava telefonicamente. Colombo era stato interrogato dal pm Ada Mazzarelli, ma aveva negato tutto. Da quanto trapela, ritenendo di trovarsi davanti a un ipotetico caso di stalking che tuttavia dal tenore della denuncia sembrava lasciare spazio a una possibilità di riconciliazione tra i coniugi, il pm non aveva chiesto l'arresto dell'uomo. Oggi è stato in carcere con l'accusa di omicidio aggravato.


Sono già 55, dall’inizio dell’anno, le donne uccise dai loro compagni. Un femminicidio che ha gettato l’Italia nel ciclone, spingendo anche l’Onu a un severo monito. I medici dell’ospedale di Legnano dove è stata ricoverata Stefania ieri sera tardi, spiegavano solo che sta lottando tra la vita e la morte, con la teca cranica sfondata e diverse fratture. «Prognosi riservata», dicevano facendo intendere che le speranze erano appese a un filo. I medici l’avevano già strappata alla morte una volta, rianimandola prima di portarla in pronto soccorso. Stefania Cancellieri è stata aggredita a colpi di mattarello dal marito, Roberto Colombo, 50 anni, che da qualche tempo aveva cacciato di casa. Tutto è avvenuto sulle scale condominiali dell’elegante palazzo, in via Marconi 7, in centro a Legnano, nel milanese, dove vivono entrambi, lei nella casa coniugale, lui in un altro appartamento che la coppia possiede.
«Una coppia litigiosa - spiegano vicini di casa -. Bisticciavano spesso, anche dopo che si erano separati. A volte era lei ad aggredirlo, altre lui. La polizia e i carabinieri erano già intervenuti più e più volte per separarli». Ieri sera, però, «il solito litigio» si è trasformato in un pestaggio tremendo. Non è chiaro quale sia stato il motivo scatenante. Le chiamate al 118 e al 113 sono state numerose.
Il primo a dare l’allarme è stato un cingalese che stava consegnando volantini: ha visto, dietro la porta d’ingresso del palazzo, Roberto Colombo che si avventatava sulla moglie con il mattarello e ha cercato l’aiuto dei camerieri e dei cuochi del vicino ristorante all’aperto. Sono stati loro, dopo essersi fatti a prire il portone d’ingresso dello stabile, a fermare il medico e a consegnarlo alla polizia. Ora l’uomo dovrà spiegare il perché di tanta violenza.

IL CALDO UCCIDE, TRE MORTI IN POCHE ORE.

PISA 28 Giugno 2012 Tre morto in poche ore per il caldo in Italia, dal centro-nord al sud. Dopo la prima vittima in Campania, la giovane Ida Correale, morta a 23 anni in piscina a Torre Annunziata, oggi due anziani, un livornese di 71 anni e una perugina di 70, hanno perso la vita per un colpo di calore sul litorale pisano, a Tirrenia, dove la temperatura supera i 30 gradi, ma la temperatura percepita, a causa dell'umidità, è molto superiore.

Il primo episodio è avvenuto al Bagno Maddalena di Tirrenia dove ha perso la vita il livornese Rino Moroni che ha accusato un malore probabilmente dopo una passeggiata sulla battigia. Secondo una prima sommaria ricostruzione, l'uomo sarebbe stato soccorso da un bagnino dopo essere forse caduto in acqua già privo di vita. Inutile anche i tentativi di rianimarlo effettuati dal 118. Il livornese avrebbe percorso alcune centinaia di metri lungo la battigia provenendo da uno dei tanti bagni disseminati sul litorale pisano.
Il secondo episodio è invece avvenuto pochi minuti più tardi al bagno Mary: qui ha perso la vita Serenella Venturi, di 70 anni, anche lei ha accusato un malore pare subito dopo avere fatto un bagno.

DA DOMANI NUOVA ONDATA «Al via da domani una nuova ondata di gran caldo». Lo dice in una nota il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera. « La colpa - spiega l'esperto - è dell'anticiclone africano che torna ad allungarsi sul Mediterraneo. Il picco di calore tra domenica e lunedì. Su Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Toscana potranno raggiungersi i 38/40 gradi. Punte di 33/35 gradi sulle zone interne delle altre regioni. Fresche le coste grazie alle brezze. Bollino rosso per Milano, Firenze, Milano, Ferrara, Bologna, Perugia, Roma, l'Aquila, Benevento, Avellino, Matera, Foggia e Cosenza. Al caldo si aggiungeranno elevate concentrazioni di Ozono, con superamento delle soglia d'attenzione nelle aree urbane».
Il caldo si farà sentire anche in montagna con punte anche di 30 gradi a 1.000m. «Non si può parlare di ondata di caldo record a priori. Aspettiamo la sua conclusione - continua Nucera - per vedere i valori di temperature raggiunti. Due sono le particolarità di queste ondate di calore - precisa il metereologo - una è relativa all'estensione dell'anticiclone che dal Nord Africa ricopre mezza Europa. L'altro elemento è la frequenza con cui l'anticiclone africano si ripropone sul Mediterraneo. È la seconda nel giro di una settimana. L'ondata di calore si smorzerà tra lunedi e martedì con un passaggio di temporali su Alpi, Prealpi, Piemonte, Lombardia e Venezie. Roccaforte del caldo che si concentrerà invece al Centro Sud con picchi di 38/40 gradi».
«Cosa ci aspetta a Luglio? L'anticiclone africano dovrebbe ritirarsi nei suoi luoghi di origine nella prima parte di Luglio. Sull'Italia - conclude Nucera di 3bmeteo.com -avremo temperature più accettabili specie al Centro Nord ma con qualche temporale in più soprattutto in montagna. Continuerà ad essere rovente invece il clima al Meridione».



Vittorio Blanco 15 anni gioca con la pistola e gli parte un colpo,Uccidendolo

CATANIA 28 Giugno 2012 Stavano giocando a 'ispezionare' la casa di un vecchio zio morto quando hanno trovato una pistola, hanno cominciato a giocarci quando, accidentalmente è partito un colpo. Così è morto il 15enne Vittorio Blanco, deceduto nell'ospedale Ferrarotto nella .

notte tra lunedì e martedì scorsi, a una settimana dal tragico incidente.
L'episodio è avvenuto a Catania il 18 giugno scorso e lo ricostruisce oggi il quotidiano La Sicilia, riportando anche la notizia dei funerali celebrati ieri. Non è chiara l'esatta dinamica della tragedia, alla quale era presente un familiare di 17 anni della vittima.
Per la polizia che indaga è certa però l'assoluta causalità dell'accaduto Il 15enne era figlio di una coppia di fisioterapisti che lavorano all'ospedale Cannizzaro di Catania, che ha un altro figlio più piccolo. Il ragazzo frequentava la I L del liceo scientifico 'Galileo Galilei'. Sulla vicenda ha aperto un'inchiesta conoscitiva la Procura della Repubblica per i minorenni di Catania

Francesco, un bimbo di tre anni, è rimasto ucciso stamani a Giugliano dal padre da un colpo di pistola partito accidentalmente

NAPOLI 28 Giugno 2012 Francesco, un bimbo di tre anni, è rimasto ucciso stamani a Giugliano, in provincia di Napoli, da un colpo di pistola. Sembra da una primissima ricostruzione dei fatti che il colpo sia stato esploso accidentalmente dal papà del piccolo, un idraulico 37enne incensurato residente in via Santa Maria al Cubito, mentre stava maneggiando l'arma da fuoco in casa. Sembra che il papà stesse pulendo la pistola, utilizzata per uso sportivo.
Il fatto è accaduto a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli. Secondo quanto appreso dai carabinieri sembra che il piccolo sia stato ucciso da un'arma detenuta legalmente nella sua abitazione. Il colpo secondo quanto accertato è stato esploso accidentalmente. Il bimbo è stato portato d'urgenza all'ospedale, ma sembra che sia arrivato in sala operatoria quando ormai non respirava più.




COLPO PARTITO ACCIDENTALMENTE Il piccolo abitava con la sua famiglia in una villetta in via Santa Maria a Cubito, alla periferia della città. In casa, al momento della tragedia, c'erano alcuni familiari, tra cui il padre, che svolge la professione di idraulico. Il bimbo era stato trasportato, subito dopo l'incidente, al locale ospedale, dove i medici, purtroppo, non hanno potuto fare altro che costatare il decesso.
Ora, davanti all'ospedale San Giuliano, si sono radunati diversi familiari dinnanzi alla sala mortuaria in attesa di poter riabbracciare per l'ultima volta la vittima. In ospedale è giunto anche il sostituto procuratore della Repubblica di turno, Monica Campese.
Secondo una primissima ricostruzione dei carabinieri il papà del bimbo morto stava pulendo un'arma di tipo sportivo quando accidentalmente è partito il colpo che ha raggiunto il piccolo ad un fianco. Immediata la corsa in ospedale. Tuttavia, le condizioni del piccolo sono apparse ai sanitari subito disperate. Il piccolo è deceduto poco dopo il ricovero nel nosocomio San Giuliano

LO SGOMENTO DEI VICINI: "NON CI SEMBRA VERO" «Non ci sembra vero. Lo vedevamo quasi tutti giorni». I tre meccanici che lavorano nell'officina di via Santa Maria a Cubito, nello stabile dove questa mattina è avvenuto il gravissimo incidente che è costato la vita al piccolo Francesco di tre anni, sono affranti. «Noi siamo qui da una decina di anni. Sia Francesco che la sorella di sei anni li conosciamo da sempre. Li abbiamo visti appena nati: insomma si può dire che sono cresciuti con noi», racconta uno dei tre uomini che ricorda come Francesco sia sempre stato attratto dai tanti attrezzi presenti nell'officina. Lo stabile dove si è consumata la tragedia sorge poco lontano dalla rampa di acceso di via Santa Maria a Cubito dell'asse mediano. Intorno non ci sono nè tante case nè negozi. A qualche chilometro c'è un grosso centro commerciale e il mercato ortofrutticolo all'ingresso. E poi tanti campi coltivati a pescheti. E così i meccanici per garantirsi qualche genere di conforto da qualche tempo hanno fatto installare anche un macchina automatica per la distribuzione di bevande e di qualche snack. «Ogni volta che veniva in officina indicava col dito quella macchinetta dove ci sono anche le patatine», riprende uno dei meccanici. «Quando siamo arrivati questa mattina poco dopo le 8,30 , già c'erano le auto dei carabinieri ed abbiamo appreso la notizia. Non ci sembra vero. I suoi genitori saranno distrutti dal dolore. Brave persone - dice, infine, uno dei tre meccanici - che non meritavano di vivere una tragedia così grande».

Ida Correale muore in piscina mentre prende il sole. Era bella come una Sirena

NAPOLI 28 Giugno 2012 La prima vittima del caldo nel napoletano si chiama Ida Correale. Aveva solo 23 anni e ieri stava prendendo il sole in piascina a Torre Annunziata. Lei, studentessa di archeologia di Sarno, subacquea e aspirante modella, era arrivata al complesso balneare di villa Balke con un gruppo di amici. Alle 12.30 ha accusato un malore, ma i soccorsi sono stai inutili, la ragazza era già morta. Ieri sono stati ascoltati anche alcuni testimoni e amici nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Torre Annunziata, ma tutti sono d'accordo nel dire che si è trattato di un malore improvviso, forse dovuto al caldo.

UNA "SIRENA" La ragazza viveva a Sarno con i genitori, stimati professionisti: ingegnere il papà Paolo, medico del Sert di Torre Annunziata la mamma Patrizia. Forse proprio per questo Ida trascorreva le sue estati sul litorale torrese, dove era a sua volta conosciuta. Una vera e propria "sirena", non solo per il fisico flessuoso, ma soprattutto per la sua grande passione per il mare e le immersioni. Sono gli stessi amici, quelli che la ricordano su Facebook, a chiamarla così lasciandole gli utlimi, increduli, saluti.

mercoledì 27 giugno 2012

Pasquale Sabatelli, un militare dell'Aeronautica di 43 anni, è morto annegato ad Ostuni per salvare i due figli

OSTUNI 27 Giugno 2012 Pasquale Sabatelli, un militare dell'Aeronautica di 43 anni, è morto annegato ad Ostuni per salvare i due figli che si erano trovati in difficoltà mentre facevano il bagno in mare insieme a lui. È accaduto in un lido di località Camerini.

Sabatelli stava facendo il bagno insieme ai figli ed ha dovuto soccorrerli dopo che aveva notato che si erano trovati in difficoltà a causa del mare mosso. Lo sforzo è stato però fatale a Sabatelli, che è morto poco dopo.

Domenico Gitto, 52 anni l’imprenditore siciliano amministratore delegato dell’omonima azienda di famiglia. E' Morto colpito da malore

E’ morto ad Abuja, capitale della Nigeria, l’imprenditore siciliano Domenico Gitto, 52 anni, amministratore delegato dell’omonima azienda di famiglia. Il gruppo Gitto, fondato in Sicilia oltre 50 anni fa, e’ attivo nell’edilizia e nel settore della costruzione di grandi opere. Domenico Gitto, sposato, due figli, e’ morto nel pomeriggio a causa di un arresto cardiocircolatorio mentre si trovava in un ufficio del ministero dei Lavori pubblici.

Il gruppo Gitto, circa 100 milioni di fatturato, un portafoglio lavori di quasi 1,5 miliardi di euro, e’ una delle principali societa’ di costruzioni italiane presenti in Nigeria, dove da dieci anni e’ impegnato nella realizzazione di grandi infrastrutture. Oltre alla Nigeria, la seconda economia del continente, il gruppo Gitto detiene commesse in altre nazioni africane, tra cui Etiopia e Guinea Equatoriale. La presidenza della societa’ e’ affidata al fratello maggiore, Salvatore Gitto .

Piero Rosso, 52 anni, di Chivasso (Torino) e' morto travolto, mentre andava in bicicletta, da un'auto

TORINO, 27 GIUNO 2012 - Piero Rosso, 52 anni, di Chivasso (Torino) e' morto la scorsa notte, travolto, mentre andava in bicicletta, da un'auto che - per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri - ha invaso la corsia sulla quale si trovava l'uomo.

Rosso e' morto all'istante. L'auto - una Peugeot 306 - era guidata da una ragazza di 21 anni, che e' rimasta illesa.

Andrea Cacioppo, aveva 21 anni è morto in un incidente mortale

Marsala 27 Giugno 2012 Un’altra vita spezzata sulle strade marsalesi. E’ morto ieri Andrea Cacioppo, aveva 21 anni, era orfano di padre, era residente in centro città ed è una nuova vittima della strada, stroncato da lesioni che si è procurato in un incidente autonomo e che lascia i suoi familiari, sua madre, i suoi amici, nello sconforto e nella disperazione più totali.
Il giovane era a bordo di un motociclo Piaggio sulla Via Vecchia Mazara, alle spalle della caserma dei carabinieri, esattamente all’altezza del civico 14, non indossava il casco protettivo e per cause che sono ancora al vaglio della Polizia Municipale, che è intervenuta per rilevare l’incidente, ha perso il controllo del proprio mezzo andando a sbattere contro palo dell’Enel, di quelli in vetroresina, posto ai margini della strada. Soccorso da un’ambulanza del 118 con il medico a bordo e gli infermieri specializzati, Andrea non presentava ferite talmente evidenti da lasciar supporre tale tragico epilogo: nessun trauma cranico, infatti, sembrava evidente ai soccorritori e il ragazzo era anche cosciente.


Dopo alcune ore di osservazione al pronto soccorso, però, a causa delle lesioni interne riportate, è deceduto. Andrea Cacioppo era residente in Via Filippo Noto, nella zona dove insistono le case popolari di piazza Inam. I primi ad intervenire sono stati gli ispettori della Polizia Municipale Giuseppe Sammartano e Vincenzo Marino. La salma dello sfortunato giovane è rimasta fino a ieri sera tardi all’ospedale Paolo Borsellino.

Come si vede nella foto lui procedeva in direzione mazara, ha perso il controllo ed ha strisciato lungo il muro fino ad impattarsi contro il palo. Il suo corpo si è riversato a terra, la chiazza di sangue è a meno di un metro dal palo, mentre il motociclo si è scaraventato nella corsia opposta, dove per altro si vedono le macchie di benzina.

martedì 26 giugno 2012

VERCELLI 26 gIUGNO 2012 Vercelli piange la piccola Giulia Pesco, scomparsa a causa di un brutto male a soli sette anni. Si è spenta ieri al Policlinico San Matteo di Pavia. La piccola soffriva di una patologia che non perdona e contro la quale i suoi genitori, Teresa e Dino, gestori del Bar di Via Galileo Ferraris a Vercelli, le avevano provate tutte.
A nulla sono valsi gli interventi di medici e specialisti. A piangerla, anche il fratello Ale con i nonni, gli zii e tutti gli amici.


I funerali sono stati celebrati questa mattina alle ore 11.30 partendo dall’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli per il Convento di Billiemme. Alle esequie hanno presenziato molti cittadini di Vercelli, che hanno stretto in un abbraccio sentito e simbolico la famiglia e detto addio alla bambina.
La piccola sarà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Billiemme.



FRANCO LORI 11 ANNI MUORE DURANTE LA GITA IN MONTAGNA. IL PAPÀ: "NON AVEVA MALATTIE" -

PRATO 27 Giugno 2012 Non ha retto il caldo e la fatica dell'escursione organizzata dal suo gruppo parrocchiale, composto da 74 bambini, il parroco e due accompagnatori, ed è stato colto da un arresto cardiaco, ed è morto. Si chiamava Franco Lori il bambino di
11 anni che ha accusato il malore più grave fra i componenti della comitiva parrocchiale soccorsa nel pomeriggio sulla Calvana, a Prato. Poi, la disgrazia. Il bimbo è stato trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale Careggi di Firenze, dove poi è deceduto. Durante la marcia in montagna molti altri bimbi si sono sentiti male.

IL PAPÀ: "NON AVEVA MALATTIE" «Non mi interessa parlare con i medici. Ormai non possono guarirlo», ha detto il padre del piccolo Franco Lori, il bambino undicenne morto in seguito ad un ad un arresto cardiaco. La madre è la prima ad essere arrivata all'ospedale di Careggi, in lacrime, accompagnata dalla sorella e dalla nipote. Il padre, autotrasportatore, è arrivato dopo circa un'ora: era al lavoro sulla costa toscana quando ha saputo della morte del piccolo, che era figlio unico. L'ultima volta lo aveva visto ieri sera. «Non mi interessa parlare con i medici. Ormai non possono guarirlo», ha detto. La famiglia si era trasferita un anno fa da Poggio a Caiano a Paperino ed il piccolo aveva cominciato a frequentare la parrocchia ed avviato dagli stessi genitori al Gres, il gruppo estivo che ha organizzato la gita di oggi. «Lo abbiamo mandato sperando che si facesse nuovi amici, anche se lui preferiva stare in casa a giocare con il computer. Ora gli amici se li è fatti in Paradiso». Il padre del piccolo ha anche aggiunto che il figlio non aveva particolari malattie e che «era tifoso della Fiorentina: avrebbe voluto giocare a calcio, ma - dice ancora sotto choc e trattenendo le lacrime - era una schiappa...».

ARRESTO CARDIACO PRIMA DI PRANZO Si sarebbe sentito male prima della sosta per il pranzo il bimbo di 11 anni andato in arresto cardiaco durante un'escursione sul monte Calvana, sopra Prato. È quanto si apprende dai soccorritori. La comitiva è formata da una cinquantina di ragazzi tra gli 8 e i 17 anni più alcuni accompagnatori. Il bimbo ha accusato il malore dopo aver percorso a piedi con gli altri un tratto di sentiero di montagna per alcuni chilometri. Secondo primi racconti, lo avrebbero visto accasciarsi, poi un accompagnatore ha avvisato il 118.

È stata tentata anche la circolazione extracorporea per tentare di salvare il piccolo Franco Lori, il bambino undicenne morto oggi in seguito ad un arresto cardiaco sulla Calvana a Prato. «Il ragazzo ha avuto un malore. È stato portato con l'elisoccorso, e quando è arrivato abbiamo tentato una circolazione extracorporea ma non c'è stata ripresa dell'attività cardiaca. Accertamenti sulle cause del decesso sono adesso in corso», ha detto Valerio Del Ministro direttore sanitario dell'azienda universitaria ospedaliera fiorentina di Careggi. La Usl di Prato intanto ha reso noto che i 74 bambini, il parroco e due accompagnatori «che - si aggiunge in una nota - apparivano emotivamente provati per quanto accaduto ma erano in buone condizioni di salute».

BAMBINA: "ERO STANCA, POI LUI È STATO MALE" «Stavamo camminando da un po', eravamo quasi in vetta quando ci hanno detto che un bambino si era sentito male. Mi sono voltata e lo stavano soccorrendo». È il racconto di una bambina di dieci anni che faceva parte del gruppo soccorso oggi sulla Calvana a Prato. «Avevamo un po' caldo ed ero un po' stanca - aggiunge - ma eravamo tranquilli. È una gita che facciamo ogni anno ed è sempre stato divertente». I bambini, al momento della tragedia, avevano davanti ancora un'ora di cammino sotto il sole. La piccola ancora non sa che il suo compagno è morto e quando le chiedono del viaggio in elicottero per tornare a Prato si apre in un sorriso e risponde: «Non c'ero mai salita prima d'ora. Ho avuto un po' di paura ma è stato divertente».

GRUPPO PARROCCHIALE DI PAPERINO I bimbi appartengono alla parrocchia di Paperino, alla periferia di Prato, i bambini soccorsi oggi sulla Calvana. I ragazzi, via via che vengono soccorsi dall'elicottero, sono trasportati al comando provinciale dei vigili del fuoco di Prato, dove è stato messo loro a disposizione il locale della mensa e dove sono stati rifocillati.

SPOLA IN ELICOTTERO Sono stati evacuati con un elicottero dei vigili del fuoco che fa la spola tra il monte Calvana e la caserma dei pompieri di Prato i bambini di una comitiva soccorsi durante un'escursione: tra essi c'è un undicenne molto grave. I vigili del fuoco hanno organizzato voli ogni sette minuti perchè non sarebbero in grado di proseguire la marcia. Vengono evacuati a gruppi di 7-8 per volta. La comitiva era partita da Paperino di Prato ed aveva approcciato la Calvana da un sentiero presso la località Capo Bastone.

OGNI ANNO LA STESSA GITA, BIMBI SOTTO CHOC I bimbi che sono stati soccorsi sul monte Calvana che domina Prato erano in gita accompagnati da alcuni adulti tra cui il parroco di Paperino. La gita in cui erano impegnati è una «classica» che viene organizzata ogni anno dalla parrocchia con i panini portati da casa. Secondo le prime informazioni i ragazzi sarebbero stati choccati dal vedere il loro compagno accusare il malore per il quale adesso è stato portato in ospedale. Adesso vengono definiti come abbastanza tranquilli nella caserma dei vigili del fuoco di Prato, alcuni anche eccitati dall'imprevisto volo in elicottero. Alla caserma dei pompieri sono intanto arrivati alcuni dei genitori che, però, non hanno ancora visto i propri figli che sono all'interno della struttura dove sono anche visitati dal personale sanitario.

GIOVANI VITTIME IN GITA, DA MADESIMO A VENTOTENE Il ragazzino morto oggi mentre era in gita sul monte Calvana con un gruppo della parrocchia di Prato, va ad aggiungersi ad una lunga lista di giovanissimi rimasti vittime di incidenti e tragedie durante periodi di vacanza o nel corso di gite scolastiche. Ecco alcuni degli episodi più significativi. MADESIMO, 1999: Due ragazzine di 13 anni, Giulia Perlini e Anna Ciocchetta e una di 12, Martina Signorini facevano parte di un gruppo di una 40 di scout tra gli 8 e i 13 anni. Il 7 agosto dormivano in una tenda sopra delle palafitte che i ragazzini avevano realizzato su un torrente in Val Febraro, quando un'onda le ha travolte. In quel punto del torrente l'acqua era profonda non più di 50 centimetri ma una frana a monte aveva bloccato il regolare flusso del fiume. Quando la diga improvvisata ha ceduto, l'acqua è scesa a valle e ha travolto la palafitta. VENTOTENE, 2010: la gita scolastica di una scuola media di Roma nell'isola pontina si trasforma in tragedia: dal costone di tufo che sovrasta Cala Rossano, si stacca un pezzo di roccia e piomba sulla spiaggia da un'altezza di circa sei metri. Il blocco travolge due ragazze di 14 anni, Francesca Colonnello e Sara Panuccio, che muoiono poco dopo. Nell'incidente altri due studenti rimangono feriti. FIRENZE, 2002: Una bambina di 11 anni di una scuola media di Marignolle, nei dintorni di Firenze, muore travolta da un masso durante una gita scolastica nel parco di villa Demidoff. AUGUSTA 1982: Uno studente di 16 anni di una scuola superiore di Augusta muore precipitando in un pozzo non segnalato durante una visita al teatro greco di Palazzolo Acreide. TORINO, 2006: Un ragazzo di 17 anni di una scuole per geometri di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, muore a Torino dove era in gita con la scuola precipitando da un cornicione dell'albergo: stava tentando di raggiungere un'altra stanza passando dalla finestra. TERMOLI 2003: Sette ragazzini devono la vita al sacerdote che li accompagnava, don Stefano Gorzegno. In gita parrocchiale a Termoli, i piccoli erano entrati in acqua ma a causa del mare molto mosso in sette rischiarono di annegare. Ad uno ad uno il prete li riportò a riva e pochi istanti dopo si accasciò sulla sabbia e morì.

Marco Riccio, un ragazzo di 18 anni, è stato ucciso da2 killer.

NAPOLI 26 Giugno 2012 Notte di sangue a Napoli, dove Marco Riccio, un ragazzo di 18 anni, è stato ucciso intorno alle 22.30 con alcuni colpi di pistola, esplosi da due killer che poi si sono dati alla fuga. È accaduto in via
Miano nell'omonimo quartiere a poca distanza dalla caserma del X battaglione carabinieri. La polizia giudiziaria sta svolgendo indagini per fare chiarezza su questo omicidio. Nella giornata di ieri nel giro di un paio d'ore due ragazzi sono stati uccisi a colpi di pistola alla periferia di Napoli.

UCCISO MENTRE APRE IL BAR Ancora un delitto nel napoletano, dove Andrea Nollino, 42enne incensurato di Casoria, è stato ucciso vicino al suo bar. Secondo quanto al momento ricostruito dai carabinieri, l'uomo stava aprendo il locale, San Mauro, di cui è uno dei titolari, in largo San Mauro, quando è stato avvicinato da due persone a bordo di uno scooter che gli hanno esploso contro tre colpi di arma da fuoco. Nollino è morto sul colpo.

FORSE UN ERRORE Forse non era Andrea Nollino, il titolare del bar ucciso stamattina a Casoria, il vero obiettivo dei sicari e, quindi, l'uomo potrebbe essere stato ucciso per sbaglio. Le indagini sono in corso e la dinamica dell'accaduto è da ricostruire ma sembra essere questa, al momento, la pista seguita dagli inquirenti, i carabinieri della compagnia di Casoria. Secondo quanto accertato dai militari diretti dal capitano Gianluca Migliozzi, in due, a bordo di uno scooter, si sono avvicinati a Nollino mentre stava aprendo il bar San Mauro, di cui è uno dei titolari. Sono stati esplosi tre colpi, dei quali uno ha colpito, a morte, l'uomo. È probabile, però, che sul posto ci fossero altre persone, coinvolte in una lite: i veri destinatari dei sicari. Si sta controllando se in zona ci sono telecamere; al momento nessuna testimonianza da parte di cittadini. Eppure il bar si trova in una piazzetta a quell'ora abbastanza frequentata.


TERZO OMICIDIO Si indaga sull'omicidio di ieri sera del 21enne Giuseppe Sannino nel Napoletano. La posizione di due persone, padre e figlio, è al vaglio degli inquirenti: i due sarebbero stati individuati dai carabinieri a Tuscania. Sannino era stato condotto all'ospedale Villa Betania privo di vita e con ferite da colpi di arma da fuoco: stessa struttura dove era stato soccorso anche il 23enne Mario Noto, accoltellato in maniera non grave. I due episodi, hanno accertato i carabinieri, sono frutto di un regolamento di conti a seguito di un litigio. Fermato anche un minorenne che avrebbe accoltellato Noto.

Andrea Nollino, 42enne incensurato di Casoria, è stato ucciso vicino al suo bar.er Sbaglio

NAPOLI 26 Giugno 2012 Andrea Nollino, 42enne incensurato di Casoria, è stato ucciso vicino al suo bar. Secondo quanto al momento ricostruito dai carabinieri, l'uomo stava aprendo il locale, San Mauro, di cui è uno dei titolari, in largo San Mauro, quando è stato avvicinato da due persone a bordo di uno scooter che gli hanno esploso contro tre colpi di arma da fuoco. Nollino è morto sul colpo.

UCCISO PER SBAGLIO Sembra essere sempre più certa la pista secondo la quale Andrea Nollino, titolare di un bar di Casoria, sia stato ucciso per sbaglio, colpito da un proiettile vagante. Secondo quanto stanno accertando i carabinieri della compagnia di Casoria, lo scooter a bordo del quale c'erano i due sicari, stava inseguendo un'automobile con a bordo, verosimilmente, il vero obiettivo. Davanti al bar hanno sparato i tre colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha colpito Nollino che aveva appena aperto il bar e stava spazzando. I carabinieri diretti dal capitano Gianluca Migliozzi, stanno analizzando immagini di videocamere presenti in zona.

lunedì 25 giugno 2012

RAGAZZO DI 21 ANNI MUORE ACCOLTELLATO DA UN TRANS

ROMA 25 giugno 2012 Un 21enne italiano è stato ucciso da una trans nell'appartamento in cui convivevano. È accaduto intorno alle 20 a Torvaianica. Il giovane è stato accoltellato durante una lite. La trans è stata fermata dai carabinieri.

Il giovane italiano è stato ucciso a coltellate, durante una lite, da un 26enne di origini argentine, transessuale, all'interno dell'appartamento nel quale convivevano. L'episodio è accaduto a Torvaianica, sul litorale romano. L'omicida è stato fermato dai Carabinieri. Sulla vicenda indagano i militari della stazione di Torvaianica e quelli della Compagnia di Pomezia, mentre quelli del Nucleo investigativo di Frascati sono impegnati nei rilievi tecnici.

Michele Del Santo, 56 anni di Caserta, titolare di una ditta edile muore in un incidente a grosseto

GROSSETO 26 Giugno 2012 Incidente mortale sulla statale Aurelia alle porte di Grosseto. Per cause in corso di accertamento, nella zona della Nunziatella, un'autovettura che transitava in direzione nord ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con un mezzo pesante che procedeva in direzione sud.
Lo scontro ha causato la morte di Michele Del Santo, 56 anni di Caserta, titolare di una ditta edile che si trovava in auto insieme ad altre quattro persone.

Una è ricoverato a Siena in gravissime condizioni ed un'altra a Grosseto, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.

Giuseppe Sannino, 21 anni, residente a Cercola (Napoli) ucciso e abbandonato fuori all'ospedale

NAPOLI 25 Giugno 2012 Raggiunto da colpi di arma da fuoco, è morto poco dopo il ricovero a Villa Betania, ospedale del quartiere Ponticelli, alla periferia est di Napoli. La vittima è Giuseppe Sannino, 21 anni, residente a Cercola (Napoli) e già noto alle forze dell'ordine. Il suo corpo è stato abbandonato davanti all'ospedale.

Poco dopo, nella stessa struttura, è stato soccorso Mario Noto, 23 anni, anche lui già noto alle forze dell'ordine e residente a Cercola, nella stessa strada della vittima. Noto è stato colpito con un coltello alla natica in maniera non grave. È probabile che i due episodi siano collegati; secondo una prima ipotesi il delitto potrebbe essere originato da un litigio. Sulle vicende indagano i carabinieri.

Alberto Meneghetti perde la vita in un tragico incidente

RUBANO. Il telefono di Alberto Meneghetti squilla in continuazione. È appoggiato sulla cappelliera dell’auto di servizio della Polstrada di Rovigo accorsa in ausilio ai colleghi di Padova. Dall’altra parte “del filo” c’è Sandro Lirussi, responsabile del ristorante della Casa del Pellegrino di via Cesarotti a Padova dove Alberto lavorava. Era lì che stava andando in scooter. Lirussi scoprirà un’ora dopo, quando chiamerà a casa del ragazzo cosa gli è accaduto.

A Rubano sono da poco passate le 9 di mattina. Il corpo di Alberto è pietosamente coperto da un lenzuolo bianco in attesa che il magistrato dia l’ok per il trasporto in obitorio. Fa già caldo. Gli agenti guardano nuovamente il cellulare che non smette di suonare. Alla casa del Pellegrino sono preoccupati. Alberto Meneghetti chiamava anche quando era in ritardo di pochi minuti. Il suono del telefono fa accapponare la pelle. Il silenzio vicino alla rotonda è quasi irreale. Sul lato sinistro della strada due amici di Nadir Huseynov sono seduti vicino al fossato. Uno dei due, a petto nudo, una pantera tatuata sulla spalla, i jean lerci e sporchi di sangue fuma nervosamente. Ha estratto Mirko Nigro e Leonaro Staka dalla Polo. Con loro aveva trascorso la notte al Tacu Tacu, dove si balla fino all’alba. Forse non sa nemmeno che dall’altra parte a pochi metri giace Alberto. O forse non gli interessa. È stordito dal troppo dolore. Il suo amico non c’è più. Nadir viveva con la famiglia a Rubano. Era arrivato sei anni fa. Dopo aver finito le medie aveva deciso di andare a lavorare. Faceva un po’ di tutto. Il muratore con il padre, ma anche il fattorino per un locale di pizza-express. Qualsiasi cosa pur di guadagnare. Poi c’erano gli amici. La sua seconda famiglia. «Era un ragazzo educato, giocava con i miei figli più piccoli, sorrideva sempre», è il ricordo di una mamma che ieri a causa della tragedia ha scoperto (perché si è messo a piangere dal dolore) che suo figlio, amico di Nadir per tutto questo tempo l’ha ingannata dicendole che ogni sabato sera andava dormire da amici invece li trascorreva al Tacu Tacu. «Quel locale va chiuso», aggiunge la mamma a denti stretti: «Lasciamo stare la droga o l’alcol. Solo trascorrere un’intera notte ad ascoltare musica a tutto volume, senza dormire e poi mettersi in auto equivale a giocare alla roulette con la vita». O con la morte. Nadir Huseynov ha pagato a carissimo prezzo un’imprudenza. Un errore che ha rovinato per sempre due famiglie. La sua e quella di Alberto. La cui unica colpa è stata quella di essere in quel punto della strada dove non c’era spazio per un sorpasso. Morto per un azzardo.

Alberto Meneghetti era atteso al lavoro come ogni domenica. Il suo unico sogno era riuscire a mettere via qualche soldo per sposarsi con la sua fidanzata, Pasqualina. Amava la pesca (era un esperto del bass-fishing) e il suo lavoro. Collocato da un’agenzia interinale alla Casa del Pellegrino un anno fa, la direzione aveva deciso di rinnovargli il contratto a tempo indeterminato come aiuto cuoco. Perché era bravo, ordinato, solare, gentile, stimato. Questo Alberto, però, non lo saprà mai.

Aldo Cavallotti, 39 anni, il motociclista di Cherasco che era rimasto ferito non ce l'ha fatta

E' morto Aldo Cavallotti, 39 anni, il motociclista di Cherasco che era rimasto ferito tre settimane fa in un incidente in frazione Moglia di Cherasco. Il centauro era andato a sbattere contro un palo della segnaletica.

Trasportato in ospedale a Cuneo era poi stato trasferito al Cto di Torino, dove è morto questa notte. I particolari su La Stampa del 26 giugno.

AUTO TRAVOLGE DUE OPERAI:MUORE UNA DONNA, FERITO IL COLLEGA

ROMA 25 Giugno 2012 Due operai addetti al rifacimento del manto stradale sulla via Aurelia nei pressi di Tarquinia, in provincia di Viterbo, sono stati travolti da un'auto della ditta per la quale stavano lavorando. Una donna è morta sul colpo e un un uomo è rimasto ferito in modo gravissimo.

Secondo quanto si è appreso, l'auto che segnalava i lavori in corso sarebbe stata tamponata violentemente da un camion ed è finita contro i due operai. La statale è stata chiusa al traffico in direzione nord.

Luana Casella di 78 anni, si era recata accompagnata dal cane.Uccisa da un Ungherese

LIVORNO 25 Giugno 2012 Lite mortale per difendere il cane: è accaduto in una rivendita di frutta e verdura di via delle Navi a Livorno dove la vittima, Luana Casella di 78 anni, si era recata accompagnata dal cane. Nessun problema da parte della proprietaria, mentre un'altra cliente, dall'età che secondo i testimoni si aggira intorno ai 40 anni, ha inveito contro la pensionata chiedendole di far uscire subito l'animale dal negozio perché non riusciva a scegliere tranquillamente la merce. La discussione è degenerata tragicamente quando la quarantenne ha colpito l'anziana alla schiena con violenza, mandandola a finire sul banco, prima di fuggire. La signora Casella, asmatica, si è accasciata al suolo e nonostante l'intervento del 118 chiamato dalla titolare rumena, si è spenta prima dell'arrivo dei soccorsi. La polizia è ora alla ricerca della responsabile del gesto, di cui è stato fornito un accurato identikit.

LA KILLER UNGHERESE La donna quarantenne ritenuta responsabile dell'aggressione alla 78enne deceduta questa mattina in un negozio del centro a Livorno a seguito della lite per un cane è stata riconosciuta e portata negli uffici della polizia verso le 12. Si tratterebbe di una parrucchiera ungherese di 43 anni residente a Milano e a Livorno da un paio di mesi. Dopo averne ricostruito l'identikit attraverso le testimonianze e acquisendo alcuni filmati dalle telecamere di sorveglianza, gli uomini delle volanti hanno rintracciato la donna ungherese poco lontano mentre leggeva su una panchina. La donna potrebbe essere accusata di omicidio colposo, visto che la 78enne è deceduta per arresto cardiocircolatorio.

domenica 24 giugno 2012

Valerio Savini, è morto la scorsa notte poco dopo le tre, a causa dei traumi riportati in un incidente stradale avvenuto in via Tirino.

PESCARA 24 Gennaio 2012 Un 37enne, Valerio Savini, è morto la scorsa notte poco dopo le tre, a causa dei traumi riportati in un incidente stradale avvenuto in via Tirino. L'uomo, alla guida della sua moto, ha perso improvvisamente il controllo del mezzo, andando a finire a velocità piuttosto sostenuta contro un muretto in cemento che si trovava al lato della strada. L'urto violento non ha lasciato scampo al centauro che è morto praticamente sul colpo.

I soccorritori del 118, arrivati dopo poco, hanno potuto constatare solo il decesso dell'uomo, a causa di un politrauma con otorragia (fuoriuscita di sangue dall'orecchio). La morte, secondo quanto rilevato dai medici, sarebbe stata causata dalla frattura della scatola cranica. Valerio Savini, abitava a Pescara in via Saline.

Sandro Curlante, è morto nel tardo pomeriggio mentre faceva il bagno in mare insieme al figlio quindicenne

MELENDUGNO (LECCE) 24 Giugno 2012 Un operaio di 42 anni, Sandro Curlante, è morto nel tardo pomeriggio mentre faceva il bagno in mare insieme al figlio quindicenne. Il fatto è accaduto nella frazione marina di Melendugno, nel Leccese. Curlante era andato al mare insieme alla. moglie ed al figlio. Dopo essere entrato in acqua insieme al ragazzo, l'operaio si è sentito male ed è morto poco dopo.

Senza esito il tentativo di soccorrerlo da parte del figlio e di alcuni bagnanti, tra i quali c'era un cardiologo. Gli accertamenti investigativi sono stati effettuati dai carabinieri di Melendugno. Sarà adesso il pm di turno della Procura della Repubblica di Lecce a decidere se effettuare l'autopsia di Curlante. Stamattina, sempre nel Leccese, si era verificato un episodio analogo con la morte, mentre anche lei faceva il bagno nelle acque dei Laghi Alimini, a nord di Otranto, di un pensionata di 69 anni, Annunziata Lagioia. Anche a Punta Prosciutto, località di Porto Cesareo, è morto un pensionato di 72 anni di Avetrana (Taranto). L'uomo si è sentito male poco dopo essere entrato in acqua. L'intervento del personale del 118 si è rivelato inutile perchè quando è giunto sul posto il pensionato era già morto

Ragazzo di 14 anni muore in moto in un incidente a Rubiera in via Togliatti

REGGIO EMILIA 24 Giugno 2012 Tragedia in provincia di Reggio Emilia, dove nella notte ha perso la vita un ragazzo di 14 anni, coinvolto in un incidente a Rubiera. La vittima viaggiava a bordo di uno scooter in via Togliatti quando, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con un'auto.

Il conducente della macchina è stato sottoposto all'alcol test. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri e la polizia municipale.

Valerio Savini 37 anni muore in un incidente in moto sbattendo contro un muretto

PESCARA 24 Giugno 2012 Un 37enne, Valerio Savini, è morto la scorsa notte poco dopo le tre, a causa dei traumi riportati in un incidente stradale avvenuto in via Tirino. L'uomo, alla guida della sua moto, ha perso improvvisamente il controllo del mezzo, andando a finire a velocità piuttosto sostenuta contro un muretto in cemento che si trovava al lato della strada. L'urto violento non ha lasciato scampo al centauro che è morto praticamente sul colpo.

I soccorritori del 118, arrivati dopo poco, hanno potuto constatare solo il decesso dell'uomo, a causa di un politrauma con otorragia (fuoriuscita di sangue dall'orecchio). La morte, secondo quanto rilevato dai medici, sarebbe stata causata dalla frattura della scatola cranica. Valerio Savini, abitava a Pescara in via Saline.

Addio Gianni Biz, bandiera del ciclismo: era stato il patron del Giro del Friuli

PORDENONE 24 Giugno 2012 Gianni Biz, 69 anni, patron del giro ciclistico del Friuli, è morto questa mattina all'ospedale di Pordenone, dove era ricoverato da tempo per una grave malattia. Biz, nel febbraio scorso, era stato coinvolto in una vicenda giudiziaria legata a un presunto giro di escort connesso anche al mondo delle sponsorizzazioni nelle competizioni ciclistiche: fu arrestato dai carabinieri e recluso in carcere con l'accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione.

«Con la scomparsa di Gianni Biz perdiamo uno straordinario personaggio noto ai più per il suo operato nel ciclismo. Pertanto quella di oggi è una giornata di grande lutto per tutto il mondo dello sport». Lo afferma l'assessore regionale allo Sport Elio De Anna.

«Voglio ricordare - prosegue De Anna - un uomo impegnato nel lavoro e attento alla famiglia. Un personaggio che si è sempre caratterizzato per essere stato disponibile, a favore di qualsiasi iniziativa e progetto, mai contro. Relativamente al Giro del Friuli Venezia Giulia per professionisti, dobbiamo a lui la capacità di essere riuscito a farlo rinascere, prendendo il testimone da un altro grande uomo di sport qual è stato Ugo Caon. Fino all'ultimo, la scorsa settimana a Villa Manin, durante un breve incontro informale, non ha abbandonato l'idea di lavorare per il ciclismo: in quella circostanza infatti avevamo ipotizzato un percorso per l'edizione 2013 del Giro, a dimostrazione di quanto la sua passione - conclude De Anna - fosse ancor più forte della malattia».

Smette di sorridere e poi la fine: giallo sulla morte di una bimba di otto mesi

VENEZIA - Sconforto a San Felice (Sottomarina), nel Veneziano, per l'improvvisa morte di una bambina di appena otto mesi. Si chiamava Anna Boscolo Sale. Il decesso è avvenuto giovedì, per cause ancora da precisare.
Apparentemente sana, aveva da poco imparato a camminare. I vicini, letteralmente, l'adoravano; sembrava il ritratto della salute e della gioia di vivere; aveva da poco imparato a rispondere a chiunque la facesse un complimento.

Quando la mamma Mariam Therese, originaria di Palghat Kerala (India), usciva con lei, tutti si fermavano per complimentarsi. Nulla, insomma, lasciava presagire che la sua vita sarebbe durata così poco. Il peggio è accaduto l'altro giorno, nell'arco di poche decine di muniti. La bambina, da un momento all’altro, improvvisamente avrebbe smesso di sorridere, iniziando a manifestare segni di sofferenza. Preoccupatissima, la famiglia ha tempestivamente dato l'allarme, ma non c'è stato niente da fare. I soccorritori hanno tentato l'impossibile, ma la piccola non ha reagito positivamente alle terapie.
La notizia a Sottomarina si è diffusa ieri mattina. Ne hanno parlato per primi alcuni parroci durante la messa, invitando i fedeli ad esprimere solidarietà alla famiglia colpita da questo lutto così grave ed imprevedibile. Il funerale sarà celebrato lunedì, nella chiesa parrocchiale della Madonna di Lourdes, alle 9. Questa sera, alle 19, è prevista la recita di preghiere e del rosario.
Intanto le autorità stanno provvedendo ad accertare le cause della morte della bambina, cui la famiglia non aveva mai fatto mancare nulla. Si è comunque trattato di un caso di morte prematura difficilmente spiegabile a Chioggia.
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Ciclisti uccisi da automobilisti ubriachi:uno è stato arrestato, l'altro ancora libero

VENEZIA 24 Giugno 2012 Due vittime di automobilisti ubriachi nella stessa giornata, in provincia di Venezia: Khaled Messaoud Mezhoud ha perso la vita a Favaro il giorno del 32esimo compleanno, Lucilla Lazzarin è morta a 60 anni a Spinea. Uno dei due investitori è stato arrestato.

A FAVARO VENETO - Il figlio nascerà tra qualche mese. Ma lui non vedrà mai il primogenito e quel bimbo tanto desiderato dovrà crescere senza papà, travolto e ucciso da un automobilista ubriaco. Un destino crudele quello che si è accanito sulla famigliola algerina che appena da qualche settimana si era finalmente riunita. A Favaro Veneto, in via Monte Celo dove Khaled Messaoud Mezhoud aveva preparato tutto per l’arrivo della moglie in stato di gravidanza, dopo essere riuscito a completare tutte le pratiche burocratiche relative all’immigrazione.

Khaled è morto il giorno del suo trentaduesimo compleanno, mentre tornava dal lavoro, terminato il turno di lavoro in aeroporto. Aveva staccato a mezzanotte. In sella alla bicicletta si era immesso sulla Triestina per rientrare a casa. Un quarto d’ora di pedalata e poi il colpo violento che non gli ha lasciato scampo alcuno. «Non l’ho visto, non l’ho visto» ha ripetuto sotto choc il conducente dell’auto che sopraggiungendo nella stessa direzione, l’ha tamponato, facendolo rovinare a terra, sull’asfalto: Khaled, disarcionato, ha sbattuto il capo, rimanendo immobile, in una posizione innaturale, tragica. L’investitore, sottoposto al test con l’etilometro come da prassi, risulterà positivo: superiore a un grammo per litro di sangue la percentuale rilevata nel sangue, più del doppio della soglia consentita.

Al volante della Fiat Punto che ha travolto la vittima, M.C. 38enne di Mestre, illeso: per lui denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente e l’iscrizione quale atto dovuto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Il pm ha disposto il sequestro sia della bicicletta che dell’utilitaria.
Ieri mattina, l’ispezione cadaverica da parte del medico legale nell’obitorio dell'ospedale. Quindi la restituzione della salma ai familiari.

A SPINEA - Stava tornando a casa in bicicletta. Forse avrà appena avuto il tempo di sentire il rombo di quel motore che proveniva da dietro e si avvicinava a grande velocità. Poi Lucilla Lazzarin, 60 anni, residente in via Villafranca 110 a Spinea, non ha sentito più nulla. È stata scaraventata a terra, nei pressi della rotonda di Crea, in via della Costituzione a Spinea, dall’urto con la Volkswagen Golf che l’ha centrata in pieno e non ha più ripreso conoscenza.

È morta così, poco prima delle 20 di ieri, quella povera donna che ha avuto la sola colpa di essersi trovata sulla traiettoria di un’auto condotta da un polacco di 25 anni che, dai test eseguiti sul posto dai carabinieri di Mirano, subito intervenuti per i primi soccorsi, è risultato completamente ubriaco. Il giovane, Pawel Victor Czovor, è stato dichiarato in arresto dal magistrato di turno, informato dell’accaduto.

Nicola Sala, 32 anni Carabiniere muore in caserma colpito da infarto

Varrazze 24 Giugno 2012 Dramma ieri poco dopo le 13 nella caserma di Varazze. Un giovane carabiniere è morto per arresto cardiaco. La vittima è Nicola Sala, 32 anni, originario di Erice in provincia di Trapani. Il carabiniere stava benendo una tazza di tè quando si è sentito male e si è accasciato a terra. I colleghi dell'Arma lo hanno subito soccorso.

Sono intervenuti anche i medici del 118 e i militi della Croce Rossa di Varazze che hanno tentato di rianimarlo per un'ora e mezza ma inutilmente. Sala era in servizio a Savona dal 2007 e aveva prestato servizio anche a Stella e ad Albissola.

Addio Edoardo Muttini lo studente di 18 anni, arbitro di calcio, che era rimasto ferito gravemente in un incidente stradale a Marina di Carrara

Massa Carrara, 23 giugno 2012 - E' morto oggi nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Pisa, Edoardo Muttini lo studente di 18 anni, arbitro di calcio, che era rimasto ferito gravemente in un incidente stradale a Marina di Carrara. Il giovane era stato travolto da un'auto guidata da un 27enne mentre era in bicicletta e stava tornando a casa. Edoardo frequentava il Liceo delle scienze umane a Marina di Carrara. La famiglia ha acconsentito all'espianto degli organi che e' in corso all'ospedale di Pisa.

Da circa un anno era un arbitro della sezione provinciale di Massa Carrara e nonostante la giovane età e la poca esperienza era considerato una promessa tra le giacchette nere apuane

Il giovane stava tornando dal campo scuola in bicicletta quando, per cause ancora da precisare, ieri alle 18,36 si è scontrato con un’auto a Marina all’incrocio fra via Micheli e via Bassagrande. Le sue condizioni sono subito apparse critiche e si sono aggravate nel corso delle ore, tanto che nella notte era stato trasferito al reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Pisa. I rilievi di sul luogo dell'incidente sono stati eseguiti dalla polizia municipale.

Fiorentina Zoto, 27 anni Giacomo Carrera, 72 anni, e Concetta Aleo, 71 anni, muoiono in u n tragico incidente

PARMA 24 Giugno 2012 C'era una ragazza, poi deceduta, alla guida dell'Opel Corsa precipitata la scorsa notte dal ponte di via Cremonese, nel Parmense, causando l'incidente sul sottostante tratto della A1 che ha provocato tre morti e otto feriti. Secondo una prima
ricostruzione, l'incidente potrebbe essere dovuto ad un colpo di sonno, che ha fatto uscire fuori strada l'auto guidata dalla giovane che, successivamente, ha invaso la corsia sud dell'Autosole impattando contro altri veicoli in transito.

Tra questi, un'Alfa 147 dove si trovavano le altre due persone decedute a causa dell'incidente. Capottate in seguito all'urto una Renault Modus e una Ford Fiesta, sulla quale viaggiavano le persone rimaste ferite. Alla guida dell'Opel Corsa c'era una donna di origine albanese di 27 anni, residente a Parma, mentre le altre vittime sono due settantenni siciliani, un uomo e una donna. La giovane viaggiava sulla via Cremonese quando al centro del cavalcavia la vettura, dopo aver sbandato, ha abbattuto la rete di protezione ed è finita sulla carreggiata sottostante, centrando l'Alfa. Uno dei feriti è in condizioni giudicate gravi all'ospedale Maggiore di Parma; altri due invece risultano dimessi dopo le prime cure.

L'incidente è avvenuto verso le 4.45 sull'A1 nel Parmense, al km.103: una vettura e' caduta da un cavalcavia, coinvolgendo altri veicoli che transitavano nella carreggiata sottostante. Diciotto i chilometri di coda nel tratto compreso tra il bivio per la A15 della Cisa e Parma. Chi è diretto a Bologna può percorrere la A15, uscire a Parma ovest e rientrare sulla A1 a Parma; o in alternativa, uscire a Fiorenzuola o Fidenza e attraverso la via Emilia rientrare in autostrada a Parma. Per le lunghe percorrenze, a chi è diretto a sud, Autostrade consiglia di percorrere la A21, la A7, la A12 e la A11.

Le vittime dell'incidente avvenuto questa mattina poco prima delle 5 sull'Autosole all'altezza di Viarolo (Parma) sono Fiorentina Zoto, 27 anni, di origine albanese, che era alla guida della Opel Corsa, Giacomo Carrera, 72 anni, e Concetta Aleo, 71, entrambi di Caltagirone, che viaggiavano su un'Alfa 147. Sull'Alfa si trovava anche una delle otto persone rimaste ferite.

sabato 23 giugno 2012

MUORE L'ASSESSORE IGNAZIO NATOLI FOLGORATO DA UNA SCARICA ELETTRICA

Piraino, 23/06/2012 – E' morto mentre lavorava alla sostituzione di un trasformatore di corrente, Ignazio Natoli, nato a Piraino il 09/11/1969, assessore con deleghe al patrimonio comunale, acquedotto e fognature, manutenzioni della nuova amministrazione comunale di Piraino (Me), a pochi giorni dall'insediamento.
La tragedia si è consumata nella giornata di ieri, intorno alle ore 15, a Calanovella, località balneare del comune di Piraino, quasi al confine con Gioiosa Marea, all'esterno di un villaggio turistico dove Ignazio Natoli stava lavorando con altri operai alla sostituzione di un trasformatore di corrente all'interno di una centralina elettrica aziendale, forse folgorato da una scarica elettrica.

Ma sulla dinamica e sulle cause della morte permangono sostanziali dubbi, potendosi ipotizzare perfino un infarto, dipendentemente o indipendentemente dalla folgorazione. Saranno le indagini autoptiche e mediche a stabilirne in maniera attendibile le cause.

Ignazio Natoli, poco più che 40enne, lascia la moglie e due figli, di 22 e 18 anni, il maggiore dei quali lo aveva reso già nonno. La tragedia è piombata sulla cittadina della costa saracena come una vera doccia fredda, dando luogo a sgomento e incredulità tra gli amici e tra tutti coloro che conoscevano l'assessore Natoli e lo stimavano per le sue qualità umane e professionali.

Natoli era considerato una persona affidabile e dalle maniere sempre garbate e pronte. Aveva incarnato il ruolo di oppositore della passata amministrazione comunale, mostrando sempre spirito costruttivo e capacità di cogliere i problemi. Sul piano tecnico professionale Natoli era stimato e considerato in grado di affrontare e risolvere problemi di ogni complessità e difficoltà.

Titolare di un’ azienda di impianti elettrici tra le più conosciute nel comprensorio, Ignazio al momento della sciagura era intento ad installare il trasformatore e sembra che ne avesse praticamente ultimato la sistemazione, quando, per cause in corso di accertamento, si è accasciato al suolo, prontamente soccorso dai suoi stessi collaboratori e successivamente dall'ambulanza del 118 di Brolo, che nulla hanno potuto fare per salvarlo dalla morte.

Incidenti montagna, turista toscano muore sul Piccolo Lagazuoi

54enne toscano muore su Piccolo Lagazuoi - Un escursionista e' morto sul gruppo del Lagazuoi, sopra Cortina d'Ampezzo, per i traumi riportati in una caduta.
F.B., 54 anni, fiorentino, stava percorrendo con una comitiva di una decina di persone il sentiero dei 'Kaiserjager', che dal passo Val Parola porta al Piccolo Lagazuoi, quando e' scivolato su un piolo metallico del tratto attrezzato. L'uomo e' caduto indietro sbattendo la testa sulla roccia ed e' scivolato in basso ancora per qualche metro, senza piu' dare segni di vita.
Giovane marocchino di 16 anni annega nel Piave nel trevigiano - Un ragazzo di 16 anni e' morto annegando nelle acque del fiume Piave, a Susegana. Il corpo e' stato recuperato dai vigili del fuoco.

Il giovane, figlio di immigrati marocchini, si sarebbe tuffato nel fiume sotto gli occhi di alcuni amici che, non vedendolo riaffiorare, hanno dato l'allarme. Quando l'elicottero del 118 e' giunto sul posto i compagni erano riusciti a rintracciare e a riportare a riva il ragazzo, che pero' era ormai privo di vita.

Incidenti montagna: alpinista cade e muore in palestra roccia - Un alpinista, di 61 anni, di Maniago (Pordenone), e' morto dopo essere precipitato per una ventina di metri nella palestra di roccia di Frisanco. Secondo quanto si e' appreso, l'uomo ha perso l'appiglio e, benche' fosse legato a un compagno di cordata, e' caduto ugualmente senza nemmeno riuscire ad attutire l'impatto a terra. L'altro escursionista ha riportato soltanto alcune lesioni alle mani.
Sul posto e' intervenuto il Soccorso Alpino di Maniago, i Carabinieri della locale stazione e il personale del 118 giunto a bordo di un elicottero. Con lo stesso velivolo la salma e' stata trasferita all'ospedale di Maniago.


Scrive 'Nas Tito' in piazza a Gorizia, denunciato - Un uomo, P.C., di 49 anni, e' stato denunciato in stato di liberta' per imbrattamento aggravato: e' ritenuto l'autore della scritta 'Nas Tito' (Nostro Tito in lingua slovena), comparsa nella notte tra lunedi' e martedi' scorsi sulla pavimentazione della centrale piazza Vittoria, a Gorizia.

Gli agenti della Digos, analizzati i filmati dei circuiti di videosorveglianza installati nell'area, hanno perquisito stamani la casa dell'uomo, gia' noto alle forze dell'ordine. Nell' abitazione hanno trovato il barattolo di vernice, utilizzato anche per un'altra scritta, 'La proprieta' e' 1 furto', vergata sulla parete di uno stabile.

LUCIA LA LUMERA UCCIDE IN UN AGGUATO IL GENERO 43ENNE: "SE LO MERITAVA"

FOGGIA 23 Giugno 2012 È stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario Lucia La Lumera, ex suocera del 43enne Giovanni Battista Buono, assassinato per strada ieri pomeriggio alla periferia di Foggia. L'arresto della donna - che avrebbe sparato contro Buono diversi colpi di pistola con una calibro 7,65 regolarmente detenuta - è stato disposto dalla polizia dopo un lungo interrogatorio. Il delitto, compiuto per strada davanti alla villetta della donna, sarebbe avvenuto al termine di un litigio dopo che Buono era andato a casa degli ex suoceri, in via Salice Vecchio, per prendere il figlio.

«Anche se andrò in carcere sono contenta, se lo meritava». Ha detto più o meno così Lucia La Lumera, la 53enne arrestata dalla polizia a Foggia con l'accusa di aver ucciso, ieri pomeriggio, a colpi di pistola l'ex genero Giovanni Battista Buono, di 43 anni. La donna ha confessato ed è accusata di omicidio premeditato, porto di pistola, spari in luogo pubblico e tentato omicidio. Quest'ultima accusa fa riferimento ai due colpi di pistola sparati contro il padre della vittima, Rinaldo, che però è rimasto illeso. Per uccidere l'ex genero la donna si è esercitata con la pistola in campagna. Poi ha riposto l'arma nella borsetta e ha atteso l'arrivo del 'rivalè. Appena l'uomo ha citofonato all'abitazione per prendere il figlio di sei anni, è scesa per strada e gli ha sparato contro almeno cinque proiettili calibro 7.65, uccidendolo. Il primo colpo lo ha esploso da killer professionista, senza neppure sfilare la pistola dalla borsetta. Poi ha finito l'ex genero colpendolo con due proiettili alla testa, quasi a bruciapelo. Sul cadavere ha infine inveito con il calcio della pistola. Tra la famiglia della vittima e quella dell'ex moglie c'erano da tempo liti molto accese, alimentate anche dal fatto che il tribunale aveva sancito l'affidamento congiunto del bambino di sei anni che poteva essere visto dal padre tre volte la settimana e nei week end.

Vincenzo Moccia il maresciallo della Guardia di Finanza ucciso nella discoteca dopo una lite. Con un pugno

MILANO 23 Giugno 2012 Un uomo italiano di 29 anni è morto a Milano dopo una lite avvenuta in una discoteca. La polizia ha fermato il presunto assassino, un italiano di 27 anni, che lo avrebbe colpito con due pugni. La lite è avvenuta nella
discoteca The beach in via Corelli 62, nella periferia est della città. Alle 4 sono arrivate numerose chiamate al 118 e il personale dell'ambulanza ha trovato l'uomo senza conoscenza con un trauma cranico. Portato alla clinica Città Studi, l'uomo è poi morto in ospedale.

LA LITE Sono ancora da chiarire i motivi della lite tra due ragazzi italiani incensurati, il maresciallo dei finanzieri in servizio a Modena M.V. nato nel 1983 e C. J. nato nel 1985, con quest'ultimo che si trova ora in stato di fermo. La lite è avvenuta attorno alle 4, quando la discoteca stava ormai per chiudere: colpito da un pugno, M. V. è caduto per terra e ha perso conoscenza e a nulla è servito l'intervento del 118 visto che il ragazzo è poi deceduto in ospedale alle 5.20.
LA VITTIMA Si chiamava Vincenzo Moccia il maresciallo della Guardia di Finanza ucciso stanotte in una discoteca a Milano. Il 29enne, originario di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), sarebbe stato spinto dal proprio assassino e non colpito con pugni. Da una prima ricostruzione sembra che il maresciallo abbia iniziato una discussione per futili motivi davanti al bar con l'altro giovane colpendolo con uno schiaffo (secondo quanto riferito dall'arrestato, un operaio incensurato). A quel punto il 27enne l'avrebbe colpito al volto con una manata spingendolo all'indietro. Presumibilmente la vittima ha battuto la testa per terra nella caduta. La security è intervenuta per trascinare fuori l'aggressore e ha chiamato il 118 che l'ha trasportato in codice rosso alla clinica Città Studi. Il maresciallo era in compagnia di tre colleghi che in un primo momento non si sono accorti del litigio.

Paolo Moretta, 53 anni è stato trovato morto nella sua auto a Mondragone (Caserta)

CASERTA 23 gIUGNO 2012 Un uomo di 53 anni, Paolo Moretta, è stato trovato morto nella sua auto questa mattina intorno alle 8 a Mondragone (Caserta). L' auto era ferma a circa 200 metri dalla sua abitazione in località Pineta Prisconte. Dalle prime informazioni, l' uomo, che era originario di Marcianise, sarebbe stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa.

Moretta aveva un' impresa di rimessaggio di barche, e gli unici precedenti penali a suo carico erano connessi a tale attività. Paolo Moretta - secondo i primi rilievi eseguiti dal medico legale - sarebbe stato ucciso ieri sera tra le 19.30 e le 22. Un proiettile lo ha raggiunto alla testa, entrando dall' occhio destro. L' auto di Moretta era ferma nei pressi del fiume Agnana, in località Pineta Prisconte, in una zona considerata in passato la roccaforte del clan La Torre, dove sorgeva la villa del boss Tiberio La Torre. L'imprenditore , titolare di un'officina di rimessaggio di barche, viveva a Marcianise, ma nel periodo estivo risiedeva a Mondragone. A suo carico risultano piccoli precedenti per furto di energia elettrica e per abusivismo edilizio. Sull' omicidio indagano i carabinieri del reparto operativo di Caserta. Le modalità dell' omicidio fanno pensare ad un agguato della criminalità organizzata

GIUSEPPE CADE IN UNA VASCA DI LIQUAMI PERDENDO LA VITA

FORLÌ 23 Giugno 2012 Non ce l'ha fatta il bambino di 8 anni caduto ieri sera in una vasca di liquami di una porcilaia nella zona di Ronco, vicino Forlì. L'incidente è avvenuto all'interno della casa di campagna dove il Giuseppe viveva con la sua famiglia e con i nonni.

La notizia del decesso è riportata da Il Resto del Carlino, che annuncia l'arresto cardio-circolatorio avvenuto in mattinata. Soccorso è stato portato in ospedale ma le sue condizioni sono apparse subito gravi. La vasca è stata sequestrata dai carabinieri.

Autostrada A1, 3 MORTI E 8 FERITI. 18 KM DI CODA

Sabato 23 Giugno 2012 - 09:12
PARMA - Tre persone sono morte e otto sono rimaste ferite, secondo il bilancio fornito dalla societa' Autostrade, in un incidente avvenuto verso le 4.45 sull'A1 nel Parmense, al km.103: una vettura e' caduta da un cavalcavia, coinvolgendo altri veicoli che transitavano nella carreggiata sottostante. Diciotto i chilometri .di coda nel tratto compreso tra il bivio per la A15 della Cisa e Parma. Chi è diretto a Bologna può percorrere la A15, uscire a Parma ovest e rientrare sulla A1 a Parma; o in alternativa, uscire a Fiorenzuola o Fidenza e attraverso la via Emilia rientrare in autostrada a Parma. Per le lunghe percorrenze, a chi è diretto a sud, Autostrade consiglia di percorrere la A21, la A7, la A12 e la A11.

Sul luogo dell'incidente, all' altezza del cavalcavia numero 107, sono intervenute le pattuglie della polizia stradale, vigili del fuoco, i soccorsi meccanici e sanitari e operatori della Direzione Secondo Tronco di Milano.

La Protezione civile della Provincia di Parma ha mobilitato il proprio personale per assistere gli automobilisti rimasti bloccati in coda sull'Autosole dopo l' incidente al km.103 sud, che ha provocato tre morti e feriti. L'assessore provinciale Andrea Fellini ha riferito che alle persone sono stati forniti acqua minerale e generi di conforto. Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti della polizia stradale

venerdì 22 giugno 2012

Massimo Giamblanco, si è suicidato a Caltanissetta impiccandosi in un cortile adiacente al locale di cui era comproprietario.

CALTANISSETTA 22 Giugno 2012 Un ristoratore di 37 anni, Massimo Giamblanco, si è suicidato a Caltanissetta impiccandosi in un cortile adiacente al locale di cui era comproprietario. L'uomo, sposato con una giovane commessa, da alcuni mesi era angosciato per la grave situazione economica che attraversava.

Oggi il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, a Venezia, ha parlato del fenomeno dei suicidi di imprenditori travolti dalla crisi "é un dato veramente angoscioso.Una cosa di cui assolutamente farci carico"
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