giovedì 31 maggio 2012

Cosimo Urso, di 31 anni, di Taurisano (Lecce), è morto in un incidente stradale sulla strada provinciale che collega Supersano a Scorrano

SUPERSANO(Lecce) 31 Maggio 2012 Un uomo, Cosimo Urso, di 31 anni, di Taurisano (Lecce), è morto, nelle prime ore di oggi, in un incidente stradale sulla strada provinciale che collega Supersano a Scorrano.

LE INDAGINI - A quanto si è saputo, Urso era alla guida di una Renault Megane quando, per cause non ancora accertate, ha perso il controllo dell'auto che è finita fuori strada e si è schiantata contro un ulivo. A dare l'allarme ai carabinieri e ai sanitari del 118 è stato un automobilista che è transitato poco dopo.

Si e' ucciso,dopo aver ucciso Sabrina Blotti

CERVIA (RAVENNA), 31 MAGGIO 2012 - Si e' ucciso l'uomo che questa mattina, a Cesena, ha assassinato Sabrina Blotti, la donna originaria di Bari con la quale aveva avuto una breve relazione. Dopo l'omicidio il sessantenne si era asserragliato all'interno del Duomo di Cervia. Dopo


molte ore di tentativi di negoziazione da parte delle forze dell'ordine, durante le quali l'uomo ha affermato di non aver avuto intenzione di uccidere, ma solo di spaventare la donna, si e' sparato un colpo di pistola al petto

Piero Antonelli e Alba Chiodi,Insegnanti in pensione, trovati con sacchetti legati in testa

GAVARDO (BRESCIA), 31 MAGGIO 2012 - Due insegnanti in pensione, Piero Antonelli e Alba Chiodi, marito e moglie, sono stati uccisi a Gavardo, in provincia di Brescia. I due sono stati trovati con un sacchetto legato in testa. Poco dopo il comandante dei cc di Brescia, ha confermato l'ipotesi di un duplice omicidio. I due coniugi occupavano il piano terra di un edificio dove, in una mansarda all'ultimo piano, abitava il figlio di 27 anni.
Dopo la scoperta dei cadaveri sarebbe stato colto da un malore

morti 2 sottufficiali partiti per una escursione

UDINE, 30 MAG 2012 - Due militari dell'Esercito della caserma Berghinz di Udine sono morti in un'escursione in montagna mentre erano in libera uscita. I corpi erano in un canalone del monte Plauris in comune di Venzone (Udine) sul greto di un torrente Migigulis. Le vittime, Edi Puzzolo,47 anni di Udine residente a Majano (Udine) e Antonio Presicce,45 originario di Nardò (Lecce) ma residente a Udine,
erano sottufficiali in servizio nel 3/o reggimento genio Guastatori della Caserma Berghinz di Udine.

Addio Vittorio Spolverini, il “veggente” di Farra

GORIZIA.31 Maggio 2012 Vittorio Spolverini, il “veggente” di Farra, è morto ieri all’ospedale di Viterbo (città della quale era originario) in cui era ricoverato da alcuni mesi per un tumore incurabile. Aveva 72 anni e, a partire dalla fine degli anni 80, il “caso” che lo aveva visto protagonista, con le presunte apparizioni mariane sul “prato celeste” che fiancheggiava lo stradone della Mainizza, aveva riempito le pagine dei giornali non soltanto locali, suscitando anche l’interesse della tv.

Migliaia di credenti e di curiosi, provenienti inizialmente dal Friuli Venezia Giulia, ma poi da tutta Italia, avevano cominciato ad affollare quotidianamente quel fazzoletto di terra ai confini con il comune di Gorizia a partire dal 19 settembre 1988, quando Spolverini, che all’epoca faceva il fotografo con il nome d’arte di Dani (e così era conosciuto da tutti a Gorizia), affermò di vedere la Madonna. «Camminavo – raccontò alla gente e ai giornalisti - lungo le rive dell' Isonzo, sconfortato per la fine di una storia sentimentale con una giovane goriziana, quando rimasi folgorato da una visione: una giovane donna vestita di bianco e di azzurro che mi sorrideva sospesa a un metro e mezzo dal suolo».

Da quel 19 settembre, ogni giorno, nel pomeriggio, il fotografo cominciò a cadere in trance e in preghiera, sempre nello stesso punto del “prato celeste”, con il rosario tra le mani. Spolverini sosteneva di dialogare con la Madonna, dalla quale avrebbe ricevuto dei messaggi da trasmettere ai fedeli (cosa che puntualmente faceva alla fine delle “visioni”), ma anche dei segreti indirizzati all’allora arcivescovo di Gorizia, monsignor Antonio Vitale Bommarco, che però non volle mai instaurare un dialogo con lui.

Nel giro di poche settimane il tam tam delle apparizioni mariane si sparse in tutta la regione e in tutta Italia, al punto che il prato celeste di Farra, dove cominciarono ad arrivare pullman con fedeli provenienti dalle località più disparate (in prevalenza, comunque, Veneto e Lombardia) divenne meta di adunate oceaniche, con punte di 5000 persone e grossi problemi alla viabilità lungo lo stradone della Mainizza.

Divenuto fenomeno mediatico (giunsero a Farra anche degli studiosi per studiare gli stati di “trance” in cui cadeva Dani), il veggente ampliò via via la schiera di seguaci tenendo sempre desta l’attenzione della gente. Si parlò anche di guarigioni miracolose e di esorcismi che Spolverini cominciò ad un certo punto a effettuare. Col tempo, l’interesse per il veggente (che nel frattempo si era sposato e aveva trasferito la sua abitazione a Terzo d’Aquileia) andò gradualmente attenuandosi. Dani cominciò a recarsi nel “prato celeste” (che nel frattempo aveva traslocato sul lato opposto della Mainizza per una questione di espropri, e dove era stata edificata anche una sorta di chiesa-prefabbricato) soltanto al sabato e alla domenica. «Le apparizioni continuano – dichiarò – ma il resto della settimana vado a trovare dei malati negli ospedali per portare la parola della Vergine».

Vittorio Spolverini si adeguò anche alle nuove tecnologie, aprendo un sito internet, denominato www.pratoceleste.it, nel quale teneva i contatti con i fedeli. Le sue ultime comparse nel luogo delle presunte apparizioni risalgono all’agosto dello scorso anno. Poi Dani, che aveva già sofferto di ischemie cerebrali, scoprì di avere un tumore e venne operato a Roma. Nel frattempo il “prato celeste” chiuse i battenti e l’ex fotografo volle trasferirsi a Viterbo, nella sua città natale, dove peraltro fu presto costretto al ricovero all’ospedale in cui, come detto, ieri si è spento. Fu un caso senza dubbio molto controverso, quello di Spolverini, le cui visioni non ebbero mai alcun riconoscimento dalla Chiesa, ma che riuscì comunque a conquistarsi il credito di diversi sacerdoti. Lascia nel lutto 4 figli: Sonia, Selina, Sara e Daniele, e due sorelle, Linda e Graziella. I funerali saranno celebrati domani, venerdì, alle 10.30 a Viterbo.

CONIUGI TROVATI MORTI CON LE TESTE AVVOLTE IN DUE SACCHETTI

BRESCIA 31 Maggio 2012 Due persone, marito e moglie, sono state trovate morte in una casa di Gavardo nel bresciano. Al momento non è stato riferito se si tratti di una disgrazia o di un'azione violenta. I due avevano in testa un sacchetto che potrebbe aver provocato il decesso per soffocamento.

Nessuna ipotesi è stata resa nota dagli investigatori. Potrebbe quindi trattarsi di un duplice suicidio, di un omicidio-suicidio o di un duplice omicidio. A trovare i cadaveri, uno dei figli della coppia che non sentendo i genitori da ieri è andato a cercarli a casa, in via Bertolotti.

Sabrina Blotti uccisa dal suo ex davanti alla figlia


CESENA 31 MAGGIO 2012 L'uomo che questa mattina, a Cesena, ha assassinato Sabrina Blotti, originaria di Bari ma residente a Cesena da quattro anni, separata dal marito dallo scorso autunno, è asserragliato all'interno del Duomo di Cervia. A quanto appreso l'uomo si trova all'interno del Duomo di Cervia, appoggiato all'altare con in mano la pistola che, ogni tanto, punta al petto e al volto. Nel Duomo, per tentare una mediazione, si trovano, oltre all'uomo, il parroco, don Umberto Paganelli, il procuratore capo di Ravenna, Roberto Mescolini e i sostituti, Roberto Ceroni - Pm di turno - e Angela Scorza. Con loro anche i vertici di Polizia e Carabinieri di Cesena e Ravenna. Fuori dal Duomo, che si trova nel cuore della cittadina romagnola, l'area è stata transennata e isolata dalla forze dell'ordine. In precedenza, sono stati uditi colpi di arma da fuoco all'esterno della chiesa.

L'OMICIDIO Sabrina Blotti, questo il nome della donna, originaria di Bari ma residente a Cesena da alcuni anni dove si era trasferita con la famiglia, 45 anni, separata dal marito dallo scorso autunno, è stata assassinata questa mattina poco prima delle 9 in via Mameli, nella zona Oltresavio. Si trovava all'interno della propria auto, un fuoristrada della Ford, davanti all'abitazione dove era ospitata da una amica. A ucciderla, mentre la donna aveva il motore acceso, sarebbe stato (lo avrebbero riconosciuto alcuni testimoni) proprio il padre sessantenne (vedovo) della padrona di casa con il quale la vittima avrebbe avuto una breve relazione; ma lui non avrebbe accettato che fosse finita. L'uomo l'ha sorpresa in auto, tra i due è scoppiata una breve lite poi lui le ha esploso contro tre colpi di pistola. Due muratori, che stavano lavorando in una palazzina di fronte al luogo del delitto, dall'alto hanno assistito alla scena e hanno cercato di fermarlo lanciandogli contro delle tavole di legno per ostacolargli la fuga. L'individuo è poi scappato a piedi, è stato visto aggirarsi armato nella zona di San Mauro in Valle, subito si è scatenata una gigantesca caccia all'uomo da parte di polizia e carabinieri. Sabrina Blotti lascia l'ex marito, un aviere e due figli: un bambino di 7 anni e una ragazzina di 14. La donna per le gravissime lesioni riportate è morta poco dopo all'ospedale.

MALORE MENTRE GIOCA A CALCETTO, MUORE DAVANTI AL FIGLIO VENTENNE

TERAMO 31 Maggio 2012 Morto d'infarto mentre giocava a pallone tra amici, davanti al figlio ventenne. E' successo ieri intorn alle 21 nei pressi di Roseto degli Abruzzi.

L'uomo, 56enne da poco andato in pensione, ha improvvisamente sentito un forte dolore al petto e si è accasciato sul campo da gioco. Inutile l'intervento del 118.

mercoledì 30 maggio 2012

I nomi delle vittime del terremoto del 29 Maggio 2012

Modena 30 Maggio 2012
NOMI DELLE VITTIME. Questi i nomi delle vittime identificate, dei luoghi e delle aziende della Bassa Modenese coinvolte nel sisma del 29 maggio. Mirandola: Azienda Bbg, Enea Grilli, Eddy Borghi, Vincenzo Iacono. Ditta Aries: Mauro Mantovani. Nel crollo della propria abitazione è morto Zhou Hong Li. San Felice sul Panaro: Azienda Meta, Gianni Bignardi, Kumar Pawan, Mohamad Azaarg. Cavezzo: Iva Contini e Daniela Salvioli nel crollo di un capannone, Enzo Borghi nel crollo della propria abitazione. Medolla: Azienda Haemotronic, Paolo Siclari, Biagio Santucci. Rovereto: Parrocchia di Novi, don Ivan Martini. Concordia: Sergio Cobellini morto per il crollo di un palazzo.

LE 4 VITTIME DELLA HEAMOTRONIC È stato estratto nel tardo pomeriggio alla Haemotronic di Medolla il corpo di Matteo Serra, 37 anni, tra le quattro persone decedute ieri nel crollo del capannone. Le altre tre vittime sono Paolo Siclari, 39 anni, Giordano Visconti, di cui non è stata precisata ancora l'età, e Biagio Santucci, 25 anni. I loro corpi sono già stati recuperati. Le persone che hanno perso la vita a causa del sisma sono ora ufficialmente diciassette. All'Ospedale di Baggiovara di Modena rimangono ricoverati in Rianimazione, oltre alla donna estratta viva dalle macerie ieri a Cavezzo, un operaio di 44 anni rimasto gravemente ferito in un capannone e una donna di Cavezzo travolta da macerie nel crollo di un'abitazione.

LA BENZINA AUMENTA Sarà dai tagli della spending review e da un nuovo aumento delle accise sui carburanti che lo Stato reperirà le risorse per far fronte all'emergenza terremoto in Emilia Romagna. Il governo ha infatti deciso di chiedere ai singoli ministeri di trovare delle risorse al loro interno nell'ambito della revisione della spesa pubblica e ha optato per un rialzo immediato di 2 centesimi sia sulla benzina che sul gasolio che scatterà già dalla mezzanotte di oggi e che resterà in vigore fino al 31 dicembre di quest'anno. I maggiori introiti per l'Erario derivanti dal rialzo della tassazione, stimabili in circa 500 milioni di euro, serviranno come copertura alle misure prese per dare tempestivo soccorso alle istituzioni e alle popolazioni colpite. Con un decreto ministeriale il governo ha infatti deciso il rinvio a settembre dei versamenti fiscali (Irpef, Ires, Iva, Irap, addizionali Irpef regionali e comunali ed anche per la nuova Imu) e con un dl di immediata applicazione ha stabilito la proroga al 31 dicembre del pagamento delle rate dei mutui e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti, oltre alla deroga del Patto di stabilità per i Comuni per le spese per la ricostruzione. Saranno inoltre concessi contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali. Per favorire la ripresa dell'attività economica sono stati inoltre previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale e la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto. Se sulle proroghe fiscali il mondo politico sembra compattamente d'accordo, anche se il Pdl punterebbe ad una vera e propria esenzione totale, l'aumento dell'accisa ha già scatenato le perplessità dei sindacati, dei gestori e delle associazioni dei consumatori preoccupati per il rischio che il rialzo (il sesto nel giro di un anno e mezzo) si abbatta come un nuovo fardello sulle famiglie italiane. Un pericolo che potrebbe essere scongiurato però se anche le compagnie petrolifere faranno la loro parte. Proprio per questo a scendere in campo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha chiesto all'Unione Petrolifera di valutare l'opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell'aumento dell'imposta. Ora toccherà alle aziende valutare con la dovuta attenzione, ma «nella propria autonomia», come ha tenuto a sottolineare l'Up, l'invito «in considerazione dell'eccezionalità del momento».

Daniele Paolozzi, 32 anni, agente in servizio alla Questura di Roma ha perso la vita A bordo del suo motorino.

FROSINONE 30 Maggio 2012 Uno schianto in scooter contro un camion è stato fatale ad un poliziotto di appena 32 anni, Daniele Paolozzi, che ha perso la vita oggi nel frusinate. A bordo del suo motorino, Paolozzi, agente in servizio alla Questura di Roma, è rimasto coinvolto in un incidente nel pomeriggio a Roccasecca, provincia di Frosinone.

Il 32enne, soccorso dal personale del 118, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Cassino dove è morto intorno alle 20. Sono intervenuti sul posto vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario.

Paolo Siclari avrebbe compiuto 37 anni oggi, ma il terremoto lo ha sorpreso prima di poter festeggiare con la famiglia e gli amici

ROVIGO 30 Maggio 2012 Paolo Siclari avrebbe compiuto 37 anni oggi, ma il terremoto lo ha sorpreso prima di poter festeggiare con la famiglia e gli amici. Paolo è una delle 16 vittime del terremoto che con una scossa ancor più forte delle precedenti ha sconvolto il Nord Italia. Originario di Messina, lavorava alla Haemotronic di Medolla ma viveva a Castelmassa (Rovigo) dal 2001 insieme alla moglie, Viviana Lo Furno. Aveva anche due bambini piccoli, Riccardo e Erika.

Oggi, a un giorno dalla sua morte e nella data del suo compleanno, gli amici e i colleghi non possono accettare la morte di un uomo che era appena tornato a lavorare dopo le interruzioni per il terremoto di domenica 20 maggio, in una fabbrica che era stata dichiarata agibile e che invece gli è crollata addosso.
Gli amici lo descrivono come una persona allegra e molto legata alla famiglia, così come alla sua terra d'origine, la Sicilia, dove tornava appena possibile. Anche al Castelmassa aveva legato con i siciliani trasferitisi come lui, ma anche con la comunità del posto. Amava gli sport acquatici e il calcio, tanto che faceva parte della squadra amatoriale locale, con cui sabato scorso aveva giocato la sua ultima partita.

Parole di cordoglio sono giunte dal presidente della Regione, Luca Zaia, dopo la conferma che il corpo recuperato tra le macerie è quello di Siclari. «Nel dramma di questo terremoto c'è anche la storia delle nostre genti, il carattere, il coraggio, la tenacia di chi non si arrende di fronte alle avversità, anche quelle più crudeli. Questo racconta la tragica vicenda del trentasettenne rodigino di Castelmassa, ucciso nel crollo della fabbrica del Modenese in cui lavorava». Il distretto industriale mirandolese dà lavoro a diversi castelmassesi, che conoscevano bene Siclari e non riescono a capacitarsi di quanto successo. «Il mio pensiero va innanzi tutto alla sua famiglia - conclude Zaia - ai due bambini che ha lasciato e alla comunità del paese polesano. Rivolgo a tutti loro le mie condoglianze e quelle dell'intera Regione».

Anche il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha espresso il cordoglio della città sicliana ai familiari di Siclari: i genitori Gaspare e Concetta, cui il sindaco ha fatto pervenire il messaggio di vicinanza della comunità, vi risiedono ancora.

la crisi colpisce un 45 enne di Roma che si toglie la vita.Il figlio gioca nelle giovanili della Roma

VITERBO 30 Maggio 2012 Un'addetto vendite di un'azienda di ceramiche, un padre di 45 anni, si è tolto la vita nel garage situato sotto la sua abitazione. Secondo quanto si è appreso, il suo corpo è stato trovato dai familiari l'altro ieri mattina, ma la notizia è trapelata solo oggi. L'uomo, sposato, padre di due figli, ha lasciato una lunga lettera di quattro pagine per spiegare le ragioni del suo gesto. In alcuni passaggi della lettera l'uomo parla esplicitamente delle difficoltà economiche in cui versava e critica i provvedimenti del governo che avrebbero acuito la crisi dell'azienda di cui era dipendente, mettendo a rischio il suo posto di lavoro. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri.

IL FIGLIO GIOCA NELLE GIOVANILI DELLA ROMA Era padre di un giocatore degli allievi regionali dell'As Roma l'uomo che si è impiccato a Carbognano, in provincia di Viterbo, per difficoltà economiche e per timore di perdere il posto di lavoro. La società, questa mattina ha espresso il proprio cordoglio con una nota pubblicata sul sito ufficiale. «La As Roma - dice il testo - si stringe commossa al giocatore della squadra degli allievi regionali, per la tragica scomparsa del papà. In occasione delle partite valide per le finali della Coppa Lazio che si disputeranno domani a Trigoria, le formazioni degli allievi e dei giovanissimi regionali giocheranno con il lutto al braccio».

martedì 29 maggio 2012

Dopo Francesco Melone, di appena 17 anni, anche il suo amico più caro, Luciano Calia, di 18 anni, è morto

LULA 29 maggio 2012.Il paese piange due sue giovani figli e dichiara il lutto cittadino. Dopo Francesco Melone, di appena 17 anni, anche il suo amico più caro, Luciano Calia, di 18 anni, è morto in seguito ai gravi traumi riportati nell’incidente avvenuto domenica sera. Il consiglio comunale ha proclamato il lutto cittadino.

E’ il segno del cordoglio per la tragica scomparsa di due ragazzi di 17 anni, Francesco Melone, pastore, deceduto poche ore dopo il ricovero al San Francesco di Nuoro, e l’ex-studente e operaio Luciano Calia. Entrambi ex calciatori del settore giovanile della Lulese, erano uniti da profonda amicizia oltre che dalla passione per lo sport. Lula ieri era un paese ammutolito per il dolore che ha rivolto un pensiero anche ai tre bittesi, compagni di viaggio sulla Fiesta che si è schiantata contro un palo dell’Enel. Le condizioni di Cristian Calvisi, 18 anni, e Stefano Milia, 21 anni, ricoverati al San Francesco, sono gravi ma i due giovani non corrono pericolo di vita. Il conducente, Graziano Saba (21 anni) è stato dimesso, dopo gli accertamenti la sera stessa dell’incidente. E’ stato l’unico a riportare solo lievi ferite. A Lula la partecipazione al lutto è totale. «Una delegazione sarà presente alla cerimonia funebre – ha detto il sindaco Gavino Porcu – ed esporremo il gonfalone del Comune e le bandiere a mezza asta. Inoltre chiederemo ai titolari dei negozi di abbassare le serrande. Speriamo che sia l’ultima volta che il paese piange per una disgrazia tanto grave». A ricordare le due vittime è Checco Sedda, presidente della Lulese. «Due giocatori di grande talento, forte personalità, eccellenti doti tecniche. Francesco per motivi di lavoro ha rinunciato al pallone. E come lui aveva grandi doti Luciano,cresciuto calcisticamente in fretta, giocatore maturo, che si è allontanato dal campo per motivi di studio». La Proloco Sa Rosa e Monte ha per adesso rinunciato a organizzare la festa del decennale della fondazione dell’associazione, programmata per il 23 e il 24 giugno prossimi. «Lo choc è stato fortissimo – ha detto commosso il presidente Gianni Arrigo – ora è il momento del lutto, della condivisione non delle feste. Pensiamo a stringerci alle famiglie». Intanto la gente si interroga sulla dinamica dell’incidente, che secondo gli inquirenti è dovuto alla velocità, alla strada bagnata e all’euforia. Tutti elementi che avrebbero concorso alla tragedia. Certo nessuno potrà dimenticare i corpi dei giovani distesi sull’asfalto, segnati dalle ferite e dal sangue, e il dolore dei familiari impietriti, mentre i soccorritori cercavano disperatamente di strappare alla morte i due ragazzi più gravi correndo con le ambulanze e chiedendo l’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco. Scene mai viste a Lula, e da non rivedere. I funerali dei due ragazzi, i cui corpi sono stati restituiti alle famiglie, si svolgeranno questo pomeriggio alle 17 nella parrocchia di Santa Maria Assunta.

Alberto Brollo di 33 anni trovato morto in casa a Londra: è mistero sulle cause

VENEZIA 30 maggio 2012 Londra era diventata la sua seconda casa, il posto in cui poter esprimere tutta la sua vitalità. Ma in questa metropoli ha trovato la morte. Lui è Alberto Brollo e il 9 giugno avrebbe compiuto 33 anni. È stato trovato privo di vita, pare nella sua
abitazione, venerdì notte, da un conoscente.
Il personale medico non ha potuto che constatarne il decesso, mentre non è escluso che le autorità londinese cerchino di fare luce su un decesso che al momento pare avvolto nel mistero. Anche i genitori di Alberto, che risiedono nella frazione di San Pio X, sono in attesa di sapere qualcosa dalla figlia Sara, partita per Londra per le pratiche di rito e per parlare con le stesse autorità.

Amante della musica, dopo il diploma Alberto era partito per l’Inghilterra, in una realtà come quella londinese in grado di poter soddisfare la sua voglia di conoscenza (anche della lingua), di vitalità, di espressioni artistiche. Qui aveva trovato la sua dimensione e qui aveva deciso di vivere, ormai una decina di anni fa, dopo avere trovato lavoro in un negozio di pelleterie.
«È tornato a casa nei giorni scorsi - ricorda l’amico Andrea Striuli - per poi ripartire giovedì». Venerdì notte la tragedia. «Alberto era un ragazzo allegro - dice ancora Andrea - curioso, buonissimo, che non avrebbe mai fatto del male a nessuno».
La bacheca del suo profilo facebook è stata inondata di messaggi commossi di tanti amici, anche londinesi. «Mancherai a questo mondo senza curiosità», scrive uno. «È un vero dispiacere che il mondo abbia perso una persona allegra e divertente così troppo presto». «Alberto non lo potrà mai scordare nessuno, si faceva voler bene da tutti». «Sei stato un grande amico».
Ancora non è dato a sapere quando la salma rientrerà a San Donà. Circa tre mesi fa la città aveva pianto un altro giovane deceduto all’estero. Si trattava di Davide Pettoello, figlio dell’ex vice sindaco e assessore Mario, morto in Germania all’età di 36 anni per un attacco cardiaco.

Stefania Di Ricci 20 anni è morta in un incidente all'incrocio tra via Murri e via Siepelunga

Bologna, 29 maggio 2012 - Una ragazza di 20 anni, Stefania Di Ricci, è morta oggi a seguito di un incidente all'incrocio tra via Murri e via Siepelunga, avvenuto poco dopo le 12,30.
Una Porsche, guidata da un 66enne di San Lazzaro, percorreva via Masi in direzione Siepelunga quando, giunta all'intersezione con la via Murri ha svoltato a sinistra sulla stessa via Murri con direzione periferia.

Il motociclo Honda 125 guidato da Stefania Di Ricci, percorreva via Sipelunga con direzione Masi e giunta all'intersezione con la via Murri ha proseguito diritto. La ragazza, trasportata in ospedale in prognosi riservata, successivamente è deceduta. I rilievi sono stati effettuati dal reparto infortunistica del presente Corpo di Polizia Municipale.

TERREMOTO, MUORE KUMAR: "OBBLIGATO A LAVORARE ANCHE DURANTE LE SCOSSE"

MODENA 30 maggio 2012 Nel crollo della ditta Meta di S.Felice sul Panaro, che ha portato a tre morti, uno degli operai che hanno perso la vita era Kumar, 27 anni, del Punjab. La comunità sikh si è radunata davanti ai cancelli per «aiutare e pregare».

«Kumar era stato chiamato dal
proprietario perchè la ditta doveva andare avanti. E lui - ha detto Singh Jetrindra, rappresentante della comunità - è dovuto andare a lavorare perchè non poteva perdere il posto». Kumar è morto assieme ad un altro operaio marocchino e ad un ingegnere italiano che stava eseguendo i controlli di stabilità all'interno della fabbrica metalmeccanica.

Don Ivan Martini, 65 anni morto per salvare la statua della madonna dal terremoto

ROVERETO (MODENA) 30 maggio 2012 Un prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell'architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, è come se fosse un pezzo del paese. Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto, uno dei paesi della Bassa modenese maggiormente colpita dal sisma, è morto in mattinata nella sua chiesa crollata. Proprio come i due frati di Assisi (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw), morti il 26 settembre 1997 insieme a due funzionari della soprintendenza delle belle arti (Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci) sepolti dagli affreschi di una delle chiese più belle del mondo crollati durante un sopralluogo all'altare maggiore.

Don Ivan voleva bene alla sua chiesa e a ciò che c'era dentro. La parrocchia di Santa Caterina era stata danneggiata e resa inagibile dal precedente sisma, ma si doveva fare un sopralluogo per salvare un pò di arredi che c'erano dentro. Così stamattina, accompagnato da due vigili del fuoco, è entrato nella chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. È lì che il forte terremoto lo ha sorpreso. Don Ivan è stato colpito dal crollo, di una pietra o di una trave, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due vigili del fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo. Rovereto così, in mezzo a tanti danni riportati dalle strutture, piange la sua unica vittima, il suo parroco, al quale il paese voleva bene.

Non è per niente facile fare il prete fra comunisti e immigrati che chiamano Dio con un altro nome. «Don Ivan era uno veramente in gamba», racconta un suo parrocchiano, accompagnando l'elogio ad un gesto esplicito, ma non certo irrispettoso, che descrive il coraggio col quale esercitava la sua missione. È rimasto ferito, invece, un altro parroco che è stato coinvolto da un crollo nel duomo di Carpi. In un primo momento si era temuto per la sua vita, si era addirittura diffusa la notizia della sua morte. In realtà ha riportato solamente qualche lieve danno fisico e una grandissima paura, come il resto dei suoi parrocchiani.

"VOLEVA SALVARE LE RELIQUIE" Stava inventariando le opere, i dipinti e le reliquie da portare via dalla chiesa, don Ivan Martini, il parroco 65enne morto a Rovereto sul Secchia, frazione del Comune di Novi di Modena, durante il sisma che stamattina alle 9 ha violentemente scosso oggi l'Emilia. Lo riferisce all'Adnkronos, Rosanna, una delle collaboratrici della parocchia di Santa Caterina, in queste ore impegnata prorpio a completare le operazioni che al religioso sono costate la vita. Il crollo, infatti, ha colpito il sacerdote mentre controllava ciò che poteva essere salvato da eventuali cedimenti, ma non ha fatto in tempo.

Giulia Albini, ha parcheggiato l'auto sul secondo ponte sul Bosforo e «si è suicidata gettandosi in acqua» da un'altezza di circa 70 metri

ANKARA 30 Maggio 2012 Una donna italiana si è gettata la notte scorsa nel Bosforo dal ponte Fatih Sultan Mehmet, che collega l'Asia con l'Europa, riferisce l'edizione online di Zaman. La donna, identificata dal quotidiano come Giulia Albini, ha parcheggiato l'auto sul
secondo ponte sul Bosforo e «si è suicidata gettandosi in acqua» da un'altezza di circa 70 metri. In mattinata un pescatore ha scoperto in acqua il cadavere di una donna vicino a Kandili, riferisce l'agenzia Anadolu. La polizia per il momento non ha confermato se si tratti del corpo dell'italiana. È stato invece confermato che l'auto lasciata sul ponte era stata affittata a nome di Giulia Albini. La polizia di Istanbul sta indagando sull'accaduto.

Secondo l'edizione online della Gazzetta dello Sport Giulia Albini è una ex-giocatrice di pallavolo di Trecate, del Busto, in A2, e del Bellinzona. La donna «avrebbe premeditato attentamente l'estremo gesto» scrive il quotidiano sportivo. Al momento si ignorano le cause del suicidio.

Addio Mario Morgano patron dell'hotel Quisisana di Capri

NAPOLI 29 Maggio 2012 A 92 anni è morto a Capri Mario Morgano, patron del Quisisana hotel di Capri, uno degli alberghi più famosi del mondo. Del suo portfolio imprenditoriale facevano parte anche la Scalinatella, Casa Morgano e Flora, strutture inserite nel corso degli anni nelle più esclusive classifiche mondiali, insignite di prestigiosi riconoscimenti. La camera ardente è stata allestita nella sala «Donna Lucia Morgano», lo spazio del grand hotel Quisisana dedicato alla progenitrice e dove sono raccolti foto e cimeli della famiglia. I funerali si terranno oggi alle 16 nell'ex cattedrale di Santo Stefano in piazzetta.

Morgano ha sempre coltivato e diffuso la cultura dell'accoglienza seguendo la scia delle tradizioni della sua famiglia, facendo diventare i suoi alberghi i luoghi-simbolo di una Capri autentica e diversa che veniva e viene frequentata da uomini di cultura, industriali, capi di stato, diplomatici e dagli esponenti gotha internazionale che con lui hanno intessuto veri e solidi rapporti di amicizia.

TERREMOTO AL NORD, 15 MORTI. "TRE SCOSSE DI MAGNITUDO 5 ALLE 13"

MILANO 29 Maggio 2012 E' di quindici vittime il bilancio provvisorio delle vittime dell'onda sismica che continua a sconvolgere l'Emilia. Cinquemila gli evacuati. La scossa più forte alle 9 del mattino, poi le repliche. Una successione rapida di 3 scosse, tutte con magnitudo oltre a 5 (le prime due localizzate a Mirandola), hanno scatenato il panico tra la gente alle 13.

Molte persone, da Bologna a Modena, sono scese in strada per la paura. Per precauzione scuole, università, uffici pubblici, palazzi storici e aziende sono state evacuate: tra queste Ferrari, Lamborghini e Ducati. I soccorsi sono in corso, si scava tra le macerie anche nell'azienda Bbg, perché oggi come domenica scorsa, soprattutto chi era al lavoro anche per fare le verifiche statiche è rimasto intrappolato nelle macerie. Ai soccorritori si sono uniti cinquanta militari del Genio Ferrovieri di Bologna, con relativi mezzi, mobilitati per far fronte all'emergenza. Si sommano ai militari già in azione dai giorni scorsi. Una ventina di genieri con 4 mezzi si sono già diretti a Cappelletta del Duca, presso S. Felice sul Panaro.

I NUMERI DI EMERGENZA Numeri di emergenza per il terremoto: Ferrara: 0532771546, Modena: 059200200, Mirandola: 0535611039, San Felice: 800210644, Cento: 3332602730.

PARLA MARIO MONTI «Dico chiaramente che questa nuova scossa che infligge ferite all'Emilia Romagna non coglie le Istituzioni impreparate». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti. «Al momento del sisma il presidente della Regione Emilia Romagna ed il prefetto Gabrielli - ha spiegato - erano con me a Palazzo Chigi per una riunione operativa sulla gestione post terremoto. Ora ovviamente ci impegniamo a fare fronte alle conseguenze del nuovo sisma», ha concluso Monti.

LA DIRETTA

Ore 15.07. Quindici morti. Al momento sono 15 le vittime accertate del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna. Il dato è stato comunicato al capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che si trova nel modenese per coordinare i soccorsi, dal 118.

Ore 14.20 Almeno dodici morti I due morti sotto le macerie della fabbrica Bbg di San Giacomo Roncole, Mirandola, fanno salire a dodici il bilancio provvisorio delle vittime del sisma che continua a sconvolgere l'Emilia.

Ore 14.01 Altre tre scosse rapide È stata registrata una successione rapida di 3 scosse, tutto di magnitudo superiore a 5, le prime due delle quali nella zona di Mirandola. La terza deve essere ancora localizzata. Della prima scossa, avvenuta alle 12.56 è stata già calcolata la magnitudo, pari a 5.3 ed è avvenuta nella zona di Mirandola ad una profondità di 6,8 chilometri. Una seconda scossa di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 13 ed una terza, sempre di magnitudo superiore a 5, è avvenuta alle 13.01. Sono in corso i calcoli per stabilire la magnitudo esatta.

Ore 13.55 Nessun danno a Modena Nessun danno segnalato alle persone, qualcuno a diversi edifici. Evacuato un condominio in viale Amendola, transennata la chiesa del Voto, chiusa via Carteria e verifiche a campanile di San Barnaba. Questo il bilancio stilato dall'amministrazione comunale di Modena sugli effetti in città del sisma che ha colpito nuovamente l'Emilia. I tecnici del Comune di Modena - si legge in una nota - stanno svolgendo controlli in tutte le scuole del capoluogo: gli studenti, fatti uscire dalle classi senza incidenti, sono rimasti nelle aree cortilive in attesa dei genitori. Tutte le scuole rimarranno comunque chiuse mercoledì 30 maggio In città non sono stati segnalati danni a persone; in via Amendola sono state compiute verifiche ad un condominio con 26 interni evacuato in seguito a segnalazioni di possibili crepe strutturali nei piani più bassi: l'edificio è stato dichiarato agibile.

Ore 13.43 Allarme fuga di gas a Rovereto Una parte consistente del centro del paese di Rovereto, nel Modenese, è stata transennata per una fuga di gas. I tecnici, insieme ai vigili del fuoco, si sono attivati per cercare di individuare l'origine della fuga e per evitare ulteriori rischi che deriverebbero da un'esplosione. Nel paese intanto si stanno verificando i crolli, molti degli edifici che erano stati lesionati con la scossa di una settimana fa, con il terremoto di questa mattina alle 9 e quello delle 13 sono crollati.

Ore 13.29 Geologi: «Basta morti con terremoti di sei gradi» «Da noi un terremoto di 6 gradi provoca danni e morti. Non è più possibile. Serve prevenzione. Questa è la strada». A parlare è il presidente del Consiglio nazionale geologi, Gian Vito Graziano, commentando il sisma in Emilia. «Ora però - ha proseguito - è il momento del fare. Sul posto a sostegno, fin dal primo sisma, ci sono nostre squadre. Ma sono due le cosa da mettere in atto: la prima è intervenire sugli edifici contro il rischio sismico, la seconda come monitorare i terreni e vedere come questi reagiscono all'onda sismica». «Ribadiamo che non è possibile geologicamente prevenire i terremoti, e in tal senso bisogna disinnescare una volta per per sempre questa polemica. Sui terremoti la strada maestra è la prevenzione sulle strutture», ha detto Graziano. In particolare sulle caratteristiche del sisma emiliano, «il fenomeno - ha spiegato l'esperto - è amplificato da due fattori, uno dalla superficialità che ha causato effetti in uno spazio molto ampio e l'altro determinato dal fatto che la Pianura Padana è formata da terreni alluvionali con una forte antropizzazione in termini di abitazioni e di attività produttive». «La scienza va avanti - ha concluso Graziano - ma manca in Italia mettere a sistema Paese queste conoscenze. Almeno investiamo nella grande infrastruttura che è il nostro territorio».

Ore 13.20 Due vittime a Cavezzo Cresce il bilancio delle vittime a Cavezzo. Oltre alla donna sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi i soccorritori hanno trovato un altra persona morta nella cittadina del Modenese. A quanto appreso da fonti di protezione Civile, non è escluso vi possa essere un'altra vittima tra Medolla e Mirandola, sempre in provincia di Modena.

Ore 13.18 Non sarebbe morto il parroco di Carpi A quanto appreso da fonti della Protezione Civile, non risulta deceduto il parroco nel Duomo di Carpi, nel Modenese. La notizia della morte era stata data dai vigili del fuoco. Sempre a quanto si è appreso non vi sarebbero danni strutturali al Duomo della cittadina.

Ore 13.15 Recuperati tre corpi Tre morti sono stati recuperati alla Bbg a San Giacomo. Un morto alla Haemotronic di Medolla.

Ore 13.06. Nuova scossa, magnitudo superiore a 5. Una nuova scossa di magnitudo di magnitudo 5.3 è stata appena registrata dai sismografi, i cui dati vengono rilevati nella cala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Ore 12.56. Nuova fortissima scossa. Una scossa forse peggiore delle più gravi che l'hanno preceduta è stata avvertita in tutta l'Emilia-Romagna alle 12.56. È stata forte ed è durata una trentina di secondi.

Ore 12.47 Sette feriti nel mantovano. Si aggrava di ora in ora il bilancio dei danni della scossa del terremoto di questa mattina nel mantovano. I feriti, che hanno fatto ricorso alle cure negli ospedali sono 7 ma nessuno, a quanto si è appreso, sarebbe in condizioni gravi. In vari comuni della Bassa si registrano crolli. A Schivenoglia è crollata la chiesa già danneggiata dalla scossa del 20 maggio e tutta la piazza del paese è stata transennata. Anche a Quistello e Moglia si registrano danni alle chiese. A Sermide crolli alla torre civica. Un cavalcavia sulla A22 tra Moglia e Gonzaga risulta chiuso al traffico per le verifiche sul ponte. Crolli si registrano un pò ovunque nelle campagne, con le case rurali che hanno subito gravi danni. Anche a Mantova gravi danni alla staticità per la basilica Palatina di Santa Barbara. Domani intanto, per precauzione, le scuole saranno chiuse a Ostiglia, Sermide e Felonica mentre si sta valutando la possibilità di chiuderle anche a Mantova.

Ore 12.26 Disponibili 70 letti d'emergenza a Bologna Il Comune di Bologna ha messo a disposizione della Protezione civile regionale tre aree per la gestione dell'emergenza terremoto: Parco nord, area mercato della Scarpa (via Saliceto, nei pressi dello svincolo della A13) ed eventualmente il parcheggio della Fiera. In più a disposizione circa 70 posti letto in appartamento. Le aree possono essere usate «sempre e solo nel caso di richiesta da parte della Protezione civile regionale - si legge in una nota del Comune - anche per ospitare gli sfollati provenienti dai territori maggiormente colpiti dal sisma». Anche i posti letto sono «nella disponibilità della Protezione civile che darà tutte le indicazioni in merito alla gestione dell'emergenza».

Ore 12.19 Ok le autostrade Nessuna conseguenza per la circolazione sulla rete autostradale dopo l'ultima scossa di terremoto. Lo rende noto Autostrade per l'Italia aggiungendo che immediatamente dopo la scossa tellurica sono state attivate le procedure di verifica dell' infrastruttura e sono stati stabiliti costanti contatti con la Protezione Civile. La prima visita ispettiva è stata completata e - si informa - non si sono registrati problemi, in particolare sull'A13 Bologna-Padova e sull'A1 Milano-Napoli nel tratto tra Modena e Bologna. Durante la giornata proseguiranno le verifiche tecniche di dettaglio.

Ore 12.11 Estratta viva una persona È stato estratto vivo uno dei due operai dispersi nella ditta Bbg di Mirandola. Lo riferisce l'emittente 'Telemodenà. Continuano le ricerche dell'altra persona.

Ore 12.09 Morto un sacerdote Le vittime diventano dieci. La decima sarebbe un parroco di Rovereto.

Ore 12.05 Dispersi a San Giacomo Roncole Due persone sono disperse sotto le macerie di un palazzo a San Giacomo Roncole. Sono entrati in azione i cani per cercare di rintracciare i due individui.

Ore 11.48 Morti diventano nove Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti. Le vittime del sisma sono così salite a 9. A Cavezzo, spiega al telefono il comandante della Polizia Municipale, Egidio Michelini, «la situazione è molto grave. Ci sono feriti, vittime, non non saprei dire con precisione. Al momento - racconta - stiamo facendo il giro delle verifiche nelle diverse frazioni, dove ci sono gli edifici più vecchi».

Ore 11.39 Gravi danni nel mantovano Ci sono danni molto gravi, ma non ci sarebbero persone coinvolte, in tutto il basso mantovano, a causa della forte scossa di terremoto: lo ha detto il prefetto di Mantova Mario Rosario Ruffo. La situazione più critica è nei Comuni già colpiti dalla prima scossa del 20 maggio scorso, e cioè a Moglia, San Giacomo delle Segnate, Gonzaga, Quistello e Quingentole. Qui si sono verificati alcuni crolli. I vigili del fuoco di Mantova sono all'opera con otto squadre e si attendono rinforzi dalla province di Como e Pavia. Al momento non vengono segnalati feriti. In città a Mantova sono segnalati danni ad alcune chiese. Nella Latteria sociale di Porto Mantovano sono crollate le scalere, le scaffalature, con 80 mila forme di Grana Padano, gli operai fortunatamente sono riusciti a mettersi in salvo.

Ore 11.31 Vittime salgono a otto Sono 8 le vittime accertate del sisma nel Modenese. Tre a San Felice, nel crollo della azienda Meta, 2 a Mirandola, 1 a Concordia, 1 a Finale. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, anche se non è chiaro se sia rimasto vittima di un crollo o di un malore. A dirlo il com. provinciale dei carabinieri, Salvatore Iannizzotto.

Ore 11.24 Trema l'albergo degli Azzurri Gente in strada a Parma, e paura. Il sisma che colpito questa mattina l'Emilia è stato avvertito in tutta la città, anche nell'albergo dove alloggia la nazionale azzurra che questa sera giocherà al Tardini l'amichevole con il Lussemburgo. Quando la terra ha tremato, i giocatori erano già scesi nelle loro stanze per fare colazione mentre Prandelli si apprestava all'intervista esclusiva con la Rai. «Questi sono momenti che ti fanno riflettere, e pensi che ci sono cose ben peggiori...», ha detto il commissario tecnico dell'Italia che ieri aveva affrontato la dura giornata dello scandalo scommesse. All'interno dell'albergo, distante circa un chilometro dal Tardini, non è stato lanciato alcun allarme particolare perchè l'edificio ha solo due piani. Ma anche così tutti gli azzurri hanno nettamente avvertito la scossa da Balotelli, che telefonava passeggiando di fronte all'ingresso, ai suoi compagni all'interno del ristorante. Di fronte all'hotel, gente in strada che usciva da palazzi più alti. Intorno alle dieci è stata avvertita anche un'altra scossa.

Ore 11.22 Cinque vittime, forse una sesta Oltre ai tre morti di San Felice e agli altri due deceduti a Mirandola, ci sarebbe anche una sesta persona rimasta uccisa a Roveredo, anche se sembra si sia trattato di un malore, forse dovuto allo spavento per il sisma

Ore 11.19 Le vittime a San Felice Arrivano le prime notizie sulle generalità delle tre vittime di San Felice Panaro Secondo le prime informazioni sarebbero un italiano, un marocchino e un pachistano.


Ore 11.17 Opeari feriti nel piacentino Due operai di un caseificio sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, a Castelvetro piacentino, nel deposito di stagionatura formaggi 'Aimì, per la caduta di un ingente quantitativo di forme di grana padano dagli scaffali. Riccardo Poli, cremonese, 20 anni, residente a Castelvetro, ha subito lo schiacciamento del torace ed è stato trasportato all'ospedale civile di Cremona in prognosi riservata. Laurentin Danut Popa, romeno, 44 anni, ha subito un trauma al piede giudicato guaribile in 30 giorni.

Ore 11.16 Quattro scosse in 80 minuti Nell'arco di 80 minuti sono avvenute nel modenese quattro forti scosse di terremoto di magnitudo superiore a 4, l'ultima delle quali, di magnitudo 4,7, è stata registrata alle 10,27. Questa la sequenza resa nota dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): dopo la prima scossa di magnitudo 5,8 registrata alle 9,00, alle 9.07 è avvenuta una scossa di magnitudo 4.0; due minuti più tardi, alle 9,09 è stata registrata una scossa di magnitudo 4,1; alle 10,25 un'altra di magnitudo 4,5 e alle 10,27 la replica maggiore, di magnitudo 4,7. Nello stesso arco di tempo sono state registrate anche numerose scosse di magnitudo compresa fra 3 e 4 e molte altre di magnitudo inferiore a 3.

Ore 11.07 Cavezzo distrutto per il 75% Sono pesantissimi, secondo le prime notizie, le conseguenze del sisma a Cavezzo, comune in provincia di Modena a pochi chilometri da Medolla. Secondo Twitter «tre quarti del paese è crollato» e crolli ci sono stati anche nella zona industriale. Segnalazioni analoghe arrivano da tutto l'hinterland modenese, in particolare da Mirandola. Anche a Cento, nel ferrarese, il sisma ha danneggiato il teatro. Il centro di Cavezzo è stato chiuso pochi minuti dopo il sisma delle 9. I danni sono ingenti: sono crollati molti edifici storici e il tetto della chiesa, già danneggiata dal terremoto della scorsa settimana. Per ora non si hanno notizie di vittime, ma i controlli sono ancora in corso.

Ore 11.05 Anche un disperso in Emilia Sono due le persone morte sotto le macerie della ditta Meta di via Perossaro a San Felice sul Panaro. Ci sarebbe anche un disperso e ci sono due feriti non gravi.

Ore 10.59 Crolli a Mantova Nuove lesioni e crolli in alcune chiese del Mantovano sono fra i primi danni riscontrati dalla protezione civile lombarda dopo il sisma che ha fatto nuovamente tremare la terra stamattina. A San Benedetto Po è crollato il campanile della chiesa, è crollato in parte a San Giovanni del Dosso e anche a Poggio Rusco. A Moglia è crollata una parte alta della chiesa e si registrano lesioni anche a quella di San Giovanni Segnate.

Ore 10.57 Ancora scosse Alla scossa di magnitudo 5.0 verificatasi questa mattina alle ore 9 ,sono seguite già alcune repliche: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1).

Ore 10.49 Altre due vittime Due vittime ulteriori sarebbero state accertate nei comuni di Concordia e Nonantola, mentre secondo quanto scrivono alcuni utenti su Twitter, sarebbe crollata una scuola a Ostiglia

Ore 10.46 Crolli a Medolla Crolli di edifici e di capannoni sono segnalati a Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro, già pesantemente colpite dal sisma del 20 maggio, e si dice che una persona, non si sa se un anziano o un operaio, sia morto sotto le macerie di un edificio in via Perossaro a San Felice. A Mirandola è crollata la facciata del Duomo e i vigili del fuoco stanno facendo un sopralluogo nella ditta di abbigliamento Gymnasium, alla ricerca di eventuali persone. Stessa situazione alla biomedicale Gambro a Medolla.

Ore 10.44 Cade una statua a Venezia A Venezia la scossa di terremoto ha provocato la caduta di una statua che ha sfiorato una donna ai Giardini Papadopoli, vicino a Piazzale Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i vigili urbani. Nessuno si è fatto male, assicurano i pompieri.

Ore 10.35 Tre vittime nel modenese Sale il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito stamattina il nord Italia. Sarebbero tre le persone morte nel modenese, si tratterebbe di operai rimasti schiacciati dal crollo di un capannone.

Ore 10.31 Studenti in strada in Trentino In numerose scuole del Trentino, dopo la scossa di terremoto di questa mattina, gli studenti sono stati fatti uscire nei cortili. In strada anche molti cittadini e impiegati degli uffici. La Protezione civile di Trento invita la popolazione, i dirigenti scolastici e quanti hanno la responsabilità delle strutture ed edifici luogo di lavoro di effettuare una prima ricognizione visiva per accertare la presenza di eventuali danni, fessurazioni o crepe, in particolare negli edifici più vecchi, segnalando tale circostanza alla centrale di emergenza '115', disponendo però il rientro negli edifici stessi qualora non via sia alcun danno. La Protezione civile rinnova l'invito a non intasare il '115' di chiamate per avere soltanto informazioni.

Ore 10.20 Evacuazioni a Milano Numerosi palazzi del centro di Milano, compresa la sede della Regione Lombardia, il cosiddetto Pirellone, sono stati fatti evacuare per ragioni di sicurezza poco dopo la scossa. Gran parte della gente comunque sta già rientrando negli uffici e nelle abitazioni.

Ore 10.17 Crolli e danni in Emilia La nuova scossa di terremoto, che ha avuto magnitudo 5.8, ha provocato crolli di edifici già danneggiati e danni a strutture che erano state risparmiate dal sisma del 20 maggio. Lo si apprende da operatori impegnati nei soccorsi nelle aree colpite dal terremoto.

Ore 10.08 Una vittima nel modenese A San Felice in via Perossaro un morto e un ferito per il crollo di un trave. I ponti telefonici hanno subito un black out: cellulari fuori uso in città.

Ore 10.00 Operai in trappola a Mirandola A Mirandola è crollato un capannone in via Di Mezzo: quattro operai sono rimasti sotto le macerie e i vigili del fuoco stanno cercando di trarli in salvo.

Ore 9.50 Scosse anche al sud Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 è stata registrata a 00:51 al confine tra Calabria e Basilicata, tra le province di Cosenza e Potenza. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 3,2 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune cosentino di Morano Calabro e di quelli potentini di Rotonda e Viggianello. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano danni a persone o cose. Si tratta della settima scossa nella zona negli ultimi due giorni, la prima e più forte delle quali di magnitudo 4.3 alle 3:06 di ieri.

Ore 9.35 Evacuate alcune scuole a Bologna A Bologna, dopo la forte scossa di terremoto delle 9 di questa mattina, sono andati fuori uso i collegamenti telefonici cellulari. A causa della scossa che si è sentita nettamente in tutta la città e anche a San Lazzaro di Savena alcune scuole sono state temporaneamente evacuate. Gli studenti sono stati fatti uscire dalle aule dagli insegnanti in via precauzionale.

Ore 9.00 Epicentro a 5-10 km Secondo gli esperti della sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa «fa parte della sequenza in atto». La scossa, il cui epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena), è stata abbastanza superficiale, avvenuta ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri.

lunedì 28 maggio 2012

Incidente mortale sulla Nuova Estense perde la vita un modenese 79enne

FORMIGINE 28 maggio 2012 Incidente mortale nella notte sulla Nuova Estense nei pressi della rotatoria di Colombaro, frazione di Formigine. Un 79enne modenese ha perso la vita nello scontro frontale tra la sua auto e una che arrivava da direzione opposta. Nello schianto è rimasta ferita anche una 70enne portata a Baggiovara: non corre pericolo di vita. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri e ambulanze del 118.

La dinamica non è stata ancora chiarita.

Kaur Balwinde, 27 anni strangolata dal marito,Torino

Torino 28 maggio 2012 Era geloso della giovane moglie, ritenuta colpevole anche di vestire troppo all'occidentale. Così un 36enne indiano l'ha strangolata e ne ha gettato il corpo nel fiume Po, nel Piacentino. L'assassino è stato arrestato dai carabinieri e ha confessato il delitto. Kaur Balwinde, 27 anni di origini indiane, scomparsa da 15 giorni dalla casa di Fiorenzuola dove viveva con il marito e un figlioletto di 5 anni, era incinta di tre mesi.
L'uomo, 36 anni, operaio in un'azienda agricola di Fiorenzuola d'Arda, incensurato, avrebbe strangolato la moglie, per poi gettarla nel Po, una quindicina di giorni fa, dove è stata trovata ieri da un pescatore romeno su un argine a San Nazzaro, frazione di Monticelli d'Ongina.

Ai carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza e della stazione di Fiorenziola avrebbe ammesso la gelosia per la scelta della donna di non vivere secondo i costumi indiani.

Stefano Cecconello 33enne rappresentante di mobili di Piove di Sacco muore in un incidente

Padova 28 Maggio 2012 E' questo il tragico bilancio di un incidente accaduto la scorsa notte a Codevigo: due auto, una Seat Ibiza e una Volkswagen Golf, si sono scontrate frontalmente.
IL BILANCIO. Nell'incidente ha perso la vita un 33enne rappresentante di mobili di Piove di Sacco, Stefano Cecconello, mentre gli altri quattro coinvolti nello schianto, dai 30 ai 50 anni, sono stati portati nell'ospedale di Padova e di Piove di Sacco.
LE INDAGINI. I carabinieri di Piove di Sacco stanno lavorando sulla dinamica dello schianto. Secondo una prima sommaria ricostruzione, sembra che la vittima sedesse sul sedile posteriore mentre davanti c'erano un amico, Denis R., 30 anni rimasto leggermente ferito, che avrebbe lasciato il volante a un'amica, Ilaria M. di 28 anni.

Sarebbe stata proprio quest'ultima a perdere il controllo della vettura finendo per investire la Seat Ibiza, che viaggiava nella direzione opposta e sulla quale viaggiavano due amici, Claudio N. di 39 anni e Claudio R. di 49 anni anch'essi rimasti feriti come la donna.

Adriano Costa 59 anni morto in un incidente stradale a Marina Romea.Stessa sorte per il figlio

RAVENNA 28 Maggio 2012 Un incidente mortale è avvenuto questa notte a Marina Romea, vicino Ravenna. A perdere la vita è stato un uomo di 59 anni che si è scontrato contro un ostacolo fisso, prima di finire in mezzo ad una zona boschiva.

COME IL FIGLIO Si chiamava Adriano Costa l' automobilista di 59 anni morto in un incidente stradale la scorsa notte a Marina Romea, sul litorale ravennate. Abitava nella vicina frazione di Sant'Alberto e prima di andare in pensione aveva fatto il postino. Diversi anni fa aveva perso l'unico figlio, anche lui in un incidente stradale e sempre a Marina Romea. La sua auto, per cause al vaglio della Polstrada, è uscita di strada in via delle Valli finendo contro gli alberi che costeggiano la carreggiata. Per estrarre il corpo dalle lamiere sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco.

Tiziano Ovan ciclista ucciso da un auto impazzita davanti al figlio di 9 anni

GORIZIA 28 Maggio 2012 Una macchina fuori controllo lo ha travolto davanti agli occhi impassibili del figlio di nove anni. Padre e figlio erano in bicicletta a Romans d'Isonzo (nel Goriziano) ieri sera e stavano tornando a casa quando l'auto, guidata da un
autotrasportatore del posto, ha invaso la corsia opposta centrando l'uomo e urtando la bicicletta del bambino. Lo scrive oggi il Gazzettino.

TRAGEDIA Tiziano Ovan è morto questa mattina dopo una notte in ospedale a Udine. Era stato portato nella clinica ieri sera in elicottero, ma ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile. Anche il figlio è stato ricoverato benché non abbia riportato gravi ferite. Non si conoscono ancora le cause dell'incidente, a stabilire con più precisione perché l'auto abbia sbandato ci penseranno gli uomini della polstrada di Monfalcone, sul posto per i rilievi.

Elisa Moret, 11 anni muore davanti alle amiche alla sua festa.Colpita da malore improvviso

TREVISO 28 Maggio 2012 Insieme alle sue compagne di scuola era andata a San Lorenzo, un località collinare vicino la città di Vittorio Veneto, per festeggiare il compleanno della sua amica Arianna. Poi l'improvviso malore e la piccola che si
accascia al suolo. È morta così, per arresto cardiaco Elisa Moret, 11 anni; abitava a Rindola nel quartiere di Sant’Andrea dove la famiglia è molto conosciuta e stimata. Lo scrive oggi il Gazzettino.

INTERVENTI INUTILI La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di sabato scorso. Erano da poco trascorse le 18: vedendo che Elisa non dava segni di vita, le compagne hanno avuto la prontezza di spirito di chiedere aiuto alla padrona di casa, infermiera all'ospedale cittadino, e in contemporanea (alle 18.08) è partita la telefonata al 118. In attesa dell'arrivo dei soccorsi la donna è rimasta in costante contatto con il medico del pronto soccorso, effettuando in continuazione il massaggio cardiaco. Attimi spasmodici, di grande angoscia: dopo 12 minuti sul posto è arrivata l'ambulanza, quindi l'automedica; poco più tardi è giunto da Padova l'elicottero del 118, in quanto quello di Treviso era alle prese con un’avaria. Il personale sanitario dell’ambulanza aveva tempestivamente messo in atto tutte le manovre rianimatorie possibili in questi casi, manovre proseguite per oltre un’ora, anche con l’ausilio dei medici arrivati con l’elicottero. Ma, purtroppo, non è servito a nulla e i soccorritori hanno dovuto arrendersi all'evidenza dichiarando il decesso della ragazzina, fra lo sconforto dei genitori che nel frattempo erano stati avvertiti telefonicamente.
AVEVA AVUTO UN INTERVENTO Poco dopo la nascita, Elisa aveva subito un piccolo intervento all'aorta che sembrava aver risolto eventuali futuri problemi cardiaci, nel frattempo si sottoponeva a controlli periodici, il più recente a Padova ai primi di settembre dello scorso anno. I medici avevano rassicurato i familiari: «Tutto a posto. Ci vediamo fra un paio d'anni». Non è stato così purtroppo. I genitori hanno deciso di donare le sue cornee. La data del funerale verrà decisa molto probabilmente domani dopo l'autopsia.

CADE DA GRU E MUORE: CASCO INUTILE. PROCURA INDAGA: "OMICIDIO COLPOSO"

ROMA 28 Maggio 2012 Questa mattina a Roma un operaio rumeno ha perso la vita mentre stava lavorando sul ponteggIo di un cantiere, ad un'altezza di 18 metri. L'uomo è morto dopo essere sbalzato dalla gru della piattaforma dove si trovava. Dai primi accertamenti è emerso che l'incidente sarebbe stato provocato dal crollo del carro elevatore della gru sull'impalcatura. Un altro dipendente della ditta ha riportato lievi ferite. I vigili urbani e i mezzi di soccorso accorsi sul posto hanno riferito che l'uomo è morto intorno alle 9:30. Secondo quanto risulta alla centrale operativa nazionale dei Vigili del Fuoco, l'operaio, di nazionalità romena, di trovava su una piattaforma, all'interno della gru, ad un'altezza di 18 metri. Per cause in corso di accertamento, ne è stato sbalzato fuori ed è caduto. Nonostante l'uomo indossasse il casco di protezione, è morto sul colpo. Il fatto è accaduto in via Val di Sangro, al civico 29.

"OMICIDIO COLPOSO" Un procedimento per omicidio colposo è stato aperto dai pm della procura di Roma in relazione alla morte dell'operaio romeno colpito dal cestello di una gru in via Val di Sangro, in zona Prati Fiscali. Al momento il fascicolo Š contro ignoti: sul luogo dell'incidente si sono recati gli ispettori di polizia giudiziaria coordinati dal procuratore aggiunto, Roberto Cucchiai. Gli inquirenti dovranno in primo luogo ricostruite la dinamica di quanto avvenuto e quindi accertare le cause che hanno portato il cestello a sganciarsi dal braccio della gru e precipitare. L'operaio, che indossava il casco di sicurezza, Š stato quindi sbalzato fuori precipitando da una altezza di circa 18 metri.
PRECIPITATO DALLA PIATTAFORMA A BERGAMO Un uomo di 58 anni residente nel bergamasco è deceduto dopo essere precipitato da una piattaforma a 4 metri d'altezza in un cantiere di via dell'Artigianato a Lodi. Inutile la corsa dei sanitari del 118 della centrale Pavia-Lodi. Le indagini vengono condotte dai carabinieri di Lodi mentre sul posto anche la Asl di Lodi per tutti gli accertamenti del caso.

domenica 27 maggio 2012

Valeria Poerio, 24 anni perde la vita schiantadosi contro un albero

FROSINONE 28 Maggio 2012 L'Honda Civic ha centrato un albero a pochi metri da casa e si è spezzata a metà. E nel tremendo impatto è morta Valeria Poerio, 24 anni. La giovane stava tornava rincasando con l'auto da Supino, dove aveva incontrato il fidanzato. Era quasi arrivata a casa: era quasi mezzanotte e in pochi attimi sarebbe arrivata.

Lo schianto sarebbe avvenuto a 200 metri dalla casa di Valeria, quando la giovane avrebbe perso il controllo dell'auto forse a causa di una distrazione o per un malore, o per un ostacolo trovato all'improvviso sull'asfalto di quelle strade che conosceva a memoria. E perdendo il controllo, l'Honda Civic è finita fuori strada, andando a schiantarsi contro un albero. Sono stati alcuni automobilisti a dare l'allarme, insieme ai residenti della zona che hanno sentito il forte rumore provocato dalle lamiere dell'auto che si sono contorte nell'impatto on l'albero.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il Suem 118 e i vigili del fuoco, che hanno estratto dale lamiere il corpo straziato della giovane. I medici hanno tentato di rianimare la ragazza, ma per Valeria non c'è stato nulla da fare.

DISOCCUPATO SI LANCIA DALLA FINESTRA. SOTTO PASSAVA IL FIGLIO

CORINALDO (ANCONA) 27 Maggio 2012 L'angoscia di aver perso il lavoro e la prospettiva di non trovare più un' occupazione potrebbero essere a monte del suicidio, oggi pomeriggio, di un uomo di Corinaldo (Ancona), L.M., di 53 anni, gettatosi dal terzo piano della
sua casa.
Al momento di compiere il gesto, l'uomo era solo in casa, ma il destino ha voluto che quando è piombato al suolo, sotto la casa si trovasse a passare il figlio.

L. M. era da qualche tempo in uno stato di profonda prostrazione proprio per la mancanza di lavoro, ma sulla sua condizione avrebbe pesato anche il malessere per un matrimonio conclusosi con una separazione. Così, il corinaldese non ha più retto e ha deciso di farla finita, buttandosi dal suo appartamento e facendo un volo di molti metri. L.M. è morto praticamente sul colpo e vani sono stati i tentativi di rianimarlo. Sul posto, il 118 e i carabinieri per i rilievi di legge.


Fabio Rapini, 57 anni, e Maurizio Tavanti, di 48 anni muoiono durante un arrampicata

AREZZO 27 Maggio 2012 Traditi dalla montagna, così hanno trovato la morte due amici aretini, alpinisti precipitati in un burrone durante un'arrampicata nel comprensorio di Zermatt, in Svizzera. Le vittime sono Fabio Rapini, 57 anni, e Maurizio Tavanti, di 48 anni. La morte dei due connazionali è confermata dalla Farnesina, il decesso è stato notificato dalla polizia svizzera.
I due, appassionati di alpinismo, erano partiti per Zermatt, dove alloggiavano in un albergo, per trascorrere un weekend in montagna. Le informazioni sull'incidente sono state raccolte dal Club Alpino Italiano di Arezzo e confermate da alcuni familiari delle vittime.


L'incidente è accaduto ieri pomeriggio. I corpi dei due alpinisti sono stati individuati e recuperati questa mattina dal soccorso alpino svizzero. Ancora da ricostruire i particolari dell'accaduto.
La famiglia Tavanti ad Arezzo gestisce un'attività nel campo della distribuzione alimentare ed è impegnata in opere di solidarietà per la Lotta Contro i Tumori.

IL PADRE: "LA MONTAGNA ERA LA PASSIONE DI MAURIZIO" Piange disperato Angelo Tavanti, padre di Maurizio, l'alpinista morto precipitando insieme all'amico Fabio Rapini in un crepaccio sul comprensorio di Zermatt in Svizzera. «La montagna era la sua grande passione, appena poteva scappava sulle Alpi», dice il padre il lacrime. I due alpinisti, entrambi aretini, erano arrivati a Zermatt venerdì sera per trascorrervi il fine settimana e per l'arrampicata, a ridosso del Cervino. Maurizio Tavanti lascia due figli adolescenti. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente e le procedure con le quali le salme saranno rimpatriate. La famiglia Tavanti, e in particolare Angelo, è conosciuta ad Arezzo anche come sostenitrice del Calcit, il Comitato che da anni organizza mercatini capaci di mettere insieme milioni di euro per costruire centri oncologici e donare attrezzature mediche all'ospedale di Arezzo.

Allarme per la droga-killer nel quartiere di Barbanella 2 ragazzi morti in poche ore

Grosseto, 27 maggio 2012 - LO HANNO trovato morto nel tardo pomeriggio di ieri nel suo appartamento, in via Redi, a Barbanella. Aveva trent’anni. A stroncare il giovane grossetano è stata — con buona probabilità — una overdose di sostanze stupefacenti.
E sarebbe il secondo caso di dose-killer nelle ultime ore, nel capoluogo maremmano, dopo il mix mortale di eroina e cocaina che nella mattinata di venerdì ha ucciso un tunisino di 21 anni in un appartamento che si trova a poche centinaia di metri di distanza, nello stesso quartiere. E ora la tragedia si è ripetuta.

Il trentenne, a quanto pare, era morto da almeno due giorni: qualcuno ha dato l’allarme al 118 ma sul posto sono poi intervenuti i volontari della Misericordia di Grosseto, che hanno ritrovato il giovane ormai senza vita. E da parecchie ore, almeno in base a un primo esame esterno compiuto sul cadavere dal medico legale.
UNA TRAGEDIA che si ripete, perdipiù nello stesso quartiere. A dare l’allarme per la morte del 21enne tunisino — da qualche mese a Grosseto, non sconosciuto alle Forze dell’ordine per alcuni precedenti penali in materia di stupefacenti — era stata la sua compagna, anche lei ventenne, quando si era resa conto della gravità del malore che aveva colpito il ragazzo: l’intervento del personale del 118 non è servito a evitare che il suo cuore si fermasse per sempre. Ora sarà l’autopsia — già eseguita, sono partite le procedure per il rimpatrio del corpo in Tunisia — a dover fare luce sulle circostanze della morte.
Circostanze da chiarire anche nel caso del trentenne trovato morto nel tardo pomeriggio di ieri in un appartamento a poche centinaia di metri di distanza, nello stesso quartiere. Abbastanza per far sorgere il sospetto che in città stia girando una partita di droga tagliata male. Sospetto che potrebbe rivelarsi fondato, visto che un altro caso di overdose si era verificato qualche giorno fa: in quell’occasione fu una ragazza ad essere colta da malore, ma l’intervento del 118 e il ricovero in ospedale è servito a salvarle la vita. A differenza di quanto è accaduto agli altri due giovani, stroncati ad appena ventuno e trent’anni.

Elisa Muntoni, 39 anni è morta cadendo dalle scale battendo la

OLBIA.27 Maggio 2012 Forse è inciampata, perdendo l’equilibrio e sbattendo la testa a terra: una donna di 39 anni, Elisa Muntoni, è morta sul colpo questa mattina a Olbia. L’hanno trovata, in casa, i familiari, ormai priva di vita e riversa in una pozza di sangue.

I familiari della donna - una barista, separata dal marito e senza figli - la cercavano al cellulare da ieri sera, ma lei non rispondeva, sino a quando questa mattina, preoccupati, sono entrati in casa, trovandola nel pianerottolo della sua abitazione in via Aspromonte. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 che ne hanno constatato il decesso. I Carabinieri non escludono alcuna ipotesi, anche se si propende per l’incidente domestico.

Francesco Pesce, 24 anni di Cepagatti travolto e ucciso mentre era in moto da un autista ubriaco

PESCARA 27 Maggio 2012 Un ventiquattrenne è morto all'alba in un incidente stradale avvenuto in provincia di Pescara, lungo la statale che conduce a Cepagatti (Pescara). Il giovane, Francesco Pesce, di Cepagatti, era in sella alla sua moto quando, lungo un rettilineo, si è trovato di fronte un'auto che procedeva in senso opposto e ha invaso la sua corsia.

Nell'impatto il ragazzo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti il 118 e la Polizia Stradale di Pescara. Il conducente dell'auto, sottoposto all'alcol test, è risultato positivo ed è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza. Proseguono comunque le indagini per accertare ulteriori responsabilità dell'automobilista.

Enrico Baggio 40anni, di Romano D'Ezzelino, è deceduto mentre viaggiava con la sua motocicletta

VICENZA 27 anni 2012 Ancora sangue sulle strade del vicentino. Un uomo di 40 anni, Enrico Baggio, di Romano D'Ezzelino, è deceduto ieri pomeriggio in un incidente mentre viaggiava con la sua motocicletta sulla provinciale Schiavonesca. Lo scrive oggi il Gazzettino.


SORPASSO AZZARDATO Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il 40enne, a bordo della sua moto Aprilia di grossa cilindrata, durante un sorpasso avrebbe urtato lo spigolo dell'auto che stava superando. Un impatto che l'ha disarcionato, sbalzandolo alcune decine di metri più avanti e catapultandolo nella corsia opposta, dove è stato travolto da una Mercedes che stava sopraggiungendo.

INUTILI I SOCCORSI Il conducente della Mercedes, rimasto illeso, ha provato una frenata disperata, ma senza poter evitare l'investimento. Sul posto è intervenuta un'ambulanza del Suem 118 di Bassano, i sanitari per diversi minuti hanno cercato di rianimare sul posto il motociclista, ma ogni tentativo è stato vano. Pesanti i disagi alla circolazione: la provinciale è stata a lungo chiusa al traffico.

Martin Colussi,31 anni, è morto il cestista dopo un incidente stradale

PORDENONE 27 maggio 2012 Lutto nella pallacanestro. La notte scorsa è morto il cestista Martin Colussi, di 31 anni, dopo un incidente stradale avvenuto sulla statale 13 Pontebbana, nel comune di Orcenico (Pordenone). Colussi, molto noto nel basket, militava in Legadue nella squadra di Veroli, alla quale era legato da un contratto biennale.
Il cestista era alla guida di una Volkswagen Golf quando, per cause non ancora accertate, è finito fuori strada; l'auto si è capottata e poi ha finito la sua corsa nel fiume Fiume. Non è ancora chiaro l'ora in cui è avvenuto l'incidente nè le cause della morte. L'auto è stata trovata infatti all'alba, intorno alle 6, da una pattuglia della polizia stradale di Spilimbergo che transitava nella zona. Notati sulla carreggiata i segni di una uscita di strada, gli agenti hanno seguito le tracce ed hanno visto una ruota che emergeva dall'acqua del fiume. Colussi, secondo quanto si è appreso, stava rientrando a Casarsa della delizia, dove abitava, poco distante dal luogo dove è avvenuto l'incidente.

Per riportare l'auto sulla strada e caricarla su un automezzo è stato necessario l'intervento della gru dell'unità fluviale dei vigili del fuoco. Colussi aveva giocato anche in serie A nella stagione 2010-2011 con la maglia della Juve Caserta.

Michele Gusella,29 anni, È finito in una scarpata dopo aver perso il controllo della sua Yamaha R6

ROVIGO 27 maggio 2012 È finito in una scarpata dopo aver perso il controllo della sua Yamaha R6. Gravemente ferito, è morto un’ora e mezza dopo l’arrivo all’ospedale. Vittima dell’ennesimo incidente stradale con protagonista un centauro è Michele Gusella, 29
anni, che abitava in via Motte 494 a Ca’ Zen, una frazione di Lusia. Lo scrive oggi il quotidiano il Gazzettino.

L’incidente è avvenuto verso alle 21 di venerdì: a quell’ora è arrivato l’allarme al 118, lungo la provinciale 1, la strada arginale dell’Adige che collega Boara Pisani con Anguillara Veneta, in località Ca’ Bianca, all’altezza della pietra miliare 386.

LA RICOSTRUZIONE Michele Gusella era in sella alla propria Yamaha R6 e secondo una prima ricostruzione effettuata dagli uomini della Polizia stradale di Badia Polesine, viaggiava da Anguillara Veneta (Padova) verso Boara Pisani (Rovigo). Affrontando una curva verso sinistra, il 29enne di Lusia ha perso il controllo della moto ed è stato sbalzato di sella finendo nella scarpata. Alcuni automobilisti hanno dato l’allarme e portato i primi soccorsi al ragazzo, che in mezzo all’erba alta e vicino a uno scolo è stato notato perchè si lamentava. L’ambulanza del 118 l’ha portato all’ospedale di Rovigo, ma verso le 22.30 Michele Gusella è spirato per le gravi ferite riportate. Sembra che sia stato fatale l’impatto con un piccolo blocco di marmo.

Francesco Pesce 24enne,di Cepagatti,muore in uno SCONTRO AUTO-MOTO

PESCARA 27 maggio 2012 Un incidente stradale all'alba avvenuto vicino Pescara, è costato la vita ad un ragazzo di 24 anni, che viaggiava sulla statale che arriva a Cepagatti. Il giovane, Francesco Pesce, di Cepagatti, era in sella alla sua moto quando, lungo un rettilineo, si è trovato di
fronte un'auto che procedeva in senso opposto e ha invaso la sua corsia. Nell'impatto il ragazzo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti il 118 e la Polizia Stradale di Pescara.

Il conducente dell'auto, sottoposto all'alcol test, è risultato positivo ed è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza. Proseguono comunque le indagini per accertare ulteriori responsabilità dell'automobilista.

Ermanno Gravellino, di 74 anni, di Selargius si è ucciso a Cagliari

CAGLIARI 27 maggio 2012 Era schiacciato da tasse e debiti, così ieri sera un imprenditore si è ucciso a Cagliari, sparandosi un colpo di pistola alla testa. Ermanno Gravellino, di 74 anni, di Selargius, molto noto in città, poco prima ha anche cercato di uccidersi con il gas della bombola della cucina ma è stato salvato dal fratello, rincasato in quel momento, che ha sentito l'odore diffuso nell'appartamento. Mentre il fratello apriva le finestre per purificare l'aria si è spostato in un'altra stanza dove si è sparato.
Il fatto è avvenuto poco prima delle 23 in un appartamento nella centrale via Tuveri - ha riportato il quotidiano L'Unione Sarda - dove l'uomo viveva. Nelle ultime settimane era depresso a causa della tasse da pagare e per i crediti di forniture non saldate alla sua società, la Edilforniture, da parte di alcune aziende del Sulcis, in particolare di Portovesme.

I mancati incassi lo hanno messo sul lastrico ed i debiti si sono accumulati. Ieri sera l'imprenditore ha deciso di farla finita. Si è chiuso in cucina ed ha aperto il gas. Ma il rientro del fratello lo ha salvato una prima volta. Si è allontanato dalla stanza e, risoluto nel togliersi la vita, ha afferrato la pistola che deteneva regolarmente e si sparato alla testa. Sul luogo della tragedia sono intervenuti il personale del 118 che ha solo potuto constatarne il decesso e le forze dell'ordine.

sabato 26 maggio 2012

Bernardino Capriotti imprenditore edile di 49 si impicca nel suo garage "ERA IN RITARDO CON DEI PAGAMENTI"

TERAMO 26 Maggio 2012 Stava attraversando un momento economico particolarmente difficile, i pagamenti di lavori già eseguiti non arrivavano e le nuove commesse erano sempre meno: a 49 anni un imprenditore edile di Monteprandone (Ascoli Piceno) ha deciso di farla finita, impiccandosi nel garage di una casa che stava costruendo a Colonnella (Teramo), in contrada Vallecupa, a pochi chilometri dal suo paese.

A trovare il corpo di Bernardino Capriotti, oggi pomeriggio, sono stati i famigliari, preoccupati perchè non era tornato a casa all'ora di pranzo. Inutile l'intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto insieme ai Carabinieri della stazione di Colonnella. La sua piccola impresa edile Capriotti l'aveva avviata dopo anni di attività come muratore. Un'azienda che viveva soprattutto di subappalti. Negli ultimi tempi, però, il lavoro diminuiva in maniera preoccupante, tanto che l'imprenditore quarantanovenne aveva ipotizzato di trasferirsi all'estero. Difficoltà economiche e mancanza di prospettive devono avere spinto al gesto estremo quest'uomo segnato, tre anni fa, da un evento terribile: la morte di un figlio. A casa, Capriotti lascia la madre, la moglie e un figlio sedicenne. Sotto choc tutta Monteprandone - 12 mila abitanti -, dove la famiglia Capriotti è molto conosciuta. «Un grande lavoratore, una persona generosa, con tanti amici, un uomo molto simpatico e sempre pronto alla battuta»: così lo descrive il sindaco di Monteprandone, Stefano Stracci, che lo conosceva bene e non riesce ancora a capacitarsi di quanto accaduto. «Era stimato da tutti come imprenditore. Purtroppo il settore che in paese ha risentito di più la crisi del momento è proprio l'edilizia. Tanti artigiani e imprenditori devono fare i conti ogni giorno con il blocco dei pagamenti, con gli invenduti. Quello che è successo non può non pesare sulla coscienza collettiva, sulle istituzioni. Il pensiero ora va alla famiglia di Capriotti, alla mamma, alla moglie, al figlio, al loro strazio». I funerali si terranno domani, in paese, nella chiesa di San Niccolò.

Addio Giorgio Marangoni Direttore dell’Accademia di Belle Arti

E’ scomparso questa mattina, in seguito a una malattia, Giorgio Marangoni, il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Artista dentro, degno esponente di una famiglia che ha trasformato la cioccolata in un capolavoro di forme e colori, Giorgio aveva saputo
trasferire nella passione per l’arte e per l’insegnamento, la capacità e la concretezza dell’artigiano che dalla realtà si lascia ispirare per trasfigurarla e renderla infinitamente più bella.

Amava, ricambiato, Macerata e la sua presenza in centro era, in passato, costante e rassicurante.
Giorgio Marangoni, 60 anni, era dal 15 settembre 2011 direttore dell’Accademia dopo essere stato vice-direttore dal 2008. Oltre ad insegnare Pedagogia e didattica dell’arte, negli ultimi anni, aveva diretto il progetto Sipario con la fondazione Pergolesi Spontini e aveva collaborato con Ars in Fabula nel Master in illustrazione per l’editoria.
Grande sgomento in città per la notizia della sua morte e tanti si sono stretti intorno alla famiglia.
Ai suoi familiari il cordoglio della redazione di Cronache Maceratesi.
I funerali saranno celebrati lunedì alle ore 10 nella chiesa dell’Immacolata, in Corso Cavour.

BIMBO DI 3 ANNI MUORE DI MENINGITE ACUTA. 70 PERSONE IN PROFILASSI

PISA 26 Maggio 2012 Un bambino di non ancora tre anni è morto ieri a causa di una meningite acuta. La notizia, pubblicata stamani sul quotidiano La Nazione, è stata confermata dalla Asl 5 di Pisa che informa di avere sottoposto «circa 70 persone alla profilassi necessaria». Si tratta di tutti coloro che in qualche modo possono essere entrati in contatto con il bambino nella zona di Marina di Pisa e nel circolo didattico dove il piccolo frequentava il nido.

«Da una prima analisi - spiega la Asl 5 - sembra trattarsi di meningite meningococcica: ieri il bambino si è sentito male e il pediatra di famiglia ha immediatamente chiamato il 118 che è giunto prontamente presso l'abitazione del piccolo mettendo in atto tutte le manovre rianimatorie visto che il bambino era già in stato di coma. I medici del 118 lo hanno intubato e inviato d'urgenza al pronto soccorso pediatrico ma, nonostante i sanitari abbiano messo in atto tutte le procedure necessarie, non è stato possibile salvargli la vita». Infine, l'Asl pisana ricorda che «la profilassi è necessaria solo per coloro che hanno avuto contatto diretto con il piccolo e non i cosiddetti contatti 'indirettì, ad esempio coloro che pur frequentando la stessa scuola, sono iscritti a classi diverse».

Diego Castiglione giovane sub trapanese di 22 anni muore annegato durante un immersione

PALERMO 26 Maggio 2012 Immersione fatale per un giovane sub trapanese di 22 anni, Diego Castiglione, annegato questa mattina al largo delle coste trapanesi mentre faceva immersioni in apnea con degli amici. Secondo quanto ricostruito dalla capitaneria di porto, il giovane sub si era immerso nella zona Banco dei pesci, a nordovest dell'isola di Levanzo, con fondali di una trentina di metri.

I suoi amici hanno notato che il sub era in difficoltà e lo hanno riportato sull'imbarcazione, ma il medico legale, sulla terraferma, non ha potuto che constatare la sua morte. Castiglione sarebbe morto per una sincope.

Andrea Matteazzi19enne,residente a San Germano dei Berici (Vicenza)muore in un incidente

VICENZA 26 maggio 2012 Un ragazzo di 19 anni, Andrea Matteazzi, residente a San Germano dei Berici (Vicenza), è morto la notte scorsa finendo con la sua auto in un fossato a pochi chilometri da casa. Ad accorgersi dell'incidente, poco prima delle 7 è stato un pescatore che ha notato l'auto, una Mercedes coupé, rovesciata nel canale.

L'uomo ha dato l'allarme: l'intervento dei vigili del fuoco di Vicenza e dei medici del Suem 118 con una ambulanza è stato immediato, ma per Matteazzi, che potrebbe essere deceduto sul colpo, non c'era più nulla da fare. Sul posto per i rilievi i carabinieri di Vicenza che all'altezza della curva, dove l'auto è finita fuori strada, non hanno trovato segni di frenata: probabile un colpo di sonno del guidatore o un malore.

Il giovane era uscito dopo cena dicendo che andava a trovare degli amici: i genitori, non vendendolo rincasare e non riuscendo a contattarlo al telefonino, hanno iniziato le ricerche, che si sono protratte sino all'alba. Più tardi i familiari di Matteazzi sono stati avvertiti dai militari.

Gaia Morelli 25enne, giovane ragazza di Boccaleone si è spenta proprio nella serata del suo venticinquesimo compleanno

ARGENTA 26 maggio Uno schianto terribile, una carambola devastante e un esito sconcertante.
È finita così, poco dopo l'una di ieri notte, la vita di Gaia Morelli, giovane ragazza di Boccaleone che, destino ha voluto, si è spenta proprio nella serata del suo venticinquesimo compleanno.
Una tragedia sconvolgente, per la quale sono stati vani tutti i soccorsi, quanto mai tempestivi, ma che non hanno potuto salvare la vita della ragazza, il cui cuore ha smesso di battere poco dopo le 4.
Gaia stava percorrendo in direzione nord la statale 16, quando, dopo l'incrocio con via Matteotti, per cause al vaglio dei carabinieri di Argenta, l'auto sulla quale viaggiava, una Twingo modello nuovo, ha sbandato, saltando sul marciapiede sulla destra e letteralmente spiccando il volo in direzione delle abitazioni che affiancano il tratto stradale.

All'1 e un quarto di giovedì notte l'asfalto era bagnato, insidioso, per il temporale appena passato. A questo, probabilmente, si aggiungono un fattore di distrazione e fors'anche l'alta velocità, elemento imprescindibile per far scaturire la tremenda carambola.

Dopo aver abbattuto uno specchio stradale, l'auto è decollata ruotando di 90 gradi, con il tettuccio che ha sfregato lungo tutto l'edificio, facendo saltare le inferriate delle finestre, per poi terminare la sua atroce corsa a pochi metri dall'incrocio con via Cardinala.

Un centinaio di metri fatali, percorsi, tra l'altro, anche dal fittone che delimita la ciclabile adiacente; uno spazio sul quale si sono distribuiti i mille pezzi del veicolo, vetri e carrozzeria, andati completamente in frantumi.

Sul posto, oltre ai militari dell'arma, è arrivata immediatamente l'ambulanza del 118, i cui sanitari, con l'aiuto, in particolare, di un volenteroso passante, sono riusciti, dopo qualche minuto, non senza difficoltà, ad estrarre dalle lamiere il corpo della ragazza, apparsa già in gravissime condizioni. Dopo i primi soccorsi sul posto, l'ambulanza si è diretta a sirene spiegate in direzione Ferrara, dove, però, non è stato possibile fare nulla.

La statale è rimasta chiusa fino a tarda notte, con i vigili del fuoco di Portomaggiore impegnati a sgomberare la carreggiata dei numerosi detriti. L’intero paese si è svegliato ieri mattina con la tremenda notizia ed è sotto shock.

Giovanni Olla, 57 anni, impiegato dell'ufficio anagrafe perde la vita colpito da malore

Cagliari 26 Maggio 2012 Tragedia ieri pomeriggio in viale Marconi: un automobilista è rimasto ucciso da un malore mentre era alla guida della sua auto. L'ambulanza è arrivata immediatamente: l'uomo, Giovanni Olla, 57 anni, impiegato dell'ufficio anagrafe del Comune, è spirato in ambulanza, rendendo inutili i tentativi dei sanitari di salvargli la vita.

Decine le persone che hanno fatto capolino nelle vicinanze della macchina dell'uomo e dell'ambulanza. La tragedia si è davvero consumata in pochi minuti. In molti hanno pensato ad un incidente stradale: l'allarme è stato immediato con l'arrivo di alcune pattuglie del Nucleo radiomobile di via Milano, inviate sul posto dalla centrale operativa e dei medici del 118. Giovanni si stava recando a Cagliari alla guida della sua macchina con a bordo i familiari. L'uomo si è improvvisamente sentito male ma ha avuto la forza e la lucidità di parcheggiare la macchina sul ciglio della strada senza provocare alcun incidente.

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