lunedì 30 aprile 2012

Vittorio Ninotto, 76 anni, ha ucciso la moglie, Pierina Baudino, 82 anni, perché lo stava accusando di averla tradita

Cuneo 01 maggio 2012 E' finita in tragedia una lite tra due anziani coniugi a Cuneo. Vittorio Ninotto, 76 anni, ha ucciso la moglie, Pierina Baudino, 82 anni, perché lo stava accusando di averla tradita. Secondo le prime ricostruzioni i due avrebbero litigato violentemente e il marito, in uno scatto d'ira, avrebbe stretto le mani attorno al collo della moglie, con cui viveva da oltre 25 anni. Poi la confessione: "Venite, ho ucciso mia moglie, non ne potevo più".
I due hanno avuto una forte discussione sulla opportunità che una signora venisse a fare le pulizie a casa. L'anziana era contraria, perché temeva che la donna avesse una relazione con l'uomo. I toni si sono alzati finché lui non l'ha afferrata per il collo e l'ha strangolata. In un primo momento non si è neanche reso conto di averla uccisa e ha tentato di rianimarla.


Quando sono arrivati i carabinieri, allertati da una chiamata dei vicini che avevano sentito le urla, ha confessato tutto in lacrime. I due convivevano da oltre vent'anni e non avevano figli in comune.

Giovanni Caccavale, 56 anni,ritrovato senza vita, impiccato nell'appartamento nel quale abitava al civico 196 di corso Garibaldi a Napoli

NAPOLI 30 aprile 2012 L'hanno ritrovato senza vita, impiccato nell'appartamento nel quale abitava al civico 196 di corso Garibaldi, a Napoli. Giovanni Caccavale, 56 anni, è stato visto l'ultima volta lo scorso venerdì. Poi, di lui, nessuno ha più saputo niente, fino a stamattina, quando i vigili del fuoco hanno buttato giù la porta e lo hanno trovato lì: morto. Aveva ricevuto una lettera di licenziamento. Stava per perdere la casa. Quando hanno portato via, dallo stabile, il suo corpo qualcuno, in strada ha urlato: «È tutta colpa della crisi». E la gente, tanta, ha applaudito. Caccavale lavorava da 20 anni in quel palazzo, in un appartamento al piano terra, dove viveva proprio in virtù del suo lavoro e che avrebbe dovuto lasciare il prossimo ottobre. In un solo colpo si sarebbe ritrovato, dunque, senza casa e senza lavoro. Giovedì scorso, i proprietari dell' abitazione avevano effettuato un sopralluogo per metterla in vendita, anche prima di ottobre.


E così, le strade di fuga dai suoi problemi forse per Caccavale sono apparse completamente azzerate: gli alimenti da pagare ai figli, che vivono con la sua ex moglie, l'assenza di lavoro e presto anche della casa. Colpi, per lui, troppo duri da sopportare. In quell'appartamento l'uomo viveva solo. Il primo 'colpò, raccontano i condomini, era stata la separazione dalla moglie, quattro anni fa. Poi i figli che sono andati a lavorare al Nord. E poi ancora la morte di sua madre, ultimamente suo unico punto di riferimento. A capire che qualcosa non andava per il verso giusto, sono stati proprio gli inquilini. Caccavale mancava dalla guardiola già da sabato, e poi anche oggi. Troppo, per le sue abitudini. Così è stata chiamata la polizia. poi, l'atroce scoperta. La sua auto, una utilitaria azzurra, è ancora parcheggiata davanti al palazzo. Caccavale aveva invano chiesto di poter ottenere il posto per parcheggiare, le strisce gialle, a causa di una disabilità motoria. «Era depresso - ha detto l'uomo - abbattuto, ma non aveva mai accennato all'intenzione di togliersi la vita - racconta un suo collega, portiere dello stabile di fronte - Con i circa mille euro al mese, provava a vivere». Ai condomini era sempre apparso come una persona dal carattere forte, ma ultimamente sembra soffrisse di crisi depressive, cosa che ha confidato anche al un collega del palazzo di fronte. Era per tutti una persona gentile. Una donna anziana, Anna, 74 anni, ha raccontato che spesso lui le offriva una sigaretta: «Mi diceva che sarebbe stato meglio evitare perchè sono anziana, ma poi me le offriva». Anche i ragazzi dei negozi vicini lo hanno descritto come una persona disponibile. «Spesso gli facevamo compagnia - ha raccontato uno di loro - usciva in strada e scambiavamo due chiacchiere. Sì, ultimamente era spesso giù di tono». Nessuno, però, aveva immaginato che l'uomo avrebbe deciso di togliersi la vita. Sono, invece, tutte da chiarire le cause del suicidio avvenuto a Milano del titolare di un autonoleggio, trovato impiccato nel sottoscala di un autosalone nella zona nord della città. L'uomo, 56 anni, secondo quanto riferito dalla moglie, era da tempo depresso e in cura con psicofarmaci. Non Š chiaro se il gesto sia dovuto a problemi economici o al disagio psichico. Sul posto non Š stato trovato nessun biglietto di spiegazioni.

Antonio Salmaso, di 57 anni, agente della polizia municipale di Torino.Perde la vita

TORINO 30 Aprile 2012 Un agente della polizia municipale di Torino, Antonio Salmaso, di 57 anni, è morto oggi in seguito a un incidente stradale avvenuto poco lontano dalla sua abitazione. L'uomo guidava uno scooter quando, per cause da accertare, ha urtato un'auto decedendo all'istante. Nel sinistro sono rimasti coinvolti altri tre veicoli. Ad accertare la dinamica sarà la polizia municipale di Volpiano.

Il decesso è avvenuto all'istante. Nel sinistro sono rimasti coinvolti altri tre veicoli. Ad accertare la dinamica è stata la Polizia municipale di Volpiano. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e le ambulanze del 118“


Fabrizio Repetti, guardia giurata di 46 anni, di Villanova Monferrato,muore in un incidente sulla provinciale Stroppiana-Vercelli

VERCELLI 30 Aprile 2012 Nella notte ha perso la vita una guardia giurata, rimasta conivolta in uno scontro frontale sulla provinciale Stroppiana-Vercelli; si tratta di Fabrizio Repetti, 46 anni, di Villanova Monferrato. Secondo gli accertamenti svolti, era alla guida di una Peugeot quando, attorno alle 2, una Ford Fiesta, condotta da Gian Mario Roncarolo, 42 anni, di Stroppiana, proveniente dalla direzione opposta, ha invaso la corsia su cui viaggiava.

Per Fabrizio Repetti i soccorsi sono stati inutili. Roncarolo è tuttora ricoverato in ospedale a Vercelli, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. L'esame del sangue, i cui risultati sono stati resi noti dal comando della polizia stradale, ha rivelato che il tasso alcolemico era «eccessivo, nella fascia alta».

Salvatore Annunziata 54 travolto in bici da un Camion, perde la vita

ALESSANDRIA 30 Aprile 2012 Un orafo di 54 anni, Salvatore Annunziata, è morto stamattina in un incidente a Casalese, mentre sulla sua bici da corsa stava procedendo sulla provinciale Borgo San Martino-Frassineto quando è stato travolto da un camion che proveniva da una strada laterale. L'autista, dopo essersi fermato all'incrocio, è ripartito per attraversare la provinciale senza accorgersi del ciclista che stava passando al suo mezzo.

Dato l'allarme è intervenuto l'elisoccorso, ma l'orafo era deceduto sul colpo per le gravissime lesioni.

Clemente De Rosa, 20 anni, di Roccarainola muore sbattendo contro un palo.Era L'Idolo delle radio napoletani

Saviano (NAPOLI) 30 Aprile 2012 Un ragazzo di soli 20 anni di Cicciano, alla guida della sua Volkswagen bora con a bordo 3 amici, nel percorrere via provinciale Fressuriello ha perso il controllo della vettura, probabilmente a causa della velocità non commisurata, finendo contro un palo dell'illuminazione pubblica; dopo l'urto la vettura si è ribaltata. Uno dei passeggeri, Clemente De Rosa, 20 anni, di Roccarainola, è deceduto sul colpo mentre il guidatore è stato ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Cardarelli di Napoli e gli altri 2 giovani, dopo essere stati portati all'ospedale di Nola, sono stati dimessi con prognosi di 25 giorni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di San Paolo Belsito che hanno proceduto ai rilievi scientifici del caso e sottoposto a sequestro la vettura. I documenti di circolazione, di guida e assicurativi sono risultati in regola così come le condizioni psicofisiche del guidatore. La salma del giovane è stata affidata ai genitori come disposto dall'autorità giudiziaria.
E’ accaduto questa notte, verso le 1 e 30, a Saviano, nel napoletano.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, De Rosa si trovava a bordo della sua Volkswagen Bora insieme a 3 amici, e nel percorrere la via provinciale Fressuriello di Saviano, ha perso il controllo della vettura, probabilmente a causa della velocità. I tre sono finiti contro un palo dell’illuminazione pubblica e si sono ribaltati.

IL PROGRAMMA RADIO Clemente teneva un programma radiofonico su Radio Entropia, che per ricordarlo nel giorno della sua scomaparsa, ha deciso di mandare in onda i suoi programmi, per poter sentire ancora la sua voce. Era un ragazzo molto attivo nel sociale e pieno di amici e di interessi, molto apprezzato per il suo programma radio

ANTONIETTA GIARRUSSO 65ENNE UCCISA DURANTE UNA RAPINA. "FORBICI CONFICCATE IN GOLA"

PALERMO 30 Aprile 2012 Potrebbe essere una rapina, ma la polizia lascia la strada aperta anche ad altre ipotesi. Per ora è un giallo la morte di Antonietta Giarrusso, 65 anni, proprietaria di un negozio di parrucche nel centro di Palermo aggredita e selvaggiamente assassinata con un coltello e una forbice rimasta conficcata nella gola della donna.

Se l'assassino ha ucciso per denaro hafallito il colpo oppure non ha avuto il tempo di cercarlo perchè è fuggito via subito dopo per timore di essere scoperto. Ha così lasciato in cassa quasi mille euro in contanti. Sembra il comportamento di un criminale che ha perso la testa. Ma la scena del delitto, in via Dante, rivela un comportamento più lucido.
L'assassino si è preoccupato di portare via il manico del coltello, che si è spezzato nella colluttazione, e ha chiuso a chiave la porta del negozio per ritardare la scoperta del cadavere. Per questo, oltre alla rapina, non si escludono altri moventi.
Antonietta Giarrusso era divorziata e aveva un compagno molto anziano. È stato proprio lui a scoprire il delitto. Aveva tentato inutilmente di mettersi in contatto con la donna che al telefono non aveva risposto. Quando è arrivato in via Dante 52 ha trovato la porta chiusa. Assalito da un presentimento, ha chiamato un fabbro per forzare la serratura.
Sembrava tutto in ordine ma in un ripostiglio aperto c'era il corpo della donna in un mare di sangue. Era stata colpita sette volte: aveva anche tentato di ripararsi alzando il gomito nel quale è stata riscontrata una ferita. A questo punto il coltello si sarebbe spezzato. Per uccidere l'assassino ha quindi impugnato una forbice, trovata su un tavolo, con la quale ha colpito la vittima alla gola. Sarebbe questa la ferita mortale. Per il medico legale Antonietta Giarrusso sarebbe stata uccisa tra le 11 e mezzogiorno.
L'ultimo a vederla in vita, davanti al suo negozio, è stato l'ex portiere dello stabile vicino. Si conoscevano da 40 anni. «Era una persona per bene, conosciuta e stimata da tutti», ha detto ricordando il suo carattere mite e solare. Quel negozio, che nell'insegna recava il nome di «Ninni» come la donna era chiamata, è una delle più antiche e conosciute boutique di parrucche. Era anche un punto di riferimento, rivela un medico vicino di casa, per tanti pazienti oncologici che perdono i capelli nei trattamenti chemioterapici.

Shukri Ghanem, importante collaboratore di Muammar Gheddafi.Trovato morto Sulle rive del Danubio

Danubio 30 aprile 2012- Shukri Ghanem era l'ex primo ministro e l'ex responsabile del diastero del petrolio nel governo libico di Muammar Gheddafi. Stiamo parlando del periodo antecedente la rivolta che avrebbe portato, dopo mesi di guerra, alla caduta e all'esecuzione del Colonnello. Ghanem, all'età di 69 anni, è stato trovato morto ieri nelle placide acque del Danubio, a Vienna, e la polizia ha dichiarato alla Bbc che a uno sguardo superficiale nulla sembrerebbe indicare che Ghanem sia stato ucciso. Ma perchè proprio a Vienna? La capitale austriaca è la città che ospita l'Opec, ovvero il cartello dei paesi produttori di petrolio, di cui ovviamente la Libia fa parte, ed è la città che era stata scelta da Ghanem per il suo esilio dopo la fuga precipitosa da Tripoli ai tempi della guerra. La polizia ora cerca di capire come mai Shukri Ghanem sia stato trovato morto, e non si esclude nemmeno la pista del suicidio o quella del malore mentre si trovava sulle sponde del fiume.

Ghanem era un personaggio importantissimo per la Libia, paese che aveva servito sotto Gheddafi e che aveva abbandonato in esilio volontario mentre era in corso la rivolta contro il Colonnello. Ghanem lasciò la Libia l'anno scorso per riparare a Vienna e dal 2003 al 2006 era stato il rispettato capo del governo libico e il ministro del Petrolio, oltre che naturalmente il presidente della società petrolifera di Stato dal 2006 al 2011. Ora sarà l'autopsia a decidere con certezza le cause del decesso dell'ex ministro, il cui cadavere è stato trovato sotto un ponte all'interno di un parco cittadino. La sua morte però sembra assomigliare sempre di più a un vero e proprio giallo. Come ha riferito Roman Hahslinger, portavoce della polizia viennese, Ghanem è stato ritrovato senza documenti, con l'eccezione di un badge della sua compagnia. Chi e per quale motivo potrebbe avere avuto interesse a uccidere Ghanem? Sicuramente Shukri Ghanem era un uomo che sapeva molte cose, forse troppe, ma è difficile capire per quale motivo qualcuno avrebbe dovuto ucciderlo.

La polizia sta continuando le indagini non escludendo nulla, consapevole che se qualcuno lo avesse spinto nel fiume non ci sarebbero segni di violenza sopra il suo corpo. A Vienna dunque si sta sviluppando un giallo vero e proprio ma bisognerà aspettare l'esito dell'autopsia sul corpo di Shukri Ghanem per avere qualche informazione in più sulla vicenda.

Gaspare Guarino, 25 anni, operaio in una ditta privata, è deceduto dopo un violentissimo impatto della sua moto con un trattore

PALERMO.30 Aprile 2012 Un copione già scritto tante, troppe volte: una giornata di festa che si trasforma in tragedia e la strada a fare da scenario alla morte di un giovane. Gaspare Guarino, 25 anni, operaio in una ditta privata, è deceduto ieri a Villafrati intorno alle 19 dopo un violentissimo impatto della sua moto con un trattore sulla strada provinciale 77, nei pressi del bivio del paese, di fronte al depuratore comunale. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara.

Pare che il ragazzo avesse trascorso una giornata in campagna insieme con gli amici, una tipica scampagnata nel giorno della Festa della Liberazione. Nel tardi pomeriggio poi si è spostato con la sua moto, una Kawasaki 750, forse per raggiungere la sua casa di campagna che si trova proprio sulla strada provinciale 77. E in questo breve tragitto, nell'affrontare una semicurva, forse abbordata un po' più larga, il ragazzo con la moto è andato a schiantarsi contro un trattore che viaggiava nella corsia opposta. L'impatto è stato violentissimo: l’asse del mezzo agricolo si è perfino piegato.
Per il ragazzo non c’è stato scampo: è morto praticamente sul colpo. A nulla sono valsi i soccorsi del 118, allertati da alcuni automobilisti che erano in transito e si sono trovati davanti la terribile scena. È rimasto illeso, invece, ma evidentemente sotto shock, il conducente del mezzo agricolo. Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i carabinieri della stazione locale e la polizia stradale di Lercara Friddi che hanno effettuato tutti i rilievi del caso e cercheranno adesso di capire la dinamica dell'incidente. Guarino non era sposato, ma viveva ancora a casa con i genitori e con la sorella più grande di lui
COMMENTI:
mariarosa urso, ventimiglia di Sicilia 28-04-12 12:45
sono molto dispiaciuta x questa brutta perdita di Gaspare io lo conoscevo come paesano di mio marito.In questi momenti brutti si è senza parole di conforto sentite condoglianze ai familiare e le persone più vicine addio Gaspare
Vincenzo , 28-04-12 01:11
Addio Asparinu non dimenticherò mai 5 anni di scuola assieme a te,eri sempre scherzoso e disponibile a tutto e per tutti.Addio amico mio!

Gaetano Di Dio, 20 anni e lo zio Ezio Di Dio, 42 anni muoiono in un terribile incidente sulla statale Catania-Gela

PALAGONIA. 29 Aprile 2012 Due giovani sono morti e altri due sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto in serata sulla statale Catania-Gela, tristemente nota in Sicilia come la 'strada della morte' per i numerosi decessi registrati nel tempo.
Erano su una Renault Megane che, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro il guard-rail e poi è precipitata in un fossato. I quattro giovani provenivano dal paese d'origine, Niscemi (Caltanissetta), ed erano diretti nel capoluogo etneo per trascorrere insieme il sabato sera. I due feriti sono ricoverati con la prognosi riservata nell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

L'incidente stradale è avvenuto in territorio di Palagonia, in provincia di Catania. Sul posto sono intervenuti agenti della polizia stradale di Caltagirone, personale del 118 e vigili del fuoco
Le vittime sono Gaetano Di Dio, 20 anni a giugno ed Ezio Di Dio, 42 anni (nella foto) che avrebbe festeggiato fra cinque giorni, rispettivamente zio e nipote. Con loro, a bordo della Renault Megane di proprietà del padre di Gaetano, c’erano anche altre due persone, Vincenzo Nanfaro e Alessio Sciabona. Per entrambi la prognosi è riservata. Sono ricoverati presso il Vittorio Emanuele di Catania.

Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, l’auto si sarebbe schiantata sul guard-rail, precipitando in un dirupo nei pressi di Palagonia. Gli occupanti del veicolo si stavano dirigendo verso Catania. Sul posto è intervenuta la Polizia stradale di Caltagirone per effettuare i controlli del rito e ricostruire la dinamica dell'incidente. Per recuperare l'automobile dal fossato sono intervenuti sul luogo dell'incidente, avvenuto nel territorio di Palagonia, anche i vigili del fuoco. Sul posto anche un'ambulanza del 118 di Caltagirone. Il medico a bordo del mezzo non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane Di Dio e dello zio; gli altri occupanti del veicolo, invece, sono stati trasferiti d'urgenza nel capoluogo etneo.
Gaetano Di Dio era giunto in città insieme con i genitori, da Napoli, dove viveva per partecipare ai festeggiamenti mariani del mese di Maggio.
La notizia del tragico incidente si è subito sparsa a Niscemi gettando nel dolore familiari e amici della famiglia. Le salme sono ancora all'obitorio del cimitero di Caltagirone. Domani dovrebbero essere restituite ai familiari.
I funerali delle due vittime saranno celebrati martedi' alle 11, nella chiesa Madre di Niscemi.

Andrea Martorana, 60 anni candidato al consiglio comunale per la lista “Motta d’Affermo- Uniti per crescere” Muore durante il comizio elettorale

Motta d’Affermo (Messina) 30 Aprile 2012.Il candidato al consiglio comunale Andrea Martorana, 60 anni, è morto ieri sera in seguito ad un malore accusato mentre stava parlando in un comizio elettorale a Motta d’Affermo. Andrea Martorana, candidato sindaco alle scorse amministrative del maggio 2007, era sul palco quando ad un certo punto ha fermato il suo discorso, dicendo di sentirsi male e si è accasciato su una sedia.

Immediati sono scattati i soccorsi con alcuni medici e infermieri che hanno tentato in tutti i modi di salvargli la vita, praticandogli il massaggio cardiaco. Martorana è poi deceduto durante il trasporto in ambulanza all’ospedale “Santissimo Salvatore” di Mistretta. L’uomo, in passato, aveva avuto problemi cardiaci e lascia la moglie e tre figli.
Autore:the-warriors

Fabio Pedrotti, 43 anni, finanziere della Tributaria di Trieste.Si schianta con la sua Bmw:perde la vita in Val di Sole

TRENTO 29 Aprile 2012 Un altro centauro vittima della strada questa mattina in Alto Adige. Il tragico incidente è avvenuto sulla strada statale 42 in Val di Sole, in provincia di Trento. L'incidente si è verificato proprio al confine fra i territori di Cis e di Caldes. E' rimasto vittima Fabio Pedrotti, 43 anni, finanziere della Tributaria di Trieste.

Stava percorrendo da solo la strada verso Cles (era partito di prima mattina da Brescia) e avrebbe perso il controllo della sua Bmw k 1000 in seguito ad un malore o a un guasto meccanico, andando a finire contro il guard rail. E' morto sul colpo.

Klaus Zichtl 50enne austriaco muore annegato:Cade nel fiume Stella col deltaplano

UDINE 30 Aprile 2012 I weekend sul fiume Stella rappresentano da anni un appuntamento importante per gli appassionati del volo leggero. L'aviosuperficie del Bronzan, in località Piancada, richiama novelli Icaro da tutta Europa.
Ma a volte incombe la tragedia e quel magnifico volo si infrange con le ali spezzate. A volte qualcosa non funziona e in volo si alza la morte. È successo ieri sera, sull'imbrunire, a uno sfortunato cinquantenne austriaco,Klaus Zichtl, alzatosi in bella compagnia, con un paramotore, una macchina simile al deltaplano che ti fa volare con una vela ma ti tiene ancorato ad un’elica e ti dà sicurezza.

È sopra la campagna di Villa Carlo nel Paludo di Palazzolo quando perde quota, tanto da spaventare l'agricoltore che a bordo del trattore lavorava la terra. Un compagno di volo ne intuisce le difficoltà, atterra fra il grano appena seminato, lo vede sparire al di là dell'argine, corre verso il fiume ma l'amico è sparito. Sono poco più delle sette di sera, intervengono con tempestività i vigili del fuoco di Latisana e Cervignano, l'autoambulanza dell'ospedale di Latisana e l'elicottero del 118 ma nessun intervento è possibile, non c'è traccia del paramotore. Si alza un elicottero dei vigili del fuoco e i suoi giri continui sopra il fiume fanno presumere il peggio. Un canotto solca le acque ormai scure dello Stella.

È passata quasi un'ora dall'incidente quando tutti i mezzi convergono sull'altra sponda del fiume, all'altezza di Titiano. Dicono che la vela l'hanno trovata più avanti ma il corpo è rimasto sotto l'acqua profonda del fiume, imprigionato dalle cinture e bloccato dal motore. Quando arrivano i carabinieri, guidati dal maresciallo Ventre, si capisce che quell'uomo che era venuto in Friuli per godersi l'ebbrezza del suo sport preferito, non si era salvato. Sono quasi le 22 quando nella campagna di Titiano, i fari di una lunga serie di automezzi disegnano una processione senza speranza per la tragica fine di uno sfortunato uomo volante.

Agricoltore trovato morto in un campo.Ucciso dallo choc anafilattico per la puntura di un'ape

BOLZANO 30 Aprile 2012 Ucciso dallo choc anafilattico per la puntura di un'ape: è questa l'ipotesi sulle cause della morte di un agricoltore di 45 anni, trovato senza vita in un campo a Terlano, poco distante da Bolzano.

Sarà l'autopsia a rivelare l'esatta causa della morte dell'uomo, Johann Innerhofer, ma i soccorritori hanno ipotizzato che l'agricoltore sia stato ucciso dalla puntura dell'insetto, reso aggressivo dalle temperature insolitamente elevate di questi giorni.

Gabriele Pirotello, 56 anni, vicepresidente Fidas muore in un incidente in moto.Artigiano "anima" del volontariato

VERONA 30 Aprile 2012 Un'altra vitima della strada nel Veronese. Ancora una volta si tratta di un motociclista Gabriele Pirotello, 56 anni, di Buttapietra, molto noto nel volontariato come organizzatore di carnevali e vicepresidente della sezione Fidas (donatori sangue). Lavorava come
artigiano in una carrozzeria industriale.
Lo scontro della sua moto contro una Mercedes è avvenuto ieri verso le 19 in via Porto, sulla strada per Albaro. Secondo le prime ricostruzionie dei carabinieri, la moto, una Ducati Monster viaggiava verso Belfiore, mentre dall'altra parte arrivata la Mercedes berlina.

I due mezzi si sono scontrati frontalmente: il motore della Ducati - secondo quanto riferisce il quotidiano l'Arena - è stato trovato sotto la Mercedes, alla guida della quale c'era un veronese che viaggiava con la figlia (entrambi sono finiti in ospedale a Legnago per accertamenti con un forte stato di choc).
Gabriele Pirotello è sempre stato molto attivo nel volontariato, anche con la Pro Loco di Buttapietra. Un paio di mesi fa era stato ricevuto da papa Benedetto XVI in Vaticano. Ieri il 56enne artigiano era andato a fare un giro in moto approfittando della giornata di sole e stava facendo rientro a casa dove lo attendeva la moglie Luisa e le tre figlie.

Graziano Callegarini, il motociclista 40enne di Mortara,rimane ucciso sul colpo sull’ex statale dei Cairoli

GROPELLO.30 Aprile 2012 Il suo telefono continua a suonare sul ciglio della strada, ma lui non potrà più rispondere. E’ morto sul colpo Graziano Callegarini, il motociclista 40enne di Mortara rimasto coinvolto in un incidente stradale ieri mattina a Gropello. L’uomo era in sella alla sua Kavasaky, quando ha colpito un’auto che usciva dal parcheggio di un supermercato lungo la ex statale dei Cairoli. L’urto è stato tremendo. Inutili i soccorsi. Scaraventato a 70 metri di distanza, per l’uomo non c’è stato niente da fare.

La motocicletta di Callegarini, una Kavasaky Zx 10 R, è ridotta a un ammasso informe di plastica e lamiere. I pezzi sono sparsi lungo il ciglio della strada. Il sellino è finito dall’altro lato della statale, dove una piccola folla si accalca. «Ero dentro il supermercato – racconta una donna – quando si è sentito un urto tremendo».

L’incidente è avvenuto poco dopo le 11 di ieri mattina a Gropello Cairoli, in località cascina San Carlo. Un’Opel Astra guidata da Elena Camillo sta uscendo dal parcheggio del supermercato Ld, dove la donna e sua figlia hanno appena fatto la spesa. Nel frattempo la moto di Callegarini arriva da Pavia, e procede in direzione Garlasco. Forse la macchina si è sporta un po’ troppo dall’incrocio, forse la Kavasaky era lanciata ad alta velocità... Questo sarà la polizia stradale ad accertarlo. Di certo l’urto tra i due mezzi è stato violentissimo.

La moto guidata da Callegarini ha colpito l’Opel Astra all’altezza della ruota anteriore sinistra, mandando in frantumi l’auto. Il motociclista di Mortara è stato scaraventato in avanti, è rimbalzato sull’asfalto ed è volato a 70 metri di distanza dal luogo dell’impatto, finendo nel fossato accanto alla statale. Sul posto sono subito intervenute un’ambulanza della croce garlaschese e un’automedica. Ma i soccorritori si sono resi conto che le condizioni del 40enne erano gravissime. Dopo aver inutilmente tentato di rianimarlo, i medici si sono arresti. Nel frattempo è stata soccorsa anche Elena Camillo, la donna 48enne che era alla guida dell’Opel Astra. Per lei un evidente stato di shock. Intanto quello che resta della moto viene portato via dal soccorso Simeone di Garlasco. La statale, che era rimasta chiusa per due ore per consentire le operazioni di soccorso, è stata riaperta al traffico verso le due.
Il magistrato ha disposto che venga eseguita l’autopsia sul corpo di Graziano Callegari, che era nato a Mede il 17 settembre del 71 e che viveva a Mortara. L’uomo lascia una figlia di 12 anni avuta da un precedente matrimonio con una donna di San Giorgio.

Incidente auto contro albero Rho via De Gasoeri, morto ragazzo di 23 anni, gravi due amici

Milano 30 Aprile 2012.Quattro giorni, cinque gravissimi incidenti nel Milanese, l’ultimo dei quali alle 23,33 di ieri sera in via De Gasoeri, a Rho (Mi).
Secondo quanto spiegato dall’Areu, per motivi ancora da accertare un’auto si è schiantata contro un albero. L’impatto è stato di massima violenza, tanto che sul posto sono dovuti intervenire anche i Vigili del Fuoco.

Sono sopraggiunte anche due automediche e quattro mezzi di base del 118 di Milano ma, purtroppo, per uno dei 4 ragazzi non c’è stato nulla da fare, ed è tragicamente spirato a causa delle lesioni riportate. Aveva 23 anni.
Un 25enne è stato invece trasportato al Fatebenefratelli e un 22enne alla Clinica Humanitas di Rozzano: entrambi i giovani sono in gravi condizioni.
Miracolosamente illeso un 26enne: solo questi è stato portato al Sacco in codice verde.
Sul posto anche i Carabinieri la Polizia locale, all’opera per compiere i rilievi necessari a ricostruire la dinamica del tragico incidente.

don Luigi Plebani, 65 anni prete missionario, ucciso con colpi di arma da fuoco nella sua abitazione

BRESCIA, 30 APRILE 2012 - Un missionario bresciano e' stato ucciso in Brasile, nella diocesi di Ruy Barbosa dove è attiva la missione Fidei donum. Stando alle prime, frammentarie informazioni sembra che don Luigi Plebani, 65 anni, sia stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco durante una rapina nella sua abitazione.

Il missionario, che faceva parte della diocesi di Ruy Barbosa (Stato di Bahia) era in Brasile dal 1980. Don Luigi Plebani, che nei prossimi mesi sarebbe dovuto tornare definitivamente in Italia.

G.C., 56 anni Portiere napoletano,si toglie la vita impiccandosi."NON POSSO PASSARE L'ASSEGNO A MAMMA".

NAPOLI 30 Aprile 2012 Aveva ricevuto una lettera di licenziamento e, nei prossimi mesi, avrebbe dovuto lasciare la casa dove viveva: c'è, forse, tutto questo dietro il suicidio di un portiere, a Napoli. L'uomo, 55 anni, si è ucciso, impiccandosi, nella sua abitazione di corso Garibaldi. Il portiere, che lavorava in uno stabile di corso Garibaldi, era divorziato e aveva due figli. Ai condomini era sempre apparso come una persona dal carattere forte. Ultimamente, però, G.C., 56 anni, anche a seguito della morte di sua madre, nonchè della separazione dalla moglie, sembra soffrisse di crisi depressive. Nel prossimo ottobre avrebbe dovuto lasciare l'alloggio da portiere in cui abitava. Giorni fa, però, i proprietari avevano fatto un sopralluogo per metterla in vendita, facendogli forse presagire un anticipo del suo allontanamento, e forse anche questo ha inciso sulla sua decisione.

L'ULTIMA TELEFONATA: "NON POSSO DARE L'ASSEGNO A MAMMA" «Dite a mamma che non posso più passarle l'assegno...». Queste, secondo gli investigatori le ultime parole del portiere di corso Garibaldi, a Napoli, dette al telefono con uno dei due figli che vive al Nord, con l'altro fratello e con la madre, poco prima della decisione di togliersi la vita. Secondo quanto si è appreso, sabato scorso, dopo aver chiuso la portineria l'uomo si è suicidato impiccandosi con una corda nella propria abitazione

domenica 29 aprile 2012

Vanessa Scialfa, DOMANI I FUNERALI 30 APRILE 2012

ENNA 30 APRILE 2012 L'autopsia sul cadavere di Vanessa Scialfa, la ventenne uccisa dal convivente che ha gettato poi il corpo in un fosso, a pochi chilometri dalla miniera di Pasquasia, a Enna, conferma che la giovane non aveva assunto droga. Di cocaina, confessando il delitto, aveva parlato l'assassino, Francesco Lo Presti, che aveva raccontato di essere sotto effetto di stupefacenti durante l'omicidio. L'uomo ha confessato di avere ucciso la fidanzata colto da un raptus di follia determinato dal fatto che la vittima, mentre avevano un rapporto sessuale, l'aveva chiamato col nome dell'ex ragazzo. L'autopsia confermerebbe un altro sospetto degli inquirenti e cioè che Vanessa, dopo essere stata strangolata, è stata finita con uno straccio intriso di candeggina, premuto sul viso.


Tracce di sostanza caustica sono infatti state trovate nell'esofago e nella trachea della giovane. Domani mattina la procura autorizzerà la restituzione della salma alla famiglia e nel pomeriggio verranno celebrati i funerali.

SS4 Salaria, all'altezza della località Carlo Corso incidente: UN MORTO E 2 FERITI

roma 29 Aprile 2012 È di un morto e due feriti, di cui uno grave, il bilancio di un incidente stradale avvenuto intorno alle 16 sulla SS4 Salaria, all'altezza della località Carlo Corso nei pressi del centro abitato di Osteria Nuova (Rieti). Secondo quanto ha ricostruito la polizia stradale una Matiz, guidata da un 82/enne Pasquale Puglisim sarebbe stata investita frontalmente da un'utilitaria che proveniva dalla Capitale in direzione Rieti. Ad avere la peggio è stato Puglisi deceduto sul colpo mentre sua moglie, che era seduta al suo fianco, è al momento ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma in gravi condizioni.


Lievemente ferito il conducente dell'altra autovettura, Padre Sdenek Kopriva sacerdote in una parrocchia del comune di Rieti. Dalla dinamica dell'incidente che è in corso di accertamento, a quanto si è appreso, l'anziano immettendosi sulla Salaria non avrebbe rispettato la precedenza

Sandro e Francesco Beccarisi, di Corigliano d'Otranto (Lecce), sono morti e altre tre persone sono rimaste ferite gravemente

LECCE 29 aprile 2012 Un uomo di 45 anni e suo figlio di 12, Sandro e Francesco Beccarisi, di Corigliano d'Otranto (Lecce), sono morti e altre tre persone sono rimaste ferite gravemente nello scontro tra due automobili avvenuto stasera sulla statale 275 Maglie-Leuca, nel basso Salento.
La strada, sulla quale sono frequenti gli incidenti mortali, è da decenni al centro di polemiche per un progetto di ampliamento a quattro corsie che viene ostacolato da ambientalisti e alcune forze politiche. L'Opel Astra station wagon con a bordo la famiglia di Corigliano d'Otranto (con le due vittime c'era anche la moglie dell'uomo e madre del ragazzo), proveniente da un ricevimento per la comunione di un parente svoltosi in un ristorante della zona, nell'immettersi da una provinciale sulla statale si è scontrata con un Suv Suzuki sul quale c'erano due passeggeri.


Padre e figlio sono morti sul colpo, i tre feriti sono stati ricoverati nell'ospedale di Tricase i cui medici si sono riservati la prognosi per tutti. Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, che hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre i feriti dalle lamiere e i carabinieri.

Addio Orlando Tonello, ‘istruttore canterino’ Tv e scuola guida le sue passioni. Malore nel sonno

Porto Tolle (Rovigo), 29 aprile 2012 - È MORTO ieri notte, mentre dormiva, stroncato da un infarto. Orlando Tonello, 59 anni, abitava a Cà Lino di Chioggia, ma da vent’anni faceva l’istruttore alla scuola guida San Marco di Ariano Polesine e Porto Tolle.
Istruttore canterino’ lo chiamavano i suoi allievi perché all’attività lavorativa affiancava quella di cantante melodico su Canale Italia e nei locali. Orlando era molto conosciuto, soprattutto nelle province di Rovigo e Venezia, e gli allievi erano i suoi primi fan, tanto da aver creato una pagina facebook su cui ‘postavano’ tutte le sue esibizioni televisive nei brani più celebri dalla trasmissione ‘Cantando ballando’. L’attività musicale non lo distraeva, però, dai suoi compiti. Era un professionista serio e preciso.

Per questo motivo ieri mattina, verso le 9, quando Andrea Violati Tescari, figlio del titolare della scuola guida San Marco, non ha visto arrivare Tonello ad Ariano si è subito preoccupato. «Lavora con me e mio padre da tanti anni. Mai un ritardo, veniva anche con la febbre — racconta il giovane — se ci fosse stato qualche problema avrebbe avvertito. Invece non rispondeva al telefono. Ho fatto io le guide che erano prenotate e, verso le 11,30, sono subito partito per Chioggia. Volevo andare a vedere se gli era successo qualcosa».
Arrivato davanti alla casa dell’amico, in via Romea Vecchia, Violati Tescari ha trovato tutto chiuso, mentre l’auto era in garage. Il giovane ha chiamato i vigili del fuoco che sono giunti, in pochi minuti, insieme all’ambulanza del 118. Forzata la porta di casa, è bastato percorrere pochi metri per trovare Tonello morto nel suo letto. «Morte naturale», il referto del medico legale. Un malore arrivato nel sonno.

Da quando l’anno scorso aveva perso la madre Orlando Tonello viveva solo nella casa di Cà Lino. Nella sua vita aveva fatto diversi lavori, in gioventù era stato anche disc jockey. Poi si era dedicato a professioni più remunerative. Ma qualche anno fa la vecchia passione era tornata a farsi sentire. Dopo aver frequentato un corso di canto si era ‘buttato’ di nuovo nel mondo dello spettacolo, riuscendo a farsi scritturare per serate in discoteca e, infine, comparendo con successo in tv.

Cristina Fortunati

Addio Giorgio Consolini, nel cuore degli italiani Si è spento all'ospedale Maggiore

Bologna, 28 aprile 2012 - Da due settimane era ricoverato all'ospedale Maggiore e lì è morto, all'età di 91 anni Giorgio Consolini, il cantante bolognese che vinse il Festival di Sanremo nel 1954 con 'Tutte le mamme'.
Indimenticabili i suoi successi rimasti nella memoria popolare e familiari anche alle giovani generazioni, come 'Vecchio scarpone' (terzo a Sanremo '53), 'Usignolo', in coppia con Claudio Villa, e 'Il mare', in coppia con Sergio Bruni.
Molto legato professionalmente a Nilla Pizzi, con lei e con altri artisti aveva cantato in tournée in tutto il mondo.


Proprio il mese scorso, quando già le sue condizioni di salute erano precarie, aveva voluto visitare la mostra fotografica dedicata dal Comune di Sant'Agata Bolognese a Nilla Pizzi.
Giorgio Consolini lascia la moglie Lina Zanoli i figli Marco, ex campione di tennis, e Stefano, cantante lirico. La sua ultima apparizione tv era stata nel programma di Carlo Conti 'I migliori anni'.

Andrea Masecchia,19 anni ha perso la vita in un terribile schianto stradale nei pressi di Marcianise.corpo incastrato tra le lamiere

MARCIANISE (Caserta) 29 Aprile 2012 Tragedia della strada, ieri mattina. Un ventenne di Quarto, in provincia di Napoli, Andrea Masecchia, ha perso la vita in un terribile schianto stradale nei pressi di Marcianise. Intorno alle 8,30 di ieri, secondo la ricostruzione operata dagli investigatori , il giovane a bordo di una Ford Fiesta stava percorrendo la strada Provinciale 335 (ex SS 265), in pratica il tratto della superstrada Giugliano-Marcianise.





Il ragazzo era solo in auto quando si è verificato l’incidente che gli sarebbe costata la vita. Per cause ancora da accertare, il Masecchia ha perso il controllo dell’auto andandosi a schiantare con estrema violenza contro il guard-rail.
Alcuni automobilisti si sono immediatamente fermati per cercare di prestare i primi soccorsi al giovane, anche se hanno subito compreso le condizioni critiche in cui versava a causa del violentissimo impatto.

Immediato è stato l’allarme al 118 e alle forze dell’ordine. Il traffico sulla Provinciale, particolarmente intenso a quell’ora per l’apertura delle grandi strutture commerciali presenti nella zona come il Centro Campania e l’Outlet, considerando anche la giornata che precede la domenica, è rimasto bloccato fino all’arrivo dei carabinieri che, dopo poco, sono intervenuti sul posto per i rilievi del caso. I sanitari del 118, anche loro immediatamente accorsi, non hanno potuto, invece, che constatare il decesso del giovane.

Evidentemente l’impatto era stato troppo violento. Il corpo del ventenne di Quarto è stato estratto dalle lamiere della Fiesta dai Vigili del fuoco. Secondo i primi accertamenti, il ventenne è deceduto a seguito delle gravi ferite riportate nell’impatto ed in particolare perché il guardrail ha sfondato il parabrezza colpendo in pieno lo sfortunato ragazzo, che non ha avuto scampo.

Tutte da accertare, invece, le cause che hanno determinato la fuoriuscita dalla sede stradale dell’auto ed il tremendo urto con la barriera d’acciaio. Tra le ipotesi ci potrebbero essere la velocità sostenuta, un malore, un guasto improvviso dell’auto o una distrazione del giovane conducente, anche perché quel tratto della Provinciale ha una sede stradale molto ampia.

La salma del ventenne è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale dell’Azienda Ospedaliera di Caserta a disposizione dell’autorità giudiziaria e per l’eventuale esame autoptico, e potrebbe essere restituita ai familiari nella giornata di domani. Un rapporto sarà inviato dai carabinieri all’Autorità Giudiziaria

Roberto Corallo 33enne di Sanluri muore in un incidente mortale

CAGLIARI29 aprile 2012 Un tamponamento tra due Fiat Punto verso mezzanotte, lungo la Ss 131, al km 14,800, in comune di San Sperate (Cagliari), è stato la causa della morte di Roberto Corallo, 33enne di Sanluri, alla guida di una delle due auto. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della polstrada di Cagliari, sembra che l'auto sia andata a sbattere violentemente contro
l'altra utilitaria, che a sua volta sarebbe andata a sbattere contro la il guard rail dello svincolo della Ss 131 per San Sperate. Altre tre persone sono state trasportate dal 118 negli ospedali di Cagliari: una al 'Brotzù in gravi condizioni e due al 'Marinò, non in pericolo di vita.


Sul posto 4 pattuglie della polstrada, i tecnici del'Anas e i vigili del fuoco, che hanno dovuto lavorare per oltre un'ora per estrarre il corpo di Corallo dalle lamiere dell'auto. La strada è stata chiusa al traffico per circa 3 ore.

Un impresario edile di 55 anni si spara nel nuorese.Aveva dovuto licenziare i suoi 2 figli per la Crisi

CAGLIARI, 29 APRILE 2012 - Un impresario edile di 55 anni, originario di un paese del Nuorese, Mamoiada, si è tolto la vita dopo che la sua azienda, a causa della crisi, aveva cessato l'attività e l'uomo era stato costretto a licenziare i suoi due figli. Secondo quanto riporta oggi L'Unione Sarda, il fatto è avvenuto nel pomeriggio di venerdì, nella vigna di proprietà dell'impresario che si è ucciso con un colpo di pistola. L'uomo - secondo quanto scrive il quotidiano sardo - non ha lasciato nessun biglietto, ma più d'uno a Mamoiada sussurra che si possa trattare dell'ennesima cronaca di una disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.

Da impresario aveva dato occupazione a diversi giovani del suo paese, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Poi, negli ultimi mesi, il precipizio della recessione, che si è tradotto nel fermo dell'azienda, fino alla difficilissima decisione di licenziare i due figli che si trovano alle sue dipendenze. «Non potevamo immaginare nemmeno lontanamente il dramma interiore che quest'uomo stava attraversando - racconta all'Unione Sarda il sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana - faceva parte di una famiglia molto unita, era una persona in gamba».

GIOCO FINITO IN TRAGEDIA, SOFFOCATO CON UNA CORDA DAVANTI AL PC

FERRARA 29 Aprile 2012 Una corda al collo, seminudo davanti al computer: questo lo spettacolo a cui ha assistito la moglie di un uomo ferrarese. È morto venerdì sera, secondo quanto riferisce l'edizione locale del Resto del Carlino, l' uomo di 40 anni che abitava alle porte di Ferrara. Secondo le prime indagini l'uomo potrebbe essere morto a causa di un gioco erotico finito male. Almeno è questa l'ipotesi che sta prendendo in considerazione gli inquirenti, che hanno ascoltato la moglie e che forse già domani predisporranno l'autopsia.

La donna era rientrata a casa verso le 22 ed ha chiamato il marito senza ottenere risposta. Così si è avvicinata al computer dove lui trascorreva parte delle sue serate lavorando al pc. Qui lo ha visto seminudo, parzialmente legato, con una corda al collo. Ha provato a rianimarlo, ha chiamato i soccorsi, ma non c'è stato niente da fare. La procura, che dovrebbe aprire un fascicolo contro ignoti, esclude che in casa con la vittima potessero esserci altre persone.

NIGERIA, DOMENICA DI SANGUE PER I CRISTIANI

NAIROBI 29 Aprile 2012 Domenica di sangue per i cristiani in Africa: almeno 21 morti e decine di feriti è il primo bilancio di due distinti attacchi, in Nigeria e in Kenya, mentre i fedeli si apprestavano ad assistere alla messa. A Kano, nel nord della Nigeria, è stato lanciato un vero e proprio assalto da parte di un gruppo di uomini armati all'interno dell'Università, nei pressi di un teatro utilizzato dagli studenti cristiani per le funzioni religiose.

«Le esplosioni e i colpi di arma da fuoco sono andati avanti per oltre 30 minuti», ha raccontato uno studente all' agenzia Reuters. Il bilancio, anche in questo caso parziale, è di almeno una ventina di morti, causati dall'esplosione che si è verificata nell'area - secondo altre fonti le detonazioni sono state almeno tre - e dalla sparatoria che ne è seguita. Polizia ed esercito hanno circondato l'Università, e stanno dando la caccia agli aggressori. Kano è stata teatro negli ultimi mesi di sanguinosi attentati targati Boko Haram, la setta islamica che vuole imporre la Sharia nel Paese, con centinaia di vittime, in gran parte civili. A Nairobi invece, una granata è stata lanciata all'interno di una chiesa, che fa riferimento alla congregazione 'Casa dei miracoli di Diò, poco prima dell'inizio della funzione. Almeno un morto e oltre dieci feriti il primo parziale bilancio. All'interno della chiesa «c'è sangue ovunque», ha detto un testimone, precisando che nell'edificio è scoppiato un incendio. Al momento non c'è alcuna rivendicazione, ma non ci sarebbero dubbi sulla natura terroristica del gesto: «Abbiamo visto un uomo correre subito dopo l'esplosione, ma quando abbiamo tentato di fermarlo ci ha puntato la pistola contro, e noi siamo scappati», ha riferito un altro testimone. Nella capitale kenyota da oltre un anno si susseguono gli attentati, la gran parte non rivendicati: a marzo il più sanguinoso, con nove morti nell'attacco contro un terminal di autobus. Le autorità puntano l'indice contro gli Shabaab somali

SCONTRO FRONTALE A CERVETERI MORTI DUE 21ENNI, GRAVI ALTRI DUE

ROMA 29 Aprile 2012 Sono due ragazzi di 21 anni le vittime dell'incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Cerveteri, in provincia di Roma. Nello scontro frontale tra due automobili sono rimasti feriti gravemente altri due giovani, di 21 e 24 anni, trasportati al Policlinico Gemelli e all'Aurelia Hospital di Roma.

Tutti e quattro risiedono a Ladispoli, sul litorale romano. La polizia stradale della capitale sta cercando di accertare le cause dell'incidente, forse dovuto alla perdita di controllo del mezzo da parte di uno dei giovani alla guida. Il test dell'alcol sul conducente rimasto ferito è risultato negativo. Lo scontro è avvenuto al 16esimo chilometro di via Settevene Palo, nel comune di Cerveteri.

TRAGEDIA IN FAMIGLIA: UCCIDE IL GENERO VIOLENTO PER DIFENDERE LA FIGLIA

ROMA 29 Aprile 2012 Ha ucciso il genero durante una violenta lite colpendolo con una coltellata al torace, provocandogli un'emorragia. È successo ieri sera nella zona di Porta Maggiore, a Roma. La vittima è un cittadino peruviano 49enne. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Reparto Volanti e del Commissariato San Giovanni, seguiti dagli investigatori della Squadra Mobile, che si sono poi occupati del caso.

Tutto è avvenuto intorno alle 23.30 all'interno di un'abitazione in via Placido Zurla durante un litigio provocato dal comportamento dell'uomo che, visibilmente alterato dall'alcol, ha iniziato a insultare la moglie. Dagli insulti verbali si è poi passati a vere e proprie molestie fisiche, con la donna finita in terra spintonata dal marito. Testimone dell'accaduto, peraltro non per la prima volta, l'anziano padre malato che ha cercato di intervenire per calmare gli animi e far terminare la violenta lite. Ma l'uomo, in preda ai fumi dell'alcol non ne ha voluto sapere di calmarsi scagliandosi con veemenza di nuovo contro la moglie che ha cercato di scappare per le scale del palazzo.
Nella concitazione l'anziano con un coltello da cucina ha colpito al torace il genero che si accasciato al suolo. L'immediato intervento dei medici del 118 e il successivo accompagnamento in ospedale, non sono stati sufficienti per l'uomo che deceduto poco dopo. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli investigatori, ascoltando anche le testimonianze dei vicini di casa, nella coppia erano frequenti i litigi, anche a causa del continuo abuso di alcol da parte dell'uomo. La donna ha poi raccontato ai poliziotti che da tempo il loro rapporto era diventato ossessivo, avendo l'uomo una forte, quanto immotivata gelosia nei suoi confronti. Il padre, N.L. cittadino cileno 70enne, è stato arrestato per omicidio.

sabato 28 aprile 2012

Davide Condemi, 32enne di Ranica, ha perso la vita mentre era in sella alla sua moto, una Bmw RR1000, durante una gita con altri amici centauri.

Bergamo 28 Aprile 2012.Con le belle giornate i motociclisti riempiono le strade e, purtroppo, si incrementano gli incidenti stradali che hanno come vittime i centauri. Nel pomeriggio di sabato 28 aprile, intorno alle 15.40, Davide Condemi, 32enne di Ranica, ha perso la vita mentre era in sella alla sua moto, una Bmw RR1000, durante una gita con altri amici centauri.

L'incidente mortale si è verificato a Iseo, sulla strada provinciale 48, tra la località lacustre e Polaveno. Il giovane stava guidando la moto quando è stato urtato da un suv, una Volvo Xc90 guidata da un 62enne di Cazzago. La dinamica dello schianto sembrerebbe piuttosto chiara: il suv proveniente da una strada laterale si è immesso sulla provinciale girando a sinistra per dirigersi verso Iseo e tagliando la carreggiata. In quell'istante sarebbe arrivata il motociclista che apriva la carovana di amici, diretti verso Polaveno. Nell'impatto il centauro è caduto a terra e, a causa dei gravi traumi riportati, è morto sul colpo.

Inutili i tentativi dei medici del 118 di rianimarlo: il ragazzo ha perso la vita subito dopo l'impatto con l'asfalto. Sul posto anche i carabinieri e la polizia locale: la carreggiata è stata chiusa per mezz'ora per permettere i soccorsi.

Marco Ceroni, meccanico di 34 anni scontratosi in sella ad una Honda 900 contro una Toyota Rav4 muore

FAENZA 28 Aprile 2012. Poco dopo le 20 di venerdì sera in un incidente stradale lungo via Oberdan ha perso la vita Marco Ceroni, meccanico di 34 anni scontratosi in sella ad una Honda 900 contro una Toyota Rav4. Sembra che il Suv, percorrendo la via dal centro verso la periferia, stesse facendo inversione di marcia quando Marco, viaggiando nella stessa direzione, provava a scartarlo. L'impatto è avvenuto all'altezza della portiera del conducente, col corpo del motociclista rimasto schiacciato tra la Honda e la fiancata dell'auto. L'esatta dinamica è allo studio della polizia municipale, intervenuta con vigili del fuoco e ambulanze.
Sotto shock ma illeso, il conducente del Rav4 è stato portato al Pronto soccorso per accertamenti.
Meccanico 34enne dell'"Officina Star Car", Marco viveva in via Scalo Merci con i genitori Rino e Maria Luisa e la sorella Manuela.

NEL POMERIGGIO UN ALTRO INCIDENTE GRAVE. A mezzogiorno un altro spaventoso incidente che si è verificato all’incrocio tra via Lughese e via Prosciutta. Uno schianto tra una Ford Focus guidata da G.C, 58enne fusignanese residente a Lugo, e una Fiat Punto con al volante R.M., 31 anni, napoletana ma residente a Faenza. A quanto sembra dai rilievi al vaglio della polizia municipale una delle due auto ha cercato di svoltare in via Prosciutta non avvedendosi dell’altra auto che stava sopraggiungendo. L'uomo, gravissimo, è stato portato al "Bufalini" in elicottero.

Angelo Angelotti 61 anni ucciso nella rapina ai due gioiellieri a Roma.Era Chiamato "IL GIUDA"

Roma 28 Aprile 2012.Un morto e tre feriti: è il bilancio dell'ennesimo tentativo di rapina, sfociato in una sparatoria, che ha avuto luogo a Roma, in largo Guido Buzzelli, nel quartiere Spinaceto. Il rapinatore morto si chiamava Angelo Angelotti ed era un volto noto della Banda della Magliana di De Pedis. I due malviventi feriti sono invece due pluripregiudicati: Stefano Pompili e Giulio Valente. Ferita a una mano anche per uno dei gioiellieri, i fratelli Luca e Andrea Polimadei, di 31 e 36 anni.

La dinamica della tentata rapina - Tre rapinatori su un furgone hanno atteso l'auto con a bordo due gioiellieri che, con un carico di 75mila euro in oro, si stavano recando a una fiera all'estero. Prima hanno speronato l'auto, poi uno dei due gioiellieri, armato, ha iniziato a sparare. E' nato un conflitto a fuoco, durante il quale è rimasto ucciso uno dei tre rapinatori. Un secondo è stato ferito gravemente mentre il terzo è riuscito a scappare. Ma il pregiudicato, che aveva una ferita d'arma da fuoco al torace, è stato individuato all'ospedale Cto di Roma, dove è stato poi sottoposto ad intervento chirurgico.

Morto Angelotti il "giuda" di Renatino De Pedis - Il rapinatore morto durante un tentato colpo contro i due gioielleri si chiamava Angelo Angelotti ed era legato alle vicende della Banda della Magliana. Angelotti aveva 62 anni ed era stato arrestato in passato perché , secondo alcune indagini, sarebbe stato incaricato il 2 febbraio del 1990 di attirare il capo della banda, Enrico De Pedis detto "Renatino", nell'agguato mortale di via del Pellegrino, dietro a Campo dé Fiori. A quanto si è appreso Angelotti era coinvolto anche in altre vicende di droga.

Pompili aveva ucciso un orefice a Firenze - era già stato invece già arrestato per l'omicidio di un gioielliere a Firenze, un altro dei tre rapinatori. Stefano Pompili, di 50 anni, ferito e rintracciato alcune ore dopo la sparatoria, è originario di Bellegra, nel 1999 era stato arrestato dalla polizia a Roma con l'accusa di aver ucciso un orefice durante una rapina a Firenze nel 1992 assieme ad alcuni complici. Pompili, all'epoca ricercato, fu arrestato dagli agenti mentre era ai giardini pubblici con il figlioletto.

Addio Mauro Montali Carancini: “Un protagonista della scena culturale”Lutto nel mondo del Giornalismo

Macerata, 28 aprile 2012 - E’ morto stamattina nella sua casa di Rimini dopo una lunga malattia il giornalista Mauro Montali. Dopo aver lavorato per tanti anni all’Unità anche come inviato di guerra, era arrivato a Macerata dove ha lavorato nelle redazioni del Messaggero, del Resto del Carlino e di Cronache maceratesi.
In un telegramma alla moglie di Montali, il sindaco di Macerata Romano Carancini esprime “sincero e profondo cordoglio” a nome suoi e dell’amministrazione comunale.

“Illustre protagonista della scena culturale italiana e maceratese - si legge nel messaggio -, del quale ricordo l’acume e la vivacità intellettuale, la passione ed il prezioso impegno profuso a favore dell’informazione oltre che lo spessore umano”.

Straugo Faggiano 38 anni, muore dopo aver preso un farmaco.Inchiesta aperta

VERNOLE 28 Aprile 2012 La Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta per accertare le cause della morte di un 38enne deceduto ieri sera nell'abitazione dei genitori a Vernole, nel Salento. La vittima è Straugo Faggiano. Per il ponte del primo Maggio, l'uomo aveva fatto rientro nel Salento da Udine dove lavorava. Ieri sera, dopo che per tutto il giorno aveva accusato un forte mal di testa, aveva deciso di assumere un farmaco antipiretico (Tachipirina). Pochi istanti dopo è stato colto da malore ed ha perso conoscenza. Vano l'intervento dei sanitari del 118 giunti sul posto che non hanno potuto far altro che constatare la morte del trentottenne.

La vicenda è ora all'attenzione del magistrato di turno, il sostituto procuratore Stefania Mininni, che ha aperto un fascicolo ed ha disposto l'autopsia che sarà compiuta lunedì prossimo dal medico legale Roberto Vaglio

Luciano Cretti, 52enne di Trento, e sua figlia Anna, di 14 anni vittime di un incidente mortale

TRENTO 28 aprile 2012 Tragico incidente stradale nella notte sulla Valsugana a Levico. Un'auto e un furgone si sono scontrati frontalmente, coinvolgendo sei persone. Sono deceduti una ragazzina di 14 anni e il padre, 52enne, in auto insieme a un'amica della ragazza, che è ricoverata in ospedale così come i tre occupanti del furgone.

Le due vittime, che viaggiavano a bordo di una Volkswagen Passat, sono Luciano Cretti, 52enne di Trento, e sua figlia Anna, di 14 anni. I feriti che viaggiavano a bordo del furgone sono un 42enne trevigiano e due rumeni di 27 e 31 anni.


Ancora incerta la causa dell'incidente - avvenuto pochi minutiprima della mezzanotte di venerdì - che sarebbero attribuibili probabilmente alla sbandata di uno dei veicoli. Per consentire i soccorsi la Statale Valsugana è rimasta chiusa al traffico per tre ore.
carissimi, sono la nipote del 41enne del conducente del furgone. vi chiedo con tutto il cuore di non scrivere commenti inutili e cattiverie senza conoscere i fatti, di parlare di omicidio stradale a casaccio presupponendo per luogo comune che il colpevole sia per forza chi si sia salvato! la mia famiglia sta vivendo un momento terribile, i giornalisti non scrivono che anche mio zio ha moglie e tre

Valerio Carta Dettori ha letteralmente preso il volo, forse dopo esser stata toccata da un’altra auto

SASSARI 28 aprile 2012 Il cordolo spartitraffico sulla provinciale Buddi Buddi – la quattro corsie che collega Sassari con Platamona – ha fatto da trampolino di lancio: l’Opel Corsa sulla quale viaggiava il povero Valerio Carta Dettori ha letteralmente preso
il volo, forse dopo esser stata toccata da un’altra auto (presumibilmente una Lancia Y) che usciva da un rifornitore di carburante. Alle 18 la Buddi Buddi – alle porte di Sassari – si è trasformata in un inferno.

La macchina si è prima schiantata contro un palo della luce – e lo ha abbattuto – poi ha invaso la carreggiata opposta a quella di marcia finendo la sua corsa a testa in giù sull’asfalto. Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo al giovane venticinquenne che era nell’auto con altri due amici.


Valerio non è morto sul colpo. È andato in arresto cardiaco per due volte mentre i medici del 118 facevano di tutto per salvarlo. Sembrava si fosse ripreso in un primo momento, ma poi il suo cuore non ha retto. Miracolato il conducente della Kia rossa che andava verso Sassari e che all’improvviso ha visto il lampione conficcarsi nel parabrezza della macchina fino a sfondarlo. In tutto tre le macchine coinvolte nell’incidente ma per fortuna, a parte una donna sassarese di 54 anni ricoverata in ospedale, gli altri feriti non sono particolarmente gravi.

Ad avere la peggio è stato lui, il giovane Valerio. La dinamica è ancora tutta da chiarire. Inizialmente si era detto che fosse lui alla guida ma poi questa voce è stata smentita, forse la vittima viaggiava nel sedile posteriore.

Appassionato di caccia, tifosissimo della Juventus, innamorato del suo lavoro e della sua mamma, la adorava. Lavorava nel bar di famiglia (il bar Dettori, appunto) in via Ortobene, tra Sant’Orsola e Latte Dolce. E forse proprio per via del contatto frequente con tante persone era un ragazzo molto conosciuto e benvoluto. È sufficiente dare un’occhiata alla bacheca di Facebook per capire quanto la sua morte abbia sconvolto la marea di amici che aveva. La caccia alle pernici era la sua vera passione e non mancava una sola delle giornate consentite dal calendario venatorio. Si davano l’appuntamento tra amici, erano delle vere e proprie sfide a chi portava a casa più selvaggina. Molti di loro ieri sera erano sulla Buddi Buddi, increduli, con le lacrime agli occhi. Piangevano e continuavano a girare su se stessi, disperati e pregando fino all’ultimo che il loro Valerio ce la facesse. Lo hanno sperato con forza quando i medici tentavano di rianimarlo, la prima e la seconda volta: «Dai che ce la fai, Valè» continuavano a ripetere. E lui avrebbe voluto ascoltarli ma evidentemente le lesioni provocate dall’impatto della macchina con l’asfalto erano molto profonde. E il suo cuore a un certo punto ha smesso di battere.

La provinciale è rimasta bloccata a lungo anche perché erano ben quattro le macchine coinvolte: l’Opel, la Kia, la Lancia Y e una Panda. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per liberare le due carreggiate mentre la polizia municipale era impegnata nei rilievi. E poi c’erano le ambulanze del 118 che soccorrevano i feriti e li trasportavano in ospedale. Solo dopo le 19, una volta sgomberate tutte e quattro le corsie, la circolazione stradale è tornata alla normalità.

Cosimo Casalino,25 enne malore in mare mentre sbroglia le reti,Gallipoli

GALLIPOLI 28 aprile 2012 Un ormeggiatore di Gallipoli, Cosimo Casalino, di 25 anni, è morto dopo essere stato colto da malore mentre, immerso in acqua, era intento a sbrogliare le reti di un peschereccio nel porto cittadino. La tragedia è accaduta in serata.
Secondo una prima
ricostruzione, Casalino - noto tra i pescatori gallipolini con il diminutivo di Mimino - era solito proprio effettuare le operazioni di sbroglio delle reti delle paranze. Per questo motivo anche stasera ha indossato la muta e si è calato in acqua per sciogliere il groviglio di reti di un peschereccio. I testimoni lo hanno visto calarsi e riemergere un paio di volte, poi però Casalino non è più affiorato ed è scattato l'allarme.


Il corpo del giovane è stato recuperato sott'acqua, ma il personale del 118 non ha potuto far nulla per salvarlo perchè l'ormeggiatore era già morto.

Alessandro Lefons di Lizzanello aveva 31 anni si uccide un'imprenditore in provincia di Lecce

LECCE 28 aprile 2012 La crisi morde. La crisi uccide. E per la crisi ci si ammazza. Il bollettino di una guerra mai dichiarata. L’ultima vittima è un imprenditore giovane, giovanissimo.
Alessandro Lefons di Lizzanello aveva 31 anni, una solida famiglia alle spalle, una
ragazza che presto avrebbe sposato e un’impresa edile con macchinari movimento terra. Ieri pomeriggio si è tolto la vita con la sua rivoltella. Una colpo alla tempia e l’ha fatta finita.
“Non lo faccio per farvi del male ma per mettere fine a questa storia assurda”, ha scritto su un foglio indirizzato ai suoi cari. Il disagio, gli affanni e le preoccupazioni erano legate al lavoro, ai costi dell’impresa, ai clienti (soprattutto amministrazioni pubbliche) che non pagano. La disperazione per la paura di non farcela lo ha sopraffatto: “Le cose non vanno bene nonostante gli sforzi”.
Alessandro Lefons si è suicidato ieri nel primo pomeriggio. Ha ricoverato i mezzi nel suo deposito che si trova sulla via per Lecce. Poi, a bordo della sua auto, si è diretto nelle campagne verso Castrì. Ha portato con sé la sua pistola a tamburo, una “Colt Python”, che deteneva legalmente. Poi si è infilato in una stradina, allontanandosi dalla provinciale, per non essere visto. Si è fermato davanti al muro che circonda un piccolo bosco. Ha scavalcato il muro, alto poco più di un metro e mezzo. Poi si è seduto su un masso ed ha premuto il grilletto della pistola poggiata sulla tempia destra.

Il giovane aveva avvolto la pistola in una camicia. Probabilmente lo ha fatto per attutire il rumore dello sparo. Perché non fosse sentito. Perché non richiamasse l’attenzione di nessuno.
Invece un contadino ha sentito. Si è insospettito per quel botto sordo e sinistro. E si è precipitato vicino al boschetto. Ha visto l’auto. Poi si è affacciato e ai piedi del muro ha notato il corpo per terra.
Ambulanza del 118 e carabinieri sono giunti nel volgere di pochi minuti. Ma il giovane imprenditore era già morto. Nell’auto c’era il foglietto indirizzato ai familiari. Il padre è un insegnante in pensione. La madre ha lavorato nella segreteria della scuola media di Lizzanello. Il fratello ha un’occupazione a Milano. Poche righe, manoscritte e senza data, nelle quali parla di “disagio interiore” e chiede “scusa perché sa di deludere i genitori per il gesto”. Nel foglietto non c’è ombra delle difficoltà economiche, dei contraccolpi della crisi, dei problemi legati all’impresa.
Con gli amici, però, si era confidato. A qualcuno, di recente, ha raccontato che aveva difficoltà economiche. Ne aveva parlato anche con la madre che lo avrebbe invitato a lasciar perdere l’impresa e a tentare qualche concorso.


La preoccupazione del giovane imprenditore era legata alla crisi, alle tasse, al lavoro che cominciava a scarseggiare e ai costi dei mezzi che, anche a tenerli fermi, rappresentano sempre un onere da sostenere. Ad alcuni amici aveva confidato che era creditore, che doveva avere soldi dalle amministrazioni per le quali aveva lavorato di recente. Opere che si era aggiudicato, che aveva eseguito e che non gli erano state ancora pagate. Voci che sono giunte anche ai carabinieri. Quelli della stazione di Cavallino (il terreno in sui è avvenuto il suicidio ricade sotto la loro giurisdizione) già da ieri sera hanno cominciato a sentire gli amici del giovane imprenditore.
«Un ragazzo d’oro», lo descrivono tutti, che era innamorato del suo lavoro. Un lavoro duro, di quelli che induriscono le mani, ma che Alessandro amava. Un amore che, alla fine, lo ha ucciso sotto il peso delle difficoltà che presenta la crisi e che portano alla disperazione.

SS47 Levico Terme scontro violentissimo 2 persone morte,altre ferite

LEVICO TERME 28 aprile 2012 L’impatto è stato violentissimo. Due persone sono morte, altre tre sono rimaste ferite nell’incidente avvenuto alle 23.51 a Levico Terme, in provincia di Trento. E’ accaduto lungo la SS47. Lo scontro è avvenuto tra un’auto e un furgone. A perdere la vita padre e figlia a bordo dell’auto. Anche l’altra persona a bordo dell’auto è rimasta ferita. Ma ci sono anche altri due feriti a bordo del furgone.


I feriti sono stati trasportati in ospedale. Le condizioni più serie riguardano l’altra ragazza a bordo dell’auto. I feriti sono stati ricoverati all’ospedale di Borgo e al Santa Chiara di Trento.

Due persone sono morte, altre tre sono rimaste ferite nell’incidente avvenuto alle 23.51 a Levico Terme, in provincia di Trento

LEVICO TERME 28 Aprile 2012 L’impatto è stato violentissimo. Due persone sono morte, altre tre sono rimaste ferite nell’incidente avvenuto alle 23.51 a Levico Terme, in provincia di Trento. Dal luogo dell’incidente le immagini caricate con iPhone su
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E’ accaduto lungo la SS47. Lo scontro è avvenuto tra un’auto e un furgone. A perdere la vita padre e figlia a bordo dell’auto. Anche l’altra persona a bordo dell’auto è rimasta ferita. Ma ci sono anche altri due feriti a bordo del furgone.

I feriti sono stati trasportati in ospedale. Le condizioni più serie riguardano l’altra ragazza a bordo dell’auto. I feriti sono stati ricoverati all’ospedale di Borgo e al Santa Chiara di Trento.

Riccardo Giordo, 30 anni, stava andando al lavoro all’Hotel del Golfo. Lascia la moglie e una bambina di 18 giorni.Incidente Mortale

PORTO TORRES.28 Aprile 2012 Solo una breve frenata prima dello schianto contro un camion mentre andava all’Hotel del Golfo, a Platamona, dove faceva l’interprete di tedesco (uno dei suoi due lavori: in città gestiva una gelateria). È morto così, alle 16 di ieri sulla strada provinciale che dalla 131 porta a Sorso, Riccardo Giordo, di Porto Torres, 30 anni a luglio, sposato e padre di una bambina di 18 giorni. Un incidente dalla dinamica chiara ma le cui cause dovranno essere accertate dagli uomini della polizia stradale di Sassari, interventi sul posto con i vigili del fuoco del distaccamento di Porto Torres e con l’equipe medica del 118.

L’incidente è accaduto sulla strada provinciale che dalla vecchia Carlo Felice arrivo fino a Sorso, in zona Monte Rasu. Riccardo Giordo era alla guida della propria Citroen C3 diretto all’Hotel del Golfo. Una strada che non percorreva quasi mai perché preferiva passata dalla litoranea per Platamona. Al termine di un lungo rettilineo, subito dopo il deposito del gas Fiamma 2000, Riccardo Giordo ha affrontato una semi-curva a sinistra, neanche troppo impegnativa. Il giovane, però, non è riuscito a controllare la propria automobile che si è “intraversata”, ha invaso la corsia opposta proprio mentre stava sopraggiungendo un grosso camion diretto alla cava di Monte Alvaro. L’autista del grosso automezzo ha frenato e ha provato a evitare la macchina che gli veniva addosso spostandosi completamente sulla destra della carreggiata, ma lo schianto è stato inevitabile. L’uomo (del quale non sono state rese le generalità) è sceso dal camion per prestare soccorso al ferito che appariva privo di conoscenza. L’allarme è stato dato da un’ automobilista che procedeva nella stessa direzione di Riccardo Giordo e che ha assistito all’incidente, circostanza che ha consentito alla polizia stradale di ricostruire la dinamica dell’incidente. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, che hanno preparato la cesoia per liberare il conducente della Citroen, ma l’arrivo dell’equipe del 118 ha bloccato ogni manovra: Riccardo Giordo era morto sul colpo, forse per la frattura della base cranica. Per quasi un’ora la vittima è rimasta senza nome. Poi, a Monte Rasu, sono arrivati i genitori di Riccardo Giordo. Gli uomini della stradale non sono riusciti a fermare il padre Ruggiero (molto conosciuto a Porto Torres) che, disperato, ha riconosciuto il figlio. Uno shock devastante per i genitori, tanto che i medici del 118 hanno dovuto prestare soccorso alla madre che è stata colta da malore e si è accasciata sull’asfalto. In pochi minuti a Monte Rasu sono arrivati gli altri congiunti di Riccardo Giordo , e tanti amici che la polizia ha faticato a tenere lontani dalla macchina incastrata sotto il grosso camion. Parenti e amici disperati per quel ragazzo che solo quattro mesi fa si era sposato e da 18 giorni era diventato padre di una bambina, Aurora. La polizia stradale dovrà adesso stabilire le cause dell’incidente, basandosi anche sulle testimonianze dell’autista del camion, sottoposto al test alcolemico risultato negativo, e della donna che ha assistito allo schianto. Proprio secondo quest’ultima, la Citroen non procedeva a velocità sostenuta, circostanza peraltro confermata dalle brevissime tracce di frenata lasciate sull’asfalto. Stanchezza o forse un attimo di distrazione potrebbero esser stati fatali a Riccardo Giordo, anche se una risposta potrebbe arrivare dalla perizia tecnica sui mezzi coinvolti nell’incidente .

Via Appia, nel comune di Giugliano,tragico incidente muore in bici travolto da un auto

NAPOLI 28 aprile 2012 Tragico incidente nel napoletano. Secondo quanto riferito dall'automobilista alla polizia, è stata la scarsa illuminazione della strada a determinare l'impatto: l'uomo, infatti, non avrebbe visto la vittima, Salvatore Torre (e non Giugliano come precedentemente riferito). Il conducente dell'auto, immediatamente dopo l'incidente,
si è fermato e ha chiamato il servizio di emergenza del 118. Torre è stato trasferito all'ospedale di Aversa dove è morto due ore dopo il ricovero. Sul luogo dell'impatto, ad effettuare i rilievi, gli agenti del commissariato di Giugliano. All'automobilista è stata ritirata la patente e applicato il sequestro dell'auto.


L'INCIDENTE- Investito, e ucciso, mentre percorreva, a bordo della sua bicicletta, via Appia, nel comune di Giugliano, in provincia di Napoli. È accaduto la scorsa notte, poco dopo l'una. A perdere la vita un 54enne di Casandrino. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Salvatore Giugliano è stato investito da un'automobile Skoda Fabia condotta da un 48enne di Sant'Anastasia (Napoli) che si è fermato subito dopo l'impatto. Il pm ha disposto l'esame autoptico della salma; questo, insieme ai rilievi effettuati dagli agenti del commissariato di Frattamaggiore, contribuirà a stabilire se, nell'incidente, abbia potuto influire l'alta velocità o altre cause.

ROMA, SPARATORIA DURANTE LA RAPINA: UCCISO IL LADRO

ROMA 28 aprile 2012 Una rapina che si è trasformata in una sparatoria, dove a rimetterci sono stati i malviventi: uno è morto e un altro è rimasto gravemente ferito dopo aver tentato un colpo ai danni di due gioiellieri, che hanno reagito sparando. I due negozianti erano su
un'auto con dei gioielli, diretti ad una fiera all'estero. La polizia sta cercando un terzo rapinatore che è scappato. L'episodio è avvenuto intorno alle 5 nel quartiere periferico di Spinaceto. I tre rapinatori avevano seguito e speronato con un furgone la macchina delle vittime, due fratelli gioiellieri che a bordo avevano un campionario di preziosi del valore di 75mila euro.


I malviventi hanno minacciato le vittime con delle pistole. I gioiellieri hanno reagito. Ne è nato un conflitto a fuoco durante il quale è morto uno dei malviventi mentre un altro, un 44/enne romano con diversi precedenti, è rimasto gravemente ferito al collo. Uno dei gioiellieri è stato ferito ad una mano. Gli agenti delle Volanti e della squadra mobile stanno setacciando la zona alla ricerca del terzo rapinatore fuggito durante la sparatoria.

venerdì 27 aprile 2012

Valerio Carta Dettori, 24 anni, sassarese muore in incidente mortale

sassari 28 aprile 2012 Tragico schianto sulla strada che collega Sassari al mare. Il bilancio è di un morto, Valerio Carta Dettori, 24 anni, sassarese e tre feriti. Quattro le auto coinvolte.

Secondo una prima ricostruzione due auto dirette a Platamona sarebbero state urtate da una terza vettura: le macchine avrebbero scavalcato il cordolo spartitraffico che divide le carreggiate invadendo le corsie di marcia opposte e scontrandosi con altre due auto dirette a Sassari.
Gli amici su facebook scrivono:
Massimiliano Schirraha:
Ti ho conosciuto per la caccia e mi hai insegnato tanto sulla caccia.Ti ho frequentato fuori dalla caccia e mi hai dimostrato di essere un vero amico in quasi due anni che ti conosco. Eri e rimarrai una grande persona che fara parte della mia vita. Ora potrai andare a caccia quando vuoi lassu con mio padrino e giovanni.Sei stato veramente un grande qua giu. Ciao Vale'.

Cristina Senesha:
Vale che dirti... Non ho parole, solo tanta tristezza, non riesco a credere che meno di 9 ore fa hai portato i tuoi super caffe' in salone... Ora anche tu sei diventato un angelo, veglia sulla tua famiglia da lassu'... Non ti dimentichero' mai... Davvero, mio caro barista e mio caro vicino...

Vincenzo Genovese, agricoltore di 67 anni, e la giovane figlia di 26 anni, Rosa, commessa, sono morti in un omicidio\suicidio

COSENZA 20 aprile 2012 Tragedia in Calabria, precisamente a Villapiana, comune del Cosentino. Due persone, Vincenzo Genovese, agricoltore di 67 anni, e la giovane figlia di 26 anni, Rosa, commessa, sono morte in quello che potrebbe essere un omicidio-suicidio in ambito familiare: la moglie è rimasta ferita ed è ricoverata all'ospedale di Rossano. Chi ha sparato ha usato un fucile. Sul posto indagano i Carabinieri.
La ferita, Domenica Ruggiano, secondo quanto si è appreso nel nosocomio, ha 54 anni e le sue condizioni non destano preoccupazione. La donna, che ha una ferita alla gamba, è vigile e sta per essere sottoposta ad una serie di accertamenti sanitari. Nell'ambito familiare, secondo quanto si è appreso, c'erano da diverso tempo dei dissidi per diversi motivi.


Il fatto è successo in una casa di campagna isolata, posta tra il paese e la frazione «scalo». Uno dei corpi si trova fuori dall'abitazione. Sulla dinamica i carabinieri stanno svolgendo accertamenti.

omicidio-suicidio in ambito familiare a Villapiana

Cosenza 27 aprile 2012 Due persone, marito e moglie, sono state uccise a Villapiana, nel Cosentino. La figlia è gravemente ferita ed è stata trasportata al vicino ospedale di Rossano. Secondo una prima ipotesi degli investigatori potrebbe trattarsi di un caso di omicidio-suicidio in ambito familiare. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia.
Secondo quanto riferito dai carabinieri chi ha sparato ha usato un fucile.

Addio Tommy Marth, sassofonista dei The Killers, si è suicidato

Lutto nel mondo della musica: Tommy Marth, sassofonista che collaborava con la band The Killers, è stato trovato morto nella sua casa di Las Vegas ieri mattina.
Secondo le notizie, Tommy Marth si sarebbe suicidato, le motivazioni del
gesto sono ancora ignote. I The Killers hanno dato la notizia su Twitter, con un commosso messaggio di cordoglio e di vicinanza alla famiglia.

«La scorsa notte abbiamo perso il nostro amico Thomas Marth. Le nostre preghiere vanno alla sua famiglia. Stanotte a Las Vegas c’è una luce in meno. Buon viaggio, Tommy.» Tommy Marth aveva 33 anni, e accompagnava i The Killers col suo sassofono a partire dal 2005. Aveva suonato sia nell’album “Sam’s town” del 2006, che su “Day & age” del 2008. Ha poi suonato dal vivo come tournista ufficiale della band tra il 2008 e il 2010.
Nel frattempo suonava anche con altre due band di Las Vegas, i Black Camaro e i The Big Friendly Corporation, di cui fanno parte anche il fratello e la sorella di Tommy.
Non è dato sapere se Tommy Marth avrebbe partecipato o meno alla registrazione del nuovo album del gruppo e al tour conseguente, che porterà i The Killers anche in Italia. Ma sicuramente quest’anno l’estate live della band di Las Vegas sarà segnata dal ricordo del giovane musicista.
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