sabato 31 marzo 2012

Tommaso Pegoraro, di Mestre, è morto in un incidente avvenuto lungo una strada di montagna, la regionale 252 di Erto e Casso nel Pordenonese

VENEZIA 31 Marzo 2012 Un motociclista di 25 anni, Tommaso Pegoraro, di Mestre, è morto in un incidente avvenuto lungo una strada di montagna, la regionale 252 di Erto e Casso nel Pordenonese.

La moto su cui viaggiava il giovane, una Kawasaki 750, per cause ancora da accertare, è uscita di strada poco dopo le quattro del pomeriggio e Pegoraro è deceduto sul colpo. Inutile l'intervento immediato dei sanitari del Suem di Maniago e dell'elisoccorso. Il giovane viaggiava con un gruppo di motociclisti fra i quali anche alcuni suoi parenti.

Sebastiano Cimellaro, di 54 anni perde la vita in un incidente lungo l'autostrada Catania-Siracusa, nel territorio del comune di Carlentini

SIRACUSA. 31 Marzo 2012.Una persona è morta e altre due sono rimaste lievemente ferite in un incidente stradale autonomo avvenuto lungo l'autostrada Catania-Siracusa, nel territorio del comune di Carlentini, in cui è rimasto coinvolto un pulmino Iveco Daily con a
Commentibordo nove persone che tornavano dalla raccolta delle arance. L'incidente si è verificato intorno alle 13.30 al chilometro 14,900, prima della galleria Filippella, in località Agnone. Il guidatore, per cause da accertare, ha perso il controllo del mezzo, che si è ribaltato più volte. Illesi gli altri sei
occupanti la vettura.


La persona deceduta è Sebastiano Cimellaro, di 54 anni, di Scordia (Catania). I feriti - non gravi -, un tunisino di 47 anni, E.H., e C.S., di 25, anch'egli di Scordia, sono stati trasportati in ospedale con un elicottero del 118. Il traffico automobilistico è stato rallentato fino alle 16.15.

Paolo Laghi ciclista e dirigente arpa di 59 anni perde la vita in un incidente avvenuto a due chilometri circa dl centro abitato di Prugno

CASOLA VALSENIO (Ravenna) 31 Marzo 2012 Si chiamava Paolo Laghi il ciclista deceduto nel primo pomeriggio tra Casola Valsenio e Fontanelice, in seguito a un incidente avvenuto a due chilometri circa dl centro abitato di Prugno. L'uomo avrebbe compiuto i 60 anni il 24 ottobre. Abitava a Lugo dove svolgeva l'incarico di responsabile del dfistretto area Bassa Romagna dopo aver lavorato come responsabile del settore Ambiente e del servizio di Igiene pubblica dell'Ausl di Ravenna, nonché di responsabile del servizio territoriale di Forlì-Cesena di Arpa.

Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Casola Valsenio, intervenuti non appena il corpo è stato rinvenuto in una piccola scarpata a lato della carreggiata, sarebbe stato fatale lo schianto contro un albero dopo essere uscito di strada con la propria bicicletta. Lo hanno trovato attorno alle 15.30 i compagni del gruppo di cicloamatori "Pedale bianconero", con i quali era partito in mattinata da Lugo, attorno alle 8.30. Insieme erano arrivati fino a Imola, e da qui avevano raggiunto il comune appenninico di Fontanelice, dal quale si erano poi diretti verso Casola Valsenio. Nella salita però il gruppo si era diradato e i compagni avevano perso di vista Laghi. Finché, attorno alle 13.30, la moglie del 60enne non vedendolo rientrare si è preoccupata e ha contattato gli altri ciclisti. Ripercorrendo la strada a ritroso, hanno trovato il corpo ormai senza vita del dirigente, a circa due chilometri da Prugno.

Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e i carabinieri per recuperare la salma e constatare il decesso. Sulle cause rimane l'interrogativo, Laghi era uno sportivo, pertanto allenato a percorsi di quel tipo. A farlo andare fuori strada potrebbe essere stato un malore accusato inaspettatamente o una causa esterna, che ha provocato la caduta fatale.

Luisa Ranieri alla conduzione di Amore criminale:parla dell'omicidio di gela.Nicola Incorvaia uccide la moglie Emanuela Vallecchi

Gela 31 Marzo 2012.E’ un’attrice di successo e una neomamma raggiante: Luisa Ranieri da sabato scorso è diventata anche un volto telesisivo, debuttando con la sua prima esperienza di conduzione, nelle vesti di voce narrante di Amore criminale, il programma di Rai3 che racconte storie d’amore vissute come ossessione patologica e
terminate in tragedia. La prima puntata ha registrato un ottimo riscontro auditel (14% di share), consolidando il successo di una trasmissione nata nel 2007, quando una ricerca Eures-Ansa ha sottolineato l’emergenza delle donne vittime della violenza maschile. Da allora in studio sono state raccontate settanta storie di vessazioni e persecuzioni: ogni puntata è dedicata al ricordo di una vittima, con un racconto affidato a intense interviste ai testimoni e a una docufiction che ricostruisce la vicenda. Questa nuova edizione prevede nove puntate, durante le quali proseguirà anche la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne nata lo scorso anno con la collaborazione tra Rai, l’associazione Telefono Rosa e le forze dell’ordine.

Intervistata da Libero, l’attrice napoletana che ha ereditato la conduzione del programma da Camila Raznovich (approdata a La7), si è detta soddisfatta dell’esordio positivo di sabato scorso : “La violenza sulle donne è un tema che mi sta molto a cuore, sono soddisfatta dello share ottenuto e siamo solo alla prima puntata“. Luisa Ranieri ha spiegato la sua scelta di dedicarsi alla tv occupandosi di un tema così forte: “Sono una grande sostenitrice delle donne. Soprattutto di quelle che affrontano tra le mura domestiche situazioni da incubo. La cosa più terrificante è che se chiedi nessuno sa. E chi sa, tace“. Nella seconda puntata in onda questa sera alle 23.40 su Rai3, l’attrice racconterà la storia di una giovane coppia sfociata in tragedia: “Due ragazzi di Gela, Nicola Incorvaia e Manuela Valletti. Lui 23 anni, lei 21, sposati e con due bambini. Poi, all’improvviso è accaduto qualcosa. La paura della separazione ha preso il sopravvento e c’è stato l’omicidio. Nicola ha avuto il rito abbreviato“
Leggi La Notizia.
Splendida mamma della piccola Emma e compagna dell’attore Luca Zingaretti (il celeberrimo Commissario Montalbano, ndr), Luisa Ranieri si è sbottonata parlando della sua vita privata, argomento su cui l’attrice è sempre stata molto discreta: “Mi sento una donna appagata. Mia figlia, a cui dedico il 70% del mio tempo, è il più bel film della mia vita, e il mio compagno Luca il premio più ambito. Mi fido molto di lui, tra noi l’amore è perfetto“. Protagonista di recente nelle sale con Immaturi – Il viaggio, sequel della fortunata commedia di Paolo Genovesi, la Ranieri confessa il desiderio di lavorare con Carlo Verone, di cui apprezza le doti di regista e sceneggiatore, e si schermisce quando si parla della sua proverbiale bellezza: “Sono lusingata ma mi interessa poco, non ho mai puntato solo sul mio aspetto fisico. Sono convinta che in una donna ci sia molto, molto più di questo“.

Bimbo di tre anni muore all'asilo:Le maestre lo trovano privo di vita in bagno

PADOVA 31 Marzo 2012 Un bambino di 3 anni è morto per un improvviso malore mentre si trovava nell'asilo che frequentava, la scuola materna "Madonna del Rosario" di Albignasego.
La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata di ieri, ma se ne è avuta notizia solo oggi. Il bimbo soffriva dalla nascita di una grave forma di miocardite. Ieri era stato nel cortile a giocare con gli altri bambini, poi ha chiesto di andare in bagno a lavarsi le mani.

Le maestre, non vedendolo ritornare, sono andate a cercarlo: il piccolo era accasciato a terra, ormai esanime. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo, praticati anche dai medici del Suem 118 che sono accorsi sul posto assieme ai carabinieri.

Andrea Bartolomei, 34 anni, di Citerna perde la vita.Una quercia gli è crollata addosso

Arezzo, 31 marzo 2012 - Stava tagliando una pianta e la quercia gli è crollata addosso, facendolo cadere in un canalone e uccidendolo. Così è morto Andrea Bartolomei, 34 anni, di Citerna.

E' successo in una zona impervia vicino a Monterchi: non si conosconoancora le generalità della vittima. Sul posto il primo a intervenire è stato il 118. Ilmedico Sandro Bartolini si è calato con una fune nella speranza di trovarlo ancora vivo.
Verificata la morte lo ha imbracato con la fune per recuperarne il corpo, poi issato su da alcuni volontari

Ugo Bonavolontà, 27enne di torre annunziata, perde la vita battendo la testa dopo una caduta in moto

Pompei(Napoli) 31 Marzo 2012Era andato al centro commerciale Auchan di Pompei per comprare un regalo alla moglie. Era in sella al suo scooter quando, uscendo dal parcheggio, è caduto battendo la testa sul cemento. Così è morto Ugo Bonavolontà, 27enne torrese. Subito dopo l´impatto, avvenuto intorno alle 10.30 di stamattina, l´arrivo dell´ambulanza. I medici hanno cercato di rianimarlo, ma non c´è stato nulla da fare. Ora le forze dell´ordine lavorano per cercare di ricostruire la dinamica dell´incidente. Sembra che il giovane sia caduto in seguito ad una brusca manovra effettuata per evitare un´anziana donna di passaggio. Il casco sarebbe stato trovato a pochi metri dal luogo dell´impatto.

Il dolore per la perdita di Ugo Bonavolontà ha colpito tutta la famiglia. Sul luogo dell´incidente sono arrivati il padre, soccorso dai medici dell´ambulanza dopo aver accusato un malore, e la moglie.

VOLO DI 40 METRI DAL PONTEGGIO:PERDE LA VITA UN OPERAIO

TORINO 31 marzo 2012 Ancora un incidente sul lavoro nel torinese: tre operai che stavano lavorando al cantiere dell'inceneritore del Gerbido, a Grugliasco (To), sono caduti da un ponteggio, da un'altezza di circa 40 metri. Uno degli operai, un uomo tra i 40 e i 50 anni di cui ancora non si conoscono le generalità, è morto mentre gli altri due sono stati trasportati con l'elisoccorso del 118 all'ospedale Cto in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto intorno alle 10,30 di questa mattina e sul posto oltre al 118 è intervenuta la polizia.

I SOCCORSI I tre operai, dipendenti di una ditta di Ravenna, sono stati visti cadere nel vuoto da una persona che ha dato l'allarme e che è stata trasportata a sua volta in ospedale per lo choc. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Polizia di Stato e i mezzi del 118, tra cui l'elisoccorso che ha trasportato i feriti al Cto. Soltanto lo scorso 3 marzo il caposquadra di una ditta edile, Antonio Carpini, era morto dopo essere precipitato nel vuoto da un'altezza di 30 metri nel medesimo cantiere.

Diego Grelli, 29 anni escursionista è scivolato su una «lingua» di neve sulla strada di montagna.Muore cadendo da 250 metri

Macerata, 31 marzo 2012 - ENNESIMA tragedia nella valle del Fargno, uno dei luoghi più suggestivi, quanto infidi del Parco nazionale dei monti Sibillini. Un ventinovenne di Perugia, Diego Grelli, è scivolato su una «lingua» di neve sulla strada di montagna che porta a Pizzo Tre Vescovi, rotolando lungo le pendici della gola e finendo la sua corsa ad oltre 250 metri più in basso. Un «volo» che in passato è costata la vita a diversi escursionisti; due anni fa a un ciclista in mountain bike. Le condizioni del perugino, apparse subito piuttosto gravi, sono precipitate in serata: il giovane è morto all’ospedale di Torrette di Ancona. I soccorritori, una volta allertati, si sono precipitati immediatamente a Bolognola, anche se convinti che per l’escursionista le possibilità di sopravvivenza fossero nulle. Hanno sperato fino all’ultimo in un «miracolo».

LO HANNO PRELEVATO dal fondo della valle dopo le 17,30 un operatore del soccorso alpino e un sanitario scesi con il verricello dall’elicottero del 118 Icaro 2. Le prime cure, parole di incoraggiamento e quindi lo hanno fatto issare. Poi il volo fino al piazzale della Pintura, dove ha ricevuto altre cure all’interno di una delle due ambulanze, mentre l’elicottero si era preoccupato di recuperare un secondo componente dell’escursione, Stefano Rossi, anche lui perugino di 29 anni, rimasto bloccato dalla paura sul punto in cui il compagno è scivolato. Accanto a lui due grossi cani (o forse lupi?) intenti a rovistargli nello zaino. Per lui è stato disposto il trasferimento in autombulanza al pronto soccorso di Camerino, presentando sintomi di ipotermia. L’Icaro ha ripreso a bordo il ferito per trasferirlo all’ospedale di Ancona, dove è morto qualche ora dopo. Il fatto ha riproposto due importanti aspetti degli incidenti in montagna. La componente principale è rappresentata dall’imprudenza. I due non erano attrezzati, soprattutto non avevano calzature adatte per la stagione (pare calzassero dei polacchini), e non avevano conoscenza della pericolosità dei luoghi. L’altro elemento, positivo ma non sufficiente, è venuto dalla tempestività con cui i soccorsi si sono mossi e hanno operato. Oltre all’elicottero attrezzato, hanno contribuito sette tecnici del soccorso alpino, tre squadre dei vigili del fuoco, carabinieri, corpo forestale dello Stato, personale e mezzi del 118.
SECONDO una prima ricostruzione i due giovani hanno imboccato con la loro auto la strada che da Villa da Capo porta all’area pic-nic, all’ingresso della valle del Fargno. Hanno iniziato a salire verso la Forcella seguendo un sentiero, quanto mai impegnativo. Nel primo pomeriggio hanno raggiunto la strada che dalla Pintura porta a Monte Rotondo, sulla quale è vietato dal Comune il transito nella stagione invernale e nel primo periodo della primavera. Erano ormai a circa 400 metri dal rifugio del Fargno. Purtroppo, come si è verificato nel passato, i lastroni di ghiaccio, ricoperti di neve rappresentano un pericolo anche per chi ha la necessaria attrezzatura. Il giovane si è trovato a scivolare verso il baratro, senza possibilità di essere fermato da cespugli e alberi. Al suo amico, annichilito, non è restato altro da fare che chiamare aiuto con il telefonino e sperare in un miracolo, che questa volta, purtroppo, non è avvenuto.

venerdì 30 marzo 2012

Silvio Gallo ha perso la vita a bordo della sua Honda Hornet in direzione di Bari

Mola di Bari 30 Marzo 2012 incidente sulla statale 16, morto Silvio Gallo il 30 marzo 2012
L'uomo era a bordo in sella alla sua Honda quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo ed è finito fuori strada. L'incidente è avvenuto nei pressi dello svincolo per Cozze in direzione Nord. Sul posto sono stati compiuti rilievi della polizia stradale.
Aggiornamento:Tragico schianto sulla SS16 all’altezza di Cozze.


Attorno alle ore 17.30 un centauro, che procedeva a bordo della sua Honda Hornet in direzione di Bari, ha perso la vita in seguito ad una fatale carambola. Per cause ancora da accertare il motociclista è dapprima finito sul New Jersey di cemento, poi è carambolato sul guard rail della parte opposta della strada finendo la sua drammatica corsa circa 200 metri più avanti. I rilevamenti sono stati effettuati dalla Polizia Stradale di Castellana Grotte.

Mario Basile 28 anni è morto.Fu massacrato a bastonate in via Guadagnoli

Arezzo, 30 marzo 2012 - E' morto Mario Basile, il ragazzo di 28 anni (nella foto) massacrato a bastonate nella notte fra mercoledì e giovedì in via Guadagnoli. Già in mattinata erano arrivate purtroppo le conferme sull'irreversibilità della situazione. E' poi iniziato il procedimento di legge per l'accaertamento della morte clinica, conclusosi da pochi minuti. E a breve è atteso l'annuncio della Asl senese.
Per il fatto di sangue si sospettano i moventi di droga. In questa parafrasi del titolo di un antico film di Lina Wertmuller c’è tutta la notte brava di via Guadagnoli che ha stroncato la vita di un ventottenne e ha portato in carecere uno spacciatore tunisino di 36 anni, Maidov Bubakar la cui posizione si è di colpo pesanetemente aggravata dopo il decesso del ferito che trasforma l'imputazione da tentato omicidio a omicidio.

Sullo sfondo il peggio delle notti aretine, delle ore buie e segrete di una città di provincia: la droga e l’alcool, la violenza e l’ubriachezza, il microcosmo di una criminalità che non si ferma mai, col suo sottobosco di clienti disposti a tutto, sia per una dose di coca che per una ragazza da difendere. Quello appunto che è i costato la vita a Mario Basile, 28 anni, da un paio d’anni residente a Subbiano ma di origine grossetana. Ha cercato di salvare la sua donna, 25 anni, tossica pure lei, dalle insidie del magrebino, ma la forza non gli è bastata e anzi gli si è rivoltata contro.

Comincia tutto all’una e mezzo di notte, quando la città che lavora, la città perbene, dorme o comunque è ben chiusa dentro casa. In via Guadagnoli, davanti al civico 9, dalla parte dell’Eden, fra le villette civettuole di un liberty poi modernizzato e i giardini che sono una delle tappe del calvario della droga. Basile e la fidanzata sono partiti da Subbiano, come spesso capita la sera, in cerca di cocaina, quasi l’unica ragione di due vite sbalestrate. La trovano appunto dal tunisino trentacinquenne, che ha un nome impronunciabile ma che nell’ambiente è ben noto come Ahmed. Una dose di droga che sta per passare di mano e tutto potrebbe finire lì, come in tante altre nottate simili, come in tanti altre storie che intessono la trama dell’Arezzo underground.

Invece il magrebino è ubriaco e sotto l’influsso dell’alcool perde ogni freno inibitorio. Comincia dunque a insidiare la ragazza. Con le parole, forse anche con le mani. A Basile si riscalda subito il sangue: la droga va bene, ma la donna, conosciuta in comunità, non gliela tocca nessuno. Che abbia un bastone, forse una spranga, fra le mani o che lo raccatti da terra, si scaglia contro Ahmed, che rimedia qualche colpo robusto fra la testa e il busto. Ma dei due, per quanto ubriaco, il più forte è proprio lo spacciatore. Ci mette un attimo a strappare l’arma improvvisata al ragazzo e a usarla contro di lui. In pochi attimi, fra urla, bestemmie ed insulti, lo massacra di bastonate, dinanzi alla fidanzata quasi inebetita per questa violenza da mucchio selvaggio. Poi scappa, mentre la gente di via Guadagnoli, svegliata dal rumore dello scontro, chiama il 118 e i carabinieri: «Correte, si stanno ammazzando».

Quando arriva una pattuglia del nucleo radiomobile dell’Arma, comandato dal capitano Massimo Planera, a terra c’è rimasto in un lago di sangue solo Basile con la ragazza a fianco. Ahmed è scappato in direzione di Saione, ma va poco lontano: le prime bastonate hanno fatto male anche a lui. Crolla in via Isonzo e anche qui qualcuno (forse gli amici di malavita) chiamano il 118. L’ambulanza lo porta all’ospedale dove si accorgono subito che non è grave, solo qualche contusione. I carabinieri intanto ricollegano i due episodi, ricostruzione che trova subito l’avallo di qualcosa che il magrebino aveva perso in via Guadagnoli. Anche la ragazza lo riconosce: è lui. E per Ahmed parlano pure i precedenti, compreso un obbligo di firma per il reato di spaccio. Non è un pezzo grosso della mala magrebina, ma i suoi affari li sa coltivare. Il resto arriva dallo sfondo droga e dal racconto della giovane: un incontro di spaccio degenerato in una rissa di strada per uno sguardo, una parola, un gesto sensuale di troppo. Anche di questo si può morire in un’ordinaria notte dell’Arezzo underground.

Federico Bruzzese 18 anni perde la vita in un incidente stradale a Sarzana, in provincia di La Spezia, in via Brigata Muccini

LA SPEZIA 30 Marzo 2012 Un giovane Federico Bruzzese 18enne ha perso la vita in un incidente stradale accaduto intorno alle 13.30 a Sarzana, in provincia di La Spezia, in via Brigata Muccini, mentre viaggiava a bordo di una moto.
Oltre al motociclo nell’incidente è rimasta coinvolta una vettura. Sul luogo dell’impatto mortale è intervenuta un ambulanza del 118 per prestare i primi soccorsi. Nonostante i
tentativi di rianimazione, Federico Bruzzese è morto dopo essere arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Sarzana. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine per eseguire i rilievi e ricostruire la dinamica dell’accaduto

Il ragazzo, era appena uscito dal liceo cittadino e si stava recando a casa a bordo del suo scooter quando, per cause ancora al vaglio dei carabinieri, è stato urtato da un'auto guidata da una donna di 75 anni.
Il fatto è accaduto in via Muccini, nel cuore della cittadina ligure. Le condizioni del giovane sono apparse subito gravi: sbalzato dalla moto, ha compiuto un volo di oltre quindici metri prima di atterrare violentemente contro l'asfalto.

Silvia Giovannetti, una ragazza di 32 anni morta 20 giorni dopo l'incidente per un embolia.

LUCCA, 30 marzo 2012 - «Guardando le foto avevamo tirato un sospiro di sollievo. Per lei sembravano solo fratture, era tornata a casa, invece dopo venti giorni, Silvia purtroppo è morta per un’embolia... Il miracolo non c’è stato. Ora siamo distrutti». E’ l’amaro sfogo di Enrico, il padre di Silvia Giovannetti, una ragazza di 32 anni morta mercoledì sera in casa a
Verciano, a tre settimane dall’incidente stradale in cui era rimasta ferita con fratture del bacino. Una tragica e sconcertante fine la sua. La Procura ha aperto un’inchiesta.

Silvia si è sentita male in casa intorno alle 19 di mercoledì, a Verciano. I familiari hanno chiamato subito i soccorsi, ma non c’è stato purtroppo nulla da fare. L’ambulanza l’ha immediatamente caricata e trasportata d’urgenza in ospedale, tentando l’impossibile, ma Silvia è deceduta durante la corsa verso il pronto soccorso. Secondo le prime ipotesi, la ragazza sarebbe deceduta per un’embolia polmonare conseguente alle fratture che aveva riportato in un pauroso incidente l’8 marzo scorso.Quel drammatico pomeriggio, intorno alle 15, Silvia era a bordo della vecchia «Fiat 500» condotta da un’amica (rimasta ferita a una gamba e al collo) che si era scontrata con una «Fiat Punto» guidata da una ragazza all’incrocio tra via delle Ville e via Lombarda a Lammari, in località «Osteria». Un incrocio ad alto rischio, dove gli scontri sono frequenti. Secondo gli accertamenti della Polizia municipale di Capannori, la «Punto» non avrebbe rispettato il semaforo rosso all’incrocio, centrando la «500» e facendola rovesciare su se stessa. Nell’incidente Silvia aveva riportato due fratture al bacino, ma era sempre rimasta cosciente. Per quelle fratture non poteva essere ingessata e quindi era stata dimessa dopo qualche giorno dal Campo di Marte. Da allora era rimasta sempre a letto a casa dei genitori a Verciano. Le veniva somministrata calciparina per evitare il rischio trombosi.


«Siamo distrutti — sottolinea il padre Enrico — ma anche amareggiati dal comportamento della donna al volante dell’altra vettura: non si è mai fatta sentire per sapere come stava nostra figlia... Ora vogliamo che sia fatta chiarezza sulla sua morte». La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Per fare piena luce sulle cause della tragedia e sull’eventuale legame di causa-effetto con l’incidente stradale di tre settimane fa, oggi si terrà l’autopsia sulla salma. Ad effettuarla sarà il medico legale Marco Di Paolo, incaricato dal sostituto procuratore Antonio Mariotti, alla presenza del dottor Stefano Pierotti a tutela della famiglia Giovannetti. Se tutto procederà secondo le previsioni, i funerali della povera ragazza dovrebbero tenersi domani alle ore 18 nella chiesa di Verciano. Silvia era attualmente disoccupata, dopo aver lavorato per un certo tempo come rappresentante. Aveva frequentato il liceo scientifico Vallisneri di Lucca ed era fidanzata con Rudy Guidi. Figlia unica, lascia nel dolore anche il padre Enrico e la madre Iva Baldaccini. Ai familiari le nostre condoglianze.

ADDIO FRANCESCO MANCINI,44 ANNI EX PORTIERE DEL FOGGIA DI ZEMAN

PESCARA 30 Marzo 2012 È morto nel pomeriggio nella sua casa di via Gobetti a Pescara, a causa di un improvviso malore, Francesco Mancini, preparatore dei portieri del Pescara ed ex n.1 del Foggia dei miracoli di Zeman. Mancini, 44 anni, questa mattina aveva diretto regolarmente l'allenamento della squadra biancazzurra assieme al tecnico boemo, prima di rientrare nella sua abitazione, dove poi si è sentito male.

Soccorso dai sanitari del 118, è deceduto prima di essere trasportato in ospedale. L'ex portiere, da diversi anni braccio destro di Zeman, aveva militato da giocatore nella Lazio e nel Napoli. Ha indossato anche le maglie di Matera, Bisceglie, Bari, Napoli, Pisa, Sambenedettese, Teramo, Salernitana, Martina e Fortis Trani

Valentina Fais,29 anni tatuatrice di Samassi perde la vita finendo fuori strada

Samassi(Cagliari) 30 Marzo 2012.La giovane di 29 anni stava rientrando a casa da Villacidro dopo il lavoro. Ancora sconosciute le cause dell'incidente.
Una tatuatrice di 29 anni anni, Valentina Fais, di Samassi, ha perso la vita ieri in tarda serata dopo essere uscita fuori strada con la propria auto.

L'incidente è avvenuto sulla provinciale Villacidro-Samassi, in un rettilineo tra il quarto e il quinto chilometro, presumibilmente intorno alle 22,15, perché poco prima la giovane aveva chiamato per avvertire di star rientrando, dopo il lavoro. La donna era titolare di un laboratorio di tatuaggi a Villacidro, ma viveva con la madre e due sorelle a Samassi.
Non vedendola rientrare, il fidanzato è uscito a cercarla con alcuni amici. Poco dopo l'amara scoperta: l'auto di Valentina in un fossato a bordo strada. Inutili i tentativi di soccorso del 118 e l'intervento di vigili del fuoco e carabinieri. La giovane era già morta.
Ancora da accertare la dinamica dell'incidente. Mentre sembra da escludersi uno scontro con un altro veicolo, qualunque altra ipotesi resta al vaglio degli inquirenti. A tradire Valentina potrebbe essere stato un malore o un colpo di sonno, ma anche un guasto meccanico, una luce abbagliente troppo intensa, o l'attraversamento di un animale. Sull'asfalto ci sono segni di frenate.

Gaetana Lombardo, 40 annimuore in incidente stradale a Vittoria

Gela 30 Marzo 2012.Una donna di Niscemi, Gaetana Lombardo, 40 anni, è morta in un incidente avvenuto stamani sulla strada statale 115, nel tratto che da Vittoria porta a Gela. La donna viaggiava al volante di una Fiat Uno in direzione Vittoria, dove lavorava in unmagazzino ortofrutticolo, per cause tutt’ora al vaglio degli inquirenti, all’altezza del ponte di Dirillo, forse a causa dell’elevata velocità o del cattivo stato degli pneumatici, ha perso il controllo del proprio mezzo che è sbandato andando a schiantarsi contro un muretto a secco.

E’ stato necessario l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco per estrarre la donna dalle lamiere del veicolo. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Trasportata in elisoccorso al Sant’Elia di Caltanissetta, è deceduta poche ore dopo il ricovero

Goffredo Macolino 76enne ucciso da un pirata della strada individuato

PADOVA 30 marzo 2012 Identificato il pirata della strada che, mercoledì alle 18.40, in via Vicenza a Padova, ha investito e ucciso il pensionato di 76 anni Goffredo Macolino. L’uomo, che ha un vantaggio sugli inquirenti di 24 ore, potrebbe essere già all’estero. Le indagini, affidate dal pm Benedetto Roberti ai carabinieri del Nucleo investigativo coordinati dal tenente colonnello Francesco Rastelli, si stanno concentrando su più punti.
Gli uomini dell’Arma, con la sezione Scientifica, stanno analizzando il Suv Toyota Rav 4 (sotto sequestro), rubato a San Giorgio in Bosco (Padova) il 22 marzo in via Valsugana 16 a un falegname, che ha travolto e trascinato per almeno una decina di metri l’anziano che stava attraversando via Tirana sulle strisce. La macchina già prima dell’impatto mortale era senza parte del paraurti, perchè i ladri rubandola erano andati a sbattere sul cancello elettrico dell’abitazione in cui erano entrati. I carabinieri hanno raccolto molte impronte e alcune tracce ematiche lasciate dal conducente sull’airbag, che è esploso nello scontro con una Porsche Carrera e una Ford station wagon. Tutte prove che sono state spedite al Ris di Parma, ma che indicano una sola persona. Gli uomini dell’Arma stanno anche visionando diversi sistemi di videosorveglianza presenti sia in città e sia in provincia.


Gli obiettivi principali sono le telecamere dei varchi e gli occhi elettronici presenti nei caselli autostradali. Gli inquirenti hanno anche raccolto la testimonianza di molte persone che hanno assistito all’incidente.
Gli uomini del Nucleo investigativo stanno poi cercando di capire il perché della fuga da parte del conducente. Il pirata della strada si è lanciato a tutta velocità in contromano lungo via Tirana, nel tentativo di immettersi sul cavalcavia Chiesanuova, senza un motivo apparente. In zona infatti non si sono registrati atti criminali come furti, rapine o borseggi. L’unica possibilità è che l’uomo si sia spaventato. Forse ha incrociato una pattuglia dei carabinieri o della polizia impegnata nel controllo del territorio. Sulle sue tracce ci sono anche due squadre dei vigili urbani.
Intanto i carabinieri stanno passando al setaccio Padova e provincia. Ieri hanno arrestato l’albanese di 27 anni Fitim Dardha, perchè nella sua abitazione hanno trovato e sequestrato una pistola beretta calibro 7,65 con matricola abrasa completa di caricatore con cinque colpi. Dardha deve rispondere del reato di detenzione illegale di armi da sparo. Gli uomini dell’Arma non stanno cercando solo il pirata della strada, ma anche i suoi eventuali complici che lo stanno aiutando nella fuga.

Ernesto Esquilino 54 anni muore in un incidente a Penne

PESCARA 30 marzo 2012 Un uomo di 54 anni, Ernesto Esquilino è morto in un incidente stradale accaduto in provincia di Pescara, alle 13, lungo la strada provinciale che collega Penne a Farindola.
L’uomo ha perso la vita mentre circolava in bicicletta. Secondo i primi accertamenti il 54enne avrebbe perso l’equilibrio mentre si trovava in un tratto di strada in discesa, scontrandosi con una Y10 che viaggiava in senso opposto. Sulla dinamica dell’incidente e le cause dell’impatto indagano le forze dell’ordine.


Subito soccorso in eliambulanza, Ernesto Esquilino è stato portato in gravi condizioni all’ospedale di Pesacara, dov’è deceduto.

Addio Olimpia Cavalli, lavorò con Totò

Roma 30 marzo 2012 È morta a Roma a 81 anni l’attrice piacentina Olimpia Cavalli. Nella sua carriera, teatro d’avanspettacolo con Macario e tanti film al fianco di Totò, Vittorio De Sica, Walter Chiari e Ugo Tognazzi.
Tra i più importanti, I due marescialli di Sergio Corbucci, Il Gattopardo di Luchino Visconti e La cambiale di Camillo Mastrocinque. Sposata con l’ingegnere romano Sergio Callegari, era uscita di scena ancora giovane per dedicarsi totalmente alla famiglia.


In teatro, Olimpia Cavalli aveva lavorato, in particolare all’ Ambra Jovinelli di Roma accanto a Macario, dove conobbe il futuro marito titolare del celebre teatro romano. I funerali si terranno sabato alle 10 nella chiesa SS. Pietro e Paolo di Roma.

Teresa Sunna, la 28enne morta il 24 marzo scorso dopo avere ingerito nitrito di sodio,in centinaia al funerale

TRANI 30 marzo 2012 Almeno 300 persone oggi pomeriggio hanno partecipato a Trani ai funerali di Teresa Sunna, la 28enne morta il 24 marzo scorso dopo avere ingerito nitrito di sodio etichettato come sorbitolo prima di sottoporsi, in uno studio medico privato di Barletta, al Breath test per rilevare eventuali intolleranze alimentari. I
funerali sono stati celebrati nella chiesa dei Santissimi Angeli Custodi di Trani dal sacerdote Mimmo De Toma.
Nell'omelia il prete si è soffermato sulla «rabbia per una morte ancor più grande quando c'è la mano umana, quando è colpa di qualcuno, di chi sia - ha detto - lo diranno i giudici, ricordiamo che spesso la vita degli altri è nelle nostre mani».
Gli amici di Teresa hanno letto un biglietto nel quale hanno ricordato quanta forza dava loro quella ragazza nei momenti più difficili e che, oggi, era strano «parlare di lei» perchè loro erano abituati a «parlare con lei». Infine il saluto, non un addio, con la frase che Teresa Sunna usava per salutare gli amici: «Oh ci sentiamo, mi raccomando».


La bara della giovane, di colore marrone con la sua fotografia poggiata sopra, era circondata da fiori, la maggior parte dei quali bianchi. Fra le corone quella del fidanzato Saverio.

Giorgio Binci 67enne,ha accoltellato il figlio di 27 al fianco sinistro e poi, uscito sul pianerottolo, si è conficcato la stessa arma al petto muore

ANCONA 30 marzo 2012 Al culmine di un violento litigio, un uomo di 61 anni ha accoltellato il figlio di 27 al fianco sinistro e poi, uscito sul pianerottolo, si è conficcato la stessa arma al petto all'altezza del cuore ed è morto. È successo la scorsa notte a Osimo, in via Cellini. È intervenuta la polizia dopo la segnalazione di una lite.

Il sessantunenne si chiamava Giorgio Binci. I poliziotti hanno trovato il corpo del padre sul pianerottolo, al secondo piano, con il coltello ancora nel torace. Il figlio Alberto era invece nell'appartamento con un ferita sanguinante al fianco. Dal racconto del giovane e da quello di alcuni vicini che erano presenti, gli agenti hanno ricostruito la dinamica del fatto.
Il sessantunenne soffriva da tempo di sindrome depressiva e sarebbe stata questa a far scattare il litigio e l'aggressione.


Dopo le prime cure da parte del 118, Alberto Binci è stato trasportato all'ospedale di Torrette di Ancona e sottoposto ad un intervento chirurgico.
La salma del padre è stata invece sottoposta a ispezione cadaverica su disposizione del pm di Ancona Marco Pucilli e si trova ora nella camera mortuaria, sempre del nososocomio di Torrette.

DEPRESSO, MA MAI VIOLENTO Non aveva mai attuato gesti violenti o autolesionistici Giorgio Binci, il sessantunenne di Osimo che ieri sera durante una lite ha accoltellato il figlio di 27 anni Alberto, che viveva con lui in un appartamento al secondo piano in via Cellini. L'uomo, separato dalla moglie da una quindicina d'anni, soffriva da tempo di depressione, tanto che era andato in pensione anticipatamente per malattia. Nonostante questo, però, non aveva mai dato segni di particolari problemi. Almeno fino a ieri sera quando, secondo quanto ha ricostruito la polizia, il rifiuto del padre di prendere i soliti farmaci antidepressivi avrebbe innescato un diverbio con il figlio, che lavora come cuoco, culminato nell'aggressione e nel suicidio. Giorgio Binci ha afferrato un coltello da cucina di grosse dimensioni che era in casa e, dopo avere colpito Alberto, è uscito sul pianerottolo e si è conficcato l'arma nel petto, reggendola con due mani. Il medico legale che ha effettuato la prima ricognizione cadaverica, Adriano Tagliabracci, non ha rimosso il coltello in attesa dell'autopsia, ma ha valutato che la lama, probabilmente lunga una quindicina di centimetri a giudicare dal manico, abbia quasi perforato il torace da parte a parte.

Dennis Weichel, 29 anni, morto in Afghanistan per salvare la vita a una giovane del posto

KABUL 30 marzo 2012 Il sacrificio del soldato per la ragazza. I media statunitensi oggi dedicano spazio alla morte del militare Dennis Weichel, 29 anni, morto in Afghanistan per salvare la vita a una giovane del posto. Dennis, padre di tre figli, ha evitato che la ragazza venisse schiacciata da un camion, ma a morire è stato lui. travolto dallo stesso mezzo di trasporto. L'incidente è avvenuto nella provincia di Laghman, quando Weichel, alla guida di un mezzo militare, si era fermato per far spostare dei bambini che stavano raccogliendo dei bossoli al centro della carreggiata.


Nel frattempo è sopraggiunta la giovane, che inavvertitamente era tornata sulla strada e stava per essere travolta da un Mrap, un camion utilizzato per proteggere le truppe dalle bombe. Il militare si è lanciato per salvare la donna, finendo lui stesso investito. Weichel, originario di Rhode Island, era arrivato in Afghanistan da circa due settimane.


giovedì 29 marzo 2012

Vincenza Sarnacchiaro soffocata in casa con un cuscino.Rapina finita male

NAPOLI 29 MARZO 2012 La casa a soqquadro, lei senza vita, un cuscino pigiato sul volto; al di sotto la bocca spalancata: i segni, più che evidenti di una morte provocata da soffocamento : omicidio. Così è stata trovata dagli agenti della prima volante del commissariato Dante, coordinato dal vicequestore Raffaele Pelliccia, Vincenza Sarnacchiaro, 93 anni (nata il 16 novembre 1918) nella sua casa di via San Giuseppe dei Nudi 61, a ridosso di piazza Dante, professoressa di matematica in pensione.

Gli inquirenti stanno adesso cercando di ricostruire la dinamica dell'accaduto, ascoltando i vicini e ricostruendo anche l'ambito familiare dell'anziana donna. Al momento è stato accertato soltanto che, pochi giorni fa, le era stata sostituita la serratura della porta d'ingresso dell'abitazione. Da questo particolare partono le indagini. Sul posto gli specialisti della polizia scientifica, con la dirigente Fabiola Mancone, e gli uomini della squadra mobile con il dirigente Andrea Curtale.

Gli inquirenti, nel corso della raccolta di testimonianze, hanno chiarito il motivo del cambio della serratura della porta di casa della signora Sarnacchiaro. Secondo quanto raccontato dagli abitanti del quartiere, giorni fa Vincenza aveva fatto salire in casa una ragazza - forse una nomade specificano nel quartiere - che chiedeva l'elemosina. A lei la signora Sarnacchiaro aveva dato cinque euro. Andata via la ragazza Vincenza scopre però che erano scomparse le chiavi di casa: nella stessa giornata la signora aveva chiesto l'intervento di un fabbro che le aveva cambiato la serratura. Il soqquadro trovato dagli inquirenti, in un ambiente dalle precarie condizioni igieniche, fa pensare a una ricerca di preziosi e danaro da parte di chi non aveva dimestichezza con la casa; ma potrebbe trattarsi anche di una simulazione.

A dare l'allarme un nipote di “nonna Vincenza dei colombi”, com'era chiamata nel quartiere, unico parente che si vedeva spesso e con il quale l'anziana si recava a ritirare la sua magra pensione. Intorno alle 10 di questa mattina l'uomo sarebbe giunto nel piccolo appartamento al piano ammezzato di via san Giuseppe dei Nudi 61 e avrebbe trovato il portone aperto. Non già il portone che consente l'accesso allo stabile, ma un portoncino attiguo, che si apre sulla scalinata attraverso la quale si accede unicamente all'appartamento di Vincenza Sarnacchiaro. L'uomo, meravigliato per il particolare, è comunque entrato e ha raggiunto l'ingresso della casa. E anche qui una sorpresa: porta aperta e visibili segni di effrazione. Il nipote di Vincenza non ha esitato a spingere la porta e a entrare, facendo la drammatica scoperta e inquinando quel tanto che basta la scena del crimine. Ha subito dato l'allarme al 113 e ha atteso l'arrivo della polizia che, poco dopo ha provveduto a raccogliere e verbalizzare la sua testimonianza.

Vincenza, nonostante l'avanzata età, viveva da sola. Mai sposata, ha dedicato la sua vita all'insegnamento: era stata una stimata professoressa di matematica. Poi la pensione e una nuova passione: l'accudimento dei piccioni ai quali ogni mattina, con incredibile precisione, dava il cibo per poi scendere da casa e ripulire il tratto di strada sotto i suoi due balconi. Cosa che ha fatto anche questa mattina. Vincenza, infatti, alle 5 era viva e vegeta, come afferma un testimone e che, come accadeva quasi tutte le mattine, l'ha salutata proprio mentre, affacciata al balcone, dava il pane raffermo ai colombi. Quindi l'assassino (o gli assassini?) avrebbe agito sicuramente dopo, tra le 5 e le 10, minuto più, minuto meno, secondo la telefonata giunta al 113. Un caso fortuito, oppure di proposito il malvivente ha atteso che venisse ultimato il rito dei piccioni per poi entrare in azione? La linea temporale che traccerranno gli esperti nella ricerca di tracce della polizia scientifica, chiariranno l'arcano.

E nella tragedia una complicazione. All'arrivo della polizia mortuaria per il trasferimento della salma si scopre che le dimensioni della bara metallica sono superiori allo spazio del vano scale e dei varchi. La salma della povera signora Vincenza è stata agagiata in una coperta con la quale è stata trasportata in strada e soltanto allora sistemata nell'apposito contenitore.

Un 66 enne si schianta contro una cancellata perdendo la vita.Colpito da improvviso malore

Ancona, 29 marzo 2012 - Ha avuto un malore, forse un infarto, mentre era alla guida della sua auto. I.C di 66 anni è morto dopo aver invaso la corsia di marcia andando a sbattere contro una cancellata che fa da perimetro al parcheggio di un supermercato.
L’incidente è avvenuto in via Primo Maggio ad Ancona, nei pressi della zona industriale Baraccola.

A prestare le prime cure all’uomo sono stati una cassiera del market e un medico che si trovava di passaggio lungo la strada. Avvisato il 118, sul posto sono intervenute le ambulanze. All’automobilista è stato praticato un lungo massaggio cardiaco ma, dopo circa venti minuti l’uomo è deceduto. Sul luogo, impegnati nei rilievi di rito, sono giunti i vigili urbani.

Ionel Vatra 34 anni operaio muore in un cantiere edile per il crollo di un muro

Grosseto, 29 marzo 2012 - Incidente sul lavoro a Follonica. Un operaio e' morto in un cantiere edile mentre stava lavorando. Fatale il crollo del muro che lo ha schiacciato. Sul posto e' intervenuto anche l'elicottero Pegaso del 118 ma, all'arrivo dei sanitari, l'uomo era gia' morto. Si chiamava Ionel Vatra, aveva 34 anni ed era di nazionalita' romeno, l'operaio morto in un cantiere edile nel quartiere di Pratoranieri.

L'uomo, che stava ristrutturando una casa, e' morto sotto il peso di un muro che lo ha travolto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118.

Matthew Barclay,15 anni membro del club di surf Maroochydore muore in acqua.Sconvolta l'Australia

SIDNEY 29 Marzo 2012 E' morto a soli 14 anni, durante una gara, mentre faceva ciò che amava, il surf. Ha perso la vita nell'Oceano Pacifico Matthew Barclay, membro del club di surf Maroochydore, che durante una gara per surfisti under 15, ieri pomeriggio, è scomparso in acqua, per poi riaffiorare soltanto oggi.

La gara si svolgeva sulla spiaggia Kurrawa, pochi chilometri a nord di Brisbane: Matthew è il terzo a morire dal '96, il secondo negli ultimi tre anni. La sua morte ha sconvolto l'Australia, che si chiede come sia possibile morire facendo surf.
Matthew, una vera promessa, aveva conquistato due medaglie d'oro nei campionati juniores del Queensland, solo due settimane fa.

Gilberto Morelli, 50 anni arrestato perchè ha spinto la moglie Alfina Grande dal balcone.Uccidendola

Torino 29 Marzo 2012.Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Torino hanno fermato con l'accusa di omicidio Gilberto Morelli, 50 anni, marito di Alfina Grande, la donna di 44 anni morta dopo una caduta dal balcone di casa la scorsa notte. Stando a una prima ricostruzione, l'uomo l'avrebbe spinta giù al termine di un litigio. Morelli, era tornato a vivere con la moglie un anno fa dopo un periodo di separazione. Gli agenti lo hanno trovato a guardare la televisione.

Morelli ha raccontato alla Polizia che la moglie si era gettata da sola dal balcone mentre lui guardava la televisione. Tuttavia, la sua versione contrastava con il racconto dei vicini di casa, che hanno detto di avere sentito un rumoroso litigio conclusosi con la frase di un uomo che diceva "E adesso vattene via!" seguito dalla caduta della donna. All'interno dell'appartamento, inoltre, i poliziotti hanno trovato segni evidenti di una colluttazione.
La coppia, hanno raccontato sempre i vicini, era solita litigare, anche nel cuore della notte, e per un certo periodo era stata separata. L'uomo - fanno sapere gli investigatori - ha respinto ogni addebito.

Il Fatto:Gli agenti hanno fermato con l'accusa di omicidio Gilberto Morelli, 50 anni, ex marito della donna. L'uomo l'avrebbe spinta giù al termine dell'ennesimo litigio. Morelli, con problemi di alcolismo, era tornato a vivere con la moglie un anno fa, dopo un periodo di separazione. I poliziotti, chiamati dall'inquilino di un palazzo vicino che ha visto la vittima mentre precipitava, lo hanno trovato a guardare la televisione. L'uomo ha respiunto ogni addebito. Ha raccontato alla Polizia che la moglie si era gettata da sola dal balcone mentre lui guardava la televisione. Tuttavia, la sua versione contrastava con il racconto dei vicini di casa, che hanno detto di avere sentito un rumoroso litigio conclusosi con la frase di un uomo che diceva "E adesso vattene via!" seguito dalla caduta della donna. All'interno dell'appartamento, inoltre, i poliziotti hanno trovato segni evidenti di una colluttazione.La coppia, hanno raccontato sempre i vicini, era solita litigare, anche nel cuore della notte, e per un certo periodo era stata separata.La donna in passato aveva denunciato per maltrattamenti l'uomo, disoccupato e con problemi di alcolismo, con il quale era ancora oggi sposata tanto che a
suo carico era stato emesso un provvedimento che gli vietava di avvicinarsi alla vittima. Circa un anno fa, però, la donna lo aveva ripreso in casa e le liti erano riprese. La donna aveva anche due figli avuti da un precedente matrimonio che vivono con l'ex marito.

Giuseppe Saracino 36 enne Incidente sulla Lecce-Brindisi perde la vita

LECCE 29 marzo 2012 Ha trovato la morte a poche decine di metri dal tratto più insidioso della superstrada Lecce-Brindisi. Giuseppe Saracino, 36 anni, di Calimera, è deceduto dopo essere stato sbalzato fuori dall’abitacolo della sua Ford Ka.
Un volo che si è portato via la sua vita in un attimo. Lo schianto è avvenuto ieri
sera verso le nove nel tratto fra gli svincoli di Squinzano e di Torchiarolo caratterizzati da un curvone destro cieco che consiglia di alzare il piede dell’acceleratore anche a chi sta guidando senza superare il limite di 110 km/h. La sua Ka ha distrutto una vasta porzione di guardarail sul tratto di rettilineo prossimo al curvone. L’impatto è stato violentissimo e non è bastato l’airbag o la cintura di sicurezza a contenere le lesioni che non hanno lasciato scampo a questo ragazzo sposato e padre di due bimbe in tenera età: per cause ancora in fase di accertamento dalla polizia Stradale, Saracino è stato scaraventato fuori dall’abitacolo finendo sull’asfalto.


Nell’incidente sono rimasti coinvolti altri tre automobilisti ma restando praticamente illesi. Sono due baresi a bordo di una Fiat Nuova Punto ed un giovane di San Pietro Vernotico alla guida di una Audi A4. Il personale delle ambulanze del 118 non ha avuto bisogno di fare altro se non un rapido controllo sullo stato di salute di queste tre persone, senza bisogno di trasportarle in ospedale e sottoporle ad accertamenti più approfonditi.

Le loro testimonianze sono state alla base della dinamica di questa tragedia ricostruita dai poliziotti della Stradale. Nulla di definitivo, dunque, e come accade in incidenti di questa gravità sarà poi un consulente incaricato dalla Procura a fare tutti gli approfondimenti del caso per capire se ci siano dei responsabili e quale ruolo potrebbero aver avuto. Ed in questa prospettiva sono state sequestrate le tre macchine coinvolte nell’incidente.
In attesa di questi ulteriori sviluppi dell’inchiesta avviata per omicidio colposo dal pubblico ministero di turno, Donatina Buffelli, le prime informazioni raccolte dagli investigatori mettono in conto che Saracino potrebbe aver perso da solo il controllo della sua Ford Ka in fase di sorpasso. Proprio in prossimità del curvone a destra, la macchina avrebbe avuto un comportamento anomalo che poi avrebbe finito per coinvolgere la Grande Punto e la Audi A4.

Sulla prima macchina i segni dell’impatto sulla parte anteriore destra. La Ka è andata sbattere sul guardrail distruggendo il cofano motore, il parabrezza ed anche il pianale fino ai sedili posteriori.
Il traffico è stato deviato sulla corsia di sorpasso in attesa che il magistrato desse il nulla-osta per rimuovere il corpo della vittima ed i mezzi.

"POTREBBE ESSERE IL PICCOLO CLAUDIO" il cadavere trovato nel tevere.Lanciato dal padre Franceschelli Patrizio

ROMA 29 Marzo 2012 Il corpo di un bimbo è stato trovato intorno alle 15 nel Tevere, a Fiumicino. Non si esclude che possa trattarsi del piccolo Claudio lanciato dal padre Patrizio Franceschelli nel Tevere da ponte Mazzini (che dista più di 15 km) lo scorso febbraio.


Il 4 febbraio a ponte Mazzini, un uomo di 26 anni, romano con un precedente per spaccio, gettò nel Tevere il figlio, dopo averlo strappato ai familiari della ex compagna, ricoverata in ospedale. A recuperare il corpo a Fiumicino stanno lavorando la polizia fluviale, i vigili del fuoco e il 118.
Ecco Cosa successe quel giorno.Leggi la notizia

Goffredo Macolino sta tornado a casa dopo aver fatto la spesa.Ucciso da un pirata della strada su un auto rubata

PADOVA 29 Marzo 2012 Come un proiettile impazzito una Toyota Rav4 rubata imbocca una via in contromano e travolge un uomo scontrandosi poi con altre due auto. VIDEO: IL LUOGO DELLO SCONTRO POCHI MINUTI DOPO L’INCIDENTE. La vita di Goffredo Macolino, pensionato 77enne padovano, è stata spezzata in pochi istanti nel pomeriggio di ieri. Il responsabile è fuggito a piedi e in città è caccia all’uomo.
L’incidente a Padova, a pochi passi dalla tangenziale ovest. Via Vicenza fa da cerniera tra la grande viabilità e il centro cittadino e all’ora dell’incidente, le 18.40, è molto trafficata.

Goffredo Macolino sta tornado a casa dopo aver fatto la spesa. Abita in via Tirana, una laterale dell’arteria, anche oggi è piedi. Improvvisamente un’auto – si scoprirà poi che è stata rubata a Tombolo un mese e mezzo fa – si avvicina. E’ in contromano, e sfreccia a folle velocità. L’auto sbatte nel cordolo dove è appoggiato il cartello di divieto di accesso e lo abbatte. Dopo pochi metri travolge il pensionato, trascinandolo per metri. GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA.
La Toyota si fionda come un proiettile contro due auto in coda in via Vicenza. Una Porsche con a bordo un professionista e una Focus con una famiglia: l’uomo risulterà ferito, la famiglia sotto choc verrà portata in ospedale. I SOCCORSI AL LAVORO IN VIA VICENZA. Subito dopo l’incidente il conducente scende dall’auto e si dà alla fuga a piedi. In tutta Padova è caccia all’uomo. Si cerca un ragazzo sui 30 anni, alto 1,70, corporatura normale, capelli corti, jeans, maglia a maniche lunghe con delle strisce.
In via Vicenza resta lo sgomento dei passanti: “un incidente così non si era mai visto” commentano. Rimane soprattutto il dolore della famiglia Macolino. Il pensionato aveva lavorato alle Poste centrali di Padova, aveva 3 figli e molti nipoti. Conosciuto anche in parrocchia, era ben voluto da tutti

Addio Giovanni Rizzuto, 61 anni, caporedattore centrale del Giornale di Sicilia

PALERMO. 29 Marzo 2012 E' morto stamane a Palermo il giornalista Giovanni Rizzuto, 61 anni, caporedattore centrale del Giornale di Sicilia. Da qualche mese era malato. Ieri l'Ordine dei giornalisti di Sicilia gli aveva assegnato la medaglia per i 35 anni di iscrizione, un riconoscimento che
gli sarebbe stato consegnato sabato prossimo nel corso dell'assemblea dell'Ordine.

Alla famiglia di Giovanni va il cordoglio di Gaetano La Mantia e Marco Volpe, e dei collaboratori di Ep Media e di http://www.gds.it/
il ricordo di Daniele Billitteri:
Giovanni Rizzuto era come un’ombra che frequentava l’orizzonte degli eventi occupandone non visto le prime linee. E in prima linea se n’è andato. Sino a sabato scorso era al giornale a lavorare.Sotto certi aspetti non parlava molto. Praticava con gusto un po’ retrò la sentenza secondo la quale «la meglio parola è quella che non si dice». Credo che gli sarebbe piaciuto che la sua immagine fosse associata a quella di un vecchio contadino o di un vecchio pescatore. Gente di poche parole anche loro.Qui vogliono un «pezzo» sul giornalista. Allora basterebbero poche frasi: aveva 61 anni e aveva cominciato a fare il giornalista a 18. Era bravo, uno dei più bravi, conosceva tutto e tutti, poteva parlare di politica e di supermercati, di banche e di bancarelle. Aveva esilaranti idiosincrasie: per i «puntunieri», per i sindacalisti, per i morti di fame assistiti, per gli ammortizzatori sociali. Ma nel mestiere aveva fatto di tutto e sempre a un livello alto e con un ritmo che si potrebbe dire sincopato, come in certi pezzi jazz dove la musica sembra sempre restare a metà ma è proprio quello che dà l’armonia complessiva. Ma che abbiamo raccontato di Giovanni Rizzuto quando abbiamo detto che ha cominciato al giornale L’Ora nei primissimi mesi del 1970? Lì ben presto cominciò ad occuparsi di politica regionale e i grandi maestri certo non mancavano. Si chiamavano Angelo Arisco, Marcello Cimino, Giuliana Saladino, Salvo Licata, Mario Genco, Bruno Carbone, Aldo Costa, Nino Sofia. E che «asilo» cresceva con cotanti maestri: Giovanni, Antonio Calabrò. Giacomo Galante, Peppino Sottile, Marcello Sorgi, Claudia Mirto, Tano Gullo. Perfino io.E che potremmo dire del suo passaggio al Giornale di Sicilia, chiamato dall’allora direttore Lino Rizzi? Lunghissima carriera: cronista di nera, responsabile di pagine provinciali, capo delle Province, capo del settore interni ed esteri poi, da lunghi anni, caporedattore centrale.Servizio permanente effettivo: difficile trovare la sua scrivania vuota. Era sempre lì ed è lì che lo abbiamo visto invecchiare, arrivare improvvisamente con gli occhiali da vicino che addirittura la sera lasciava sulla scrivania. E la malattia, meno di un anno fa. Mai un cedimento all’autocommiserazione. Parola d’ordine: sobrietà.Il giornalista è tutto qui. Vi pare poco? Vi sembra biografia avara? Avreste voluto leggere di infinite «cavigghie», di vicinanze con la politica politicante. Spiacente: Giovanni aveva solo amici, neanche tantissimi, ma con la gente tendeva a costruire rapporti schietti dove, ancora, non servissero tante parole, tante spiegazioni. Un sistema da società arcaica, al più da consorzio agricolo.Era nato a Palermo ma il padre era di Cattolica Eraclea. Ed ecco rintracciato il suo legame con l’ambiente contadino. Era fiero di sapere guidare un trattore e di spegnere gli incendi estivi... coi fiammiferi spiegando come funzionava la sorprendete tecnica dello «stagliafuoco» che doma le fiamme col fuoco.Ma all’inizio degli anni Settanta chi frequentava troppo la campagna era «antico». A mare bisognava andare. E Giovanni si partiva per Marettimo e si imbarcava coi pescatori e mancava due o tre giorni. Che faceva? Imparava: palamiti, tremmagghi, esche. Poi tornava e gli toccava la parte. In natura: ceste di pesce.A sedici anni, arrivato a Palermo era approdato alla Federazione giovanile comunista. Segretario regionale del Pci era Emanuele Macaluso che sarebbe diventato suo amico. Giovanni non si metteva mai in gioco per praticare rigagnoli, per vivere una militanza tiepida. Così andò ad occupare, con gli operai che rischiavano il licenziamento, gli stabilimenti della Keller al rione Montegrappa. E, in occasione del terremoto del gennaio del 1968, partì per Santa Margherita Belice, giovane volontario. Dopo una settimana era direttore di un ospedale da campo.Tutte esperienze che avrebbe messo all’incasso facendo il giornalista. Refrattario alle passioni dell’ideologia ma non per questo cinico convinto di essere «titolare» della verità. Sospettoso per tutto ciò che «va per la maggiore», frequentava le nicchie senza spocchia ma con l’orgoglio di chi non si fa omologare. Così è stato da cronista, così da dirigente ma senza mai perdere il gusto per lo sberleffo. Le riunioni dei capiservizio per pianificare il giornale erano addirittura divertenti e Giovanni non si tirava indietro quando lo provocavamo sui sindacalisti o sui magistrati.Malocarattere, sicuro. Non era facile. Ma lui e io ci conoscevamo da 43 anni, vissuti gomito a gomito fuori e dentro il mestiere. Troppe risate ci siamo fatti, troppe volte ci siamo cazziati a briscola in cinque nel corso di serate estive indimenticabili. L’ho sentito l’ultima volta una settimana fa. Ma un mese fa ci siamo incontrati al supermercato. Due chiacchiere guardando etichette di passato di pomodoro. Mi disse: tu che sai mettere mano a cucina, com’è stu sucu? E io, che conoscevo il suo gusto per la battuta, gli risposi: pasta picca e suca assai. Si mise a ridere, poi guardò e mi disse: ma ti pare giusto che devo morire? No, mi pare sbagliatissimo.

Concetta A. 64 anni è morta a Genova ventiquattro ore dopo essere stata dimessa dall'ospedale nel quale si era fatta rimuovere le protesi al seno

Genova 29 marzo 2012 Una donna di 64 anni è morta a Genova ventiquattro ore dopo essere stata dimessa dall'ospedale nel quale si era fatta rimuovere le protesi al seno che si era fatta applicare 16 anni prima. Sulla vicenda indagano i carabinieri che dovranno
verificare se possa esserci una relazione tra le protesi e la causa del decesso. Il sostituto procuratore della Repubblica di Genova, Francesco Pinto, ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo.
Concetta A., che viveva nel quartiere di Marassi, si era fatta applicare delle protesi al seno nel 1996, quando aveva 49 anni. Nei giorni scorsi però aveva deciso che alla sua età quei seni erano ormai eccessivi, e aveva deciso di far rimuovere le protesi all'ospedale San Martino.


Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la donna aveva scelto l'intervento di rimozione perché le protesi erano "scadute", e dovevano essere quindi rimosse. Subito dopo l'operazione si è sentita male, al punto da dover essere ricoverata in rianimazione.

In un primo momento le sue condizioni erano migliorare, tanto che domenica scorsa la paziente era stata dimessa. Ma, una volta rientrata nella sua abitazione, ha cominciato nuovamente a sentirsi male e, 24 ore dopo essere tornata a casa, è morta per una forma di pleurite fulminante.

L.Z., rodigino di 24 anni, studente universitario a Padova si uccide per una delusione d' amore

ROVIGO 29 marzo 2012 Si è disteso sui binari alla perifieria di Stanghella (Padova) e ha atteso il passaggio di un treno. Il primo convoglio che è transitato l’ha travolto e ucciso sul colpo nonostante il disperato tentativo di frenata del macchinista che solo all’ultimo momento l’ha notato.

Così si è tolto la vita L.Z., rodigino di 24 anni, studente universitario a Padova dopo essersi diplomato al Liceo scientifico Paleocapa di Rovigo. L’auto del ragazzo è stata trovata abbandonata in campagna tra Granze e Stanghella, all’altezza di un vecchio passaggio a livello, oggi chiuso, nei pressi del ponte sul Gorzone.
La causa del gesto sembra sia una delusione d’amore, così cocente da indurre il giovane, che negli anni scorsi era stato anche animatore in una parrocchia, a togliersi la vita.


La tragedia si è consumata intorno alle 19.30-20, ma solo verso le 21.30 la Polizia ferroviaria di Rovigo è riuscita a determinare l’identità del giovane rodigino e poco dopo una Volante della Questura ha informato i familiari del giovane, che abitava nel centro cittadino.
Il traffico ferroviario sulla linea Padova-Bologna dalle 19.30 in poi ha subito dei notevoli rallentamenti mentre la Polizia cercava elementi utili le indagini e il corpo del povero ragazzo rodigino veniva ricomposto.

Giulia Galiotto uccisa a 30 anni con una pietra

MODENA 29 marzo 2012 È stata confermata in appello la condanna di primo grado in abbreviato a 19 anni e quattro mesi di reclusione per Marco Manzini, il tecnico 37enne giudicato colpevole dell'omicidio volontario della moglie trentenne Giulia Galiotto, avvenuto l'11 febbraio 2009 a
San Michele di Sassuolo, nel Modenese.
L'uomo, dopo aver ucciso la consorte con una pietra, ne aveva inscenato il suicidio gettandola nel greto del fiume Secchia, ma era stato scoperto e arrestato dopo poche ore. La Corte d'Assise di Appello di Bologna non ha accolto i ricorsi presentati dal sostituto procuratore di Modena Pasquale Mazzei, che chiedeva l'aggravante della premeditazione per l'imputato, e della difesa di Manzini, che invece aveva chiesto gli fosse riconosciuto il vizio parziale di mente.


Accolta invece la richiesta della parte civile: a ciascuno dei genitori della vittima andranno 451.000 euro, alla sorella 151.000 euro.

Goffredo Marcolino 77 anni anziano travolto e ucciso

PADOVA 29 marzo 2012 Un uomo alla guida di un Suv rubato ha investito e ucciso questa sera un anziano a Padova, dandosi poi alla fuga. Ora i carabinieri stanno dando la caccia in tutta la provincia all'investitore pirata, del quale hanno già un identikit. Questi,
un 30enne di carnagione chiara, è fuggito dal luogo dell'incidente a piedi, dopo aver abbandonato sul posto un Toyota Rav4, risultato rubato una settimana fa a Tombolo (Padova). Soccorso dai passanti l'anziano, di cui non sono state ancora rese note le generalità, è spirato prima dell'arrivo dell'ambulanza. Sul posto sono all'opera anche i vigili urbani dato che il traffico, già caotico per l'ora di punta, è andato in tilt in tutto il quadrante occidentale della città. Gli esperti dell'Arma stanno facendo accertamenti sul Suv, verificando se siano state lasciate impronte digitali o altri elementi utili alle indagini.


LA VITTIMA AVEVA 77 ANNI Si chiamava Goffredo Marcolino e aveva 77 anni l'anziano travolto e ucciso stasera a Padova da un automobilista pirata, a bordo di un Suv rubato, che dopo lo schianto è fuggito. L'uomo, spirato prima dell'arrivo dei soccorsi, abitava poco lontano dal luogo dell'incidente, in via Vicenza, ai piedi del cavalcavia di Chiesanuova.Dopo l'investimento del pedone, che pare stesse attraversando la trafficata arteria, il Toyota Rav4 guidato dal 'piratà si è scontrato con altre, fortunatamente senza conseguenze per gli occupanti. Carabinieri e polizia municipale stanno dando la caccia all'investitore, finora senza esito. L'automobilista, che alcuni testimoni hanno detto di aver visto fuggire a piedi, illeso, sarebbe un trentenne di carnagione chiara, che indossava jeans ed una maglia a maniche lunghe a strisce.

Mattia Vecchiato, 18 anni di Pianiga, martedì sera è precipitato con la sua Peugeot 206 in un fossato

PADOVA 29 marzo 2012 Forse voleva evitare un ostacolo visto all'ultimo momento. Per questo Mattia Vecchiato, 18 anni di Pianiga, martedì sera è precipitato con la sua Peugeot 206 in un fossato, per poi schiantarsi contro la spalletta di un ponticello d'accesso a un'abitazione.
Nonostante la velocità non sembra fosse particolarmente elevata, l'urto è stato devastante, tanto che la Peugeot si è accartocciata. Immediato l’allarme lanciato da alcuni residenti e passanti. In pochi minuti sul posto sono giunti un'ambulanza del Suem di Dolo e i Vigili del fuoco del distaccamento di Mira, che hanno liberato il giovane dalle lamiere. I sanitari hanno tentato il possibile per strappare il giovane alla morte, tentando pure una disperata corsa al pronto soccorso dell'ospedale di Dolo, dove purtroppo Mattia Vecchiato è giunto ormai privo di vita.


L'ipotesi più probabile, è che il giovane, che aveva preso la patente ad agosto e si era messo alla guida perfettamente sobrio, sia finito fuori strada da solo. I militari stanno vagliando ogni possibile dettaglio per capire se abbia cercato di evitare un ostacolo improvviso.

Intanto, quel che resta della Peugeot 206 è stato posto sotto sequestro nella Carrozzeria Noalese, che si è anche occupata del recupero del mezzo. Il corpo del giovane, invece, è stato trasferito all'Obitorio di Dolo, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

mercoledì 28 marzo 2012

Travolto e ucciso da un Suv rubato

Padova 28 Marzo 2012.Un uomo alla guida di un Suv rubato ha investito e ucciso questa sera un anziano a Padova, dandosi poi alla fuga. Ora i carabinieri stanno dando la caccia in tutta la provincia all'investitore pirata, del quale hanno già un identikit.
L'uomo, un 30enne, è fuggito dal luogo dell'incidente a piedi, dopo aver abbandonato sul posto un Toyota Rav4, risultato rubato una settimana fa a Tombolo (Padova).

Soccorso dai passanti l'anziano è spirato prima dell'arrivo dell'ambulanza. Sul posto sono all'opera anche i vigili urbani dato che il traffico, già caotico per l'ora di punta, è andato in tilt in tutto il quadrante occidentale della città.
Gli esperti dell'Arma stanno facendo accertamenti sul Suv, verificando se siano state lasciate impronte digitali o altri elementi utili alle indagini.

Fiorello Canal, 51 anni, è deceduto a causa di una emorragia dopo una settimana in ospedale.Fu aggredito.

SEDICO (Belluno) 28 Marzo 2012 È morto prima di rivelare alcunché ai carabinieri. Si è spento mercoledì mattina l’impresario edile, Fiorello Canal, 51 anni, aggredito davanti a casa martedì della scorsa settimana. Dopo una settimana passata in coma farmacologico nella rianimazione del San Martino a Belluno, Canal ha avuto delle complicazioni, probabilmente un’emorragia cerebrale, ed è deceduto. Ancora ignoti gli autori dell’aggressione. Due le piste che i carabinieri della compagnia di Feltre, coordinati dal pubblico ministero Antonio Bianco, stanno calcando. «Quella personale e quella professionale, che stanno procedendo con strade parallele», spiega il capitano Antonio Cavalera, che aggiunge che «sono già state sentite delle persone, e ne verranno ascoltate anche delle altre».

I famigliari di Fiorello Canal hanno concesso ai sanitari di procedere all’espianto di alcuni organi, nelle prossime ore verrà disposta anche l’autopsia. Gli ematomi riportati sul volto dell’impresario potrebbero essere di alcuni giorni prima. I carabinieri hanno messo i sigilli all’abitazione del Peròn di Sedico, dove si è svolto il pestaggio. Il fatto. Si presume che martedì scorso, tra le 5.30 e le 6.30 Canal si sia recato dall’abitazione di Belluno a quella del Peròn per dare da mangiare ai suoi cani da caccia. Arriva alla palazzina di un villaggio costruito dall’impresario stesso, iniziato circa sei anni fa e terminato nel 2009. Fuori, ad aspettarlo c’è qualcuno. Poi uno scambio di battute accese che alcuni vicini odono alla lontana. Eppure nessuno vi fa caso.

Poi si consuma l’assalto: l’uomo viene ritrovato un trauma cranico in gravi condizioni. Non riesce a rientrare a casa né a chiamare i soccorsi, si chiude in macchina. Alcune persone che abitano nel «villaggio» (con una decina di abitazioni fatte dall’impresa di Canal) hanno riferito ai carabinieri di essersi accorti dell’uomo, ma pensavano che stesse riposando, magari dopo una serata di festa. Passano le ore, verso le 11.30 l’uomo cerca di raggiungere la casa, la Polizia locale di Sedico, che stava effettuando alcuni accertamenti, verso mezzogiorno si accorge dell’imprenditore malridotto e chiama l’ambulanza. Viene ricoverato in prognosi riservata in rianimazione a Belluno fino a mercoledì.

Federica Fant

Funerali Andrea Pini: venerdì 30 marzo a Novara

Novara 28 marzo 2012Funerali Andrea Pini: venerdì 30 marzo a Novara
Venerdì 30 marzo, a Novara, l'ultimo saluto ad Andrea Pini, il giovane brionese che domenica 25 marzo ha perso la vita in un tragico incidente stradale.

I funerali saranno celebrati alle ore 15,30 nella chiesa parrocchiale di San Martino. Andrea, che avrebbe compiuto 29 anni quest'anno, viveva con la famiglia nella frazione di San Bernardino a Briona.

L'incidente che lo ha ucciso è avvenuto poco dopo le ore 21 di domenica, nella zona di Vignale, sulla Strada provinciale 229, che porta a Borgomanero e al Lago d'Orta.


La moto sulla quale viaggiava Andrea si è scontrata violentemente con un automobile, guidata da una coppia; lo schianto lo ha scaraventato a terra, inutili i soccorsi che sono giunti sul posto: per il giovane non c'è stato niente da fare.

ragazzo di 25 anni di Sanfrè in moto finisce contro guardrail perdendo la vita

Torino 28 Febbraio 2012.Un ragazzo di 25 anni, di Sanfre', e' morto in un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio a Collegno. Il giovane stava percorrendo Corso Francia in direzione di Torino quando, su un cavalca-ferrovia, ha tamponato un Peugeot 307 condotta da un giovane torinese.

Il ragazzo e' stato sbalzato per una trentina di metri ed e' finito contro il guardrail, decedendo all'istante. Sull'incidente indaga la polizia municipale di Collegno.

Bovolenta, dall'aritmia di 12 anni fa alla morte: i periti a caccia di risposte

Macerata, 28 marzo 2012 - MORTE per cause naturali. Il referto dell’autopsia disposta dal sostituto procuratore Claudio Rastrelli per ora non va oltre: bisognerà aspettare novanta giorni prima che i periti spieghino perché il cuore di Vigor Bovolenta abbia smesso di battere. Ma soprattutto c’è un aspetto del quale i periti hanno discusso e su cui cercheranno di fare chiarezza: capire se ci sia un collegamento tra l’arresto cardiaco che sabato sera ha ucciso il pallavolista al Fontescodella e l’aritmia che dodici anni fa lo costrinse a restare lontano dal campo per tre mesi e mezzo.

E’ quanto emerso dopo circa due ore e mezzo di esami all’obitorio dell’ospedale. A condurli il medico legale Mariano Cingolani e il tossicologo Rino Froldi, nominati dalla procura. Al loro fianco anche il perito di parte Alessandro Mattioli, nominato dai familiari di Bovolenta insieme all’avvocato Alessia Diorio. Entrambi sono ripartiti intorno alle 13, senza rivelare nulla dell’esame appena concluso. «Il quadro deve essere ancora chiarito — ha spiegato l’avvocato — e per ora i medici legali non hanno dato certezze. Ovviamente anche in riferimento a eventuali collegamenti tra la morte e l’aritmia di dodici anni fa». Cingolani ha dribblato il pressing dei cronisti: «Non possiamo dire nulla, dobbiamo completare gli accertamenti — ha tagliato corto —. Un collasso? Si può dire un collasso, sì, ma questo significa tutto e niente».


LA PROCURA, nel frattempo, ha dato il nulla osta per i funerali dopo aver disposto il dissequestro della salma, che oggi ripartirà da Macerata per raggiungere Taglio di Po, in provincia di Rovigo. Lì, alle 16 di oggi, Vigor Bovolenta riceverà l’ultimo saluto nel suo paese d’origine. «Abbiamo previsto l’arrivo di circa 4mila persone», dice la polizia municipale del Comune veneto. Una marea umana e d’affetto che si stringerà attorno ai familiari di Bovolenta, in particolare alla moglie Federica e ai quattro figli. Proprio la famiglia, ieri, ha anche voluto ringraziare «sentitamente tutti coloro che stanno manifestando il loro affetto, mondo sportivo e non».
Un bel gesto, infine, arriva da Perugia, dove il presidente della locale squadra di pallavolo, Claudio Sciurpa, ha deciso di sanare un vecchio contenzioso di 110mila euro che il club aveva con il giocatore: «Confermo la mia volontà e quella di alcuni sostenitori dell’Umbria Volley — ha scritto Sciurpa all’avvocato Eugenio Gollini, procuratore di Bovolenta — di voler sistemare il contenzioso in via stragiudiziale allo scopo di venire incontro alle necessità della famiglia, alla quale ti prego di portare le mie condoglianze più affettuose».

di Roberto Fiaccarini

Teresa Sunna, la 28enne, morta il 24 marzo mentre si sottoponeva a un test per intolleranza alimentare domani i funerali

TRANI, 28 MARZO 2012 Saranno celebrati domani alle 15 nella chiesa degli Angeli Custodi a Trani i funerali di Teresa Sunna, la 28enne, morta il 24 marzo mentre si sottoponeva a un test per intolleranza alimentare in un centro diagnostico privato a Barletta.


Intanto si concentrano all'estero, in particolare in Gb e in Irlanda, gli accertamenti per individuare in quale passaggio della filiera di produzione e vendita e' avvenuto l'errore che ha portato nitrito di sodio nella sostanza che avrebbe dovuto esser sorbitolo.

Mimmy Una guardia giurata si è uccisa la scorsa notte con un colpo di pistola al cuore nella sua abitazione a Guidonia

ROMA 28 marzo 2012 Una guardia giurata si è uccisa la scorsa notte con un colpo di pistola al cuore nella sua abitazione a Guidonia. «Siamo colpiti per questa tragedia - ha detto il segretario del Savip, Vincenzo del Vicario - la donna lavorava per la societá Axitea che, a seguito di una politica sfrenata sta mettendo il personale in cassintegrazione e presto ci saranno licenziamenti. La paura per la perdita del lavoro potrebbe aver influito».

Il suicidio su Facebook. Secondo quanto si è appreso dal sindacato, la donna, una 40enne, stava chattando con un collega al quale avrebbe fatto intuire che voleva farla finita. L'uomo ha dato l'allarme ma quando i vigili del fuoco hanno sfondato la porta dell'abitazione per la donna non c'era piú nulla da fare.


La solitudine. Mimmy, così conoscevano molti colleghi, la gurdia giurata che si è suicidata, aveva denunciato la solitudine del suo lavoro, la tristezza di trascorrere molte ore da sola «senza nemmeno la possibilità di parlare con qualcuno». Non solo, la donna critica l'organizzazione del lavoro, i turni sempre più faticosi, le difficoltà di un mestiere che pochi conoscono. Forse questo malessere l’ha portata fino al suicidio della scorsa notte.

E' morta questa mattina, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile di Sassari, Cecilia Scanu 82 enne

Sassari 28 marzo 2012 E' morta questa mattina, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile di Sassari, Cecilia Scanu, di 82 anni, la pensionata di Alà dei Sardi (Sassari), rimasta ustionata in un incidente avvenuto ieri nella sua abitazione. La donna era stata avvolta dalle fiamme mentre cucinava. Il fuoco era divampato da una sciarpa che aveva lambito il fornello acceso.


I soccorsi sono scattati immediatamente perchè le sue urla di dolore hanno allertato i vicini. In pochi minuti sono state spente le fiamme e la donna è stata portata dal personale del 118 nell'ospedale sassarese. I medici hanno rilevato ustioni sull'80 per cento del corpo e, nonostante tutti i tentativi per tenerla in vita, è deceduta all'alba.

Neonato muore poco dopo il parto

TRIESTE 28 marzo 2012 Un neonato è morto all'ospedale Burlo Garofalo di Trieste appena dopo il parto. La madre era stata visitata il giorno prima in un altro reparto dell'istituto e tutto sembrava in regola tanto che la donna, residente a Trieste, era stata regolarmente dimessa. Il giorno successivo ha però accusato forti dolori ed è stata subito ricoverata al Burlo.

I sanitari hanno tentato l'impossibile per salvare il neonato, ma la situazione appariva disperata e il piccolo è sopravvissuto solo pochi minuti dopo il parto.


I medici hanno confermato che la gravidanza era stata tenuta sotto controllo in una struttura regionale diversa dal Burlo - come spiega il quotidiano il Piccolo - e che, al controllo del giorno precedente, era risultato tutto regolare. Saranno ora necessari ulteriori accertamenti per capire le cause esatte del decesso che sarebbe avvenuto circa un quarto d'ora dopo il parto.

Francesco Pinna, 24 anni ha perso la vita in un incidente stradale accaduto nella galleria di Corr'e boi

NUORO 28 marzo 2012 Un giovane di Tortolì, Francesco Pinna, 24 anni, gestore di un centro scommesse nel capoluogo ogliastrino, ha perso la vita in un incidente stradale accaduto nella galleria di Corr'e boi, lungo la Nuoro-Lanusei.
Il ragazzo, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della sua Citroen Saxo andando a sbattere contro la parete del tunnel.


Sull'asfalto nessun segno di frenata. Francesco Pinna è morto sul colpo. Il traffico sulla Statale 389 è rimasto paralizzato per ore. I rilievi sono stati eseguiti dalla Polstrada di Nuoro, mentre i vigili del fuoco hanno provveduto a rimettere in sicurezza la carreggiata.

Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso perché "gay".

Roma, 28 marzo 2012 - E' morto in ospedale Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso perché "gay". Daniel, dichiaratamente omosessuale, era in coma cerebrale da 25
giorni ed è morto ieri, riporta il Buenos Aires Herald. Il ragazzo era stato torturato per ore da quattro neonazisti, che ora si trovano in carcere, nel parco San Borja della capitale cilena. Secondo le foto diffuse dai familiari, Zamudio era stato colpito violentemente alla testa, il suo corpo portava i segni di bruciature di sigarette e la pelle era stata marchiata con svastiche.


La polizia cilena ha arrestato quattro uomini, tra i 19 e i 25 anni, accusati di tentato omicidio, un'accusa che ora si trasformerà in omicidio. I sospettati respingono le accuse. Il caso di Zamudio ha lasciato il Cile sotto choc. Sulla tragedia è intervenuto anche il cantante portoricano Ricky Martin, su Twitter: "Basta odio, basta discriminazioni. Spero che sia fatta giustizia Ora. Tanta luce a Daniel e alla sua famiglia". Anche Boy George ha condiviso sul sito di microblogging un articolo che parla della morte di Daniel, con il commento: "E' orribile. Cile sveglia!! Preghiamo per Daniel".

Davide Bogaro,un giovane di 24 anni di Colloredo di Monte Albano muore in un incidente stradale

COLLOREDO DI MONTE ALBANO 28 marzo 2012 Non ce l’ha fatta Davide Bogaro, il ventiquattrenne di Colloredo di Monte Albano rimasto coinvolto in un incidente stradale lunedì sera. Il giovane è morto ieri all’ospedale di Udine dopo essere entrato in coma.
Troppo gravi i traumi riportati nel sinistro, in particolar modo quelli alla testa, che hanno vanificato ogni tentativo di rianimazione da parte dei medici. I genitori del ragazzo, con un gesto di estremo altruismo, hanno deciso di donare i suoi organi, dando così speranza ad altre famiglie.

Le condizioni di Bogaro erano apparse subito critiche, tanto da far intervenire l’elisoccorso sul luogo dell’incidente, al confine tra i Comuni di Pagnacco e Tavagnacco, lungo la provinciale Osovana. Il giovane era stato ricoverato in terapia intensiva ed era subito entrato in coma irreversibile.


La notizia della sua scomparsa si è diffusa nella tarda mattinata di ieri, anche se il ragazzo, con l’encefalogramma piatto, era ancora tenuto in vita artificialmente. Fuori dall’ospedale di Udine, fin dal mattino, si è radunato un gruppo di amici, che hanno cercato di portare conforto a mamma Paola, a papà Glauco e alla sorella Camilla. Purtroppo, la speranza di parenti e amici si è ben presto tramutata in angoscia e rassegnazione.

Davide Bogaro avrebbe compiuto 25 anni il prossimo 5 novembre. Abitava, assieme al padre, in località Case Sparse-Pradis, a Colloredo di Monte Albano, e, sempre con papà Glauco, lavorava in un supermercato della zona. Appena poteva, però, scappava per dedicarsi alla sua passione, il rally. Oltre ad aver passato il corso da navigatore-copilota, si dava da fare nell’organizzazione di corse automobilistiche in Carnia, nella Valli del Natisone e nel Friuli Collinare.

Era solito correre insieme ai piloti Matteo Di Majo e Marino Del Torre. Con quest’ultimo aveva partecipato all’ultima edizione del Rally delle Alpi Orientali. Una passione che aveva ereditato dal padre, presidente dei Commissari di percorso all’Automobile Club di Udine, e dalla madre, anche lei navigatore-copilota di rally.

La morte del ventiquattrenne ha scosso non solo il mondo automobilistico friulano, ma l’intera comunità di Colloredo. Un’incredulità dovuta specialmente alla dinamica dell’incidente che ha coinvolto Bogaro, avvenuto all’altezza del bivio per Branco.

Ancora da accertare le cause, come confermato dalla polizia stradale di Tolmezzo, anche se pare probabile che alla base del salto di carreggiata da parte della Fiat Punto condotta da Davide, ci sia stato un malore, o un attimo di distrazione. Quanto basta per aver perso il controllo dell’auto ed essere preso in pieno da un’altra vettura che stava arrivando dalla direzione di marcia opposta.

Chi ha conosciuto Davide, lo descrive come un ragazzo solare, di compagnia, sempre con la battuta pronta. Questo il ricordo di un suo vecchio compagno di classe: «Era socievole e aveva l’abitudine di prenderci sempre in giro, ma lo faceva con il sorriso, senza cattiveria. Ultimamente ci eravamo un po’ persi di vista, ma la sua morte mi ha colpito molto e mi sta facendo riflettere molto. Aveva la mia stessa età. Ci sono rimasto davvero molto male – conclude l’amico d’infanzia –, non mi sarei mai aspettato una cosa simile». La data dei funerali dovrebbe essere decisa oggi.

Addio Andrea Bonini 48 anni giornalista.Uno dei volti più noti dell'emittente Toscana Tv

Toscana(Lucca), 27 marzo 2012 - E' morto, a causa di un malore, il giornalista Andrea Bonini, uno dei volti più noti dell'emittente Toscana Tv. Bonini, 48 anni, originario di Lucca, aveva appena concluso la conduzione del telegiornale dell'emittente. Il malore mortale lo ha colto
mentre era alla guida della sua auto a bordo della quale stava raggiungendo casa, non lontano da Monsummano, nei pressi del casello autostradale di Montecatini.

Giornalista professionista, aveva esordito nel giornalismo scritto collaborando da Pescia per la redazione del quotidiano Il Tirreno, prima di approdare al giornalismo televisivo, a Toscana Tv, dove da almeno 17 anni era in video. Giornalista eclettico e di vasti interessi, le sue cronache, e i suoi servizi, spaziavano dalla nera al costume, passando per la politica e per lo sport, fino all'enogastronomia.

martedì 27 marzo 2012

Ragazzo di 24 anni, residente a Tortolì, è morto in un incidente mortale sulla statale 389, che collega Nuoro a Lanusei.

NUORO.27 Marzo 2012 Un automobilista di 24 anni, di cui ancora non sono state fornite le generalità, residente a Tortolì?, è morto questo pomeriggio sulla statale 389, che collega Nuoro a Lanusei. L'incidente è avvenuto intorno alle 15.30 all'interno della galleria di Correboi. Il giovane era a bordo della propria vettura quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo finendo con l'auto contro la parete del tunnel.

L'urto è stato violentissimo e il conducente è morto sul colpo. A nulla sono serviti i soccorsi del 118. I rilievi sono stati curati dalla Polizia stradale di Nuoro. In seguito all'incidente, il traffico sulla statale, compresi gli accessi alla galleria, ha subito rallentamenti e parziali interruzioni
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