martedì 31 gennaio 2012

una giovane mamma di 23 anni perde il figlio di 1 anno.Cadendo nel fosso

SIRACUSA 31 Gennaio 2012 È morto poco prima delle 23 nella divisione di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, dove era stato trasferito nel pomeriggio dall'ospedale «Umberto I» di Siracusa con l'elisoccorso, il bambino di un anno rimasto nell'auto precipitata in una voragine coperta dall'acque di un torrente tracimato alla periferia di Siracusa. Nell'incidente era rimasta ferita anche la madre che era alla guida, ma soccorsa subito da passanti.

Le condizioni del bambino erano apparse subito assai critiche ed i medici dell'ospedale siracusano avevano lavorato a lungo per stabilizzarne il quadro clinico per poter successivamente effettuare il trasferimento con l'eliambulanza nella struttura sanitaria messinese. L'incidente si era verificato in mattinata in un tratto di strada che non di rado, per la sua conformazione, in presenza di piogge abbondanti diventa pericolosa da percorrere tanto che sono stati installati dei divieti di transito in caso di allagamenti.
Quando i vigili del fuoco sono arrivati nella zona hanno trovato la vettura, una Fiat Punto blu, interamente sommersa dall'acqua. La donna che era alla guida era stata frattanto portata in salvo da alcune persone che si trovavano nella stessa zona. I Vigili del Fuoco hanno ancorato il veicolo per farlo riemergere in superficie. Solo in quel momento è stato possibile estrarre dall'abitacolo il bambino che, sottoposto immediatamente alla rianimazione dal personale del 118, è stato quindi trasportato prima all'ospedale di Siracusa e poi, con l'elimabulanza, al Policlinico di Messina.

Renzo Dekleva, 54 anni Ha mangiato con la moglie una pizza poi l'ha uccisa quindi è uscito di casa per vedersi con l'amante

VENEZIA 31 gennaio 2012 Ha mangiato con la moglie una pizza poi l'ha uccisa quindi è uscito di casa per vedersi con l'amante e, una volta rientrato, ha preso il cadavere, lo ha nascosto e poi ha denunciato la scomparsa della moglie. È l'ipotesi investigativa che ha portato oggi all'arresto da parte dei Carabinieri di Renzo Dekleva, 54 anni, per l'omicidio aggravato e l'occultamento del cadavere di sua moglie, Lucia Manca, bancaria 52enne di Marcon (Venezia), scomparsa il 7 luglio scorso e il cui cadavere è stato poi trovato sotto un ponte a Cogollo del Cengio nel vicentino il 6 ottobre scorso e riconosciuto, grazie al Dna, solo il 27 settembre successivo.

Dekleva è stato bloccato, con un ordinanza del Gip di Venezia, mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro come informatore scientifico. Su di lui - secondo quanto si è appreso - grava un quadro probatorio pesante, anche se l'uomo non avrebbe fatto alcuna ammissione. Una indagine lunga e complicata quella che ha portato all'arresto di Dekleva, avviata dai Carabinieri, coordinati dalla Pm veneziano Francesca Crupi, dopo l'apertura di un fascicolo da parte del magistrato per sequestro di persona.
Una volta trovato e riconosciuto il corpo, l'inchiesta è diventata per occultamento di cadavere e quindi per omicidio quando è stata stabilita la morte violenta della donna uccisa per soffocamento. Su quei resti però erano stati trovati pochi elementi per risalire all'assassino; c'erano infatti solo gli slip della donna che il marito, peraltro, non aveva riconosciuto come quelli di Lucia. Ma probabilmente a dare un'accelerazione all'indagine è stato il ritrovamento di uno scontrino dell'autostrada A31 «dimenticato» da chi aveva occultato il cadavere sotto delle foglie, non lontano ad un cassone per i rifiuti.
Un luogo, quello dove era stato nascosto il corpo di Lucia, peraltro conosciuto da Dekleva che imboccava spesso la A31 per andare in montagna, a Folgaria, proprio con la moglie. Secondo il racconto del marito, Lucia sarebbe uscita di casa il 7 luglio per andare in banca prendendo l'autobus. Ma quella mattina non l'aveva vista nessuno.
Nel corso dell'indagine, le circostanze sulla scomparsa erano diventate per gli inquirenti sempre più sospette, così come il racconto sulla serata precedente alla sparizione. Si erano così susseguiti colloqui con Dekleva che, volta per volta, è caduto in contraddizione. Poi ci sono state le perquisizione in casa, nell'auto e il sequestro del Pc. Un'attività che ha fatto anche scoprire che l'uomo si spacciava per laureato in medicina quando non aveva in realtà mai finito gli studi universitari.
Quindi il ritrovamento del cadavere, lo scontrino, e una tempistica che avrebbe permesso il tragitto da Marcon a Cogollo prima della denuncia della scomparsa, suffragato da riscontri informatici e telematici che sono diventati tutti elementi di un quadro che ha permesso ai Carabinieri di incastrare Dekleva. Il movente dell'omicidio, per chiudere il cerchio, sarebbe da ricondurre all'esaurimento del rapporto con la moglie e la voglia di farsi una nuova vita.

MELANIE, TRENTENNE MORTA DI ANORESSIA."MALATA DA 17 ANNI, PESAVA 24 KG"

LONDRA 31 Gennaio 2012 Non mangiava mai in pubblico ed era caduta in una fortissima depressione. Melanie Spooner, un medico pediatra londinese di 30 anni, pesava circa ventiquattro chili quando è morta soccombendo ad una gravissima forma di anoressia, che aveva dominato la sua vita. Aveva studiato a Cambridge, lavorato come volontaria in Borneo ed era stimatissima in ospedale, ma ciò non è stato sufficiente a contrastare i disturbi alimentari di cui soffriva da quando aveva 13 anni.
Negli ultimoi tempi il suo peso era crollato vertiginosamente, aveva preso congedo dai bambini che aveva in cura all'ospedale e si era rifugiata nel suo appartamento a Woolwich, a sud-est di Londra, dove i suoi genitori l'hanno trovata senza vita a causa di una insufficienza cardiaca.
Vicino all'esile corpo senza vita della loro "bambina", i genitori di Melanie hanno trovato dei biglietti "pieni di messaggi d'amore verso la famiglia", come hanno in seguito raccontato.
La giovane dottoressa era ostinata e voleva vincere da sola la malattia, come ha spiegato il padre: "Non voleva essere pesata e non ha mai accettato il supporto di uno psichiatra.

Lucia Manca: è stato arrestato oggi il marito, Renzo Dekleva, con l'accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere.

Vicenza 31 gennaio 2012 La bancaria veneziana era scomparsa di casa nella notte tra il 6 e 7 luglio dello scorso anno e il cui scheletro era stato rinvenuto il 6 ottobre scorso sotto un ponte nel Vicentino. La denuncia della scomparsa da casa, a Marcon, era stata fatta proprio dal marito Renzo Dekleva.

Le indagini dei carabinieri di Venezia, che proprio il 20 gennaio scorso avevano avuto una prima svolta con il ritrovamento di uno scontrino autostradale della A31 vicino al luogo del ritrovamento del cadavere, sotto delle foglie, non lontano ad un cassone per i rifiuti. considerato una delle prove più pesanti a carico dell'assassino, hanno portato all'individuazione dell'uomo, su cui gravavano sospetti ma non risultava indagato.
Sarebbe stata l'emersione nel corso delle indagini di un quadro indiziario «estremamente grave» a carico di Renzo Dekleva a portare all'emissione da parte del Gip di un provvedimento di custodia cautelare a suo carico per omicidio aggravato e occultamento di cadavere.

Dekleva è stato fermato dai carabinieri nel tardo pomeriggio. Sentito dagli investigatori, l'uomo non avrebbe fatto alcun tipo di ammissione. Secondo le analisi condotte dal medico legale nominato dalla procura, Lucia Manca era morta per soffocamento. Il corpo della bancaria sarebbe poi stato portato nel vicentino e abbandonato, coperto di foglie, all'aperto.


L'identificazione era stata resa possibile attraverso comparazioni tra un dente e pezzi d'ossa e una spazzolino appartenente alla donna scomparsa. Nel corso delle indagini, erano emerso che tra Lucia Manca e il marito c'erano forti momenti di crisi, legati anche alla presenza di un'altra donna.

Marisa Baù, 48 anni, la suora laica ritrovata morta era sparita in Svizzera

VICENZA 31 Gennaio 2012 È stato rinvenuto in avanzato di decomposizione dalla polizia svizzera in un capannone agricolo il corpo di una donna che si ritiene essere Marisa Baù, 48 anni, la suora laica focolarina originaria di Asiago (Vicenza), scomparsa da Montet, in Svizzera, il 20 dicembre scorso.
Al momento manca il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari, che si stanno recando in Svizzera, ma in una tasca sono state trovate le chiavi del centro dei 'Focolarini' dove operava la suora laica. I familiari della donna, residenti sull'Altopiano di Asiago, sono stati informati del recupero del corpo dalla polizia svizzera. Al momento, non sono note le cause della morte.

Addio Alessandro Pratesi, lo studioso di documenti papali

ROMA 31 Gennaio 2012 È morto oggi lo studioso dei documenti papali. Alessandro Pratesi era specializzato in paleografia, nell’analisi dei carteggi diplomatici e delle pergamene medioevali. È morto oggi a Roma all’età di 90 anni. Nella sua lunga carriera, ha portato alla luce e studiato numerosi e importanti documenti privati, specialmente del notariato dell’Italia meridionale, che risalgono all’epoca normanno-sveva. Pratesi è diventato famoso per il censimento dei documenti pontifici dal 1198 al 1417.
Laureato in Letteratura latina, Alessandro Pratesi, classe 1922, divenne titolare della cattedra di Paleografia e Diplomatica nella facoltà di Lettere dell’Università di Bari. Poi nel 1966 insegnò alla Sapienza di Roma, dove è rimasto per una trentina di anni. Qui ha fondato la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari. Dal 1982 al 2003 è stato docente della Scuola vaticana di Paleografia, diplomatica e archivistica. È stato anche membro del Centro studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, presidente del Centro studi internazionali Giuseppe Ermini di Ferentino, membro dell’Istituto di Studi romani e della Commissione internazionale di Paleografia.

di Emanuele De Lucia

Addio Francesco Tabusso, addio alle sue ‘fiabe a colori’

Torino 31 Gennaio 2012 Si è spento ieri sera all’ospedale Mauriziano, il pittore torinese Francesco Tabusso, considerato l’erede di felice Casorati, del quale fu discepolo fedele. Tabusso aveva 81 anni ed era nato a Sesto San Giovanni il 27 giugno del 1930. Cresciuto a Torino, Tabusso frequentò il liceo classico e dal 1949 al 1954 lo studio del pittore Casorati, che seppe immediatamente riconoscere nei lavori dell’allievo l’alto di originalità, unità, semplicità e vigore pittorico mai disgiunto dalla sensibilità poetica delle sue immagini. L’indubbio valore delle sue tele, che venivano spesso soprannominate ‘fiabe a colori’ permise a Tabusso di partecipare alla Biennale di Venezia del 1954 alla giovane età di ventiquattro anni, esperienza ripetuta nel 1956 e nel 1958. Nel 1966 ottenne l’ambito tributo di una sala personale alla Biennale. Nel 1954 fondò, insieme ad Aimone, Casorati, Chessa e Niotti, la rivista ‘Orsa Minore’. Tabusso non ha mai fatto mancare la sua presenza alle più prestigiose rassegne internazionali a New York, Bruxelles, Alessandria d’Egitto e Mosca, oltre ad innumerevoli mostre in Italia. Nel 1975 il pittore realizzò la grande pala absidale ‘Il Cantico delle Creature’ per la chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano.
Biografia:Francesco Tabusso è nato a Sesto San Giovanni nel 1930.
Dal 1949 al 1954 frequenta lo studio di Felice Casorati.
Partecipa alle Biennali di Venezia nel 1954, 1956,1958 e con una sala personale nel 1966.
Espone nelle maggiori ed importanti gallerie d'Italia e all'estero.
Di lui scrivono i critici più famosi.
Alcune delle sue personali più importanti: Palazzo Strozzi Firenze; Galleria La Bussola Torino; Galleria Gian-Ferrari Milano; Galleria Santa Croce Firenze; Salle du Koffhus Colmar; Galleria Forni Bologna.
Mostre Antologiche: Tour Fromage Aosta; Palazzo Salmatoris Cherasco; Palazzo Robellini Acqui Terme; Palazzo Mazzetti Asti; Chiesa di San Bernardino Ivrea; Centro San Benin Aosta; Sala Bolaffi Torino.
Numerosi i premi: premio Fiorino d'oro Firenze; premio Michetti Francavilla; premio La Spezia; Quadriennale di Roma; Quarta Biennale di Arte Sacra Bologna
Conoscenti scrivono:

Stefano Rollero ·
Il Maestro, Francesco Tabusso, pittore della «meraviglia», nei suoi quadri si ha l'impressione di essere davanti ad una poesia dipinta, l’alpeggio, il giardino di Rubiana, la sua Combray, il villaggio dove ritrovava estate dopo estate il tempo perduto, meditando i versi di Dino Campana, il poeta dei Canti Orfici che in Val Susa si rifugiò malato d’amore di cui ricordo la breve poesia, Alba.

Ornella Priamo ·
è stato mio professore di ornato disegnato al Liceo Artistico di Bergamo, sezione staccata di Brera negli anni sessanta. Sono stati anni stupendi, con un “grande” come professore e come uomo. Grazie per tutto quello che ci ha insegnato.


Marco Tonetto 36 anni si sente male durante una festa e muore nelle braccia di amici

VENEZIA 31 Gennaio 2012 È morto improvvisamente tra le braccia degli amici mentre stava trascorrendo una serata in compagnia. A nulla sono valse le cure di medici e infermieri del 118. Non sanno darsi pace i 6 amici che sabato sera in via monsignor Oddo Stocco, nella nuova zona residenziale di Salzano (Venezia), hanno visto il proprio amico perdere la vita all'improvviso.

Alle 20 la chiamata al 118 degli amici disperati, che non vedono segni di vita nel loro amico Marco Tonetto, che il prossimo giugno avrebbe compiuto 37 anni. L'ambulanza è arrivata dal pronto soccorso di Mirano con il medico rianimatore. I tentativi di rianimare Marco Tonetto sono risultati vani e al medico non è rimasto che redarre la constatazione di decesso.

Marco Tonetto è stato trovato in scarpe da tennis e in tuta sportiva; insieme ad altri conoscenti era andato a passare il sabato sera nella casa di una loro amica, in via monsignor Oddo Stocco. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri che hanno subito raccolto le testimonianze dei presenti nell'appartamento. Il giovane abitava in via Leoncavallo 2, in pieno centro a Marghera e la sua vita era sempre stata irreprensibile.

Il magistrato di turno, Angela Masiello, per fugare ogni tipo di dubbio ha ordinato ai carabinieri di svolgere tutti i tipi di rilievi tecnici sul corpo del giovane e sull'appartamento, prima di dare la parola al medico legale per l'effettuazione dell'esame autoptico. Fino a notte inoltrata sono stati eseguti a cura del gabinetto scientifico dell'Arma i rilievi, mentre i 6 amici sono stati sentiti in qualità di testimoni nella caserma di Noale per cercare di ricostruire la serata. Intanto nel cuore della notte il magistrato ha dato il nullaosta alla rimozione della salma, portata nell'obitorio del cimitero di Mestre.
Ieri è stata effettuata l'autopsia da parte del medico incaricato dal magistrato. Sul corpo sono stati rilevati anche reperti che verranno esaminati dal servizio di anatomia patologica per vedere l’eventale presenza di sostanze che possano aver causato la morte improvvisa del giovane.

Ambra Massolin, bimba di appena 4 mesi ci lascia.A casa ancora il fiocco rosa

TREVISO 31 GENNAIO 2012 Venerdì notte i fiocchi rosa che festeggiavano il lieto evento brillavano ancora nel giardino di casa, in via Gramsci a Musano di Trevignano (Treviso). Quella stessa notte il piccolo cuore di Ambra Massolin, bimba di appena quattro mesi, ricoverata alla clinica pediatrica di Padova, ha smesso per sempre di battere.

Una tragedia che ha gettato nella disperazione più cupa i genitori Virginia Sartoretto e Adriano Massolin, che avevano sperato fino all'ultimo in un miracolo in grado di salvare il loro angioletto. La piccola Ambra, unica figlia della sfortunata giovane coppia, aveva manifestato, fin dalla nascita, un problema congenito, a quanto pare di tipo cardiaco. Un paio di settimane fa era stata, per questo, sottoposta ad un intervento: tutto sembrava essere perfettamente riuscito. Invece, le speranze che quello splendido frugoletto potesse crescere come tutti gli altri bimbi, si sono progressivamente affievolite, in seguito all'insorgere di complicazioni.

Progressivamente, infatti, le condizioni della piccola Ambra si erano aggravate: già domenica 22 gennaio, il parroco di Musano, Don Erminio, in occasione delle funzioni religiose aveva invitato i fedeli a pregare per la salute della neonata, che appariva a rischio, facendola così diventare, simbolicamente, la "figlia" dell'intera parrocchia. Mercoledì, poi, di fronte all'ulteriore aggravarsi delle condizioni di salute della bimba, è stato lo stesso parroco di Musano a battezzarla, a Padova.

Il funerale di Ambra sarà celebrato domani, 1 febbraio, alle 14,30 nella parrocchiale di Musano. E in tanti, senza dubbio, si stringeranno, magari in punta di piedi, attorno al papà e alla mamma della piccola, colpiti da quello che è senza dubbio, per un genitore, il dolore più grande.

Giuseppe Fiore 50 anni perde la vita in un incidente nei pressi del camping "San Giorgio".

San Giorgio(Bari) 31 gennaio 2012 Incidente mortale questa mattina intorno alle 8 sul lungomare di Bari, nei pressi del camping "San Giorgio". Un autobus si è scontrato frontalmente con un'auto, in prossimità di una curva. A perdere la vita un uomo di 50 anni, Giuseppe Fiore, che si trovava alla guida dell'automobile, una Lancia Y. Illesi invece l'autista e i tre passeggeri del bus Stp, che era diretto a Mola.
Sul posto è intervenuta la polizia municipale e vigili del fuoco, che hanno estratto il corpo della vittima dalle lamiere. Secondo una prima ricostruzione, lo scontro sarebbe stato causato dall'automobilista che a causa dell'asfalto bagnato ha perso il controllo del mezzo. L'incidente ha provocato disagi al traffico con rallentamenti e deviazioni.

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Addio a Stefano Angeleri il "gabbiano" dell'Atalanta prima giocatore poi allenatore

Bergamo, 31 gennaio 2012 - L'Atalanta e tutto il mondo del calcio bergamasco sono in lutto: e' morto a Bergamo all'eta' di 85 anni Stefano Angeleri, centrocampista atalantino degli anni Cinquanta, noto tra i tifosi storici con il soprannome di "gabbiano" perché correva con le
braccia allargate, come fossero ali. In maglia nerazzurra gioco' 317 partite di campionato, 281 delle quali in serie A. Commosso il ricordo dei compagni di squadra e della società orobica.

Nato in provincia di Alessandria, a Castellazzo Bormida, il 26 agosto 1926, Angeleri militò nei campionati piemontesi fino ad arrivare alla Juventus, che lasciò nel '49 per la Dea. Rimase all'Alalanta anche quando appese i tacchetti al chiodo e divenne allenatore delle giovanili, passando in prima squadra nella stagione 1965-66. Lasciò la panchina nerazzurra nel '69, passando al Parma.

A.C.D.P. 20 anni trovato senza vita sulla spiaggia di Pescara.

PESCARA 31 Gennaio 2012 Uno studente di 20 anni di Ancona, A.C.D.P., è stato ritrovato senza vita questa mattina sulla spiaggia di Pescara, dove risiedeva, vicino allo stabilimento balneare La Vongola. Secondo i primi referti, il giovane sarebbe morto per annegamento. La scoperta è stata fatta da un uomo che stava facendo jogging. Immediato l'arrivo dei sanitari del 118 e degli agenti della Squadra Volante, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dello studente. Sul corpo del giovane non sono stati riscontrati segni di violenza. Il 20enne, che sembra soffrisse di crisi depressive, era scomparso da casa ieri sera; immediata era arrivata la denuncia del padre alle forze dell'ordine che avevano già avviato le ricerche. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti di suicidio. Il pm Mirvana Di Serio ha comunque disposto l'autopsia.

F.M.23 anni perde la vita sbattendo contro un albero con la sua renault clio

Roma 31 Gennaio 2012.Un ragazzo romano di 23 anni, F.M., e' morto in un incidente stradale avvenuto ieri sera intorno alle 23.10 in via di Decima, all'altezza di via Pianeta Terra, nel XII Municipio di Roma. Il giovane, alla guida di una Renault Clio, ha perso il controllo del veicolo, per cause ancora da accertare, andando a finire contro un albero sul marciapiede.

Sul posto sono intervenute due pattuglie della polizia municipale del XV e del XII gruppo.

lunedì 30 gennaio 2012

Addio Salvatore Iuculano,51 anni brigadiere in congedo dell’Arma dei carabinieri

Guastalla (Emilia Romagna) 30 Gennaio 2012. Si terranno mercoledì mattina alle 9.30, nella chiesa della frazione di Pieve, i funerali di Salvatore Iuculano, brigadiere in congedo dell’Arma dei carabinieri. Iuculano è morto la notte scorsa, mentre era ricoverato all’ospedale di Guastalla. L’uomo, 51 anni, è stato stroncato da una malattia che lo aveva colpito più di un anno fa, e che era stata alla base della sua richiesta di congedo, avvenuto l’anno scorso. Il brigadiere, sino all’anno scorso, era in forza al Nucleo radiomobile della Compagnia di Guastalla, ultimo reparto dove ha prestato servizio prima del congedo.

Arruolatosi nell’Arma nel 1979, dopo un anno in cui è stato in forza alla stazione dei carabinieri di Cittanova, in provincia di Catanzaro è stato trasferito in Emilia. Prima è stato assegnato alla caserma di Pontenure, in provincia di Piacenza, per poi giungere il 21 settembre 1981 a Guastalla, venendo impiegato come autista per il Nucleo radiomobile. Dal 1987 al 1992 ha svolto servizio in provincia di Padova per poi, il 29 novembre 1992, tornare a pattugliare le strade reggiane. Dal 1992 al 2000 Iuculano è stato infatti impegnato in città, essendo stato assegnato al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio, mentre dal 2000 al 2011 ha fatto ritorno a Guastalla, paese in cui si era trovato molto bene e in cui aveva coltivato numerose amicizie.

Dal punto di vista professionale, per i suoi concittadini l’uomo costituiva un punto di riferimento, per i suoi modi garbati e la sua disponibilità. Il 51enne abitava nella frazione di Pieve, insieme alla moglie e al figlio

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Antonio Trentin 56enne Cade dalla scala mentre pota l'albero

VICENZA 30 gennaio 2012 Un uomo di 56 anni, Antonio Trentin, residente ad Arcugnano (Vicenza), pensionato, è morto dopo essere caduto mentre stava potando un albero nel terreno di proprietà di un artigiano. L'uomo, che pare stesse usando una scala, è precipitando al suolo da un'altezza di circa tre metri. Indagini sono in corso da parte del personale dello Spisal dell'Usl di Vicenza intervenuto assieme ai carabinieri della stazione di Brendola (Vicenza).

Riccardo Bravini 13enne Stava giocando a pallone con i suoi amici, quando si è accasciato al suolo e non si è più ripreso.

FROSINONE 30 gennaio 2012 Stava giocando a pallone con i suoi amici, quando si è accasciato al suolo e non si è più ripreso. Ha perso così la vita Riccardo Bravini, un ragazzino di appena tredici anni ad Arce, nel Frusinate, questo pomeriggio intorno alle 16. Le cause della morte sono ancora in fase di accertamento. La magistratura ha aperto un'
inchiesta che dovrà ora chiarire cosa è accaduto. Il decesso, secondo quanto riferito dal 118, sarebbe legato a problemi cardiaci del ragazzino.
Il tredicenne è crollato a terra mentre stava giocando a pallone con gli amici in un cortile in localita Campo di Mezzo ad Arce, nel Frusinate, dove il ragazzino risiedeva. Il dramma si è consumato in pochi minuti. Il tredicenne è deceduto durante il trasporto in ospedale con un' ambulanza della 'Misericordia' e non del 118. I genitori del ragazzino lamentano ritardi nei soccorsi.

DISPOSTA L'AUTOPSIA Sul corpo del tredicenne è stata disposta l' autopsia. Lo ha deciso il magistrato della procura di Frosinone, Monica Montemerani, per stabilire le cause del decesso. Soccorso e trasferito in ambulanza all' ospedale di Frosinone, Riccardo Bravini però non ce l'ha fatta: è giunto senza vita al nosocomio.
Sul decesso, legato con tutta probabilità a un problema cardiaco, ora indagano i carabinieri della Compagna di Pontecorvo coordinati dal capitano Francesco Di Carlo. Il pm della procura di Cassino, Francesco Cerullo, ha aperto un' inchiesta per accertare quanto accaduto e capire se ci siano stati, come lamentano i genitori del ragazzino, eventuali ritardi nei soccorsi. I carabinieri hanno già ascoltato diversi testimoni, gli amici che erano con il ragazzino e i loro genitori, intervenuti per prestare primi soccorsi.

SETTICEMIA FULMINANTE: PERDE LA VITA UNA RAGAZZA DI 30 ANNI

TERNI 30 Gennaio 2012 Una donna di 30 anni, di Narni, è morta all'ospedale «Santa Maria» di Terni dopo aver contratto la sepsi meningococcica, una forma di setticemia fulminante. La giovane - in base a quanto appreso da fonti sanitarie - era stata ricoverata nella struttura ternana sabato scorso in seguito a un malore. Dopo la diagnosi della malattia, considerata molto grave e molto rara, sono state avviate le cure da parte dei medici, ma per la ragazza non c'è stato nulla da fare ed è morta la notte scorsa. L'Asl di Terni ha immediatamente avviato le indagini epidemiologiche nei confronti di coloro che sono venuti a contatto con la donna nelle ore precedenti al ricovero per verificare eventuali contagi.

Sergio Toppan Muore al compleanno del fratello mentre sta ballando con la nipote

Ancona, 30 gennaio 2012 - LA FESTA di compleanno al circolo ‘Arti e Mestieri’ di Torrette finisce in tragedia: muore d’infarto Sergio Toppan, 78 anni, fratello del festeggiato, che si accascia all’improvviso mentre balla con la nipote. E’ accaduto tutto in un attimo, attorno alle 22 di sabato sera. Sergio Toppan, molto noto nel quartiere Adriatico per aver gestito per decenni un’attività di impianti idraulici in via Orsi, era con un gruppo di 20 persone tra familiari ed amici per festeggiare gli 80 anni del fratello Umberto, che è stato suo socio nell’attività artigiana.

Nella sala di via Flaminia, che di sabato ospita spesso serate danzanti, erano presenti oltre 100 persone. «Non avevamo ancora finito di cenare – racconta Umberto Toppan – quando è iniziata la musica. Sergio ha invitato a ballare mia figlia Daniela e si stava godendo la serata». Il malore lo ha colto all’improvviso: Sergio si è portato la mano al petto ed ha cominciato ad accasciarsi, la nipote ha tentato di sorreggerlo afferrandolo per la camicia ed ha chiesto aiuto. «In sala c’era il professor Paolo Fumelli dell’Inrca – ricorda il presidente del circolo Mario Severini – che gli ha fatto subito il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo del 118. Purtroppo, nonostante i tentativi di rianimarlo siano andati avanti per quasi un’ora, Sergio non si è più ripreso».

Dopo la constatazione della morte, sul posto sono arrivati gli agenti della Questura di Ancona. La salma, attorno all’una di ieri, è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Torrette. Una scena tristissima per i familiari, ma anche per tutti quelli che si erano ritrovati al circolo per stare in compagnia: la serata era cominciata da poco quando è avvenuta la tragedia, tanto che la torta di compleanno è rimasta nel frigorifero. Sergio Toppan, che soffriva di ipertensione ma non aveva mai avuto problemi di cuore, è probabilmente morto per un infarto fulminante, ma potrebbe essere l’autopsia a chiarirlo: il pm Marco Pucilli deve ancora concedere il nulla osta per la sepoltura. Oggi pomeriggio, salvo diverse disposizioni dell’autorità giudiziaria, sarà aperta a Torrette la camera ardente, mentre i funerali saranno celebrati domani al Sacro Cuore. Sergio Toppan lascia la madre centenaria, la moglie Giuliana, i figli Cinzia e Massimo, il fratello, la sorella e le nipoti.


di Alessandra Pascucci

Addio Dimitra Arliss, attrice americana, nota per aver partecipato a 'La stangata'.

Los Angeles 30 Gennaio 2012.Dimitra Arliss, che aveva interpretato il ruolo della 'Lady Killer' Loretta Salino in 'La Stangata', con Robert Redford e Paul Newman, è morta a Los Angeles a causa di alcune complicazioni dovute ad un ictus. Aveva 79 anni.Originaria dell'Ohio, Dimitra Arliss aveva iniziato la sua carriera di attrice al teatro Goodman di Chicago. A Broadway era stata tra i protagonisti di 'Indians', con Stacy Keach, mentre con Kevin Kline e John Malkovich aveva lavorato in 'Arms and the Man'
BIOGRAFIA

Addio Clare Fischer, musicista, arrangiatore e compositore

Califormia 30 Gennaio 2012.Clare Fischer, compositore, direttore d'orchestra, pianista e arrangiatore è deceduto in un ospedale di Burbank, in California, a causa di un attacco di cuore che l'aveva colpito circa due settimane fa. Aveva 83 anni.Clare Fischer, durante la sua carriera aveva pubblicato dal 1962 oltre 50 album con il suo nome, vincendo nel 1981 il suo primo Grammy con ‘Clare Fischer and Salsa Picante Present 2+2′ e nel 1986 il secondo Grammy con ‘Freefall’



SITO UFFICIALE

Ucciso con 4 colpi di pistola carbonizzato e sepolto al Divino Amore.Mistero

ROMA 30 Gennaio 2012 È stato identificato il cadavere carbonizzato trovato venerdì scorso nelle campagne dell'Ardeatina. Secondo quanto si è appreso, si tratta di un italiano con vari precedenti penali alle spalle. Gli investigatori seguono la pista del regolamento di conti. L'uomo è stato ucciso con quattro colpi di pistola. Il corpo, carbonizzato, era stato ritrovato venerdì scorso nelle campagne dell’Ardeatina. Esclusa, quindi l'ipotesi che l'uomo possa essere il magrebino ancora ricercato per il duplice omicidio di Torpignattara del 4 gennaio. Nella stessa zona l'8 marzo dello scorso anno fu ritrovato il cadavere mutilato di una giovane donna: mancavano testa e gambe. Il troncone era stato trascinato con l'ausilio di un pezzo di filo di ferro assicurato ad un'estremità del tronco. Il giallo non è stato ancora risolto.


Regolamento di conti. L'uomo è stato ucciso con quattro colpi di pistola, bruciato e buttato in una buca scavata in un campo a Spregamore lungo l’Ardeatina. Secondo i carabinieri l'assassino conoscerebbe molto bene il luogo dove è stato sepolto l'uomo. La piccola ruspa usata per realizzare la fossa era, già da diversi giorni, sul terreno dove venerdì è stato scoperto il corpo.

Analogie con il caso di Artena. Il caso, secondo i carabinieri, «presenta molte analogie con il duplice delitto di Artena» di pochi mesi fa. Era il 29 luglio. I copri del titolare di una falegnameria e di un amico furono trovati carbonizzati dentro il capannone del capo artigiano. L’assassino, un romeno arrestato in autunno, li aveva uccisi a colpi d’ascia. Movente: una lite per il furto di alcune taniche di gasolio. La mano dell’assassino, anche a Spregamore, potrebbe essere stata mossa da una cosa apparentemente da nulla.

Katie Littlewood 15 anni falciata e uccisa da un treno.Ascoltava L'Ipod

LONDRA 30 Gennaio 2012 Stava ascoltando musica. Come tutti gli adolescenti, camminava con cuffie in testa e iPod in tasca. Per questo Katie Littlewood non ha sentito il treno sopraggiungere mentre attraversava il passaggio a livello. E' accaduto a Hertfordshire. La 15enne è stata falciata e uccisa dal convoglio giunto a tutta velocità. Secondo le prime indagini, le sbarre del passaggio a livello erano chiuse ai pedoni e alle auto e gli allarmi hanno funzionato correttamente. Le autorità locali hanno raccomandato ai giovani di prestare attenzione nell'attraversamento dei binari. Katie, infatti, non è la prima ragazzina morta in un incidente analogo.

domenica 29 gennaio 2012

Michele Nigro 57 anni, Domenico Tagliente, 58 anni, e la moglie Angela Massafra, 55 anni hanno perso la vita nell'incidente a Martinafranca

TARANTO 29 Gennaio 2012 L'asfalto reso viscido dalla pioggia e forse la velocità: sono questi i due elementi che potrebbero aver provocato in Puglia nel pomeriggio un terribile incidente stradale nel quale sono morte tre persone e altre dieci, tra cui quattro bambini, sono rimaste ferite, alcune delle quali sono in gravi condizioni.
L'incidente è avvenuto sulla statale 172 «dei Trulli» che collega Taranto a Martina Franca, in contrada San Paolo, nel territorio martinese. Quattro le vetture coinvolte, tra le quali una Ferrari.
La potente vettura era guidata da Michele Nigro, un imprenditore di 57 anni di Crispiano (Taranto): l'uomo - secondo quanto accertato finora - avrebbe perso il controllo dell'auto che ha travolto altre tre vetture. Il conducente della Ferrari, nell'urto, è stato sbalzato a circa 30 metri di distanza dal luogo dove è stata poi trovata la sua auto ed è morto. Sul colpo è morta un'altra persona, mentre una terza è deceduta durante il trasporto in ospedale. Oltre al conducente della Ferrari le altre due vittime - a quanto si è saputo - sono un uomo e sua moglie: Domenico Tagliente, 58 anni, e Angela Massafra, 55 anni.
I quattro bambini rimasti coinvolti nell'incidente non sarebbero in gravi condizioni. Tre delle quattro automobili coinvolte nel violento impatto - una Lancia K, una Citroen Xsara e una Ford Focus - sono finite contro un muretto a secco. Frammenti delle vetture hanno investito l'area per un raggio di 50 metri. A causa dell'incidente, l'Anas ha provveduto a chiudere al traffico il tratto della strada statale 172 «dei Trulli», dal km 52,000 al km 54,000, in entrambe le direzioni. Non è escluso che il conducente della Ferrari possa aver perso il controllo della vettura a causa dell'asfalto reso scivoloso dalla pioggia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ambulanze del 118 da Taranto, Bari e Cisternino (Brindisi), i vigili urbani e gli agenti della Polizia stradale.
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Michele Mingoia perde la vita in un Incidente stradale sulla Palermo-Sciacca, all'altezza di San Giuseppe Jato

Palermo 29 Gennaio 2012.Incidente mortale questo pomeriggio intorno alle 18,30 sulla Palermo-Sciacca all'altezza di San Giuseppe Jato. Secondo le prime informazioni sarebbero tre le auto coinvolte: una Ford Ka si sarebbe scontrata frontalmente con un'Alfa 156 che procedeva in direzione Palermo. Il conducente della Ford, Michele Ningoia (54 anni), è deceduto mentre un passeggero si trova in gravi condizioni in ospedale. Ancora non si conoscono le generalità dei feriti. Sul posto la polizia stradale ed il medico legale
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Franco Pecoraro, 67 anni, va a soccorrere l’amico colto da un malore e muore pure lui

SAN VITO DEI NORMANNI 29 gennaio 2012 Passava di lì, stava andando a fare una passeggiata quando ha notato che l’amico, nonché vicino di casa, era caduto a terra mentre sostituiva una lampadina nel cortile condominiale e
probabilmente era morto: ha avuto solo il tempo di avvertire i famigliari poi, tornato sul posto, è stramazzato al suolo, colto probabilmente da un infarto.

Due le persone decedute a San Vito dei Normanni, ieri pomeriggio, nell’arco di pochi minuti, nell’androne dello stesso palazzo: Franco Pecoraro, 67 anni, stava sostituendo un neon che illumina l’atrio esterno del palazzo di via Della Libertà quando è stato colto da malore.

incidente mortale causato da una ferrari. 3 Morti e 10 feriti a Martinafranca

TARANTO 29 Gennaio 2012 Tragico scontro sulla statale 172 dei Trulli che collega Taranto a Martina Franca: il bilancio parla di tre morti e dieci feriti. Quattro le vetture coinvolte, tra cui una Ferrari che, secondo le prime testimonianze, avrebbe provocato l'incidente. Sul luogo dell'incidente sono al lavoro pattuglie delle forze dell'ordine e personale dell'Anas. Secondo i primi accertamenti, l'incidente potrebbe essere stato provocato dall'asfalto viscido per la pioggia caduta nelle ultime ore nella zona. Tra i feriti ci sarebbero anche due bambini, che sono stati subito soccorsi da alcuni automobilisti e trasportati all'ospedale di Taranto. Una delle vittime, l'uomo alla guida della Ferrari, è stato sbalzato a trenta metri dalla sua vettura
LA STATALE DEI TRULLI L'incidente è avvenuto in contrada 'San Paolò, a Martina Franca. A causa dell’incidente è stato provvisoriamente chiuso il tratto della strada statale 172 "dei Trulli", dal km 52,000 al km 54,000, in entrambe le direzioni. A quanto si è saputo, due dei conducenti delle quattro vetture coinvolte sono morti sul colpo, una terza persona è deceduta durante il trasporto in ospedale. Alcuni tra i feriti sono in gravi condizioni.LA FERRARISarebbe stato il conducente di una 'Ferrarì, un imprenditore agricolo di Crispiano (Taranto) 57 anni, a perdere il controllo della vettura e ad andare a sbattere contro altre tre auto provocando l’incidente che si è verificato sulla strada statale 172 che collega Taranto a Martina Franca. Il conducente della 'Ferrarì è una delle tre vittime del violento impatto.
LE QUATTRO VETTURE COINVOLTE
Le vetture coinvolte nell’incidente, oltre alla 'Ferrarì sono una Lancia K, una Citroen Xsara e una Ford Focus. Non è escluso che il conducente della 'Ferrarì possa aver perso il controllo della vettura a causa dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ambulanze del 118 da Taranto, Bari e Cisternino (Brindisi), i vigili urbani e gli agenti della Polizia stradale..Le ultime due vittime sono marito e moglie, di 58 e 55 anni.
MURO - Tre delle quattro automobili coinvolte nel violento impatto sono finite contro un muretto a secco e detriti dell'incidente si sono sparsi in un raggio di 50 metri.




Commenti di Amici:
Linda Lorea scrive:
al S.S.Annunziata lavora mio fratello anestesista rianimatore e mia cognata chirurgo, i feriti sono in ottime mani perche' li ci sono medici competenti e coscienziosi, a dispetto di quanto si possa dire tutti i sanitari si impegneranno per salvare la vita ai feriti....
mia cognata sta operando per salvare la vita agli altri, forza e coraggio
Pina Gianfrate scrive:

Le Vittime:La potente vettura era guidata da Michele Nigro, un imprenditore di 57 anni di Crispiano (Taranto): l'uomo - secondo quanto accertato finora - avrebbe perso il controllo dell'auto che ha travolto altre tre vetture. Il conducente della Ferrari, nell'urto, è stato sbalzato a circa 30 metri di distanza dal luogo dove è stata poi trovata la sua auto ed è morto. Sul colpo è morta un'altra persona, mentre una terza è deceduta durante il trasporto in ospedale. Oltre al conducente della Ferrari le altre due vittime - a quanto si è saputo - sono un uomo e sua moglie: Domenico Tagliente, 58 anni, e Angela Massafra, 55 anni.
una pregriera per tutte quelle persone.




È previsto per le 15 nella parrocchia Regina Mundi di Martina Franca il rito funebre di Domenico Tagliente, 57 anni, e Angela Massafra, di 56, i due coniugi che viaggiavano a bordo della Citroen Picasso letteralmente travolta da una Ferrari.
Domenico è morto sul colpo, mentre sua moglie durante il trasporto in ospedale. Insieme a loro c’era anche il figlio Giuseppe, che sarebbe in gravi condizioni, e la sua compagna, anche lei ricoverata. La loro figlia di pochi mesi non è in pericolo di vita.
Contemporaneamente, presso la chiesa Madonna della Neve di Crispiano si terrà il funerale di Michele Nigro, l’imprenditore di 56 anni alla guida del “bolide impazzito’’. La sua Ferrari 458 Italia di colore nero, forse a causa della forte velocità o dell’asfalto bagnato, ha invaso la corsia opposta scontrandosi con la monovolume dei Tagliente.
Il malcapitato è stato sbalzato fuori dall’abitacolo della vettura e il suo corpo ormai privo di vita è stato ritrovato a circa trenta metri dal luogo in cui si è arrestata l’automobile. Il pm di turno non ha ritenuto necessari esami sul corpo del conducente. La tanto amata super car di Michele giace ora in un deposito completamente distrutta. Il tachimetro dell’auto si sarebbe fermato a 200 km/h.
Tutti lo ricordano come un imprenditore attivo, capace di mandare avanti la sua azienda che si occupa di carpenteria nonostante la crisi. Cala il silenzio ora su Martina Franca e Crispiano. Tristezza, dolore e disperazione albergano non solo negli animi dei parenti delle vittime, ma anche in quelli di tutti i cittadini dei due Comuni del tarantino.

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Tiziana Tedeschi,21 anni è morta in un incidente avvenuto lungo la strada provinciale Tuscanese

VITERBO 29 Gennaio 2012 Una 21enne di Tuscania, Tiziana Tedeschi, è morta in un incidente avvenuto alle 6 di questa mattina lungo la strada provinciale Tuscanese, vicino Viterbo. La giovane, secondo quanto si è appreso, era in compagnia del fidanzato, anch'egli di Tuscania, e stavano rientrando a casa dopo aver trascorso la nottata in discoteca. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, il giovane avrebbe perso il controllo dell'auto che ha invaso la corsia opposta di marcia, ha urtato il guardrail e si è ribaltata. La ragazza, durante la carambola, è stata sbalzata fuori dall'abitacolo e schiacciata dalla stessa auto. Il decesso è stato immediato.
Il fidanzato, invece, ha riportato solo lievi ferite ed è stato medicato nel pronto soccorso dell'ospedale di Viterbo. Avvisati da alcuni automobilisti di passaggio, sono intervenuti gli operatori del 118, i carabinieri della Compagnia di Tusciania e i vigili del fuoco di Viterbo, che hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre il corpo della vittima da sotto l'auto ribaltata.

MAROCCHINO ARRESTATO SI UCCIDE IN QUESTURA CON UNA COPERTA

FIRENZE 29 Gennaio 2012 Un uomo di 27 anni, di nazionalità marocchina, si è tolto la vita nella tarda serata di ieri impiccandosi in una camera di sicurezza della Questura di Firenze. L'uomo era stato arrestato poche ore prima presso il pronto soccorso di Santa Maria Nuova. Lo straniero, con numerosi precedenti, si è impiccato alla grata della porta blindata della cella dove si trovava ristretto in quanto arrestato, per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, da un equipaggio della squadra volante che era intervenuto su richiesta dei sanitari del pronto soccorso, dove l'uomo, trasportatovi in stato di ubriachezza nel pomeriggio, aveva dato segni di escandescenza.

Dopo essersi messo al collo una lunga striscia di tessuto ricavata dal margine della coperta in dotazione alla cella e legatala alla grata della porta blindata, il 27enne si è lasciato scivolare sul pavimento tentando di strangolarsi. Il personale di vigilanza gli ha prestato i primi soccorsi. Immediatamente è intervenuto anche il 118 che, dopo averne tentato a lungo la rianimazione, ne ha constatato il decesso.

Antonio Fiorillo di 86 anni è morto e la figlia è rimasta ferita nell'incendio di una abitazione in via Santa Lucia

NAPOLI 29 gennaio 2012 Un uomo è morto e la figlia è rimasta ferita nell'incendio di una abitazione in via Santa Lucia a pochi passi dal palazzo della Regione. La donna è stata salvata dai vigili del fuoco.

La ferita è stata soccorsa e portata in ospedale. Il cadavere del padre è, invece, ancora all'interno dell'abitazione e non è stato raggiunto dai pompieri. I vigili del fuoco non hanno ancora accertato le causa dell'incendio ma accanto al cadavere carbonizzato è stata trovata una bombola per l’ossigeno; non si esclude - ma tutto è ancora da verificare - che il gas abbia preso fuoco a causa di una scintilla o di una sigaretta accesa accanto alla bombola. Quando i vigili del fuoco sono giunti sul posto, allertati da una chiamata dei vicini, per l’anziano - Antonio Fiorillo di 86 anni - non c’era più nulla da fare.

La figlia è stata immediatamente soccorsa e trasportata all’ospedale Fatebenefratelli, ha ustioni di secondo grado ma le sue condizioni, almeno per il momento, non dstano preoccupazione.

L’incendio nella stanza che padre e figlia occupavano al sesto piano del civico 107 è stato domato senza troppa fatica dalla squadra dei vigili del fuoco giunta sul posto insieme con le forze dell’ordine. I tecnici dei «caschi rossi» hanno poi svolto le ordinarie verifiche statiche. L’incendio non ha provocato danni alle strutture portanti e per gli altri inquilini del palazzo nella strada tra le più famose e affolate di Napoli non c’è stato bisogno di lasciare le proprie abitazioni. Naturalmente le operazioni di spegnimento e le successive verifiche che si sono protratte per tutta la notte - il rogo si è sviluppato in tardissima serata - hanno provocato disagi alla circolazione del sabato sera, in quella zona già normalmente sostenuta.
Padre e figlia vengono descritte dai vicini come persone molto riservate e benvolute. Abitavano al’ultimo piano dell’edificio residenziale a poca distanza dal mare e «non avevano mai avuto da ridire con il vicinato».

Nessuno tra la gente ha saputo ipotizzare una spiegazione alle fiamme che hanno avvolto in un istante l’anziano, già ammalato, e la figlia. Anche gli esperti dei vigili del fuoco stanno lavorando - anche stamattina - per individuare cosa possa aver innescato il rogo. Sull’incidente, però, pare al momento non debbano esserci dubbi. Probabilmente è stata qualche manovra sbagliata a far incendiare l’ossigeno; le fiamme avrebbero quindi investito l’anziano e la figlia che si trovava nella stanza. «Abbiamo avvertito le urla e ci siamo precipitati - raccontano alcuni vicini - Non c’era niente da fare». Qualcuno ha subito lanciato l’allarme ai vigili del fuoco e al 118, ma per Antonio Fiorillo non c’era più nulla da fare.

In ospedale, intanto, i medici non perdono di vista la donna che, sebbene non in imminente pericolo di vita, è in una situazione comunque grave.

Michele Ningoia di Villafranca Sicula perde la vita in un tragico incidente mortale

PALERMO 29 Gennaio 2012 Ancora un incidente mortale sulla Palermo-Sciacca, una delle strade più pericolose della Sicilia. A perdere la vita dopo uno scontro frontale un uomo di 54 anni, Michele Ningoia di Villafranca Sicula. L'incidente si è verificato intorno alle 19 nei pressi dello svincolo di San Giuseppe Jato. Da accertare le cause dello scontro. Una Ford Ka, a bordo della quale c'era la vittima, che procedeva in direzione di Sciacca si è scontrata con un Alfa 156.
Al fianco di Michele Ningoia c'era invece N.C. di 58 anni di Caltabellotta, rimasto ferito. L'Alfa era guidata da D.R. di 41 anni di San Giuseppe Jato. I dettagli sul Giornale di Sicilia in edicola.

E’ morto Oscar Luigi Scalfaro all’età di 93 anni, nono presidente della Repubblica italiana

ROMA 29 gennaio 2012 E’ morto Oscar Luigi Scalfaro all’età di 93 anni, nono presidente della Repubblica italiana dal 1992 al 1999, fu politico ed ex magistrato, dal 1946 al 1992 fu deputato ininterrottamente ed insieme a Sandro Pertini e Enrico De Nicola ha ricoperto tutte le più alte cariche dello Stato.
Alla fine del mandato da Capo dello Stato, Scalfaro divenne Senatore a vita in quanto ex Presidente della Repubblica. Si oppose fermamente nel corso della XIV legislatura alla riforma della Costituzione voluta dalla Casa delle Libertà e dal terzo governo Berlusconi.

Erika Fani Soriamolina, la cittadina peruviana - È morta con la divisa da barista adosso

ROMA 29 gennaio 2012 È morta con la divisa da barista adosso l'eroina dell'equipaggio della Costa Concordia. Erika Fani Soriamolina, la cittadina peruviana che faceva parte del gruppo dei baristi della nave , durante il naufragio della Concordia ha salvato molte vite. Lo raccontano i colleghi dell'equipaggio superstiti del naufragio della nave, ricordandola con commozione.

La notizia del ritrovamento di un'altra vittima del naufragio della Costa Concordia, la diciassettesima, è arrivata sabato sul porto del Giglio poco prima delle 13. I sommozzatori della Guardia di finanza hanno trovato la cittadina peruviana con ancora addosso la divisa di servizio.

Attilio Gheza, è morto questa mattina precipitando da una cascata di ghiaccio sull'Adamello

BRESCIA 29 gennaio 2012 Un alpinista bresciano di 48 anni, Attilio Gheza, è morto questa mattina precipitando da una cascata di ghiaccio sull'Adamello, nel territorio di Saviore. Forse un malore, intorno alle 9.3,0 ha fatto perdere la presa all'alpinista, che è precipitato per diversi metri. Sul posto per i soccorsi il 118 ed il Soccorso alpino, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso e recuperare il corpo. Attilio Gheza, residente ad Angolo Terme, era un alpinista esperto: da anni era istruttore di sci alpinismo del Cai di Cedegolo.

DISPERSI A BARDONECCHIA Cinque sciatori francesi risultano dispersi nell'area di Bardonecchia, storica stazione sciistica della Valle di Susa, posta ai confini con la Francia.


Lo comunica il soccorso alpino della località invernale, che ha avviato le ricerche. Secondo una telefonata giunta ai carabinieri, i francesi stavano sciando sugli impianti del Colomion quando si sono persi. Nella zona nevica e la visibilità è scarsissima a causa di una fitta nebbia. Gli sciatori, finiti fuori pista, sarebbero scesi infilandosi in una valle sbagliata. Secondo il responsabile del soccorso alpino di Bardonecchia, Renato Pirona, potrebbero essere andati in direzione di Beaulard, finendo in un'area rocciosa dalla quale non sono più riusciti a muoversi. Gli uomini del soccorso di Bardonecchia, già intervenuti in passato in una situazione analoga, stanno cercando di raggiungere la zona calandosi con le corde. La nebbia e la neve che continua a cadere rendono però l'operazione non facile.

sabato 28 gennaio 2012

Impigliata con abito nel fornello Anziana muore bruciata

Spino d'Adda, 28 gennaio 2012 Una tragica morte questa mattina nel Cremonese. Un'anziana di 84 anni è morta bruciata questa mattina mentre stava preparando la colazione nella sua abitazione di Spino D’Adda.

L’abito che indossava è infatti rimasto impigliato nel fornello che aveva appena acceso e ha preso fuoco.

L’allarme è stato dato dai vicini ma quando sono arrivati i soccorsi per la donna non c’era più nulla da fare. Sul posto i carabinieri per i rilievi di rito.

Botte con un altro ospite nella casa di riposo anziano muore dopo le dimissioni dall'ospedale

Una banale lite, che doveva passare come tante altre tra vecchietti costretti a vivere insieme dentro una casa di riposo: finire con una stretta di mano tra persone che dormono sotto lo stesso tetto e mangiano gomito a gomito. Così non è stato: l'alterco si è trasformato in una tragedia. Un novantenne, Carlo Parodi, ospite dell'istituto per anziani "Casa Serena" di vico Cittadella (una traversa della centralissima via Balbi) è stato colpito in testa da un altro vecchietto. Ricoverato al Galliera per accertamenti, dove pare sia stato sottoposto a radiografia e tac, è stato dimesso dopo due giorni, ma le sue condizioni si sono aggravate ed ha dovuto far ritorno in ospedale, dove è morto lunedì scorso.

Sulla delicata vicenda il sostituto procuratore Silvio Franz ha aperto un fascicolo. Due i filoni d'inchiesta: uno nei confronti dell'ospedale Galliera, con l'iscrizione nel registro del reato di omicidio colposo a carico di ignoti, anche se si profilano responsabilità nei confronti dei medici e nelle prossime ore la Procura della Repubblica valuterà le eventuali condotte; l'altro filone nei confronti del vecchietto di 93 anni, l'autore dell'aggressione, già indagato per omicidio volontario.

Nell'istituto "Casa Serena" preferiscono non parlare della vicenda, si limitano a dire che Carlo Parodi era ospitato lì, ma per altri chiarimenti rimandano a lunedì, al direttore. Trapela però che i due anziani, per futili motivi, avrebbero litigato una quindicina

di giorni fa ed uno dei due (diventerà l'aggressore) ha colpito l'altro (la vittima) con un telefono fisso. In un primo momento non è sembrato nulla di grave, ma la direzione della casa di riposo fa visitare Carlo Parodi all'ospedale Galliera, dove viene ricoverato e sottoposto ad accertamenti.

L'anziano però viene dimesso dopo alcuni giorni, ma deve far ritorno in ospedale proprio in seguito all'aggravarsi delle sue condizioni. Chi lo ha visto in quei giorni ricorda gli occhi neri e tumefatti dell'anziano. La situazione sarebbe precipitata in un baleno e qui l'uomo è deceduto lunedì scorso, dopo qualche giorno di ricovero. La stessa direzione ospedaliera ha interessato la procura della Repubblica.

Il pm Franz ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma, che è stata trasferita all'Istituto di Medicina Legale del San Martino. Per le autopsie è stato incaricato il medico-legale Benedicta Astengo. Da una parte il magistrato, attraverso i riscontri, cercherà di valutare se il decesso in qualche modo possa essere riconducibile all'aggressione; dall'altra se la morte conseguentemente è legata alle dimissioni dall'ospedale, quindi ad eventuale negligenza da parte del personale medico-sanitario.

Don Tiziano Fuligni Parroco del paese muore in chiesa prima della messa

Bologna, 28 gennaio 2012 - Dramma per la Chiesa di Bologna. E' stato stroncato da un malore poco prima della messa don Tiziano Fuligni, parroco della chiesa di Gesu' Buon Pastore in via Martiri di Monte Sole, zona Navile, alla periferia della città.
Il sacerdote, 75 anni, si e' accasciato vicino all'altare mentre si preparava alla funzione del pomeriggio. Un parrocchiano che si trovava gia' in chiesa ha sentito un tonfo e si e' avvicinato, trovando don Tiziano a terra.
I soccorritori del 118 hanno potuto solo constatare il decesso del sacerdote, che cadendo a terra ha anche battuto la testa, procurandosi una ferita.

La morte tuttavia, a quanto si apprende, sarebbe stata causata dalle gravi patologie cardiache e polmonari di cui il religioso soffriva da tempo.

Pietro Rolando, 55 anni, di Ortovero, in provincia di Savona perde la vita in un tragico incidente mortale

Savona 28 Gennaio 2012.Ha perso la vita in un sinistro stradale accaduto nel pomeriggio di sabato lungo la strada di Nasino, alle spalle di Albenga, dopo che l’auto su cui viaggiava è precipitata in un dirupo.
Forse per l’asfalto bagnato dalla pioggia, Pietro Rolando, 55 anni, di Ortovero, in provincia di Savona, ha perso il controllo dell’auto ed è precipitato compiendo un volo di una ventina di metri e finendo sul greto del torrente Pennavaire. Inutili i soccorsi dell’automedica del 118, dei vigili del fuoco del distaccamento di Albenga, che avevano anche richiesto l’intervento dell’elicottero, e dei carabinieri.

Un analogo incidente si era verificato due anni in quel punto. Un automobilista era precipitato e aveva riportato la frattura di alcune vertebre e una lesione ai polmoni.
Secondo i soccorritori l'auto, una Suzuki Vitara, avrebbe compiuto un volo di almeno una ventina di metri per finire il volo nel greto del fiume Pennavaire. Il conducente dell'auto, Pietro Rolando, 56 anni, di Ortovero, dipendente della Icose, è deceduto sul colpo. L'incidente si è verificato in un punto dove non esiste protezione a valle. Secondo quanto ricostruito l'uomo, che risiede a Ortovero, stava andando a trovare alcuni parenti a Caprauna, paese del Basso Piemonte. Sul posto sono intervenuti il 118, i carabinieri del comando compagnia di Alassio, i vigili del fuoco del distaccamento di Albenga e anche l'elicottero dei pompieri per prestare soccorsi. Purtroppo però l'uomo, rimasto incastrato nell'abitacolo, è tutto si è rivelato inutile. Quella tra Nasino e Castelbianco è una strada maledetta. Li, nello stesso punto, il 29 novembre 2009, era finito nello strapiombo Giuseppe Brusapin, automobilista albenganese. "Sono in causa con la Provincia dopo essere stato ricoverato per molto tempo in ospedale. A me era andata bene perché mi ero rotto due vertebre ed avevo un polmone bucato, a quest'uomo è andata peggio. Qui-dice sussiste un problema di sicurezza. Non esiste una protezione a valle e la strada è davvero molto pericolosa". Un altro incidente è accaduto nei pressi del ponte romano a Salea: due le donne ferite trasportate negli ospedali di Albenga e Pietra Ligure.

Gianluca Rubino, l'amico di Carmelo Molfetta,è risultato positivo al narcotest:in tanti al funerale

BRINDISI 28 gennaio 2012 Mesagne avvolta nel dolore per la morte del giovane Carmelo, figlio del consigliere comunale Pompeo Molfetta. E ieri, giorno dei funerali del 18enne, sono emersi nuovi particolari: Gianluca Rubino, l'amico alla guida
della Peugeot 207, è risultato positivo al narcotest.

L'esame però non può ancora stabilire se al momento dell'incidente il giovane fosse sotto l'effetto di droghe.


Il giovane è stato iscritto nel registro degli indagati.
Resta in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del Perrino Ivan Santoro, figlio della proprietaria dell’auto con cui si sono schiantati i tre giovani.

Giacomo Porzia, di 41 anni, di Spinetta Marengo perde la vits

TORINO 28 Gennaio 2012 L'autotrasportatore Giacomo Porzia, di 41 anni, di Spinetta Marengo (Alessandria), è stato travolto e ucciso da un Tir la scorsa notte mentre, per motivi in corso di accertamento, camminava in mezzo alla corsia di marcia dell'autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi del casello di Alessandria Est. L'autista del Tir si è fermato per soccorrere l'uomo che, però, è morto all'istante. Lo stesso autista ha chiamato la Polizia stradale che, a circa 500 metri,
sulla corsia opposta dell'autostrada, ha trovato, parzialmente bruciato, il furgone con il quale Porzia svolgeva l'attività di corriere espresso. Sono in corso indagini e accertamenti per ricostruire l'accaduto.


Giovanna Marcianò, ha perso la vita a seguito di una caduta da una moto di cilindrata 125 condotta dal fidanzato A.Q. di 20 anni

Reggio Calabria 28 gennaio 2012 Una ragazza di diciotto anni, Giovanna Marcianò, ha perso la vita a seguito di una caduta da una moto di cilindrata 125 condotta dal fidanzato A.Q. di 20 anni.
Il fatto è avvenuto ieri mattina alle 13.30 nel rione Modena, alla periferia sud della città, nei pressi dello svincolo del raccordo autostradale.
Secondo le prime ricostruzioni il conducente della moto, che uscendo dal raccordo stava imboccando la svincolo di Modena, per ragioni ancora in corso d’accertamento avrebbe dapprima perso il controllo della sua due ruote di fabbricazione asiatica, poi la motocicletta è rimasta coinvolta in uno scontro con una automobile Fiat Punto condotta da G.N. di 46 anni.
La vittima ha sbattuto la testa nella caduta, è stata soccorsa ma è morta durante il trasporto in ospedale. Secondo le primissime ricostruzioni dell’accaduto, ma l’esatta dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, sembra che al momento della caduta la giovane non indossasse il casco. I soccorritori infatti hanno rinvenuto sulla scena dell’incidente un solo casco.


In particolare non è ancora chiaro se l'impatto mortale sia avvenuto prima dello scontro con l'automobile, quando la moto ha perso equilibrio ed è rovinata a terra, o proprio in occasione dell’urto con l’utilitaria torinese. I rilievi che serviranno a determinare la dinamica dell’incidente sono stati effettuati dalla Polizia municipale diretta da Alfredo Priolo e dal vice comandante Luigi Nigero. Altre volte lo svincolo di Modena è stato teatro di incidenti anche mortali, come quello che nel ferragosto di alcuni anni fa costò la vita a un giovane centauro. Proprio per questo l’amministrazione comunale ha sostituito con una rotonda l’incrocio oltre lo svincolo.

Notaio Franco Schiantarelli 59 enne lavorava a Bergamo dal 1984 muore per ematoma alla testa

Bergamo 28 gennaio 2012 È morto giovedì mattina agli Ospedali Riuniti di Bergamo il notaio Franco Schiantarelli. Aveva 59 anni. Era stato ricoverato lunedì scorso dopo una caduta in casa che gli aveva causato un ematoma alla testa. Martedì era entrato in coma.
Da oltre un anno il notaio Schiantarelli era in convalescenza per una brutta caduta dalla bicicletta che gli aveva procurato trauma cranico. Molto noto in città e provincia per la sua attività notarile, Franco Schiantarelli era nato a Bergamo il 27 settembre 1952.
I primi anni infantili li aveva trascorsi a Vilminore di Scalve, dove suo padre aveva un'attività. La famiglia si era poi trasferita a Bergamo Alta, in piazza Mercato del Fieno, dove tuttora il notaio Franco abitava con la moglie Cinzia Brigatti, sposata nel 1985, e due figli, Livia e Carlo, studenti universitari.

Franco Schiantarelli si era laureato in giurisprudenza all'università di Pavia. Nel 1982 ha cominciato l'attività notarile a Lecco, per poi trasferire l'ufficio a Bergamo nel 1984. I funerali si svolgeranno in Duomo.

Andrea Christina Marin, 24 anni, trovata morta il 27 gennaio con il cranio fracassato fermati 4 uomini

POTENZA,PIACENZA 28 GENNAIO 2012 Quattro uomini sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri per l'omicidio della ballerina romena, Andrea Christina Marin, 24 anni, trovata morta il 27 gennaio con il cranio fracassato sulla spiaggia di Porto Potenza Picena, in provincia di Macerata. Si tratta di un italiano di 57 anni, compagno della vittima, e di altre tre persone.
Gli altri fermati sono il figlio del cinquantasettenne, che ha 26 anni, e due loro amici, un ventiseienne e un giovane di 24 anni, figli di genitori di origine polacca e romena, ma in possesso della cittadinanza italiana.

I quattro sono indagati per concorso in omicidio volontario. A decidere di uccidere la ragazza sarebbe stato il suo compagno, per motivi passionali: il figlio e gli altri due complici lo avrebbero aiutato. I sospetti dei carabinieri, coordinati dal pm di Macerata, Stefania Ciccioli, si sono subito concentrati sui fermati, sottoposti a interrogatorio già ieri mattina. Ora stanno per essere portati tutti nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri della città marchigiana.

Cucchi ucciso dalle percosse

Roma 28 gennaio 2012 Per i consulenti di parte civile non ci sono dubbi su quanto accaduto a Stefano Cucchi dal giorno del suo fermo per droga, il 15 ottobre 2009, fino alla morte una settimana dopo all'ospedale 'Sandro Pertini' di Roma: tutto inizio' con un trauma lombo-sacrale; poi un precipitare delle condizioni che, in assenza di cure, portarono a un edema polmonare e al decesso. Nessuna causa di eventi fortuiti, quindi, ma un pestaggio brutale che causò traumi non medicati.

Questo hanno sostenuto i professori Vittorio Fineschi, Giuseppe Guglielmi, Cristoforo Pomara, Luigi Vendemmiale e Gaetano Serviddio, al processo che per la vicenda di Cucchi vede accusate, a vario titolo e a seconda della posizioni, dodici persone (sei medici, tre infermieri e nonche' tre agenti penitenziari). ''La causa della morte - ha detto Fineschi - fu un edema polmonare in un soggetto con plurime fratture, alcune delle quali passate misconosciute dall'autopsia ed emerse dopo la riesumazione da noi richiesta''.

Proprio sulla frattura lombare e sulla sua collocazione temporale si e' incentrata gran parte della relazione dei consulenti. ''In corrispondenza della frattura lombare, all'interno - ha detto Pomara - c'era sangue: questo significa che era una frattura 'recente'''. Tesi, questa, non compatibile con quella dei consulenti dei pm, per i quali quella frattura non sarebbe recente rispetto al momento della morte di Cucchi. ''Sul corpo, poi - ha aggiunto Pomara - c'erano escoriazioni agli arti superiori, indici, secondo la letteratura medico-legale, di colluttazione e ripetitivita' traumatica; quelle sulle mani, anche indice di difesa''. Tutti i traumi, secondo il professor Fineschi ''non sono compatibili con una caduta, ma hanno una genesi traumatica di tipo contundente, violenta. Non e' possibile che un soggetto cosi' giovane possa aver avuto quello che abbiamo visto dopo una caduta''.

La famiglia: "Ora gli agenti siano processati per omicidio"
''All'esito dell'esame dei nostri consulenti tecnici, chiederemo il cambio del capo d'imputazione per gli agenti della penitenziaria. Stentiamo a credere che siano sotto processo per lesioni dolose lievi; per noi devono rispondere di omicidio preterintenzionale''. Cosi' l'avvocato Fabio Anselmo, legale di parte civile per Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, a conclusione dell'udienza di oggi del processo. ''Finalmente stiamo parlando di verita' processuale e scientifica - ha aggiunto - Oggi in aula abbiamo sentito parlare di traumi che per me significano botte, pugni, calci; insomma, un pestaggio. Stefano era in perfetta salute prima del suo arresto e parlare di lui come di una persona malata e' una realta' che noi abbiamo rifiutato sin dall'inizio. Quando parliamo di verita' noi siamo d'accordo, ma quando ci allontaniamo dalla verita' noi contestiamo, facciamo e faremo sentire forte la nostra voce''.

Spino D’Adda:anziana di 84 anni è morta bruciata mentre preparava la colazione

Spino d'Adda, 28 gennaio 2012 Una tragica morte questa mattina nel Cremonese. Un'anziana di 84 anni è morta bruciata questa mattina mentre stava preparando la colazione nella sua abitazione di Spino D’Adda.

L’abito che indossava è infatti rimasto impigliato nel fornello che aveva appena acceso e ha preso fuoco.

L’allarme è stato dato dai vicini ma quando sono arrivati i soccorsi per la donna non c’era più nulla da fare. Sul posto i carabinieri per i rilievi di rito.

Giulio Bellini muore nello stesso luogo del figlio Luciano, 35 anni. due incidenti stradali, stesso destino

ROMA 28 Gennaio 2012 Travolto e ucciso da un’auto l’altra sera mentre camminava su una strada buia a poche decine di metri di distanza da dove solo undici giorni prima aveva perso suo figlio in un incidente stradale. Stesso drammatico destino su due strade parallele per Giulio Bellini, un imprenditore sessantenne di Sant’Angelo Romano, e per il suo Luciano, 35 anni.
Una famiglia lacerata e un paese intero piombato nello sconforto: «Un inferno» è stato ieri mattina il primo commento postato sul gruppo Facebook creato per ricordare il ragazzo. Giulio Bellini è stato investito poco prima delle 23 sulla Palombarese, all’altezza del chilometro 27,500.

Attendeva che tornasse a prenderlo un amico con l’auto e probabilmente, nel frattempo, aveva cominciato a camminare su quel tratto privo di illuminazione. Lo ha travolto una Citroen C1, condotta da un venticinquenne di Palombara, che viaggiava in direzione Roma. Le testimonianze di altri automobilisti che seguivano, raccolte dai carabinieri, raccontano di un’auto che ha improvvisamente scartato come ad evitare un ostacolo e di aver poi visto rotolare il corpo a bordo strada.

Il giovane, sotto choc, si è subito fermato per prestare soccorso. E’ arrivata l’ambulanza, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Morto sul colpo. Proprio come sue figlio Luciano la mattina di lunedì 16 gennaio sulla strada parallela, via Petrarca, a poche decine di metri in linea d’aria: guidava la sua Fiat 600 quando, forse per il cofano che si è aperto all’improvviso togliendogli la visuale, avrebbe perso il controllo andando a scontrarsi con un camioncino-frigo che arrivava dal senso opposto. E in quel punto suo padre, che non si dava pace per quella morte assurda, è stato visto nei giorni successivi osservare: cercava disperatamente un perché. Un perché che ora su Facebook è diventato un’eco di tutti gli amici stretti intorno al figlio minore, Marco, e alla moglie.

«Ora il nostro compito è essere forti per loro - è uno dei tanti appelli - è difficile ma dobbiamo provarci per l’amore che proviamo per loro». Giulio Bellini, insieme con i suoi due figli, gestiva l’attività di famiglia: la pompa di benzina, la concessionaria e la villa per ricevimenti in località Piedimonte. Tutto ad un paio di chilometri dal luogo della doppia tragedia.

E ieri alcuni residenti lungo il tratto della provinciale Palombarese dove è stato investito il padre puntavano il dito sulla mancanza di illuminazione: «Se qui ci fossero stati i lampioni che chiediamo da anni - dicevano - forse Giulio non avrebbe fatto questa fine, l’automobilista avrebbe potuto vederlo prima e forse riuscire ad evitarlo». La dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità dovranno essere chiarite dai carabinieri di Sant’Angelo, diretti dal comandante Ciro Quindici. Per il momento si sa che sono risultati negativi i test effettuati, come da prassi, per accertare eventuali alterazioni sul giovane che guidava l’auto investitrice.

venerdì 27 gennaio 2012

Giuseppe Morellino odontotecnico scomparso è stato ritrovato morto.


Livorno 27 gennaio 2012 - E' stato trovato morto Giuseppe Morsellino, l'odontotecnico livornese di 53 anni che era scomparso da tre giorni. Il corpo dell'uomo e' stato individuato dalle squadre di ricerca nella zona di Gabbro, frazione collinare tra Livorno e Rosignano.
Nel primo pomeriggio la polizia aveva trovato l'auto, una Citroen C3 nera, con cui Morsellino si era allontanato da casa intorno alle 8,30 di lunedì. Avrebbe dovuto raggiungere un suo studio di Viareggio, dove pero' non era mai arrivato. Le ricerche erano iniziate ieri mattina.
Oggi, dopo il ritrovamento dell'auto, le operazioni si erano spostate nei boschi di Gabbro: in questa zona e' stato trovato dalle unita' cinofile dei vigili del fuoco il corpo senza vita dell'odontotecnico. Secondo i primi rilievi sarebbe morto dopo essersi tagliato le vene. Accanto al corpo sarebbe stata trovata una bottiglia di liquore, con il quale Morsellino si e' verosimilmente fatto coraggio.
Secondo la questura non ci sono dubbi sul suicidio, anche se restano ancora da chiarire le ragioni del gesto.

Giovanni Condello, di Francavilla PERDE LA VITA IN UN TRAGICO INCIDENTE MORTALE



SANT'ONOFRIO (VIBO VALENTIA), 27 GENNAIO 2012 - Un uomo di 52 anni, Giovanni Condello, di Francavilla Angitola, e' morto oggi in un incidente stradale sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria tra gli svincoli di Sant'Onofrio e Pizzo. La vettura sulla quale viaggiava, una Panda, per cause .ancora, e' sbandata in un tratto in discesa andando a finire contro il pilone. Nell'impatto Condello e' stato sbalzato dalla vettura. Per consentire l'intervento dei soccorsi l'autostrada e' rimasta chiusa per circa un'ora

Oscar Capitanio 36 anni stroncato da un malore improvviso.Lascia 3 Figli


Bergamo 27 Gennaio 2012.Un uomo di 36 anni di Almenno San Bartolomeo, Oscar Capitanio, è morto stamattina, venerdì 27 gennaio, a Pontida per un improvviso malore. L'imbianchino, padre di tre figli piccoli, si è sentito male in via Fratelli Kennedy, mentre era su furgone. È intervenuto il 118, ma non c'è stato nulla da fare.
È successo alle 9: il 36enne stava guidando il suo furgone per recarsi al lavoro quando in via Fratelli Kennedy deve essersi sentito male. L'imbianchino ha accostato e si è fermato. Deve essere stata la sua ultima azione. Un passante ha notato l'uomo semisdraiato sul furgone e ha subito lanciato l'allarme.
È intervenuto il 118 di Ponte San Pietro, lo staff medico ha tentato di rianimare l'uomo, ma non c'è stato nulla da fare. Oscar Capitanio era già morto. La salma è stata trasferita ad Almenno San Bartolomeo. L'imbianchino abitava con la famiglia in via Resistenza, nella zona delle cascine. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Cisano Bergamasco per i rilievi del caso.

Fabio Barla, il centauro di 26 anni perde la vita in un tragico incidente


San Remo 27 Gennaio 2012.E' Fabio Barla, il centauro di 26 anni morto, questa mattina poco prima delle 10.30 sulla statale Aurelia ad Arma di Taggia, tra la galleria Castelletti ed il semaforo. Il giovane, residente a Sanremo, sbalzato a diversi metri dalla carreggiata, ha perso la vita sul colpo.
E' stata da poco confermata la dinamica dell'incidente: Barla procedeva sulla sua Honda CBR 1000 in direzione Sanremo, ha perso il controllo della moto durante un sorpasso ed ha urtato contro un Ape Piaggio che era fermo, andando dritto per circa 6/7 metri, venendo disarcionato. Il casco era allacciato ma, secondo i riscontri della Municipale di Taggia, si è staccata la cinghia ed il corpo del giovane è rimasto sull'asfalto, lontano ad alcuni metri dalla moto.
Sul posto sono prontamente intervenuti i medici del 118 e le ambulanze della Croce Verde ma, purtroppo, per il 26enne non c'era più nulla da fare. Dopo l'arrivo dei soccorsi si sono precipitati anche gli agenti della Polizia Municipale di Taggia che ha rilevato l'accaduto ed i Carabinieri del locale distaccamento che hanno fornito un prezioso contributo per ricostruire quanto successo. Poco dopo l'incidente anche il maresciallo Mauro Rinaldi comandante della stazione dei carabinieri di Taggia è arrivato sul posto.
La dinamica purtroppo è apparsa chiara, l'incidente è avvenuto perchè causato dall'alta velocità con cui procedeva il ragazzo in sella al suo bolide. Ad assistere all'accaduto, sconvolto c'era anche il padre che è rimasto ad alcuni metri di distanza prima di lasciare la scena dell'incidente. In tanti si sono avvicinati al luogo dell'accaduto e dalle palazzine vicine. Barla e la sua moto, hanno detto alcuni dei presenti, erano spesso in giro per Arma di Taggia mentre il giovane nella vita di tutti i giorni lavorava presso un'edicola.
Dopo i rilievi di rito svolti dagli agenti della locale polizia di Taggia, la moto è stata posta sotto sequestro mentre gli altri mezzi sono stati lasciati liberi. Una procedura di prassi visto che da quanto appurato Barla aveva perso il controllo del suo mezzo prima ancora di urtare il piccolo motocarro.

Carlo Lesa, di 49 anni, insegnante di educazione fisica perde la vita in un tragico incidente

UDINE 27 Gennaio 2012 Schiacciato nella sua macchina finita contro un tir: così è morto questa mattina Carlo Lesa, di 49 anni, insegnante di educazione fisica di Udine. Ancora da chiarire le dinamiche dell'incidente.


L'incidente è avvenuto poco dopo le 7 sulla Pontebbana, nel comune di Moggio Udinese.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Tarvisio (Udine) che non hanno potuto far altro che constatare la morte dell'uomo
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