mercoledì 31 agosto 2011

Rodolfo Landini, figlio del fondatore della storica azienda di trattori e macchine agricole, è morto a 78 anni a causa di una leucemia fulminante



Fabbrico (Reggio Emilia), 31 agosto 2011 - UNA leucemia fulminante ha stroncato la forte fibra di Rodolfo Landini (nella foto), 78 anni, imprenditore storico di Fabbrico. Il decesso è

avvenuto l’altra sera nella sua abitazione di via Isonzo, in paese. «È spirato tra le mie braccia, nella sua amata casa, proprio come aveva chiesto», ha confidato la compagna France Gravet, di origine francese, da trent’anni al fianco dell’industriale reggiano. Rodolfo Landini era figlio di Aimone, a sua volta fondatore – col fratello James – della storica azienda di trattori e macchine agricole, poi ceduta negli anni Sessanta, ma che ha continuato a mantenere il prestigioso marchio Landini. Al passaggio di proprietà della azienda di famiglia, era seguita per Rodolfo una nuova importante avventura imprenditoriale con la nascita della Emiliana Imballaggi, sempre a Fabbrico. Landini aveva guidato l’attività della ditta fino ad alcuni anni fa, quando aveva poi deciso di godersi la pensione. Amava viaggiare, in particolare in Francia, in Costa Azzurra. Era stato sempre in buona salute: solo un mese fa gli era stata diagnosticata la malattia e il primo agosto era stato ricoverato al Santa Maria Nuova di Reggio.

NEL fine settimana era tornato nella sua abitazione. «La sua volontà era quella di concludere i suoi giorni nella sua casa. E così è stato», dice la compagna. Che aggiunge: «Rodolfo è stato una persona splendida. Con lui se ne va un uomo pieno di pregi». Alcuni anni fa era morto il fratello Mirco. In lutto, ora, sono anche Cristiana, Serena e Gian Guido, figli di Rodolfo, che era stato un grande appassionato di tennis. Tantissimi i messaggi di cordoglio. I funerali si svolgono oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Fabbrico, prima dell’ultimo viaggio verso il locale cimitero, dove avverrà la tumulazione del feretro. Eventuali offerte in sua memoria possono essere devolute all’associazione contro le leucemie.



Antonio Lecci

Daniele Sattin, ventenne di Conselve, è morto a causa dei traumi subiti in un incidente avvenuto il 28 Agosto sera.



Padova 31 Agosto 2011.Non ce l'ha fatta, Daniele Sattin, 20 anni residente in via Monteverdi a Conselve, morto ieri all'ospedale di Monselice in seguito ai traumi riportati dopo una fuoriuscita autonoma sulla strada provinciale che da

Condividi Cartura porta a Due Carrare.

Domenica sera stava andando a trovare degli amici quando in via Ponte di Riva ha perso il controllo della sua Ford Fiesta finendo la corsa contro la mura di un'abitazione.

Daniele lascia il papà Giuseppe, la mamma Emiliana e la sorella Valentina. Il ragazzo lavorava da tre anni allo Spacciocchiali di via XX settembre, in paese. Si era diplomato solo qualche anno prima come odontotecnico al Fermi di Este e successivamente si era iscritto al Leonardo da Vinci di Bergamo per conseguire il diploma di ottico. Tra quindici giorni avrebbe dovuto sostenere l'esame di abilitazione.

I genitori hanno acconsentito all'espianto degli organi e restano ora in attesa del nulla osta della procura per fissare la data dei funerali.

Maria Palermo, che tornava a casa dalle vacanze insieme al marito ed ad un nipotino. perde la vita in un tragico incidente



Salerno 31 Agosto 2011.Ancora la Salerno – Reggio Calabria scenario di una sciagura della strada. Altro sangue sull’asfalto della pericolosa arteria che attraversa la provincia salernitana . E la conta dei

morti cresce terribilmente.

A Perdere la vita una donna di 72 anni, Maria Palermo, che tornava a casa dalle vacanze insieme al marito ed ad un nipotino.

La donna era a bordo di una Fiat Punto bianca che, tra gli svincoli del raccordo Salerno-Avellino e Fratte, ha perso il controllo e si è incastrata sotto un grosso camion. I vigili del fuoco hanno dovuto faticare non poco per estrarre ciò che rimaneva della Punto, ridotta ad un ammasso di lamiere deformi.

L’enorme camion non ha lasciato scampo alla signora Palermo. Il marito invece è stato ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

Le sue condizioni non destano preoccupazione ma i medici si sono riservati la prognosi. Illeso il nipotino che sedeva sul sedile posteriore. Lo scontro ha provocato un tamponamento a catena, un effetto domino che ha coinvolto otto veicoli.

Una donna di Napoli è stata estratta dalle lamiere della sua auto ed è stata trasportata in ospedale con l’eliambulanza. Il maxi tamponamento di ieri riapre la discussione sulla pericolosità dell’arteria già altre volte teatro di incidenti. Una strada pericolosa, dove complice la scarsa visibilità e l’alta velocità a cui viaggiano le automobili, è spesso teatro di incidenti come quello che ha avuto luogo ieri .

Joey Casella, 23 Anni di Rivolta d'Adda si schianta contro la ruspa con la sua moto. Perdendo la vita



BERGAMO 31 Agosto 2011 Un ventitreenne, Joey Casella, di Rivolta d'Adda (Cremona), a bordo di una motocicletta si è schiantato contro una ruspa ed è morto, questa mattina, a



Casirate d'Adda, nel bergamasco, alle porte di Treviglio. Il giovane, che stava raggiungendo in moto il posto di lavoro, per cause da accertare si è scontrato con la ruspa, morendo poco dopo l'arrivo dell'ambulanza. L'incidente, del quale si stanno occupando i Carabinieri della compagnia di Treviglio, è avvenuto lungo la strada provinciale 472, nei pressi del cantiere della Brebemi. La vittima viveva a Rivolta d'Adda (Bergamo).



Secondo i primi accertamenti il giovane, che era in sella a una Yamaha R6, stava percorrendo la strada provinciale in direzione di Treviglio (Bergamo), quando si è scontrato con il mezzo pesante che in quel momento stava uscendo dall'area di cantiere della Brebemi. Il 23enne faceva il pizzaiolo e stava andando a lavorare in un centro commerciale di Treviglio. È morto poco dopo l'arrivo dei soccorritori.

Alberto Bonafede 43 anni e Aldo Giustina 42 anni perdono la vita precipitando dal monte Pelmo.ERANO 2 SOCCORITORI



BELLUNO 31 AGOSTO 2011 Un'altra tragedia sulle montagne italiane. Due volontari del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, il 43enne Alberto Bonafede e il 42enne Aldo Giustina, entrambi di San Vito di Cadore, hanno perso la vita dopo essere precipitati all'alba dal monte Pelmo, investiti da una frana di sassi. I due tecnici si stavano calando a 2.900 metri di altitudine per raggiungere e salvare due alpinisti tedeschi feriti sulla via Simon-Rossi: sono stati centrati dalla scarica, che ne ha tranciato le corde e li ha fatti precipitare per 700 metri.

Al momento la caduta di altro materiale dalla parete ostacola l'avvicinamento alle salme. I due scalatori tedeschi sono stati recuperati dall'elicottero e saranno trasportati in ospedale. Il Soccorso alpino fa sapere di stringersi alle famiglie dei suoi volontari.

I corpi di Bonafede e Giustina, si è appreso successivamente, sono stati individuati ma non ancora recuperati. I soccorritori, infatti, hanno ritrovato al momento solo qualche brandello degli indumenti dei due volontari. La speranza di recuperare le salme è legata anche alla profondità alla quale i due potrebbero essere finiti, sotto l'enorme massa di roccia staccatasi dal Pelmo.

È stata delimitata un'area per le ricerche vasta un chilometro di lato per circa 700 metri, ha spiegato il capo del soccorso alpino del Veneto, Fabio Bristot. Dalla montagna tuttavia stanno continuando le scariche di pietre, che rendono pericoloso l'intervento degli operatori.



SINDACO: ERANO PERSONE SPECIALI «La comunità perde due persone speciali, il paese adesso è come morto». Sono le parole di Andrea Fiori, il sindaco di San Vito di Cadore, dove vivevano Alberto Bonafede e Aldo Giustina, i due volontari del soccorso alpino rimasti uccisi sotto la frana staccatasi dal monte Pelmo. «Erano due ragazzi sempre disponibili, con tutti - continua il sindaco - impegnati non solo nell'organizzazione del soccorso, ma in tante associazioni di impegno sociale. Siamo sconvolti, in queste ore c'è una processione continua di gente, qui in Comune e nella sede del Soccorso». Bonafede, riferisce Fiori, faceva parte di una famiglia di alpinisti, molto conosciuti, e lui stesso era una guida alpina. Sia Bonfade che Giustina era sposati, con figli. «Sapevamo da ieri sera - spiega Fiori - che erano partiti per un soccorso difficile, in notturna, sul Pelmo. Io stesso mi ero dato da fare per recuperare una cellula fotoelettrica. Poi stamattina presto è arrivata la prima drammatica notizia, investiti da una frana». «Avevamo ancora qualche speranza che potessero tirarli fuori - conclude - ma chi se intende di queste ci ha fatto capire che era impossibile che potessero salvarsi».



Metti il resto dell'articolo qui prima che ti arrestano.

SILVIO G. SFRATTATO, VIVEVA IN AUTO. MALORE LO UCCIDE



TORINO 31 Agosto 2011 E' morto stroncato da un malore in auto. Il 65enne Silvio G. viveva nella sua vettura, parcheggiata in una via a Lanzo torinese, da giugno, ovvero da quando era stato sfrattato insieme alla sorella. A nulla è servito l'intervento dei sanitari del 118 chiamati dalla sorella Anna Maria, di due anni più giovane, questa notte. L'anziano è stato stroncato da un arresto cardio-respiratorio. I due fratelli avevano ricevuto a giugno lo sfratto dalla loro casa di Ciriè (To) e avevano deciso di vivere in auto mentre cercavano una nuova abitazione. In città erano conosciuti per aver gestito per alcuni anni un bar e a quanto si apprende, probabilmente per non fare sapere delle loro difficoltà, non si erano rivolti nè ai servizi sociali nè al Comune. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Mathi (To). La salma è stata trasportata alla camera mortuaria dell'ospedale di Lanzo su disposizione dell'autorità giudiziaria.

Rosaria Semeraro,Cosimo Piccolo e Francesco Bufano perdono la vita in un tragico incidente mortale



TARANTO 31 Agosto 2011 Tragico incidente ne tarantino, all'alba, sulla statale 106 jonica. Un'automobile, una Fiat Punto, si è scontrata con un pulmino che conduceva al lavoro braccianti agricoli: tre persone sono

morte, una quindicina sono rimaste ferite, di cui due sono in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto all'altezza dello svincolo per Lido Chiatona, in zona Pino di Lenne. A perdere la vita, due occupanti dell'auto più una bracciante agricola a bordo del pulmino.

Le vittime sono una donna di 36 anni di Villa Castelli (Brindisi), Rosaria Semeraro, e due uomini di 63 e 79 anni di Massafra (Taranto), Cosimo Piccolo e Francesco Bufano. Alcuni feriti sono in gravi condizioni. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la 'Fiat Punto' si è schiantata contro il camion che si era fermato per un'avaria ai freni. Successivamente è avvenuta la collisione con il pullmino che trasportava 13 braccianti agricoli. Ad avere la peggio la donna di Villa Castelli e due dei tre occupanti dell'autovettura.

Diverse ambulanze del 118 hanno trasportato i feriti negli ospedali 'Santissima Annunziata' e 'Moscati' di Taranto e nell'ospedale 'Pagliari' di Massafra. I vigili del fuoco hanno dovuto usare la fiamma ossidrica per estrarre i corpi dalle lamiere dei mezzi coinvolti. La Polizia stradale ha avviato gli accertamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e stabilire le responsabilità. Sul posto è intervenuta anche un'autogru per liberare la carreggiata.

martedì 30 agosto 2011

Francesco Saverio Paris, trentaduenne di Avezzano, e' morto in un incidente stradale avvenuto a Roma in via Sant'Alessandro.



Avezzano 30 Agosto 2011 Il mondo giovanile cittadino è sotto shock dopo aver appreso la notizia della morte di Francesco Saverio Paris, 32 anni, figlio del noto avvocato avezzanese Giancarlo. Si è schiantato contro un muretto a Roma ieri mattina intonrno alle 11 e la moto ha preso fuoco. L’incidente è avvenuto in via Sant’Alessandro, alle porte della Capitale, vicino alla centrale del latte. Il ragazzo, in sella alla sua Aprilia, secondo una prima ricostruzione, avrebbe perso il controllo del mezzo per cause non chiarite finendo violentemente contro un muretto, recinzione di un’abitazione. La moto sulla quale viaggiava ha preso fuoco, senza lasciare scampo al 32enne, che è morto sul colpo. A nulla, infatti, sono serviti i soccorsi del 118. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani del V Gruppo, carabinieri e polizia. Nel primo pomeriggio sono state eseguite le operazioni di riconoscimento da parte dei familiari. La notizia, giunta in città, dove il giovane era molto conosciuto e stimato, ha sconvolto i tanti amici. L’avezzanese lavorava come consulente a Roma per la Lega Calcio e si occupava di collaudo di strutture sportive. Viene ricordato da chi lo conosceva come un giovane molto gioviale e affabile. Aveva frequentato il Liceo Classico e poi si era iscritto a Giurisprudenza. Era appassionato di motociclette, ma anche di musica e di cavalli. Amava cucinare per gli amici e trascorrere del tempo nel casale di Sante Marie che aveva ristrutturato negli ultimi anni. A Roma viveva nella zona del Pigneto insieme a degli amici marsicani, ma nei week end fuggiva sempre per tornare ad Avezzano dove vive la sua famiglia e dove ci sono tutti i suoi amici..

MILANO, 35ENNE TROVATA MORTA



MILANO30 agosto 2011Aveva trentacinque anni la ragazza italiana trovata morta nel suo appartamento di via Filippino Lippi. La giovane viveva da sola e aveva sofferto di problemi psichici e di alcol Sono stati i suoi vicini a dare l'allarme intorno alle 10,30 di ieri, quando hanno iniziato ad avverire un forte odore proveniente dall'abitazione.

La polizia e i vigili del fuoco sono entrati in casa da una finestra. La porta era chiusa regolarmente e senza segni di effrazione. Sul posto si è presentato il fratello. La donna, secondo una prima ipotesi, dovrebbe essere morta per cause naturali ma non si eslude neanche l'ipotesi del suicidio.



lunedì 29 agosto 2011

Raffaele Martini, trentaseienne allenatore di basket, è morto per malattia a Bergamo



Bergamo 29 Agosto 2011.Lutto nel mondo del basket.:è scomparso Raffaele Martini, vice allenatore fino a due stagioni fa e da sempre nel settore giovanile della Blu Basket Treviglio.

Di seguito il comunicato della

società bergamasca:



La Co.Mark Blu Basket si stringe al dolore dei genitori e al fratello per la prematura scomparsa del nostro amato coach Raffaele Martini.

La morte non ti toglierà completamente dai nostri cuori e dalla nostra mente, rimarrà sempre vivo in tutti noi il ricordo della tua professionalità sul campo, dei tuoi sorrisi, e l'opera educativa intrapresa nel settore giovanile.

Ciao Raffa, da lassù proteggici e tifa Blu Basket!

Damiano Nordio Pescatore ucciso a coltellate, sconcerto a Chioggia: «Erano cresciuti insieme»



VENEZIA 29 Agosto 2011 In pochi hanno voglia di parlare di quanto è successo l'altra notte. Nessuno si sbilancia nel raccontare chi fosse Damiano Nordio e quali potrebbero essere i motivi che

hanno portato alla sua uccisione. Eppure era un ragazzo conosciuto, soprattutto all'Isola della Fossetta, dove era nato e cresciuto e dove risiedono ancora i genitori: la madre Chelli e il padre Roberto. Lui invece se n'era andato e abitava in via Ausonia a Sottomarina.



La Fossetta è un quartiere nato nell'immediato dopoguerra e fatto di case popolari che all'epoca sono state costruite per dare una dimora agli sfollati. Un quartiere dalle umili origini quindi, che tuttavia negli anni Settanta conosce una sorta di riscatto grazie all'attività legata all'industria delle esche da pesca. I residenti della zona all'epoca si industriarono e iniziarono a raccogliere i vermi nelle secche della laguna, a inscatolarli e a venderli per la pesca. Quest'attività ha consentito alle famiglie di uscire dallo stato di estrema povertà in cui versavano e ha fatto sì che l'intero quartiere si riscattasse. Molte case sono state sistemate e ora si tratta di una quartiere come tanti altri abitato in prevalenza da lavoratori ancora impegnati nell'industria delle esche e da pescatori di mare o di laguna.



Anche Damiano Nordio faceva parte del mondo dei caparozzolanti, i pescatori di vongole di laguna, anche se ufficialmente sembra fosse disoccupato. Il giovane, che avrebbe compiuto ventinove anni fra poco più di una settimana, aveva alcuni precedenti per droga ed era padre di una bambina di tre anni. Alla Fossetta e nei bar vicini alla zona i pochi che «si sbottonano» si dicono sorpresi di quanto accaduto e non riescono a spiegarsene il motivo. Nemmeno il parroco vuole commentare il gravissimo episodio di sangue accaduto a poca distanza dalla chiesa della Madonna della Navicella. Un imponente edificio in mattoni rossi con un ampio porticato. Anche se una cosa è certa: i numerosi fedeli che hanno partecipato alle messe della domenica mattina non parlavano d’altro.



Entrambi i giovani, sia Nordio che Cristian Carisi, sospettato dell'omicidio, sono nati qui e si conoscevano da una vita, così come le rispettive famiglie. Tra loro nessuno screzio, neppure in passato, che potesse far presupporre un epilogo tanto tragico. Nordio separato dalla moglie. Carisi fidanzato con una cinese. Una ragazza racconta addirittura che, prossima al matrimonio, aveva invitato entrambi alla cerimonia. Poi però non aggiunge altro perché, dice: «cercate di capire, abbiamo paura».



Nella via il capannello di persone che desiderano far sentire la loro vicinanza alla famiglia della vittima è pressoché fisso, per la maggior parte costituito da parenti, amici o semplici conoscenti del giovane. In mattinata Donatella, una zia di Damiano, ha deposto sull'asfalto ancora macchiato dal sangue del nipote, un mazzo di gigli bianchi accompagnato da un biglietto con le parole «ti ricorderemo per sempre».

Rossana Troletti 54 anni muore travolta dall'albero tagliato dal marito



BERGAMO 29 Agosto 2011 Tragedia in una villetta a Clusone (Bergamo), dove una cinquantaquattrenne è deceduta oggi pomeriggio dopo essere stata travolta da un albero che il marito aveva appena abbattuto in un



terreno di loro proprietà, alla periferia del paese. La donna si chiamava Rossana Troletti e poco prima delle 14: era ai piedi dell' albero che quando è stato tagliato le è caduto addosso, colpendola alla testa e al torace. È stato il marito a chiamare i soccorsi. La vittima è stata portata in elicottero agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dov'è morta in serata a causa di un' emorragia interna. Per fare luce sull'esatta dinamica dei fatti, sono intervenuti anche i carabinieri. La donna lascia il marito e tre figli. .

ROMA, 65ENNE CARBONIZZATO IN UN INCENDIO IN VILLA



ROMA 29 Agosto 2011 Il corpo di un uomo di sessantacinque anni è stato ritrovato in una villa di due piani a Fregene, alle porte di Roma. L'edificio è stato devastato dalle fiamme e

il corpo della vittima è stato ritrovato nella mansarda. Si ipotizza che l'uomo abbia tentato di salvarsi dalla fiamme chiudendosi in un bagno, ma qui ha trovato la morte soffocato dal fumo. All'interno dello stabile non c'erano altre persone. La segnalazione dell'incendio, in via Marina Palmese, è avvenuta intorno alle 17,40. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell'ordine, che stanno effettuando accertamenti per verificare le cause dell'incendio.

Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica per effettuare i rilievi. Da una prima analisi, non sembra che l'incendio fosse doloso.

.

Giovanni Avogadro elettricista di 31 anni ammazza la fidanzata Valeria Mariani di 27 anni e poi si toglie la vita


MONZA 29 Agosto 2011 Un elettricista di 31 anni, Giovanni Avogadro, e la sua fidanzata Valeria Mariani di 27 sono stati trovati senza vita questa mattina a Desio, in provincia di

Monza e Brianza. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, si tratterebbe di omicidio-suicidio: il 31enne avrebbe aspettato la fidanzata sotto casa, aprendo il fuoco su di lei e uccidendola, prima di rivolgere l'arma contro se stesso togliendosi la vita. Il giovane ha sparato alla ragazza all'incrocio tra le vie padre Kolbe e Monviso, con una pistola, prima di rivolgere l'arma contro se stesso. I carabinieri stanno cercando ora di capire come l'omicida possa essere venuto in possesso dell'arma, visto che l'uomo non aveva alcun porto d'armi.

SI ERANO LASCIATI UN MESE FA Sono almeno sei i colpi sparati dal 31enne che stamane a Desio, in provincia di Monza e Brianza, ha atteso l'ex fidanzata sotto casa, in via Padre Kolbe, e l'ha uccisa, prima di rivolgere l'arma contro se stesso. Un omicidio-suicidio legato, probabilmente, all'incapacità del ragazzo di rassegnarsi alla fine della storia d'amore con la 28enne. Un rapporto interrotto circa un mese fa, secondo quanto ricostruito dai carabinieri. Il 31enne, che vive in provincia di Como, stamane ha atteso che l'ex fidanzata uscisse di casa, poi si è avvicinato e ha fatto fuoco. Il giovane non ha lasciato nessun biglietto per spiegare il gesto. I carabinieri sono al lavoro per i rilievi del caso, mentre resta da capire come il 31enne si sia procurato l'arma. Giovanni Avogadro, idraulico, ha sparato più volte non lasciando scampo all'ex fidanzata Valeria Mariani, che si è accasciata sull'asfalto tra via Padre Kolbe e via Monviso, pochi minuti dopo le 8. Inutili i tentativi di soccorso: la 28enne è deceduta sul colpo. Morte immediata anche per il 31enne. Sotto shock i genitori delle due vittime.

domenica 28 agosto 2011

Luca Illesi, quarantacinquenne di Belluno È stata una folata di vento violenta e improvvisa a causare



BELLUNO 28 agosto 2011È stata una folata di vento violenta e improvvisa a causare, oggi, della morte di Luca Illesi, quarantacinquenne di Belluno. La vela è diventata ingovernabile e il deltaplanista è precipitato con il suo velivolo nella zona dell'Alpago (Belluno), ed è morto finendo tra gli alberi. I medici del pronto soccorso del Suem 118 di Pieve di Cadore, intervenuti con una squadra del soccorso alpino dell'Alpago, non hanno potuto che constatare il decesso dell'uomo, causato dei gravi traumi provocati dalla caduta. Era decollato poco prima dal rifugio monte Dolada, a circa 1.500 metri di quota; proprio nelle prime fasi del volo il deltaplano è stato investito dal forte colpo di vento. L'uomo non è più riuscito a mantenere l'assetto della vela, che si è avvitata precipitando al suolo.





B.M. 21 anni si schianta contro un albero e perde la vita



FORLÌ 28 Agosto 2011.Un giovane di 21 anni residente nella zona di Forlì è morto la scorsa notte in un incidente stradale. Il ragazzo uscito di strada e si è schiantato con la sua



Citroen C3 contro un albero. Così è morto verso le 5.15 B.M., a Predappio, in provincia di Forlì. La vittima ha perso il controllo dell'auto in viale della Libertà, mentre stava uscendo dal paese, forse per un colpo di sonno. Sull'asfalto non c'erano segni di frenata. Sono intervenuti la Polizia Stradale, i vigili del fuoco e il 118. Il giovane è morto sul colpo. .

Mauro Bianchi 40 anni uccide il padre Alduino Bianchi nel sonno a coltellate esclamando "ORA SONO LIBERO"



GROSSETO 28 Agosto 2011 Tragedia a Pitigliano (Grosseto). Un 40enne con problemi psichici, Mauro Bianchi, ha ucciso l'anziano padre che stava dormendo nella sua camera con quattordici-quindici coltellate al ventre. Poi, ha



chiamato i carabinieri chiedendo di andarlo a prendere. Quando i militari sono arrivati ha esclamato: «Ora sono libero, sono tranquillo». È accaduto la scorsa notte. La vittima è Alduino Bianchi, 79 anni, agricoltore in pensione. Il figlio è stato arrestato.

sabato 27 agosto 2011

Guglielmo Imbimbo, ex responsabile delle relazioni esterne dell'Ilva, è morto mentre faceva pesca subacquea



TARANTO 27 Agosto 2011 Il sessantaquattrenne Guglielmo Imbimbo, ex responsabile delle relazioni esterne dell'Ilva, è morto oggi mentre faceva pesca subacquea in apnea nelle acque antistanti San Vito a Taranto. L'uomo sarebbe morto per annegamento dopo aver accusato un malore. Militari della Guardia Costiera e vigili del fuoco hanno recuperato il corpo nei pressi del faro di San Vito. Imbimbo indossava una maschera e la muta da sub. La fiocina del suo fucile era incastrata tra gli scogli

Andrea Marcone, ha perso la vita in un incidente stradale lungo la Strada Statale che conduce da Silvi (Teramo) ad Atri (Teramo)



TERAMO 27 Agosto 2011 Un 21enne di Atri (Teramo), Andrea Marcone, ha perso la vita la notte scorsa in un incidente stradale lungo la Strada Statale che conduce da Silvi (Teramo) ad Atri (Teramo). Per cause in



corso di accertamento il giovane alla guida della sua moto ha perso improvvisamente il controllo del mezzo, andando a finire la corsa contro un cartello stradale. L'urto violentissimo non ha lasciato scampo al giovane che è morto praticamente sul colpo. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari del 118. La dinamica dell'incidente è stata ricostruita dagli agenti della Polizia Stradale. Due giorni fa, sempre in provincia di Teramo (a Sant'Egidio alla Vibrata), era morto, sempre in un incidente stradale con una moto, un 17enne.

Andrea Marcone, 21enne di Atri, è morto a causa di un incidente stradale avvenuto lungo la Statale che collega Silvi ad Atri.



Pescara 27 Agosto 2011.Andrea Marcone, 21enne di Atri, è morto la scorsa notte a causa di un incidente stradale avvenuto lungo la Statale che collega Silvi ad Atri.

Il giovane ha

perso il controllo del mezzo e si è schiantato violentemente contro un cartello stradale. All'arrivo dei soccorsi, il giovane era già morto.

Sul posto è intervenuta la Polizia Stradale che ora cercherà di ricostruire la dinamica della tragedia..

Roberto D'Aloisio 42 anni ucciso da una coltellata



PESCARA 27 Agosto 2011 Roberto D'Aloisio, quarantunenne pescarese, è deceduto oggi pomeriggio, dopo essere stato accoltellato durante una lite. Il presunto omicida è ora



ricercato. Secondo una prima ricostruzione della polizia, la vittima avrebbe cominciato la discussione dinanzi il Sert di Pescara, nei pressi dell'ospedale civile. Colpito al torace, D'Aloisio è stato subito portato al pronto soccorso ma poco dopo è morto per una sospetta emorragia interna. .

Federico De Sanctis, 26 anni perde la vita in un tragico incidente stradale



DOMODOSSOLA - Un carabiniere in servizio in Ossola è morto questa mattina in un incidente stradale sulla strada statale 659 della valle Antigorio Formazza. La sua auto è uscita di strada a Crodo, paese che dista pochi



chilometri da Premia, dove il militare prestava servizio. La vittima è Federico De Sanctis, 26 anni, nativo di Roma ma residente a Poggio Nativo (Rieti). Il giovane è deceduto all'istante per le ferite riportate nell'impatto.

Rocco Fusco, di 62 anni, e la moglie Emanuela Berni, di 54 anni, e Simonetta Alpestre, di 60, amica della coppia. perdono la vita in un incidente



LA SPEZIA 27 Agosto 2011 Altro tragico incidente sulle strade italiane, dopo quello nel barese in cui hanno perso la vita tre ragazzi e una donna di 52 anni. Uno scontro avvenuto sulla

carreggiata Sud dell'autostrada A12 tra La Spezia e Sarzana, questa mattina alle 6.55, ha tolto la vita a tre turisti, che viaggiavano a bordo della stessa auto, una Ford Mondeo. Le vittime sono Rocco Fusco, di 62 anni, e la moglie Emanuela Berni, di 54 anni, e Simonetta Alpestre, di 60, amica della coppia. Tutti risiedevano a Roma, dove erano diretti rientrando dalle vacanze.

Secondo una prima ricostruzione dell'episodio, compiuta dagli agenti della Polstrada di Brugnato e dai Vigili del Fuoco della Spezia accorsi sul posto, il conducente (il 52enne napoletano) avrebbe perso il controllo dell'auto la quale è andata a schiantarsi contro una cuspide che delimitava il restringimento della corsia. In quel punto, infatti, al chilometro 98.500, poco dopo l'autogrill Magra Ovest, in direzione Sud tra i caselli di Santo Magra e Sarzana, sono in corso lavori di manutenzione.

Nell'impatto la Ford si è ribaltata; gli occupanti sono morti all'istante. All'origine dell'incidente forse un colpo di sonno o un malore. I Vigili del Fuoco della Spezia hanno impiegato oltre un ora per estrarre i corpi dalle lamiere. L'autostrada è rimasta chiusa per un paio di ore ed è stata riaperta al traffico solo alle 9.30.



TORNAVANO DALLE VACANZE Tornavano dalle vacanze in montagna le tre persone - marito, moglie ed un'amica di famiglia - morte nell'incidente di questa mattina sull'autostrada A12. Da indagini più accurate è emerso che al volante della vettura non c'era l'uomo ma sua moglie, Emanuela Berni, mentre rimane uguale la dinamica. La macchina nell'impatto con la cuspide si è ribaltata e Simonetta Alpestre è stata sbalzata fuori dall'abitacolo. Tutte e tre le persone sono morte all'istante. L'auto è stata sequestrata, su disposizione del pm Maurizio Caporuscio, titolare delle indagini. Le salme sono state portate all'obitorio dell'ospedale San Bartolomeo di Sarzana.

.

Vita Mattea Alfarano Rossella Pinto,Massimo Solare,e Sabrina Perrone morti in un incidente a Bari:LUTTO CITTADINO



BARI 27 Agosto 2011 Sono in gravi condizioni, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, le quattro persone rimaste ferite nell'incidente stradale avvenuto nella



notte tra una Ford Fiesta e una Opel Meriva sulla provinciale tra Acquaviva delle Fonti e Adelfia, nel barese, e nel quale sono morti tre giovani e una donna di 52 anni. Sono ricoverati in prognosi riservata nel policlinico di Bari e nell'ospedale di Acquaviva delle Fonti il marito della donna di 52 anni deceduta nell'impatto, Mattea Vita Alfarano, la figlia della coppia e il fidanzato di quest'ultima, entrambi di 27 anni.

La famiglia, di Rutigliano (Bari), stava facendo rientro a casa dopo una serata trascorsa fuori. È in prognosi riservata anche Angelica Busco, di 21 anni, che era a bordo della Ford Fiesta condotta da Massimo Solare, di 18 anni, e sulla quale viaggiavano anche Rossella Pinto, di 21 anni e Sabrina Perrone, di 25. I tre amici di Angelica Busco - tutti di Acquaviva delle Fonti - sono morti sul colpo. I ragazzi - a quanto si è saputo - provenivano da Bari ed erano diretti ad Acquaviva.

L'impatto tra la Ford Fiesta e la Opel Meriva sulla quale viaggiava la famiglia di Rutigliano è stato frontale ed è avvenuto nella corsia di marcia della Opel. Questo fa presupporre - secondo i carabinieri immediatamente accorsi sul posto - che il ragazzo alla guida della Ford Fiesta non sia riuscito a rientrare in corsia durante un sorpasso oppure abbia perso il controllo della vettura. Per estrarre i corpi dalle lamiere sono intervenuti i vigili del fuoco. Le indagini dei carabinieri di Acquaviva delle Fonti sono coordinate dal pm di turno presso il tribunale di Bari, Manfredi Dini Ciacci.



PROCLAMATO LUTTO CITTADINO Il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Francesco Squicciarini, ha indetto il lutto cittadino per domani, in concomitanza con i funerali dei tre ragazzi acquavivesi morti nell'incidente stradale avvenuto nella notte sulla provinciale tra Acquaviva delle Fonti e Adelfia, nel barese, e nel quale ha perso la vita anche una donna di 52 anni. Il sindaco invita i titolari delle attività commerciali e produttive ad esprimere la loro partecipazione sospendendo le attività durante i funerali e tutti i cittadini ad essere vicini al dolore delle famiglie così gravemente provate. «L'intera comunità - evidenzia il sindaco - è profondamente colpita da questa drammatica notizia e partecipa al dolore dei famigliari dei tre giovani».

venerdì 26 agosto 2011

Ilario Aurilia 24 anni di Torre del Greco, è morto in un incidente stradale



Torre del Greco 26 Agosto 2011.Sono avvolti nel mistero gli ultimi istanti di vita di Ilario Aurilia, il giovane di 24 anni morto nella notte tra mercoledì e giovedì a Torre del Greco (Napoli) a seguito di un incidente stradale, mentre era a bordo del suo scooter senza casco in via Giovanni Battista. A sollevare perplessità sono stati diversi amici di Aurilia: prima su Facebook, poi con striscioni apparsi questa mattina in città, in diversi hanno mostrato dubbi sulla versione fornita dalla polizia circa le cause accidentali del sinistro. "Vogliamo giustizia", "Presto la verità verrà fuori" recitano alcuni striscioni.



Secondo gli amici, infatti, Ilario Aurilia sarebbe rimasto vittima dell'incidente solo dopo aver eluso un posto di controllo ed essere stato per questo inseguito per alcune centinaia di metri dalle forze dell'ordine. Una tesi, però, al momento smentita dal commissariato di polizia di via Marconi, che sta portando avanti le indagini. I funerali del giovane, inizialmente programmati per questa mattina, sono slittati al pomeriggio, anche se questo slittamento non sarebbe collegato alle voci sulla tragica morte del ragazzo.

Metti il resto dell'articolo qui prima che ti arrestano.

Scooter contro un'auto muore Alberto Zaccariotto 36enne di San Donà



SAN DONA’ DI PIAVE (Venezia)26 Agosto 2011 Incidente mortale nella notte a San Donà di Piave, coinvolte un’auto e uno scooter. La vittima è Alberto Zaccariotto, di 36 anni, residente a



San Donà. L’incidente è avvenuto intorno alle 2.30, all’incrocio tra via Trento e via Pralungo. Dalle prime ricostruzioni degli inquirenti pare che l’uomo, alla guida dello scooter, abbia attraversato l’incrocio senza rispettare la precedenza. Da sinistra stava transitando una Ford Ka, guidata da una diciannovenne di San Donà. L’impatto è stato inevitabile, l’uomo è stato sbalzato dallo scooter volando per decine di metri. All’arrivo dell’ambulanza le sue condizioni parevano già critiche. Subito trasportato all’ospedale cittadino, è morto poco dopo per i traumi interni. La ragazza, uscita dall’incidente con qualche botta superficiale, se la caverà con tre giorni di prognosi.



Giulio Serra

Andrea Roverato 18 anni, in vacanza con la famiglia in Egitto,perde la vita in un tragico incidente



Padova 26 Agosto 2011.La dinamica è ancora tutta da accertare, in quanto la famiglia colpita dal grave lutto è ancora fuori dall'Italia ma, secondo una prima ricostruzione rilasciata da

una parente al Mattino di Padova, sembrerebbe che Andrea Roverato, 18 anni residente a Torre in via Giordano Bruno Rossoni 9, abbia perso la vita mentre si trovava in vacanza a Sharm el Sheikh a causa della fuoriuscita autonoma dell'auto su cui viaggiava.



LA PRESUNTA DINAMICA. Il mezzo sarebbe finito accidentalmente contro un palo dell'illuminazione che, successivamente piegatosi, si sarebbe abbattuto sul 18enne schiacciandolo e non lasciandogli scampo. L'auto era guidata da un autista che, con una guida, stava rientrando da un'escursione nel deserto. Nella macchina su cui viaggiava Andrea c'era anche la sorella 15enne, a sua volta rimasta gravemente ferita ma non più in pericolo di vita. I genitori invece seguivano nel tragitto di rientro in hotel a bordo di un altro mezzo assieme ad un altro figlio più piccolo.



DALLA VACANZA ALLA TRAGEDIA. La vacanza della famiglia padovana era iniziata domenica 14 agosto. Ma mercoledì 17 è accaduto l'irreparabile. Il ritorno sarebbe dovuto avvenire domenica scorsa. Invece i genitori sono dovuti rimanere in Egitto per seguire la figlia ricoverata in ospedale al Cairo e organizzare il rimpatrio della salma di Andrea.



UN FUTURO SPEZZATO. Diplomato quest'anno all'istituto Severi, Andrea avrebbe iniziato tra qualche settimana a frequentare facoltà di Economia aziendale all'università Ca' Foscari di Venezia.

SARAH SCAZZI Il 26 agosto del 2010 l’inizio di 'giallo' ancora aperto e seguito in maniera spasmodica a livello mediatico



AVETRANA 26 AGOSTO 2011 Quando uscì da casa quel giorno, diretta alla villetta dove abita la cugina, in via Deledda, a non più di 400 metri dalla sua abitazione, aveva indosso una maglietta rosa, un paio di pantaloncini neri corti, un paio di infradito ai piedi e le cuffiette alle orecchie per ascoltare musica. I suoi 15 anni sin dalla mattina le avevano suggerito l'attesa gioiosa per un pomeriggio di mare e di sole insieme con sua cugina e un'amica. Invece quel 26 agosto di un anno fa Sarah Scazzi nella villetta di quella che considerava la sua seconda famiglia trovò la morte. E ancora oggi, a distanza di un anno, sconvolgenti misteri avvolgono la sua uccisione.



SPARITA. In quella giornata di caldo torrido Sarah sparì nel nulla: per ben 42 giorni si cercherà quella ragazzina esile e bionda ovunque, rincorrendo voci di un suo possibile rapimento, di una fuga volontaria, di un 'mostro' nascosto tra le siepi pronto a portarla via per violentarla mentre la studentessa percorre la strada che la porterà a casa di sua cugina e amica per la pelle, Sabrina Misseri. Colei che è ora rinchiusa in carcere insieme con la madre, Cosima Serrano, entrambe accusate di aver ucciso la ragazzina dopo l'ennesima lite tra Sabrina e Sarah, tutte e due invaghite di un amico comune, Ivano. Michele Misseri, invece, padre di Sabrina e marito di Cosima, uscito dal carcere dove era stato rinchiuso dal 30 maggio, avrebbe provveduto a nascondere il cadavere, aiutato - secondo l'accusa - da un fratello e da un nipote.



IL RITROVAMENTO. Il corpo di Sarah Scazzi, nudo, venne trovato il 7 ottobre in un pozzo-cisterna in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana. A portare i carabinieri alla tomba di Sarah quella notte è Michele Misseri. Il silenzioso contadino di Avetrana qualche giorno prima, il 29 settembre, aveva consegnato ai militari il cellulare mezzo bruciacchiato della nipote dicendo di averlo trovato in campagna, tra le stoppie che aveva bruciato la sera prima. Si dispera Michele Misseri: ''perchè l'ho trovato proprio io? Perche'?'', dice guardando in lacrime l'occhio delle telecamere delle Tv da tempo accampate davanti alla sua abitazione. Il 6 ottobre lui e la moglie vengono convocati nella caserma dei carabinieri di Taranto. Lì, nella notte, Michele Misseri interrogato per ore, confessa di aver ucciso Sarah strangolandola perché la ragazzina aveva rifiutato le sue avances e dice anche di aver abusato del cadavere in campagna. Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah, apprende la notizia in diretta, mentre partecipa alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' proprio seduta in una delle stanze della casa della famiglia Misseri. Era stata lei, quella madre dal volto enigmatico, impietrito dallo sgomento, tempo addietro a dire ai giornalisti che bisognava indagare in famiglia, perche' pochi sapevano che Sarah a quell'ora sarebbe andata da Sabrina.



SABRINA MISSERI. Una decina di giorni dopo, il 15 ottobre, Michele Misseri - dando inizio ad una serie di versioni sulla morte della nipote - chiamerà in correità la figlia Sabrina: lui l'ha strangolata, racconta, e lei la teneva ferma. Nella stessa giornata Sabrina - che fino a quel momento aveva svolto un ruolo di protagonista mediatica, rilasciando centinaia di interviste e intrattenendo i rapporti con i giornalisti - viene interrogata. Per lei scatta il fermo per concorso in omicidio e viene trasferita in carcere. La mamma di Sabrina, Cosima Serrano, viene invece arrestata il 26 maggio. Il 29 agosto si terrà la prima udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carrieri. Si apre così un nuovo capitolo di un 'giallo' seguito in maniera spasmodica a livello mediatico, tanto da richiedere più volte l'intervento dell'Ordine nazionale dei giornalisti. Ma chi voleva bene davvero a Sarah in silenzio attende: che venga fatta giustizia e si capisca chi è l'assassino.

Giovanni Novacco 23enne triestino trovato morto con mani e piedi legati e con il corpo parzialmente bruciato,



TRIESTE26 agosto 2011 Il ragazzo triestino trovato morto con mani e piedi legati e con il corpo parzialmente bruciato, questa mattina, in via Gelona nel borgo di Gretta, a Trieste, è stato ucciso da un coetaneo di 23 anni per motivi passionali. Lo si è appreso dalle fonti investigative che in un primo tempo avevano parlato di un prestito di pochi euro non restituito come possibile cause del delitto. Atroci le modalità dell'uccisione del giovane che, sempre secondo quanto si è appreso, sarebbe stato legato ad una sedia, pugnalato e, quindi, dato alle fiamme. L'omicida, che sarebbe un 'bullo' di quartiere, è ricercato. Avrebbe ucciso il coetaneo perchè da alcuni mese stava con la sua ex moglie, anche lei giovane di 21 anni.

L'assassino, ricercato in tutta Italia e nella vicina Slovenia, è Giuseppe Console, triestino, di 23 anni. La vittima è Giovanni Novacco, anch'esso triestino, di 21 anni. Secondo gli elementi raccolti dalla Polizia scientifica e dal medico legale, Console avrebbe trascinato il giovane fino al terzo piano dell'edificio disabitato di via Gemona. Qui lo avrebbe legato ad una sedia e colpito più volte con un coltello. Poi, forse servendosi di materiale infiammabile, avrebbe dato fuoco al corpo. Rientrato a casa, all'alba, avrebbe raccontato alla madre quanto accaduto dandosi poi alla fuga. L'omicida, con precedenti per droga, è tuttora latitante.

La Squadra mobile ha fermato anche un complice, un triestino di 34 anni Alessandro Cavalli. Il pm Massimo De Bortoli della Procura di Trieste ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Da quando la coppia aveva avviato le pratiche di separazione l'ex moglie, di soli 20 anni, aveva più volte segnalato agli organi competenti di essere vittima di stalking da parte dell'ex marito. In passato c'erano state minacce e aggressioni verbali.



Greta Balduini TURISTA ITALIANA 34ENNE è morta in Vietnam



HO CHI MINH CITY26 agosto 2011 Una donna di 34 anni è morta in Vietnam, uccisa dall'iniezione che avrebbe dovuto rimetterla in salute. La vittima è una turista italiana, Greta Balduini, nata e cresciuta a Milano ma la cui famiglia è originaria di Castelleone (Cremona).

Nel borgo, dove da piccola e da ragazza veniva regolarmente a trovare i nonni, Greta era molto conosciuta. Oltre alle parentele si era costruita diverse amicizie, e nonostante la tragedia si sia consumata a migliaia di chilometri di distanza, la notizia non ha impiegato molto ad arrivare in paese. Il decesso risale a ieri.

Greta e il fidanzato, esperti viaggiatori, avevano scelto come meta per le vacanze estive le regioni del sud-est asiatico, in particolare il Vietnam. Prima di scendere verso Ho Chi Minh City - la vecchia Saigon - si erano fermati ad Hoi An, località turistica che si affaccia sul Mar Cinese Meridionale.

Qualche ora dopo aver cenato all'interno del proprio resort, la coppia ha cominciato ad accusare dei disturbi gastrointestinali. Fra i due il più sofferente era l'uomo, e infatti è stata Greta a chiamare un medico. «Ad entrambi - racconta Loredana Maltempi, madre di Greta - è stata diagnostica un'intossicazione alimentare, e tutti e due sono stati sottoposti a una flebo e a un'iniezione di antibiotico. Anzichè migliorare, il quadro clinico dei giovani turisti italiani è precipitato. Esattamente non sappiamo cosa sia successo - prosegue la madre - ma con ogni probabilità si è trattato di uno choc anafilattico. Claudio si è salvato, Greta no. È sempre stata bene, non aveva mai assunto antibiotici: se era allergica a qualche farmaco, non poteva saperlo».

La giovane donna è deceduta durante il trasporto in ospedale, e il rientro in Italia della salma è previsto per sabato mattina.



giovedì 25 agosto 2011

Gerardo Nuzzo, originario di Acerra, è morto a seguito di un incidente stradale avvenuto a Misano



MISANO 25 Agosto 2011 Non ce l'ha fatta Gerardo Nuzzo, il motociclista investito ieri pomeriggio a Misano da un'auto su via Del Carro. Dopo il violento scontro, il 50enne (e non 35enne riportato ieri) è stato trasportato in elisoccorso al "Bufalini". Le sue condizioni però erano già disperate, e poche ore dopo il ricovero, verso le 19, il suo

cuore ha cessato di battere. Nuzzo, originario di Acerra, stava tornando a casa dalla moglie, con la quale si era trasferito a Montescudo dopo aver abitato a Misano.



Se l'è cavata invece con qualche ferita di media gravità la 30enne conducente dell'auto, una Citroen C3 nera, che intorno alle 15.45 di mercoledì pomeriggio non ha rispettato lo stop di via Cà Raffaelli, immettendosi su via Del Carro e centrando in pieno l'Mbk di Nuzzo. La ragazza è stata trasportata per accertamenti all'ospedale "Ceccarini" di Riccione. I rilievi sono stati affidati alla polizia municipale

Miriam Narducci, 35 anni, laureanda in Lingue, molto conosciuta per la sua attività nel gruppo delle 'Voci di Sion', è morta 10 ore dopo il parto



CASERTA 25 Agosto 2011.L’autopsia, disposta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è stata fissata per lunedì. Soltanto dopo sarà possibile chiarire le cause della tragica morte di

Miriam Narducci, la 35enne cantante di San Nicola, già madre di un bimbo di tre anni e mezzo, deceduta nella clinica casertana Villa del Sole a distanza di circa dieci ore dal parto naturale.



Una tragedia consumatasi martedì mattina dopo una notte in cui la donna, che ha partorito Sharon Anna, una bimba di quattro chili e cento, come denunciato dai parenti, aveva lamentato forti dolori. La causa potrebbe essere stata un’embolia ma, ovviamente, saranno gli esami autoptici a fare chiarezza.



A coordinare le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Caserta, guidata dal maggiore Giovanni Capone, che hanno sequestrato le cartelle cliniche e ascolato i familiari, è il sostituto procuratore Carlo Fucci. Dopo aver disposto l’autopsia, è toccato al magistrato emettere, a tutela degli stessi, affinché possano esercitare il diritto di difesa (e quindi nominare legali e consulenti), gli avvisi di garanzia nei confronti dell’equipe medica che ha seguito la donna dall’accesso in clinica al decesso.



Una prassi, in questi casi. Autopsia, che, come sottolineato martedì dal direttore sanitario Giovanni D’Elia, «la clinica avrebbe comunque effettuato per capire quanto è accaduto se la famiglia non avesse chiesto l’intervento dei carabinieri: anche a noi preme fare subito chiarezza, considerato, tra l’altro, che il parto è riuscito».



Gli esami saranno effettuati all’istituto di medicina legale del «Sant’Anna e San Sebastiano», ieri meta di tanti amici e conoscenti di Miriam e del marito Giuseppe Conte, entrambi solisti di «Voci di Sion», gruppo molto apprezzato nell’ambiente evangelico italiano e straniero.



Numerosi gli attestati di affetto provenienti proprio dalla comunità evangelica, strettasi attorno alla famiglia di Miriam (anche la sorella Stefania fa parte del gruppo), che, tra l’altro, stava per conseguire la laurea in Lingue. Il tam tam della tragica notizia, anche attraverso i social networks, è partito subito. Ieri, come racconta Patrizio Conte, il cognato di Miriam, sono arrivate persone anche da Svizzera, Austria e Olanda.



Facile immaginare la folla che parteciperà ai funerali, che potrebbero svolgersi martedì in città nella chiesa di via Feudo San Martino (ma nulla è ancora deciso: difficile, però, che a officiare la cerimonia saranno il padre e il suocero di Miriam, entrambi pastori evangelici).



Giuseppe Conte, 40 anni compiuti il 16 agosto e la notizia dell’immissione in ruolo a Como come docente di musica ricevuta pochi giorni fa, anche ieri si è diviso tra obitorio e casa, dove il primogenito Samuel, ancora all’oscuro della tragedia, continua a chiedere della madre. Sharon Anna, invece, è in ospedale, dove martedì pomeriggio è stata trasferita per controlli disposti dalla clinica. La famiglia, stordita dal dolore, vuole conoscere la verità. «Vogliamo giustizia - dice Patrizio Conte - abbiamo chiesto l’intervento dei carabinieri affinché si faccia luce su quanto accaduto e verificare che non sia un caso di malasanità e che non ci siano state negligenze. Mia cognata, dopo il parto, ha sempre detto di stare male. Adesso mio fratello non sa che fare e come dirlo al figlio».



Il dramma si è consumato martedì, intorno alle 7, quando, come raccontato dai familiari, le labbra e le dita di Miriam sono diventate viola. Vano ogni tentativo di salvarle vita. Dieci ore prima, dopo un breve travaglio, il parto naturale, tecnicamente riuscito. I tracciati e le ecografie effettuati fino a lunedì, prima dal ginecoloco scelto dalla famiglia Conte che lunedì era in ferie (aveva seguito anche il parto del primogenito nato sempre a Villa del Sole) e poi dal ginecologo che da Ferragosto ha seguito Miriam, non avevano, come ribadito dai parenti, rilevato problemi né per la donna, né per la nascitura. Adesso si attende l’autopsia.

Giuseppe Cossu, 32 anni originario di Orotelli perde la vita in un frontale



POSADA (Nuoro)25 Agosto 2011 Incidente mortale stamattina alla periferia di Posada lungo la orientale sarda. La vittima, Giuseppe Cossu, 32 anni originario di Orotelli ma

residente a Budoni, viaggiava a bordo di una Fiat Punto che si è scontrata frontalmente contro una Wolksvagen Touareg condotta da un turista.



Immediati i soccorsi del 118 ma per il giovane non c'era più niente da fare, leggermente ferite due donne, madre e figlia che viaggiavano sull'altro mezzo. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri di Torpè

Cerca un po' di frescura al torrente: ragazzo 25enne scivola sulle rocce e muore



BELLUNO 25 Agosto 2011 Cercava refrigerio in un torrente, ma mentre si avvicinava al corso d'acqua un giovane venticinquenne di Belluno è scivolato cadendo su alcune rocce ed è

morto. Il ragazzo era alle pendici del Monte Serva quando è scivolato per alcuni metri, finendo nei pressi del Rui Sec. Il venticinquenne era da solo; a dare l'allarme è stato un passante che ha notato il suo scooter parcheggiato ad una cinquantina di metri dal sentiero che porta al torrente. Incuriosito, l'uomo è andato verso il corso d'acqua, scoprendo il corpo del giovane. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino e i sanitari del 118.

Marika Petrello reduce dall'incidente in moto è morta in ospedale a Udine



UDINE 25 Agosto 2011 Non ce l'ha fatta Marika Petrello, la ragazza che viaggiava sul sellino posteriore della moto uscita di strada domenica notte a Mortegliano. A perdere la vita il

giorno stesso, alla guida della Suzuki finita fuori strada, era stato il 26enne Mario Barbarisi, giovane militare originario di Avellino e residente a Pavia di Udine.



Marika è deceduta ieri sera, intorno alle 19, all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dov'era ricoverata in gravissime condizioni, per le conseguenze dello schianto.



Ormai chiara la dinamica del sinistro, una fuoriuscita autonoma della moto condotta dal fidanzato della ragazza, Mario. La Procura di Udine ha già dato il nulla osta per i funerali della giovane.

Un volo di 80 metri per dimenticare la fidanzatina così si ammazza un ragazzo 16 enne



TORINO 25 Agosto 2011 Un volo di 80 metri per dimenticare quella che ai suoi occhi è apparsa come una sofferenza d'amore insopportabile: così un ragazzo di 16 anni di

Bussoleno (Torino) ha messo fine alla sua breve esistenza. Ha scelto il ponte di Exilles e il suo spettacolare canyon, a una ventina di chilometri da casa e a una sessantina da Torino. Uno scenario già tristemente noto, per episodi analoghi. Si è sfilata la maglietta e ha lasciato il telefono cellulare sul parapetto, poi ha scritto la parola 'Addiò utilizzando delle pietre. E si è lanciato nel vuoto. L'allarme è scattato ieri pomeriggio, intorno alle 16. La famiglia, che vive da un paio di settimane in un rustico della frazione Foresto, ha dato l'allarme quando ha visto che non tornava a casa come tutti i giorni, dopo alcune ore di svago di vacanza estiva. La donna e il compagno, con cui convive da tre anni, si sono rivolti ai Carabinieri, ai quali hanno raccontato subito della presunta delusione d'amore che lui avrebbe avuto dalla fidanzatina, sua coetanea. Intorno alle 21, sul ponte di Exilles, sono stati trovati la sua maglietta e il suo telefonino. A quel punto, alle ricerche si sono aggiunti i Vigili del fuoco e gli uomini del Soccorso alpino, ma l'oscurità ha costretto tutti a sospendere le ricerche. A trovare il corpo, stamani, sul greto del fiume Dora Riparia, sono stati proprio i Vigili del fuoco. La corrente l'aveva trascinato a valle fino al territorio di Chiomonte. Per il recupero è dovuto intervenire un elicottero che lo ha sollevato e trasportato all'obitorio dell'ospedale di Susa. Il ragazzo aveva appena finito di frequentare il secondo anno di scuola media superiore. Secondo quanto raccontano gli amici, era appena stato lasciato dalla fidanzatina e non si era rassegnato. Non aveva mai avuto particolari problemi nello studio, nè con i compagni. Nessuno di loro avrebbe mai immaginato un gesto del genere. Tutti lo ricordano per la sua passione per le lunghe camminate ed è quasi certo che anche in questa occasione abbia raggiunto a piedi il ponte di Exilles. Da quel ponte, l'ultimo drammatico episodio è del novembre scorso, quando una coppia di amministratori di condominio di Bardonecchia (Torino), preoccupati per alcuni problemi economici legati alla loro attività, si è lanciata nel vuoto tenendosi per mano.

Fa jogging con la madre e poi muore Malore fatale a 13 anni



Firenze, 25 agosto 2011 - Aveva fatto jogging con la mamma quando si e' sentita male e non si e' piu' ripresa. Una ragazzina di 13 anni di Barberino di Mugello e' morta questa mattina poco



dopo le 11 a Barberino. Nonostante il prodigarsi del 118 la ragazzina non ce l'ha fatta. La causa della morte pare essere stato un arresto cardiocircolatorio. La salma e' gia' stata restituita alla famiglia.

Dino Stornelli 42 anni uccide la moglie con l'ascia e poi s'impicca



AVEZZANO (L'AQUILA)25 Agosto 2011 - Si chiama Dino Stornelli e ha quarantadue anni l'uomo che ha ucciso ieri sera la moglie, una donna polacca, con alcuni colpi d'ascia per fuggire subito dopo. L'uomo è stato



ritrovato impiccato in una zona poco distante dal centro abitato di Celano, nell'aquilano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Avezzano.



Secondo una prima ricostruzione, appena la donna è entrata nella sua abitazione, in via Sagittario, il marito l'avrebbe aggredita colpendola più volte. La moglie avrebbe barcollato per qualche metro riuscendo a raggiungere la strada e cadendo a terra. L'uomo, invece, avrebbe percorso un tratto di strada a piedi prima che l'anziano padre cercasse di fermarlo, senza successo. Il figlio infatti sarebbe salito in macchina, partendo a gran velocità e scontrandosi contro più di un'auto.

Mentre era in fuga verso la periferia, Stornelli avrebbe poi ricevuto una telefonata del nipote, figlio del fratello, a cui avrebbe confessato l'intenzione di compiere l'atto fatale: «Vado a impiccarmi».



È stato proprio il nipote ad avvisare i carabinieri, che sono accorsi sul posto ma all'arrivo dei militari l'uomo aveva già compiuto l'estremo gesto ed è stato ritrovato morto, con una corda al collo. Moglie e marito lasciano un figlio, non ancora maggiorenne. .

Antonio Barbatelli 20 anni muore all'improvviso mentre fa jogging al parco di Capidomente



NAPOLI 25 Agosto 2011 Era andato a fare jogging nel Parco di Capodimonte, ma non è mai tornato a casa. Un ragazzo di appena vent'anni, Antonio Barbatelli, è stato trovato senza vita in un dirupo nel





parco dove era andato a correre, nel tardo pomeriggio: la famiglia, mercoledì sera, ne aveva denunciato la scomparsa, e Antonio è stato trovato senza vita il giorno dopo. Il corpo è stato recuperato con l' intervento dei vigili del fuoco.

Antonio Barbatelli, che abitava in via Atri, nel centro antico di Napoli, era impegnato negli esami di maturità. Di carattere chiuso, non risulta che si drogasse nè soffriva di malattie. Stamattina nel Parco di Capodimonte una pattuglia della polizia a cavallo nel normale giro di perlustrazione ha notato il corpo ed ha fatto scattare l' allarme, mentre la famiglia si preparava a diffondere le foto del giovane per contribuire alle ricerche.

Dai primi rilievi compiuti dalla polizia scientifica non sono certi i motivi della morte, anche se l' ipotesi più probabile è quella di un incidente. Il giovane potrebbe essere caduto durante la corsa. Il pm ha disposto l' autopsia.

Anita Baronio, 21 anni Sara Ceriolo, 21 anni Michela Carassale MORTE IN UN FRONTALE



SANREMO25 agosto 2011 È aumentato a tre morti il triste bilancio dell'incidente stradale avvenuto ieri sera lungo la strada statale Aurelia, all'altezza di Sanremo. Si tratta di Anita Baronio, 21 anni figlia di un agente della polizia municipale di Sanremo, e Sara Ceriolo, 21 anni, anche lei residente nella cittadina e Michela Carassale, di 21 anni, che era stata portata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell' ospedale di Sanremo ma è morta poche ore dopo il ricovero.



Un Suv ha invaso la corsia opposta per cause in corso di accertamento, scontrandosi con due auto. A bordo della vettura c'erano anche due altri giovani rimasti feriti. Ferita anche una coppia che viaggiava a bordo di una seconda auto, una Opel Corsa, urtata dal Suv, un Audi Q5, e il conducente di questa vettura. Si tratta di un giovane di Sanremo che è stato sottoposto ai test sulla assunzione di droghe e alcol. La polizia sta cercando di capire per quali cause il Suv con a bordo solo il conducente ha invaso la corsia opposta di marcia dove stavano sopraggiungendo le due auto.



CONDUCENTE SUV: "HO AVUTO UN MALORE" «Ho avuto un malore e ho perso il controllo dell'auto». Ha spiegato così il salto di corsia il conducente del Suv che la scorsa notte ha provocato la morte di tre ragazze a Sanremo. I test eseguiti dall'uomo, Gianmaria Vignoli, di 44 anni, avvocato civilista sanremese, avrebbero escluso che fosse sotto effetto di alcol e droga. L'uomo era di ritorno dal circolo del tennis di Arma di Taggia quando ha superato la doppia linea continua all'interno di una galleria con doppio senso di marcia schiantandosi contro due auto che procedevano in direzione opposta. La polizia sta ricostruendo la dinamica e non esclude che all'origine dello scontro ci sia un sorpasso azzardato. Il sostituto procuratore Maria Paola Marrali ha aperto un fascicolo ipotizzando per ora il reato di omicidio plurimo colposo. Tra i feriti c'è Matteo Calabrese, 27 anni, di Roccavione (Cuneo) e la fidanzata, V.D., di 25 anni, nata a Cuneo ma residente a Sanremo, che viaggiavano su una Opel Corsa. Le tre vittime tornavano da una serata a una mostra-mercato dell'artigianato. Le indagini sono condotte dal dirigente del comando di Imperia della polizia stradale, Andrea Frumento.



mercoledì 24 agosto 2011

Giuseppe Sparacino, agricoltore di 27 anni, è morto schiacciato dal trattore con il quale stava lavorando



Noto e Rosolini 24 AGOSTO 2011Tragedia a pochi chilometri dalla cittadina barocca, nelle campagne di contrada Portelli-Rosana. A causa del ribaltamento del trattore che stava conducendo è morto schiacciato il ventisettenne Giuseppe Sparacino, agricoltore netino. Durante una manovra in un fondo scosceso, il mezzo agricolo si sarebbe ribaltato schiacciando il giovane conducente. Coloro che si trovavano in zona hanno prontamente allertato i mezzi di soccorso che sono intervenuti sul posto.



Il giovane però non sarebbe arrivato vivo all'ospedale Trigona di Noto, il suo cuore ha cessato di battere proprio durante il tragitto verso il nosocomio netino dove i soccorritori speravano di poterlo strappare alla morte.



Sul luogo al momento si trovano i Carabinieri della locale stazione di Noto che stanno effettuando i rilievi del caso.



Metti il resto dell'articolo qui prima che ti arrestano.

Moreno Mascheri, ventiseienne di Prato San Pietro, frazione di Cortenova, è morto nel sonno



PRATO 24 AGOSTO Moreno Mascheri, ventiseienne di Prato San Pietro, frazione di Cortenova, è morto nel sonno.

Mascheri era molto conosciuto in Valsassina: lavorava come magazziniere da circa sei anni ed era stato anche una promessa dello sci di fondo.

E' stata la madre, andata nella sua stanza per svegliarlo, a scoprire il corpo senza vita di Moreno.

Scattati gli allarmi, è giunto sul posto anche un elicottero ma oramai non c’era più nulla da fare.

I primi rilievi medici sul corpo hanno constatato che si è trattato di una morte naturale e pertanto non si è resa necessaria nemmeno l’autopsia.Esequie solenni, partecipate e particolarmente commosse nel pomeriggio per Moreno Mascheri, lo sfortunato 26enne di Prato San Pietro deceduto nel sonno nella notte tra lunedì e ieri. "Un ragazzo sportivo e pieno di vita": così lo ha ricordato don Mauro Malighetti.





Più di un migliaio di persone hanno voluto dare l’addio a Moreno Mascheri, il ventiseienne di Cortenova scomparso nel sonno durante la notte tra lunedì e martedì. Nonostante vi fosse il carro funebre a disposizione gli amici lo hanno voluto portare a spalla in chiesa e anche nella sua ultima dimora in cimitero. Un paese silenzioso, attonito di fronte a una giovinezza sana e forte troncata senza preavviso, lo ha abbracciato. Così la chiesa si è riempita ancor prima dell'arrivo della bara di Moreno e durante la cerimonia nonostante la canicola fuori il piazzale del sagrato della chiesa di Prato San Pietro è rimasto affollato a testimonianza del grande affetto che circonda la famiglia Mascheri.



Tantissimi i giovani: gli amici di Moreno. Tra di essi si notava la macchia blu delle magliette degli atleti dello Sci club Primaluna, la società sportiva in cui Moreno aveva militato da ragazzino raggiungendo ottimi risultati nello sci di fondo. E nella quale il padre Antonio profonde ancora molte forze.



Don Mauro Malighetti, che ha celebrato la funzione, ha parlato di Moreno come di un ragazzo “sportivo e pieno di vita” accennando anche al fatto di “farsi trovare sempre pronti in situazioni come queste”. Al cimitero poi un’amica ha letto una poesia d’addio al ragazzo, nel momento più toccante della celebrazione. Moreno ha lasciato nella comunità valsassinese un vuoto incolmabile.













Edoardo Sforna, colpito a morte ieri sera davanti a una pizzeria a Morena Esecuzione di un bravo ragazzo



ROMA - Esecuzione di un bravo ragazzo. È nella contraddizione forte tra il profilo della vittima e la ferocia dell'agguato il rebus dell'omicidio di Edoardo Sforna, colpito a morte ieri sera davanti a una pizzeria a Morena, periferia sud di Roma. Diciotto anni, faceva il volontario della Croce Rossa e da un mese consegnava pizze part time, ma è stato ucciso come un criminale. Due giovani arrivano in scooter, uno è il killer che gli spara quattro colpi con una pistola 7,65. Uno solo a segno, ma letale. Un assassino biondo e giovane quasi come la vittima, secondo un testimone. Il ragazzo muore poco dopo in ospedale. E inizia il mistero. Il 24esimo omicidio a Roma nel 2011 porta il Pd a parlare di «Far West» nella capitale, accusando di fallimento sulla sicurezza il sindaco Gianni Alemanno. Secondo il quale, invece, gli inquirenti devono capire se questi omicidi sono il frutto di «una spinta emulativa» che prende spunto da serie tv come 'Romanzo criminalè o se si tratta «di un nuovo fenomeno di criminalità organizzata» a Roma. I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati scandagliano la vita del giovane di Morena alla ricerca di eventuali ombre o frequentazioni pericolose, oltre l'immagine del diplomato all'istituto tecnico Lombardo Radice e tifoso della Roma.



C'è uno stretto riserbo sulle indagini, mentre vengono sentiti a lungo i familiari e gli amici di Sforna. Si battono varie piste, compresa quella privata. Il ragazzo da qualche mese stava con una bella ragazza bruna, Elisa, figlia di un poliziotto. L'ipotesi estrema dell'errore di persona, suggerita da qualcuno, non trova credito tra gli inquirenti. Sono le 22 di ieri quando al piccolo centro commerciale Campo Romano è rimasta aperta solo la pizzeria di Magdy Younes, un egiziano di 49 anni. Il locale è al primo piano, ci si arriva con una scalinata esterna. Sforna si riposa seduto davanti alla ringhiera. Il sicario arriva sullo scooter guidato da un complice, con il casco in testa passa accanto a un uomo che lo nota. Il killer, biondo e basso, ventenne, con una tuta sportiva, sale i gradini e spara quattro colpi al ragazzo. Uno lo prende al torace, gli altri vanno a vuoto. L'assassino ripassa davanti al testimone, che incrocia anche gli occhi azzurri del complice, sui 25 anni.



Fuggono in moto. Intanto Edoardo si alza, entra nel locale, dice 'Oddio, mi hanno sparato, chiamate mia madre, mi sento malè. A stento i presenti gli credono, non sanguina. Poi si accascia. Quaranta minuti e arriva l'ambulanza. Troppo tempo, secondo alcuni. Solo 14 minuti, invece, secondo il 118. Il giovane muore in ospedale. «Un bravo ragazzo», «un giocherellone», «sempre pronto ad aiutare», così descrivono 'Dodò gli amici della comitiva. In molti lo piangono su Facebook. «Lo hanno ucciso in modo barbaro», dicono i parenti. Figlio unico, Edoardo viveva con i genitori - un pensionato e un'impiegata - in via Casal Morena, a poche centinaia di metri dalla pizzeria. Una villetta multifamiliare a due piani con l'orto e le siepi: quasi tutti parenti, tra zie e cugini. Una vita tranquilla, fino ad oggi.



Valerio Scialpi 29enne PARENTI PRENDONO D'ASSALTO PRONTO SOCCORSO



TARANTO24 AGOSTO 2011Hanno danneggiato una porta, insultato medici e infermieri, aggredito un inserviente che ha riportato contusioni guaribili in cinque giorni: è accaduto nelle stanze del pronto soccorso dell'ospedale «Santissima Annunziatà di Taranto preso letteralmente d'assalto da una settantina di persone, del quartiere popolare Tamburi, che chiedevano notizie di un loro parente e amico di 29 anni. Questi, colto da malore poco prima e condotto con un'ambulanza del 118, è giunto morto nella struttura sanitaria. Nell'ospedale medici e infermieri hanno vissuto momenti di forte tensione che si sono trasformati in un putiferio quando il folto gruppo di persone ha appreso che il 29enne, Valerio Scialpi, sorvegliato speciale, era morto. In molti hanno preteso di entrare nella stanza in cui si trovava la salma, travolgendo quanti si opponevano e danneggiando una porta.



Sul posto sono intervenute pattuglie di polizia e carabinieri che hanno identificato alcuni degli aggressori. Il pm di turno ha disposto l'autopsia per accertare le cause della morte del 29enne, che, probabilmente, sarà compiuta nella giornata di domani. Scialpi, secondo gli inquirenti, potrebbe aver accusato un malore per una dose di droga. L'uomo è morto mentre veniva condotto in ospedale da un'ambulanza del 118. Gli operatori del servizio di emergenza sanitaria erano intervenuti in un'abitazione di via Machiavelli, nel rione Tamburi, su richiesta dei famigliari del pregiudicato, il quale era stato colto da malore e aveva chiesto aiuto ai suoi parenti. Il 29/enne è stato soccorso dagli operatori del 118 i quali, ritenendo gravi le sue condizioni, hanno deciso di portarlo in ospedale. Ma mentre l'ambulanza correva verso il 'Santissima Annunziatà seguita da numerose vetture cariche di parenti e amici del 29/enne, il giovane è morto. Dopo aver appreso del decesso del loro congiunto, in ospedale, alcuni parenti hanno preteso di entrare nella stanza dov'era il corpo senza che fosse ancora stata fatta l'ispezione cadaverica. Alcuni, gridando e aggredendo medici ed infermieri, hanno danneggiato una porta e procurato contusioni a un inserviente. La calma è stata riportata grazie all'intervento delle forze di polizia. La posizione di alcuni parenti del 29/enne morto è al vaglio degli inquirenti.



Jacopo Galiffa 17 anni sbatte contro un albero con la sua moto perdendo la vita:ERA SENZA CASCO



TERAMO 24 Agosto 2011 Un diciassettenne di Sant'Egidio alla Vibrata (Teramo), Jacopo Galiffa, è morto in un incidente stradale accaduto la notte scorsa nel centro del paese. Secondo gli



accertamenti della polizia stradale di Pineto, Galiffa viaggiava senza indossare il casco e sarebbe andato a sbattere con il suo scooter contro un albero. L'incidente è avvenuto intorno alle 3.30 ed e stato scoperto poco tempo dopo da un automobilista di passaggio che ha anche dato l'allarme. Il ragazzo è stato trasportato all'ospedale di Sant'Omero dove, però, è morto. Jacopo Galiffa giocava con la Santegidiese. Su Facebook c'è un «gruppo» minaccioso nei confronti di «Jacopo Galiffa....(Fiorellino)»; sono in corso accertamenti per verificare se si tratti della stessa persona - come appare certo - e se sia una goliardata o no.

William Perrone, 19 anni viene sparato da un carabiniere perdendo la vita



TARANTO 24 Agosto 2011 Avrebbe puntato un'arma contro i carabinieri, provocando dunque la reazione dei militari che gli hanno sparato addosso, uccidendolo. E' morto così, nel tarantino, alla periferia di Laterza, William Perrone, 19 anni. Il giovane, secondo la ricostruzione, aveva il volto coperto da una mascherina: durante una serie di controlli da parte delle forze dell'ordine, il 19enne avrebbe puntato un'arma contro i Carabinieri, e uno di essi ha aperto il fuoco, uccidendolo.



AVEVA PUNTATO ARMA GIOCATTOLO Non aveva precedenti penali e teneva tra le mani un'arma giocattolo il giovane ucciso la notte scorsa alla periferia di Laterza dai carabinieri. Lo hanno accertato gli stessi militari dopo aver sparato contro il diciannovenne che teneva l'arma puntata contro la pattuglia in servizio. Il giovane, a quanto si è saputo, non aveva alcun legame con la criminalità.

L'arma - hanno accertato i carabinieri - non era autentica: era una «riproduzione fedele» di un'arma automatica ed era priva del tappo rosso all'estremità della canna (il tappo rosso consente infatti a distanza di comprendere che si tratta di un' arma giocattolo). L'uccisione del giovane è avvenuta in un tratto isolato di strada alla estrema periferia di Laterza. Secondo la ricostruzione fornita, Perrone si è parato dinanzi alla vettura dei militari in servizio con indosso una tuta da meccanico, sul volto una mascherina da lavoro, in testa un turbante e nelle mani la pistola puntata contro l'auto della pattuglia.



GLI AMICI: ERA UNO SCHERZO Secondo alcuni amici, William Perrone, ucciso la notte scorsa dai carabinieri alla periferia di Laterza, si era mascherato e armato con un'arma giocattolo per fare uno scherzo ad un amico. Sono le prime testimonianze che hanno raccolto i carabinieri nel corso delle indagini sulle circostanze che hanno portato militari di pattuglia all'uccisione di Perrone. Sul luogo dell'omicidio, una zona isolata in località Selva San Vito sulla provinciale 15 per Castellaneta, pare vi fossero dunque anche altri amici di Perrone e di colui che doveva essere la vittima dello scherzo. Tuttavia, subito dopo l'omicidio, sul posto - a quanto è stato riferito dal comando provinciale di Taranto dell'arma - non è stato trovato nessun altro oltre a Perrone. I carabinieri in servizio, costretti a fermare la vettura di servizio da alcuni sassi che erano stati posti sulla strada, hanno visto il giovane spuntare da dietro un muretto a secco e pararsi a un paio di metri dall'auto mascherato (con turbante, mascherina e tuta da lavoro) e armato con un'arma poi rivelatasi giocattolo. A quanto è stato riferito, i militari hanno temuto che l'uomo che avevano di fronte stesse per sparare. Un militare ha quindi sparato due colpi, uno dei quali avrebbe reciso la carotide a Perrone, procurandone rapidamente la morte L'area, proprio perchè isolata e all'estrema periferia del paese, senza case nelle vicinanze, è stata - sottolineano i carabinieri - di frequente utilizzata per rapine e, per un periodo, un paio di anni fa, sono stati parecchi gli episodi di violenza sessuale: coppie in auto venivano costrette a fermare la vettura, gli uomini venivano picchiati e le donne violentate. La posizione del carabiniere che ha ucciso il giovane è al vaglio della magistratura.



CARABINIERE HA SPARATO DUE COLPI Ha sparato due colpi della pistola d'ordinanza il militare che la notte scorsa, intorno alle 2.30, mentre era in servizio di controllo alla estrema periferia di Laterza, ha ucciso William Perrone, di 19 anni, di Laterza. Secondo la ricostruzione fornita dal comando provinciale di Taranto dei carabinieri, la pattuglia era in servizio su un tratto isolato di strada alla estrema periferia di Laterza, quando ha notato che sulla carreggiata erano stati posti sassi di misura tale da poter ostacolare la regolare circolazione dei veicoli. Il carabiniere alla guida della vettura di servizio aveva rallentato e si era ormai quasi fermato per accertare chi e perchè avesse posto i sassi, quando - ancor prima che la vettura fosse del tutto ferma - è sbucato dinanzi all'auto un uomo con indosso una tuta da meccanico; sul volto una mascherina da lavoro, in testa un turbante e nelle mani una pistola che ha puntato contro la vettura di servizio. L'altro carabiniere di pattuglia ha temuto che l'uomo che avevano dinanzi sparasse e ha premuto per due volte il grilletto della sua pistola di ordinanza, colpendolo. I militari hanno accertato poi che la pistola era un'arma giocattolo e l'uomo mascherato era un giovane incensurato.



2 ANNI FA SEQUESTRO,RAPINA E STUPRO Poco più di due anni fa, nel maggio 2009, alla periferia di Laterza, nella stessa zona nella quale la notte scorsa un carabiniere ha ucciso per errore un giovane di 19 anni, avvenne un violento fatto di cronaca. Fu compiuto con modalità analoghe a quelle con le quali la notte scorsa William Perrone e alcuni suoi amici avevano organizzato uno scherzo a una coppia di coetanei. Proprio il ricordo di quel violento fatto di cronaca avrebbe determinato quindi nei ragazzi le modalità dello 'scherzò e nei carabinieri la reazione che ha prodotto la morte di Perrone. Nel maggio 2009 in quell'area un 'mostrò tenne sotto scacco una coppia di fidanzatini di Laterza: lui di 18 anni, lei di 16. I due giovani erano a bordo di un'autovettura e stavano raggiungendo un posto appartato, nei pressi di una pineta. L'aggressore sbucò da un cespuglio e si catapultò all'interno dell'auto. Aveva il volto mascherato e impugnava una pistola, con la quale minacciò il ragazzo invitandolo a proseguire la marcia verso un sentiero ancora più isolato. Poi il malfattore chiuse il ragazzo nel portabagagli e violentò la sedicenne. Dopo lo stupro, rapinò i due ragazzi del danaro che avevano nei portafogli e dell'automobile ed fuggì. Qualche giorno prima un episodio simile si era verificato alla periferia di Palagiano, a pochi chilometri da Laterza. Anche in quel caso una coppia di fidanzati era stata aggredita e rapinata da un uomo che aveva anche violentato la ragazza. Perrone si era travestito e armato con un'arma giocattolo perchè, con altri amici, voleva far spaventare una coppia di amici che sarebbe dovuta passare di lì in quei minuti di ritorno da una discoteca. Il diciannovenne si era appena diplomato e si stava iscrivendo all'università. Per tutti in paese era un bravo ragazzo, primogenito - secondo i concittadini - di ottimi genitori, lui titolare di una polleria e lei di un negozio di abbigliamento a Laterza

Edoardo Sforna 18 anni è stato sparato in una pizzeria, prima di morire si è alzato la maglia e ha fatto vedere la ferita.Cercava la mamma



ROMA 24 Agosto 2011 Un ragazzo di 18 anni romano e incensurato, Edoardo Sforna, è morto stanotte in ospedale, dopo essere stato ferito da un colpo di pistola al torace in una pizzeria di



Morena, una frazione di Roma. Secondo la prima ricostruzione, due uomini a volto coperto a bordo di uno scooter di colore scuro sarebbero entrati nel locale e avrebbero aperto il fuoco contro il 18enne. La pizzeria, nella quale Eduardo lavorava come fattorino, è la Jolly, gestita da un egiziano di 49 anni. Al momento dell'agguato all'interno del locale c'erano due o tre persone oltre alla vittima. Nella sparatoria sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi. Il 18enne abitava nella stessa zona dove è avvenuto il delitto. Secondo i primi elementi raccolti, il giovane era fidanzato ed stato assunto da poco nella pizzeria.



"ODDIO, MI HANNO SPARATO..." «Saranno state le dieci quasi spaccate, eravamo seduti ai tavolini, abbiamo sentito gli spari e dopo è arrivato Eduardo che si teneva il petto e diceva 'Oddio mi hanno sparato, chiamate mia madre, mi sento malè, poi è caduto per terra lì davanti a noi». È la testimonianza di un ventitreenne che, come la vittima, lavora saltuariamente come fattorino nella stessa pizzeria di Eduardo Sforna, il diciottenne ucciso ieri davanti allo stesso locale a Morena. La vittima, secondo la prima ricostruzione, era seduta davanti a uno dei due ingressi della pizzeria, al primo piano del centro commerciale Campo Romano, quando i killer sono arrivati e gli hanno sparato. Sforna, dopo essere stato colpito al petto, ha fatto pochi metri verso l'altro ingresso del locale, sul retro, dove si trovavano diverse persone sedute. «Si è sollevato la maglietta e ci ha fatto vedere il buco della pallottola - racconta ancora il giovane testimone -: sembrava una ferita da fucile a pallini. Poi è caduto per terra. Abbiamo chiamato l'ambulanza e ci hanno messo 40 minuti ad arrivare da Tor Vergata, che è qua vicino». Il diciottenne è morto più tardi in ospedale. Secondo il giovane testimone, sentito per ore in caserma in nottata dai carabinieri, la vittima lavorava da appena tre giorni come fattorino per la pizzeria Jolly.



AMICO SCIOCCATO «Era un bravo ragazzo, un grande proprio. Stavamo insieme nella comitiva a Morena, quando Dodo veniva, ogni tanto. Non pensavo che gli togliessero la vita così ». A parlare è Matteo, un minorenne che conosceva Edoardo Sforna, il 18enne morto la scorsa notte a Roma dopo essere stato ferito in un agguato. «Era molto disponibile ad aiutare gli altri, un giocherellone - racconta Matteo davanti alla pizzeria dove Sforna lavorava e dove è stato ferito a morte -. Era fidanzato, andava bene a scuola. Sono scioccato, l'ho saputo stamani quando mi sono svegliato. Ucciso per la droga? Non so, penso di no. Non frequentavamo questo posto (il centro commerciale di cui la pizzeria fa parte, ndr), avevamo la comitiva da un'altra parte».



ZIA IN LACRIME: ERA UN BRAVO RAGAZZO Una zia di Eduardo Sforna, il diciottenne ucciso la notte scorsa a Roma, si è recata stamani davanti alla pizzeria in cui il giovane lavorava e dove è stato ferito mortalmente a Morena, periferia sud della Capitale. «Era un bravo ragazzo», ha sussurrato tra le lacrime. L'agguato a colpi di pistola è avvenuto, secondo le prime ricostruzioni, davanti alla pizzeria Jolly, che fa parte del centro commerciale Campo Romano. Nel complesso sono ospitati anche una lavanderia, un negozio di ottica, un supermercato, un parrucchiere e diversi uffici ai piani superiori. «Qui dopo le 6 del pomeriggio è tutto chiuso tranne la polizia - ha raccontato una donna che lavora in uno degli uffici - Non conoscevo il ragazzo che hanno ammazzato, lavoro qui da dieci anni e non è mai successo quasi nulla, a parte un furto all'ottico». La pizzeria dove è avvenuto l'agguato è stata posta sotto sequestro dai carabinieri. Le indagini si svolgono a tutto campo alla ricerca di un movente: tra le prime ipotesi, ancora molto sommarie, Sforna potrebbe essere stato ucciso a seguito di un contrasto personale, ma si scava nella vita del ragazzo - che era incensurato - alla ricerca di qualsiasi elemento che possa aprire altre piste.



PD: ESCALATION OMICIDI «Un ragazzo di 18 anni freddato a pistolettate mentre è in pizzeria. È l'ennesimo episodio di violenza - afferma in un comunicato Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma - nella Roma alemanniana. Durante la campagna elettorale il sindaco aveva promesso una città più sicura, ma anche in questo caso Alemanno e il governo di destra di Silvio Berlusconi hanno fallito in pieno». «A Roma - continua - assistiamo ormai da tre anni a una escalation di violenze e omicidi senza precedenti. La città è sempre più insicura, mentre dal sindaco e dal Viminale continuano ad arrivare solo vuote parole, cifre e numeri slacciati dalla realtà e spot ridicoli che offendono chiunque abbia un minimo di intelligenza. Siamo davvero preoccupati per questa spirale di morti ammazzati - conclude Miccoli - che fa ripiombare Roma nel clima dei peggiori anni '70».

Insomma quello che inquieta è proprio il metodo freddo e spietato che gli assassini hanno usato per togliere di mezzo per sempre Edoardo, forse perchè aveva fatto uno sgarro a qualcuno, oppure aveva visto qualcosa che non doveva vedere. Oppure potrebbe addirittura trattarsi di una banda che sta praticando delle estorsioni proprio in questo quartiere. Insomma siamo sul campo delle ipotesi, ma questo omicidio avvenuto in una località tranquilla come Morena lascia tutti sgomenti.

Intanto la pizzeria è stata posta sotto sequestro

martedì 23 agosto 2011

Vito Netti, 58 anni, originario di Noci (Bari) è stato trovato morto nella cabina di guida del suo camion. Per il caldo asfissiante





TREVISO 23 Agosto 2011 Lo aspettavano a casa, dopo un weekend trascorso nella Marca per fare delle consegne, ma il suo fisico - già fortemente minato da problemi cardiaci e renali - non ha retto al

caldo asfissiante di questi giorni. Neppure l'aria condizionata del camion, accesa per stemperare un clima arroventato e irrespirabile, è riuscita a salvarlo. Così, Vito Netti, 58 anni, originario di Noci (Bari) è stato trovato morto ieri mattina poco dopo le 10, in un piazzale di via Prato della valle a Povegliano, in zona industriale. A stroncarlo è stato un infarto sopraggiunto per arresto cardiocircolatorio.



L'uomo, esperto camionista dipendente della ditta Eurotrans, era partito da Gioia del Colle sabato mattina al volante di un camion-frigorifero. In serata Vito Netti aveva raggiunto Povegliano per consegnare vari prodotti alimentari tipici pugliesi (soprattutto pane e mozzarelle) alla ditta di trasporti «Gagno Renato» di Ponzano. Dopo la consegna, avvenuta nella serata di sabato, l'uomo ha dovuto suo malgrado attendere lunedì mattina per fare ritorno in Puglia a causa del blocco dei mezzi pesanti. Una lunga attesa la sua, un vero e proprio calvario nella canicola trevigiana con tassi di umidità astronomici.



Domenica sera l'ultima telefonata del 58enne, verso le 20.30: aveva chiamato la moglie per rassicurarla sulle sue condizioni ed è andato a coricarsi. L'indomani sarebbe ripartito. Il clima rovente e un principio di malessere, ma questa è solo una ricostruzione plausibile, lo hanno portato, poco prima dell’infarto fatale, ad avviare il motore per accendere l’aria condizionata e rinfrescare l’abitacolo. Non è stato sufficiente. Steso sul giaciglio, il 58enne è stato colto dal malore che l’ha ucciso. Vito Netti ha anche cercato disperatamente di uscire dall'abitacolo. Tutto inutile.



Ieri mattina alcuni passanti hanno notato quel camion con il motore acceso, fermo da tempo; all'interno della cabina il corpo dell’uomo, vanamente proteso verso il volante nel tentativo di chiedere aiuto. Sul posto è giunta un'ambulanza del 118. Rotto il vetro del camion - le portiere erano chiuse dall'interno -, i medici non hanno potuto far altro che constatare la morte dell'uomo.



Rapidamente i carabinieri di Montebelluna hanno ricostruito le ultime ore di vita dello sventurato camionista, fugando ogni dubbio riguardo a una possibile aggressione subita: all'interno dell'abitacolo sono stati infatti trovati i documenti e il denaro che Vito Netti aveva con sé. Poco distanti dal corpo anche i farmaci che l'uomo utilizzava per curare i suoi malanni fisici.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio Completo