giovedì 30 giugno 2011

Iancu Marin 25 anni muore sul lavoro, schiacciato dal trattore


FOGGIA 30 Giugno 2011 È morto schiacciato dal trattore col quale stava lavorando in località Posta Stifana, nella campagna intorno a Foggia. Un incidente sul lavoro ha causato la

morte di un operaio romeno di 25 anni, Iancu Marin, che si trovava sul mezzo.
Ancora ignote le cause dell’incidente. Secondo una prima ricostruzione l’operaio stava facendo alcuni lavori sul mezzo quando si è ribaltato. Per il ragazzo, rimasto schiacciato dal mezzo, non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno effettuando i rilievi dell’incidente per accertarne la dinamica.

Beatrice 15 anni Morta nel sonno, s'aspetta ancora l'autopsia


CALCINAIA (Pisa) 30 giugno 2011 Una intera comunità si è unita al dolore della famiglia Pegalagge dopo la morte della loro figlia di 15 anni, Beatrice. La studentessa è stata trovata morta dalla madre l'altra mattina intorno alle otto. Ogni soccorso si è rivelato inutile e ora solo l'autopsia potrà dire cosa ha ucciso la quindicenne che probabilmente si è sentita male mentre stava dormendo e non ha avuto neppure la forza o il tempo di poter chiedere aiuto e di accorgersi di quello che le sta capitando. Ed è proprio il fatto che l'autopsia, che deve essere ancora eseguita, non permette ai familiari di decidere quando verrà organizzato il funerale. Ieri tra gli amici e i parenti della ragazzina è circolata la voce che probabilmente la cerimonia si svolgerà sabato mattina ma la data resta ancora da confermare in quanto tutto dipende dai tempi dell'istituto di medicina legale e da quando il magistrato darà il nullaosta alla sepoltura. Anche ieri la famiglia della ragazzina ha continuato a ricevere numerose visite e telefonate da parte di parenti e amici e da parte dei genitori dei compagni di scuola di Beatrice. La morte di una loro coetanea, avvenuta così silenziosamente e così troppo presto, li ha sconvolti. Anche se in questi giorni la scuola è chiusa, si tratta di ragazzi che hanno appena finito al quinta ginnasio, molti di loro si sono sentiti per telefono o si sono incontrati per parlare e ricordare la loro amica scomparsa così improvvisamente e senza un perché. La quindicenne, secondo quanto è emerso, alcuni mesi fa aveva avuto problemi di salute che però sembravano passeggeri e comunque risolti. Si era sottoposta ad una serie di accertamenti in ospedale da cui non era emerso niente di preoccupante. E soprattutto niente che potesse far pensare alla tragedia avvenuta l'altra mattina.

Pasquale Pilleri, 31 anni di S.Arpino ucciso da un poliziotto che difendeva il suo scooter


CASERTA 30 Giugno 2011 Un poliziotto, libero dal servizio, ha ucciso ieri notte nella piazza principale di Aversa, in provincia di Caserta, un uomo di 31 anni Pasquale Pilleri, di S.Arpino, comune a nord di Napoli e confinante con la provincia di Caserta, già conosciuto alle forze dell'ordine, che tentava, insieme con un complice in via di identificazione, di sottrargli lo scooter sul quale era seduto insieme con la fidanzata.
Secondo una prima ricostruzione, fatta dal commissariato, l'agente avrebbe reagito al tentativo di rapina cercando di difendere lo scooter di cui Pillari cercava di impadronirsi.

Il malvivente ha però insistito nella sua richiesta minacciando con una pistola di ucciderlo.

Il poliziotto ha a sua volta estratto l'arma ed ha sparato quattro colpi di pistola che hanno raggiunto il giovane.

Il complice è riuscito a fuggire ma sono in corso indagini per identificarlo

Potrebbe essere una bolla d’aria la causa della morte del bambino di 9 anni, venezuelano


TORINO 01 luglio 2011 Potrebbe essere una bolla d’aria la causa della morte del bambino di 9 anni, venezuelano, in cura all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Tra le ipotesi formulate dagli ispettori c’è appunto la formazione di una bolla d’aria nel circuito che fornisce ossigeno ad alta pressione.
La bolla avrebbe impedito che l’ossigeno confluisse nel circuito di erogazione. Il macchinario, secondo quanto riporta la ditta Rivora, funziona perfettamente e l’attività del centro è già ripresa. L’inchiesta è curata dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, che ha fatto un sopralluogo nell’ospedale torinese.

Filippo Prestana, ventenne è morto uscendo di strada mentre si recava al lavoro, andando a sbattere contro un palo della linea elettrica


Pederobba (Treviso) 30 Giugno 2011 Esce di strada mentre va al lavoro e si schianta su un palo della linea elettrica. Tragica fine per Filippo Prestana, 20enne di Pederobba morto in mattinata mentre a bordo della sua Ford Puma si recava al lavoro alla Replay di Asolo. Filippo era partito da casa per andare al lavoro quando, intorno alle 8.15 all’altezza di una curva tra via Cavallea e via Caodevilla in località Biancospino, per cause in corso di accertamento da parte della polstrada di Treviso, ha perso il controllo dell’auto, uscendo di strada e finendo la sua corsa contro un palo della linea elettrica. Un impatto tremendo che ha spezzato in due il palo dell’Enel e non ha lasciato scampo al giovane. Agghiacciante la scena che si è presentata ai primi soccorritori, con il ragazzo intrappolato in quel che restava dell’auto distrutta. Immediata la richiesta di aiuto al Suem 118 e ai vigili del fuoco. Sul posto in pochi minuti è arrivata un’ambulanza da Valdobbiadene, mentre dal Ca’ Foncello è arrivato anche l’elicottero. Ma ogni tentativo di rianimazione da parte dei sanitari è stato inutile, troppo gravi le lesioni riportate da Filippo nello schianto. Il ragazzo è morto praticamente sul colpo. Solo poche ore prima, sull’A13 Bologna-Padova, tra Ferrara e Occhiobello, era invece deceduto Roberto Dalla Costa, autotrasportatore 44enne di Pederobba centrato in pieno dalla bombola caduta dal camion che lo precedeva. Due lutti in poche ore per una comunità che ora si stringe intorno alle famiglie.

Milvana Citter

Vincenzo Macrì 39 anni autotrasportatore è morto nel maxi tamponamento fra 5 mezzi pesanti e 3 auto


MACERATA 30 Giugno 2011 SI chiamava Vincenzo Macrì l’autotrasportatore di 39 anni, che è morto ieri sera nel maxi tamponamento fra 5 mezzi pesanti e 3 auto avvenuto lungo la
corsia nord dell’A14, nel tratto fra Fermo e Civitanova Marche, al km 270. L’uomo era originario di Taurianova (Reggio Calabria). Nello scontro sono rimaste ferite altre 3 persone. Al momento la polizia stradale sta ancora ricostruendo la dinamica del sinistro, che potrebbe essere stato provocato da un guasto al primo tir in colonna.
Il tratto autostradale, chiuso per alcune ore, è stato poi riaperto con uno scambio di carreggiata. Fino alle 4 di stamani, sono state registrate lunghe code e disagi per gli automobilisti. La circolazione è da poco tornata alla normalità.

Maria Salvoni Malvezzi 60 anni investita mentre era in bici:

PARMA 30 Giugno 2011 Grave incidente stradale questa mattina a Noceto, comune in provincia di Parma.Una ciclista 60enne, Maria Salvoni Malvezzi è rimasta vittima di un incidente: la donna è stata investita da un furgone Iveco Daily. Maria Salvoni Malvezzi era appena uscita da casa, quando è stata investita.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di salvare la donna, ma lei non c’era ormai più nulla da fare. Secondo quanto si è appreso dalla testimonianza dell’autista del furgone, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una vespa entrata nell’abitacolo.
Sul posto, per eseguire i rilevi del caso, anche gli agenti della polizia municipale

Maria Salvoni Malvezzi 60 anni investita mentre era in bici, perdendo la vita


PARMA 30 Giugno 2011 Grave incidente stradale questa mattina a Noceto, comune in provincia di Parma.Una ciclista 60enne, Maria Salvoni Malvezzi è rimasta vittima di un incidente: la donna è stata investita da un furgone Iveco Daily. Maria Salvoni Malvezzi era appena uscita da casa, quando è stata investita.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di salvare la donna, ma lei non c’era ormai più nulla da fare. Secondo quanto si è appreso dalla testimonianza dell’autista del furgone, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una vespa entrata nell’abitacolo.
Sul posto, per eseguire i rilevi del caso, anche gli agenti della polizia municipale

Stefano Giacolono, 34 anni, è morto all'ospedale Parini di Aosta, dopo quattro giorni di coma, a seguito di una caduta da una scala di un edifificio


Aosta 29 Giugno 2011 Stefano Giacolono non ce l’ha fatta. Il giovane trentaquattrenne di Strambino, ferito alla testa dopo essere caduto da una scala nella notte tra
venerdì e sabato scorso a Gressoney-Saint-Jean, è deceduto questa mattina all’Ospedale Umberto Parini di Aosta.

Il piemontese quella sera era con un gruppo di amici alla Festa della Birra a Gressoney-Saint-Jean: nella notte, mentre stava rientrando a casa di uno di loro, a un paio di km di distanza dal luogo della manifestazione, è scivolato su una scala esterna dell'abitazione ed è caduto all’indietro.

Dopo aver cercato di rialzarsi, è crollato a terra, perdendo i sensi. Sul posto è intervenuto il 118, ricoverando d’urgenza il giovane nel reparto di rianimazione dell'ospedale Parini di Aosta, per un trauma cranico. In mattinata era stato sottoposto a un intervento chirurgico per alleviare la pressione al cervello, al seguito della quale le sue condizioni erano stabili, restando comunque gravi.

Sull’accaduto stanno indagando i Carabinieri, anche se non dovrebbero esserci responsabilità di terzi.


di Massimiliano Riccio

Morto Giorgio Bernardin, storico calciatore del dopoguerra all'età di 83 anni:IL PIEDE DI DIO


Ferrara, 29 giugno 2011 La Spal piange un altro suo grande campione del passato: è morto ad 83 anni Giorgio Bernardin, ex con 60 presenze ed un gol che debuttò a Genova contro la Samp nel
1952. A notarlo a Lecce, in serie C, fu ovviamente Paolo Mazza che lo portò a Ferrara: in biancazzurro gioca due anni, lasciando una traccia storica nel secondo. La Spal penultima a 26 punti assieme all’Udinese e al Palermo va agli spareggi: nella gara decisiva contro il Palermo i siciliani segnano per primi, Olivieri pareggia ed a tempo scaduto, Bernardin su punizione salva la Spal e condanna il Palermo alla retrocessione.

Bernardin, per quella rete, verrà ribattezzato dai tifosi spallini «Piede di Dio»: poi andrà all’Inter, con Massei, il grande capitano che ieri lo ha accompagnato anche nel suo ultimo viaggio, a Bonassola, vicino alle Cinque Terre. «Era un grande amico per me — dice Oscar — e perderlo mi lascia un grande vuoto. I ricordi del calcio sono importanti, quello che ci legava era però molto, molto di più».

Auto si schianta contro bus di turisti: muore un ragazzo di 20 anni


Bolzano 30 Giugno 2011.Un 20enne di Prato alla Drava ha perso la vita questa mattina alle 7.15 schiantandosi con la sua Seat Ibiza contro un bus di turisti olandesi che viaggiava da Brunico in direzione dell'Alta Pusteria.
Secondo la

prima ricostruzione, fatta dai carabinieri del nucleo radiomobile di San Candido, il giovane avrebbe tentato il sorpasso di un mezzo pesante che lo precedeva senza avverdersi del sopraggiungere in direzione contraria del bus turistico. Nell'impatto la fiancata sinistra della piccola utilitaria è andata completamente distrutta in tutta la sua lunghezza. Inutili i soccorsi prestati al 20enne da Croce Bianca di San Candido, medico d'urgenza e vigili del fuoco di Villabassa e Monguelfo.

Francesco Beniamino Cino uccide i consuoceri Anna Greco e Cariati e poi si consegna


COSENZA 30 Giugno 2011 Una missione di morte messa in atto senza esitazione culminata con l'uccisione dei consuoceri ed il ferimento della figlia della coppia, sua nuora. Adesso l'autore del delitto, Francesco

Beniamino Cino, venditore ambulante di 66 anni, di Montalto Uffugo, nel cosentino, dopo una fuga durata ore, ha scritto la parola fine costituendosi in serata ai carabinieri di Rogliano. Non sopportava che il figlio e la moglie si separassero, Cino e per questo stamani ha pensato bene di «punire» a suo modo la nuora Teresa Cariati, di 37 anni, e i genitori della donna Franco, di 58, piccolo imprenditore edile e autostrasportatore, e sua moglie Anna Greco, di 55, ai quali evidentemente imputava delle responsabilità nel naufragio di quel matrimonio. È iniziata così una mattinata di follia e sangue tra Montalto Uffugo, dove Cino vive in una palazzina della frazione Settimo che ospita anche la famiglia del figlio e della moglie, e contrada Albano, una zona di campagna poco distante nel comune di San Vincenzo La Costa, nell'hinterland cosentino.

L'assassino, che avrebbe dei seri problemi di salute, forse rimuginando su quel matrimonio ormai sfasciato, è uscito dal suo appartamento con in mano con una pistola 7.65 e ha fermato l'auto con a bordo la nuora sparandole due colpi che l'hanno raggiunta ad un braccio e al fianco. Alla donna avrebbe poi detto di essere deciso ad andare ad uccidere anche il padre e la madre di lei. Teresa Cariati, a questo punto, malgrado le ferite avrebbe avuto la forza di chiamare i genitori informandoli delle intenzioni del suocero, non riuscendo però ad impedire la tragedia. Recatosi nel paese dei consuoceri Cino, sempre più fuori di se, ha incrociato sul bordo della strada Cariati e gli ha sparato all'addome e al torace uccidendolo all'istante. Subito dopo è entrato in casa dove ha trovato la consuocera Anna Greco e l'ha ferita gravemente. La donna, colpita ad un polmone e ad altri organi vitali, ha cessato di vivere nel pomeriggio nell'ospedale di Cosenza.

Dopo la sparatoria Cino si è allontanato facendo perdere le proprie tracce. Fino a stasera, quando si è presentato ai carabinieri. Il menage familiare tra il figlio di Cino e Teresa Cariati (i due hanno due figli di 5 e 9 anni), era da tempo entrato in crisi. A pesare, in particolare, sarebbe stato il carattere del marito della donna che viene descritto in paese come molto geloso e possessivo. I dissapori, poi, sono aumentati dopo che il giudice, nella causa di separazione, ha deciso di assegnare la casa della coppia alla donna. Una soluzione evidentemente ritenuta inaccettabile da Cino. In casa della famiglia Cariati per tutta la mattinata c'è stato un via vai di parenti e amici scioccati e increduli per quanto accaduto. Scene di disperazione all'arrivo degli altri due figli della coppia.

pensionato di 85 anni, Santo Guglielmino si barrica in casa uccidendo la compagna Rosa Colusso e togliendosi la vita sparandosi


TORINO 20 Giugno 2011 Tragico epilogo nella notte, con un omicidio-suicidio, per la vicenda di un pensionato di 85 anni, Santo Guglielmino, che da 15 ore si era barricato in una
casa popolare di Collegno minacciando con una pistola Rosa Colusso, la convivente ottantaseienne immobilizzata su una sedia e rotelle e affetta da demenza senile. Alla fine l'uomo ha sparato contro la compagna malata; poi, ha rivolto l'arma contro di sè. Sono morti entrambi. Li hanno trovati i carabinieri del Gis (Gruppo d'intervento speciale) quando hanno fatto irruzione dopo avere udito quattro colpi d'arma da fuoco e visto fiamme levarsi dall'abitazione.

Guglielmino ha prima ucciso la convivente poi, dopo avere incendiato un appendiabiti e un cumulo di carte e bollette, ha sparato altre tre colpi, due nel cortile, l'ultimo puntando l'arma, che deteneva illegalmente, contro se stesso. La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso per un intero giorno gli abitanti di un palazzo di edilizia pubblica a Collegno, popoloso comune alle porte di Torino. Guglielmino e Rosa Colusso era una coppia seguita dai servizi sociali. A fare perdere la testa al pensionato sarebbe stato un black out della corrente elettrica che ha attribuito al ritardo nel pagamento della bolletta.

Le spese della coppia, infatti, erano aumentate dopo l'incremento, da 84 a 400 euro, del canone d'affitto, scattato perchè non aveva risposto a un censimento dell'Atc (Agenzia territoriale per la casa). Era stato lo stesso anziano a spiegarlo, al telefono, ai carabinieri. L'aumento - si è poi appreso - era poi stato annullato grazie all'intervento dell'assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Collegno, ma l'episodio aveva turbato ancora di più la vita di Guglielmino, molto provato dalle condizioni di grave infermità della convivente.

I carabinieri hanno fatto di tutto per convincere il pensionato a desistere: ci ha provato, per tre ore, il colonnello Antonio De Vita, comandante provinciale di Torino, si sono impegnati strenuamente anche i due mediatori del nucleo investigativo del capoluogo piemontese e uno della squadra del Gis, giunta nel pomeriggio da Livorno. Guglielmino nel corso della giornata aveva già sparato un colpo di pistola che aveva trapassato la porta d'ingresso senza ferire nessuno. Sembrava tranquillo in serata, davanti alla tv. Poi, improvvisamente, ha deciso di dire basta, ponendo fine all'esistenza sua e della compagna.

mercoledì 29 giugno 2011

BIMBO MUORE IN OSPEDALE. TORINO, ALTRI 5 STANNO BENE :problema ossigeno


TORINO 29 Giugno 2011 Un tragico, oscuro, incidente. L'ossigeno è sceso improvvisamente. Uno, forse due minuti, di black out. Un'inezia per una persona in salute, un vuoto letale per chi

lega la vita alla respirazione di ossigeno puro. Un bambino di nove è morto così, nel pomeriggio di oggi, nell'ospedale Regina Margherita di Torino. Era era venuto dal Venezuela, con i genitori, per curare una grave forma di leucemia in uno dei centri di eccellenza della sanità italiana. Nel capoluogo piemontese, invece, ha trovato la morte per un incidente sulla centrale di distribuzione dell'ossigeno dell'ospedale nel quale era ricoverato. Nella centrale erano in corso dei lavori e il Procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, ora vuole capire e vederci chiaro. Ha immediatamente aperto un'inchiesta e con i Nas è subito andato di persona a fare un sopralluogo in quell'ospedale dove oggi è stata sfiorata una tragedia ben più grave. Nel momento dell'incidente, oltre al piccolo venezuelano, vi erano altri cinque bambini che respiravano grazie alla rete di distribuzione dell'ossigeno: due erano in sala operatoria per un intervento chirurgico, altri due nel reparto Rianimazione-Terapia intensiva insieme al venezuelano, un altro ancora nel reparto Cardioanestesia. Contrariamente alla piccola vittima, nessuno di loro respirava ossigeno puro al cento per cento e per questo si sono salvati.

La loro era una miscela di aria e ossigeno e - garantiscono i responsabili del Regina Margherita - non si sono neanche accorti di quello che stava succedendo. Chi se n'è accorto subito - stando sempre alla ricostruzione riferita dall'ospedale - è stato il personale del Regina Margherita. Secondo il loro racconto, sono arrivati due segnali di allarme: quello della centrale di distribuzione dell'ossigeno e quello dei macchinari che segnalano il livello di ossigeno nel sangue dei pazienti. È scattata l'emergenza: i sei bambini sono stati soccorsi; sono stati ventilati utilizzando le bombole di ossigeno; cinque di loro stanno bene; per il sesto non c'è stato nulla da fare. Stava già malissimo: erano due anni che si sottoponeva a pesanti terapie per battere la leucemia. Dal Venezuela, grazie a una collaborazione con le strutture sanitarie italiane, era arrivato a Torino; era stato sottoposto a trapianto di midollo e da una ventina di giorni era in Terapia intensiva. Per il suo fisico debilitato, quei minuti senza ossigeno non hanno lasciato scampo.

Le strutture del Regina Margherita hanno già preparato una relazione che è stata inviata al pm Guariniello, al Direttore Regionale della Sanità, Paolo Monferino, e al Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Tutto il materiale che è stato e sarà raccolto - hanno assicurato dalla Regione - sarà messo a disposizione della Procura per fare chiarezza sull'incidente. Indagherà anche la Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. «È un episodio grave, su cui va fatta una verifica immediata», ha detto il suo presidente, Ignazio Marino, che ha già chiesto l'intervento dei Carabinieri dei Nas e che domani riferirà i risultati dell'istruttoria ai capigruppo della Commissione. Con loro valuterà se aprire formalmente un'inchiesta con «l'intento - ha spiegato - appurare le cause di quanto accaduto e non di stimolare un clima di caccia alle streghe intorno all'ospedale e ai medici».

ragazzo 22 enne muore annegato,salvi 2 bambini


RAVENNA 29 Giugno 2011 Era originario della Costa D'Avorio il ventiduenne morto nel primo pomeriggio a Lido di Classe, sul litorale ravennate, nei pressi di una
scogliera di fronte del Bagno 'Go-Gò. Insieme a lui hanno rischiato di annegare anche due bambini, anche loro presumibilmente africani, di otto e undici anni.
Secondo quanto finora riferito dalla Capitaneria di Porto, tutto è accaduto poco dopo le 16 quando dal servizio di salvataggio della zona è arrivata la segnalazione in centrale per i due ragazzini in difficoltà. I due sono poi stati recuperati da tre bagnini, intervenuti sul posto anche con una moto d'acqua, e affidati agli operatori del 118: sono stati portati in ospedale ma non sono in pericolo di vita. Nel frattempo è giunta una seconda segnalazione: questa volta per la scomparsa in acqua del ventiduenne. Il ragazzo è stato ripescato poco dopo sempre dai bagnini e portato a riva. Ma le manovre di rianimazione sulla battigia sono risultate vane. Non è ancora chiaro se si trovasse in acqua assieme ai due ragazzini o se si fosse tuffato per salvarli. Le condizioni del mare al momento dei fatti erano discrete.

UN RAGAZZO MASSACRATO DA 4 GIOVANI: DUE GIOVANI ARRESTI


ROMA 29 Giugno 2011 Un ragazzo di 29 anni è stato aggredito tra sabato e domenica scorsa in via dei Serpenti, nel quartiere Monti, nel pieno centro di Roma, ed è morto questa

mattina. Per l'aggressione e l'omicidio, sono stati arrestati due giovani di appena 21 anni, fermati dalla Polizia Municipale del I gruppo, mentre altri due aggressori sono ricercati. Il 29enne, che ha perso la vita oggi dopo tre giorni in ospedale, era stato aggredito brutalmente per futili motivi.

martedì 28 giugno 2011

Alessandro Cammarota 21 anni è morto dopo essere stato investito da un' auto mentre lavorava in un distributore di benzina.


NAPOLI 28 Giugno 2011 Un giovane di 21 anni. Alessandro Cammarota, di Giugliano (Napoli), è morto ieri sera dopo essere stato investito da un' auto mentre
lavorava in un distributore di benzina.
Il giovane è giunto in gravi condizioni all' ospedale San Giuliano, dove è morto poco dopo.

Gli agenti del commissariato di zona stanno cercando di ricostruire le circostanze esatte della sua morte. Secondo alcune testimonianze, infatti, ad investirlo sarebbe stato un minorenne di 16 o addirittura 14 anni, figlio del titolare dell' impianto.

Ma la polizia sta verificando se tale versione sia vera oppure sia stata costruita ad arte per coprire, dietro il minore non imputabile, responsabilità di altri..

Emiliano Pirola, musicista di professione, è morto nello scontro tra la sua moto Yamaha e un trattore


BERGAMO 28 Giugno 2011 Un centauro bergamasco di 58 anni, Emiliano Pirola, musicista di professione, è morto oggi pomeriggio nello scontro tra la sua moto Yamaha e un trattore, in provincia di Bergamo. L'incidente è avvenuto a
Romano di Lombardia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la vittima, originaria di Osio Sotto (Bergamo), ma residente a Romano, stava tentando di superare un mezzo pesante in un tratto di strada in cui sono vietati i sorpassi. L'incidente è avvenuto nel sottopasso di via Balilla, lungo la strada che porta a Bariano (Bergamo). L'impatto tra la moto e il trattore che procedeva nella direzione opposta, è stato fatale per il 58enne, che è deceduto sul colpo. .

Gioacchino Farruggi proprietario del ristorante uccide un suo cameriere Kaalouli Imad di 19 anni


DESENZANO DEL GARDA 28 Giugno 2011 Kaalouli Imad, un cameriere marocchino di 19 anni, è stato ucciso a colpi di pistola a Desenzano del Garda, davanti al ristorante in cui lavorava, Il Gattopardo. I poliziotti del

commissariato locale, secondo quanti si è appreso, hanno fermato il titolare del locale, Gioacchino Farruggi, di 45 anni, che secondo una prima ricostruzione avrebbe aperto il fuoco per motivi di denaro.

Quattro o cinque colpi - L'omicida ha colpito il ragazzo alla schiena, proprio fuori dal suo ristorante situato sul lungolago di Desenzano. Farruggi ha esploso quattro o cinque colpi di pistola. Nel corso della sparatoria, ha riferito la polizia, è rimasta ferita di striscio ad un fianco anche un'altra donna, italiana, di 40 anni, V. D. G. La donna era l'unica persona presente al momento della sparatoria. La questura di Brescia ha riferito che nonostante i tentativi di rianimazione, il ragazzo colpito è morto sul posto dopo pochi istanti. L'omicida è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Desenzano, che hanno sequestrato l'arma con cui ha aperto il fuoco, una pistola semiautomatica.

Vittoria Bussola 16 anni e una guardia giurata perdono la vita in 2 incidenti diversi


VERONA 28 Giugno 2011 Due incidenti mortali nel giro di poche ore. Ancora due vittime sulle strade veronesi. Il primo è avvenuto poco dopo le 21 di lunedì sera sulla tangenziale sud all'altezza dello

svincolo di San Martino Buon Albergo, per cause ancora al vaglio della polizia stradale di Bardolino uno scooter guidato da una guarda giurata veronese di 38 anni si è scontrato con un furgone. L'impatto violentissimo ha fatto cadere sull'asfalto. L'uomo è stato soccorso dal personale di Verona emergenza ma le sue condizioni sono apparse subito gravi. All'arrivo in ospedale è deceduto. Il secondo incidente è accaduto poco dopo le 22 in corso Dante Alighieri a Illasi. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri intervenuti sul posto, un furgone avrebbe tamponato uno scooter guidato da Vittoria Bussola, studentessa del luogo. La giovane, 16 anni, è caduta sull'asfalto battendo la testa. Inutili i soccorsi di Verona emergenza: la ragazza è morta sul colpo.

Vincenzo De Luca artigiano ucciso a 36 anni da auto pirata La rabbia del fratello


Reggio Emilia, 28 giugno 2011 - Ucciso da un furgone bianco, il cui conducente non si è fermato dopo l’incidente. Ucciso mentre stava lavorando ai bordi della strada per sostituire una

cancellata. Così è morto Vincenzo De Luca, 36 anni, artigiano, originario di Napoli ma da dieci anni abitante alla periferia di Parma.
Il fratello Antonio, che lo ha appena riconosciuto al pronto soccorso, stringe con le mani un sacchetto di plastica: «Ecco, sono le poche cose che ho di lui. E adesso chi lo dice alla mamma che Vincenzo non c’è più». Vincenzo lancia un appello: «Se qualcuno ha visto quel furgone, se qualcuno ha preso il numero di targa, se qualcuno insomma sa qualcosa deve avvertire le autorità perché non si può morire in questo modo».
L’incidente è avvenuto alle 17 di ieri pomeriggio in via Martiri della Libertà, la strada che da Scandiano porta ad Arceto.

«Sì mio fratello — dice Antonio De Luca — si trovava lì per lavorare alla cancellata. Fa dei lavori saltuari in questo momento e oggi (ieri, n.d.r.) era andato lì a lavorare».
Vincenzo si trovava sulla strada, un altro operaio si trovava all’interno: stavano sostituendo la vecchia cancellata con una nuova.


L’incidente è avvenuto all’improvviso. Un testimone, un giovane albanese, ha riferito di aver visto un furgone bianco travolgere in pieno Vincenzo ed allontanarsi. Il conducente si è anche fermato al semaforo rosso ma poi ha proseguito: nemmeno una incertezza, un ripensamento. L’allarme è stato immediato. Sul posto sono arrivati un ambulanza della Croce Rossa, l’automedica, pattuglie della polizia municipale della sezione Nuspi. Le condizioni di Vincenzo sono apparse subito gravissime. Sottoposto alle prime cure è stato trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’arcispedale S. Maria Nuova di Reggio. Qui, però, l’artigiano è deceduto poco dopo per le gravissime ferite riportate nel violento urto. «Quel furgone ha sfracellato mio fratello — dice il fratello Antonio —. Non si può morire in questo modo».
Gli accertamenti non sono stati facile fin dall’inizio. C’era chi aveva sparso la voce che Vincenzo fosse andato nell’abitazione a proporsi come manovale. Ma in fratello Antonio è risoluto: «Portatemi davanti a chi dice che non lavorara in quella abitazione, che erana lì per caso, fatemi parlare con questa persone». Poi se ne va con le poche cose del fratello: «Sono così arrabbiato per come è morto mio fratello che non ho lacrime per piangere ...».

Simone Fabbri, 34 anni perde la vita in un Incidente stradale Montemignaio nell’Alto Casentino


AREZZO 28 Giugno 2011 Simone Fabbri, 34 anni, residente a San Donato Milanese, è stato trovato morto all’interno della sua auto, finita in fondo a una scarpata a Montemignaio nell’Alto

Casentino.
Il medico del 118, intervenuto sul posto, ha accertato che il decesso era avvenuto almeno 48-60 ore prima.
L’auto era stata notata da un passante questa mattina. L’uomo ha avvertito subito i soccorsi, che sono giunti sul posto liberando il cadavere dell’uomo dalle lamiere dell’auto, nascosta tra gli alberi. L’ uomo era in vacanza nella zona: il padre è originario di Montemignaio, ed i familiari ne avevano già denunciato la scomparsa.
Pochi giorni prima, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, nella stessa zona, un turista fiorentino di 25 anni era caduto in burrone mentre tornava a casa. I suoi lamenti erano stati uditi la mattina da un passante ed era stato salvato dai vigili del fuoco.

Pilota 55enne si schianta in mare con il suo deltaplano


MESSINA 28 Giugno 2011 Tragedia nella zona di Aqualadroni, a Messina. Un uomo di 55 anni, originario di Guidonia, è morto cadendo in mare con il suo deltaplano a motore. Il 55enne era partito dalla Calabria, quando, per motivi ancora da accertare, ha perso il controllo del velivolo e si è schiantato in mare, morendo sul colpo.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Gli uomini della capitaneria di Porto hanno già recuperato il corpo, che verrà ora sottoposto all’autopsia, per capire se alla base dell’incidente vi sia stato un malore dell’uomo

Vincenzo Capacchione, 49 anni, cardiologo dell'ospedale di Rho (Milano) è morto dopo aver praticato un intervento di angioplastica ad un malato.


Rho(Milano) 28 GIUGNO 2011 Nonostante stesse male non ha voluto rinunciare al suo dovere di cardiologo, e salvare un'altra vita in ospedale. Ma è stato il suo cuore, questa volta, a non reggere allo sforzo: così Vincenzo Capacchione, del Servizio di Emodinamica all'ospedale di Rho (Milano), è morto sabato scorso a soli 49 anni, poco dopo aver concluso un intervento chirurgico. Il medico, come racconta lo stesso ospedale e come si legge su 'Il Giornò, «si trovava a casa in stato febbrile, seppure in reperibilità, per non lasciare scoperta un'eventuale urgenza. Fatto che si è verificato. Dopo essersi recato in ospedale, il dottor Capacchione ha effettuato un intervento di angioplastica su un paziente salvandone la vita. Finita l'operazione il cardiologo si è accasciato a terra privo di sensi». Un malore che lo stesso medico aveva segnalato come «uno strano dolore al petto», presumibilmente un infarto. «Quando arrivano sul tuo tavolo notizie di questo genere - commenta Ermenegildo Maltagliati, direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Salvini di Garbagnate Milanese, cui afferisce il presidio di Rho - è sempre difficile trovare le parole giuste.

Lo è ancora di più quando l'età del collega che ci lascia è così giovane e quando a casa lascia tre figli piccoli e una moglie. Se poi a questo si aggiunge il fatto che Vincenzo Capacchione facesse parte di un team di tre medici emodinamisti che ogni giorno, tra mille difficoltà, ha il compito di salvare la vita alle persone, davvero non si trovano le parole». «Posso però affermare - continua Maltagliati - che uomini come Capacchione, per il loro quotidiano impegno, per il loro altruismo e per la loro dedizione, danno lustro alle istituzioni per cui lavorano. E di questo, io in primo luogo, e tutti noi colleghi, gliene saremo sempre grati».

Simone Galazzini di 43 anni ha ucciso con due colpi di pistola la moglie Elena Martelli di 27 anni e poi ha rivolto l'arma verso se stesso uccidendosi


VERONA 28 giugno 2011 Shock nel veronese, nella cittadina di Peschiera del Garda, sul lago. Un uomo, per motivi ancora da chiarire, ma forse legati a problemi affettivi (tra i due era in corso una
causa di separazione), ha ucciso la moglie e si è poi tolto la vita. Autore della tragedia è il commerciante Simone Galazzini di 43 anni che, probabilmente durante la notte, ha ucciso con due colpi di pistola la moglie Elena Martelli di 27 anni e poi ha rivolto l'arma verso se stesso uccidendosi con un terzo colpo.

I coniugi gestivano il negozio di calzature 'Jek e Gio' posto al piano terra della palazzina dove abitavano al secondo piano. Al primo piano sono residenti i genitori dell'uomo che questa mattina vedendo il negozio chiuso sono andati a bussare alla porta del figlio facendo la macabra scoperta.

L'omicidio-suicidio è stato compiuto al secondo piano della palazzina di corso Italia a Garda con una pistola Beretta calibro 9, regolarmente detenuta dal commerciante. La coppia aveva in corso una causa di separazione, ma parenti ed amici hanno spiegato che nulla lasciava presagire un gesto così disperato. Sul posto è arrivato anche il legale della donna, che ha riferito di un accordo in corso senza particolari problemi. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesco Rombaldoni, sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda.

lunedì 27 giugno 2011

Aliou Mbengue 13 anni di origine senegalese perde la vita annegando


Carrara 27 Giugno 2011 un ragazzino di 13 anni, Aliou Mbengue, di origine senegalese, è invece morto stasera all'ospedale di Carrara dove era stato trasportato in

coma. L'annegamento è avvenuto nello specchio di mare davanti ad uno stabilimento balneare di Marina di Carrara. Il ragazzo era stato recuperato dai bagnini ad una ventina di metri dalla riva dopo affannose ricerche. Era stato un suo coetaneo con cui stava giocando in acqua a dare l'allarme. «È scivolato, è scivolato sott'acqua andate a cercarlo», ha detto piangendo ad alcuni bagnanti uscendo dall'acqua verso le 18. Il tredicenne senegalese ritrovato dopo diversi minuti proprio sott'acqua, è stato poi sottoposto ad un massaggio cardiaco da parte del personale del 118 direttamente sulla spiaggia e quindi trasportato d'urgenza in ospedale dove purtroppo è deceduto poco dopo il ricovero. Sulla tragedia la capitaneria di porto di Marina di Carrara ha aperto un'inchiesta ma per il momento non ha rilevato responsabilità sull'accaduto. Il ragazzino giocava a calcio nella squadra Esordienti del San Marco Avenza.

Domenico Fraccalvieri 41 anni ucciso ad Altamura con numerosi colpi di pistola


BARI 27 Giugno 2011 Sarebbe morto sul colpo Domenico Fraccalvieri, il sorvegliato speciale di 41 anni raggiunto oggi pomeriggio, intorno alle 18.30, numerosi colpi di pistola ad

Altamura nella Murgia barese. Un uomo dal nome gia' noto alle forze dell'ordine, che secondo le prime notizie sarebbe stato ucciso davanti un garage nel quartiere Carpentino. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che non hanno potuto che constatare la morte dell'uomo. Sono in corso i rilievi dei carabinieri.

Fraccalvieri era già nel mirino della malavita altamurana: nella tarda serata del primo dicembre scorso quattro colpi di arma da fuoco furono sparati contro la sua abitazione. Tre proiettili si conficcarono nel muro, mentre un quarto ruppe i vetri della finestra della camera da letto e si conficcò nel soffitto. Ad Altamura è da tempo in corso una 'guerrà tra nuove leve dei clan mafiosi che si contendono il controllo del territorio. Nell'ambito di questa nuova faida il 6 settembre 2010 è stato ucciso Bartolo Dambrosio, boss di Altamura. Dambrosio fu assassinato in un agguato in stile mafioso mentre faceva jogging sulla Murgia: fu colpito con oltre trenta proiettili sparati con un fucile a pompa e una pistola mitragliatrice Skorpion. Le indagini hanno poi portato ad arrestare sei persone che avrebbero avuto un ruolo nel delitto. L'agguato nel quale è stato ucciso stasera Fraccalvieri è stato compiuto con numerosi colpi di pistola in via Cirene, alla periferia di Altamura.

Luca Del Prete, 21enne di Benevento perde la vita in un incidente mortale


BENEVENTO 27 Giugno 2011 Dovevano trascorrere tutti insieme un'allegra giornata in piscina. Una domenica all'insegna del divertimento, che si è invece trasformata in una tragedia che ha strappato alla vita un

giovane di 21 anni. Ne aveva tanti Luca Del Prete, di Benevento, banconista in un supermercato, vittima dell'incidente stradale registrato ieri mattina dopo le 10 a contrada Cancelleria, sulla strada provinciale 27 che dal Rione Capodimonte conduce ad Apice.
I fatti, secondo una prima ricostruzione. Luca Del Prete era al volante di una Daewoo Matiz sulla quale viaggiavano Serena D'Elia, 19 anni, Carmine Zollo, 21 anni, una 17enne ed un 13enne, tutti della città. Toccherà alla polizia municipale definire la dinamica, di certo c'è l'impatto con un Land Rover Freelander che percorreva l'arteria in direzione del capoluogo. Alla guida Stefano B., 37enne della provincia di Piacenza, che era con la moglie Daniela, sua coetanea, ed i genitori di lei: un 73enne e una 72enne. Stavano rientrando dopo un periodo trascorso ad Apice.
L'urto, fronto-laterale, ha praticamente 'sventrato' la Matiz. Scattato l'allarme, sul posto sono intervenuti numerose ambulanze del 118, i vigili del fuoco, gli agenti della Volante e i vigili urbani che hanno effettuato i rilievi ed ascoltato anche altri automobilisti che avrebbero assistito al sinistro. I cinque giovani a bordo della Matiz sono stati tutti estratti dai pompieri dalle lamiere contorte dell'auto. Non c'è stato niente da fare, purtroppo, per Luca Del Prete, deceduto sul colpo.
Scene strazianti all'arrivo dei parenti della vittima.
Gli otto occupanti le due auto sono stati trasportati presso i due ospedali cittadini. Ad avere la peggio sono stati il 13enne e Carmine Zollo, ricoverati in prognosi riservata al 'Rummo' ed al 'Fatebenefratelli'. Non destano particolari preoccupazioni, invece, le condizioni delle altre sei persone.
A contrada Cancelleria, su disposizione del sostituto procuratore Anna Frasca, è intervenuto il medico legale, la dottoressa Monica Fonzo che ha prima operato il sopralluogo e, poi, la visita esterna della salma del 21enne, trasferita all'obitorio.

Giancarlo Ottani, 58 anni, e’ deceduto a causa delle ferite riportate in un incidente stradale avvenuto la scorsa notte mentre viaggiava


BOLOGNA 27 Giugno 2011 Gravissimo incidente stradale questa notte nel bolognese. Giancarlo Ottani, 58 anni, motociclista bolognese, è morto la scorsa notte mentre viaggiava in .direzione sud sulla tangenziale della città.
Ancora da chiarire se altri veicoli siano coinvolti nell’incidente che ha strappato la vita all’uomo. Secondo i primi accertamenti condotti dalla polizia stradale, intervenuta immediatamente sul posto, l’uomo è caduto a terra in zona Fiera-San Donato poco prima di mezzanotte, per cause ancora da accertare.
Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso dell’uomo. Per lui non c’è stato niente da fare

Trovato morto Federico Bicchiarelli, giovane di Peglio scomparso da sabato sera.


Urbania,(Pesaro Urbino) 27 giugno 2011 - IL LORO telefonino continua a squillare a vuoto. E di Eric e Federico non c’è traccia. Li hanno aspettati fino alla mattina di ieri le famiglie, ma dei due giovani nessuna traccia. Ad un certo punto hanno dato

l’allarme e sono partire le ricerche. Eric Ghiselli e Federico Bicchiarelli residenti nel piccolo borgo di Peglio sono praticamente «svaniti» nel nulla. E’ da ieri mattina che le forze dell’ordine li cercano con tutti i mezzi, aggrappandosi ad una piccola traccia elettronica: i loro cellulari risultano trovarsi all’Orsaiola, una zona impervia e battuta (di giorno) da amanti della natura e della ricerca dei funghi. Ma ancora niente, neanche il ricorso all’elicottero dei carabinieri ha prodotto risultati.

ERIC GHISELLI, 33 anni, lavora nella ditta metalmeccanica di Tino Pagliardini, mentre Federico Bicchiarelli lavora assieme al fratello e al padre come artigiano edile. Dei due non si hanno più notizie dalle 23 di sabato sera, ora in cui sono stati visti per l’ultima volta durante la festa nella piazza del paese. Ragazzi comuni. Ragazzi descritti da tutti come brave persone, che anche in caso di ritardo durante la notte avvisavano sempre le rispettive famiglie.

SABATO SERA invece questo non è avvenuto. Ed e subito salita la preoccupazione delle famiglie che hanno immediatamente denunciato il fatto ai carabinieri di Urbania. Altro dato tornato poi utile nelle ricerche: i cellulari dei due squillano a vuoto, nessuno dei due ragazzi risponde e anche questo ha portato le famiglie ad allarmarsi immediatamente. Le ricerche, seguite dalle squadre di carabinieri di Urbania e Acqualagna, e dai vigili del fuoco, si sono spostate subito in aperta campagna durantina, nella zona dell’Orsaiola. Infatti il comando dei carabinieri ha accertato che i cellulari agganciano la cella telefonica che copre quella zona. Un territorio ampio, e le ricerche sono indubbiamente insidiose. Soprattutto per le pericolose scarpate coperta dagli alberi. Neppure l’elicottero dei carabinieri, alzatosi in volo per aiutare gli uomini a terra nelle ricerche, è riuscito ad individuare l’automobile. Con il passare delle ore e l’arrivo del buio è salita l’angoscia dei familiari e di tutto il borgo di Peglio.

CON IL CALARE della notte le ricerche sono proseguite con una nuova squadra dei vigili del fuoco. Tutte le forze dell’ordine sono ormai allertate per dare una spiegazione all’accaduto e ieri sera sono stati allertati anche gli uomini della forestale e la protezione civile.
Si spera che i due giovani siano solo feriti ed impossibilitati a rispondere. In tal caso il provvidenziale arrivo dei soccorsi risolleverà gli animi di tutti.
Federico Bicchiarelli, 32 anni, è stato ritrovato morto ieri notte a Ca' Madonna di Urbania: l'auto, una Ford Fiesta, in cui viaggiava con l'amico Erich Ghiselli, era precipitata in un burrone.
I due ragazzi di Peglio erano scomparsi da sabato sera, quando si erano allontanati da casa per trascorrere una serata alla festa del paese.
Domenica mattina i familiari, non vedendoli rincasare e non riuscendo a contattarli telefonicamente, avevano dato l'allarme. Partite le ricerche con l'aiuto di carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e un elicottero dell'Arma, purtroppo
stanotte la tragica scoperta: l'auto e' finita in un burrone, precipitando per 20 metri.
Federico Bicchiarelli lascia gli affetti più cari, gli amici
di ANDREA PERINI

Due coniugi, a bordo di una moto, si sono schiantati contro un camper e sono morti


BRESCIA 27 Giugno 2011 Incidente mortale nel bresciano, precisamente a Pisogne, nella galleria Trentapassi. Due coniugi, a bordo di una moto, si sono schiantati contro un camper e sono morti, la scorsa notte, quasi sul colpo. Dopo l'impatto, violentissimo, sono intervenuti i sanitari del 118, ma i tentativi di rianimazione sono stati vani. I due, marito e moglie, di cui non si conoscono ancora le generalità, erano residenti ad Artogne, in provincia di Brescia

Incidente mortale in Alto Adige, dove un motociclista 35 enne ha perso la vita


BOLZANO 27 Giugno 2011 Incidente mortale in Alto Adige, dove un motociclista ha perso la vita. Questa mattina alle 6, lungo la strada della Val d'Ultimo. La vittima è un 35enne di Santa Geltrude. L'uomo, nell'affrontare una curva, si è
schiantato con la sua moto contro un'automobile che proveniva in senso opposto. A nulla è valso l'intervento dei soccorritori della Croce bianca, i quali non hanno potuto fare altro che constatare la morte del motociclista. L'incidente di stamani si aggiunge agli altri due schianti mortali che, ieri, hanno visto protagonisti motociclisti in Trentino Alto Adige. .

Carlo Travaglia 46 anni di Latina cerca di aggredire il tattuatore sfondando la vetrinetta, ma muore dissanguato,


LATINA 27 Giugno 2011 Alla base della lite ci sarebbe un tatuaggio. Un uomo di 46 anni, Carlo Travaglia di Latina, ha scavalcato il cancello di una villetta e nel tentativo di sfondare una vetrata per entrare si è ferito ed è morto dissanguato. È accaduto ieri

pomeriggio a Latina Scalo. Secondo la ricostruzione della polizia, il motivo del gesto sarebbe una lite per un tatuaggio: la vittima infatti si era recata a casa di un tatuatore, in una villetta di Latina Scalo, pretendendo subito un tatuaggio. Di fronte al rifiuto dell'uomo di aprirgli il cancello, il quarantaseienne ha scavalcato la recinzione e con un coltello in mano si è scagliato contro una porta finestra nel retro dell'abitazione. Un vetro gli ha però reciso l'arteria femorale e la vittima è morta dissanguata davanti all'abitazione. Il tatuatore si era intanto barricato in casa con i suoi due figli di 8 e 3 anni e aveva chiamato la polizia. All'arrivo dei soccorsi e della squadra mobile l'aggressore era già morto. .

Crystal Rodriguez 22 anni muore in luna di miele, dopo che si sgancia il paracadute


NASSAU 27 Giugno 2011 E' morta nell'ultimo giorno della sua luna di miele in un tragico incidente col paracadute. Il marito, che era trainato insieme a lei da un motoscafo, lotta tra la vita e la morte. Crystal Rodriguez è morta dopo

che la sua cintura si sarebbe spezzata facendola cadere in mare. La 22enne è stata portata in ospedale, ma non c'è stato nulla da fare. Il marito Victor ha riportato gravi lesioni interne.

La coppia veninva trainata da un motoscafo con un paracadute alle Bahamas. Era l'ultimo dei dieci giorni del viaggio di nozze. Un amico della coppia, Kevin Lindner, ha detto che il conducente del motoscafo ha accelerato bruscamente facendoli precipitare. I funzionari della sanità e sicurezza e di polizia in Grand Bahama hanno aperto un'inchiesta e stanno esaminando l'imbracatura.

L'incidente è avvenuto davanti a centinaia di turisti sulla spiaggia Lucayan. Victor ora ha un polmone perforato e diverse ossa rotte. Amici e parenti che hanno partecipato matrimonio della coppia a Roseville, California, il 4 giugno, stanno disperatamente cercando di raccogliere 50.000 dollari per portare a casa il corpo di Crystal.

domenica 26 giugno 2011

Un pensionato di 59 anni muore mentre balla, ucciso da un infarto .


Saline di Volterra. Un pensionato di 59 anni è morto, ieri sera alle 23, stroncato da un infarto, sotto gli occhi di alcuni familiari e degli amici. L'uomo stava ballando in un locale all'aperto di Saline di Volterra. Immediati sono stati i soccorsi (sul posto è intervenuta un'ambulanza della Misericordia di Volterra) ma per il pensionato non c'è stato niente da fare. La morte è avvenuta per cause naturali e la salma è stata consegnata alla famiglia per il funerale

Ivan Antonio Da Silva Chaldeira, 23 anni si ribalta con l'auto schiantandosi contro un albero, perdendo la vita


BENEVENTO 26 Giugno 2011 Una curva e l’auto sbanda, cozza contro gli alberi e si ribalta. Una serata in discoteca finisce in tragedia. La vittima è un giovane portoghese, in città per motivi di studio. È Ivan Antonio Da Silva Chaldeira, 23 anni di
Lisbona , con familiari residenti in Mozambico che è morto sul colpo.

Restano feriti altri quattro giovani: di cui due con codice rosso e ricoverati in osservazione all’ospedale «Rummo», ma non sono in pericolo di vita. Si tratta di Margarida De Sousa Figereido 20 anni, portoghese e Diego Novo Lamas di 21 anni, spagnolo. Altri due occupanti l’auto che sono beneventani, Massimo Carbone 38 anni, commerciante, e Mario Lepore 27 anni, sono stati condotti all’ospedale «Fatebenefratelli» ed hanno avuto una prognosi rispettivamente di 30 e 10 giorni.

Mancavano pochi minuti alle sei ieri mattina quando la Fiat Punto condotta da Massimo Carbone, nel percorrere il tratto di strada a senso unico, che dalla discoteca «Smile» conduce alla città, ha sbandato sulla sinistra..

Malore fatale per una ragazza di 28 anni in vacanza sul litorale ravennate


MODENA 27 GIUGNO 2007 La giovane era arrivata venerdì da Modena per raggiungere il fidanzato romagnolo e trascorrere con lui e con alcuni amici il fine settimana a Marina di Ravenna. Ieri sera, poco dopo le 23, all’uscita da una festa sulla spiaggia, la ragazza si è accasciata a terra ed ha perso i sensi.

Malore fatale per una ragazza di 28 anni in vacanza sul litorale ravennate. La giovane era arrivata venerdì da Modena per raggiungere il fidanzato romagnolo e trascorrere con lui e con alcuni amici il fine settimana a Marina di Ravenna. Ieri sera, poco dopo le 23, all’uscita da una festa sulla spiaggia, la ragazza si è accasciata a terra ed ha perso i sensi. Vani i tentativi di rianimarla messi in atto sul posto e in ospedale dal personale sanitario, la giovane è stata dichiarata clinicamente morta alle prime luci dell’alba. Un decesso che - stando a quanto ricostruito dai carabinieri - dovrebbe essere dovuto a cause naturali. Saranno i risultati delle analisi e l’esame del medico legale disposto dalla Procura a fare completa

4 scalatori italiani morti Su Alpi svizzere, alpi Tarvisiane, Dolomiti e Valchiavenna


TRIESTE, 26 GIUGNO 2011 - Un uomo di Gorizia, David Cassani, di 45 anni, e' morto durante un'escursione in montagna sullo Jof di Fuart, nelle Alpi tarvisiane E' la quarta vittima dell'ennesimo incidente in montagna avvenuto oggi. Gli altre tre episodi si sono verificati in Valchiavenna, ai danni di un alpinista lombardo di 65 anni G.F., sulle Alpi svizzere, dove e' morto un italiano di 42 anni e infine sulle Dolomiti del Brenta, dove ha perso al vita un altro connazionale di 33 anni di Tassullo.

Vittorio Manzotti, 45 anni, è morto a causa di un malore che lo ha colpito mentre si trovava a bordo del proprio furgone


Reggio Emilia, 26 giugno 2011 - E’ MORTO improvvisamente a soli 45 anni Vittorio Manzotti. L’uomo si trovava a bordo del proprio furgone quando si è sentito male e ha perso il controllo del furgone andando a sbattere contro

un muretto. Malgrado il rapido intervento dei soccorritori per Manzotti non c’è stato nulla da fare: i sanitari hanno appurato che si è trattato di un infarto che ha causato il decesso del 45enne.

Originario di Sant’Ilario, dove vivono i suoi familiari che gestiscono una attività di vendita di materiali in ceramica per l’edilizia, Vittorio, dopo il matrimonio con Barbara Gorini, si era trasferito a Reggio, trovando occupazione in una azienda che produce materassi. Il malore lo ha colpito al termine di un giro di consegne, mentre si apprestava a parcheggiare l’automezzo nel garage della ditta. E’ stato un collega di lavoro ad accorgersi di quanto stava accadendo. Ha notato il veicolo urtare un muretto e si è avvicinato scorgendo il conducente riverso sul volante. Subito è stato dato l’allarme al 118 che ha inviato sul posto ambulanza e automedica: i sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, ma senza esito. Il corpo senza vita di Vittorio è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale reggiano, a disposizione della Procura che ha disposto l’esame autoptico. La notizia della scomparsa di Vittorio ha fatto ben presto il giro di Sant’Ilario ed anche nella vicina Taneto, la frazione di Gattatico, dove il 45enne era molto conosciuto con il soprannome di “Capello”. Vittorio, ha continuato a frequentare sia Sant’Ilario che Taneto. Vittorio lascia la moglie Barbara, il papà Flavio la mamma Bianca, e i fratelli Massimo, Oscar e la sorella Flavia. I funerali non sono ancora stati fissati.


di NINA REVERBERI

Monica Filippi 25 anni muore al ritorno dalla discoteca Arrestato l'amico alla guida


BUTI(Pontedera)Lucca-Pisa 26 Giugno 2011 Aveva solo 25 anni Monica Filippi, di Buti. È morta sotto gli occhi degli amici che avevano trascorso la notte in una discoteca della Valdera. Sulla strada del ritorno verso Buti l'auto su cui viaggiavano è finita fuori strada e Monica è morta all'istante, alle 4, lungo la strada provinciale di Gello a Fornacette.

A rendere ancora più difficile da accettare la tragedia è arrivata la notizia dell'arresto del conducente della Golf andata fuori strada. L'uomo, 35 anni di Buti, ricoverato in gravi condizioni come un altro passeggero della Golf è risultato positivo all'alcoltest e alle sostanze stupefacenti. I carabinieri della compagnia di Pontedera lo hanno indagato per omicidio colposo mentre era alla guida in stato di ebbrezza.

L'automobilista si trova ora ricoverato all'ospedale di Pontedera. La comunità di Buti è sconvolta: due famiglie vivono ore di disperazione

una ragazza di 27 anni incinta di 7 mesi perde il marito di 29 anni e il figlioletto


AREZZO 26 Giugno 2011 Un uomo è morto e la moglie incinta che viaggiava con lui, ferita gravemente, ha perso il bambino del quale era in attesa in uno scontro con un'altra vettura al cui volante c'era un

neo-padre: aveva appena accompagnato in ospedale la moglie per il parto. È accaduto stamani, poco prima delle sette, in località Sala di Poppi, nel Casentino. La coppia, lui 29 anni, lei 27 al settimo mese di gravidanza, era a bordo di una Fiat Panda che procedeva in direzione di Bibbiena. I due stavano andando a comprare dei mobili per la loro nuovo casa. È stato in un tratto in rettilineo, nei pressi di un passaggio a livello, che un suv condotto da un carabiniere trentasettenne che probabilmente ha perso il controllo del veicolo, ha urtato con violenza la loro vettura: l'uomo aveva appena accompagnato all'ospedale di Bibbiena la moglie per partorire e, dopo la nascita del piccolo, avvenuta con parto cesareo, stava tornando a casa a prendere alcuni effetti personali che servivano alla donna ricoverata. La Panda è finita fuori strada ed il conducente è morto sul colpo. La moglie, è stata sbalzata fuori dalla vettura: le sue condizioni sono apparse subito gravi agli uomini della Misericordia di Stia e del 118, sul posto con vigili del fuoco, polizia e carabinieri, che hanno fatto intervenire l'elisoccorso. All'ospedale fiorentino di Careggi, dove la donna è stata portata, è stato accertato che aveva perso il bambino. Ferito lievemente, invece, il conducente del Suv.

Fabrizio Graziani, 58 anni cade dalla moto e viene travolto e ucciso da un centauro che veniva dal senso opposto


LUCCA 26 Giugno 2011 Ha perso il controllo della sua motocicletta ed è caduto a terra, dove è stato travolto da un altro motociclista che veniva nel senso opposto.È morto così Fabrizio Graziani, 58 anni, di
Castelnuovo Garfagnana. Insieme a centinaia di altri motociclisti stava percorrendo la provinciale 72 diretto verso S. Pellegrino in Alpe, dove era in programma la cosiddetta Motomessa, la celebrazione della Santa Messa seguita dalla benedizione delle motociclette. L'incidente tra il Casone di Profecchia e il Passo delle Radici. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Castiglione Garfagnana, Graziani ha perso il controllo della sua Suzuki lungo un rettilineo ed è scivolato a terra. La moto è andata a schiantarsi contro un muro dalla parte opposta della carreggiata. Il centauro, invece, finito in mezzo alla strada, è stato investito da un altro motociclista, sempre a bordo di una Suzuki, che proveniva dalla direzione opposta e che non ha potuto far niente per evitarlo. Anche il secondo motociclista, 45 anni, di Pisa, è finito a terra ma ha riportato solo lievi ferite. Sul posto è subito giunta un'ambulanza del 118. Graziani è stato caricato a bordo per le prime cure ma per lui non c'è stato niente da fare. A seguito dell'incidente la polizia municipale ha chiuso la provinciale per due ore.


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Martina Mazzotti 21 anni cade in un dirupo mentre era sul trattore del nonno, perdendo la vita


BOLOGNA 26 Giugno 2011 Martina Mazzotti, una ragazza bolognese di soltanto 21 anni, è morta in seguito a un incidente avvenuto nella tarda mattinata mentre era a bordo di un trattore in un
terreno di proprietà del nonno a Monte San Pietro, sulla collina bolognese. Per cause sulle quali sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, il mezzo durante una manovra è finito in un dirupo per circa duecento metri, secondo le stime dei soccorritori; il volo della giovane è stato parzialmente attutito dagli alberi. La ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata in 'codice 3', cioè in condizioni di massima gravità per traumi e fratture, all'ospedale Maggiore del capoluogo, dove è deceduta..

Antonio Lancianese 53 anni SI TUFFA PER SALVARE IL FIGLIO MA MUORE ANNEGATO


VASTO(Chieti) 26 Giugno 2011 Un gesto eroico si è tramutato in tragedia questa mattina sulla spiaggia di Vasto Marina. Un uomo di 53 anni, Antonio Lancianese, è morto annegato dopo aver salvato il figlio di 12 anni che stava affogando in mare, che oggi era mosso e con forti correnti dopo il peggioramento delle condizioni del tempo delle ultime ore, ma lui non ce l'ha fatta. Il professionista dopo essere riuscito a portare a riva il ragazzo si è sentito male, inutili i soccorsi dei medici del 118. Il minorenne è stato trasportato all'ospedale con l'ambulanza per le cure del caso.

Il difensore della nazionale di calcio del Costa Rica Dennis Marshall 25 anni e' morto in un incidente stradale con la sua ragazza


Costa Rica 25 Giugno 2011 Una tragica notizia scuote la vigilia della finale della Gold Cup 2011. Dennis Marshall, difensore 25enne della Costa Rica, è morto la notte scorsa assieme alla fidanzata in un tragico incidente stradale a circa 50 chilometri da San José, la capitale dello stato centroamericano. La coppia stava rientrando dal funerale del nonno del calciatore; secondo le prime ricostruzioni Marshall avrebbe perduto il controllo dell'auto che si sarebbe scontrata con un camion.
Tesserato per i danesi dell'Aalborg, Marshall aveva preso parte al torneo con la sua nazionale ed era stato l'autore del gol del pari nella partita persa poi ai rigori contro l'Honduras nei quarti di finale

ESCURSIONISTA MUORE DOPO UN MALORE SUL GRAN SASSO


L'AQUILA 25 giugno 2011 È stato un malore, probabilmente, a causare il decesso dell'escursionista di cinquantotto anni morto questa mattina lungo il sentiero che conduce al

Corno Grande, sul Gran Sasso, dove si era recato con un gruppo di amici per fare una gita in montagna.
A trovare il corpo dell'uomo, A.B., originario di Montecchio Maggiore (Vicenza) ma residente a Roma, è stato un gruppo di persone che saliva verso la vetta. Sul posto è arrivato l'elicottero del 118 della base di Preturo (L'Aquila) con a bordo, oltre allo staff sanitario, una squadra del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il 58enne, all'arrivo dei soccorsi, non dava segni di vita ed il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo una prima ricostruzione l'escursionista, che faceva parte di un gruppo di quattro persone, è rimasto indietro rispetto agli altri e probabilmente è stato colto da malore.

Guido Pisano 47 anni falegnamo ucciso con 7 colpi di pistola


ROSARNO (REGGIO CALABRIA) 25 GIUGNO 2011 Il quarantasettenne Guido Pisano, ucciso nella tarda serata di ieri a Rosarno con sette colpi di pistola, secondo i primi accertamenti della polizia, aveva piccoli precedenti per maltrattamenti in famiglia e molestie e sarebbe anche imparentato
alla lontana con alcuni affiliati alla cosca Pisano di Rosarno, ma al momento questo non sarebbe considerato un elemento rilevante, dal momento che la vittima non risultava, comunque, avere rapporti con la criminalità organizzata. Negli anni passati ha lavorato come falegname, ma negli ultimi tempi si dedicava soprattutto all'assistenza ai genitori anziani

La personalità di Pisano rende complesse le indagini, soprattutto per quanto riguarda l'individuazione del movente. Infatti, benchè l'uomo non fosse ritenuto un affiliato alle cosche, le modalità del delitto appaiono invece mafiose. Pisano era alla guida della sua auto e stava percorrendo a bassa velocità una strada secondaria, vicino alla stazione di Rosarno. Improvvisamente una, o due persone, hanno affiancato la vettura, probabilmente a bordo di una moto, ed hanno esploso sette colpi di pistola calibro 7.65 che lo hanno centrato. I colpi sono stati uditi dagli agenti di una pattuglia del Commissariato di Gioia Tauro che stavano facendo un servizio di controllo del territorio a Rosarno, distante poco meno di dieci chilometri da Gioia. Intervenuti subito sul posto i poliziotti hanno trovato Pisano agonizzante ed hanno chiamato il 118. Ogni tentativo di soccorso, però, è risultato vano e l'uomo è morto subito dopo l'arrivo nell'ospedale di Polistena.

TROVATO CORPO NEL FIUME. È DEL 18ENNE SCOMPARSO A VERONA


VERONA 25 Giugno 2011 Il corpo ripescato nell'Adige alla diga di San Martino Buon Albergo (Verona) potrebbe essere quello del diciottenne scomparso dalla sua casa di Verona il 10 giugno scorso dopo essere stato bocciato a scuola, per la quarta volta in cinque anni, fuggendo senza telefono, soldi ed effetti personali. Si crede dunque nel suicidio, la conferma ufficiale si avrà solo tra due giorni, al termine dell'autopsia, ma questa mattina i genitori hanno effettuato un riconoscimento formale all'istituto di medicina legale del Policlinico. Il cadavere è rimasto nell'acqua per molti giorni.

Secondo i carabinieri il diciottenne si sarebbe suicidato poche ore dopo la sua fuga. Il ragazzo, Marco Fernando, nato in Italia da genitori di origine cingalese, era scomparso da venerdì 10 giugno ed i genitori, in ansia per lui, hanno lanciato numerosi appelli alla tv locale, con la speranza che fossero di aiuto ma il ritrovamento del corpo potrebbe mettere fine alle loro speranze .

MOTOCICLISTA 44ENNE MUORE IN UN FRONTALE CON UN'AUTO


BOLZANO 25 Giugno 2011 Un tragico incidente avvenuto intorno alle 18 lungo la statale del Brennero, all'altezza di Salorno, è costato la vita a un uomo di quarantaquattro anni, alla guida di una

moto (pare di grossa cilindrata), che si è scontrata frontalmente con un'auto all'altezza del calzaturificio «Due Leoni», a nord del paese in direzione di Trento. L'auto dopo l'impatto ha preso fuoco. Sul posto i vigili del fuoco, l'elicottero Pelikan 1, la croce bianca e i carabinieri. La vittima pare si trovasse alla guida della moto e il suo decesso è stato pressochè immediato. Feriti, ma in modo non grave, i due occupanti l'auto, che sono riusciti a mettersi in salvo per tempo.

Una persona 60ENNE SFRATTATO SI TOGLIE LA VITA IN CASA


CAPO D'ORLANDO (MESSINA)25 Giugno 2011 Avrebbe dovuto lasciare casa sua, quella stessa casa in cui oggi si è tolto la vita. È accaduto a un uomo di sessanta anni che oggi pomeriggio, dopo aver ricevuto un

provvedimento di sfratto, si è tolto la vita. A trovare il corpo privo di vita è stato lo stesso padrone di casa che era andato nell'appartamento, in via 27 settembre, per verificare se l'inquilino fosse andato via. Il cadavere è stato trovato adagiato sul letto con le vene recise ed in mano un pistola che, secondo i primi rilievi, non avrebbe usato.

Franco Potenza responsabile dell'area contabile della Banca di credito vede morire il fratello Giuseppe colpito da infarto


VIBO VALENTIA 25 Giugno 2011 Franco Potenza, cinquantasettenne responsabile dell'area contabile della Banca di credito cooperativo di San Calogero, era andato a fare una visita in

ospedale al fratello Giuseppe, primario del Laboratorio analisi dello stesso nosocomio, ricoverato in gravi condizioni, ed è lì che è morto d'infarto. È accaduto stamani, verso le 10, nel reparto di terapia intensiva di cardiologia dell'ospedale Jazzolino. Mentre era nel reparto, l'uomo è stato colpito da infarto. L'intervento dei medici che si trovavano vicini è stato immediato, ma per Franco Potenza non c'è stato niente da fare. L'episodio ha suscitato sgomento in città non solo per le circostanze della morte, ma anche perchè Franco Potenza era conosciuto e appartiene ad una stimata famiglia di professionisti. I suoi familiari hanno riferito che l'uomo non aveva avuto alcun disturbo e ritengono che sia morto di crepacuore sapendo che per il fratello, a parere dei medici, non ci sono più speranze.
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