sabato 30 aprile 2011

Gaspare Del Sal, 63 anni, di San Michele al Tagliamento cade nel canale con l'auto perdendo la vita


VENEZIA 30 Aprile 2011 Finisce con la sua Chrysler nel Canale Revedoli di Torre di Fine, nel comune di Eraclea (Venezia): ad estrarlo, privo di vita, sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco di Venezia.
La vittima è Gaspare Del Sal, 63 anni, di San Michele al Tagliamento. Secondo i primi accertamenti nell'incidente non sono state coinvolte altre persone.

Mistero sulla morte di un 63 enne colto da malore mentre era con l'amante Rumena


TREVISO 30 Aprile 2011 Si era appartato con lei, giovedì notte, a bordo della sua Renault Clio. Si era fermato nel posteggio del ristorante "Da Vicino" di Castrette di Villorba. Lui, 63enne trevigiano, aveva da tempo una relazione extraconiugale.

Lei, russa, 55enne, di professione badante, ad un certo punto, però, lo ha sentito invocare aiuto. «Non sto bene. Sto morendo» le ha detto l’uomo. Che ha anche trovato la forza di usare il cellulare per chiamare un amico. Sentiva che la morte lo stava portando via. «Vieni, ho bisogno di aiuto. Sto malissimo!» ha detto all’amico.

Entrambi, l’amico e la badante, hanno avvertito i medici del Suem che sono accorsi sul posto. Ma, quando sono arrivati, poco dopo le 22.30, non c’era più niente da fare. Il 63enne era morto. All’interno dell’auto, però, c’era solo lui, privo di vita. Non c’erano né l’uomo, né la donna che avevano chiesto aiuto. La circostanza ha alimentato i primi dubbi. Tanto è vero che i carabinieri della stazione di Villorba sono stati immediatamente allertati e sono intervenuti per accertare che l’uomo non fosse stato vittima di una rapina, degerata in omicidio.
Certo, nel primo referto stilato dai medici dell’ospedale di Treviso, la causa di morte più probabile era quella dell’arresto cardiocircolatorio ma, per evitare ogni dubbio, la magistratura ha disposto l’ispezione esterna della salma. La badante, che ha lasciato l’uomo morto, da solo, nell’auto, non incorre in alcun tipo di reato in quanto ha avvertito i soccorsi e poi, si è allontanata consapevole del fatto che la relazione extracomniugale doveva rimanere segreta. I carabinieri hanno ascoltato anche l’amico avvisato con il telefonino e il titolare della trattoria. Ma la dinamica dell’incidente sembra chiara: il 63enne, cardiopatico, è stato stroncato da un attacco cardiaco.

Ernesto Sabato è morto all'età di 99 anni scrittore argentino a giugno avrebbe compiuto 100 anni


ROMA 30 aprile 2011Lo scrittore Ernesto Sabato è morto all'età di 99 anni nella sua casa di Santos Lugares, nella provincia di Buenos Aires. L'annuncio è stato dato dalla la moglie Elvira Gonzalez Fraga.

Lo scrittore da una quindicina di giorni aveva una bronchite, che aveva complicato le sue condizioni di salute. Sabato è morto all'una di questa notte (le 6 in Italia) nella sua . L'autore di El Tunel e di altri romanzi avrebbe compiuto 100 anni il 24 giugno. Per domani era in programma alla Fiera internazionale del libro, in corso nella capitale argentina, un omaggio proprio per ricordare il secolo di vita dello scrittore.

Figlio di immigrati italiani provenienti da Paola, nato a Rojas, Sabato è il celeberrimo autore della trilogia romanzesca composta da «Il tunnel» (1948), «Sopra eroi e tombe» (1961), considerato il suo capolavoro, e «L'angelo dell'abisso» (1974), tutti tradotti in italiano da Einaudi. Laureato in fisica e seguiti i corsi di filosofia all'Università de La Plata, Sabato lavorò come fisico sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie che lasciò nel 1945 per dedicarsi alla letteratura. Negli anni Trenta divenne un dirigente del Partito Comunista argentino, dal quale venne inviato in Europa, prima a Bruxelles poi a Parigi. Nel 1940 ritornò in Argentina come professore di fisica all'Universidad de la Plata di Buenos Aires.

Sabato svolse un ruolo importante nella storia argentina post-golpista, durante il governo di Raul Alfonsìn in quanto fondatore e primo presidente della Conadep, associazione che si occupò delle ricerche e le denunce relative ai desaparecidos della dittatura militare del 1976-1983; ricerche e denunce queste che portarono poi ai vari processi dei capi militari di quegli anni. Nel 1983 il governo di Alfonsìn lo nominò presidente della Commissione nazionale sui desaparecidos.

Ernesto Sabato era cittadino italiano dal 1999. Nato da genitori emigrati dalla Calabria, aveva ricevuto nel novembre di quell'anno il passaporto italiano, concesso durante una cerimonia all'ambasciata italiana a Buenos Aires, occasione nella quale era stato inoltre insignito con la medaglia d'oro alla cultura italiana. «Questo premio mi permette di recuperare le radici che con tanta nostalgia mi hanno trasmesso i miei genitori», aveva sottolineato Sabato visibilmente commosso.

Lakbira El Hayi, 40 anni, la badante marocchina uccisa a colpi d'arma da fuoco FERMATO IL COMPAGNO


BARLETTA30 aprile 2011 Aveva già la valigia pronta in casa e forse voleva partire troncando definitivamente una relazione che durava da quattro mesi e che non stava andando per il verso giusto. Ma non ha fatto in tempo a salvarsi e a scappare dal suo incubo Lakbira El Hayi, 40 anni, la badante marocchina uccisa a colpi d'arma da fuoco stanotte nella sua abitazione di Canosa di Puglia, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Da qualche tempo aveva saputo che il suo compagno. Cosimo Damiano Pastore, 49 anni, nel 1990 era stato condannato per l'omicidio della moglie. L'uomo, giudicato incapace di intendere e di volere, aveva scontato la pena di 10 anni nel manicomio giudiziario di Aversa in Campania. Poi era stato scarcerato perchè ritenuto non più pericoloso. Di Pastore Lakbira El Hayi non accettava la possessività e alcuni atteggiamenti aggressivi del suo fidanzato. A quanto ricostruito dagli investigatori, l'uomo, che vive con una figlia, avrebbe voluto sposare la badante e portarla ad abitare definitivamente nella sua casa, ma Lakbira verosimilmente avrebbe rifiutato la proposta.

La donna, infatti, viveva solitamente nell'abitazione in cui è stata uccisa e sembra che andasse ogni tanto a stare dal presunto assassino nei fine settimana. A mezzanotte la tragedia avvenuta nell'abitazione della vittima in via senatore Vito Rosa. Lakbira è stata uccisa da un colpo di pistola semiautomatica calibro 9 corto che l'ha raggiunta alla carotide. L'assassino ha sparato quattro o cinque volte. Sul posto gli agenti hanno trovato due bossoli e tre ogive. Pastore agli agenti del Commissariato di Polizia di Canosa ha presentato un quadro che però è apparso subito poco credibile. Uno sconosciuto incappucciato si sarebbe avvicinato alla porta della casa al piano terra facendo dei rumori. Qui avrebbe rotto la vetrata e poi esploso alcuni colpi di pistola uccidendo Lakbira che si trovava all'interno, in prossimità dell'uscio. Poi avrebbe tentato di uccidere anche Pastore che però si sarebbe fortunatamente salvato anche perchè il sicario avrebbe sparato a casaccio.

Il racconto non ha convinto gli investigatori che, oltre a sentire amici, vicini, conoscenti e a eseguire subito l'esame dello stub sull'uomo, per verificare la presenza di polvere da sparo, hanno accertato fatti che confliggevano con le sue dichiarazioni. Inoltre Pastore avrebbe avuto un movente. E cioè il rifiuto di accettare la sua proposta di matrimonio e la volontà di partire. La donna era pronta a lasciare la casa nella quale fino a poco tempo prima aveva abitato insieme a una connazionale, poi andata via poichè nell'appartamento erano imminenti lavori di ristrutturazione, essendo state riscontrate delle perdite. Sugli indumenti dell'uomo sono state trovate anche consistenti tracce di sangue, probabilmente della donna. A mezzogiorno è stato arrestato in flagranza. Pur non avendo fatto alcuna ammissione, gli inquirenti sono convinti che gli indizi sono consistenti e anche dagli esami tecnici verranno delle conferme all'ipotesi accusatoria. Il provvedimento sarà vagliato dal pm della Procura di Trani Giuseppe Maralfa e poi dal gip. Intanto mentre proseguono le perquisizioni e le audizioni degli inquirenti, l'arma non è stata ancora trovata. L'autopsia è stata fissata per domani nell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.

un Centauro 32enne di Busto Arsizio perde la vita in moto, ferita l'amica di 25 anni


Orfengo(Novara) 30 Aprile 2011 Incidente stradale dall'esito mortale, questa mattina, a Orfengo di Casalino, nel Novarese.
Qui, a poca distanza dal locale cimitero, per cause al vaglio dei carabinieri, un motociclista di 32 anni, residente a
Busto Arsizio, nel Varesotto, ha perso la vita, rimanendo vittima di un terribile incidente stradale. Nel sinistro sarebbe coinvolto anche un trattore.
Il 32enne era in sella alla sua moto con una giovane di 25 anni, quando avrebbe perso il controllo del mezzo. L'uomo è morto praticamente sul colpo, mentre la ragazza che si trovava con lui è stata trasportata dal personale medico del 118 di Novara in ospedale. Le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita.
I due giovani erano in compagnia di altri motociclisti della provincia di Varese, sembrerebbe diretti a un motoraduno.
Il sinistro tra il locale cimitero e l'incrocio con la strada che porta a Casalvolone.
Per consentire i necessari soccorsi, la Polizia municipale di Novara ha provveduto a chiudere la circolazione sulla provinciale 11 per Vercelli, all'altezza della rotonda per Lumellogno.

Autore:Monica Curino


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Thomas Valentini 20 anni è morto in un incidente stradale avvenuto sulla strada Salice Salentino-Sandonaci


Salice Salentino-Sandonaci (Lecce) 30 aprile 2011Il ragazzo, dopo aver accompagnato a casa la sua fidanzata, a Salice Salentino, stava rientrando a casa, a Sandonaci, quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della sua Fiat Coupè che è
uscita dalla carreggiata andando a sbattere contro un albero di ulivo.

Nell'impatto il 20enne è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri che hanno dato la notizia alla famiglia della vittima che gestisce un agriturismo alla periferia di Sandonaci.

Giulia Rosso 21enne , muore in un frontale avvenutoal km 12+800 della statale 28 tra Trinità e Fossano


CUNEO 30 APRILE 2011Nel frontale avvenuto questa mattina al km 12+800 della statale 28 tra Trinità e Fossano è deceduta Giulia Rosso, nata a Fossano e residente a Trinità. La ragazza, classe 1989, era da sola sulla sua Punto quando si è scontrata con il Doblò guidato da una mamma con a bordo un'altra signora e i rispettivi figli. Sulla dinamica del sinistro sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri di Fossano. Illesi o con lievi ferite i passeggeri del Doblò. Si tratta di due mamme del 1972 e 1975 con i rispettivi figli, una bambina di 5 anni e un maschietto di quasi 3. Sono stati tutti soccorsi con un'ambulanza di base.

Gli ultimi aggiornamenti sul sinistro di Sommariva Bosco riguardano il motociclista coinvolto. Si tratta di un 46enne residente proprio a Sommariva. A condurre l'auto invece vi era una signora del 1956 residente a Racconigi.

A mezzanotte della scorsa notte invece a Murazzo di Fossano un camion è uscito autonomamente di strada e l'autista non ha riportato ferite. In mattinata i tecnici erano già al lavoro per ripristinare il guard rail divelto nell'urto.

Un Centauro di 56 anni anni B.S. perde la vita in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 76 Val d’Esino

FABRIANO (Ancona) 30 Aprile 2011 Una persona B.S. è morta in un incidente stradale avvenuto sulla strada statale 76 Val d’Esino, all’interno della galleria nei pressi dello svincolo per Caponocecchio, in provincia di Ancona. . Sul posto, i vigili del fuoco e le forze di polizia per i rilievi.
La persona deceduta nell’incidente, avvenuto a Serra San Quirico, è un motociclista di 54 anni, B.S., di Jesi. L’uomo, stando a una prima ricostruzione della dinamica, avrebbe perso il controllo della moto cadendo a terra, e sarebbe stato poi travolto e ucciso da un’auto che sopraggiungeva.
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Vincenzo Terrera, 56 anni, veterinario del Trivento perde la vita in uno scontro frontale con un 21 enne Chantal Cielli


CHIETI 30 Aprile 2011 È morto oggi pomeriggio Vincenzo Terrera, 56 anni, veterinario del Trivento (Campobasso) in un incidente stradale che si è verificato lungo la statale 650 in provincia di Chieti.
L'uomo era a bordo di una Fort Fiesta e si è andato a scontrare frontalmente con una Nissan Micra, guidata dalla ventunenne Chantal Cielli, di Carpinone (Isernia). La donna è ora ricoverata presso l'ospedale di Vasto.
Si ignorano finora le cause dell'incidente ma è molto probabile che a determinare il tutto possa essere stato il fondo statale reso viscido dalla pioggia che ha fatto sbandare la vettura del Terrera.

63enne trevigiano, aveva da tempo una relazione extraconiugaleMuore d'infarto mentre è in auto appartato con l'amante


TREVISO 30 aprile 2011Si era appartato con lei, giovedì notte, a bordo della sua Renault Clio. Si era fermato nel posteggio del ristorante "Da Vicino" di Castrette di Villorba. Lui, 63enne trevigiano, aveva da tempo una relazione extraconiugale.

Lei, russa, 55enne, di professione badante, ad un certo punto, però, lo ha sentito invocare aiuto. «Non sto bene. Sto morendo» le ha detto l’uomo. Che ha anche trovato la forza di usare il cellulare per chiamare un amico. Sentiva che la morte lo stava portando via. «Vieni, ho bisogno di aiuto. Sto malissimo!» ha detto all’amico.

Entrambi, l’amico e la badante, hanno avvertito i medici del Suem che sono accorsi sul posto. Ma, quando sono arrivati, poco dopo le 22.30, non c’era più niente da fare. Il 63enne era morto. All’interno dell’auto, però, c’era solo lui, privo di vita. Non c’erano né l’uomo, né la donna che avevano chiesto aiuto. La circostanza ha alimentato i primi dubbi. Tanto è vero che i carabinieri della stazione di Villorba sono stati immediatamente allertati e sono intervenuti per accertare che l’uomo non fosse stato vittima di una rapina, degerata in omicidio.

Certo, nel primo referto stilato dai medici dell’ospedale di Treviso, la causa di morte più probabile era quella dell’arresto cardiocircolatorio ma, per evitare ogni dubbio, la magistratura ha disposto l’ispezione esterna della salma. La badante, che ha lasciato l’uomo morto, da solo, nell’auto, non incorre in alcun tipo di reato in quanto ha avvertito i soccorsi e poi, si è allontanata consapevole del fatto che la relazione extracomniugale doveva rimanere segreta. I carabinieri hanno ascoltato anche l’amico avvisato con il telefonino e il titolare della trattoria. Ma la dinamica dell’incidente sembra chiara: il 63enne, cardiopatico, è stato stroncato da un attacco cardiaco.

Paolo Morandini, artista di 67 anni molto conosciuto in città trovato con diverse ferite e semi carbonizzato nella sua abitazione data in fiamme


AOSTA 30 aprile 2011 E' l'ipotesi di una morte violenta quella su cui lavorano i carabinieri che indagano sul decesso di Paolo Morandini, artista aostano di 67 anni trovato morto e semi carbonizzato nella sua abitazione-studio in piazza di Verger, nel centro storico di Aosta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, nel corso delle operazioni di spegnimento delle fiamme nell'appartamento, hanno rinvenuto la salma. I carabinieri della scientifica hanno svolto i rilievi sia all'interno della casa, posta al piano terreno di una palazzina di due piani, sia nella strada antistante. Diverse tumefazioni causate da un corpo contundente, forse un bastone, sono probabilmente all'origine della morte per omicidio.

CONOSCIUTO IN CITTA'. Prima di intraprendere, circa 30 anni fa, l'attività artistica, Morandini faceva il frigorista. Era molto conosciuto in città anche per aver trasformato la piazzetta antistante il suo atelier e le vie limitrofe in una sorta di mostra permanente a cielo aperto con diverse sue opere esposte.

VICINO: "PERSONA CORDIALE NON AVEVA NEMICI". "Impossibile pensare che Paolo Morandini potesse avere dei nemici, era una persona cordiale e disponibilissima, sempre pronta a dare una mano, non posso credere che qualcuno possa averlo ucciso". Così Mario Vietti, consigliere comunale di Aosta e vicino di casa dello scultore aostano il cui corpo è stato trovato nella notte. "Ieri sera non ero in casa - aggiunge Vietti - e quando sono rientrato verso mezzanotte mi hanno riferito che Paolo era morto, ma mai avrei immaginato che si potesse trattare di un omicidio. Lo conoscevo dal 1994, da quando mi sono trasferito in centro, con Morandini era sempre possibile fare una bella chiacchierata di arte, inoltre se qualcuno del circondario aveva bisogno di una riparazione poteva rivolgersi a lui che era stato frigorista, anche se ci teneva sempre a sottolineare che ora era un artista".

Teresa Zana in Bucci è scomparsa dopo una lunga malattia.


Bergamo 30 aprile 2011.Aveva dato vita insieme al marito Luigi Bucci alla prestigiosa profumeria cittadina di piazza Matteotti 20. Teresa Zana in Bucci è scomparsa nella tarda serata di giovedì dopo aver lottato a lungo con una grave malattia.
Lascia il marito Luigi e i tre figli: Marina, Simona e Marco ma anche i nipoti e i parenti che oggi portano avanti l'apprezzata e conosciuta azienda familiare che vende prodotti di cosmesi.

La profumeria Bucci, che già operava dai primi anni Cinquanta, proprio nel 1966 si è trasformata in società e ha aperto la sede nel cuore commerciale della città di Bergamo grazie ai suoi soci fondatori: Luigi Bucci e la moglie Teresa. Negli anni ha acquisito la concessione di tutte le firme più prestigiose, tanto da attestarsi come la profumeria più importante della città. Proprio alcune di queste marche importanti si sono unite al cordoglio della famiglia.

Fino a qualche anno fa, dietro il bancone del lussuoso negozio di piazza Matteotti si poteva riconoscere anche Teresa Zana. I commercianti della via la ricordano con ammirazione per il suo temperamento sicuro e per la sua presenza attiva tra le vetrine della profumeria. Anche i dipendenti apprezzavano le sue qualità, la sua forza e hanno manifestato l'affetto e il rispetto per Teresa Zana (per tutti Zina).

I funerali si svolgeranno oggi alle 15 al Tempio Votivo nel quartiere di Santa Lucia dove la famiglia risiede, partendo dall'abitazione di via Andersen 12.

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Paolo Morandini perde la vita in un Incendio ad Aosta in via Trottechien


AOSTA 30 Aprile 2011 Un incendio è scoppiato nel centro storico di Aosta. Un uomo di 67 anni è stato trovato senza vita.
La vittima, identificata in Paolo Morandini, viveva
nella palazzina di via Trottechien. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con diversi mezzi. Nel corso delle operazioni di spegnimento è stata rinvenuta la salma. Sono stati subito allertati i carabinieri che stanno conducendo le indagini sulle cause della morte dell’uomo. Il fascicolo è affidato al pm Daniela Isaia.

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Giovanni Marchesi, 53 anni, della Malpensata A distanza di 20 giorni è morto,a causa di una gravissima lesione alla testa


BERGAMO 30 APRILE 2011 Domenica 10 aprile era stato trovato sul marciapiedi di via Moroni con una profonda ferita alla testa. A distanza di 20 giorni è morto, proprio a causa di quella gravissima lesione, Giovanni Marchesi, 53 anni, della Malpensata.
I medici dei Riuniti avevano giudicato fin da subito gravissime le lesioni che l'uomo aveva riportato alla testa: anche la polizia si era occupata della vicenda, per ricostruire l'accaduto.

All'apparenza, infatti, non sembrava chiara la causa della profonda ferita che l'uomo presentava alla testa. La ferita era del resto molto profonda e risultava difficile pensare che Marchesi se la fosse provocata semplicemente cadendo. Invece, purtroppo, è andata proprio così, come ha accertato la Squadra mobile della questura: la polizia ha infatti verificato, tramite le telecamere piazzate in quella zona di via Moroni (all'altezza del civico 122), che Marchesi era arrivato in zona in sella alla sua moto, l'aveva regolarmente posteggiata e si era incamminato lungo il marciapiede con in mano delle pizze per raggiungere l'abitazione di alcuni amici e mangiare con loro.

Pochi metri dopo il cinquantatreenne ha perso l'equilibrio ed è caduto a terra, picchiando con violenza la testa sul marciapiede. In quel lasso di tempo l'uomo – come accertato dalla polizia – non è stato sicuramente avvicinato da nessuno, visto che nessun altro è inquadrato, in quei minuti e in quel tratto di strada, dalle telecamere comunali.

Soccorso dal 118 e portato ai Riuniti, Marchesi era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma le sue condizioni non sono mai migliorate. Dopo venti giorni il cinquantatreenne, che collaborava con un bar di via Broseta, è morto.

I funerali saranno celebrati lunedì pomeriggio nella parrocchiale di Sant'Alessandro in Colonna: il corteo funebre partirà alle 14,45 dalla camera mortuaria degli Ospedali Riuniti, dove la salma si trova composta.

Lo scheletro di Ivo Mezzomo 65enne è spuntato all’improvviso sotto alcuni materassi al pianterreno di una villa abbandonata


TREVISO 30 aprile 2011 Lo scheletro è spuntato all’improvviso sotto alcuni materassi al pianterreno di una villa abbandonata di via Santa Maria in Colle a Mercato Vecchio. L’ha trovato alle 13.30 un operaio dell’impresa edile che si occupa dei lavori di pulizia dell’edificio, di recente messo in vendita. Lo choc ha gettato l’uomo nel panico: è fuggito all’esterno dove c’erano i suoi colleghi che hanno subito avvisato i carabinieri. Sono bastate poche ore per giungere alle prime conclusioni: i resti dovrebbero appartenere a Ivo Mezzomo, uno sbandato di 65 anni noto alle cronache per aver ucciso a suon di botte, il 13 marzo 1989, la zia Eufemia Bortoluzzi, omicidio che pagò con la galera.

La morte dell’uomo risale, con buona approssimazione, a circa due anni fa, periodo in cui si persero definitivamente le sue tracce. Mezzomo era però abituato a vagare nei paraggi e a vivere in una roulotte proprio all’interno della tenuta. Ciò che rimane del corpo, sul quale hanno infierito diversi animali, è stato portato all’obitorio dell’ospedale di Montebelluna. Nei prossimi giorni i resti verrano sottoposti all’esame del dna, necessario per corroborare l’intuizione dei militari che attende una prova definitiva.

Resta il giallo delle cause che hanno portato al decesso di Mezzomo. Facile immaginare che il killer non abbia un nome e un cognome ma sia semplicemente un mix di stenti, miseria e alcol, a lungo compagni di viaggio del barbone. La villa di via Santa Maria in Colle è stata ben presto occupata dalle forze dell’ordine. In prima linea i carabinieri di Montebelluna, guidati nell’occasione dal tenente Volpini, poi la scientifica che ha effettuato i rilievi e il sostituto procuratore Barbara Sabattini che ha coordinato le operazioni. «Quando ho visto spuntare il piede - dice il dipendente dell'impresa di Giulio Caverzan, sotto choc anche a distanza di diverse ore - non ho più capito niente. Non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere. Pensavo potesse accadere soltanto nelle fiction televisive». La villa è di proprietà di Leo Mattiello e del figlio Giuseppe. Il primo, notissimo ex imprenditore, è ospite da tempo di una casa di accoglienza. Il figlio avrebbe allora deciso di vendere la villa di famiglia. Per questo l’impresa di pulizie aveva iniziato il suo lavoro. Bruscamente interrotto da quelle ossa.

Jeff "Ox" Kargola motociclista professionista FMX è morto a causa di una caduta


CALIFORNIA 30 APRILE 2011 Jeff "Ox" Kargola motociclista professionista FMX è morto Venerdì mattina a causa di una caduta che gli ha provocato un trauma cranico ed un'emorragia interna durante la seconda giornata del Desert Assassins' 2011 Rip to the Tip desert motocross in Messico a Baja Peninsula.
Kargola, 27 anni, viveva a San Clemente, California ed era un membro del team di Metal Mulisha FMX. Ha iniziato a correre all'età di 12 anni ed è diventato professionista a 16 anni.
Ha gareggiato negli eventi X Moto in occasione dei Giochi X ogni anno dal 2001 al 2010 e ha vinto una medaglia d'argento nel concorso Best Trick al Winter X nel 2005.
Negli ultimi anni si era fatto un nome tra i camion nel Lucas Racing Off-Road Racing Series. Il mese scorso ha vinto il 2° turno della serie 2011 al Firebird Raceway a Chandler, Arizona, ed era in sesta posizione, dopo quattro fermate sulla serie.
Kargola lascia la sorella Christi.

Lakbira El Hayj, originaria di Khenifra, è stata uccisa sulla soglia della sua abitazione con quattro colpi di pistoa


CANOSA DI PUGLIA (BARLETTA – ANDRIA – TRANI) 30 aprile 2011Una marocchina di 40 anni, Lakbira El Hayj, originaria di Khenifra, è stata uccisa sulla soglia della sua abitazione con quattro, cinque colpi di pistola sparati a bruciapelo. Secondo Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto fatta dalla polizia, verso mezzanotte qualcuno ha bussato all'uscio della casa di Lakbuira El Hayj, in via Vito Rosa, a Canosa di Puglia. Quando lei, che forse conosceva chi era dietro la porta, ha aperto, è stata uccisa. La donna aveva un compagno, un vedovo di 50 anni, di Canosa di Puglia, con qualche precedente penale. Gli agenti di polizia per chiarire le cause dell'omicidio stanno interrogando le amiche, i conoscenti e i vicini di casa di Lakbira El Hayi. Le indagini sono coordinate dal pm Giuseppe Maralfa della procura di Trani. Sul cadavere della donna domani sarà effettuato l'esame autoptico dal medico legale Divella.

venerdì 29 aprile 2011

Sebastiano Cacici, il ragazzo di 28 anni muore dopo una settimana di agonia in ospedale


Gela 30 Aprile 2011.È morto giovedì notte, dopo una settimana di agonia in ospedale, Sebastiano Cacici, il ragazzo di 28 anni che giovedì scorso, pochi giorni prima della Pasqua, era rimasto coinvolto in un drammatico incidente stradale lungo l’autostrada in territorio di Pieve Fissiraga.

Il giovane, originario di Gela ma residente nel Milanese da alcuni anni per motivi di lavoro, era ricoverato alla clinica Humanitas di Rozzano: le sue condizioni sono sempre rimaste molto critiche e, nonostante gli sforzi dei medici per salvarlo, per lui non c’è stato nulla da fare. La procura di Lodi già ieri ha disposto l’autopsia sulla salma.

L’incidente che lo ha ucciso era avvenuto giovedì sera intorno alle 22.30, sull’A1 in direzione nord, nei pressi del casello di Lodi. Il giovane siciliano era alla guida di una Renault Clio che, per cause ancora da chiarire, si è bloccata al centro della seconda corsia di marcia. Alla sue spalle c’era una Micra condotta da una 64enne milanese, che è riuscita ha evitare “l’ostacolo”, ma un attimo dopo è sopraggiunto un furgone Ducato (con al volante un 26enne, anch’egli milanese) che lo ha travolto in pieno sbalzandolo in avanti.

La Clio è stata ridotta a un ammasso di lamiere e per liberare Sebastiano, rimasto intrappolato all’interno e già privo di sensi, sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco. Le sue condizioni erano gravissime e dopo averlo intubato sul posto i sanitari del “118” lo hanno trasportato d’urgenza verso l’Humanitas. Le altre persone coinvolte hanno riportato invece solo lievi ferite.

Il giovane, originario di Gela, viveva da alcuni anni nel Milanese, dove si era trasferito per lavorare come operaio alla Fincimec Spa di Milano. Dopo l’autopsia, la famiglia porterà la salma nella sua terra d’origine, a Gela, per celebrare lì il funerale.


Elmer Lynn Hauldren, un pubblicitario di Chicago meglio conosciuto come The Empire Man passato a miglior vita il 26 aprile scorso VA ANCORA IN ONDA


NEW YORK 29 aprie 2011Costretto a lavorare anche post-mortem: è il destino di Elmer Lynn Hauldren, un pubblicitario di Chicago meglio conosciuto come The Empire Man, passato a miglior vita il 26 aprile scorso. Hauldren aveva raggiunto una grandissima popolarità negli Stati Uniti in modo del tutto casuale quando, nel 1977, aveva accettato di trovare il testimonial giusto per lanciare la Empire Carpet, un’azienda produttrice di tappeti. Dopo tanti provini a vuoto, incoraggiato dai titolari dell’azienda, Hauldren aveva provvisoriamente assunto lui stesso l’incarico e lo aveva mantenuto per oltre trent’anni di spot martellanti, diventando un elemento familiare per gli americani, fino al triste annuncio della sua scomparsa, a 89 anni.
Oggi ha però suscitato qualche macabra perplessità la decisione dell’Empire di continuare ad utilizzare Hauldren come testimonial del prodotto sfruttando il suo gingle, alcuni spezzoni di spot audio e video inediti, e un cartoon a lui ispirato. Un’operazione che a qualcuno ricorda già gli accorgimenti adottati nel ’94 per portare a termine il film The Crow, dopo il decesso di Brandon Lee. Di sicuro, sono state disattese le speranza dei giovani aspiranti sostituti, che si fregavano già le mani, ma quello che resta da verificare e come reagiranno alla riesumazione i consumatori.


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Lucio Grippo, 28 anni, di Sant'Angelo le Fratte, provincia di Potenza, è morto all'ospedale di Vallo causa incidente


Potenza 29 aprile 2011 Il giovane Lucio Grippo, 28 anni, di Sant'Angelo le Fratte, provincia di Potenza, è morto ieri all'ospedale di Vallo Della Lucania dopo dieci giorni di lotta e agonia. Il 28enne era rimasto coinvolto lo scorso 18 aprile in un incidente stradale sulla strada statale 19 (nella foto, un'immagine della statale) nei pressi di Polla. Ricoverato in un primo momento presso il nosocomio pollese era stato trasferito, a causa della gravità delle ferite riportate, presso l'ospedale di Vallo della Lucania dove è morto ieri dopo dieci giorni. Lucio Grippo era molto conosciuto nella zona del vallo di Diano, pur essendo della provincia di Potenza, in quanto lavorava per una ditta di autotrasporti di Polla.

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PAVIA Un anziano classe 1928, ha ordinato il suo funerale e poi si è tolto la vita.


Pavia, 28 aprile 2011 - Un anziano classe 1928, ha ordinato il suo funerale e poi si è tolto la vita. Una decisione estrema, assunta senza lasciare nulla al caso.

L'anziano abitava a Sarmato, paese della Bassa piacentina vicino ai confini con Pavia. L'altro giorno ha chiamato una ditta di imprese funebri di Castelsangiovanni, ordinando e pagando tutto l'occorrente per organizzare un funerale.

I titolari dell'impresa avrebbero dovuto contattarlo il giorno successivo per definire gli ultimi dettagli. Ma una volta
raggiunta casa dell'uomo, hanno più volte suonato alla porta senza ottenere risposta. I carabinieri intervenuti sul posto hanno constatato il suicidio dell'anziano.

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Oggi nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Angri i funerali di Maria Rosaria Ferraioli, la donna di 23 anni,


SALERNO 29 aprile 2011Si svolgeranno questo pomeriggio nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Angri (Salerno) i funerali di Maria Rosaria Ferraioli, la donna di 23 anni, morta lunedì scorso all'ospedale Mauro Scarlato di Scafati e dei due gemelli che portava in grembo. Una intera comunità si stringerà attorno alla famiglia Ferraioli e al giovane compagno, con il quale Maria Rosaria avrebbe dovuto sposarsi nell'estate prossima. Ieri si è svolta l'autopsia nell'obitorio del nosocomio. Poche le indiscrezioni trapelate. Da quanto si è appreso i medici incaricati dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore(Salerno) avrebbero scartato l'ipotesi di un'embolia. I tre periti avranno settanta giorni di tempo per presentare una relazione dettagliata, dopo i risultati degli esami istologici e tossicologici effettuati sui tre corpi. La donna, quando è giunta nell'ospedale di Scafati, presentava un vasto ascesso tra coscia e gluteo destri, per il quale i sanitari avrebbero deciso di intervenire per effettuare uno svuotamento.

Cade da Torre di Pisa: è suicidio


PISA 29 APRILE 2011 È stato un gesto volontario quello del giovane turista olandese morto cadendo dalla Torre di Pisa questa mattina. Il giovane, 21 anni, è stato visto da due testimoni che affermano di averlo visto , è stato visto da due testimoni che affermano di averlo visto salire sulla balaustra per poi lasciarsi cadere nel vuoto. Un volo di 35 metri dal quarto anello della Torre pendente, dalla parte opposta rispetto al Duomo: il giovane era salito sul monumento pagando il biglietto come tutti gli altri visitatori.
Il corpo del ragazzo è caduto su piazza dei Miracoli davanti agli occhi attoniti dei turisti che affollavano la popolare attrazione turistica pisana. Tempestivi i soccorsi, che hanno solo potuto accertare la morte dell’uomo.

Si svolgeranno sabato mattina, alle 10.30, nella Chiesa di Ognissanti al Cimitero monumentale di Bergamo, in viale Pirovano, i funerali di Rita Artina


Si svolgeranno sabato mattina, alle 10.30, nella Chiesa di Ognissanti al Cimitero monumentale di Bergamo, in viale Pirovano, i funerali di Rita Artina, la 53enne del Villaggio degli Sposi morta mercoledì mattina mentre attaversava i binari nei pressi del passaggio a livello della Trucca.

La donna aveva già attraversato i binari, ma i suoi cagnolini si erano attardati e per salvarli era tornato sui propri passi. Ma non ce l'ha fatta: le bestioline sono state uccise dal treno in transito e il guinzaglio, che la donna aveva avvolto attorno all'avambraccio, è rimasto impigliato nel convoglio non lasciandole scampo.

Rita Artina conosceva bene la zona, abitava infatti nelle case Aler di via Galmozzi, al Villaggio. Si era trasferita un anno fa, dopo aver perso il marito, Giorgio Astori, molto conosciuto per la sua attività nel settore musicale. Inizialmente accordatore di pianoforti al conservatorio, per decenni si era distinto come organista suonando in numerose chiese del capoluogo e della provincia. La coppia, prima della scomparsa dell'uomo, abitava in via Broseta, al quartiere Loreto, in prossimità della sede della Croce Rossa.

«Mia madre – ha detto ieri la figlia Chiara, che abita a Stezzano – era una persona trasparente, bastava parlarci per rendersi subito conto del suo spessore umano».

Giovanni Barani, 78 anni,È morto il pensionato che ieri mattina è rimasto gravemente ustionato


LIVORNO 29 APRILE 2011 È morto il pensionato che ieri mattina è rimasto gravemente ustionato in seguito ad uno scoppio avvenuto nel suo monolocale in via Tosco Romagnola a La Scala di San Miniato. Giovanni Barani, 78 anni, aveva riportato ustioni su buona parte del corpo. Lo scoppio è stato causato dalla fuoriuscita di gas da una bombola all'interno del monolocale

Una donna di 46 anni residente a Renate (Monza e Brianza) ha perso la vita nel salumificio Fratelli Beretta Spa


LECCO, 29 APRILE 2011 - Una donna di 46 anni residente a Renate (Monza e Brianza) ha perso la vita in un incidente sul lavoro ieri sera a Barzano' (Lecco), nel salumificio Fratelli Beretta Spa. La lavoratrice e' morta a causa di gravissime ferite da schiacciamento, secondo il 118 che sul posto ha inviato i soccorsi dopo l'allarme. Le condizioni della lavoratrice sono subito apparse gravissime ai colleghi che l'hanno trovata riversa, con la testa imprigionata nel macchinario al quale stava lavorando.

Antonio Schiavone, di appena 26 anni, da San Felice a Cancello muore d'infarto


CASERTA 29 aprile 2011Si erano appena sposati. Avevano anche fatto il classico servizio fotografico per poi recarsi al ristorante per festeggiare con parenti e amici. Il loro sogno di festa, di una giornata speciale si è trasformato in incubo, infrangendosi sull’Appia quater, la Nola–Villa Literno, nel tratto che va da Succivo a Gricignano: l’autista che guidava la lussuosa Mercedes ha avuto un malore mentre era alla guida. L’auto è iniziata a sbandare e, evitata miracolosamente dalle altre vetture, andava a fermarsi contro il guard-rail.

Per Antonio Schiavone, di appena 26 anni, da San Felice a Cancello, non c’era più nulla da fare. Per lui, la morte era sopravvenuta quasi certamente a seguito di un infarto fulminante che non gli ha lasciato scampo. A darne la certezza sarà, però, l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni presso l’istituto di medicina legale di Caserta, dove il corpo è stato trasferito su disposizione del magistrato di turno. Quasi incolumi, invece, i due sposini, un 33enne originario di Napoli, ma residente ad Arezzo lui, una giovane coetanea della provincia di Caserta lei. Per loro solo tanto, tantissimo spavento e un forte stato di choc che ha indotto i soccorritori del 118 a trasferirli presso il pronto soccorso dell’ospedale «San Giuseppe Moscati» di Aversa, per essere dimessi poco dopo, ma, oramai, la festa era stata rovinata dal grave lutto. Mentre, ancora una volta, come verificatosi tredici giorni orsono, la Nola–Villa Literno veniva chiusa tra gli svincoli di Gricignano e Succivo, a pochi chilometri da quell’assurdo incidente con due vittime, ed il traffico locale andava letteralmente in tilt, tornando alla normalità solo nel tardo pomeriggio. Per gli sfortunati sposini un giorno che ricorderanno veramente per tutta la vita.

Vittorio Rossetti 69enne, è morto in un incidente stradalenel tratto compreso tra Foggia e San Severo della strada statale 16


FOGGIA 29 aprile 2011Un uomo di 69 anni, Vittorio Rossetti, è morto in un incidente stradale avvenuto questa mattina, intorno alle 5.30, nel tratto compreso tra Foggia e San Severo della strada statale 16, poco prima del bivio per Rignano. L'uomo viaggiava su una Ford Focus che, probabilmente per un sorpasso azzardato, si è scontrata frontalmente con un autoarticolato proveniente sulla corsia opposta. L'uomo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli operatori del 118, i vigili del fuoco e personale dell'Anas. Per un paio di ore il traffico ha subito rallentamenti a causa a causa della necessaria istituzione di senso unico alternato per consentire le operazioni di accertamento da parte delle forze dell'ordine.

Carmine Seccia di 21 anni e Fabio Tarricone di 16 Due motociclisti hanno perso la vita


FOGGIA 29 APRILE 2011 Un incidente stradale è stato mortale per due giovanissimi nel foggiano, Carmine Seccia di 21 anni e Fabio Tarricone di 16. I due giovani, a bordo di una motocicletta Suzuki, si sono scontrati con un'auto ad un incrocio a Cerignola, nei pressi della scuola 'Padre Pio'. L'impatto è stato molto violento e i soccorritori giunti sul posto non hanno potuto far altro che prendere atto della morte dei due ragazzi.
Sempre sulla stessa arteria, che collega la Puglia al Molise sul versante adriatico, è stato registrato un secondo incidente, ha visto la morte di un uomo, che si stava recando allo scalo di Rignano. La sua vettura, per cause da accertare, si è scontrata contro un autoarticolato e il conducente è morto sul colpo. Sul posto i carabinieri, che questo pomeriggio saranno impegnati anche per i funerali dei due colleghi deceduti ieri in un incidente nei pressi di Zapponeta. Le esequie avverranno a Manfredonia.

un allevatore 69enne, Giovanni Battista Bacciu, e il nipote, il 28enne Antonio Bacciu, sono stati uccisisi,il 23enne Angelo Bacciu rimasto ferito


OLBIA29 aprile 2011Sangue in Sardegna. Due uomini, un allevatore 69enne, Giovanni Battista Bacciu, e il nipote, il 28enne Antonio Bacciu, sono stati uccisi e un terzo, il 23enne Angelo Bacciu, anch'egli nipote dell'allevatore, è rimasto ferito a Buddusò, in provincia di Olbia-Tempio, in un agguato Le vitime sono state assalite a colpi di fucile da un gruppo di tre killer. Il 23enne è stato ricoverato nell'ospedale di Ozieri ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Il duplice omicidio è avvenuto verso le 6.30 davanti al cancello della tenuta dei Bacciu in località Sos Canales, alla periferia di Buddusò. Il gruppo di fuoco sarebbe stato composto da tre persone, che hanno sparato diversi colpi di fucile contro l'allevatore e i suoi nipoti. Sarebbe stato il fratello dell'anziano allevatore e padre di una delle vittime, giunto sul posto subito dopo l'agguato, a dare l'allarme al 112.

Melania Due scontrini e uno scandalo che stava per essere denunciato


ASCOLI PICENO 29 aprile 2011 Due scontrini e uno scandalo che stava per essere denunciato. Gli investigatori seguono nuove piste per la mamma di Folignano assassinata e ritrovata nella pineta Ripe di Civitella. Per gli investigatori gli scontrini ritrovati ritrovati sul luogo del delitto - il primo porta la data del 18 aprile, giorno in cui Melania Rea è scomparsa, il secondo invece è datato 19 aprile – sarebbero la prova che qualcuno è tornato sul posto, forse per “orchestrare una messinscena con siringa e laccio emostatico", come suppongono al comando provinciale dei carabinieri di Ascoli e come riporta Repubblica. Melania Rea sarebbe stata uccisa per essere improvvisamente venuta a conoscenza (grazie ad un'amica) di qualcosa che poteva sollevare, nel piccolo mondo ascolano, un enorme scandalo. Il 18 aprile sarebbe stata avvicinata nel parco di Colle San Marco da qualcuno che conosceva bene e di cui si fidava. La sua uccisione non sarebbe stata programmata ma originata dalla sua intransigenza. Nel rapporto inviato alla Procura di Teramo il professor Adriano Tagliabracci, il docente di medicina legale di Ancona che ha effettuato l'autopsia sul cadavere della donna, scrive che Melania ha lottato con il suo assassino per diversi minuti. "La vittima ha riportato numerose ferite su mani e braccia" ha scritto Tagliabracci che sul corpo di Melania ha contato 32 tagli: "Tutti non letali e inferti con una lama piuttosto corta incapace di arrivare in profondità". Il medico ha anche rilevato sul corpo la traccia di un tentativo di trascinamento. Sull'ora della morte, per dissanguamento, non si è però pronunciato. Gli investigatori ancora non sono sicuri del numero di persone coinvolte. "Al momento non conosciamo né il loro numero né il loro sesso" sottolinea il colonnello Alessandro Patrizio, comandante dei carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli. L'impressione è che i pm Umberto Mori, Ettore Picardi e Carmine Pirozzoli abbiano ricostruito il puzzle del delitto e aspettino i risultati delle analisi dei carabinieri del Ris sui reperti sequestrati (più di un centinaio) per trarre le conclusioni finali.

IL MARITO: "DARO' IL DNA" È uno scenario complesso quello in cui è avvenuto l'omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane mamma di 29 anni trovata uccisa in una pineta nel Teramano. Così lo descrive il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio, che fin dall'inizio aveva avvertito: «non sono indagini facili». Non lo sono perchè non c'è ancora un movente cui ricondurre questa barbara uccisione, e per questo gli investigatori stanno valutando e scartando via via una serie di ipotesi, anche le più «bizzarre», o che addirittura vedano la Rea «agnello sacrificale» in una mattanza giustificata da «situazioni esterne». «Io - dice il col. Patrizio - gioco su più tavoli. Non ci fermiamo alle apparenze, anche se pure le apparenze hanno importanza». E così, mentre in procura ad Ascoli continuano a sfilare i testimoni, il marito di Melania, Salvatore Parolisi, si mostra in televisione per scrollarsi di dosso i sospetti che inevitabilmente lo hanno toccato. Ieri a Chi l'ha visto, e oggi a La vita in diretta, Parolisi, tra continui accenni di pianto, si lamenta per le falsità che legge su di lui e la sua famiglia. Non sono io a dovermi giustificare, sembra voler dire, «sono altri che devono fare il loro lavoro, per fare giustizia, giustizia tra virgolette».

E chissà, si chiede, se giustizia sarà mai fatta. E ancora: «Sono disposto a dare anche il mio sangue per il Dna», per essere una volta per tutte escluso dalle indagini. Il caporalmaggiore ha già spontaneamente consegnato i vestiti che indossava il giorno della scomparsa della moglie e le chiavi dell'auto, che non è sotto sequestro. Sull'auto, peraltro, sono state trovate tracce ematiche, ma sembrano vecchie. E poi Parolisi, istruttore al Reggimento Piceno, dove insegna tecniche di movimento, non è raro che abbia ferite sul corpo. Di sicuro non ne aveva dopo la scomparsa della moglie, quando con i carabinieri ha cominciato a battere palmo palmo la zona. Della cerchia più vicina alla coppia, dove gli investigatori stanno ancora scavando, fa parte anche Raffaele, una guardia carceraria che Salvatore ha chiamato per andare a cercare Melania. «Grossa fiducia» nell'amico, che sarebbe tra gli 'attenzionatì insieme ad altre persone, fra cui, un dirimpettaio dagli sguardi insistenti, un operaio amico di famiglia (che però quel giorno era al lavoro) e, sembra, una soldatessa. Certo che l'ambiente militare qualcosa può offrire alle indagini.

Ma il Reggimento è un fortino:«speriamo che le indagini si concludano presto. Noi continuiamo a lavorare», è l'unico commento che esce da lì. Accertamenti sono in corso sulla donna vista il giorno in cui Melania è scomparsa a circa un chilometro dal Pianoro di Colle San Marco. La donna non correva ma camminava a passo sostenuto. Il testimone che l'ha vista non ha saputo dire se si trattasse o meno di Melania. Potrebbe essere anche una donna coinvolta nel rapimento e nell'omicidio della Rea. Il bivio Colle è peraltro una strada alternativa per raggiungere Ripe di Civitella, dove è stato trovato il cadavere, dal pianoro di Colle San Marco. La tempistica è importante, per questo le speranze sono legate anche a uno scontrino - con la data del giorno della scomparsa o quello successivo - trovato in un cestino dei rifiuti nella pineta del Teramano. Qualcuno ha comperato forse un panino e una bibita per fare un picnic; utile sarebbe sapere da quella persona qual era lo stato dei luoghi. Insomma, si scava tra amicizie, parentele, ambiti lavorativi delle persone che avevano un qualche legame con Melania, e Salvatore. La giovane donna potrebbe aver visto o sentito qualcosa che non doveva? E per farla tacere, è possibile che abbia agito più d'una persona? Una che la preleva al Pianoro di San Marco e la porta in un luogo convenuto, un'altra che la 'scaricà nella pineta abruzzese, ancora agonizzante? «Non sono indagini facili», ripete il col. Patrizio, in attesa degli accertamenti tecnici dei Ris e mentre proseguono le indagini 'tradizionalì, per arrivare al movente che porterà all'assassino.

LUNGA AGONIA SUL PRATO Melania Rea non è morta subito dopo l’aggressione. La sua è stata una lunga agonia. Il corpo della giovane donna di Folignano - scomparsa il 15 aprile sul pianoro di Colle San Marco dove era in gita con il marito e la figlia e ritrovata cadavere due giorni dopo nella pineta di Ripe di Civitella - si è contratto in uno spasmo estremo mentre l'assassino, dopo averle inferto trentacinque coltellate e infilato una siringa sotto il seno sinistro, si allontanava indisturbato.
Lo raccontano le dieci pagine della relazione consegnata ieri alla Procura di Ascoli Piceno dal professor Adriano Tagliabracci, il medico legale che ha effettuato l'esame autoptico sul cadavere della donna. Sotto le unghie di Melania il perito ha scoperto terriccio e aghi di pino che saranno ora esaminati nei laboratori dei carabinieri del Ris di Roma. Il dato rivela che le sue mani hanno artigliato il terreno in un'ultima, dolorosa contrazione. La presenza di aghi e di terriccio scuro quindi confermerebbero definitivamente che Melania Rea è stata uccisa accanto al chiosco della pineta di Ripe di Civitella, lo stesso posto dove una decina di giorni prima si era appartata con il marito, Salvatore Parolisi.
"È un primo rapporto sommario che necessita di ulteriori approfondimenti", spiegano gli investigatori, secondo i quali l’assassino ha avuto anche la possibilità di lavare il sangue di cui certamente si era macchiato. A pochi metri dal chiosco c'è infatti una fontana che è ora sotto l'esame degli specialisti delle investigazioni scientifiche, scrive oggi Repubblica. "Le indagini continuano in direzioni diverse dato che nessuna verità è assoluta", ha spiegato ieri il colonnello Alessandro Patrizio, comandante del Comando Provinciale dei carabinieri di Ascoli.
Ieri i carabinieri del Nucleo Investigativo sono partiti per Fratta Maggiore, paese natale di Salvatore Parolisi che lì ha vissuto a lungo con la moglie per ricostruire il rapporto matrimoniale della coppia. L'esame dei tabulati telefonici ha permesso intanto di stabilire che Melania, prima di scomparire, non ha ricevuto chiamate sospette. In più la cella di Ripe di Casellette che alle 15,20 (venti minuti dopo la sua scomparsa) ha agganciato il suo cellulare si è collegata anche con il telefono del marito. "È una cella che copre un vasto raggio, arrivando sino ad Ascoli e sovrapponendosi ad altre celle", spiegano gli investigatori sottolineando la difficoltà dell'analisi dei tabulati telefonici.


Gabby Joseph aveva davanti a sé una promettente carriera da modella e il cuore spezzato dalla fine della sua storia d'amore, dopo un anno


LONDRA 29 aprile 2011 Gabby Joseph aveva davanti a sé una promettente carriera da modella e il cuore spezzato dalla fine della sua storia d'amore, dopo un anno. La sofferenza per la rottura è stata più forte della speranza nel futuro e Gabs (come la chiamavano gli amici) si è uccisa, lanciandosi lanciandosi sotto un treno. Prima di compiere il folle gesto, la sera di Pasquetta, la ragazza ha lasciato un messaggio su Facebook: Gabby Joseph "amava tutti". La frase ha turbato i suoi amici che da quel momento hanno cercato di contattarla con insistenza, ma niente. "Gabs ha scritto che avrebbe sentito la mancanza di tutti e poi: 'Lo faccio per me stessa' - raccnta una sua amica modella come lei, Nyane Lebajoa - Non aveva mai scritto cose simili e nessuno se l'aspettava". E continua: "Tutti scrivevano sulla sua pagina Facebook frasi come 'Non fare stupidaggini'. Il giorno dopo ho ricevuto una telefonata da un fotografo con cui avevamo lavorato entrambe. Mi ha detto che Gabs era morta, sono caduta a terra in lacrime".

giovedì 28 aprile 2011

Sabatino Rusciolelli, 47 anni, originario di Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila) è morto dopo un grave incidente


L'AQUILA - Sabatino Rusciolelli, 47 anni, originario di Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila) è morto nel pomeriggio dopo un grave incidente a Barisciano. La sua Fiat Panda ha slittato in curva, probabilmente a causa del fondo stradale reso scivoloso dalla pioggia ed ha invaso la corsia opposta, investendo una Toyota Land Cruiser su cui erano a bordo madre e figlia.
Le due sono rimaste ferite e sono in ospedale per accertamenti, l'uomo è deceduto, incastrato tra le lamiere dell'auto.
L'incidente ha bloccato la circolazione lungo la statale 17, polizia stradale e vigili del fuoco hanni chiuso la zona dell'incidente impedendo a tutti di avvicinarsi.

Nicola Fatino 21 anni perde la vita in un incidente stradale contro un bus.Altri 5 feriti


BARI 28 Aprile 2011 Nicola Fatino, ventunenne di Binetto (Bari), è morto oggi sulla strada che collega Grumo Appula a Sannicandro di Bari. Il giovane si trovava alla guida di un auto che, per cause ancora da accertare, si è andata a scontrare frontalmente con un autobus di linea. Cinque passeggeri del bus hanno riportato ferite.

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Caterina di Patrizi si è schiantata contro un camion, è morta


modena 28 aprile 2011Non ci sono molti dubbi sulla dinamica dell'incidente, anche perchè un testimone ha visto l'auto sbandare e finire nell'opposta corsia di marcia. Erano le 19.30 di ieri, Caterina Di Patrizi, 29 anni, nata a Mirandola ma residente a Castelfranco, in via Emilia ovest stava percorrendo la tangenziale del paese, venendo da Bologna e diretta verso Modena. A un certo punto un animale, un fagiano probabilmente, ha tagliato la strada alla sua Citroen C3 e la ragazza, cercando di schivarlo, ha sbandato più volte e alla fine ha perso il controllo del mezzo. E' finita nella corsia di marcia opposta, dove stava passando un camion. L'auto si è schiantata contro la cabina del mezzo, ed è stata trascinata per qualche metro. Per la ragazza non c'è stato scampo. A chiamare i soccorsi un automobilista che si trovava dietro al tir e ha visto tutto, ma per Caterina Di Patrizi non c'era nulla da fare. I sanitari del 118 hanno solo potuto constatare il decesso. Sconvolto il camionista 65enne che ha visto la vettura accartocciarsi contro il suo mezzo. Sul posto anche vigili del fuoco e polizia stradale. Il corpo della giovane, che lavorava come assicuratrice a San Cesario, è ancora a medicina legale, a disposizione della magistratura. Fino a domani non sarà possibile fissare i funerali.

Ancora da fissare i funerali di Franchini

E non sono stati fissati ancora nemmeno i funerali di Matteo Franchini, il 27enne di Modena che ha perso la vita precipitando con l'elicottero a Sulmona, assieme al collega Danilo Ricuperati di Bergamo, che era ai comandi. L'autopsia, infatti, è stata disposta per domani, dovrà chiarire se i due giovani sono morti per la scarica elettrica, il velivolo ha tranciato i cavi dell'alta tensione, o a causa dell'impatto con la montagna.

Incidente con il quad, morto Roberto Manco 61 anni ex sottufficiale salentino


ROVIGO 27 Aprile 2011 E’ morto ieri a Rovigo Roberto Manco, salentino di nascita ma residente stabilmente in Veneto da anni. Ex sottufficiale dell’esercito, 61 anni, due settimane addietro era rimasto vittima di un incidente durante un’escursione con il quad nel delta del Po. Lascia la moglie e due figli. Le esequie si svolgeranno domani nella chiesa di Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza. Roberto Manco era originario di Racale, paese nel quale vive la sorella.

L’incidente risale esattamente a domenica 10 aprile, quando intorno alle 13, Manco ha perso il controllo del mezzo che, uscito di strada, gli si è ribaltato addosso. Ai quattro amici che erano con lui, tutti tesserati con il Motoclub di Bassano, le condizioni sono parse subito gravi e per trasportarlo in ospedale è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso.

Dopo due settimane tra la vita e la morte, il cuore di Roberto Manco ha cessato di battere a causa di alcune complicazioni. I familiari hanno autorizzato l’espianto degli organi. E così quella che doveva essere la prima uscita della stagione, per lui, grande appassionato di moto, si è trasformata in un viaggio senza ritorno.

Ugo Ragusa 46 anni e Mauro Fatone 30 anni, a bordo di un’autovettura dei carabinieri, sono usciti fuori strada e sono morti sul colpo.


FOGGIA 28 APRILE 2011 Tragedia in località Beccarini lungo la sp73 che collega Zapponeta a Foggia. Due militari del 112, Ugo Ragusa e Mauro Fatone, a bordo di un’autovettura dei carabinieri, sono usciti fuori strada e sono morti sul colpo Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente stradale, tant’è che la Polstrada del capoluogo dauno sta effettuando ulteriori accertamenti. Sembra però che l’auto si sia ribaltata più volte.

I due militari, che avevano 46 e 30 anni, sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo della Fiat Stylo. Alcuni passanti hanno avvertito i carabinieri intorno alle 12.30. Ugo Ragusa e Mauro Fatone erano originari rispettivamente di Foggia e San Giovanni Rotondo.

Gabby Joseph modella di 16 anni scrive su facebook, vi amo tutti. E poi si toglie la vita


LONDRA 28 Aprile 2011 Gabby Joseph aveva davanti a sé una promettente carriera da modella e il cuore spezzato dalla fine della sua storia d'amore, dopo un anno. La sofferenza per la rottura è stata più forte della speranza nel futuro e Gabs (come la chiamavano gli amici) si è uccisa, lanciandosi sotto un treno. Prima di compiere il folle gesto, la sera di Pasquetta, la ragazza ha lasciato un messaggio su Facebook: Gabby Joseph "amava tutti". La frase ha turbato i suoi amici che da quel momento hanno cercato di contattarla con insistenza, ma niente. "Gabs ha scritto che avrebbe sentito la mancanza di tutti e poi: 'Lo faccio per me stessa' - raccnta una sua amica modella come lei, Nyane Lebajoa - Non aveva mai scritto cose simili e nessuno se l'aspettava". E continua: "Tutti scrivevano sulla sua pagina Facebook frasi come 'Non fare stupidaggini'. Il giorno dopo ho ricevuto una telefonata da un fotografo con cui avevamo lavorato entrambe. Mi ha detto che Gabs era morta, sono caduta a terra in lacrime".
Renato zero per tutti i parenti che ci guardano dall'alto



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Giovanni Ferrara, 46 anni, originario di Tramonti Si schianta al suolo col suo aereo ultraleggero


TRAMONTI 28 aprile 2011 Si schianta al suo col suo aereo ultraleggero e trova la morte qualche ora più tardi nel reparto di rianimazione del Niguarda di Milano. È accaduto martedì pomeriggio nelle campagne tra la frazione Barbavara di Gravellona e Vigevano. Qui, è precipitato con il suo ultraleggero Pioneer 330 Giovanni Ferrara, 46 anni, originario di Tramonti. L’uomo, uno dei tanti figli della Costiera emigrato al nord e che aveva fatto fortuna lavorando e sudando fino a notte inoltrata in una delle tante pizzerie disseminate nel Pavese, non ce l’ha fatta a causa dei numerosi traumi riportati nell’incidente, a quanto pare causato da un irreversibile avvitamento del mezzo aereo.

Originario della cittadina montana della Costa d’Amalfi, dove la notizia ha destato sconcerto e rabbia, Ferrara al momento dell’incidente era a bordo dell’aereo insieme con un istruttore di volo ora ricoverato all'ospedale di Pavia. Sposato e padre di due bambini, Giovanni Ferrara, titolare della pizzeria Bella Napoli di Vigevano, da anni era un appassionato di volo acrobatico e di recente aveva acquisito un brevetto civile che richiede molte ore di volo. Stando a quanto si è appreso, i due erano partiti poco prima delle 16 dal campo di volo della frazione Piccoli di Vigevano, qualche chilometro in linea d’aria dal luogo dello schianto. Il loro ultraleggero aveva compiuto alcune evoluzioni quando si è verificato l’incidente. Erano le 16.15 quando i due hanno intuito che difficilmente sarebbe riusciti a riprendere il controllo del mezzo che pare avesse iniziato una difficile fase di avvitamento. Ed è per questo che sarebbe stato azionato il paracadute balistico, ovvero un dispositivo di emergenza.

L’aereo è piombato al suolo all’interno di una pineta i cui alberi, alti almeno 15 metri, avrebbero attutito l’impatto. Ma ciò non è bastato a salvare la vita a Ferrara, ancora vivo al momento dell'arrivo dei soccorritori. I sanitari che lo hanno estratto privo di conoscenza da sotto le lamiere hanno impiegato non poco per stabilizzare i pazienti prima di consentirne il trasferimento. L’uomo, le cui condizioni sono apparse subito gravissime, è stato ricoverato in eliambulanza presso l’ospedale Niguarda di Milano dove è deceduto martedì sera intorno alle 22,30, mentre il suo copilota si trova in cura presso il San Matteo di Pavia. La Procura ha disposto l’esame autoptico della salma prima della riconsegna ai familiari per il rito funebre che si svolgerà nella chiesa di Vigevano.

Muore un barese di 33 anni sull'A1 nel tratto tra Paliano e Anagni nel Frusinate


FROSINONE 28 aprile 2011 Un automobilista di 33 anni originario di Bari è morto in un incidente sull'A1, tra Paliano e Anagni nel Frusinate. Per ragioni acora da accertare, la vittima, che guidava la sua Peugeot 307, ha tamponato un Tir. L'impatto è stato violento e il ragazzo è morto sul colpo. L'incidente si è verificato sulla corsia sud ed il traffico sull'A1 ha subito forti rallentamenti. Sono intervenuti gli agenti della Polstrada di Frosinone, i vigili del fuoco e il personale del 118.

BROOKLYN GIOVANE UCCISO IN STRADA VIDEO

BROOKLYN 28 APRILE 2011 Non è tanto l’assassinio in sé a sconvolgere, ma l’indifferenza di chi ha visto. Stanno facendo il giro del mondo le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza di un fast food di Brooklyn, dove un giovane è stato ucciso. Nel video si vede un uomo che arriva, spara e va via. I passanti sembrano non notare nemmeno la scena. Il filmato è stato pubblicato, tra le polemiche, dal New York Post.

Il mondo dell'arte è in lutto: Loreno Sguanci è morto all'età di 80 anni


Pesaro, 28 aprile 2011 - Il mondo dell'arte è in lutto: Loreno Sguanci è morto all'età di 80 anni nella notte in ospedale, dove era ricoverato per una malattia. Era nato a Firenze nel 1931, ha frequentato l’Istituto d’Arte di Porta Romana, diplomandosi al Magistero di scultura sotto la guida del Professore Bruno Innocenti, e nel 1952 si era trasferito a Pesaro per in segnare discipline plastiche presso il locale Istituto d’Arte.

A Pesaro ha continuato la sua ricerca nel campo della scultura attraverso una costante e serrata attività che muovendo da una iniziale formazione figurativa l’ha portato ad indagare diversi materiali e nuovi linguaggi formali.

Alla fine degli anni cinquanta si intensificano i suoi rapporti con la critica e le gallerie romane e nel 1962 Gaspero Del Corso organizza presso la Galleria L’ Obelisco la prima mostra personale dello scultore.

La sua curiosità e la sua necessità di conoscere lo portano a visitare vari paesi europei per tornare poi a Pesaro nel suo studio a continuare la sua ricerca che negli anni settanta affronta, con rinnovato vigore, lo studio del segno e delle sue molteplici valenze grafiche intese come elementi essenziali per dar corpo al complesso rapporto logico-emozionale esistente tra presente e memoria: esemplificazioni di tale ricerca è la grande parete in legno e colore realizzata per Volterra 73 e le presenze per lo spazio pubblico come la “Porta a mare”.

Gli anni ottanta e novanta sono caratterizzati da opere di notevoli dimensioni realizzate con un legno durissimo, l’Azobè, chiamate le “Grandi Tavole dei Segni”, in queste opere la trama si infittisce a creare giochi di luce che seguono le scansioni geometriche dei pieni e dei vuoti in un costante rimando all’idea di una razionale espansione della crescita . Di questo periodo va ricordata la scultura “ Il Grande Segno” realizzata per Brufa nel 1995 con un trave lamellare di legno di rovere alta 10 metri.

Lo sviluppo della ricerca artistica di Loreno Sguanci è, dalla fine degli anni novanta, tesa ad approfondire il concetto della forma intesa come presenza densa di antiche e nuove valenze. Oggi, infatti, le sue opere si ergono autonomamente nello spazio con i loro corpi scolpiti segnati da ampie campiture di terra rossa che si estendono sulle superfici del legno definendone, inaspettatamente, i volumi quali segni della memoria che ritornano carichi del sentimento del tempo e del nostro sentire.

Non sono mancati messaggi di cordoglio anche da parte delle istituzioni per la scomparsa dello scultore. "A nome della comunità provinciale - hanno detto il presidente della Provincia Matteo Ricci e l'assessore alla Cultura Davide Rossi - vogliamo esprimere alla famiglia e a quanti hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo il cordoglio per la scomparsa di un grande artista, affermato anche a livello internazionale, che ha saputo mantenere forte il legame con questo territorio impegnandosi anche in ruoli istituzionali”.

mercoledì 27 aprile 2011

Ottavio Baumgartner, 21 anni di Castelnuovo don Bosco e' morto mentre si stava occupando della manutenzione di alcune griglie


La Spezia 27 aprile 2011Un giovane sommozzatore e' morto mentre si stava occupando della manutenzione di alcune griglie da cui entra l'acqua del Po all'interno della centrale Edipower di Sermide (Mantova). La vittima e' Ottavio Baumgartner, 21 anni di Castelnuovo don Bosco in provincia di Asti che lavorava per la ditta Arte sub di La Spezia. L'incidente e' avvenuto alle 12.15. Il giovane si era immerso da poco in una cisterna di cemento, profonda circa tre metri, che serve per la canalizzazione dell'acqua del Po all'interno della centrale per raffreddare le turbine. Ad accorgersi che qualcosa non andava e' stato il collega incaricato di monitorare le funzioni vitali del sommozzatore durante l'immersione. Subito si e' tuffato nella cisterna e ha soccorso il giovane che, pero', era gia' morto. La procura ha ordinato l'autopsia sul corpo e aperto un fascicolo per indagare sulle cause della morte.

Giovanni Ferrara E' morto il pizzaiolo 46enne di Vigevano


Gravellona Lomellina, 27 aprile 2011 - E' morto Giovanni Ferrara, il pizzaiolo 46enne di Vigevano che ieri si è schiantato nelle campagne di Gravellona Lomellina mentre era a bordo di un ultraleggero. Ferrara era stato trovato dai soccorritori privo di conoscenza, intrappolato sotto le lamiere. Subito era stato trasportato all'ospedale Niguarda di Milano, dove si è spento nella tarda serata di ieri. Lascia la moglie e due figli.

Ancora gravi le condizioni di Marco Gioria, che si trovava anche lui a bordo dell'aereo al momento dell'incidente.

Bruno Angelucci, pensionato 69enne residente a Trieste morto in un incidente stradale


TRIESTE 27 aprile 2011 Ha perso il controllo ell'auto, forse per un malore o per un colpo di sonno, e si è schiantato contro un albero al bordo della strada.
Questa la tragica fine di Bruno Angelucci, pensionato 69enne originario di Zara ma residente a Trieste, morto stamani in un incidente stradale sulla Provinciale 1, all'altezza di Sgonico (Trieste), sull'altipiano carsico. Inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118, al loro arrivo l'uomo era già morto. Per estrarre il corpo dalla vettura è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco.

Danilo Ricuperati, 32 anni, di Oneta, e il modenese Matteo Franchini, 27 anni, precipitati nella serata di martedì 26 aprile recuperati i corpi


SULMONA 27 APRILE 2011Matteo Franchini, 27 anni, di Modena, e il collega Danilo Ricuperati, 32enne della provincia di Bergamo, erano partiti ieri mattina dall'eliporto dell'Elicompany, che si trova a Fossoli di Carpi. I due giovani erano dipendenti della ditta che costruisce e noleggia elicotteri, e che svolge lavori di ricognizione per la Snam. Proprio quello, ieri, come tante altre volte, dovevano fare Franchini e Ricuperati, controllare la rete dell'oleodotto per verificare che tutto fosse a posto. Alle 17.45 si sono alzati in volo da Corchiano, provincia di Viterbo, dopo un rifornimento. Erano diretti a Sabaudia, Roma, ma il maltempo li ha costretti a cambiare direzione e si sono avvicinati alle montagne de L'Aquila. All'altezza di Sulmona, con visibilità scarsa, sono finiti contro i cavi dell'alta tensione, tranciandoli. Il mancato arrivo a destinazione
dell'elicottero Robinson R22 ha fatto scattare l'allarme a Fiumicino, immediatamente sono iniziate le ricerche di vigili del fuoco, soccorso alpino e speleologi. Trovato il cavo tranciato, questa mattina alle 6, sono stati trovati in uno stretto vallone nell'altopiano anche i resti del velivolo con ancora dentro i due corpi carbonizzati. Sono state aperte due inchieste, dalla locale procura e dall'agenzia nazionale per la sicurezza volo, per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente: verrà anche analizzata la scatola nera recuperata. Matteo Franchini viveva in città, in via Ruffini 75, assieme alla famiglia, ed era volontario della Croce rossa già da qualche anno. Aveva compiuto gli anni lo scorso febbraio e da pochi mesi si era anche fidanzato con una ragazza conosciuta proprio durante i servizi per l'associazione.

Danilo Ricuperati, 32 anni, di Oneta, e il modenese Matteo Franchini, 27 anni, precipitati nella serata di martedì 26 aprile recuperati i corpi


SULMONA 27 APRILE 2011Matteo Franchini, 27 anni, di Modena, e il collega Danilo Ricuperati, 32enne della provincia di Bergamo, erano partiti ieri mattina dall'eliporto dell'Elicompany, che si trova a Fossoli di Carpi. I due giovani erano dipendenti della ditta che costruisce e noleggia elicotteri, e che svolge lavori di ricognizione per la Snam. Proprio quello, ieri, come tante altre volte, dovevano fare Franchini e Ricuperati, controllare la rete dell'oleodotto per verificare che tutto fosse a posto. Alle 17.45 si sono alzati in volo da Corchiano, provincia di Viterbo, dopo un rifornimento. Erano diretti a Sabaudia, Roma, ma il maltempo li ha costretti a cambiare direzione e si sono avvicinati alle montagne de L'Aquila. All'altezza di Sulmona, con visibilità scarsa, sono finiti contro i cavi dell'alta tensione, tranciandoli. Il mancato arrivo a destinazione
dell'elicottero Robinson R22 ha fatto scattare l'allarme a Fiumicino, immediatamente sono iniziate le ricerche di vigili del fuoco, soccorso alpino e speleologi. Trovato il cavo tranciato, questa mattina alle 6, sono stati trovati in uno stretto vallone nell'altopiano anche i resti del velivolo con ancora dentro i due corpi carbonizzati. Sono state aperte due inchieste, dalla locale procura e dall'agenzia nazionale per la sicurezza volo, per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente: verrà anche analizzata la scatola nera recuperata. Matteo Franchini viveva in città, in via Ruffini 75, assieme alla famiglia, ed era volontario della Croce rossa già da qualche anno. Aveva compiuto gli anni lo scorso febbraio e da pochi mesi si era anche fidanzato con una ragazza conosciuta proprio durante i servizi per l'associazione.

Giuseppe Parisi e Giuseppe Ferrara uccisi a SECONDIGLIANO


Il duplice omicidio è avvenuto nel rione Berlingieri. Le due vittime sono Giuseppe Parisi e Giuseppe Ferrara
Duplice agguato a Napoli dove due persone sono state uccise in via Abate Desiderio, nel rione Berlingieri del quartiere Secondigliano. Secondo una prima ricostruzione i due omicidi si sono consumati vicino a un salone di barbiere. Sul posto si trovano alcune pattuglie dei carabinieri. Le vittime sono Giuseppe Parisi e Giuseppe Ferrara

Giulia Brocca 14 anni investita da un furgone mentre attraversave le strisce pedonali.Muore all'ospedale


GARBAGNATE (Milano) 27 Aprile 2011 È morta a seguito delle gravi ferite riportate nell’incidente Giulia Brocca, la ragazzina di 14 anni investita a Garbagnate Milanese. La giovane stava attraversando la strada sulle strisce pedonali in via Peloritana sulla strada statale Varesina quando è stata falciata da un furgone.
Trascinata sull’asfalto per una ventina di metri ha riportato un trauma cranico e gravi ferite. Soccorsa dal 118, la ragazza è stata trasportata all’ospedale di Garbagnate Milanese ed è deceduta a causa dei traumi. Al momento dell’impatto si trovavano sul posto anche due amiche che non hanno riportato ferite. La polizia locale sta ricostruendo le dinamiche dell’incidente .
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