lunedì 31 gennaio 2011

Roberto Pomella,si è spento ieri all'età di 53 anni vittima dell'inflluenza A


TREVISO 31 gennaio 2011 Il virus dell'influenza A è stato fatale per uno dei più conosciuti avvocati trevigiani, Roberto Pomella, che si è spento ieri all'età di 53 anni. Dallo scorso aprile l'uomo lottava contro un grave male, che ne aveva debilitato il fisico. La settimana scorsa le sue condizioni si erano aggravate, tanto da renderne necessario il ricovero. In ospedale gli è stato riscontrato il virus H1N1, che è stato fatale per l'organismo pesantemente provato. Roberto Pomella era originario di Trento, ma si era trasferito giovanissimo a Treviso con la famiglia.
Per l'assessore alla Sanità del Veneto il decesso rientra nella casistica degli altri sei decessi registrati in Veneto. «Anche questo caso, come quelli dei giorni scorsi - sottolinea Luca Coletto - addolora, ma rientra pienamente nella casistica annuale. Non c'è quindi alcun motivo di allarme, ma c'è da raccomandare ancora una volta di vaccinarsi ai cittadini che non l'hanno ancora fatto: soprattutto nei portatori di patologie pregresse - dice - è un importante fattore di difesa da possibili gravi complicazioni».
L'assessore sottolinea anche che «il sistema sanitario veneto sta affrontando con efficienza l'epidemia influenzale annuale» e che «tutte le nostre strutture sono perfettamente attrezzate per rispondere ad ogni evenienza ed è ancora abbondante la scorta disponibile di vaccino». L'anno scorso l'influenza H1N1 aveva colpito oltre 300.000 persone e causato 182 ricoveri e 13 decessi.
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Mistero sulla morte del professore Antonio Bonavista, di 42 anni dell'istituto Calamandrei


TORINO 31 gennaio 2011.E' un insegnante dell'istituto professionale Calamandrei: aveva 42 anni. A dare l'allarme i colleghi di lavoro. La morte risalirebbe a 24-36 ore fa
Il corpo seminudo e senza vita di un uomo è stato trovato in serata dalla polizia in un appartamento nella zona di via Rossini, a pochi passio dall'Auditorium della Rai. Secondo le prime informazioni, si tratta di un professore, Antonio Bonavista, di 42 anni, dell'istituto Calamandrei del capoluogo piemontese. La polizia è intervenuta su segnalazione di alcuni colleghi dell'uomo che, preoccupati per la sua assenza e la mancanza di notizie, hanno informato la Questura. Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Squadra Mobile che stanno aspettando l'arrivo del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Torino per proseguire l'esame del cadavere e dell'appartamento.
Stando ai primi rilievi - da quanto si è potuto sapere - il cadavere non presenterebbe segni di violenza, ma l'appartamento era soqquadro. La morte dovrebbe risalire a circa 24-36 ore fa e dovrebbe essere avvenuto nel corso della notte o all'alba.
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AVEVA 115 ANNI: MORTA Eunice Sanborn


JACKSONVILLE 31 gennaio 2011 I familiari e i conoscenti di Eunice Sanborn non hanno dubbi: era lei, la loro nonna di 115 anni, la donna più anziana al mondo. La donna è morta oggi a Jacksonville, in Texas. Eunice Sanborn era nata a Lake Charles, in Louisiana, il 20 luglio del 1896. Secondo un gruppo specializzato in questo tipo di indagini, il Gerontology Research Group, la più anziana donna al mondo è ora Besse Cooper, nata il 26 agosto nel 1896 in Tennessee.

ARTISTA CARLO DIANI MORTO DI CALCOLI:MEDICI SOTTO PROCESSO


FIRENZE 31 gennaio 2011 Due chirurghi del Careggi di Firenze andranno a processo con l'accusa di aver provocato, nel febbraio 2009, la morte di , un artista 73enne. I medici avrebbero sbagliato una banale operazione per asportare i calcoli. L'intervento fallì a causa della lesione del coledoco, la principale via biliale. L'errore non fu riconosciuto in ospedale, nonostante i fortissimi dolori che l'uomo cominciò a patire subito dopo l'operazione, invece di sottoporlo a esami, Diani fu curato con oppiacei e calmanti. Passati tra giorni l'artista morì. I medici si difendono: "La tac effettuata due giorni dopo aveva mostrato una situazione regolare".

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Elisa Benedetti, 25 anni trovata morta è un mistero


PERUGIA 31 gennaio 2011 E' finita in tragedia la scomparsa di Elisa Benedetti, 25 anni, di cui si erano perse le tracce nella notte tra sabato e domenica. Elisa Benedetti, scomparsa nelle campagne a nord di Perugia, è stata trovata morta non lontano dal luogo in cui aveva lasciato la macchina la sera di sabato, una zona boscosa nei pressi di Civitella Benazzone, a nord di Perugia. Il corpo di Elisa, hanno riferito amici e familiari, è stato trovato nei pressi di un laghetto artificiale, ad alcuni chilometri dal torrente vicino al quale è stata ritrovata ieri mattina l'auto della ragazza.

NESSUN SEGNO DI VIOLENZA Non ci sono segni di violenza nè di lesioni sul cadavere di Elisa Benedetti, la studentessa di Città di Castello trovata morta in un bosco a nord di Perugia. Sarebbero questi, secondo quando si apprende, gli esiti di un primo esame esterno del corpo effettuato dal medico legale, Annamaria Verdelli, gli investigatori, comunque, non escludono alcuna ipotesi anche se al momento la tesi prevalente è quella che la ragazza sia morta di freddo. Da una prima ricostruzione, infatti, sarebbero emersi elementi che farebbero pensare ad un incidente: gli investigatori avrebbero infatti trovato appesi ai rami vicino a dove è stato trovato il corpo della ragazza alcuni indumenti. E ciò farebbe supporre che la studentessa sia caduta nel torrente e si sia poi tolta i vestiti cercando di farli asciugare. Anche le piccole escoriazioni trovate sul corpo, si sottolinea, sarebbero compatibili con dei graffi che la ragazza potrebbe essersi fatta camminando al buio attraverso il bosco. Sarà comunque l'autopsia a stabilire le cause della morte e anche ad accertare se la giovane, oltre che ubriaca fosse anche droga: ipotesi, quest'ultima, che gli investigatori al momento non escludono. In caserma a Perugia sono intanto in corso gli interrogatori dell'amica di Elisa e dei giovani nordafricani con cui la ragazza ha trascorso l'ultima parte della serata di sabato, prima di morire.

AMICA ASCOLTATA ANCORA DAI CC Dopo il ritrovamento del cadavere di Elisa Benedetti, la venticinquenne trovata senza vita stamani in un bosco vicino a Perugia, gli investigatori sono a lavoro per ricostruire le ultime ore di vita della ragazza di Città di Castello. L'attenzione dei carabinieri (coordinati dal Pm Antonella Duchini) si concentra sia sugli avvenimenti del sabato sera (Elisa aveva trascorso la serata in un bar alla periferia di Perugia in compagnia di un'amica e di quattro ragazzi nordafricani) sia su quello che è successo dopo, fino a notte inoltrata, quando la giovane si è allontanata da sola con la Fiat Punto dell'amica, abbandonando poi la vettura intorno a mezzanotte su una strada di campagna della frazione di Civitella Benazzone. Sempre stamani - secondo quanto si è appreso - a Città di Castello i carabinieri hanno ascoltato nuovamente l'amica di Elisa, insieme alla quale la ragazza lavorava in un call center.

CONCLUSA ISPEZIONE CADAVERE Si è conclusa intorno alle 14 la prima ispezione cadaverica di Elisa Benedetti la venticinquenne di Città di Castello trovata morta stamani nel bosco dove si era persa nella notte tra sabato scorso e ieri. Il medico legale, Annamaria Verdelli, non ha voluto fornire alcuna indicazione sulle cause della morte ai giornalisti, limitandosi a dire di essersi fatta una idea a grandi linee delle cause del decesso. Nel frattempo - stando a quanto si è appreso da alcune persone che hanno partecipato alle ricerche - il cadavere della giovane è stato trovato con del fango addosso, completamente vestito (pare che la giovane si fosse tolta solo un maglione) e disteso a ridosso di un argine di un laghetto artificiale. Intorno alle 14.30 il corpo della giovane è stato trasportato in elicottero all'obitorio dell'ospedale S.Maria della Misericordia di Perugia. Le indagini sono condotte dal sostituto procuratore del tribunale di Perugia, Antonella Duchini.

LO ZIO: UNA TRAGEDIA «È una grande tragedia per la nostra famiglia»: così Stefano Benedetti lo zio di Elisa, la ragazza di Città di Castello scomparsa nei pressi di Perugia la notte tra sabato scorso e ieri e trovata morta nella mattinata odierna. Stefano Benedetti ha partecipato con amici e parenti di Elisa alle ricerche della giovane.
Stefano Benedetti, con un gruppo di parenti e amici di Elisa, ha partecipato alle ricerche della giovane stamani insieme a Vigili del fuoco, Protezione civile, Forestale e Carabinieri. «Siamo stati noi - dice lo zio di Elisa - a trovare lungo il percorso che va dall'auto di mia nipote al luogo dove è stato trovato il suo corpo la sua cuffietta di lana viola. Poi dalle comunicazioni che sentivamo arrivare dall'elicottero dei Vigili del fuoco abbiamo capito che era stata individuata una sagoma e che non c'era più niente da fare». Stefano Benedetti ha poi chiamato il fratello Osvaldo, padre della ragazza: «Fatti forte, siamo tutti con te, stiamo arrivando» gli ha detto.

GIORNALISTI E TV A CASA DEL PADRE È presidiata da una pattuglia di carabinieri la strada senza uscita che, nella frazione di S.Lucia, a Città di Castello, porta alla casa dove Elisa Benedetti risiedeva con il padre, Osvaldo. I militari fanno passare soltanto amici e parenti della ragazza ritrovata morta stamani nei boschi vicino a Perugia e tengono a distanza giornalisti e troupe televisive.

MORTE AL TELEFONO Telefono e morti annunciate, o da vivere, è uno dei temi di molti film. Insomma il caso di Elisa Benedetti, la ragazza di Perugia ritrovata morta oggi a Civitella Benazzone dopo aver chiamato la notte del 30 i Carabinieri dicendo di essere stata violentata, può ricordare alcuni lavori cinematografici. Intanto il classico 'Il terrore corre sul filò (1948) di Anatole Litvak con Barbara Stanwyck, Burt Lancaster. Di scena, la ricca Leona Cotterell costretta a letto per una malattia che cerca di telefonare al marito Henry Stevenson, l'uomo che per capriccio ha strappato a un'amica, trasformandolo da umile commesso in vicepresidente dell'industria Cotterell. Ma, per un errore del centralino, ascolta una conversazione tra due individui che progettano un delitto per quella sera alle undici e un quarto. Ignorata dalla polizia a cui telefona, senza nessuno a cui rivolgersi in città, Leona tenta di ricostruire i movimenti del marito attraverso una serie di chiamate. Di gran lunga più angosciante l'apparecchio maledetto di The call, che diventa strumento di horror e morte. Il film del 2003, diretto da Takashi Miike ha generato due sequel The Call 2 e The Call: Final, nonchè un remake statunitense Chiamata senza risposta. In Cellular con Kim Basinger e Chris Evans, al centro della storia c'è appunto un cellulare che serve all'eroe della storia per salvare la bella in pericolo. Ma il telefono forse davvero più centrale in un film è stato quello pubblico che rende ostaggio di un assassino Colin Farrel in In linea con l'assassino di Joel Shumacher. Racconta la vicenda di Stuart Shepard, giovane manager bugiardo che finisce ostaggio di una comunissima cabina telefonica, ubicata nel cuore di Manhattan, prigioniero di un dialettico assassino.

FONTE:SCOMPARSI.

Lucia Pezzella 3 mesi muore soffocata dal latte


FRATTAMAGGIORE (NA)31 gennaio 2011 - Una bambina di tre mesi, Lucia Pezzella, è morta a Frattamaggiore, nel Napoletano, per soffocamento. La causa del decesso, secondo quanto hanno accertato i medici dell'ospedale "San Giovanni" dove l'aveva portata la mamma, una donna di 38 anni, nel disperato tentativo di salvarla, è stata l'ostruzione della trachea durante l'ingestione di latte artificiale, che le è andato di traverso.

Sono in corso ulteriore accertamenti da parte della polizia di Frattamaggiore

PALERMO Una intera famiglia sterminata in un incidente: mamma, zia e due bambine di 3 e 4 anni.


PALERMO31 GENNAIO 2011 Una intera famiglia sterminata in un incidente: mamma, zia e due bambine di 3 e 4 anni. E' accaduto sulla A20 Palermo-Messina, in uno scontro nei pressi dello svincolo di Castelbuono. Dario Cianciolo, agente di polizia, è rimasto ferito, mentre sua moglie Tiziana Volo, 39 anni, la zia Carla Volo di 78 e le due bambine Eliana ed Asia Cianciolo, di 3 e 4 anni, sono morte Secondo la Polstrada di Cefalù (PA), che ha compiuto i rilievi, Tiziana Volo avrebbe perso il controllo della sua Renault a causa dell'asfalto bagnato, probabilmente a causa del fenomeno dell'acquaplanning che ha fatto improvvisamente perdere aderenza alle gomme. Il marito trentanovenne della donna, l'unico sopravvissuto, è ricoverato nell'ospedale di Cefalù. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale Tiziana Volo, che era alla guida di una Mergan scenic sulla quale viaggiava la famiglia, ha perso il controllo dell'auto a causa dell'asfalto bagnato e di un fenomeno dell'acquaplanning che ha fatto improvvisamente perdere aderenza alle gomme.

La morte di Domenico Volpicelli, rapinatore a 16 anni Soccorso dal carabiniere: «resisti, resisti»


QUALIANO (NA) 31 gennaio 2011 - Le immagini delle video camere interne al supermercato sono un documento agghiacciante. Scorrono i secondi frenetici di un sabato sera di morte: la gente impaurita, il carabiniere che spunta, l’inseguimento a Domenico, il corpo del ragazzo che cade colpito. Tutto nello scenario compreso tra quelli puntati dagli obiettivi indirizzati sull’ingresso a due porte. Da sabato notte, i carabinieri di Giugliano, guidati dal capitano Alessandro Andrei, visionano quei fotogrammi subito acquisiti e danno la caccia al terzo complice fuggito in motorino. Una prima relazione, con la ricostruzione della dinamica della sparatoria, è già sul tavolo del procuratore aggiunto Giovanni Melillo e del sostituto Luigi Santulli.

Tra oggi e domani, dovrebbero essere fissate le autopsie dei due rapinatori uccisi: il ventiquattrenne Lello Topo e il sedicenne Domenico V.

Ed è molto probabile che, in attesa di definire con precisione l’accaduto, venga notificato un avviso di garanzia al carabiniere scelto ventiseienne, C. S., in servizio da cinque anni e attualmente alla Scuola allievi di Roma, e al padre cinquantacinquenne, A. S., guardia giurata dipendente di una società di vigilantes che lavora a Napoli.

L’avviso per eccesso colposo in legittima difesa consentirebbe ad un loro difensore di partecipare all’autopsia, nominando un consulente medico legale.

Atti procedurali quasi obbligati, in questa fase.
Il giorno dopo, C. S. è ancora provato. Fa il carabiniere da quando aveva 21 anni e la sua scelta è stata sempre accompagnata da un’idea del dovere e della giustizia privi di ombre. Sabato sera, aveva accompagnato il padre in quel supermercato, aperto da appena tre mesi dalla moglie di un cugino. Erano lì a trovarla. Lì, per puro caso. A. S., anche se fuori servizio, non ha dimenticato di essere un carabiniere e ha sentito giusto intervenire. «Non immaginavo certo che reagissero e mi spiace che sia andata a finire così», ha confidato agli amici e ai colleghi.
Per qualche attimo, C. S. ha cercato anche di soccorrere Domenico. Non credeva fosse così giovane, era un ragazzotto corpulento e all’apparenza dimostrava non meno di 20 anni. Dopo averlo colpito, si è accorto che era ancora vivo lì a terra, ha chiamato il 118, lo ha rincuorato: «Su, ora arrivano, resisti». In agonia, il ragazzo, bisbigliava, chiedeva della mamma.
È morto, poco dopo l’arrivo dell’ambulanza. «Abbiamo dovuto difenderci e sparare, quando abbiamo visto puntarci contro le pistole», ha raccontato C. S., il padre del carabiniere.
Aggiungendo: «Quando ho visto che l’uomo fuori puntava la sua pistola contro mio figlio, non ho avuto scelta e non ho esitato a puntare la pistola facendo fuoco»...

Beniamino Cabras, 31 anni caporalmaggiore della brigata Sassari si toglie la vita in caserma


CAGLIARI. 31 gennaio 2011.Un caporalmaggiore della Brigata Sassari, Beniamino Cabras, 31 anni di Selargius (Cagliari), si è tolto la vita ieri sera sparandosi con il fucile d'ordinanza mentre era in servizio nella caserma Gonzaga di Sassari.
La tragedia si è consumata verso le 19. Il militare era di guardia nella garitta interna, dietro il cancello d'ingresso della caserma, sede del 152/o Reggimento fanteria "Sassari". Si sarebbe puntato il fucile al volto e poi fatto fuoco.
In quel momento non c'era nessuno vicino a lui. E' stata l'esplosione del colpo a far accorrere subito alcuni commilitoni, ma quando sono arrivati il caporalmaggiore era già morto. Cabras era descritto da tutti come una persona tranquilla e non aveva mai mostrato segni di disagio.
Aveva partecipato a cinque missioni all'estero: in Kosovo, Albania, Iraq e di recente due volte in Afghanistan .

Torna a casa e trova la sua ex Bernadetta Pischedda, 36 anni morta, mistero a Sorso(Sassari)


SORSO.(SASSARI) 31 gennaio 2011. Bernadetta Pischedda, 36 anni, una vita complicata alle spalle, era arrivata inaspettatamente in paese nella tarda serata di sabato e aveva chiesto ospitalità all'ex fidanzato che le aveva messo a disposizione una casupola a «Lu Baccinu», vicino al santuario Noli Me Tollere.
Alle 6,30 di ieri è stato l'uomo a trovare il corpo senza vita della donna. Durante la notte Bernadetta, che soffriva di diabete e aveva problemi cardiaci, era stata male al punto che intorno alle 23,30 il suo amico aveva chiamato il 118. I soccorritori avevano insistito per portare la paziente in ospedale, ma lei aveva rifiutato il ricovero.
L'ex fidanzato ha raccontato ai carabinieri che Bernadetta Pischedda ha trascorso gran parte della notte in agitazione e alle 6,30 lo ha svegliato chiedendogli una sigaretta. L'uomo ha raggiunto a piedi il paese, ha acquistato le sigarette ed è rientrato, ma la sua ex compagna non respirava più. Inutili i tentativi di rianimare la donna da parte del 118, tempestivamente intervenuto a «Lu Baccinu».

Nel casolare sono arrivati anche i carabinieri al comando del maresciallo Alessandro Masala, comandante della stazione di Sorso; gli uomini della compagnia di Porto Torres, guidata dal capitano Mario Colicchio e gli specialisti del Reparto investigazioni scientifiche. I rilievi avrebbero escluso segni di violenza nella stanza.

Il sostituto procuratore Michele Incani ha disposto il trasferimento del cadavere nei locali dell'Istituto di Patologia forense, dove oggi sarà eseguita l'autopsia. .

Cristian Ottelli di 28 anni perde la vita in un incidente mortale


brescia 31 gennaio 2011.Incidente mortale ieri sulla strada tra Lavone e Pezzaze. Un incidente senza spiegazioni per dinamica e senza sicurezze nemmeno sull'ora, ma con una certezza: nell'uscita di strada ha perso la vita Cristian Ottelli di 28 anni, che con il fratello Angelo, di 14 anni, e la mamma Laura Balduchelli abitava in Vicolo Ponte a Pezzaze, a circa 300 metri dal luogo della disgrazia. Una famiglia già colpita: il papà Annibale era morto un paio d'anni fa subito dopo la pensione.
Sicuramente Cristian alla guida del suo Pajero stava scendendo da Pezzaze, sul tornante che precede l'innesto che da Lavone risale verso Pezzoro è andato inspiegabilmente diritto. Non ci sono segni di frenata solo le tracce delle gomme nella terra dopo l'asfalto. Da lì è precipitato in uno stretto canalino che porta sulla strada sottostante. La chiamata del 118 a Valtrompia Soccorso di Brozzo è arrivata alle 14 e 50: oltre all'autoambulanza è stato allertato l'elicottero atterrato alla ditta Olli Scavi.
Il corpo era finito sotto la parte posteriore del pesante automezzo.
Ottelli, forse incolume, è uscito dal finestrino e quando era intento a guardare cosa fare, il veicolo si è mosso: il referto parla di arresto cardiaco per schiacciamento probabilmente risalente ad un paio d'ore prima. Sul posto i carabinieri e i vigili del fuoco.

Autore:Edmondo Bertussi e Franco Mondini

Davide Goffi, operaio 24enne di Flero perde la vita in un incidente



Brescia 31 gennaio 2011.I segni di morte, di una giovinezza che si interrompe alle 6.40 di una fredda domenica mattina, sono sull'asfalto a Castelmella. Piegata la cuspide che separa lo svincolo per Castelmella dalla Quinzanese. Incidente che ha portato via Davide Goffi, operaio 24enne di Flero, morto al Civile due ore dopo il violento impatto avvenuto sotto il cavalcavia.
PER TERRA pezzi di un'auto, una Renault «Clio» andata disintegrata, pezzi di specchietto retrovisore, di paraurti. Sempre per terra i cd ascoltati da Davide e un paio di occhiali. Chi passa - e ieri mattina alle 9.30 non erano tanti - rallenta e chiede: «Ma è grave?». Il cronista risponde: «È morto un ragazzo di Flero». L'automobilista mormora «povero ragazzo» e prosegue. Una croce in più sull'asfalto.
Davide lascia nel dolore i genitori e un fratello. Da ieri pomeriggio la salma è stata ricomposta a casa, in via Maria Teresa di Calcutta a Flero. In tanti ieri sera si sono recati per una vista, come accade ancora nei paesi dove tutti ci si conosce.
La polizia stradale di Chiari, intervenuta per i rilievi, ha stabilito che la Clio stava procedendo verso casa, quando Goffi ha perso il controllo finendo contro la cuspide. Un impatto violentissimo.
L'allarme ha fatto interveire un'ambulanza del «118» e una squadra dei vigili del fuoco. Davide è stato estratto agonizzante dall'abitacolo informe.
IN CONDIZIONI disperate è giunto al Civile dove alle 8 i medici hanno constatato il decesso comunicandolo ai familiari che in lacrime attendevano notizie fuori da quella stanza dove i medici hanno tentato sino in ultimo il miracolo.
Una disattenzione, un colpo di sonno, una sbandata? In auto viaggiava da solo. Tutte ipotesi della polizia che non modificano la situazione. Resta il dramma di una famiglia che si è vista portar via un ragazzo di 24 anni. L'8 gennaio Davide aveva festeggiato gli anni. Da ieri non c'è più il suo sorriso.
A Flero Davide lascia in un dolore straziante la mamma Giuliana, papà Giuseppe e il fratello Nicola, di due anni più giovane di Davide.
La morte del giovane ha colpito vivamente la comunità di Flero, il nonno paterno di Davide, Roberto Savoldi, era lo storico barbiere del paese e la sua famiglia è molto conosciuta in paese. La famiglia Goffi si era trasferita da due anni nella nuova abitazione di via Madre Teresa di Calcutta, nel quartiere di recente costruzione ad est del paese. Lo stesso sindaco di Flero, Lorenzo Prandelli, esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia: «Sono molto colpito e addolorato per la scomparsa del giovane Davide. Come sindaco esprimo la mia vicinanza al padre, a mamma Giuliana, che lavora come collaboratrice alle nostre scuole materne, e al fratello Nicola, che è anche stato un mio alunno alle scuole elementari».
Autore:Franco Mondini

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INCIDENTE STRADALE: AUTO SULL'ALBERO, MORTI 3 RAGAZZI UN ITALIANO 25 ANNI E 2 MACEDONI 22 E 28 ANNI


ROMA 31 gennaio 2011- Tragedia sulle strade di Roma, la scorsa notte. Tre giovani di 22, 25 e 28 anni sono morti in un incidente, dopo che .la loro auto si è schiantata contro un albero. E' accaduto intorno all'una a Fonte Nuova: le salme delle tre vittime, un italiano 25enne e due suoi amici macedoni di 22 e 28 anni, sono state trasportate al Policlinico Gemelli per i controlli su eventuale uso di droga o alcol.
L'incidente è avvenuto al chilometro 19,800 di via Nomentana; l'auto, una Fiat Punto, era condotta dall'italiano e viaggiava in direzione Mentana. Per motivi non ancora accertati, ma probabilmente a causa dell'alta velocità, il conducente ha perso il controllo della vettura. Questa ha invaso la corsia opposta ed è finita contro un albero ad alto fusto sul bordo della strada. I tre giovani sono morti all'istante, l'auto è completamente distrutta.

domenica 30 gennaio 2011

Precipita dal quinto piano mentre cercava il gatto dei genitorROMA i


Era andato a casa dei genitori, che si trovano fuori Roma, a portare da mangiare al gatto il 34enne precipitato dal quinto piano di uno stabile di via dei Prati Fiscali. A quanto ricostruito dai carabinieri della stazione Nuovo Salario, intervenuti sul posto, il giovane si era appoggiato a una vetrata che divideva il balcone dei genitori da quello dei vicini per vedere se il gatto era andato nell’altra abitazione Il vetro però con il peso si è rotto e il 34enne, nato in Svizzera ma residente a Roma, è precipitato. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pertini è deceduto poco dopo.

Ad accorgersi dell'incidente sono stati i vicini di casa. La vittima abitava a circa un chilometro di distanza dalla casa dei genitori: la moglie stava aspettando che rientrasse. I genitori, proprietari del gatto, sono stati informati dell'accaduto e stanno facendo rientro a Roma. Il gatto è stato nel frattempo recuperato, e sta bene.

Muore Sonia B., ragazza di 29 anni investita da un’auto sul marciapiedi


MILANO 31 GENNAIO 2011Falciata mentre aspettava di attraversare la strada. E’ morta così Sonia B., ragazza di 29 anni investita da un’auto sul marciapiedi. All’arrivo dell’ambulanza la ragazza era già deceduta. L’incidente è avvenuto in viale Monte Ceneri, all’incrocio con via Monte Generoso, zona Nord-Ovest della città. Il conducente della Ford Ka che ha investito Sonia aveva perso il controllo del mezzo dopo un forte urto con un’altra macchina, una Subaru.

Dopo il botto, avvenuto in mezzo all’incrocio, la Ford ha sbandato, travolgendo un semaforo e investendo la giovane. Con lei c’era un ragazzo, che si è leggermente ferito alla mano e che ha rifiutato le cure mediche. Altre due persone, entrambe a bordo delle auto, hanno riportato contusioni lievi, ma nessuno è stato portato in ospedale. L’incidente sarebbe stato causato dal fatto che una delle due auto è passata con il rosso. Le versioni della dinamica dell'incidente fornite ai vigili dai conducenti, che insieme hanno aspettato l’arrivo dei soccorsi, sono in parte discordanti. La polizia locale ha sottoposto entrambi i guidatori all’alcoltest.

Riccardino Gaspari 48 enne muore schiacciato dallo spazzaneve


SAVONA, 30 GEN Un uomo di 48 anni, Riccardino Gaspari, originario di Bolzano, ma residente in via Pratorotondo alle Faie di Varazze, è morto schiacciato da uno spazzaneve. La tragedia si è consumata intorno all'ora di pranzo quando l'uomo stava pulendo la strada davanti alla sua abitazione con il mezzo.

I carabinieri hanno ricostruito la dinamica dell'incidente. Forse per una manovra errata il trattore con una gomma è finito fuori
strada e quindi è precipitato in una scarpata sottostante. Ribaltandosi il mezzo ha schiacciato l'uomo che è deceduto per i gravi traumi che si è procurato.

In zona, un luogo decisamente difficile da raggiungere, sono arrivate le ambulanze della Croce Rossa, i vigili del fuoco, l'automedica del 118, i carabinieri, mentre l'elicottero dei vigili del fuoco per la forte turbolenza è stato costretto a fare ritorno all'aeroporto Cristoforo Colombo.

Francesca Ricciardi, 21 anni non cè l ha fatta


SALERNO 31 gennaio 2011È bastato poco perchè la notizia del terribile incidente facesse il giro della città. Francesca Ricciardi, 21 anni, era infatti una ragazza allegra, sorridente e con un bel giro di amicizie. Una vita spezzata sull’asfalto reso viscido dalla pioggia. I suoi sogni infranti nello schianto mortale contro un albero mentre rincasava.

Francesca non era andata a ballare, come le ragazze della sua età, ma a lavorare. Era andata a mettere insieme un altro tassello del suo progetto che condivideva con il suo fidanzato Francesco. Studentessa di Economia e commercio all’Università di Fisciano, aveva tanti sogni nel nel cassetto e sperava di realizzarli tutti.

In particolare, negli ultimi tempi, si occupava del marketing e dell’organizzazione delle serate al Liquid Disco Club in via San Leonardo. Era da lì che stava rientrando. Da sola per evitare al fidanzato, anche lui stanco della serata, di fare il giro della città per riaccompagnarla a casa.

Sono tre di mattina, Francesca era a bordo dell’Alfa 147 del padre, quando in via Mauri, all’angolo con via Picenza, l’auto ha perso aderenza (forse anche a causa dell’asfalto bagnato), è sbandata e si è schiantata contro un albero. Per fortuna i conducenti di un’altra vettura si sono fermati e le hanno prestato soccorso chiamando il 118 e la centrale operativa della questura. I sanitari hanno tentato il tutto per tutto per salvarla, inutilmente: Francesca è deceduta in ambulanza durante la disperata corsa verso l’ospedale. Forse a causa delle lesioni interne o di un trauma cerebrale. Sarà ora il medico legale a stabilirlo.

I poliziotti della sezione Volanti (diretti dal vicequestore Rossana Trimarco) hanno invece lavorato tutta la notte per eseguire i rilievi e ora stanno cotnrollando carte e auto per capire cosa sia accaduto.

Francesca Brancaccio, residente in via Santissimi Martiri, era conosciuta da tutti. Aveva frequentato il liceo Tasso e ora era iscritta all’Università dove si era ben inserita e attivista di un movimento studentesco.

Si era trasferita da Sapri a Salerno da qualche anno, insieme alla madre che lavora in banca e al fratello. Il padre, invece, un ingegnere molto noto nel golfo di Policastro, era rimasto a Sapri per il suo lavoro andando a trovare la sua famiglia durante il fine settimana. Francesca non aveva mai interrotto i suoi rapporti con il golfo di Policastro: amava tornare spesso nel suo paese d’origine e continuava a mantenere contatti con i suoi amici d’infanzia. E non soltanto nel periodo estivo. Amava tornarci anche durante l’inverno e frequentare il Circolo Nautico locale di cui il padre è presidente.

Il lungo elenco dele vittime della strada aumenta. Ancora. E conferma anche un drammatico trend già indicato nei mesi scorsi dalla prefettura e dall’Aci: il numero degli incidenti è più alto sulle strade urbane che in quelle extraurbane.

Marco Corvisiero, è morto maestro di sci rimasto sotto una slavina per più di 3 ore


Genova 31 gennaio 2011.Marco Corvisiero, 30 anni, non ce l'ha fatta. Lo sciatore era rimasto sepolto sotto una slavina per più di tre ore. Corvisiero, maestro di sci di Santo Stefano D’Aveto molto conosciuto nella zona del chiavarese in provincia di Genova, stava facendo fuoripista nella zona del Prato delle Cipolle nei pressi del Monte Bue a Santo Stefano D’Aveto, nota stazione sciistica.
Era insieme a dalcuni amici e si trovavano in un canalone che porta da quaota 1770 a 1600 metri. Colpito da una valanga che si era staccata improvvisamente, era stato ritrovato dopo circa tre ore sotto a quasi tre metri di neve ed estratto vivo. Secondo una prima ricostruzione, la valanga, che aveva un fronte di circa 15 metri, ha sfiorato un gruppo di altri sciatori che si trovavano in compagnia del ferito. Sembra che la comitiva stesse sciando fuori pista. Sul posto operano uomini delle stazioni di Rapallo Genova e Spezia, oltre che di Piacenza e Borgo Taro (Parma).

Riccardino Gaspari, aveva 48 anni muore a causa di uno spazzaneve


SAVONA - Si chiamava Riccardino Gaspari, aveva 48 anni ed era originario di Bolzano, l'uomo morto schiacciato dal suo trattore in via Pratorotondo, sulle alture di Varazze, mentre ripuliva dalla neve una stradina davanti a casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Gaspari, verso l'ora di pranzo, stava pulendo la strada che porta verso la sua abitazione dalla neve caduta in abbondanza nella notte sulle alture della cittadina del levante savonese. All'improvviso una ruota del mezzo sarebbe finita fuori strada e quindi il trattore è precipitato in una scarpata sottostante. Ribaltandosi, il mezzo ha schiacciato Gaspari che è deceduto per i traumi. Inutile la macchina dei soccorsi che si era messa in moto poco dopo l'incidente e che ha visto impegnati la Croce Rossa, i vigili del fuoco e l'automedica del 118 di Savona Soccorso. Da Genova era anche decollato l'elicottero dei vigili del fuoco che è però dovuto rientrare per le forti turbolenze che ha incontrato nella zona dove si è verificato l'incidente. La salma è ora a disposizione della magistratura di Savona.

UN DISPERSO IN LIGURIA Una persona risulta dispersa a Santo Stefano d'Aveto (Genova), sotto una valanga che avrebbe interessato una delle montagne della valle d'Aveto. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco di Genova, i mezzi del 118 e del soccorso alpino. La slavina si sarebbe staccata nei pressi del rifugio di Monte Bue vicino alle piste della località sciistica ligure. Non è chiaro se il disperso sia uno sciatore o un escursionista. Stava probabilmente sciando fuori pista l'uomo rimasto sepolto da una valanga stamani a Santo Stefano d'Aveto. Lo riferisce il Soccorso alpino della Liguria spiegando che sul posto stanno lavorando uomini delle stazioni di Rapallo Genova e Spezia, oltre che di Piacenza e Borgo Taro (Parma). Sembra che lo sciatore non avesse con se l'arva, l apparecchio per essere localizzati sotto la neve. Un elicottero sta facendo la spola da Rapallo alla zona della valanga per portare uomini del soccorso alpino ma le condizioni meteo non sono buone.

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incidente mortale perde la vita Victor Boris Melendez Ayllon,18 anni nato a Lima ma residente a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese


BOLOGNA 30 gennaio 2011 - Scontro fatale per un diciottenne nel Bolognese. La vittima è un ragazzo di origine peruviana, Victor Boris Melendez Ayllon, nato a Lima ma residente a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese. Viaggiava su una Opel Corsa condotta da un amico, M.P.D., cittadino russo di 24 anni, residente a Bologna e rimasto ferito. Secondo la ricostruzione della polizia Municipale, i due percorrevano viale Berti Pichat, direzione Stalingrado. All'incrocio con via Ranzani, dopo un 'curvonè a sinistra, il conducente ha perso il controllo finendo sopra il marciapiede. L'utilitaria si è schiantata contro un palo dell'illuminazione pubblica e dopo l'urto si è capovolta in mezzo alla carreggiata. Il diciottenne è morto all'istante. Nello stesso tratto di strada, un incidente mortale dalla dinamica simile era avvenuto nell'aprile 2010: il ventottenne Mario Rimondi aveva perso il controllo del suo scooter, finendo contro il marciapiede.

I due Rapinatori Domenico Volpicelli 16 anni e Lello Topo 24 anni uccisi da vigilante, e figlio del carabiniere


NAPOLI - È stata ricostruita dagli investigatori la dinamica della rapina finita nel sangue questa sera Qualiano (Napoli). I due banditi, Lello Topo, 24 anni, di Villaricca e Domenico Volpicelli 16, di Giugliano, giunti in
via Palumbo a bordo di un motorino, si sono avvicinati alla guardia giurata che era in servizio davanti al supermercato.
I due - secondo la versione dei carabinieri - hanno disarmato il vigilante e si sono diretti alle casse. Al cassiere, un'altra guardia giurata, ma fuori servizio, hanno intimato di consegnare tutto il denaro.
L' uomo ha preso i soldi e li ha dati ai banditi sotto la minaccia delle armi: nel frattempo è giunto nel negozio un giovane carabiniere, anche egli fuori servizio, figlio del cassiere. A questo punto il cassiere ha impugnato la sua pistola ed ha fatto fuoco, colpendo Topo.
Il 16 enne ha tentato la fuga, dirigendosi verso l'uscita, impugnando la pistola e rivolgendola contro il carabiniere. È stato esploso un colpo, che ha ferito Domenico Volpicelli al torace. Il 16 enne è stramazzato a terra davanti all'ingresso del supermercato, dove è rimasto agonizzante fino all' arrivo dei soccorsi del 118, ma è morto prima del trasporto in ospedale.
Il supermercato affiliato alla Crai aveva aperto i battenti da pochi mesi in via Palumbo, una stradina periferica a poca distanza dalla Villa Comunale e dalla Guardia medica, che conduce dal centro di Qualiano - Comune di 30 mila abitanti dell' entroterra a nord di Napoli - alla Circumvallazione esterna.

Una strada velocissima da percorrere. È qui che stasera si è consumata la tragedia.

Alle 18.30 c' era ancora gente per strada quando si sono uditi in modo distinto i colpi di pistola. In tanti sono accorsi sul posto ed hanno visto il 16enne ancora agonizzante a terra, hanno cercato di rianimarlo insieme al personale del 118 sopraggiunto, ma non c' è stato nulla da fare.

Centinaia di persone, sopratutto giovanissimi, fino a tarda sera hanno guardato oltre le transenne gli uomini delle forze dell'ordine che eseguivano i rilievi. Tra loro anche i parenti delle vittime, in preda allo sgomento. Il 24 enne aveva un figlio di un anno. Il 16 enne, a terra, mostra molto di più della sua età.

Lungo la strada sono stati portati a termine in passato altri colpi. A Qualiano dicono che a metterli a segno è sempre «gente che viene da fuori», persone disposte a tutto per racimolare poche centinaia di euro con una pistola in pugno. La sicurezza qui è un tema molto sentito, un' emergenza che viene avvertita sulla pelle di tutti i cittadini dell' hinterland, anche nel vicino Comune di Giugliano, che con i suoi 120 mila abitanti è il capofila.

Per lunedì mattina il prefetto di Napoli Andrea De Martino aveva indetto in trasferta una riunione del Comitato per l' ordine e la sicurezza pubblica. Un vertice già fissato, che anche alla luce di quest' ultimo evento avrà come tema il rafforzamento dei controlli soprattutto nella sere del week-end. In via Palumbo sostano gruppi di giovani in lacrime, che però non vogliono parlare. Sono gli amici dei due rapinatori uccisi. In maniera sbrigativa allontanano i giornalisti: «lasciateci stare, non è il momento di parlare».

«Era un figlio di mamma», dice una donna, con un'espressione tipicamente napoletana, guardando a terra il copro del 16 enne, mentre gli investigatori portano a termine i rilievi. Intanto a poche centinaia di metri decine di ragazzini nonostante il freddo continuano a scorrazzare sui motorini.
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UNA FUGA DI MONOSSIDO Maria Sarno 53 anni originaria di Napoli perde la vita nela sua casa ad Imola


IMOLA 30 gennaio 2011 - Una donna di 53 anni originaria di Napoli, Maria Sarno, è morta la scorsa notte a Imola per le esalazioni di monossido di carbonio emesse da un generatore di calore. È accaduto nella
sua abitazione in via Emilia, nel pieno centro storico, dove la donna, collaboratrice familiare, viveva con un magrebino. Sarebbe stato proprio quest'ultimo, rientrando a casa poco prima delle 4 assieme ad un amico, a trovare la donna senza vita. Inutile l'intervento dei sanitari del 118. I carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti, sequestrando anche il generatore di calore, che funzionava con liquido combustibile.

sabato 29 gennaio 2011

Ragazzo di 16 anni Domenico Volpicelli ucciso durante una rapina da guardia giurata


NAPOLI 29 gennaio 2011 Il supermercato affiliato alla Crai aveva aperto i battenti da pochi mesi in via Palumbo, una stradina periferica a poca distanza dalla Villa Comunale e dalla Guardia medica, che conduce dal centro di Qualiano - Comune

di 30 mila abitanti dell' entroterra a nord di Napoli - alla Circumvallazione esterna. Una strada velocissima da percorrere. È qui che stasera si è consumata una rapina finita nel peggiore dei modi. Due i morti. Uno è un ragazzo di 16 anni, rimasto a lungo agonizzante a terra. L' altro un 24 enne incensurato. I due banditi sono stati colpiti da una guardia giurata e da una carabinieri, padre e figlio, entrambi fuori servizio, che si trovavano nel supermercato assaltato, ed hanno reagito aprendo il fuoco. Alle 18.30 c' era ancora gente per strada quando si sono uditi in modo distinto i colpi di pistola. In tanti sono accorsi sul posto ed hanno visto il 16enne ancora agonizzante a terra, hanno cercato di rianimarlo insieme al personale del 118 sopraggiunto, ma non c' è stato nulla da fare. Centinaia di persone, sopratutto giovanissimi, fino a tarda sera hanno guardato oltre le transenne gli uomini delle forze dell' ordine che eseguivano i rilievi. Tra loro anche i parenti delle vittime, in preda alla sgomento. Il 24 enne aveva un figlio di un anno. Il 16 enne, a terra, mostra molto di più della sua età. Lungo la strada sono stati portati a termine in passato altri colpi. A Qualiano dicono che a metterli a segno è sempre «gente che viene da fuori», persone disposte a tutto per racimolare poche centinaia di euro con una pistola in pugno. La sicurezza qui è un tema molto sentito, un' emergenza che viene avvertita sulla pelle di tutti i cittadini dell' hinterland, anche nel vicino Comune di Giugliano, che con i suoi 120 mila abitanti è il capofila. Per lunedì mattina il prefetto di Napoli Andrea De Martino aveva indetto in trasferta una riunione del Comitato per l' ordine e la sicurezza pubblica. Un vertice già fissato, che anche alla luce di quest' ultimo evento avrà come tema il rafforzamento dei controlli soprattutto nella sere del week-end. In via Palumbo sostano gruppi di giovani in lacrime, che però non vogliono parlare. Sono gli amici dei due rapinatori uccisi. In maniera sbrigativa allontanano i giornalisti: «lasciateci stare, non è il momento di parlare». «Era un figlio di mamma», dice una donna, con un' espressione tipicamente napoletana, guardando a terra il copro del 16 enne, mentre gli investigatori portano a termine i rilievi. Intanto a poche centinaia di metri decine di ragazzini nonostante il freddo continuano a scorazzare sui motorini.
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In moto contro un'auto: Matteo Zecchinato 50anni muore nello scontro su un cavalcavia


PADOVA 29 gennaio 2011- Un cinquantenne di Padova, Matteo Zecchinato, è morto in un incidente stradale avvenuto questa notte nella città euganea. L'uomo era in sella a una moto che si è scontrata con un'automobile.
Matteo Zecchinato, che abitava con il figlio Paolo in via Bertacchi, era uscito da un'osteria di via Vicenza, l'osteria Barabba, verso le 2 di notte. A poche centinaia di metri, sul cavalcavia di Chiesanuova, mentre era diretto verso Sarmeola, ha perso il controllo della sua Aprilia 750 ed è finito contro la Ford Fusion di un 23enne veneziano.

incidente stradale:ANZIANI CONIUGI MORTI A ROMA


ROMA 29 gennaio 2011 Incidente mortale per una coppia di anziani a Roma, nel quartiere Finocchio. I due romani, di 83 e 79 anni, erano a bordo di una Fiato Punto bianca in via Prataporci (direzione via Casilina) che ha sbandato, forse a causa di un malore del conducente che ha perso il controllo dell'auto. L'auto ha invaso la corsia opposta finendo di traverso e si è scontrata con una Ford Ka, sulla quale viaggiava una giovane di 28 anni, rimasta ferita e portata all'ospedale di Frascati in codice giallo. L'episodio è avvenuto intorno alle 15.45 e sul posto sono intervenuti gli agenti municipali del VIII gruppo. A testimoniare ai vigili la dinamica dell'incidente è stato un automobilista che seguiva la Ford Ka e ha assistito allo scontro .

Giovanni Sciscio l ultimo saluto


BRINDISI 29 gennaio 2011Le mani callose dei cacciatori hanno iniziato a battere nel preciso istante in cui il feretro di Giovanni Sciscio ha raggiunto il piazzale antistante la chiesa del rione “Perrino“. Rigorosamente a passo d’uomo. Non sarebbe potuto essere diversamente considerata la presenza di centinaia di brindisini accorsi per l’estremo saluto al 58enne direttore dell’Energeko morto dopo un drammatico incidente di caccia. In centinaia sono rimasti all’esterno, sotto la pioggia, mentre nella chiesa si svolgeva la funzione religiosa celebrata da don Rocco Ivone. Un rito intenso svoltosi nel silenzio più assoluto. Un’atmosfera surreale in cui c’è stato tempo per ascoltare le letture, la riflessione dle parroco e, al tempo stessos, pensare al vuoto lasciato da Giovanni. Nel momento stesso in cui quei maledetti pallini (partiti per sbaglio dal fucile del compagno di caccia) hanno raggiunto Sciscio alla schiena, (spappolandogli il fegato e una porzione di polmone) è cambiato tutto.
E’ cambiata la quotidianità di tantissime persone che avevano imparato ad apprezzare il carattere e l’estrema disponibilità dell’uomo, del professionista e del politico. E cambierà anche l’assetto di vita di Tommaso Fischetto, il pupillo che Giovanni Sciscio aveva scelto per le sue passaggiate tra i boschi. Colui a cui aveva trasferito la passione e i segreti per la caccia. Tommaso con tutta, ma proprio tutta, la sua famiglia ha partecipato ai funerali. E il calore della folla ha consolato anche lui. E ha compreso di essere amato. Nessuno mai gli farà pesare l’accaduto.

Giorgio Lorusso giovane vigilante muore in un incidente


BRINDISI (29 gennaio 2011) -Uno schianto spaventoso, una giovane vita spezzata. Giorgio Lorusso, cegliese di 36 anni, responsabile dell’istituto di vigilanza Sveviapol, è morto sul colpo dopo essersi scontrato con un furgoncino. L’incidente, forse provocato da alcune chiazze di gasolio sull’asfalto, è avvenuto ieri alle 14 e 25 sulla provinciale 26 che collega Francavilla Fontana a Ceglie Ancora una tragedia della strada nel Brindisino. A perdere la vita è un giovane vigilante della Sveviapol: si tratta del cegliese Giorgio Lorusso. L'incidente si è verificato sulla Ceglie-Francavilla. Coinvolte altre due auto. Ancora in corso di accertamento la dinamica, ma potrebbero aver contribuito alla carambola l'asfalto viscido e la pioggia.Stando a una prima sommaria ricostruzione della dinamica formulata dalla Polstrada, Giorgio Lorusso, alla guida della sua Bmw 320, procedeva in direzione di Francavilla e, al termine di un rettilineo a circa 4 chilometri da Ceglie, avrebbe perso il controllo dell’auto forse a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia e dal gasolio, proveniente probabilmente dalla perdita di un automezzo transitato precedentemente.

La Bmw sarebbe andata in testacoda alcune volte prima di schiantarsi contro il furgone condotto da Giovanni Adone, 50enne di Putignano, tecnico di macchine industriali, che viaggiava in senso opposto. L’impatto è stato tremendo. La Bmw, in seguito all’urto, è rimasta sventrata sul lato destro: le lamiere si sono ripiegate all’interno trasformando l’abitacolo in una trappola mortale. E a poco è servito lo scoppio dell’airbag. Il giovane cegliese è deceduto poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate.

Angelo Ferraro 43 anni non cè l ha fatta


BRINDISI (29 gennaio) - Non ce l'ha fatta Angelo Ferraro, il 43enne mesagnese coinvolto ieri nel grave incidente stradale verificatosi a Mesagne. Dopo il ricovero all'ospedale Perrino di Brindisi, l'uomo ha smesso di vivere in mattinata Già ieri le condizioni del ferito erano apparse immediatamente gravi. Erano circa le ore 16,45 di ieri pomeriggio quando la sua Kia Picanto, percorreva la provinciale che da Torre Santa Susanna conduce a Mesagne. L'auto, giunta a circa cinquecento metri dall'ingresso di Mesagne, nei pressi di un opificio dismesso, per cause ancora in fase di accertamento da parte dei vigili, è uscita fuoristrada ribaltandosi più volte nel terreno adiacente. L'uomo è rimasto immobilizzato all'interno dell'abitacolo. Ferito in maniera grave ma vigile.

Gilberto Ferri, noto imprenditore pescarese, è deceduto


PESCARA 29 GENNAIO 2011 Gilberto Ferri, noto imprenditore pescarese, è deceduto ieri sera, a Pescara. Ricoverato nel reparto di Geriatria dell'ospedale civile, e' deceduto a seguito di una crisi respiratoria. Il 17 febbraio avrebbe compiuto 91 anni.
Laureato in Giurisprudenza all'università di Bologna, imprenditore tra i piu' noti del capoluogo adriatico, era presidente dell'omonimo gruppo, società leader nel centro italia per la distribuzione e vendita di materiale elettrico, elettrodomestici ed articoli per la casa.
Il padre, Ferdinando Ferri aveva concepito quella che e' stata probabilmente la prima centrale idroelettrica in Abruzzo, e Gilberto, 23 enne, era entrato nell'attività di famiglia: nel 1960 era stata costruita la centrale idroelettrica SEA di 2.800 KV, con una produzione media annua di 4 milioni di Kwh.
Continuando sempre a lavorare nel settore dell'energia, sei anni più tardi era stato inaugurato lo stabilimento Ferco per la costruzione di trasformatori e quadri elettrici.
Ex presidente della Camera di Commercio, dal 1979 al 1997, era stato anche presidente della Banca Popolare di Teramo e Città S. Angelo, consigliere della sede di Pescara della Banca d’Italia e fondatore del primo Consorzio fidi in Abruzzo.
Impegnato costantemente nel settore energetico, nel cui sviluppo credeva fermamente, era stato Presidente del Comitato nazionale per l’innovazione tecnologica all’Unioncamere.
Padre del Marina di Pescara, lascia in dono alla sua città il porto turistico e l'interporto.
Nel 2007 era stato nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente Giorgio Napolitano.
Lascia la moglie Elena, le figlie Simonetta e Roberta, e gli adorati nipoti.

Michele Misseri affida ancora una volta a una lettera le sue verità sull'omicidio di Sarah Scazzi


AVETRANA Michele Misseri affida ancora una volta a una lettera le sue verità sull'omicidio di Sarah Scazzi. In una missiva datata 16 gennaio che News Mediaset è in grado di anticipare integralmente l'uomo ammette: "Mi devo sfogare perché adesso sono cosciente - scrive alla figlia Sabrina - prima non capivo niente''. Questo uno dei passaggi chiave della lettera dove il contadino sottolinea di voler essere ascoltato nuovamente dai magistrati e fa intendere di aver accusato sua figlia Sabrina ingiustamente.

Michele racconta a Sabrina come trascorre la propria giornata in carcere, che - dice - "sembra non passare mai", e chiede alla secondogenita di scrivere a sua sorella Valentina, come fa lui, per tenere ancora legata la famiglia.

I legali di Sabrina (gli avvocati Franco Coppi, Emilia Velletri e Vito Russo) hanno consigliato alla loro assistita di non rispondere alle lettere del padre. Sul fronte dell'inchiesta, si attendono le decisioni del Tribunale sulla nuova istanza di scarcerazione avanzata dai difensori di Sabrina e del gip sulla richiesta di incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni di Michele Misseri in relazione alle due lettere scritte alle figlie alla vigilia di Natale.

Ecco alcuni passaggi della lettera (che riportiamo letteralmente):

- "...così scrivo io tanto per passare la giornata seno non pasa mai così il tempo pasa più in freta così un po lego e un po veto la tivù"....

- "...spero che anche tu fai la stesa cosa".

- "..io aspeto una lettera di Valentina..."... "..quando ti o scrito atte la lettera o scrito pure a Valentina tulai ricevuta perche io lovista che lano portata i tuoi avvocati e sono rimasto contento".

"...io sto aspetando che i giudici mi interocherano di nuovo che midevo sfogare perchè a deso sono conscente perche prima non capivo niente".

La Corte d'assise d'Appello di Trieste ha condannato a 30 anni El Ketaoui Dafanipadre della diciottenne Sanaa


PORDENONE 29 gennaio 2011 La Corte d'assise d'Appello di Trieste ha condannato a 30 anni El Ketaoui Dafani, padre della diciottenne Sanaa, uccisa il 15 settembre 2009 a Montereale (Pordenone) perché era andata a convivere con un uomo italiano. Il collegio giudicante ha accolto la richiesta del Procuratore Generale, ha accolto la richiesta del Procuratore Generale, che aveva chiesto la riduzione di pena. In primo grado, l'uomo era stato condannato all'ergastolo.

Nando Ugoccioni, 87 anni, deportato da ragazzo in un campo nazista, se ne è andatoproprio nel Giorno della memoria, nel corso di un incontro


URBINO 29 gennaio 2011Stava raccontando ad una platea di studenti di Urbino i giorni bui della sua deportazione nella Germania nazista, e le tante volte in cui la morte l'aveva sfiorato. Improvvisamente si è accasciato sul tavolo ed morto. Nando Ugoccioni, 87 anni, deportato da ragazzo in un campo nazista, se ne è andato ieri sera, proprio nel Giorno della memoria, nel corso di un incontro organizzato dagli studenti universitari di Urbino. La città dove viveva e dove era molto conosciuto, come ex segretario comunale e animatore sportivo. Ugoccioni era stato invitato a parlare nel Collegio Tridente dalle associazioni studentesche Pantarei e FuoriKorso Urbino.

Dopo la proiezione di alcuni video e una lettura di poesie, aveva raccontato di getto, e in maniera dettagliata, i suoi ricordi drammatici. Verso le 23, quasi alla fine del suo discorso, si è sentito male ed è spirato davanti agli studenti. Inutili il massaggio cardiaco e una respirazione forzata praticatigli da un'equipe del 118. La testimonianza di Ugoccioni aveva molto toccato l'uditorio. Nel 1942, militare a Bologna nel Genio Ferrovieri, Ugoccioni fu catturato dalle milizie naziste e caricato su un treno diretto al campo di Stettino, all'epoca in Germania. Per tre anni aveva lavorato quasi come uno schiavo in una fabbrica siderurgica. Solo nell'aprile del 1945 era potuto tornare a casa. Da poco tempo l'anziano aveva ricevuto la medaglia d'onore del presidente della Repubblica per gli ex internati, e un premio della Provincia di Pesaro Urbino.

Victor Boris Melendez Ayllon, nato a Lima ma residente a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese moprto in un incidente stradale


BOLOGNA 29 gennaio 2011La vittima è un diciottenne (non ventenne come invece scritto in precedenza) di origine peruviana, Victor Boris Melendez Ayllon, nato a Lima ma residente a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese. Viaggiava su una Opel Corsa condotta da un amico, M.P.D., cittadino russo di 24 anni, residente a Bologna e rimasto ferito. Secondo la ricostruzione della polizia Municipale, i due percorrevano viale Berti Pichat, direzione Stalingrado. All'incrocio con via Ranzani, dopo un 'curvonè a sinistra, il conducente ha perso il controllo finendo sopra il marciapiede. L'utilitaria si è schiantata contro un palo dell'illuminazione pubblica e dopo l'urto si è capovolta in mezzo alla carreggiata. Il diciottenne è morto all'istante. Nello stesso tratto di strada, un incidente mortale dalla dinamica simile era avvenuto nell'aprile 2010: il ventottenne Mario Rimondi aveva perso il controllo del suo scooter, finendo contro il marciapiede.

Un ragazzo di 20 anni è morto e uno di 24 è rimasto ferito in un incidente avvenuto la scorsa notte, intorno all'una, a Bologna. Stando alle prime informazioni, i due ragazzi viaggiavano su una vettura che, arrivata all'altezza di piazza di Porta Mascarella all'incrocio con viale Berti Pichat, per motivi ancora in corso di accertamento, si è ribaltata capottandosi. Per liberare uno dei due ragazzi, rimasto incastrato, sono interventi, oltre al 118, anche i vigili del fuoco. Il giovane rimasto ferito è stato trasportato all'ospedale Maggiore in condizioni giudicate dai medici di media gravità. I rilievi sulla dinamica dell'impatto sono stati compiuti dai carabinieri.

Massimiliano Pepi, arrestato per l'uccisione del pensionato Sebastiano Bellofiore


SIRACUSA 29 gennaio 2011Un pensionato di 80 anni, Sebastiano Bellofiore, è stato ucciso la notte scorsa nella sua abitazione a Francofonte, in provincia di Siracusa. L'anziano è stato massacrato a coltellate: il cadavere è stato trovato con la gola sgozzata e con un braccio amputato. I carabinieri hanno fermato il presunto omicida, Massimiliano Pepe, di 36 anni. Secondo gli investigatori il delitto sarebbe stato originato da motivi passionali: la vittima avrebbe fatto delle avance alla sua badante, convivente di Pepe. I particolari dell'indagine saranno illustrati in una conferenza stampa, alle 10.30, presso il comando provinciale dei carabinieri di Siracusa "FUMAVO E LO GUARDAVO MORIRE" Massimiliano Pepi, arrestato per l'uccisione ieri sera del pensionato Sebastiano Bellofiore, ha subito confessato ai carabinieri il delitto. Avrebbe raccontato con estrema lucidità agli investigatori di essere andato a trovare la vittima con cui è cominciato il litigio perchè l'anziano avrebbe insidiato la sua donna. Pepi avrebbe preso un coltello da macellaio con la lama lunga 40 centimetri, che si trovava in cucina, e avrebbe accoltellato il pensionato, tagliandogli la gola, amputandogli mani e piedi, colpendolo all'addome e ai genitali. Poi Pepi si sarebbe seduto a fumare una sigaretta, aspettando la morte della vittima. I vicini hanno dato l'allarme vedendo il sangue fuoriuscire dalla porta del'abitazione dell'anziano, al piano terra di via Custoza a Francofonte (Sr).


Un ragazzo di 20 anni Nicolò Bertoldo è morto e uno di 24 è rimasto ferito in un incidente avvenuto la scorsa notte a Bologna


BOLOGNA - Un ragazzo di 20 anni Nicolò Bertoldo è morto e uno di 24 è rimasto ferito in un incidente avvenuto la scorsa notte, intorno all'una, a Bologna. Stando alle prime informazioni, i due ragazzi viaggiavano su una vettura che, arrivata all'altezza di piazza di Porta Mascarella all'incrocio con viale Berti Pichat, per motivi ancora in corso di accertamento, si è ribaltata capottandosi. Per liberare uno dei due ragazzi, rimasto incastrato, sono interventi, oltre al 118, anche i vigili del fuoco. Il giovane rimasto ferito è stato trasportato all'ospedale Maggiore in condizioni giudicate dai medici di media gravità. I rilievi sulla dinamica dell'impatto sono stati compiuti dai carabinieri.
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Un ragazzo di 20 anni è morto e uno di 24 è rimasto ferito a bologna


BOLOGNA - Un ragazzo di 20 anni è morto e uno di 24 è rimasto ferito in un incidente avvenuto la scorsa notte, intorno all'una, a Bologna. Stando alle prime informazioni, i due ragazzi viaggiavano su una vettura che, arrivata all'altezza di piazza di Porta Mascarella all'incrocio con viale Berti Pichat, per motivi ancora in corso di accertamento, si è ribaltata capottandosi. Per liberare uno dei due ragazzi, rimasto incastrato, sono interventi, oltre al 118, anche i vigili del fuoco. Il giovane rimasto ferito è stato trasportato all'ospedale Maggiore in condizioni giudicate dai medici di media gravità. I rilievi sulla dinamica dell'impatto sono stati compiuti dai carabinieri.

venerdì 28 gennaio 2011

Un costone roccioso non ha retto Salvatore Cordaro quarantunenne di Trecastagni muore


Trecastagni 28 gennaio 2011 Un costone roccioso non ha retto, probabilmente sotto la pressione dell'abbondante pioggia, e ha schiacciato, uccidendolo, un operaio che manovrava un escavatore. Salvatore Cordaro quarantunenne di Trecastagni muore così, sotto i massi staccatosi da una parete rocciosa sulla quale stava lavorando.
Il drammatico incidente sul lavoro è avvenuto ieri mattina, in una cava per l'estrazione della pietra lavica, in contrada Nocilla in territorio nicolosita nella strada che s'inerpica verso l'Etna. Alla base del tragico incidente c'è il distacco di un'ampia porzione di roccia, a causa dell'infiltrazione di acqua meteorica dovuta alle cattive condizioni Il drammatico incidente sul lavoro è avvenuto ieri mattina, in una cava per l'estrazione della pietra lavica, in contrada Nocilla in territorio nicolosita nella strada che s'inerpica verso l'Etna. Alla base del tragico incidente c'è il distacco di un'ampia porzione di roccia, a causa dell'infiltrazione di acqua meteorica dovuta alle cattive condizioni climatiche, secondo l'ipotesi più accreditata. Quasi del tutto scartata, invece è l'ipotesi attribuibile ad un momento di distrazione dell'operaio, ormai esperto nella guida dell'escavatore da quasi tre anni.
Cordaro molto probabilmente stava spostando un blocco di pietra per trasportarlo nell'impianto di frantumazione quando viene travolto e ucciso dal peso dei massi crollati. Per estrarre il corpo dall'abitacolo del mezzo sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Catania. L'arrivo dell'ambulanza del 118 è stato vano, per il povero operaio non c'è stato scampo, quasi certamente è morto sul colpo gravato dai macigni di pietra lavica. La ditta presso la quale Cordaro, lavorava si occupa dell'estrazione di sabbia e pietre laviche, e lui, come ogni mattina stava svolgendo il suo lavoro, come ribadisce anche il proprietario della cava Giuseppe La Rosa.
La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta coordinata dal magistrato Renato Papa. Le indagini sul caso sono svolte dai carabinieri della Compagnia di Paternò e dai colleghi del nucleo Ispettorato del lavoro, per appurare se tutte le norme di sicurezza siano state scrupolosamente osservate.
Sposato e padre di due figli, Salvatore Cordaro lascia un vuoto immane non soltanto nella sua inconsolabile famiglia, ma anche fra i colleghi chiusi in un doloroso silenzio, e nell'intera comunità trecastagnese stretta ai suoi cari.
Il tragico novero delle morti bianche, dunque, aumenta in Sicilia, che lo scorso anno ha contato undici vittime, assestandosi al quarto posto fra le regioni italiane.
Ancora una "morte bianca" nel mondo del lavoro catanese, che come le altre rischia di restare soffocata da un assordante e criminale silenzio. Cgil, Cisl e Uil - affermano in una nota - ammainano in segno di lutto le proprie bandiere per ricordare Salvatore Cordaro. Per i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Angelo Villari, Alfio Giulio e Angelo Mattone, "la morte di Salvatore Cordaro rilancia la denuncia delle nostre organizzazioni sindacali sull'imbarbarimento delle condizioni di lavoro, per questo ribadiamo l'appello agli organi di controllo perché facciano il loro dovere". "Chiediamo interventi efficaci di prevenzione - affermano Villari, Giulio e Mattone - specialmente in imprese a rischio quali certamente erano la cava di Nicolosi e la fabbrica di fuochi pirotecnici a Santa Venerina, ora sotto sequestro dopo le recenti tragedie". "Questi, purtroppo, sono episodi - concludono i tre segretari sindacali - che non fanno sufficientemente rumore. Ecco perché, riprendendo una proposta già lanciata negli anni passati, chiediamo alle istituzioni politiche una giornata catanese dedicata alle morti bianche e agli incidenti sul lavoro, perchè il fenomeno possa acquistare la necessaria centralità nell'opinione pubblica, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, e si riesca finalmente a uscire da questo assordante e criminale silenzio".

E’ morto Massimo Amato un operaio edile di 36 anni.


Bologna 27 gennaio 2011 E’ morto Massimo Amato un operaio edile di 36 anni. Massimo Amato di Aversa (Caserta), è l’enensima vittima meridonale che muore nei cantieri del nord, Massimo è morto all’ospedale Maggiore di Bologna, dov’era giunto in elisoccorso dopo essere caduto dall’impalcatura di un cantiere a Imola, cadendo da una una ventina di metri d’altezza.. Lascia la moglie e due figli piccoli .Lavorava per un’azienda subapaltatrice della Coop Cesi, impegnata nella costruzione di una grossa struttura immobiliare all’interno della sede di un’ altra azienda, la Sacmi. L’intero cantiere, dopo l’intervento della Medicina del Lavoro, è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Bologna., Daniele Manca sindaco di Imola, ha espresso ”le condoglianze dell’intera città alla famiglia”, convinto che serva ”un ulteriore sforzo, per un impegno comune tra lavoro ed impresa” per evitare che il lavoro, un diritto, non si tramuti ancora ”in tragedia

Claudia Spinuso è l’ennesima vittima della SS115


SCIACCA (Agrigento)28 GENNAIO 2011Si chiamava Claudia Spinuso ed è l’ennesima vittima della SS115. La donna aveva 48 anni ed era di Menfi,la città che proprio pochi giorni fa aveva perso in un incidente avvenuto nello stesso tratto il giovane Salvatore Taffari.

Il tragico incidente è avvenuto stamattina alle 8:30. La donna viaggiava in una Nissan Micra in direzione Ribera
quando ha avuto uno scontro frontale con un’altra auto, una ford fiesta guidata dalla saccense Maria Patrizia Friscia, che adesso si trova ricoverata presso il nosocomio saccense. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio delle forze dell’ordine.

Claudia Spinuso, 48 anni muore in un Incidente mortale nell'Agrigentino


AGRIGENTO 28 GENNAIO 2011 Incidente mortale stamattina sulla strada statale 115 in località San Giorgio tra Sciacca e Ribera, nell'Agrigentino.
La vittima è una donna, Claudia Spinuso, 48 anni.
Ferita anche la donna che viaggiava con lei Maria Patrizia Friscia, 38 anni. Le due donne erano a bordo di una Nissa "Micra" che. per cause in corso di accertamento da parte della polizia stradale. si è scontrata con un'altra auto che proveniva in senso contrario. Sul posto sono immediatamente giunti i soccorsi.
Per la Spinuso non c'e' stato nulla da fare mentre la Friscia è stata trasportata con un mezzo del 118 all'ospedale di Sciacca, dove è stata ricoverata.

Celestina Bolis, 80 anni È morta dopo essere stata travolta


È morta dopo essere stata travolta mentre stava tornando a casa e stava camminando sul marciapiede. Terribile incidente a Calusco d'Adda nella mattinata di venerdì 28 gennaio: Celestina Bolis, 80 anni, è stata ricoverata in gravissime condizioni ai Riuniti di Bergamo ed è morta poche ore dopo a causa dei gravi traumi riportati nello schianto.
Tutto è successo in pochi secondi: intorno alle 9.30 l'anziana stava camminando sul marciapiede per raggiungere la sua abitazione dopo aver seguito la Messa nella chiesa parrocchiale del paese. A circa venti metri da casa sua, in via Marconi, è stata investita da una Y10. Lo schianto all'altezza del civico 900: al volante una donna che aveva con sè anche un bambino piccolo. Ancora non chiara la dinamica dell'incidente, pare che l'automobilista abbia perso il controllo della sua macchina, sbandando e finendo prima sulla corsia opposta e poi sul marciapiede.
Qui il violento impatto con Celestina Bolis che è caduta a terra con gravissime ferite. A soccorrerla per primo il figlio che abita nell'appartamento sopra quello dell'anziana, vedova da diversi anni. Il forte schianto ha richiamato l'attenzione di molti residenti di via Marconi e tra questi anche il figlio è accorso per aiutare la madre. Trasportata d'urgenza in ambulanza ai Riuniti di Bergamo, è stata ricoverata in prognosi riservata: le sue condizioni, subito apparse gravissime, sono peggiorate e Celestina Bolis è morta poche ore dopo il ricovero a causa dei traumi riportati nello schianto. Illesi l'automobilista e il bambino. (fonte eco di bergamo)

Il giovane, a bordo di una Mercedes,che ha tamponato,è mortoall'altezza di Tor Cervara


ROMA 28 GENNAIO 2011 Un giovane di 22 anni ha perso la vita questa mattina in un incidente stradale avvenuto questa mattina all'alba sul "tronchetto di penetrazione urbana" che dall'A24 porta a Roma.

L'incidente è avvenuto all'altezza di Tor Cervara. Secondo quanto verificato dagli agenti della stradale intervenuti sul posto, il 22enne procedeva con la sua mercedes fuori città, quando all'altezza di Tor Cervara ha tamponato un autocarro.

I motivi che hanno portato al tamponamento sono ancora tutti da accertare. Per il giovane non c'è stato nulla da fare: il decesso è sopraggiunto all'istante.

Auro Malinconici, di Bastia Umbra, di 59 anni. Il corpo, trovato tra i rottami dell'aereo


PERUGIA 28 GENNAIO 2011 E' stata recuperata la salma del pilota del piccolo aereo da turismo precipitato in una zona montuosa e molto impervia al confine tra Umbria e Marche. Si si tratta - ma il riconoscimento ufficiale non e' ancora avvenuto - di Auro Malinconici, di Bastia Umbra, di 59 anni. Il corpo, trovato tra i rottami dell'aereo, sul monte di Bastia Umbra, di 59 anni. Il corpo, trovato tra i rottami dell'aereo, sul monte Foria, è stato trasportato con un elicottero del corpo forestale dello stato all'obitorio dell'ospedale comprensoriale di Branca. Il pilota era l'unica persona a bordo del Cessna precipitato. La zona dove è avvenuto l'incidente, coperta da oltre mezzo metro di neve, è stata raggiunta a piedi dalla maggior parte dei soccorritori.

E' morto Nolli, fondatore del Lab80


BERGAMO28 GENNAIO 2011 Era uno dei personaggi più noti della cultura locale. E’ morto ieri mentre si trovava nella Banca di credito cooperativo di via Partigiani, a Bergamo, Piercarlo Lolli, grande appassionato di cinema e fondatore del Lab80.

Ha accusato un malore improvviso e si è accasciato a terra. Inutile la corsa dei soccorritori del 118. Il decesso, stando ai primi accertamenti, è stato attribuito a un arresto cardiocircolatorio.

Piercarlo Nolli aveva 72 anni, buona parte dei quali dedicati al cinema e alla cultura. Fu segretario di redazione della Rivista Cineforum e negli anni ‘60 e ‘70 organizzò dibattiti con Pier Paolo Pasolini e Marco Ferreri. Nel 1983 fu tra i fondatori di Bergamo Film Meeting e inventò Esterno Notte.

Giovanni Tomasoni, è morto mentre stava potando alcune piante al ciglio di una strada.


BERGAMO, 27 GENNAIO 2011 Un operaio bergamasco di 53 anni e' morto oggi mentre stava potando alcune piante al ciglio di una strada. La tragedia si e' consumata a Fara Gera d'Adda, nella Bassa Bergamasca. Giovanni Tomasoni, è morto mentre stava potando alcune piante al ciglio di una strada.

Dalla prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri, pare che l’operaio sia rimasto vittima della sfortuna. L’uomo stava tagliando un albero in via Crespi, ai margini di un terreno coltivato della sua azienda agricola. L’albero, cadendo, ha urtato una pianta vicina e, facendo leva, è rimbalzato verso l’alto, colpendo l’uomo al viso.

Pesantissimo il trauma subito che non gli ha lasciato scampo. L’uomo ha subito un letale schiacciamento ed è morto sul colpo.

Sul posto per i rilievi del caso anche il personale dell’Asl.

Gabriele Saiu, di 55 anni, trovato cadavere con il cranio fracassato


CAGLIARI28 ngennaio 2011 Il giallo sulla morte del disoccupato di Villacidro, Gabriele Saiu, di 55 anni, trovato cadavere ieri pomeriggio all'interno della sua abitazione con il cranio fracassato, rimane ancora irrisolto. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Villacidro e del Reparto investigativo rimane ancora irrisolto. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Villacidro e del Reparto investigativo del Comando provinciale di Cagliari, che operano in stretta collaborazione con i cercatori di tracce del Ris, sono condizionate dal responso della perizia necroscopica che dovrebbe essere effettuata in giornata dal medico legale Roberto Demontis. Dal perito gli investigatori attendono di sapere se Saiu è morto cadendo accidentalmente all'indietro e battendo violentemente il capo sul pavimento, oppure se è stato colpito alla testa da un'altra persona. L'ipotesi che tiene maggiormente banco tra gli inquirenti sembrerebbe quest'ultima, ma senza conferme ufficiali. Ieri nella modesta casetta di Saiu, nella parte più vecchia del paese, gli uomini del Ris e della Compagnia di Villacidro si sono fermati fino a tarda notte alla ricerca di un possibile corpo contundente utilizzato da un eventuale assassino, ma niente in relazione sarebbe stato trovato. Se dovesse essere accertato che si tratta di omicidio, dunque, il colpevole si sarebbe portato via l'arma del delitto.

tragico volo con la moto, muore Agostino Argiolas un operaio di 47 anni


ALGHERO 28 gennaio 2011 Forse una distrazione nella guida, forse un improvviso ostacolo costituito da un animale che ha attraversato la strada, o l'asfalto bagnato, o l'eccesso di velocità: diverse le ipotesi che vengono fatte sul tragico incidente stradale accaduto nella tarda serata di mercoledì sulla Alghero-Olmedo, all'altezza del km 29, che è costato la vita un operaio algherese di 47 anni, Agostino Argiolas. L'uomo viaggiava alla guida di una potente Ducati Monster 900. La sua moto ha invaso l'altra corsia di marcia andando a impattare con particolare violenza contro la parete della cunetta.

Sul posto sono intervenute, allertate da un automobilista che aveva assistito all'uscita di strada della moto, due pattuglie di carabinieri del nucleo radiomobile che a loro volta hanno immediatamente chiesto l'intervento di una unità medica del 118. L'uomo era riverso ai bordi della cunetta, la moto si trovava più distante, carambolata dopo il violento impatto.
In un primo momento le condizioni di Agostino Argiolas non apparivano gravi: era cosciente, si lamentava per il dolore, ma nessuno pensava che le ferite riportate, nonostante la violenza della caduta, fossero tali da provocarne la morte. L'uomo è stato caricato sull'ambulanza dell'unità medica, che gli ha prestato le prime cure, e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Alghero.
Ma nel giro di qualche ora le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate e nonostante tutti i tentativi dei medici per tenerlo in vita, Agostino Argiolas è deceduto.
È possibile che a determinarne il decesso siano state alcune gravi lesioni e una emorragia interna. Sarà una perizia ad accertare le cause della morte.
La dinamica dell'incidente viene ora ricostruita dagli uomini del nucleo radiomobile della compagnia dei carabinieri che hanno eseguito i rilievi. Per i militari ci sarebbero da verificare eventuali responsabilità di terzi, ipotesi che al momento non viene esclusa. Un rapporto sull'episodio sarà trasmesso all'autorità giudiziaria.
Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Alghero che hanno collaborato attivamente per il recupero della Ducati Monster e hanno successivamente bonificato il tratto di asfalto interessato dalla presenza di rottami e perdite di olio e carburante.
L'incidente di mercoledì sera, che ha causato notevoli rallentamenti del traffico sulla statale, è il primo mortale che si verifica sulla 127 bis dall'inizio dell'anno. Una strada che presenta alcuni tratti, come quello in cui è avvenuta la tragedia, particolarmente pericolosi .

Luigi Braggion investito e ucciso da un'auto pirata


PADOVA 28 gennaio 2011 Il cadavere del pensionato Luigi Braggion, di 92 anni, di Bovolenta (Padova) residente a Felizzano (Alessandria) è stato trovato nel pomeriggio ai margini della ex strada statale 30, alla periferia di Felizzano. L'uomo - secondo le indagini dei carabinieri di Alessandria, che hanno raccolto alcune testimonianze - è stato investito da un veicolo di colore azzurro che si è allontanato senza che il conducente si fermasse a soccorrere il pensionato. Al momento non si conosce il numero di targa del veicolo investitore. Ricerche sono in corso tutta la provincia di Alessandria e in quelle limitrofe.
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don Francesco Cassol ucciso a colpi di fucile:bracconiere(Giovanni Ardino Converso) accusato di omicidio colposo


BELLUNO 28 gennaio 2011 Il pm della Procura di Bari, Manfredi Dini Ciacci, ha chiuso le indagini sulla morte di don Francesco Cassol, il sacerdote bellunese di 55 anni, ucciso il 22 agosto scorso nelle campagne alla periferia di Altamura da un bracconiere che nella notte, secondo quanto ha sostenuto, pensava di sparare a un cinghiale.
Il bracconiere, Giovanni Ardino Converso di 51 anni, di Altamura (Bari), reo confesso del delitto, è accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e caccia di frodo. Don Cassol fu colpito a morte da una fucilata all'addome, mentre dormiva nei campi della Murgia barese insieme ad una ventina di giovani durante un pellegrinaggio spirituale a cielo aperto.

Colpito dall'albero che tagliava Muore Giovanni Tomasoni 53 ANNI un agricoltore


Fara Gera d'Adda(BERGAMO) 28 gennaio 2011.Stava tagliando una pianta che si trovava ai margini di un terreno coltivato per la sua azienda agricola. L'albero, cadendo,
ha urtato una pianta vicina e, facendo leva, è rimbalzato verso l'alto, colpendo l'uomo al viso: il 53enne è morto sul colpo.
La tragedia è costata la vita a Giovanni Tomasoni, originario di Masano ma residente a Fara Gera d'Adda. Tutto è avvenuto in pochi stanti, intorno alle 15, davanti agli occhi del fratello, in via Abele Crespi proprio a Fara.
L'agricoltore stava lavorando in località Pora Ca': dopo il terribile incidente il fratello di Giovanni Tomasoni ha subito cercato di prestare i primi soccorsi e ha immediatamente dato l'allarme.
Sul posto sono accorse un'automedica e un'ambulanza della Croce Rossa di Treviglio: ma i soccorritori non hanno potuto fare nulla. Sono poi giunti i carabineri di Treviglio e i tecnici dell'Asl per gli accertamenti.
In località Pora Ca' è arrivata anche la moglie dell'agricoltore e una delle figlie, entrambe straziate dal dolore.
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