sabato 31 dicembre 2011

Giovanni Schiavinato, 70 anni di Montebelluna (Treviso), scomparso da casa da alcuni giorni trovato morto


TREVISO 31 dicembre 2011 Non hanno avuto un lieto fine le ricerche di Giovanni Schiavinato, 70 anni di Montebelluna (Treviso), scomparso da casa da alcuni giorni, probabilmente in stato confusionale: il suo cadavere è stato trovato oggi alla base della diga della Val Gallina, in provincia di Belluno. In seguito ad una segnalazione dei carabinieri, una squadra del Soccorso alpino di Longarone (Belluno) si è recata sul posto per recuperare il corpo. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta e trasportata fino alla strada dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore utilizzando un verricello.

L'uomo era stato avvistato martedì a Signoressa di Trevignano mentre procedeva contromano in sella alla sua bicicletta bianca e rossa; un secondo avvistamento c'era stato ieri, al confine tra i comuni di Trevignano e Montebelluna.

Giancarlo Carli 54 anni Si schianta contro un camion e muore tra le lamiere dell'auto


PONTEDERA.31 Dicembre 2011 È morto sotto gli occhi della moglie e dei figli che erano in macchina con lui. La famiglia stava andando in Campania per trascorrere le feste di Capodanno, così come era successo tante altre volte. Uno schianto terribile, dovuto probabilmente alla stanchezza, ai chilometri già percorsi. Ma non può essere escluso che l'uomo abbia avuto un malore e per questo abbia perso il controllo della guida. La vittima è un uomo di 54 anni, Giancarlo Carli, impiegato, residente a Pontedera, in via Sacco e Vanzetti, nella zona della stazione ferroviaria. La famiglia era diretta a Ponte Cagnano in provincia di Salerno, dove abitano i parenti della donna e dove insieme avrebbero dovuto trascorrere la festa di Capodanno. La partenza di sera, dopo una giornata di lavoro, sperando di trovare poco traffico. Ma il viaggio per l'automobilista si è interrotto intorno alle due della scorsa notte tra la Ciociaria e la Campania. L'incidente stradale è avvenuto sull'autostrada A1 tra San Vittore nel Lazio, nel Frusinate, e Caianello, in provincia di Caserta. Tutta da accertare la dinamica dell'incidente in cui è rimasta coinvolta la vettura su cui viaggiava la famiglia partita da Pontedera - i genitori con un figlio di 19 anni e la figlia di 17 - e un mezzo pesante. La Opel Vectra, stando a quanto è stato spiegato dalla Polizia Stradale, è finita sotto un autocarro al chilometro 691 in direzione sud. L'urto è avvenuto nella parte posteriore destra del mezzo pesante colpita dal lato sinistro della macchina che stava andando fuori strada. L'uomo è morto all'istante. Sul posto hanno lavorato gli agenti della Polstrada di Cassino, i vigili del fuoco e il personale del 118. La Polizia Stradale sta ora cercando di ricostruire come è avvenuto lo schianto. È probabile che il conducente abbia avuto un malore o un colpo di sonno. L'impatto è stato tremendo, le lamiere dell'auto si sono accortocciate e il conducente è rimasto schiacciato. Anche la moglie e la figlia sono rimaste ferite e sono state trasportate all'ospedale di Cassino dove restano ricoverate. Entrambe si sono rese conto quando ormai era troppo tardi che l'auto stava andando fuori strada e per prime hanno intuito che per il loro familiare non c'era più niente da fare. La salma dell'automobilista è stata trasferita all'obitorio di Santa Maria Capua Vetere. 30 dicembre 2011

ADDIO DON LUIGI VERZÈ, IL SACERDOTE-IMPRENDITORE


MILANO 31 Dicembre 2011 Don Luigi Verzè, presidente della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, è morto stamattina alle 7.30 all''età di 91 anni a causa di una crisi cardiaca. Maggiori spiegazioni le fornisce un comunicato ufficiale del San Raffaele: «Don Luigi Maria Verzè, fondatore del San Raffaele, è deceduto questa mattina, 31 dicembre, alle ore 7,30 circa presso l'Unita Coronarica dell'Ospedale. Don Luigi era stato ricoverato durante la notte alle ore 2.30 per l'aggravarsi della sua situazione cardiaca».

FUNERALI I funerali di Don Luigi Verzè si svolgeranno nel pomeriggio di lunedì prossimo 2 gennaio a Illasi in provincia di Verona. Saranno officiati dal vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti. Nella mattina il corpo sarà portato in ospedale per un ultimo saluto nel suo San Raffaele. Don Verzè sarà sepolto in un primo momento nel cimitero di Illasi. Nelle sue volontà ha però espresso il desiderio di essere tumulato nella cappella della Madonna della Vita del San Raffaele dove aveva fatto allestire un apposito spazio dietro all'altare.

SAN RAFFAELE Proprio per oggi è prevista l'asta con l'apertura per le buste con le offerte per l'acquisto della struttura ospedaliera. I due nomi più quotati sono Giuseppe Rotelli (gruppo ospedaliero San DOnato) e Gianfelice Rocca (gruppo Humanitas). Le offerte alternative a quella della cordata Santa Sede arrivata ad ottobre dovrebbero arrivare verso mezzogiorno al notaio Enrco Chiodi Daelli. Finora i protagonisti del salvataggio sono stati l’Istituto per le opere di religione (Ior) e l’imprenditore Vittorio Malacalza: la loro offerta, avanzata per evitare il crac del San Raffaele, è di 250 milioni (più passività per altri 500 milioni).

CHI ERA Don Luigi Maria Verzè, nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona, è stato presidente della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor e presidente e rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel 1947 si è laureato in Lettere classiche e Filosofia con padre Gemelli all'Università Cattolica di Milano e nel 1948 è stato ordinato sacerdote. Successivamente è diventato segretario del santo don Giovanni Calabria. Nel 1958 don Verzè ha fondato l'Associazione Monte Tabor e nella seconda metà degli anni Sessanta sono iniziati i lavori di costruzione dell'ospedale a Segrate, alle porte di Milano. Il 30 aprile 1970 è nata la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele viene riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e dal 1982 è diventato polo universitario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano. Negli anni Ottanta, a fianco dell'ospedale, che oggi ha una capienza di circa 1.300 posti letto e una struttura di 11 dipartimenti e 45 specialità cliniche, don Verzè si è dedicato alla realizzazione e all'ampliamento di strutture specializzate, come il Dimer, Dipartimento per la Medicina Riabilitativa, il Dicor, Dipartimento per le Malattie Cardiovascolari, il Centro San Luigi Gonzaga per l'assistenza ai malati di Aids, il Dipartimento di Neuroscienze presso il San Raffaele Turro. Nel 1992 è nato il Dibit1, il Dipartimento di Biotecnologie e Centro di Ricerca scientifica. Nel 1996 don Verzè ha fondato l'Università Vita-Salute San Raffaele, di cui è stato rettore, con le tre facoltà di Medicina e Chirurgia, Psicologia e Filosofia e dal 2010 la Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia. Nel 2003 ha costituito il Movimento Medicina-Sacerdozio e nel 2010 è stato inaugurato il Dibit2 che ospita aule universitarie e nuovi laboratori per la genomica e proteomica. Nel corso del 2011 sono emersi i problemi finanziari del San Raffaele, dovuti all'elevato indebitamento del gruppo. Lo scorso 19 dicembre don Verzè si è autosospeso dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor.

venerdì 30 dicembre 2011

Rosaria Bracchitta si ribalta con l'auto e non c'è scampo per la figlioletta di 5 mesi S.L.R


SICILIA 31 DICEMBRE 2011 La tragedia sulla Provinciale che collega Modica a Giarratana. La piccola è deceduta sul colpo dopo che l'auto sulla quale viaggiava, guidata dalla madre, si è ribaltata
Incidente mortale sulla Provinciale che collega Modica a Giarratana (Rg). Una bimba di cinque mesi, S.L.R., è morta sul colpo dopo che l'auto sulla quale viaggiava - e che era guidata dalla madre, Rosaria Bracchitta - è uscita di strada e si è ribaltata. La donna è rimasta illesa, mentre per la piccola non c'è stato nulla da fare. Sul posto, per i rilievi, è intervenuta la Polstrada di Ragusa.

TRAGEDIA A TRENTO, BIMBA DI DUE MESI MUORE NELLA CULLA


TRENTO - Tragedia familiare oggi in un'abitazione di Molveno, in Trentino: una bimba di due mesi è stata trovata morta dai genitori nella culla. Vano è stato l'intervento dei soccorritori del '118' giunti con l'elicottero di Trentino Emergenza: la piccola era già deceduta. Dai primi accertamenti si tratta di della cosiddetta 'morte biancà, diagnosticata dai medici come 'Sudden Infant Death Syndrome (S.I.D.S), cioè la sindrome della morte nel sonno in culla, che colpisce un neonato su mille, soprattutto nei primi quattro mesi di vita.

Gavina Piras e il marito Antonio Deligios investiti da un pirata della strada, sulle strisce pedonali:perdono la vita


VARESE 30 Dicembre 2011.Sono stati travolti da un furgone a Varese mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali, e sono morti per le ferite riportate nell'incidente. Le vittime sono due anziani, marito e moglie, che stamani, attorno alle 10.30, sono stati investiti dal mezzo guidato da una 51enne di origini dominicane. La donna, Gavina Piras, 82 anni, è morta sul colpo. Antonio Deligios, il marito, 87 anni, è stato trasportato in condizioni disperate all'ospedale di Circolo di Varese a causa di un grave trauma cranico, ed è deceduto nel pomeriggio. I due anziani stavano attraversando largo IV Novembre, nel quartiere di Biumo Inferiore, alla periferia di Varese, quando all'improvviso si sono trovati davanti il furgone Fiat Doblò che li ha travolti sbalzando la donna a diversi metri di distanza. L'autista, che forse a causa di un momento di distrazione non si è accorta dei pedoni sulle strisce e che non è riuscita a evitare l'impatto, subito si è fermata e ha chiamato i soccorsi. Sul posto, oltre al personale del 118, sono intervenuti i carabinieri di Varese, che hanno ricostruito la dinamica dell'incidente, al quale hanno assistito diversi testimoni, e hanno trasmesso i rilievi alla procura. I pensionati, originari della Sardegna, vivevano da molti anni a Varese, dove erano conosciuti grazie anche alle attività di volontariato in parrocchia. «Sono molto addolorato e mi stringo commosso ai familiari - ha commentato il sindaco di Varese Attilio Fontana -. Nel rispetto delle indagini in corso - ha sottolineato - voglio ricordare che il rispetto degli utenti più deboli della strada, cioè i pedoni, è fondamentale. Ci vuole sempre la massima prudenza alla guida, soprattutto in città - ha concluso - proprio per evitare tragedie come questa».


Mirna Terenziani 39 anni Cade durante un'escursione in vacanza a Nepal perdendo la vita


REGGIO EMILIA, 30 DICEMBRE 2011 Una donna di 39 anni, Mirna Terenziani, residente a Torino ma originaria di Reggio Emilia, e' morta all'ospedale di Katmandu dopo essere caduta durante un' escursione in Nepal. Lo ha confermato la Farnesina, dopo che la notizia era stata anticipata dalla famiglia della vittima.

Mirna Terenziani era nata a Reggio Emilia. Dopo la laurea in ingegneria ambientale a Bologna si era specializzata in valutazioni sull'impatto ambientale e dal 1998 si era trasferita a Torino, dove abitava con il marito
MIRNA era nata a Reggio e aveva abitato in città fino a 19 anni, quando si è iscritta all’università di Bologna, dove si è laureata nel 1997 in ingegneria edile. Si è poi specializzata in studi e valutazioni di impatto ambientale, studi di prefattibilità e fattibilità ambientale, pianificazione naturalistica.
Dal 1998 si è trasferita a Torino dove abitava col marito in via Bligny. Dal 2001 è diventata socia dell’azienda Ai Engineering Srl, con sede a Torino.
IL SUO LEGAME con Reggio, però, non si è mari reciso. Qui, infatti, abitano ancora gli anziani genitori che hanno appreso la notizia della morte di Mirna ieri pomeriggio, avvisati dalle autorità consolari della Farnesina.
A occuparsi della questione, tramite il consolato generale di Calcutta, il console onoraio di Katmandu, in Nepal, Sabina Shrestha.
Al momento non è dato sapere alcun dettaglio sulla tragedia: il referto medico parla di una caduta accidentale.

ALESSANDRO "SANDRINO" BALDISERRA SCIVOLA DALLA BALLA DI FIENO PERDENDO LA VITA


VIDOR (Treviso) 30 Dicembre 2011 Tragico incidente sul lavoro stamane, venerdì, poco prima delle 9 a Vidor in via Paludotti: a perdere la vita Alessandro "Sandrino" Baldissera.

Il 42enne stava aiutando lo zio Santino, 70enne, nei lavori dell'azienda agricola di famiglia. Stavano sistemando delle balle di fieno all'interno di un capannone e Sandrino Baldissera è scivolato da una balla dall'altezza di circa due metri battendo violentemente il capo sull'aratro che stazionava lì vicino.

Baldissera è morto sul colpo: a nulla è valso l'arrivo dell'ambulanza del 118 da Montebelluna, nè dell'elisoccorso alzatosi da Treviso allertati dallo zio che ha assistito impotente all'incidente. Per il medico del Suem non è rimasto che constare il decesso del 42enne. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Valdobbiadene che hanno verificato l'effettività dell'infortunio avvenuto sul luogo di lavoro e i tecnici dello Spisal.

Sandrino Baldissera gestiva insieme allo zio l'azienda agricola di famiglia in via Paludotti, a Vidor. Era molto conosciuto in paese per il suo particolare impegno in varie associazioni del territorio e la disponibilità a collaborare in occasione di varie iniziative.

Il 42enne lascia lo zio che lo aveva cresciuto: era rimasto infatti orfano da piccolo di entrambi i genitori.

Addio Gianni Valentini chitarrista rock di Fano. Stroncato da una brutta malattia


Fano (Pesaro Urbino) 30 Dicembre 2011 E’ morto questa mattina, Gianni Valentini, uno dei più noti ed apprezzati chitarristi-cantanti rock di Fano. Valentini ha iniziato la sua attività negli anni ’70 e la cui storia è raccontata nel libro “Fano Music Story” realizzato l’anno scorso da Paolo Casisa.

Un brutto male ha stroncato la carriera di uno dei più amati e apprezzati musicisti fanesi che ha sviluppato la sua attività artistica in Thailandia sin dal 1990 suonando assieme a star internazionali come la cantante blues Bonnie Anderson e il noto John Miles Jr., chitarrista già collaboratore di Joe Cocker, Gary Moore e Tina Turner.

In Asia Valentini si è esibito anche con The Zeal e Black Head, band sconosciute in Europa ma vere superstar in Thailandia, Corea e Giappone. Gianni Valentini periodicamente trascorreva alcuni mesi a Fano ed i suoi amici di sempre vogliono esprimere tutto il loro affetto alla famiglia dell’amico scomparso prematuramente.

I funerali avranno luogo domani 31 dicembre alle ore 15 nella chiesa di San Paolo al quartiere Vallato.

Marius Yzeiiri, di 26 anni perde la vita sbattendo contro la spalletta di un ponte:ferit3 altre 2 persone


PORDENONE 30 Dicembre 2011 Un giovane è morto e altri due sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto intorno all'1.30 della notte scorsa in località Ponte Meduna, tra Zoppola e Pordenone, lungo la strada statale 13 Pontebbana. La vittima è Marius Yzeiiri, di 26 anni, albanese come i due feriti, che hanno 19 e 26 anni. Secondo quanto si è appreso, la vettura su cui viaggiavano i tre - residenti a Pordenone - ha centrato la spalletta di un ponte. I due superstiti sono usciti dall'abitacolo prima dell'arrivo dei soccorritori, e uno si è allontanato a piedi. È stato trovato pochi minuti più tardi, svenuto sul bordo della carreggiata dagli agenti della Polstrada di Spilimbergo.

ADDIO ALL'EX MINISTRO TREMAGLIA, AVEVA 85 ANNI


ROMA 30 Dicembre 2011 È morto, nella sua casa di Bergamo, all'età di 85 anni l'ex ministro Mirko Tremaglia. Lo si apprende in ambienti parlamentari. Tremaglia, nato a Bergamo il 17 novembre del 1926, è stato ministro per gli Italiani all'Estero. Eletto con il Pdl nel 2008 era poi passato a
al gruppo di Futuro e Libertà.
Padre della legge per gli italiani all'estero, Tremaglia partecipò alla Repubblica sociale di Salò e fu imprigionato nel '45 nel campo di concentramento di Coltano in provincia di Pisa. Deputato dal 1972, prima nel Msi, poi in An e nel Pdl. È passato in Fli nel luglio del 2010.

giovedì 29 dicembre 2011

32ENNE DI VILLANOVA D'ARDA SI SUICIDA CON TRE COLPI DI PISTOLA


CREMONA 29 Dicembre 2011 Tre colpi di pistola calibro 7.65 per togliersi la vita. Così è morto un uomo di 32 anni di Villanova d'Arda (Piacenza), i cui genitori sono originari di Cremona. Nella camera da letto della sua casa si è colpito con due colpi al torace tra costato e addome, uno alla tempia destra. Il numero degli spari ha insospettito i carabinieri del paese, inducendoli a non escludere l'ipotesidi un delitto. Sul posto è arrivato anche il pubblico ministero Michela Versini del tribunale di Piacenza. Al termine degli accertamenti, iniziati verso le 7 con la chiamata di soccorso al 118 fatta dai familiari che hanno sentito gli spari e scoperto l'uomo già cadavere nel letto, gli inquirenti hanno stabilito che il giovane si è ucciso. Il fatto che abbia sparato tre colpi, esplosi in rapida sequenza uno dopo l'altro e con i primi due evidentemente non letali tanto da consentirgli di avere la forza per spararsi un'ultima volta alla testa, è decisamente insolito ma non impossibile. Tutte le verifiche balistiche e scientifiche effettuate nella camera, compresa la prova dello Stub, i cui risultati saranno però disponibili nei prossimi giorni, hanno confermato la teoria del suicidio. Pare anche che il giovane abbia lasciato poche righe per la sorella.

Lorenzo Di Fiore, 38 anni perde la vita nell'incidente mortale sulla Palermo-Mazara del Vallo


PALERMO 29 Dicembre 2011 Incidente mortale questa notte sull'autostrada Palermo-Mazara del Vallo. Una Bmw é andata a schiantarsi sul guardrail, vicino allo svincolo per Capaci, nella corsia in direzione di Palermo. Il conducente, Lorenzo Di Fiore, 38 anni, è morto sul colpo.

Per estrarre il corpo dall'abitacolo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. L'impatto si é verificato alle 2, ma il tratto di autostrada è rimasto chiuso fino alle 5 per consentire ai pompieri, alla polizia stradale e all'Anas di effettuare i rilievi.

Quattro giorni fa, sulla stessa corsia e nello stesso punto, in un altro incidente era morta una ragazzina di 13 anni, Vanessa Panizzo. Anche l'auto sulla quale viaggiava la giovane si è andata a schiantare sul guardrail

Filippo Leon 62enne di Cavenago perde la vita nello schianto alla barriera di Melegnano


Bologna 28 Dicembre 2011.Schianto mortale sull’A1 a Cerro, il 62enne Filippo Leone perde la vita. Il drammatico incidente è avvenuto martedì sera attorno alle 22, quando Leone stava viaggiando alla guida di una Kia Sportage sull’autostrada A1 in direzione Bologna. Sul sedile accanto al suo c’era la 67enne A.C., con la quale da una decina d’anni viveva a Cavenago d’Adda. I due stavano tornando da Turate, dove avevano trascorso le festività di Natale con il figlio di lui e la sua famiglia. Giunti nel tratto urbano di Cerro, però, ecco lo schianto mortale. In base ad una prima dinamica dell’accaduto, all’improvviso la Volkswagen Lupo che precedeva la Kia ha frenato bruscamente. Leone ha tentato di evitarla, ma non ce l’ha fatta. In un primo tempo sembrava che lo schianto fosse in qualche modo legato alla tentata rapina al furgone portavalori avvenuta proprio a quell’ora e solo qualche chilometro più avanti. Ma ieri mercoledì mattina la questura di Milano, che sta indagando su entrambi gli episodi, ha escluso qualsiasi tipo di collegamento. L’urto tra le due auto deve essere stato violentissimo. La Kia si è ribaltata più volte su se stessa, ma anche la Lupo ha subito diversi danni. Immediato è scattato l’allarme alla centrale operativa del “118”, che ha subito inviato sul posto un paio di ambulanze della Croce bianca di Melegnano e della Croce rossa di San Donato, ma anche un’automedica in arrivo dall’ospedale San Paolo di Milano. Sin da subito, considerate le condizioni dei veicoli, il timore era che gli occupanti avessero riportato gravi ferite. E purtroppo così è stato. All’arrivo dei sanitari, infatti, il cuore del 62enne aveva già cessato di battere. Troppo gravi si sono rivelate le ferite subite in varie parti del corpo. I sanitari, quindi, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. La 67enne di Cavenago che viaggiava al suo fianco, invece, era rimasta incastrata all’interno della Kia. Ecco perché si è rivelato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che per estrarla hanno tagliato la portiera dell’auto. La donna è stata quindi caricata in ambulanza, dove i sanitari l’hanno sottoposta ai primi controlli. Sempre vigile e cosciente sebbene ovviamente sotto shock, la 67enne lamentava diverse contusioni in varie parti del corpo. I soccorritori di Melegnano l’hanno infine trasferita al Policlinico di Milano, dove i medici hanno proceduto ad accertamenti più approfonditi per verificare la reale entità delle ferite subite. Anche per il 58enne alla guida della Lupo, A.F. le iniziali dell’uomo residente a Cassano d’Adda, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Poi l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso del Predabissi di Vizzolo, senza peraltro che le sue condizioni destassero particolari preoccupazioni. Dopo aver coordinato le operazioni di soccorso, intanto, gli agenti della polizia stradale hanno compiuto i rilievi di rito per ricostruire l’esatta dinamica del drammatico incidente, che ha reso necessaria la chiusura per gran parte della nottata di quel tratto di A1.

Stefano Cornalba

Valentina Mitro 17 anni perde la vita coinvolta nell'incidente dove è morto il fidanzato Pancrazio Calì, 19 anni


Brescia 29 dicembre 2011.E' morta questa mattina alle 9.20 all'ospedale di Bergamo Valentina Mitro, la studentessa 17enne di Erbusco rimasta coinvolta ieri pomeriggio a Bergamo in un incidente stradale che è costato la vita al fidanzato Pancrazio Calì, 19 anni, studente bergamasco di Azzano San Paolo. Un'auto ha urtato lo scooter sul quale viaggiavano i due ragazzi e li ha scaraventati a terra. Il 19enne è morto sul colpo. La ragazza bresciana è stata sottoposta ieri sera ad un delicato intervento alla testa. E' rimasta nella notte in condizioni gravissime. Il filo di speranza si è purtroppo interrotto.


Pancrazio Calì, è morto, mercoledì 28 dicembre, in un incidente tra uno scooterone e un’auto in via Angelo Mai, È successo poco prima delle 18,30. Secondo una primissima ricostruzione, uno scooterone Honda Sh con a bordo i due giovani, che stava viaggiando in direzione di viale Papa Giovanni XXIII, si è scontrato con una Chrysler Voyager che stava svoltando a sinistra in via Foro Boario e che dunque procedeva nella stessa direzione.
Un impatto risultato fatale al 19enne, scaraventato sull’asfalto nei pressi dell’entrata del liceo scientifico Lussana.



Alla guida della Chrysler una 35enne di Sovere che è rimasta illesa, ma naturalmente sotto choc per il tragico scontro. Sul posto le ambulanza del 118, una ha trasportato d’urgenza la minorenne – rianimata a lungo dello staff medico – ai Riuniti, mentre per il 19enne non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Sono intervenuti anche i vigili e la polizia di Stato per i rilievi del caso. C’è da chiarire esattamente la dinamica dell’incidente.
La corsia di via Mai che va verso la periferia è stata chiusa al traffico per consentire i soccorsi. Non è la prima volta che l’incrocio tra via Mai e via Foro Boario è teatro di gravi incidenti.
Pancrazio Calì, per gli amici «Pank», e Valentina Mitro, che abitava a Colzate, i due giovani morti a causa del tragico incidente di mercoledì 28 dicembre in via Angelo Mai, erano fidanzati da 7 mesi e avrebbero trascorso il Capodanno insieme al Nikita.

Bruno Rizzi, 60 anni disabile perde la vita investito da un auto


VARESE 29 Dicembre 2011. Bruno Rizzi, 60 anni, è morto nella tarda serata di ieri dopo essere stato violentemente travolto da una macchina guidata da un uomo 37 enne mentre passeggiava per strada con la sua carrozzina elettrica, indispensabile per lui perché disabile. Il fatale sinistro è avvenuto a Varese, precisamente nella cittadina di Clivio, poco distante dal confine con la Svizzera.
Secondo quanto riferito dalla polizia stradale, immediatamente intervenuta dopo la chiamata di soccorso fatta dall’automobilista 37 enne, Rizzi stava uscendo da una strada laterale per immettersi su via Cantello quando si è scontrato con l’auto proveniente dalla Svizzera. L’automobilista lo ha immediatamente soccorso, chimando la polizia stradale e i mezzi del 118 che sono prontamente intervenuti. Il 60 enne è stato subito trasferito con urgenza all’ospedale di Circolo di Varese, ma le ferite riportate erano troppo gravi e per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto, per ricostruire la dinamica, è intervenuta la Polstrada, che stamani ha trasmesso i rilievi dell’incidente al pm di Varese Sabrina Ditaranto.

mercoledì 28 dicembre 2011

Francesco Montanari, 29 anni di Perugia, è stato trovato morto nell’appartamento a Creola di Saccolongo dove alloggiava per lavoro. MISTERO sulla mort


SACCOLONGO (pordenone)28 Dicembre 2011 Lo shock e il dolore attraversano mezza Italia, dal Veneto all’Umbria. Francesco Montanari, 29 anni di Perugia, è stato trovato morto nell’appartamento a Creola di Saccolongo dove alloggiava per questi due giorni di lavoro in Veneto.
A trovare il corpo senza vita sono stati i suoi colleghi, aveva addosso i vestiti da lavoro. La sera prima si erano salutati dopo avere cenato insieme. Si pensa a un malore, forse un infarto che non gli ha dato nemmeno il tempo di chiamare aiuto. Ma la morte di Francesco resta ancora un mistero. Il giovane, appassionato di paracadutismo, un fisico all’apparenza sano e robusto, pare non avesse dato nessun segno di stanchezza o di malessere prima della tragedia.
29 anni, dipendente di una ditta di Massa Martana che installa linee telefoniche, Francesco, insieme ai 2 colleghi, era arrivato nel padovano nel pomeriggio del 27 dicembre, per effettuare un lavoro in un cantiere a Mestre. Questa mattina sarebbero dovuti ritornare in Umbria.

Vitale Volpe 24 anni perde la vita in un tragico incidente mortale



Napoli 28 Dicembre 2011 Un uomo di 24 anni ha perso la vitta oggi in un incidente in via Euclide, nel quartiere di Pianura. La vittima si chiamava Vitale Volpe residente poco distante dal luogo dell’incidente. L’uomo, per causa ancora da accertare, ha perso il controllo della sua moto e si è schiantato contro il muro di cinta di una villetta. Dalle prime informazioni, il Volpe, pare, non indossasse il casco. Trasportato all’ospedale S. Paolo, è morto poco dopo. Sul sinistro indagano i vigili urbani.

Carmela Castelli si lancia nelle fiamme, salva la figlia perdendo la vita


ROMA 28 Dicembre 2011 Nonostante l'età, i bronchi che non funzionavano tanto bene da anni, il terrore provocato dalle fiamme e dal fumo, ha tentato di salvare la figlia trentenne, disabile fisica e psichica, adagiata sul letto, dall'incendio della loro abitazione al secondo piano di un edificio popolare in via Messina Marine 53/c a Villabate, in provincia di Palermo. Poi è morta. Nunzia Carmela Castelli, 69 anni, anche lei con qualche problema psichico e con gli acciacchi dell'età e di una vita travagliata, verso la mezzanotte di ieri, dopo essersi accorta delle fiamme che divampavano nell'appartamento è corsa dai vicini chiedendo aiuto e, nonostante fosse asmatica, è rientrata in casa tentando di portare fuori la figlia. E' stata la sua fine. Gli ultimi respiri di poco ossigeno e tanto fumo l'hanno uccisa.

«Non sapevamo cosa fare - dicono gli altri abitanti dello stabile - Abbiamo telefonato subito ai vigili del fuoco e le gridavamo di venir fuori dalla casa». Carmela ha pagato il suo tentativo disperato di madre che ama la propria figlia. Dopo l'arrivo dei vigili del fuoco si è accasciata nell'androne della palazzina ed è morta. Forse consapevole che la figlia era salva. La giovane è stata ricoverata in ospedale, un po' intossicata, ma sta bene.

Una vita difficile. La donna abitava da 23 anni in quella casa all'interno di un nucleo di edifici popolari, costruito nel '73 e che porta i segni del tempo, circondato da campi incolti, da un piccolo luna park ambulante e da terreni in cui si sta edificando. Viveva della magra pensione sociale e del contributo per la sua ragazza disabile che non aveva mai voluto abbandonare. Per raggiungere il primo negozio di alimentari doveva fare alcuni chilometri a piedi lungo lo stradone che costeggia il mare reso invisibile dall'abusivismo e dal degrado e che porta da un lato alle case di Palermo e dall'altro al barocco di Bagheria. Una vita quotidiana fatta di stenti quella di Carmela. Scambiava poche parole con i vicini. «L'abbiamo invitata anche a Natale - dice un uomo - ma lei diceva sempre no. Stava solo con la figlia, chiusa in casa. Erano sole, abbandonate. Mai una visita di un parente o un amico».

La figlia finirà in un istituto. Una storia di povertà terminata in tragedia, con la madre morta e la figlia che sicuramente finirà in qualche istituto. «Carmela - ricorda il vicino - ogni tanto usciva e raccoglieva vecchie riviste, stracci, razzolava nei cassonetti dei rifiuti cercando qualcosa che secondo lei poteva utilizzare anche come ornamento di casa. Ecco perché l'appartamento era pieno di stoffe e carta».

Uccisa dal fumo. E' stato proprio quel materiale accumulato a ucciderla. La causa delle fiamme deve essere ancora accertata: forse sono divampate per una vecchia stufa o per un corto circuito. Ma è certo che a uccidere la donna è stato l'aver respirato il fumo acre delle cianfrusaglie bruciate che lei raccoglieva per venir fuori, a modo suo, dalla tristezza di una vita infelice di solitudine.

Claudio Bianco 21enne e Marco Borgonovi 39enne in contromano sulla A26 muoiono


VERBANIA 28 diembre 2011 Ha percorso circa 15 chilometri in contromano sull’autostrada A26 Voltri Sempione
prima di scontrarsi frontalmente sotto la Galleria Castellaccio tra le uscite di Meina e Carpugnino, in direzione Nord. Un sinistro fatale, costato la vita a due persone. Secondo quanto riferito dagli agenti sul posto, l’incidente è avvenuto verso le ore 19 al confine tra le province di Novara e Verbania. Il frontale è avvenuto sotto un tunnel corto poco più di 200 metri. La Golf in contromano guidata da Claudio Bianco, geometra 21 enne originario di Verbania, si è scontrata frontalmente con la Nissan Qashqai grigio metallizzato guidata da Marco Borgonovi, 39 anni, residente a Gemonio sempre in provincia di Varese. Quasi 2 ore e trenta per estrarre dalle lamiere contorte il conducente della Golf. Morti entrambi i conducenti. L’autostrada è stata chiusa al traffico solo in direzione Nord e poi è stata riaperta dopo la rimozione dei detriti.

Il sostituto procuratore Gianluca Periani ha subito aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia sui due cadaveri. Bisognerà accertare in che condizioni il geometra di Verbania si era messo alla guida. Da Gravellona Toce è difficile sbagliare l’accesso all’autostrada ma è pressoché impossibile percorrere un tratto così lungo senza accorgersi di aver sbagliato. Dalle testimonianze raccolte dalla polizia stradale di Romagnano Sesia, competente su quella tratta, Bianco viaggiava intorno ai 100 chilometri all’ora. Tutte le ipotesi in queste ore vengono prese in esame. In giornata atteso anche l’incontro con i familiari del 21 enne per capire se vi sono elementi che potrebbero indurre ad un gesto volontario del ragazzo.

Oggi le esequie di Robert e Frank Laurenzano, Domenico Noce, Samuel Crivaro ed Emanuela Palmieri


COSENZA 28 dicembre 2011 Saranno celebrate questa mattina alle 11 all’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore le esequie dei fratelli Robert e Frank Laurenzano di 20 e 22 anni, Domenico Noce (20),
Samuel Crivaro (21) ed Emanuela Palmieri (15), le 5 giovanissime vittime del tragico incidente stradale avvenuto sulla SS 107 Silana-Crotonese la notte dalla vigilia di Natale.
Il via libera alle esequie è stato dato dopo che ieri e’ stata eseguita l’autopsia sul corpo di Robert Laurenzano, alla guida dell’utilitaria travolta dal suv che ha ucciso i 5 giovani.
In segno di lutto, questa mattina a San Giovanni in Fiore i negozi resteranno chiusi.
Il sindaco Antonio Barile ha proclamato il lutto cittadino. Per rispetto, sono state spente le luminarie natalizie anche nelle abitazioni private, e sui muri sono stati appesi i manifesti funebri con le foto dei cinque ragazzi.

Mirko Tobaldin 22 anni perde la vita scontrandosi con un auto mentre era sulla sua moto Honda


ROVIGO 28 Dicembre 2011 È deceduto poche ore dopo lo schianto il 22enne rodigino coinvolto nell’incidente di venerdì sera nel quartiere San Pio X a Rovigo. Si tratta di Mirko Tobaldin che abitava in via Spontini 18, a pochi passi dallo schianto avvenuto lungo la sempre trafficata, pericolosa e funesta via Mascagni.

Il ragazzo era alla guida della sua Honda 500 Cbr e si è schiantato contro la Skoda Felicia guidata da una 50enne, J.B., anche lei abitante nella zona. Secondo una prima ricostruzione, effettuata dalla Polizia stradale di Badia Polesine, l’autovettura è sbucata in via Mascagni proveniendo da via Beniamino Gigli. Il centauro invece transitava lungo la strada principale proveniente da via Amendola.

Lo schianto è stato violentissimo, tanto che la Skoda è stata scaraventata all’indietro e la moto è finita a terra con il ragazzo sbalzato di sella. L’allarme, erano le 19, è stato dato dagli abitanti della zona. Oltre alla Stradale di Badia Polesine sono intervenuti i vigili del fuoco di Rovigo e l’autoambulanza del Suem.

Sembra che Mirko Tobaldin fosse cosciente, tanto che le prime voci erano di un braccio fratturato. Il ragazzo è stato trasportato all’ospedale cittadino e con il trascorrere dei minuti le sue condizioni sono peggiorate. Intorno alle 21,30, mentre veniva sottoposto a una Tac, è morto.

I due mezzi sono stati sequestrati e recuperati dal Soccorso Aci su disposizione del sostituto procuratore Manuela Fasolato, che ha disposizione anche la ricognizione esterna sul corpo dello sfortunato giovane, esame che verrà effettuato stamattina.

Mirko, che amava farsi chiamare "homie" dagli amici, viveva con i genitori in via Spontini e lavorava come fornaio al panificio Marini. Un ragazzo allegro e pieno di vita, lo descrive chi lo conosce bene, con la passione per la musica e pieno di progetti per la vita.

Subito dopo l’incidente, la sua bacheca di Facebook ha iniziato a riempirsi di messaggi colmi di affetto e dolore di parenti e amici, con un pensiero speciale a Sara, che era da tempo la sua ragazza. Il messaggio più toccante quello della zia Laura, che col cuore a pezzi gli ha dedicato l’ultima tirata d’orecchie: «Mirko, manchi a tutti noi. Lo sapevi benissimo che in quella via non si può correre e tu invece andavi molto veloce. Se proprio dovevi correre, perché non sei andato in tangenziale? Adesso ti avremmo ancora qui».

Riccardo Bosetti 29 anni ha perso la vita dopo il tragico incidente di natale


Roccafranca(Brescia)28 Dicembre 2011.Il sottile filo della speranza, diventata con il trascorrere delle ore parente stretta dell'utopia, si è spezzato nella prima serata di ieri.
Il cuore di Riccardo Bosetti ha cessato di battere per sempre alle 21 nel centro di Rianimazione dell'ospedale di Chiari, dove il 29enne di Roccafranca era ricoverato dall'alba di Santo Stefano per le ferite riportate in un incidente stradale avvenuto alle porte di Orzinuovi.
IL TRAGICO EPILOGO era purtroppo atteso. Tra i familiari e gli amici che stazionavano ormai stabilmente nella sala di attesa del reparto di terapia intensiva del «Mellino Mellini», l'angoscia e la trepidazione avevano lentamente lasciato spazio a una dolorosa rassegnazione. Riccardo Bosetti non ha mai dato segnali di ripresa dal coma e veniva tenuto in vita soltanto grazie ai macchinari che gli garantivano artificialmente la respirazione e le funzioni cardiache.
Un quadro clinico insomma senza possibilità di un epilogo diverso dal dramma.
A MENO DI UN «MIRACOLO», la parola più pronunciata da lunedì dai familiari e dagli amici della vittima. Un miracolo che purtroppo non è avvenuto nonostante le incitazioni cariche di energia e buoni auspici che avevano intasato la bacheca di Facebook di Riccardo, soprannominato da sempre «Boset». Fino all'ultimo sul web è stato un susseguirsi di messaggi di speranza. «Forza Riki, non mollare», «Boset noi ti aspettiamo», «Dai Richi, hai ancora troppe partite da vedere a San Siro» si leggeva in un post lasciato dall'amico milanista Stefano Spadari. «Svegliati», «Non mollare» e, ancora, il messaggio di Nadia: «Ovunque tu sia ora, spero ti arrivi il mio pensiero... Siamo con te».
Ma i traumi riportati nell'incidente avvenuto a sud di Orzinuovi, poco dopo la rotonda per Villachiara, si sono rivelati fatali. Riccardo Bosetti, di ritorno da una serata trascorsa con gli amici, era al volante della sua Audi A4 station wagon, quando attorno alle 3 del giorno di Santo Stefano, nell'affrontare una rotonda ha perso il controllo del mezzo.
L'AUTO FAMILIARE dopo aver divelto la balaustra di protezione si è ribaltata in un canale artificiale.
L'acqua gelida, in quel punto profonda circa sessanta centimetri, ha invaso subito l'abitacolo. Il 29enne privo di sensi e intrappolato al posto di guida dalle cinture di sicurezza è rimasto immerso per circa mezz'ora prima dell'arrivo dei soccorsi. Lo shock ipotermico ha peggiorato le condizioni cliniche di Riccardo Bosetti, trasferito all'ospedale di Chiari semiassiderato e con un serio trauma cranico. Nonostante il prodigarsi dei medici ieri sera è sopraggiunto il decesso.
La vittima lascia il papà Francesco, la mamma Dolores e i fratelli minori Annalisa e Cesare. La salma è stata ricomposta nell'obitorio dell'ospedale di Chiari in attesa che vengano espletati gli accertamenti medico-legali. La data dei funerali non è stata per questo ancora fissata.
Riccardo Bosetti aveva frequentato il liceo scientifico Calini a Brescia prima prima di concludere il ciclo di studi quinquennali in un istituto privato. Dopo un breve corso di formazione nel ramo chimico, era andato a lavorare nella distilleria di famiglia Ilca. Le sue passioni erano il Milan e la musica. Grazie a un carattere estroverso e la sua carica umana straordinaria, sapeva farsi voler bene da tutti. Emblematico il primo post comparso sulla bacheca Facebook dopo il decesso: «Boset vola libero nel cielo, ci mancherai».

Autore:Massimiliano Magli

Francesco Cicchinelli 30 anni cade in un dirupo e perde la vita


L’AQUILA 28 Dicembre 2011 Incidente in montagna. Un giovane escursionista di appena 30 anni, Francesco Cicchinelli, che era residente a San Vincenzo Valle Roveto (L’Aquila), è morto precipitando da un dirupo ghiacciato durante un’escursione in montagna sui Monti Ernici, tra l’Abruzzo e il Lazio.
Gli uomini del soccorso alpino d’Abruzzo, sezione di Avezzano, hanno recuperato questa mattina il corpo di Francesco Cicchinelli, trovato dopo diverse ore di ricerche notturne.
Del 30enne non si avevano notizie da ieri, quando era uscito per un’escursione partendo dalla frazione di Rendinara e non aveva più fatto ritorno a casa.
Secondo quanto riferito dai parenti, il giovane era diretto a Pizzo Deta, a un’altitudine di 2041, ma il corpo è stato ritrovato nella zona di Peschio Macello, ai piedi del dirupo.
Cicchinelli era da sempre appassionato di montagna, ma aveva azzardato un’escursione solitaria. Il corpo del giovane marsicano è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale di Avezzano.

''Loris Gagliano e' provato ed incapace di ricordare'' non ricorda di aver ucciso Stefania Noce, sua coetanea, il nonno di lei, Paolo Miano


CATANIA, 28 DICEMBRE 2011 ''Loris Gagliano e' provato ed incapace di ricordare''. Lo dice l'avv. Gino Ioppolo, il legale del giovane di 24 anni fermato ieri con l'accusa di aver ucciso a Licodia Eubea l'ex fidanzata, Stefania Noce, sua coetanea, il nonno di lei, Paolo Miano, di 71, e ferito in modo lieve la moglie di quest'ultimo Gaetana Balliro'. Gagliano e' stato trovato in stato confusionale nella sua auto dopo avere collegato con un tubo lo scarico con l'abitacolo nel tentativo di suicidarsi.

Luigi Dell'Arciprete 35enne investito mentre cambia gomma auto


VASTO (CHIETI), 28 DICEMBRE 2011 I carabinieri di San Salvo hanno arrestato Francisco Javier Amezcua, 31enne spagnolo domiciliato a San Salvo, per per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. A perdere la vita un operaio di 35 anni di Monteodorisio, Luigi Dell'Arciprete, fermo sul ciglio della strada, in compagnia di una ragazza, nei pressi del casello autostradale Vasto Sud, intento a sostituire una ruota della sua autovettura.

IndietroStampa Invia Scrivi alla redazione precedentesuccessivaMuore investito mentre cambia gomma auto.

Addio a Cita, la scimmia di Tarzan muore a 80 anni uno degli animali più famosi della storia del cinema


Roma 28 dicembre 2011 Addio a Cita, la scimmia di Tarzan. E' scomparso a 80 anni uno degli animali più famosi della storia del cinema, che ha recitato nella serie di film degli anni '30. Lo scimpanzé che interpretava il miglior amico del signore della giungla è morto in

Florida la vigilia di Natale e la notizia è stata data dal Suncoast Primate Sanctuary di Palm Harbor che lo ospitava ed è riportata da diversi siti come "Entertainment Weekly", che lo annovera tra i primati più famosi del grande schermo.

La direttrice del centro Debbie Cobb ha detto che a causare la morte è stato un problema ai reni e ricorda Cita come una scimmia che "amava dipingere con le mani, vedere la gente sorridere e con modi di fare e comportamenti quasi umani". Cita è stata protagonista di diversi film della serie di Tarzan interpretati dal nuotatore campione olimpico Johnny Weissmuller. Il suo ruolo era prevalentemente comico, ma spesso partecipava all'azione comunicando con gli altri animali della foresta. E' un personaggio nato dalla fantasia di Hollywood, non era presente nella serie di romanzi di Edgar Rice Burroughs.

Il suo vero nome era Jiggs e dopo aver vissuto per anni nella proprietà di Weissmuller, era arrivato nel centro di Palm Harbor intorno al 1960, diventando presto uno degli scimpanzé più longevi. Anche al cinema sarà sempre ricordato, al pari di altri animali storici come Lassie.

Francesco Cicchinelli, 30 anni, residente a San Vincenzo Valle Roveto (L'Aquila), è morto precipitando da un dirupo ghiacciato


L'AQUILA 28 dicembre 2011 Un giovane escursionista, Francesco Cicchinelli, 30 anni, residente a San Vincenzo Valle Roveto (L'Aquila), è morto precipitando da un dirupo ghiacciato durante un'escursione in montagna sui Monti Ernici, tra l'Abruzzo e il Lazio. Il suo corpo è stato recuperato all'alba
dagli uomini del soccorso alpino d'Abruzzo, sezione di Avezzano dopo diverse ore di ricerche notturne. Il trentenne marsicano era uscito per un'escursione nel pomeriggio di ieri partendo dalla frazione di Rendinara e non aveva più fatto ritorno a casa. Era diretto a Pizzo Deta, a un'altitudine di 2041, ma il corpo è stato ritrovato nella zona di Peschio Macello, ai piedi del dirupo dove probabilmente si era avventurato con i ramponi. Cicchinelli pur essendo appassionato di montagna e quindi conoscitore delle insidie, aveva azzardato un'escursione solitaria. Il corpo del giovane marsicano è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale di Avezzano.

martedì 27 dicembre 2011

Giuliano Girardi, 60 anni accoltellato nella sua abitazione


AOSTA, 27 Dicembre 2011 Un uomo e’ stato trovato morto accoltellato nella sua abitazione in frazione Senin di Saint-Christophe, alla periferia di Aosta. Giuliano Girardi, 60 anni era un pensionato della Cogne Acciai Speciali.
Non sono stati rilevati segni di effrazione all’esterno della casa. A trovare il corpo senza vita e’ stata la sua compagna, poco prima delle 13.
Non risulta che vi sia stata alcuna effrazione, ne’ che sia stato rubato qualcosa

Bimbo di 9 anni muore schiacciato dal pilastro di pietra di un barbecue


Parma, 27 dicembre 2011 - Un bambino di 9 anni, ne avrebbe compiuti 10 il prossimo 9 gennaio, è morto questo pomeriggio schiacciato da un pilastro in pietra di un barbecue di muratura in un giardino di un appartamento a Pizzale, comune di Fontanellato, in provincia di Parma. Inutili i soccorsi del 118.

Secondo la ricostruzione dei Vigili del Fuoco di Parma, intervenuti sul posto, il bambino stava giocando vicino il barbecue con degli amici. Giocavano a dondolarsi su una corda tesa tra il pilastro e un altro sostegno. Per il peso del piccolo la corda ha però fatto cadere il pilastro, alto circa 2 metri, che lo ha schiacciato.

Rosario Festa perde la vita in un incidente stradale a Ginosa


TARANTO 27 Dicembre 2011.Un uomo di 50 anni, Rosario Festa, è morto in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio a Ginosa, in provincia di Taranto. Nel sinistro è rimasto gravemente ferito un ragazzo di 25 anni.
L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale tra Montescaglioso, in provincia di Matera, e Ginosa. Secondo quanto si apprende dalle prime informazioni, i due viaggiavano su un furgone Fiat Daily che ha urtato contro la barriera di protezione di un viadotto.
Il furgone è rimasto in bilico. Sul posto sono intervenuti i soccorritori che hanno estratto i due. Rosario Festa è morto durante il trasporto in ospedale di Castellaneta, in provincia di Taratno, mentre il ragazzo è stato ricoverato in gravi condizioni. Entrambi, a quanto si apprende, erano commercianti ambulanti

Marcos Antonio Catè Lemos, conosciuto anche in Italia semplicemente come Catè, ha perso la vita in un tragico incidente stradale.


San Paolo, 27 dicembre 2011. Marcos Antonio Catè Lemos, conosciuto anche in Italia semplicemente come Catè, ha perso la vita in un tragico incidente stradale.
La Fiat Uno che guidava l'ex centrocampista della Sampdoria è andata a sbattere contro un camion e per il trentottenne non c'è stato niente da fare.
Catè lavorava come allenatore nel Rio Grande do Sul, regione di cui era originario. In Brasile aveva giocato anche per Cruzeiro e Flamengo. In blucerchiato restò una sola stagione, quella della retrocessione 1998-99.
la Fiat Uno che guidava e’ andata a sbattere contro un camion. Nella sua carriera da calciatore vinse la coppa Intercontinentale con il San Paolo nel 1992. Con la Sampdoria gioco’ una sola stagione, nel 1998-99, collezionando 15 presenze e un gol, per poi fare ritorno in Brasile nel Flamengo.

S.N. di 24 anni uccisa a coltellate dall'ex fidanzato L.G.24enne a Licodia Eubea


CATANIA 27 dicembre 2011 Ad Acate, nel ragusano, è stato fermato dai carabinieri L.G.il giovane di 24 anni che stamane a Licodia Eubea, nel catanese, avrebbe ucciso a coltellate l'ex fidanzata, S.N. di 24 anni, il nonno della ragazza, P.M. di 71, e ferito al torace la moglie

di lui, una donna di 60 anni. Il 24enne è stato fermato ad un posto di blocco. Il motivo del duplice omicidio sarebbe passionale.

Doppio delitto per motivi passionali a Licodia Eubea, in provincia di Catania, dove un giovane di 24 anni, Loris Gagliano, che non si rassegnava alla fine della relazione sentimentale, avrebbe ucciso a coltellate l'ex fidanzata, Stefania Noce, di 24 anni, il nonno della ragazza, Paolo Miano, di 71, e ferito al torace la moglie della vittima, una donna di 60 anni, ricoverata con ferite da taglio al torace ma non in pericolo di vita. Il giovane è ricercato dai carabinieri. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Caltagirone che stanno cercando il giovane fuggito con la sua auto, una Ford Ka. I militari hanno organizzato una serie di posti di blocco. Il delitto è avvenuto intorno alle 11 al culmine di una violenta lite scoppiata in casa dei nonni della ragazza, in via Cairoli.

Addio GIANNI DE GIULI Ana Valcamonica: morto Gianni De Giuli, storico presidente il mondo Alpini è in Lutto

Ana Valcamonica (Brescia)27 Dicembre 2011.E' morto alla clinica "Città di Brescia", dov'era ricoverato a causa del peggioramento di alcune patologie di cui soffriva da qualche anno, lo storico presidente dell'Ana di Vallecamonica Gianni De Giuli. Nato a Leno nel 1927, abitava a Breno con la moglie Virginia. Per più di trent'anni (dal 1970 al 2004) è stato l'autorevole guida degli alpini camuni. Per molti anni fece parte anche del consiglio nazionale dell'Ana, nell'incarico di vice presidente. Nel luglio del 1988 fu tra i promotori del viaggio di Giovanni Paolo II sull'Adamello. Nella mattina di giovedì la salma di De Giuli sarà portata a Breno dove, nel pomeriggio, verranno celebrati i funerali in duomo.

Silvia Zenegaglia 18 anni perde la vita dopo essere finita con la sua auto nel Lago


Pozzolengo (Brescia).27 Dicembre 2011 Silvia Zenegaglia non ce l'ha fatta. Il cuore della 18enne di Pozzolengo si è fermato per sempre poco prima delle 23 di venerdì nel reparto di Rianimazione di Desenzano, dove poche ore prima era stata ricoverata in condizioni disperate per i postumi di un incidente stradale avvenuto a Lonato. Con la sua utilitaria era finita in una lanca restando intrappolata per diversi minuti nell'abitacolo inabissatosi in un pantano di fanghiglia. Probabilmente il prolungato contatto con l'acqua gelata e la conseguente iportemia, e non le ferite riportate nell'uscita di strada, sarebbero all'origine del decesso, anche se saranno solo gli accertamenti medico-legali in programma stamattina a dare risposte definitive sul dramma.
Silvia era partita da casa per raggiungere il vicino centro commerciale Il Leone a Lonato. Erano le 17.40 di venerdì. Non è più tornata a casa. Dieci-quindici minuti di tragitto per acquistare gli ultimi regali di Natale, in compagnia di un'amica. Lungo quella strada di campagna, per evitare le code che intasano svincoli e strade a Desenzano nei giorni che precedono le feste, si fa più in fretta e tutto sommato si è più tranquilli. E poi quella strada la vittima la conosce benissimo, lei è molto prudente e ormai ha la patente da quasi un anno. Le due ragazze viaggiano su due auto diverse: l'amica davanti, Silvia dietro con la sua Lancia Ypsilon.
Dopo qualche curva, arriva il lungo rettilineo che porta alla frazione di Madonna della Scoperta: l'asfalto è viscido e la carreggiata ad un certo punto si restringe. Facile finire con una ruota nella profonda infossatura sul lato destro; istintivo sterzare pericolosamente verso sinistra. Lì ogni tanto qualcuno esce di strada: già diverse volte l'hanno segnalato i residenti.
IMPROVVISAMENTE l'amica non vede più nel retrovisore i fari della Lancia di Silvia. Fa velocemente retromarcia e scopre che l'auto dell'amica sta scivolando giù dal pendìo che finisce in una conca, verso un laghetto da torbiera. Niente di più che una grande pozza, in verità, dove si va a pescare appena fa bel tempo. Chiama il 118 con il cellulare; poi una corsa disperata nella cascina di località Casella, lì di fronte, dove i fratelli Paolo e Matteo Cerini stanno mungendo nella stalla. I due accorrono, mentre l'auto sprofonda lentamente nell'acqua. Sul posto arrivano anche due agenti della Polstrada di Desenzano che si gettano in acqua con gli agricoltori per soccorrere Silvia, intrappolata nella Lancia.
Si lotta contro il freddo della sera che cala, il fango ghiacciato, aiutandosi con una corda, sfondando il finestrino. Infine la ragazza viene estratta e portata all'ospedale di Desenzano: è già in gravissime condizioni, in arresto cardiaco.
Silvia Zenegaglia frequentava la quinta B del liceo scientifico «Bagatta» a Desenzano. Lascia il papà Silvano, falegname e montatore di serramenti, la mamma Paola e il fratello Marco, tredicenne. I funerali si svolgeranno domani alle ore 10 nella parrocchiale di Pozzolengo, partendo dall'ospedale di Desenzano. Quello costato la vita alla 18enne di Pozzolengo è il centesimo incidente mortale dall'inizio dell'anno. Una tragica contabilità che supera ampiamente il bilancio 2010, fermo a quota 82 vittime.

Evelina Somenzi

Paolo Fallo imprenditore di Iglesias si scontra con un trattore, perdendo la vita


Paolo Fallo 60 anni, imprenditore di Iglesias, è morto sul colpo in un incidente nel tardo pomeriggio di ieri vicino a Villacidro, nel tratto della vecchia Statale 196 che porta a Gonnosfanadiga. Paolo Fallo era alla guida di una Mercedes C200, per cause in fase di accertamento, è finita contro un trattore. Leggermente ferite due giovani romene che erano con lui, così come l'uomo che guidava il trattore, un operaio edile di Villacidro. Sul luogo dell'incidente stanno operando i Carabinieri della Compagnia di Villacidro. Ancora non è chiara l'esatta dinamica dell'incidente, avvenuto nel tratto della vecchia Statale 196 che porta a Gonnosfanadiga. Sembra che la Mercedes C200, con a bordo l'imprenditore iglesiente, abbia sbandato improvvisamente finendo contro un trattore

Gigi Eletti, 59 anni medico pneumologo, stroncato da infarto, mentre vegliava la mamma Grazietta


PORTO TORRES. 27 dICEMBRE 2011.L'ultimo viaggio insieme all'anziana madre. Gigi Eletti, 59 anni da compiere il 31 dicembre, medico pneumologo, molto conosciuto, è morto per un infarto la notte di Natale davanti al letto della signora Grazietta, deceduta poco prima. Una tragedia improvvisa, inutili i soccorsi del 118, il cuore del medico si è fermato per sempre nonostante i ripetuti tentativi di rianimarlo. Madre e figlio, sul lettone della vecchia casa. Quasi per mano.

Sposato, padre di due figlie, Gigi è rimasto accanto alla madre gravemente malata. Come figlio e come medico. L'ambulanza aveva da poco accompagnato la signora Grazietta, dall'ospedale fino a casa, oltre la scalinata del vecchio ufficio di collocamento. Un Natale triste, segnato dalla morte dell'anziana donna avvenuta poco più tardi. Gigi era lì, con la calma di sempre, insieme ad altri familiari. All'improvviso si è sentito male, si è piegato su se stesso, come per inginocchiarsi.

E' morto davanti al letto della madre. L'ambulanza è arrivata in pochi attimi, ma il grande cuore di Gigi non è più ripartito. La notizia si è diffusa lentamente in una Porto Torres ancora mezzo addormentata dopo le festività natalizie. E le reazioni sono state di incredulità e sgomento, unite a una sensazione di desolante impossibilità nel riuscire a fare qualcosa. Un dolore immenso dalle prime ore del mattino di ieri pesa come una cappa sulla città.

Gigi non era solo un bravo medico. Quella - è vero - era la sua missione principale, la sua vita insieme all'amore straordinario per la famiglia. Sempre disponibile, mai scortese, paziente e pronto a spiegare nei minimi dettagli la diagnosi, a stare vicino alle persone in difficoltà a causa della malattia. Sì, non era solo un medico. Gigi era un grande amico, un musicista, un maestro di chitarra che ha insegnato a tanti giovani l'amore per uno strumento al quale riusciva quasi a dare la parola. Mai esibizionista, sempre umile anche davanti agli applausi e ai complimenti che hanno accompagnato le sue esibizioni, Gigi ha sempre cercato le platee delle persone comuni, la semplicità della gente della sua città alla quale voleva un gran bene. Così la sua arte la metteva al servizio dei meno giovani del Centro Coofem, andava sul palco della solidarietà con gli amici, come nel suo ultimo concerto con gli Squali e il Coro Polifonico Turritano, al teatro Parodi, ai primi di dicembre, per la Caritas.

Aveva scelto il genere fingerstyle, il suo arpeggio era una carezza per le corde della chitarra. Dal 1990, seguendo maestri come Marcel Dadi e Pietro Nobile, aveva creato la scuola di chitarra «Carpe Diem» della quale era instancabile direttore. Appassionato di sport, di tennis ma soprattutto di calcio, era sempre aggiornato sulle novità. Qualche anno fa si era lasciato coinvolgere come medico sociale del Portotorres calcio: una esperienza intensa, affrontata alla sua maniera, con un impegno totale e una attenzione soprattutto ai giovani che lo ammiravano. Il suo parlare semplice, il sorriso rassicurante, la pacca sulla spalla al momento giusto, Gigi era una «ricarica» naturale. Curioso e ricercatore, sognatore senza tempo, da mesi lavorava alla realizzazione di un libro sulla musica a Porto Torres. Era diventato una «spugna», prendeva notizie da tutti. Alla Nuova Sardegna si chiudeva in archivio per ore a fotocopiare e prendere appunti. «Ci sono - aveva detto l'altro giorno -, dopo le feste ci vediamo». E' partito in silenzio, alla sua maniera. Lasciando un vuoto troppo grande.

Franco Panariello, ha perso la vita, nemmeno suo fratello Giorgio Panariello è riuscito a salvarlo


ROMA 27 Dicembre 2011 Un destino alla Sliding Doors per i due fratelli Panariello. Uno, Giorgio, è un attore di successo, testimonial di spot televisivi, presto di nuovo in tv per un nuovo show su Canale 5. L'altro, Franco, è stato trovato morto questa notte 1 da un passante, in piazza della Repubblica a Viareggio. Aveva 50 anni, e alle spalle un vita tormentata dalla tossicodipendenza.

La sua storia era affiorata alle cronache solo tre anni fa, quando, a 47 anni, dopo sette anni in una comunità di recupero, aveva pubblicamente ringraziato il fratello rilasciando alcune interviste - al quotidiano La Nazione e al settimanale Di Più - nelle quali si raccontava.

Erano stati entrambi abbandonati da piccolissimi, figli di una mamma bambina. Giorgio era stato affidato alle cure dei nonni, Franco a un collegio. Dodici anni durissimi, durante i quali "nessuno mi veniva mai a trovare", come raccontò in una intervista. Fino a che non venne adottato da una famiglia di Ancona.

Ma ormai la rabbia accumulata era tanta, e sorpreso a rubare in casa, Franco fu allontanato anche dalla famiglia adottiva. Venne nuovamente spedito in collegio a Siena, ma allontanato anche da lì poco dopo venne accolto dai nonni e conobbe suo fratello Giorgio.

Poi, mentre Giorgio iniziava la sua carriera nel mondo dello spettacolo, Franco entrava nella voragine della tossicodipendenza. Fuori e dentro dal carcere, si drogava e spacciava. Quando cercava il fratello impegnato nei primi spettacoli era solo per chiedergli soldi. Fino a che Giorgio non decise di prendere in mano la situazione e lo convinse ad entrare in comunità. Franco aveva 37 anni quando entrò a San Patrignano. Ne uscì solo sette anni dopo, e sembrava che finalmente la sua rabbia si fosse placata.

Tre anni fa si fece vivo con i giornali, per esprimere la sua gratitudine al fratello celebre che lo aveva sostenuto e aiutato. Faceva il giardiniere in Versilia, aveva ormai 47 anni, e sembrava che i suoi problemi fossero finalmente alle spalle. Ma non è andata così.

E' stato trovato privo di vita poco dopo la mezzanotte in un'aiuola sulla terrazza della Repubblica di fronte al bagno Zara a Viareggio. Un passante ha visto l'uomo a terra ed ha avvertito il 118, che ha potuto solo constatarne il decesso. Le cause della morte non sono conosciute: bisognerà attendere il responso dell'autopsia.

ADDIO MARIO CAMICIA, LA VOCE DEL GOLF


MILANO 27 DICEMBRE 2011.È un giorno triste per lo sport, in particolare per il mondo del golf. Stamattina si è spento, dopo una lunga malattia, Mario Camicia, 70 anni, noto telecronista di Sky e
collaboratore della Gazzetta dello Sport. Camicia è stato per 20 anni la voce degli eventi golfistici, abbinando passione e simpatia. Con lui il golf è passato dall'essere uno sport di nicchia a celebre e seguito.
Giorni fa su facebook si leggeva:
da ormai quasi 24 ore che Mario Camicia è ricoverato in coma farmacologico a seguito di gravi complicazioni e le sue condizioni sanitarie sembrano molto preoccupanti.
Possiamo solo sperare che contro tutto e contro tutti riesca a superare questa difficilissima battaglia per la vita.
Rivolgo a lui e ai suoi cari un pensiero affettuoso e partecipe mentre prego perché possa farcela.

Francesco Panariello, il fratello 50enne del comico Giorgio Panariello, è stato trovato privo di vita poco dopo la mezzanotte in un'aiuola


VIAREGGIO (LUCCA) 27 Dicembre 2011 Francesco, il fratello 50enne del comico Giorgio Panariello, è stato trovato privo di vita poco dopo la mezzanotte in un'aiuola sulla terrazza della Repubblica di fronte al bagno Zara a Viareggio. Un passante ha visto l'uomo, che in passato aveva avuto problemi di tossicodipendenza, a terra ed ha avvertito il 118. Il medico ha cercato, ma inutilmente, di rianimare Francesco Panariello. È intervenuta anche una volante della polizia. Il corpo è all'ospedale Versilia per essere sottoposto ad un esame autoptico per stabilire le cause del decesso.

GIORGIO RICONOSCERÀ LA SALMA Per il riconoscimento della salma all'obitorio è atteso il fratello di Franco Panariello, Giorgio, che già più volte in passato si era occupato dell' uomo quando aveva avuto problemi di droga e di salute. In una intervista rilasciata nel 2009 al periodico DiPiù, Franco Panariello aveva raccontato che era stato proprio il fratello attore ad aiutarlo ad uscire dal tunnel della droga. Franco e Giorgio avevano avuto un'infanzia molto difficile. Abbandonati da una mamma-bambina quando Giorgio aveva poco più di un anno e Franco era appena nato, erano stati subito separati: il primo affidato ai nonni materni, il secondo messo in un collegio. Lì era rimasto per 12 anni prima di essere adottato da una famiglia benestante. «Neanche l'affetto della nuova famiglia - raccontò Franco nell'intervista-verità - riusciva a placarmi. Un giorno mi scoprirono mentre portavo via loro i soldi, così tolsero l' adozione. Fui spedito in un collegio a Siena, ma anche lì durai poco, mi scoprirono mentre stavo rubando dei soldi al preside. Fui ritenuto un caso con pochissime probabilità di recupero così mi portarono dai miei nonni al Cinquale, una frazione del comune di Montignoso». In Toscana, Franco conobbe il fratello Giorgio ma scappò anche dalla residenza dei nonni per andare in cerca della madre, a Napoli. Finì poi in carcere, si ammalò e cominciò a drogarsi. Fino al momento in cui Giorgio Panariello lo convinse ad andare a disintossicarsi nella comunità di San Patrignano, all'età di 37 anni per uscirne sette anni dopo. A Viareggio, Giorgio Panariello aveva fatto il giardiniere.

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Flaviano Casagrande sfonda con la testa la porta,tagliandosi la gola


TREVISO 27 Dicembre 2011 Colto da malore o forse per una scivolata accidentale, non è stato possibile stabilirlo con certezza, cade in avanti e sfonda con la testa la porta a vetri dell’ingresso del suo appartamento tagliandosi la gola. Una morte orribile, assurda, per dissanguamento, alla vigilia di Natale, ha funestato il quartiere di Ceneda di Vittorio Veneto (Treviso). È successo sabato scorso, poco dopo le 10.30.

A perdere la vita nel tragico incidente domestico Flaviano Casagrande, 70 anni, ex operaio tessile da Cini e alla Tessitura Follina, ora pensionato, che nonostante il pronto arrivo del personale del Suem e il trasporto disperato all’ospedale non ce l’ha fatta. È morto subito dopo l’arrivo in ospedale: aveva perso troppo sangue.

A dare l’allarme dalla casa di via Cosmo, civico 28, dove Casagrande abitava sono stati i familiari, che abitano al piano di sotto e che hanno sentito il tonfo e il rumore di vetri infranti provenienti dall’appartamento. Sono accorsi trovando una scena raccapricciante: Flaviano, non dava segni di vita, pendeva penzoloni dalla vetrata della porta in un lago di sangue.

Nella caduta un vetro gli era penetrato in gola recidendo di netto la giugulare. Per fermare l’emorragia è stata una corsa contro il tempo, ma inutile. La morte è giunta in pochi minuti.

«Eravamo in cucina, al piano di sotto – racconta la sorella Fiorella – e abbiamo sentito il frastuono della caduta. Forse era inciampato. Siamo saliti di corsa e lo abbiamo soccorso, era ancora vivo. Altre volte aveva avuto lievi malori, ma sempre senza conseguenze. Lascia un grande vuoto in tutti noi fratelli e amici, perché era veramente una brava persona, non si meritava una morte simile».

Sul posto sono accorsi anche i carabinieri per verificare, come è sembrato subito chiaro, l’accidentalità dell’accaduto e per raccogliere le testimonianze dei parenti. Flaviano Casagrande, molto conosciuto nel quartiere di Ceneda ha lasciato i fratelli Pierino, Fiorella, Elena, Rosetta e Giovanni, con cognati e nipoti.

I funerali saranno celebrati domani pomeriggio alle 14 nella cattedrale di Ceneda, mentre questa sera alle 19, sempre in cattedrale sarà recitato un rosario a suffragio.

lunedì 26 dicembre 2011

Eveline Chirila di 18 anni e Petre Hanzig, boscaiolo di 20 anni morti Asfissiati dalle esalazioni della stufa in Val di Non


TRENTO 26 dicembre 2011 Due giovani romeni hanno perso la vita a Castel Fondo, paese della Val di Non, in Trentino, a causa delle esalazioni di una stufa a legna. Le vittime sono due giovani ragazzi: Eveline Chirila, di 18 anni, studentessa residente a Romallo, sempre in Val di Non, e Petre Hanzig, boscaiolo di 20 anni.

A trovare i corpi senza vita dei due la madre del ventenne: l'orrore le si è presentato davanti stasera, non appena è rientrata nell'appartamento dove viveva insieme al figlio.

Sul posto sono giunti i carabinieri e il medico legale, che ha fatto risalire la morte alla notte scorsa a causa del monossido di carbonio.

Marsala, in via Sibilla uomo trovato morto in auto


MARSALA 26 dicembre 2011 La vettura era parcheggiata in via Sibilla, nel centro del paese. Sul corpo, adagiato sul sedile anteriore lato passeggero, non sono state rilevate tracce di ferite o altri elementi che permettono di accertare la causa del decesso
Un 34enne è stato trovato morto all'interno di un auto parcheggiata in via Sibilla, nel centro di Marsala. Sul corpo, adagiato sul sedile anteriore lato passeggero, non sono state rilevate tracce di ferite o altri elementi che permettono di accertare la causa del decesso. La Procura ha disposto l'autopsia, che dovrebbe essere eseguita oggi. Indagano i carabinieri.

Scontro frontale con un morto e quattro feriti sulla statale per Fossano


MONDOVI' (CUNEO) 26 dicembre 2011 Scontro frontale con un morto e quattro feriti sulla statale per Fossano questa notte in località Breolungi. Una Golf con a bordo due ragazze congolesi di 19 e 17 anni, residenti a Mondovì, è sbandata in curva e ha invaso la corsia opposta.

Proprio in quel momento sopraggiungeva un'auto: l'uomo alla guida, 57 anni, è rimasto ucciso nell'impatto. Con lui si trovavano due ragazze di 32 e 30 anni: quest'ultima è rimasta ferita in modo grave.

Campagne di Recanati (Macerata) Rapina in villa, proprietario uccide un bandito


MACERATA 26 December 2011 Il proprietario di una villetta isolata nelle campagne di Recanati (Macerata) ha sparato la scorsa notte, uccidendo un rapinatore che stava tentando di introdursi nella sua abitazione in contrada Ricciola. L'uomo dormiva ed è stato svegliato da un rumore sospetto. Ha preso la sua pistola Smith&Wesson, regolarmente detenuta, è sceso e vedendo degli armeggiamenti vicino alla finestra ha sparato un colpo.

LA BANDA DI MALVIVENTI. Il proiettile ha colpito alla testa un albanese che è morto qualche ora dopo. Indagano i carabinieri. Al momento non sono stati resi noti i nomi delle persone coinvolte nella vicenda. L'uomo ucciso è stato comunque identificato e i militari sono sulle tracce di altri due albanesi che erano con lui, probabilmente tutti membri di una stessa banda dedita a furti e rapine in abitazioni nella zona.

incidente stradale a Capaci, perde la vita una ragazzina di 14 anni


PALERMO 26 Dicembre 2011 Un’altra tragedia dopo quella i Cosenza è accaduta durante il giorno di Natale, vittima una ragazza di 13 anni, che ha perso la vita in un incidente stradale a Capaci, nel palermitano, dopo che l’auto sulla quale viaggiava è andata a schiantarsi contro il guard rail.
La ragazza si trovava sulla Palermo-Mazzara del Vallo, la macchina a bordo della quale stava percorrendo la strada, una Peugeot è andata a sbattere sul
guard rail, forse a causa del maltempo e dell’asfalto scarsamente aderente perché bagnato dalla pioggia. L’incidente è accaduto vicino al monumento che commemora la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, nella strage di Capaci. Per la ragazzina i soccorsi sono stati inutili.
La polizia stradale sta cercando di accertare la dinamica: l'auto su cui la ragazza viaggiava, una Peugeot, è sbandata e si è schiantata contro il guard-rail. A causa dell'incidente il tratto di strada è stato chiuso e l'Anas ha disposto l'uscita obbligatoria a Carini con rientro in autostrada a Capaci.

Gaetano Anastasio, 22 anni, artigiano edile,perde la vita in un incidente mortale


Bergamo 26 Dicembre 2011.Un 22enne di Martinengo, Gaetano Anastasio, 22 anni, artigiano edile, è morto all'alba di domenica 25 dicembre in un incidente stradale avvenuto alle porte del paese. La vittima stava rientrando nella propria abitazione dopo aver riaccompagnato la fidanzata a casa con cui aveva trascorso la vigilia del Natale in famiglia.

La sua auto è andata a sbattere contro una cabina elettrica e il giovane è morto sul colpo. Secondo la prima ricostruzione dell'accaduto, l'Alfa Romeo 159 station wagon sulla quale viaggiava la vittima stava procedendo da Palosco verso il centro di Martinengo quando all'improvviso ha invaso la corsia opposta di marcia ed è finita contro la struttura in cemento.

A causare l'incidente, che non ha coinvolto altri veicoli, potrebbe anche essere stata una distrazione dovuta a un colpo di sonno del conducente. L'auto dopo l'impatto ha compiuto un testacoda. Il deceduto era figlio unico. Il padre Antonio ha un'impresa nel ramo dell'edilizia. Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri di Martinengo. Sul posto anche i carabinieri di Romano, i vigili del fuoco di Romano e il 118.

Armando D’Alessandro , 39enne di Ottaviano scende dall'auto e viene travolto e ucciso sulla statale 162


CASORIA(Napoli) 26 Dicembre 2011 Incidente mortale sulla statale 162. Questa notte, poco dopo la mezzanotte, nel Comune di Casoria, sulla carreggiata direzione Napoli, Armando D’Alessandro , 39enne di Ottaviano, alla guida di una Volkswagen, per cause in corso di accertamento, fermava il veicolo e scendeva dall’auto, venendo investito da una Audi Q5 guidata da un 27enne di San Giuseppe Vesuviano. il 39enne, soccorso e trasportato dal personale del 118 all’ospedale Villa Betania” di ponticelli, moriva subito dopo per le lesioni ricevute.
I rilievi del sinistro stradale sono stati eseguiti dai carabinieri della tenenza di Cercola che hanno sequestrato entrambi i veicoli e sottoposto il 27enne ai consueti accertamenti sanitari per accertare o meno l’uso di bevande alcoliche o stupefacenti, i cui risultati verranno resi noti in queste ore.

Bruno Raimondo, 29 anni perde il controllo della moto schiantandosi contro un auto


POZZUOLI 26 Dicembre 2011 Un incidente stradale mortale si è verificato sulla provinciale Pozzuoli Monterusciello: la vittima è un motociclista che si trovava a bordo di una potente Honda. Bruno Raimondo, 29 anni, residente a Napoli, mentre proveniva da Monterusciello, all'uscita della galleria di monte Corvara, nell'affrontare la curva ha perso il controllo del mezzo ed è andato ad impattare frontalmente contro una Ford Fiesta che viaggiava in direzione opposta. Per Raimondo la situazione è apparsa subito disperata. Nonostante avesse il casco l'uomo, probabilmente anche per la velocità sostenuta, nell'urto violento ha compiuto un volo di circa venti metri finendo con la schiena contro il muro perimetrale dell'arteria spezzandosi il collo. Inutili i soccorsi con l'arrivo del 118 che non ha potuto fare altro che constatarne la morte. La salma è stata poi trasferita al II Policlinico per gli esami autoptici. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia municipale di Pozzuoli coordinati dal comandante, Carlo Pubblico, che hanno avviato le indagini per la ricostruzione della dinamica dell'incidente. Ascoltati alcuni testimoni oculari che hanno assistito all'incidente. Sulla vettura coinvolta nell'urto si trovava una famiglia di quattro persone, i genitori e due bambini, rimaste sotto shock e costretti a far ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso del nosocomio flegreo, Santa Maria delle Grazie. Non hanno riportato ferite nell'impatto. I due mezzi, la moto e l'auto, sono state poste sotto sequestro dal magistrato che conduce le indagini.
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