domenica 31 ottobre 2010

Vincenzo Cernuto, 35 anni muore in un incidente stradale


Messina 31 Ottobre 2010 La vittima è il conducente dell'auto, Vincenzo Cernuto, 35 anni di S.Filippo del Mela. L'uomo, dopo il violento impatto con il guard rail è morto sul colpo mentre l'amico che era con lui, Giovanni Russo, 33 anni, anche lui di S.Filippo del Mela, è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico, ma non sarebbe in pericolo di vita. L'incidente è avvenuto intorno alle 2, per motivi ancora da accertare. Secondo una prima ricostruzione della Polstrada Cernuto avrebbe perso il controllo della sua Wolkswagen Tuareg e si è schiantato contro il guard rail.
Gli amici di Facebook

SILVANO PONZA AGRICOLTORE DI 74 ANNI MUORE INCORNATO DA TORO


CASTAGNOLE(ASTI) 31 OTTOBRE 2010Silvano e' stato ucciso da un toro inferocito. E' deceduto dopo essere stato colpito più volte al ventre nonostante i soccorsi siano arrivati immediatamente. La tragedia verso le 18 a Castagnole Lanze in un cascinale della localita' Valle Tanaro. Il toro ed altri bovini, proprieta' di un vicino di casa,erano fuggiti da un recinto protetto da un cavo elettrico.
I carabinieri di Castagnole Lanze sono intervenuti in località Valle Tanaro a seguito del decesso di Silvano Pietro Ponza di 74 anni, domiciliato in Castagnole Lanze.
L’uomo è stato aggredito da un toro che scavalcando la recinzione del pascolo in cui si trovava investiva il malcapitato procurandogli varie lesioni che ne hanno causato la morte.
I militari, a seguito degli accertamenti svolti, hanno proceduto al deferimento dell’allevatore proprietario dell’animale per il reato di omicidio colposo.

Michele Binello 76enne,Stava tagliando un albero,scivola e muore


Cuneo 31 ottobre 2010 Michele Binello, agricoltore in pensione di 76 anni, è morto cadendo da un fico alto 3 metri mentre tagliava un ramo con la sega. La tragedia è avvenuta in pochi istanti mentre lavorava al confine tra il suo terreno e quello del vicino.
L’uomo è morto sul colpo dopo l’impatto con il suolo.
Nulla da fare per i suoi parenti accorsi al podere sito lungo la provinciale 2 che da Priocca porta a San Damiano d'Asti per prestargli soccorso.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Govone e i medici del 118 che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’agricoltore in pensione.
Una visita necroscopica è stata eseguita anche dal medico legale, su disposizione del Pubblico Ministero di turno Laura Deodato, informata dell’accaduto dai carabinieri. La salma è stata traslata alla camera mortuaria del cimitero di Priocca.

Daniel Gabriel, è morto in seguito a un malore accusato durante una partita


SIENA 31 OTTOBRE 2010 Si giocava in provincia di Siena un match di seconda categoria. Daniel Gabriel si è accasciato al suolo e non si è più ripreso. Il giovane, di origini nigeriane e residente ad Arezzo, attaccante del Torrita, si è accasciato al suolo, mentre era lontano dall'azione di gioco, durante il primo tempo della gara. La partita è stata subito sospesa e i sanitari, prontamente intervenuti, hanno provato per mezz'ora a rianimarlo prima dell'arrivo dell'elisoccorso Pegaso.
Il giovane sarebbe arrivato però all'ospedale già morto. Da quanto emerso è stata disposta l'autopsia per accertare le cause del decesso: al momento viene ipotizzato un infarto.Il ventiduenne attaccante del Torritaserre, durante il primo tempo, al 35esimo, è caduto improvvisamente a terra sotto gli occhi dei compagni di squadra e del pubblico presente sugli spalti. Immediatamente l'arbitro ha sospeso la partita e a s soccorrere Gabriel per prima, pare sia stata la madre, di uno dei giovani calciatori. Accortasi della gravità della situazione, la donna che di professione fa l'infermiera, è scesa in campo, tentando di rianimare il giovane fino all’arrivo dei soccorsi. Inutile però il tentativo di salvare la vita. In cielo si è alzato anche l'elisoccorso Pegaso della Regione Toscana ma per il calciatore con la maglia numero 9 non c'era più niente da fare.

A quanto emerso è stata disposta l'autopsia per accertare le cause del decesso: al momento viene ipotizzato un infarto.
Sconvolti, i compagni di squadra, i dirigenti delle due società di calcio e tutti i presenti all’incontro. Una tragedia che ha scioccato il mondo dello sport e l’intera comunità. Sgomento anche su Facebook dove gli amici scrivono: “Non si può morire a 22 anni.”

Daniel Gabriel era nato a Lagos in Nigeria e da alcuni anni viveva in provincia di Arezzo, prima a Cesa, poi nel capoluogo. In Italia da 3 anni aveva militato in Veneto in alcune squadre di Eccellenza e Serie D per poi arrivare a Torrita di Siena dove indossava la maglia numero 9 del Torritaserre


Stefan Robert Kiem, di 41 anni, ha ucciso a martellate la suocera, Rosa Reiterer, di 71anni.


Sarentino 31 ottobre 2010: uccide la suocera a martellate. La vittima è Rosa Reiterer, 71 anni, l'assassino è il genero Stefan Robert Kiem.Il delitto è avvenuto ieri sera nel maso di famiglia, ma Kim si è costituito ai carabinieri di Bolzano solo nella tarda mattinata di oggi. Il fatto è avvenuto ieri a tarda sera al'interno di una casetta che fa parte del piccolo nucleo di abitazioni unifamiliari che costituisce l'abitato di Villa, ai piedi di una zona boscosa. Secondo quanto si è saputo, l'uomo avrebbe detto di avere ucciso la donna al culmine di una lite. L'uomo si trovava nella casa dell'anziana per fare dei lavori di riparazione, per i quali utilizzava il martello, divenuto l'arma del delitto. Dopo avere ucciso la donna, il presunto omicida sarebbe tornato a casa per andare a letto. Stamani, poi, la decisione di costituirsi.
. Secondo quanto si è saputo, avrebbe detto di avere ucciso la donna al culmine di una lite. L'uomo si trovava nella casa dell'anziana per fare dei lavori di riparazione, per i quali utilizzava il martello, divenuto l'arma del delitto. Dopo avere ucciso la donna, il presunto omicida sarebbe tornato a casa per andare a letto.

Loris Piantella 31 anni designer,trovato impiccato:lavoro non andava bene


PADOVA 31 OTTOBRE 2010 L'uomo, padre di un bambino di 9 anni, era separato da tempo
Sotto choc i familiari: «Non stava passando un periodo facile»
Un'altra giovane vita volontariamente spezzata, un'altra famiglia per bene provata da un grandissimo dolore, quello per la morte di un figlio. È stata la madre a trovare, poco dopo le 7 di ieri, il corpo senza vita del primogenito Loris Piantella, 31 anni, designer, padre di un bambino di 9 anni, La signora si è alzata, non lo ha visto nel suo letto mentre la macchina era nel garage. È uscita in cortile e sotto al portico della grande barchessa a lato dell'abitazione la tragica scoperta. Inutile l'intervento dei soccorritori del Suem 118. Il medico non ha potuto che constatare il decesso. Il giovane si è ucciso legando una corda ad una trave lasciandosi poi cadere. Non ha lasciato nessun messaggio, nulla è stato trovato.
I familiari non ricordano comportamenti o frasi tali da far pensare ad un gesto così drammatico. Viveva con i genitori, la mamma Daniela, casalinga, il papà Ezio, pensionato di un'azienda di impianti telefonici, le sorelle Patrizia di 32 anni e Federica di 22, entrambe con un impiego. In casa Loris aveva aperto uno studio di design.

Una famiglia normale come tante, con forti legami e valori. Pronti all'aiuto vicendevole. «Non era un periodo facile per il suo lavoro - ricorda la sorella maggiore - se ne parlava in casa. Una situazione come se ne sentono tante di questi tempi, c'era un po' di sconforto, ma non tale da far immaginare ad un gesto così. In settimana era andato ad Asolo a scattare delle fotografie, una delle sue passioni, le avevo viste al computer, bellissime. Era sereno».
La data delle esequie non è stata fissata in attesa del nulla osta della magistratura. Considerate le festività si prevedono per mercoledì o al più tardi giovedì.ECCO COSA SCRIVEVA NEL SUO SITO

Andrea Iacucci di 34 anni,investito a Pordenone


PORDENONE31 ottobre 2010 E’ accaduto la notte scorsa, un’automobile che viaggiava a Zoppola in provincia di Pordenone, ha investito e ucciso un pedone, Andrea Iacucci di Cordenons

Stava percorrendo la statale 13 del comune di Zoppola a piedi, alle 5 e mezza del mattino, quando è stato travolto da un’Alfa Romeo, morendo sul colpo.
L'uomo - a quanto si è saputo - stava procedendo a piedi quando, intorno alle 5.30, per cause in corso di accertamento, è stato travolto da un'automobile Alfa Romeo, condotta da D.L., di Varmo (Udine), che viaggiava in direzione di Pordenone. Iacucci è morto sul colpo, a causa delle gravi ferite riportate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pordenone. Il conducente dell'auto è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica e omicidio colposo. La vettura, gravemente danneggiata, è stata sequestrata
Il conducente dell’auto è stato denunciato poichè guidava in stato di ebbrezza alcolica e per omicidio colposo, mentre la sua auto, distrutta, è stata posta sotto sequestro.
I carabinieri di Pordenone sono intervenuti per compiere i rilievi di legge sul luogo dell’incidente.

Deborah Quici, una giovane 22enne Perde la vita per mano del suo amico ubriaco Alfredo Santino Rateni


CAMPOBASSO 31 Ottobre 2010 - Ha causato la morte di una sua amica Deeborah Quici di 22 anni perché guidava ubriaco.
Nella Fiat Punto condotta da Alfredo Santino Rateni, c’erano 4 persone che ritornavano da una serata trascorsa a Campobasso, intorno alle 4 del mattino l’autista avrebbe perso il controllo dell’auto andando contro un guardrail.

La ragazza sarebbe morta sul colpo, mentre un altro dei componenti la comitiva è stato ricoverato in prognosi riservata al Caldarelli.
Ricoverati anche glia altri passeggeri e lo stesso Alfredo Santino Rateni, sorvegliato dalla polizia e sarà arrestato con l’accusa di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza
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ricordati i 27 bambini di San Giuliano


S.GIULIANO DI PUGLIA (CAMPOBASSO) 31 Ottobre 2010 - Ad ogni rintocco di campana il nome di uno dei 27 bambini e della loro maestra, morti nel crollo della scuola elementare ''Jovine''. Cerimonia di commemorazione a San Giuliano di Puglia, nell'ottavo anniversario della tragedia che colpì il paese il 31 ottobre del 2002. Davanti ad una folla di gente assiepata nei pressi del luogo sacro, sono iniziati i rintocchi. Ricordate anche le altre vittime del terremoto, due pensionate. La cerimonia è proseguita con un corteo fino alla zona della scuola crollata dove sono state deposte corone di fiori. Presenti il capo della Protezione Civile,Guido Bertolaso, il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro e il presidente della Regione Molise, Michele Iorio.

LA PROTESTA DELLE FAMIGLIE. Nel giorno in cui si ricordano le vittime del terremoto del 2002, i legali delle 20 famiglie colpite dal dramma hanno lanciato una pesante denuncia. ''Non abbiamo trovato - hanno riferito gli avvocati Arnaldo Tascione e Valentina Bozzelli - collaborazione nel Comune di S.Giuliano di Puglia, né negli enti sovraordinati nel riconoscimento dei legittimi diritti dei famigliari delle vittime e dei sopravissuti, scaturite da due sentenze processuali della Corte d'Appello di Campobasso e della Cassazione''. Secondo i due legali il Comune di S.Giuliano, pur avendo in bilancio delle somme, le ha vincolate per evitare i pignoramenti. Le provvisionali per le famiglie dei 27 bambini deceduti nel crollo della scuola 'Jovine' e di quelli sopravissuti,
complessivamente 50 famiglie, ammontano a circa undici milioni di euro. Secondo i legali le istituzioni locali sono state ''latitanti''..

sabato 30 ottobre 2010

Nestor Kirchner.morto ex presidente argentino


ARGENTINO Il decesso di Kirchner ha colto di sorpresa e lasciato sotto shock l'Argentina, anche se i problemi di salute di quello che era di gran lunga l'uomo più potente del paese erano noti. La morte di Kirchner ha scosso profondamente il paese, dove tra l'altro oggi è in corso il censimento nazionale della popolazione e delle abitazioni. Proprio per questa ragione, con i locali e gli uffici pubblici chiusi, le strade di Buenos Aires apparivano deserte.

Accanto a Kirchner nelle ultime ore di vita c'è stata proprio la presidente. Secondo le ricostruzioni dei media locali, Kirchner si è sentito male all'alba a causa di un infarto. Cristina ha quindi fatto chiamare i medici, che lo hanno portato in una clinica del Calafate, dove l'ex presidente ha subito altri due infarti, che hanno finito per stroncarlo. Lo scorso 7 settembre, era stato sottoposto a un'angioplastica con applicazione di uno stent, e a febbraio era stato operato d'urgenza alla carotide.

Il leader peronista è quindi morto nella sua Patagonia, dove era nato nel 1950 nella capitale della provincia di Santa Cruz, Rio Gallegos: la città dove aveva iniziato a fare politica, dopo essersi laureato in giurisprudenza a La Plata, vicino a Buenos Aires. Proprio qui, nei primi anni pre-dittatura, Nestor aveva conosciuto e sposato Cristina. Dopo il golpe del 1976, erano nati due figli (Maximo e Florencia). In quell'epoca avevano messo su insieme uno studio legale a Rio Gallegos, allontanandosi così dalla Buenos Aires del periodo più buio dei desaparecidos. Prima di essere eletto capo dello Stato nel 2003, Kirchner è stato sindaco di Rio Gallegos, quindi governatore di Santa Cruz. Poi, nel maggio del 2003 l'ingresso alla Casa Rosada, momento che segnò per lui l'apertura di un nuovo ciclo, durato ben sette anni, di potere. Sempre al centro dello scacchiere politico nazionale.

Al centro del modello politico ed economico di Kirchener, così come di quello della Fernandez, c'era stato il tentativo di modificare e sradicare gli effetti del neoliberismo e di promuovere una strenua difesa dei diritti umani. Qualche tempo fa aveva ripreso nelle proprie mani le redini del Partito Giustizialista (peronista), con il sostegno di tanti sostenitori e l'opposizione dei suoi numerosi nemici, che lo tacciavano di autoritarismo e il cui obiettivo era quello di sbarrargli la strada che porta alla Casa Rosada, dove da tempo Kirchner non nascondeva di voler tornare. L'ex presidente era infatti in testa nei sondaggi, con un 34/36% dei consensi.

Il leader peronista, affermano sostenitori e avversari, è morto proprio per lo stress provocato dalla sua grande passione per la politica. E per il potere, aggiunge qualche analista, sottolineando che Kirchner non ha mai frenato la propria attività, nonostante due chiari avvertimenti cardiaci: una operazione alla carotide in febbraio ed un'angioplastica in settembre.

«Ho appreso con profonda costernazione la notizia dell'improvvisa scomparsa di suo marito, il presidente Nestor Kirchner», ha scritto in un messaggio di cordoglio alla moglie il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Con il presidente Kirchner viene a mancare un riconosciuto protagonista della vita democratica dell'Argentina, che ha saputo guidare nel corso della sua presidenza in circostanze difficili».

Brucia casa, si uccide dopo lite moglie il 64enne Giuseppe Fuccio


Carlentini(Siracusa), 30 ottobre 2010 – Dopo un litigio con la moglie ha incendiato la sua abitazione nel siracusano e si e' quindi tolto la vita lanciandosi dal terrazzo di casa il 64enne Giuseppe Fuccio.
Alle 17 sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha interessato un appartamento sito al primo piano di un edificio in piazza Diaz a Carlentini e che ha causato, per cause ancora da verificare, una vittima.
Avvisati poco prima delle ore 16 dai Vigili Urbani del piccolo comune, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Lentini hanno trovato sul luogo anche il 118, accorso nella speranza, rivelatasi vana, di poter soccorrere l’occupante della casa, precipitato dal balcone sulla piazza: dopo iniziali difficoltà ad accedere all’interno dell’abitazione, completamente invasa dal fumo, i Vigili del Fuoco, muniti di autoprotettori, hanno localizzato il focolaio principale, iniziando in tal modo a domare le fiamme ed accertandosi che non vi fossero eventuali altre vittime.
Sul luogo si è da poco recata anche una squadra ed un funzionario dei Vigili del Fuoco della sede centrale per la verifica statica dell’immobile e la ricerca delle cause dell’incendio.
Sul posto sono presenti i Carabinieri.
Ore 19 – Il morto è il 64enne Giuseppe Fuccio, che, dopo un litigio con la moglie, ha dato fuoco all’abitazione, e si è gettato dal terrazzo, in Piazza Diaz.
Fuccio, pensionato, soffriva da tempo di crisi depressive.
I sanitari hanno fatto moltissimo per salvarlo, ma non c’è stato niente che gli abbia potuto salvare la vita.
Illesa, invece, la moglie, che è riuscita a fuggire e a chiedere aiuto.

Mario Serra, un pensionato di 73 anni, è stato trovato morto nel letto della sua camera a Tresnuraghes (Oristano)


Gli agenti sono stati allertati dai vicini che non vedevano in paese da alcuni giorni Mario Serra, un pensionato di 73 anni.
E' stato trovato morto nel letto della sua camera a Tresnuraghes (Oristano). L'uomo, che era imbavagliato e aveva mani e piedi legati, sarebbe morto per soffocamento. Secondo gli inquirenti, l'anziano sarebbe stato imbavagliato durante una rapina per impedirgli di urlare e chiamare aiuto. L'omicidio risale a qualche giorno fa, ma è stato scoperto solo sabato, dopo l'allarme dato da un vicino.

I carabinieri della stazione di Tresnuraghes hanno trovato la porta d'ingresso socchiusa. L'abitazione era completamente a soqquadro: qualcuno aveva rovistato dappertutto. Nella camera da letto giaceva il cadavere legato di Serra, sul quale non sono stati trovati segni di colluttazione.

Rinaldo Rean 63 anni allevatore di fenis muore travolto dalla sua mucca


AOSTA 30 Ottobre 2010 - Non ce l'ha fatta l'allevatore Rinaldo Rean 63 anni rimasto vittima della sua mucca. È morto questa mattina all'ospedale regionale di Aosta per le gravi ferite riportate,
L’allevatore nel pomeriggio di martedì scorso, stava cercando di radunare le sue mucche, a pochi metri dalla stalla di Saint-Marcel, quando, verosimilmente è stato colpito da una sua bovina. Nessuno ha assistito all’incidente. A dare l’allarme un operaio che ha visto Réan a terra privo di sensi. Immediata la corsa in ospedale, ma da subito le sue condizioni sono parse critiche.
Intanto, la dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. L’allevatore e suo figlio Luca, quest’anno erano presenti alle Batailles con due mucche: Frison e Bataillon. Rinaldo Réan era molto conosciuto e apprezzato nel mondo degli allevatori

Luigi Liani di 23 anni, romano è stato ucciso da un uomo, Massimiliano Annibali di 35 anni, incensurato, all'interno di una carrozzeria.


ROMA 30 OTTOBRE 2010 La vittima è stata colpita da un proiettile di 357 Magnum, forse un colpo accidentale. Preso l'omicidaA FONTE NUOVA VICINO MENTANA

23enne ucciso con un colpo di pistola

La vittima è stata colpita da un proiettile di 357 Magnum, forse un colpo accidentale. Preso l'omicida

Un ragazzo, Luigi Liani di 23 anni, romano è stato ucciso da un uomo, Massimiliano Annibali di 35 anni, incensurato, all'interno di una carrozzeria. È successo nel tardo pomeriggio di sabato nel comune di Fonte Nuova, vicino a Mentana in provincia di Roma. La vittima è stata colpita al volto da un proiettile di una pistola 357 Magnum. Inutili i soccorsi del 118.

L'omicida arrestato dai carabinieri della stazione di Mentana e del nucleo radiomobile della compagnia di Monterotondo e attualmente si trova in carcere a Rebibbia con l'accusa di omicidio. Gli inquirenti sono al lavoro per capire la dinamica dell'accaduto. Non è escluso che il colpo della pistola calibro 3,57 Magnum sia partito accidentalmente per incauto maneggio dell'arma. Ma i carabinieri stanno effettuando riscontri ed accertamenti per venire a capo della vicenda.

venerdì 29 ottobre 2010

Corrado Manni,anestesista Wojtyla, E' morto a Roma, nella sua casa all'eta' di 87 anni


ROMA 29 OTTOBRE 2010 Legò il suo nome a Wojtyla che assistette nel primo intervento del 13 maggio 1981 al Policlinico "Gemelli", dopo l'attentato a Piazza San Pietro e in altre cinque operazioni. Fu fondatore nel 1964 e primo direttore dell'Istituto di anestesiologia e rianimazione dell'Università Cattolica di Roma Il professor Corrado Manni
E' morto stamattina a Roma, presso la sua abitazione, all'età di 87 anni il professor Corrado Manni, grande maestro della medicina e dell'anestesiologia italiana e internazionale. Fondatore nel 1964 e primo direttore dell'Istituto di anestesiologia e rianimazione dell'Università Cattolica di Roma, Manni legò il suo nome a Giovanni Paolo II, che assistette e a cui pratico l'anestesia generale nel primo intervento chirurgico del 13 maggio 1981 al Policlinico "Agostino Gemelli", dopo l'attentato a Piazza San Pietro e in altre cinque operazioni.
Nato a Roma nel 1923, Manni si è laureato in medicina e chirurgia nel 1947 e si è specializzato in anestesiologia e rianimazione nel 1952 presso l'Università degli studi di Roma. Allievo della scuola del celebre chirurgo Pietro Valdoni, partecipò giovanissimo anche all'intervento chirurgico cui fu sottoposto Palmiro Togliatti dopo l'attentato del luglio 1948. A lungo consultore della Pontificia commissione per la Pastorale sanitaria, fu esperto del Consiglio superiore della sanità. Tra i suoi prestigiosi riconoscimenti: la medaglia d'oro al "merito della sanità pubblica" conferita dalla presidenza della Repubblica italiana. Da sempre impegnato nel sociale, ha offerto il suo contributo come Presidente della Società Internazionale di Medicina dei disastri ed è stato tra gli animatori del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (Cemec). Le esequie avranno luogo domani, alle 15 presso la Chiesa Centrale della sede di Roma dell'Università Cattolica.

Un operaio di 21 anni, Michele De Marinis fa un volo di 7 metri dal capannanone e perde la vita


MODUGNO (BARI), 29 OTTOBRE 2010 Un operaio di 21 anni Michele De Marinis, di Monopoli, e' morto stamani al policlinico di Bari per le ferite subite nella caduta dal tetto di un capannone sul quale stava montando pannelli fotovoltaici. L'incidente e'
avvenuto ieri nella zona industriale di Modugno, a pochi chilometri da Bari.
LA DINAMICA
- La caduta ieri alle 14.45. L’operaio, dipendente di una ditta di Monopoli che costruisce pannelli fotovoltaici «Tecnologie elettriche e telecomunicazioni», stava montando pannelli solari sul tetto del capannone Michele Lecce, che ha sede tra Modugno e Bitonto, sulla strada provinciale 231. Improvvisamente è ceduto un pezzo della copertura che ha fatto precipitare al suolo De Marinis. A dare l’allarme è stato proprio il titolare dell’azienda di Modugno che si occupa di forniture agricole. Un’ambulanza ha trasportato l’operaio al Policlinico, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico di terzo grado, oltre a gravi lesioni a gambe e torace. Sul posto dell’incidente sono intervenuti i carabinieri del comando di Modugno. Vista la gravità del trauma alla testa, forse l’operaio non indossava il casco di protezione.

Sahid Belamel 29enne,morto di freddo,4 indagati,agonia nel video


Ferrara 29 ottobre 2010 Sahid Belamel, marocchino di 29 anni, è morto lo scorso 14 febbraio dopo essersi ubriacato in discoteca: il ragazzo è uscito dal locale e ha perso la vita per il troppo freddo. Per questa morte assurda sono finite indagate quattro persone. Alcune telecamere a circuito hanno ripreso la drammatica sequenza degli ultimi istanti di vita e soprattutto dell'indifferenza di alcuni passanti. A riferire la notizia e le immagini il quotidiano "la nuova Ferrara".
Un'azienda di via Colombo ha ripreso Sahid che, seminudo, si aggrappava ai cancelli tentando di rimanere in piedi. Troppo alcol in corpo per cercare di mantenere l'equilibrio. Il ragazzo appena fiori dal Madame Butterfly era anche caduto nelle acque gelide del canale poco distanti dal luogo della sua morte. Per questo era senza vestiti, aveva cercato di asciugarsi col risultato, però, di rimanere semi nudo nella gelida notte invernale della pianura padana.

Alle otto del mattino la polizia lo ha ritrovato sul ciglio della strada ma per lui non c'è stato più nulla da fare. Per la sua morte quattro persone sono finite nel registro degli indagati: due sono i buttafuori della discoteca, un altro è l'amico col quale Sahid aveva trascorso la serata, infine il tassista che si è rifiutato di portare a casa il giovane marocchino.

Dalle testimonianze risulta fin troppo chiaro che Sahid non era in grado di reggersi in piedi e che avrebbe avuto bisogno di aiuto. Un aiuto negato testimoniato da alcuni video. Oltre a quello della ditta di via Colombe ne esiste un altro ancora più duro. Dopo essere caduto a terra ha tentato di rialzarsi, trascinandosi sul marciapiede. E alcune auto passano al suo fianco, non si accorgono o non vogliono accorgersi di quanto sta accadendo. Il risultato è la morte assurda di un ragazzo per la quale la famiglia ora chiede giustizia.

giovedì 28 ottobre 2010

. Elezay Xhezhi 37enne, morto questa mattina a Saluzzo mentre lavorava in un cantiere edile


TORINO 28 OTTOBRE 2010 Il tragico incidente sul lavoro è avvenuto in via Griselda, a poca distanza dal Municipio, verso le 9.30. L'operaio stava lavorando alla preparazione di un basamento per l'installazione di una gru da utilizzare nel cantiere edile presso un edificio della via, noto in città come "ex Convento". Stando alle prime ricostruzioni, l'uomo sarebbe sceso all'interno dello scavo, ad una profondità di circa due metri, dove si trovava un cavo dell'alta tensione dell'Enel, già danneggiato il giorno prima proprio durante i lavori edili. Il contatto con il cavo dell'Enel, che sprigiona una potenzia di 15mila volt, è stato fatale.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno provato ad attuare tutte le manovre di rianimazione, i carabinieri di Saluzzo, i vigili del fuoco e gli ispettori dello Spresal. Si dovranno accertare le responsabilità dell'accaduto, come ha spiegato il dirigente dello Spresal saluzzese dottor Santo Alfonzo. E' giunto sul posto anche il sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Saluzzo, dottor Ezio Basso, che ha disposto il sequestro del sito e della documentazione relativa al basamento per la gru. Inoltre, sono stati disposti gli accertamenti sulla salma, che verranno probabilmente eseguiti nella giornata di domani.

Enrico Villa 47anni, fulminato da una scarica elettrica muore


Bergamo 28 ottobre 2010,operaio muore fulminato da una scarica elettrica.A Brembate vicino Bergamo è morto nel pomeriggio il 47enne Enrico Villa, fulminato da una scarica elettrica sul luogo di lavoro. La tragedia si è verificata intorno alle 16 presso l’azienda Odl. L’uomo stava utilizzando un evaporatore, quando è stato colpito da una violentissima scarica di ottomila volt.
La vittima residente a Bottanuco, era sposata ed aveva anche dei figli. Inutile l’immediato intervento dei soccorsi, non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono giunti i carabinieri, a cui toccherà di stabilire l’esatta dinamica dei fatti ed accertare eventuali responsabilità. Dopo l’incidente gli altri operai dell’azienda hanno indetto 8 ore di sciopero.Sul posto sono giunti i carabinieri, a cui toccherà di stabilire l’esatta dinamica dei fatti ed accertare eventuali responsabilità. Dopo l’incidente gli altri operai dell’azienda hanno indetto 8 ore di sciopero.Pochi minuti più tardi, sul luogo del drammatico incidente è arrivata anche la moglie dell'uomo - Laura Ferrari, insegnante alla scuola elementare di Bottanuco - accompagnata dalla figlia 12enne, che frequenta la 2ª media. Enrico Villa aveva anche un figlio, di 15 anni, studente alle superiori.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dell'Asl di Bonate Sotto.

Gli operai dell'azienda hanno dichiarato otto ore di sciopero. Eugenio Borella, segretario generale provinciale della Fiom Cgil commenta: «Siamo di fronte all'ennesimo infortunio mortale in un'azienda metalmeccanica della nostra provincia. Condivideremo tutte le iniziative di protesta e sensibilizzazione che verranno organizzate alla Odl. Oltre a ciò e seguendo quanto deciso dal Comitato Centrale nazionale Fiom-Cgil in questi casi, ci costituiremo parte civile».

«Riteniamo che questo fatto grave – dichiara Pier Capelli, della Fim Cisl - debba comunque essere chiarito e invitiamo le istituzioni a fare verifiche e analisi per arrivare alla scoperta delle cause e delle responsabilità. Riteniamo importante che si svolga un'azione forte e decisa perchè non accadano più casi come questo, ennesimo infortunio mortale in un'azienda metalmeccanica della provincia.

Lorenzo Benvenuti 46 anni scivola dal tetto del capannone mentre lavorava.facendo un volo di 5 metri e muore


BOLZANO (28 ottobre) - Un uomo di 46 anni è morto questo pomeriggio in un incidente sul lavoro a Laives, a sud di Bolzano. Lorenzo Benvenuti, il titolare del capannone, era salito sul tetto per lavori di manutenzione, quando è improvvisamente scivolato e precipitato per circa cinque metri. L'uomo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti la Croce bianca e i carabinieri Metti il resto dell'articolo qui Alice nel paese delle meraviglie.

Nicola Acampora, 41enne perde la vita sul lavoro cadendo da 40 metri


Amalfi (Salerno) 28 Ottobre 2010 Un rocciatore Nicola Acampora all'opera lungo la parete rocciosa che sovrasta la Valle del Dragone ad Atrani ha perso la vita dopo un volo di di 50 metri.
La terribile tragedia si è verificata in territorio di Ravello, intorno alle 11.30, quando l'uomo che stava operando la bonifica insieme .
con alcuni colleghi è caduto al suolo all'interno di un terreno privato sottostante il piccolo cimitero di Atrani ubicato lungo la pedonale che conduce a Pontone.
Sconvolti i proprietari dell'abitazione sottostante, che per pochi metri ricade in territorio di Ravello.
Sono stati loro a dare l'allarme dopo aver udito un forte rumore e aver rinvenuto il corpo dell'uomo adagiato a terra agonizzante.
L'operaio, N.A., 41 anni di Agerola, è morto poco dopo, e a constatarne il decesso sono stati i sanitari del 118. Una zona impervia ed altamente pericolosa quella di via Valle del Dragone, raggiungibile dalle scale a gradoni che da Atrani salgono fin su a Pontone o da una stradina privata di un residence di Civita.
E' da qui, che sono giunti i primi soccorsi, quando però era ormai troppo tardi. Sconvolti anche i tre colleghi dell'uomo che erano a lavoro con lui sulla parete rocciosa.
I tre sono stati ascoltati dai carabinieri delle stazioni di Ravello e di Amalfi che indagano sull'accaduto. C'è ora da stabilire se l'uomo era imbracato oppure no e cosa può aver causato il volo di cinquanta metri che gli è stato fatale.
L'operaio, che indossava il casco e le cinture per l'imbracatura era dipendente di una ditta di Cava dei Tirreni che si sta occupando della bonifica.
Lungo la montagna, da qualche giorno, erano ripresi i lavori di pulizia ordinati dal Genio Civile e che avrebbero dovuto mettere in sicurezza proprio la zona sottostante dove insistono l'abitazione e il giardino su cui si è schiantato l'operaio.
I proprietari del fondo, che da anni chiedevano la messa in sicurezza di quella montagna, avevano segnalato poco prima ai vigili urbani di Ravello e Atrani la caduta di massi uno dei quali aveva sfondato una tettoia in lamiera.
Ed è qui che qualche ora dopo, mentre i vigili urbani stavano per andare via dopo aver accertato il mancato ritiro della spazzatura che in quella zona giace da giorni, che è caduto l'operaio impattando prima su un cumulo di pietre e scivolando poi sotto la tettoia utilizzata dai proprietari dell'abitazione per stendere i panni.
Sul posto oltre ai vigili urbani di Ravello e Atrani e ai carabinieri di Amalfi e Ravello sono giunti anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Maiori che hanno poi aiutato gli addetti delle pompe funebri a rimuovere il cadavere che è stato trasferito presso il pronto soccorso di Castiglione dove il medico legale ha eseguito l'esame esterno della salma. Difficile però stabilire le reali cause del decesso per questo in serata il corpo di dello sfortunato operaio è stato trasportao presso la sala mortuaria dell'ospedale di Salerno dove verrà eseguito l'esame autoptico disposto dal pm Polito.
Un'altra terribile tragedia che, benchè non sia capitata in territorio comunale, scuote ulteriormente il piccolo paesino di Atrani già provato da quest'anno horribilis.
Sul posto, a portare il proprio conforto alle persone che lavoravano in zona e ai proprietari dell'abitazione visibilmente sconvolti, anche il sindaco di Atrani Nicola Carrano nel cui comune ricade parte del giardino della proprietà privata a mezzadria proprio tra Ravello e Atrani.

Claudia Racciatti tenente, 29 anni si suicida con un colpo di pistola al cuore


Roma 28 Ottobre 2010 Un tenente donna dell'arma dei carabinieri(Claudia Racciatti) si è suicidata a Roma nella caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa in viale Giulio Cesare sparandosi un colpo di pistola al cuoreLa tenente, 29 anni, era stata anche tra le finaliste al concorso di Miss Italia, qualificata nel '99 come Miss Rocchetta Abbruzzo e testimonial ufficiale per l'Arma nel 2003. Da una rapida ricerca sulla rete è facile apprendere il suo nome che è Claudia Racciatti di Vasto. Al concorso ha partecipato con il numero 98. La Racciatti era diventata l'immagine dell'Arma dei Carabinieri per aver prestato il volto in una campagna promozionale, quando i manifesti avevano coperto i muri in tutta Italia per invitare all'arruolamento nell'Arma.
La notizia del suicidio ha causato sgomento e sconcerto a Vasto, la città abruzzese di cui era originaria Claudia Racciatti. La ragazza, vivace ed estroversa, era molto nota in città: lo scorso anno il suo volto sorridente era apparso su un manifesto dei carabinieri distribuito in tutti i Comuni d'Italia per lanciare il il corso per Allievi ufficiali dell'Arma presso l'Accademia militare di Modena. Claudia Racciatti si era arruolata vincendo il concorso dei Carabinieri nel 2003. L'ufficiale era la figlia di Domenico Racciatti, comandante della stazione del Corpo Forestale
dello Stato di Vasto.

Raffaele Patriciello operaio di 32 anni muore colpito da molle


SANT'ANASTASIA(NA) 28 Ottobre 2010 Incidente sul lavoro: muore operaio edile. Raffaele Patriciello, 32 anni di Acerra, stava lavorando all’interno di una ditta di costruzioni in via Pomigliano, quando sarebbe stato colpito alla testa da un muletto del cantiere guidato da un altro operaio.
Patricciello, - che è risultato lavoare «in nero» è stato portato al pronto soccorso del vicino ospedale Apicella di Pollena Trocchia dal datore di lavoro e un altro operaio della ditta di costruzioni, la Taurus Costruzioni, per la quale stava lavorando Inutili i soccorsi e le manovre rianimative: l’operaio era già deceduto quando è arrivato in ospedale. Stando a una prima ricostruzione dei camici bianchi dell’Apicella il muratore sarebbe morto per un forte trauma cranico: la vittima perdeva sangue dal naso, dalla bocca e dalle orecchie. Sul posto i carabineri della stazione di Sant’Anastasia e della Compagnia di Castello di Cisterna e la polizia che stanno compiendo accertamenti per verificare l’esatta dinamica dell’incidente, la posizione lavorativa di Raffaele Patriciello all’interno della ditta e se indossasse attrezzatura idonea a garantire la sicurezza. Disposta l’autopsia sulla salma.

Antonio Satta 70 anni, ha perso la vita dopo essere stato travolto da un furgone


Varese 28 ottobre 2010,anziano muore travolto da un furgone.Questa mattina verso le ore 7.00 due persone marito e moglie lui 70anni lei 63anni sono stati investiti mentre stavano attraversando la strada in via Mgenta angolo Largo Flaiano a Varese da un furgone bianco; l'urto è stato tremendo i due coniugi sono stati sbalzati a terra, sul posto due Ambulanze e Automedica,le condizioni dell'umo sono parse subito disperate trasportato in Cod. Rosso non c'è l'ha fatta, anche la moglie è stata trasportata in Cod.Rosso in H Varese, sul posto la Polizia Locale e Provinciale per stabilire con precisione la dinamica; il trafico impazzito strade bloccate la situazione è tornata alla normalità verso le ore 9.00.

La coppia era appena uscita di casa ed era sulle strisce pedonali che sono in prossimità del semaforo (a quell'ora lampeggiante) ma la dinamica è al vaglio della polizia locale e proprio per effettuare i rilievi i vigili sono stati costretti a chiudere la strada. Inevitabili le ripercussioni sulla viabilità. Centro città semi-paralizzato e lunghe code anche in autostrada in direzione Varese. Problemi al traffico anche per due altri incidenti per fortuna di entità minore.

mercoledì 27 ottobre 2010

Carmine Marigliano 37 anni ammazzato mentre stava dal barbiere


NAPOLI, 27 OTTOBRE 2010 - Un uomo di 37 anni Carmine Marigliano e' stato ucciso alla periferia di Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, in un negozio da barbiereL’uomo, già noto alle forze dell’ordine per numerosi reati, è stato raggiunto dai sicari nel negozio. Secondo quanto riferito dai testimoni, il 37enne si è subito accorto dell'agguato e ha cercato disperatamente di fuggire. Per cercare di salvarsi la vita si è rifugiato nel bagno del locale, ma è stato inutile. Al momento non è ancora chiaro se a sparare è stata una sola persona. L'unica cosa certa è che i sicari hanno raggiunto Carmine Marigliano e l'hanno crivellato di colpi alla schiena.

La vittima, legata al clan D'Amico, era già nota alle forze dell'ordine per vari reati. Sul caso stanno indagando i carabineiri. Data la ferocia del delitto, non si esclude un regolamento di conti.
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Avvocato Massimo Pallini è stato assassinato nel suo studio


ROMA, 27 OTTOBRE 2010 Un avvocato, Massimo Pallini, 45 anni, e' stato trovato morto nel suo studio di Cassino, in provincia di Frosinone, ucciso da colpi d'arma da fuoco l'assassino aveva un appuntamento con il legale che ha freddato davanti ad altri clienti presenti nello studio, terrorizzati. Sull'episodio indagano polizia e carabinieri.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo armato è entrato nello studio di via Cimarosa, ha superato la fila di clienti adducendo come scusa una domanda urgente da porre al legale e non appena entrato ha iniziato a sparare all'impazzata. Quattro i colpi di pistola che hanno ucciso l'avvocato, specializzato in cause civili, che era molto conosciuto nell'ambiente forense.

Massimiliano Pallini era sposato, con un bimbo di 7 anni, e viveva a Cassino da 10 anni. La sua uccisione ha lasciato sgomenta l'intera città, dove era molto conosciuto. I carabinieri del reparto operativo provinciale e della compagnia di Cassino stanno lavorando a 360 gradi per cercare di individuare l'assassino

L'assassino in serata si e' consegnato ai Carabinieri, in mano aveva la pistola. Ma non si conoscono ancora i dettagli, ne' la sua identita' L'uomo uscendo dalla stanza, mentre guadagnava l'uscita aveva avuta anche la freddezza di dire, ad un cliente che stava per entrare nello studio: ''non entri, c'e' troppa gente''. Poi la fuga. Forse aveva preso un appuntamento con la vittima. Forse dietro il delitto un cliente insoddisfatto o interessi poco chiari. I carabinieri di Cassino di sono messi subito al lavoro per ricostruire l'identikit dell'assassino ascoltando anche le dichiarazioni dei clienti dell'avvocato che attendevano nella sala d'attesa dello studio e hanno visto l'uomo. La descrizione era quella di un uomo sui 45 anni, italiano. Anche se si era sparsa la voce, poi smentita, che il killer fosse straniero. Gli spari sono stati sentiti anche nei dintorni: ''Ero in casa con mio figlio quando ho sentito alcuni spari poi le urla'', ha raccontato una donna di mezza eta' che vive in un appartamento nella palazzina proprio dinanzi a quella dove l'avvocato Massimo Pallini e' stato assassinato. ''Mi sono affacciata e ho visto le persone che correvano e scappavano. Poi sono scesa ed ho saputo che quel poveretto era stato ucciso. Ma chi poteva volergli male, aveva un aspetto cosi' buono!'', ha aggiunto sconvolta la donna
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Eleonora Liberatore, 37 anni,uccisa a coltellate dall'ex compagno


CESENATICO 27 OTTOBRE 2010 L'operaio albanese accusato di aver ucciso a coltellate l'ex compagna Eleonora Liberatore, 37 anni, in un bar a Villalta di Cesenatico. L'uomo, S.P., un elettricista di 39 anni, dopo l'omicidio ha vagato nelle campagne della zona e ha anche tentato di suicidarsi per folgorazione. "L'ho uccisa" ha detto in stato confusionale. Ora è piantonato all'ospedale di Cesena. La vittima lo aveva denunciato per stalking.Eleonora Liberatore, 34 anni, era uscita a fumare una sigaretta quando è arrivato il suo ex compagno, Sokol Pirra: colpita almeno cinque volte con una lama di quindici centimetri. L'uomo è poi fuggito e ha tentato il suicidio: la scossa elettrica gli ha distrutto un braccio Eleonora Liberatore lavora vicino al locale. Vi arriva con un'amica e un amico per bere qualcosa. Pirra li trova fuori a fumarsi una sigaretta. Il coltello di 15 centimetri è nascosto in un calzino. Un grido: "Devi venire via con me", poi la colpisce, almeno cinque volte, anche al petto e alla schiena. Eleonora muore per dissanguamento.

Sokol Pirra abbandona l'arma e scappa a piedi. Sembra una scena da film: si rifugia in un casolare di campagna, tutto lordato di sangue. Non oppone resistenza quando i carabinieri lo trovano: ha anche tentato di uccidersi, folgorandosi a un palo della luce, ma lui che è elettricista non riesce a prendere la scossa giusta, e a farne le spese è solo il braccio. Ora è piantonato al Bufalini di Cesena. La donna lascia un figlio di 16 anni

martedì 26 ottobre 2010

polpo Paul È morto nella notte la piovra di Oberhausen divenuta una star planetaria durante i Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica.


È morto nella notte il polpo Paul, la piovra di Oberhausen divenuta una star planetaria durante i Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica. Lo ha reso noto l'acquario Sea Life che ospitava l'animale. La notorietà mondiale di Paul era giunta in occasione della Coppa del Mondo in cui aveva indovinato l'esito di tutte le sette partite della nazionale tedesca: il polpo aveva predetto le vittorie dei tedeschi contro Australia, Ghana, Inghilterra, Argentina e Uruguay, così come le sue sconfitte contro Serbia e Spagna. Paul aveva indovinato anche il risultato della finale Spagna-Olanda, l’unico pronostico che gli era stato chiesto non riguardante la nazionale tedesca.

Antonino Terrazzino,59enne assassinato ad Agrigento,l'uomo non aveva precedenti penali


Raffadali Agrigento 26 ottobre 2010, passanti scoprono cadavere sul marciapiede: 59enne assassinato.
Antonio Terrazzino, senza precedenti penali, ucciso con un colpo d’arma da fuoco: nessun testimone.Il cadavere di un 59enne, Antonino Terrazzino, è stato scoperto sul marciapiede di via Etna, a Raffadali, nell'Agrigentino. L'uomo è stato ucciso all'alba con un colpo d’arma da fuoco. I carabinieri della compagnia di Agrigento e quelli del reparto operativo stanno indagando per ricostruire la dinamica dell'assassinio. Terrazzino era uscito da casa alle 7 per andare a comprare il pane. La vittima non ha precedenti penali. Nessuno avrebbe visto, né sentito nulla anche perchè al momento dell’omicidio su Raffadali imperversava un temporale. Terrazzino era uscito da casa alle 7 per andare a comprare il pane. La vittima non ha precedenti penali. Nessuno avrebbe visto, né sentito nulla anche perchè al momento dell’omicidio su Raffadali imperversava un temporale. In mattinata, a Raffadali, avrebbe dovuto tenersi l’inaugurazione ed intitolazione della nuova caserma dei carabinieri.Al momento del ritrovamento Terrazzino non aveva addosso documenti. E’ stato trovato solo con il mazzo di chiavi di casa in mano. I militari, inoltre, non avrebbero trovato testimoni. Secondo quanto ricostruito, infatti, il 59enne è stato ucciso all’alba, quando a Raffadali imperversava un temporale. Adesso la lente d’ingrandimento degli investigatori, che al 99 percento hanno escluso la pista mafiosa, punta sulla cerchia di conoscenze di Antonino Terrazzino. Bisogna capire il perché e chi lo avrebbe potuto volere morto.

Simone La Penna 32 anni Morto per denutrizione a Regina Coeli


Questa volta a morire è stato Simone La Penna, un ragazzo che era in arresto per detenzione di stupefacenti. E dietro la sua morte assurda emergono ancora errori ed imperizie imputabili ad alcuni sanitari che avrebbero dovuto vigilare sulla sua salute.

E’ per questo che sotto il faro della Procura di Roma sono finiti adesso sette persone, tra medici ed infermieri del carcere di Regina Coeli, tutti indagati per omicidio colposo. Secondo gli inquirenti, alcuni di loro avrebbero scritto relazioni per il tribunale di Sorveglianza in cui attestavano che il giovane era compatibile con il regime carcerario. Altri non si sarebbero accorti che lentamente si stava spegnendo. Si chiamano Andrea F., Andrea S., Giuseppe T., Paolo P., Francesco P., Antonio C. e Domenico S. E in qualche modo sono chiamati in causa dalle 1800 pagine di relazione medica sulla morte di Simone La Penna firmata dai consulenti del pm Eugenio Albamonte. Che spiegano anche, scientificamente, le cause del decesso: arresto cardiaco provocato da uno squilibrio elettrolitico.

Era il 27 gennaio 2009 quando Simone venne trasferito dalla sua abitazione presso la casa circondariale di Viterbo, per detenzione di stupefacenti. Le sue condizioni erano buone, anche se negli anni passati, dal 2003 al 2005, il giovane romano era stato curato presso l’ospedale Sandro Pertini perché soffriva di anoressia.

Dopo un mese di detenzione, Simone La Penna iniziò a perdere velocemente peso; il vomito era ricorrente e le analisi indicavano degli squilibri nella presenza di potassio. Lo portarono nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Belcolle di Viterbo dove grazie ad una terapia indovinata cominciò a dare segni di miglioramento. Ma non appena tornava in carcere, Simone ricominciava a vomitare e dimagrire, tanto che i consulenti del pm, nella relazione della Procura, parlano del sopraggiungere di uno stato di anoressia mentale.

E così a causa di un peggioramento delle sue condizioni, l’8 giugno del 2009 venne trasferito presso il reparto medico del carcere di Regina Coeli. Qui lo stato di denutrizione di Simone La Penna precipitò in un mese, tanto da essere ricoverato il 27 luglio all’ospedale Sandro Pertini, dove restò due giorni per ricevere una terapia mirata. Fino a che, il 26 novembre, esattamente un anno fa, alle 8 di mattina due infermieri del carcere di Regina Coeli si ritrovarono a praticare le operazioni di rianimazione sul corpo di Simone La Penna, che dopo dieci minuti morì. In quel momento pesava 49 chili; e oggi il pm Albamonte si prepara a chiedere conto della sua morte ai medici che avrebbero dovuto segnalare le sue condizioni fisiche e mentali e non lo fecero. E anche a quelli che gli prescrissero medicinali che potevano salvarlo senza poi verificare che gli venissero somministrati davvero

GRUPPO FACEBOOK DEDICATO A SIMONE LA PENNA.

Gerardo Citarelli 45 anni,guardia giurata morta durante all assalto porta valori,Napoli


CASORIA 26 OTTOBRE 2010 Sparatoria in un istituto di credito: morto un vigilantes. Ferito gravemente un collega della vittima e in modo lieve un passante. Il commando è scappato con un borsone pieno di denaro. Assaltato un furgone portavalori, a Casoria in provincia di Napoli. Una guardia giurata è morta e sono stati feriti un passante e un altro vigilantes. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi erano in cinque, armati anche con un kalashnikov. Il commando ha atteso l'arrivo del furgone in via Guglielmo Marconi, dove c'è una filiale Unicredit. Lì hanno seguito le guardie giurate all’interno dell’agenzia, dove i vigilantes hanno accennato una reazione. I malviventi hanno risposto col fuoco, uccidendo una delle guardie, Gerardo Citarelli, 43 anni, e ferendo gravemente al torace e agli arti inferiori l'altra, Giuseppe Lotta, di 39 anni. Colpito, in modo non grave, anche Antonio Caputo, di 42 anni, che probabilmente stava effettuando un'operazione allo sportello.La banda si è poi allontanata con un borsone pieno di denaro, ma la somma non è stata ancora quantificata. Ora i carabinieri di Casoria, comandati dal capitano Gianluca Migliozzi, hanno istituito numerosi posti di blocco nei dintorni.

Alessandro Carraro, 20 anni muore insieme alla nonna Emma Carraro, di 74 anni per una fuga di Gas


PADOVA, 26 OTTOBRE 2010 - Una donna di 74 anni Emma Carraroe il nipote di 20anni Alessandro Carraro sono morti per esalazioni di monossido di carbonio a Santa Giustina in Colle (Padova). Il giovane si era fermato per la notte a dormire con la nonna che non stava bene. La donna era 26 la cugina del padre di Alessandro, che lui chiamava confidenzialmente "zia".

Il giovane si era fermato a dormire a casa dell'anziana, perchè lei non stava bene. La sera prima la donna, che aveva perso la sorella da circa un mese, si era fatta visitare dal pronto soccorso di Camposampiero per una tachicardia.
Secondo un primo accertamento, l'intossicazione è stata causata dal cattivo funzionamento di un impianto a gas metano. Dal sopralluogo dei vigili del fuoco sembra che l'impianto fosse stato installato negli anni '80, completamente "fuori norma". Era posizionato infatti in una cantina chiusa quando avrebbe dovuto essere all'aperto o in un posto ventilato.
L'allarme è stato dato stamani da un familiare e quando sono arrivati i soccorsi hanno trovato l'anziana a letto e il giovane riverso a terra a pochi passi dal suo letto. Probabilmente si è accorto di stare male e ha cercato di uscire ma è stramazzato al suolo. La casa singola dove l'anziana viveva da sola è in una zona agricola al di fuori del centro di Santa Giustina in Colle.

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lunedì 25 ottobre 2010

Sarah, accertamenti sulla presunta corda del delitto FOTO


Svolta nelle indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi: tra i reperti sottoposti ad esame dagli esperti del Ris ci sarebbe anche una corda rinvenuta all'interno della casa di Michele Misseri. Secondo quanto risulta a News Mediaset, i carabinieri avrebbero sottoposto il reperto al test del Dna per recuperare eventuali tracce della vittima e dei suoi presunti assassini, lo zio Michele e la cugina Sabrina. Oltre alla corda analizzato anche il telefonino. a famiglia della vittima ha nominato l'ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano. Per Sabrina Misseri è invece presente l'anatomopatologa Carla Vecchiotti, dell'università di Roma Sapienza , mentre per Michele Misseri c'è il suo avvocato Daniele Galoppa.Gli accertamenti "dattiloscopici, biologici, chimici e informatici" verranno svolti su tutti i "reperti acquisiti al procedimento": il cellulare e la batteria del telefonino di Sarah, i tamponi biologici prelevati sul cadavere della quindicenne, il dna, i rilievi e i reperti acquisiti sulla Seat Marbella di Michele Misseri, all'interno del garage e dell'abitazione dei Misseri in via Grazia Deledda ad Avetrana.La Procura di Taranto, infine, ha nominato come consulente gli stessi Ris.

E' morto Liborio Di Vincenzo dopo una settimana di agonia


E' morto poco dopo le 23.30 di ieri Liborio Di Vincenzo, 49 anni, il meccanico rimasto gravemente ustionato nel corso di una esplosione avvenuta in una officina in contrada San Benedetto lo scorso 16 ottobre. era stato trasferito dopo l'incidente, con ustioni su quasi tutto il corpo, al Reparto grandi ustionati dell'Ospedale Civico di Palermo.con ustioni su quasi tutto il corpo, al Reparto grandi ustionati.A quanto pare, stava riparando un furgone. A un certo punto, avrebbe acceso la saldatrice e forse per la presenza di benzina si è innescata prima una fiammata e poi una vera e propria deflagrazione.

Renato Uccella di 58 anni è morto cadendo da 15 metri


Marcianise(Caserta)25 ottobre 2010 -Un operaio e' morto ed un altro e' rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro accaduto in uno stabilimento del settore metalmeccanico di Marcianise, nel Casertano, in mattinata ha perso la vita un dipendente di una ditta esterna che lavorava per conto .

. della 'BD Bulloneria Dadi Srl' il cui stabilimento, con sede nella zona industriale di Marcianise, è diretto dal dottor Vincenzo Potestà. L'operaio era intento a svolgere lavori di manutenzione alla copertura quando, a causa di un cedimento del lucernaio, è precipipato. Con lui vi era un collega che, al momento, versa in gravissime condizioni. Sul luogo sono accorsi i sanitari del 118 oltre a forze dell'ordine e personale dell'Asl. L'operaio è morto pochi minuti dopo il ricovero in ospedale.

Al momento sono in corso tutti gli accertamenti del caso per ricostruire nei dettagli la dinamica dell'incidente verificatosi nell'azeinda la cui direzione generale è affidato a Umberto Paliotto ma i dipendenti, a quanto appreso, pare siano dipendenti di una ditta esterna.

L'operaio che ha perso la vita era residente nel Comune di Capodrise. Il suo nome Renato Uccella nato a Napoli il 26 aprile del 52, dipendente della G.T. s.r.l. di Somma Vesuviana. L'altro, attualemnte in prognosi riservata, è Salvatore Tranchese nato a Pompei il 4 maggio del 77, residente in Scafati, ingegnere, dipendente della Hagitron s.r.l. di Napoli.

Katiuscia Gabrielli 25enne uccisa,la notte dell’8 settembre del 1999,corpo bruciato nel forno di una pizzeria


Pozzuoli(Napoli) 25 ottobre 2010, Katiuscia scomparsa 11 anni fa,«Cadavere bruciato nel forno delle pizze». Si allunga la lista dei collaboratori di giustizia chiamati a deporre nel processo sulla scomparsa di Katiuscia Gabrielli, la venticinquenne di Pozzuoli, madre di due bambini, uccisa, stando alle indagini, la notte dell’8 settembre del 1999, il cui corpo non è mai stato trovato. Secondo l’accusa, il cadavere di Katiuscia potrebbe essere stato bruciato nel forno della pizzeria di Castelvolturno all’epoca gestita dal compagno, Giuseppe Cervice, l’ultimo a vederla ancora viva e ora unico imputato del processo in corso a Santa Maria Capua Vetere.
Massimo Amatrudi e Alfonso Cesarano, entrambi pentiti ed ex affiliati al clan dei Casalesi, potrebbero svelare i particolari della morte della donna. Nell’udienza che si è svolta due giorni fa nell’aula della corte di Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere – presidente Elvira Capecelatro, a latere Maria Chiara Francica - è stata acquisita dai giudici la dichiarazione di Massimo Amatrudi: «Seppi da Cesarano che quella sera c’era del fumo strano in giro».

Poche parole per tirare in ballo un altro collaboratore di giustizia e intrecciare la storia di un omicidio con quella della camorra. Il 10 novembre Cesarano verrà ascoltato in video collegamento su ciò che sa della sparizione di Katia, sul «fumo nero» di quella sera.

Per il pm di Santa Maria Capua Vetere, Ilaria Sasso Del Verme, erano i resti del corpo di Katia a tingere di nero il cielo di Castelvolturno la notte tra l’8 e il 9 settembre. A dimostrazione di questa tesi ci sarebbe il fatto che l’imputato Cervice – accusato di omicidio e occultamento di cadavere – pare abbia cambiato i mattoni interni del forno della pizzeria.
In aula, due giorni fa, c’erano i genitori della donna che da undici anni sono in attesa della verità. Ed entrambi a novembre verranno ascoltati dalla corte, mentre nell’ultima udienza sono state acquisite le dichiarazioni dei due fratelli.
Furono proprio loro, genitori e fratelli di Katia, i primi a capire che la denuncia di sparizione sporta da Giuseppe Cervice ai carabinieri di Pinetamare non aveva avuto un seguito. Nelle prime fasi dell’indagine, infatti, vennero indagati il padre di Cervice, Leonardo, e un carabiniere originario di Livorno, Giovanni Fuggero, all’epoca in servizio presso la stazione di Castelvolturno accusato di aver insabbiato l’indagine.
Entrambi, però, sono stati assolti per prescrizione del reato.

agente Stefano Vistola 40 anni uccide la compagna Caterina Tugnoli 42 anni e poi si suicidia



BOLOGNA 25 OTTOBRE 2010 E’ accaduto alle 8.15 nell’abitazione di San Giorgio di Piano, nel Bolognese, dove viveva la vittima. L’agente ha usato la sua pistola d’ordinanza, con cui ha esploso diversi colpi. Infine ha puntato l’arma contro di sè e si è ucciso.Stefano Vistola, 40 anni, di San Severo (Foggia), era in servizio nel carcere di Ferrara dal ‘94. Per tre anni ha avuto una relazione con Caterina Tugnoli, 42 anni di San Giorgio di Piano (Bologna), dipendente dell’Arpa.
Sul posto operano i carabinieri di San Giovanni in Persiceto. Non ci sono ancora ulteriori informazioni sulle ragioni e sul movente.
I due avevano avuto una relazione durata circa tre anni e finita pochi giorni fa. Entrambe le vittime hanno matrimoni alle spalle: la donna lascia due figlie, di cui una minorenne, e l’uomo una figlia minorenne.L'agente ha esploso alcuni colpi della sua pistola di ordinanza, poi ha rivolto l'arma verso di se'. La donna, bolognese, era una funzionaria dell'Arpa.I due avevano avuto una relazione finita da poco.

domenica 24 ottobre 2010

Silvano Di Bonito, 49 e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto nello Stir


NAPOLI 24 OTTOBRE 2010 a Terzigno, Boscoreale, Trecase, avevano già fatto vedere il peggio, con gli scontri, le proteste degli abitanti, le cariche della polizia.
E oggi, 24 ottobre, è successo quello che forse in molti temevano: che in tutto questo caos rifiuti qualcuno c’ha rimesso la pelle.Un operaio e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto nello Stir (impianto di trattamento dei rifiuti) di Giugliano nel Napoletano. Silvano Di Bonito, 49 anni, di Portici (Napoli) stava lavorando con altri colleghi,si e' allontanato per entrare in un capannone e qui e' stato investito da una pala meccanica.
L'operaio e' morto prima che l'ambulanza del 118 potesse soccorrerlo. La moglie e' in attesa del secondo figlio.Era entrato nell’ Asia all’inizio dell’anno, quando l’azienda aveva preso in gestione gli impianti Stir di Giugliano e di Tufino. Oggi non avrebbe dovuto lavorare, ma è stato chiamato per affrontare l’emergenza.Subito sono arrivate le condoglianze delle autortà: il presidente della Campania, Stefano Caldoro, si è detto “vicino alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita mentre faceva il suo dovere, lavorando di domenica in via eccezionale perché gli era stato richiesto un lavoro in più”.

Anche il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, non ha fatto mancare il proprio messaggio, inviando alla famiglia Di Bonito “le condoglianze più sincere e sentite da parte nostra e del Governo, che è stato informato”.

L’attività nell’ impianto di Giugliano è stata sospesa.


La vittima, Claudio Carosino, 59 anni,medico di Busseto ucciso da paziente


PARMA 24 OTTOBRE 2010 Claudio Carosino, 59 anni, era un medico di Busseto, nella provincia di Parma. Questo pomeriggio, intorno alle 17,30, si era recato a far visita a uno dei suoi pazienti, un anziano che da tempo soffriva di depressione. Ma appena il medico è entrato a casa di Gianni Scaglioni, agricoltore di 79 anni, quest'ultimo gli ha sparato con un fucile da caccia detenuto regolarmente. L'omicidio e' avvenuto nel pomeriggio a casa di agricoltore pensionato di 79 anni, che la vittima visitava frequentemente.

Appena varcata la porta di casa lungo le scale di accesso all'appartamento il medico si e' trovato di fronte l'anziano che ha immediatamente puntato il fucile facendo fuoco una volta.
L'uomo soffriva di depressione. A trovare il cadavere di Carosino sono stati il fratello e la cognata del pensionato, che dall'appartamento vicino a quello in cui è avvenuto il delitto hanno sentito il rumore degli spari. Una volta a casa di Scaglione, i due hanno trovato il corpo della vittima steso a terra e l'anziano seduto sul divano, in evidente stato confusionale. Sull'episodio sono ora in corso delle indagini da parte dei carabinieri di Busseto e Fidenza. Sul luogo del delitto anche il pubblico ministero della Procura di Parma Francesco Gigliotti. Secondo una prima sommaria ricostruzione una settimana fa Scaglioni si era sottoposto al vaccino antinfluenzale e non si era sentito bene, tanto che il medico lo aveva visitato diverse volte negli ultimi giorni. Claudio Carosini, 59 anni, era molto conosciuto in tutta la provincia di Parma. Medico di famiglia da oltre trenta anni aveva tre ambulatori a Busseto, Roncole Verdi e Sant'Andrea. L'uomo era molto impegnato anche nel sociale come presidente dell'associazione aiuti minori del terzo mondo, ente che si occupa di adozioni a distanza, e partecipava attivamente ai programmi di informazione sanitaria per il mondo giovanile. Lascia la moglie e due figli.

E' stato recuperato il corpo di un subacqueo di 55 anni, Walter Mariani


VERONA (24 ottobre 2010) - Un subacqueo di 55 anni, Walter Mariani, è scomparso ieri nelle acque del Lago di Garda durante un'immersione assieme a un gruppo di altri sub. Il gruppo sta da tempo operando per il recupero di un veliero che si è inabissato circa un centinaio di anni fa davanti alla sponda veronese.
Durante l'immersione Mariani si sarebbe sentito male ed è scomparso nelle fasi di risalita da una profondità di circa 90 metri. Immediato l'allarme dei compagni di immersione, che avrebbero cercato di aiutarlo, e l'intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco, con l'ausilio anche un un mezzo meccanico fatto giungere da Milano e che può scendere fino a cento metri di profondità, ma le ricerche, sospese con l'arrivo del buio, sono state inutili.
il recupero
Il corpo e' stato recuperato stamane dai sommozzatori dei vigili del fuoco anche con l'ausilio di un mezzo meccanico fatto giungere da Milano. Mariani faceva parte di un gruppo di sub che sta da tempo operando per il recupero di un veliero che si e' inabissato circa un centinaio di anni fa davanti alla sponda veronese del Lago di Garda
Metti il resto dell'articolo qui Alice nel paese delle meraviglie.

Audio originale dell'interrogatorio di Michele Misseri


L'audio del primo interrogatorio di Michele Misseri, l'uomo che ha confessato l'omicidio della nipote. Si tratta di tre stralci in cui Misseri, dopo aver dato le sue generalità, dice che in famiglia nessuno sapeva del delitto. Versione questa ritrattata. Nella terza parte lo zio di Sarah dice di essere tornato sul pozzo, dove aveva gettato il corpo della ragazza, per pregare

sabato 23 ottobre 2010

Antonio Grazioso, 41 anni muore mentre lavorava nel cantiere, investito da un auto


BOLOGNA 24 Ottobre 2010– E’ stato investito da un’auto piombata ad alta velocità sul cantiere dove stava lavorando. E’ morto così un operaio di 41 anni Antonio Grazioso di origini campane, che ha perso la vita sull’autostrada A14. Un’auto ha abbattuto le transenne di un’area di cantiere sull’A14 nel Bolognese e ha investito e ucciso un’operaio al lavoro. È successo poco dopo le 4 al km 25 dell’A14, tra Castel San Pietro e San Lazzaro, in direzione Milano. La vittima, Antonio Grazioso, 41 anni, di origini campane ma residente nel Bolognese, sposato e con due figli, lavorava per la Cns, ditta che si occupa del controllo della cartellonistica dei cantieri.

L'AUTO - Al volante dell'auto, una Citroen C4, c'era un uomo di Cuneo di 65 anni: la vettura è finita fuori controllo invadendo l'area dei lavori, correttamente segnalata. Secondo la polizia stradale, che sta ricostruendo la dinamica dell'incidente, l'uomo avrebbe perso il controllo dell'auto per un colpo di sonno: sarebbe stato lo stesso automobilista a riferilo agli inquirenti. Di sicuro, non era ubriaco né sotto l'effetto di stupefacenti: l’alcol test e il narco test sono risultati negativi. La posizione dell'uomo è ora al vaglio del pm di turno, Francesco Caleca, che presumibilmente aprirà un fascicolo per omicidio colposo.

LA VITTIMA - La vettura ha centrato e ucciso sul colpo il guardiano di cantiere. L'uomo in quel momento era insieme ad altri tre addetti ai lavori, che sono rimasti illesi. Autostrade per l'Italia, con una nota, si dice «profondamente colpita dal doloroso evento» ed «esprime il proprio cordoglio alla famiglia e ai compagni di lavori».
VIDEO DELLA NOTIZIA

Muore in gara Crippen Francis,Mondiali di Roma


Il 26enne nuotatore statunitense ah perso la vita durante la 10km di Coppa del mondo in acque libere negli Emirati Arabi Uniti. Il campione americano aveva vinto il bronzo nella 10 chilometri di nuoto in acque libere ai Mondiali di Roma 2009 e recentemente si era piazzato al quarto e quinto posto nella 10 e 5 chilometri ai Mondiali di Roberval 2010. In occasione della gara romana Crippen era stato al centro di un caso: l'Italia aveva contestato il quarto posto di Valerio Cleri, sostenendo che lo statunitense che lo aveva preceduto aveva commesso delle irregolarità, ma il ricorso non era stato accolto.

NUOTO IN LUTTO. Il presidente della Federazione italiana nuoto Fin, Paolo Barelli, esprime "a nome personale e in rappresentanza della Federazione e dell'intero movimento natatorio le più sentite condoglianze alla Federazione statunitense per la sua tragica scomparsa".

Christian Kandbauer, 22 anni,muore guidava grazie alle protesi


AUSTRIA 24 OTTOBRE 2010 Il ragazzo austriaco privo di arti che era tornato a guidare grazie due protesi bioniche è morto in un incidente d'auto: non è chiaro se siano stati proprio gli arti "intelligenti" la causa dello schianto. Il camionista che l'ha soccorso è riuscito a spegnere le fiamme, ma per il giovane era troppo tardi.

Christian Kandbauer faceva l'apprendista meccanico quando, a causa di una scossa da 20mila volt, gli amputarono le braccia. Grazie a un intervento avveniristico, gli erano stati impiantati due arti intelligenti, frutto della tecnica iperspecializzata della ditta Otto Bock Healthcare, il primo progetto simile in Europa, arti che riusciva a controllare con la forza del pensiero.

E grazie alle due nuove braccia, era stato in grado di superare l'esame per la patente ed era tornato a guidare un'auto per disabili. Adesso la nuova tragedia, stavolta definitiva. Martedì il giovane, che nel frattempo era tornato a lavorare come magazziniere nel garage dove una volta faceva il meccanico, è stato trovato nel relitto della sua auto.

FRANCESCO MAIORANO 18 ENNE,PERDE LA VITA INCIDENTE CROTONE


CROTONE 24 OTTOBRE 2010 Una Punto, con tre giovani a bordo scagliata contro una Suzuki sui cui viaggiavano altri 5 ragazzi. Un 17enne muore sul colpo. Gli altri, soccorsi, rimasti incastrati tra le lamiere.Lo scontro, avvenuto all'altezza di un noto albergo cittadino, è stato violentissimo: la Punto, sulla quale si trovavano tre giovani, per cause in corso di accertamento, è andata a impattare contro la fiancata sinistra della Suzuki, con a bordo gli altri cinque ragazzi, entrando letteralmente dentro la vettura. Per il 17enne non c'è stato nulla da fare, mentre per estrarre le altre persone rimaste incastrate fra le lamiere sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco. A quel punto è iniziato il via vai di ambulanze del 118 per trasportare gli altri sette ragazzi feriti al pronto soccorso dell'ospedale civile di Crotone.

INCASTRATI TRA LE LAMIERE. lLe condizioni più gravi sono apparse quelle di un 18enne, per il quale i medici, a causa delle condizioni particolarmente critiche, in nottata hanno disposto il trasferimento all'ospedale Annunziata di Cosenza, dove il giovane si trova tuttora ricoverato nel reparto rianimazione. Gli altri sei ragazzi, il più anziano dei quali ha solo vent'anni, hanno riportato ferite giudicate guaribili dai sanitari in una trentina di giorni ciascuno. Sul posto per i rilievi sono intervenuti gli agenti della sezione di Polizia stradale di Crotone che hanno avviato le indagini per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente.

DENISE PIPITONE riprende il processo per il sequestro,martedi'


Martedi' il processo per il sequestro di Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004, quando aveva poco meno di 4 anni. L'udienza si terra' nel giorno del decimo compleanno della bimba. Imputati sono la 22enne Jessica Pulizzi, sorella per parte di padre di Denise, accusata di concorso in sequestro di minorenne, e il suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, al quale sono contestate false dichiarazioni al Pubblico ministero.
L'udienza, al tribunale di Marsala, si terrà il giorno del decimo compleanno della bimba. Gli imputati sono la 22enne Jessica Pulizzi, sorella per parte di padre di Denise, accusata di concorso in sequestro di minorenne; e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb.
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