giovedì 30 settembre 2010

VERONA un camion che stava facendo retromarcia ha travolto e ucciso Camillo Bertuco


VERONA (28 settembre) - Raccapricciante incidente stradale a Verona, dove un camion che stava facendo retromarcia ha travolto e ucciso un pedone, schiacciandogli la testa. La vittima è Camillo Bertuco, un 77enne residente in una via poco lontano dal luogo dell'incidente. Inizialmente non era stato identificato perché era completamente sfigurato e addosso non aveva documenti. L'incidente è avvenuto questa mattina nel quartiere Roma mentre l'autista del camion di una ditta che sta eseguendo lavori stradali per conto della Circoscrizione ha innestato la retromarcia senza accorgersi dell'uomo che stava passando a piedi e che è finito sotto il mezzo: le ruote hanno completamente schiacciato la testa del pedone e per rimuovere il camion sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che lo hanno sollevato con una gru.

BELLUNO Osvaldina Pradetto 78,Luigi De Villa 83,Il decesso dei coniugi è avvenuto a poche ore distanza


BELLUNO (29 settembre) - Sono morti a distanza di poche ore, dopo una condivisione di vita di quasi cinquant'anni. E ieri sono stati seppelliti insieme. Come in storie più famose, quali quella recentemente accaduta a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini o ancor prima a Federico Fellini e Giulietta Masina, anche la vicenda di Osvaldina Pradetto, Dina Luzia di Valle di San Pietro, 78 anni, e Luigi De Villa, Gige di Scogn di Costalta, 83, nel discreto anonimato, suscita analoga tenerezza. I due coniugi comeliani hanno seguito l'uno il destino dell'altra, dopo mesi di malattia, forse in un desiderio inconscio di non voler sopravvivere senza l'altro. Lei è morta di leucemia dopo mesi di sofferenza, lui si è spento il giorno dopo per complicazioni intervenute su una situazione comunque compromessa.

Emigrati a Verona negli anni in cui in Comelico non c'era lavoro per i giovani, dopo il matrimonio celebrato nella chiesa di San Pietro nel 1964, avevano costruito un nuovo spazio di relazioni, senza tuttavia mai interrompere i legami con parenti e amici lasciati in paese. Nella città scaligera il lavoro in fabbrica come metalmeccanico per lui, la stagionalità di prestazioni in una industria di panettoni per lei. La nascita dei due figli, Francesco e Monica. Per loro il ladino parlato in famiglia dai genitori è stata la prima lingua, conservata nel ricordo vivo e rinnovato ogni esate, quando tornavano nella grande casa costruita dal padre di Luigi agli inizi del Novecento, una delle prime costruzioni di pietra del paese di Costalta, svettante sopra la chiesa con analoga maestosità. Per loro era un rituffarsi dentro a relazioni di parentela e di amicizia, lunghe serate all'osteria, la sagra di sant'Anna, il sostare in piazza con vecchi e giovani. Molto sentito il legame di Luigi con le due sorelle, Flora e Filomena, che s'erano sposate in paese. Aveva sofferto molto per la loro prematura scomparsa. E forse in seguito a quei due lutti aveva coltivato con meno nostalgia l'idea di tornare definitivamente in paese, dopo che anche Dina era andata in pensione. La notizia della loro morte vicina si è diffusa nei due paesi di Costalta e Valle, suscitando commozione in quanti avevano un legame di amicizia con Luigi e Dina.

I funerali si sono svolti ieri pomeriggio a Verona, dove vive il figlio Francesco con la sua famiglia. Molto provata, anche per i mesi di cura e vicinanza nella malattia di entrambi i genitori, la figlia Monica, sposata ad Agordo. Ad accompagnare le due bare unite nell'ultimo viaggio al cimitero della città scaligera anche un gruppo di parenti scesi dal Comelico, per un ideale abbraccio della terra natale. Una messa di suffragio sarà celebrata nei prossimi giorni nella chiesa parrocchiale di Costalta. E analogo ricordo religioso si terrà anche a Valle, paese natale di Osvaldina.

TREVISO Simone Moreira, accusata di aver ucciso la figlioletta Giuliana gettandola nelle acque del Monticano ad Oderzo.

TREVISO (30 settembre) Accusata di aver ucciso la figlia, Simone è fidanzata e si sposerà a Natale La Moreira è sotto processo per la morte della piccola Giuliana, annegata nelle acque del Monticano a Oderzo-È quanto ha anticipato ad amici e avvocati la bella mamma brasiliana. Stefano, questo il nome dell’industriale che l’avrebbe convinta al grande passo. Un amore il loro sbocciato negli ultimi mesi, dopo che la donna è uscita dalla sua cella di via Baldenich a Belluno. Nell’ultimo periodo Simone spesso infatti si è divisa tra Milano e Belluno dove è stata ospitata dalla famiglia Burigo. Un legame quello tra Simone e Stefano nato proprio grazie alla famiglia, che oltre ad ospitarla le ha presentato l’imprenditore di Milano. Tra lei e Stefano, raccontano gli amici più intimi, negli ultimi mesi il legame sarebbe diventato estremamente forte. Un vero e proprio sentimento crescente tanto da costringerla a prendere in seria considerazione la possibilità della pronuncia del fatidico si. Per la mamma che sognava i riflettori da modella, e che invece si è trovata le telecamere puntate per l’accusa di aver ucciso fa tra le acque del Monticano la figlioletta Giuliana, sarebbe il primo sì. La mamma proprio ieri ha fatto ritorno in Italia dal Brasile dove ha passato una vacanza e ha potuto riabbracciare il suo primo figlio Lucas di cinque anni. Un periodo di riposo che la 23enne brasiliana a quanto pare ha trascorso con il suo nuovo flirt, l’imprenditore milanese occupato nel settore della grande distribuzione. Nonostante i due figli già avuti dalle precedenti relazione: la piccola Giuliana da Michele Favaro, e Lucas la donna non si è mai sposata. Una scelta quella dei fiori d’arancio che è indipendente dai tempi del procedimento giudiziario a suo carico. Infatti i tempi del processo, sono allo stato attuale difficilmente calcolabili. In lista ci sono ancora decine e decine di testimoni che devono sfilare. La donna, che presto avrà la cittadinanza italiana, dunque potrebbe finire, in un momento così difficile dal punto di vista giudiziario, per coronare due sogni in una sola volta. Simone Moreira infatti non aveva mai nascosto di voler portare a studiare in Italia il figlio Lucas e di fermarsi a vivere qui.

Mario Geremia, 55 anni Lonigo, riverso con metà corpo all’interno di una cisterna di fermentazione del mosto.

LONGINO(VICENZA)30 SETTEMBRE Un dipendente di un'azienda vinicola e' stato trovato morto riverso sul boccaporto di una cisterna piena di mosto. I medici parlano di morte per arresto cardiocircolatorio, ma non escludono che la causa possa essere l'alta concentrazione di ossido di carbonio prodotto nel processo di fermentazione del vino. La vittima e' Mario Geremia, 55 anni, di Lonigo, da gennaio dipendente della 'Vinigris'. A trovare il corpo e' stata una delle due titolari dell'azienda. Inutile il tentativo dei vigili del fuoco di rianimare l’uomo con il defibrillatore in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, sopraggiunto solo un minuto dopo. Non è ancora stata esclusa l’ipotesi che l’operaio sia stato colto da un malore prima di cadere nella cisterna. Spisal e carabinieri di Lonigo stanno eseguendo gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dei fatti e chiarire eventuali responsabilità. da gennaio dipendente della "Vinigris", della quale sono titolari le sorelle Lara e Patrizia Cristofari. È stata una delle due donne a trovare il corpo di Geremia. Ha dato l'allarme al centralino dell'ospedale e in breve da Verona è arrivato l'elicottero di emergenza, ma i medici non hanno potuto far nulla per salvargli la vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Lonigo, tecnici dello Spisal ed esperti dell'Arpav. Da Mestre sono stati fatti giungere anche gli specialisti del nucleo per il rischio chimico e batteriologico dei vigili del fuoco. Sono in corso misurazioni ed analisi per capire che atmosfera vi fosse dentro la cisterna e se la morte di Geremia sia da mettere o meno in correlazione con i miasmi fuoriusciti dal boccaporto. Il pubblico ministero De Munari, che ha aperto un'inchiesta, potrebbe disporre l'autopsia sul corpo dell'operaio.

Napoli Teresa Buonocore durante un party di fine estate sulla spiaggia, misero a punto il piano d’azione definitivo per ucciderla


Per memorizzare il volto di Teresa Buonocore, che di lì a pochi giorni, il 20 settembre, avrebbero ucciso, Alberto Amendola e Giuseppe Avolio ne ricavarono una fotografia dal profilo che la figlia ha su Facebook e la stamparono.

La notte prima di uccidere la donna che fece condannare lo stupratore della sua bambina, i due killer s’incontrarono in una discoteca di un lido di Portici. E proprio lì, durante un party di fine estate sulla spiaggia, misero a punto il piano d’azione definitivo per uccidere («accappottare») Teresa. Particolari agghiaccianti che emergono dagli interrogatori di Alberto Amendola (tatuatore 26enne) e del 21enne Giuseppe Avolio. Confermato anche il movente della vendetta: l’ordine dell’esecuzione venne impartito ai due dal carcere, ed è riconducibile al pedofilo, in cella da 15 mesi.

Dichiarazioni choc quelle che sono state trascritte dalla polizia giudiziaria nei verbali di interrogatorio di Giuseppe Avolio, il pescivendolo, e dell'amico tatuatore Alberto Amendola, entrambi in carcere con l'accusa di omicidio. I verbali sono contenuti nell'ordinanza con cui giovedì il gip Amelia Primavera, accogliendo la richiesta del pm Danilo De Simone, ha disposto la custodia cautelare dei due.

Nelle ore successive all'omicidio Avolio rese tre diverse dichiarazioni agli agenti della squadra mobile: dopo avere negato ogni coinvolgimento nel delitto, affermando che era andato a correre per perdere peso, ammise di avere preso parte all'omicidio. Questo il suo racconto: «In effetti, 15 giorni fa Alberto mi mise al corrente del fatto che aveva avuto la proposta da parte di persone di cui non mi precisò l'identità di “accappottare” una persona, una donna non meglio precisata, e che lui mi avrebbe dato personalmente, a cose fatte, la somma di 10.000 euro. Alberto mi comunicò anche che il mio compito sarebbe stato quello di condurre il motorino a bordo del quale l'azione doveva essere compiuta. Da quel momento ha iniziato a darmi lezioni di guida, essendo io poco esperto. In quella medesima occasione, su mia insistenza - ha aggiunto - Amendola precisò che la donna doveva essere ammazzata perchè aveva avuto incarico da un suo amico che era detenuto e che la signora doveva essere uccisa perchè aveva fatto uno sgarbo a questo suo amico. La stessa sera in cui mi fece la proposta, mi portò sotto casa della signora che doveva essere uccisa, in Portici, nei pressi della chiesa dei ferrovieri. Nei giorni successivi, Alberto mi ha mostrato la foto della vittima, rilevandola da Facebook dal profilo della figlia, e la stampammo».
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Tony Curtis:l'attore è morto all'età di 85 anni


Il cinema piange Tony Curtis:
l'attore è morto all'età di 85 anni
L'indimenticabile protagonista di “A qualcuno piace caldo”
si è spento nella sua casa in Nevada ROMA - La notte scorsa è morto all'età di 85 anni Tony Curtis, indimenticato e indimenticabile volto del grande schermo. Anticipata dal sito Entertainment Tonight, la notizia della scomparsa del grande attore è stata confermata dalla figlia Jamie Lee Curtis. Tony Curtis, il cui vero nome era Bernard Schwartz, sposato 6 volte, cinque figli, è stato protagonista di tantissimi film di successo, tra i quali l'indimenticabile A qualcuno piace caldo, con Marilyn Monroe e Jack Lemmon. Dal 1948, anno della prima apparizione sul grande schermo con il nome di James Curtis, ha girato più di 140 film. Nel 1959 ha ricevuto una nomination all'Oscar per La parete di fango, durissimo film nel quale compare accanto a Sidney Poitier.

Il portavoce della famiglia, Preston Ahearn, ha detto che Curtis è morto alla mezzanotte locale nella sua casa di Henderson, nel Nevada, accanto alla moglie Jill VandenBerg, di 42 anni più giovane.

Oltre a quella cinematografica, di rilievo anche la sua attività televisiva, come coprotagonista nei primi anni Settanta della serie di telefilm Attenti a quei due, in cui impersona il ricco playboy americano Danny Wilde, contrapposto al raffinato lord inglese Brett Sinclair (Roger Moore).

Nato il 3 giugno 1925 nel Bronx, figlio di una modesta famiglia ebraica di origini ungheresi, il nome di Tony Curtis è legato ad una stagione irripetibile di Hollywood. Il suo debutto avviene nella parte di un ballerino in Doppio gioco di Robert Siodmak. Negli anni '50 alterna ruoli leggeri a drammatici, tutti impostati su un fisico prestante e una bellezza diversa da quella dei machi hollywoodiani. Sono gli anni, per le parti brillanti, di Il principe ladro di Rudolph Mat‚ Il figlio di Ali Babà di Kurt Neumann e Il mago Houdini di George Marshall; del secondo gruppo fanno parte Furia e passione di Joseph Pevney, Trapezio di Carol Reed, Piombo rovente di Alexander Mackendrick e La parete di fango. Per le commedie l'eccellente Operazione sottoveste di Blake Edwards, in coppia con Cary Grant, ma soprattutto A qualcuno piace caldo in cui veste i panni (femminili) di Josephine. Arriva poi Spartacus di Stanley Kubrick dove ritrova Kirk Douglas con cui aveva già lavorato in I Vichinghi di Richard Fleischer. Negli anni '60 dà il volto al serial killer schizofrenico de Lo strangolatore di Boston, sempre di Fleischer. Le sue ultime apparizioni di rilievo Gli ultimi fuochi di Elia Kazan e La signora in bianco di Nicolas Roeg
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San Pietro in Palazzi (Cecina) trovati morti Paolo Giusti 49, e la moglie 46


Livorno, 30 settembre 2010 - San Pietro in Palazzi, una frazione di Cecina. Una coppia, marito e moglie, lui ferroviere di 49 anni e lei cartomante di 46, sono stati trovati morti nella propria casa. Secondo i carabinieri sarebbe stato un omicidio seguito da un suicidio. Il marito avrebbe sparato alla moglie e poi con la stessa arma si sarebbe tolto la vita. Sul posto, oltre alle pattuglie dei carabinieri di Cecina e del comando provinciale di Livorno, anche il pm di Livorno Filippo Maffeo. E' stato il figlio adolescente a trovare i genitori privi di vita questa mattina. Secondo una prima ricostruzione il ragazzo, studente delle scuole superiori, avrebbe trovato i corpi rientrando a casa poco dopo le 7. I genitori erano in una stanza al primo piano dell'abitazione, un vecchio cascinale di campagna, fuori dal centro abitato, lungo una strada che collega la vecchia Aurelia al mare e non lontano dal Parco della Cinquantina. Arrivato a casa, il figlio ha trovato la porta d'ingresso chiusa dall'interno ma, attraverso una porta a vetri, ha intravisto i corpi dei genitori, nel corridoio d'ingresso, ad alcuni metri di distanza l'uno dall'altro. In base ad un primo esame del medico legale, la donna è stata uccisa da un colpo di pistola alla nuca, mentre il marito da un proiettile alla tempia, al momento quindi l'ipotesi è quella di omicidio-suicidio, confermano i militari di Livorno che indagano sulla tragedia familiare avvenuta a San Pietro in Palazzi, in provincia di Cecina. L'autopsia stabilirà l'orario della morte dei due coniugi trovati stamani dal figlio che rientreva dalla propria festa di compleanno a Firenze. Il ragazzo, di sedici anni, insieme a parentie amici di famiglia sono stati ascoltati dai carabinieri che cercano di capire da come sia maturata la tragedia. Dai racconti sembra che la coppia avesse avuto dei litigi, ma le indagini non hanno ancora rivelato se siano il motivo scatenante del folle gesto. Gli investigatori non escludono che il marito abbia ucciso la moglie perché temeva che lo tradisse e poi si sia suicidato. L'uomo avrebbe usato una pistola di sua proprietà, una calibro 40, di fabbricazione tedesca. La morte risalirebbe tra la sera di ieri e le prime ore di oggi.

LONDRA L' ULTIMA SUPERSTITE DEL TITANIC MUORE A 97 ANNI MILVINA DEAN

LONDRA L’ultima superstite del naufragio del Titanic, Millvina Dean, è morta oggi a 97 anni in Inghilterra. Lo ha annunciato la Bbc informando che la signora è mancata in una casa di riposo per anziani in Hampshire. Millvina Dean era una bambina di due mesi quando il Titanic a bordo del quale si trovava insieme alla famiglia, che sperava di emigrare negli Stati Uniti, è affondato nella notte del 15 aprile 1912 dopo aver urtato un iceberg. La neonata fu messa in una sacca di tela e tratta in salvo. Anche la madre e la sorella sopravvissero mentre il padre perì nel tragico naufragio che provocò la morte di 1,517 persone. Negli ultimi tempi Millvina faticava a pagare i 3mila euro mensili per il suo ricovero. Per questo aveva cominciato a vendere alcuni cimeli del Titanic: il sacco in cui fu avvolta è stato ceduto ad aprile a 1.500 sterline. Gli attori Kate Winslet e Leonardo DiCaprio, protagonisti del colossal Titanic del 1998, hanno contribuito, insieme al regista del film James Cameron, con delle donazioni al Fondo Millvina che fu creato da alcuni suoi amici. Nonostante non avesse ricordi del disastro, Millvina ha sempre detto il naufragio ha cambiato la sua vita perché sarebbe cresciuta negli Stati Uniti invece di far ritorno in Inghilterra a Southampton dove ha vissuto la maggior parte della sua vita. Un’altra bambina a bordo, Barbara Joyce West, che aveva 11 mesi, sopravvisse al naufragio. La signora è morta nell’ottobre 2007 lasciando Millvina come ultima superstite del Titanic.

Vincenzo Di Maio, 32 anni si suicida per aver perso il lavoro


Castellamare di stabia(Na) 30 settembre 2010.Un lavoratore dell'indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia, Vincenzo Di Maio di 32 anni si e' ucciso: lo ha annunciato il segretario della Uilm Campania.
L'uomo, che lavorava per la società Dnr, era sposato con figli. Da quattro mesi non percepiva neanche più il sussidio di disoccupazione. Il suicidio in un garage, probabilmente, l'ultimo gesto di una disperazione evidente.
Per Ivan Santaniello, Rsu Failms Cisl, Vincenzo "era un bravissimo ragazzo, molto attento sul lavoro. Lavorava con grande passione, la sua unica preoccupazione era dare una sicurezza alla famiglia e ai figli". Una morte del lavoro, accusa dunque Santaniello. E nonostante non avesse più il lavoro, aggiunge il sindacalista, "Di Maio partecipava comunque alle manifestazioni di protesta perché sperava in un'altra commessa e così nel ritorno del lavoro".
Tra i primi commenti a giungere, anche quello di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: "Un fatto grave che ci addolora molto, sono cose che non dovrebbero accadere, è la spia che il problema del lavoro è un dramma sociale che va affrontato con molta responsabilità così come stiamo facendo noi con gli accordi siglati. Tutti dovrebbero riflettere sul fatto che non esiste oggi strada migliore in difesa del lavoro di quella di rendere convenienti gli investimenti delle imprese".
l'uomo è stato ritrovato in un garage, non si sa se di sua proprietà o di altre persone. «La crisi mondiale di Fincantieri sta facendo pagare a Castellammare un prezzo più alto rispetto agli altri stabilimenti», ha commentato Maresca che ribadisce l'urgenza di un intervento del Governo.

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mercoledì 29 settembre 2010

Torre le Nocelle Ludovico Sirio, di 43 anni è rimasto schiacciato da un nastro di alluminio


Un autotrasportatore di 43 anni è morto travolto da una balla di ferro nell'avellinese. L'incidente è avvenuto stamattina, intorno alle 7.45 presso la Metaltorre Srl a Torre Le Nucelle, in provincia di Avellino. L'uomo, Ludovico Sirio, originario di Pomigliano d'Arco era intento a scaricare insieme ad un altro dipendente alcune balle di ferro quando è stato travolto da una di queste. A nulla è servito l'intervento dei medici del 118, l'uomo aveva subito lo spappolamento del bacino e delle gambe. La procura di Avellino ha aperto un'inchiesta, le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di Montemiletto, sul posto anche gli ispettori dell'Asl di Avellino.

Roma E' morto Vincenzo Crocitti


Dopo una lunga malattia, è morto a Roma l'attore Vincenzo Crocitti, 61 anni. Caratterista di valore, aveva interpretato alcuni film e serie tv di grandissimo successo. Aveva esordito con la parte del figlio di Alberto Sordi in "Un borghese piccolo piccolo" di Mario Monicelli. Negli ultimi anni era diventato molto noto al grande pubblico nei panni del dottor Mariano Valenti di "Un medico in famiglia" e del vicebrigadiere Bordi di "Carabinieri".

Crocitti ha vissuto una lunga carriera spesso a cavallo tra cinema e televisione. Dopo il debutto nel musicarello "Nel sole" con Albano e Romina Power, nel 1967, ha prestato il suo talento e la sua espressività al servizio di grandi commedie all'italiana ("Romanzo popolare"), film di genere ("Squadra antiscippo", "Avere vent'anni") e molti titoli della cosiddetta commedia sexy degli anni 70, da "Giovannona coscialunga disonorata con onore" a "Pierino contro tutti" e "La supplente va in città". E' però indubbio che il ruolo che più gli ha dato la notorietà è quello del figlio di Sordi nel drammatico "Un borghese piccolo piccolo".

In televisione ha invece debuttato nello scenggiato "Orzowei" nel 1976, partecipando poi a serie notissime, tanto in Rai ("Don Matteo" e "Un medico in famiglia") quanto in Mediaset. Qui è stato uno dei volti più amati di "Carabinieri", serie di successo che lo ha visto nel cast per cinque stagioni, dal 2002 al 2007, nei panni del vicebrigadiere Bordi. Nel 2008 ha partecipato anche un episodio de "I Cesaroni".

Contrada Tumani:TROVATO IL CELLULARE DI SHARA SCAZZI

Ora è spuntato anche un altro elemento. È stato ritrovato il cellulare di Sarah in un casolare abbandonato non molto lontano dal luogo della scomparsa: tra le campagne di Avetrana e Nardò in contrada Tumani, territorio della provincia di Lecce. Ricerche a tappeto. Appelli e mobilitazioni. A un solo giorno di distanza che segna il mese della scomparsa di Sarah Scazzi ancora non si hanno notizie. La 15enne era scomparsa lo scorso 26 agosto da Avetrana in provincia di Taranto. È uscita di casa, in Vico II Verdi, per andare al mare con la cugina che abita a pochi metri di distanza da lei. Un percorso che richiede poco più di 10 minuti. Ma lì non risulta mai esserci arrivata. Le sue tracce si perdono nel nulla. Un mistero a cui la famiglia della ragazza non sa trovare un perché. «Un mese di angoscia – racconta Concetta Serrano Spagnolo la mamma di Sarah - senza nessuna novità. Ora stiamo raccogliendo le firme, ad Avetrana ma anche nei comuni vicini e presto anche nelle altre province pugliesi, per una petizione popolare. Al momento siamo a oltre 700 adesioni. Chiediamo che le ricerche vadano avanti con l'invio di più uomini e mezzi specializzati. Mia figlia non può essere sparita nel nulla». Una storia questa che la accomuna a quella di altre madri che hanno visto sparire nel nulla senza avere più notizie: «Mi hanno chiamato in tante - aggiunge Concetta - la madre di Denise Pipitone, di Angela Celentano e anche quella di Elisa Claps e tutte mi hanno incoraggiato a non mollare, a non ascoltare le cattiverie e a non spegnere mai la speranza». Sin dal primo giorno la madre della 15enne è convinta che quello di Sarah non sia stato un allontanamento volontario: «L'hanno portata via contro il suo volere. Ora non cè più tempo da perdere, bisogna muoversi con urgenza». La mamma si è rivolta anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il quale ha risposto: "Ho ricevuto la vostra toccante lettera e comprendo la profonda angoscia in cui state vivendo da tanti giorni nella trepidante attesa di notizie posso assicurarvi che è già in atto e continuerà a essere profuso il massimo impegno investigativo e operativo nella ricerca di Sara". Intanto poche settimane fa è morto il nonno materno della ragazzina che era accudito da una badante rumena sulla quale tra le tante ipotesi si erano incentrati alcuni sospetti. Tutti caduti nel nulla come quelli relativi ad alcuni amici su Facebook, ogni pista è sembrata svanire in breve tempo, mentre gli investigatori non hanno rinunciato a verificare alcuna ipotesi, purtroppo senza ottenere sinora una risposta. La famiglia ha anche incaricato alcuni investigatori privati che mercoledì prossimo dovrebbero incontrare il procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero che stanno seguendo le indagini. L'associazione Penelope, che riunisce familiari e amici di persone scomparse, ha sollecitato una risposta sulle proiezioni dei satelliti militari per capire se le immagini satellitari possano fornire spiegazioni sulla sparizione della 15cenne. La richiesta era già stata fatta un paio di settimane fa dalla vicepresidente nazionale e presidente di Penelope Puglia, Annalisa Loconsole, che oggi «rinnova la propria vicinanza alla famiglia Scazzi e con forza chiede la verità sulla scomparsa di Sarah».

Virgilio Nazzari, muore all'ospedale dopo 36 giorni di agonia, aveva 52 anni

Gli hanno chiuso l'arteria sbagliata durante un intervento per asportare un rene: il paziente, un 52enne, è morto a Roma dopo 36 giorni di agonia e dopo altri 5 interventi chirurgici per tentare di rimediare all'errore. Teatro dell'incredibile vicenda è l'ospedale San Pietro-Fatebenefratelli della Capitale, dove l'uomo era . stato ricoverato per una nefrectomia a causa di un tumore. I familiari hanno presentato una denuncia alla Procura. La vittima, Virgilio Nazzari, era stata ricoverata in ospedale per asportare un rene, dove era stato trovato un tumore. L'errore dei medici, però, ha causato un processo necrotico irreversibile che ha portato alla morte dell'uomo. Dopo la denuncia dei familiari del paziente, il pm della Procura di Roma, Paola Filippi, ha disposto l'autopsia sul corpo. Il medico legale incaricato, alla presenza del consulente dei familiari, ha accertato che la necrosi era stata provocata "dall'incredibile quanto ingiustificabile chiusura dell'arteria mesenterica superiore, assolutamente estranea ad una simile azione chirurgica che interessa esclusivamente l'arteria renale". Dopo la denuncia la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Avvocato famiglia: "Errore fatale" "L'aver chiuso erroneamente l'arteria che irrora organi vitali come intestino, pancreas e stomaco, ha comportato un processo necrotico irreversibile che ha condotto alla morte assurda di un uomo di 52 anni, dopo oltre un mese di agonia". Lo affermano Francesco Lauri e Giovanna Zavota, gli avvocati della famiglia dell'uomo di 52 anni, Virgilio Nazzari. I due avvocati parlano di "un incredibile errore chirurgico". L'ospedale: "E' stato costantemente seguito" "Il paziente è stato seguito con competenza e continuità per tutto il decorso della degenza in ospedale da equipe medica e infermieristica qualificata e di elevata esperienza nell'ambito del Dipartimento di Chirurgia e dell'Unità operativa di Rianimazione". E' quanto ha fatto sapere l'ospedale San Pietro di Roma. L'amministrazione dell'ospedale "ripone piena fiducia nell'operato degli organi competenti ed è vicina alla famiglia in questo momento di dolore confermando la massima collaborazione".
VIDEO DELLA NOTIZIA.

venerdì 10 settembre 2010

SARAH SCAZZI ....IL MISTERO SI FA' FITTO


Sarah Scazzi, ultime news Avetrana, Taranto - Sarah Scazzi è lontana da casa da ben due settimane, e il mistero della sua scomparsa si attanaglia attorno a due ipotesi, di cui una, al momento, sembra prendere il sopravvento. Perchè se fino ad oggi la pista del rapimento era sicuramente quella più batttuta da carabinieri e forze dell'ordine, ora l'ipotesi di una fuga volontaria è un'idea che gli inquirenti valutano con maggiore determinazione.

Sulla base degli ultimi riscontri, infatti, pare che la quindicenne premeditasse la fuga. Lo scriveva sul suo diario, lo confessava sulle chat.


I carabinieri del Racis hanno consegnato in Procura la nuova perizia nella quale verrà tracciato il profilo psicologico di Sarah.

Ma chi è veramente Sarah Scazzi ? Aveva dei piani stabiliti nella sua mente, sogni o desideri mai confessati, aveva effettivamente un piano di fuga?

Nell'intento di fare chiarezza su tutti questi aspetti i carabinieri stringono il cerchio sulle sue conoscenze, interrogano amici e conoscenti, passano al setaccio la rete nell'intento di scoprire ulteriori novità, su facebook, dove Sara aveva aperto tre profili.
Quello che finora è emerso è che Sarah è una ragazza determinata, furba e desiderava fuggire da Avetrana. Dunque le parole decise e risolute della cugina Sabrina, che su Facebook scriveva "Sarah non si è allontanata da casa e svanita nel nulla per sua spontanea volontà. Non ne aveva alcuna ragione. Non era fidanzata e non aveva litigato con nessuno. Queste ipotesi sono da scartare", svaniscono in una scia di mistero e perplessità.
Secondo Sabrina, che Sarah doveva pur conoscerla bene, sua cugina non avrebbe mai pensato di lasciare il paese.

E invece, ecco spuntare il famoso diario e i profili di Facebook sui quali Sarah confessava il suo desiderio. Non ultima la testimonianza di Antonio, il pasticciere di trentuno anni, che ha riferito ai carabinieri di aver videochattato con la ragazza qualche tempo fa. "L'ho incontrata casualmente, un mese fa su una chat. Ci sono arrivato da Facebook dove siamo iscritti tutti e due. Abbiamo chattato qualche volta, per una settimana in tutto, e mi ripeteva sempre la stessa cosa. Diceva che aveva 20 anni e voleva scomparire", ha detto l'uomo al quotidiano "Repubblica" redazione di Bari.

"Era una cosa strana, - ha proseguito - mi ha detto che voleva tagliarsi i capelli e cambiare il colore, per dare meno nell'occhio. Ormai non ci parlavo da un po'."
E poi rassicura sulla sua identità: "Sono sicuro che fosse lei non tanto per il nome quanto perché l'ho vista: qualche volta ho avuto l'impressione di chattare con due persone diverse che usavano lo stesso nome, per questo un paio di volte e le ho chiesto di usare la webcam. Si trattava di Sarah, sono sicuro - conclude Antonio - era in una stanzetta con l'umido sul muro alle spalle".
I carabinieri stanno cercando di capire dove si trovi questa stanza e stanno controllando i computer che utilizzava la 15enne.
Certo è che, qualora questa dichiarazione fosse vera, e che la ragazza di cui parla Antonio fosse effettivamente Sarah, le indagini prenderebbero una piega ben diversa.
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