giovedì 30 dicembre 2010

ucciso Salvatore Delli Carri giovane incensurato


Foggia 31 dicembre 2010.La gente era incredula quando, nel quartiere Cep, zona periferica della città, iniziava a diffondersi la notizia dell’omicidio di Salvatore Delli Carri. “Un bravissimo ragazzo – dicevano in molti – che non ha mai fatto male a nessuno – aggiungevano altri”. Questa sera Salvatore Delli Carri, 27 anni con una fedina penale pulita, è stato ucciso con alcuni colpi di pistola calibro 7.65. Mortale quello che lo ha raggiunto al volto. Otto i bossoli recuperati dalla polizia sull’asfalto. Il fatto di sangue si è consumato in una stradina buia tra via Padre della Bella e via dell’Arcangelo Michele. A dare l’allarme alcuni passanti che hanno notato il giovane riverso per terra. Salvatore Delli Carri, orfano di padre e di madre, era solo al momento dell’omicidio. Stando ad una prima ricostruzione dell’accaduto Delli Carri era, da poco, uscito da un supermercato dove aveva acquistato alcuni generi alimentari. Si stava dirigendo verso casa quando è stato raggiunto dal suo assassino che, dopo aver esploso i colpi di pistola, è fuggito via facendo perdere immediatamente le proprie tracce. E mentre prende piede l’ipotesi di un delitto di natura privata, proprio in queste ore le indagini degli agenti della squadra mobile di Foggia si starebbero concentrando su un uomo. Intanto in questura il personale di polizia sta ascoltando parenti e amici della vittima per cercare di ricostruire, non soltanto gli ultimi attimi di vita del 27enne, ma per ottenere indizi utili sulla sua vita privata.

Tatiana Bellizzi da teleradioerre.it

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Cristian Ferro di 36 anni residente a Rosolina (Rovigo), è morto in un incidente stradale ad Adria.


ROVIGO (30 dicembre) - Un uomo, Cristian Ferro di 36 anni residente a Rosolina (Rovigo), è morto in un incidente stradale ad Adria. Ferro era alla guida di un autoarticolato che, forse a causa della nebbia e del fondo stradale bagnato, all'altezza dello svincolo per Corbola della regionale 495 è prima andato a sbattere contro un guard rail e poi è uscito di strada. L'uomo è morto all'istante ed il corpo è stato estratto dai vigili del fuoco.

Ritrovata 36enne nella sua auto, abbandonata vicino al ponte di Pinzano, c'era una lettera d'addio


PORDENONE (30 dicembre) - Gli uomini del soccorso alpino di Maniago (Pordenone), supportati dalla Protezione civile e dai vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere della 36enne, che si temeva potesse essersi lanciata due giorni fa sul ponte di Pinzano (Pordenone Protezione civile e dai vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere della 36enne, che si temeva potesse essersi lanciata due giorni fa sul ponte di Pinzano (Pordenone) sul fiume Tagliamento. Nella sua auto, abbandonata, era stata trovata una lettera d'addio.

La donna è stata ritrovata nel territorio comunale di San Daniele del Friuli (Udine), in una zona che era stata già perlustrata nelle prime ore dopo l'allarme. L'acqua troppo alta e limacciosa aveva impedito di individuare il corpo ormai privo di vita della donna.

Giuseppe Di Bianca, morto dopo le cure di un falso medico


Palermo 30 dicembre 2010 - Era finito in coma dopo una seduta in uno studio di San Nicola l’Arena, frazione di Trabia.
Giuseppe Di Bianca, 73 enne di Campofelice di Roccella, è deceduto alla seconda rianimazione dell’ospedale Civico.
Si conclude così tragicamente la vicenda scaturita dall’inchiesta dei carabinieri del Nas che aveva scoperto un falso medico. Un rappresentante di abbigliamento di 65 anni, V. D. M., con precedenti penali, denunciato per esercizio abusivo della professione e lesioni, adesso potrebbe essere accusato anche di omicidio colposo.
Una storia agghiacciante, con pesantissimi risvolti sulla salute di un cittadino, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Civico.
I fatti risalgono allo scorso maggio, quando l’uomo, affetto da alcune patologie, si presenta nello studio di San Nicola l’Arena.
“Il paziente viene manipolato, sottoposto a terapie e a trattamenti con macchine elettromedicali - spiegano gli inquirenti -. Il suo quadro clinico si aggrava improvvisamente e l’uomo viene soccorso con un’ambulanza”.

I veri medici riscontrano uno stato comatoso, con condizioni generali tali da indurre il trasferimento con urgenza nel reparto di neuro-rianimazione con prognosi riservata. Condizioni gravissime.

Un caso del quale i carabinieri del Nas, guidati dal capitano Francesco Geraci, sono venuti a conoscenza poco dopo. Le indagini sono coordinate dalla procura di Termini Imerese.

I militari hanno perquisito lo studio di V. D. M. ed hanno sequestrato la struttura e le attrezzature mediche, il cui valore complessivo ammonta a 500 mila euro.

Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che il rappresentante di abbigliamento, “oltre a non essere in possesso di alcun titolo di studio abilitante alla professione sanitaria, aveva allestito presso il proprio appartamento un vero e proprio studio medico abusivo, attrezzandolo con apparecchiature e dispositivi medici di varia natura”.

Gli investigatori, inoltre, hanno accertato che esiste un medico che ha lo stesso nome del rappresentante, un professionista più giovane di lui di 30 anni che esercita il mestiere in un’altra regione.

Adesso i carabinieri sono al lavoro sulle cartelle mediche del paziente e per stabilire se c’è un nesso di causalità tra le terapie cui è stato sottoposto l’anziano e il coma.

Ma i militari vogliono anche stabilire a quanti pazienti desse assistenza il falso medico. Come V. D. M. sia riuscito a carpire la buona fede dei cittadini e quali terapie abbia prescritto.

L’operazione rappresenta un ulteriore intervento per far luce su numerosi casi di abusivismo medico presso strutture improvvisate con gravi pericoli per i cittadini.

Purtroppo in Italia sono tanti i casi di personaggi che si improvvisano medici per fare soldi. Dei truffatori che, vista l’assoluta incompetenza in materia di assistenza sanitaria, mettono a rischio la vita delle persone.

Un mese fa i carabinieri del Nas avevano compiuto un’operazione a vasto raggio che aveva portato alla scoperta di undici falsi dentisti.

L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Palermo ha avviato un’azione penale contro il falso medico assistiti dal legale, l’avvocato Mauro Torti, che è stata presentata una denuncia alla Procura di Termini Imerese contro il falso che con le sue “cure” avrebbe provocato gravi danni alla salute di almeno una persona che si era rivolta a lui . L’Ordine si costituirà parte civile al processo contro il falso medico.

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Andrea Giacomelli è stato trovato morto all’alba di stamani per strada


GENOVA 30 dicembre 2010
Un consigliere comunale di Castelnuovo Magra, un piccolo centro dello Spezzino, è stato trovato morto all’alba di stamani per strada. Secondo quanto appreso Andrea Giacomelli, 37 anni, è stato ucciso.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Sarzana per i primi rilievi. Ancora da ricostruire la dinamica dell’accaduto. Secondo le prime informazioni, Giacomelli era stato eletto nelle file di Sinistra e Libertà. Al momento i carabinieri del comando di Sarzana si trovano sul luogo del ritrovamento del cadavere. Le prime testimonianze parlano di una sparatoria avvenuta poco prima dell’alba vicino al centro storico del paese spezzino.
Giacomelli era titolare di un bar all’interno del centro commerciale di Castelnuovo Magra. Era stato eletto il 7 giugno 2009 e nominato due giorni dopo, nell’ambito della maggioranza coordinata dal sindaco Marzio Favini. I responsabili di «Sinistra ecologia e libertà» avevano indicato nell’aprile di un anno fa Giacomelli come candidato, in quanto già consigliere comunale uscente con delega alle politiche giovanili, membro del direttivo della Pubblica Assistenza di Castelnuovo e del vicino centro di Ortonovo. In questa giunta il consigliere si occupava con delega, delle problematiche sportive. «Anche oggi il mio cuore arde, perchè ho lo spirito di un leone e combatto per la gente, per la legge, e per me stesso»: con queste parole Giacomelli si era presentato sul suo profilo di Facebook.
assassino confessa E' l'ex marito della donna con cui la vittima aveva una relazione l'assassino di Andrea Giacomelli, consigliere comunale ucciso la notte scorsa a Castelnuovo Magra (La Spezia). La confessione e' arrivata durante l'interrogatorio da parte dei carabinieri a Casoria (Napoli), dove e' stato fermato. L'uomo si chiama Antonio Silvestro, ha 40 anni, e' incensurato ed era marito della donna con cui il consigliere comunale aveva allacciato una relazione. .

mercoledì 29 dicembre 2010

Davide Lafu La Fuenti Dichiarata la morte cerebrale. I genitori hanno dato l'autorizzazione per l'espianto di organi.


BELLUNO (29 dicembre) - Un giorno di speranza, ma poi Davide Lafuenti., 16enne di Spinea (Venezia), non ce l'ha fatta: oggi i medici l'hanno dichiarato morto. Il giovane ieri è rimasto gravemente ferito in un incidente sulla neve a Lentiai (Belluno) e subito ricoverato all'ospedale del capoluogo in condizioni disperate. Il ragazzo stava compiendo con un amico alcune discese lungo un pendio a bordo di una slitta costruita sul momento assemblando alcuni pezzi di legno. Per cause accidentali il mezzo si era capovolto. Il compagno era caduto sulla neve, mentre il sedicenne aveva battuto violentemente la testa contro un albero. Appena arrivato in ospedale, già intubato, è stato sottoposto a un'operazione alla testa nel tentativo di rimuovere un grosso coaugulo di sangue.

Il giovane era arrivato a Pian di Coltura (Belluno) ieri mattina assieme a un gruppo di coetanei, degli animatori e due sacerdoti per trascorrere alcuni giorni di vacanza nella casa per ferie di Spinea, gestita dalle parrocchie di Santa Bertilla e San Vito e Modesto.

I sanitari dell'ospedale di Belluno, dopo aver atteso le sei ore previste dalla legge seguenti alla constatazione dell'annullamento dell'attività cerebrale, alle 17.30 hanno dato il via alle procedure di espianto degli organi, con il consenso dei genitori del ragazzo. In particolare sono già stati individuati riceventi per cuore, polmoni, fegato, reni e pancreas, organi che saranno trasferiti dall'ospedale di Belluno verso le diverse destinazioni entro 24 ore.

Il parroco: «Solo la preghiera ci può aiutare». Sono cariche di dolore le parole di don Antonio dopo la dichiarazione stamani di morte cerebrale per Davide: «Un grande dolore abbiamo nel cuore - ha detto il sacerdote - apprendendo quanto è capitato a Davide, il nostro Davide. Siamo immensamente vicini alla mamma e al papà, a Luca e Marta, alla nonna, zii e familiari tutti. Mai avremmo pensato di poter sperimentare un dolore così grande. Le parole non esprimono i sentimenti più profondi, il silenzio ci assale e si fa spazio solo una preghiera per poter capire, accettare e soprattutto per Davide che affidiamo alla bontà di Dio e che certo nella sua vivacità ci sta sorridendo vicino al Signore che aveva appena incontrato nel Natale. Siamo vicini anche ai suoi amici e compagni e diciamo che solo la preghiera ci può aiutare». «Grazie al papà e alla mamma - ha aggiunto - per il dono grande di Davide e perché hanno deciso di donare gli organi perché altri possano vivere attraverso il loro figlio». Stasera è prevista una veglia di preghiera.

Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta giudiziaria, con l'ipotesi di omicidio colposo. Si tratta però di un atto dovuto - si apprende da fonti investigative - e molto difficilmente l'inchiesta (che al momento non ha indagati) potrà arrivare all'accertamento di responsabilità di terzi. Il fascicolo è nelle mani del pm di Belluno Massimo De Bortoli.

I carabinieri hanno intanto sequestrato il filmato dell'incidente, girato con un telefonino da una ragazza che faceva parte della comitiva. Nel video si scorge con nitidezza la dinamica del fatto: si vedono i due ragazzi a bordo dello slittino artigianale, costruito con alcune assi di legno, i pattini tagliati di tre sci e una sorta di doppio "freno" laterale, mentre scendono il declivio del prato innevato; poi all'improvviso lo slittino prende una sconnessione, cambia traiettoria e punta verso il tronco di un albero. Uno dei due ragazzi è riuscito a schivare l'impatto con la pianta, non così il sedicenne, che ha subìto lesioni rivelatesi poi mortali.

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Ermano Fossati, il pompiere di 52 anni ha perso la vita in servizio durante un tragico incidente avvenuto sul Colle del Melogno


Finale Ligure 30 dicembre 2010 . Un gran lavoratore cha amava il suo lavoro al quale si dedicava con passione, costanza e dedizione fin da giovane. Ecco chi era Ermano Fossati, il pompiere di 52 anni che questa mattina ha perso la vita in servizio durante un tragico incidente avvenuto sul Colle del Melogno. Amici, colleghi e in generale tutta la comunità savonese, in particolare quella di Orco Feglino (dove risiedeva), sono rimasti sconvolti in seguito a quesfatalità.

Fossati infatti è morto in servizio mentre stava soccorrendo un automobilista in panne che si trovava in una strada che in inverno è chiusa al pubblico e dove è vietato transitare. Proprio durante il soccorso è stato travolto dalla camionetta dei pompieri, guidata da un collega, slittata a causa della lastra di ghiaccio sull’asfalto.

Nato a Finale Ligure il 29 agosto 1957, Ermano Fossati era stato nominato nel ruolo dei vigili del fuoco il 22 marzo 1984 ed assegnato al comando provinciale di Imperia. Il primo gennaio 1995 aveva assunto la qualifica di capo squadra e dal primo agosto 1996 era stato assegnato al comando provinciale di Savona. Il primo gennaio 2006 aveva assunto la qualifica di capo squadra esperto. Il 26 aprile 2011 sarebbe andato in pensione per raggiunti limiti di servizio.

Fossati lascia la moglie Gabriella e i due figli, Riccardo di 22 anni, vigile del fuoco volontario, e Doriana, di 18 anni. In lutto la cittadinanza di Orco Feglino, dove l’uomo era molto conosciuto. La sorella di Ermano, Elisa, lo ricorda così: “Era un pompiere molto attivo, sempre in prima linea. Se in questa circostanza lo fosse stato un po’ meno, magari questa tragedia non sarebbe accaduta”.

to tragico episodio avvenuto per una serie di drammatiche

Leo Italiano 25 anni è stato trovato nelle campagne di Delianuova, nel Reggino


Il cadavere di un giovane di 25 anni, Leo Italiano, è stato trovato nelle campagne di Delianuova, nel Reggino. I carabinieri sono stati avvertiti da una telefonata. Italiano è stato ucciso in un agguato mentre si trovava in una zona di campagna. Contro il giovane sono stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco, non si sa ancora se fucile o pistola. Secondo quanto è emerso dalle indagini, Italiano non era affiliato ad alcuna cosca ma sarebbe stato contiguo, stando a quanto riferito dai carabinieri, ad ambienti della 'ndrangheta. Le indagini mirano ad accertare, in primo luogo, se l'assassinio del giovane sia da collegare ad una vendetta maturata negli ambienti della criminalità organizzata. L'ipotesi che viene fatta dagli investigatori è che Italiano sia stato attirato in una trappola da qualcuno che gli aveva dato un falso appuntamento con lo scopo di ucciderlo.

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lunedì 27 dicembre 2010

Adrienne Martin, 27 anni MODELLA MUORE A CASA del rampollo BUD


Adrienne Martin, 27 anni, una bella ragazza mora che ogni tanto faceva la modella per i costumi da bagno ed aveva lavorato in passato per Hooters, una catena di sexy bar un pò volgari, è stata trovata morta nella mega-villa di August Busch IV, 46 anni, erede dell'impero americano della birra Anheuser-Bush, quello della Budweiser,. ad Huntleigh, nei pressi di St.Louis, in Missouri. Una vicenda nella quale c'Š un elemento che lascia molto perplessi gli inquirenti: perchè il 19 dicembre dalla villa hanno aspettato oltre 40 minuti prima di chiamare il 911, cioè l'equivalente del 112 negli Stati Uniti, per segnalare che la giovane aspirante modella non respirava più ed era verosimilmente morta? 'La ragazza non si sveglia, non riusciamo a ...«, spiega una voce maschile ai servizi di emergenza del 911, come si sente nella registrazione di cui AbcNews ha ottenuto una copia. Quando l'addetto del servizio di emergenza chiede all'uomo - secondo il quotidiano locale S.Louis Post Dispatch un dipendente di Busch, Michael Jung - se la ragazza respira ancora, questi risponde: »Non lo sappiamo«. Una settimana dopo la morte della ragazza, le ragioni del suo decesso rimangono misteriose, ma a prima vista non si tratterebbe di un omicidio. Si pensa ad una overdose di stupefacenti, ma le analisi per stabilirlo saranno disponibili soltanto tra un mese circa. Secondo l'ex marito della donna, la ragazza soffriva di problemi cardiaci. Kevin Martin, 45 anni, ha spiegato alla stampa di non conoscere le ragioni della morte di Adrienne, ma ha indicato che la donna soffriva di una rara malattia cardiaca chiamata sindrome di Long, che può provocare palpitazioni, svenimenti e anche la morte improvvisa. Non è la prima volta che Busch viene coinvolto in una storia poco chiara: nel 1983 ebbe un incidente d'auto e una ragazza che si trovava con lui, Michele Frederick, perse la vita all'età di 22 anni. Al volante della sua Corvette nera, l'erede dell'impero della birra, a quei tempi studente universitario, perse il controllo dell'auto perchè andava troppo in fretta. Dopo l'incidente se ne andò senza avvertire nessuno e venne ritrovato ore dopo con una ferita alla testa nella sua casa di Tucson, in Arizona. Di quel periodo, proprio a causa della ferita, Busch sostiene di non ricordare nulla. Oltre ai 40 misteriosi minuti di attesa prima della telefonata, non sono emersi altri elementi strani nella vicenda. Il capo della polizia di Frontenac, Thomas Baker, ha indicato che »non ci sono segni apparenti che possano indicare un trauma o altre indicazione sulle ragioni della morte« della Martin

Luigi Silico, di 49 anni, salernitano ma da anni residente a Olbia, era intento a pitturare la facciata dell'edificio muore cadendo da 5 metri


Olbia 27 Dicembre 2010.Un operaio, che era intento a tinteggiare l'esterno di una villa di Olbia, è morto sul colpo cadendo da una impalcatura da un'altezza di circa cinque metri. Sul luogo sono intervenuti il personale del 118, che ha solo potuto constatarne il decesso, gli agenti della Polizia di Stato e il Servizio prevenzione ambienti di lavoro (Spresal) dell'Asl, che hanno avviato separate inchieste sull'incidente. Il fatto è avvenuto poco dopo le 13:30 in un cantiere situato vicino alla centrale via Aldo Moro, dove Luigi Silico, di 49 anni, salernitano ma da anni residente a Olbia, era intento a pitturare la facciata dell'edificio. Per cause ancora in via di accertamento, l'uomo ha perso l'equilibrio precipitando al suolo. Il trauma cranico lo ha portato velocemente alla morte.

Domenico Fontana, 61 anni, e i suoi quattro figli: Pasquale di 37, Pietro di 36 anni, Emilio di 32 e Giovanni di 19 anni uccisi per futili motivi


VIBO VALENTIA - Un'intera famiglia di agricoltori e pastori sterminata. Cinque persone, padre e quattro figli, sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco a Filandari, nel vibonese, nella frazione di Scaliti. L'agguato è avvenuto intorno alle 17 di lunedì. A rimanere sotto i colpi di due killer sono Domenico Fontana, 61 anni, e i suoi quattro figli: Pasquale di 37, Pietro di 36 anni, Emilio di 32 e Giovanni di 19. Il padre e due dei figli sono stati trovati all'esterno della masseria di proprietà della famiglia Fontana, mentre le altre due vittime della strage sono state trovate all'interno del locale. Gli assassini hanno utilizzato due pistole cogliendo di sorpresa le vittime all'interno dell'abitazione. Domenico Fontana era noto agli inquirenti per reati contro il patrimonio, ma non avrebbe legami con la 'ndrangheta.

IL TESTIMONE - Testimone dell'agguato un ragazzo romeno che lavorava alle dipendenze della famiglia Fontana. Il giovane è riuscito a nascondersi è quindi poi ha dato l’allarme. Ora si trova nella caserma dei carabinieri di Vibo dove starebbe raccontando quanto da lui visto. Proprio per questo motivo le indagini pare abbiano imboccato la giusta via.

L'IPOTESI - Infatti la strage sarebbe legata a contrasti per la proprietà di alcuni terreni. Quattro dei Fontana sarebbero morti sul colpo mentre il quinto, Emilio, è deceduto in ambulanza durante il trasporto in ospedale. La moglie di Domenico Fontana rientrata a casa, forse avvertita da una telefonata, ha cercato di prestare soccorso all'unico figlio ancora vivo. Al momento dell'agguato non era presente una figlia della famiglia Fontana.

IL PRECEDENTE - Il ricordo corre subito alla strage di Duisburg risalente al ferragosto del 2007 dove furono assassinati sei calabresi originari di San Luca, anche se in quell'occasione si trattava di una faida tra famiglie appartenenti alla 'ndrangheta
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Costituito - Un uomo di 42 anni, si e' presentata nella caserma dei Carabinieri di Vibo Valentia assumendosi la responsabilita' della strage di Filandari in cui sono state uccise cinque persone, padre e quattro figli. L'uomo, interrogato dal pm della Procura di Vibo Valentia, e' proprietario di una masseria vicina a quella in cui e' avvenuta la strage. Il movente sarebbe legato alla compravendita di un terreno. Secondo gli investigatori pero' a sparare sarebbero state due persone.

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Alessandro Greco, 37 anni muore schiacciato da attrezzi in palestra



Cosenza 27 Dicembre 2010.Un body builder e' stato trovato morto questa mattina in una palestra di Rende, alle porte di Cosenza, dove stava allenandosi. Secondo quanto accertato e' rimasto schiacciato da una macchina per l'allenamento dei quadricipiti. Non si sa ancora se la causa del decesso sia dovuta ai pesi caduti dallo strumento meccanico oppure un malore dell'uomo. Alessandro Greco, 37 anni, era un cultore della forma fisica. Nonostante la palestra fosse chiusa, si era continuato ad allenare ottenendo le chiavi dal proprietario che e' suo amico. E' stato quest'ultimo a trovarlo senza vita questa mattina. I pesi caduti addosso alla vittima sono complessivamente 200 chili. Forse l'uomo era nella palestra da ieri, ma e' stato trovato soltanto stamattina. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Rende e il medico legale che ha svolto un primo esame esterno sul cadavere. Sul corpo sara' eseguita inoltre l'autopsia per accertare la causa del decesso

muore investita Floriana Iodice, 20 anni all'uscita della discoteca


AVELLINO 27 Dicembre 2010. Gravissimo incidente stradale la notte scorsa a Campizze di Rotondi, in provincia di Avellino, dove una ragazza di 20 anni è stata investita mortalmente all’uscita della discoteca. La giovanissima Floriana Iodice, vittima
della tragedia, è stata falciata da un’auto mentre attraversava la strada insieme ad un amico di 19 anni di Rotondi per far rientro a casa.
L’auto che ha investito i 2 ragazzi è una Fiat Stilo guidata da un 19enne originario di Montesarchio (Benevento). Inutile l’intervento dei mezzi del 118: Floriana Iodice è morta sul colpo, mentre il suo amico è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla milza all’ospedale «Rummo» di Benevento.
Il giovane alla guida dell’auto è risultato negativo all’alcoltest e non aveva fatto uso di sostanze stupefacenti.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Cervinara (Avellino) che hanno denunciato in stato di libertà l’investitore per omicidio colposo.

domenica 26 dicembre 2010

Ciriaco Basile è stato ucciso a fucilate mentre si trovava nel suo ovile nelle campagne di Bitti (Nuoro).


BITTI.25 dicembre 2010 Ha colpito appostandosi su un albero come un cecchino, il sicario che ha ucciso Ciriaco Basile, l'allevatore di 36 anni, assassinato con due fucilate all'alba del giorno di Natale nelle campagne di Bitti (Nuoro).

"Le indagini sono in pieno svolgimento. Stiamo seguendo diverse piste, ma non possiamo dire nulla, per non pregiudicare l'esito dell'inchiesta", ha detto il capitano Fabio Saddi, comandante della Compagnia di Bitti che da ieri sta svolgendo un'attività investigativa intensa sotto la direzione del procuratore capo di Nuoro, Andrea Garau, che con il suo sostituito Luca Forteleoni ha seguito gli interrogatori di numerose persone.

Alle 9 il medico legale Vindice Mingioni ha iniziato l'autopsia sul corpo della vittima che verrà riconsegnato subito dopo ai genitori, con cui ultimamente viveva dopo la separazione dalla moglie. I primi riscontri autoptici avrebbero confermato la ricostruzione delle modalità dell'agguato, apparsa abbastanza chiara sin dal primo sopralluogo.

Il sicario, che forse aveva anche un complice di rincalzo, ha sistemato due grosse pietre in mezzo alla carreggiata della stradina di campagna che costituiva un passaggio obbligato per Basile. Poi si è appostato su un albero per attendere l'arrivo della vittima designata. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti della persona che ha sistemato i sassi in modo che sembrassero caduti da un muretto a secco e, seguendo le tracce, scoperto il punto di appostamento. Da quella posizione dominante, completamente invisibile nel buio, il sicario ha fatto fuoco quando Basile, verso le 6, è stato costretto a fermarsi e, sceso dal suo pick-up si è inchinato per spostare le pietre. Due fucilate hanno colpito l'allevatore alla testa da una distanza di 8-10 metri, uccidendolo sul colpo.

Basile stava andando nell'ovile a dare da mangiare alle pecore e il corpo è stato trovato da un vicino di pascolo. Nel 2006 l'uomo era scampato ad un agguato, restando solo ferito, e successivamente gli era stato sterminato tutto il gregge. Segnali di morte che l'uomo aveva ignorato, continuando la sua attività senza cedere alle intimidazioni. I funerali si svolgeranno domani nella Parrocchia di San Giorgio Martire a Bitti..

Chiara Lando, Giuseppe Venturin, Luigina Garbin,Tre morti sulle strade del Veneto


VENEZIA (27 dicembre) - Tre morti sulle strade del Veneto, che si sommano al ragazzo che ha perso la vita in Trentino, rendono il Natale del 2010 uno dei peggiori degli ultimi anni dal punto di vista della sicurezza nel Nordest. Le vittime sono: Chiara Lando, 32 anni, originaria di Vigonovo (Venezia) ma residente a Piove di Sacco (Padova), morta in un incidente a Saonara (Padova); Luigina Garbin, 54 anni di Este (Padova), che ha perso la vita sulla provinciale Moceniga a Ospedaletto Euganeo (Padova); Giuseppe Venturin, 68 anni di Codognè (Treviso), finito fuori strada a Fontanelle (Treviso).

Saonara (Padova), ore 2.45
Chiara Lando è morta tra le lamiere della sua Fiat Punto sulla strada dei Vivai a Saonara, a meno di un chilometro da casa. Aveva 32 anni, abitava in via Gandhi a Piove di Sacco e da poco più di un anno si era sposata con Giacomo Ramin, originario di Padova. Si era ritrovata a Padova con il marito e alcuni amici ed era andata alla messa di mezzanotte nella chiesa della parrocchia di San Francesco. Lei e il marito erano ognuno con la propria auto: Chiara Lando, infatti, era stata a Vigonovo (Venezia) in via Maroncelli a salutare il padre Cornelio, la mamma Maria Teresa Terrin e la sorella Martina di 28 anni. Quando il marito è arrivato a casa non ha trovato la moglie. È passato a Vigonovo e anche lì nulla. Preoccupato che fosse successo qualcosa, è tornato in direzione Padova, ripercorrendo la strada a ritroso. Erano quasi le tre del mattino quando si è trovato di fronte le auto della Polstrada di Rovigo e i vigili del fuoco che avevano illuminato il tratto a giorno.
Accartocciata c'era la Fiat Punto della moglie. Secondo i primi accertamenti la donna sarebbe uscita di strada da sola.

Fontanelle (Treviso) ore 9.45
Giuseppe Venturin, 68 anni di Codognè, è al volante di una Ford Fiesta. Improvvisamente il pensionato perde il controllo del mezzo, uscendo diritto da una curva. Violentissimo l’impatto contro un platano: gli airbag esplodono e il pensionato, picchia la testa contro il parabrezza. Venturin, una vita fatta di lavoro all'Electrolux di Susegana (Treviso), non ha scampo. Giuseppe Venturin era padre di due figlie e aveva quattro nipoti; la mattina di Natale era uscito per un giro in auto e stava tornando a casa. Viveva con la moglie Bruna in via Maglio a Cimetta di Codognè.

Ospedaletto Euganeo (Padova), ore 10.15
Luigina Garbin, 54 anni di Este, è stata strappata all'affetto della sua famiglia mentre rincasava a bordo della sua automobile. Era andata a Ponso (Padova) per prestare servizio a casa di una persona anziana. In precedenza, fino a qualche anno fa, aveva lavorato a lungo come commessa e negoziante nel centro storico atestino. La sua Fiat Tipo le è sfuggita di mano all'uscita di un'ampia semicurva della strada provinciale Moceniga nel territorio di Ospedaletto Euganeo, nel tratto denominato via Boschette. La strada era bagnata e l'auto è finita contro il fusto di uno dei platani che costeggiano la strada. Luigina lascia il marito, Orlando Lattieri, e le figlie Chiara e Alessandra. Lascia anche le sorelle Maria Grazia e Carla, che lavora nella farmacia Mantovanelli di piazza Maggiore a Este.

Tre morti sulle strade del Veneto Chiara Lando, 32 anni perde la vita


SAONARA. Tragico incidente mortale la notte di Natale sulla strada dei Vivai. Alle 4.10 sulla strada provinciale Chiara Lando, di 32 anni, su una Fiat Punto, proveniente da Padova e diretta a Piove di Sacco è uscita autonomamente di strada, forse per un colpo di sonno. La ragazza è morta sul colpo. Sul posto per i rilievi è intervenuta la Polstrada di Rovigo.

Alle 10 del mattino in via Boschette, al confine tra Ospedaletto Euganeo e Ponso, Luigina Garbin, 54 anni, a bordo di una Fiat Tipo, sulla strada Provinciale 11 Moceniga, è uscita di strada mentre andava in direzione Este. La donna ha perso il controllo dell'auto ed è finita contro un platano. E' morta sul colpo. Luigina Garbin, residente a Este, era molto conosciuta nel comune atestino, perchè gestiva un negozio di giocattoli in centro storico

Chiuso il reparto, sospese tre persone piccola è deceduta subito dopo la nascita


PALERMO 27 DICEMBRE 2010 Una neonata è morta giovedì subito dopo essere venuta alla luce nell'ospedale civico di Partinico, in provincia di Palermo. La bimba, nata viva, è figlia di una donna che aveva già avuto tre gravidanze ed era al nono mese. E' il sesto decesso di un neonato nel nosocomio siciliano in due anni. La direzione dell'Asp ha deciso la chiusura temporanea del reparto di Ostetricia e Ginecologia e la sospensione dal servizio di due dirigenti e di un'ostetrica.
Non è la prima volta che nel reparto dell'ospedale di Partinico si verificano decessi di neonati. Sei bambini sono morti negli ultimi due anni. La decisione di chiudere la struttura è stata presa dopo la relazione della commissione tecnico-ispettiva che ha controllato le procedure e i protocolli di assistenza seguiti dal personale in servizio durante il parto.

Oltre all'inchiesta amministrativa è stata aperta un'indagine dalla procura. Della sospensione dell'attività di ricovero e degenza del reparto è stata data comunicazione al prefetto di Palermo, ai sindaci del comprensorio, all'assessore regionale per la Salute e a tutte le autorità sanitarie. L'Asp rende noto che è stato attivato presso il pronto soccorso un servizio sostitutivo per garantire il trasferimento delle pazienti in altri nosocomi. Vengono assicurate solo le emergenze indifferibili e non trasferibili.

La Commissione parlamentare sugli errori sanitari chiede i dati
Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, chiederà all'assessore alla Sanità della Regione Sicilia, Massimo Russo, una relazione sul caso. "Apprezziamo il pronto e incisivo intervento della direzione generale dell'Asp che ha avviato un'indagine interna di fronte all'ennesimo episodio che vede un evento naturale come la nascita trasformarsi in tragedia. Non bisogna creare inutili allarmismi, ma accertare la verità" ha concluso Orlando.

Maurizio Marotta,31enne rimasto ucciso dopo essere stato raggiunto da alcuni compi di arma da fuoco


BARRAFRANCA (ENNA) - Sembrerebbe un agguato di stampo mafioso quello che ha visto vittima questa sera Maurizio Marotta, il 31enne rimasto ucciso dopo essere stato raggiunto da alcuni compi di arma da fuoco in pieno centro a Barrafranca, in provincia di Enna. L'uomo aveva precedenti di droga. Nell'agguato ad opera di sconosciuti è stato ferito anche il fratello della vittima, Gaetano, 32 anni, che ha chiamato i soccorsi. I due fratelli viveano a Colonia, in Germania, ed erano tornati a Barrafranca per trascorrere le vacanze natalizie in famiglia.Stando ad una prima ricostruzione - ancora non confermata dagli investigatori - i due fratelli erano all'interno di una vettura ferma in una strada del centro cittadino, nei pressi di un bar, quando l'auto è stata raggiunta da diversi colpi che hanno centrato Maurizio Marotta e ferito a una gamba il fratello. Non è stato ancora chiarito quanti fossero i sicari. Il ferito, inoltre, non ha chiamato le forze dell'ordine, ma ha chiesto soccorso al 118. I carabinieri di Piazza Armerina sono stati avvisati solo dopo il ricovero della vittima.

I militari hanno sentito il fratello ferito per capire il contesto del delitto e acquisire elementi utili all'identificazione del o degli assassini.



Luigi Spasiano ucciso in Equador stato assassinato


Il giovane cuoco di Massa Lubrense (Napoli), Luigi Spasiano, è stato assassinato la scorsa notte in Ecuador dove si era recato per trascorrere le feste natalizie e per conoscere la famiglia della fidanzata.


Dai primi accertamenti effettuati, Spasiano sarebbe stato ucciso a coltellate dall’ex fidanzato della ragazza in un vero e proprio agguato portato a termine nei pressi dell’abitazione della famiglia. Ad avvertire le autorità sarebbe stata proprio la ragazza: le condizioni del giovane cuoco sono apparse subito gravissime tant’è che è morto pochi minuti dopo il ricovero in ospedale.

La notizia è immediatamente rimbalzata in Canada, precisamente a Toronto, dove il ragazzo lavorava nel ristorante Sorrento, il locale gestito
da Nino Cioffi, titolare del bar Bougainville di Sorrento.
Spasiano era uno che amava il suo lavoro, ambasciatore, come decine e decine di suoi colleghi, della cucina campana nel mondo e testimone della forza di una tradizione inestinguibile.

Renata Marchetti, è morta oggi all’ospedale di Faenza, in provincia di Ravenna. Un incendio si è sprigionato nella sua stanza


FAENZA 26 dicembre 2010 INCENDIO OSPEDALE – Una donna di 63 anni, Renata Marchetti, è morta oggi all’ospedale di Faenza, in provincia di Ravenna. Un incendio si è sprigionato nella sua stanza, nel reparto di neurologia di medicina generale.
La donna era ricoverata per disturbi di tipo personale. Sembra che fosse entrata nel bagno per fumare, poi forse a causa di un malore la sigaretta ha dato fuoco a sostanze infiammabili. La donna è riuscita ad uscire dal bagno ma si è accasciata a terra. Il sistema d’allarme anti incendio ha richiamato le squadre di soccorso. La dona è stata ritrovata con ustioni di terzo grado sulla parte superiore del corpo (volto e braccia) anche se il decesso potrebbe essere dovuto ad asfissia a causa del fumo sprigionatosi.

L’autopsia chiarirà cosa è successo veramente, si spera. L’incendio è rimasto circoscritto alla sua stanza e non è stato necessario evacuare i pazienti dell’ospedale. Per tutto il tempo che succedeva il tragico incidente, la compagna di camera della donna morta era nel suo letto e non ha subito danni.

Michele Mosca, 17 anni è morto in un incidente e altri sette feriti


TRENTO (26 dicembre) 2010- Un ragazzo di 17 anni morto e sette feriti, tra cui due giovani in gravi condizioni, è il bilancio di un incidente stradale avvenuto poco prima di mezzanotte sulla strada statale che porta da Mezzolombardo a San Michele, in provincia di Trento.
Due auto, un'Audi A6 con a bordo sei ragazzi di Lavis di età tra 16 e 18 anni, e un'altra A6 di una coppia di giovani turisti tedeschi, si sono scontrate frontalmente a Grumo. Sul posto è morto Michele Mosca, 17 anni, che era seduto vicino al conducente di 18 anni ricoverato in prognosi riservata. Ferito in modo grave anche un altro ragazzo di 16 anni. Tutte le alte persone coinvolte nello schianto hanno riportato ferite meno gravi.
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sabato 25 dicembre 2010

Giovanni Albertanza, artigiano di 52 anni è stato trovato morto dopo gioco autoerotico


Tragedia ad Orzinuovi, in provincia di Brescia: Giovanni Albertanza, artigiano di 52 anni nel settore edilizio, è stato trovato morto nella serata di mercoledì all’ interno del suo garage. Il corpo presentava un cacciavite industriale conficcato nel retto ed alcune lesioni alla testa, con lievi escoriazioni forse causate da una caduta. Attesa per l'autopsia
Agli investigatori l'oggetto che avrebbe causato le lesioni, ritrovato nell'ano dell'uomo, inizialmente sembrava una barra di ferro, poi si è scoperto che si trattava di un cacciavite industriale. Il cadavere presentava inoltre delle lesioni alla testa. Per questo non si esclude la pista che porterebbe a un omicidio. Si attendono i risultati dell'autopsia che potrebbe chiarire i punti oscuri di questa morte.

A Orzinuovi la vittima era arrivata alcuni anni fa con la famiglia. Era un piccolo artigiano edile, noto alle forze dell'ordine per vicende di droga e rapine. La morte, secondo i primi accertamenti, risalirebbe alle 3 di martedì notte. Questo sarebbe in contrasto con quanto dichiarato da alcuni vicini che l'avrebbero visto mercoledì mattina a passeggio con il cane.

Il corpo presentava un cacciavite industriale conficcato nel retto ed alcune lesioni alla testa, con lievi escoriazioni forse causate da una caduta. Entro la giornata di oggi la Procura ha stabilito l’ autopsia per capire le cause del decesso, probabilmente verificatosi alle 3 di notte tra martedì e mercoledì, nonostante i vicini abbiano dichiarato di averlo visto mercoledì mattina passeggiare con il cane.


Tra le possibili ipotesi sulla morte, si indaga su due possibili alternative: la prima è quella dell’ omicidio (regolazione di conti), dato che Albertanza aveva precedenti penali ed era già noto alle forze dell’ ordine per vicende legate a droga e rapine ( denunciato per associazione a delinquere e porto abusivo d’armi) ; la seconda è quella del suicidio, poiché l’artigiano di origini pugliesi ( trasferitosi nel bresciano solo pochi anni fa) sembra soffrisse di depressione e di seri problemi di tossicodipendenza. A rafforzare questa seconda strada vi è il fatto che il garage fosse chiuso dall’interno, che gli ingressi non sembrano forzati o distrutti e che egli aveva le chiavi in tasca quando è stato ritrovato morto.

Inoltre alcune fonti hanno parlato di un possibile ed estremo autolesionismo, e di una pratica erotica che avrebbe causato un improvviso ed inatteso malore. Nei prossimi giorni si capirà di più su quanto tragicamente successo grazie alle indagini che saranno effettuate dai carabinieri della compagnia di Verolanuova e del Reparto Operativo di Brescia.

L’artigiano lascia la moglie e due figli, uno di 27 anni ed un’ altra di 24. Probabilmente c’è stato un duro litigio per cui egli avrebbe deciso di dormire fuori casa, dove non sarebbe più ritornato.

Tragico il bilancio di questo Natale sulle strade. Almeno dieci le persone che hanno perso la vita in diversi incidenti.


Due sono morti in distinti scontri sulla Autolaghi e sulla A9, sempre in direzione Milano. Tre morti nel Torinese nell'arco delle ultime 24 ore. Altre due vittime in Abruzzo, nei pressi di Chieti, in uno scontro frontale. Un uomo è deceduto dopo che con la sua auto si è schiantato su un muro a Firenze. Altri due morti a Roma.

Firenze, torna da lavoro e si schianta
Stava tornando a casa dopo una notte passata al lavoro quando la sua auto ha sbandato e si è schiantata contro un muro in pietra. E' morto così Alessandro Domenici, 42 anni, cameriere in un locale fiorentino, residente a Lastra a Signa (Firenze). L'incidente è avvenuto la notte di Natale. A causarlo potrebbe essere stato, secondo i carabinieri, un colpo di sonno. Domenici lascia la moglie ed un figlio di pochi mesi.


Torino, tre vittime in meno di 24 ore
Pietro Baravalle, 74 anni, di Carmagnola, ha perso la vita in uno scontro con un'altra vettura avvenuto a Piossasco, sulla strada provinciale 6. L'anziano si stava immettendo da una strada laterale quando è sopraggiunta un'altra macchina. L'impatto lo ha ucciso all'istante, mentre sia la moglie, che era seduta accanto a lui, sia il conducente dell'altra vettura se la sono cavata con ferite lievi e sono stati trasportati all'ospedale San Luigi di Orbassano (Torino). Nella notte altre due persone avevano perso la vita in provincia di Torino, in incidenti stradali avvenuti a Balangero e Rocca Canavese.

Due morti in incidenti a Roma
Due persone, un uomo e una donna, sono morte dopo che l'auto sulla quale stavano viaggiando si è scontrata con il guardrail. E' accaduto alla periferia di Roma, su via Salaria all'intersezione con Via del Casale di Settebagni. I vigili del fuoco hanno estratto i corpi senza vita delle vittime e i vigili urbani che hanno chiuso al traffico il tratto della Salaria in direzione Roma centro.

Chieti, due morti in un frontale
Due persone sono morte e altre due ferite in un incidente stradale all'interno di una galleria sulla statale Adriatica nei pressi di Francavilla al Mare (Chieti). I feriti - un adulto in gravi condizioni e una bimba di 11 anni - sono ricoverati all'ospedale di Pescara. Nell'incidente sono rimasti coinvolti tre veicoli, due autovetture e un furgoncino, anche se restano ignote le cause dello scontro, un frontale tra un'auto e il mezzo commerciale. Nell'incidente è morta una coppia di coniugi di Francavilla al Mare (Chieti): F.C., di 72 anni, e la moglie, A.M.L, di 78 anni.

Due morti sulla Milano-Como
Due uomini sono morti in altrettanti incidenti stradali sulle autostrade Milano-Como (A-9) e sull'Autolaghi (A-8). In base alle prime informazioni fornite dalla Polstrada, il primo incidente, un tamponamento fra due auto, è avvenuto nel territorio di Origgio nel Comasco. Nel secondo, accaduto poco dopo, sono rimasti coinvolti tre veicoli all'altezza di Besnate, nel Varesotto.

Incidente mortale a Belpasso sulla strada provinciale 14. Morta la conducente di 20


25 DICEMBRE 2010 Belpasso- Incidente mortale a Belpasso sulla strada provinciale 14. Morta la conducente di 20 anni feriti il resto dei passeggeri. Da tempo in questa strada,a causa del manto stradale usurato e altamente sdrucciolevole anche per la composizione dei materiali dell’asfalto,avvengono innumerevoli incidenti di notevole entità come quello accaduto ieri 24 dicembre 2010 alle 12.30 circa. La ragazza alla guida di una punto proveniente da Belpasso per andare verso Piano Tavola, perde il controllo della macchina proprio a causa della difformità dell’asfalto andando, così, a finire nella carreggiata opposta e schiantandosi contro un camion che saliva nella direzione contraria,perdendo la vita sul colpo.
La giovane era accompagnata da altre 4 persone. Si tratta di 5 cugine, alcune delle quali provenienti da Roma per trascorrere a Belpasso il periodo delle feste natalizie. La ragazza seduta accanto alla conducente è stata trasportata dall’elisoccorso all’ospedale Cannizzaro di Catania in condizioni molto gravi, mentre i restanti passeggeri sono stati trasportati al Garibaldi in condizioni di minore gravità. Il camionista si trova, anche lui, al Garibaldi ricoverato in stato di shock.
Da tempo si è esposta alla Provincia la necessità di intervenire per la manutenzione di questa strada. I risultati sono stati quelli che vediamo oggi. Dobbiamo attendere un evento più grave (dato che oggi si è sfiorata la strage), magari altri feriti o altri morti, per indurre a effettuare manutenzioni adeguate per garantire delle strade sicure e percorribili?
Ora, raccogliendo le troppe segnalazioni che provengono sia dagli operatori del trasporto merci, sia da semplici cittadini stanchi di pagare per le conseguenze dell’inadeguata manutenzione che produce gravi danni ad automezzi e a persone, anche letali come in questo caso, siamo costretti ad abbandonare i toni sommessi per gridare il nostro: basta!


Il padre trova il figlio di 16 anni impiccato


Torino 25 Dicembre 2010.Un ragazzo di 16 anni si è impiccato in un locale del condominio dove si trova l'abitazione dei genitori ad Albisola, nel levante savonese. Il corpo del ragazzo è stato trovato stamani dal padre che lo cercava da qualche giorno. Il ragazzo se n'era andato da casa qualche giorno fa ma solo il 23 dicembre i genitori ne hanno denunciato la scomparsa. La polizia ha avviato le ricerche anche tramite la microcella della telefonia mobile e con l'ausilio di protezione civile e vigili del fuoco, ricerche che sono proseguite fino a oggi quando il padre ha annunciato il ritrovamento del corpo del ragazzo. Il giovane tra l'altro aveva inviato alcuni sms ai genitori annunciando loro l'intenzione di uccidersi. Secondo quanto appreso, il giovane aveva già tentato di uccidersi con i barbiturici qualche mese fa.

Giuseppe Marco Perera, 39 anni, di Torino, è morto all'istante per la caduta di un albero sul collo


Torino 25 Dicembre 2010 Si è spezzato l'osso del collo dopo avere urtato un albero caduto trasversalmente sulla carreggiata a causa del maltempo. Giuseppe Marco Perera, 39 anni, di Torino, è morto all'istante. L'albero, infatti, è rimasto all'altezza dell'abitacolo appoggiandosi su un muro di contenimento. L'incidente è avvenuto questa notte intorno all' una, a Rocca Canavese, sulla provinciale 23. L'uomo stava percorrendo la strada a bordo del suo fuoristrada Isuzu Trooper, diretto verso il centro del paese quando è finito contro il tronco. Non è chiaro se l'albero sia caduto pochi istanti prima del suo passaggio oppure se si trovasse già sul posto. A fare luce sull'accaduto sarà l'indagine dei carabinieri della compagnia di Venaria Reale. Il decesso è avvenuto per frattura del rachide cervicale. La salma dell'uomo è stata trasportata nella camera mortuaria dell'ospedale di Lanzo, dove si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria.

E’ morto il 29enne Ivan Dogali


Castiglione Chiavarese. Dopo oltre cinquanta ore di agonia, Ivan Dogali, il 29enne di Castiglione Chiavarese coinvolto in un grave incidente sulla A26 martedì scorso, si è spento ieri mattina all’ospedale di Novara. Sposato da soli 9 mesi, era alla guida della sua auto e si stava recando in Svizzera per affari legati al suo lavoro di frigorista e manutentore di impianti industriali di refrigerazione.
Sulla dinamica dell’incidente ha aperto un’inchiesta la procura di Vercelli, ma da una prima ricostruzione dei fatti sembra che il giovane sia rimasto coinvolto in un tamponamento a catena avvenuto a causa della nebbia e del ghiaccio sulla bretella di Stroppiana.
Ora i tanti amici del giovane esprimono il proprio cordoglio e l’affetto nei suoi confronti su Facebook, ancora increduli per la terribile tragedia. “Non esiste…Non è vero…perché? Tante domande e nessuna risposta”; “Tu c’eri, eri vivo, il tuo cuore batteva, com’è possibile! Resterai sempre con noi”. Queste sono soltanto alcuni dei pensieri che si leggono sulla bacheca di Ivan.
“Abbiamo avuto la fortuna di conoscerti. Non ti dimenticheremo mai” e ancora “Il tuo sorriso e la tua allegria rimarranno nei nostri cuori”. Una lunghissima lista di pensieri, che si susseguono sul web incessanti. Dimostrazioni di stima, di affetto e di vicinanza alla neo sposa e alla famiglia del ragazzo
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venerdì 24 dicembre 2010

Manuel Bertolati 17 ANNI dopo la scuola si era sentito male sul bus e perde la vita


VICENZA (24 dicembre) 2010 - Uno studente di 17 anni è morto ieri mattina sull'autobus che lo stava riportando a casa a Case di Malo (Vicenza). Si chiamava Manuel Bertolati e frequentava l'Ipsia Garbin a Schio. Il ragazzo si è accasciato ed è morto, nessuno ha udito lamenti.
Manuel si è accasciato mentre era in piedi al centro dell'autobus. Altri studenti hanno avvisato l'autista che si è fermato vicino alla rotatoria davanti alla chiesa di S. Antonio Abate. Sono arrivati i soccorsi, ma per lo studente non c'è stato nulla da fare.
abitava con i genitori e la sorella nella frazione di Case. La mattinata in aula si era svolta normalmente senza che nulla lasciasse presagire la tragedia
Manuel Bertolati si è sentito male ieri alle 12,45 a Schio mentre tornava a casa dopo la scuola Frequentava l'istituto "Garbin"
Silvia Dal Ceredo SCRIVE:

Non il calore e l'atmosfera festosa, ma il gelo di un dolore straziante è piombato proprio a Natale tra le mura domestiche della famiglia Bertolati di Case di Malo, che ieri si è vista drammaticamente strappare il figlio diciassettenne Manuel, scomparso a causa di un malore improvviso e insospettabile.
Al termine della mattinata scolastica e salutati i compagni della classe 3a BE dell'Ipsia Garbin, il ragazzo come ogni giorno è salito a bordo dell'autobus che l'avrebbe riportato al suo paese, dove abitava in via Matteotti al civico 13, probabilmente anche di buon umore dato che dinanzi a lui si prospettavano un paio di settimane di vacanza.
Sistematosi in piedi nella zona centrale del mezzo affollato, di colpo si è accasciato a terra tra gli altri passeggeri, principalmente studenti come lui, atterriti e preoccupati per quanto stava succedendo. L'autista ha subito accostato, all'altezza della rotatoria davanti alla chiesa di S. Antonio Abate, per attendere l'arrivo dei soccorsi.
«Come al solito l'autobus era pieno di passeggeri e molti viaggiavano in piedi – racconta Laura, coetanea e conoscente del ragazzo che era con lui a bordo del mezzo -. C'era anche Manuel che all'improvviso, circa alle 12.45, è crollato a terra. Ero seduta abbastanza vicino ed ho purtroppo assistito alla scena. Sembrava, ma di questo non posso essere certa, fosse in preda ad un attacco epilettico. Era disteso, con gli occhi aperti, ad intervalli aveva dei sussulti, ma era privo di conoscenza. Alcuni studenti hanno immediatamente avvisato l'autista, il quale ha chiamato l'ambulanza all'istante e poi ha fermato il mezzo. Durante l'attesa è sempre rimasto in contatto telefonico con l'ospedale. Dopo poco, circa cinque minuti, è arrivata l'ambulanza. Con l'aiuto di alcuni passeggeri, i medici hanno caricato Manuel, ancora vivo, su una barella e poi sull'ambulanza, che è ripartito velocemente. Nell'autobus eravamo tutti impietriti, abbiamo cercato di far fronte alla situazione come meglio potevamo, mantenendo la calma, ma è stata un'esperienza terribile».
Sconcerto anche da parte dell'azienda di trasporto pubblico Ftv. In uno dei loro mezzi stava infatti viaggiando il giovane quando si è sentito male.
«Il nostro autista era da poco partito dalla fermata della stazione ferroviaria – spiega Antonio Donà, direttore di esercizio Ftv – quando ha ricevuto una segnalazione d'emergenza da alcuni passeggeri relativa ad un ragazzo che accusava un malore. Il conducente, che fatalità è un volontario della Croce rossa da molti anni, ha applicato le procedure previste in questi casi. Episodi come questi, di persone che si sentono male a bordo, non sono poi così rari, quindi il personale è preparato attraverso appositi corsi che insegnano anche le manovre di primissimo soccorso, effettuate anche in questo caso. L'autista, dopo aver avvisato il Suem ed aver parcheggiato l'autobus in sicurezza, è rimasto in contatto diretto con il pronto soccorso che gli forniva indicazioni. Siamo costernati di fronte ad un esito così drammatico degli eventi». .

Leonardo Rosellini, residente a Chiesina, ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro il muro di cinta di un'abitazione


Pistoia 24 dicembre 2010.Un ragazzo di 21 anni è morto intorno alle 2 della notte in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale Ponte Buggianese-Chiesina Uzzanese, in provincia di Pistoia. Per cause ancora da stabilire Leonardo Rosellini, residente a Chiesina, ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro il muro di cinta di un'abitazione. Il giovane stava rientrando a casa dopo una cena con gli amici. Sul posto sono intervenute le ambulanze, ma per la vittima non c'era più niente da fare. Probabile che l'incidente, avvenuto peraltro a circa 500 metri da casa, sia stato causato dal fondo stradale reso viscido dalla pioggia
VIDEO DEDICATO DAGLI AMICI
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il romeno Ion Mena, 52 anni decapitato forse da cane ma s'indaga su causa morte


Foggia 24 Dicembre 2010.Non c'è ancora nessuna certezza sulle cause della morte dell'uomo trovato decapitato questa mattina nelle campagne di Foggia, in località Torretta nei pressi di Borgo Mezzanone, vicino all'azienda agricola 'Agnelli'. Sul posto sono al lavoro gli investigatori della squadra mobile e della scientifica della Questura di Foggia e, insieme a loro, magistrato, medico legale e veterinario stanno cercando di mettere insieme i tasselli della vicenda. La 'scena del crimine' è infatti ancora tutta da decifrare: il corpo dell'uomo (probabilmente il romeno Ion Mena, 52 anni, come recitano i documenti trovati nei pantaloni, operaio dell'azienda agricola) è deturpato e presenta diverse ferite compatibile con morsi di animali. Anche la testa, trovata successivamente a circa 1 km dal cadavere, è molto sfigurata. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quindi quella dell'intervento di un animale, e in effetti nelle zona del cadavere è stato trovato un rottweiler non legato, ma con una lunga catena al collo. Possibile, quindi, che il cane abbia potuto staccare la testa all'uomo strattonandolo con la catena, ma un animale con quella forza nelle mascelle potrebbe averlo fatto anche mordendo il collo. Ma il particolare non chiarirebbe se - e nel caso come - l'uomo fosse o meno già morto al momento della decapitazione, elemento chiave sul quale gli investigatori ancora non si sbilanciano.
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Giuseppe Gioia morto accoltellato, pare dopo una furibonda lite per futili motivi


CEGLIE (24 dicembre) Una vigilia di Natale funestata dal sangue, a Ceglie Messapica. Due distinti episodi, un suicidio e un omicidio, nel volgere di pochissimo tempo Il morto accoltellato, pare dopo una furibonda lite per futili motivi, si chiama invece Giuseppe Gioia. Secondo le prime ricostruzioni, Gioia e Antonio Valente (un netturbino già noto alle forze dell'ordine) avrebbero animatamente discusso nei pressi di un bar di via Villa Castelli, finché non sarebbe spuntata una lama e Valente non avrebbe accoltellato Gioia.
Il tutto sarebbe successo intorno alle 19,30.

Su entrambi i fatti di sangue in corso rilievi e indagini dei carabinieri della stazione di Ceglie e della compagnia di San Vito dei Normanni.




William Norman Sharpe III, 49 anni, accoltellato


CEGLIE (24 dicembre) - Una vigilia di Natale funestata dal sangue, a Ceglie Messapica. Due distinti episodi, un suicidio e un omicidio, nel volgere di pochissimo tempo. A togliersi la vita è stato un cittadino inglese di 49 anni, a essere stato accoltellato è invece un uomo del posto dopo una lite nei pressi di un bar. William Norman William Norman Sharpe III, 49 anni, era a Ceglie da appena due giorni: è stato trovato senza vita, e con i piedi legati, dalla proprietaria dell'abitazione di via Balilla (a pochi passi da piazza Plebiscito) che il britannico occupava. La macabra scoperta intorno alle 17.

giovedì 23 dicembre 2010

Pietro Ortolano è morto dopo essere stato travolto da un'auto che si è poi dileguata


Siracusa 24 dicembre 2010 L'incidente si è verificato questa sera in via Barresi, un'arteria veloce nella zona alta di Siracusa, nel cuore del popoloso rione di Mazzarrona. Un uomo di 64 anni, Pietro Ortolano, è morto dopo essere stato travolto da un'auto che si è poi dileguata. L'uomo, secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione della polizia municipale di Siracusa, stava attraversando sulle strisce pedonali quando una vettura - della quale non si conosce ancora nemmeno il modello e il colore - lo ha investito. Sul posto è giunta un'unità mobile del 118, ma la disperata corsa verso il pronto soccorso dell'ospedale Umberto I è risultata vana: Ortolano è spirato poco dopo essere giunto al nosocomio..

Giovanni Albertanza 52 anni il cadavere trovato mercoledì sera in un garage a Orzinuovi


Brescia 23 Dicembre 2010.È di un uomo di 52 anni il cadavere trovato mercoledì sera in un garage a Orzinuovi. Giovanni Albertanza, secondo gli accertamenti
dei Carabinieri, sarebbe stato impalato. Il corpo è stato trovato dalla moglie che ha dato l'allarme. L'uomo lavorava nel settore dell'edilizia e oltre alla moglie lascia un figlio di 27 anni e una figlia di 24 anni. I vicini, sconvolti dall'accaduto, lo descrivono come una persona cordiale.
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mercoledì 22 dicembre 2010

VENEZIA:INCIDENTE SULLA ROMEA:un'automobile ha provocato la morte di TANIA E OLGA


VENEZIA (22 dicembre)2010 - Una carambola tra due camion e un'automobile ha provocato la morte di due donne e la chiusura temporanea della statale Romea tra Venezia e Chioggia. L'incidente, secondo quanto si è appreso, è avvenuto tra lo svincolo per Codevigo e lo svincolo Confine di Padova e Venezia. Le due donne decedute - madre e figlia,Tania e Olga residenti a Chioggia - sarebbero state entrambe nell'auto coinvolta nell'incidente. Sul posto sono intervenuti la polizia stradale, i vigili del fuoco e il personale dell'Anas.
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Andrea Paganelli MUORE NEL SONNO a soli 15 anni CI MANCHIIIIIII


Genova 23 Dicembre 2010.Andrea Paganelli, è stato ritrovato sul letto insieme al cagnolino, anche lui morto per le esalazioni di monossido di carbonio che, secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco intervenuti per fare alcuni accertamenti, sarebbe alla base dell'incidente. Il gas sarebbe fuoriuscito da una stufa di metano. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia ed i sanitari del 118.
Secondo quanto ricostruito il ragazzino nella notte era a casa da solo, mentre la madre era a Ovada, dove gestisce un locale col compagno. Stamani all'uscita di scuola Andrea avrebbe dovuto chiamare la mamma, ma la donna non sentendo la sua telefonata, dopo aver cercato di mettersi in contatto con lui si è precipitata a Genova, col compagno, per capire cosa fosse successo al figlio, trovandolo in casa, privo di sensi. La donna, presa dal panico è scesa in strada chiedendo subito l'intervento di una pattuglia di carabinieri. Sul posto sono arrivati gli agenti delle volanti, il 118, il medico legale ed i vigili del fuoco. Il ragazzino ieri sera aveva cenato nella pizzeria dello zio e dopo averlo salutato era tornato a casa per dormire. Un'ultima chiamata alla mamma per la buona notte e poi col cagnolino si era messo a letto. La morte sarebbe sopraggiunta nel sonno, nel corso della notte.
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AZIENDA IN CRISI: Riccardo Rangan, imprenditore di 39 anni


Venezia 22 Dicembre 2010.L'azienda di famiglia stava attraversando un periodo di crisi e lui, amministratore e figlio del fondatore, non ce l'ha fatta: di fronte a queste difficoltà ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nel capannone della fabbrica e lasciando un memoriale, un addio di 5 pagine ai familiari e ai dipendenti. Lo scrive oggi il Gazzettino

Protagonista di questa drammatica vicenda è Riccardo Rangan, imprenditore di 39 anni, amministratore della Pura Plastic srl di Spinea: il suo corpo è stato ritrovato lunedì mattina appeso a un carrelo elevatore. L'azienda di famiglia, che operava nel settore delle materie plastiche e lasciatagli dal padre anni fa, era in difficoltà finanziarie: solo tre i dipendenti, tuttavia l'azenda aveva dovuto avviare la cassa integrazione per riuscire a rimanere competitiva nel settore. Una escalation di difficoltà economiche, iniziata due anni fa e culminata con il tremendo gesto di Rangan che, tuttavia, ha voluto spiegare a familiari e collaboratori quale fosse la situazione, cosa provasse, quali fossero state in questi tempi le sue riflessioni personali. Il tutto raccolto in una sorta di "testamento" di cinque pagine, ritrovate in un file del suo personal computer. Nell'ultima sua lunga riflessione, Rangan ha voluto sottolineare come abbia sempre cercato di resistere, di battersi per il bene dell'azienda e ha infine espresso un ultimo desiderio alla famiglia: quello di essere cremato.

martedì 21 dicembre 2010

Gessica Zavarin Ventenne esce di strada e muore, aveva detto: c'è da aver paura a guidare


ROVIGO (21 dicembre) 2010- Tragica uscita di strada, ieri sera, poco prima delle 18, a Ca’ Cappellino (Rovigo). A perdere la vita una ventenne rodigina di Porto Viro, Gessica Zavarin, rimasta incastrata dentro la sua Polo Volskwagen sulla strada provinciale 37, nel tratto che collega Porto Viro e Ca’ Venier. A quanto sembra la ragazza si stava dirigendo verso casa dei genitori del fidanzato quando, in località Madonnina, ha perso il controllo della vettura ed è andata a sbattere contro il muretto di un ponticello. L'impatto ha fatto finire la Polo fuoristrada. L'auto si è capovolta su se stessa e si è infine fermata a lato del piccolo fossato. Gessica, nell'urto violento, a quanto sembra, è morta sul colpo. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Adria che hanno lavorato a lungo per riuscire a estrarre il corpo della giovane dalle lamiere. Il corpo della ventenne è stato portato alla camera mortuaria dell'ospedale di Porto Viro.

Sulla dinamica dell'incidente sono ancora in corso gli accertamenti dei carabinieri. Difficile stabilire, per ora, con esattezza, cosa abbia fatto perdere il controllo del mezzo alla ragazza. Forse le condizioni della strada che con le temperature di questi giorni, a quell'ora era già ghiacciata.

Gessica Zavarin era molto conosciuta a Porto Viro e la notizia della sua morte ha destato profondo dolore. Era figlia di Valerio Zavarin, uno dei soci della Veneta Pesca, una delle più grosse aziende del settore ittico del Delta. Gessica lavorava come parrucchiera al salone "Dive e Divine" di via Trento a Porto Viro. Era fidanzata e da qualche tempo conviveva con Stefano Banin. Tutti la descrivono come una ragazza aperta e dinamica. Molti amici tra i coetanei, era molto apprezzata anche dalle clienti del salone gestito da Sara Domeneghetti. Di lei piacevano anche la cordialità e la spontaneità nei modi. Proprio in questi giorni, parlando con alcune di loro delle nevicate e del gelo, aveva detto: «C'è da avere paura ad andare per le strade».
autore:Cristina Fortunati.

Alessandra Brusaferri di 34 anni perde la vita,insieme al figlioletto leonardo di appena 3 anni


Cremona 21 Dicembre 2010.Era ricoverato da ieri pomeriggio in rianimazione pediatrica all'ospedale di Brescia. Ma purtroppo il piccolo Leonardo Brusaferri, tre anni, è morto stasera. Il suo cuore ha cessato di battere 24 ore dopo quello della madre, l'insegnante trentaquattrenne Alessandra Brusaferri di Crema (Cremona). La giovane professoressa aveva dato alla luce una bimba, Viola, solo una settimana fa. Troppo gravi le ferite riportate da Leonardo ieri, nel fuori strada costato la vita alla mamma, lungo la strada provinciale che collega Capralba (Cremona), il paese dove abitava, a Campagnola Cremasca. Il padre Luca Guerini, cronista trentaduenne del settimanale diocesano di Crema Il Nuovo Torrazzo e figlio del sindacalista della Cisl Sebastiano, resta invece ricoverato all'ospedale cittadino: le sue condizioni sono serie, ma non corre pericolo di vita. Era lui al volante dell'auto, una Renault monovolume, con la quale stava accompagnando il figlio all'asilo a Crema assieme alla moglie. La strada era ancora coperta da un sottile strato di neve e la velocità della vettura era ridotta. Alessandra viaggiava sul sedile posteriore e a risultarle fatale è stato l'impatto con il supporto di un ponticello in muratura. La Renault, dopo aver sbandato sulla sinistra, è infatti scivolata oltre il ciglio che delimita la carreggiata e si è infilata in una roggia, incastrandosi sotto l'arcata di cemento che consente l'accesso ad un appezzamento coltivato. Per la giovane mamma la morte è stata immediata.

FRANCESCO TOYER DOMANI mercoledì 22 dicembre L'ADDIO AL 16ENNE SUICIDATOSI


CONEGLIANO - Si svolgeranno domani, mercoledì 22 dicembre, i funerali del 16enne Francesco Troyer uccisosi con un colpo di pistola domenica, nel tardo pomeriggio, nella sua abitazione.
Il feretro arriverà nella chiesa di Lourdes alle 10.
Increduli i suoi amici di scuola per il gesto compiuto dal ragazzo, che si interrogano sul perchè si sia spinto a compiere questo estremo atto.Un ragazzo di 16 anni si è ucciso ieri sera, domenica 19 dicembre, nella sua casa di via Zandonai a Conegliano sparandosi alla testa con la pistola del padre.

L'arma era regolarmente detenuta dal genitore delle vittima. Secondo le prime informazioni, il tragico gesto potrebbe essere stato innescato da una delusione sentimentale vissuta di recente dall'adolescente.

Gli agenti del commissariato di polizia di Conegliano stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica della vicenda.





Valentin Costin, operaio residente a Spresiano SI SCHIANTA CON LO SCOOTER E MUORE


ARCADE – Incidente mortale questa mattina poco dopo le 7 ad Arcade, in via Trieste, la strada che conduce a Spresiano.

A perdere la vita un trentenne di origine rumena, Valentin Costin, operaio residente a Spresiano.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il giovane è finito con il suo scooter contro un palo dopo aver tentato di evitare un furgone. Ancora da chiarire, comunque, l’esatta dinamica dell’incidente. Su questo farà luce la polizia stradale di Treviso, intervenuta per i rilievi di rito.

Sul posto è intervenuta un’ambulanza del Suem 118. Purtroppo, però, per il trentenne non c’è stato nulla da fare, è morto praticamente sul colpo.

Gessica Zavarin, rimasta incastrata dentro la sua Polo Volskwagen sulla strada provinciale 37


ROVIGO 21 DICEMBRE 2010 Tragica uscita di strada, ieri sera, poco prima delle 18, a Ca’ Cappellino (Rovigo). A perdere la vita una ventenne rodigina di Porto Viro, Gessica Zavarin, rimasta incastrata dentro la sua Polo Volskwagen sulla strada provinciale 37, nel tratto che collega Porto Viro e Ca’ Venier. A quanto sembra la ragazza si stava dirigendo verso casa dei genitori del fidanzato quando, in località Madonnina, ha perso il controllo della vettura ed è andata a sbattere contro il muretto di un ponticello. L'impatto ha fatto finire la Polo fuoristrada. L'auto si è capovolta su se stessa e si è infine fermata a lato del piccolo fossato. Gessica, nell'urto violento, a quanto sembra, è morta sul colpo. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Adria che hanno lavorato a lungo per riuscire a estrarre il corpo della giovane dalle lamiere. Il corpo della ventenne è stato portato alla camera mortuaria dell'ospedale di Porto Viro. Lo scrive oggi il Gazzettino.

Sulla dinamica dell'incidente sono ancora in corso gli accertamenti dei carabinieri. Difficile stabilire, per ora, con esattezza, cosa abbia fatto perdere il controllo del mezzo alla ragazza. Forse le condizioni della strada che con le temperature di questi giorni, a quell'ora era già ghiacciata.

Gessica Zavarin era molto conosciuta a Porto Viro e la notizia della sua morte ha destato profondo dolore. Era figlia di Valerio Zavarin, uno dei soci della Veneta Pesca, una delle più grosse aziende del settore ittico del Delta. Gessica lavorava come parrucchiera al salone "Dive e Divine" di via Trento a Porto Viro. Era fidanzata e da qualche tempo conviveva con Stefano Banin. Tutti la descrivono come una ragazza aperta e dinamica. Molti amici tra i coetanei, era molto apprezzata anche dalle clienti del salone gestito da Sara Domeneghetti. Di lei piacevano anche la cordialità e la spontaneità nei modi. Proprio in questi giorni, parlando con alcune di loro delle nevicate e del gelo, aveva detto: «C'è da avere paura ad andare per le strade».

Drammatico incidente sull'autostrada A1, nel tratto compreso tra Anagni e Colleferro La vittima è un 42enne albanese di Gallicano Romano


ROMA 21 DICEMBRE 2010 Drammatico incidente sull'autostrada A1, nel tratto compreso tra Anagni e Colleferro. Un uomo è stato falciato e trascinato per 90 km da una bisarca (il mezzo pesante destinato al trasporto di automobili). La vittima è un 42enne albanese di Gallicano Romano. L'uomo era sulla carreggiata dopo che il suo furgone era stato tamponato da un altro camion. I suoi resti sono stati ritrovati lungo l'autostrada fino ad Arezzo. Indagati i due camionisti.

Il conducente della bisarca si è accorto della tragedia solo quando è stato bloccato da una pattuglia della polizia stradale a Monte San Savino, dove tra le ruote e sulle auto caricate c'erano segni dello scempio del cadavere. L'incidente è avvenuto mentre il 42enne era intento a controllare i danni subiti a seguito di un piccolo tamponamento con laltro mezzo pesante.

Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Frosinone, l'albanese stava guidando il suo furgone nella corsia dei mezzi lenti sull'A1, all'altezza di Colleferro, quando è stato tamponato violentemente da un Tir carico di frutta che ha fatto sbalzare il furgone nella terza corsia, ovvero quella di sorpasso.

Presumibilmente l'albanese è uscito dal furgone - viene considerato poco probabile che sia stato sbalzato fuori dal mezzo per il tamponamento - ed è stato subito dopo investito in pieno dalla bisarca, che nel frattempo era sopraggiunta. Il corpo è rimasto incastrato tra le ruote.

Due camionisti indagati per omicidio
Ad essere indagati per omicidio colposo il conducente del Tir carico di frutta e l'autista della bisarca che ha poi travolto l'uomo che nel frattempo era sceso dal furgone. Secondo quanto si è appreso, il conducente del Tir si è subito fermato per parlare con l'autista del furgone ma questi era nel frattempo sceso dal mezzo. Poi è stato investito dalla bisarca che sopraggiungeva. Terribile la scena che si è presentata agli occhi degli agenti della stradale: i resti dell'albanese sparsi sull'asfalto come i suoi indumenti. Il conducente della bisarca ha sostenuto di non essersi accorto di aver investito un uomo. "Pensavo di passare sopra alcuni detriti", ha detto agli agenti.

A 83 anni se n'è andato un altro pezzo di storia italiana, Enzo Bearzot


MILANO, 21 dicembre 2010 - Il “vecio” se n’è andato. Enzo Bearzot, il commissario tecnico del trionfo in Spagna nel 1982, è morto. Curiosamente si è spento proprio il 21 dicembre, come Vittorio Pozzo, il c.t. che vinse i due Mondiali prima di lui, nel 1934 e 1938, scomparso il 21 dicembre di 42 anni fa. Aveva 83 anni. Ci lascia in eredità una straordinaria avventura, maturata in un’estate rovente, costruita pezzo dopo pezzo all’insegna del gruppo. Nomi che sono diventati leggende. Zoff, Collovati, Scirea, Cabrini, Gentile, Bergomi, Oriali, Conti, Tardelli, Graziani, Rossi, Altobelli, Antognoni. Chissà quante volte avrà ripetuto questi nomi. Tutti figli suoi.

Mister dal carattere schivo ma deciso, fece quadrato intorno a una Nazionale partita tra qualche critica di troppo. E il 14 luglio del 1982 la portò sulla vetta del mondo. Sulla sua strada, fece fuori Maradona, Zico, Boniek, fino alla finale senza storia, contro la Germania Ovest. Ma di lui si ricorda anche la pipa e il quell'immagine che resterà nei libri di storia: una partita a briscola con Pertini, Zoff e Causio con in palio... la Coppa del Mondo. Enzo Bearzot nasce ad Aiello del Friuli il 27 settembre 1927. E' un mediano con spiccate doti difensive e gioca nella squadra locale. Ma nel 1946 qualcuno si accorge di lui e vola in serie B nelle fila della Pro Gorizia. Davvero bravo; così tanto da passare all’Inter. Quindi tre anni al Catania ancora tra i cadetti e poi nel Torino dove costruisce la sua carriera: 164 presenze, dal 1957 al 1964. La Nazionale ? Una sola presenza nel 1955. L’addio al calcio coincide con l’ultimo anno al Toro in cui prende in mano le giovanili granata per poi diventare assistente di Nereo Rocco e Edmondo Fabbri. Dopo una breve esperienza al Prato, il primo impatto con l’azzurro: era il 1969. Resterà alla guida dell’Under 23 fino al 1975; il trampolino di lancio per la Nazionale maggiore. Dopo il fallimento in Germania nel 1974 condivide la panchina con Fulvio Bernardini fino al 1977.


mundial 82 — Il resto è storia. L'Italia conquista il quarto posto in Argentina nel 1978, grazie anche a scelte coraggiose; come le convocazioni dei giovani Paolo Rossi e Antonio Cabrini. Proprio Rossi, convocato nel 1982 dopo la famosa squalifica, sarà l’artefice del trionfo spagnolo; una conquista strepitosa contro avversari fortissimi (Brasile, Argentina e Germania), contro la feroce critica della stampa italiana contro la quale Bearzot "inventò" il silenzio stampa.


Meno fortunato il prosieguo sulla panchina azzurra: nel 1986 i campioni del Mondo escono agli ottavi contro la Francia. Bearzot si dimette dopo 104 panchine. Più di Vittorio Pozzo che ne collezionò 97. Il suo resterà un record ancora imbattuto.


lunedì 20 dicembre 2010

Paolo Friz, morto a 54 anni ex giocatore di basket


ORIA 20 DICEMBRE 2010 Paolo Friz, ex giocatore di basket rimasto vittima di un incidente stradale il 10 agosto 2009, è deceduto presso una casa famiglia a Oria, in puglia, dopo essere stato a Ceglie Messapica, in un centro riabilitativo, dove era stato trasferito dall’ospedale Perrino di Brindisi.Nella prima mattinata è arrivata la notizia della morte di Paolo Friz , 53 anni, lasciando tutti noi addolorati.

Paolo era ricoverato in una struttura sanitaria di Ceglie Messapica da quasi un anno, dopo il terribile incidente automobilistico che nell’agosto del 2009 lo aveva visto coinvolto.

Nonostante le condizioni gravissime, che sin dal primo momento avevano fatto pensare al peggio, il suo fisico da ex-atleta della pallacanestro e la sua indomabile voglia di vivere, ci avevano dato più di una speranza di rivederlo di nuovo tra noi e ritornare alla sua passione di vita: l’accudire, il curare gli animali.

La sua scelta di divenire veterinario , sin da giovane si era accompagnata a quella dell’identificarsi nei valori più puri e coerenti dell’Anarchia: giunto a Brindisi, giovanissimo, promessa del basket, divenne collaboratore , sostenitore e redattore di una originale rivista antimilitarista , gravitante nell’area anarchica , SENZAPATRIA,
Nato a Trento, fin da giovane si era dedicato al basket, giocando prima nelle squadre giovanili di Bolzano, dove si era trasferita la famiglia, e poi in serie A, giocando per diverse stagioni anche nell'Olimpia Milano di Mike D'Antoni, suo compagno di squadra, e Dan Peterson, suo allenatore; si era trasferito poi alla Billy e alla Cinzano Milano, concludendo la sua carriera cestistica e trasferendosi definitivamente in puglia, per alcune stagioni con la maglia dell’Assi Brindisi, formazione del patron Guadalupi, quando era ai suoi massimi splendori e giocando anche nel Lecce, Ostuni, e Monopoli.
A fine carriera, si era rimesso a studiare Ottenuta la Laurea in veterinaria aveva aperto uno suo studio. Medico veterinario di animali non convenzionali, ed esperto erpetologo, dava una mano alla Lipu ed era un professionista molto apprezzato.
All'età di quarant'anni gli era stato diagnosticato il Parkinson e nel 2009 era stato vittima di un incidente stradale, quando, mentre percorreva da solo la statale 379 direzione Brindisi, in località Specchiolla, aveva perso il controllo dell'auto che guidava ed era andato a schiantarsi contro un furgone, fermo in un'area di sosta.
L’autista del furgone era rimasto fortunatamente illeso, mentre le condizioni dell'ex atleta erano apparse subito molto gravi: Friz era stato immediatamente ricoverato presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi in prognosi riservata.
Non si era più ripreso da quell'incidente, ed era rimasto paralizzato.
I genitori di Paolo, con la compagna e i tre fratelli, avevano deciso di riportarlo a Bolzano, in una struttura specializzata, dove speravano che le sue condizioni migliorassero,
e con il progetto «Paola Mazzali» stavano raccogliendo i fondi necessari per farlo.
Ma Paolo Friz è scomparso nella notte tra sabato e domenica, proprio mentre la «sua» Bolzano lo salutava in un evento organizzato per lui all'Alumix, uno dei tanti per poterlo aiutare.
«Desideriamo far sapere a chi ha dato il suo contributo per aiutarci a riportare a casa Paolo - hanno detto i fratelli- che i fondi raccolti nelle serate di beneficenza resterano al progetto Paola Mazzali per altri scopi benefici»
Lascia la compagna Mina e i quattro figli Niccolo', Valerio, Riccardo e Sabina.

Eustachio Cappiello 82enne morto colpito da un palo


Matera 20 Dicembre 2010.Incidente mortale oggi pomeriggio a Matera, nei pressi di via Dante.
Un 50enne, alla guida di una Ford Fiesta che proveniva da via Gravina, causa malore, ha perso il controllo della vettura, invadendo l’opposta corsia di marcia e terminando la sua corsa contro un palo che contrassegna le fermate dei bus cittadini. .
Palo che, sfortunatamente, ha colpito in pieno un anziano di 82 anni, Eustachio Cappiello, che è decedutoSul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie di polizia e carabinieri, oltre che i vigili del fuoco.
Non è la prima volta che si registrano incidenti in questo punto della città, trattandosi di un rettilineo.

Una donna di 59 anni, Uscita dall'ospedale per fumare una sigaretta, muore di freddo


BELGIO 20 DICEMBRE 2010 Uscita dall'ospedale per fumare una sigaretta, muore di freddo, dopo alcune ore una passate all'addiaccio. È successo a Chenee, vicino a Liegi (Belgio). La vittima è una donna di 59 anni, ricoverata all'ospedale sabato scorso e sparita dalla sua stanza dalle cinque di stamattina. Era uscita per fumare la prima sigaretta della giornata, ma è scivolata sul ghiaccio perdendo conoscenza. È stata trovata solo dopo alcune ore di ricerca. Le temperature minime segnavano meno sei.

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